Translate

domenica 2 ottobre 2022

PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE ALLE ORE 12: SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI.....

 



La supplica alla Madonna di Pompei è una pratica devozionale cattolica, che viene recitata l'8 maggio (giorno in cui ebbe inizio nel 1876 la costruzione della basilica) e la prima domenica di ottobre alle ore 12, davanti all'immagine della Madonna di Pompei.



(La supplica viene anche trasmessa dai mezzi radiotelevisivi su TV2000 canale 28 e a livello locale dall'emittente campana)


SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave Maria
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria
Chiediamo la benedizione a Maria
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.
Salve Regina

Il termine "custode" : Spiegazione della preghiera dell'Angelo Custode... di don Fabio Rosini- VIDEO



Il termine "custode" è l'espressione di quella "custodia" che l'amore di Dio offre a ciascun uomo. In questo senso gli angeli sono creati per diventare portatori della misericordia di Dio, intesa come sollecitudine paterna e affettuosa del nostro Dio verso tutta la creazione e, in modo particolare, verso l'uomo, diventato ancor più bisognoso di cure dopo il peccato originale. 

 

 Spiegazione della preghiera dell'Angelo Custode: di don Fabio Rosini- VIDEO👇


In quanto custodi, gli angeli sono intercessori presso Dio, come ci rivela il libro di Tobia (Tb 3,17), presentando a Lui suppliche in nostro favore.  Infatti, come potremo partecipare pienamente all'amore misericordioso di Dio, che ci viene dispensato in primo luogo sacramentalmente dalla Chiesa di Cristo, senza unirci consapevolmente e nell 'amore ai santi e agli angeli del Cielo? Gli angeli custodi, per essere rialzati quando inciampiamo e cadiamo, per essere consolati quando siamo tristi, per essere fortificati nel combattimento spirituale, per confidare in Gesù misericordioso. il Signore nel Vangelo, a proposito della conversione di un peccatore, ci dice che "c 'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte" (Lc 15,10). Questo ci fa pensare che i nostri angeli custodi si danno particolarmente da fare proprio nel ministero della misericordia come via primaria di conversione. La loro sapienza penetra, infatti, nel Cuore misericordioso di Dio, di cui conoscono prima di noi e meglio di noi l'infinita misericordia; essi sono, insieme ai santi, "radicati e fondati nella cantò, in grado di comprendere quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l 'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, ricolmi di tutta la pienezza di Dio" 

(cf Ef3,17-19). S. E. Mons. Crescenzio Sepe tratto dall'omelia pronunciata il 2.10.99

 

 
Messaggeri di Dio

 Compagni degli uomini
L'esistenza degli esseri spirituali incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente "angeli", è una verità di fede che i cristiani professano abitualmente nel momento in cui recitano il loro Credo. In questa professione di fede viene, infatti, affermato.' "Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose (cioè esseri) visibili e invisibili". I cristiani credono, dunque, agli angeli, o almeno dovrebbero farlo.' ma, chi sono gli angeli? Quale è il loro compito? Perché l'uomo deve pregarli ed affidarsi alle loro cure? Dopo la Vergine Maria, gli angeli sono le creature più perfette uscite dalla mente di Dio e, come esprime il loro stesso nome, sono dei messaggeri.' angelo (angelus) vuol dire, infatti "messaggero". Sono le creature più vicine a Dio. Su comando divino gli angeli intervengono nel mondo e nella vita degli uomini: li proteggono dal male,' li sostengono nelle tentazioni ispirano loro buoni desideri,' li consigliano ed indirizzano ad amare Dio e gli altri uomini. Secondo Suarez ("De Angelis" cap. VI e XIX) sono sette le funzioni dell'angelo custode verso di noi:

1. ci libera e ci protegge dai pericoli che minacciano il corpo e l'anima;
2. ci stimola a compiere il bene ed evitare il male;
3. allontana i demoni e le tentazioni;
4. presenta a Dio le nostre preghiere;
5. prega per noi;
6. ci corregge delle nostre colpe;
7. al momento della morte condurrò la nostra anima in Cielo, o ci visiterà in Purgatorio per consolarci.

Queste creature spirituali, gli angeli, sono fedeli servitori e messaggeri di Dio, per il fatto che "vedono sempre la faccia del Padre... che è nei Cieli" Mt. 18,10). Essi sono potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal. 103,20). Gli angeli sono puri spiriti, infinitamente amabili: non hanno alcuna ombra di imperfezione o di difetto. Essi, nel Cielo, godono della visione beatifica, quindi condividono, ciascuno in modo particolare, la gloria di Dio. Ciascun angelo è specificatamente diverso dall'altro, ognuno ha un proprio compito, una propria funzione: solamente provare ad immaginare il loro numero, o le loro funzioni, sarebbe impossibile. Il numero degli angeli supera qualsiasi capacitò umana di calcolo. Se si pensa al numero dei granelli di sabbia di tutte le spiagge, o alle gocce d'acqua degli oceani, non si ha ancora la minima idea del numero degli angeli. Gli angeli, così numerosi, sono ovunque: un numero infinito di essi si trova vicino a Dio; altri compiono il loro ministero sulla terra. San Gregorio Magno, autore di "La celeste gerarchia", riconosce tre grandi gerarchie di angeli; ciascuna di esse comprende tre cori, ed esistono, quindi, nove cori in tutto:
1. Serafini, cherubini, troni, 2. Dominazioni, virtù, potenze, 3. Principati, arcangeli e angeli. San Paolo distingue fra gli angeli i troni, le dominazioni, i principati e potestà (1 Col 1,16) ai gradi aggiunge le potenze (Efl,21). La tradizione secondo la quale ogni uomo è affidato alla custodia particolare di un angelo era già stabilita tra i Giudei Mt 18,10); e fu precisata ulteriormente a partire dal XII secolo da Onorio d'Autun. La Chiesa, senza imporlo, ha sempre rispettato questa tradizione e ha conservato nel calendario liturgico del 1969 la festa degli angeli custodi, fissata il 2 ottobre. È il Papa san Gregorio Magno che nella sua Omelia ci parla chiaramente degli angeli: "Bisogna sapere che questa denominazione d'angeli designa la loro funzione anziché la loro natura, perché se questi beati spiriti della Celeste patria sono sempre degli spiriti, essi non possono sempre essere chiamati angeli: sono angeli solo quando annunciano qualcosa... Chiamiamo arcangeli coloro che annunciano i più grandi misteri... Ogni qualvolta che si tratta di un evento straordinario, è Michele che la Scrittura cita come mandato, affinché il suo nome (Chi è come Dio). Come l'alto stesso faccia capire che nessuno può fare ciò che Dio fa con la sua incomparabile potenza".
Il nome degli arcangeli viene dalla lingua ebraica: Michele significa "Chi è come Dio?", Gabriele "forza di Dio", Raffaele "Dio guarisce". Il nome serafini vuol dire "gli ardenti". Gli angeli non sono come gli uomini! Essi apprezzano la nostra attenzione, e ci ripagano con amore, perché essi non dimenticano il bene ed il loro amore non si raffredda mai. Impariamo a riflettere e a ricordarci di questo amore gratuito per ringraziare e consolare questi angeli gloriosi: facciamoci amici gli angeli! È così facile avere amici così potenti! In questo modesto lavoro, dopo un 'ampia panoramica sulla presenza e opera degli angeli nella Bibbia e nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono inserite devozioni e preghiere rivolte sia ai cori angelici, nel loro insieme, che ai singoli angeli ed arcangeli e, soprattutto l'angelo custode. È importante sottolineare che la devozione nei confronti degli angeli non deve slittare nell'adorazione, la quale deve essere riservata solamente a Dio; piuttosto si deve imparare a lodare gli angeli per tutto il loro lavoro, continuamente al servizio della incolumità e salvezza eterna degli uomini {Vedi' San Tommaso d'Aquino: Summa Teologica I questioni nn. 50-64). È inoltre altrettanto importante sottolineare che le preghiere che seguiranno, sono preghiere con gli angeli, affinché tramite la loro preghiera e intercessione sia continuamente lodato e ringraziato Colui che ce li ha inviati in dono.

