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mercoledì 19 giugno 2019

Novena alla Madonna di Medjugorje - Quinto giorno

Quinto giorno 

Preghiamo per tutti i pellegrini che hanno visitato Međugorje


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore. 



2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all`uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?”. (Mc 8, 34-37)

"Cari figli! Oggi sono felice, anche se nel mio cuore c'è ancora un po’ di tristezza per tutti coloro che hanno iniziato questo cammino, e poi lo hanno abbandonato. La mia presenza qua è quindi per guidarvi su un nuovo cammino, un cammino di salvezza. Perciò vi invito di giorno in giorno alla conversione; però se non pregate non potete dire che vi convertite. Io prego per voi e intercedo per la pace presso Dio, prima nei vostri cuori, e poi anche intorno a voi: che Dio sia la vostra pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1992)

La preghiera cristiana è una relazione di Alleanza tra Dio e l’uomo in Cristo. È azione di Dio e dell’uomo; sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo. (2564)

4. Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Le nostre vite sono nelle tue mani, Signore. Tu solamente sai quello di cui abbiamo bisogno per la nostra salvezza. Grazie perché qui a Međugorje già da 20 anni tua Madre è venuta proprio per condurci su una nuova strada, la strada della salvezza. Benedici e rafforza tutti coloro che in questo luogo hanno intrapreso questo cammino di conversione e di preghiera. Rafforza la loro fede, speranza e carità affinché non tradiscano mai la loro alleanza con Te. Amen.


Padre Nostro
Ave Maria
 Gloria al Padre


martedì 18 giugno 2019

Medjugorje: guarita dalla Sclerosi Multipla- Testimonianza di Rita Klaus con filmato storico


VIDEO

Il 25 luglio 1987 si è presentata nell’Ufficio parrocchiale di Medjugorje una signora americana, di nome Rita Klaus, accompagnata dal marito e dai suoi tre figli. Provenivano da Evana City (Pennsylvania). Donne piena di vita, agile e dallo sguardo sereno, aveva ardentemente desiderato di palare con i Padri della parrocchia. Quanto più andava avanti nel suo racconto, tanto più i Padri che l’ascoltavano rimanevano stupiti. Ha raccontato le fasi più salienti della sua vita, che era stata molto travagliata. All’improvviso, inspiegabilmente, la sua vita divenne meravigliosa come la poesia, felice come la primavera, ricca come l’autunno carico di frutti. Rita sa che cosa le è successo: con risolutezza afferma di essere stata miracolosamente guarita —per intercessione della Madonna— da una malattia incurabile, la sclerosi multipla. Ma ecco il suo racconto:
“Era stata mia intenzione diventare religiosa, e perciò entrai in un convento. Nel 1960 stavo per fare i voti, quando improvvisamente fui colpita dal morbillo, che pian piano si tramutò in sclerosi multipla. Fu motivo sufficiente per essere dimessa dal convento. A causa del mio male, non potei trovare lavoro se non quando mi trasferii in altra località, dove non ero conosciuta. Lì conobbi mio marito. Ma neppure a lui dissi del mio male, e riconosco di non essere stata corretta nei suoi riguardi. Era il 1968. Cominciarono le mie gravidanze, e con ciò il male progrediva. I medici mi consigliarono di rivelare il mio male al marito. Lo feci, e lui si mostrò tanto offeso, da pensare al divorzio. Fortunatamente tutto si ricompose. Ero avvilita e arrabbiata con me stessa e con Dio. Non riuscivo a comprendere perché proprio a me era capitata questa disgrazia.
Un giorno mi recai ad un incontro di preghiera, dove un sacerdote pregò su di me. Ne rimasi così contenta, che se ne accorse anche mio marito. Continuai a lavorare come maestra, nonostante il progredire del male. Mi conducevano in carrozzella a scuola e alla messa. Non riuscivo più neppure a scrivere. Ero come una bambina, incapace di tutto.
Mi erano particolarmente penose le notti. Nel 1985 il male si aggravò a tal punto, che non riuscivo più da sola neppure a sedermi. Mio marito piangeva molto, e ciò mi recava grande pena.
Nel 1986, sul Readers Digest lessi un servizio sui fatti di Medjugorje. In una sola notte lessi il libro di Laurentin sulle apparizioni. Dopo la lettura, mi stavo chiedendo che cosa potevo fare per onorare la Madonna. Pregavo in continuazione, ma non certo per la mia guarigione, ritenendola d’interesse troppo terreno.
Il 18 giugno, nel cuore della notte, sentii una voce che mi diceva: “Perché non preghi per la tua guarigione?” Allora iniziai subito a pregare così: “Madonna cara, Regina della Pace, io credo che tu appari ai ragazzi di Medjugorje. Ti prego, chiedi al tuo Figlio di guarirmi”. Avvertii subito una specie di corrente che mi attraversava e uno strano calore nelle parti del corpo che mi dolevano. Quindi mi addormentai. Nel risvegliarmi, non pensai più a ciò che avevo provato nel corso della notte. Il marito mi preparò per andare a scuola. A scuola,come il solito, alle 10,30 ci fu la pausa. Con mia grande sorpresa, mi accorsi in quel momento che potevo muovermi da sola, con le mie gambe, ciò che non facevo più da oltre 8 anni. Non so neppure io come ritornai a casa. Volevo far vedere a mio marito come riuscivo a muovere le dita. Suonai, ma in casa non c’era nessuno. Ero molto ansiosa. Non sapevo ancora di essere guarita! Senza alcun aiutò, mi alzai dalla carrozzella. Salii le scale, con tutte le apparecchiature mediche che portavo addosso. Mi chinai per levarmi le scarpe e… in quel momento mi accorsi che le mie gambe erano perfettamente guarite.
Cominciai a piangere e a esclamare: “Mio Dio, grazie! Grazie, o Madonna cara!”. Non ero ancora cosciente di essere guarita. Presi le mie stampelle sotto braccio e osservai le mie gambe. Erano come quelle delle persone sane. Cominciai, allora a correre giù per le scale, lodando e glorificando Dio. Chiamai un’amica. Al suo arrivo, saltavo di gioia come una bambina. Anche lei si unì a me nella lode a Dio. Quando tornarono a casa mio marito e i figli, rimasero sbalorditi. Dissi loro: “Gesù e Maria mi hanno guarita. I medici, nell’apprendere la notizia, non credettero che ero guarita. Dopo avermi visitato, dichiararono di non saperselo spiegare. Rimasero profondamente emozionati. Sia benedetto il Nome di Dio! Dalla mia bocca non cesserà mai più! la lode a Dio e alla Madonna. Questa sera parteciperò alla Messa con gli altri fedeli, per ringraziare ancora Dio e le Madonna”.
Dalla carrozzella Rita è passata alla bicicletta, quasi fosse ritornata agli anni della giovinezza.
A cura di p. Slavko Barbaric
Fonte: medjugorje.altervista.org

