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sabato 22 febbraio 2020

Via libera alla beatificazione di CARLO ACUTIS ( morto a 15 anni): Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti

 

CARLO ACUTIS DIVENTERA' BEATO!!!!
Papa Francesco, venerdì 21 febbraio, ha ricevuto in udienza il Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha autorizzato il Dicastero a promulgare il decreto riguardo al miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Carlo Acutis.

 

Saranno beatificati il giovane Carlo Acutis e il sacerdote gesuita Rutilio Grande

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti che danno il via libera alla beatificazione. Saliranno all'onore degli altari anche due laici uccisi con Rutilio Grande nel Salvador. Saranno canonizzati un martire in India e la religiosa italiana Maria Francesca di Gesù, fondatrice della Suore Terziarie Cappuccine di Loano
Saranno Beati il giovane Carlo Acutis e il sacerdote gesuita Rutilio Grande García. Ha dato il via libera il Papa che ieri, ricevendo il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato il Dicastero a promulgare i rispettivi Decreti. Insieme a Rutilio Grande saranno beatificati anche due compagni laici, uccisi con lui nel 1977, in odio alla fede, nel Salvador.

Saranno invece proclamati santi un laico, il Beato Lazzaro, detto Devasahayam, un laico, ucciso in odio alla fede in India nel 1752, e una religiosa, la Beata Maria Francesca di Gesù (al secolo Anna Maria Rubatto), fondatrice della Suore Terziarie Cappuccine di Loano; nata a Carmagnola (Italia) nel 1844 e morta a Montevideo (Uruguay) nel 1904.
Con il riconoscimento delle virtù eroiche diventano Venerabili Servi di Dio: il sacerdote diocesano Emilio Venturini, fondatore della Congregazione delle Suore Serve dell’Addolorata, nativo di Chioggia (1842-1905); il sacerdote diocesano Pirro Scavizzi, di Gubbio (1884-1964); Emilio Recchia, sacerdote professo della Congregazione delle Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo, nato a Verona (1888-1969); il laico Mario Hiriart Pulido, nato a Santiago del Cile (1931-1964). 

Fonte Vatican News

"Verranno le prove e voi non sarete forti, ma se siete miei, vincerete". - Da leggere

 



messaggio del 25 Luglio 2019

“Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 Non rimandiamo a domani quello che possiamo fare oggi.
 E’ giunto dunque il momento della decisione, di rivendicare la nostra appartenenza a Cristo e a Maria nostra madre. E’ il momento di scegliere da che parte stare, o con Dio o con il mondo: non ci sono vie di mezzo. Chi non è con me è contro di me dice Gesù nel Vangelo. Oggi più che mai queste parole risuonano profetiche, ma se noi ci rifugiamo nel cuore di Cristo attraverso la preghiera costante, giorno e notte come ci invita Maria, non avremo di che temere. “Ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte”.

....«gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale»

 P. Livio:Siamo sempre più ammalati, sempre più scontenti, sempre più agitati
Marija:  Sì, la Madonna vede queste nostre anime ammalate, ma dice anche: “Sono con voi per guidarvi su questo cammino di salvezza”. Pertanto c’è speranza. Tante volte vedendo il mondo, vedendo l’attaccamento a tutto ciò che è materiale, alle tante cose che portano lontano da Dio, dalla Chiesa, dai Sacramenti, ci domandiamo come Gesù: “quando Lui verrà, ci sarà ancora la fede sulla terra?

Io dico che non devo guardare la confusione che c’è intorno, ma devo guardare il mio cuore. Anche il Signore sta guardando il mio cuore. Fin dall’inizio la Madonna ci ha chiamato alla conversione. Poi, attraverso la mia conversione, io porterò ovunque la mia testimonianza...

Il Signore mi chiede di non lasciarmi ammalare dalla crisi di fede che c’è oggi, ma attraverso la mia conversione, io porterò ovunque dove andrò la mia testimonianza con la mia vita, con la mia gioia, perché io sono felice di essere cristiano, di essere battezzato, di essere figlio di Dio.

Tante volte... guardiamo il mondo. Ma la Madonna ci dice: “Comincia col tuo cuore”. Se noi abbiamo Gesù nel cuore, abbiamo la gioia nel cuore... Come ieri sera, all’Apparizione, quando Le ho offerto la mia novena e la novena di tante persone, frutto di preghiera e di tanti piccoli sacrifici, la Madonna ha fatto un sorriso fantastico, un sorriso gioioso.

P. Livio: Non dobbiamo essere pessimisti, la grazia lavora, tanti cuori cambiano e ci sono anche delle vocazioni… Bisogna avere la speranza.

Marija: Sì, la Madonna ci dà sempre la speranza, è con noi e ci guida su questo cammino di salvezza, perché Dio ci ha chiamato attraverso la Madonna; Dio vuole aiutarci, salvarci. Lui è nato e morto per noi e nel suo progetto di salvezza ci siamo anche noi...

La Madonna dice che c’è sì questa malattia spirituale in tante anime che vanno verso la morte spirituale, ma ci sono anche le persone che aiutano, come i sacerdoti. Le persone vanno a confessarsi e guariscono spiritualmente. Ne ho viste tantissime a Medjugorje che hanno cambiato la loro vita e sono diventate gioiose portatrici del messaggio della Madonna, con l’Adorazione, la preghiera, la Santa Messa, i Sacramenti...

P. Livio: Specialmente per chi è lontano, il primo passo è pregare.

Marija:  Io credo sia così anche per noi, perché il mondo ti prende, ti dice che devi essere moderno, avere la mentalità negativa, pensare new-age, pensare che Dio non c’è. Ma se abbiamo dentro di noi l’esperienza di Dio, viviamo con gioia, nella tranquillità e diventiamo testimoni. Per questo ci sono i gruppi di preghiera, come la Madonna ha consigliato.

