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martedì 28 aprile 2015

Non dovete essere cristiani solo sulla carta

Testimonianza Ivanka


Pater, Ave, Gloria.
Regina della Pace, prega per noi.
All’inizio di quest’incontro volevo salutarvi con il saluto più bello: “Sia lodato Gesù Cristo”.
Sempre sia lodato!
Perché sono adesso davanti a voi? Chi sono io? Cosa posso dirvi?
Io sono una semplice persona mortale come ciascuno di voi.
In tutti questi anni continuamente mi chiedo: “Signore, perché hai scelto me? Perché mi hai dato questo grande, grande dono, ma allo stesso tempo grande responsabilità?” Qui sulla terra, ma anche un giorno quando arriverò davanti a Lui. Io ho accettato tutto questo. Questo grande dono e grande responsabilità. Prego solamente Dio di darmi la forza di continuare ad andare sulla strada che Lui vuole da me.
Io qui posso solo testimoniare che Dio è vivo; che Lui è in mezzo a noi; che non si è allontanato da noi. Siamo noi che ci siamo allontanati da Lui.
La Madonna è una Madre che ci ama. Lei non vuole lasciarci da soli. Ci fa vedere la via che ci porta a Suo Figlio. Questa è l’unica vera via su questa terra.
Posso dirvi anche che la mia preghiera è come la vostra preghiera. La mia vicinanza a Dio è la stessa vicinanza che voi avete a Lui.
Tutto dipende da me e da te: quanto ci affidiamo a Lei e quanto possiamo accettare i Suoi messaggi.
Vedere la Madonna con i propri occhi è una cosa bellissima. Invece vederla con gli occhi e non averLa nel cuore non conta nulla. Ciascuno di noi può sentirla nel proprio cuore se vuole e può aprire il proprio cuore.
Nel 1981 ero una ragazzina di 15 anni. Anche se provengo da una famiglia cristiana dove sempre abbiamo pregato fino a quel momento non sapevo che la Madonna potesse apparire e che fosse apparsa da qualche parte. Ancora di meno potevo immaginare che io L’avrei potuta vedere un giorno.
Nel 1981 la mia famiglia viveva a Mostar e quella di Mirjana a Sarajevo.
Finita la scuola, durante le vacanze, venivamo qui.
Da noi c’è l’abitudine di non lavorare la domenica e nei giorni festivi e se si può si và a Messa.
Quel giorno, 24 giugno, san Giovanni Battista, dopo la Messa noi ragazze ci siamo messe d’accordo di trovarci al pomeriggio a fare quattro passi. Quel pomeriggio io e Mirjana ci siamo trovate per prime. Aspettando che arrivassero le altre ragazze chiacchieravamo come fanno le ragazze a 15 anni. Ci siamo stancate di aspettarle e ci siamo incamminate verso le case.
Nemmeno oggi so perché durante il dialogo mi sono girata verso la collina, non so cosa mi ha attirata. Quando mi sono girata ho visto la Madre di Dio. Non so nemmeno da dove sono venute quelle parole quando ho detto a Mirjana: “Guarda: lassù c’è la Madonna!” Lei, senza guardare, mi ha detto: “Cosa stai dicendo? Cosa è successo con te?” Io sono stata zitta e abbiamo continuato a camminare. Siamo arrivati alla prima casa dove abbiamo incontrato Milka, sorella di Marija, che andava a riportare le pecore. Non so cosa ha visto sul mio volto e mi ha chiesto: “Ivanka, cosa è successo con te? Hai un aspetto strano”. Tornando in dietro le ho raccontato quello che ho visto. Quando siamo giunti al luogo in cui avevo avuto la visione anche loro hanno girato la testa e hanno visto quello che avevo visto io prima.
Posso solo dirvi che tutte le emozioni che avevo dentro di me si sono scombussolate. Così c’erano preghiera, canto, lacrime…
Nel frattempo è giunta anche Vicka e ha visto che stava succedendo qualcosa con tutti noi. Le abbiamo detto: “Corri, corri, perché noi qui vediamo la Madonna. Invece lei ha tolto i sandali ed è scappata verso casa. Lungo la strada ha incontrato due ragazzi che si chiamano Ivan e ha raccontato loro quello che noi abbiamo visto. Così in tre sono tornati da noi e hanno visto anche loro quello che vedevamo noi.
