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giovedì 27 febbraio 2020

27 febbraio San Gabriele - PREGHIERA "Il coraggio di guardare il cielo"

O santo dei giovani e di quanti cercano Dio
nella sincerità del loro cuore, insegnaci
a porre Dio al primo posto nella nostra vita.

Tu che lasciasti il mondo, ove vivevi
una vita tranquilla, serena ed allegra,
attratto da una speciale vocazione
alla vita consacrata, guida i nostri giovani a sentire
la voce di Dio e a consacrarsi
a Lui mediante scelte radicali di amore.
Tu, che alla scuola di San Paolo della Croce,
ti alimentasti alle sorgenti dell'Amore crocifisso
insegnaci ad amare Gesù, morto e risorto per noi,
come lo amasti tu con tutto il cuore.
Tu, che hai scelto la Vergine Addolorata,
come guida sicura verso il Calvario,
insegnaci ad accettare le prove della vita
con santa rassegnazione alla volontà di Dio.
O Gabriele della Vergine Addolorata,
che all'Isola del Gran Sasso
richiami fedeli e pellegrini di ogni parte del mondo,
porta a Cristo le anime smarrite, sfiduciate e senza Dio.
Con il tuo fascino spirituale,
con la tua giovanile e gioviale santità
indirizza le persone che hanno già intrapreso
la strada della perfetta carità
sulla via della vera unione con Dio
e del sincero amore verso ogni uomo di questo mondo!
Amen
Il santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso.
San Gabriele dell’Addolorata, che si festeggia oggi, è unito alla  nostra Santa Gemma da una relazione spirituale che è un vero poema di grazia e di cielo, tipico delle anime amiche che sono a loro volta innamorate di Dio. Gemma “incontra” la prima volta San Gabriele nell’inverno del 1899 leggendone la vita. “La lessi più volte” scriverà lei stessa, “non mi saziavo mai di rileggerla e di ammirare le sue virtù ed i suoi esempi. La sera non trovavo sonno se non avevo l’immagine sua sotto il guanciale”. Lo elegge suo protettore e consigliere. Le apparizioni di San Gabriele sono frequenti. Gabriele le fa baciare il suo abito e la corona del rosario. Recitano spesso insieme il breviario mentre Gemma è in estasi. “Aspetto” scrive al direttore spirituale, “una visitina di Gabriele, devo parlargli di molte cose”. Gabriele (Gabriellino lo chiama lei) l’accompagna verso la santità lungo la via della croce. “Gemma coraggio” le dice in una apparizione “ti aspetto al Calvario: è verso quel monte che sei diretta”. Le raccomanda la devozione alla Madonna addolorata. All’occorrenza Gabriele la rimprovera sapendo essere anche un maestro esigente e severo, proprio come un fratello maggiore. In una apparizione le dice: “Sorella mia… sorella mia tu sarai”. Gemma gli domanda se riuscirà a diventare monaca passionista. Gabriele sorridendo le ripete “sorella mia…”, le fa una carezza sulla fronte e le dona il distintivo passionista che porta sul petto. Nonostante gli sforzi, Gemma non entrerà in monastero. Nel cuore e nello spirito però è passionista e ne professa privatamente anche i voti. Pio XII dichiarandola santa infatti la chiamerà giustamente “spirituale religiosa passionista”. Degna figlia di Paolo della Croce, dolce sorella di Gabriele dell’Addolorata.


Gemma un giorno cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formaronno in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma, che aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che San Gabriele le stava davanti. Le parlò così: “Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù“Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita! Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo e grazie al Cuore di Gesù e all’intercessione di Gabriele dell’Addolorata, un ulteriore segno di questa mistica amicizia.

" Non si permettono concentrazioni di persone nelle chiese, ma in altri spazi pubblici sì". Il vescovo di Torino contrario allo stop delle messe

Il vescovo di Torino: "Messe vietate ma c'è più gente nei supermercati che nelle chiese"

 



"La decisione di non fare celebrare le messe feriali mi ha sorpreso. È una scelta che penalizza una parte dei cittadini. Non si permettono concentrazioni di persone nelle chiese, ma in altri spazi pubblici sì. Aree frequentate da numeri ben maggiori. Penso ai supermercati, al metrò, agli autobus e così via.Luoghi dove c'è una concentrazione alta di persone". L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, oggi alle 12 è andato al santuario di Nostra Signora della Salute, in Borgo Vittoria, per celebrare il mercoledì delle Ceneri. Una cerimonia per forza di cose privata a cui ha partecipato, in rappresentanza dei torinesi, la sindaca Chiara Appendino.

