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martedì 7 dicembre 2021

07 DICEMBRE: SANT'AMBROGIO- PREGHIERA

 




07 DICEMBRE: SANT'AMBROGIO

Vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l’episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l’arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto. (Martirologio Romano)

PREGHIERA A SANT'AMBROGIO

O glorioso Sant'Ambrogio, volgete uno sguardo pietoso

alla nostra Diocesi di cui voi siete il Patrono;

dissipate da essa l'ignoranza delle cose di religione;

impedite all'errore ed all'eresia di diffondersi;

affezionateci sempre più alla Santa Sede;

otteneteci la vostra fortezza cristiana, affinchè, ricchi di meriti

ci troviamo un giorno vicino a voi in Cielo. Così sia.


PREGHIERA A SANT'AMBROGIO

Con pietà di figli veniamo, o glorioso Sant’Ambrogio, ad aprire, gli afflitti nostri cuori a Voi, che pur vedete la rovina portata dalla incredulità e dalle sette in mezzo alla vostra eredità. Voi, martello del superstite paganesimo e della invadente eresia, otteneteci dalla Divina Clemenza che ognora più sia manifesta la stoltezza di una scienza senza Dio, di una società senza Vangelo, di una morale senza divine sanzioni e insieme la necessità imperiosa che Cristo regni nella integrità dei suoi diritti nel mondo. Intorno a Voi si spandeva il profumo della devozione, l’amore al Divin Sacramento ed alla Vergine, il decoro della illibata castità, la santificazione dei dolci affetti della famiglia: Voi dunque, fate che rifioriscano le virtù più belle e ad ogni stato convenienti, affinchè cristiana sia di fatto ogni età e condizione, santo il clero e il popolo. Infine, a norma del pensare, dell’amare, dell’operare e dell’insegnare Voi aveste sempre l’infallibile Cattedra di Pietro: impetrate quindi che cattolici e dissidenti siano o divengano una mente sola ed un sol cuore col Romano Pontefice. Gran Santo, Dottore, Cittadino e Padre, dalla Divina Bontà intercedete grazia di perseveranza ai giusti e di conversione ai tristi, di pace alle famiglie e di concordia e tranquillità ai popoli, sicchè il vostro spirito, che è spirito vitale di Cristo, tutto e tutti vivifichi nel tempo per l’eternità. Così sia.

lunedì 6 dicembre 2021

Ecco perché appare la Madonna a Medjugorje: le parole che moltissimi cattolici hanno dimenticato

 


"Sono venuta per dire al mondo: Dio esiste! Dio è veri­tà! Solo in Dio c'è la felicità e la pienezza della vita!". Con queste parole dette a Medjugorje il 16 giugno 1983, la Madonna ha spiegato il motivo della sua presenza in quel luogo. Parole che moltissimi cattolici hanno dimenticato. Se una persona onesta riconosce il disastro morale e il pervertimento dell'umanità, riconosce anche che a Medju­gorje non può che essere la Madonna a richiamare tutti i pec­catori e a volerli riportare a Gesù.

Non può essere satana, perchè lui non ha nessun deside­rio di aiutarci a convertirci e tanto meno a salvarci l'anima. Non può essere iniziativa dei 6 veggenti, perchè quando iniziarono le apparizioni nel 1981 erano così innocenti e semplici da non potere neanche immaginare un avvenimen­to di così grandi proporzioni.

Non può che essere una Madre a parlare a Medjugorje ai suoi figli, perchè li vede in serio pericolo fisico e spirituale. Bisogna però essere onesti per ammettere la presenza della Madonna a Medjugorje. Bisogna riconoscere princi­palmente il proprio stato spirituale, forse agonizzante a cau­sa dei ripetuti peccati commessi e la dimenticanza della pre­ghiera, di fare penitenza, riparare, confessarsi, fuggire le oc­casioni di peccato. Chi non riconosce la sua condizione di peccato, non può riconoscere nessuna Opera di Dio.

Chi riesce a vedere il disastro morale nel mondo, con gli occhi della Fede vede anche che Dio sta intervenendo a Medjugorje, inviando la Vergine Santissima per insegnare il catechismo di Gesù all'umanità, per convertire, cristianizza­re, evangelizzare un mondo diventato pagano.

Se non sei fedele al Vangelo, ecco, la Madonna è venuta a Medjugorje per ricordarti il Vangelo, per riportarti a suo Figlio Gesù. Ma ti lascia libero di credere oppure no, l'importante è che ha parlato anche a te, si è rivolta al tuo cuore e ti invita a tornare a Gesù, nonostante i tuoi peccati. Ti dice di amare Gesù così come sei e di cominciare un nuovo cam­mino di Fede insieme a Lei.

È Lei la Maestra di perfezione, la Formatrice dei Santi, la Madre della Chiesa e dell'umanità, ed è compito suo inter­venire nel mondo e, soprattutto, nella Chiesa Cattolica. Vuo­le rievangelizzare il mondo.

L'iniziativa parte dalla SS. Trinità, viene eseguita da Co­lei che è Figlia, Madre e Sposa delle tre Persone Divine. Solo chi è puro di cuore può capire Medjugorje, può rico­noscere la presenza della Madonna lì, giustifica sicuramente questa prolungatissima presenza e i continui messaggi dati. Tra tutti i messaggi bellissimi che conosciamo, consul­tiamone alcuni per capire se a Medjugorje vi troviamo l'u­miltà, l'obbedienza, la Maternità Divina, la mediazione della Madonna e l'invito alla preghiera, la premura nell'avvertirci sui pericoli che corre l'umanità e quelli che crea satana. "Le Grazie potete averne quante ne volete: dipende da voi. L'Amore Divino potete riceverlo quando e quanto ne volete: dipende da voi" (25 marzo 1985).

