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domenica 15 marzo 2020

Era il 15 marzo 1995 e il vescovo di Civitavecchia vide lacrimare sangue dalla statuetta della Madonnina



Ultima lacrimazione15 marzo 1995

Esattamente 25 anni fa, il 15 marzo 1995, il vescovo di Civitavecchia Girolamo Grillo ebbe un tuffo al cuore vedendo lacrimare sangue dalla statuetta della Madonnina che custodiva in casa, proveniente da Medjugorje. Era la 14° lacrimazione, dopo una fitta sequenza di prodigiosi eventi che, a partire dal 2 febbraio precedente, avevano coinvolto tutti i membri della famiglia Gregori. 





LA STORIA
La Madonnina di Civitavecchia è una statuetta di gesso alta 42 cm, raffigurante la Regina della Pace, realizzata dall’artigiano croato Sthepan Vlaho; fu acquistata in un negozio di Medjugorje, il 16 settembre 1994, da don Pablo Martìn, parroco della chiesa di Sant’Agostino di Civitavecchia; il sacerdote la donò alla famiglia Gregori, appartenente alla sua parrocchia e abitante in via Pantano, costituita dal capo famiglia Fabio, dalla moglie Anna Maria Accorsi e dai figli Jessica e Davide.

 La statuetta era stata posta in una nicchia, costruita da Fabio nel giardino di casa. Un giorno, la piccola Jessica, di cinque anni, che ogni tanto l’accarezza e la bacia, la fa cadere con una certa violenza e si crea quella scheggiatura sopra la parte destra della fronte, sul velo, che poi – insieme ad altri graffi e piccoli segni sul busto – porterà la polizia ad affermare l’impossibilità che la statua sia stata sostituita dopo le lacrimazioni. Viste le conseguenze di quella caduta, Fabio Gregori decide di fissare con del cemento l’immagine della Madonna. È metà settembre del 1994.

 Il 2 febbraio 1995, verso le 16.20, Jessica, che allora aveva cinque anni, sostenne di aver visto un liquido, che sembrava sangue, scendere dagli occhi della Madonnina, lungo le guance. Avvertì il padre e questi, dopo aver avvisato la moglie, riferì poco dopo l’accaduto a don Pablo, che si recò subito dai Gregori, constatando di persona il fenomeno.

La sera del 3 febbraio il fatto si ripeté davanti ad alcuni testimoni, e proseguì nei giorni successivi, mentre aumentava il numero dei fedeli o dei semplici curiosi; affluirono giornalisti e le forze dell’ordine, mentre il 5 febbraio la notizia venne diffusa dai telegiornali nazionali.
Venne intanto informato il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, monsignor Girolamo Grillo, che nominò una commissione teologica per studiare il fenomeno, mentre venivano effettuate le prime analisi di laboratorio. La Madonnina venne sottoposta anche ad un breve esorcismo, per escludere l’eventuale natura demoniaca dei fatti.


La mattina del 6 febbraio, prestissimo, Fabio Gregori ormai stanco del continuo assedio decide di portare la statuetta nella chiesa di S. Agostino affidandola alle cure di Don Pablo. Il vescovo chiede comunque che la statuetta prima di più approfonditi accertamenti non venga custodita in chiesa e chiede che sia restituita ai suoi proprietari, così per evitare ancora l’assalto della folla viene nascosta alla folla nella casa di Giovanni Gregori e solo successivamente viene tenuta in custodia, in un luogo segreto, nella residenza del vescovo, in attesa dei risultati dei test.
Il 28 febbraio vennero resi noti i risultati delle analisi: la Madonnina non conteneva marchingegni, il liquido esaminato risultava sangue umano di tipo maschile.

Il primo marzo il vescovo di Civitavecchia si reca in Vaticano dal cardinale Ratzinger poiché ormai il fatto ha investito l’opinione pubblica e non è più di interesse della sola diocesi. Il porta voce della Santa Sede richiama alla cautela e alla preghiera a Maria.
Non tarda ad arrivare un esposto del CODACONS che ritiene sia in atto un abuso della credulità popolare ai danni dalla religione Cattolica mentre il telefono Antiplagio formula le prime teorie su una possibile sostituzione di statuette, ai quali Don Pablo e Fabio Gregori rispondono con tranquillità e fiducia negli avvenimenti, pensavano ad uno scherzo ma davanti alle tante lacrimazioni hanno scartato immediatamente ogni ipotesi scettica.
La magistratura entra in campo il 7 marzo per dare corso ai vari esposti anche se il vescovo si ritiene scettico sull’intervento di questa. Hanno inizio le perquisizioni nella casa dei Gregori e di alcuni parenti e amici ma non viene trovato nulla di rilevante.