La Madonna era distante da noi 400 - 600 metri e col segno della mano ci indicava di avvicinarci.
Come ho detto si mescolavano dentro di me tutte le emozioni, ma quella che prevaleva era la paura. Anche se eravamo un bel gruppetto non osavamo andare verso di Lei.
Adesso non so quanto tempo ci siamo fermati lì.
Mi ricordo solo che alcuni di noi sono andati direttamente a casa, mentre altri sono andati a casa di un certo Giovanni che festeggiava l’onomastico. Pieni di lacrime e di paura siamo entrati in quella casa e abbiamo detto: “Noi abbiamo visto la Madonna”. Mi ricordo che sul tavolo c’erano delle mele e ce le tiravano addosso. Ci hanno detto: “Correte subito a casa vostra. Non raccontate queste cose. Con queste cose non si può giocare. Non ripetete a nessuno quello che ci avete detto!”
Quando siamo tornati a casa ho raccontato alla nonna, al fratello e alla sorella quello che avevo visto. Qualsiasi cosa io dicessi mio fratello e mia sorella mi deridevano. La nonna mi ha detto: “Figlia mia, questo è impossibile. Probabilmente hai visto qualcuno che stava pascolando le pecore”.
Nella mia vita non c’è mai stata una notte più lunga di quella. Continuamente mi chiedevo: “Cosa è successo a me? Veramente ho visto quello che ho visto? Sono fuori di testa. Cosa è successo con me?”
A qualsiasi adulto noi dicevamo cosa avevamo visto ci rispondeva che era impossibile.
Già quella sera e il giorno dopo si era diffuso quello che avevamo visto.
Quel pomeriggio abbiamo detto: “dai, torniamo allo stesso posto e vediamo se possiamo vedere nuovamente quello che abbiamo visto ieri”. Mi ricordo che la nonna mi ha tenuto per la mano e mi ha detto: “Tu non andare. Rimani qui con me!”
Quando abbiamo visto per tre volte una luce noi siamo corsi su così veloce che nessuno poteva raggiungerci. Ma quando siamo arrivati vicino a Lei…
Cari amici, non so come trasmettervi questo amore, questa bellezza, questi sentimenti divini che provavo.
Posso solo dirvi che fino al giorno d’oggi i miei occhi non hanno mai visto una cosa più bella. Una giovane ragazza di 19 - 21 anni, con un vestito grigio, velo bianco e la corona di stelle sulla testa. Ha degli occhi azzurri bellissimi e teneri. Ha i capelli neri e vola su una nuvola.
Quel sentimento interiore, quella bellezza, quella tenerezza e quell’Amore di una Madre non si possono descrivere con le parole. Bisogna provarlo e viverlo.
In quel momento sapevo: “Questa è la Madre di Dio”.
Due mesi prima di quell’evento era morta mia madre. Io ho chiesto: “Madonna mia, dov’è mia madre?” Lei sorridendo mi ha detto che è con lei. Poi ha guardato ciascuno di noi sei e ci ha detto di non avere paura, perché Lei sarà sempre con noi.
In tutti questi anni, se Lei non fosse stata con noi, noi persone semplici e umane non avremmo potuto sopportare tutto.
Lei si è presentata qui come Regina della Pace. Il Suo primo messaggio era: “Pace. Pace. Pace”. Alla pace possiamo arrivare solo con la preghiera, con il digiuno, con la penitenza e con la santissima Eucarestia.
Dal primo giorno fino ad oggi questi sono i messaggi più importanti qui a Medjugorje. Chi vive questi messaggi trova le domande e anche le risposte.
Dal 1981 al 1985 io la vedevo ogni giorno. Durante quegli anni Lei mi ha raccontato la Sua vita, il futuro del mondo, il futuro della Chiesa. Ho scritto tutto questo. Quando Lei mi dirà a chi consegnare questo scritto io lo farò.
Il 7 maggio 1985 ho avuto l’ultima apparizione quotidiana. La Madonna mi ha detto che non L’avrei vista più ogni giorno. Dal 1985 fino ad oggi io La vedo una volta l’anno il 25 giugno.
In quell’ultimo incontro quotidiano Dio e la Madonna mi hanno dato un grandissimo, grandissimo dono per me. Un grandissimo dono per me, ma anche per tutto il mondo. Se voi qui vi chiedete se esiste la vita dopo questa vita io sono qui come testimone davanti a voi. Posso dirvi che qui sulla terra stiamo facendo solamente una cortissima strada verso l’eternità. Io in quell’incontro ho visto mia madre come adesso vedo ciascuno di voi. Lei mi ha abbracciata e mi ha detto: “Figlia mia, sono fiera di te”.