"Io non dispongo direttamente delle Grazie Divine, ma ottengo da Dio tutto ciò che chiedo con la mia preghiera. Dio ha piena fiducia in Me. Ed io intercedo le Grazie e pro­teggo in modo particolare coloro che sono consacrati a Me" (31 agosto 1982).

"Io sono con voi e intercedo presso Dio per ognuno di voi" (25 dicembre 1990).

"State attenti ad ogni pensiero. A satana basta un vostro cattivo pensiero per allontanarvi da Dio" (18 agosto 1983). Sono veramente moltissimi i messaggi pieni di insegna­menti, di consigli mirati, chiari e molto spirituali, che tro­viamo a Medjugorje. Ma l'umanità non comprende.

L'umanità è accecata, e la Madonna interviene per illu­minare e richiamare, per fermare questi comportamenti im­morali gravissimi, prima che qualcosa di agghiacciante col­pisca proprio l'umanità.

Il motivo è la ribellione contro Dio, è la vita corrotta e depravata che la maggior parte dell'umanità conduce. Siamo ritornati ai tempi di Sodoma e Gomorra, quando Dio minac­ciò queste città di distruzione per la vita immorale che vi si conduceva: "Gli uomini di Sòdoma erano perversi e pecca­vano molto contro il Signore" (Gn 13,13). "Disse il Signore: Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave" (Gn 18,20).

Però, dietro le suppliche di Abramo, Dio era pronto a per­donare queste città, solo se avesse trovato cinquanta giusti. Ma non ne trovò neppure uno. "Se a Sòdoma troverò cin­quanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città" (Gn 18,26).

"Il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore" (Gn 19,24). "Abramo contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace" (Gn 19,28).

Dio è perdono, misericordia, bontà, aspetta la conversio­ne dei peccatori fino all'ultimo momento, ma se non av­viene, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità.

Figuriamoci se oggi l'umanità è capace di ascoltare il richiamo di Dio alla conversione! Quindi, viene nel mondo la Profetessa per eminenza, perché Dio da buon Padre pensa che se non ascoltiamo Lui, presteremo ascolto almeno alla più buona Madre. Sarà stato inutile questo tentativo di Dio?

Dai frutti venuti da Medjugorje, Dio ha ottenuto moltis­simo, certo non quanto poteva aspettarsi la sua misericor­diosa bontà paterna.

Se l'umanità non dovesse rispondere all'invito di con­versione di Dio, come Egli disse al Profeta Isaia, potrà dire ancora: "Ma voi non avete voluto" (Is 30,15). Come a dire, ho fatto tutto quello che potevo fare, ma non mi avete ascol­tato. Le conseguenze saranno causate dalla nostra indiffe­renza ai continui messaggi di Medjugorje.

Il motivo per cui molti non credono a Medjugorje, è do­vuto all'inganno e all'adescamento che satana è riuscito a compiere, ispirando sesso sfrenato, droga libera, adulterio come conquista sociale, immoralità come carta d'identità, perversione come unica falsa gioia.

Attraverso la televisione e i mass-media, satana ha stor­dito l'umanità, e soprattutto molti giovani e le coppie moder­ne sono caduti nella trappola della perversione.

Oggi tra gli uomini non c'è più rispetto, sincera amicizia, onestà, né verità. L'uomo di oggi è diventato insensibile, cat­tivo, crudele, falso. Non si commuove più. Non riesce più a provare gioie naturali e piene di genuinità e di purezza.

Molte persone vanno perdendo l'identità di esseri umani per somigliare sempre di più alle bestie, ognuno si guarda dall'altro per paura di subire danni o addirittura di perdere la vita, e questo anche tra familiari.

Come animali perché si vive quasi totalmente di istinti, volendo appagare ogni forma di depravazione che si pensa. Come animali perché si sta perdendo il senso dell'onore, non si fa più caso alla dignità che è la cosa più bella della persona. È il profumo soave che adorna la persona.

Divorzi in continua crescita, adulteri estesi ovunque, mo­ralità sessuale scomparsa, scambio di coniugi, orge, porno­grafia, pedofifa, ladrocini, estorsioni, corruzione in ogni set­tore della vita sociale, scandali, persecuzioni, crudeltà, odio, vendette, magia occulta, idolatria del denaro, culto del pote­re, adorazione dei piaceri illeciti, satanismo e venerazione di satana, tutto questo e oltre questo, oggi è vissuto con natura­lezza dalla maggior parte dell'umanità. Ci rendiamo conto di questo? E tra dieci anni cosa ci sarà nel mondo? Potrà esi­stere ancora un mondo così?

Ecco perché la Madonna è apparsa a Medjugorje.

La Madonna è venuta a dirci quale è la volontà del suo Figlio. Così, nella parrocchia di Medjugorje ha cominciato a parlare nel 1981, risvegliando la Fede paralizzata in milioni di cristiani, soprattutto dei Sacerdoti; avviando e fondando un fortissimo movimento spirituale nel mondo; suscitando in numerosissime parrocchie una energica ed efficace rinascita spirituale; indicando che solo in Gesù Cristo c'è la salvezza e che bisogna ritornare a Lui, cercarlo e decidersi di seguir­lo con totale uniformità.

Questa riflessione dovrebbe fare tacere e far abbassare la cresta a quei sapienti che denigrano Medjugorje, senza ren­dersi conto che la Madonna è apparsa lì proprio per loro che non hanno più Fede.

Infatti, chi mette in dubbio un'apparizione come questa di Medjugorje, dimostra di avere serie limitatezze spirituali. Chi non prega e non è convertito sul serio, non può com­prendere un fenomeno spirituale tutto Divino, come inevita­bilmente è questo di Medjugorje. Ecco perché i semplici cre­dono con facilità alle vere apparizioni della Madonna.

