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mercoledì 20 novembre 2019

IL Muro del Pianto a Gerusalemme- Ecco perché vederlo e perché inseriscano bigliettini ....

VIDEO:
 
Tecnicamente parlando, il Muro del pianto non è altro che il muro occidentale di contenimento che sosteneva la parte esterna della spianata del Monte Moriah, dove sorgeva il Secondo Tempio, ma, per gli Ebrei, ha un grandissimo valore evocativo e simbolico. Il Tempio, o ciò che oggi ne rimane, è infatti il luogo più sacro all’Ebraismo.
Un Primo Tempio era stato fatto erigere sul Monte Moriah da Salomone circa novecento anni prima della nascita di Cristo. La scelta di quel luogo era stata dettata dal fatto che, secondo la tradizione, sulla grande lastra di roccia incastonata nel monte venne fondato il mondo.
gerusalemme-muro
Lì, inoltre, Dio raccolse la terra per creare Adamo e sempre lì Isacco arrivò quasi a sacrificare suo figlio per dimostrare a Dio la propria fede. All’interno del Primo Tempio, Salomone pose l’Arca dell’Alleanza, segno visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, contenente le Tavole della Legge, date da Dio a Mosè. Quando il re di Babilonia Nabucodonosor II conquistò Gerusalemme nel 586 a.C., il Tempio fu saccheggiato e poi distrutto e il popolo ebraico ridotto in schiavitù e condannato all’esilio.
Il Secondo Tempio fu costruito nel 515 a.C. alla fine dell’esilio babilonese, nello stesso luogo in cui sorgeva il primo. Per allargare l’area pianeggiante intorno al tempio, Erode fece costruire dei muri di contenimento e riempire di detriti lo spazio circostante l’altura. Quando i Romani conquistarono Gerusalemme nel 70 d.C., dando origine alla diaspora ebraica, il tempio venne nuovamente distrutto e tutto ciò che rimase in piedi fu il muro occidentale di contenimento, HaKotel Ma’aravih.
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Da allora gli Ebrei vengono al Muro a piangere la perdita del luogo a loro più sacro. Questa, assieme al fatto che quando pregano gli Ebrei ortodossi si dondolano avanti e indietro muovendo la testa come se piangessero, è una delle possibili spiegazioni del nome del Muro Occidentale.
Il Muro oggi si trova nella Città Vecchia, ai piedi della Spianata delle Moschee, uno dei luoghi più sacri all’Islam. È preceduto da una grande piazza, sempre gremita di gente, che funge da sinagoga all’aperto. Avvicinandovi al Muro noterete che l’area viene divisa in due parti: la zona a sud, più piccola è riservata alla preghiera delle donne, mentre quella a nord, più grande è per gli uomini. Se riuscite a farvi largo e ad arrivare al Muro vedrete che tra una pietra e l’altra le persone inseriscono dei bigliettini: si tratta di preghiere; si dice infatti che le preghiere inserite nel Muro vengono esaudite.
Terra Santa - 2010
L’accesso al Muro del pianto è consentito gratuitamente ai fedeli di tutte le religioni, di giorno e di notte, tutti i giorni dell’anno. È importante avere un abbigliamento e un comportamento decoroso, per gli uomini indossare la kippah e attenersi al regolamento esposto all’ingresso per quanto riguarda l’uso della macchina fotografica.
 Se siete curiosi, potete dare un’occhiata

Novena a fra Slavko Barbarić. - 6° giorno, 20 novembre


Adorazione: "Tempo con Gesù".
 (meditazioni di Manuel R.)