Ecco, il cielo si apre e ci dice: “Cari figli, ritornate sulla via della pace, di conversione, digiuno e penitenza”. Ci è stata insegnata la strada e noi siamo liberi di scegliere la strada che vogliamo.
Ognuno di noi sei veggenti ha la propria missione. Alcuni pregano per i sacerdoti, altri per i malati, altri per i giovani, alcuni pregano per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio e la mia missione è quella di pregare per le famiglie.
La Madonna ci invita a rispettare il sacramento del matrimonio, perché le nostre famiglie devono essere sante. Ci invita a rinnovare la preghiera familiare, ad andare alla santa Messa la domenica, a confessarci mensilmente e la cosa più importante è che al centro della nostra famiglia ci sia la Bibbia.
Perciò, caro amico, se vuoi cambiare la tua vita, il primo gradino sarebbe di arrivare alla pace. Pace con se stessi. Questa non la puoi trovare da nessuna parte se non nel confessionale, perché tu ti riconcili con te stesso. Poi vai al centro della vita cristiana, dove Gesù è vivo. Apri il tuo cuore e Lui guarirà tutte le tue ferite e tu porterai più facilmente tutte le difficoltà che hai nella tua vita.
Risvegliate la vostra famiglia con la preghiera. Non permettetele di accogliere ciò che il mondo le propone. Perché noi oggi abbiamo bisogno di famiglie sante. Perché se il maligno distrugge la famiglia distruggerà tutto il mondo. Da una buona famiglia proviene tanto bene: bravi politici, bravi medici, bravi sacerdoti.
Non potete dire che non avete tempo per la preghiera, perché Dio ci ha dato il tempo e noi siamo quelli che lo dedicano alle varie cose.
Quando accade una catastrofe, una malattia o qualcosa di grave, lasciamo tutto per dare una mano a chi ha bisogno. Dio e la Madonna ci danno le medicine più forti contro ogni malattia di questo mondo. Questa è la preghiera con il cuore.
Già nei primi giorni Lei ci ha invitati a pregare il Credo e 7 Pater, Ave, Gloria. Poi ci ha invitati a pregare un rosario al giorno. In tutti questi anni ci invita a digiunare due volte alla settimana a pane e acqua e a pregare il santo rosario ogni giorno. La Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare anche le guerre e le catastrofi.
Vi invito a non permettere che la domenica stiate sdraiati a riposare. Il vero riposo si ha nella santa Messa. Solo lì si può avere il vero riposo. Perché se noi permettiamo allo Spirito Santo di entrare nel nostro cuore sarà molto più facile portare tutti i problemi e le difficoltà che abbiamo nella nostra vita.
Non dovete essere cristiani solo sulla carta. Le chiese non sono solo le costruzioni: noi siamo la Chiesa viva. Siamo diversi dagli altri. Siamo pieni d’amore verso il nostro fratello. Siamo felici e siamo segno per i nostri fratelli e sorelle, perché Gesù vuole che siamo gli apostoli in questo momento sulla terra. Lui vuole anche ringraziarvi, perché avete voluto sentire il messaggio della Madonna. Vi ringrazia ancora di più se volete portare questo messaggio nei vostri cuori. Portarli nelle vostre famiglie, nelle vostre chiese, nei vostri stati. Non solo parlare con la lingua, ma testimoniare con la propria vita.
Ancora una volta voglio ringraziarvi sottolineando di ascoltare quello che ha detto la Madonna nei primi giorni a noi veggenti: “Non abbiate paura di nulla, perché Io sono con voi ogni giorno”. E’ la stessa identica cosa che dice a ciascuno di noi.
Io prego ogni giorno per tutte le famiglie di questo mondo, ma nello stesso momento chiedo a tutti voi di pregare per le nostre famiglie, così che possiamo unirci per essere una cosa sola in preghiera.
Adesso con la preghiera ringraziamo Dio per questo incontro.

