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lunedì 1 marzo 2021

Il mese di marzo è dedicato a San Giuseppe - Preghiera al Sacro Manto (da recitare per 30 giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni passati con Gesù)

 


Il mese di marzo, secondo la Tradizione della Chiesa, è dedicato a San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e padre putativo di Gesù.


Tra le devozioni in onore di san Giuseppe che si possono praticare per un mese o più c’è quella del Sacro Manto, un insieme di orazioni da recitare per 30 giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni che il santo trascorse in terra come padre di Gesù. Ad approvarla fu, il 22 agosto 1882, l’arcivescovo di Lanciano, Francesco Maria Petrarca. Si tratta di una devozione profonda e impegnativa, che consente di meditare su alcuni dei misteri, privilegi e titoli di san Giuseppe in rapporto alla sua vita nascosta con Gesù e Maria.
Se recitata con cuore sincero, è una preghiera di straordinaria potenza, trattandosi di colui che più di tutti, dopo la Santissima Vergine, ha cooperato alla missione redentrice di Gesù, il quale non nega nessuna grazia richiesta da san Giuseppe in favore dei suoi devoti. Infatti, come insegna santa Teresa d’Avila, «il Signore vuol farci capire che allo stesso modo in cui fu a lui soggetto in terra - dove san Giuseppe, che gli faceva le veci di padre, avendone la custodia, poteva dargli ordini - anche in cielo fa quanto gli chiede. […]
 
Ancora oggi, 1600 anni dopo, il manto di san Giuseppe è custodito, insieme a un velo di Maria, nella basilica di Sant’Anastasia al Palatino, intitolata all’omonima cristiana (Anastasia di Sirmio)

«San Giuseppe, fammi la grazia di amare Gesù e Maria come essi vogliono essere amati. San Giuseppe, prega per me e insegnami a pregare».

 Preghiera al Sacro Manto

San Giuseppe ci sorrida propizio e ci benedica sempre.
San Giuseppe, conforto dei tribolati, prega per noi!
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia.
 

3 Gloria alla SS. Trinità.

(ringraziandola di avere esaltato S. Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale.)

OFFERTA:
1. Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l’amore che ti porto. Aiutami, S. Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell’ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l’eternità. Amen.

2. O Glorioso Patriarca S. Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell’antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. Deh!, Glorioso Patriarca, se l’esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell’Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l’esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo Manto prezioso? Deh!, o gran Santo, fa’ che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l’antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o Glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa’ che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il Manto del tuo patrocinio. Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento dell’ultimo mio respiro. Amen.

ORAZIONE:
1. Salve, o Glorioso S. Giuseppe, depositario dei tesori incomparabili del Cielo e padre putativo di Colui che nutre tutte le creature. Dopo Maria SS., tu sei il Santo più degno del nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l’onore di allevare, guidare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. S. Giuseppe, salva l’anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. Ed anche per le Anime benedette del Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.

 3 Gloria al Padre.

 

2. O potente S. Giuseppe, tu fosti dichiarato patrono universale della Chiesa, e io t’invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro S. Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l’orfano, l’abbandonato, l’afflitto, ogni sorta di sventurati; non c’è dolore, angustia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso. Degnati, quindi, di usare a mio favore i mezzi che Dio ha messo nelle tue mani, affinché io possa conseguire la grazia che ti domando. E voi, anime sante del Purgatorio, supplicate S. Giuseppe per me.

3 Gloria al Padre.

3. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. L’animo mio, mesto e addolorato, non trova riposo in mezzo alle angustie dalle quali è oppresso. Tu, o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera. Tu sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Mi prostro al tuo cospetto e sospiro, o caro S. Giuseppe, sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano mi è aperto, al quale possa confidare le mie pene; e, se pur dovessi trovare compassione presso qualche anima caritatevole, essa tuttavia non mi potrebbe aiutare. A te pertanto ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché S. Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: “Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa”. Oh! S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà del mio dolore e pietà delle anime sante del Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre orazioni.

3 Gloria al Padre.

4. O eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me.
Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi sette dolori, abbi compassione di me.
Per le tue sette allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell’anima e del corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia scampami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e impetrami, nella tua misericordia e potenza, quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. Alle anime care del Purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.