"Amare e adorare Gesù sopra ogni cosa!”
...Caro fra Slavko...chissà quante volte giungevi al momento dell’Adorazione pieno di sofferenze e macigni nel cuore, ma non importava: tu sapevi e credevi di avere davanti a te il Signore che vedeva nel tuo cuore ed era sempre pronto a venirti in aiuto secondo i Suoi amorosi disegni! Nelle tue meditazioni ci invitavi sempre a pregare il Signore per le nostre situazioni concrete, come a dirci che è la quotidianità il terreno vero in cui dimostriamo veramente di amare e adorare Gesù sopra ogni cosa!
Spesso ci invitavi a chiedere perdono al Signore per tutte le volte in cui non abbiamo avuto tempo per stare con Lui e non siamo stati capaci di “prendere tempo” per Lui. Quanto è vero: il Signore lo adoriamo anche dandogli il nostro tempo e mai come durante quelle Adorazioni guidate da te comprendevo che, non donando il tempo a Dio, mi privavo della più grande felicità e pienezza di vita. Tu sapevi benissimo che il tempo con Gesù era il più importante della giornata: ecco perché, fin dall’inizio dell’Adorazione toglievi l’orologio. E’ un gesto piccolo, forse per qualcuno insignificante, ma a me ha insegnato molto perché mi ha mostrato che quello che ci dicevi cercavi di viverlo tu per primo. Certamente ci saranno stati giorni nella tua vita in cui non sei riuscito a raccoglierti, ma non per questo diminuivi il tempo dedicato al tuo Dio a cui anelavi con tutta l’anima: sapevi che quel tempo era suo e doveva esserlo ad ogni costo. Mi hai insegnato che i momenti più veri in cui adoriamo Gesù sono proprio quelli in cui ci fidiamo di Lui anche se non vediamo nulla ma crediamo nel Suo amore contro ogni speranza!
(...continua domani, nel 7° giorno della novena).

Padre nostro - Ave Maria
Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
Gloria.... (per tre volte)

Preghiamo con la preghiera che fra Slavko amava tanto:
Preghiera Semplice di San Francesco:

Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

O Dio, che hai dato a fra Slavko Barbarić, la grazia di seguire sino in fondo Cristo povero e umile, concedi a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
fra Slavko, prega per noi!

martedì 19 novembre 2019

Novena a fra Slavko Barbarić. - Quinto giorno, 19 novembre


Adorazione: "Tempo con Gesù".
 (meditazioni di Manuel R.)

“Ti adoriamo!”
Così, caro fra Slavko, terminavi sempre ogni tua meditazione durante l’Adorazione. In quella piccola frase era riassunto tutto ciò che sentivi di dire al Tuo Signore a nome tuo ed a nome di tutti noi presenti. Nel modo in cui lo dicevi si intuiva che davvero il tuo cuore lo sentiva e desiderava viverlo: ogni volta che lo dicevi il tuo volto si illuminava di grande felicità! Anche noi quella sera ci siamo uniti a quel “ti adoriamo” e abbiamo sperimentato che proprio lì sta la pienezza e il senso profondo della nostra esistenza. Stando davanti al Signore e cercando di adorarlo con tutto me stesso, mi sento accolto, amato e protetto: Gesù non è più un nome lontano, ma una Persona che inizio a conoscere e sento il desiderio di conoscere sempre di più! Comincio a considerare la Sua grandezza, la Sua fedeltà, la Sua presenza nella mia vita perché tu, fra Slavko, mi inviti a farlo, mi inviti a ringraziare, che poi significa adorare Dio! Nella luce dello Spirito santo mi si schiude un mondo nuovo, o meglio, inizio a vedere gli interventi d’Amore di Dio nella mia vita: come a San Paolo per la preghiera di Anania caddero le squame dagli occhi, così gli occhi dei nostri cuori cominciano a scorgere i passi di Dio nella nostra vita. Quanto è vera quella frase della Gospa: “Non vedete le grazie di Dio, pregate e le vedrete”. Sì, stando davanti a Gesù, luce che illumina, ci rendiamo conto di quanto Lui ci ami e cresce in noi, allora, la fiducia in Lui: quella stessa profonda confidenza in Lui che abbiamo potuto notare in te, fra Slavko. (...continua domani, nel 6° giorno della novena).