Alcuni AVVISI dall' Ufficio Informazioni di Medjugorje

Avvisi per i pellegrini e gli organizzatori di pellegrinaggi.

 E' necessario che ogni gruppo preannunci il proprio arrivo all’Ufficio informazioni di Medjugorje, via mail (all’indirizzo: informacije@medju-gorje.hr) oppure tramite telefono/fax (al nu-mero 00 387 36 651 988)
Gli organizzatori sono invitati, inoltre, ad avvalersi di guide abilitate allo svolgimento di questo servizio dalla locale Associazione delle guide (“Udruga vodiča u župi Međugorje”).
  Esse operano in stretto contatto con l’Ufficio informazioni. Nei luoghi di preghiera di Medjugorje (chiesa parrocchiale e spazio circostante, statua di Gesù Risorto, Podbrdo, Križevac, Croce blu, cimitero, ecc.) le guide autorizzate sono tenute a far rispettare ai propri gruppi il necessario clima di raccoglimento, tenendo conto della presenza di eventuali altri pellegrini, non sostando a lungo nei diversi luoghi e regolando il volume di megafoni o altoparlanti (nel caso se ne faccia uso).
 È necessario prestare particolare attenzione alla pulizia di questi luoghi, evitando di lasciare oggetti votivi o foto sul Podbrdo e sul Križevac dove, per motivi di sicurezza ed in particolare per rischi d’incendio, è vietata l’accensione di candele, che è invece consentita nell’apposito spazio a ovest della chiesa, vicino alla croce. Si raccomanda di prestare particolare cura alla dignità del proprio abbigliamento, ad indossare, cioè, abiti consoni ad un luogo di preghiera. Si ricorda che è proibito fumare in chiesa e nello spazio circostante. Durante le funzioni liturgiche, non è lecito né opportuno scattare fotografie. La raccolta di elemosine è consentita solo durante le Sante Messe e viene svolta da persone incaricate dalla parrocchia stessa, contrassegnate da una fascia. Le offerte per la celebrazione di Sante Messe secondo le intenzioni dei fedeli, invece, possono essere ricevute solo dall’Ufficio parrocchiale. 
 Chiunque rilevasse eventuali violazioni delle precedenti disposizioni è pregato di darne immediata notizia all’Ufficio informazioni. 
 L’Ufficio informazioni offre, attraverso propri incaricati, il servizio di traduzione simultanea della funzione serale celebrata in parrocchia in diverse lingue, tramite frequenze FM riservate a tale scopo. Per usufruire di tale servizio sarà quindi necessario munirsi di una radiolina con frequenza FM e di cuffiette. 
Per sostenere questo importante servizio si può versare un’offerta presso l’Ufficio informazioni. 

 Fonte:http://www.medjugorje.hr/files/file/glasnik-mira/glasnikit2013.pdf

Preghiera al Santissimo Sacramento - Medjugorje

Adorazione al Santissimo Sacramento
  
Preghiera 

Signore Gesù, vengo a te al termine di questa giornata,con tutto quello che ho vissuto oggi. Desidero, o Gesù, lasciare da parte tutto questo.Desidero adorarti, pregarti, ascoltarti,guardarti ed essere in comunione con te, o Signore!Signore Gesù, grazie perché questa Adorazioneè riposo per l’anima e per il corpo.Grazie, o Gesù, perché stare in ginocchio davanti a tenon è una fatica, ma una grazia.E’ una grazia, o Signore,che il tuo sguardo riposi su di noi.Beata Vergine Maria, parla tu nei nostri cuori,affinché impariamo ad ascoltarti e a sentirti.Affinché impariamo, o Maria,a portare la Parola di Dio come l’hai portata tu.
 O Gesù, grazie per averci donato una Madreperché ci parli e ci guidi a te.Grazie, o Maria, perché tu ci hai condotto qui, davanti a Gesù!Grazie, o Maria,perché ci insegni ad abbandonarci a Gesùcome tu ti sei abbandonata completamente a lui.Signore Gesù, in te è la nostra pace,in te è la nostra speranza, o Signore!Tu sei la nostra forza, o Gesù!Quando siamo deboli ed impauriti,tu sei la nostra protezione.Per questo ti adoro, o Signore!Adoro te, mio Salvatore!O Signore, come questa chiesa è il tempionel quale ci siamo riuniti attorno a te,che anche il nostro cuore sia stasera il tempio in cui tu dimori e verso cui siano rivolti tutti i nostri pensieried ogni nostra parola.Che ogni respiro, o Signore,sia fatto nel tuo Nome! 

 S.B.

"Ho trovato la Chiesa a Medjugorje": pur essendo non vedente, è diventato sacerdote.

Parla don Rainer Herteis, sacerdote ipovedente: “A Medjugorje ho trovato la Chiesa”.

Il cappellano Rainer Herteis, nato nel 1975, pur essendo non vedente, è diventato sacerdote. E’ stato ordinato il 6 maggio 2006 nella Diocesi di Eichstätt, in Germania. La storia della sua vita e la sua vocazione sono strettamente legate a Medjugorje.

Sono nato ipovedente. Quando ero all’asilo, i medici accertarono che avevo una malattia agli occhi che la medicina non era in grado di curare. La conseguenza fu che, all’età di venticinque anni, vedevo a mala pena ancora solamente un po’ di luce.