Non c’è tempo per pensare alla morte spirituale, non dobbiamo fermarci. Siamo chiamati a percorrere il cammino della santità, come ci chiede la Madonna, nella situazione in cui siamo: di madre, di padre, sorella, fratello, sacerdote... ognuno di noi è chiamato alla santità.

P. Livio:  Nella tua vita che importanza ha la Madonna?

Marija: Dopo Gesù, la Madonna ha preso la mia vita. Lei ci ha preso e noi ci siamo lasciati catturare. Non è facile. Per esempio vorrei rispondere a tutti i messaggi ricevuti, ma non ce la faccio; ma la mia preghiera arriva.

P. Livio: A giugno saranno 39 anni che siete al servizio della Madonna.

Avete perseverato, non vi siete mai stancati, non vi siete mai contraddetti. Credo che questa sia una grazia specialissima che la Madonna vi ha dato.

Marija: È una grazia, ma anche la consapevolezza che siamo degli strumenti nelle mani di Dio. Dio mi ha scelto e io rispondo: eccomi!

Ho visto che il Signore dà il suo aiuto, a volte non come vorremmo noi, ma ci arrivano le grazie di cui abbiamo bisogno in quel momento.

Per esempio, quando è morto Padre Slavko, ho protestato: perché Dio ha preso Padre Slavko, che era un amico, era la mia guida spirituale? È doloroso, quando vedi che il Signore taglia intorno a te. Poi ti accorgi che quel taglio è stato come la potatura per far crescere nuovi virgulti... Del resto questo attaccamento terreno credo che in Paradiso non ci sarà.

P. Livio:  La Madonna ha detto nel messaggio del 25 luglio: "Verranno le prove e voi non sarete forti". Ma poi ha aggiunto: "Ma se siete miei, vincerete".

Marija: Il primo gennaio 2001 la Madonna ha detto: “ora satana è sciolto dalle catene”, ma ci ha dato subito la medicina: “Vi invito a consacrarvi al mio Cuore Immacolato e al Cuore di mio Figlio Gesù”. Noi sappiamo cosa dobbiamo fare, ma tante volte siamo pigri, incuranti. Io non ho paura: la nostra vita è nelle mani di Dio.

Dio mi sta portando su un cammino in questa valle di lacrime, ma poi andrò in Paradiso e come San Filippo Neri ripeto: “Paradiso! Paradiso!”

La cosa più bella di cui dobbiamo essere coscienti è che io sono nato e non morirò mai fino all’eternità. E dico: “Dio mi ha creato, io sono importante agli occhi di Dio”. Quando abbiamo questa consapevolezza, camminiamo su questa terra, andando verso la casa del Padre, nell’eternità.

Ci sono tanti ostacoli: malattie, vecchiaia e tante altre cose che fanno parte della vita. Anch’io nei primi anni spesso ero ammalata. La Madonna mi ha detto: “Non permettere mai che una sofferenza accada invano”. Soprattutto voi malati, voi che soffrite spiritualmente o fisicamente, offrite tutto a Dio per la salvezza delle anime, per le anime del Purgatorio, per i vostri sacerdoti e per tante altre intenzioni...

Preghiera della Madonna dettata a Jelena Vasilj

O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà, mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini. Noi Ti amiamo tanto. Imprimi nei nostri cuori il vero amore così da avere un continuo desiderio di Te. O Maria, umile e mite di cuore, ricordaTi di noi quando siamo nel peccato.

Tu sai che tutti gli uomini peccano. Donaci, per mezzo del Tuo Cuore Immacolato la salute spirituale. Fa’ che sempre possiamo guardare alla bontà del Tuo Cuore materno e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del Tuo Cuore. Amen.
Redazione Luce di Maria




22 Febbraio: Memoria dell’Apparizione di Gesù a Suor Faustina:"Vidi il Signore vestito di una veste bianca...



22 Febbraio: Memoria dell’Apparizione di Gesù a Suor Faustina


22 Febbraio del 1931, nel convento di Plock in Polonia.
“La sera stando nella mia cella, vidi il Signore vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un’istante Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che questa Immagine venga venerata prima nella vostra cappella e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria…. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori. Il peccatore non deva aver paura di avvicinarsi a Me”. ( Diario nn. 47-50 )
Questa data viene ricordata ogni anno con particolare devozione nel Santuario Gesù Divina Misericordia in  Gherghenzano.


PREGHIERA A SANTA SUOR FAUSTINA DI SAN GIOVANNI PAOLO II 

E tu, Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ottienici di percepire la profondità della divina misericordia, aiutaci a farne esperienza viva e a testimoniarla ai fratelli. Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità. Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!


CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Si usi la corona del Rosario. In principio: Pater, Ave, Credo.

Sui grani maggiori del Rosario: "Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati, del mondo e delle anime nel Purgatorio".

