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venerdì 25 agosto 2023

Messaggio del 25 agosto 2023 alla veggente Marija di Medjugorje

 


Messaggio del 25 agosto 2023 

alla veggente Marija di Medjugorje




''Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera col cuore. 

I vostri cuori, figlioli, siano rivolti nella preghiera verso il cielo, affinché il vostro cuore senta il Dio d'amore che vi guarisce ed ama con amore immenso.

 Sono con voi per guidarvi sulla via della conversione del cuore. 

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.''







giovedì 24 agosto 2023

Fra Miljenko Šteko, il primo vincitore del Premio Internazionale per la Pace “Papa Paolo VI” (con VIDEO)


 Dott. fra Miljenko Šteko, il primo vincitore del Premio Internazionale per la Pace “Papa Paolo VI” di quest’anno nel Santuario della Regina della Pace sul Monte Scalambra in Italia

data: 23.08.2023.

VIDEO (premiazione)👇

Per vedere gli altri video su FB:


Nella diocesi di Palestrina-Tivoli, nella regione Lazio, si trova la vetta del Monte Scalambra a 1.420 metri sul livello del mare. Nel 1976, una grande statua (alta 3 metri) in bronzo, dedicata alla Regina della Pace, fu posta sulla cima del monte come segno della riconciliazione dei popoli d’Europa. Una copia della statua fu benedetta da papa Paolo VI, che pronunciò un discorso, poi inciso sulla targa posta ai piedi della grande statua. Accanto alla statua è stato costruito un santuario dedicato a Maria, Regina della Pace. Nel 40o anniversario dell’installazione della statua, in ricordo della benedizione di Papa San Paolo VI, dal 2016 è stato istituito il Premio Internazionale per la Pace intitolato a San Paolo VI. Questo premio viene conferito in una data vicina alla festa liturgica della Beata Vergine Maria Regina.


Su proposta del Comitato organizzativo per i Premi, il primo vincitore di quest’anno (2023) del Premio Internazionale per la Pace Papa Paolo VI è il dott. fra Miljenko Šteko, guardiano dell’Istituto Internazionale Antonianum di Roma. Nell’argomentazione del premio si legge che «Durante il suo servizio, fra Miljenko è stato Presidente dell’UFME - Unione dei Frati Minori d’Europa con sede a Bruxelles - per due mandati (fino a marzo 2023), e Provinciale della Provincia francescana dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di Mostar, per due mandati (fino a maggio 2022), e soprattutto per i suoi molti anni di attività e responsabilità in relazione alla parrocchia e al fenomeno di Medjugorje, è stato scelto come primo vincitore di quest’anno».

Fra Miljenko, al servizio del presidente dell’UFME dall’ottobre 2013, ha contribuito alla diffusione del postulato francescano di “pace e bene” in Europa con numerose iniziative, progetti e lettere; le sue lettere realistiche e incoraggianti, rivolte alle Province francescane e al pubblico durante la pandemia causata dal coronavirus, sono particolarmente note e sono state citate così come i contributi di pace dell’UFME durante l’aggressione contro l’Ucraina. Durante il suo servizio come Provinciale nella Provincia francescana dell’Erzegovina, fra Miljenko ha partecipato a una commissione internazionale per l’indagine sul fenomeno di Medjugorje, presieduta dal Cardinale Camillo Ruini; ha operato presso il Dicastero per la Dottrina della Fede. Durante il suo servizio, fra Miljenko ha inoltre accolto prima l’inviato speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, mons. Henryk Hoser, che è stato poi nominato Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje. Dopo il defunto Hoser, fra Miljenko Šteko ha accolto il nuovo arcivescovo, mons. Aldo Cavalli. Per tutto questo tempo, nelle posizioni che ha ricoperto, le azioni e le opere di padre Miljenko hanno contribuito alla pace e alla riconciliazione generale.

La cerimonia di premiazione si è tenuta presso il Santuario della Regina della Pace sul Monte Scalambra, sabato 19 agosto e domenica 20 agosto 2023. Domenica 20 agosto alle ore 16.30 fra Miljenko Šteko ha presieduto la Messa e poi, con la partecipazione di numerose autorità, è seguita la consegna dei premi.

Fra Miljenko, in quanto religioso, ha desiderato ricevere e dedicare il premio alla Provincia francescana dell’Erzegovina, di cui fa parte, e a tutti i frati che sono stati, e sono ancora, pastoralmente attivi nella parrocchia di Medjugorje.

Medjugorje hr

lunedì 21 agosto 2023

Adesso in questo tempo la Madonna chiede AMORE, l'abbiamo dimenticato. INTERVISTA ALLA VEGGENTE MIRJANA




VIDEO INTERVISTA👇
 

Dio che chiama amico ognuno di noi anche quando lo tradiamo: Cardinal Zuppi- Meeting di Rimini 2023 (VIDEO)

 

Omelia
Cardinal Zuppi alla Santa Messa del Meeting Rimini - 20 agosto 2023

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Meeting di Rimini 2023 - FRATELLI TUTTI. Intervento del cardinale Matteo Zuppi 

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Intervista  Cardinal Zuppi

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Il titolo del Meeting, L'esistenza umana è un'amicizia inesauribile ci fa comprendere "la grandezza della nostra esistenza", sottolinea il cardinale presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, in un dialogo con il quotidiano 'Meeting2023'. "L'uomo non è un'isola e cercare di esserlo fa male all'uomo. L'uomo è amicizia, è porta che si apre sempre verso l'esterno. Dio è amico, manifesta sé stesso a noi e ci insegna a non essere estranei, nemici, ma amici".

La Messa al Meeting
"Impariamo a non vergognarci a chiedere e ad essere insistenti con la preghiera perchè trovi sfogo una vita piena", ha sottolineato stamani il cardinale Zuppi nella Messa di apertura del Meeting di Rimini 2023, domenica 20 agosto, e l'uomo possa vivere liberamente insieme per il suo destino. "Non si può essere amici se non amiamo il destino dell'altro", ha precisato il presidente della Cei, citando il servo di Dio don Giussani; ha auspicato che per cambiare la storia e il mondo serve l'amicizia.


Il futuro del mondo
"I profeti non chiudono gli occhi. Nelle ore brutali delle pandemie, ci aiutano a vedere il nostro futuro quando ancora non c'è". Oggi, ha proseguito nell'omelia l'arcivescovo di Bologna alla fiera di Rimini, dobbiamo comprendere il valore e la responsabilità di quello che viviamo in questa piazza del mondo. "Ma non siamo ingenui. L'amicizia di tutti i popoli si scontra con antagonismi e polarizzazioni. Pregiudizi resistenti e amplificati dal digitale. Razzismi amplificati e mai inerti armano menti, cuori e mani. L'aria è inquinata da tante epidemie di inimicizie, come dice il Papa - ha ricordato Zuppi - e quando uno è intossicato non se ne rende più conto".

L'amicizia
"Il nostro impegno di cristiani, figlio di un Dio amico degli uomini, è che cresca il desiderio di appartenenza ad una famiglia, all'unica famiglia umana. L'esistenza umana - conclude Zuppi nella Messa di apertura del Meeting di Rimini - passa dall'amore di Dio che chiama amico ognuno di noi anche quando lo tradiamo. Talvolta preferiamo essere servi ma padroni di noi stessi. Siamo amici non servi. Dio è amico non padrone. Viviamo questi giorni con tanti testimoni del passato e del presente per essere anche noi testimoni di un'amicizia che non finisce tra le tante pandemie. Il Papa vi chiede un'amicizia universale aperta che raccolga il bene e che porti all'amicizia di tutti".

"Per la fine del conflitto in Ucraina l'Unione Europea "fa troppo poco, dovrebbe fare molto di più. Deve cercare in tutti i modi di aiutare iniziative per la pace, seguendo l'invito del Papa per una una pace creativa". In un'intervista al Sussidiario.it, inoltre, il cardinale Zuppi, inviato del Papa a Kiev e Mosca per la pace, sottolinea come "dovremmo cercare una ripresa dello spirito europeo, essere consapevoli di quanto questo sia indispensabile se vogliamo garantire ai nostri figli un futuro di pace". Le ragioni degli uni e degli altri sulla guerra, invece, portano purtroppo a punti di vista molto diversi. "Queste diversità non devono far perdere a noi la chiarezza della responsabilità, dell'aggressore e dell'aggredito. Dobbiamo credere che ci sia un modo per arrivare a una pace giusta esicura non con le armi ma con il dialogo". 

Luca Collodi - Rimini

Rimanere attaccati a Gesù: c'è una gradualità nel distacco dalle cose.. ( Vangelo + commento)


Ogni incontro con Cristo procura gioia. Così è stato, almeno all'inizio, anche per il giovane ricco del Vangelo. Lo sguardo d'amore di Gesù gli aveva suggerito: "Solo di me ha bisogno il tuo cuore. Solo io ti posso bastare. Le ricchezze non ti possono soddisfare!"

