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lunedì 20 maggio 2019

Vi invitiamo a collaborare con le nostre guide di Medjugorje, ecco come.....



L'intensa vita della parrocchia di Medjugorje e i milioni di pellegrini che hanno visitato questo luogo di pellegrinaggio  ha richiesto la collaborazione di diverse persone ben organizzate. Ciascuno  ha un  ruolo diverso, alcuni si completano a vicenda e insieme formano una miscela di successo.
All'inizio delle apparizioni, a causa delle circostanze specifiche del comunismo e molti divieti che la parrocchia è stato esposto, la maggior parte dei pellegrini sono venuti grazie alle persone che erano disposte a sacrificare il loro  tempo e le risorse proprie, per portare la gente a Medjugorje. Ad  essi sono associati  altri organizzatori di pellegrinaggi o dirigenti di gruppi che vengono qui, e siamo immensamente grati a loro per tutto quello che hanno fatto, e ciò che stanno facendo per la Madonna e diffondere il suo messaggio di Medjugorje.
Arrivando  con il tempo ad  aumentare  il numero di gruppi diversi, vi è stata  la necessità  di formare un' Associazione delle guide per i pellegrini a Medjugorje. 
L'obiettivo principale dell'Associazione delle guide per i pellegrini a Medjugorje è quello di aiutare i pellegrini, al fine di conoscere il vero valore di Medjugorje,  e servire i pellegrini seguendo e vivendo i messaggi della Madonna, così come cercare di indirizzarli ai sacramenti e l'esperienza personale di fede. Le guide di Medjugorje non sono guide turistiche, ma guide, pellegrini, che hanno anche legalmente superato l'esame di stato per le guide turistiche in accordo con gli insegnamenti della Chiesa cattolica a cui tutti apparteniamo.