Sui grani dell'Ave Maria per dieci volte: "Per la sua dolorosa passione abbi misericordia di noi, del mondo e delle anime nel Purgatorio".
Alla fine ripetere per tre volte: "Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale: abbi pietà di noi, del mondo e delle anime nel Purgatorio".  
  Il Signore scelse Suor Maria Faustina come segretaria e apostola della sua misericordia, mediante lei, un grande messaggio al mondo. "Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso" (Q. V,155). La missione di Suor Maria Faustina consisteva in tre compiti: avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sulla Misericordia di Dio per ogni uomo. Implorare la Misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, in particolar modo con le nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l'immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in te!, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina della Divina Misericordia e la preghiera nell'ora della Divina Misericordia (ore15). A queste forme di culto e anche della diffusione dell'adorazione della Misericordia, il Signore allegava grandi promesse a condizione dell'affidamento a Dio e della prassi dell'amore attivo per il prossimo. Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la Misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Maria Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale, l'adempimento della volontà di Dio e un atteggiamento di misericordia verso il prossimo. Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: le congregazioni religiose, gli istituti secolari, i sacerdoti, le confraternite, le associazioni, le diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e le persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Maria Faustina. La missione di Suor Maria Faustina è stata descritta nel "Diario" che lei redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della sua anima con lui. Il Signore diceva a Faustina: "Segretaria del Mio mistero più profondo... il tuo compito più profondo è di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me" (Q. VI,67). Quest'opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della Misericordia Divina; il "Diario" è stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo. Suor Maria Faustina, distrutta dalla malattia e dalle varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all'età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia sulla scia delle grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 196567 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma, il 18 aprile 1993. Canonizzata dallo stesso papa il 30 aprile 2000. Le reliquie di Suor Faustina si trovano nel santuario della divina misericordia a Cracovia.                     
 

Per poter comprendere i segni di questo tempo la Madonna ci invita a leggere la Sacra Scrittura

Leggere la Bibbia. Sì, ma come?Nei suoi messaggi, diverse volte la Madonna ci ha invitati a leggere la Sacra Scrittura. Tra i molti pellegrini di Međugorje regna una certa confusione: è come se i messaggi della Madonna fossero diventati la loro Bibbia, citano volentieri i messaggi, ma conoscono in modo insufficiente la Bibbia dalla quale essi a dire il vero derivano.

 Con Maria leggere la Bibbia 
La Bibbia non è derivata da una penna. Dietro di essa si trova la tradizione orale sulla rivelazione di Dio a un popolo. Non è stata scritta nel corso di alcune settimane, mesi o anni, ma si è formata per millenni, tuttavia rappresenta un’unità. Intatta, è sopravvissuta a tutte le critiche e analisi, e continua a essere ispirazione per milioni di uomini. La Parola di Dio è viva e efficace (cfr. Eb 4,12). Se ci apriamo al suo agire, Essa ha in sé, da sola, la forza di cambiarci. Avete dimenticato la Bibbia! I veggenti di Međugorje affermano che nel corso di un’apparizione la Madonna, pian-gendo, ha detto: “Avete dimenticato la Bibbia!“ Nei suoi messaggi, una decina di volte la Madonna ci ha invitati a leggere la Sacra Scrittura: 
Ci invita a leggere ogni giorno la Bibbia nelle nostre case (18 ottobre 1984). 
Ogni famiglia deve pregare unita e leggere la Bibbia (14 febbraio 1985). 
È necessario leggere la Sacra Scrittura af-finché, grazie a essa, si possa scoprire il vero motivo della venuta di Maria e il messaggio destinato a noi (25 giugno 1991). 
Ci invita inoltre a leggere la Sacra Scrittura per poter comprendere i segni di questo tempo (25 agosto 1993).
 Ci invita a portare la Parola di Dio nei nostri cuori e nei nostri pensieri e a insegnare i nostri figli a fare lo stesso (25 agosto 1996). 
Ci invita a imparare, attraverso la lettura e la meditazione della Sacra Scrittura, quanto Dio ama il suo popolo (25 genna-io 1999). 
Ci invita a sperimentare, leggendo la Sacra Scrittura, la gioia dell’incontro con Dio, il quale ama infinitamente le sue creature (25 settembre 1999). 
Ci invita a fare in modo che, con la lettura della Sacra Scrittura, entri nelle nostre famiglie lo Spirito Santo che ci rinnoverà (25 aprile 2005).