Gli interventi della Madonna negli ultimi decenni a Me­djugorje hanno riformato milioni di convertiti, e questo è motivo per noi di ringraziare la Santissima Trinità.

"L'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito" (1 Cor 2,14), questo lo afferma San Paolo, il quale dice anche, a tal proposito: "Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito" (Rom 8,5).

Per questi sapienti del mondo, soprattutto per questi, la Madonna è apparsa, dicendo che ama anche loro, li vuole portare tutti a Gesù, perché da soli non ci riusciranno mai.

"Il mio Cuore brucia d'amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conver­sione! Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo solo conver­sione. Nessuna pena, nessuna sofferenza mi è di troppo pur di salvarvi. Vi prego soltanto di convertirvi! Pregherò mio Figlio Gesù di non punire il mondo, ma vi supplico: conver­titevi! Voi non potete immaginare ciò che accadrà, né ciò che Dio Padre manderà sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi! Rinunciate a tutto! Fate penitenza! Ecco, qui c'è tutto ciò che desidero dirvi: convertitevi! Portate il mio ringraziamento a tutti i miei figli che hanno pregato e digiu­nato. Io presento tutto al mio Divin Figlio per ottenere che Egli mitighi la sua giustizia nei confronti dell'umanità pec­catrice" (25 aprile 1983).

I richiami della Madonna a Medjugorje ci riportano al Vangelo puro e perfetto, come Gesù lo ha rivelato. Nei mes­saggi la Madonna ci spiega il Vangelo, ci prende per mano e ci trasporta nel cuore della Chiesa Cattolica, facendoci usci­re da quella chiesa che ci creiamo noi, quando stabiliamo noi le leggi morali, quando viviamo guidati solamente dallo spi­rito umano e tutto facciamo per vanità, per superbia ed esi­bizione. Ci conduce a diventare umili e buoni.

Siamo deboli. Siamo pure bravissimi a togliere il sopran­naturale, cioè Dio, dalla liturgia, dalla Santa Messa, dalla morale, dalla stessa Chiesa Cattolica. E togliendo il sopran­naturale, resta l'umano, così tutto si svolge per esaltare l'uo­mo, Sacerdote o fedele che sia. Rimane una liturgia che esal­ta e rende protagonisti coloro che non prestano più orecchio allo Spirito di Dio e sono imbevuti della mentalità umana.

Moltissimi Consacrati credono di più a scrittori senza Dio, che al Vangelo di Gesù! Sembra assurdo, ma è così. Dinanzi a questa catastrofe morale, è intervenuta la Ma­donna, la Mediatrice di tutte le Grazie, la Madre dell'umani­tà, per ricordarci il Vangelo, per parlarci di Dio e per portar­ci a Dio. Senza questo intervento della Madonna il mondo oggi sarebbe polverizzato, di sicuro meno protetto, domina­to ovunque dalla potenza di satana, ancora di più avviato verso 1'autodistruzione.

Ecco il perché di più di venticinque anni di apparizioni della Madonna a Medjugorje, perché il piano di satana di distruggere la Chiesa Cattolica comporta anche la di­struzione dei valori, della morale, di ogni Legge biblica, quindi, anche di Gesù. Infatti, oggi il mondo è senza la Legge di Dio, ha soppresso i Comandamenti e chi comanda adesso è satana. La legge del mondo adesso è l'odio, il sesso, il denaro, il potere, il piacere da soddisfare in tutti i modi.

E apparsa così lungamente perché gli uomini sono diven­tati sordi alle parole del Vangelo di Gesù, perché non parla­no di Gesù come piace a Lui. Parlano di Lui come piace a loro, con le loro teorie moderniste e naturaliste, manifestan­do una mentalità falsificata ed infedele. È tradimento.

Ecco perché appare la Madonna a Medjugorje.

Padre Giulio Maria Scozzaro

domenica 5 dicembre 2021

Oggi si accende la seconda candela d'Avvento, la Candela di Betlemme- Preghiera

 


Oggi si accende la seconda candela d'Avvento, la Candela di Betlemme

Ci ricorda la piccola città in cui nacque il Salvatore.
“E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele”.

 “Incontrare Gesù è PREPARARE LA STRADA”


Preghiera all’accensione della seconda candela:
 
Vieni, Gesù, Tu ci invii per le strade del mondo, e ci vuoi testimoni del tuo Regno.
La tua Parola ci invita a preparare la via e a raddrizzare i sentieri liberandoli da tutto quanto si oppone alla tua grazia per compiere un cammino fecondo di conversione. Signore, mostraci dove sono gli uomini e le donne che hanno bisogno di noi, fratelli e sorelle che noi possiamo amare, per i quali possiamo essere utili.
Tutti: Vieni, Signore Gesù, insegnaci a Preparare la strada!
Prima della benedizione finale:
Lettore: Apri il nostro cuore, Signore, perché in questo tempo di attesa della tua venuta, riusciamo a farti posto nella nostra vita.
Tutti: Noi ti attendiamo Gesù impegnandoci in un cammino di conversione del cuore! Vieni per il mondo e vieni per noi!

Ritornate al fervore primitivo "Vivete la S. Messa": Tante volte la Madonna nei suoi messaggi ha ....