 
La missione dell'Angelo Custode
16 luglio 1947.
Dice S. Azaria:
«La missione dell’Angelo Custode si crede, da parte della gente, che cessi con la morte del custodito. Non è così sempre. Cessa, è cosa conseguente, alla morte del peccatore impenitente e con sommo dolore dell’angelo custode di colui che non si pentì. Si trasfigura in gloria gioconda ed eterna alla morte di un santo che dalla Terra passa al Paradiso senza soste purgative. Ma continua quale era, come protezione che intercede e ama il suo affidato, per coloro che a Terra passano al Purgatorio per espiare e purificarsi. Allora noi, gli angeli custodi, oriamo con la carità per voi davanti al trono Dio, e uniti alle nostre orazioni d’amore presentiamo i suffragi che sulla Terra vi applicano parenti e amici.
Oh! tutto non posso dire di quanto sia vivo, attivo, dolce il legame che ancora ci unisce a voi purganti. Come madri che spiano il ritorno della salute in un figlio che fu malato ed è convalescente, come spose che contano i giorni che le separano dalla riunione con lo sposo prigioniero, così noi. Noi, neppur per un attimo, non cessiamo di osservare la divina amorosa Giustizia e le vostre anime che si mondano fra i fuochi d’amore. E giubiliamo vedendo l’Amore sempre più placato verso voi, e voi sempre più degne del suo Regno. E quando la Luce ci ordina: “Vai a trarlo fuori per portarlo qui”, più ratti che saette noi ci precipitiamo a portare un attimo di Paradiso, che è fede, che è speranza, che è conforto a coloro che ancora restano a espiare, là nel Purgatorio, e stringiamo a noi l’anima amata per la quale operammo e soffrimmo, e rìsaliamo con lei insegnandole l‘osanna paradisiaco.
I due dolci attimi nella missione dei custodi, i due più dolci attimi, sono quando la Carità ci dice: “Scendi, ché un nuovo uomo è generato e tu lo devi custodire come gemma che mi appartiene”, e quando possiamo salire con voi al Cielo. Ma il primo è meno del secondo. Gli altri attimi di gioia sono le vostre vittorie sul mondo, la carne e il demonio. Ma come si trema per la vostra fragilità da quando vi si prende in custodia, così sempre si palpita dopo ogni vostra vittoria, perché il Nemico del Bene è vigile a tentare di abbattere ciò che lo spirito costruisce. Perciò gioioso, perfetto nella sua gioia è l’attimo in cui entriamo con voi nel Cielo. Perché nulla più può distruggere ciò che è ormai compiuto.
E ora, anima mia, rispondo ad un tuo intimo chiederti se Dio è contento che nella tua casa sia un altro Custode. O tu, che non ci fai mai domande ma tieni aperto ìl tuo spirito sul quale il tuo desiderio scrive talora i suoi più forti interrogativi a tua stessa insaputa, senza che la tua volontà, trattenuta dal chiedere da quel degno rispetto che troppo pochi hanno verso il Soprannaturale che si abbassa su voi, sappi che è dolce rispondere a chi è come te, e darti conforto, anima cara a Dio e tormentata dagli uomini.
Sì. Dio è contento. Contento perché nella tua casa è un angelo felice dì vegliare un’anima testé creata, gemma di Dio, e contento perché Gesù è Colui che amava i pargoli... e il resto lo dico all’anima tua, e resti fra noi come un segreto così bello che è inutile svelano al mondo che non sa comprendere le gioie di Dio e delle anime di Dio.»



PADRE PIO E L’ANGELO CUSTODE: Lo aiutava nella lotta contro Satana....

 

 


 

 PADRE PIO E L’ANGELO CUSTODE
Come ognuno di noi, anche Padre Pio ha avuto il suo angelo custode, e che angelo custode!
Dai suoi scritti possiamo affermare che Padre Pio era in costante compagnia del suo angelo custode.
Lo aiutava nella lotta contro Satana: «Coll'aiuto del buon angiolino si è trionfato questa volta sul perfido disegno di quel cosaccio; la vostra lettera è stata letta. L'angiolino mi aveva suggerito che all’arrivo di una vostra lettera l’avessi aspersa coll’acqua benedetta prima d’aprirla. Cosí feci coll'ultima vostra. Ma chi può dire 1a rabbia provata da barbablú! Egli vorrebbe finirmi ad ogni costo. Sta mettendo su tutte le sue diaboliche arti. Ma rimarrà schiacciato. L’angiolino me lo assicura, ed il paradiso è con noi.
L’altra notte mi si è presentato sotto le sembianze di un nostro padre, trasmettendomi un severissimo ordine del padre provinciale di non scrivervi piú, perché contrario alla povertà e di grave impedimento alla perfezione.
Confesso la mia debolezza, babbo mio, piansi amaramente credendo essere ciò stato una realtà. E non avrei potuto mai sospettare, anche debolmente essere questo invece un tranello di barbablú, se l’angiolino non mi avesse svelato l'inganno. E solo Gesú sa che ci volle per persuadermi. Il compagno della mia infanzia cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegl'impuri apostati, col cullarmi lo spirito in un sogno di speranza» (Ep. 1, p. 321).
Gli spiegava il francese che Padre Pio non aveva studiato: «Levami, se è possibile, una curiosità. Chi ti ha insegnato il francese? Come mai, mentre prima non ti piaceva, ora ti piace» (Padre Agostino nella lettera del 20-04-1912).
Gli traduceva il greco a lui sconosciuto.
« Cosa dirà il tuo angelo di questa lettera? Se Dio vuole, il tuo angelo potrebbe fartela comprendere; se no scrivimi». In calce alla lettera, il parroco di Pietrelcina scrisse questo attestato:

«Pietrelcina, 25 agosto 1919.
Attesto io qui sottoscritto sotto la santità del giuramento, che Padre Pio, dopo ricevuta la presente, me ne spiegò letteralmente il contenuto. Interrogato da me come avesse potuto leggerla e spiegarla, non conoscendo neppure l’alfabeto greco, mi rispose: Lo sapete! L'angelo custode mi ha spiegato tutto.

L.S. Làrciprete Salvatore Pannullo». Nella lettera del 20 settembre 1912 scrive:
«I celesti personaggi non cessano di visitarmi e farmi pregustare 1’ebbrezza dei beati. E se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo piú grande dovendomi fare anche da maestro nella spiega di altre lingue».



Lo va a svegliare per sciogliere insieme le lodi mattutine al Signore:
«La notte ancora al chiudersi degli occhi vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi il paradiso; ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e cosí sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori» (Ep. 1, p. 308).
Padre Pio si lamenta con l'angelo e questi gli fa una bella predichina: «Ne mossi lagnanza all’angiolino, e questi dopo avermi fatta una bella predichina, soggiunse: "Ringrazia Gesú che ti tratta da eletto a seguire lui da vicino per l'erta del Calvario; io vedo, anima affidata alla mia cura da Gesú, con gioia e commozione del mio interno questa condotta di Gesú verso di te. Credi tu forse che sarei cosí contento, se non ti vedessi cosí abbattuto? Io che nella carità santa molto desidero il tuo vantaggio, godo sempre piú nel vederti in codesto stato. Gesú permette questi assalti al demonio, perché la sua pietà ti rende a sé caro e vuole che tu lo rassomigli nelle angosce del deserto, dell'orto e della croce.
Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te"» (Ep. 1, p. 330-331).
Padre Pio affida all'angelo custode l'ufficio di andare a consolare le anime afflitte:
«Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho andato il delicato ufficio di venirvi a consolare» (Ep.1, p. 394). «Inoltre offrite a gloria di sua divina maestà il riposo che state per prendere e non dimenticate mai l'angelo custode che sempre è con voi, non lasciandovi mai, per qualsiasi torto possiate voi fargli. O ineffabile bontà di questo nostro buono angelo! Quante volte ahimé! l'ho fatto piangere per non aver voluto assecondare i suoi voleri che erano pur quelli di Dio! Ci liberi questo nostro fedelissimo amico da ulteriori infedeltà» (Ep.II, p. 277).