 Ci invita a essere portatori del Vangelo nelle nostre famiglie, a non dimenticare di leggere la Sacra Scrittura, di metterla in un luogo visibile e testimoniare con la nostra vita che crediamo e viviamo la Parola di Dio (25 gennaio 2006). 
Ci invita a mettere la Sacra Scrittura in un luogo visibile e a leggerla nella nostra famiglia (25 gennaio 2007). 
A Međugorje la Madonna sempre invita, sprona, richiama, promette, e non obbliga mai. Secondo i messaggi dati fino a oggi, l’unica cosa che dobbiamo fare è pregare uniti in famiglia e leggere la Bibbia (14 febbraio 1985), implorare il dono della conversione per il prossimo (23 gennaio 1986), accogliere i messaggi (6 febbraio 1986), convertirsi (25 luglio 1995), amare (25 novembre 1995).Per gli scritti sacri attraverso i quali Dio si è rivelato vi sono tre definizioni: Bibbia, Sacra Scrittura e Parola di Dio. In una decina di suoi messaggi, la Madonna ha utilizzato tutte e tre le definizioni. Gli ebrei utilizzano l’espressione Sacre Scritture, ed essa si riferisce agli scritti ufficiali nei quali sono annotate le opere di Dio, le sue richieste e le sue promesse. Il Nuovo Testamento di tanto in tanto utilizza l’espressione rabbinica di Sacre Scritture al plurale (cfr. Rm 1,2; 2 Tim 3,15), ma più frequentemente la Scrittura al singolare pensando in questo senso all’intero Antico Testamento (cfr. Gv 2,22, Gal 3,22, At 8,32) e identificando la Parola di Dio con la Scrittura (cfr. Gv 10,35). Nella maggior parte dei casi il Nuovo Testamento, semplicemente dice: Sta scritto. I cristiani inizieranno più tardi a utilizzare l’espressione Bibbia che deriva dal greco e significa libro e presuppone l’Antico e il Nuovo Testamento.Perché per la Madonna è così importante che leggiamo la Bibbia, la Sacra Scrittura, la Parola di Dio? Perché Dio ha realizzato (cfr. At 13,33) tutto ciò che era scritto (cfr. Mt 4,4.6.7.10; 11,10; 26,31; Mc 1,2; 11,17; 14,21.27; Lc 3,4; 4,4.8.17; 7,27; 19,46; 21,22; 22,37; 24,44.46; Gv 2,17; 6,31.45; 10,34; 12,14.16; At 1,20; 13,29.33; 15,15; 23,5; 24,14 ecc.). Quando Pietro e Paolo predicano, essispiegano che credono in tutto ciò che è scritto nella Legge e nei Profeti (cfr. At 24,14). Gesù tuttavia dice che non passerà una sola lettera o un segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto (cfr. Mt 5,18).In occasione di una festività ebraica, Gesù entrò a Gerusalemme, vi ammaestrò e affer-mò che le Scritture rendono testimonianza per lui (cfr. Gv 5,39) e che Mosè aveva scritto di lui (cfr. Gv 5,46). Quando fu catturato nell’Orto degli Ulivi e uno dei discepoli voleva difenderlo, Gesù gli ordinò di ritirarsi, perché dovevano adempiersi le Scritture (cfr. Mt 26,54). Dopo la crocifissione di Gesù, mentre due discepoli afflitti in cammino verso Emmaus discorrevano e discutevano insieme di tutto ciò che era accaduto, Gesù si accostò loro dicendo: “Non bisognava che il Cristo soppor-tasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?“ E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui“ (Lc 24,13-27).Dopo la sua Risurrezione, Gesù apparve agli apostoli e disse: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi“ (Lc 24,44). Per conoscere Gesù è quindi necessa-rio leggere non solamente il Nuovo Testamento, ma anche quello Antico. Senza i testi dell’antica alleanza, quella nuova ci sarebbe incomprensibile. Per questo motivo per la Madonna è tanto importante che leggiamo la Bibbia, la Sacra Scrittura, la Parola di Dio: affinché comprendiamo che Dio, dalla creazione del mondo, aveva un Suo piano: creare l’uomo, identificarsi con l’uomo, condurre a Sé l’uomo.Leggere la Bibbia. Sì, ma come?Con le letture della Santa Messa durante l’anno liturgico la Chiesa ci dà l’intero Nuovo Testamento e le parti più importanti di quello Antico, tuttavia tutti abbiamo il desiderio e la necessità più o meno cosciente di conoscere meglio la Parola di Dio e i collegamenti tra i testi biblici. Abbiamo la Bibbia in casa, la prendiamo in mano, la leggia-mo. Accade che abbiamo l’impressione che abbiamo già sentito ciò che leggiamo, che ci è conosciuto, che non vi è motivo di leggerla, oppure è come se ci trovassimo davanti a un muro: non ci è chiaro, non comprendiamo ciò che leggiamo! È come se il libro fosse sigillato, come se non sapessimo leggerlo – e rinunciamo. Se ci è accaduta l’una o l’al-tra cosa – allora dobbiamo sapere che non siamo i primi!San Paolo fa sapere ai Corinzi che “se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere“ (1Cor 8,2), mentre il profeta Isaia ci dice che ci troveremo come davanti a un libro sigillato: “Si dà a uno che sappia leggere dicendogli: ‘Leggilo’, ma quegli risponde: ‘Non posso, perché è sigillato’“ (Is 29,11). Nel Libro dell’Apocalisse (cfr. Ap 5,1-10) vediamo come San Giovanni cerchi appassionatamente il senso delle scritture: “E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: ‘Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?’ Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. Uno dei vegliardi mi disse: ‘Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli’“.Questi è Gesù. Egli è la chiave, egli ci aprirà i contenuti del Libro. Dio sa che desideriamo conoscerlo. Il profeta Isaia scrive: “Mi ricercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio“ (Is 58,2). A Geremia Dio promette: “Darò loro un cuore capace di conoscermi“ (Ger 24,7). Osea ci invita con le seguenti parole: “Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l’aurora“ (Os 6,3). Tuttavia, il Libro della Sapienza afferma che Dio pre-viene, per farsi conoscere, quanti lo deside-rano (cfr. Sap 6,13). La Parola di Dio dovrebbe essere la prima cosa la mattina e l’ultima la sera affinché il nostro spirito la depositi e la mediti nel sonno, e affinché il nostro cuore la possa conser-vare anche la notte. È necessario stabilire un tempo – se possibile, la mattina, mentre ancora non sentiamo il peso delle preoccupazioni giornaliere. Quindici minuti, meglio ancora mezz’ora. Leggere nella preghiera. Raccogliersi, invocare lo Spirito Santo, leggere lentamente. Non leggere per curiosità, non cercare informazioni, non aspirare all’efficienza, ma stare in ascolto... Come ci dice la Madonna (25 giugno 1991), cercare di comprendere il messaggio che la Parola di Dio vuole darci. Forse perfino anche nelle lacrime, come Gio-vanni nell’Apocalisse. Chiedete e vi sarà dato! Cercate e troverete! Bussate e vi sarà aperto, ci dice Gesù nel Vangelo di Matteo (cfr. Mt 7,7). Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino, dice il salmista (cfr. Sal 119, 105). Paolo desidera che conosciamo l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siamo ricolmi di tutta la pienezza di Dio (cfr. Ef 3,19).Maria è vissuta con Gesù per trent’anni. Il Libro con i sette sigilli era davanti ai suoi occhi. La Parola parlava con lei ogni giorno, a lei Essa si manifestava per prima di giorno in giorno. Chi ha sete venga a me, dice Gesù. Beva chi crede in me! Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno (cfr. Gv 7,37-38). Ed effettivamente, fiumi di acqua viva sono scaturiti dal seno di Maria..