 


Ritornate al fervore primitivo "Vivete la S. Messa" - Eco di Maria nr.146
 
Tante volte la Madonna nei suoi messaggi ha parlato della S.Messa. Il giovedì 3.4.86 ha detto: Cari figli! Vi invito a vivere la S. Messa. Molti di voi ne hanno sperimentato la bellezza, ma ci sono anche coloro che non vengono volentieri. Io vi ho scelto, cari figli ed è nella S.Messa che Gesù vi dà le sue grazie. Perciò vivete coscientemente la S.Messa e la vostra venuta sia piena di gioia. Venite con amore ed accogliete in voi la S.Messa. E il 16.5.85: Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. E ancora: Venite a Messa, perché questo è un tempo che vi è dato in dono. Sono molti a venire regolarmente (ogni giorno) anche se fa cattivo tempo, perché mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore. Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa. Il Signore vi ricompenserà largamente (21.11.85). Erano gli anni in cui ogni sera si vedeva la Chiesa piena della gente del paese.
E a Jelena diceva: Figli miei, desidero che la S.Messa sia per voi il regalo della giornata. Aspettatela, desiderate che essa cominci, perché Gesù stesso si dona a voi nella Messa. Aspirate, quindi a quel momento in cui siete purificati. Se la gente assiste alla Messa tiepidamente, ritorna a casa fredda e con il cuore vuoto (30.3.83). Altra volta chiedeva per il gruppo di preghiera di non arrivare alla Messa all'ultimo momento, ma di venire almeno 10 minuti prima, per prepararla con la preghiera. Molti, appena é finita la Messa si affrettano ad andarsene. Non é bene che si attardino attorno la chiesa. Così non potranno mai donarsi totalmente... (4.2.84).

La Messa al 1° posto nella vita
I preti dovrebbero parlare di più sulla Messa. Se la Messa è il centro della fede, non si dovrebbe mai lasciare passare un anno senza un corso serio sulla Messa. Nei catechisti e nelle catechiste questo argomento dovrebbe essere vivissimo per la vita spirituale individuale e vivissimo nella trasmissione del messaggio ai ragazzi. La Chiesa ha detto delle cose nuove, grandiose sulla Messa che purtroppo non sono ancora giunte a tutti i cristiani.
A me sembra di dover affermare che se non si rivoluziona la partecipazione alla Messa, non si fa nulla nella pastorale. Se la Messa non è al vertice di tutto il nostro vivere cristiano, mi sembra che non siamo arrivati a capire il nocciolo del vivere cristiano, il cuore della fede cristiana.
Prendo anzitutto un brano della Lumen gentium del Concilio Vaticano II. Al n. 11 c'è questa affermazione sulla Messa: "Il sacrificio Eucaristia è culmine e origine di tutta la vita cristiana". Il Concilio ha detto una cosa paradossale, bisogna che me ne renda conto! Affermando che la Messa, la Cena del Signore, è il culmine e l'origine di tutta la vita cristiana, ha detto allora che la Messa è il cuore della religione, il centro propulsore di tutta la sua vitalità, di tutta la sua forza. Culmine e origine di tutta la vita della Chiesa, allora, il sacrificio Eucaristico è la vetta e la sorgente del culto, è il "terminal" e la partenza di tutta la forza che muove la Chiesa.
Allora il Concilio ha detto in sostanza che il sacrificio Eucaristico è il centro della religione perché: è il tutto della religione, il fine di tutto e l'inizio di tutto; è l'atto supremo della religione e insieme l'atto primo; è l'ultimo fine della religione e il primo principio della religione è lo scopo e il mezzo della religione, è la conclusione e l'inizio della religione. "Culmine e origine" di tutta la vita cristiana, allora è il sacrificio Eucaristico: è l'atto supremo di amore a Dio che l'uomo può compiere ed è l'inizio dell'amore; è tutta la redenzione che passa a me ed è il mio passo personale nella Redenzione; è la più grande ricchezza in possesso dell'uomo.

Perché la Chiesa nel Concilio ha lanciato questo paradosso?
Non può averlo fatto per fare accademia; in un decreto conciliare si pesano le parole fino alla pedanteria. Se l'ha usato è perché voleva che comprendessimo che il sacrificio Eucaristico è tutta la fede ed è il tutto della fede cristiana; che il sacrificio Eucaristico non è un soprammobile della fede, è la fede. Se l'ha fatto è per dire basta al mio superficialismo! È per tracciare una sbarra di confine all'infantilismo religioso di una religione troppo magica e lontana dalla realtà.
La Messa è tutto - mi grida in faccia la Chiesa - o prendi sul serio la Messa o spappoli tutta la tua fede. Il sacrificio Eucaristico è la prima cosa della tua giornata, della tua settimana; la cosa più ardua, più impegnativa, la vetta, e la cosa più bella, più attraente, la sorgente della tua gioia più pura. E se il sacrificio Eucaristico è la cosa più importante per la tua vita, allora esige da te un atteggiamento nuovo, forte, completo, nella sfera delle idee e nella sfera dell'azione. Se la Chiesa afferma con solennità che la Messa è il culmine e il principio della religione, allora devono entrare in azione la testa e il cuore quando partecipiamo all'Eucaristia: testa e vita!
S. Giustino, filosofo cristiano martire (+ 163) testimoniava che i cristiani partecipavano alla S. Messa ogni mattina prima dell'alba. La Chiesa insomma ci chiede di prepararci a questo atto, di programmarlo, di essere coscienti e non degli automi; di agire, non di stare immobili; di partecipare, non di gingillarci.