Le guide di Medjugorje seguono costantemente le istruzioni dell'ufficio parrocchiale riguardanti le visite ad alcune località all'interno della parrocchia, e sanno esattamente quali luoghi è desiderabile visitare nello spirito del pellegrinaggio, cosa che non avviene.
Tutti i pellegrini che vengono a Medjugorje, a meno che non arrivano singolarmente, vengono solitamente accompagnati dagli organizzatori o accompagnatori  di pellegrinaggio, chiamato il leader del gruppo, e possono essere sia i dipendenti di alcuni organismi o persone comuni che hanno accettato l'invito nel cuore per servire la Madonna e così Medjugorje. A volte, se arrivano tramite un'agenzia, l'agenzia può contatto le guide di Medjugorje e sarebbe quindi combinazione ideale per un pellegrinaggio di successo per così evitare tutti i problemi che possono verificarsi durante il loro soggiorno qui, per lo più per ignoranza o incapacità di far fronte a una situazione, esigente. 
Sfortunatamente, non è  così, non è frequente che un gruppo entri in contatto con la guida locale, e quindi possano sorgere diverse circostanze  problematiche in cui il leader o il compagno o l'organizzatore di quel gruppo non possono e non sanno come comportarsi correttamente.
→ Vi invitiamo a collaborare con la nostra Associazione di guide per i pellegrini a Medjugorje.
 Ecco l' ELENCO delle GUIDE UFFICIALI per i pellegrini ITALIANI a MEDUGORJE! ( l'elenco lo trovate in fondo a questo articolo)
Tutti gli altri che vi si presentano come guide NON lo sono, se loro nomi non ci sono in questo elenco, anche se fosse dei consacrati, com’è ormai è capitato gia a qualcuno di voi e siete rimasti delusi dell' esperienza con quella persona.
La nostra Associazione può prendersi le risponsabilità soltanto per le guide di questo elenco.
Rimaniamo uniti nella preghiera perchè ogniuno di noi possa sul serio rispondere alla chiamata della Madonna diventando i Suoi testimoni, ma con la vita, come ci insegna Lei!
La guida è la prima persona a vedere e forse l'ultima prima di lasciare Medjugorje. La guida spiega cosa sta succedendo qui nel corso dei secoli e anni, e così conduce al 1981 quando il cielo  si è aperto per la prima volta a Medjugorje.  La Guida conduce i pellegrini a Podbrdo, ti parla dei sei bambini che sono stati i primi testimoni della presenza della Madonna, secondo le loro parole e le parole della Madre del Verbo. La guida è colui che si affianca al pellegrino, con  la preghiera del Rosario sulla Collina delle apparizioni o Via Crucis sul Krizevac. La guida ti  incoraggia a partecipare al programma di preghiera serale, che è la corona di tutti i giorni qui a Medjugorje. La guida è lì, se il pellegrino è ferito o cade, organizza l'aiuto, è utile se avete perso documenti o effetti personali, lo potete  chiamare nel cuore della notte se avete un problema.  La guida è a vostra disposizione 24 ore al giorno.
Ciò che è più bello, la guida è colui al quale così spesso un pellegrino apre la sua anima e il suo cuore, lo guida  e ascolta la  sofferenza, le ferite e le croci, ma anche con gioia, grazia e pace di conversione. La Guida è una testimonianza di tante meraviglie e guarigioni tanto fisiche quanto spirituali.
La Società è stata fondata nel 1991 dai frati francescani P. Leonard Oreč, P. Slavko Barbarić, P. John Landeke e P. Joze Zovko. L'idea era di creare un gruppo di guide che non sarebbero solo guide turistiche. Intende elevare quella spiritualità sulla base di quella guida, che rifletterebbe la particolarità di Medjugorje e la presenza della Madonna e la pace che lei porta.   Abbiamo una visione che noi del patrimonio lasciato da nostri frati dal 1991, ma anche tutti quelli che sono venuti dopo di loro.
Durante la guerra nel nostro paese, la Società è stata brevemente abbandonata. Nel 1995, insieme a don Miljenko Mić Stojic e all'epoca Presidente della Compagnia, Marija Dugandžić, la Società è stata riformata e ha continuato a lavorare. Oggi una società con 115 membri offre 
10 lingue: francese, inglese, polacco, italiano, tedesco, spagnolo, ungherese, russo, ceco e slovacco.
Tutti i membri hanno una qualifica stato con cui essi possono svolgere il compito di mantenere in tutta la nostra regione, ma ancora più importante, tutti i membri hanno superato l'esame e la parrocchia come la condizione principale per qualcuno a diventare un membro della Società. Ogni candidato, che prendono l'esame per le guide parrocchia deve essere fatta, se non un parrocchiano della parrocchia di Medjugorje, un certificato che fa parte di tutti i sacramenti e che è un credente pratico e poi partecipare a un seminario organizzato dall'Associazione in collaborazione con i sacerdoti che sono docenti del seminario. I candidati devono sostenere esami sui temi: la Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica, la storia della Chiesa, la storia di Medjugorje e gli eventi di Medjugorje, i messaggi della Vergine, statistiche sulle arrivi di pellegrini, guarigioni, le vocazioni ottenuti qui a Medjugorje, ecc, e che cosa significa essere una guida a Medjugorje.
Oltre a questa parte teorica, viene organizzata una parte pratica dell'esame in cui i candidati possono entrare a far parte del gruppo di pellegrinaggio e così vedere e imparare come è la guida a Medjugorje nella pratica. Dopo aver superato l'esame e essere ammessi alla Società, la loro istruzione e formazione, nonché l'educazione e la costruzione di tutti gli altri membri non si fermano.
La collaborazione con i centri ufficiali di Medjugorje nel mondo è stata realizzata in modo che i nostri colleghi siano rappresentanti di alcuni Centri, e  i membri della Società agiscano come associati. In linea con i bisogni di Medjugorje, la Società è diventata anche membro dell'area di traduzione simultanea, quindi oggi la maggior parte dei traduttori e membri della Società sono leader. Negli ultimi 37 anni, molti incontri di preghiera sono stati organizzati in tutte le parti del mondo dove oratori erano sacerdoti o veggenti di Medjugorje, e i traduttori erano spesso membri della Società. Stiamo anche collaborando con vari gruppi di preghiera e organizzazioni umanitarie che sono emerse come frutto di Medjugorje. Tutto questo con il sostegno e l'assistenza dei sacerdoti di Medjugorje.
Siamo immensamente grati a Nostra Signora e a Dio per aver scelto questa missione e questa chiamata. Questo è un grande dono per noi, ma anche una grande responsabilità. Sappiamo che non siamo perfetti, ma cerchiamo di essere migliori ogni giorno e di combattere sulla via della conversione. La società è una fortuna e questa ricchezza dipende da te e dai tuoi pellegrini a tua disposizione.
Grazie a ciò ringrazio tutti i sacerdoti che ci hanno guidato e sostenuto tutti gli ex presidenti della Società, membri del Consiglio dei governatori. In particolare, ringrazio il Centro informazioni Mir Medjugorje e l'Ufficio informazioni per la cooperazione, siamo tutti insieme con i nostri sacerdoti una squadra di pellegrini. E infine voglio ringraziare tutti voi che cooperino con la guida Società e sollecitare tutti a cooperare per lo stesso obiettivo e che è quello di portare molte anime più vicino alla fonte di amore che guarisce, guarisce, solleva, più forte e la corona e di farlo nel miglior modo possibile .


Società della Guida di Medjugorje

 

Barbarić Brankica
Barišić Ivana
Barišić Sanja
Beus* Martina
Blažević Anka
Boras Brankica
Bošnjak Ivan
Bošnjak Lidija
Bošnjak* Radoslav
Brekalo Križan
Drmić Marijana
Elez Marija
Jerkić Slavica
Jerković Ružica
Kolak Natalija
Kvesić Andrijana
Lovrić Laurence
Marinčić Slavica
Musa Miljenko
Musa Zorica
Odak Jela
Odak Josip
Pavlović Jelena
Pehar Ivana
Pervan Marija
Pervan Tajana
Pivac Silvana
Previšić Daliborka

Prskalo Marija
Šego Ana
Šego Mirela
Šimić Vesna
Soldo Mirjana
Sušac Danijela
Topić Branko
Vasilj Milenko
Vasilj Silvija
Vidović Draga