venerdì 21 febbraio 2020

La Commissione afferma con certezza: le prime sette apparizioni risultano credibili. I veggenti non hanno mentito

Svelata la relazione, sinora segreta, della Commissione Ruini. Sulle prime sette apparizioni della Madonna i presunti veggenti non hanno mentito

Svelata la Relazione finora segreta della Commissione teologica internazionale vaticana, guidata dal cardinale Camillo Ruini, che ha giudicato credibili le apparizioni mariane di Medjugorje.
Lo riporta il giornalista e scrittore Saverio Gaeta, che l’ha pubblicata nel volume inedito “Dossier Medjugorje” (edizioni San Paolo).
In questi scritti inediti, i membri della Commissione spiegano le motivazioni per cui, a schiacciante maggioranza (13 su 15 votanti) hanno ritenuto che gli inizi del fenomeno di Medjugorje non siano riducibili a sole dinamiche umane, ma abbiano un’origine soprannaturale.

Le prime sette apparizioni

In particolare, ritengono di «poter affermare con ragionevole certezza che la prime sette apparizioni risultano intrinsecamente credibili, perché capaci di suscitare in chi le ha vissute un risveglio della fede, una conversione del modo di vivere e un rinnovato senso di appartenenza alla Chiesa». Le apparizioni si collocano dal 24 giugno al 3 luglio 1981, ossia in un arco temporale di dieci giorni.
Cinque sono avvenute sulla collina di Podbrdo, una nella casa parrocchiale di Medjugorje, un altra nella località di Cerno, dove gli allora veggenti, adolescenti, erano stati portati in auto dai funzionari di polizia.

Cosa accadde nei presunti veggenti

In questi sette casi, fa notare Gaeta, pubblicando le conclusioni della Commissione: è la Madre di Cristo che aspetta i veggenti; il “fenomeno” (la Gospa, la Figura) sta davanti ai veggenti, sempre nello stesso posto (nelle prime cinque); nei veggenti esiste la memoria esatta del luogo e dell’ora della prima apparizione; il messaggio non è indirizzato ai singoli individui, ma a tutti i presenti (veggenti/percipienti); il fenomeno si verifica “all’improvviso” e di sorpresa; il fenomeno provoca paura e disturbo nelle anime dei veggenti.
Nelle apparizioni successive l’apparizione provoca sempre meno sorpresa ed è in qualche modo è programmata.

Nessuna alterazione mentale

In virtù di queste premesse l’esame condotto dalla Commissione internazionale ha portato a delle conclusioni molto chiare su Medjugorje.
In primo luogo non ci sono alterazioni a livello psicologico nei veggenti, allora adolescenti, «si trattava di adolescenti normodotati, non manipolabili e non eterodiretti, in grado di riconoscere l’inganno e di prendere posizione nei suoi confronti».
In merito alla storia dei presunti veggenti, «nulla in essa li aveva in un certo senso preparati alle presunte prime sette apparizioni della Gospa; esse rimangono qualcosa che irrompe nelle loro vite e nelle loro esperienze senza essere state richieste, cercate, desiderate, immaginate, volute o indotte».

Non ci sono interessi

L’ambiente in cui sono cresciuti i veggenti aveva «i tratti della pietas christiana tradizionale, con una significativa impronta mariana debitrice anche del carisma francescano, ma non tale da attendere, ipotizzare, desiderare – e men che meno inven­tare con dolo – una manifestazione sovrannatura­le della santa Madre del Signore».
In merito alle conoscenze allora a disposizione dei presunti veggenti, sia sul piano culturale sia sul piano delle verità cristiane, «esse si presentano, al momento delle prime sette presunte apparizioni, senza particolari contenuti, inclinazioni o interessi a connotarle».


Non potevano sapere cosa succedeva nel mondo

Sul grado di partecipazione di allora dei presunti veggenti alla vita ecclesiale «non è rilevabile, al momento delle prime presunte sette apparizioni, un loro particolare protagonismo o impegno»

Infine, «in merito alle informazioni sugli avvenimenti allora in corso al di fuori della Jugoslavia, sia in Europa sia nel mondo, che potevano essere a disposizione dei presunti veggenti, esse non sono abbondanti, tenuto conto delle strutture tipiche di uno Stato totalitario quale quello di ispirazione marxista fondato dopo la seconda guerra mondiale dal maresciallo Tito († 1980)».

La “sentenza” della Commissione

Tutte queste considerazioni portano la Commissione a dire che «i risultati raggiunti evidenziano in modo sufficientemente ragionevole che l’oggetto in esame, vale a dire le prime sette presunte apparizioni, manifestano un essenziale e strutturale carattere di in­deducibilità ed eccedenza rispetto alla storia, all’identità e alle possibilità sia dei presunti veggenti sia del loro ambiente vitale».
In pratica i veggenti, o presunti tali, non avevano le caratteristiche per potersi inventarsi un fenomeno, così dettagliato, di tale portata. «Parallelamente – scrive la Commissione – l’imprevedibile e speciale legame religioso che l’evento introduce nell’esperienza dei suoi primi destinatari appare compatibile con il carattere sovrannaturale del segno».


Una Gospa “familiare”

Le prime sette apparizioni suscitano in loro «una soggettualità, una responsabilità e un protagonismo a cui i presunti veggenti non erano né preparati, né abituati». E  il soggetto delle prime sette presunte apparizioni, la Gospa, «si presenta con caratteri e una familiarità inediti rispetto a quel che i presunti veggenti potevano conoscere di lei».