3 Gloria al Padre.

5. O Glorioso S. Giuseppe innumerevoli sono le grazie e i favori, che tu ottieni per poveri afflitti. Ammalati d’ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, privati d’ogni umano conforto, miseri bisognosi di pane o di appoggio. Implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro domande. Deh! non permettere, o S. Giuseppe carissimo, che io abbia ad essere la sola, fra tante persone beneficate, che resti priva della grazia che ti ho domandato. Mostrati anche verso di me potente e generoso, e io, ringraziandoti, esclamerò: “Viva in eterno il Glorioso Patriarca San Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante del Purgatorio”.

3 Gloria al Padre.

6. O eterno Divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnaTi d’accordarmi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla Tua divina presenza e Ti prego devotamente perché voglia accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di S. Giuseppe. Benedici quindi il prezioso Manto, che io oggi dedico a lui quale pegno della mia devozione.

3 Gloria al Padre.

CHIUSURA DEL SACRO MANTO.

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più Santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell’anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il Manto del tuo patrocinio. Io, fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l’anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità: consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. Rivolgi una parola per me a quell’amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti direttissimo sposo. Impetrami quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno del tuo speciale patrocinio. Amen.



domenica 28 febbraio 2021

Questa 2° domenica di Quaresima è detta "domenica della trasfigurazione": ecco cosa vuol dire TRASFIGURAZIONE


 La Quaresima si caratterizza per la conversione. È un tempo a tu per tu con Dio, è il tempo che ci si riscopre figli amati, figli prediletti.
Questa seconda domenica di Quaresima  è detta domenica della trasfigurazione. È interessante questo percorso, la settimana scorsa siamo stati invitati ad attraversare il deserto con il Signore e a superare le tentazioni, oggi invece siamo chiamati a salire sul monte per contemplare il volto di Dio.  Gesù prese con sé Pietro Giacomo e Giovanni lo stesso fu per Mosè  che prese Aronne, Nadab e Abiu, e salì sul monte, e li  Dio rivelò la sua gloria (Es 24,9ss).
Un’esperienza unica per i tre discepoli che sentono il Padre che chiama il Figlio, l’amato. Gesù salì sul monte e si trasfigurò. La traduzione esatta è subì una metamorfosi, indica il passaggio da una forma all’altra,

Lì viene spontaneo elevare lo sguardo al cielo e il pensiero a Dio. Questa esperienza, va tenuto presente che il vangelo non parla del Tabor, ma di un monte elevato e, nel linguaggio biblico, il monte non indica un luogo materiale, ma l’esperienza interiore di una manifestazione di Dio, il momento in cui l’intimità con il Signore raggiunge il culmine.
 Gesù lascia la pianura e conduce in alto alcuni discepoli; li allontana dai ragionamenti e dai calcoli umani per introdurli negli imperscrutabili disegni del Padre. Li fa salire per riportarli poi, trasformati, sulla terra dove sono chiamati ad operare.
 Sul “monte”, Gesù appare diverso da come lo hanno giudicato gli uomini. Lì si assiste a una metamorfosi: il suo volto sfigurato si trasfigura, il buio dell’insuccesso si illumina, l’abito logoro del servo si tramuta in splendida veste regale, la tenebra della morte si dissolve nell’aurora della Pasqua.
 Chi non ha visto il suo volto glorioso è incapace di contrastare efficacemente le forze del male che affliggono l’umanità.

  Donaci Signore di contemplare nel volto sfigurato dagli uomini, il volto del Cristo trasfigurato.

 econdo l’evangelista Marco Gesù apparve rivestito di gloria divina ne evidenzia le vesti splendenti. Pietro da bravo intraprendente non si risparmia e prende la parola: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia», una richiesta che nasce da chi ha il desiderio di prolungare attimi felici, eterni.
Pietro si presenta anche in veste altruista, al numero tre non aveva considerato la tenda per i discepoli, per lui era importante protrarre quel momento. L’immagine delle tende richiama la comunione. Ma Pietro proprio non sapeva cosa stava dicendo, in effetti Lui è preso dalla bellezza del volto di Gesù, ma questo volto di Gesù ci riporta al suo regno. Ecco che apparve una nube e furono presi da spavento. La nube  attesta la presenza di Dio, come si può notare nell’AT: qui avvolge Gesù con Mosè ed Elia, i discepoli ne restano fuori e dalla nube si sente la voce di Dio: Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!
San Leone Magno ci regala queste splendide parole: «Il Padre, senza alcun dubbio era presente nel Figlio e, in quella luce che il Signore aveva misuratamente mostrato ai discepoli, l’essenza di colui che genera non era separata dall’Unigenito generato, ma, per evidenziare la proprietà di ciascuna persona, la voce uscita dalla nube annunciò il Padre alle orecchie, così come lo splendore diffuso dal corpo rivelò il Figlio agli occhi».