La polizia rende noti i risultati delle proprie indagini affermando che non ci sono state sostituzioni di statuette, questo è stato accertato grazie anche alle particolari scheggiature e imperfezioni della statuetta riscontrate nelle foto delle lacrimazioni e in quella delle analisi che coincidono perfettamente. Inizia però una sotterranea lotta tra curia e commissariato, il quale vorrebbe tenere sotto sequestro la madonnina per ulteriori esami, ma il vescovo è irremovibile all’idea di cedere la statuetta. Le analisi continuano ma la Madonnina rimane nelle mani del Vescovo.
Il 4 aprile viene alla luce una straordinaria rivelazione che spiega l’irrigidimento del vescovo verso l’autorità’ giudiziaria: la Madonnina ha lacrimato nelle sue mani. I periti avevano notato un allungamento delle lacrime segno di un nuovo fenomeno e il vescovo è costretto a fare emergere la verità. Intanto decide di ridare alla chiesa di sant’Agostino e al culto dei fedeli la statuetta nel giorno di Venerdì santo senza però nessun riconoscimento da parte dell’autorità’ ecclesiastica ma grazie alle grandi richieste della popolazione.

Il 6 aprile però mentre fervevano i preparativi per la nicchia e per le celebrazioni della pasqua la madonnina viene sequestrata poiché elemento di indagini e quindi impossibile lasciarla libera di essere toccata e magari manomessa. Lo scontro tra curia e magistratura è durissimo. Il dissequestro arriverà il martedì dopo Pasqua, dopo una fredda settimana santa. Ma ora inizia la lotta della magistratura per ottenere l’analisi del DNA dei Gregori, i quali si rifiutarono e tutt’ora non sono state eseguite.
Dal 17 giugno 1995 la Madonnina è esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa di Sant’Agostino a Civitavecchia.
La chiesa di Sant’Agostino a Civitavecchia
Gessica Gregori dichiarerà in seguito di aver ricevuto anche dei messaggi:
“Io sottoscritta Jessica Gregori […] dichiaro inoltre di aver ricevuto dei messaggi, da chi non posso svelarlo, dati al vescovo, nello stesso anno e negli anni seguenti. Tali messaggi sono tenuti in segreto tra me e il vescovo, ed io non posso rivelarli perché legata all’obbligo del silenzio”.
Gessica Gregori ha dato dei messaggi segreti al Vescovo di Civitavecchia
L’unico che potrà rivelarli, se un giorno avrà intenzione di farlo, è soltanto il Vescovo Monsignor Girolamo Grillo. Inoltre, sempre in quegli stessi anni, dichiaro di aver ricevuto altri messaggi che riguardano principalmente la Famiglia e l’Unità di quest’ultima che in questi tempi viene distrutta dalle insidie del demonio.
Tali messaggi richiedono anche:
Molta preghiera davanti a Gesù Eucarestia;
Andare alla Santa Messa tutti i giorni;
Confessarsi almeno una volta alla settimana, nel giorno del Signore;
Recitare il Santo Rosario 
– Consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria
Il giudizio della Chiesa cattolica
La Chiesa cattolica non si è ancora espressa ufficialmente sulla eventuale soprannaturalità delle lacrimazioni. La diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ha però rese pubbliche le conclusioni della propria Commissione di inchiesta: il fenomeno è stato riconosciuto non spiegabile scientificamente.
Conclusa l’indagine a livello locale, il proseguimento delle indagini sulla mariofania di Civitavecchia è passato, secondo l’iter previsto in questi casi, anche in considerazione dell’eco internazionale avuto dall’evento, alla Santa Sede. Il giudizio definitivo spetta, infatti, sempre alla Congregazione per la Dottrina della Fede e all’autorità suprema della Chiesa, la quale, al momento, ancora non si è pronunciata.
VIDEO DOCUMENTARI e PELLEGRINAGGI:
1). Intervista con Emerito Vescovo Mons. Girolamo Grillo

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