Poiché i medici non mi davano molte speranze che sarei potuto tornare a vedere, feci la conoscenza di una donna che mi disse: “Pregherò per te“. Avevo circa quindici anni quando lei pregò per me per la prima volta.


Allora sentii un forte calore e fui convinto che lei poteva venire solo da Dio. Quella fu la mia prima esperienza del fatto che Dio è veramente vivo e che può esaudire le preghiere, che ci ama ed è qui per noi.
In quel periodo cominciai a cercare la guarigione. .. Ho sempre trovato qualcos’altro, mai la guarigione degli occhi, ma altri doni molto più grandi: l’amore di Dio Padre, lo Spirito Santo, il frutto della gioia in me.

Come ha ricevuto la vocazione sacerdotale?
Ho trovato la Chiesa a Medjugorje. Sono venuto per la prima volta nel 1991. Quel primo viaggio fu apparentamente infruttuoso.
Ma nel mio cuore era stato seminato un seme che è maturato sei anni più tardi… cioè nei giorni della festa di Pentecoste del 1997, quando venni a Medjugorje per la seconda volta, nuovamente col desiderio di una guarigione fisica, che è sempre stata la ragione delle mie ricerche.
Fu durante la Messa tedesca delle ore 9:00. Improvvisamente il mio cuore arse in senso spirituale. Ad un tratto mi innamorai dei Sacramenti della Chiesa! Ebbi improvvisamente anch’io il desiderio di stare davanti, di parlare di Gesù alle persone, di celebrare la Messa, e soprattutto di sedere nel confessionale e aiutare le persone a ritrovare la felicità e la pace.
Avevo finito il Liceo e conseguito la maturità nel 1996. Ciò si svolse in un modo discretamente normale, tranne il fatto che dovetti avere i testi degli esami scritti a caratteri più grandi e più tempo a disposizione per sostenerli.
In seguito ho studiato musica per tre anni. Già nel corso degli studi sentivo che quello non sarebbe stato il contenuto della mia vita. Nel 1997 avevo già percepito la vocazione nel cuore, e ho cominciato a studiare teologia nel 1999.

Il mio Vescovo mi disse: “Si richiede un cuore che arda per Gesù e per l’uomo: i limiti fisici nel mondo odierno possono essere compensati dalla tecnologia“. Mi incoraggiò.
Dal 1997 vengo a Medjugorje ogni anno e, tramite questi viaggi a Medjugorje, la mia vocazione è divenuta sempre più forte. In seminario ho incontrato molti che sono venuti e se ne sono andati. In me la vocazione era sempre più grande di giorno in giorno, e questo grazie alle mie regolari venute a Medjugorje.
Il cammino del ricercare una guarigione fisica e del trovare sempre qualcos’altro è im-
portante per tutti i cristiani: la nostra percezione di ciò che Dio dovrebbe fare per noi, spesso è un pochino distorta.

Il senso della malattia dei miei occhi è quello di crescere nella Chiesa Cattolica. A questo Dio mi voleva condurre. Un passo della Bibbia dice: “E’ meglio entrare nel Regno dei Cieli con un occhio solo, piuttosto che andare nella perdizione eterna con entrambi gli occhi“.
Gesù non mi ha dato la guarigione fisica. Voleva che scoprissi il mondo spirituale. Il desiderio della guarigione è ancora presente, ma ora il mio desiderio più profondo è che quante più anime possibili giungano al cammino di santità.
Prego per ricevere i doni dello Spirito, per poter aiutare molte anime su questa strada. La mia vita di preghiera è cambiata e, tramite la mia cecità, il mio occhio spirituale si è aperto.

Come può una persona accettare il proprio handicap come qualcosa di positivo, come una grazia di Dio?
Questo è possibile solo mediante un rapporto personale con Gesù Cristo. Durante un seminario, abbandonai ancora una volta in modo cosciente la mia vita nelle mani di Dio, dicendo: “O Gesù, sii tu il mio Signore! La mia vita appartiene a te, puoi fare di me ciò che ti piace!“
Poi altri pregarono per me, per un’effusione di Spirito Santo, e allora la gioia mi entrò nel cuore. In quel momento ho notato che la mia cecità, la mia croce, la mia sofferenza, mi teneva lontano da molte cose che mi allontanano da Dio.
Questo è possibile solo quando una persona dà un senso alla sofferenza, alla croce, all’handicap: queste realtà mi conducono a Dio, mi tengono lontano da molte cose, le posso offrire affinché molte anime arrivino alla fede.





Sì era sempre affermato che, per diventare sacerdote o religioso, un uomo doveva essere sano.
Dal 1984, nel Codice di Diritto Canonico, abbiamo un canone che afferma chon vedenti possono ricevere l’ordinazione sacerdotale. Essi hanno diritto a un’assistenza all’Altare.
Il mio Vescovo si è appoggiato alla propria esperienza, ai portatori di handicap che ha conosciuto e che stanno lavorando molto bene per il Regno di Dio. Si è anche appoggiato all’esempio di Giovanni Paolo II.
Celebro Messa con l’aiuto di un piccolo magnetofono, che porto al collo. Registro in precedenza su nastro i testi della Messa, che ho su un computer che è in grado di leggere ad alta voce. La Santa Messa richiede una preparazione intensiva.
Quello è per me un tempo di preghiera, spesso vengo toccato e ispirato nel profondo dell’anima. Ho accanto a me un diacono fisso che mi aiuta.