Il Padre che invita ad ascoltare il Figlio, una dichiarazione di fiducia e di amore tra Padre e figlio. «Apparve tutta la Trinità: il Padre nella voce, il Figlio nell’uomo, lo Spirito nella nube luminosa» (San Tommaso d’Aquino).
La visione del Tabor è stata breve, l’Evangelista Marco lo sottolinea con poche ma incisive parole «E, subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù, solo, con loro». Gesù resta quello che era, ma i discepoli di certo hanno compreso qualcosa di lui che va al di là della conoscenza superficiale. Gesù dà loro la consegna del silenzio prima che il Figlio dell’uomo sia risorto dai morti. Per la prima volta s’interrogano su una cosa che Gesù gli aveva sempre accennato quando parlava della sua fine, ma alla quale non avevano mai dato ascolto. Qui è la prima volta che si domandano cosa volesse dire risorgere dai morti. Segno che si stanno aprendo alla speranza in una prospettiva nuova. Gesù è l’uomo nuovo e invita ciascuno di noi a fare un cammino di conversione.
La trasfigurazione è un raggio di luce che invita a cogliere il senso profondo delle cose. Se vogliamo vivere il Vangelo dobbiamo impegnarci a scoprire la bellezza della vita. Solo in questa intima comunione i discepoli colgono il senso della trasfigurazione e scoprono che Gesù è il compimento della legge, è il figlio prediletto, l’amato il maestro che merita di essere ascoltato anche nelle difficoltà. L’invito che possiamo cogliere per quest’oggi è  di porre attenzione a ciò che conta.
Oggi è importante non solo intelligenza per comprendere, ma coraggio per decidersi. La parola che ascoltiamo è una parola che coinvolge ciascuno di noi.

giovedì 25 febbraio 2021

Messaggio del 25 febbraio 2021 della Regina della Pace dato alla veggente Marija - MEDJUGORJE

 


Messaggio del 25 febbraio 2021 della Regina della Pace dato alla veggente Marija - Medjugorje

''Cari figli! Dio mi ha permesso di essere con voi anche oggi per invitarvi alla preghiera e al digiuno. 
 
Vivete questo tempo di grazia e siate testimoni della speranza perché, vi ripeto figlioli, con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono respingere.
 
 Figlioli, credete e vivete nella fede e con la fede questo tempo di grazia e il mio Cuore Immacolato non lascia nessuno di voi nell'inquietudine se ricorre a me. 
 
 Intercedo per voi davanti all'Altissimo e prego per la pace nei vostri cuori e per la speranza nel futuro. 
 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.''

mercoledì 24 febbraio 2021

Se Dio fa così, bene e accetto; ma se non fa come voglio io, non credo: Come P.Slavko spiega il segno di Medjugorje...

 


Come P.Slavko spiega il segno di Medjugorje...