"Prego la Vergine Maria per chiedere di proteggere la popolazione della città e del territorio", dice l'arcivescovo contrariato rispetto allo stop alle messe, soprattutto quelle feriali. Tema di un intervento di Nosiglia sul giornale della Diocesi "La Voce e il Tempo". Una misura contenuta nell'ordinanza adottata domenica per limitare le possibilità di contagio da Covid-19. Nosiglia mette così in luce i paradossi di alcuni provvedimenti

Cosa ha pensato rispetto alla decisione di non far celebrare le messe fino a sabato?
"Si tratta di una scelta che mi ha sorpreso. Posso essere d'accordo per quanto riguarda i funerali perché, solitamente, ai funerali la partecipazione di persone è importante. Noi per primi abbiamo invitato a limitare le presenze e a differire il ricordo della persona cara più avanti. Sulla messa è diverso. La partecipazione in settimana è limitata nel numero di persone, anche se molto sentita dai fedeli che vengono. I supermercati sono molto più pieni delle chiese durante le messe in settimana. I centri commerciali possono aprire le porte, le chiese no. Un fatto che ci deve far riflettere. Anche domani (oggi, ndr) mi troverò in una situazione strana".
 
 Quale?
"Davanti alla chiesa c'è un mercato. Bisognerebbe andare a vedere quante persone lo frequentano, anche in questi giorni di emergenza. Molte di più di quelle che verrebbero alla celebrazione delle Ceneri. Le disposizioni sanitarie sono fondamentali, ma l'immagine della chiesa vuota causa ordinanza e quella del mercato affollato fanno riflettere".

Il mercato, il bus, il centro commerciale sono tutti servizi essenziali. Non è così?
"Non voglio fare polemica, capisco che la gente ha bisogno di comprare la frutta, la verdura e la carne. E deve avere il diritto a muoversi. Però non vorrei che passasse un concetto che è sbagliato. Non vorrei che il supermercato o il bus venga considerato come un servizio essenziale, mentre la messa venga considerata come un di più. Se c'è bene, se si può fare bene, altrimenti pazienza. Non è così. Me lo sono sentito dire da diverse persone in questi giorni, fedeli e no".

Ne ha parlato con chi ha deciso le misure, dal prefetto al presidente della Regione Cirio?
"Si, certo. Ho fatto presente il problema di considerare la messa come qualche cosa di non necessario".

La messa non è un optional?
"No, non lo è. Voglio sottolinearlo perché mi faccio portatore di un pensiero espresso da molti fedeli che hanno comunque accolto le indicazioni sanitarie date, ma vorrebbero che si tenesse conto anche delle loro esigenze, pur nell'emergenza. Persone che potrebbero tenere dei comportamenti consone alle direttive sanitarie, limitando la presenza numerica nelle chiese".

Se l'emergenza non rientrerà entro sabato potrebbero saltare anche le messe della domenica?
"Spero di no, perché sarebbe un vero problema per i fedeli. Un problema molto serio. Io mi auguro che l'emergenza possa rientrare entro sabato e che la situazione migliori rapidamente. In alternativa che si possano rivedere le misure per poter garantire lo svolgersi delle messe, almeno la domenica, in sicurezza. Speriamo. Tutto dipenderà dall'evoluzione dei contagi nei prossimi giorni".
 
 
Fonte:Torino
repubblica.it

Medjugorje è una Quaresima. La Madonna è una Quaresima..“Siamo ipocriti!” - Catechesi di P. JOZO

P. JOZO: Una Mamma ti dice: “CONVERTITI E DICIDITI SUBITO A PREGARE”
La grazia, non la diplomazia ha piegato il comunismo!
Quando i cristiani, i figli vedono la Madonna, sanno che è la più bella di tutte le altre mamme. Per gli occhi dei figli il volto della mamma è sempre bello, ma i veggenti e le altre persone che hanno visto o vedono la Madonna, la più generosa e bella delle mamme, vedono un volto stupendo, meraviglioso.

Io voglio dirvi che Lei non è un fantasma, Lei è la Madre della Chiesa: che parla alla Chiesa, che ama la Chiesa, che guida e accompagna la Chiesa. Noi come cristiani abbiamo ricevuto la Madonna, l'abbiamo ricevuta sul Calvario, sotto la croce. In quel momento, quando Gesù è morto, Lei ha partorito noi nel dolore della croce, e noi siamo nati.

