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sabato 31 maggio 2014

LA BENEDIZIONE SPECIALE E MATERNA DELLA MADONNA


LA BENEDIZIONE SPECIALE E MATERNA DELLA MADONNA

Suor Emmanuel racconta :

A Medjugorje la Madonna ha fatto un dono al mondo, ha dato la benedizione speciale e materna: io la ricevo con riconoscenza e la Madonna chiede a me e a chiunque la riceva di trasmetterla a tutti, non esiste un formula; si trasmette con il cuore. La benedizione speciale di Maria è un dono gratuito, un dono di Dio che passa da Lei quale Madre.

Coloro che vivono i messaggi hanno questo regalo e possono trasmetterlo agli altri. La Madonna mi dona uno strumento di lavoro, una sua soluzione che risolve problemi per i quali, umanamente, non sembra ci sia soluzione. Questo dono è parte di un tutto per coloro che vogliono seguire la scuola della Madonna.
Questa benedizione donata dalla Madonna non può traboccare che da un cuore colmo. Con questa benedizione ho qualcosa da donare, qualcosa della Regina della Pace. Ho ricevuto, dunque dono.
La Madonna ci raccomanda di parlare di questa benedizione e di trasmetterla solamente alle persone che sono impegnate nel cammino, alle altre noi dobbiamo trasmetterla silenziosamente.
Un giorno la veggente Marija mi ha confidato che lei stessa dava questa benedizione speciale e materna molto semplicemente dicendo: "Ecco, ho ricevuto la benedizione speciale e materna dalla Madonna e te la trasmetto", e puoi aggiungere le preghiere che vuoi, col cuore.
Questa benedizione si può trasmettere solo a una persona alla volta.
Verso gli increduli possiamo trasmettere silenziosamente questa benedizione. Ogni genere di grazie investe allora queste persone, pace, gioia, conversione.
Quando benedico i miei nemici (Gesù l’ha chiesto a tutti) con questa benedizione, Maria mi aiuta ad amare questi nemici con un cuore materno, con il suo Cuore.
La veggente Marija ci ha precisato che la benedizione dei sacerdoti è più grande, le mani del sacerdote hanno ricevuto la sacra unzione e la loro benedizione fa cadere molte grazie dal cielo.
Un’amica di Suor Emmanuel racconta: "quando sono nel metrò, benedico tutti, e sebbene sia timida e piuttosto riservata, la gente viene da me per parlarmi, per aprire il cuore". Prosegue Suor Emmanuel: "Bertrand, un infermiere parigino, detestava il suo lavoro: tutti i giorni vedeva morire dei giovani di AIDS senza nessuna assistenza spirituale ed era straziato per non poterli aiutare, perché in questi grandi ospedali gli infermieri sono insufficienti e hanno il tempo di prestare le cure minime prima di correre in un’altra stanza. Fino al giorno in cui Bertrand scopre a Medjugorje la famosa benedizione speciale della Gospa. Ritorna un anno più tardi e non è più lo stesso: è fantastico, la Madonna mi ha trovato la soluzione. Quando devo sbrigarmi per curare un malato di AIDS, gli do silenziosamente la benedizione speciale e materna e so che Maria stessa lo accompagnerà nel suo trapasso. Una volta un malato di AIDS morente è anche guarito".
Si è ancora lontani dal comprendere la portata di questa benedizione.
La Madonna ci chiede di vivere e testimoniare i suoi messaggi. Perché ha aggiunto questo fatto di trasmettere la benedizione? Perché la testimonianza non sostituisce la benedizione, è un’altra realtà. La Madonna chiede per esempio ai genitori di dare l’esempio, di essere portatori di pace, ma chiede loro anche di benedire i figli.
La sola testimonianza non trasmette la protezione come fa la benedizione.
La testimonianza esercita una buona influenza, un’attrazione, la benedizione esercita un’azione invisibile.
MEDJUGORJE, ALLA SCUOLA DI MARIA
"La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto" (messaggio del 29 dicembre 1983)
"Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Rinnovate la vostra preghiera personale, e in modo particolare pregate lo Spirito Santo affinché vi aiuti a pregare col cuore. Intercedo per tutti voi, figlioli, e vi invito tutti alla conversione. Se vi convertirete anche tutti coloro che sono attorno a voi saranno rinnovati. E la preghiera sarà per loro gioia" (messaggio del 25 maggio 2003)


Fonte: http://www.medjugorjeliguria.it/Danko%2025%20MAGGIO%2009.htm




E’ l’ultimo giorno di maggio! - ATTO DI CONSACRAZIONE TOTALE A MARIA





E’ l’ultimo giorno di maggio!
Preghiamo l’Atto di consacrazione a Cristo per mezzo di Maria del Santo di Montfort. A confermare la nostra consacrazione offriamo la partecipazione della Santa Messa per questa intenzione, e, durante la Comunione al Corpo e Sangue del Signore, invochiamo e ringraziamo la Spirito Santo per averci guidato in questo cammino, per averci preparato a tale consacrazione, e pronunciamo con tutto il cuore una formula di consacrazione alla Madonna che lo Spirito ci suggerirà.
Con la gioia nel cuore cantiamo infine insieme a Maria il “Magnificat”ringraziando il Signore per le grandi cose che in noi ha fatto, fa e farà!Ogni nostra parola, azione, ogni pensiero, nella consacrazione a Maria, sarà nella piena libertà e nella perfetta adesione alla Volontà di Dio.Come Maria. Per essere tutti suoi. Per sempre. A lode e gloria di Dio.
ATTO DI CONSACRAZIONE TOTALE A MARIA
( Luigi Maria Grignon di Monfort )
Consapevole della mia vocazione cristiana,

io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria,

gli impegni del mio Battesimo.

Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni,

alle sue opere, e mi consacro a GESU’ Cristo

per portare con Lui la mia croce nella fedeltà

di ogni giorno alla volontà del PADRE.

Alla presenza di tutta la Chiesa

ti riconosco per mia Madre e Sovrana.

A te offro la mia persona, la mia vita e

il valore delle mie buone opere,
passate, presenti e future.

Disponi di me e di quanto mi appartiene
alla maggior gloria di Dio,

nel tempo e nell’eternità.
Amen!
“Magnificat”
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Questa voce è stata pubblicata il 31 maggio 2014, in Dalle Mailing lists, Devozioni con tag , , , , , .

venerdì 30 maggio 2014

Il mio cuore si è aperto a Medjugorje


 Ciao a tutti, siamo Dario ed Elizabeth, da tredici anni viviamo in Comunità come sposi e fin dall’inizio abbiamo condiviso la vita in missione, con i bambini di strada, orfani e abbandonati, prima in Messico e poi in Brasile. Io, Dario, un po’ come tanti altri giovani disperati, avevo la testa dura e quando mi hanno proposto la" Comunità  Cenacolo" non ne volevo proprio sapere. Vivevo per strada e di tanto in tanto mi facevo rivedere ai colloqui, dove ogni volta i responsabili mi vedevano in condizioni sempre peggiori, fino al giorno in cui, anche se non avevo nessuna intenzione di entrare, si sono detti fra loro: «Proviamo a farlo entrare, perché se no questo qui non lo vediamo più!». Nella vita non avevo grandi aspirazioni, anzi non ne avevo proprio. Ancora oggi mi chiedo come mai dopo venti anni sono ancora in Comunità Cenacolo e, anche se tante volte me lo chiedo, in un certo senso so la risposta: perché c’è una forza che ho trovato in Comunità, una luce che mi ha afferrato e mi ha tenuto qui. Ho fatto il mio cammino comunitario come tanti altri ragazzi, ma la svolta l’ho vissuta a Medjugorje, dove Madre Elvira mi aveva mandato come “ultima spiaggia”, e lì è successo qualcosa: il mio cuore si è aperto. Non ho maturato un particolare desiderio di partire per le missioni, ma è stata di nuovo Madre Elvira che mi ha “pescato” inviandomi in Brasile con il primo gruppo di missionari del Cenacolo. È stata un’esperienza molto forte: mi sono sentito realizzato, al mio posto. Ho vissuto sedici anni con i bambini di strada e, probabilmente, in questa convivenza con bambini che hanno già problemi più grandi dei miei, con delle storie impensabili, è nato in me il desiderio di formare una famiglia. In questo cammino missionario, in Messico, ho conosciuto quella che oggi è mia moglie: Elizabeth. Lei, da parte sua, ha incontrato la Comunità in un momento in cui era alla ricerca di un senso profondo nella sua vita. La vita comunitaria ci “piaceva”, lo stare con i bambini ancora di più, la stessa vita della missione sempre molto piena, con tantissime cose da fare, ci realizzava e così abbiamo deciso di sposarci fermandoci come famiglia e fidandoci della Comunità. Oggi abbiamo tre bambini, Francesca, Andrei e Juan Pablo, e per noi è un grande dono aver avuto la fortuna di condividere la vita di famiglia con i bambini delle missioni. I nostri figli sono nati lì e sono, quindi, cresciuti nella semplicità: per esempio giocano con qualsiasi cosa, con un pezzo di legno, qualche pietra, salendo su e giù dagli alberi. Sappiamo bene che oggi tanti bambini non conoscono più questi divertimenti semplici e sani; per questo e per tante altre ragioni crediamo che vivere in Comunità come famiglia sia un grande dono. Siamo convinti che oggi vivere i veri valori della vita sia difficile nel mondo, soprattutto perché ci si sente soli. La protezione che sentiamo qui, l’aiuto degli altri, l’invito alla preghiera, l’invito all’amicizia anche tra i bambini, sono valori che da soli non avremmo mai avuto la capacità di trasmettere in modo così incisivo. Sono frutti e doni della vita in Comunità che non possiamo non vedere e riconoscere come tali. Come tutte le famiglie, anche i nostri figli, che oggi hanno 12, 10 e 8 anni, andando a scuola e confrontandosi con la vita e con gli altri, cominciano a vedere i nostri difetti. Allora, quando le “acque” in casa non sono proprio calme e serene, ma c’è un po’ di burrasca, facciamo la revisione di vita, come ci ha insegnato Madre Elvira: ognuno espone i suoi problemi e difficoltà, i nostri figli ci dicono i nostri difetti, noi li accettiamo e poi si ricomincia tutti insieme nel perdono e nell’impegno a crescere. Sicuramente arriverà il giorno in cui i nostri figli decideranno la loro strada, ma siamo convinti che questi anni che hanno vissuto intensamente nel bene - perché la vita della Comunità è serena ma esigente - rimarranno in loro come un tesoro per tutta la vita. Il nostro figlio più piccolo, Juan Pablo, ha avuto una storia un po’ particolare: durante la gravidanza il ginecologo chiese ad Elizabeth di fare degli accertamenti perché, vista l’età un po’ avanzata, poteva essere una gravidanza a rischio. Secondo le loro previsioni, Juan Pablo doveva essere affetto da “sindrome di Down”. Ci dissero di fare un esame approfondito per decidere se tenerlo o no, ma noi, comunque fossero andate le cose, avevamo già deciso: crediamo che ogni vita, comunque e sempre, è un dono di Dio da accogliere. Quando è nato Juan Pablo, il dottore è rimasto molto sorpreso quando ha visto il nostro bambino sano e, addirittura, si è messo a piangere dalla commozione.  Le gioie che viviamo oggi sono tantissime e i doni che riceviamo ogni giorno ancora di più: desideriamo ringraziare di cuore il Signore per tutta questa “abbondanza” di grazia che questa vita nella fede ci dona.