La tragedia di questo giovane non fu di non essere capace di abbandonare i suoi beni, bensì di non seguire Cristo, di non rimanere con Lui, di riconoscerlo come l'unico indispensabile. Il giovane ha vissuto l'incontro, ma non ha abbracciato la sequela. L'incontro non è continuato, non è diventato comunione di vita, non è diventato amicizia, non è diventato un cammino con Gesù.
Questo è il vero dramma di tutti coloro che, incontrando Cristo, non Lo seguono. Non dico che incontrando Cristo uno debba diventare santo subito, ma è importante che rimanga attaccato a Gesù, anche con tutti i suoi peccati, le debolezze, anche con le ricchezze da cui non riesce a staccarsi in quel momento. C'è una gradualità nel distacco dalle cose e nel cammino di santità. È vero che Gesù chiede tutto, ma è altrettanto vero che non prende niente, anzi. 
(Don Nikola Vucic)

VIDEO
don Luigi Maria Epicoco




«Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Siamo tutti discepoli della domanda di quest’uomo: che cosa bisogna fare in pratica per fare esperienza di paradiso? Cosa bisogna fare per essere felici? Gesù dà due risposte, ma è molto importante sottolineare la successione: “«Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso»”. La prima cosa che bisogna fare è il proprio possibile, cioè ciò che da soli siamo in grado di fare scegliendo il bene ed evitando il male. Dio non ci chiede l’impossibile ma bensì tutto quanto è in nostro potere di fare. Senza questo possibile messo sul banco non siamo autorizzati a chiedere nessun altro aiuto. Tutta la vita cristiana non consiste nella ricerca di miracoli ma nell’umile educazione a fare ciò che ci è possibile fare con le nostre forze. Infatti troppo spesso ci trinceriamo dietro affermazioni come “è più forte di me!”, “Non ce la faccio!”, “Non ci riesco!”. Ma ognuna di queste affermazioni molto spesso nasconde una pigrizia di fondo. Però c’è subito da dire che il nostro solo possibile non è sufficiente perché si può fare tutto ciò che va fatto e non essere comunque felici, esattamente come capita all’uomo del Vangelo di oggi: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». Gesù risponde che l’ultima cosa che manca è smettere di avere fiducia nelle cose di questo mondo e iniziare a fidarsi totalmente di Dio: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Dalla nostra reazione si capirà se effettivamente stavamo cercando salvezza o semplicemente una rassicurazione. La differenza è radicale.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,16-22

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.


Parole del Santo Padre

Che cos’è per me la fede? Se è principalmente un dovere o una moneta di scambio, siamo fuori strada, perché la salvezza è un dono e non un dovere, è gratuita e non si può comprare. “La prima cosa da fare è liberarci di una fede commerciale e meccanica, che insinua l’immagine falsa di un Dio contabile e controllore, non padre.” La tua fede è stanca e vuoi rinvigorirla? Cerca lo sguardo di Dio: mettiti in adorazione, lasciati perdonare nella Confessione, stai davanti al Crocifisso. Insomma, lasciati amare da Lui. Questo è l'inizio della fede. “Quante volte ci accontentiamo dei doveri – i precetti e qualche preghiera – mentre Dio, che ci dà la vita, ci domanda slanci di vita!” Una fede senza dono, senza gratuità, senza opere di carità alla fine rende tristi: come quel tale che, pur guardato con amore da Gesù in persona, tornò a casa “rattristato” e “scuro in volto”. (Angelus, 10 ottobre 2021)

L'amore che non è pronto a soffrire per la persona amata non è amore... (di Padre Slavko Barbaric)


Vi invito alla rinuncia in questo tempo di grazia

La Madonna ci invita alla rinuncia in questo tempo di grazia. Io so la parola rinuncia in lingua italiana, ma come probabilmente in tutte le altre lingue per prima ha un senso negativo. Rinunciare: ma nel profondo di questo processo, di questo fatto di rinunciare alle cose, alle abitudini del peccato, significa il cammino della libertà o verso la libertà. Rinunciare significa avere coraggio, lasciare le cose che in questo momento ci impediscono di incontrare Maria, di incontrare Gesù. E questo "Tempo di grazia" è tempo della Quaresima in cui vogliamo, rinunciandoci, avvicinarci a Gesù che soffre con Maria che ha sofferto con Lui.

"Meditate e vivete tramite i vostri piccoli sacrifici la passione e la morte di Gesù per ognuno di voi".


"Meditare" è una parola che viene dal latino e significa "cercare il centro"; evitare la superficialità ed entrare nel profondo dell'incontro con gli altri, in questo caso Gesù. Meditare significa allora veramente di nuovo rinunciare a molte cose attorno a noi e vedere il centro ed entrare nel centro. Significa di nuovo la lotta contro la superficialità. Rinunciare alle cose materiali, forse più alla televisione o a qualsiasi altra abitudine, significa direi un processo esteriore della meditazione. Noi siamo dispersi, siamo oggi proprio in pericolo, siamo distratti, ma la meditazione ci aiuterà ad entrare nel cuore delle cose. I nostri sacrifici ci aiuteranno ad entrare nella passione e morte di Gesù, perchè la morte di Gesù è la Sua passione per ognuno di noi. Ma dobbiamo anche dire che Gesù non ci ha salvato solo con la croce, la Sua sofferenza è passione, il Suo amore ci ha salvato. Perchè amore che era pronto anche a morire per noi e morendo per noi con l'amore ci ha salvati.

Ecco, sicuramente meditando e vivendo la passione di Gesù tramite i nostri sacrifici, il nostro cuore entrerà in questo processo, in questo fatto della passione e morte di Gesù che muore per amore. Capire che Gesù ha dato la Sua vita per noi in croce perchè ci ha amati deve o dovrebbe almeno darci una spinta forte ad andare con Lui. Allora avvicinandoci a Gesù che soffre per noi, vivendo un po' i nostri piccoli sacrifici noi capiremo il suo amore che Lui ha per ognuno di noi. Uno scrittore ha detto: “Si puo' credere solo all'Amore crocifisso; l'amore che non è pronto a soffrire per la persona amata non è amore, forse è qualche interesse o ricerca dei piaceri, ma non l'amore”. Ecco allora questo grande dovere direi per questo tempo di grazia, avvicinarci tramite i nostri sacrifici e le rinunce a Gesù che soffre e capire il Suo amore. E così scoprendo il Suo amore il nostro cuore sarà guarito e sarà pronto anche ad amare.


Il digiuno e la preghiera sono i mezzi per noi coi quali si può aprire il nostro cuore al Signore e in cui il nostro cuore può crescere nell'amore, nella fede, nella pace e questo è il criterio per la nostra preghiera, per il nostro digiuno, ma anche dico per la nostra Quaresima. Se non siamo più aperti al dono della fede, a credere, ad abbandonarsi al Signore, bisogna chiedersi dove vanno le nostre preghiere, dove vanno i nostri digiuni. Prima devono servire, dico in modo un po' tecnico, alla apertura del nostro cuore, essere aperto e ricevere questo amore e viverlo per la Chiesa. Chiesa siamo noi tutti; Chiesa è la nostra vita, diciamo la nostra casa; Chiesa è la nostra famiglia e chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose. Avrà la forza di combattere le abitudini del peccato e così naturalmente crescendo nella fede, nell'amore per la Chiesa cresceremo anche nell'amore presso la gente che è attorno a noi.

P. Slavko Barbaric

domenica 20 agosto 2023

OMELIA di Fra Zvonimir Pavičić parroco di Medjugorje, 20 agosto 2023


 

OMELIA di Fra Zvonimir Pavičić parroco di Medjugorje, 20 agosto 2023

VIDEO:👇👇 



Ho scoperto la bellezza della natura guardando da vicino. La stessa cosa io faccio leggendo il vangelo- OMELIA


OMELIA: Don Abrogio Villa - 20 agosto 2023 

"Rendici o Padre ATTENTI e DOCILI alla voce interiore dello Spirito...."


VIDEO (da ascoltare)

 

Chi ama non resta rigido. Gesù vede la fede: In che consiste allora la fede?...- Angelus 20 agosto 2023



PAPA FRANCESCO- ANGELUS

Domenica, 20 agosto 2023

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

  VIDEO


Oggi il Vangelo narra l’incontro di Gesù con una donna cananea, al di fuori del territorio d’Israele. Ella gli chiede di liberare sua figlia, tormentata da un demonio, ma il Signore non le presta ascolto. Lei insiste, e i discepoli gli consigliano di esaudirla perché la smetta, ma Gesù spiega che la sua missione è destinata ai figli d’Israele, e usa questa immagine: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». E la donna, coraggiosa, risponde: «È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le dice: «“Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita» . Bella storia questa! E questo è successo a Gesù.

Vediamo che Gesù cambia il suo atteggiamento, e a farlo cambiare è la forza della fede di quella donna. Soffermiamoci allora brevemente su questi due aspetti: il cambiamento di Gesù e la fede della donna.