Io voglio dirvi ciò che la Madonna ha detto durante questo periodo. Siamo nella Quaresima: Medjugorje è una Quaresima da  anni. La Madonna è una Quaresima; infatti pronuncia la stessa parola che abbiamo sentito dalla bocca di S. Giovanni Battista: “Convertitevi”. La stessa parola che ha detto Gesù quando ha iniziato la sua predicazione e che poi ha ripetuto con forza durante la sua vita terrena, nelle sue prediche: “Convertitevi!”. La nostra conversione inizia con un incontro con la grazia. Questo non viene dall'uomo, viene dal Signore; questa grazia è un dono particolare. La Madonna è venuta, è presente a Medjugorje, appare a Medjugorje come una grande chiamata per tutta la Chiesa: Convertitevi!” Molti hanno capito bene; molti hanno risposto. Tutti quelli che hanno risposto hanno dato e danno frutti meravigliosi, straordinari: i frutti divini.

Siamo ipocriti!”
La prima volta che la Madonna ha pianto a Medjugorje, ha parlato su noi sacerdoti e ha detto: “Dite ai miei cari figli che devono credere forte”. Siamo ipocriti prima noi sacerdoti, poi tutti voi. Ipocriti, farisei. Come farisei vogliamo imparare a credere attraverso i libri; ma non crede perché si legge, si crede quando si vive. Non serve alla Chiesa stampare la Bibbia se non prega, se non legge Bibbia e se non crede che quando ascolta la Parola divina il Signore che parla. Se la Chiesa non crede, la Parola Dio non salva, non serve. Dipende da noi, da chi apre Bibbia. Chi crede che sta ascoltando la Parola viva direttamente dalla bocca di Cristo, del Signore? Chi è l'uomo che ascolta così? Il nostro Signore desidera insegnarci, attraverso la Madonna, come dobbiamo iniziare con la preghiera nostra conversione.

"Iniziate subito a pregare col cuore!" Il primo messaggio sul Podbrdo l'ha comunicato Marija veggente alla gente dicendo: “La Madonna ha detto: Convertitevi!”. Quando ha gridato queste parole la gente è rimasta molto colpita, trascinata: “Che cosa dobbiamo fare?” Subito la Madonna ha risposto: “Iniziate a pregare”. Non ha detto di “recitare” il Rosario, ma di “pregare”. E quando la gente ha iniziato a pregare così come era abituata, la Madonna è apparsa e ha detto: “No! Pregate con il cuore. Quando pregate, pregate con il cuore”.

Venire a Medjugorje significa iniziare a pregare.
Milioni sono passati e stati a Medjugorje e sono diventati testimoni. Tantissimi sono diventati testimoni della Madonna, testimoni della conversione e della preghiera: sono diventati “la preghiera”. La preghiera è natura cristiana. Il cristiano che prega è veramente figlio di Dio. Il cristiano che non prega e fariseo, è falso, è uno che dice bugie, bugiardo. L'uomo che non prega, non ama. Se il tuo sacerdote, la tua mamma, il tuo marito, non prega è falso, non ama Gesù, non conosce Gesù. Senza la preghiera non esiste alcun uomo che abbia conosciuto Gesù. Non si può conoscere Dio senza la preghiera. Gli occhi e la luce con la quale Possiamo vedere il volto di Cristo si chiama la preghiera. La preghiera: il dono che non possiamo perdere.
Ricordate la parabola nella quale Gesù ha parlato della donna che ha perso la dracma, un denaro grande e non aveva più pace. Ha preso una scopa ed ha cercato dappertutto finché l'ha trovata. Piena di gioia per aver trovato la moneta, ha chiamato in casa tutti i familiari e i vicini: “Voglio dirvi che ho trovato la mia moneta”.