Fonte :  http://www.comunitacenacolo.it/viewpagina.asp?keypagina=3704&idlingua=1

“Guarito” dopo vent’anni di depressione a Medjugorje



«Così è cambiata la mia vita appena giunto a Medjugorje»
Martedì 21 Giugno 2011
Parla Sabino Simone, “guarito” dopo vent’anni di depressione
Socchiude gli occhi azzurri, si concentra e pesa le parole Sabino Simone. Sono le 3 del pomeriggio, è appena tornato da Roma dove ha fatto il punto sulla celebrazione del 30° anniversario della prima apparizione avvenuta a Medjugorje. Non ha ancora mangiato. L’autoscuola di cui è titolare, a San Fermo, accanto al santuario del paese e vicina al monumento a Garibaldi, che qui vinse una storica battaglia del Risorgimento, è intitolata proprio all’Eroe dei due mondi, massone e acerrimo nemico della Chiesa.

Nell’ufficio di Sabino, invece, tra i poster di due automobili da corsa spicca il quadro di una Madonna con bambino. Sul muro di fronte, un calendario ritrae la folla di fedeli in preghiera nel piccolo paese dell’ex Jugoslavia. In alto, sulla parte anteriore di un armadio, c’è l’immagine di un Sacro Cuore. Eppure c’è stato un tempo in cui la fede di quest’uomo, 65 anni, sposato e padre di tre figli, residente a Cavallasca, era all’acqua di rose come quella di molti.
La sua vita ha avuto una svolta netta nel 1985, proprio a Medjugorje, località che oggi fa parte della Bosnia-Erzegovina, dove quattro anni prima, alle 18.15 del 24 giugno, Vicka, Ivan, Mirjana, Ivanka, Jakov e Marija, sei ragazzi avevano avuto una visione. Lo stesso accadde l’indomani. Una di loro aveva visto comparire sulla collina una giovane donna inondata di luce con un bambino in braccio e che faceva segno di avvicinarsi. Da allora quella figura di donna, identificata con la Madonna, è apparsa il 25 di ogni mese e decine di milioni di persone si recano là in pellegrinaggio.
Signor Simone, com’è approdato a Medjugorje?
«Soffrivo da ormai vent’anni di una fortissima depressione e non trovavo via d’uscita con cure mediche. Mia madre seppe delle apparizioni e tentò di convincermi ad andare in quel luogo. Io rifiutai, non mi interessava. Data la sua insistenza, alla fine, l’accontentai. Viaggiai senza aspettative. Una volta lì, stetti subito bene. Mi sentii normale. La difficoltà fu dover tornare indietro. In seguito raggiunsi quella stessa meta centinaia di volte. Il mio desiderio era di tornare più in fretta e più spesso possibile. Così cominciai a organizzare pellegrinaggi».
Lei era già credente?
«Ero un credente molto tiepido, di quelli che si limitano ad andare a messa la domenica».
Cosa la colpisce maggiormente quando torna ai piedi della collina?
«La sensazione di benessere interiore che sperimento, che io considero sicuramente frutto della grazia associata alla presenza della Madonna. Si sta bene davvero, e non dipende da ciò che siamo, abbiamo o facciamo. È dono del Cielo; è trovare tutto ciò che si è desiderato».
A Medjugorje le è capitato di assistere ad altri eventi che reputa inspiegabili?
«Sì, colgo sempre il cambiamento delle persone, vedo come sono quando arrivano e quando invece ripartono. Sono toccate e cambiate, indipendentemente dalla loro predisposizione spirituale».
Lei sa che la Chiesa è molto cauta su Medjugorje? Ha formato una commissione d’indagine composta da teologi ed esperti soltanto l’anno scorso.
«Sì, ma non pone alcun impedimento. Non formula un giudizio finché gli eventi non si sono conclusi. È normale che sia così. Si rischia però che taluni eventi negativi predetti si avvicinino perché non si fa abbastanza per scongiurarli. Ricordiamo che dopo l’apparizione, nel suo primo messaggio, il 26 giugno 1981, la Madonna invocò pace, piangendo. Esattamente dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, in Bosnia scoppiò la prima guerra europea dopo il 1945».
Cosa risponde agli increduli e a chi, tra loro, parla di grande inganno?»
«Capisco chi fatica a credere. Anch’io, inizialmente, ero così. Però, dai frutti prodotti nelle persone che sono state a Medjugorje, dico che è proprio un peccato non approfittarne». Marco Guggiari
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/index.php/notiziario/cattolico/2011/6/0/100

Vicka parla dei suoi figli

Intervista del 27/5/2009 alla Veggente Vicka 

 All'anagrafe si chiama Vicka Ivankovic-Mijatovic. Ma per tutti è Vicka. Arriva poco prima delle 8 di mattina. La folla di pellegrini è lì ad attenderla, paziente, da più di un'ora. E sulla scala di pietra ci sono anche due interpreti, dal tedesco e dall'inglese (per l'italiano l'interprete non serve: come tutti i veggenti di Medjugorje, Vicka parla bene la nostra lingua). L'aiuta a farsi strada, nella calca, una specie di guardia del corpo (un cugino? un amico?). Come se fosse una star. Ma è solo una ragazza di 44 anni, sorriso meraviglioso, sposata e due figli, che ha passato gran parte della vita a dialogare con la Vergine. La vede ogni giorno dal 24 giugno 1981. Siamo all'esterno della sua vecchia casa azzurra, dove viveva prima di trasferirsi nel sobborgo di Krehin Gradac. E dove, come quand'era ragazzina, incontra ancora i pellegrini, due o tre volte la settimana.



