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giovedì 26 marzo 2020

In questi tempi di quarantena, il nostro domicilio diventa una “chiesa domestica”- Consigli

In questi tempi di quarantena, il nostro domicilio diventa più che mai una “chiesa domestica”. È il momento perfetto per adibire o impreziosire un angolo per la preghiera a casa nostra. Ecco alcune idee per creare o valorizzare un spazio grazioso dedicato alla preghiera.

di Christine Ponsard  Per incoraggiare la preghiera familiare, adibire un angolo apposito è una buona idea. Può essere semplicemente un “angolo” o anche una vera e propria stanza per chi ha una casa grande (un ripostiglio, una mansarda, un armadio molto grande o anche una piccola camera). L’angolo per la preghiera è installato in modo permanente. Quindi, dopo il momento del raccoglimento, le icone e le candele devono essere lasciate lì, così questo luogo ricorderà a tutti, durante la giornata, il ruolo della preghiera nella nostra vita e la sua importanza vitale. Un padre di famiglia racconta che a casa sua l’angolo per la preghiera si trova nel salotto e che una lucina resta sempre accesa davanti all’icona, proprio come fanno in Oriente. I suoi figli gli hanno detto che quando si alzano di notte e passano davanti alla porta aperta del salotto, la lucina ricorda loro la presenza di Dio e li rassicura.
L’angolo della preghiera favorisce il raccoglimento, invita all’orazione e anche alla catechesi familiare; inoltre può permettere a ciascuno di ritrovare la calma e il silenzio per incontrare Dio durante la giornata. Come creare il nostro angolo per la preghiera? Sarà nostro e della nostra famiglia, unico come noi e non assomiglierà a quello di nessun altro, sarà parte delle tradizioni e dei tesori della casa.

Dove installare il nostro angolo per la preghiera? 
La prima cosa da fare è quella di scegliere un luogo adatto: a volte bisogna provare un posto, poi un altro, prima di trovare quello giusto. Anche l’evoluzione della famiglia e i desideri dei bambini possono portare al cambiamento. Perfino nelle piccole abitazioni esistono diverse possibilità e non c’è un luogo predefinito: l’angolo della preghiera può essere all’ingresso, in cucina, nella camera dei bambini o nel salotto. Tuttavia possiamo darvi alcuni criteri di scelta:
– Ci deve essere abbastanza spazio affinché tutta la famiglia possa riunirsi (prevedete un po’ di spazio in più per gli ospiti di passaggio).
– Deve essere un luogo che favorisca la calma e non disperda l’attenzione. Se ci si mette infatti davanti ad una finestra che si affaccia sulla strada, il rumore esterno potrà distrarci ed impedire il nostro raccoglimento.
– Deve essere, o diventare, il più bello possibile! Bisognerebbe per esempio, evitare la vicinanza con il cestino della spazzatura o con il cesto del bucato.
– Deve trovarsi in un luogo dove passiamo spesso durante la giornata. Non deve essere relegato in un luogo dove nessuno va mai.
– Allo stesso tempo, deve trovarsi in un luogo un po’ appartato per invogliarci a pregare da soli. Quest’ultimo criterio è possibile ovviamente solo per le abitazioni sufficientemente grandi: è difficile, se non impossibile, isolarsi quando sei o sette persone vivono sotto lo stesso tetto, in tre o quattro stanze. Questa promiscuità non è priva di molte difficoltà e limitazioni, ma più in particolare nell’educazione alla preghiera personale; tuttavia niente è impossibile e i vincoli materiali non devono scoraggiarci. Sta a noi stabilire una routine familiare che permetta a tutti, genitori e bambini, di trovare i propri momenti di calma e di solitudine durante il giorno per poter ritrovare sé stessi e pregare.

Come abbellire un angolo per la preghiera?  
Una volta scelto il posto giusto, bisogna allestirlo. Il minimo da fare sarebbe quello di collocare una statuetta, un crocifisso o un’icona; è molto importante scegliere una bella immagine o una bella statua. Infatti, è importante che il bambino associ presto Dio alla bellezza. Si consiglia quindi di evitare immagini brutte o troppo kitsch, o delle riproduzioni di cattiva qualità; i monasteri offrono un’ampia scelta di immagini e di statue, per tutti i gusti e a tutti i prezzi. Questa immagine (o icona, o statua) deve essere collocata su un tavolino o appesa al muro, ma all’altezza dei bambini più piccoli. Non devono avere il torcicollo per poterla vedere!
Un altro elemento importante sono le candele: la fiamma ci parla dell’amore di Dio, del fuoco dello Spirito Santo e della luce di Cristo che ci guida. Il numero di candele può variare; alcune famiglie accendono tre candele, una per ogni persona della Santissima Trinità. Altre accendono tante candele quanti sono i membri della famiglia: ognuno ha la sua e quando mancano delle persone, le loro candele sono lì a rappresentarli. Durante l’Avvento o la Quaresima, il numero di candele può aumentare di settimana in settimana e all’anniversario del loro battesimo i bambini possono accendere anche il loro cero, se è stato conservato.
Anche i fiori (veri e non appassiti) o le piante portano vita e gioia. I bambini saranno felici di mettere nell’angolo dedicato alla preghiera dei mazzi di fiori raccolti per esempio durante qualche passeggiata in campagna. Inoltre, una bacheca può rivelarsi molto utile per poter appendere i designi dei bambini, delle frasi evangeliche (quelle del giorno o della domenica), delle foto di persone per le quali si prega in modo speciale (tra cui anche i nostri figliocci). Per realizzare questa bacheca, basta un pannello di sughero o di polistirolo (2-3 cm di spessore); se avete scelto il polistirolo, bisogna ricoprirlo con un tessuto liscio. Inoltre, una moquette o un tappeto possono materializzare lo spazio dedicato all’orazione e favorire un atteggiamento di raccoglimento. Possono completare questo “angolo per la preghiera” una luce adeguata, un piccolo scaffale per appoggiare dei libri religiosi, degli sgabelli, delle piccole panche o dei cuscini e mille altre cose. E ora non vi resta che venire a pregare!

  Fonte: Aleteia.it

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