In un incontro con i pellegrini italiani sotto una delle tende verdi, l’11 marzo è stato chiesto a P.Slavko se il pianto della statuetta di Civitavecchia fosse un segno. Egli ha risposto spaziando ben oltre sul fatto dei segni. Così ha detto in succinto: Una volta Gesù ha chiamato questa generazione perversa e adultera perché chiedeva un segno (cfr Mt 16,4). Eppure Lui stesso dava dei segni, quindi non è contro i segni. Egli sa che noi possiamo reagire positivamente ai segni del cielo. Quello che Lui condanna è che noi vogliamo i “nostri” segni, e non i suoi. Egli allora ha detto: Non vi sarà dato altro segno che quello di Giona, cioè della sua morte e risurrezione. Ma essi non lo accettavano perché non volevano convertirsi. Volevano dei segni a loro graditi. Così per Medjugorje. Uno non può accettarlo perché le apparizioni durano troppo a lungo. Un altro perché i messaggi sono così semplici e non dicono nulla di nuovo... E’ a causa del nostro orgoglio e della nostra mentalità che diciamo: Questo sì, questo no. Anche a Gesù hanno detto: Scendi dalla Croce e ti crederemo! Ma cosa avrebbero detto se fosse sceso dalla Croce? Forse che collaborava con il capo dei demoni, come quando ha guarito il cieco e muto (cfr Mt 12,24) Mancava l’umiltà e l’apertura per potere dire: E’ proprio Lui e lo riconosciamo. E perché noi accettiamo la presenza della Madonna? Perché non abbiamo detto prima: Voglio capire, voglio rendermi conto con la mia testa; ma, volendo accettare la volontà di Dio, abbiamo anche capito che si trattava di messaggi veri. Non si devono porre le proprie condizioni: Se Dio fa così, bene e accetto; ma se non fa come voglio io, non credo. L’umile disponibilità è quella che ci apre la mente e il cuore a comprendere e a entrare nella volontà di Dio, qualunque essa sia. E allora è la vera pace. La Madonna vuole evitarci la lotta contro la volontà di Dio. Spesso le nostre preghiere si riducono a lottare contro di essa, cercando quel che vogliamo. Se poi non lo otteniamo, siamo delusi. In un messaggio la Madonna ci dice: Cercate Dio perché vi ama, non per i vostri bisogni. Spesso andiamo a Dio per ricevere questo o quest’altro, non perché è Padre. E allora se riceviamo, bene; se non riceviamo, smettiamo di pregare. Così troviamo gente amara con Dio perché ha chiesto qualcosa per il proprio egoismo e non l’ha ottenuto. Dio non sta a questi giochi. Occorre talvolta sbattere la testa contro il muro per rinsavire. E’ facile dire a Dio: Abbi pietà di me! Se tu offendi una persona, può darsi che tu lo riconosca e le chieda perdono. Ma è più difficile riconciliarsi con il fratello che ha qualcosa contro di te, senza che tu l’abbia offeso. Se è l’altro che ti offende o ti fa dei torti, non lo perdoni se non viene lui a chiedere perdono, mentre tu stesso dovresti andare da lui per primo a fare la pace, come vuole Gesù prima di fare la tua offerta all’altare. E se il tuo nemico soffre, tu sei contento? Quanta sofferenza per una madre! Se noi non vogliamo lasciare le cose cattive che ci distruggono, come potremo lasciare le cose in sé non cattive, ma che ci impediscono di essere liberi? Tu dici: Maria mi chiede il rosario, il digiuno, la confessione... poi tutto finito! No, Lei vuole la tua crescita spirituale nella libertà del cuore. E’ vero e non è vero che la Madonna voglia quelle cose: vuole la crescita interiore, e queste cose in quanto sono necessarie per essa. Siamo già nel 14° anniversario delle apparizioni. Maria ci chiede di essere missionari, ma non solo per recapitare il messaggio come un postino, che magari lo lascia nella cassetta se non ti trova. Solo quelli che lo vivono diventano missionari che portano il messaggio. Una madre non fa mai paura! La Madonna piange lacrime di sangue? Allora annuncia tristi avvenimenti? Io sono la serva, ha detto, e sono vostra Madre! Si indaghi pure sul segno, ma quando una madre piange in casa non è per il futuro, per far paura, ma è per il presente dei figli. E’oggi che devono cambiare per il loro bene. Se parliamo di avvenimenti drammatici del futuro, nasce un po’ di allarme, poi due giorni dopo si dimentica tutto. La Madonna vuole che tu cambi oggi. Se un figlio in casa non perdona alla sera, la madre non può star bene perché quel figlio ha una ferita e non potrà cominciare bene il nuovo giorno. Se invece perdona, tutto passerà e sarà in pace. Il futuro? Dipende da noi. Gesù dice di non pensare al domani e di portare ogni giorno il proprio peso. La mamma è lontana dal fare paura: piuttosto ammonisce, aiuta, non fa la profetessa di sventure. Piuttosto ti mette in guardia. Se la mamma dice al figlio che guida la macchina: Fà attenzione, non annuncia la catastrofe, ma lo aiuta ad evitarla. Le persone vivono già nella paura. La Madonna vuol liberarci dalla paura, anche se vede che saranno necessarie delle prove per purificarci. Non può un figlio accusare la madre di volergli male o di fargli paura se lo deve portare all’ospedale per un’operazione... “Ma, padre, è bene dire qualcosa alla gente che si comporta male per far loro paura” -ci sentiamo dire. Ma questo non aiuta. Parlando dei drogati, come si possono aiutare? Facendo loro paura per le conseguenze che verranno dalla droga? Questo conta ben poco, ma l’amore sì li convince: se uno offre la vita per loro, come Suor Elvira, per la quale “un drogato è una perla caduta nel fango”. Così la Madonna ci insegna ad amare in un modo materno. Il Papa nella lettera dell’8 dicembre si rivolge alle donne perché con il loro cuore materno diventino operatrici di pace. Ho visto ovunque diffusi in America Latina gruppi per la pace. E’proprio quello che vuole la Regina della Pace e ci aiuta perché ci arriviamo. La Madonna va avanti con la sua armata... Il dopoguerra peggiore della guerra - Che cosa si può sperare quando i politici, che dovrebbero risolverla, trattano allo stesso modo aggressore e vittime? Che cosa aspettarci da un mondo dove gli interessi politici o di gruppi sono il primo valore? dove si uccide per guadagnare? dove il traffico di armi è il commercio più lucroso? Dove gli stessi negoziatori hanno interesse a continuare le pur inutili trattative perché guadagnano 20 milioni al giorno? Ma il dopoguerra è peggiore della guerra stessa. Ora non abbiamo distrutte solo le case, ma le strutture, il tessuto sociale, la morale etica. Non c’è più stato né autorità: ecco allora che prospera la mafia, il mercato nero, il mercato della droga che ora si è spostato qui. Ed è meglio avere un infermo in casa che un figlio drogato! Qui c’è via libera per tutti i criminali che collaborano con le nazioni che vogliono la guerra. E poi odii, suicidi, disperazione e pazzia distruggono individui e famiglie. Ma la guerra è veramente finita o non riprenderà ancora? La Madonna ci aveva prevenuto, ma non faceva quello che volevano certuni, e per questo non l’hanno accettata. Per stare qui, o tanto o poco, pretendevano che Lei avesse il loro permesso... 