 

Dopo il pellegrinaggio a Medjugorje ancora una volta sono tornato a casa rigenerato


Buongiorno a tutti gli amici/e, questa notte sono tornato da Medjugorje, quest'anno era forte il desiderio di ritornarci per vari motivi miei e ancora una volta sono tornato a casa rigenerato nel corpo e nello spirito. Si parte con tanti pensieri, tristezze, si arriva a Medjugorje e tutto passa, si pensa solo a pregare e ringraziare il Signore e la Madonna per tutto il bene ricevuto.
Tra i pellegrini si è creato fin da subito un bel rapporto di amicizia che si consolida durante la permanenza uniti nella preghiera e in qualche bella e sana risata. Sono state giornate intense di preghiera, incontri, testimonianze, salite ai due monti, un bene prezioso per lo spirito.
La Madonna ci invita continuamente nei suoi messaggi alla preghiera, alla conversione personale, per essere di esempio agli altri e portatori di pace.
COME PROMESSO HO PRESENTATO A MARIA TUTTE LE VOSTRE INTENZIONI DI PREGHIERA!!! IN PARTICOLARE NELLE DUE APPARIZIONI GIORNALIERE DI MARIJA ALLE QUALI HO AVUTO LA GRAZIA DI ESSERE PRESENTE!!!
Adesso ritornato alla vita di ogni giorno, il pensiero è di tenermi stretto questi giorni di grazia e faccio mie le parole di padre Slavo Barbaric....
QUANDO RITORNI A CASA....
Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni. Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. È questo il motivo del tuo viaggio a Medjugorje.
E in verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che Lo cercano. Si fa sentire, si fa amare. Egli ci dà la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.
Sono convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile, tutti pregano, tutti cercano Dio, ma che sarà una volta tornato a casa? Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi, la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è decisamente importante.
Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i discepoli: bisogna convincersi che è possibile vivere l'amore e sperimentare la gloria di Dio; ma bisogna tornare a casa, ognuno nella sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a tante persone che non hanno le stesse convinzioni.
Si, bisogna tornare a casa!
Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Hai trovato il tempo per salire anche sul Podbrdo, e sei stato felice.
Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac e la tua croce. A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata. Essa ti aspetta. Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo d'incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria. Perciò anche se a casa ti attende il tuo Krizevac, fatto il più delle volte di sofferenze e di afflizioni, di cui non sei personalmente colpevole e responsabile, erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle Apparizioni, il tuo Tabor! Allora anche il Krizevac acquisterà una nuova colorazione, sarà avvolto da nuova pace e da nuova speranza.
Costruisci la Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa. Sopra ci metterai una Croce più piccola, un lume, la Bibbia e il rosario! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.
Ricordatelo bene! La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo.
Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel Messaggio di Natale deI 1986:
"Cari figli! Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con voi, cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso voi Il mio cuore segue attentamente i vostri passi.
Grazie per avere risposto alla mia chiamata!".
Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te.
Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi è benedetto in eterno!
E costruisci l'altare su cui comincerai a offrire Ogni giorno le tue croci e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e la gioia, l'amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo Krizevac e il tuo Podbrdo. Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS. seguirà attentamente i tuoi passi.
padre Slavko Barbaric
PREGHIERA
Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi.
Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall’orgoglio e dall’egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi.
Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo.
Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all’invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera.
Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza.
Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