Il cambiamento di Gesù. Egli stava rivolgendo la sua predicazione al popolo eletto; poi, lo Spirito Santo avrebbe spinto la Chiesa ai confini del mondo. Ma qui avviene, potremmo dire, un’anticipazione, per cui, nell’episodio della donna cananea, già si manifesta l’universalità dell’opera di Dio. È interessante questa disponibilità di Gesù: di fronte alla preghiera della donna “anticipa i piani”, davanti al suo caso concreto diventa ancor più condiscendente e compassionevole. Dio è così: è amore, e chi ama non resta rigido. Sì, resta fermo, ma non rigido. Non resta rigido sulle proprie posizioni, ma si lascia smuovere e commuovere; sa cambiare i suoi programmi. L’amore è creativo, e noi cristiani, se vogliamo imitare Cristo, siamo invitati alla disponibilità del cambiamento. Quanto bene fa nei nostri rapporti, ma anche nella vita di fede, essere docili, prestare davvero ascolto, intenerirci in nome della compassione e del bene altrui, come Gesù ha fatto con la Cananea. La docilità per cambiare. Cuori docili per cambiare.

Guardiamo allora alla fede della donna, che il Signore loda, dicendo che è «grande». Ai discepoli sembra grande solo la sua insistenza, ma Gesù vede la fede. Se ci pensiamo, quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele. In che consiste allora la sua fede? Essa non è ricca di concetti, ma di fatti: la Cananea si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli. Ecco la concretezza della fede, che non è un’etichetta religiosa, ma un rapporto personale con il Signore. Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta! La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza: bussa alla porta, bussa, bussa; non è fatta di parole, ma di preghiera. E Dio non resiste quando è pregato. Perciò ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» .

Fratelli e sorelle, alla luce di tutto questo possiamo farci alcune domande. A partire dal cambiamento di Gesù, per esempio: io sono capace di cambiare opinione? So essere comprensivo, e so essere compassionevole o rimango rigido sulle mie posizioni? Nel mio cuore c’è qualche rigidità? Che non è fermezza: la rigidità è brutta, la fermezza è buona. E a partire dalla fede della donna: com’è la mia fede? Si ferma a concetti e parole, o è veramente vissuta, con la preghiera e le azioni? So dialogare con il Signore, so insistere con Lui, o mi accontento di recitare qualche bella formula? La Madonna ci renda disponibili al bene e concreti nella fede.

www.vatican.va


Umiltà vuol dire appoggiarsi su Dio: stare in umile silenzio, deve esserci la docilità allo Spirito Santo....(continua)

 


Il silenzio, la pace interiore, è la radice della preghiera: attraverso quell'apertura, nel silenzio, Dio può agire dentro di noi. II silenzio di cui ci parlano la Madonna e Gesù non è una concentrazione fisica, neanche una concentrazione psichica, è al di là della concentrazione. Il silenzio è la pace, è una disposizione interiore, nella quale si sente una libertà totale, perché Gesù possa passare attraverso i nostri cuori.
Dentro queste disposizioni ci sono alcune qualità: l'umiltà. Umiltà vuol dire appoggiarsi su Dio, non su noi stessi. Non contano le tue debolezze: sono nulla; non contano i tuoi problemi: sono nulla; non conta se tu sei stato peccatore o peccatrice, grande o piccolo: non conta nulla. I peccatori più grandi hanno preceduto il sommo sacerdote, lo si vede nel Vangelo. Nella preghiera questo è importante per ciascuno di noi: stare in umile silenzio, appoggiati su di Lui; è Lui che agisce dentro di me, non la mia concentrazione, non la mia intelligenza, non la mia giustizia, non la mia bontà.
Io mi metto in atteggiamento di servizio: « Questa è la serva del Signore ».
Allora dentro questo silenzio deve esserci l'umiltà.
Con l'umiltà deve esserci la docilità allo Spirito Santo. Nell'atteggiamento di docilità tu sei attivo, in ascolto di ogni parola della Madonna e del Signore che ti parlano. Nell'atto di docilità lasci al Signore che ti parli, che le sue parole possano passare attraverso i tuoi pensieri, attraverso il tuo cuore, sempre conservando la pace, non uscendo dalla pace, perché l'agitazione ti allontana dalla pace e apre la porta a satana.
L'agitazione è qualche cosa di satanico. Una volta la Madonna disse: « Ogni agitazione viene da satana ». L'agitazione proviene dalla mia paura o da satana. Devo rimanere nella pace, ascoltando quello che il Maestro mi dice, quello che la Madonna mi dice. In questo esercizio di silenzio, dentro di noi deve esserci la virtù del discernimento.
La luce viene data a ciascuno di noi e, pian piano, seguendola scopriremo che cosa è da Dio e che cosa è da satana, e che cosa è da me. A ciascuno di noi viene data questa luce per discernere. Molte persone girano in un circolo chiuso, perché non vedono, non discernono, non sentono, non sanno in modo concreto che cosa fare, come fare.
Questo è molto importante per coloro che hanno dei doni particolari, ma tutti abbiamo dei doni, perché quando una persona cresce spiritualmente, assieme con la crescita sono presenti anche Gesù e satana. E la persona deve discernere.
Quando tu vai nella profondità dei messaggi satana si avvicina alla tua profondità. Sapete dal Vangelo che Gesù, dopo quaranta giorni nel deserto e nel digiuno, era in Dio, ma satana si è avvicinato. Qui la tentazione è molto, molto sottile. Satana non ha detto: « Dammi i tuoi doni, dammi le tue capacità », ma ha detto: « Tu sei grande e forte, puoi trasformare queste pietre in pane, perché essere affamato? ». Guardate: tocca nella profondità dei bisogni di un uomo affamato dopo quaranta giorni di digiuno. Vedete come Gesù è radicato nel Padre e quale pace ha avuto. Con facilità ha detto: « Non si vive di solo pane, ma si vive di ogni parola che esce dalla bocca del Signore ».
Se seguite questa tentazione vedete come satana si avvicina in modo sottilissimo, proprio dove l'uomo soffre la fame, la gloria. Ma Gesù discerne.

"Se preghiamo poco c'è sempre come una paura": intervista a Jelena Vasilj

 



DURANTE UN'INTERVISTA a Jelena Vasilj Medjugorje

 Se preghiamo poco c'è sempre come una paura  Perdiamo la nostra fede perché il demonio non è mai in silenzio, è sempre in agguato. Lui cerca sempre di disturbarci. E se non preghiamo è logico che ci possa disturbare. Quando preghiamo di più lui si arrabbia e vuole maggiormente disturbarci. Ma noi con la preghiera siamo più forti di lui.


L'11 novembre 1985 don Luigi Bianchi ha intervistato Jelena, ricavandone interessanti notizie: Che dice la Madonna della Chiesa attuale? Ho avuto una visione della Chiesa di oggi. Satana cerca di disturbare ogni progetto di Dio. Bisogna pregare. Quindi Satana si è scatenato contro la Chiesa...? Satana può fare se noi lo lasciamo fare. Ma le preghiere lo allontanano e sventano i suoi progetti. Che diresti ai sacerdoti che non credono a Satana? Satana esiste davvero. Dio non vuole mai fare il male ai suoi figli, ma Satana lo fa. Egli volge ogni cosa al male.
Jelena Vasilj ha spiegato che tra il parlare della Madonna ed il modo di parlare di Satana esiste una differenza sostanziale: la Madonna non dice mai "si deve", e non aspetta nervosamente cosa succederà. Si offre, invita, lascia liberi. Satana invece, quando propone o cerca qualche cosa, è nervoso, non vuole aspettare, non ha tempo, è impaziente: vuole subito tutto. Fra Giuseppe Minto un giorno domandò a Jelena Vasilj: la fede è un dono? Sì, ma bisogna riceverlo pregando - rispose la fanciulla. Quando noi preghiamo, credere non è così difficile, ma quando non si prega, tutti facilmente ci perdiamo in questo mondo. Bisogna capire che il demonio ci vuole staccare da Dio. Bisogna credere ma anche mettere in pratica la nostra fede, perché anche il demonio crede, bisogna con la nostra vita credere.
Nel corso di un dialogo con Jelena Vasilj è emerso quanto segue: Che cosa fa più paura al diavolo? La Messa. In quel momento è presente Dio. E tu hai paura del diavolo? No! Il diavolo è furbo, ma anche impotente, se siamo con Dio. Allora è lui che ha paura di noi.
L'1/1/1986 Jelena, ad un gruppo di Modena, ha riferito: La Madonna ha detto tante cose della televisione: la televisione tante volte la mette vicino all'inferno. Ecco una dichiarazione significativa di Jelena: Il male è tanto, ma al momento della morte Dio concede a tutti, grandi e piccoli, l'attimo per ravvedersi. Sì, anche ai bambini, perché loro pure fanno del male, sono a volte cattivi, invidiosi, disobbedienti, e per questo bisogna insegnare loro a pregare.
Ai primi di giugno 1986 erano presenti a Medjugorje alcuni "esperti" di parapsicologia, che si dicevano "chiamati là da un'entità benefica". Jelena ha detto: "I medium agiscono per influsso negativo. Prima di prenderseli all'inferno, Satana li lascia muovere e vagare ai suoi ordini, poi se li riprende e chiude la porta dell'inferno".