Padre nostro - Ave Maria
Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
Gloria.... (per tre volte)

Preghiamo con la preghiera che fra Slavko amava tanto:
Preghiera Semplice di San Francesco:

Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

O Dio, che hai dato a fra Slavko Barbarić, la grazia di seguire sino in fondo Cristo povero e umile, concedi a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
fra Slavko, prega per noi!
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lunedì 18 novembre 2019

Novena a fra Slavko Barbarić. - Quarto giorno, 18 novembre


Adorazione: "Tempo con Gesù". 
(meditazioni di Manuel R.)

“Grazie, Maria: tu mi insegni ad adorare Gesù!”
Il momento intenso di silenzio si interrompe e tu, fra Slavko, dici grazie alla Gospa per il suo invito incessante all’Adorazione del Santissimo e per l’assicurazione della sua presenza materna con noi specialmente in quei momenti. Il momento dell’Adorazione Eucaristica chiarisce molto bene il ruolo di Maria nella nostra vita: portarci a Gesù e insegnarci a vivere di Lui! La Regina della Pace ha educato progressivamente la vostra Parrocchia e tutti i pellegrini a questo ed ora voi vi riunite intorno all’Ostia d’Amore tre volte alla settimana. Da quello che chiedevi a Maria durante le Adorazioni si capiva che avevi appreso molto bene questo concetto: è Lei che ci mette nella disposizione giusta dinanzi al Signore vivo in mezzo a noi! Il momento in cui noi siamo veri e autentici devoti e cari figli della Gospa è proprio quello in cui ci prostriamo, come te o Maria, con tutta l’anima davanti al Figlio di Dio per ricevere tutto il suo Amore.
Tu, fra Slavko, alunno diligente della scuola di Maria, lo sapevi bene: per questo la invocavi in ogni Adorazione, ma ancora più intensamente la invocavi nella tua preghiera silenziosa che seguiva le traduzioni. La invocavi per ciascuno di noi e chiedevi a Gesù che ripetesse per ciascuno di noi quella parola bellissima che aveva detto prima di morire: “Figlio, ecco tua Madre!”, perché tutti noi potessimo veramente accoglierla nel nostro cuore e comprenderla sempre più come un tuo grande, immenso, meraviglioso dono! E’ impressionante notare come già il terzo messaggio della Gospa alla vostra Parrocchia sia dedicato all’Adorazione del Santissimo Sacramento: possiamo dire tranquillamente che, se Medjugorje è divenuto un centro così grande centro di preghiera, è perché si è scoperta la grazia immensa contenuta nel piccolo Tabernacolo: la Presenza viva, reale e sostanziale del Salvatore del mondo. Tu, Gospa, ci inviti incessantemente ad innamorarci di Lui perché sai che più saremo uniti a Lui e più saremo nella gioia! Sentendo fra Slavko ringraziare Maria della sua presenza quella sera, immagino che la Vergine percorra senza sosta quella spianata piena di giovani cuori e ci inviti ad abbandonarci totalmente al Suo Figlio. Alzo lo sguardo e osservo il volto del frate: è completamente assorto, sembra proprio che la Madonna ormai l’abbia condotto nelle profondità della contemplazione! Ormai il suo cuore era vicino a quello di Gesù attraverso Maria: ecco si è realizzato il desiderio della Gospa: “di Medjugorje non voglio solo fare un luogo di preghiera, ma realizzare l’incontro dei cuori” ha detto in un messaggio. Maria è stata ancora una volta “l’Arca dell’Alleanza” che ci ha portato Gesù! Lei certamente è con noi e dice al Suo Figlio: “Vedi, non hanno più vino!” e certamente lo accompagna mentre Egli tocca ciascuno dei nostri cuori e ci dice: “D’ora in poi fa’ ciò che lui ti dirà”.
Parte il canto “Kao Marija” il cui ritornello è molto significativo: “Che io adori solo Te, che a te doni tutto, che ti ami con tutto il cuore, come Maria, o Gesù!”. Sì, aiutaci o Madre ad amare Gesù come lo ami Tu!
(...continua domani, nel 5° giorno della novena).