Come si può accettare l’aiuto di un’altra persona, il fatto di essere sempre rivolti all’aiuto altrui?
Questo richiede anzitutto un passo: trovare la libertà nella fede, nel mondo spirituale. Lì sono totalmente libero. Quando vengo indirizzato a qualcuno che deve venire a prendermi, ed egli mi lascia aspettare, allora quel tempo per me non viene riempito di noia, ma di preghiera, oppure lo uso per preparare un’omelia.
Bisogna imparare ed essere umili: Da un sacerdote; fedeli si aspettano che amministri loro i Sacramenti; così da avere qualcosa per la propria vita. Che egli operi autenticamente, che viva la fede, che parli in modo che loro possano comprenderlo e che abbia una vera vita di preghiera.
ho bisogno di aiuto. E questo è importante in senso spirituale. E’ umiliante, ma io lo offro: “Signore, te lo offro per ottenere santi sacerdoti“, o qualcosa del genere.
Disponibilità ad offrire, disponibilità a diventare umili, libertà di spirito e consapevolezza che la preghiera è sempre possibile. Capacità di accettare la completa assenza d’aiuto… Noi tutti, in realtà, dipendiamo da Dio.

In quanto sacerdote, lei è chiamato alla paternità spirituale. Come trova la forza per questo nella sua relativa dipendenza?
Vivendo nella fede e vivendo ciò che dico. Ascoltare attentamente, dare un consiglio… lo chiedo allo Spirito Santo. Spesso alle persone che vengono da me a confessarsi o per un colloquio, fa piacere che io non le veda!
Ciò rappresenta per le persone una determinata protezione. Notano che so ascoltare e che li aiuto per mezzo dello Spirito Santo. Dicono: “Questo sacerdote ha un collegamento diretto col Cielo!“ Da un sacerdote, i fedeli si aspettano che amministri loro i Sacramenti, così da avere qualcosa per la propria vita.
Che egli operi autenticamente, che viva la fede, che parli in modo che loro possano comprenderlo e che abbia una vera vita di preghiera. Un sacerdote che prega il Rosario non andrà perduto.
E’ un bene anche quando un sacerdote riconosce i propri doni e talenti, e quando li vive nello Spirito Santo. Allora croci ed handicap non sono neanche così pesanti.
Intervista a cura di Lidija Paris.

 

Preghiera di guarigione -Međugorje

Preghiera di guarigione 
O Gesù, aprimi gli occhi, apri tutti i miei sensi alla tua presenza! Risveglia la mia fede dentro di me, risveglia anzitutto la mia fede, o Gesù: risuscitala, rafforzala! Risveglia, o Gesù, la mia fede in te, nella tua presenza! Risveglia, o Gesù, la mia fede nella tua forza e nella tua potenza, affinché, come Maria, io creda che a te nulla è impossibile. O Gesù, dammi questa fede, la fede di Maria! O Gesù, rafforza la mia fede che tu mi ami, perché io creda che tu mi ami. Rafforza la mia fede, o Gesù, perché io creda che tu mi perdoni, che tu mi accetti così come sono. Dammi questa fede, o Gesù! O Gesù, io credo in te! O Gesù, io credo in te! O Gesù, io ho piena fiducia in te! Mio Signore e mio Dio! Mio Dio e mio tutto!O Gesù, a volte io ho paura, c’è della paura in me. Io credo alla paura, io credo ai pensieri. O Gesù, rafforza la mia fede, perché io creda a te e non alla paura. Dammi questa fede, o Gesù! O Gesù, apri i miei occhi, gli occhi del mio cuore, perché io cominci a vedere! Affinché io veda tutto quello che mi hai dato, tutto ciò che esiste: ci sono così tante cose belle e buone! Aprimi gli occhi, o Gesù, perché io veda le buone qualità degli altri! Spesso io vedo solo quello che non ho, vedo solo caratteristiche negative negli altri. O Gesù, aprimi gli occhi, apri i miei occhi, o Gesù! O Gesù, il mio cuore talvolta è apatico e duro e non sento le parole delle persone con cui vivo, non sento la tua Parola. O Gesù, apri il mio cuore e inteneriscilo, affinché io ascolti gli altri, affinché io ascolti la tua Parola! O Gesù, a volte il mio cuore è reso schiavo da sentimenti negativi ed in me ci sono odio, gelosia, invidia. Non sopporto qualche persona, non la saluto. Non parlo con qualche persona. Parlo in modo negativo di qualcuno. Non ho perdonato qualcuno. Nel mio cuore ci sono sentimenti negativi. O Gesù, liberami! Dammi l’amore! Infondi l’amore nel mio cuore e nella mia interiorità, affinché esso pervada tutto il mio essere e guarisca ogni parte di me! Dammi l’amore, o Gesù! O Gesù, dammi l’amore verso la persona che non amo, che non sopporto, che mi ha ferito. Dammi l’amore, o Gesù: soltanto l’amore può guarire il mio cuore! O Gesù, ora ti prego anche per le persone che sono malate fisicamente. O Signore, tocca i loro dolori fisici! Guariscili, o Gesù! Tutto è possibile a te, o Gesù! Io credo che tutto è possibile a te, ma sia fatta la tua volontà! 
 M. Ša. 

Međugorje

Novena alla Regina della Pace di Medjugorje - 4° giorno

Quarto giorno
 Preghiamo per tutti i responsabili nella Chiesa

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 "Cari figli! Oggi sono felice di vedervi in così gran numero, che avete risposto e che siete venuti per vivere i miei messaggi. Vi invito, figlioli, ad essere i miei gioiosi portatori di pace in questo mondo inquieto. Pregate per la pace, affinché quanto prima regni un tempo di pace, che il mio cuore attende con impazienza. Io vi sono vicina, figlioli, e intercedo davanti all'altissimo per ognuno di voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1995)

1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.



3: Misteri gloriosi

Di nuovo Gesù parlò loro: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. (Gv 8, 12)

"Cari figli! Oggi sono felice di vedervi in così gran numero, che avete risposto e che siete venuti per vivere i miei messaggi. Vi invito, figlioli, ad essere i miei gioiosi portatori di pace in questo mondo inquieto. Pregate per la pace, affinché quanto prima regni un tempo di pace, che il mio cuore attende con impazienza. Io vi sono vicina, figlioli, e intercedo davanti all'altissimo per ognuno di voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1995)

Il cuore è la dimora dove sto, dove abito (secondo l’espressione semitica o biblica: dove “discendo”). E’ il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. E’ il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. E’ il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. E’ il luogo dell’incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell’Alleanza. (2563)

4. Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Grazie Signore perché ci hai dato la Chiesa per Madre e Sposa, affinché, nel nostro cammino terreno verso Te, ci guidi sulla strada della luce. Grazie perché in essa noi siamo tutti fratelli e sorelle e membri dello stesso corpo mistico. Ti preghiamo oggi per tutti quelli che ne sono a capo, affinché possano continuamente rinnovare la loro alleanza con Te, unico e vero Capo, per divenire fedeli e gioiosi portatori di pace e di Verità in questo mondo inquieto. Amen.