Il 22 giugno 1986 la Madonna ha dettato a Jelena una bellissima preghiera, che tra l'altro dice:
"O Dio, il nostro cuore è nel buio profondo; ciononostante è legato al tuo cuore. Il nostro cuore si dibatte tra Te e Satana: non permettere che sia così. E tutte le volte che il cuore è diviso tra il bene e il male, venga illuminato dalla tua luce e si unifichi. Non permettere mai che dentro di noi vi possano essere due amori, che mai possano coesistere due fedi e che mai possano coabitare in noi la bugia e la sincerità, l'amore e l'odio, l'onestà e la disonestà, l'umiltà e la superbia".

In un cuore tutto rivolto a Gesù e pieno delle meraviglie che Egli ha compiuto per lui, Satana non potrà trovare posto.

"Senza UMILTA' non si può abbracciare DIO" - Card. Angelo Comastri VANGELO+ COMMENTO

 


XX DOMENICA T. O. ANNO A.

Donna, grande è la tua fede!
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,21-28
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore», disse la donna, «eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.

VIDEO


sabato 19 agosto 2023

Notizie da Medjugorje: agosto 2023 di suor Emmanuel


 Notizie da Medjugorje agosto 2023 di suor Emmanuel

17 agosto 2023
Cari amici, sia lodato Gesù e Maria!

1. Il 25 luglio 2023, la chiaroveggente Marija ha ricevuto il messaggio mensile:

“Cari figli, in questo tempo di grazia, in cui l'Altissimo mi invia per amarvi e guidarvi nel cammino della conversione, offrite le vostre preghiere e i vostri sacrifici per tutti coloro che sono lontani e che non hanno conosciuto l'amore di Dio. Voi, figlioli, siate testimoni di amore e di pace per tutti i cuori senza pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. »

Grazie per aver risposto alla mia chiamata. »



Videomessaggio su Youtube:

https://www.youtube.com/shorts/XM3HCIUi_JU

2. Una sera sul Križevac… Dopo la guerra dei Balcani, i miei amici messicani sono venuti a Medjugorje con un gruppo di 45 pellegrini, di cui 15 sacerdoti. Poiché uno dei sacerdoti ha dovuto annullare il suo viaggio, è stato sostituito da un altro pellegrino. Ma lascio che Emilio, il capogruppo, racconti quello che considera uno degli eventi più incredibili della sua vita:

“Dall'inizio del viaggio, il nostro gruppo era imbarazzato nel vedere questo nuovo arrivato bere molto alcol e persino attaccare le donne. Era aggressivo e irrispettoso. Comunque era un prete, il sostituto del prete che aveva annullato il suo viaggio! Niente nei suoi vestiti poteva suggerire che fosse un prete.

“Arrivato a Roma, nostra prima tappa, è scomparso per 4 giorni, nessuno sapeva dove fosse. Si è presentato solo all'inizio a Spalato, urlando la sua rabbia per il fatto di dover andare in quel paesino sperduto di Medjugorje. Il suo atteggiamento diventava sempre più insopportabile e la sua arroganza detestabile.
“Nel 1° giorno del Pele, il nostro gruppo è andato a trovare la veggente Vicka che ha consegnato ai pellegrini di tutte le lingue i messaggi principali della Vergine e la sua esperienza personale. Mia moglie e un altro amico erano vicino a questo prete per passare per ultimo nelle mani di Vicka che si propone di pregare per i pellegrini. Ma il prete cominciò a emettere suoni strani, come grida di animali, e cominciò a vomitare. Quanto a Vicka, mantenne la calma e continuò a pregare in pace, fiduciosa che Maria si sarebbe presa cura di questo strano pellegrino.

“Alla fine, Vicka ha alzato la mano verso di lui mentre pregava per lui in silenzio, quando all'improvviso ha lanciato un grido orribile ed è scappato. Vicka ha continuato a pregare per i membri del nostro gruppo e ha imposto silenziosamente le mani su di noi.
"L'ultimo giorno, poiché faceva molto freddo e nevicava pesantemente, solo quattro di noi hanno insistito per scalare il monte Križevac, e questo con grande entusiasmo, anche se non indossavamo vestiti o scarpe pesanti. appropriato. Ma siamo stati felici di poterci arrivare.

“Mentre camminavamo lungo la chiesa in direzione della montagna, non abbiamo visto nessuno fuori a causa del vento gelido. Ma abbiamo sentito in lontananza una voce che ci chiamava, gridava. Era il prete! Ci ha chiesto dove stavamo andando e voleva venire con noi. Abbiamo accettato con riluttanza. Ha portato con sé una borsa contenente il necessario per celebrare la messa. (PS1)

“La salita è stata molto difficile, visto il vento gelido e la neve; siamo rimasti paralizzati con i nostri piccoli abiti da città! Arrivati ​​in cima, ci siamo seduti in cerchio per la messa, quando a poco a poco siamo stati avvolti da un'atmosfera molto morbida e calda che ci ha protetto dal vento, dal freddo e dalla neve. I nostri vestiti si sono asciugati rapidamente. Una luce misteriosa ci illuminò, perché il giorno era calato molto in fretta. La messa è iniziata.

“Al momento dell'offertorio, il sacerdote si è fermato qualche minuto, si è inginocchiato e ha rivolto il viso al cielo. Poi, a voce altissima, chiese al Padre Celeste di perdonargli ogni suo peccato. Diceva ad alta voce tutti i suoi peccati, mentre piangeva e supplicava Dio di avere pietà di lui. Siamo rimasti completamente stupiti! Ma ci siamo sentiti spinti a fare come lui, e ognuno di noi a sua volta ha confessato ad alta voce i propri peccati.

“Abbiamo quindi avuto la migliore esperienza della nostra vita. Alla fine, eravamo pieni della gioia dello Spirito Santo, non riuscivamo a smettere di cantare. Il sacerdote era trasformato, irriconoscibile, cantava con noi. Siamo scesi senza alcun timore nonostante la notte buia. Una luce illuminava ogni nostro passo. Siamo arrivati ​​alla nostra pensione a mezzanotte. Il sacerdote ci ha poi raccontato come fosse gradualmente caduto in rovina. Deluso da una serie di ostacoli nel suo ministero pastorale, si scoraggiò. Fu allora che cadde nell'alcol e in altre trappole mortali.

“Otto mesi dopo, ha condiviso con tutti noi la sua gioia per aver potuto restaurare la sua parrocchia al ritorno da questo pellegrinaggio e come, con la grazia di Dio, aveva adottato le ricchezze spirituali della Madonna nel suo ministero pastorale: Rosario, Eucaristia, adorazione ei principali messaggi di Medjugorje… Insomma, questa bella risurrezione si è diffusa! »

E per noi, cosa possiamo imparare da tutto questo? C'è una lacuna in questa storia, che rimarrà il segreto del Re. Cosa è successo nel cuore di questo sacerdote tra la preghiera a casa di Vicka e il momento in cui ha voluto scalare la montagna con il nostro gruppetto, in questo freddo siberiano? Preghiera... Il vero miracolo è lì! La fervida preghiera di un intero gruppo e quella di Vicka hanno fatto sì che questo cuore smarrito trovasse la via della pace. La fervida preghiera ha ottenuto questa meravigliosa effusione dello Spirito Santo in cima al Križevac, e solo Dio sa quanti frutti ne sono scaturiti per tutta la Chiesa e per il mondo!3. Un'anima di fuoco è tornata al Padre! Chi non conosce Suor Elvira (o Madre Elvira) e il suo magnifico lavoro attraverso la comunità del Cenacolo? L'ho conosciuta nel 1990, prima della guerra nei Balcani, quando i pochi giovani che aveva raccolto vivevano ancora nelle tende, senza alcun conforto. Mi ha colpito per il suo senso pratico e per il suo modo unico di esprimere il suo amore per questi giovani in difficoltà. Aveva sia l'autorità che il tatto materno per dimostrare a questi giovani che ce l'avrebbero fatta. Niente lo ha fermato. Non si conta il numero di giovani che ha "salvato" dalla droga, dall'alcool e da tanti altri percorsi disastrosi, grazie alla preghiera, al lavoro, alla vita fraterna e alla vicinanza di buoni sacerdoti che li hanno amati e compresi.