A conferma della grande familiarità tra Padre Pio e il suo angelo custode, riportiamo lo stralcio di un'estasi, nel convento di Venafro, datata da Padre Agostino il 29 novembre 1911:
«„, Angelo di Dio, Angelo mio... non sei tu a mia custodia?... Dio ti ha dato a me! Sei creatura?... o sei creatura o sei creatore... Sei creatore? No. Dunque sei creatura ed hai una legge e devi ubbidire... Devi stare accanto a me, o lo vuoi o non lo vuoi... per forza... E si mette a ridere... che c'è da ridere? ... Dimmi una cosa... me lo devi dire... chi era ieri mattina qui presente?... e si mette a ridere... me lo devi dire... chi era?... o il Lettore o il Guardiano... ebbene dimmelo... era forse il loro segretariuccio?... ebbene rispondi... se non rispondi, io dirò che era uno di quegli altri quattro... E si mette a ridere... un Angelo si mette a ridere!... dimmelo dunque... non ti lascerò, finché non me l’avrai detto...
Se no, lo domando a Gesú... e poi te lo senti!... Tanto non lo domando a quella Mammina, a quella Signora... che mi guarda torva... sta lí a far la contegnosa!... Gesú, non è vero che la Madre tua è contegnosa?... E si mette a ridere!...
Dunque, signorino (il suo angelo custode), dimmi chi era... E non risponde ... sta lí... come un pezzo fatto apposta... Lo voglio sapere... una cosa ho domandato a Te e sono qui da tanto tempo... Gesú, dimmelo Tu...
E ci voleva tanto a dirlo, signorino!... m'hai fatto ciarlar tanto!... sí sí il Lettore, il Lettorino!... ebbene Angelo mio, lo salverai dalla guerra che gli prepara quel birbaccione? lo salverai? ... Gesú, dimmi, e perché permetterlo? ... non me lo vuoi dire?... me lo dirai... se non apparisci piú, bene... ma se verrai, ti dovrò stancare... E quella Mammina... sempre con 1a coda dell'occhio... ti voglio guardare in faccia... mi devi guardar bene... E si mette a ridere... e mi volta 1e spalle... sí sí ridi... Io so che mi vuoi bene... ma mi devi guardar chiaro.
Gesú, perché non glielo dici alla Mamma tua?... ma dimmi, sei Gesú?... di' Gesú!... Bene! se sei Gesú, perché 1a tua Mammina mi guarda in quel modo?... Io voglio sapere!...
Gesú, quando vieni un'altra volta, ti devo domandare certe cose... tu le sai... ma per ora te le voglio accennare... Che erano stamane quelle fiamme al cuore?... se non era Rogerio (P. Rogerio era un frate che si trovava a quel tempo nel convento di Venafro) che mi strinse forte... poi anche il Lettore... il cuore voleva fuggire... che era?... forse voleva andare a passeggio?... un'altra cosa... E quella sete?... Dio mio... che era? Stanotte, quando s'andarono il Guardiano ed il Lettore, bevvi tutta la bottiglia e la sete non si estinse... mi dovorava... e mi straziò fino alla Comunione... che era?... Senti Mammina, non importa che mi guardi cosí .. io ti voglio bene piú di tutte le creature della terra e del cielo... dopo Gesú, s'intende... ma ti voglio bene. Gesú, questa sera verrà quel birbaccione?... Ebbene aiuta quei due che m'assistono, proteggili, difendili... lo so, ci sei Tu... ma... Angelo mio, sta' con me! Gesú un'ultima cosa... fatti baciare... Bene!... che dolcezza in queste piaghe!... Sanguinano... ma questo Sangue è dolce, è dolce... Gesú, dolcezza... Ostia Santa... Amore, Amor che mi sostiene, Amore, a rivederci!... ».
Riportiamo ancora un altro frammento di un'estasi del dicembre 1911: «Gesú mio, perché cosí piccino stamane?... Ti sei fatto subito tanto piccolo!... Angelo mio, vedi Gesú? ebbene chinati... non basta... bacia le piaghe a Gesti... Bene!... Bravo! Angelo mio. Bravo, Bamboccio... Ecco ecco si fa serio!... mette il broncio! come ti debbo chiamare? Qual è il tuo nome? Ma sa, Angelo mio, perdona, sa: benedici Gesú per me ... ».

Concludiamo questo capitolo con un brano tratto dalla lettera che Padre Pio scriveva a Raffaelina Cerase il 20 aprile 1915, dove la esortava ad apprezzare questo grandissimo dono che Iddio, nell'eccesso del suo amore per l'uomo, a noi assegnò questo celeste spirito:
«O Raffaelina, quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell’atto che diamo disgusto a Dio! Quanto riesce dolce per 1’anima credente questa grande verità! Di chi dunque può temere l'anima devota che si studia d’amare Gesú, avendo sempre con sé un sí insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san Michele lassú nell'empireo difesero l’onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li ridussero alla perdita e li rilegarono nell'inferno?
Ebbene, sappiate che egli è ancor potente contro satana e i suoi satelliti, la sua carità non è venuta meno, né giammai potrà venir meno dal difenderci. Prendete la bella abitudine di pensar sempre a lui. Che vicino a noi sta uno spirito celeste, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, ci guida, ci protegge come un amico, un fratello, deve pur riuscire a noi sempre di consolazione, specie nelle ore per noi piú tristi.
Sappiate, o Raffaelina, che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le vostre buone opere che compite, i vostri desideri santi e puri. Nelle ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata non vi lagnate di non avere un anima amica, a cui possiate aprirvi ed a lei confidare i vostri dolori: per carità, non dimenticate questo invisibile compagno, sempre presente ad ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi.
O deliziosa intimità, o beata compagnia! O se gli uomini tutti sapessero comprendere ed apprezzare questo grandissimo dono che Iddio, nell’eccesso del suo amore per l'uomo, a noi assegnò questo celeste spirito! Rammentate spesso la di lui presenza: bisogna fissarlo coll'occhio dell anima; ringraziatelo, pregatelo. Egli è cosí delicato, cosí sensibile; rispettatelo. Abbiate continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Invocate spesso questo angelo custode, quest’angelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: «Angelo di Dio, che sei custode mio, a te affidata dalla bontà del Padre celeste, illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre» (Ep. II, p. 403-404).

Oggi, 2 ottobre è la Festa dei nostri Angeli Custodi- PREGHIERA, SUPPLICA E CANTO (VIDEO)

 

Se abbiamo un angelo al nostro fianco per assisterci non è per condiscendenza sua o nostra volontà, ma per decreto di Dio. Nei Salmi è scritto: "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede" (Salmo 91, 11). Quanto dobbiamo ringraziare il buon Dio di questo comando!
 
PREGHIERE ALL'ANGELO CUSTODE
Angelo benignissimo, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere e amico fedelissimo, a te io sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal giorno in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza di debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino! Con quanta riconoscenza ti devo ringraziare per l’amore che nutri per me, quale e quanta confidenza per saperti il mio assistente e difensore! Insegnami, Angelo Santo, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino alla Santa Città di Dio. Non permettere che io faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza. Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie orazioni, mostragli le mie miserie e impetrami il rimedio di esse dalla sua infinita bontà e dalla materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina. Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d’animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto e specialmente nell’ultimo giorno della mia vita, sii mio scudo contro il demonio. In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua gloriosa dimora, dove per tutta l’eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare assieme a te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen.

 

 

"Supplica all'Angelo Custode"👇


Canzone all'Angelo Custode: "Tu fiore di Maria, pensiero perfetto di Dio, Amico mio"👇


 

sabato 1 ottobre 2022

OGGI, 1 OTTOBRE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO-PREGHIERE E VIDEO

 


OGGI, 1 OTTOBRE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO
Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che al nostro mondo stravolto dalla superbia hai mostrato "la via della piccolezza evangelica", insegnaci a diventare piccoli ed umili, conservando il nostro cuore immune da ogni malizia e dall'orgoglio, perché soltanto per questa via secondo la parola di Gesù - potremo entrare nel Regno dei cieli.
 
 
Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, vittima offerta all'Amore Misericordioso, che hai scoperto la tua missione nella Chiesa, di essere cioè il cuore - l'amore - del corpo mistico del Signore, insegnaci a rendere preziose le cose che compiamo, anche le più piccole, con l'amore soprannaturale.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...
 
Santa Teresina di Lisieux Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che ti sei impegnata a ricordarti di noi nella gloria del cielo, manda sul mondo quella pioggia di rose che hai promesso, e soccorri tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Ottienici soprattutto la grazia di piacere a Dio facendo la sua volontà, come hai saputo fare tu, abbandonandoci nelle sue braccia di Padre amorevole, che tutto dispone per il nostro bene.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...
 
O Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che nella tua breve esistenza sei stata esempio di angelica purezza, di forte amore e di generoso abbandono a Dio, volgi uno sguardo di compassione a noi che confidiamo in te. Fa' tuoi i nostri desideri, e rivolgi per noi una parola alla Vergine Maria di cui fosti figlia prediletta e "che ti sorrise sul mattino della vita". Dille che, come Madre di Dio e degli uomini, ci ottenga con la sua potente intercessione la grazia che tanto desideriamo, e che l'accompagni con una benedizione che ci fortifichi in vita, ci assista in morte e ci conduca alla beata eternità. Amen.


PREGHIERA
Santa Teresa del Bambino Gesù, che durante la tua esistenza terrena hai amato Dio
sopra ogni cosa e ti sei offerta vittima al suo amore misericordioso, aiutami
a rendere preziosi tutti gli istanti della mia vita, trasformandoli in atti di vero amore.
Concedimi di seguire la tua via di infanzia spirituale, di vivere cioè nello spirito
di evangelica semplicità e umiltà, in un totale abbandono ai voleri del Signore.
Insegnami ad accettare ogni sofferenza come un dono prezioso fatto a chi più ama.
Possa anch'io chiudere la mia vita terrena ripetendo le tue ultime parole:
"Dio mio, ti amo".

 

Cara piccola Teresa di Gesù Bambino, grande Santa del puro amor di Dio, vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio. Si, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente…
(esprimerla qui)
Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra. Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose. Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di tuoi devoti testimoniano di aver beneficiato della tua protezione. Forte di questa certezza, che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso. Digli il mio desiderio. Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra. Piccola Teresa, vittima d’amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima. Ottienimi la grazia che ti chiedo, se è questa la volontà di Dio.
Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che hai fatto e continui a fare alle anime fino alla fine del mondo. Si, sii mille volte benedetta e ringraziata perché così ci fai toccare la bontà e la misericordia del nostro Dio!
Amen.
Ave Maria , 3 Gloria 1 Padre Nostro

 

 Padre Serafino spiega molto bene come aiutare Dio seguendo l'esempio di una grande Santa.....da ascoltare tutto perchè potrebbe esservi molto utile ⬇️ 

VIDEO


venerdì 30 settembre 2022

Papa Francesco invita i giovani a non isolarsi dal mondo “rinchiudendovi nella vostra stanza...


 

 Papa Francesco invita i giovani a non isolarsi dal mondo “rinchiudendovi nella vostra stanza – come dei Peter Pan che non vogliono crescere, o come i giovani hikikomori che hanno paura di affrontare il mondo.

 CITTÀ DEL VATICANO , 30 settembre (ACI Stampa)

Non rimanere chiusi, uscire verso gli altri, e soprattutto coltivare la bellezza. Rivolgendosi al Patto Educativo Globale Orsolino, l’iniziativa dei giovani delle scuole orsoline per il Patto Educativo lanciato da Papa Francesco, il Papa fa due considerazioni, riguardanti “il dire e il fare”, chiamando ancora una volta i giovani all’impegno. E lo fa sulla scorta di Orsola, “giovane di bellezza eccezionale”, ammirata da tutti, che ispirò Sant’Angela Merici a realizzare la sua opera educativa.

Nel videomessaggio, Papa Francesco invita prima di tutto i giovani a “fare emergere la loro bellezza”, e non “secondo le mode del mondo”, la bellezza “che ci appartiene da sempre”, perché “se è vero che la bellezza salverà il mondo”, si deve “anche vigilare perché il mondo salvi la bellezza”.

Ma di quale bellezza si parla? Non – dice Papa Francesco - quella piegata su se stessa”, né quella che “ scende a patti con il male”, il modello non è Narciso o Dorian Gray. Il Papa si riferisce “a quella bellezza che non sfiorisce mai perché è riflesso della bellezza divina: il nostro Dio infatti è inseparabilmente buono, vero e bello”.

E – aggiunge – “la bellezza che Gesù ci ha rivelato è uno splendore che si comunica, che agisce; una bellezza che si incarna per potersi condividere; una bellezza che non ha paura di sporcarsi, di sfigurarsi pur di essere fedele all’amore di cui è fatta”.

Si tratta di una “bellezza sempre feconda”, che porta “ad uscire fuori da sé stessi”, perché anche la contemplazione “non può fermarsi al godimento della visione di Dio”.

Per quello, Papa Francesco invita i giovani a non isolarsi dal mondo “rinchiudendovi nella vostra stanza – come dei Peter Pan che non vogliono crescere, o come i giovani hikikomori che hanno paura di affrontare il mondo –, ma siate sempre aperti e coraggiosi come sant’Orsola, la ‘piccola orsa’, che ebbe il coraggio di intraprendere un lungo viaggio con le sue compagne e affrontò intrepida gli attacchi fino al martirio,
“piccoli orsi che non fuggono dalle proprie responsabilità”, e sottolinea che possono cambiare il mondo “difendendo la bellezza sfregiata di tanti reietti del mondo; aprendovi all’accoglienza verso gli altri, soprattutto dei più vulnerabili ed emarginati; guardando l’altro diverso da me non come una minaccia ma come una ricchezza”.

Ma anche  “difendendo anche la bellezza ferita del creato, proteggendo le risorse della nostra casa comune, adottando stili di vita più sobri e rispettosi dell’ambiente”.

Infine, Papa Francesco dà appuntamento ai giovani alla prossima GMG di Lisbona.

30 settembre morte di Santa Teresina: "Non mi pento di essermi offerta all’Amore"...

 


30 settembre morte di Santa Teresina


Il 30 settembre 1897 moriva s. Teresa di Gesù Bambino nel Carmelo di Lisieux.
Dall’8 luglio 1897, a causa della grave forma di tisi che l’aveva colpita, venne trasferita nell’infermeria del monastero dove, consumata tutti i giorni da una febbre ardente tanto da sentirsi come in purgatorio, aveva sempre per le sorelle che la visitavano parole accoglienti e profonde che sono state fedelmente annotate da madre Agnese di Gesù (la sorella Paolina) e che costituiscono i Novissima Verba.

Riportiamo qui di seguito quelle pronunciate il giorno della sua morte

Giorno della sua preziosa morte (giovedì). La mattina l’assistei durante la Messa. Non diceva una parola. Era sfinita, ansante. Le sue sofferenze, lo intuivo, erano inesprimibili. Per un momento giunse le mani e, guardando la Santa Vergine posta in faccia al suo letto:

Oh l’ho pregata con un fervore! Ma è l’agonia pura, senza traccia di consolazione.

Tutta la giornata, senza un attimo di riposo,rimase tra i tormenti. Pareva alla fine delle forze e tuttavia, con grande sorpresa nostra, riusciva ancora a muoversi e sedersi sul letto. Diceva:

Vede, madre mia, quanta forza ho oggi! No, non muoio. Ne ho ancora per dei mesi. Non credo più alla morte per me. Non credo più che alla sofferenza! Ebbene, tanto meglio! Oh Dio, lo amo, Dio tanto buono e misericordioso! Oh mia buona Vergine Santa, soccorretemi! Se questa è l’agonia, cosa è la morte? Madre mia le assicuro che il calice è pieno fino all’orlo! Sì, Dio mio, tutto quello che vorrete, ma abbiate pietà di me! Sorelline mie, sorelline mie, pregate per me!

Dio mio, Dio mio, voi siete tanto buono!!! Oh sì,voi siete buono io lo so…….

Verso le tre del pomeriggio, mise le braccia in croce. La madre priora le posò sulle ginocchia un immagine di Nostra Signora del Monte Carmelo. Lei la guardò un istante:

Oh madre mia mi presenti subito alla Vergine Santa. Mi prepari a morir bene.

La madre priora le rispose che, avendo sempre capito e praticato l’umiltà, la sua preparazione era fatta. Lei rifletté un attimo e pronunciò umilmente queste parole:

Sì, mi pare di aver cercato sempre la verità sola. Sì ho capito l’umiltà del cuore.

Tutto quello che ho scritto sui miei desideri di soffrire, oh, è ben vero!

E fieramente:

Non mi pento di essermi offerta all’Amore.

Oh no, non mi pento di essermi offerta all’Amore, anzi…

Non avrei mai creduto possibile soffrire tanto! Mai! Mai! Non posso spiegarmelo se non con i desideri ardenti che ho avuto di salvare le anime.