 

Fonte: https://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/segno.html

martedì 23 febbraio 2021

La Madonna insegna il Padre Nostro al gruppo di preghiera e desidera che questa preghiera venga così recepita...

 


MESSAGGIO DEL 1 DICEMBRE 1984

Alla fine dell’incontro di preghiera, preparatevi a ricevere la benedizione cantando il Padre Nostro.

 

MESSAGGIO DEL 25 FEBBRAIO 1985

Questa sera non pregherete il rosario. Dovete ricominciare dalla prima classe della scuola di preghiera. Allora, adesso pregate lentamente il Padre Nostro. Ripetetelo più volte e meditate sul suo significato. Vivete il Padre Nostro.

 

MESSAGGIO DEL 2 MARZO 1985

Figli cari! Desidero che in cinque minuti ciascuno di voi mi presenti con amore in silenzio le proprie debolezze e le proprie mancanze. Poi dieci persone possono esprimere ad alta voce le proprie debolezze così che tutto il gruppo preghi per loro. Quindi tutto il gruppo preghi per queste dieci persone un Pater Ave Gloria. Dopo dividetevi in piccoli gruppi di due persone dove ciascuno presenterà apertamente davanti all’altro le proprie debolezze. Ciascuno rifletta su che cosa può fare per l’altra persona e chieda aiuto a me per poter realizzare ciò che ha pensato. In questo modo potrete crescere nell’umiltà. Terminate infine pregando gli uni per gli altri.

 

MESSAGGIO DEL 9 MARZO 1985

Io non ho bisogno di cento o duecento Padre Nostro. E’ meglio pregarne uno solo ma col desiderio di incontrare Dio. Dovete cercare di fare tutto con amore!

 