Malata di Alzheimer, si è spenta serenamente il 3 agosto, circondata dalla sua comunità, a Saluzzo, in Italia, all'età di 86 anni. (PS2)

La veggente Vicka, con la quale aveva collaborato molto, poté recarsi al suo funerale nonostante la sua salute cagionevole. Vicka era in un certo senso la “madrina” di questi giovani. Prima del matrimonio, si trovava sia davanti ai loro fornelli che nei lavori domestici.Troppi giovani in difficoltà! Oggi chiediamo al Signore che mandi ovunque nuove suore Elvira, perché le esigenze di un tale carisma sono in continuo aumento. Fin dall'inizio delle apparizioni la Madonna ci ha detto e ripetuto attraverso Vicka: “Cari figli, pregate per i giovani perché si trovano in una situazione molto difficile in tutto il mondo. »

4. La mia grande gioia a Medjugorje? È incontrare persone di ogni estrazione sociale che, contro ogni previsione, rimangono fedeli al Vangelo e alle parole della Vergine, spesso a costo di grandi persecuzioni. Nella semplicità del loro cuore, queste persone vivono la loro fede cristiana senza compromessi con i falsi valori del mondo. Li riconosciamo a 100 metri perché irradiano una grande pace interiore. Credo che formino questo “perit remnant” di cui parlava già l'Apocalisse (cap. 18) e di cui parlava anche la mistica Marthe Robin. Sono quei “piccoli focolai di fervore” all'interno di un mondo aspro e senza Dio e di una “umanità che ha scelto la morte. ”, secondo il recente messaggio. Queste persone sono già descritte da diversi santi, tra cui questo grande profeta mariano, san Luigi Maria Grignon de Montfort, (1673-1716), quelli che ha chiamato gli apostoli degli ultimi tempi. In una parola, «saranno veri discepoli di Gesù Cristo, seguendo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo…» (PS3 )Queste persone devono essere incoraggiate! Inoltre vorrei citare questo bellissimo messaggio dato da Marie il 2 febbraio 2017, tramite la chiaroveggente Mirjana:



“Cari figli! Voi che cercate ogni giorno di consacrare la vostra vita a mio Figlio, voi che cercate di vivere con Lui, voi che pregate e vi sacrificate, siete la speranza di questo mondo senza pace. Siete i raggi luminosi di mio Figlio – il Vangelo vivente – e siete il mio amato apostolo dell'Amore. Mio Figlio è con te. È con chi lo pensa, con chi lo prega. Ma allo stesso modo attende pazientemente coloro che non lo conoscono. Per questo, voi, apostoli del mio Amore, pregate con il cuore e mostrate l'amore di mio Figlio con le vostre azioni. È la tua unica speranza ed è l'unica via per la vita eterna. Io, come Madre, sono con te. Le preghiere che mi rivolgi sono per me le più belle rose d'amore. Non posso non essere dove sento il profumo delle rose. C'è speranza. La ringrazio. »5. Attenzione! Il mio commento al messaggio del 25 agosto non sarà trasmesso come di consueto il 26, perché Yann deve essere assente all'estero.

Andrà quindi in onda domenica 27, alle 21:00.

Il prossimo live sarà il 26 settembre alle 21:00.

Il commento del 26 luglio ed è trasmesso su

https://www.youtube.com/watch?v=8k210hJaH0w

Messaggio di Maria del 25 luglio 2023:

https://www.youtube.com/shorts/7SRmJ1kyQ6g

E poi alcune novità: i “pantaloncini”

https://www.youtube.com/@childrendemedjugorjeemmanue9016/shorts

È tempo di pietà

https://www.youtube.com/shorts/PENOz1bIUz8

"Vengo ad amarti"

https://www.youtube.com/shorts/7SRmJ1kyQ6g6. Novità da non perdere, la versione audio che realizzo delle mie Notizie Mensili. Rallegratevi i non vedenti e tutti coloro che preferiscono ascoltare piuttosto che leggere! Per il francese, è attivo

https://www.youtube.com/playlist?list=PLfiDVjNunGOgvtvdHfaTaN4m45RGpBQE111. Catechesi online, versione audio.

Scopri l'elenco completo delle nostre catechesi che puoi ascoltare cliccando su questo link:

https://open.spotify.com/show/01uzkf9S8CpOznURUnFIGG?si=BNXpH3Q5THOBO6iYOYmOoA&nd=1

(non è necessario avere Spotify)

Cara Gospa, che gioia per noi conoscerti in cielo con il tuo corpo glorioso! Grazie per averci aspettato e averci mostrato la strada senza annoiarci! Grazie per averci confortato con questo meraviglioso messaggio: “Cari figli, io sarò con voi finché non incontrerete il Padre Celeste! (A Mirjana, 2 ottobre 2013)Resta sintonizzato!

Sito web: www.enfantsdemedjugorje.fr

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Bel libro da non perdere!

“Vengo a prepararvi” Apparizioni e Messaggi di Maria per il nostro tempo, alla luce delle Sacre Scritture” di Damian Sanchez. Prefazione di Mons. Marc Aillet, Ed. Le Parvis in Svizzera.

https://parvis.ch/fr/books-and-brochures/I-just-prepare-you

Buone notizie dalle Editions des Béatitudes per semplificarti la vita: hanno creato uno spazio speciale per ordinare i miei libri, CD e DVD. Hai tutto su questo link:

https://librairiedesbeatitudes.com/?view=selection&lang=fr_FR&selection_id=11

Suor Emmanuel + (Città delle Beatitudini)

"Siamo teste dure e non vogliamo capire cos’è importante in questo mondo..."- VIDEO (la veggente Mirjana di Medjugorje)



Mirjana Dragicevic nel momento dell'apparizione 
Era il 02 FEBBRAIO 2012

In 25 mila hanno invaso il Palavesuvio a Napoli per incontrare Mirjana Dragicevic, una dei sei veggenti di Medjugorje. Sono arrivati da tutta Italia e dall’estero con treni, autobus e automobili, per una giornata di preghiera e una messa concelebrata da 50 sacerdoti.

Mirjana ha trascritto il messaggio della Vergine: «È un messaggio un po’ triste», ha detto in un discorso durato quasi 10 minuti, «perché siamo teste dure e non vogliamo capire cos’è importante in questo mondo. La nostra Santa Madre ci ha chiesto di pregare per i non credenti che ancora non hanno conosciuto l’amore di Dio. Tante brutte cose nel mondo arrivano dai non credenti: guerre, separazioni, suicidi, droga, aborti. Possiamo cambiarli con la nostra preghiera»
 «Sono felice di essere a Napoli», ha concluso Mirjana. «Qui amate molto la Madonna».

Video 


"Se c’è questa paura, c’è qualcosa dentro che non va..."- Intervista alla veggente Vicka

 


Vicka una pace che disarma


P. Livio di Radio Maria ha interrogato Vicka 


La Pace è un dona per chi prega e ha il cuore pulito. Così pure la gioia vera che è anticipo del Paradiso. “Madonna ripete tante volte che dobbiamo pregare pace per il mondo, ma se non c’è pace dentro il nostro cuore, questa preghiera non può essere ascoltata…”

D. Ecco, se molti sono inquieti come si può avere la pace nel cuore?
R. Noi tutti abbiamo dentro qualcosa che disturba o altro. Bisogna pregare con molta volontà e dire: — Gesù io ti amo e voglio che Tu distacchi tutto questo dal mio cuore.— Non posso dire solo: io voglio pace dentro il cuore e non fare niente perché venga; così che non arriva mai. Non bisogna pregare per questo dono, ma quando tu hai questa voglia di pregare, questo dono viene da solo.


D. Nel primo anniversario una persona ti ha chiesto che regalo facevi alla Madonna e tu hai detto: “Le porto un cuore pulito”. Ecco che rapporto c’è tra pace e cuore pulito?
R. Sono due cose uguali: quando hai un cuore pulito hai una pace in cuore.

D. La Madonna ha parlato di “Suoi progetti per la pace e per la gioia, che satana vuole impedire” (25 agosto). Dicci alcune parole sulla gioia.
R. No, questa parola non si può descrivere: bisogna vivere questa parola di gioia, dice la Madonna. Ella non ha detto: “Pregate per questa gioia” senza motivo. La gioia è un gran dono come nostra fede, come pace: noi possiamo vivere questa gioia dentro il nostro cuore, capito? Non è gioia che è solo di fuori (superficiale), come qui noi adesso scherziamo, ma non si sente dentro. Questa gioia di fuori non importa. E’ più bello se si sente questa gioia dentro: questa gioia non passa mai, sempre cresce ogni giorno di più e questa gioia poi esce fuori.

D. Ma tu ce l’hai questa gioia, mi pare!
R. Sicuro.

D. Ma perché c’è l’hai questa gioia?
R. Io non ho mai chiesto ne pregato Dio di darmi questa gioia perché Lui e la Madonna non dicono: “Pregate per avere questa gioia”. Io non ho chiesto alla Madonna: “Tu mi dai questa gioia perché sono Vicka.” Così no. La Madonna mi ha dato questa possibilità. Mi ha detto di cercare Dio e dopo avrai questa gioia…

D. La Madonna ha detto in un messaggio che nel cielo c’è la gioia. Che differenza c’è tra la gioia del cielo e quella della terra?
R. La Madonna dice che noi possiamo vivere il cielo qui in terra. Per me non c’è nessuna differenza tra qui e là (vedi messaggio 25 maggio).

D. Il cielo già incomincia su questa terra…
R. Comincia qui in terra e dopo solo continua. Anche la malattia è un dono di Dio. Sono pronta a morire anche subito.