Verso le cinque ero sola vicino a lei. Il volto cambiò a un tratto, capii che l’agonia cominciava. Quando la comunità entrò nell’infermeria, lei accolse tutte le sorelle con un sorriso dolce. Teneva in mano il suo crocifisso e lo guardava continuamente. Per più di due ore un rantolo terribile le straziò il petto. Il viso era congestionato, le mani violacee; aveva i piedi ghiacci e tremava in tutte le membra. Un sudore abbondante cadeva in gocce enormi sulla fronte e scorreva sul volto. Era sotto un oppressione sempre più grave ed emetteva di quando in quando, per respirare, dei piccoli gridi involontari. Aveva la bocca tanto disseccata, che sr. Genoveffa (sua sorella Celina), pensando di portarle sollievo, le mise sulle labbra un pezzettino di ghiaccio. Nessuno dimenticherà lo sguardo inesprimibile e il sorriso celeste che ella le rivolse in quel momento,come per consolarla e darle l’addio supremo.

Alle sei, quando l’Angelus suonò, alzò gli occhi verso la statua della Vergine Santa. Com’era bello il suo sguardo! Alle sette e qualche minuto, la madre priora, credendo stazionarie le condizioni, congedò la comunità. E la povera vittima sospirò:

Madre mia, non è ancora l’agonia! Non muoio ancora?…

Sì, figlia mia – rispose la madre- E’ l’agonia, ma il Signore vuole prolungarla, forse, di qualche ora…

Ebbene…..Avanti! Avanti!….Oh non vorrei soffrire meno!

E fissando gli occhi sul suo Crocifisso:

Oh…l’amo!…Dio mio…Vi…amo!..

Dopo aver pronunciato queste parole, cadde dolcemente indietro, la testa reclinata a destra. La madre priora richiamò in fretta la comunità e tutte furono testimoni della sua estasi. Il volto aveva ripreso il colore di giglio che aveva in piena salute, gli occhi erano fissi verso l’alto, splendidi di pace e di gioia.

Sr. Maria dell’Eucaristia s’avvicinò con una fiaccola per vedere più da vicino quello sguardo sublime. Alla luce della fiaccola nessun movimento apparve nelle palpebre. Questa estasi durò press’a poco lo spazio di un Credo. Appena finita, sr. Teresa di Gesù Bambino rese l’ultimo respiro.

Dopo la morte, conservò un sorriso dolce. Era di una bellezza che rapiva. Teneva così forte il suo Crocifisso, che bisognò “strapparlo” dalle sue mani.

Le sue membra rimasero morbide fino all’inumazione, il lunedì 4 ottobre 1897.

"Senza lo Spirito dialoghiamo, ma non diventiamo amici...non c'è la vita, l'amore a la fiducia": Padre Ljubo



Padre Ljubo

La Madre celeste, Regina della Pace, ci promette le sue preghiere e prega con noi la potenza dello Spirito Santo, perchè aumenti la nostra fede. Soltanto nello Spirito Santo possiamo credere in Dio. La Madre sa che senza lo Spirito Santo la nostra preghiera è vuota. Senza lo Spirito la nostra vita è senza senso. Senza lo Spirito non possiamo essere fedeli a Dio e agli altri. Senza lo Spirito dialoghiamo, ma non diventiamo amici; possiamo leggere anche dei libri, ma non diventiamo più saggi. Senza lo Spirito Santo non c'è la vita, l'amore a la fiducia. Solo nella potenza dello Spirito possiamo avvicinarci alla Regina della Pace che ci parla oggi. Lo Spirito Santo non lo possiamo possedere, ma possiamo lasciarci possedere dallo Spirito. Dio lo dà solo a quelli che lo cercano e lo desiderano. Secondo lo Spirito conosciamo Dio, noi stessi e questo mondo. Pregare lo Spirito non è comodo, perché ci svela la superficialità della nostra fede in Gesù; ci svela come ci è estraneo lo Spirito di cui ci parla Gesù e come è lontana la pace che Gesù e Maria vogliono darci. Lo Spirito Santo è là dove c'è Maria. Questo lo sappiamo dalle parole dell'Angelo Gabriele: "Lo Spirito Santo scenderà su di Te; su Te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo" (Lc. 1,35).

Ti ringrazio, o Maria, perché non ti sei ancora stancata di noi. Ti prego, guidaci sulla via della santità; e che i tuoi messaggi ci siano come luce in questa valle di lacrime, perché possiamo vivere gioiosamente i tuoi messaggi insieme con te fino all'ultima meta della nostra vita, dove Tu ci aspetti.

Vorrei leggere, o meglio pregare, in ringraziamento alla Regina della Pace, usando le parole con le quali che Padre Slavko pregava per il 15° anniversario delle apparizioni della Madonna: "Desidero oggi dire grazie, o Maria, per ogni tua venuta. Grazie per ogni messaggio, per ogni tua parola e in modo particolare perché ci chiami tuoi "cari figli". Ti ringrazio, perché posso crederTi che Ti siamo cari e che Tu ci ami. Grazie, perché ci hai detto di pregare per poter capire il tuo amore e piangere di gioia. Grazie, perché ci hai detto che Ti siamo importanti e che senza di noi non puoi fare niente. La mia anima sul tuo Podbrdo canta un canto di grazie a Te e benedice con Te il Signore, perché ti ha mandata tra di noi. La mia anima esulta con Santa Elisabetta, con tutta la parrocchia e con tutti i pellegrini. Ti benedico con tutti quelli che si sono riconciliati nella confessione. Ti benedico con tutti i gruppi di preghiera, perché ci insegni a pregare. Ti benedico con tutti i veggenti e le loro famiglie. Ti benedico con tutte le famiglie che ti hanno accettata e vivono nella pace. Ti benedico, o Maria, con tutto quello che il Signore farà ancora attraverso di Te. Con Te prego il Signore: che il tuo Cuore immacolato sia glorificato nel mondo e doni la pace al mondo. E che sia benedetto il Signore Dio Onnipotente, ora e sempre.

giovedì 29 settembre 2022

La preghiera a San Michele Arcangelo che Leone XIII redasse subito dopo la visione.


 La visione che fece tremare papa Leone XIII. 

Il 13 ottobre 1884, papa Leone XIII, celebrò la santa messa e poi assistette ad un’altra cerimonia di ringraziamento. All’improvviso lo videro alzare la testa e fissare con intensità qualcosa al di sopra dell’officiante. Guardava fissamente, senza battere ciglio, come se fosse invaso da un sentimento di terrore e di stupore. Il suo volto cambiò colore. Qualcosa di strano, di grande, stava succedendo.

 



Alla fine, ritornato il sé, si rialzò, appoggiandosi sulla mano con un movimento lieve ma energico. Si diresse verso il suo studio privato. I presenti, preoccupati, lo seguirono e gli chiesero: “Sua Santità, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa?” Egli rispose: “No, di nulla”.
Mezz’ora dopo, chiamò il segretario della Congregazione dei Riti e, tendendogli un foglio, gli ordinò di stamparlo e di inviarlo a tutti i vescovi del mondo. Cosa conteneva questo foglio? Tre cose: la preghiera che recitiamo alla fine della messa con i fedeli e che contiene la supplica alla Madonna, l’ardente invocazione al Principe della Milizia Celeste e l’implorazione a Dio affinché respinga Satana nell’inferno. 

 

Cosa vide dunque Leone XIII? 