Fonte: IdM (Andrea Bianco)

lunedì 20 aprile 2015

Vicka mi guardò, sentii una voce: "non temere, la Madonna ti sta guarendo"

12-12-2006

Come sempre quando si torna da Medjugorje, troviamo i nostri luoghi piu’ belli, piu’ accoglienti e come succede a me in questo momento non si sente piu’ nemmeno il rumore, che fino alla settimana scorsa mi rimbombava nell’orecchie, al lavoro dove ora mi trovo.
In realtà siamo noi che siamo cambiati, vediamo la vita con piu’ serenità e la accettiamo cosi come, la guardiamo un po di piu’ con gli occhi di Dio.
Serve dire poco, si legge tutto dai nostri occhi, il nostro sguardo parla piu’ di mille parole il nostro amore si trasmette come un dolce profumo.
E’ la terza volta che sono stato a Medjugorje, credevo non avessi piu’ nulla da chiedere a quel luogo che mi aveva già dato tanto, invece ogni volta mi rendo conto che la misericordia della Madonna, non ha fine.
Durante il viaggio mi sono portato dietro un bastone con il quale, per un paio di anni, mi sono aiutato a salire sul colle della mia Madonnina a Santa Maria di Ortona dei Marsi Aq . 
Uno di quei tipici bastoni da pastore, senza di lui forse non mi avrebbe notato nessuno tra la tanta folla, invece tornando a casa sulla nave e sul treno ogni tanto qualcuno mi veniva a salutare dicendomi di avermi visto per le strade di Medjugorje.
Con molti ho fatto amicizia, soprattutto con chi, cosi vestito inizialmente mi vedeva un poco ci buono.
A loro ho ricordato che i primi ad accorrere alla grotta dove è nato Gesu’ furono proprio loro, i pastori con bastoni, cappelli e lunghi capelli e che dobbiamo diffidare di chi vestito con giacca e cravatta, coloro che bussano alle nostre case, promettendoci un posto in un paradiso dove c'è posto solo per pochi.
E’ bello invece quando si va in pellegrinaggio a Medjugorje soprattutto quando ci si abbraccia, con chi sconosciuto fino ad un attimo prima si inizia a parlare come se ci conoscessimo da sempre .
Si va in piena armonia e ci si capisce al volo perché parliamo lo stesso linguaggio, quello della fratellanza dell’amore verso Dio e e quella che io chiamo la mamma di tutte le Mamme.
Luoghi persone e personaggi cari a questa terra hanno accarezzato il mio cuore, che si è aperto come un fiore che nasce sotto la neve, in attesa che il sole torni a dipingerlo del suo colore.
Gente semplice, tanti nomi, tanti occhi solcati dal pianto gioioso che ha cancellato le tracce nei visi solcati da tanta sofferenza.
Gilda, Silvia, Jaime un nome puo’ valere l’altro ma tutti abbiamo qualcosa in comune.
Siamo quelli che ci affidiamo alla provvidenza divina e non abbandoniamo nemmeno una esile spesanza.
Questa volta la Madonna mi ha dato qualcosa di piu’, di molto importante ed ora non ho piu’ dubbi, non ho piu’ paura, ho solo una certezza.
Le altre volte che sono andato a Medjugorje, avevo il timore di incontrarmi con qualche veggente ho quasi evitato che questo succedesse, avevo paura che la ragione avesse trovato qualche dubbio sulle apparizioni della Madonna. Forse non ero pronto, lei sa quando è arrivato per noi ogni momento. Questa volta ho avuto la grazia di incontrare Viska e il segnale che la Madonna era li accanto a lei. o il momento in cui Viska ci parlava, a scattare foto e piccoli filmati fin quando credevo che avesse finito. Alla fine mentre stavo mettendo nel fodero la macchina fotografica, ho cominciato a percepire una sensazione indescrivibile. Guardando verso di Viska ho visto che aveva le mani giunte ed era raccolta in un intensa preghiera. Sentivo che mi stava accadendo qualcosa di straordinario, ero un po’ confuso ed anche intimorito a dire il vero. Ero appoggiato al mio bastone, ho guardato verso di lei, le mie mani divenivano sempre piu’ rigide, non ce la facevo piu’ a stare in piedi. Poi Viska con un dolce sorriso puntando il suo ditino verso di me, mi ha fatto cenno che non dovevo aver paura. Ero cosciente pieno di pace interiore, tanta serenità. Mi son lasciato andare, lasciando le mie mani scivolare lungo il tralcio di una delle viti che si trova dove la veggente, riceve, nella sua vecchia casa. Mi vedevo accovacciato a terra, respiravo leggermente , poi una voce di donna mia ha detto, non temere e prega, la Madonna ti sta guarendo e ho pianto, senza lamento, lacrime che scottavano sul viso freddo che sembrava di marmo. C’era tanta gente vicina a me, ma nessuno ha provato a distogliermi da questo momento Ho sentito una leggerezza indescrivibile, avevo la sensazione di vedermi dall’alto, sembravo un bambino abbracciato a quella vite, come un figlio lo fa con la sua mamma quando ha bisogno delle sue carezze. Ho avuto la certezza che c’è qualcosa di straordinario anche in questo mondo, basta sintonizzarsi sull’onda giusta.
E’ stato questo il dono piu’ bello che Medjugorje potesse farmi e l’ho ricevuto proprio mentre credevo che l’incontro con Viska fosse finito. Questa mi dimostra ancora una volta che non siamo noi a decidere quando e come, che sia la nostra mente a trovare risposte alle tante domande che spesso ci facciamo, quando vogliamo provare l’esistenza di Dio. La Madonna ci concede il suo amore solo se apriamo i nostri cuori, se ci fidiamo di lei ed ogni volta che gli dimostriamo di non aver paura , di non farci impressionare dalla grandezza del suo amore, dalle sensazioni che lo Spirito Santo ci manifesta con la sua venuta, lei ci da sempre un emozione piu’ forte. Cari Amici sto imparando a pregare con il cuore, la dove ho messo dentro ognuno di voi ed ogni volta che mi rivolgo a lei gli dico:
Mamma io ti apro il mio cuore svuotalo da ogni paura, dalle preoccupazioni e dai peccati di ognuno di noi.
Puliscilo e guariscilo cosi ogni volta che un mio fratello vuole attraverso me rivolgersi a te avrà un posticino dove mettere anche un po di se.