D. Senti, tutti sanno che sei stata ammalata ultimamente.
R. Adesso sto bene.

D. Ma è stata certamente una prova importante per te! Secondo te perché Dio ti manda tante prove?
R. Io non ho mai chiesto perché: Io dico sempre benvenute queste malattie. Lui sa il perché. Io cerco accettare con amore e sono contenta. Fa ridere quando sento dire da uno che aspetta una croce, una malattia… Io metto sempre volontà di Dio per prima, dopo volontà mia, hai capito? Così, che Dio mandi cosa buona o non buona io prendo uguale e non c’è problema. Dico sempre: “Dio, ti ringrazio per questo dono; Tu hai ancora qualcosa da darmi? lo sono sempre pronta a prendere quello che vuoi col Tuo aiuto…

D. Ho sentito dire che eri contenta anche se si trattava di fare le valigie e andare in Paradiso. Ma sei proprio così indifferente a questo?
R. Non c’è differenza per me. Se Dio domani chiama: “Vicka, parti” io parto, sono pronta subito.

D. Anche se sei giovane?
R. No, no, per Dio non c’è vecchio, non c’è giovane. (…) Non incolpare i comunisti, non aver paura della guerra.

D. Abbiamo visto morire d’infarto in due o tre giorni il più grande partito comunista del mondo C’è una connessione tra la venuta della Regina della Pace e la conversone della Russia?
R. No, non possiamo guardare a chi è arrivato l’infarto o altro. Questo lasciamolo solo a Dio e alla Madonna. Lei è Regina della Pace. Lei ama ogni suo figlio, Lei ama anche chi è stato con l’infarto… solo che lui è stato un po’ lontano dalla Madonna, da Gesù, ma non possiamo pensare male.

D. Ma c’è un legame tra Medjugorje e Fatima: questo è sicuro ormai dall’ultimo messaggio. E la Madonna a Fatima ha detto: “La Russia si convertirà e ci sarà un periodo di pace”. Ora vediamo che la Russia si sta convertendo, quindi speriamo che ci sia un periodo di pace. Allora i vostri segreti a che cosa servono?
R. Va bene, la Russia di sicuro si convertirà, ma noi adesso possiamo guardare alle persone! Anche la nostra situazione qui è grave e noi pensiamo sempre che è colpa di questa persona o di altra che guida male e pace non viene. A me non interessa chi comanda. Io prego per tutti. Dio sa quando viene questa pace, e noi non parliamo troppo, ma preghiamo e aiutiamo la Madonna…

D. Dio sa quando viene la pace…
R. Dio lo sa e anche questi nostri segreti arrivano piano piano quando la Madonna dice.

D… Ma se la Russia si sta convertendo e avremo un periodo di pace vi saluto segreti di Medjugorje, e invece ci sono ancora!
R. Aspettiamo, aspettiamo ancora.

D. Questi segreti sono un pò paurosi?
R. No, per me no. Per chi prega non c’è nessuna paura. Vedi, quando è venuta guerra nella nostra terra, tutti si sono preoccupati, tutti parlando “Guarda, viene guerra anche da noi”. Ma io dico tante volte: “Non parlate così” Guerra è nelle mani di Dio! Non stiamo qui a parlare che guerra è a pochi chilometri, forse domani è qui e pregare con questa paura, perché questa paura resta sempre. Stiamo tranquilli e questo è anche quello che Dio manda per vedere così nostra fede, nostra pace. Noi crediamo — alla paura che credere a Dio. Per noi come figli di Dio, non esiste: – Se c’è questa paura, c’è qualcosa dentro che non va. (…)

venerdì 18 agosto 2023

A Medjugorje il suo osso si "salda" e abbandona la sedia a rotelle: Testimonianza di Andrea (con video)


 “Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce”


VIDEO TG5


VIDEO TESTIMONIANZA 


 Andrea De Luca,  di Castellammare di Stabia, ha raccontato di quando, all’età di tredici anni, fu colpito dal morbo di Perthes, malattia rara che porta allo sfaldamento della testa del femore e dell’anca, causando dolori insopportabili, la paralisi e il ‘crollo’ della spina dorsale.
«Ero affetto da tre anni da questa malattia ed ero stanco per i dolori che dovevo sopportare – ha proseguito Andrea – Poi, a Medjugorje, ho potuto abbandonare la sedia a rotelle».
I medici che lo avevano in cura, il prof. Anastasio Tricarico, docente di Ortopedia e traumatologia della II Università di Napoli e il dottor Pasquale Guida, ortopedico del Santobono di Napoli, presenti al lancio del libro di Brosio, hanno attestato di persona lo «spappolamento dell’osso» ma anche la sua inspiegabile «saldatura», al ritorno dell’ammalato da Medjugorje.
Un racconto impressionante, con la proiezione delle radiografie del «prima e dopo» l’evento prodigioso, con la ricomposizione dei pezzi d’ossa che prima si presentavano spezzati e mancanti.
Gianni Improta, ex calciatore del Napoli ed ex allenatore della Juve Stabia, ha donato ad Andrea una maglia gialloblù, la squadra in cui il giovane militava prima che la malattia lo paralizzasse.


L’IMPROVVISA GUARIGIONE
Come si svolge la vita quotidiana di una persona che ha ricevuto un miracolo? Quella di tutti i giorni, dal rapporto con gli amici alle difficoltà di ordine pratico. «Sai che Lui è accanto a te e puoi fare affidamento in tutto, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce come ho sentito una voce dirmi sul pullman di ritorno a Castellammare».
E così il giorno più brutto della vita di Andrea De Luca, l’1 novembre del 2006, diventa «il più bello, quello che mi ha cambiato l’esistenza».
Sognava di essere un calciatore professionista con la Juve Stabia. Al Romeo Menti allenamento dei giovanissimi regionali prima delle convocazioni. Sotto la curva sud San Marco, Andrea, allora tredicenne, si blocca. «Mi passarono anche il pallone – racconta – ma non riuscii a stopparlo, mi superò. Ero come una statua. Un dolore lancinante che partiva dalla coscia e prendeva la schiena».
Era il morbo di Perthes, una malattia degenerativa della testa del femore che colpisce in età infantile. Arriva ad essere invalidante il che significa stampelle prima, sedia a rotelle poi… comincia il giro d’Italia degli ospedali.
L’essere in età di sviluppo complica le cose. Il dramma della paralisi si manifesta progressivamente nel 2008. Medjugorje è un viaggio fatto più per tacitare parenti e amici che per convinzione. Ed invece Medjugorje diventerà la vita che cambia.
La collina del Podbrdo è un calvario. In salita si spezza una stampella, in discesa si rompe l’altra. «Non capimmo che era un primo segnale».
Domenica 20 settembre 2009 non è un giorno qualsiasi. Un vialetto buio accanto all’albergo porta ad un giardinetto con una statua della Madonna. «Ero solo. D’improvviso il volto della statua si illumina come se un faro potente proiettasse un fascio di luce bianco, intenso, molto forte. Sono rimasto senza parole. Mi sono girato e c’erano Emanuela, una amica conosciuta durante il viaggio, papà, mamma. Ho chiesto conforto, hanno visto anche loro».
Quel fascio di luce fa il miracolo, perfora, tocca il femore, colpisce il cuore.
La vita è cambiata.
La scienza ne prende atto.
I miglioramenti sono costanti.
Andrea torna a Castellammare, il 25 corre sul lungomare, qualche mese dopo una partita a calcetto.
«Non ho più niente, solo la certezza che Lui è accanto a me».

«Le gambe mi tremano per il regalo e per l’idea di tornare allo stadio».
La storia di Andrea è una delle tante presenti in “Raggi di luce”, il libro nato da un’inchiesta giornalistica di Paolo Brosio, presentato ieri a palazzo Alabardieri, nel quale si raccontano, attraverso prove documentali, le storie di miracoli, guarigioni, santi e luoghi dedicati a Maria. Vicende diventate testimonianze di fede quotidiane.
Fonte: fermenti cattolici vivi

18 Agosto, Sant' Elena : ritrovò la tomba di Cristo, la Croce del Signore e quelle dei due ladroni.



A ritrovare la croce di Gesù è stata una donna. Si tratta di Elena, madre dell’imperatore Costantino, che la Chiesa festeggia il 18 agosto.


VIDEO


Nata a Drepanum (Bitinia, che corrisponde alla Turchia nord-occidentale) nel III secolo, da una famiglia plebea, Elena venne ripudiata dal marito, il tribuno militare Costanzo Cloro, per ordine dell’imperatore Diocleziano. Quando il figlio Costantino, sconfiggendo il rivale Massenzio, divenne padrone assoluto dell’Impero, Elena, il cui onore venne riabilitato, ebbe il titolo più alto cui una donna potesse aspirare, quello di “Augusta” (Famiglia Cristiana, 18 agosto).