 F. M.

I MIEI VENT’ANNI A MEDJUGORJE - Testimonianza



Chi ha dimorato a Medjugorje per un tempo prolungato, non ha potuto non notare ogni giorno alla Santa Messa, o per le strade del posto, un'esile donna piccola di statura, dai capelli biondi, dai movimenti spediti e dallo sguardo sereno. Il sorriso che non sparisce mai dalle sue labbra nasconde la sua età, così che lei pare sempre giovanile ed entusiasta, nonostante i suoi settantadue anni. Di nazionalità svizzera (è nata, infatti, nella località svizzera di Davos) e italiana di lingua, nel corso dei vent’anni trascorsi a Medjugorje ha imparato a padroneggiare bene anche la lingua croata. Questa è la storia della sua vita. È come un testamento quello che ci ha lasciato, dal momento che il 28 marzo scorso è tornata a vivere in Italia con la sua famiglia. Noi le facciamo dono di queste pagine e di queste righe, in segno di gratitudine per tutto quell’amore e quella cura che ha “lasciato” accanto ai letti dei malati ed al capezzale dei morenti in Erzegovina.
COME DIO CI FORMA E CI PREPARA
Mi chiamo Silvia Gerosa. Sono nata il 1° novembre 1947 a Davos, in Svizzera, il che vuol dire che ora ho settantadue anni. Sono nata in una famiglia protestante, che viveva molto lontana da Dio e dalla fede. Nonostante questo ho ricevuto tutti i “sacramenti”, che sono uguali a quelli cattolici. Sono stata protestante fino al 1991.
Completati gli studi da infermiera, mi sono sposata ed ho avuto due figli. Vivevamo a Lugano. Mio marito è di fede cattolica. Ci eravamo sposati soltanto in Comune, ma subito, fin dall’inizio, ho sentito il desiderio di avvicinarmi alla fede di mio marito e dei miei figli, poiché li abbiamo battezzati nella fede cattolica. Così sono andata a trovare un sacerdote che svolgeva il suo ministero in una chiesa vicina e gli ho espresso il mio desiderio di diventare cattolica. Lui mi ha detto che dovevo anzitutto leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica. Quando presi quel librone del Catechismo, semplicemente non sapevo da dove incominciare, né ci capivo qualcosa. Mi sono detta: “Se devo diventare cattolica in questo modo, la cosa migliore è che lascio perdere!”. Dio, però, aveva visto quel mio desiderio e, per arrivare a realizzarlo, ha poi messo in moto alcune altre cose.
Nel 1990 mia madre si è ammalata di tumore. Aveva bisogno di un’assistenza infermieristica a domicilio continua, dal momento che voleva morire a casa sua e non in Ospedale. Su insistenza di mia madre e di mio padre, tornai, quindi, nel mio luogo di nascita, per offrire a mia mamma quell’assistenza nella fase terminale della sua malattia. Mentre stavo facendo frettolosamente i bagagli, buttai “casualmente” in borsa, tra le altre mie cose personali, proprio il libro del Catechismo della Chiesa Cattolica. Cominciai a leggerlo mentre assistevo mia madre, in particolare proprio i capitoli che riguardavano la morte. Così quelle spiegazioni lasciarono nel mio cuore un’impressione profonda, un’idea della morte completamente nuova: vista non come una fine, ma come il passaggio ad una nuova vita. Potrei dire che quello è stato, in qualche modo, il mio primo passo nella fede.
In seguito ho poi dovuto sottopormi ad un’operazione molto difficile, a cui non credevo sarei sopravvissuta. Perciò sono andata dal sacerdote della parrocchia vicina a casa mia, e gli ho detto: “Reverendo, voglio morire cattolica!”. Mi rispose: “Che tu voglia diventare cattolica, va bene: ma non devi morire per questo!”. Così, la domenica seguente, sono andata nella casa della parrocchia con mio marito per cambiare la mia confessione da protestante a cattolica. In seguito, dal momento che l’intervento era andato bene, il 29 agosto 1991, dopo quasi vent’anni di matrimonio civile, ci siamo sposati anche in Chiesa. Proprio allora, però, nel nostro matrimonio sono sopraggiunti i veri problemi: esso sarebbe durato ancora per sette turbolenti anni.
LA PERMANENZA A MEDJUGORJE
Il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje è stato nel 1996. Ero venuta per necessità: a pregare per la guarigione e riunione della mia famiglia. Così, nel periodo compreso tra il 1996 ed il 1999, sono stata a Medjugorje almeno dieci volte, sia come pellegrina che come organizzatrice di pellegrinaggi. In sintesi, a Medjugorje ho ritrovavo sempre la pace. Nel 1999 sono venuta qui in pellegrinaggio da sola con un’amica. Ogni mattina andavo a piedi dall'Hotel “Orbis” al Podbrdo, e pregavo con umiltà chiedendo a Dio: “Perché, o Dio? Perché ora ci sono questi problemi nel mio matrimonio, ora che finalmente mi sono messa in regola, ora che ho messo tutto a posto dal punto di vista della fede?”. In quei momenti sentivo profondamente in me una chiamata a restare qui. In quel periodo, fra Slavko Barbarić è stato per me un grande amico ed un sostegno. Mi è stato amico in tutta la mia crisi matrimoniale, che alla fine — nel 1998 — si è purtroppo conclusa con la separazione. Anche se siamo divorziati, sono rimasta ancora oggi in buoni e amichevoli rapporti con mio marito.
Fra Slavko mi chiedeva come mi sentissi qui, a Medjugorje. Io gli dicevo
che mi sentivo tranquilla e riuscivo a superare con una più grande pace le difficoltà che stavo attraversando. Lui, allora, mi disse: “Sai, Silvia: noi abbiamo più o meno la stessa età. Alla nostra età abbiamo il diritto di stare là dove stiamo bene, e Dio ci mette sempre là dove ha più bisogno di noi”. Penso di essere stata tra i pochi che fra Slavko abbia incoraggiato a restare qui, perché solitamente lui rimandava gli altri “nelle loro vite”, dicendo loro di cercare il Križevac ed il Podbrdo anzitutto nelle loro famiglie. A me, però, aveva detto di restare. Ed io l'ho ascoltato. Lui mi offrì anche il mio primo lavoro: quello di infermiera in una casa per bambini con difficoltà nello sviluppo denominata “Sant'Anna”, nel “Villaggio della Madre”. A quel tempo vi soggiornavano giornalmente dieci bambini, la maggior parte dei quali con problemi di autismo. Era il periodo tra il 1999 ed il 2000, più o meno fino alla morte di fra Slavko.
LA MORTE DI FRA SLAVKO ED UNA STRANA PREGHIERA
Al momento della morte di fra Slavko, io mi trovavo in Svizzera. Lui mi aveva chiamata il giorno prima — il giovedì — e mi aveva detto di fare in fretta a tornare, perché dovevamo parlare urgentemente di qualcosa in merito al Giardino di San Francesco.
Quando, il venerdì, ho saputo che fra Slavko era morto, mi è crollato il mondo addosso. Sono comunque tornata qui, anche se, per me, tutto aveva perduto il suo senso. Tornai con un autobus che allora arrivava fino a Livno. Là venne a prendermi la mia amica Ana, che mi portò a Medjugorje. Durante tutto il viaggio in autobus, piansi e pregai così: “O mio caro Dio, prendi il mio cuore e dallo a fra Slavko! Le persone, infatti, di me non hanno bisogno, ma di lui sì”. Appena messo piede in questa terra, era come se nel cuore sentissi le parole: “Tu non sei qui per fra Slavko, tu sei qui per Medjugorje!”. Riuscimmo poi ad andare nella cappella in cui era ancora esposto il corpo di fra Slavko. Il suo volto era sereno, era come se mi sorridesse. Mi inginocchiai dinanzi alla sua salma e continuai a fare quella medesima preghiera che avevo elevato in autobus: che Dio prendesse il mio cuore e lo desse a lui. Però nulla accadde ed io ero così arrabbiata con Dio per non aver fatto ciò che gli avevo chiesto, che, per ribellione, non andai alla Santa Messa per due settimane.