Il demonio non c’entra

E anche l’oggetto delle richieste/messaggi, «vale a dire la pace nella sua dimensione essenzialmente teologale, acquista un’urgenza, una dimensione e un significato che si dilata ben al di là degli orizzonti già posseduti, vissuti e desiderati dai presunti veggenti e dal loro ambiente vitale».
Viene esclusa «l’ipotesi di un’origine demoniaca degli inizi del fenomeno», che  «appare gratuita e infondata, essendo in contrasto con quanto è stato osservato sul profilo iniziale del fenomeno, oltre che con i frutti positivi derivati dal fenomeno stesso».


Legame indissolubile con Cristo
Gli elementi teologici che accomunano le prime sette apparizioni denotano che «il soggetto, la Gospa, manifesta e mantiene un legame indissolubile con il Cristo di Dio, e la sua persona e i suoi gesti non sono comprensibili al di fuori di questo legame»
Che le richieste/messaggi del soggetto, la Gospa, «hanno una strutturale dimensione teologale, sia nella loro dimensione conoscitivo-intellettuale, sia nella loro dimensione pratico-operativa».
E infine che il manifestarsi della Gospa «ravviva nei presunti veggenti il senso della loro appartenenza alla Chiesa».
E’ sulla base di questi dati, la Commissione internazionale ritiene di poter affermare con ragionevole certezza che le prime sette apparizioni risultano intrinsecamente credibili.

Il Papa

Il Papa, dopo aver esaminato la relazione Ruini e i pareri su di essa dei membri della Congregazione per la dottrina della fede ha deciso di affidare all’arcivescovo polacco Henryk Hoser, una missione da «inviato speciale della Santa Sede» per «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale» a Medjugorje e «soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio» per «suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro». Tuttora Hoser è in missione a Medjugorje.

Fonte: Aleteia Italiano

LE PREGHIERE SUI MALATI. - Intervista alla veggente Vicka




Intervista del 01/04/1984 di Fra Janko Bubalo a Vicka Ivankovic - Parte 9

 LE PREGHIERE SUI MALATI.
Janko: Vicka, tutti noi che conosciamo gli attuali fatti di Medjugorje sappiamo già che voi veggenti pregate in particolare per i malati.
Vicka: E con questo?
Janko: È una cosa che io so già, ma sicuramente sono in molti gli interessati a sapere come siete arrivati a fare questo.
Vicka: Beh, padre mio, è una cosa che in qualche modo fa parte del messaggio della Madonna. Tante volte lei ci ha parlato di questo. Più volte ha pregato insieme a noi per i peccatori e per i malati. Solo che, e questo sappilo bene, lei non comanda che si preghi per i malati, invece per i peccatori lo ordina proprio.
Janko: E voi adesso pregate per i malati senza di lei?
Vicka: Sì, certo! Questo è un dovere sia nostro che vostro.
Janko: Bene. Come sappiamo, la preghiera in comune sopra i malati viene sempre fatta da uno o più sacerdoti, e voi assistete soltanto. È così?
Vicka: Sì, questo lo sappiamo tutti. Come dite voi, sono preghiere fatte a nome della Chiesa. Dopo noi preghiamo su alcuni malati singolarmente.
Janko: Sopra quali?
Vicka: Sopra i più gravi. Particolarmente sopra quelli che stanno in carrozzella.
Janko: In realtà, che cosa chiedete per ognuno di questi malati?
Vicka: Preghiamo insieme a lui per quello che lui desidera.
Janko: Che cosa, per esempio?
Vicka: Ecco. Preghiamo perché ottenga la pazienza; poi perché il Signore e la Madonna fortifichino la sua fede; perché lo aiutino nella malattia; e così via.
Janko: Pregate anche per la sua guarigione?
Vicka: Preghiamo anche per questo, se è volontà di Dio.
Janko: Bene, Vicka. Ho assistito più volte alle vostre preghiere sopra i singoli malati. Per me è una cosa molto bella e commovente; ponete le mani sul capo del malato e pregate, con gli occhi chiusi. Ora vorrei sapere che preghiere dite esattamente in quel momento.
Vicka: Sopra ogni malato, prima recitiamo il Credo, poi sette Padre, Ave e Gloria.
Janko: Sopra ogni malato?
Vicka: Sì, sì. Sopra ciascuno.
Janko: E poi?
Vicka: Dopo preghiamo con parole nostre, spontaneamente. Secondo come ci ispira il malato o secondo quello che lui desidera.
Janko: Fate tutto questo sopra ogni malato?
Vicka: Sì, sopra ognuno.
Janko: E per questo che dura così a lungo!
Vicka: Beh, è logico che duri. Si deve anche un po' parlare con il malato, cercare un po' di confortarlo. Diventa lungo soprattutto al sabato e alla domenica; spesse volte dura fino a sera.
Janko: Questo logicamente vi stanca. Ma dato che le cose avvengono così, la Madonna vi aiuta e ce la fate. È un'opera buona. Piuttosto ora mi interessa un'altra cosa.
Vicka: Lo so che sono tante le cose che interessano a te! Su, parla.
Janko: Mi interessa veramente sapere se tu, per esempio, durante la preghiera, hai notato che in qualche malato si verifichi qualche cosa di nuovo.
Vicka: Come no! L'ho notato tante volte.
Janko: Cosa e come te ne accorgi?
Vicka: Beh, sento e vedo che il malato si comporta diversamente. Qualcuno incomincia subito a ringraziare Dio. Oppure incomincia a parlare di questo a noi.
Janko: - Durante questa preghiera, tu senti qualche cosa in te stessa?
Vicka: Sento come se dal malato, attraverso le mie mani, passasse qualcosa, come un fluido. Non saprei definire di che si tratta. Forse è l'umore che cambia nel malato. Chissà? Non mi è chiaro.
Janko: Qualche malato, non vi ha mai ringraziato per le preghiere?
Vicka: Ma come no! Alcuni subito lì in chiesa, perché desiderano parlare con noi. Altri vorrebbero baciarci. Altri ancora incominciano a piangere. Capitano tante cose! Alcuni ringraziano per lettera. E così via.
Janko: Sicuramente tutto questo vi farà piacere.
Janko: È vero. Puoi immaginarti quanto si è contenti quando si riesce a rallegrare qualcuno!
Janko: E ancora ti aspetti la ricompensa da Dio?
Vicka: Beh, sì; anche questo!



