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venerdì 23 agosto 2019

Tullio De Piscopo: "La mia vita è cambiata a Medjugorje" - Ecco la sua testimonianza

Il batterista Tullio De Piscopo: «sono stato a Medjugorje, oggi non bestemmio più»


Un gigante della musica, forse tra i più importanti batteristi della storia italiana. Si chiama Tullio De Piscopo, napoletano, collaboratore di grandi artisti italiani e internazionali, da Lucio Battisti a Chet Baker, da Pino Daniele a Max Roach.
Nel libro edito da Ares La mia vita è cambiata a Medjugorje, l’autore Gerolamo Fazzini riporta l’intervista fatta a De Piscopo: «nel corso degli anni Novanta», ha spiegato, «un mio collaboratore mi aveva parlato di Medjugorje. Sono sempre stato credente, sebbene ‘a modo mio’». Una fede per tradizione, dunque, non vissuta coscientemente.
Fino al 2012: «stavo girando la Campania, cosi andai a Salerno da un amico medico. Mi visita: lo vedo che cambia espressione e si fa serio: mi prescrive una serie di analisi, mentre tenta di sdrammatizzare. Ma in me cominciano a sorgere dubbi. Ritornato da Napoli a Milano per un concerto, mi sottopongo a nuovi esami e dalla Tac emerge che ho un tumore maligno, uno dei più brutti». A Tullio danno sei mesi di vita ma il male, al posto che allontanare da Dio come vorrebbe qualcuno, fa mettere da parte il superfluo e porta a pensare alla vita vera. «Fu in quei momenti che pensai fortemente alla Madonna che aveva architettato questo disegno per farmi prendere coscienza del valore del tempo, dell’esistenza. Quando siamo in tournée i mesi volano, gli anni passano velocemente e non te ne rendi nemmeno conto». Dal male, Dio, trae sempre un bene maggiore, se trova collaborazione nella libertà umana.
Nel 2013 De Piscopo si reca a Medjugorje, ritornandoci per altri due anni di seguito. «A Medjugorje sei sempre in preghiera: anche se non fai il segno di croce e non dici ‘Ave Maria’, sei come ‘avvolto’ dalla preghiera di tanti. Quando mi trovo davanti all’Ostia consacrata oggi mi sento pulito. Ma la verità e che non siamo mai puliti fino in fondo», ha spiegato il celebre musicista. «Sono più sereno nel cuore e nella testa. Ero un gran bestemmiatore. Bestemmiare il nome di Dio invano è la cosa più brutta, ma purtroppo chi va con lo zoppo impara a zoppicare e io mi trovavo immerso in un ambiente in cui la bestemmia era ‘facile’. Da tempo, pero, non bestemmio più». Racconta di aver invitato a Medjugorje anche Pino Daniele, «sono certo che sarebbe venuto anche lui, se la morte non l’avesse portato via prima».
Il famoso batterista è un esempio dei tanti frutti spirituali di Medjugorje di cui parlavamo qualche tempo fa, l’unica certezza rispetto a questo enigmatico fenomeno, sul quale la Chiesa deve ancora pronunciarsi. Un altro esempio è il giovane ingegnere Nicolò Manduci, passato dallo sballo notturno londinese e dall’indifferenza verso Dio alla testimonianza verso altri giovani sulla necessità di combattere le droghe. A Medjugorje ha imparato il valore dei sacramenti.

Sono andata a Medjugorje e non ho più crisi epilettiche, non ho segni neurologici e conduco una vita perfettamente normale