Venire a Medjugorje significa veramente ripetere i gesti di questa donna con tutta la nostra forza e il nostro impegno: prendere la scopa della confessione e pulire il proprio cuore. Non sappiamo dove abbiamo perso la preghiera; forse non vi ricordate quando avete pregato l'ultima volta nella famiglia. Molte famiglie italiane non pregano più; questo mondo non prega più.
Venire a Medjugorje significa iniziare subito con la preghiera. Se non capisco questo messaggio non posso capire niente altro. Il pellegrino che viene a Medjugorje e non mette in pratica i messaggi della Madonna, a cominciare dal messaggio della preghiera, non può dire che gli è piaciuto Medjugorje, che è buono, che è bello, che là ha pregato”. Occorre perseverare nella preghiera.
Tanti sacerdoti, anche italiani, che sono stati qui, dopo il pellegrinaggio non hanno fatto nulla. Si possono paragonare con Giuda. Veramente tutti siamo Giuda se non abbiamo fatto nulla. Dire “mi piace” e poi non fare nulla è come abbracciare Cristo e dire: “Salve maestro”. Ma che cosa voleva dire “maestro” per Giuda? E il Maestro ha detto: “Amico, sai che cosa stai facendo? Perché sei qui?”. Ma Giuda è rimasto cieco.

“Non si può rimandare!” Credimi! Questo tempo è per te importante come quello della mamma che deve andare in ospedale per partorire un bambino. Non si può scherzare, non si può allontanare il tempo della nascita. E' questo e basta, non si può discutere, capisci? Cosi è importante il tempo nella Chiesa; tu lo devi sapere e poi lo devi trasmettere a tutti dicendo: “Questo è il tempo maturo per la nascita, per la nostra conversione”. Non si può rimandare e dire: “aspettiamo ancora. una settimana”. Non si può! Oggi! Oggi abbiamo sentito la chiamata e subito dobbiamo rispondere. Perché siamo a Medjugorje? La Madonna desidera mettere una perla nella vostra anima, nel vostro cuore, una perla che si chiama il rosario, che si chiama la preghiera.

Ecco la dracma che tu hai perso: il tuo rosario familiare, la tua preghiera nella famiglia.
Venire a Medjugorje significa prendere la scopa e iniziare a pulire per trovare. Non preoccupatevi, potete trovare. Potete trovare già stasera, fra poco: troverete la chiesa raccolta e unita, con persone che vengono da tutte le parti del mondo che pregano. Rossi, bianchi, neri sono tutti devoti, sinceri, aperti davanti alla Madonna, tutti fanno nascere la preghiera dal proprio cuore e, uniti insieme, fanno un corpo mistico: la Chiesa. La chiesa che prega è veramente capace di far rinascere ognuno di noi e aiutare ognuno di noi.
La Madonna ha parlato della preghiera e ha detto: “Pregate il rosario ogni giorno”. In questa Quaresima voglio dirti: “Inizia subito”. Oggi è già la seconda domenica di Quaresima. Ti prego, come tuo amico e fratello: deciditi oggi, nel posto dove la Madonna ti aspettava da otto anni otto mesi e due settimane. Mamma mia, quanto tempo! Capisci! E stasera deciditi, stasera fai un voto alla Madonna: “Voglio prometterti che da oggi ogni giorno pregherà. Voglio mettere la preghiera nella mia giornata; non voglio smettere mai”.

Quando la Madonna ha dato a Medjugorje il messaggio del rosario, siamo rimasti in preghiera; la gente non voleva tornare a casa, tutti dicevano: “Preghiamo subito” e abbiamo pregato. E durante la nostra preghiera la Madonna è apparsa nella chiesa. Abbiamo visto la Madonna in mezzo a noi! Puoi immaginare quanta è stata la gioia di pregare nella chiesa dove la Madonna prega con te, dove è presente fisicamente! Quale differenza c'è tra te e Gesù? Gesù pregava con Lei e tu stasera inizi a fare lo stesso. Bello! Bello! Capisci che cosa vuol dire? Bellissimo: pregare con la Madonna! La Madonna è apparsa e ha detto: “Vi ringrazio”. Ha ringraziato tutti coloro che pregavano, che avevano iniziato a pregare, dicendo: “Vi ringrazio perché avete risposto alla mia chiamata”. Che bello! Stasera la Madonna desidera dire: “Ti ringrazio, pellegrino, caro figlio, cara figlia, ti ringrazio perché tu hai risposto”.