Dividere ogni giorno e ogni settimana nel preparare e nel vivere la Messa
Se l'Eucaristia è il cuore della religione, allora va messa al primo posto nella nostra vita: come stima, come sforzo,come gioia dello spirito,come preoccupazione,come dovere. Io direi che grosso modo dovremmo dividere la giornata in due parti: se al mattino abbiamo la Messa, continui fino a mezzogiorno e da mezzogiorno continui la preparazione alla Messa del giorno dopo.
E per fortuna è così che tutti i giorni c'è una Messa, perché così abbiamo sempre il modo di completare i difetti di amore della Messa precedente e credo che chi invece non ha la fortuna della Messa ogni giorno è perché non la cerca! Che cosa non facciamo quando vogliamo veramente una cosa! Perché allora non si può trovare mezz'ora per la Messa? Anche se siamo indaffaratissimi, per una cosa importante possiamo tirar fuori mezz'ora anche in una giornata febbrile!
Ma anche se non è possibile la Messa tutti i giorni, bisogna almeno che la Messa domenicale sia la cosa importantissima, il luogo dove sfocia la settimana e da dove riparte la settimana nuova. Bisognerebbe proprio dividere così la settimana: fino a metà settimana per godermi la Messa della domenica e dalla metà in avanti per prepararmi con la preghiera a quella seguente [Così faceva anche S.Luigi Gonzaga]. (da una conversazione di P.Gasparino a Radio Maria)

Come è facile sprecare questo tesoro!
La regina di Saba, rientrando nella sua casa, non si stancava mai di raccontare le meraviglie che aveva vedute nel tempio di Salomone e ne parlava sempre con rinnovato piacere. La stessa cosa dovrebbe accadere al cristiano che abbia ascoltato a dovere la S. Messa. Rientrando in casa, egli dovrebbe intrattenersi con i figli e con i domestici e chiedere che cosa, della sua santa funzione, li abbia maggiormente colpiti ed attratti. Mio Dio che cosa sto dicendo?... Quanti genitori e quanti padroni se si parlasse loro di ciò che hanno inteso nella S. Messa, si prenderebbero gioco di una tale richiesta e chiederebbero di non essere annoiati ancora!
Tuttavia come constatazione di carattere generale, pare che le parole della Messa siano ancora ascoltate. Appena usciti però di chiesa, ci si lascia andare ad ogni sorta di dissipazioni: ci si alza con partecipazione, si corre, ci si affolla all'uscita. Il sacerdote non è ancora disceso dall'altare che già si è fuori ad intrattenersi intorno a mille argomenti. Ecco, fratelli, qual è il risultato di una tale condotta: non si riceverà alcun profitto, alcun vantaggio di ciò che si è veduto ed inteso nella casa di Dio. Quante grazie disprezzate, quante possibilità di salvezza calpestate!
Quale sventura riuscire a tramutare in danno ciò che dovrebbe essere un valido aiuto per il raggiungimento della salvezza eterna! Con i vostri stessi occhi avrete constatato quanto siano pesanti per la maggior parte dei cristiani le sacre funzioni: hanno trascorso quel poco tempo in chiesa come in una specie di prigione ed, appena usciti, li abbiamo intesi muoversi e parlare con tanta vivacità ed entusiasmo da sembrare tanti prigionieri appena messi in libertà.
Quante volte siamo stati costretti a chiudere la porta per non essere storditi dal loro chiasso? Mio Dio sono questi i cristiani che dovrebbero uscire dal vostro santo tempio con il cuore colmo di quei buoni proponimenti che dovrebbero cercare di imprimere nella loro mente per non dimenticare più?

mercoledì 1 dicembre 2021

"Giuseppe ci dà una lezione importante....": Riflessione sulla figura di San Giuseppe- PAPA FRANCESCO

 


UDIENZA GENERALE 
Mercoledì, 1 dicembre 2021 
 
Riflessione sulla figura di San Giuseppe. 
 
Oggi vorrei approfondire il suo essere “giusto” e “promesso sposo di Maria”, e dare così un messaggio a tutti i fidanzati, anche ai novelli sposi. 
 
Cosa dice il Vangelo su Giuseppe? 
L’evangelista Matteo che definisce Giuseppe uomo “giusto”. Quando la fidanzata non era fedele o rimaneva incinta, dovevano denunciarla! E le donne in quel tempo erano lapidate. Ma Giuseppe era giusto. Dice: “No, questo non lo farò. Me ne sto zitto”.

Per comprendere il comportamento di Giuseppe nei confronti di Maria, è utile ricordare le usanze matrimoniali dell’antico Israele. Il matrimonio comprendeva due fasi ben definite:
 
- La prima era come un fidanzamento ufficiale, che comportava già una situazione nuova: in particolare la donna, pur continuando a vivere nella casa paterna ancora per un anno, era considerata di fatto “moglie” del promesso sposo. Ancora non vivevano insieme, ma era come se fosse la moglie
- Il secondo atto era il trasferimento della sposa dalla casa paterna alla casa dello sposo. Ciò avveniva con una festosa processione, che completava il matrimonio. E le amiche della sposa la accompagnavano lì. In base a queste usanze, il fatto che «prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta», esponeva la Vergine all’accusa di adulterio. E questa colpa, secondo la Legge antica, doveva essere punita con la lapidazione (cfr Dt 22,20-21). Tuttavia, nella prassi giudaica successiva aveva preso piede un’interpretazione più moderata che imponeva solo l’atto del ripudio ma con conseguenze civili e penali per la donna, ma non la lapidazione.

Il Vangelo dice che Giuseppe era “giusto” proprio perché sottomesso alla legge come ogni uomo pio israelita. Ma dentro di lui l’amore per Maria e la fiducia che ha in lei gli suggeriscono un modo che salvi l’osservanza della legge e l’onore della sposa: decide di darle l’atto di ripudio in segreto, senza clamore, senza sottoporla all’umiliazione pubblica. Sceglie la via della riservatezza, senza processo e rivalsa. Ma quanta santità in Giuseppe! Noi, che appena abbiamo una notizia un po' folcloristica o un po' brutta su qualcuno, andiamo al chiacchiericcio subito! Giuseppe invece sta zitto.