Mi chiamo Emanuela N.G. e cercherò di raccontare brevemente la mia storia, sperando possa essere utile alla commissione che si riunirà a Medjugorje. Ho quasi 35 anni, sono sposata e ho due figli: 5 e mezzo la prima e 14 mesi il secondo e sono medico.
Circa un anno fa sono stata operata per astrocitoma, manifestatosi improvvisamente al lobo temporale destro e poi sottoposta ad un ciclo di BCNU e ad un mese di telecobaltoterapia al massimo dosaggio possibile; contemporaneamente prendevo 8 mg. di Decadron al giorno, a circa metà terapia ho superato il morbillo. Terminata la cobaltoterapia ho sospeso il cortisone bruscamente, subendone qualche conseguenza in autunno. Per evitare crisi comiziali di tipo epilettico a causa della cicatrice nel lobo temporale, seguivo una terapia anticonvulsivante. Ad ottobre, il primo TAC di controllo: tutto bene salvo una cosa: pur seguendo le terapie prescritte, avevo fino a 15 crisi giornaliere di epilessia. A questo punto ho cominciato a pensare che le cure anziché darmi beneficio mi provocassero un effetto paradossale, e allora, in piena responsabilità e con l'aiuto di quel Dio e di quella Vergine Santissima che fin dai giorni dell'intervento avevo sempre sentito più vicino a me ho deciso di lasciare gradualmente Tegretol e Gardenal e, guarda caso, da novembre non ho più avuto una sola crisi anche trovandomi sotto stress fisico o emotivo, anche in iperventilazione forzata. Ma purtroppo mi aspettava una brutta sorpresa. Senza crisi e con segni neurologici modestissimi al TAC successivo di fine febbraio '85 ecco presentarsi una enorme recidiva giudicata inoperabile dal Prof. Geuna. Ancora una volta ho sentito che non era quello il momento di arrendersi. Subito, da Pavia, pur restando lo stesso parere diagnostico, si decise che avrei dovuto fare un ciclo di CCNU (5 capsule - 8 settimane di intervallo, altre 5 capsule) poi un nuovo controllo fino ad arrivare ad un possibile intervento. Feci come mi dissero. Mentre la mia famiglia si rivolgeva anche all'estero per un parere, spedendo tutta la documentazione, ecco che nacque in me il fortissimo desiderio di andare a Medjugorje, mentre avevo sempre detto che, salute permettendo, sarei andata a Lourdes per ringraziare d'aver superato bene l'intervento. Ed ecco che, deciso il viaggio a Medjugorje, arriva la prima buona notizia: dal Minnesota prof. LAWS scrive che potrebbe trattarsi di una radionecrosi tardiva dovuta alla cobaltoterapia. Da Parigi il prof. ISRAEL pone lo stesso dubbio e consiglia la risonanza magnetica nucleare per fare una diagnosi differenziale. Intanto vado a Medjugorje e prego e assisto all'apparizione della Madonna nella casa di Vicka e una scarica mi percorre la colonna vertebrale. Mentre il mio cervello da medico mi dice che non è logico, è come se una forza si fosse impadronita di me in quel momento; il giorno successivo salgo in cima al monte Krizevac in 33 minuti, mentre negli ultimi mesi mi costava molta fatica salire dislivelli anche modestissimi. Nel viaggio di andata in aereo al decollo e all'atterraggio avevo avuto un notevole mal di testa per via dell'edema, al ritorno sempre in aereo non sento più nulla, è come se la mia testa fosse più leggera, guarita. Continuo la terapia antiedemigena, poiché anche una radionecrosi provoca edema e basta. In marzo vado a Ginevra per la risonanza magnetica nucleare ed in effetti non c'è altro che radionecrosi, l'edema perilesionale è quasi scomparso, le strutture mediane che nel TAC di fine febbraio risultavano spostate sono in asse. Resta una piccolissima zona incerta che dovrò ricontrollare a luglio. Ora bisogna considerare che l'immagine del TAC è stata vista da otto fra radiologi, neurologi e neurochirurghi fra i quali alcuni luminari italiani e francesi, solo al nono, all'americano Dottor LAWS è venuta in mente l'altra possibilità ed io avevo già deciso di andare a Medjugorje per cui si potrebbe parlare di miracolo in embrione a livello diagnostico. Ma ci sono da considerare anche tante altre piccole cose: io sto bene, non ho crisi epilettiche, non ho segni neurologici e conduco una vita perfettamente normale; unico cambiamento, è entrata profondamente nel mio cuore una fede autentica, ingenua, se si vuole quale potevo avere da bambina. Quel Dio in cui credevo, ma che sentivo lontano da noi, vive in me ed io Lo prego attraverso la Sua Santissima Madre ogni giorno col S. Rosario e sono certa che a luglio la risposta sarà un'immagine senza più ombre anche se piccolissime.
Se serve unisco la fotocopia del referto del TAC.




La TAC cerebrale eseguita nel mese di luglio 1985 risultò normale.
  Con molti ringraziamenti per aver letto la mia storia e sperando un giorno di conoscerla. In fede.


  Emanuela N.G.



Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/dossier/17-guarigioni.php

giovedì 22 agosto 2019

Oggi 22 Agosto Festa di Maria Regina e questa la regalità non ha nulla a che vedere con quella dei potenti della terra.