Vicka, come stai?
«Sto bene, grazie. Sì, in questo momento sto bene. Con l'aiuto di Dio e della Madonna».
Tra i sei veggenti di Medjugorje (oltre a Vicka, altre tre ragazze, oggi diventate donne: Marija, Mirjana e Ivanka; più Ivan e Jakov), è quella che nella sua vita ha sofferto di più. Ma ha sempre affrontato il dolore con grande serenità. Ci ha reso un grande favore, Vicka. Ci ha fatto accomodare in casa e ci dedica qualche minuto, mentre fuori i pellegrini sono in trepida attesa. Sono almeno trecento, in pochi metri quadrati, stretti tra un negozietto e l'altro di souvenir, sorti come funghi negli ultimi anni a ridosso della casa della veggente. Per fortuna oggi la giornata è fresca. In agosto è un tormento aspettare all'aperto, sotto il sole.
Quando ti sei sposata, ci avevi detto che nel matrimonio gioia e dolore hanno ugual peso. Dono di Dio entrambi, La pensi ancora così?
«Sì. Il matrimonio è una grande grazia del Signore. Viviamc in un momento molto difficile per le famiglie e i giovani. Le famiglia è sotto attacco».

Come va con i figli?
«Maria Sofia ha 6 anni, Antonio 4 e mezzo. Sono bravi Ogni sera recitiamo tutti insieme il Rosario in famiglia. Noi si stancano, anzi. L'altra sera il più piccolo mi ha detto: "Mamma, perché oggi abbiamo pregato poco? Domani, di più"».
Un bambino maturo...
«Hai ragione. Solo la preghiera può tenere unita la famiglia. E l'umiltà. Dice la Vergine: "Dovete mettere Dio al primo posto, nella vostra casa, come un principe". Senza Dio non si può andare avanti. Il segreto: amore e preghiera con il cuore».
Fuori cresce l'agitazione. I pellegrini raccolgono febbrili, in sacchetti di plastica, biglietti gualciti su cui hanno scritto una grazia da chiedere alla Madonna, o foto di parenti e amici malati. Una nonna, un po' affaticata, mostra orgogliosa la fototessera del suo decimo nipotino. Biglietti e foto da consegnare a Vicka, perché li affidi a Maria, durante l'apparizione che avrà questa sera.
Vicka, non sei stanca di tutta questa gente?
«No, perché?».
Qual è la cosa più importante da chiedere a Maria?
«Non bisogna chiedere niente».
Come, niente?
«Dio, cui Maria si rivolge, sa ciò di cui abbiamo bisogno. Ma i suoi tempi, i tempi di suo Figlio, non sono i nostri. Il miracolo, la grazia, avvengono quando meno ce l'aspettiamo. Spesso i pellegrini hanno un atteggiamento di pretesa. Ma a noi la Vergine chiede di seguire i suoi inviti materni: alla preghiera, alla conversione, alla pace. Insomma, è come se ci dicesse: "Vivete quello che dico, al resto ci penso io!"».
Fonte:http://holyqueen.altervista.org/medj_intervista_sansonetti_vicka.htm

martedì 13 maggio 2014

Rinnovate le due preghiere insegnate dall’angelo della pace ai pastorelli di Fatima:


Messaggio del 5 luglio 1985 dato al gruppo di preghiera di Jelena

Rinnovate le due preghiere insegnate dall’angelo della pace ai pastorelli di Fatima: 
“Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze da cui egli stesso è offeso.
E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”. 
“Mio Dio, io credo e spero, ti amo e ti ringrazio.
Ti chiedo perdono per chi non crede e non spera, non ti ama e non ti ringrazia”. 

Rinnovate anche la preghiera a San Michele: 
“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia.
Sii tu il nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del demonio.
Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli.
E tu, principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime
”.