Padre nostro - Ave Maria
Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
Gloria.... (per tre volte)

Preghiamo con la preghiera che fra Slavko amava tanto:
Preghiera Semplice di San Francesco:

Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

O Dio, che hai dato a fra Slavko Barbarić, la grazia di seguire sino in fondo Cristo povero e umile, concedi a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
fra Slavko, prega per noi!

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Fonte: https://www.facebook.com/Grazie-fra-Slavko-201702136682887/

domenica 17 novembre 2019

A MEDJUGORJE IL 1° PELLEGRINAGGIO DEGLI UOMINI, MARITI E PADRI


 


A Medjugorje dall'8 al 10 novembre 2019 si e' tenuto il 1° Pellegrinaggio degli uomini, mariti e padri, organizzato dall'Associazione umanitaria Ruah di Zagabria.
L'Associazione Ruah di solito aiuta i bambini malati e disabili e una volta al mese organizza incontri e messe di liberazione e guarigione a Siget, guidati dal padre Smiljan Kozul. 37 uomini hanno risposto alla chiamata di venire, molti dei quali si sono avvicinati a Dio e alla fede attraverso il volontariato con i bambini con disabilità.

L'idea del pellegrinaggio è venuta alla signora Romina Mataušić, presidente dell'Associazione Ruah, ispirata nella preghiera del rosario alla Madonna sulla strada del pellegrinaggio a Lourdes. A proposito di ciò che voleva ottenere con questo pellegrinaggio, Romina afferma: “L'obiettivo era riunire mariti, padri, fidanzati, uomini e renderli consapevoli del loro ruolo nella famiglia, per dire loro che hanno autorità e che sono quelli che dovrebbero essere il capo della famiglia. Volevamo aiutarli a comprendere il potere della preghiera del Rosario e condurre la preghiera nelle loro famiglie e oltre. Volevamo che fossero liberi dalla paura e dalla vergogna di confessare la preghiera e capire come la loro preghiera riunisce la loro famiglia attorno al Signore".
Il pellegrinaggio è iniziato sabato mattina dopo un viaggio notturno da Zagabria con preghiera sul Križevac e con programma di preghiera serale in chiesa, a domenica, dopo la Santa Messa e la preghiera sul Podbrdo, sono tornati a casa. I pellegrini testimoniano che è stato meraviglioso far parte di un gruppo di uomini in cui ti senti libero di pregare pubblicamente, tenere il rosario tra le mani, cadere in ginocchio e versare lacrime ... per scoprire quanto sei forte nel Signore quando sei debole nella tua forza umana.
Gli organizzatori sperano che la Madonna vorrà questo pellegrinaggio anche prossimi anni e che allora verrano almeno due bus di uomini che reggono il rosario, pregano e si imbattono nell'abbraccio della Madre.

Fonte:https://www.medjugorje-info.com/it/medjugorje-novosti/1-hodocasce-muzeva-oceva-i-muskaraca?fbclid=IwAR1NPS1P2QxsGw_NRFvNpB0ickAsZ7Q-AgrR77ff8ZqTMEGGx_k3hdVAnsE

Novena a fra Slavko Barbarić. - Terzo giorno, 17 novembre


Adorazione: "Tempo con Gesù". 

(meditazioni di Manuel R.)