L’INVITO A SERVIRE ANZIANI, INFERMI, MALATI E POVERI
Mi chiusi in me stessa e nel mio alloggio. Dopo un paio di giorni però, Irma (una collaboratrice di Schwani) bussò alla mia porta. Aveva saputo che ero un’infermiera e mi chiese se volevo unirmi a loro per aiutare gli anziani, gli infermi, gli ammalati e le persone bisognose della parrocchia. Sapevo di un progetto di fra Slavko, di costruire, all’interno del “Villaggio della Madre”, una Casa per anziani ed infermi: lui mi aveva promesso che lì avrei trovato un posto di lavoro. Così, in quell’invito di Irma, in realtà percepii quel medesimo invito di fra Slavko a servire gli anziani e i malati. Fu per questo che accettai ed è così iniziata la mia vera conversione. Ho poi compreso che le cose non sono sempre così come noi vogliamo. Ossia, era come se la missione di fra Slavko di aiutare gli anziani, gli ammalati ed i poveri fosse passata a me. Ed in questo ho davvero visto l’esaudimento della preghiera, in cui avevo chiesto a Dio di dare il mio cuore a fra Slavko perché egli vivesse. Compresi che, in realtà, egli aveva dato a me il suo cuore: ovvero che, tramite me, si sarebbe potuto realizzare il desiderio di fra Slavko di occuparsi degli anziani, degli infermi, dei malati e dei poveri, come già avrebbe voluto fare al “Villaggio della Madre”. Così Dio aveva operato quello scambio di cuori; però, non come volevo io, ma come lui ha voluto. La mia missione poteva, dunque, avere inizio.