Era il 13 maggio del 1917

 
Era nella primavera del 1917. La Prima Guerra Mondiale, la grande e sanguinosa guerra delle nazioni, da più di tre anni stendeva i suoi campi di battaglia su quasi tutta la terra.
Intanto, in quel luminoso mattino di domenica 13 maggio, le calamità e gli orrori della guerra sembravano distanti ai tre pastorelli. Essi erano Lucia de Jesus, la più anziana, di 10 anni; Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di 9 e 7 anni.
Dopo aver partecipato alla Messa nella chiesa di Aljustrel, paesino della parrocchia di Fatima, in cui abitavano, uscirono in direzione della montagna, dove raggiunsero il loro piccolo gregge di pecore bianche e marroni. Lucia, nello scegliere il pascolo del giorno, disse con il suo tono di comando:
- Andiamo nelle terre di mio padre, alla “Cova da Iria”.
Obbedienti, gli altri guidarono le pecore ed i tre si diressero laggiù attraverso la stentata vegetazione della montagna di Aire. Gli animali strappavano quello che trovavano alla portata dei loro denti ed i loro campanacci suonavano tristemente nel silenzio del chiaro mattino.
Era una bella domenica quel 13 maggio – mese di Maria! Nel cielo limpido e traslucido, il sole si mostrava in tutto il suo splendore.
Il tempo trascorreva calmo e sereno. I pastorelli avevano già consumato la loro merenda, composta di pane di segale, formaggio e olive; avevano già recitato il rosario nei pressi di un piccolo uliveto che il padre di Lucia aveva piantato in quel luogo. Verso il mezzogiorno salirono fino ad uno spiazzo di terreno più elevato e cominciarono a giocare… 1
D’un tratto, durante il loro innocente divertimento, i tre giovinetti videro qualcosa come il bagliore di un lampo che li sorprese. Guardarono verso il cielo, verso l’orizzonte e, poi, l’un verso l’altro; rimasero muti e sbalorditi: l’orizzonte era limpido, il cielo luminoso e sereno. Che cosa poteva essere?
Ma già Lucia, sempre con un certo tono di comando, ordinò:
– Via, che può venire un temporale.
– Allora, andiamo – disse Giacinta.
Richiamarono il gregge e lo avviarono verso la discesa. A mezza strada tra la montagna che avevano appena lasciato ed un grande leccio* che stava di fronte a loro, videro un secondo lampo.
Con raddoppiato spavento affrettarono il passo, continuando a discendere. Erano infine giunti in fondo alla Cova e si fermarono, confusi e meravigliati: lì, a breve distanza da loro, sospesa sopra un leccio alto poco più di un metro, apparve la Madre di Dio. 2
Secondo la descrizione di Suor Lucia, era “una Signora tutta vestita di bianco, più brillante del sole, che spargeva una luce più chiara ed intensa di quella di un bicchiere di cristallo colmo d’acqua limpida, attraversato dai raggi del sole più cocente”.
Il suo aspetto era di un’inenarrabile bellezza, né triste né allegro, ma serio con un’espressione soave di leggero rimprovero. Come descrivere in dettaglio i suoi lineamenti?Il colore degli occhi, i capelli di quella figura celestiale? Lucia non seppe mai dirlo con precisione!
Il vestito, più candido della neve, pareva tessuto di luce. Aveva le maniche relativamente strette ed era chiuso al collo; scendeva fino ai piedi, i quali, avvolti in una tenue nuvola, sfioravano appena i rami del leccio. Un manto le copriva il capo, anch’esso bianco ed orlato d’oro, della stessa lunghezza della veste, avvolgendoLe quasi tutto il corpo. “Le mani erano congiunte in preghiera, appoggiate sul petto e dalla destra pendeva un grazioso rosario dai grani brillanti come perle, che terminava con una piccola croce di vivissima luce argentata. (Come) unico ornamento, una fine collana d’oro lucente appesa al collo, che terminava con una piccola sfera del medesimo metallo”.3
Ciò che seguì, viene così raccontato da Suor Lucia:
“Eravamo tanto vicini che ci trovavamo dentro la luce che La circondava o che Ella stessa spargeva attorno. Forse ad un metro e mezzo di distanza, più o meno. Allora, Nostra Signora ci disse:
- Non abbiate paura, Io non vi farò del male.
- Di dove è, Vostra Signoria? – Le domandai.
- Sono del Cielo.
- E che cosa vuole da me Vostra Signoria?
- Sono venuta a chiedervi che veniate qui per sei mesi di seguito, il giorno 13 a questa medesima ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. Dopo ritornerò qui una settima volta.
- E anch’io vado in cielo?
- Sì, ci andrai.
- E Giacinta?
- Anche lei.
- E Francesco?
- Anche lui, ma deve recitare molti Rosari.
Mi ricordai allora di domandare di due ragazze che erano morte da poco tempo. Erano mie amiche e frequentavano la mia casa per imparare a tessere da mia sorella maggiore.
- Maria das Neves è già in Cielo?
- Sì, c’è.
- E Amelia?
- Starà in Purgatorio sino alla fine del mondo. Volete offrirvi a Dio e sopportare tut¬te le sofferenze che Egli vorrà mandarvi come atto di ripa¬razione per i peccati dai quali Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?
- Sì, lo vogliamo.
- Andate, dunque, dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto. Fu nel pronunciare queste ultime parole (la grazia di Dio… ecc.) che (Ella) aprì per la prima volta le mani, trasmettendoci una luce tanto intensa, come un riflesso che si effondeva da Lei e che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio che era quella luce, più chiaramente di ciò che vediamo nei migliori degli specchi. Allora, a causa di un impulso interiore, anch’esso comunicatoci, cademmo in ginocchio e ripetemmo nel nostro intimo: O Santissima Trinità, io Ti adoro. Dio mio, Dio mio, io Ti amo nel Santissimo Sacramento!
Trascorsi i primi momenti, Nostra Signora aggiunse: preghiamo il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra!
Poi cominciò ad alzarsi serenamente, salendo in direzione di levante fino a scomparire nell’immensità della lontananza. La luce che La circondava, pareva Le aprisse un cammino attraverso le stelle, motivo per cui qualche volta diciamo che vedemmo aprirsi il Cielo.” 4
Dopo che l’Apparizione si fu eclissata nell’infinito del firmamento, i tre pastorelli rimasero silenziosi e pensierosi, contemplando a lungo il Cielo. Finalmente si risvegliarono da quello stato di estasi che li aveva colti. Attorno a loro la natura tornava ad essere quella che era prima. Il sole continuava a irradiare i suoi raggi sulla terra ed il gregge, sparpagliato, stava coricato all’ombra dei lecci. Tutto era quieto sulla montagna deserta.
La celeste Messaggera aveva prodotto nei giovinetti un delizioso senso di pace e di gioiosa allegria, di leggerezza e libertà. Pareva loro che avrebbero potuto volare come gli uccelli. Di quando in quando, il silenzio nel quale erano assorti era rotto da questa esultante esclamazione di Giacinta:
- Ah! Che bella Signora! Ah! Che bella Signora!
In questa apparizione, come nelle altre, la Santissima Vergine parlò soltanto con Lucia mentre Giacinta ascoltava solo ciò che Ella diceva. Francesco, invece, non La udiva e concentrava tutta la sua attenzione solamente nel guardarLa. Quando le due ragazzine gli raccontarono il dialogo che abbiamo descritto e la parte che era toccata a loro, egli fu colto da grande gioia e, incrociando le mani al di sopra della testa, esclamò ad alta voce:
- O mia Signora! Dirò quanti Rosari Tu vorrai!
I pastorelli si sentivano di essere intimamente cambiati. La loro anima era lieve ed allegra.
Ormai l’imbrunire della sera li avvolgeva, mentre risuonavano sulla montagna i rintocchi dell’Ave Maria. Incitando le loro pecore, i tre giovinetti abbandonarono allora quel luogo benedetto. Nel silenzio dell’oscurità che già stava coprendo i monti, “si udiva il suono rauco del campanaccio ed il calpestio leggero del gregge sembrava una pioggerella d’estate che picchiettava le foglie secche…”