Non abbiate paura: solo pregate!” A Medjugorje non abbiamo finito mai,nè mai abbiamo interrotto la preghiera. Mai la chiesa ha interrotto fino ad oggi. Ogni giorno prega. Ogni giorno. Non importa che festa e, che tempo fa,ecc.: sempre, sempre! Tante volte non è stato semplice. Quando per es. i comunisti hanno deciso di distruggere Medjugorje perché avevano paura, hanno mandato tanti soldati pieni di armi,con gli elicotteri hanno riempito il cielo, tanti ,poliziotti con i cani. Nessuno poteva avvicinarsi a Medjugorje, tutte le strade erano bloccate dalle guardie, come un grande cerchio appena fuori Mostar, e poi un altro piccolo cerchio di blocco intorno a Medjugorje: non si poteva uscire, ne entrare a Medjugorje.

La Madonna in quella occasione ha detto: “Non abbiate paura, solo pregate“. I cristiani hanno creduto a Lei. Non volevano fare sciopero, ma volevano pregare. Non potevano tornare a casa, come la polizia cercava di convincere, nessuno lo voleva. “Come posso tornare a casa? Voglio dare testimonianza??. Tutta la giornata sono rimasti come un muro davanti ad una altro muro vivo (formato dai soldati armati e dai cani) e sono rimasti con il rosario nella mano e hanno pregato (n.d.r.: era il 17.8.1981, giorno dell'arresto di P. Jozo, sotto un sole cocente e un caldo torrido). Quello stesso giorno, alle 6 del pomeriggio, un nuovo messaggio è venuto dal regime di Belgrado: “Lasciate entrare la gente nella chiesa??.“
Si sono aperti, rotti i muri vivi fatti di soldati, e la gente, come fiumi nell'oceano, correva e riempiva la chiesa. Così per tutta la notte verso Medjugorje e uniti insieme hanno pregato tutta la notte. In quella notte la nostra chiesa ha capito una cosa, ha vissuto una esperienza grande e bella, che tu non puoi capire purtroppo. Per la prima volta nella storia del comunismo, che in questo paese è al potere da 50 anni, loro (i capi comunisti) hanno cambiato una decisione e con questo cambiamento hanno fatto un passo per cambiare in tutto il mondo. Capisci? Da questo giorno il comunismo ha iniziato a cambiare in tutto il mondo.
E' la grazia che ha cambiato il comunismo, non la diplomazia. E' la grazia che può cambiare anche l'Italia!
La Madonna ha detto: “Non abbiate paura, solo pregate”! La gente pregava e credeva: la Madonna sa come vincere! Cerca da me la preghiera e basta: voglio regalargliela! Ma, vedete, voi dovete sapere questo: questo cambiamento nel comunismo è frutto della grazia, non viene dalla diplomazia La vostra politica, italiana, americana o russa, è uguale. Anche se la chiamate cristiana, come la democrazia cristiana, non è per niente cristiana. Non esiste un regime che desideri Gesù. Tutti i regimi sono contro l'uomo: non mettono il Signore al primo posto! Allora che cosa vuoi dire regime? Nessun regime aiuta a conoscere Gesù e ad amarlo sopra ogni cosa. Tutti coloro che mettono la cultura o qualche cosa prima di Cristo non sono veri, non conoscono Gesù. Non si può fare così.




Allora è importante per noi sapere come la Madonna ha regalato come grande dono la dimostrazione che il più grande e il più forte soldato sulla terra è il cristiano che prega con questa arma nella mano. Capisci? (e cosi dicendo alza in alto e mostra la corona del rosario). Il cristiano è più forte di tutte le politiche e di tutti i regimi. Cosa posso fare per cambiare l'Italia? Come si può cambiare? Ma vedete? nessuno poteva cambiare questa situazione, solo Dio. E' la grazia che ha cambiato, è la grazia che può cambiare l'Italia, che può cambiare le famiglie, tutte le famiglie distrutte e rovinate: solo la grazia può rinnovare.

Questo sangue malato che scorre nel corpo della chiesa può essere guarito solo da un'unica medicina: la grazia divina. La grazia che viene da Dio e che ci porta alla conversione. Non posso prendere e accettare la grazia se non mi converto, se non voglio rialzarmi per tornare a casa, dal Padre. Il mio ritorno significa la mia conversione.
(a cura di Alberto Bonifacio-Lecco: Tihalijna 11.3.1990) 


 http://medjugorje.altervista.org

mercoledì 26 febbraio 2020

Oggi si insulta come se si dicesse buonagiornata! E' tempo di staccarsi dalla TV, dai cellularie e connettersi al Vangelo.

 "Con i suoi inviti alla conversione, la Quaresima viene provvidenzialmente a risvegliarci, viene dal torpore, dal rischio di andare avanti per inerzia".