L’INIZIO DEL MIO SERVIZIO D’INFERMIERA DOMICILIARE
Ho quindi cominciato a prendermi cura di persone con difficoltà di movimento, di anziani, poveri e morenti. Tutto questo l’ho fatto come Volontariato. Vivevo cioè della mia pensione, che ricevevo dalla Svizzera. Con quei soldi coprivo le mie spese personali, le spese del mio lavoro, aiutando materialmente anche alcune famiglie povere. Due anni fa, avevo anche ottenuto il permesso di soggiorno permanente e la carta d’identità della Bosnia e Hercegovina.
Ho collaborato con fra Stjepan Martinović, che mi fece conoscere i malati, e con i medici locali che mi aiutarono, prescrivendo le cure per i miei pazienti. Andavo, quindi, in tutta la parrocchia di Medjugorje, a Čerin, a Kočerin, a Ljubuški, a Mostar ed anche in alcuni quartieri musulmani… dovunque fosse necessario. Normalmente avevo circa otto pazienti al giorno, ma andavo anche da altri, se c’era ancora qualche necessità. Ho collaborato anche con la Comunità “Padre Misericordioso”, aiutando a curare dei casi di epatite C. Così ho potuto curare dieci giovani, con terapie a base di iniezioni e medicine, ricevute in donazione dall’Italia.
In questi vent'anni ho lavorato anche in un campo profughi a Čapljina con circa trecentocinquanta profughi.
La mia giornata solitamente iniziava con la preghiera e la Santa Messa mattutina, dopo di che mi dedicavo alle visite dei miei malati.
Ho cantato nel coro parrocchiale di Medjugorje fin dall’inizio della mia permanenza qui, per cui le mie serate erano solitamente occupate dalle prove di canto. A volte degli amici mi domandavano di cosa mi occupassi e, quando lo dicevo loro, si meravigliavano: “Com’è che non sappiamo da nessuno quello che fai?”. Io rispondevo: “È meglio così, lavorare nel silenzio come volontaria: così varrà di più per l’eternità!”.
LA DECISIONE DI ANDARMENE
Giovedì 28 febbraio 2019 andrò via da Medjugorje. Questa è una decisione che ho preso dopo che mi sono ammalata e dopo aver visto quanto sia difficile essere ammalata e sola in un luogo straniero all'estero.
Ormai sono in un’età in cui le forze a poco a poco diminuiscono
e pensare a come potrei prendermi cura di me stessa da sola, se dovessi ammalarmi in modo più serio, mi fa paura. Anche la mia famiglia — mia figlia, mio figlio e mio marito — ha sollecitato il mio rientro. Per cui ho percepito che ora è tempo di tornare a casa. Voglio condividere ancora con voi soltanto quello che in questi giorni c’è nel mio cuore. La prima cosa è la FEDE. Io provengo da un ambiente totalmente diverso da questo, non credente. Per cui avevo bisogno di questa scuola della Madonna, dove ho imparato che non si può vivere soltanto di preghiera, ma che essa deve diventare vita, che deve trasformarsi in una preghiera vissuta, nell’aiuto concreto al prossimo, come lo è stato per me con questo lavoro e servizio silenzioso ai bisognosi di aiuto.
La seconda cosa è la consapevolezza che ho acquisito mediante la mia recente malattia ed operazione. Dio mi ha mostrato cosa significhi essere sola nella malattia, come si vive quando non hai nessuno che ti stia vicino. Perciò il messaggio più grande che voglio comunicare ai lettori di “Glasnik mira” è quello di non lasciare che nessuno sia solo nella malattia e nell’anzianità. Non abbandoniamo i nostri genitori nella vecchiaia! È vero che tutti abbiamo Gesù vicino, ma lui si rende presente attraverso l’uomo: dà la mano, una carezza, una parola, una preghiera. Attraverso di noi, Gesù può stare accanto ad un’altra persona nella vecchiaia, nella malattia, nell’infermità o nel momento della morte. Perché essere soli in quel momento è la cosa peggiore.

Segue la traduzione della parte rossa di questa pagina la testimonianza della mia amica e medico Dr.essa Darinka Šumanović-Glamuzina
Ho incontrato Silvia come membro del coro venti anni fa. Sapevo che era un'infermiera esperta che ha lavorato in Svizzera. Ha lasciato quella terra per recuperare la salute e ritrovare se stessa. La cosa notevole è che ha trovato tutto.
Affetta da una grave malattia, era curata con i principi di terapia che si praticavano nella medicina moderna europea a quel tempo.
Il rimedio però lo trova in questo piccolo villaggio della Hercegovina,
affidando con grande fede la sua salute a Dio, e all'amore della Madonna, ricevendo ogni giorno delle cure preziose:
la preghiera, la Santa Messa, la confessione e il canto!
Con il suo esempio, completamente risvegliata nella fede dopo pesanti e complessi avversità della vita,ha attirato molti cuori a se. Per molti era la guida per cercare il significato della vita. Convinta e intraprendente, è riuscita ad aiutare in modo concreto una moltitudine di persone.
Quando abbiamo collaborato insieme per aiutare una delle nostre famiglie disagiate, ero veramente in grado di poter riconoscere all'istante il potere dello Spirito che la guida.
Resto infinitamente grata per tutte le opere di carità che ha fatto, senza aspettarsi mai nulla, ma spesso in realtà, spesso senza ricevere alcun segno di gratitudine, che di solito è considerato se non altro, un atto di civiltà e cultura.
La sua gentilezza, l'umanità, la misericordia, il perdono, la comprensione, la sua diligenza e la sua specifica meticolosità "Svizzera", l'hanno resa molto umile, ma anche una ruota indispensabili nel meccanismo della vita spirituale di Medjugorje. Ma anche se ci lascia, per vivere vicino alla sua famiglia in Italia (vicino a casa), speriamo che ritorni spesso da noi, per cantare di nuovo insieme durante le celebrazioni Eucharistiche, condividendo con noi la gioia di servire Cristo e la sua e nostra Madre.
Darinka Šumanović-Glamuzina
Colgo l'occasione per ringraziare con tutto il cuore i redatori del giornale "Glasnik Mira" e la Parrocchia di Medjugorje, la giornalista Paula Tomic, il traduttore dal Croato all'Italiano Josip Odak, traduttore ufficiale per gli Italiani di Radio Mir Medjugorje, e mio genero. A tutti un grazie immenso. Siete sempre presenti nel mio cuore e nelle mie preghiere, così spero che lo sia anche io per voi. VVB! Un fortissimo abbraccio da Pallanza. La vostra Silvia

domenica 19 maggio 2019

In un messaggio la Madonna ha detto: «Venite un po’ prima nella chiesa »- Alcuni spunti di Padre Slavko