 Egli spiegò che nel momento in cui si accingeva ad allontanarsi dall’altare, udì improvvisamente delle voci: “una buona e dolce, l’altra gutturale e dura; sembravano provenire da vicino al tabernacolo. Si trattava del demonio che si rivolgeva al Signore come in un dialogo… Poi, ebbi una terribile visione dell’inferno: vidi la terra aprirsi come colpita da una bomba. Era avvolta dalle tenebre e, dall’abisso, vidi uscire una legione di demoni che si spargevano nel mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la Chiesa stessa, che vidi ridotta allo stremo.
Allora apparve San Michele e respinse gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi, vidi l’Arcangelo intervenire, non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo”. Sta a noi rispondere a questo appello di primaria importanza per affrettare la vittoria della Chiesa e, mediante questa vittoria, abbreviare le sofferenze che accompagnano la lotta!
Ecco la preghiera a San Michele Arcangelo che Leone XIII redasse subito dopo la visione. Egli ordinò di recitarla alla fine di ogni messa:“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli, preghiamo che Dio lo domini, e tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen”
Sebbene questo obbligo sia stato soppresso nel 1964, san Giovanni Paolo II l’ha rimesso in vigore e papa Francesco, il 29 settembre 2019, nella festa di San Michele Arcangelo, ha chiesto a tutti i cattolici di recitare queste tre preghiere durante tutto il mese del Rosario: un rosario, poi un Sub Tuum praesidium (a Maria) e la preghiera a San Michele.
“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo o Vergine gloriosa e benedetta” (Preghiera del Sub Tuum praesidium)

 

 

 


E il coronavirus? Nel 2021, in occasione della domenica delle Palme, un evento storico di grande portata ha avuto luogo nel santuario di San Michele Arcangelo del Monte Gargano. Per contrastare il coronavirus, il Rettore del santuario, padre Ladislao Sucky e i padri Micheliti hanno pregato insieme davanti all’Eucarestia, a una reliquia della Santa Croce e alla spada di San Michele e hanno benedetto la città, l’Italia e il mondo intero.San Gregorio Magno

 

 Perché ricordare questi avvenimenti oggi? Perché siamo in una lotta per la vita ed abbiamo bisogno di San Michele per attingere alla fonte dell’abbondanza divina. L’amore si raffredda sempre di più nel nido della vita umana, cioè nella famiglia così com’è stata concepita e voluta dal Creatore! Certo, qua e là nascono belle iniziative di fede, ma il combattimento spirituale che imperversa più che mai deve risvegliarci dal torpore dell’anima. Questo è vitale ed essenziale. La preghiera in famiglia, che crea e consolida l’unione dei cuori, ha ceduto il posto a mille altre cose. E’ l’amore che salva, è l’amore che guarisce, è l’amore che dona la pace. Dio è amore e, senza Dio, senza la preghiera che dona Dio alle anime, la famiglia non ha futuro.
Attenzione, siamo ad un bivio! Ora è il momento di scegliere: girare a destra o a sinistra? Tornare a Dio o lasciarsi sedurre dal mondo? Il futuro di ciascuno dipende da questa scelta.
Maria ci avverte con il suo meraviglioso fare materno! “Ascolto il vostro grido e le preghiere per la pace. Da anni satana lotta per la guerra. Perciò Dio mi ha mandato in mezzo a voi per guidarvi sul cammino della santità, perché l’umanità è al bivio. Vi invito: ritornate a Dio ed ai comandamenti di Dio per stare bene sulla terra e per uscire da questa crisi in cui siete entrati…” (25 marzo 2022)
La Madonna riprende le parole di san Giovanni Paolo II, nel suo Atto di Consacrazione a Maria dell’8 ottobre 2000: “Oggi come mai nel passato, l’umanità è a un bivio. E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù”.
“Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra. Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi…” (25 febbraio 2022) 

 

 E’ altamente raccomandabile consacrarci all’Arcangelo San Michele,consacrargli le nostre famiglie, le nostre parrocchie, il nostro lavoro, il nostro apostolato… In questo modo otteniamo da lui una grande protezione contro gli spiriti del male che mirano a farci perdere e anche a distruggere il nostro corpo con ogni mezzo. San Paolo ci esorta: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”.(Ef 6, 11-12)
In caso di conflitti in famiglia o in caso di guerra, San Michele ci assiste nei nostri combattimenti spirituali, ci dà la forza e il coraggio necessari per dire no a ciò che è contrario a Dio e per aderire al bene, insomma, per scegliere l’amore vero in ogni circostanza. Sarebbe bene scegliere una preghiera di consacrazione e recitarla ogni giorno, o più volte al giorno in caso di forti combattimenti interiori o esteriori, in famiglia, a lavoro, in caso di guerra, ecc.
Ho assistito a diversi esorcismi e ho constatato con i miei occhi il potere di liberazione ottenuto dalla semplice invocazione a san Michele Arcangelo.
Consacrazione all’Arcangelo san Michele. “San Michele Arcangelo, mi consacro a te. Affido me stesso, la mia famiglia e tutto ciò che mi appartiene alla tua potente protezione. Fai crescere nel mio cuore il fervore e ricordati che, a partire da questo giorno, sono sotto la tua protezione. Ottienimi la grazia di amare con tutto il cuore Dio Padre, Gesù, mio Salvatore, lo Spirito Santo Santificatore e la mia dolce Madre Maria. Amen.”
Il mese di settembre è dedicato agli Angeli e agli Arcangeli. Offriamo loro delle belle litanie per mettere in fuga il nemico e diffondere la pace nei nostri cuori!

29 settembre: oggi la Chiesa celebra i Santi Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele: Invocazione - CHI SONO?...

 


29 settembre: oggi la Chiesa celebra i Santi Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele
 
Invocazione ai tre Arcangeli
Glorioso san Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili ed invisibili, affinché nessun male ci possa colpire.
San Gabriele arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiche sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero dell'incarnazione, svelaci i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio, perché come te possiamo adorare il Verbo incarnato nel seno di Maria Vergine.
San Raffaele arcangelo, guida sicura dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guariqioni, guidaci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suqgeriscici i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi.
 
 
CHI SONO GLI ARCANGELI?
Nella Sacra Scrittura si parla di sette arcangeli dei quali i più conosciuti sono Michele, Gabriele e Raffaele.
San Michele è potente, specialmente nella lotta contro il Maligno. San Gabriele è lo specialista nel campo delle comunicazioni e san Raffaele è, in modo speciale, il protettore dei viaggiatori, con poteri straordinari per guarire gli infermi.
San Gabriele è vestito da sacerdote e aiuta specialmente chi invoca molto lo Spirito Santo. È l’angelo della verità e nessun sacerdote dovrebbe lasciar passare nemmeno un solo giorno senza chiedergli aiuto.
Raffaele è l’angelo della guarigione. Aiuta specialmente i sacerdoti che confessano molto ed anche gli stessi penitenti. In particolar modo le persone sposate dovrebbero ricordarsi di san Raffaele.
L’arcangelo san Michele è l’angelo più forte contro ogni tipo di male. Dobbiamo chiedergli spesso che protegga non solo noi, ma anche tutti i membri vivi e defunti della nostra famiglia.
Michele: etimologicamente significa «Chi è come Dio?», “Grandezza di Dio”, “Il Grande Dio” o “Simile a Dio”. È l’Arcangelo della luce e del fuoco; è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. Per questo, nell’iconografia cristiana viene raffigurato come un giovane forte, giovane e bello, con indosso un’armatura. Viene identificato come il protettore della Chiesa Cattolica Romana, nonché santo patrono della nazione ebraica. La liturgia dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime.
Gabriele: il suo nome etimologicamente significa “Forza di Dio”, in quanto si suppone che abbia combattuto con Giacobbe rompendogli il femore (cfr. Gn cap. 32). Si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc 1, 19). Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione). Per questo è considerato a capo degli ambasciatori, nonché l’Angelo della Rivelazione. Nell’iconografia cristiana viene raffigurato come un giovane elegante, maestoso, abbigliato di ricche vesti. Frequentemente viene anche ritratto in ginocchio di fronte alla Madonna con le braccia incrociate sul petto o con in mano una pergamena, uno scettro o un giglio.
Raffaele: il suo nome significa “Divino Guaritore”, o “Dio Guarisce”, “Salvezza di Dio”, è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobiolo nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobiolo. È spesso considerato come l’angelo custode per eccellenza, il capo degli Angeli custodi, l’Angelo della Provvidenza che vigila su tutta l’umanità. Viene spesso raffigurato, nell’iconografia cristiana, insieme al giovane Tobia e al suo cane, che l’accompagna fedelmente e costantemente. E’ identificato come il protettore dei pellegrini, di coloro cioè che compiono un pellegrinaggio verso un luogo religioso o meglio ancora sono in cammino verso Dio. Viene raffigurato per questo come un viandante che viaggia col bastone ed i sandali, la borraccia dell’acqua e la bisaccia a tracollo.
Non dimentichiamo che tutte le persone con le quali entriamo in relazione hanno il loro angelo custode, che noi possiamo salutare e invocare; specialmente gli angeli dei nostri familiari, che abitano proprio in casa con noi. Ma fra tutti gli angeli, non trascuriamo il fatto che l’intercessione di Michele, Gabriele e Raffaele è particolarmente potente. Quando dobbiamo fare un viaggio o anche solo attraversare la nostra città, invochiamo Raffaele; e facciamo altrettanto quando siamo malati o assistiamo un ammalato. Quando dobbiamo usare i mezzi di comunicazione, soprattutto internet, chiediamo l’aiuto di Gabriele. E in ogni momento ricorriamo a Michele, che è potentissimo nel liberarci dalle persone cattive e dal maligno.
AUGURI A TUTTI COLORO CHE OGGI FESTEGGIANO L'ONOMASTICO
 