Cari fratelli e sorelle,
ricorre oggi la memoria liturgica della Beata Vergine Maria invocata con il titolo: “Regina”. E’ una festa di istituzione recente, anche se antica ne è l’origine e la devozione: venne stabilita, infatti, dal Venerabile Pio XII, nel 1954, al termine dell’Anno Mariano .In tale circostanza il Papa ebbe a dire che Maria è Regina più che ogni altra creatura per la elevazione della sua anima e per l’eccellenza dei doni ricevuti. Ella non smette di elargire tutti i tesori del suo amore e delle sue premure all’umanità (cfr Discorso in onore di Maria Regina, 1° novembre 1954). Ora, dopo la riforma post-conciliare del calendario liturgico, è stata collocata a otto giorni dalla solennità dell’Assunzione per sottolineare lo stretto legame tra la regalità di Maria e la sua glorificazione in anima e corpo accanto al suo Figlio. Nella Costituzione sulla Chiesa del Concilio Vaticano II leggiamo così: «Maria fu assunta alla gloria celeste e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio» (Lumen gentium, 59).
E’ questa la radice della festa odierna: Maria è Regina perché associata in modo unico al suo Figlio, sia nel cammino terreno, sia nella gloria del Cielo. Il grande santo della Siria, Efrem il Siro, afferma, circa la regalità di Maria, che deriva dalla sua maternità: Ella è Madre del Signore, del Re dei re (cfr Is 9,1-6) e ci indica Gesù quale vita, salvezza e speranza nostra. Il Servo di Dio Paolo VI ricordava nella sua Esortazione apostolica Marialis Cultus: «Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende: in vista di lui Dio Padre, da tutta l'eternità, la scelse Madre tutta santa e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi” (n. 25).
Ma adesso ci domandiamo: che cosa vuol dire Maria Regina? E' solo un titolo unito ad altri, la corona, un ornamento con altri? Che cosa vuol dire? Che cosa è questa regalità? Come già indicato, è una conseguenza del suo essere unita al Figlio, del suo essere in Cielo, cioè in comunione con Dio; Ella partecipa alla responsabilità di Dio per il mondo e all'amore di Dio per il mondo. C'è un'idea volgare, comune, di re o regina: sarebbe una persona con potere, ricchezza. Ma questo non è il tipo di regalità di Gesù e di Maria. Pensiamo al Signore: la regalità e l'essere re di Cristo è intessuto di umiltà, di servizio, di amore: è soprattutto servire, aiutare, amare. Ricordiamoci che Gesù è stato proclamato re sulla croce con questa iscrizione scritta da Pilato: «re dei Giudei» (cfr Mc 15,26). In quel momento sulla croce si mostra che Egli è re; e come è re? soffrendo con noi, per noi, amando fino in fondo, e così governa e crea verità, amore, giustizia. O pensiamo anche all'altro momento: nell'Ultima Cena si china a lavare i piedi dei suoi. Quindi la regalità di Gesù non ha nulla a che vedere con quella dei potenti della terra. E' un re che serve i suoi servitori; così ha dimostrato in tutta la sua vita. E lo stesso vale per Maria: è regina nel servizio a Dio all'umanità, è regina dell'amore che vive il dono di sé a Dio per entrare nel disegno della salvezza dell'uomo. All'angelo risponde: Eccomi sono la serva del Signore (cfr Lc 1,38), e nel Magnificat canta: Dio ha guardato all'umiltà della sua serva (cfr Lc 1,48). Ci aiuta. E' regina proprio amandoci, aiutandoci in ogni nostro bisogno; è la nostra sorella, serva umile.
E così siamo già arrivati al punto: come esercita Maria questa regalità di servizio e amore? Vegliando su di noi, suoi figli: i figli che si rivolgono a Lei nella preghiera, per ringraziarla o per chiedere la sua materna protezione e il suo celeste aiuto, dopo forse aver smarrito la strada, oppressi dal dolore o dall’angoscia per le tristi e travagliate vicissitudini della vita. Nella serenità o nel buio dell’esistenza, noi ci rivolgiamo a Maria affidandoci alla sua continua intercessione, perché dal Figlio ci possa ottenere ogni grazia e misericordia necessarie per il nostro pellegrinare lungo le strade del mondo. A Colui che regge il mondo e ha in mano i destini dell’universo noi ci rivolgiamo fiduciosi, per mezzo della Vergine Maria. Ella, da secoli, è invocata quale celeste Regina dei cieli; otto volte, dopo la preghiera del santo Rosario, è implorata nelle litanie lauretane come Regina degli Angeli, dei Patriarchi, dei Profeti, degli Apostoli, dei Martiri, dei Confessori, delle Vergini, di tutti i Santi e delle Famiglie. Il ritmo di queste antiche invocazioni, e preghiere quotidiane come la Salve Regina, ci aiutano a comprendere che la Vergine Santa, quale Madre nostra accanto al Figlio Gesù nella gloria del Cielo, è con noi sempre, nello svolgersi quotidiano della nostra vita.
Il titolo di regina è quindi titolo di fiducia, di gioia, di amore. E sappiamo che quella che ha in mano in parte le sorti del mondo è buona, ci ama e ci aiuta nelle nostre difficoltà.
Cari amici, la devozione alla Madonna è un elemento importante della vita spirituale. Nella nostra preghiera non manchiamo di rivolgerci fiduciosi a Lei. Maria non mancherà di intercedere per noi presso il suo Figlio. Guardando a Lei, imitiamone la fede, la disponibilità piena al progetto d’amore di Dio, la generosa accoglienza di Gesù. Impariamo a vivere da Maria. Maria è la Regina del cielo vicina a Dio, ma è anche la madre vicina ad ognuno di noi, che ci ama e ascolta la nostra voce. Grazie per l'attenzione. 


BENEDETTO XVI

Il " bollettino" di suor Emmanuel da Medjugorje - Agosto 2019

LES ENFANTS de MEDJUGORJE

 

Agosto 2019 di suor Emmanuel


Cari figli di Medjugorje, siano lodati Gesù e Maria!
Il 2 luglio 2019, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla Croce blu, circondata da una grande folla di pellegrini. Dopo l’apparizione, ci ha trasmesso il seguente messaggio:

Messaggio del 2 agosto 2019

Dato alla veggente Mirjana
Cari figli, grande è l’amore di mio Figlio. Se poteste conoscere la grandezza del Suo amore, non smettereste mai di adorarLo e di ringraziarLo. Lui è sempre vivo con voi nell’Eucarestia, perché l’Eucarestia è il Suo cuore, l’Eucarestia è il cuore della fede. Lui non vi ha mai abbandonato: anche quando voi avete provato ad allontanarvi da Lui, Lui non lo ha mai fatto. Perciò, il mio cuore materno è felice quando guarda come colmi d’amore ritornate a Lui, quando vede che ritornate a Lui attraverso la via della riconciliazione, dell’amore e della speranza. Il mio cuore materno sa che se vi incamminaste sulla via della fede, sareste come germogli, come boccioli ed attraverso la preghiera ed il digiuno sareste come frutti, come fiori, apostoli del mio amore, sareste portatori della luce ed illuminereste con l’amore e la sapienza tutto intorno a voi. Figli miei, come madre, vi prego: pregate, pensate e contemplate. Tutto ciò che vi accade, bello, doloroso e gioioso, tutto ciò fa che cresciate spiritualmente, fa che mio Figlio cresca in voi. Figli miei abbandonatevi a Lui. CredeteGli e confidate nel Suo amore. Che Lui vi guidi. Che l’Eucarestia sia il luogo dove nutrirete le vostre anime per poi diffondere l’amore e la verità. Testimoniate mio Figlio. Vi ringrazio.
Come tutti i siti legati a Medjugorje, dobbiamo rinunciare a inserire qui il film dell’apparizione del 2 con Mirjana, come richiesto dalle autorità. L’obbedienza è sempre benedetta!
“Figlioli, verranno le prove !”
La Regina dei Profeti non è mai stata così chiara come oggi, e questo non è un caso (Messaggio del 25 luglio 2019: Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” ). L’ultima cosa da fare sarebbe ignorare il suo avvertimento estremamente serio. Da 38 anni Lei ci mostra la via della pace e anche la strada della prosperità (Cf messaggio del 25 dic. 1999 per il 3° millennio). Però, malgrado i suoi appelli sui rischi che corriamo non ascoltandola, la risposta dei suoi figli è troppo debole. Adesso è costretta ad avvisarci che i tempi che si avvicinano a grandi passi saranno molto duri. Come se il mondo non vivesse già delle pesanti prove! Kyrie Eleison! Attenzione, non si tratta della fine del mondo. D’altra parte Maria Santissima ci parla delle generazioni future, ci “prepara ai Tempi Nuovi”, e ovviamente al trionfo del suo Cuore Immacolato. Notiamo che quando una madre prepara il proprio figlio a qualcosa, non lo prepara a un evento lontano che lui non conoscerà. Al contrario, lo prepara a quanto avverrà nella sua vita. In altre parole… Voi ed io vedremo senza dubbio questi Tempi Nuovi!
Ogni trionfo è preceduto da un conflitto o da una battaglia, poiché non si trionfa, non si vince quando c’è la pace! Questa battaglia la stiamo già combattendo, è evidente. Quante ferite, quante sofferenze! Più si avvicina il Trionfo di Maria, più la battaglia si fa intensa. Il nemico, infatti, rendendosi conto che la sua sconfitta è vicina, si comporta come un animale ferito a morte che moltiplica le sue aggressioni prima di crollare. Con Dio non è mai troppo tardi. Se non si può evitare di affrontare le prove, è possibile però ancora addolcirle e accorciarle. Non intendo certo spiegare adesso il tipo di prove che ci attendono, mi concentrerò invece sui modi per attirare su di noi le grazie di Dio e la sua straordinaria misericordia. Così potremo sopravvivere alle onde che sono troppo alte per noi.
Ogni autentica profezia ha in sé la sua parte di speranza, e oggi, Maria ci indica nuovamente dove trovare il vero rifugio, quello che non fallisce: il Cuore di suo Figlio Gesù, che resterà sempre presente nell’ Eucarestia. “Lui è sempre vivo con voi nell’ Eucarestia, poiché l’ Eucarestia è il suo Cuore“. “L’Eucarestia è il cuore della fede. Lui non vi ha mai abbandonato, anche nei momenti nei quali avete tentato di allontanarvi da Lui“. Lei ci dice anche: “Quei miei figli che hanno fede – la vera fede – sono felici nonostante tutto, poiché cominciano a vivere sulla terra la felicità del cielo.” Coloro che posseggono la vera fede sono quelli che aderiscono a Cristo con tutto loro stessi. Le sicurezze che ci propone il mondo e il suo materialismo ad oltranza, non sono affatto sicurezze, sono fallaci. Se concludo una polizza di assicurazione sulla vita, questa funziona solo dopo che sono morto! Solo Gesù è la nostra sicurezza, il nostro rifugio, la nostra vera polizza assicurativa!
“Il peccato regnerà”
…ha detto Maria Santissima. “Ma se siete miei, vincerete, poiché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù“. E’ per questo che il mondo ha bisogno di adoratori, per permettere al Signore di regnare nuovamente sul cuore del mondo. La Madonna ha chiesto che esista una cappella di adorazione perpetua in ogni parrocchia. Vedere suo Figlio adorato dai suoi figli è il suo sogno più profondo. Quando adoriamo Gesù nascosto nel tabernacolo, oppure esposto sull’altare, anche se le distrazioni vengono a disturbarci, Gesù è lì, ben vivo, che irradia luce invisibile e agisce nelle nostre anime! Tutta la sua vita è lì davanti a noi, come un libro aperto che getta fiamme. Dinanzi a Lui veniamo poco a poco trasformati, riempiti ed arricchiti di Lui stesso. Perché tanti cattolici dubitano oggi della presenza reale di Gesù nell’Eucarestia? Non sanno forse che lo stesso Satana è cosciente di questa presenza? Perché i satanisti, che cercano sempre di prolungare la passione di Cristo con i loro sacrilegi, scassinano i tabernacoli per rubare lo ostie consacrate? Non hanno forse vicino a casa loro dei panifici dove trovare il pane?
E’ bello vedere che Gesù estende i suoi divini raggi d’amore e di luce non solamente su coloro che lo adorano, ma che questo potente irraggiamento d’amore si estende anche sugli ambienti circostanti! Passando dal naturale al soprannaturale, i frutti cambiano. Conosco un sacerdote la cui missione è di suscitare delle cappelle di adorazione perpetua nelle parrocchie che lo invitano. Mi raccontava che nel 1984, la città di Trieste aveva il più alto tasso di suicidi di tutta l’Italia. Lui fondò a Trieste una cappella di adorazione perpetua e in un anno il tasso di suicidi diminuì del 50%! Senza contare altri malanni come i crimini, le violenze, i furti, i divorzi, gli aborti, le pratiche occulte, ecc… Tali statistiche figurano nei registri della città.
La Santa Sede si è mossa! 
Grazie all’eccellente lavoro del Vescovo Monsignor Hoser, l’inviato di Sua Santità per la pastorale a Medjugorie, molti prelati, nelle ultime settimane, non hanno esitato a celebrare l’Eucarestia sul posto! Da Roma sono venuti: il vescovo Rino Fisichella, Presidente del Consiglio Pontificio della Nuova Evangelizzazione; il Cardinale Angelo De Donatis; il Cardinale di Sarajevo, Mons. Vinko Pulic; il Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina, Mons Luigi Pezzuto.
Il 4 agosto, alla festa del Santo Curato d’Ars, 714 sacerdoti hanno concelebrato la S.Messa. Anche la Francia si è mossa! Mons. Dominique Rey, Vescovo di Tolone, e Mons. Jean-Pierre Cattenoz, arcivescovo di Avignone!
Mons. Dominique Rey
Questo è un vero cambiamento, molto positivo e promettente per il Santuario Mariano di Medjugorje !
Il veggente Ivan a Medjugorje! La sera del 12 agosto, Maria Santissima gli ha affidato il seguente messaggio alla Croce blu dove eravamo stati invitati: “Cari figli, in questo tempo di grazia, desidero invitarvi alla preghiera in maniera particolare, alla perseveranza nella preghiera. Vi ho già detto tante volte che mio Figlio mi ha permesso di restare tanto tempo con voi perché desidero istruirvi ed educarvi, desidero guidarvi verso il Figlio, verso mio Figlio. Per questo, decidetevi per Lui! Mettete Gesù al primo posto nelle vostre famiglie. Pregate davanti a Lui per ricevere delle grazie. La Madre prega per tutti voi ed intercede presso suo Figlio.”(traduzione libera per mancanza di traduzione ufficiale)
Quando ci sono troppe zanzare in una stanza
…si collega un apparecchio che diffonde un odore oppure un suono che fa fuggire le zanzare stesse. Similmente, la nostra preghiera è come un incenso che sale a Dio, come un profumo di soave odore che raggiunge tutto il Cielo. La preghiera indispone talmente i demoni che essi fuggono davanti a tale incenso. Non dimentichiamo allora la toccante confidenza di Maria nel maggio 2017: “Le preghiere che mi inviate sono come le più belle rose d’amore. Non posso non essere presente là dove sento il profumo di rose.” Ogni Ave Maria non è forse una rosa offerta alla Madre di Dio?
Van e la Francia. 
Poiché in molti avete espresso interesse a proposito del piccolo vietnamita Marcel Van che ho citato nelle notizie di luglio, eccovi un nuovo testo che riguarda la Francia e che, spero, parlerà al cuore del mio caro popolo e a coloro che lo amano:
Gesù (12 nov. 1945):
Oh, piccolo apostolo del mio amore, dappertutto in Francia, il mio amore chiede soccorso. E quale soccorso domanda? L’unico soccorso è quello della preghiera che ravvivando la fiamma dell’amore, rende più malleabile il cuore dei nemici del mio amore. Per fare le cose bene, dovunque ci siano dei Francesi, bisognerebbe, come io desidero, far salire verso il mio amore, l’incenso della preghiera. Oh, Francia, ti amo. E voi Francesi, sapete davvero quali sono i sentimenti del mio cuore per voi? Volete davvero che le mie lacrime si mescolino a quelle di uno straniero intento a scrivere le parole che io detto per voi?
Oh, Francia, io ti stringo fra le mie braccia, ti bacio. Non è possibile che tu approfitti di questo gesto di tenerezza per colpirmi in pieno viso. Ehi! Voi, piccoli del Paese che amo di un amore particolare, come vi comporterete riguardo al mio amore? Lo rifiuterete deliberatamente lontano da voi?
Oh, sacerdoti del Paese che amo di un amore particolare, sono un fuggitivo che chiede asilo presso di voi, che accoglienza riserverete al mio amore? Sarò cacciato o accolto con zelo? Oh, bambini miei, non voglio permettere che il mio amore arretri dalla Francia.
Oh, Francia! Paese che amo più degli altri, ascolta l’appello del mio amore. Francesi, bambini miei, se respingete lontano da voi il mio amore, di quale altro amore potrete servirvi per risollevare la Francia? Se non c’è nessun amore per risollevare la Francia, allora la Francia si vedrà coperta da una coltre infernale e, in questo caso, diventerà un Paese che si oppone al mio amore e finirà per essere distrutto! Ma, bambino mio, umile bambino del mio amore, se a me salgono preghiere da cuori pieni di fiducia, semplici e puri, più tardi, mi vedrai sorridere con gioia al Paese che amo!” (Colloqui 92).
Sito Amici di Van: www.laboutiquedevan.com/shop-papers
Buona Notizia!
Suor Emmanuel sarà in Italia dal 9 al 15 ottobre 2019, parlerà degli ultimi messaggi della Madonna profetici sul futuro.
Mercoledì 9: Torino – Venerdì 1: Genova – Sabato 12: Valle di Aosta – Domenica 13: Empoli (Firenze) – Lunedì 14: Perugia – Martedì 15: Correggio (RE)
I particolari saranno mandati entro pochi giorni. Le nostre altre missioni saranno: Spagna a settembre, India a novembre, Hong Kong a luglio 2020. Che le vostre preghiere ci accompagnino per un buon raccolto spirituale! Grazie!
Guardate il nuovo video filmato a Medjugorje il 15 agosto 2019 nel boschetto sul nostro canale YouTube :


 VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=OPj_Q6Evd3E

Carissima Gospa, questi versetti della Bibbia sgorgano dal mio spirito per tutti i tuoi figli: “Anche se i monti si spostassero ed i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia.” (Is.54,10)
Suor Emmanuel + 
Comunità delle Beatitudini
(Tradotto dal francese)
Il 30esimo Festival dei giovani a Medjugorje, sul tema “Seguimi!” è stata una pioggia di benedizioni! E’ stato seguito in diretta da più di 2 milioni 856.000 persone. Cosa mai vista! Circa 50.000 giovani erano presenti durante il Festival. Cosa mai successa in precedenza: era stato annunciato sul sito del Vaticano alla vigilia:www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2019-08/a-medjugorje-al-via-il-festival-dei-giovani.html
Godetevi anche il seguente piccolo montaggio di 6 minuti di giovani in casa nostra:www.enfantsdemedjugorje.fr/30eme-festival-des-jeunes-a-medjugorje/

Fonte:https://biscobreak.altervista.org/2019/08/les-enfants-de-medjugorje-80/?fbclid=IwAR0pV6C3UmX_iaHSRGkHYut2G9Tdm5SjW0MDhtJAVZSXHgDS0UWqQtkjdX8

mercoledì 21 agosto 2019

Persone vicino alla Chiesa, ai preti, ai vescovi, soltanto per il proprio interesse e le conseguenze sono tragiche, fatali!!