Ma aggiunge subito l’evangelista Matteo: «Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”» (1,20-21). Interviene nel discernimento di Giuseppe la voce di Dio che, attraverso un sogno, gli svela un significato più grande della sua stessa giustizia. E quanto è importante per ciascuno di noi coltivare una vita giusta e allo stesso tempo sentirci sempre bisognosi dell’aiuto di Dio! Per poter allargare i nostri orizzonti e considerare le circostanze della vita da un punto di vista diverso, più ampio. Tante volte ci sentiamo prigionieri di quello che ci è accaduto: “Ma guarda cosa mi è successo!” e noi rimaniamo prigionieri di quella cosa brutta che ci è accaduta; ma proprio davanti ad alcune circostanze della vita, che ci appaiono inizialmente drammatiche, si nasconde una Provvidenza che con il tempo prende forma e illumina di significato anche il dolore che ci ha colpiti. La tentazione è chiuderci in quel dolore, in quel pensiero delle cose non belle che sono successe a noi. E questo non fa bene. Questo porta alla tristezza e all’amarezza. Il cuore amaro è così brutto.

Vorrei che ci fermassimo a riflettere su un dettaglio di questa storia narrata dal Vangelo e che molto spesso trascuriamo. Maria e Giuseppe sono due fidanzati che probabilmente hanno coltivato dei sogni e delle aspettative rispetto alla loro vita e al loro futuro. Dio sembra inserirsi come un imprevisto nella loro vicenda e, seppure con una iniziale fatica, entrambi spalancano il cuore alla realtà che si pone loro innanzi.

Cari fratelli e care sorelle, molto spesso la nostra vita non è come ce la immaginiamo. Soprattutto nei rapporti di amore, di affetto, facciamo fatica a passare dalla logica dell’innamoramento a quella dell’amore maturo. E si deve passare dall’innamoramento all’amore maturo. Voi novelli sposi, pensate bene a questo. La prima fase è sempre segnata da un certo incanto, che ci fa vivere immersi in un immaginario che spesso non corrisponde alla realtà dei fatti. Ma proprio quando l’innamoramento con le sue aspettative sembra finire, lì può cominciare l’amore vero. Amare infatti non è pretendere che l’altro o la vita corrisponda alla nostra immaginazione; significa piuttosto scegliere in piena libertà di prendersi la responsabilità della vita così come ci si offre. Ecco perché Giuseppe ci dà una lezione importante, sceglie Maria “a occhi aperti”. E possiamo dire con tutti i rischi. Pensate, nel Vangelo di Giovanni, un rimprovero che fanno i dottori della legge a Gesù è questo: “Noi non siamo figli che provengono di là”, in riferimento alla prostituzione. Ma perché questi sapevano come Maria è rimasta incinta e volevano sporcare la mamma di Gesù. Per me è il passaggio più sporco, più demoniaco del Vangelo. E il rischio di Giuseppe ci dà questa lezione: prende la vita come viene. Dio è intervenuto lì? La prendo. E Giuseppe fa come gli aveva ordinato l’angelo del Signore: Dice infatti il Vangelo: «Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù» (Mt 1,24-25). I fidanzati cristiani sono chiamati a testimoniare un amore così, che abbia il coraggio di passare dalle logiche dell’innamoramento a quelle dell’amore maturo. E questa è una scelta esigente, che invece di imprigionare la vita, può fortificare l’amore perché sia durevole di fronte alle prove del tempo. L’amore di una coppia va avanti nella vita e matura ogni giorno. L’amore del fidanzamento è un po' – permettetemi la parola –, un po' romantico. Voi lo avete vissuto tutto, ma poi comincia l’amore maturo, di tutti i giorni, il lavoro, i bambini che arrivano. E alle volte quel romanticismo sparisce un po’. Ma non c’è amore? Sì, ma amore maturo. “Ma sa, padre, noi delle volte litighiamo ...” Questo succede dal tempo di Adamo ed Eva ad oggi: che gli sposi litigano è il pane nostro di ogni giorno. “Ma non si deve litigare?” Sì, si può. “E padre, ma alle volte alziamo la voce” – “Succede”. “E anche alle volte volano i piatti” - “Succede”. Ma come fare perché questo non danneggi la vita del matrimonio? Ascoltate bene: non finire mai la giornata senza fare la pace. Abbiamo litigato, io ti ho detto delle parolacce Dio mio, ti ho detto cose brutte. Ma adesso finisce la giornata: devo fare la pace. Sapete perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima. Non permettere che il giorno dopo incominci in guerra. Per questo fare la pace prima di andare a letto. Ricordatevi sempre: mai finire la giornata senza fare la pace. E questo vi aiuterà nella vita matrimoniale. Questo percorso dall’innamoramento all’amore maturo è una scelta esigente, ma dobbiamo andare su quella strada.

E anche questa volta concludiamo con una preghiera a San Giuseppe.
San Giuseppe,
tu che hai amato Maria con libertà,
e hai scelto di rinunciare al tuo immaginario per fare spazio alla realtà,
aiuta ognuno di noi a lasciarci sorprendere da Dio
e ad accogliere la vita non come un imprevisto da cui difendersi,
ma come un mistero che nasconde il segreto della vera gioia.
Ottieni a tutti i fidanzati cristiani la gioia e la radicalità,
conservando però sempre la consapevolezza
che solo la misericordia e il perdono rendono possibile l’amore. Amen.

"FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE ... I PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE ERANO ..."- di Virgilio Baroni

 



 Dicembre è, cronologicamente, all’ultimo posto del calendario ma, per la ricchezza del suo tempo e delle sue festività, meriterebbe il primo.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE guidavo ben due pellegrinaggi: per l’Immacolata il primo, a cavallo fra la fine ed il capodanno il secondo; una valanga di Pace “teneramente” mossa dall’amore che la Regina della Pace ha per i suoi figli. FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE il mattino dell’otto dicembre, festa dell’Immacolata, di buon ora, arrivava Vicka per tenere una testimonianza ed un momento di preghiera nel cortile di Suor Cornelia. Chi la vedeva non poteva non avvertire un qualcosa di straordinario in lei. La sua “carica” il suo sorriso ed i suoi gesti, sembravano non essere di questo mondo. “I giovani e la famiglia, stanno attraversando un momento molto, molto difficile” ci diceva Vicka che, per una buona mezz’ora, si raccoglieva, ritta in piedi ed a mani giunte, in profonda preghiera per ciascuno dei presenti.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE si andava a Siroki Brijeg alla catechesi di Padre Jozo tutti capivano che quelle che pronunciava erano parole non sue, ma dettate da una Madre che si avvale di uno dei suoi cari figli prediletti per dirci “Dio esiste, la Vita Eterna esiste: convertitevi!”. Dopo l'imposizione delle mani con l'invocazione allo Spirito Santo, non si capiva più se eri ancora in questo mondo o in Paradiso.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE Ivan, il veggente aveva un’apparizione straordinaria la sera del 9 dicembre, alla Croce Blu. Il freddo pungente penetrava i giacconi anche se spessi, ma poi arrivava Maria e tutto era calore intorno. Mille preghiere mute che solo Lei, la Madre, sa ascoltare; mille mani tese che solo Lei sa stringere; mille cuori desiderosi di pace che solo Lei sa consolare.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE, il giorno successivo si saliva, sul Krizevac. Le parole della Mamma riecheggiavano nelle nostre menti e ci facevano meglio comprendere il mistero della Croce in quei giorni che ci avvicinavano al Natale.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE dopo una quindicina di giorni dal rientro, il 30 dicembre si arrivava di nuovo a Medjugorje. Il pomeriggio ci si accalcava, con gli altri innumerevoli pellegrini, in chiesa per il rosario, la Messa e la venerazione a Gesù Bambino nel presepio davanti all’altare. Le immagini del Bambinello, di Maria e Giuseppe, dei pastori, apparivano nei loro caldi particolari, suggestivi, sul grande schermo.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE l’ultimo giorno dell’anno, Padre Jozo incontrava i pellegrini di "Mir i Dobro". Era, quell'incontro un “fuori programma” tutto per noi. Il padre, al termine del rosario in chiesa a Siroki Brijeg, teneva la sua catechesi nel teatrino adiacente e consegnava, come sua consuetudine, l’immagine della Madonna con i cinque sassi e la corona del rosario, rigorosamente di plastica, ma preziosissima, una volta benedetta.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE capitava spesso di salire sul Podbrdo per pregare e meditare il Rosario, sotto una pioggia battente. Arrivati in cima alla collina, si continuava, silenziosi, il cammino verso la statua della Madonnina e lì si svuotava il sacco per lasciare ai suoi piedi la zavorra di un anno intero.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE l'ultimo dell'anno, dopo aver "sistemato" al caldo i pellegrini lo trascorrevo nella spianata, all'aperto, sotto il manto del cielo. Così, mi piaceva trascorrere le ultime ore dell’anno dove ognuno tira le proprie somme: una serata di consuntivi. La presenza di Gesù Eucaristico scioglieva le miserie che, inevitabilmente, ciascuno di noi ha accumulato nel corso dell’anno. Dopo le due ore di Adorazione, con il Rosario, Gesù passava e benediceva ciascuno di noi. A mezzanotte in punto la Santa Messa. Iniziavamo un nuovo anno "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” Così, ci si introduceva nel mistero in cui “Dio ci benedice con la luce del suo volto”.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE la sera del primo dell'anno, l’appuntamento era sul Podbrdo dov’era prevista un’apparizione straordinaria della Madonna a Marija. “Cari figli, non dimenticate che sono vostra madre e vi amo con amore tenero” La commozione è altissima e le guance gelide da un vento tagliente si infiammano radiose al calore e all’amore della Madre. Marija raccomandava prudenza nello scendere e, una fiumana di torce luccicanti apriva due canaloni che da lontano sembrano colate di lava.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE il mattino del 2 gennaio, prestissimo ci affrettavamo per andare a pregare ed assistere all’apparizione a Mirjana. Quei brevi momenti li vivevamo nella consapevolezza che il Cielo si faceva vicino. Pur non vedendo la Vergine Madre, avvertivamo la sua presenza e non era suggestione, era una certezza tangibile. Entravamo nell'infinito quando i canti o le preghiere si interrompevano nel momento in cui Mirjana alzava gli occhi al cielo; fino a quel momento Mirjana mostrava instabilità e insicurezza perfino nello stare inginocchiata a causa dei suoi dolori alla schiena che, improvvisamente, evidentemente, sparivano allo sparire della sua voce riservata soltanto alla Madonna.
FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE I PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE ERANO COSI'. Anche questo dicembre sarà diverso da quelli che "FINO A QUALCHE TEMPO FA A DICEMBRE".
 
Virgilio Baroni

"Hai fra le mani un'immagine della Regina della Pace... Desidero benedirla così nelle tue mani"- BENEDIZIONE di padre JOZO

 

 
Desidero ricordarti come Cristo, prima di morire, ha detto al discepolo: "Ecco tua Madre!".
Hai fra le mani un'immagine della Regina della Pace... Desidero benedirla così nelle tue mani.

Ricordatevi che Gesù non ha detto a Giuda: li, hai tua Madre. No! Il Signore lo ha detto al discepolo che amava... Giovanni era il discepolo amato, lui era l'uomo al quale Gesù poteva affidare Sua Madre perché sapeva che Giovanni L'amava.

Accetta questa immagine con responsabilità... Di: Gesù, io amo Tua Madre... io Ti amo...
Ecco, Gesù ti affida Sua Madre! Giovanni ha accompagnato la Beata Vergine dal Calvario fino a casa sua... Oggi, la Madonna desidera tornare con te a casa tua e benedire la tua famiglia; Lei desidera insegnarti ad amare la Croce, a portare la Croce.