Fu l’inizio di una nuova epoca per il Cristianesimo: l’imperatore Costantino, dopo la vittoria, attribuita alla protezione di Cristo, concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale ebbe la madre Elena: forse contribuì alla conversione del figlio, in punto di morte. Elena testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi.

TRE CROCI

Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia, e poco dopo la croce del Signore e quelle dei due ladroni. Il ritrovamento della croce, avvenuto nel 326 sotto gli occhi della pia Elena, produsse grande emozione in tutta la cristianità.

VIAGGIO A GERUSALEMME

Stando al racconto di Rufino, la madre di Costantino si recò a Gerusalemme per cercare il luogo della crocifissione del Signore. In quel luogo, gli antichi nemici della Chiesa avevano eretto una statua di Venere – in modo da far apparire come adoratori della dea tutti quelli che si avvicinavano per adorare Cristo – e avevano ammassato del terriccio (Aleteia, 25 febbraio 2016).

DIFFICILE RICONOSCIMENTO

Allora Elena fece rimuovere tutto ciò che c’era di profano e, dopo aver fatto scavare fino in profondità, rinvenne tre croci riposte in ordine sparso. La gioia di quel ritrovamento fu inizialmente tanta, ma presto diminuì perché la somiglianza delle tre croci era tale da rendere difficile il riconoscimento di quella del Salvatore. Per la verità, gli addetti ai lavori rinvennero anche il titulus scritto da Pilato in greco, latino ed ebraico, ma anch’esso non offriva sufficienti garanzie al fine di riconoscere la croce.

MIRACOLO DELLA MORIBONDA

A quel punto il vescovo di Gerusalemme, Macario, ebbe un’idea e ordinò di portare i legni rinvenuti presso una donna di alto rango che giaceva in fin di vita a causa di una grave malattia. Si recò dunque con Elena dalla donna morente, s’inginocchiò e pregò il Signore affinché fosse possibile riconoscere il santo legno attraverso la guarigione della malata. Accostò quindi a lei una delle croci, ma non ottenne nulla. Applicò poi il secondo legno, ma il risultato fu lo stesso. Non appena però accostò la terza croce, la moribonda aprì gli occhi, si alzò dal letto e iniziò a camminare per la casa magnificando la potenza di Dio.

Raggiunto dunque il suo scopo, Elena portò via con sé, a Costantinopoli, una parte del santo legno e fece collocare la rimanente parte in una cassetta d’argento, che lasciò a Gerusalemme.

PROTETTRICE PER GLI OGGETTI SMARRITI

Sant’Elena, grazie al ritrovamento della croce, è molto popolare e venerata. E’ patrona di Pesaro e Ascoli Piceno, e poi è venerata con culto speciale anche in Germania, a Colonia, Treviri e Bonn, e in Francia ad Elna, che in origine si chiamava Castrum Helenae. Inoltre è considerata la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi; ma sopratutto è invocata da chi cerca gli oggetti smarriti

LA PREGHIERA

La santa la si può invocare attraverso questa preghiera:

Per la premura che voi aveste nel trarre dalle rovine in cui stava nascosta la santa Croce di Gesù Cristo, e per lo strepitoso miracolo dell’immediato e perfetto risanamento di un moribondo con cui il Cielo benedisse i vostri desideri, perché si distinguesse da tutti gli altri il legno della comune redenzione, otteneteci, o incomparabile sant’Elena, di non gloriarci mai d’altro se non che della Croce di Gesù Cristo, e di portare con santa rassegnazione la croce dei patimenti.

Tre Gloria.

giovedì 17 agosto 2023

La curiosità la Madonna la utilizza per guidare le persone a ciò che è essenziale - INTERVISTA



 Intervista: Alois Epner, guida di pellegrinaggi dall’Austria

Alois Epner è un settantaseienne insegnante in pensione dell’Alta Austria. E’ nato in Croazia, ma nel 1944 tutta la famiglia fu costretta a lasciare il paese per fuggire dai comunisti. Non dimenticando mai l’infanzia in patria, ha trovato una nuova casa nell’Alta Austria. E’ venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1984 e da allora viene molto spesso. Quando parla delle sue esperienze i suoi occhi si riempiono di lacrime. (Intervista: Krešimir Šego)

INTERVISTA
Signor Epner, già da molti anni lei viene a Medjugorje con la sua famiglia o con i pellegrini. Quando e come ha sentito parlare per la prima volta di Medjugorje, dei messaggi della Madonna?
Durante una lezione su Padre Pio, una mia conoscente mi parlò di Medjugorje. Io le posi una domanda scettica: C’è qualcosa di vero riguardo a questo? La sua risposta fu breve e concisa: Vai e vedi! Così venni. Mi unii a un gruppo di pellegrini molto devoto. Per i miei gusti pregavano troppo. Questo era per me un po’ sospetto e volevo tornare a casa, perché pensavo: se questo è Medjugorje, allora non è per me.

Ecco come venni a Medjugorje nel Marzo del 1984: senza aver dormito e stanco morto. Capii, comunque, che la mia prima impressione non era tutto, che ci doveva essere qualcosa di più!

Gli altri salirono il Križevac, io no. Passeggiando ai piedi del monte, incontrai un giovane ragazzo di Medjugorje, si chiamava Stipe. Mi porto a casa sua e parlammo molto, soprattutto delle cose che accadevano fuori dalla cerchia dei veggenti. Andammo a trovare Jelena. Notai immediatamente l’onestà e la sincerità di questa bambina e ne fui affascinato. Volevo venire a contatto coi veggenti e Stipe mi presentò a Ivan, cosa che per me comunque non significava un “incontro” con la Gospa! Non ho mai avuto un incontro personale con la Gospa, ma lei era già dentro di me. Mi ricordo ancora il tempo in cui i sei veggenti entravano in Chiesa dalla sacrestia, passavano dietro l’altare ed entravano nella stanza sul lato destro dell’altare. Avevamo l’impressione di partecipare agli eventi. Come dice Vicka, per noi non c’erano muri, non vedevamo nulla, ma sentivamo la presenza della Gospa. Eravamo completamente affascinati, guardavamo la statua, che a quel tempo era a lato dell’ambone, approssimativamente dove ora canta il coro, ma dietro quella statua il nostro occhio spirituale vedeva la Madre e i nostri occhi erano pieni di lacrime. Noi eravamo sdraiati sul pavimento, o inginocchiati o seduti, sbalorditi. 
Cosa l’ha portata a venire in questo luogo?

A quel tempo io ero in ricerca: non ero contento della mia vita di allora. Ero Cattolico, andavo in Chiesa, ma io nuotavo in superficie. Nella profondità, nel mio intimo, non c’era niente che potesse riempirmi. Sentivo che non potevo continuare così, ma non sapevo come avrei potuto fare diversamente. Leggevo spesso la Sacra Scrittura, col tempo la conobbi bene, ma solo nella mia testa. Non avevo una relazione personale con Dio. Ero davvero disperato. A quel tempo a Medjugorje c’era meno gente, cosicché Ivan poté porre la mia domanda alla Gospa: “Quest’uomo si libererà dalla situazione in cui si trova?”. Non ci fu risposta, anche se, a quel tempo, a volte venivano date risposte. Così abbiamo posto la domanda diversamente: “Cosa devo fare per uscire da questa situazione incerta?”. E la risposta arrivò:

“Pregare quanto più possibile, consacrarsi a mio Figlio e lasciare tutto il resto a Dio”. La Gospa ha toccato esattamente i tre punti essenziali. Da bambino amavo pregare il Rosario. Durante la Seconda Guerra Mondiale, durante i bombardamenti, ero solito pregare il Rosario a voce alta insieme a mio fratello negli scantinati rifugio. Nella pubertà questo andò perduto. Non potevo più pregare, ma adesso avrei dovuto pregare “quanto più possibile”! Dovetti forzarmi a farlo, e fu molto difficile e faticoso.

Passo dopo passo, riuscii a pregare una decina del Rosario. Tutto a un tratto ciò non sembrava più monotono o sbiadito, prese colore. Dopo due mesi circa, c’era qualcosa in me che mi diceva: Se vuoi pregare, prendi il tempo, siediti e prega con calma. Ora era possibile. La seconda richiesta – consacra te stesso a mio Figlio Gesù – fu ancora più difficile perché avevo l’impressione che allora non sarei più stato padrone di me stesso, ma io volevo fare tutto con le mie forze. Per me la consacrazione ha significato affidare qualcosa, dare me stesso, ma non volevo, finché non ho capito che attraverso la consacrazione Dio desidera aiutarci e non regnare con potere assoluto su di noi. Gradatamente ho potuto affidare la mia vita a Dio. Oggi, dopo che sono già da 23 anni legato a Medjugorje, per me è ancora difficile abbandonare tutto a Dio. Capisco gradatamente che Dio fa bene ogni cosa, meglio di noi. 
Cosa si aspettava dal suo primo pellegrinaggio, cosa ha vissuto? Ha mai pensato che questo fosse uno spreco di tempo e di denaro?