 21 Agosto 2019
  
Un piccolo fuori programma durante la catechesi di Papa Francesco 

VIDEO CLICCA QUI'--->:https://www.facebook.com/Tv2000it/videos/420456768816667/?q=tv2000&epa=SEARCH_BOX

 “ in Aula Paolo VI. Durante l’udienza di oggi, a metà circa della catechesi, una bambina con lunghi capelli neri e una maglietta fucsia è salita sul palco e si è messa a correre, a più riprese per tutta la durata dell’udienza, passando davanti al Papa, quasi per renderlo partecipe della sua particolare “coreografia”. “Lasciala tranquilla, Dio parla con i bambini”, le parole rivolte alla mamma che cercava inizialmente di bloccare il suo slancio. "Tutti noi abbiamo visto questa ragazza tanto bella, perché è bella. Poverina, è vittima di una malattia e non sa cosa fa. Io domando una cosa e ognuno risponda nel suo cuore: 'Ho pregato per lei? Affinché il Signore la guarisca? Ho pregato per i suoi genitori, la sua famiglia? Sempre dobbiamo pregare per chi è in sofferenza".
 "Tutti noi abbiamo visto questa bambina tanto bella - lei non sa cosa fa – ognuno risponda nel suo cuore: ho pregato per lei? Ho pregato per i suoi genitori e la sua famiglia? Quando vediamo una persona sofferente dobbiamo sempre pregare"

L'autenticità di un cristiano si vede dalle tasche: se si dona agli altri e non si accumula per sè, allora c'è autentica conversione. Lo sottolinea il Papa nel corso dell'udienza generale nell'Aula Nervi. Francesco riprendendo il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, incentra la sua meditazione sul tema 'Fra loro tutto era comune. La comunione integrale nella comunità dei credentì.

"La comunità cristiana - osserva il Papa - nasce dall'effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della
condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C'è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove
risulta centrale l'esperienza della koinonia, parola greca che vuol dire 'mettere in comunè, essere come una comunità, non isolati,
mettere in comune, partecipare, non isolarsi condividere, comunicare, partecipare".



Francesco si rivolge a fedeli e pellegrini arrivati da tutto il mondo: "Se voi volete sapere se siete buoni cristiani dovete pregare,
riconciliarvi ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito è quando la conversione arriva alle tasche. Lì si vede se uno aiuta i
più poveri. Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è vera conversione ma se resta nelle parole non è buona conversione. La vita eucaristica, le preghiere, la predicazione degli Apostoli e l'esperienza della comunione fanno dei credenti una moltitudine di persone che hanno un cuore solo e un'anima sola e che non considerano loro proprietà quello che possiedono, ma tengono tutto in comune, per aiutarsi ad essere generosi non tirchi".

Il Papa fa l'esempio del volontariato: "Quanti cristiani in Italia fanno il volontariato! Questo è bellissimo, è comunione e condividere con chi ha bisogno. Così è il volontariato, le visite ai malati: sempre condividere e non cercare solo il proprio interesse!".
“L’ipocrisia è il peggior nemico di questa comunità cristiana, dell’amore cristiano: quel far finta di volersi bene, ma cercare soltanto il proprio interesse”. Ne è convinto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, sulla scorta degli Atti degli Apostoli, ha spiegato che “venire meno alla sincerità della condivisione significa coltivare l’ipocrisia, allontanarsi dalla verità, diventare egoisti, spegnere il fuoco della comunione e destinarsi al gelo della morte interiore”.
“Chi si comporta così transita nella Chiesa come un turista”, il monito: “Ci sono tanti turisti nella Chiesa, che sono sempre di passaggio ma mai entrano nella Chiesa: è il turismo spirituale che fa credere loro che sono cristiani, ma sono soltanto turisti di catacombe”. “Una vita impostata solo sul trarre profitto e vantaggio dalle situazioni a scapito degli altri, provoca inevitabilmente la morte interiore”, ha affermato Francesco. “Quante persone si dicono vicino alla Chiesa, ai preti, ai vescovi, e soltanto cercano il proprio interesse”, la denuncia: “Queste sono le ipocrisie che rovinano la Chiesa”.
“Un esempio concreto di condivisione e comunione dei beni ci giunge dalla testimonianza di Barnaba”, l’esempio scelto dagli Atti degli Apostoli: “egli possiede un campo e lo vende per consegnare il ricavato agli Apostoli . Ma accanto al suo esempio positivo ne appare un altro tristemente negativo: Anania e sua moglie Saffira, venduto un terreno, decidono di consegnare solo una parte agli Apostoli e di trattenere l’altra per loro stessi. Questo imbroglio interrompe la catena della condivisione gratuita, serena e disinteressata e le conseguenze sono tragiche, fatali. L’apostolo Pietro smaschera la scorrettezza di Anania e la sua frode e gli dice: ‘Perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio’. Potremmo dire che Anania ha mentito a Dio per via di una coscienza isolata, ipocrita, per via cioè di un’appartenenza ecclesiale ‘negoziata’, parziale, opportunista”.

Fonte: Avvenire.it

Se Dio è buono, perché permette il male? Sant’Agostino ha detto....