Un forte abbraccio a tutti.

Giammarco
  Fonte:http://www.poetixcaso.it/medjugorje/

mercoledì 8 aprile 2015

Dovete sentirvi nulla. È il Padre che farà tutto

 Tutti noi vogliamo un trionfo, un trionfo sulla terra, ma il trionfo sulla terra non ci sarà: soltanto chi si offrirà, come si è offerto Gesù, arriverà ad un trionfo nel Cielo. Qui sulla terra l'unico trionfo è di offrire la nostra vita, affinché il nostro fratello sia salvato.


Quello che ho sperimentato con i pellegrini e che ho incontrato come problema è che tutti vogliono portare i messaggi della Madonna, vogliono sapere le risposte dei veggenti, vogliono sapere tutte le notizie e sempre si sentono troppo poco nutriti di queste notizie, c'è sempre una curiosità di sapere di più, di conoscere di più, di imparare di più. Io questo lo vedo come un problema, perché i messaggi della Madonna si accolgono e si mettono nelle cassette, dentro il nostro cervello e rimangono lì. Ma noi dobbiamo andare oltre i messaggi, perché i messaggi sono il punto di partenza, non il punto di arrivo. Se i messaggi sono il punto di arrivo, allora tutto il processo del cammino, del cambiamento e della conversione è già finito. Non abbiamo fatto nulla.
Noi abbiamo anche la Scrittura, ma purtroppo se è messa nelle cassette, se è messa nei libri, è una parola morta. Voi capogruppo, responsabili, in modo particolare dovete stare attenti, dovete andare oltre i messaggi. Gesù ci ha insegnato come dobbiamo accettare i messaggi. Nella parabola del seminatore dice: « Le persone che ascoltano la Parola, ma non la capiscono, sono come il chicco di grano che è caduto sulla strada, allora viene satana a portarla via ».
Ecco, se abbiamo accolto i messaggi della Madonna soltanto con le orecchie, se non li abbiamo capiti, se non siamo andati oltre, allora non possono dare i frutti. Dio vuole portarci avanti, cioè non soltanto a capire i messaggi, ma ad essere spinti a capire il Vangelo, a capire il momento della storia. 1 messaggi ci portano avanti a comprendere il parlare di Dio all'uomo, che può essere diversissimo. Dio non parla soltanto attraverso i veggenti, attraverso i doni speciali, ma parla anche attraverso il nostro cuore, attraverso la nostra riflessione, attraverso tutto l'essere.
Allora i messaggi devono portarci avanti per conoscere questa possibilità di comunicare con Dio e di entrare in contatto con Dio, nell'intimità con lo Spirito Santo che ce li interpreta dentro i cuori.
Voglio ora sottolineare il silenzio come il momento più profondo nel quale noi possiamo capire la Parola di Dio, quando proprio dentro di noi possiamo sentire quello che Dio vuole, quello che Dio dice attraverso i messaggi.
Un altro punto che vorrei ricordare è quello che è sottolineato in modo particolare adesso nei gruppi di preghiera: l'umiltà. Se voi volete rileggere i messaggi della Madonna dell'anno scorso, vedrete come molti sottolineano la battaglia che si conduce tra satana e la Madonna. Ultimamente diverse volte la Madonna ha detto al gruppo di preghiera: « Siate i miei imitatori, combattete contro satana ».
Voi capogruppo, responsabili, dovete esserlo in modo particolare. Ma qui si fa una domanda: come fare la battaglia contro satana? lo voglio sottolineare proprio questo aspetto. Satana da parte sua si presenta come un potente, si dichiara anche onnipotente, vi promette tutto, a volte sembra anche più forte di noi, ci schiaccia, ci promette sempre la vittoria, offre, ma è una vittoria momentanea per ingannare; offre una potenza qui sulla terra. La Madonna dice soltanto: umiltà.