Mi aspettavo ciò che ho descritto, soprattutto all’inizio dei miei pellegrinaggi. Non ho mai pensato che i viaggi fossero inutili, perché l’esperienza mi diceva il contrario. Mi domanda cosa ho vissuto ancora? Non ho mai visto nulla. Una volta alcune persone erano intorno a me e guardavano verso il Križevac. Hanno notato una strana immagine . Io non ho visto nulla. A mezza voce ho detto a me stesso: Probabilmente non sono degno di vedere qualcosa. Allora una donna nativa del posto con le mani sui fianchi mi disse: Degno? Nessuno di noi è degno, ma questo non ti è necessario per credere. Medjugorje ha avuto un influsso sulla sua vita, sulla vita della sua famiglia e, se sì, in che modo? Cosa è cambiato?
All’inizio pensavo di poter coinvolgere in tutto questo anche la mia famiglia. Questo era un mio desiderio ed è rimasto un desiderio fino ad oggi. A volte penso che la Gospa non capisca cosa significhi motivare i propri figli adulti. Possiamo pregare per loro, non possiamo fare altro che affidarli a Dio e chiedere ogni giorno la Benedizione di Dio e della Gospa su di loro. Se ciò può portare qualche cambiamento, così sia, secondo la volontà di Dio. Pregando la Via Crucis, molto spesso ho portato pietre fino alla Croce e a ogni pietra ho dato il nome di uno dei miei figli o parenti e tra le lacrime le ho portate ai piedi della Croce. “Madre, prendili per mano e non lasciarli mai!”. Prima era solito praticare la sua Fede Cattolica. Cos’è cambiato nella sua vita?
Si, andavo regolarmente in Chiesa e non solo per sedermi passivamente, ma non trovavo ciò che cercavo. Pregavo quando avevo tempo, prendevo solo brevi momenti per la preghiera. Come ho detto, non stimavo il Rosario. Mi chiede cosa è cambiato da quando sono in contatto con Medjugorje? Cerco di pregare regolarmente. Sono rimasto in contatto con gli altri pellegrini e abbiamo formato uno o due gruppi di preghiera. Ci incontriamo una volta alla settimana. Io guido un gruppo. Mi rallegra vedere come le persone cambiano nell’intimo. Dopo così tanti anni posso dire che sono ancora lontano dalla santità, ma noto che sono interiormente più forte. Quando ha portato il suo primo gruppo di pellegrini?
E’ stato nel marzo del 1985, durante la Settimana Santa. Non ho voluto che guidassimo di notte a causa della mia brutta esperienza con i viaggi notturni, così ho dovuto organizzare un pernottamento in un hotel; noi pernottiamo soprattutto a Otocec, vicino a Novo Mesto. Preferisco così perché possiamo preparare tutto sul pullman tutto ciò che per ogni persona è importante a Medjugorje. Io apprezzo soprattutto il cambiamento di stile di vita – la conversione! C’è anche la curiosità dei pellegrini. Noi descriviamo per loro le apparizioni della Gospa secondo quanto dicono i veggenti. Qualcuno non lo trova necessario, ma il cielo ha voluto queste apparizioni e altri fenomeni che accadono a Medjugorje, perciò perché non parlare di questo? Queste sono conferme dal cielo e un tipo di garanzia che gli eventi vengono da Dio. Essi rafforzano la fede. Comunque i messaggi sono una guida su come camminare verso la nostra salvezza e la santità. All’inizio avevamo molti contatti con i veggenti. Questo contatto ora è più debole. Come pellegrini ora ci concentriamo sul triangolo Chiesa – Križevac – Collina delle Apparizioni e questo ci orienta a ciò che è essenziale: mettere in pratica i messaggi in noi stessi e per gli altri. Siamo pieni di gioia quando vediamo i frutti di Medjugorje: il “Cenacolo”, il “Villaggio della Madre” e molte altre realtà piene di grazia che vengono dai messaggi, grazie a Dio non solo a Medjugorje. Lei continua a portare pellegrini. Cosa si aspettano le persone da Medjugorje? Coloro che sono venuti una volta tornano ancora? Ha sempre pellegrini nuovi nei suoi gruppi?
Qualcuno viene per curiosità, ma soprattutto porta i pellegrini a venire a Medjugorje un bisogno personale e un grande desiderio di guarigione interiore. Il più delle volte, quando i pellegrini vanno a casa sono diversi da come erano venuti. Essi hanno sperimentato qualcosa che li ispira a pensare in modo diverso. Abbiamo notato la grazia trasmessa dalla Madre di Dio. In particolare, la sentiamo quando i pellegrini danno le loro testimonianze al microfono sul pullman. Molti tornano diverse volte con noi, diventano vecchi conoscenti. Essi cercano sempre una nuova ispirazione per le loro vite, un rinnovamento, perché noi sappiamo che dobbiamo ripetere qualcosa spesso perché diventi una abitudine, una buona abitudine. L’Austria è un paese ricco, le persone hanno un lavoro, un alto stile di vita e vanno ancora in pellegrinaggio. Cosa li porta in questo luogo di preghiera? E’ il desiderio di divertimento, o di un viaggio, o è qualcosa di più profondo?
E’ vero, l’Austria è un paese ricco, ma noi non viviamo solo di pane, essi vogliono essere riempiti con la Parola di Dio. La ricchezza materiale può essere anche una sfortuna. Perciò le persone si sentono attratte da questo luogo dove credono di trovare qualcos’altro oltre ai soldi e ai beni materiali. Molti Matrimoni sono infranti a causa della ricchezza, molti giovani sono smarriti e lo vediamo al “Cenacolo”. Le nostre anime soffocano nelle ricchezze. Con meno sarebbe meglio, ma chi comincia da se stesso? E’ sorprendente quanto tempo la gente stia in Chiesa qui a Medjugorje pregando, confessandosi, per lasciare un peso. A Medjugorje si comportano in modo diverso rispetto a quando sono a casa loro. Se si comportassero così a casa, verrebbero notati dagli altri e chi vuole essere notato in queste cose?
Questo non è un viaggio in cui le persone cercano di sperimentare o di vedere un paese straniero. Si tratta di un desiderio che vive nella profondità dell’uomo: desidera incontrare Dio. Questo si può sperimentare qui con l’aiuto della Gospa. Questa è una prova che non possiamo vivere di solo pane. Quando lei siede sul pullman coi pellegrini, cosa dice loro durante il viaggio?
In genere i nostri pellegrini sanno di cosa si tratta, perciò noi possiamo iniziare con la preghiera e il canto. Di solito ai nuovi dico che in quei giorni pregheremo più del solito e che la preghiera è importante. Parliamo delle apparizioni, la curiosità deve essere soddisfatta. Se non fosse così, la Gospa avrebbe ostacolato la curiosità, ma Lei la utilizza per guidare le persone a ciò che è essenziale. Le persone vivono i messaggi della Regina della Pace? Cambiano le loro vite?
Sì, lo noto sempre di nuovo. Le persone hanno buona volontà e determinazione per orientare le loro vite secondo i messaggi. Comunque, lo spirito è pronto, ma la carne è debole… perciò noi dobbiamo venire sempre di nuovo a Medjugorje per rinnovare o approfondire le nostre decisioni.

L’uomo cambia molto gradualmente. Perché qualcosa sia solido, deve crescere. 
Secondo la sua esperienza, qual è il significato dei messaggi della Regina della Pace per le persone oggi, per l’umanità? Può immaginare un mondo senza questo tempo di grazia?

I messaggi sono reali e necessarie linee guida per noi oggi. Quando leggo come i messaggi sono vissuti in Europa o nel Nord e Sud America, in Africa, Cina, India, fino al Giappone, come essi provocano cambiamenti, allora credo che il nostro tempo è affamato di questa grazia. Noi siamo grati alla Regina della Pace qui a Medjugorje perché è pronta a intercedere in questo tempo di grazia. Il mondo va su una via che è imprevedibile, che forse ci porta anche a un abisso, e sicuramente ci porterebbe a un abisso se Dio non ci mostrasse un’altra via. Non possiamo vivere solo di beni materiali. Questo è il nostro problema nei paesi sviluppati. Non abbiamo meritato la ricchezza, né essa è premio per qualcosa; è una tentazione: se la usiamo in modo unilaterale, può provocare grande sofferenza spirituale. Ci impegniamo a condividere la nostra ricchezza coi paesi poveri, ma potremmo fare molto di più in questo senso. Preghiamo Dio di darci la grazia di giungere al buon senso I nostri giovani pian piano cominciano a pensare in modo diverso, cercano valori solidi, Dio, che pian piano nasce in loro. Il Festival dei Giovani di Medjugorje riscuote sempre più interesse. Non tutti i giovani vengono qui; sappiamo che dobbiamo pregare molto per loro e portare molte più pietre sul Križevac e sulla Collina delle Apparizioni perché gli uomini accolgano la Misericordia di Dio.

FONTE :http://www.medjugorje.hr/it/attualita/intervista-alois-epner-guida-di-pellegrinaggi-dall%E2%80%99austria,1958.html