Stretto legame tra Lourdes, Fatima e Medjugorje.


Fatima e Medjugorje sono stati due luoghi dove Maria e apparsa nel XX secolo, preceduti da Lourdes nel 1858.  
Vi e' un collegamento stretto tra i tre. 
  
Rene' Laurentin, uno dei piu' famosi studiosi di apparizioni mariane, fa un'osservazione molto interessante:
   Qual e' il punto di convergenza?    In tutti e tre i luoghi la Vergine ha fatto un appello alla conversione.
Ci sono due tipi di conversione . Il primo coinvolge coloro che si sono allontanati da Dio.  Per queste persone il messaggio di conversione li richiama sul cammino del buon cristiano. Il secondo tipo di conversione riguarda coloro che hanno un buon rapporto con Dio.  Maria li chiama perche' approfondiscano la loro vita spirituale in Dio.  Naturalmente, il primo gruppo raggiungera' il secondo dopo aver percorso il giusto cammino.
Nella storia della Chiesa i cristiani sono sempre stati chiamati alla conversione. Vi e' qualcosa di particolare nella chiamata di Maria alla conversione a Lourdes, Fatima e Medjugorje ?   La chiamata di Maria  alla conversione in questi luoghi  e' di consacrare il Cuore di Gesu' e  il proprio Cuore Immacolato.   A Lourdes l'idea della consacrazione ai Cuori di Gesu' e di Maria non e' esplicita. Tuttavia e' presente in modo implicito.   A Lourdes Maria si identifica come l'Immacolata Concezione, in quanto e' stata concepita senza il peccato originale.    Il fatto che Maria sia stata preservata dal peccato originale implica anche che e' esente dal peccato. Colei che priva di ogni peccato, l'amorevole madre, chiede ai peccatori di cambiare vita.  Maria, l'Immacolata, spinge a seguire piu' da vicino Suo Figlio, Gesu'.   Ella, che ha seguito Gesu' alla perfezione, ci ha dato un messaggio a Lourdes, che, se seguito, ci avvicina a Gesu'.   Ci aiuta a vivere la nostra consacrazione battesimale al Cristo.  Inoltre, la nostra Signora di Lourdes ha chiesto a tutti i suoi figli di seguirla .
Se a Lourdes, Maria si identifica come lImmacolata Concezione, a Fatima appare come il Cuore Immacolato.   E facile individuare il collegamento.   A Fatima, Maria mette in evidenza la sua purezza, il fatto che sia immacolata, riferendosi al Suo Cuore.   Appare come la vergine piu' pura che, nella mancanza di peccato, possiede un cuore immacolato. Nel suo Cuore Maria ama Dio e noi con un amore infinito.
Si tratta di un maggior punto di collegamento tra Lourdes e Fatima, ma vi e una connessione ancora piu' profonda tra Fatima e Medjugorje .
   Come abbiamo gia detto sia a Fatima sia a Medjugorje (e Lourdes) Maria ci ha chiamati alla conversione.
           Leggete parte del messaggio di Maria del 13 luglio del 1917:
"Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori .   Per salvarli ,Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato .   Se si fara'  quello  che vi chiedo molte anime saranno salvate e ci sara' la pace.  Le guerre finiranno .  Ma se le persone non smetteranno di offendere Dio, durante il regno di Pio XI vi sara' una guerra ancora peggiore".
Dato che non abbastanza persone risposero alla richiesta di Maria di convertirsi, vi fu la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
Cari figli, oggi, nuovamente vi chiamo alla conversione, vi invito figli miei a convertirvi pienamente a Dio
Come a Fatima, la chiamata di Maria alla conversione a Medjugorje e' collegata alla pace nel mondo. Maria, Regina della Pace, desidera stabilire la pace nel mondo e ci chiede di aiutarla a portare a termine questo compito.    Noi facciamo la nostra parte esaudendo le sue richieste, vivendo una vita rivolta alla conversione.
Sia Fatima che Medjugorje hanno come punto di convergenza il richiamo alla conversione. Questo e' intimamente collegato alla richiesta di pace nel mondo. La pace avra' luogo se gli uomini saranno in pace con Dio, quando il cuore degli uomini sara' unito a Dio, amandolo e seguendo la Sua volonta'
Il richiamo di Maria alla conversione a Fatima e a Medjugorje ha delle caratteristiche particolari. Ci richiama alla conversione attraverso la consacrazione al Cuore di Gesu' e al Suo Cuore Immacolato.  Il punto di convergenza tra i due luoghi : LA CONVERSIONE ATTRAVERSO LA CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESU' E AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA. In altre parole tutti i messaggi di Fatima e di Medjugorje sono collegati con la richiesta di Maria a noi di consacrarci al Cuore di Gesu' e al Suo Cuore Immacolato.
Il seguente messaggio di Fatima evidenzia la natura di questa consacrazione. Maria disse a Giacinta:
Di a tutti che Dio concede la grazia attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Di loro di chiedere la grazia attraverso Lei e che il Cuore di Gesu'desidera essere venerato con il Cuore Immacolato di Maria. Chiedete loro di intercedere per la pace attraverso il Cuore Immacolato di Maria, in quanto Dio ha affidato la pace del mondo a Lei.
Al centro della venerazione dei Cuori di Gesu' e di Maria vi e l'atto di consacrazione al Cuore di Gesu' e al Cuore Immacolato di Maria.
Un'affermazione dellarcivescovo R. Arulappa rivela come il messaggio di Fatima si incentri sull'atto della consacrazione.
In collegamento alle apparizioni di Maria a Fatima, suor Lucia, una delle veggenti, da poco mancata, ha detto che il 13 luglio del 1929, Maria ha detto: "il buon Dio promette la fine delle persecuzioni in Russia se il Santo Padre fara' egli stesso un atto solenne di riparazione e di consacrazione della Russia e di ordinare ai vescovi di fare lo stesso.".