 
 
PREGHIERE AI TRE ARCANGELI
Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia. San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre! San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi.
Amen.

mercoledì 28 settembre 2022

A Medjugorje dal 7 al 9 ottobre 2022 ci sarà il 14° CONGRESSO NAZIONALE MARIOLOGICO-MARIANO

 



"MEDJUGORJE COME CONTRIBUTO ALLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE" È IL TEMA DEL 14° CONGRESSO NAZIONALE MARIOLOGICO-MARIANO
28/09/2022

14° Congresso Nazionale Mariologico e Mariano sul tema "Međugorje come contributo alla nuova evangelizzazione", organizzato dall'Istituto Mariologico Croato della Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Zagabria, dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale PAMI e dalla Parrocchia di S. Jakov Medjugorje, si terrà da venerdì 7 ottobre a domenica 9 ottobre a Medjugorje.

Il congresso ha un livello internazionale e si terrà in croato e italiano. Oltre al programma di preghiera, ci saranno un totale di 23 presentazioni su vari argomenti relativi a Medjugorje.

Alcuni di essi sono: Medjugorje - contributo alla nuova evangelizzazione nella Chiesa sinodale aperta, Papi e Medjugorje, Santuari mariani come locus theologicus, Kairos storico-salvativo delle apparizioni di Medjugorje, Significato e criteri per giudicare le apparizioni mariane nel post-teologico epoca, Apparizioni a Medjugorje nel contesto di altre apparizioni mariane del XX secolo - Possibili implicazioni pastorali, Fra Slavko Barbarić e la Chiesa secondo i messaggi della Madonna, Possibilità di testimonianza cristiana secondo Fra Slavko Barbarić, Medjugorje - chiamata e risposta, Parrocchia comunità - "Stile spirituale ed ecclesiastico del santuario" e realtà di Medjugorje, Medjugorje come fonte di vocazioni spirituali, Pratica della confessione nella Chiesa e stimoli di rinnovamento a Medjugorje, Preghiera del Rosario: "un bacio puro e tenero alla Beata Vergine", Pietà, ispirazioni musicali ed espressioni di culto della Regina della Pace a Medjugorje,La Madonna nella vita di Gesù e sulla Via Crucis - Cammino verso Križevac e Podbrdo, Vita e missione del Villaggio della Madre...

Relatori al congresso: Stefano Cecchin, Gian Matteo Roggio, mons. Vlado Košić, Tomislav Pervan, Ivan Dugandžić, Marinko Šakota, Danko Perutina, Branko Murić, Fran Ćorić, Josip Šimić, Veronika s. Nela Gašpar, Mladen Parlov, Josip Šimunović, Daniel Patafta, Andrea Filić, Anto Barišić, Serđo Ćavar, Nedjeljka s Valerija Kovač, Ivan Karlić, Petar Maskaljević, Veselka Sr. Stjepanka Stanić, Katica Sr. Katarina Koprek, Ivan Marčić, Lidija Miler, Tomislav Filić, Marija Pehar, Silvana Dragun... 

radio-medjugorje.com

martedì 27 settembre 2022

«La Madonna vi prepara ad affrontare il nemico! Ed è per questo che Medjugorje è così importante!...»- IL MESSAGGIO DI SUOR BRIEGE


 
LA MISSIONE DI SUOR BRIEGE: UN MINISTERO SPECIALE DI GUARIGIONE PER I SACERDOTI
Suor Briege è originaria dell'Irlanda e vive in America, e Dio l'ha dotata di molti doni, e viaggia per il mondo pregando e aiutando persone consacrate e laici nella sua missione.
 
IL MESSAGGIO DI SUOR BRIEGE
Durante il suo soggiorno a Medjugorje dal 17 al 22 settembre di quest'anno, suor Briege ha tenuto una conferenza per i pellegrini di lingua inglese e ha anche rilasciato una breve intervista a Mary TV, il cui contenuto è presentato di seguito:
Alla domanda su quale sia l'importanza di Medjugorje per la Chiesa in questo momento, suor Briege ha risposto:

"Quello che penso stia accadendo a Medjugorje, non solo oggi, ma fin dall'inizio, è che la Madonna qui raccoglie i suoi figli, soprattutto Cattolici e sacerdoti. E penso che ora, in questi anni, la Madonna stia creando GUERRIERI CATTOLICI in modo speciale.
La Chiesa Cattolica è sotto un grande attacco da parte del maligno e di altre forze del male. E la gente viene a Medjugorje, molte volte molto appesantita, sconvolta e scoraggiata - a causa della situazione economica e della situazione mondiale instabile generale... Il maligno vuole distrarre le persone con cose che io chiamo COSE UMANE – con cui intendo: paure di cambiamento climatico, preoccupazione per Madre Terra – e tutto ciò che dobbiamo proteggere e preservare.
La Madonna qui a Medjugorje continua a dirci: "Venite a mio Figlio Gesù!".
Perché ciò che è molto più importante è la SALVEZZA DELLE ANIME!
E possiamo vedere qui persone che si confessano, adorano Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare... Non c'è niente di nuovo che sta accadendo a Medjugorje che la Chiesa non abbia fatto negli ultimi 2000 anni, ma qui la Madonna sembra ricominciare tutto questo e dirci: "NON DEVI ANDARE IN ALTRI LUOGHI E CHIEDERE PROTEZIONE LÌ, VIENI DA MIO FIGLIO GESÙ!".
E la seconda cosa che dico alla gente è che la CONFESSIONE è il modo più veloce per "rafforzare" la propria fede perché si incontra la misericordia divina in azione. E in tutte le apparizioni della Madonna, Eucaristia e confessione sono strettamente connesse. Ed è per questo che Medjugorje è oggi più importante che mai. Perché il mondo è in uno stato terribile: la gente comincia a dire che il peccato non è più peccato, se ti senti bene continua a farlo; la santità del matrimonio è attaccata, la bellezza della purezza e dell'innocenza è contaminata dalla pornografia... E Medjugorje è l'unico posto (che io sappia) dove vengono i giovani e quando tornano a casa vogliono confessarsi. E questo è qualcosa che non è avvenuto per persuasione o per forza, ma come se la Madonna semplicemente aprisse gli occhi alle persone e loro riuscissero a vedere la bellezza della VERITÀ!
Ed è per questo che per me Medjugorje è la visita della Madonna ai suoi figli disperati. Perché tutti cercano qualcosa o qualcuno, ma purtroppo cercano nei posti sbagliati.
La mia missione ora è insieme al mio sacerdote p. Pablo Escrivá de Romani. Cinquant'anni fa ho avuto una chiamata a pregare per i sacerdoti, e ora cinquant'anni dopo vedo come la Madonna ha riunito un ESERCITO DI SACERDOTI, SACERDOTI MARIANI, sacerdoti che amano la Madonna. E io dico loro: «La Madonna vi prepara ad affrontare il nemico! – ed è per questo che Medjugorje è così importante!».
I sacerdoti che vengono a Medjugorje hanno la grazia data loro prima di tutto di vivere il loro sacerdozio nel sacerdozio di Gesù e in secondo luogo: che non hanno paura di essere discepoli, ma anche coloro che seguono Gesù con il cuore.
Suor Briege, oltre a pregare per i sacerdoti, essere loro vicina e sostenerli, consiglia agli stessi sacerdoti che preghino anche per il loro gregge: per i sacerdoti è importante che loro stessi preghino e trascorrano del tempo in adorazione davanti al SS. Sacramento. Dico loro: "Non dimenticate che Gesù è vivo e che l'unica cosa che vuole è che veniate a Lui e stiate con Lui."
E il nemico che attacca il sacerdozio usa i timori dei preti e il politically correct perché i sacerdoti hanno paura di essere diretti e di dire la Verità. E questo è ciò che è più importante nella loro missione sacerdotale. Molti di loro vogliono essere popolari, hanno i loro programmi su YouTube... va bene, ma se sei un parroco in una parrocchia, l'importante è dire la Verità - che potrebbe non piacere a tutti - ma è per la loro salvezza. "Sei il loro pastore!" - Dico loro: "Sei il loro padre spirituale”.
Ripeto a tutti i sacerdoti e vescovi: non preoccupatevi della Madre Terra e del cambiamento climatico, voi avete il potere e il compito più grandi: LA SALVEZZA DELLE ANIME!
Gesù non ti ha dato la missione di andare a prenderti cura di Madre Terra, ma ti ha detto di andare in tutto il mondo e predicare il suo Vangelo e che ci saranno segni per coloro che credono. E ha alitato su di loro e ha detto loro che coloro ai quali perdoneranno i peccati saranno perdonati... Noi laici non possiamo farlo, possiamo preoccuparci del cambiamento climatico, ma alla maniera di San Francesco, per servire le creature di Dio con gratitudine, e non per servirli, o adorarli come divinità. E, ripeto, non è questo il compito primario dei sacerdoti, dei vescovi o dei papi”.
- Suor Briege McKenna ha terminato il suo messaggio ai sacerdoti.
Paula Tomić
Fonte: medjugorje-info.com