Nella prima domenica di Quaresima ho scoperto quello che ci spiegavano la Madonna e Gesù attraverso le piccole veggenti, e per la prima volta, ho scoperto una dimensione di satana, quando si è avvicinato a Gesù nella seconda tentazione: « Ti darò tutta questa potenza, la gloria dei regni, perché è stata messa nelle mie mani ed io la do a chi voglio ». Satana dichiara di aver ricevuto tutto il potere sui regni della terra e può darlo a chi vuole; satana ha ricevuto una potenza e offre a Gesù questa potenza, ma Gesù non la vuole, Gesù rimane umile. Se volete seguire questa tentazione dall'inizio alla fine c'è satana che promette, offre anche la possibilità di fare miracoli: « Fa' che queste pietre diventino pane; ti darò questo potere, salta dal Tempio... », ma Gesù non accetta, Gesù rimane umile, senza questo potere, anche senza il potere miracoloso.
Ma che cos'è l'umiltà di Gesù? È stare nel Padre, essere radicato nel Padre. Gesù può vivere senza la potenza, ma non può vivere senza il Padre: si è abbandonato al Padre, si sottomette.
Questo non è qualche cosa di teorico, ma è qualcosa di molto pratico. Adesso nella Quaresima possiamo scoprire che cos'è l'umiltà: è essere umiliati, a volte essere schiacciati, non aver forza, non poter agire, quando non ti rimane nient'altro che stare nel Padre, stare in Dio, lasciare che Dio faccia.
Noi abbiamo dimenticato, secondo me, una cosa profonda nel cristianesimo, la cosa più preziosa della vita di Gesù: andare sulla Croce. Lì c'è l'umiltà nella sua fase più profonda; quando Gesù è legato non può fare dei miracoli, è schiacciato, è annientato. La cosa più preziosa di Gesù è di offrire al Padre, in umiltà, la sua vita per la salvezza del mondo.
Ultimamente nei messaggi, attraverso le piccole veggenti, Gesù parlando delle cose fondamentali della vita spirituale dice: « Dovete sentirvi nulla ».
Diverse volte ha sottolineato: « Dovete sentirvi nulla. Incapaci. Proprio nulla. È il Padre che farà tutto ». Ma questa esperienza di sentirvi nulla non potrete viverla senza essere schiacciati nelle difficoltà. Senza essere cancellati dagli uomini, senza essere umiliati, non potrete arrivare a questo atteggiamento di umiltà, perché sarebbe soltanto un'umiltà teorica.
L'umiltà della vita, l'umiltà della prassi, può arrivare soltanto attraverso l'umiliazione, attraverso la distruzione di tutto quello che è terreno e del peccato.
In un messaggio, dopo che abbiamo pregato e digiunato secondo le intenzioni che abbiamo avuto nei nostri cuori, Gesù disse attraverso Jelena: « Vi ho esaudito, però non riceverete quello che voi avete desiderato. Riceverete altre cose, perché non siete voi da glorificare, ma sono io da glorificare in voi ».
Anche questo atteggiamento di Gesù ci spiega come dobbiamo vivere in una umiltà totale, abbandonati a Dio, affinché Dio faccia quello che Lui vuole per essere glorificato. Ma questo non sarebbe sufficiente a dire che dobbiamo essere umili, perché una umiliazione può produrre soltanto un'umiliazione dell'uomo, ma qui c'è un'altra realtà da scoprire: io sono nulla, ma Dio ha deciso di salvare gli uomini. Dio in questo momento sta guidando' ciascuno di noi, ed è una cosa meravigliosa quando voi sapete che Dio vi guida avanti attraverso le vostre debolezze, attraverso i vostri peccati, anche attraverso i peccati di tutti gli uomini. Molte volte nella Scrittura Gesù dice: « Non abbiate paura ».
Queste parole le abbiamo sentite tante volte dalla Madonna e da Gesù attraverso i veggenti: « Non abbiate paura, affidatevi al Padre. Pregate così da essere sicuri che Lui guida tutto ».
Poi tante volte ci ha sottolineato: « Nelle difficoltà, quando portate le croci, cantate, siate pieni di gioia ». Ma tutto questo: la speranza, la gioia, provengono dal Padre il quale ci guida, il quale ha deciso di salvare l'umanità.