Padre nostro
Ave Maria
Gloria



lunedì 17 giugno 2019

ANSA- Sinodo dell’Amazzonia: “si chiede che laici sposati possano essere preti”- Giugno 17, 2019

Sinodo: “laici sposati possano essere preti”


(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 17 GIU – Anche i laici sposati potranno diventare sacerdoti, ma solo in particolari condizioni. E’ quanto suggerito dal documento di lavoro in vista del Sinodo dell’Amazzonia, in programma in Vaticano dal 6 al 27 ottobre. “Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa – si legge nel documento -, si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile”. La possibilità di essere ordinati sacerdoti sarebbe dunque riservata ai cosiddetti “viri probati”, uomini sposati dalla fede sicura, che potranno sopperire alla mancanza di sacerdoti in alcune regioni dell’Amazzonia. Nelle 58 pagine del documento si sottolinea come “le comunità hanno difficoltà a celebrare frequentemente l’Eucaristia per la mancanza di sacerdoti”.

Fonte:http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/06/17/sinodo-laici-sposati-siano-preti_7f029ef8-88ae-4bc4-874e-b5093c332724.html

VIDEO TESTIMONIANZA :A Medjugorje ho imparato a perdonare mia madre che mi ha abbandonata per strada


La testimonianza di Beatrice durante il Festival dei Giovani a Medjugorje 
4 agosto 2015
VIDEO:


Ogni volta che vado a Medjugorje , torno a casa con qualcosa di nuovo- Testimonianza

Quest'anno ho raggiunto quota 17; ancora uno e poi divento maggiorenne! Sono molti diciassette pellegrinaggi in trentasei anni di vita? Forse sì, se si considera che sono avvenuti tutti negli ultimi sei anni. Non mi reputo, tuttavia, né un turista di luoghi sacri, né un ultras della fede e, in verità, tutto è cominciato "per caso". Era la fine del 1999 e si sarebbe festeggiato, secondo le indicazioni errate dei media, il passaggio al terzo millennio.

Era l'occasione giusta per trascorrere un Capodanno diverso, trasgressivo ma non banale. Perché non un pellegrinaggio? Anche la meta doveva essere fuori dagli schemi e dai circuiti ufficiali. Ed ecco, spontanea, la scelta di Medjugorje, in Bosnia Erzegovina, luogo di apparizioni mariane non ancora riconosciute dalla Chiesa (in quanto avvengono tutt'oggi), di cui avevo appena letto un articolo sul giornale. Al di là della scusa dichiarata ad amici e parenti, tuttavia, la mia motivazione interiore era più complessa e profonda. Dopo un anno passato a combattere gravi problemi di salute, sentivo l'intima necessità di pace e serenità. Medjugorje, ancora una volta, appariva come la meta ideale perché la Madonna si era presentata in quel luogo proprio come Regina della Pace. Infine, a tutt'oggi mi chiedo ancora: sarò andato in pellegrinaggio per una mia scelta o perché, in realtà, sono stato scelto? Non avrò, "per caso", risposto con la mia libertà ad una chiamata da un'entità superiore, da Dio?

Se così fosse, e la mia esperienza me lo dimostra, non sono, quindi, tanto importanti i preparativi, ciò che precede il pellegrinaggio, ma solo ciò che avviene durante e dopo. Ecco perché persone, svogliate e demotivate, che si trovano quasi "per caso" aggregate a un gruppo di pellegrini, tornano invece entusiaste, mentre quelle che organizzano tutto nei minimi particolari e partono con molte attese e pretese, alla fine rimangono deluse. Se esiste un trucco, è proprio questo: non pretendere nulla ma essere sempre aperti e disponibili a tutto ciò che può accadere. E, in questo modo, sarà più facile l'unione del cielo con la terra e dell'io con Dio. Come in tutte le cose, è necessario però fare dei sacrifici per poter apprezzare pienamente i risultati: la lunghezza e la fatica del viaggio, i disagi e le incomprensioni rappresentano gli elementi normali e necessari che il pellegrino deve affrontare. Una notte d'estate, febbricitante e con la polmonite, ho voluto scalare una montagna sacra. Ho faticato e sudato, conquistando metro dopo metro e alla fine, dopo molte soste intermedie, sono arrivato in cima con mia grande soddisfazione.

Il pellegrinaggio è proprio come una tappa di ristoro nel duro cammino dell'esistenza e serve per tirare il fiato o, magari, per indicare nuove mete e nuovi obiettivi da raggiungere. L'importante è vederlo come pezzo di un puzzle che si forma lentamente e di cui noi siamo gli esecutori, anche se non i creatori. Andare tante volte nello stesso luogo permette proprio di aggiungere i tasselli mancanti e di capire più facilmente come è cambiata la nostra vita e come stiamo cambiando noi stessi. È per questo che sono stato ben nove volte a Medjugorje. Ogni volta torno a casa con qualcosa di nuovo, come fosse sempre la prima volta.

E, ripensando alla prima volta e ai molti dubbi che mi assillavano, ricordo ora con tenerezza la mia richiesta ad una signora, esperta pellegrina, di raccontarmi la sua esperienza. Lei mi rispose semplicemente che sarei stato io, alla fine del viaggio, a condividere la mia esperienza con lei. Come quel Tale, duemila anni fa, che a coloro che Gli chiedevano dove abitava rispose solo: "Venite e vedrete". Questo è il pellegrinaggio. Venite e vedrete».