Ora, voglio benedire l'immagine nelle vostre mani.

Signore, grazie per la Tua Madre... grazie, Madre, per il Tuo Figlio...
Ti prego, Signore, benedici questa immagine che ho ricevuto per portarla a casa mia, nella mia vita, nella mia famiglia. Essa resterà come un segno visibile...
Benedici, Signore, questa immagine e fa' che io possa accettare con amore la responsabilità di portare a casa mia la Madonna e serbare per Lei l'amore, la devozione, la fedeltà insieme a tutta la mia famiglia...
Benedici, Signore, tutti quelli che pregheranno davanti ad essa, fa' che siano ascoltati, esauditi, consolati... Proteggici, Gesù, con la Tua benedizione... Possano, queste immagini, essere un segno sicuro di protezione contro tutto il male. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Osservate, ora, l'immagine con il cuore... cercate di metterla nel profondo del cuore... sulle vostre ferite perché la Madre le curi... "Cari figli, sono la vostra Madre e vi amo tutti... Se sapeste quanto vi amo, piangereste dalla gioia". Cara Madre, sono Tuo figlio... Ti amo tanto! BaciateLa sul volto perché è la vostra Madre... Non siamo Giuda, siamo i figli che Ti amano. Voltando l'immagine, potete leggere alcune parole della Madre:"Cari figli, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi! Senza di voi, il Signore non può realizzare ciò che vuole. Cari figli, crescete di giorno in giorno attraverso la preghiera, sempre più verso Dio". Capite che la conversione è possibile, che la conversione è la normalità. Osservate gli alberi, la natura... Guardate come in primavera tutto si trasforma e rinasce, spuntano nuovamente le foglie, i fiori, i frutti. Allo stesso modo, potete essere rinnovati voi.

Conversione, significa tornare ad essere fecondi. Noi siamo debitori verso Medjugorje. La Beata Vergine ha Messaggi urgenti per il nostro secolo, per questa generazione. Lei, come avete letto nel retro dell'immagine, ci ha chiamati alla conversione. Se tutto il mondo ti dicesse che non puoi convertirti, che non puoi cambiare la tua vita, non credergli! La Madre di Dio ti dice: Convertiti!

Questa è la buona novella di Medjugorje: Devo e posso convertirmi!
Questo rinnovamento inizia aprendo il cuore quando incominciamo a pregare.
"Cari figli, crescete di giorno in giorno, attraverso la preghiera, sempre più verso Dio".
Durante la preghiera, l'uomo fa un passo verso Dio perciò, è importante seguire il vero cammino perché i nostri passi siano sicuri e noi siamo illuminati.

Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio (cfr.Gn 1,26)... Conversione, significa perfezionare la nostra somiglianza a Dio. L'uomo senza frutti mostra un immagine deformata. Il Signore ha bisogno della nostra trasparenza, della nostra disponibilità per realizzare il Suo progetto di salvezza. Il "fiat" della Beata Vergine è stata una magnifica risposta perché ha dato vita ad una creazione nuova. Quando una persona pronuncia il "fiat", Dio si manifesta onnipotente in essa. Non possiamo pretendere di possedere l'onnipotenza di Dio nella nostra vita, ma il nostro dovere è di manifestare la Sua grandezza, la Sua potenza, la Sua gloria. Permettiamo che Egli faccia in noi, e attraverso noi, le Sue meraviglie. DiteGli il vostro "fiat" e permettete allo Spirito del Signore di fecondare la vostra vita! Ricordate come quel "fico sterile" ha dato un gran dispiacere al Signore. Quando la mattina dopo sono passati per lo stesso luogo, i discepoli hanno detto: "Maestro, l'albero è morto. Il fico si è seccato" (cfr.Mc 11,21). Sì, perché non dava frutti! L'uomo che non dà frutto, non serve a niente! Io desidero che voi diate frutto. E perché sia così, bisogna convertirsi.

"Questo tempo è per voi "Questo" è il momento favorevole quando la grazia è vicina. La Madonna sta intercedendo per noi. Lei desidera la nostra risposta..., ama e intercede per tutti. Dice a tutti: "Sono vostra Madre. Voi siete i miei cari figli". Si, possiamo dare al mondo questa grazia che gli manca per dare frutto. Grazie alla preghiera di alcuni, arriva ad altri la grazia divina è si diffonde per il mondo. Dobbiamo essere disponibili. Nel Messaggio di marzo, la Madonna ha detto: "Il mondo ha fame dell'amore di Dio". "Dategli voi da mangiare", ha detto Gesù ai suoi discepoli. Dopo aver nutrito la folla nel deserto, le mani di Cristo sono rimaste piene. Tutti, fino all'ultima persona, si sono saziati con quei cinque pani e due pesci che Gli aveva dato un ragazzo. Il nostro compito è distribuire il cibo che nutre.

Si, ognuno di noi deve nutrire i fratelli. Non possiamo inaridire l'Amore divino... Ecco il nostro compito: distribuire il cibo per nutrire il mondo affamato di Dio!

La vigna non esiste per caso. Prima deve essere piantata e coltivata fino a quando dà il frutto per la vendemmia. Qualcuno l'ha piantata. La Chiesa è la vigna eletta. Non esiste casualmente ed è frutto prezioso del Costato di Cristo sulla Croce. Noi dobbiamo coltivarla, stimare, viverci dentro, proteggerla!

Carissimi fratelli, noi siamo un dono per la Chiesa. Ogni Movimento è una grazia, una energia nuova che attraversa il corpo della Chiesa. Si, noi possiamo cambiare il mondo perché siamo inviati. Il Signore ci invia e Lui resta con noi.

Sotto la immagine, potete vedere scritti cinque punti: sono cinque Messaggi sintetizzati con una sola parola per ricordarli.

medjugorje.altervista