Alcuni spunti di Padre Slavko sulla Santa Messa






Da una catechesi di Padre Slavko Barbaric del 18.5.1985 
Sono convinto e vedo l’esperienza di questa S.Messa qui e di tante altre S. Messe anche da voi:la gente viene all’ultimo momento quando suonano le campane e dopo alla fine esce subito; se ha avuto difficoltà per trovare un posto per parcheggiare la macchina diventa anche un po’ nervosa ed entra in chiesa quando la S.Messa è già incominciata, trova forse un po’ di pace durante la S.Messa ma appena finita va via.Se si fa così c’è sempre un rischio: che la S.Messa non può diventare in questo modo una esperienza viva di Dio; cioè ci si deve preparare.
Una volta la Madonna ha detto: «Venite un po’ prima nella chiesa », dopo ho capito: il tempo di un S.Rosario, venti minuti prima per prepararsi e restare dopo la S.Messa dieci minuti.
Guardate, quando si vuole educare qualcuno non si dice dieci minuti, venti minuti, ma si deve restare un tempo durante il quale può succedere qualche cosa. (…)
Vedete, forse adesso potete capire perché si prega da noi un' ora prima della Messa e perché si resta per i sette Padre Nostro e per la preghiera dei malati.Guardate, con i misteri del Rosario noi ci prepariamo e nella S.Messa succedono le grazie, ho visto che non è molto importante capire le parole, molto importante è pregare nella propria lingua, meditare e poi vengono le grazie.
Alla Comunione si dice: « Mio Signore non sono degno di riceverti nella mia anima, ma dì una parola e la mia anima sarà guarita »; ora, se corriamo via subito dopo la S.Messa, Gesù non ha tempo di guarire la nostra anima, se tutto diventa un meccanismo.
Allora restate, pregate, ringraziate, pregate sempre per la vostra guarigione, per la guarigione degli altri con le vostre parole.Così la S.Messa diventa una esperienza viva di Dio.

Fonte: http://messaggimedjugorje.blogspot.it/2015/04/alcuni-spunti-di-padre-slavko-sulla.html

Consacriamo al CUORE IMMACOLATO di MARIA le Elezioni Europee


Preghiera di Papa Giovanni Paolo II 
O Madre degli uomini e dei popoli, tu che “conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze”, tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, come mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo Cuore e abbraccia, con l’amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.
In modo speciale ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio! Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova! Non disprezzare! Accogli la nostra umile fiducia – e il nostro affidamento!
“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16). Proprio questo amore ha fatto sì che il Figlio di Dio abbia consacrato se stesso: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 17, 19).
In forza di quella consacrazione i discepoli di tutti i tempi sono chiamati a impegnarsi per la salvezza del mondo, ad aggiungere qualcosa ai patimenti di Cristo a favore del suo Corpo che è la Chiesa (cf. 2 Cor 12, 15; Col 1, 24).
Davanti a te, Madre di Cristo, dinanzi al tuo Cuore Immacolato, io desidero oggi, insieme con tutta la Chiesa, unirmi col Redentore nostro in questa sua consacrazione per il mondo e per gli uomini, la quale solo nel suo Cuore divino ha la potenza di ottenere il perdono e di procurare la riparazione. (…) 

Sii benedetta sopra ogni cosa tu, Serva del Signore, che nel modo più pieno obbedisci alla Divina chiamata!
Sii salutata tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice del tuo Figlio!
Madre della Chiesa! Illumina il Popolo di Dio sulle vie della fede, della speranza e della carità! Aiutaci a vivere con tutta la verità della consacrazione di Cristo per l’intera famiglia umana del mondo contemporaneo.
Affidandoti, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, ti affidiamo anche la stessa consacrazione per il mondo, mettendola nel tuo Cuore materno.
Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità e sembra chiudere le vie verso il futuro!
Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da una autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!
Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci!
Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!
Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!
Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!
Amen!

sabato 18 maggio 2019

A MIA MADRE - Canzone del veggente di Medjugorje Jakov Colo

Canzene scritta e cantata da Jakov Colo, uno dei sei veggenti di Medjugorje
 
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La Madonna ci chiede di pregare per il suo piano che si deve realizzare attraverso Medjugorje


La Madonna ci chiede di pregare per il suo piano che si deve realizzare attraverso Medjugorje

La Madonna prega per la pace e vuole che anche noi preghiamo per la pace insieme a lei. Specie in alcuni momenti, ci raccomanda anche di pregare per le sue intenzioni particolari. Ma in modo particolare la Madonna chiede di pregare per un suo piano che si deve realizzare attraverso Medjugorje.