Allora, quando sappiamo che è il Padre che guida tutto, la nostra incapacità, il nostro nulla non è altro che dare gloria a Dio, non è altro che non preoccuparsi, lasciare tutto a Dio. Noi dobbiamo essere soltanto come i servi inutili, disposti a fare quello che ci indica il. Padre, a fare quello che ci indica la Madonna, a fare quello che ci indica la Chiesa.
A questo punto voglio dire un altro messaggio che potrebbe spiegare anche a voi la vostra relazione con i pellegrini, con la gente con cui lavorate. In un messaggio, attraverso una di queste piccole veggenti, Gesù ci disse per una ragazzina, ma il messaggio è dato per noi, come dovevamo comportarci verso quella persona che era in crisi: « Voi non potete far nulla. Sono io l'unico che può cambiarla. Voi dovete soltanto amarla », poi aggiunse: « Non fate delle dighe alla sua vita, perché quando si fanno le dighe il fiume si arrabbia e non scorre. Lasciatela libera come il fiume. Non fate neanche i ponti, perché quando si fanno i ponti, il fiume si sente stretto e allora non scorre liberamente. Lasciatela libera di scorrere come scorre il fiume ».
Quando mi sono avvicinato alla ragazzina l'ho vista chiusa, aggressiva, perché non si sentiva libera con nessuno. L'educazione familiare cristiana non era data con spirito d'amore; era chiusa, non aveva fiducia in nessuno. Ho sperimentato che cosa si doveva fare con lei: mostrarle amore. E ho visto che la ragazzina pian piano si apriva, come sboccia un fiore e, pian piano, ricevendo fiducia ha cominciato a gioire, a sbocciare.
Dopo un mese sono caduto io nella tentazione, mi sono stancato guardando tanti difetti della ragazzina, tanti sbagli.
Abbiamo pregato Gesù, perché nel gruppo ci siamo sentiti proprio frustrati: « Come mai la ragazzina non cambia? ». Abbiamo pregato a lungo e di nuovo abbiamo ricevuto lo stesso messaggio: « Lasciatela scorrere come il fiume. Non fate le dighe, non fate i ponti. Adesso mettetevi in riflessione e vedete quante dighe avete già fatte, quanti ponti avete costruiti. State attenti a non chiuderla. La ragazzina è già in via di aprirsi, ha ricevuto fiducia in voi. Siate pazienti. Anche qui voi dovete sentirvi nulla, dovete soltanto amare e lasciare tutto a me ».
Io penso che questo messaggio può servirvi per come dovete comportarvi con i pellegrini, come dovete comportarvi con l'altra gente a cui voi parlate della Madonna, di Medjugorje. Dovete prima di tutto amare.
Dovete amare, non fare le dighe, non fare i ponti. Questo è bellissimo, ma dobbiamo scoprirlo. Tante attività sono i ponti, le dighe. Ultimamente dicevo ad alcuni amici di tacere, di stare in silenzio, di pregare, di lasciar scorrere le cose, di non fare le difese. Ma molti fanno i ponti, le dighe... e il fiume si arrabbia, allora la nostra attività può essere solo di inciampo.
Sappiamo benissimo che i Santi non facevano le dighe, non facevano i ponti, ma hanno vissuto profondamente la parola di Dio, ritirati nel silenzio, nella preghiera, nell'amore, hanno vissuto radicati nel Padre e tutto proveniva da lì.
La gente attorno a loro poteva scorrere come un fiume e ciascuno libero di venire e di accettare i messaggi che provenivano dalla loro vita. Questo lo considero fondamentale.
Se volete partecipare al piano della Madonna la cosa fondamentale è di essere umili e di amare, ma quando dico di essere umili non vuol dire di non lavorare, ma di lavorare con umiltà. Quando vengono le dighe non distruggetele con le vostre forze, con la vostra logica; quando andate dall'altra parte del fiume non fate i vostri ponti, ma attraversate il ponte di Dio, il ponte che Dio ha costruito.