“Vieni, Spirito Santo!”
“O Luce di Sapienza, svelaci il grande mistero…” canta un Inno Liturgico dedicato allo Spirito Santo. Sì, Gesù questa sera, in questo momento è davanti a noi vivo e vero, ma noi per crederlo fortemente abbiamo bisogno del Dono dello Spirito Santo che ci renda capaci di vedere oltre le apparenze: ecco il motivo per cui l’Adorazione proseguiva sempre con un canto di invocazione allo Spirito Divino. Gli strumenti iniziano a suonare la melodia dolce del canto, mentre tu chini ancora di più la tua testa, come a voler esprimere ancora una volta plasticamente la tua disponibilità alle ispirazioni dell’Ospite dolce della tua anima. Il canto si svolge in tutte le lingue e la mia mente va istintivamente all’episodio narrato negli Atti degli Apostoli in occasione della Pentecoste “Ciascuno li sentiva parlare la propria lingua, come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”: anche questa sera stiamo invocandoti, Dito della mano di Dio, perché tu tocchi e svegli i nostri cuori! Tra una lingua e l’altra si alternano pause solo strumentali, in cui il cuore si può sprofondare completamente nell’Amore di Dio e lasciarsi riempire della sua soave presenza. In quei momenti senti che il tuo spirito viene dissetata dall’ “Acqua viva” che Gesù ci dona senza misura e capisci in profondità cosa sia la preghiera del cuore a cui la Gospa ci invita instancabilmente! Ogni tanto, tu caro fra Slavko, ci suggerisci alcune brevi intenzioni per cui pregare lo Spirito e così la preghiera si trasforma veramente in un profondo dialogo con Dio che si svolge nel segreto del cuore….
Il canto continua, mentre tu, in silenzio e immobile, rimani davanti al Signore. I tuoi occhi sono ermeticamente chiusi, ma il tuo cuore si spalanca alla luce divina e gusti l’intimità col Signore: lo si nota dall’espressione di dolcezza e pace che affiora sul tuo volto. Improvvisamente sento vicino a me che una ragazza comincia a piangere dolcemente: è proprio vero, lo Spirito ci tocca e ci guarisce nel nostro profondo, lì dove non può arrivare nessun medico umano e noi ci sentiamo amati, ci sentiamo figli di Dio! Mentre mi sollevo un attimo dalla mia posizione per sistemarmi meglio, uno spettacolo stupendo mi si impone: dietro di me migliaia di giovani sono in preghiera profonda ad occhi chiusi! Veramente lo Spirito ci porta alle profondità della preghiera! Un ragazzo in quel momento si inginocchia a ginocchia nude sulla ghiaia pungente: è talmente tanto il desiderio di inginocchiarsi che non importa se le ginocchia si fanno un po’ male… Dentro di me sento il cuore ingombrato da tante cose e un grande desiderio di riuscire ad adorare il Signore come te, ma tu col tuo atteggiamento sembri dirmi: devi solo aprirti a Lui!
A un tratto mi ricordo del messaggio in cui la Regina della Pace ci invita ad adorare Gesù così da non parlare di Lui come di qualcuno che conosciamo appena e bisbiglio: “Sì, o Santo Spirito, solo Tu puoi farmi entrare in intimità con Gesù!”.
Terminato il canto, ecco di nuovo il silenzio, riempito dalla Presenza dello Spirito, venuto a “visitare le menti dei fedeli”.
(...continua domani, nel 4° giorno della novena).

Padre nostro - Ave Maria
Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.
Gloria.... (per tre volte)

Preghiamo con la preghiera che fra Slavko amava tanto:
Preghiera Semplice di San Francesco:

Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

O Dio, che hai dato a fra Slavko Barbarić, la grazia di seguire sino in fondo Cristo povero e umile, concedi a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
fra Slavko, prega per noi!

sabato 16 novembre 2019

Il sì dei medici: «È stato un miracolo». Ora la beatificazione è più vicina.