Com’è possibile che un Dio che è Amore abbia creato il male? Questo è un problema che prima o poi affrontiamo tutti. E’ una domanda che non possiamo evitare di fronte ai mali del mondo, ma anche di fronte ai dolori che ci toccano quotidianamente, dolori più o meno grandi. Sant’Agostino ha detto che il male non è stato creato da Dio, ma è quello stato che si genera, in noi, quando siamo lontani da Dio. Eppure Dio è in ogni luogo, quindi come possiamo essere lontani da lui? Dio è in ogni luogo perché è sempre con noi, ma noi in ogni momento possiamo scegliere di non accettarlo e quindi di essere lontani da Lui. Possiamo fare scelte di possesso e non di Amore, scelte che ci allontanano da Dio, ma Lui non si allontana mai da noi. Ci offre sempre la possibilità di sceglierLo e per fare questo ci rimane vicino.
Il problema della Teodicea, ovvero della giustizia di Dio (in greco Dio si dice Theon e giustizia Diché, combinando i due termini si ottiene Teodicea) possiamo affrontarlo osservando che nel corso della nostra vita ci scontriamo con due tipi di male:
– dipendente dalla volontà umana
– non dipendente dalla volontà umana
Nel male del primo tipo rientrano tutti quei casi in cui un soggetto umano fa delle scelte che nuocciono a un altro essere vivente. Per esempio una persona che decida di fare una rapina, di guidare ubriaca, di abbandonare un animale, sceglie liberamente un comportamento che o è già sbagliato in sé o ha delle grosse potenzialità per fare del male (se passo col rosso o guido ubriaco può anche non succedere nulla, ma è molto più probabile il contrario). Perché, però, Dio permette questi comportamenti? Per Amore, perché l’Amore è libertà e libertà vuol dire che io devo anche poter rifiutare l’Amore. Certo Dio potrebbe toglierci la voglia di bere, potrebbe impedirci di passare col rosso o di fare qualunque altra cosa che Lui riterrebbe negativa per noi, ma se lo facesse dove sarebbe la nostra libertà? E senza libertà dove sarebbe il suo Amore per noi?
Dio, però, non ci ha lasciati soli a decidere cosa è bene e cosa è male. Con i Dieci Comandamenti ci ha detto chiaramente come deve essere il nostro comportamento, perché noi siamo sì liberi di comportarci come crediamo, ma sappiamo come Lui vuole che ci comportiamo. Amore vuol dire esattamente questo, nessuna costrizione, piena libertà, ma anche un completo e reale avviso di ciò che dovrei e non dovrei fare e delle conseguenze cui portano le mie azioni.
Accade però spesso che a pagare le conseguenze delle nostre scelte siano persone che non c’entrano nulla, persone innocenti. Se, ad esempio, ho sonno e decido di guidare lo stesso, non vedo uno stop e investo una persona che invece si aspettava di poter attraversare tranquillamente, che colpa ha lei della mia scelta di guidare morto di sonno?
Nessuna, lei è davvero innocente, però è morta, mentre io sono ancora vivo. Il problema del male è che, come il bene, esso si esercita sempre su qualcuno, ha bisogno di un soggetto, ma anche di un oggetto. Non lo si può mai confinare in modo che non faccia danni, perché se così fosse non sarebbe male. Se un comportamento sbagliato non provocasse alcuna conseguenza negativa non ci sarebbe alcun motivo per giudicarlo sbagliato. Alle volte l’oggetto del male siamo noi stessi (nel caso di eccesso di alcool o droga ad esempio) spesso lo sono anche gli altri (se io dico una bugia in ufficio ne risente anche la collega che lavora con me che dovrà scegliere se assecondarmi o meno). Così, come quando facciamo scelte d’amore questo si riversa su tutti coloro che ci stanno intorno, quando facciamo scelte di possesso, esso si riversa su coloro che ci stanno intorno e che spesso sono innocenti rispetto alle nostre scelte.
Veniamo ora al secondo tipo di male, quello che non sembra dipendere dalla nostra volontà. Prendiamo alcuni esempi concreti per vedere come stiano in realtà le cose. La situazione del Terzo Mondo è drammatica, guerre e carestie portano spesso le popolazioni a morire in modo atroce, ma è evidente che, per quanto complesso il fenomeno, è tutto causato dalle nostre scelte. I governi che votiamo, per mantenere il nostro stile di vita, foraggiano governi fantoccio in stati che spesso coltivano droghe o depredano le risorse naturali per rivenderle a noi, per poi comprare armi per le loro guerre. Dio non c’entra nulla, si tratta sempre di scelte di uomini, scelte che possiamo fare solo perché Dio ci ama e ci lascia liberi.
Analizziamo ora il caso di un evento naturale, pensiamo al recente Tsunami che molte vittime ha provocato. Sembra che non ci sia causa umana, ma ne siamo proprio sicuri? Nel libro di Giobbe, quando il protagonista chiede conto a Dio del male che gli capita, Dio risponde così: “38,1 Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine: Chi è costui che oscura il consiglio con parole insipienti? Cingiti i fianchi come un prode, io t’interrogherò e tu mi istruirai. Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi o chi ha posto la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio? Chi ha chiuso tra due porte il mare, quando erompeva uscendo dal seno materno, quando lo circondavo di nubi per veste e per fasce di caligine folta?”.
Apparentemente sembra una risposta arrogante, quasi che Dio dica, ma che vuoi, misero uomo? Io non devo dare conto a te. Invece io non credo sia così. E’ una risposta che dice tutto, che rivela tutto quello che può all’uomo, infatti Dio con quelle parole intende dire a Giobbe: “Ma tu lo sai come funziona l’universo? Sai quali sono le leggi che lo governano? Io l’ho creato e lo so e quindi so il perché delle cose, ma tu? E’ inutile che ti fai domande su cose che non puoi capire, perché non è nella tua natura capirle”. Anche per lo Tsunami vale lo stesso, sappiamo quali leggi governano l’universo? Le conosciamo tutte in maniera sicura? No, ne conosciamo qualcuna, abbiamo molte teorie, ma pochissime certezze che poi vengono del tutto ribaltate se scendiamo a livello subatomico. Possiamo escludere che lo Tsunami sia causato da noi? Sia il risultato di scelte, ambientali o meno, fatte da noi? No, non possiamo e anche qui ricadiamo nel principio della libertà di scelta e nel fatto che noi non abbiamo presente la reale portata delle conseguenze delle nostre azioni. Esiste una teoria scientifica che sostiene come lo sbattere d’ali di una farfalla in Cina possa provocare un uragano in America. Se una farfalla può fare questo senza saperlo, cosa può fare l’azione consapevole di un uomo?
Poi abbiamo le malattie che ci colpiscono in modo apparentemente casuale, pensiamo ai  tumori, ma anche in questo caso possiamo operare un ragionamento del tutto simile a quello dello Tsunami: sappiamo noi quali sono le cause di quel tumore? Di quella terribile malattia? Possiamo escludere senza alcuna ombra di dubbio la responsabilità umana? Io non me la sento di dire di no. Poco tempo fa, nel quartiere dove vivevo, hanno installato una grande antenna, un ripetitore per i cellulari. Lì vicino ci sono due scuole, una elementare, l’altra la sezione distaccata di un Liceo Classico. Che non ci sia alcuna conseguenza per la salute futura di quei ragazzi io non lo so. So che per molto tempo test scientifici hanno detto che il fumo non era dannoso alla salute, poi la scienza è progredita e le cose sono cambiate.
In conclusione, il male non è una creazione di Dio, ma una libera scelta dell’uomo. Dio mostra all’uomo tutto il suo amore, ma non c’è amore senza libertà e non c’è libertà senza la possibilità di rifiutare l’amore e quindi di compiere esattamente il suo contrario. Dio non è impotente di fronte al male, è impotente di fronte alla libera scelta dell’uomo e lo è per amore, per Sua libera scelta. Però Dio un modo per superare anche questo lo ha trovato, dal momento che non vuole costringere l’uomo, può però mostrargli come dovrebbe essere. Allora ecco che prima ci ha dato i Dieci Comandamenti, ma poi è diventato uno di noi. Per soffrire egli stesso, accanto all’uomo di ogni sofferenza possibile e mostrarci la via da seguire, la via che ci salva.