GIUSEPPE CANALI
Fonte: Geo, febbraio 2006  
http://medjugorje.altervista.org/index.php/archivio/articolo/testimonianze/569/laico-pellegrino-per-caso-sulla-via-di-Medjugorje

In TV si parlava di Medjugorje e mi sono sentita toccata - Testimonianza

Un volto dolce, lunghi capelli castani che le scendono lisci sulle spalle. Iscritta alla facoltà di filosofia. Non ha mai parlato in pubblico, perciò si fa forza e parte con la sua testimonianza, che è limpida, scorrevole, alla fine lei stessa se ne meraviglierà.

"Non sono mai stata a Medjugorje, però la Madonna ha raggiunto anche me, e mi ha raggiunta dove ero. Sono convertita da pochi mesi. Una mentalità da filosofa. Avevo perso la fede cristiana in cui ero stata educata. Sì, credevo in un Essere superiore, qualcosa di metafisico, ma mettere in pratica qualcosa che si sente nel cuore è molto diverso. Mi sono sentita toccata soltanto da un discorso del fratello riguardo ad una trasmissione che avevo vista alla tivù, in qui si parlava di testimonianze di persone che sono state a Medjugorje.

Ho ascoltato il discorso da persona scettica. Però a un certo punto c’è stato un cambiamento improvviso dentro di me, come se qualcosa cambiasse e diventasse da nero a bianco. Ecco, e mi sono sentita completamente diversa in quel momento. In quella sera che mio fratello mi ha parlato, io ho cominciato a sentire un bisogno, una voglia, un desiderio profondo di pregare. Allora ho cominciato a recitare il rosario quotidiano. Diciamo che io mi sono lasciata trasportare da questa spinta, e questa spinta mi ha portato molto, molto avanti.

Non frequentavo la chiesa, la messa, i sacramenti da dieci anni, si può dire. Ho sentito desiderio di andare a Messa. Ho trovato anche degli ostacoli, nel senso che sono stata “sfottuta” per questo e da persone che non comprendevano il mio desiderio in quel momento. Però sono andata lo stesso e ho assistito alla Messa con grande, grande, grande desiderio di accogliere tutto quello che dalla Messa veniva, da questo Sacrificio che si compie sempre nella Messa, che è sacrificio di Cristo per noi, è per lavare i nostri peccati, anche i miei, perché anch’io sono stata una grande peccatrice. Ecco che allora ho cominciato ad andare alla Messa ogni domenica - è da sapere che da pochi mesi lo faccio - però mi sentivo, molto, molto arricchita spiritualmente. Sentivo anche il desiderio di confessarmi però avevo forse anch’io paura, come diceva il nostro fratello Igor. Sentivo paura, viltà, credo, sa Dio mi ha mandato un aiuto: un ragazzo ungherese che avevo conosciuto due anni fa a Trieste e poi non l’avevo più visto. Diciamo che l’ho rivisto e lui mi ha indicato un padre da cui andarmi a confessare. Mi ha portata là, mi sono confessata, ho parlato con questo padre un'ora e mezza e sono uscita con il cuore pieno di gioia. Veramente io mi sono sentita rinata, risorta a nuova vita. Ecco ciò che il Signore può fare per noi e la Madonna, senz’altro mi ha raggiunto senza essere stata a Medjugorje. E spero che un giorno quando potrò — avrò magari un po’ di disponibilità finanziaria — ci andrò, se la Madonna mi aspetterà là, se prima non finisce di apparire. Speriamo che appaia ancora per molto tempo.

Ad ogni modo, indipendentemente, posso dire che io sono stata raggiunta da Lei dove ero e credo che possa Lei raggiungere tutti quanti noi dove siano, basta che noi le apriamo il nostro cuore, perché Dio parla a tutti, però noi dobbiamo aprirgli il nostro cuore.

Naturalmente devo ringraziare Dio che mi dà il coraggio di parlare in questo modo, perché davvero le parole mi sgorgano da sole; senz’altro è lo Spirito Santo che m’illumina...

Dopo la confessione sono uscita dalla Chiesa e mi sono sentivo leggera, gioiosa, guardavo il cielo e ringraziavo Dio Padre perché mi aveva dato questa grande grazia, questa gioia infinita. E’ troppo grande per poterla descrivere! Sono commossa...

Quella sera ornai era tardi per andare a Messa. La mattina dopo mi sono alzata, sono andata alla Messa e ho preso il Corpo di Cristo. Ecco, questo è un grande evento, dopo tanti anni! Questo desiderio che io avevo e che finalmente ho soddisfatto e che sarà sempre grande in se, e che Dio mi darà sempre perché è un desiderio che dobbiamo avere continuamente per poter ricevere continuamente, con gioia, Dio.

Dico come procede la mia giornata.

Prego il rosario ogni giorno, possibilmente intero, cioè le tre corone. Digiuno il venerdì a pana ed acqua, anche se delle volte mi sono lasciata andare a un po di formaggio o tè...

Vado a Messa la domenica, ricevo i sacramenti.

Io spero che Dio mi faccia crescere ancora, soprattutto mi faccia crescere nelle opere d’amore. Questo è molto importante, cioè che io sia di testimonianza con la mia vita. Testimonianza di fede con la mia vita e testimonianza di fede significa testimonianza d’amore. D’amore per tutti, perché Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare il prossimo nostro come noi stessi. E proprio amando Lui, attraverso Lei, possiamo amare gli altri, perché senza di lui noi non possiamo amare.

Ecco, io ho raccontato un po’ la mia storia.

Io prego perché Dio converta tutti gli uomini, affinché tutti gli uomini aprano il loro cuore affinché Dio possa entrare in loro. E naturalmente ringrazio la nostra Madre Divina perché Lei mi ha messo la mano sulla testa”.

Udine, 18 aprile 1987

COSETTA


Fonte: http://medjugorje.altervista.org/index.php/archivio/articolo/testimonianze/553/Medjugorje-cosetta-testimone-di-Maria

Novena alla Madonna di Medjugorje - Regina della Pace - Terzo giorno


 Novena in preparazione alla festa della Regina della Pace di Medjugorje, che si celebra il 
25 giugno di ogni anno

 
Terzo giorno
 Preghiamo per tutti i parrocchiani


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore. 