I messaggi principali che la Madonna ci ripete dal 1981 sono: pace, conversione, confessione, preghiera e digiuno. Il messaggio più ripetuto dalla Madonna è il messaggio della preghiera. Lei desidera che noi preghiamo ogni giorno il Rosario intero.Raccomanda in particolare di pregare perché sia più forte la nostra fede. Quando la Madonna chiede di pregare non intende solo che noi pronunciamo parole con la bocca, ma che ogni giorno, piano piano, apriamo il nostro cuore alla preghiera e in questo modo cominceremo anche apregare col cuore. Ella ci ha fatto un bellissimo esempio: se voi nella vostra casa avete una vaso con un germoglio di fiore e ogni giorno mettete un po’ di acqua nel vaso, quel germoglio diventa una bella rosa. Lo steso avviene nel nostro cuore: se noi ogni giorno facciamo una piccola preghiera, il nostro cuore si apre sempre di più e cresce come quel fiore. Se invece per due o tre giorni non mettiamo l’acqua, vediamo che il fiore appassisce, è come se non esistesse più. Infatti, come un fiore non può vivere senza acqua, così noi non possiamo vivere senza la grazia di Dio. La Madonna ci dice anche che noi spesso, quando è il momento di pregare, diciamo che siamo stanchi e che pregheremo domani; ma poi viene domani e dopodomani e continuiamo a trascurare la preghiera volgendo il nostro cuore verso altri interessi. La Madonna dice pure che la preghiera col cuore non la si può apprendere studiando, ma solo vivendola giorno per giorno.

La Madonna raccomanda che noi digiuniamo due volte la settimana: mercoledì e venerdì, a pane e acqua. E aggiunge che quando una persona sta male, non deve fare digiuno a pane e acqua, ma fare solo qualche piccolo sacrificio. Ma una persona che sta bene in salute e dice che non può fare digiuno per paura di un capogiro, sappia che se farà digiuno per amore di Dio e della Madonna non ci saranno problemi: basta la buona volontà. La Madonna chiede anche la nostra totale conversione e il nostro completo abbandono. Dice: “Cari figli, quando avete un problema o una malattia, voi pensate che io e Gesù stiamo lontani da voi: no, noi stiamo sempre vicino a voi! Aprite il vostro cuore e vedrete quanto amiamo tutti voi!”. La Madonna è contenta quando facciamo piccoli sacrifici, piccole rinunce, ma è ancora più contenta quando noi rinunciamo al peccato, quando decidiamo di abbandonare i nostri peccati.

La Madonna ama la famiglia ed è anche molto preoccupata per le famiglie di oggi. E dice:“Io vi do la mia pace, il mio amore, la mia benedizione: portateli alle vostre famiglie. Io prego per tutti voi!”. E ancora: “Io sono molto contenta quando nelle vostre famiglie pregate il Rosario; sono ancor più contenta quando i genitori pregano con i figli e i figli con i genitori, così che, uniti insieme in preghiera, Satana non potrà farvi alcun male. La Madonna ci avverte che Satana è forte e cerca sempre di disturbare le nostre preghiere e la nostra pace. Ci ricorda spesso chel’arma più potente contro satana è il Rosario nella nostra mano. Inoltre aggiunge che ci proteggono contro Satana anche gli oggetti benedetti: una croce, una medaglia, l’acqua benedetta, un cero benedetto o un altro piccolo segno sacro.

La Madonna ci invita a mettere nella nostra giornatala santa Messa al primo posto perché quello è il momento più importante e più santo!Nella Messa è Gesù vivo che viene in mezzo a noi. Quando andiamo a Messa, aggiunge la Madonna, andiamo a prendere Gesù nell’Eucarestia senza paura e senza scuse.

Alla Madonna sta molto a cuore la confessione. Nella confessione, ci dice, non andate solo a dire i vostri peccati, ma anche a chiedere un consiglio al sacerdote, così che potete progredire spiritualmente.

La Madonna desidera che ogni giorno prendiamo la Bibbia, ne leggiamo due o tre righe, e cerchiamo di viverle durante la giornata.

La Madonna è molto preoccupata per tutti i giovani del mondo di oggi che vivono una situazione molto molto difficile. Ci dice che li possiamo aiutare solo con il nostro amore e la nostra preghiera. E rivolgendosi a loro dice: “Cari giovani, tutto quello che il mondo vi offre è passeggero. Satana è sempre in agguato aspettando i vostri momenti liberi: lì vi attacca cercando di rovinare la vostra vita. Questo che state vivendo è un tempo di grazia: approfittatene per convertirvi!”. La Madonna desidera che noi accogliamo i suoi messaggi e li viviamo, e che in particolare diventiamo portatori della sua pace e la portiamo in tutto il mondo. Prima di tutto però, dobbiamo pregare per la pace nel nostro cuore, per la pace nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. Con questa pace, potremo pregare più efficacemente per la pace in tutto il mondo! “Se voi pregate per la pace nel mondo - osserva la Madonna - e non avete pace nel vostro cuore, la vostra preghiera vale poco”.La Madonna prega per la pace e vuole che anche noi preghiamo per la pace insieme a lei. Specie in alcuni momenti, ci raccomanda anche di pregare per le sue intenzioni particolari. Ma in modo particolare la Madonna chiede di pregare per un suo piano che si deve realizzare attraverso Medjugorje. Raccomanda di pregare ogni giorno per il Santo Padre, i vescovi, i sacerdoti, per tutta la Chiesa che in questo tempo ha particolare bisogno delle nostre preghiere. Ecco, questi sono i messaggi principali che la Madonna ci ha dato. Apriamo i nostri cuori alle sue parole ed abbandoniamoci a lei con fiducia.