Assisi. Il sì dei medici: «È stato un miracolo». Carlo Acutis, passo verso gli altari





giovedì 14 novembre 2019


Il 15enne morto per leucemia nel 2006: la Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha espresso parere positivo su un presunto miracolo attribuito alla sua intercessione 
 In virtù della sua buona frequentazione della Rete è stato proposto come patrono di Internet. Ora per Carlo Acutis, morto nel 2006, a soli quindici anni, di leucemia, la beatificazione è più vicina.
La Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha infatti espresso parere positivo su un presunto miracolo attribuito alla sua intercessione.
A renderlo noto è stato il postulatore della causa, Nicola Gori, facendo riferimento alla seduta di oggi. «Continuiamo a pregare perché il Signore voglia presto glorificare il suo servo, a incoraggiamento del cammino di santità di tutta la Chiesa, specie dei giovani» ha commentato l’arcivescovo Domenico Sorrentino, pastore di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, diocesi titolare della causa. Ora si attende il parere della Commissione teologica. Acutis è stato dichiarato venerabile nel 2018.
 Il 12 ottobre moriva a Monza Carlo Acutis, a soli 15 anni, per una leucemia fulminante. Una tragedia, umanamente parlando. Una fine assurda per la repentinità e per la parabola che si veniva ad interrompere, così in ascesa, così ricca di prospettive. Rampollo di una famiglia di primo piano del mondo finanziario italiano, adolescente prestante, dal carattere vivace e particolarmente socievole, Acutis era un ragazzo che, come si suol dire, avrebbe potuto fare di tutto nella vita. Ma Dio aveva su di lui un piano diverso.  Stamattina viene celebrata una Messa in suo suffragio presso la tomba di san Francesco, nella Basilica inferiore del santo, ad Assisi, città dov’è sepolto e a cui si sentiva profondamente legato. Contemporaneamente è data per imminente la chiusura della fase diocesana della sua causa di beatificazione, come conferma monsignor Ennio Apeciti, responsabile dell’Ufficio delle cause dei santi dell’arcidiocesi di Milano. «La sua fama di santità è esplosa a livello mondiale, in modo misterioso – spiega il sacerdote ambrosiano – come se Qualcuno, con la “Q” maiuscola, volesse farlo conoscere. Attorno alla sua vita è successo qualcosa di grande, di fronte a cui mi inchino».  Carlo, nato a Londra nel 1991, dove i genitori si trovavano per motivi di lavoro, fu segnato da una pietà profonda quanto precoce. Fece la Prima Comunione, con un permesso speciale, a sette anni. Fu un adolescente da Messa e Rosario quotidiani. Maturò un amore vivo per i santi, per l’Eucaristia, fino ad allestire una mostra sui miracoli eucaristici che oggi è rimasta online e ha avuto un successo inaspettato, anche all’estero. Sportivo e appassionato di computer, come tanti coetanei, brillava per la virtù della purezza. Padre Roberto Gazzaniga, gesuita, incaricato della pastorale dell’Istituto Leone XIII, storica scuola della Compagnia di Gesù a Milano, ha ricordato così l’eccezionale normalità di Acutis, arrivato lì, a liceo classico, nell’anno scolastico 2005-2006: «L’essere presente e far sentire l’altro presente è stata una nota che mi ha presto colpito di lui». Allo stesso tempo era «così bravo, così dotato da essere riconosciuto tale da tutti, ma senza suscitare invidie, gelosie, risentimenti. La bontà e l’autenticità della persona di Carlo hanno vinto rispetto ai giochi di rivalsa tendenti ad abbassare il profilo di coloro che sono dotati di spiccate qualità». Carlo inoltre «non ha mai celato la sua scelta di fede e anche in colloqui e incontri-scontri verbali con i compagni di classe si è posto rispettoso delle posizioni altrui, ma senza rinunciare alla chiarezza di dire e testimoniare i principi ispiratori della sua vita cristiana». Il suo era «il flusso di un’interiorità cristallina e festante che univa l’amore a Dio e alle persone in una scorrevolezza gioiosa e vera. Lo si poteva additare e dire: ecco un giovane e un cristiano felice e autentico». Grazie al suo esempio e al suo carisma anche il domestico di casa Acutis, un induista di casta sacerdotale bramina, decise di chiedere il battesimo. In ospedale, posto di fronte alla morte, nella tenerezza dei suoi 15 anni, Carlo disse: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso». Scrisse un giorno questa frase: «Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie». Non fu il suo caso. 
Fonte: Avvenire