2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch`io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. (Gv 15, 5-11)

"Cari figli! Oggi vi ringrazio per tutti i sacrifici che mi avete offerto in questi giorni. Figlioli, vi invito ad aprirvi a me e a decidervi per la conversione. I vostri cuori, figlioli, non sono completamente aperti a me, per questo vi invito di nuovo ad aprirvi alla preghiera, perché lo Spirito Santo vi aiuti nella preghiera affinché i vostri cuori diventino di carne e non di pietra. Figlioli, grazie per avere risposto alla mia chiamata e per avere deciso di camminare con me verso la santità." (Messaggio del 25 giugno 1996)

Da dove viene la preghiera dell’uomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera (gesti e parole), è tutto l’uomo che prega. Ma, per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera, la Scritture parlano talvolta dell’anima o dello spirito, più spesso del cuore (più di mille volte). E’ il cuore che prega. Se esso è lontano da Dio, l’espressione della preghiera è vana. (2562)

4: Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Grazie Signore per il tuo amore, grazie per l’invito a rimanere in te per portare molto frutto. Grazie perché hai scelto in modo particolare questa parrocchia, dandole tua Madre, la Regina della Pace, la quale da questo luogo invita il mondo alla pace e alla riconciliazione, e alla conversione per mezzo di un rinnovato digiuno e preghiera… Grazie per l’apertura di ogni cuore che ha saputo accoglierla e che ha accettato di essere il suo segno visibile per tutte la persone che vengono qui. Oggi ti preghiamo, Signore, affinché Tu renda questa parrocchia un segno ancora più visibile del Regno di Dio e aiuti i parrocchiani ad essere frutti gioiosi e santi della presenza della Madonna. Amen. 


Padre nostro
Ave Maria
Gloria

domenica 16 giugno 2019

Omelia di Mons. Hoser a Medjugorje nel giorno della Solennità della Santissima Trinità


Video realizzato da
 "Medjugorje misericordia"
Santa Messa  in Italiano a Medjugorje nel padiglione giallo " Giovanni Paolo II "
16 giugno 2019
 VIDEO
 

Medjugorje andata e ritorno: sensazioni e testimonianze di pellegrini- VIDEO

 
Video di "Life Communication" che riprende un viaggio a Medjugorje da parte dei pellegrini dell'"Opera calabrese pellegrinaggi" - settembre 2016
 
VIDEO:
 

Quando uno è malato, che cosa è meglio che faccia? -Risponde la veggente di Medjugorje Vicka

Padre Livio: Senti, Vicka, una volta - erano le quattro di mattina - con te, Suor Elvira e un gruppo di suoi ragazzi abbiamo fatto una Via Crucis sul Krizevac. Fu un'esperienza straordinaria. E' stata certamente la Via Crucis più lunga della mia vita, essendo terminata a mezzogiorno. Ad ogni stazione tu facevi una preghiera spontanea e ti ho sentito pronunciare una bellissima invocazione che suonava così: "Grazie, Gesù, perché la croce è grazia! Grazie, Gesù, perché la croce è gioia!" Come ti sono uscite queste parole meravigliose dal cuore? 

Vicka: Ma sai... non che io sia... Ma è la Madonna che dice che quando Dio ci manda una sofferenza o una croce, questo è certamente un grande dono che Dio ci dà. La Madonna dice che Dio sa perché ci dà questo dono e Lui sa quando darlo e quando toglierlo. Noi possiamo solo ringraziare Dio e dirgli: "Ti ringrazio per questo dono, e se tu hai qualche altra sofferenza o croce da darmi, ecco che io sono pronta ad accoglierla. In questo momento ti chiedo solo la tua forza e il coraggio di andare avanti". La Madonna dice ancora: "Voi non sapete quanto valore ha la vostra sofferenza davanti a Dio!" 
 Padre Livio: Ora è chiaro da quale insegnamento venivano quelle parole che hai pronunciato durante la Via Crucis. Ma dimmi ancora una cosa: Quando uno è malato, che cosa è meglio che faccia? Chiedere la grazia della guarigione o quella della sopportazione?

  Vicka: Personalmente penso che è meglio chiedere la grazia della sopportazione. Anche la Madonna dice che è bene chiedere a Dio di concederci la grazia della guarigione o altre grazie di cui abbiamo bisogno, pregandolo attraverso di lei, che è nostra Madre. Infatti, tutti abbiamo qualche croce, o qualche necessità. Ma la Madonna è più contenta se noi preghiamo per le sue intenzioni, perché lei già sa ciò di cui abbiamo bisogno. Lei dice che conosce i cuori di tutti noi e sa già tutto quello che vogliamo chiederle, e lo concede al momento giusto. Noi dobbiamo pregare per le sue intenzioni e lasciare a lei, quando lo ritiene più opportuno, di intervenire presso Dio per i nostri bisogni. 
Padre Livio: Quindi è meglio pregare sempre per le intenzioni della Madonna?
 Vicka: Sì, è meglio pregare sempre per le sue intenzioni. Lei conosce già le nostre, e se noi preghiamo per le sue intenzioni, lei intercede per le nostre.
Fonte:http://it.medjugorje.altervista.org/doc/vicka//12-03081998.php

OGGI 16 GIUGNO:SOLENNITÀ DELLA SANTISSIMA TRINITÀ - SPIEGAZIONE


Questa solennità ricorre ogni anno la domenica dopo Pentecoste 

 

«La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati»   Benedetto XVI

  La Sacra Scrittura dice che quando Dio creò l’uomo, lo creò a sua “immagine” (Genesi 1,27). Dunque, nell’uomo si trova una lontana ma comunque presente immagine della Santissima Trinità.

 

 L’uomo possiede la mente e la mente genera il pensiero. Il pensiero, contemplato dalla mente, è amato, e così dal pensiero e dalla mente procede l’amore. Ora mente, pensiero, amore, sono tre cose ben distinte fra loro, ma assolutamente inseparabili l’una dall’altra, tanto che si può dire che siano nell’uomo una cosa sola. Nella Trinità il Padre è mente, che da tutta l’eternità genera il suo Pensiero perfettissimo (il Logos). Il Pensiero, generato eternamente dal Padre, sussiste, come persona distinta, ed è lo Spirito Santo. Ma come la mente, il pensiero e l’amore sono nell’uomo tre cose distinte, ma assolutamente inseparabili, così il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sebbene sussistano come persone distinte, sono però un Dio solo. 