Fonte: medjugorje altervista.

giovedì 20 febbraio 2020

Nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente. -Intervista alla veggente Vicka 1984

Intervista del 01/04/1984 di Fra Janko Bubalo a Vicka Ivankovic - Parte 5

  30 - DIFFICOLTÀ CON LA GENTE.
Janko: Vicka, per quanto sappiamo, già nel terzo giorno delle apparizioni erano presenti con voi alcune centinaia di fedeli e non fedeli. Il quarto giorno, già alcune migliaia. Hai mai pensato a che cosa e a chi radunava questo popolo?
Vicka: Sì, ci ho pensato. Abbiamo anche parlato di questo. Io so una cosa sola: noi non abbiamo invitato nessuno in nessuna maniera.
Janko: Ti credo, ma devi comunque dirmi qualcosa al riguardo.
Vicka: Credo di averti già detto che questo fatto riguardava la Madonna. Ha contribuito anche tutto quel chiasso che si è sollevato intorno a noi. Chi altrimenti poteva avvisare quelli di Smederevo, Negotin... che a Podbrdo succedeva qualche cosa di straordinario?
 Janko: Quindi venivano già da così lontano?
Vicka: Di certo. Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come potevi non farlo?
Janko: Mi ricordo che è stato molto faticoso!
Vicka: Certo che lo era! La cosa più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all'inizio dell'autunno; perciò ci si è arrangiati.
Janko: Il popolo, per quanto io sappia, era molto ordinato e si comportava verso di voi con molto rispetto.
Vicka: Questo è vero. Però nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente.
Janko: Di che genere?
Vicka: Caro padre, immagina solo questo: già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz'acqua e con tante altre difficoltà.
Janko: Immagino che avranno portato qualcosa con sé.
Vicka: Certo che lo portavano. Ma che cosa può significare una bottiglia d'acqua?
Janko: Probabilmente saranno andati in paese per chiedere qualcosa a voi.
Vicka: Certamente. Soprattutto alla fine delle apparizioni. Tutti andavano giù da noi: chiedevano acqua, pane, e qualunque altra cosa.
Janko: E voi? Come potevate accontentare tutta quella massa di gente?
Vicka: Si distribuiva fin che ce n'era. Presto però venne a mancare l'acqua anche per noi. Conosco un uomo, e lo conosci anche tu, che ha distribuito tutto: non solo l'acqua, ma anche il vino, la grappa, finché ne aveva. Ha comprato 7-8 cisterne d'acqua e l'ha distribuita alla gente.
Janko: Bene; almeno così ha avuto l'occasione di vendere bene vino e grappa.
Vicka: Macché vendere! Non ha voluto da nessuno neanche un soldo.
Janko: Questo è veramente bello. Dio e la Madonna lo premieranno abbondantemente. E chi è stato?
Vicka: Tu lo conosci. Si tratta dell'uomo che hanno perseguitato tanto per causa nostra e della Madonna. Perciò la Madonna, in un'occasione, lo ha benedetto in un modo speciale e lo ha anche baciato.
Janko: Come è successo?
Vicka: È successo nell'autunno del 1981. Noi avevamo il nostro incontro ordinario con la Madonna proprio nella nostra casa. Quella volta la Madonna ci ha parlato tanto di Fra’ Jozo [il parroco che era stato arrestato]. Poi ci ha detto di chiamare quell'uomo. Lui stava presso il distillatore; si distillava la grappa. Gli abbiamo detto: vieni, la Madonna ti chiama! Lui è corso subito e noi gli abbiamo riferito quello che la Madonna ci aveva detto: che pochi uomini erano come lui e che gli dava la sua speciale benedizione. In quell'occasione gli ha anche dato un bacio.
Janko: Lo so, lo so. Si tratta del vostro Marinko.
Vicka: Sì, sì. Proprio Marinko.
Janko: Una volta ho parlato con lui di questo. Mi ha raccontato tutto con precisione, come mi hai detto tu. Gli ho chiesto anche se ha sentito il bacio della Madonna.
Vicka: Che cosa ti ha risposto?
Janko: Dice di non aver sentito il bacio, ma che in quel momento ha sentito come una corrente elettrica, e che mai nella vita lo dimenticherà. Basta, Vicka, di questo. Ci siamo allontanati dal nostro tema, perciò riprendiamo il nostro discorso sulla gente.
Vicka: Va bene, se no non finiremo mai.
Janko: Accetta questo come un sacrificio da fare per me; così ti sarà più facile.
Vicka: D'accordo così. Adesso andiamo avanti.
Janko: Dimmi: a che ora la gente se ne andava via?
Vicka: A seconda. Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un'altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato?
Janko: E come avete fatto?
Vicka: Mi è venuta in mente un'idea: sono salita sul balcone. Ho la voce forte e da lì parlavo al popolo.
Janko: Come un vero oratore!
Vicka: Davvero. Le strade erano piene e così anche i cortili. Come si poteva fare altrimenti?
Janko: E cosa dicevi al popolo?
Vicka: Dicevo ciò che sapevo, ciò che mi veniva in mente e che a loro interessava.
Janko: Parlavi delle apparizioni o di altro?
Vicka: Certo! Di che cosa d'altro? Ho detto come sono iniziate le apparizioni, che aspetto ha la Madonna, quali messaggi annuncia, e così via.
Janko: La gente ti ascoltava?
Vicka: Ascoltavano; poi chiedevano chi una cosa e chi un'altra.
Janko: E tu rispondevi?
Vicka: Certo! Rispondevo ciò che sapevo, ciò che mi ricordavo in quel momento. Anch'io non è poi che sapessi tante cose.
Janko: E gli altri veggenti? Parlavano pure loro e rispondevano alle domande?
Vicka: Si. Ma ero soprattutto io; loro lasciavano a me le risposte. Io non avevo paura: rispondevo ciò che sapevo, e quando non sapevo, tacevo.
Janko: Così la gente si accontentava e se ne andava?
Vicka: È chiaro; dove andavano, se no? Solo che questi incontri si protraevano anche fin dopo la mezzanotte.
Janko: Per quanto tempo sono durati incontri così?
Vicka: Circa due o tre mesi, forse anche di più. Benché non tutti i giorni. Più tardi, verso l'autunno, capitava più frequentemente di sabato e di domenica.
Janko: Vicka, vedo da tutto questo che non era facile per voi. È un vero miracolo che siate riusciti a resistere.
Vicka: Caro padre, anche adesso è così! Anche durante quest'ultima estate non ho potuto avere un pò di pace in nessun giorno. Spesse volte non si ha il tempo neanche di mangiare; immagina per le altre cose.
Janko: Comunque avete resistito.
Vicka: Si vede di si. Ma lo dobbiamo alla Madonna.
Janko: Perché lo pensi?
Vicka: Lei ci ha aiutato in maniera particolare. Altrimenti non ce l'avremmo fatta.
Janko: Vicka, è proprio così. Anch'io la ringrazio da parte mia.
Vicka: Ringraziala anche per me.