MESSAGGIO DEL 14 MARZO 1985

Figli cari! Da oggi bisogna modificare il programma che avete seguito fino ad ora. Non potrete più pregare il rosario, nè il martedì nè il giovedì, e neanche dialogare al sabato. Vi avevo chiesto di pregare al martedì il rosario di Gesù, al giovedì i misteri dolorosi, e al sabato di scambiarvi le esperienze. Ma non lo avete compreso completamente. E allora, figli miei, è necessario che ritorniate indietro, ricominciando dalla prima classe della preghiera. Voi infatti non sapete ciò che è fondamentale nella vita di preghiera: pregare il Padre Nostro, pregare la preghiera del mattino e della sera, affidarsi a me. Dovete imparare prima questo per poter poi pregare bene il rosario. Stasera allora proverete a pregare un Padre Nostro radicale, e non un Padre nostro pregato superficialmente. Cercate stasera di avvicinarvi a quel Padre per il quale pregate, al quale dovete anelare ogni giorno e del quale la vostra anima deve aver sete. Non lasciate che vada perso questo tempo in cui imparate ad entrare nella preghiera. E non dimenticate: La preghiera non è completamente preghiera finchè il vostro cuore non sarà felice. Ora dunque meditiamo il Padre Nostro, frase per frase, e impariamo a pregarlo. “Padre nostro che sei nei cieli”: Dio è proprio il Padre vostro! Perché avete paura di lui? Tendetegli le vostre mani perché egli si è concesso a voi come Padre e vi ha dato tutto. Se i vostri padri terreni fanno tanto per voi, pensate quanto più fà il vostro Padre celeste! I vostri padri terreni vi amano, ma il vostro Padre celeste vi ama ancora di più. I vostri padri terreni possono anche adirarsi con voi, Dio no. Dio vi offre solo e sempre amore, misericordia e tenerezza. “Sia santificato il tuo nome”: se dunque il Padre celeste vi ha donato tutto, come potete non rispettarlo, come potete non amarlo? Lodate e benedite il suo santo nome! Testimoniate anche ai peccatori che egli è Padre, il Padre di tutti, e come tale va servito e glorificato. “Venga il tuo regno”: siate consapevoli che senza di lui non potete far nulla. Siate coscienti che se il suo regno non è presente in voi, siete deboli. I vostri “regni” passano, il suo no. Ristabilite il suo regno nel vostro cuore. “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”: pregate Dio perché vi faccia comprendere che i regni che voi vi costruite sono destinati a finire. Fate sprofondare questi vostri regni perché la volontà di Dio possa essere per voi l’unico vero regno. Impegnatevi a fare subito, da questo momento, ora, la volontà di Dio. Pregate perché i vostri cuori si aprano al Signore e possiate rispettarlo e ubbidirgli come lo fanno gli angeli. E pregate perché qui sulla terra tutto possa diventare santo come in Cielo. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: chiedete al Padre celeste specialmente il pane per la vostra anima. Chiedetegli che questo pane non vi manchi mai affinchè possa diventare cibo che nutre la vostra vita spirituale e che vi santifichi per la vita eterna. Il pane quotidiano vi aiuta a capire ciò che si deve fare ma sappiate che questo nutrimento non vi può essere dato se non pregate. “Rimetti a noi i nostri debiti”: voi pregate che vi siano rimessi i vostri peccati nella stessa misura in cui voi li rimettete ai vostri debitori, senza rendervi conto che se i vostri peccati fossero rimessi veramente così come voi li rimettete agli altri, sarebbe una ben misera cosa. Dio invece perdona sempre e subito quando voi glielo chiedete affinchè anche voi possiate perdonare a coloro ai quali finora non eravate capaci di farlo. Supplicatelo per questa grazia! “E non ci indurre in tentazione”: supplicate Dio affinchè non permetta che siate tentati con grandi prove. Riconoscete la vostra debolezza. Pregatelo che possiate superare ogni prova per non cadere in peccato. “Ma liberaci dal male” Pregate Dio che vi protegga da ogni forma di male. Supplicatelo perché vi faccia comprendere quanto di positivo c’è nelle prove che egli permette così che possiate trarne giovamento e compiere un ulteriore passo verso la vita eterna. “Amen”: Così sia, Signore! Tutto sia fatto come vuoi tu'!

 

MESSAGGIO DEL 16 MARZO 1985

Desidero che il Padre Nostro, ogni volta che lo pregate, sia sempre un rinnovamento della consacrazione a Dio vostro Padre. Ripetetelo spesso durante la giornata, pregatelo nel silenzio del vostro cuore, vivetelo intimamente.

 

MESSAGGIO DEL 18 MARZO 1985

Dovete capirmi: il Padre Nostro per voi deve essere una melodia continua!

 

MESSAGGIO DEL 20 MARZO 1985

La preghiera che avete fatto stasera è stata breve, ma ho notato che avete pregato con sincerità di cuore. Davanti a Dio non esiste il tempo. Se pregate sinceramente per cinque minuti, questo è sufficiente per essere felici. A me non occorrono le vostre ore, oppure cento o duecento Padre Nostro, se non siete abbandonati a me. Per questo, piuttosto che cento, è meglio un solo Padre Nostro ma pregato con amore!