Il 21 marzo del 1982, suor Lucia spiego' al Nunzio Apostolico e ad altri due testimoni che il Papa doveva scegliere una data in cui ordinare ai vescovi di tutto il mondo di fare un solenne atto di riparazione e di consacrazione della Russia ai Cuori di Gesu' e di Maria, ognuno nella propria cattedrale.
Ci sono due versioni dell'apparizione di Maria del 13 luglio del 1929, ma sono essenzialmente le stesse. In quella piu' nota Maria dice "E' giunto il momento per Dio di chiedere al Santo Padre di fare, con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato. Promette di salvare la Russia con questi mezzi." Questo riferimento alla Russia e' da notare.
Quando suor Lucia ha chiesto al nostro Padre perche' non convertisse la Russia senza tale atto di consacrazione, Egli rispose:
"Perche' io voglio che l'intera Chiesa riconosca questa consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, in modo da incrementarne il culto nel tempo e porre la devozione al Suo Cuore Immacolato accanto a quella per il  Sacro Cuore di Gesu'."
I messaggi appena presentati dimostrano che il messaggio di Fatima e' quello della consacrazione ai Cuori di Gesu' e di Maria. L'atto collegiale della consacrazione della Russia avra' luogo, secondo Suor Lucia, quando un numero sufficiente di persone seguira' le parole di Maria.
Sono consapevole del fatto che e' in corso un dibattito all'interno della Chiesa riguardo al fatto che questa consacrazione collegiale abbia avuto luogo oppure no.   Alcuni pensano che l'atto di consacrazione di Giovanni Paolo II abbia avuto luogo il 25 marzo del 1984, esaudendo le richieste di Maria.  Io penso che questa consacrazione non abbia soddisfatto a pieno la richiesta di Maria.
La ragione principale della mia opinione e data dalla natura di due messaggi di Maria a padre Stefano Gobbi, direttore spirituale del movimento mariano dei sacerdoti.    In questi due messaggi Maria afferma che l'atto collegiale di consacrazione, con tutte le condizioni da lei richieste, non ha ancora avuto luogo.    Le date di questi messaggi sono il 25 marzo del 1984 e il 13 maggio del 1990.    Il lettore notera' che la data del 25 marzo e' la data dell'Atto di Consacrazione che secondo alcuni avrebbe soddisfatto tutte le richieste di Maria.
Io credo nell'autenticita' dei messaggi a Padre Gobbi.   Per quanto ne so', la Chiesa non ha emesso giudizi definitivi su di essi anche se il Vaticano guarda con favore al movimento mariano dei sacerdoti e questi messaggi sono al centro di questo movimento.    Io sottometto il mio giudizio finale relativamente all'autenticita' di tali messaggi alla decisione della Chiesa stessa.
Il messaggio di Fatima si incentra sulla richiesta di consacrazione al Cuore di Gesu' e di Maria.    Lo stesso vale per gli insegnamenti di Maria a Medjugorje, come appare dai vari messaggi:
"Figli cari, il mio invito a seguire i miei messaggi riguarda la vita di ogni giorno.  Soprattutto, voi bambini perche' voglio avvicinare i vostri cuori a Gesu' .      Dunque, vi invito oggi alla preghiera di consacrazione a Gesu', il mio caro Figlio, in modo che ognuno dei vostri cuori possa essere il Suo.   Poi, vi invito alla consacrazione al mio Cuore Immacolato.   Voglio che vi consacrate come persone, famiglie e parrocchie in modo che tutto appartenga a Dio attraverso le mie mani.  Dunque, figli miei, pregate di comprendere la grandezza del messaggio che vi offro,.."
Ci sono due punti che desidero puntualizzare.   Per prima cosa, Maria collega tutti i suoi messaggi di Medjugorje alla consacrazione al Cuore di Cristo e al Suo Cuore Immacolato. Poi dice "pregate di comprendere la grandezza del messaggio che vi sto offrendo". In altre parole, Maria dice che questo messaggio e' particolarmente importante.  Poi Maria da'  un altro messaggio sulla consacrazione:
"Figli cari!  Anche oggi vi invito a pregare.  Solo pregando e digiunando e' possibile fermare la guerra.  Dunque, figli miei, pregate e con le vostre azioni dimostratemi di essere miei e di appartenermi perche', in questi tempi difficili, Satana vuole sedurre il maggior numero di anime possibili.  Dunque, vi invito a decidere in favore di Dio, Egli vi proteggera', vi indichera' la via da seguire.   Invito tutti coloro che hanno detto si a me, di rinnovare la consacrazione a mio Figlio, Gesu', al Suo Cuore e a me, cosi' da potervi utilizzare come strumenti di pace in questo mondo cosi' travagliato.   Medjugorje e' un segno per tutti voi ed un richiamo alla preghiera e a condurre la vita nella grazie che Dio vi ha dato.  Dunque, figli miei cogliete l'appello alla preghiera con serieta'.   Sono con voi e le vostre sofferenze sono le mie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." (aprile,1992).
E in un messaggio successivo, Maria ci dice
"figli miei, voglio che capiate che sono vostra madre, che voglio aiutarvi e chiamarvi alla preghiera. Solo con la preghiera potrete capire e accettare i miei messaggi e applicarli nella vita. Leggete le Sacre Scritture, vivetele e pregate per capire i segni dei vostri tempi. Questo e un periodo speciale.   Dunque, sono con voi per avvicinarvi al mio cuore e a quello di mio Figlio.  Cari figli, voglio che siate figli della luce e non dell'oscurita.   Dunque, seguite le mie parole.   Grazie per aver risposto alla mia chiamata." (25 agosto 1993).
Vediamo il legame profondo, il punto di convergenza tra la spiritualita' di Fatima e quella di Medjugorje: E' la conversione basata sulla consacrazione al Sacro Cuore e al Cuore Immacolato.
I messaggi della nostra Signora a Medjugorje sono stati piu' numerosi e dettagliati di quelli di Fatima, spiegando in dettaglio che cosa significa vivere la nostra consacrazione.
Fatima aveva rivelato la necessita' di salvare il genere umano.    I messaggi di Medjugorje ci dicono in dettaglio come fare.