32 - I TORMENTI DA PARTE DEI GIORNALISTI E DELLA TELEVISIONE.
Janko: Vicka, sappiamo che nei primi giorni e mesi la stampa cristiana e non cristiana ha scritto tante e tante cose di voi e delle apparizioni della Madonna. Non vorrei parlare molto di questo; dimmi solo una cosa, se te la ricordi.
Vicka: Che cosa?
Janko: Dimmi se tu hai concesso un'intervista o dichiarazioni per qualche giornale.
Vicka: Sì, l'ho fatto.
Janko: Ti ricordi per quale giornale è stato?
Vicka: Vuoi sapere il titolo del giornale?
Janko: Sì, proprio questo.
Vicka:  Il giornale si chiamava «Reporter».
Janko: Ti ricordi forse del giornalista che ti ha intervistata?
Vicka: Non mi ricordo. Non conoscevo neanche allora il suo nome.
Janko: Ma lui ha veramente parlato con te?
Vicka: Certo, e come!
Janko: Dove si è svolta l'intervista?
Vicka: Nella canonica.
Janko: Per quanto tempo avete parlato?
Vicka: Per parecchio tempo; credo per più di un'ora.
Janko: Tu allora eri sola con lui?
Vicka: No, non ero sola. Con noi c'era anche Fra’ Slavko e anche loro giornalisti erano in due. Eravamo due noi e due loro.
Janko: C'era qualcun altro ancora?
Vicka: Non mi ricordo; credo di no.
Janko: Va bene. Che cosa ti hanno chiesto?
Vicka: Di tutto. Tu conosci come sono i giornalisti. Volevano sapere: cosa è successo, come è successo...
Janko: Ti hanno detto che l'intervista era per il giornale?
Vicka: Sì, mi hanno detto che era per il giornale, ma non mi hanno detto che si trattava di «Reporter».
Janko: In realtà che cosa hai detto loro?
Vicka: Tutto quello che mi hanno domandato, se sapevo rispondere. Dopo avrei preferito non averlo fatto, però l'ho fatto.
Janko: Tu hai visto mai quel giornale?
Vicka: Sì.
Janko: Lo hai pure letto?
Vicka: Sì, anche questo.
Janko: Lo hai anche conservato?
Vicka: Macché, perché avrei dovuto conservarlo? Si tratta di un giornale non buono.
Janko: Sai dirmi se il giornalista ha riportato fedelmente le tue risposte?
Vicka: Sì, abbastanza fedelmente.
Janko: Va bene, Vicka. Anche la televisione vi ha trasmesso, per quello che mi ricordo io.
Vicka: Sì, una volta, per un po' il piccolo Jakov.
Janko: E voi altre?
Vicka: Noi no, non l'abbiamo permesso.
Janko: Vi mettevano forse alla prova?
Vicka: Si, di certo. Una volta era venuta un'intera equipe da Sarajevo per riprenderci per la televisione. E come è andata?
Vicka: Non l'abbiamo permesso. Ci siamo nascoste nella casa del piccolo Jakov e non volevamo uscire.
Janko: Vi hanno chiamato? Senz'altro. Giravano intorno alla casa. Ci chiedevano di affacciarci almeno alla finestra, ma inutilmente.
Janko: Ti ricordi chi era a capo dell'équipe? Una certa Dubrovka. Lei ci girava intorno e ha tentato più degli altri.
Janko: E alla fine?
Vicka: Alla fine, nulla. Quando hanno visto che non ottenevano niente se ne sono tornati a casa loro.
Janko: Hanno poi riprovato?
Vicka: Credo che si siano stancati. Non mi risulta che siano tornati più.
Janko: È il meglio che hanno potuto fare.


  Fonte:medjugorje.altervista.