Papa Francesco, in Piazza San Pietro durante l'Udienza Generale odierna, incentra la sua meditazione sulla Quaresima. Con il Mercoledì delle Ceneri cominicia il cammino di quaranta giorni verso la Pasqua, verso il "cuore dell’anno liturgico e della fede". "È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto... vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate.
Ed è proprio del deserto che il Pontefice parla ai fedeli presenti in Piazza San Pietro. "Il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola. Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, come un suono leggero", commenta il Pontefice.
"La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio - confida il Papa -  È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. È il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e dare del tu al Signore".
  Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all'essenziale. È cercare la bellezza di una vita più semplice».
«Il deserto, infine, è il luogo della solitudine. Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole. Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale».

Vicino ai malati del Coronavirus e a chi combatte il contagio


Questo pomeriggio alle 16.30, prima nella chiesa di Sant’Anselmo poi a Santa Sabina all’Aventino, Papa Francesco inizierà la liturgia “stazionale” cui farà seguito la processione penitenziale e la Messa

Medjugorje luogo di vera grazia- Intervista al Cardinal Vinko Puljić



Il cardinal Vinko Puljić: “i frutti di Medjugorje sono molto positivi e buoni”

A Bari, a margine dell’evento “Mediterraneo frontiera di pace“, abbiamo intervistato Sua Eminenza Vinko Puljić, cardinale e arcivescovo di Sarajevo, creato cardinale dal Papa San Giovanni Paolo II.


Eminenza Puljić, quale è la sua idea su Medjugorje?
“Molto positiva, del resto io stesso di recente, credo lo scorso 5 Agosto, vi ho celebrato la Santa Messa” .
E allora?
“Penso, e questa mia idea è di molto tempo fa, è che quello sia un luogo di vera grazia. Sua eccellenza Hoser ha perfettamente ragione su Medjugorje”.
Che cosa la spinge a dirlo?
“Come è noto, gli alberi buoni si vedono dai frutti. Da quanto posso constatare i frutti di Medjugorje sono molto positivi e buoni. Tanta gente viene a pregare con animo retto, compie penitenza, si confessa, prende la santa comunione e i sacramenti e spesso cambia radicalmente vita, si converte. Perchè allora negare l’ evidenza di frutti spirituali buoni ? Non ha senso.Naturalmente ai pellegrini che lo visitano serve assicurare una guida pastorale adeguata per evitare errori, questo è vero”.
Eminenza Puljić, lei ha preso parte a Bari a “Mediterraneo frontiera di pace”, quale il giudizio?
“Molto favorevole. Si è discusso di vari argomenti con la massima libertà e in onestà. Ci siamo anche conosciuti meglio ed era importante. Tuttavia, a mio avviso, la grande strategia della e per la pace passa attraverso la preghiera, almeno se la vediamo in chiave cattolica”.
Basta la preghiera, cardinal Puljić?
“Quella è centrale nella nostra vita, per chi crede naturalmente. Non bisogna mai stancarsi di pregare, con devozione, cosa che non è segno di involuzione. Certo, poi ci sono altre dimensioni di natura sociologica, ma tutte dietro preghiera e sacramenti”.
Quali queste altre dimensioni?
“Per evitare il rischio di conflitti e il dono della pace bisogna assicurare a tutti la libertà, ma soprattutto la dignità. Inoltre è opportuno il dialogo, nel doveroso rispetto delle diversità che vanno accettate. Ecco perchè l’ idea della Cei e del cardinal Bassetti mi è sembrata corretta. Ben sessanta vescovi di venti nazioni del bacino del Mediterraneo si sono riuniti e la conoscenza è ricchezza. Certo, siamo diversi tra di noi, ma questo non è un problema. Bisogna lavorare nel rispetto di queste diversità. La pace si assicura come dicevo prima di ogni cosa pregando, ma anche dando rispetto alla dignità di popoli e persone” .
Bruno Volpe