Ho detto che l'umiltà non è un atteggiamento teorico, ma vuol dire umiliazioni, vivere la vita della Croce, a volte essere anche distrutto, annientato.
lo desidero che ciascuno di noi possa accettare questa umiltà come un dono: un dono prezioso essere umiliati, cancellati, distrutti, essere crocifissi, essere morti per Gesù.
Che nessuno di noi abbia la tentazione di essere fuori strada, di essere perduto, perché distrutto. Se noi siamo distrutti per il Signore, se siamo crocifissi per il Signore, se siamo sepolti per il Signore, non potremo stare nella tomba neanche tre giorni: il Signore ci glorificherà. ...I capogruppo, gli accompagnatori di pellegrini devono essere pellegrini prima di tutto verso la profondità di Dio. Se non siamo così, allora tutti i pellegrini si bloccano, si fermano lì dove si sono fermate le guide. Secondo me, voi avete anche la responsabilità di organizzarvi. Sarebbe bene vivere i ritiri più profondi per arrivare alla profondità - quello che ho detto all'inizio - di come vivere la parola, di come vivere i messaggi, di andare oltre per approfondire. È una cosa preziosa, ma può essere capita soltanto in un ritiro più profondo, quando non siete occupati dai pellegrini, quando non siete occupati da questo e da quello, ma potete stare in silenzio, ascoltare per voi, non per gli altri. Noi sacerdoti abbiamo un problema: quando prepariamo le prediche cerchiamo di prepararle per gli altri, non per noi, e facciamo uno sbaglio fondamentale. Dobbiamo cercare la parola per noi, per poi parlare agli altri. Anche per voi guide dei pellegrini è molto importante avere del tempo per voi, per ascoltare la Parola per voi.
Se avete delle difficoltà di fronte ai pellegrini, alle strutture, non cercate di distruggere le strutture, ma cercate di rivolgervi a voi, vedete che cosa bisogna cambiare dentro di voi e Dio si prenderà cura degli altri. ... Quando la Madonna dice che i messaggi sono prima di tutto per la Parrocchia vuole sottolineare che voi siete responsabili per gli altri, voi dovete viverli, voi dovete essere testimoni per gli altri, così che gli altri possano riceverli; è un modo di procedere, non di escludere gli- altri. Per i gruppi di preghiera la Madonna ha detto all'inizio che i gruppi devono restare chiusi e che anche i messaggi non devono essere diffusi così come tutti gli altri messaggi: adesso capisco il perché. Un gruppo. una persona può dare soltanto quello che ha vissuto. Quello che è utile dare agli altri gruppi nel mondo è l'esperienza di ciascuno di noi e dei gruppi di preghiera, non i messaggi, perché i messaggi non possono essere capiti fuori del contesto dell'esperienza. Tutti i messaggi vengono dati lungo il cammino, così noi riceviamo la parola ad hoc, in una situazione concreta, dove l'anima si apre con certi bisogni, allora c'è la risposta della Madonna e di Gesù.
Allora se quella parola viene messa sui giornali diventa come tutte le altre parole, la gente non è in grado di accoglierla.
Quello che sarebbe utile è dare le testimonianze, le esperienze del gruppo. Quando la Madonna dice che dà i messaggi prima di tutto alla Parrocchia, vuol dire che neanche questi messaggi saranno utili se voi non li vivrete. Voi dovete essere un messaggio vivo per i pellegrini. Quando la Madonna ha cominciato a dare i messaggi nel '84, nel secondo messaggio ha detto il desiderio che la Parrocchia diventi una comunità, affinché tutti coloro che vengono a Medjugorje possano vivete la conversione.                                                   Meditazioni (sui Messaggi) di P. Tomislav Vlasic e P. Slavko Barbaric - Anno 1986

Fonte:http://www.medjugorje.ws/it/articles/yellow-book/7