MESSAGGIO DEL 21 MARZO 1985

 Domandatevi perché bisogna pregare. Si prega per stare in Dio, per sentire Dio dentro di voi. Se pregate bene, se pregate col cuore, dopo cinque minuti di preghiera deve succedere qualcosa dentro di voi. Adesso pregate ancora il Padre Nostro.

LA MADONNA DI MEDJUGORJE A JELENA VASILJ:

 

PADRE NOSTRO

La Madonna insegna il Padre Nostro al gruppo di preghiera e desidera che questa preghiera venga così recepita

PADRE


- Chi è questo Padre? - di chi è questo Padre? - dov'è questo Padre?

NOSTRO

- questo è il Padre vostro
- perché avete paura di Lui? - tendeteGli le vostre mani (Fare una breve pausa)

PADRE NOSTRO

significa che Lui si è concesso a Voi come Padre, vi ha dato tutto. Sapete che i vostri padri terreni fanno tutto per voi, tanto di più fa' il vostro Padre Celeste.

PADRE NOSTRO significa:

Ti do tutto, figlio mio.

CHE SEI NEI CIELI


PADRE CHE SEI NEI CIELI (Fare una breve pausa)

Significa: Il tuo padre terrestre ti ama, ma il tuo Padre Celeste ti ama ancora di più: Tuo padre è capace di arrabbiarsi, Lui no, Lui ti offre solo amore...

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

In cambio devi rispettarLo, perché Lui ti ha dato tutto e perché è tuo Padre e Lo devi amare. Tu devi glorificare e lodare il Suo nome. Tu devi dire ai peccatori: Lui è il Padre; si, è mio Padre e desidero servirLo e glorificare solo il Suo nome. Questo vuol dire «SIA SANTIFICATO IL TUO NOME».

VENGA IL TUO REGNO


Così si ringrazia Gesù e gli si intende dire: Gesù, noi non sappiamo nulla, senza il Tuo Regno siamo deboli, se non ci sei tu presente insieme a noi. Il nostro regno passa, mentre il Tuo non passa. Ristabiliscilo!

SIA FATTA LA TUA VOLONTA


O Signore, fà che il nostro regno sprofondi, fà che solo il Tuo Regno sia quello vero, fà che noi ci rendiamo conto che il nostro regno è destinato a finire e che subito, ORA, permettiamo che sia fatta la Tua volontà.

COME IN CIELO COSÌ IN TERRA

Qui Signore, si dice come ti ubbidiscono gli angeli, come ti rispettano; fà che anche noi possiamo essere come loro, fà che anche i nostri cuori si aprano e che possano rispettarTi come ora lo fanno gli angeli. E fà anche in modo che sulla terra possa essere tutto Santo come lo è nei cieli.

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO


Dacci Signore il pane ed il cibo per il nostro animo; daccelo ora, daccelo oggi, daccelo sempre; che questo pane possa diventare il cibo per l'anima, che ci nutra, che quel pane santifichi Te, che quel pane divenga eterno. O Signore, noi Ti preghiamo per il nostro pane. O Signore, fa che noi lo riceviamo. O Signore, aiutaci a capire ciò che dobbiamo fare. Fà che ci rendiamo conto che il pane quotidiano non ci può essere dato senza la preghiera.

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI

Rimetti Signore a noi i nostri peccati. Rimetticeli perché noi non siamo buoni e non siamo fedeli.

COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI

Rimettili a noi perché anche noi li rimetteremo a coloro ai quali fino ad ora non eravamo capaci di farlo.
O Gesù, rimetti a noi i nostri debiti, Ti supplichiamo.
Voi pregate che vi siano rimessi i peccati nella stessa misura nella quale voi li rimettete ai vostri debitori, senza rendervi conto che se i vostri peccati fossero rimessi veramente così come voi li rimettete agli altri, sarebbe una ben misera cosa.
Ecco che cosa vi dice il vostro Padre celeste con quelle parole.

E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

Signore, liberaci dalle grandi prove. Signore, noi siamo deboli.
Fà, o Signore, che le prove non ci inducano alla perdizione.

MA LIBERACI DAL MALE


Signore, liberaci dal male.
Fà che nelle prove riusciamo a trovare qualche cosa di buono, un passo nella VITA.

AMEN

Così sia, Signore, sia fatta la Tua volontà.

 

  Fonte: medjugorje.altervista.org