 

 

Un giorno Sant’Agostino passeggiava lungo la spiaggia meditando sul grande mistero della Trinità. Vede un bambino che, scavata un buca nella sabbia, vi versava l’acqua che attingeva con una conchiglia dal mare. – Che fai, bambino mio? Voglio mettere il mare in questa buca…- E’ impossibile… mettere il mare così vasto in una buca così piccola…- E allora… come puoi tu richiudere nella tua piccola testa… Dio così infinito?… E l’angelo sparì.


Non è possibile alla nostra corta e limitata intelligenza penetrare e scrutare il mistero. Sarebbe bello poterci tuffare in esso e scoprire le meravigliose armonie di amore che intercorrono tra il Padre e il Figlio, e tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Chi ha solo intravisto queste altezze e questa profondità della sapienza di Dio non ha saputo fare altro che balbettare… Nessuna mente al mondo può immaginare, nessuna lingua può esprime quello che Dio tiene pronto per i suoi figli! Più che indagare, si accresca in noi la gioia di accogliere la Parola di Gesù che ci rivela il Dio, Uno e Trino, parlandoci ripetutamente della vita trinitaria che è amore: Il Padre manda nel mondo il suo Figlio Gesù per amore verso le sue creature, il Figlio offre se stesso in sacrificio di espiazione per amore dell’uomo peccatore, lo Spirito Santo, spirito di amore, diffonde nel cuore dell’uomo la tenerezza di figli adottivi del Padre… Nella pratica della vita cristiana spesso viene adombrato questo mistero: All’inizio della giornata e di ogni azione importante ci segniamo con il segno della croce in cui esprimiamo, a volte inconsciamente, i due misteri principali della fede: Unità e Trinità di Dio e Incarnazione, passione morte e risurrezione del Signore Gesù. Convinti di essere tempio del Dio vivente, sarebbe un prezioso frutto della solennità odierna se riuscissimo ad adorare in noi stessi questo nostro Dio che dimora presso di noi, se lo amiamo e fare con attenzione, devozione e intelligenza il segno della croce.

 

 

Non ce ne rendiamo conto, ma nel segno della croce c’è la sintesi della nostra fede: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”:
la Trinità, l’oggetto e la sintesi del nostro credere.(Pensiero , Cuore e Azione )
Gesù manda i suoi a battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando a tutti i popoli che li accoglieranno ad osservare tutto ciò che lui ha comandato.
Ha comandato l’amore. Sappiamo che l’amore è il primo comandamento di Gesù.
Per questo i suoi sono invitati a battezzare nel nome della Trinità, primo nucleo in cui circola l’amore, primo spazio per la relazione donativa.
È difficile concepire la Trinità. È uno degli atti di fede più impegnativi e più belli a cui è chiamata la fede cristiana, ma è straordinario pensare che quel circolo d’amore che i fedeli riconoscono provenire dal Padre e dal Figlio, inizi lì, in quella comunicazione senza sosta tra le tre Persone.
Padre, Figlio e Spirito Santo sono uniti nell’amore. Generano amore. Dialogano d’amore. Fanno fuoriuscire amore nella loro relazione.
I tre, totalmente diversi, scambiano, generano, producono amore. Il Padre crea nell’amore. Il Figlio si dona e risorge nell’amore. Lo Spirito è consolazione d’amore.
In questo modo la terra, le creature di Dio, gli esseri umani si trovano, per dono, colmi d’amore.
Per questo possiamo dire che siamo a immagine della Trinità, perché riempiti d’amore.
Per questo possiamo vivere l’amore trinitario, perché siamo colmati d’amore. Il nostro amore sarà imperfetto, forse, perché è amore creaturale, ma siamo chiamati a viverlo, pur nel riconoscimento delle nostre fragilità, perché la Trinità con il suo scambio d’amore continuo, ci dona amore in esubero. Ripensiamo allora questo invito a battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni volta che parliamo di Cristo, ogni volta che viviamo secondo Cristo, ogni volta che qualcuno entra nella Chiesa, comunità credente e noi lo accogliamo, ricordiamoci che tu ciò è a immagine della Trinità, ovvero a partire da un atto d’amore, donativo e di circolo di vita.
Ogni volta che facciamo il segno della croce, ricordiamo che sigilliamo il nostro vivere secondo l’amore trinitario che tutto dona, nulla conserva e tutto offre.
Ripensiamo le nostre relazioni e le nostre dinamiche comunitarie a partire da questo amore in continuo dono.


CONSACRAZIONE SOLENNE ALLA SS. TRINITA’:
O Santissima Trinità Divina, nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.
Io, creatura delle tue onnipotenti mani, tuo figlio come tu mi definisci anche nella mia indegnità,
mi consacro totalmente a Te per le mani di Maria SS.
E proprio a Lei che tu scegliesti come Madre del nostro Redentore,
e che amasti sin dalle origini, dandola a noi come madre,
io La imploro di porgerTi questa mia Consacrazione.
Accogli, o Trinità d’infinito amore, il mio cuore, i miei sentimenti, i miei pensieri e tutto me stesso.
Accogli o provvida Trinità le nostre quotidiane necessità.
Accogli o Trinità Divina tutti i miei dolori e sorreggimi nelle avversità. Perdonami, o Trinità misericordiosa: perdona i miei errori, le mie mancanze, le mie incapacità. Liberami dalle catene del peccato e guida la mia mente nella battaglia contro il diavolo. Io mi affido completamente a Te, Santissima Trinità, per fare la Tua volontà.
Grazie, o Signore, perché sempre ci ascolti e sempre ci assisti.
Amen.

1 PADRE NOSTRO, 1 AVE MARIA, 1 GLORIA AL PADRE.