Con una preghiera "umile "e con l'amore "ardente" si può disarmare satana- .. di padre Slavko

« Vi proteggo col mio mantello »

Noi ci dobbiamo sempre domandare perché le apparizioni durano così a lungo. Forse perché noi ci troviamo in un tempo speciale in cui il Signore vuole salvarci.

La Madonna ha detto il suo nome: « Io sono la Regina della Pace ». Allora possiamo capire che cosa vuole; ha domandato a tutti: pace, riconciliazione.

Marija Pavlovic ha raccontato che il terzo giorno delle apparizioni ha avuto un'apparizione speciale, ha visto la Madonna con una grande croce nera e ha ripetuto tre volte: « Riconciliatevi ». Allora il primo messaggio importante per tutti noi è l'invito alla pace e alla riconciliazione.

Una volta la Madonna ha detto: « Convertitevi alla preghiera. Ma voi non potete perché i vostri cuori sono presi dal mondo materiale ».

Allora digiunando ci liberiamo e, passo per passo, diventiamo più liberi.

La preghiera aiuta il digiuno e il digiuno aiuta la preghiera.

E questo, se cominciamo o se continuiamo, è un cammino radicale verso la pace.

Vi invito a nome di tutti i veggenti e a nome della Madonna con la quale essi parlano: « Apritevi! ». In questi giorni riceverete nuovi stimoli per la vostra vita cristiana. Sono già tantissimi coloro che hanno cominciato di nuovo a pregare, a vivere la pace, la riconciliazione. Noi preghiamo per tutti e voi, quando tornate a casa, pregate per noi.

Il messaggio di oggi era: « Cari figli, oggi vi invito in modo particolare ad aiutarmi nella lotta contro Satana per mezzo della preghiera. Satana ha deciso di agire con più forza adesso che voi siete consapevoli della sua attività. Mettetevi addosso le armi contro Satana e col Rosario in mano sconfiggetelo. Grazie perché avete risposto alla mia chiamata ».

La Madonna ci invita di nuovo alla lotta contro Satana. Satana non si stanca e la Madonna ci invita di nuovo a mettere addosso le armi e a recitare il Rosario.

Oggi è la festa di S. Domenico, forse è per questa ragione che ci invita ancora alla preghiera del Rosario.

Da un mese, ogni giovedì, ci invita alla lotta contro Satana.

Ci vuole proteggere per poter portare i frutti nella nostra vita che Satana vuole sempre impedire.

Una volta ha detto: « Non abbiate paura di Satana. Non c'è bisogno, perché con una preghiera umile e con l'amore ardente lo si può disarmare ».

Allora con questa speranza, la Madonna è con noi.

Nel penultimo messaggio ha detto: « Vi proteggo col mio mantello », non ha detto: «Io provo a proteggervi », ma ha detto « Io vi proteggo ».

Allora noi vogliamo seguirLa e andare avanti con la Madonna nella nostra vita.

Adesso andate in pace, domani ci rivedremo. A tutti quelli che vanno via adesso: « Pace ».

(P. Slavko Barbaric - 8 agosto 1985)