Fonte: La Fede Quotidiana

Preghiere per la Quaresima

Signore Gesù, inizia il tempo di quaresima.
Un periodo per stare con te in modo speciale, per pregare, per digiunare,
seguendoti così nel tuo cammino verso Gerusalemme,
verso il Golgota e verso la vittoria finale sulla morte.
Sono ancora così diviso! 
Voglio veramente seguirti,
ma nel contempo voglio anche seguire
i miei desideri e prestare orecchio alle voci
che parlano di prestigio, di successo, di rispetto umano,
di piacere, di potere e d’influenza.
Aiutami a diventare sordo a queste voci
e più attento alla tua voce,
che mi chiama a scegliere la via stretta verso la vita.
So che la Quaresima sarà un periodo difficile per me.
La scelta della tua via dev’essere fatta
in ogni momento della mia vita.
Devo scegliere pensieri che siano i tuoi pensieri,
parole che siano le tue parole,
azioni che siano le tue azioni
Non vi sono tempi o luoghi senza scelte. 
E io so quanto profondamente resisto a scegliere te.
Ti prego, Signore: sii con me in ogni momento e in ogni luogo.
Dammi la forza e il coraggio di vivere questo periodo con fedeltà,
affinché, quando verrà la Pasqua, io possa gustare
con gioia la vita nuova che tu hai preparato per me.
Amen.

 Adorando insieme la croce, segno della nostra salvezza, 
chiediamo umilmente perdono per noi, 
per le colpe di cui noi ci siamo macchiati; 
chiediamo perdono anche a nome di tutti coloro che non sono qui 
e non sanno chiedere perdono al Signore per le loro colpe. 
Essi non sanno di quanta gioia e di quanta pace 
il loro cuore sarebbe pieno se sapessero farlo. 
Chiediamo perdono a nome di tutta l’umanità, 
del tanto male commesso dall’uomo contro l’uomo, 
del tanto male commesso dall’uomo 
contro il Figlio di Dio, contro il salvatore Gesù, 
contro il profeta che portava parole di amore. 
E mettiamo la nostra vita nelle mani del crocifisso 
perché egli, redentore buono, redima e salvi il nostro mondo, 
redima e salvi la nostra vita col conforto del suo perdono. 

Carlo Mari a Martini 

Grazie, Signore,

che ancora ci doni la possibilità di ravvederci e salvarci:
almeno in questo tempo si faccia più intensa la preghiera:
tacciano le passioni, si convertano i cuori,
si aprano le menti alla tua Parola
che di giorno in giorno ci accompagna
nel grande cammino verso la tua e nostra Pasqua.
Grazie allo Spirito che ti ha condotto nel deserto
per essere tentato anche tu, Signore,
così ci puoi ancor più capire, noi siamo le tue tentazioni:
sensi che urlano e magie e superstizioni
e fame di prodigi e di grandezze, orgogli che impazzano,
e la mente sempre più turbata e smarrita:
Signore, benché non capiamo, noi ti crediamo per questo:
perché sei tentato come uno di noi
e tu per noi hai vinto, da solo:
se ci vuoi salvare, Signore,
non lasciarci soli nella tentazione.


Hanno occhi, Signore, e non vedono,
hanno orecchi e non odono:
non è vero che manchi la fede,
è vero che non sempre vogliamo credere:
che non sia così di noi, Signore.
Signore,
tu sei come la luce che è invisibile
senza gli oggetti su cui si posa:
così tu splenda sui nostri volti
e tutti ti possano vedere.
Mandaci il tuo Spirito
perché ognuno di noi
non solo sia uomo libero
ma sia anche strumento di liberazione
di tutti i fratelli.
Amen.

martedì 25 febbraio 2020

Messaggio del 25 febbraio 2020 - Medjugorje


  Messaggio dato  dato dalla Regina della Pace alla veggente Marija:

 "Cari figli! In questo tempo di grazia desidero vedere i vostri volti trasformati nella preghiera. Voi siete così inondati dalle preoccupazioni terrene che non sentite neanche che la primavera è alle soglie. Figlioli, siete invitati alla penitenza ed alla preghiera. Come la natura lotta nel silenzio per la vita nuova, così anche voi siete invitati ad aprirvi nella preghiera a Dio nel quale troverete la pace e il calore del sole di primavera nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Gospina poruka preko Marije Pavlović-Lunetti, 25.2.2020.Draga djeco!
U ovom milosnom vremenu želim vidjeti vaša lica preobražena u molitvi. Vi ste tako preplavljeni zemaljskim brigama i ne osjećate da je proljeće na pragu. Pozvani ste, dječice, na pokoru i molitvu. Kao što se priroda bori u šutnji za novi život i vi ste pozvani da se u molitvi otvorite Bogu u kojem ćete naći mir i toplinu proljetnog sunca u vašim srcima. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“