"Dico a tutti voi: coraggio... non dovete essere negativi, ma illuminare le persone" - Il commento della veggente Marija al messaggio del 25 settebre 2022

 


Marija Pavlovic Lunetti sul Messaggio della Regina della Pace del
​​25 settembre 2022...

 ....il messaggio è fantastico perché ogni volta mi sembra che la Madonna abbia qualcosa in più da dire e ancora oggi ci invita a pregare “affinché lo Spirito Santo ci illumini affinché siamo gioiosi cercatori”.

In croato è una parola nuova e un'unica parola “bogotražitelji”, cercatori di Dio, testimoni del suo immenso, illimitato amore. Stiamo vivendo questo amore in tutti questi anni in cui la Madonna ci sta aiutando a costruire un mondo di santità, ad essere testimoni gioiosi della pace, in contrasto con quello senza Dio che appartiene al diavolo con la guerra.

Stiamo assistendo al paganesimo e all'ateismo che insieme ad altre ideologie ci allontanano da Dio. La Madonna non si stanca di dirci: “coraggio!” Ella ci invita ancora una volta a testimoniare con coraggio le opere che Dio compie in noi e al prossimo attraverso di noi. 

 Anche solo testimoniando l'enorme amore che Dio ha per noi, provoca la conversione di tanti giovani che non hanno ancora ricevuto alcun dono.

La Madonna ci incoraggia a pregare lo Spirito Santo perché possiamo essere illuminati, gioiosi portatori di pace e rispetto e aiutarci a vicenda perché ci farà bene sulla terra, come dice.

Se mentre satana è forte, la gioia e l'amore di Dio sono ancora più forti, dobbiamo crederci! Possiamo diventare testimoni e intercessori per coloro che sono lontani e non hanno ancora conosciuto l'amore di Dio. 

La nostra vita è un passaggio verso la vita eterna, e ci dice di non aver paura del male, ma di vivere il bene testimoniando la pace e la preghiera.
 

... ultimamente la Madonna è stata molto gioiosa. Ci sta incoraggiando a diventare ricercatori del Bene, della Pace! E il Signore ci illumina attraverso lo Spirito Santo fino a che diventiamo testimoni docili. È anche attraverso la lettura della Sacra Scrittura che diventiamo strumenti dove Dio opera in modo straordinario, facendoci trovare quel coraggio necessario verso il prossimo che potrebbe essere un pagano o un ricercatore di Dio che non lo conosce affatto, avvicinandosi loro proprio come facevano i primi cristiani. Potrebbe essere un nostro parente, un nipote, un figlio o un prossimo che ha inquietudine nel cuore e ha bisogno di trovare quella pace che viene solo da Dio attraverso la preghiera e il nostro sostegno.
La Madonna ci incoraggia e ci dice di testimoniare le buone opere ricevute da Dio affinché saremo ammirati per la nostra bellezza, santità, amore e gratitudine, come questa recente esperienza che ho fatto qualche giorno fa con il ragazza guarita. Quando qualcuno ha dato una testimonianza, gli altri del gruppo sono incoraggiati a raccontare le loro storie, e così, la stessa sera, con il cuore aperto e pieni di amore, i sacerdoti presenti hanno anche raccontato la loro storia di come hanno ricevuto il chiamate proprio qui a Medjugorje, rendendo questo incontro davvero emozionante.


Una signora mi ha detto l'altro giorno che da anni cercava di confessarsi e che aveva perso il coraggio di farlo dopo tante esperienze negative avute tramite i sacerdoti. Qui a Medjugorje il Signore le ha dato questa opportunità, ha trovato il sacerdote giusto che le ha permesso di fidarsi e di aprire il suo cuore facendo una buona confessione. Questo è uno dei miracoli che il Signore opera dove tanti feriti trovano la forza per iniziare una nuova vita.

 Sono testimone, insieme a Vicka e Ivan del fatto che il Signore è ancora misericordioso e che ancora ci manda la nostra cara Madonnina, la nostra Regina della Pace che puntuale arriva ogni giorno e appare, ci ama, ci chiama, e cammina con noi per portarci a suo Figlio Gesù. Ci ha fatto innamorare di Lei fin dall'inizio e lo abbiamo fatto fidandoci di Lei!

Abbiamo iniziato a seguire i suoi messaggi, abbiamo iniziato a metterli in pratica, abbiamo scelto la santità, abbiamo scelto una vita nuova con Dio e oggi possiamo dire che non siamo tornati indietro perché il Signore è misericordioso, perché anche oggi non è stanco di noi e ci chiama insieme a sua Madre, donandoci un amore immenso.

L'Amore di Dio non è umano ma Divino! E per questo dico a tutti voi: coraggio, pregate lo Spirito Santo che vi illumini perché possiate vivere bene qui su questa Terra e che questo sia un momento di grazia. La presenza della Madonna è un dono che non avrei mai potuto immaginare e oggi possiamo dire GRAZIE con tutto il cuore per ogni momento in cui Lei appare, ci incoraggia, ci ama e crede in noi dicendoci che possiamo cambiare questo mondo.

Dice di essere con noi e intercede per suo Figlio e dice: "Chi è contro di noi se Dio e la Madonna sono con noi?" Per questo ripeto più e più volte che non dovete essere negativi, ma illuminare le persone, quelle gioiose che amano Dio, amano il prossimo, gli uomini. Dio ci sta dando Sua Madre per dirci che non ci lascia soli. La mia preghiera è per tutti voi che siete in una prova con problemi relativi al vostro lavoro, problemi di salute; Coraggio, offri tutte le tue sofferenze a Dio che può usare il bene per le tue famiglie e per tutta l'umanità.

Dobbiamo essere noi i tubi che portano l'acqua nel deserto e dove non c'è fede portatela con le nostre offerte e sacrifici, sofferenze, preghiere e piccoli digiuni. La Madonna ha detto che attraverso la sofferenza, la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre.

Lo sperimentiamo nelle piccole e grandi cose che il Signore fa e ci chiama ad essere suoi collaboratori. Siamo qui ma Medjugorje non è un luogo solo fisico, ma è nel cuore di tante persone che, tornando alle loro case, ricominciano a vivere la loro fede profondamente testimoniando sia sul posto di lavoro che in famiglia dove pregano insieme, leggere la Sacra Scrittura, i messaggi della Madonna, la vita dei santi che diventano il nostro esempio, come San Giovanni Paolo II o come quelli che abbiamo conosciuto e che si sono sempre comportati in modo santo.

Ad esempio Madre Teresa di Calcutta e anche tanti altri che non sono stati proclamati santi ma hanno comunque vissuto in modo santo e per noi sono un esempio di modello di vita. Lo auguro a tutti voi. Possa tu vivere in modo santo, vivere con gioia e serenità nel tuo cuore perché Dio ci ama e ci ha mandato sua madre per dirci che non siamo soli! Non ci ha abbandonati a noi stessi: il suo “Grazie perché avete risposto alla mia chiamata” è per dirci che conta sulla nostra collaborazione anche in questi ultimi messaggi.

 
👉"MEDJUGORJE TUTTI I GIORNI"👈