Il rapporto fra Fatima e Medjugorje - Don Gabriele Amorth,


 Don Gabriele Amorth, il noto esorcista di Roma, intervistato da "Medjugorje-Torino" ha risposto così a proposito del rapporto fra Fatima e Medjugorje e in particolare sul famoso terzo segreto. (dal numero 99, maggio-giugno 2001)

(...) Domanda - Lei ha più volte affermato di vedere in Medjugorje una continuazione di Fatima. Come spiega questo rapporto?
Risposta - A mio parere il rapporto e strettissimo. Le apparizioni di Fatima costituiscono il grande messaggio della Madonna per il nostro secolo. Alla fine della prima guerra mondiale, afferma che, se non si fosse seguito quanto la Vergine ha raccomandato, sotto il pontificato di Pio XI sarebbe incominciata una guerra peggiore. E c'è stata. Poi ha proseguito chiedendo la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato, se no... E' stata forse fatta nel 1984: tardi, quando già la Russia aveva sparso nel mondo i suoi errori. Poi c'è stata la profezia del terzo segreto. Non mi ci fermo, ma dico solo che non si è ancora realizzato: non c'è nessun segno di conversione della Russia, nessun segno di sicura pace, nessun segno del trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.
In questi anni, specie prima dei viaggi a Fatima di questo Pontefice, il messaggio di Fatima era stato quasi accantonato; i richiami della Madonna erano rimasti disattesi; intanto la situazione generale del mondo si aggravava, con una continua crescita del male: calo di fede, aborto, divorzio, pornografia imperante, corsa alle vane forme di occultismo, soprattutto magia, spiritismo, sette sataniche. Era indispensabile una nuova spinta. Questa e venuta da Medjugorje, e poi dalle altre apparizioni mariane in tutto il mondo.
Ma Medjugorje è l'apparizione-pilota. Il messaggio punta, come a Fatima, sul ritorno alla vita cristiana, alla preghiera, al sacrificio (ci sono tante forme di digiuno!).
Punta decisamente, come a Fatima, sulla pace e, come a Fatima, contiene pericoli di guerra. Credo che con Medjugorje il messaggio di Fatima abbia ripreso vigore e non c'è dubbio che i pellegrinaggi a Medjugorje integrano i pellegrinaggi a Fatima, e hanno gli stessi scopi...

 
Il messaggio di Medjugorje del 25.8.1991 che si riferisce esplicitamente a Fatima
"Cari figli anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i piani della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
 fonte: http://www.euve24544.startvps.com/vari/amorth_fatima.html

SUPPLICA ALLA MADONNA DI FATIMA



per il 13 Maggio e il 13 Ottobre ore 12
O Vergine Immacolata, in questo giorno solen­nissimo, e in quest'ora memoranda, in cui appa­rendo per l'ultima volta nelle vicinanze di Fati­ma a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d'essere venuta ap­positamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recita­re ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vo­stra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promes­se, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci. Ave Maria
 
1 - O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffon­derà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, va­rie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nono­stante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall'odio, viene combat­tuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nel­la sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell'errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tri­bolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, susci­tate anime d'Apostoli; rendete fedeli e costanti tut­ti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i ne­mici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli. Salve Regina
 
2 - O Madre benigna, se l'umanità si è allonta­nata da Dio, se errori colpevoli e perversioni mora­li col disprezzo dei divini diritti e l'empia lotta con­tro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giusti­zia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cri­stiana non è ordinata secondo gl'insegnamenti del­la Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, trop­pi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvate­ci.
E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidia­na. O Madre buona, non guardate i nostri demeri­ti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pa­ne e pace imploriamo dal vostro Cuore materno. Salve Regina
 
3 - Si ripercuote nell'anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emen­dino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offe­so. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il pec­cato che rende infelici i popoli e le famiglie, che se­mina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell'eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvez­za che ci avete indicato. «Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in que­sto Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trion­fate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo. Salve Regina
 
4 - Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Con­sacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l'aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente... (Trani) no­stra diventi tutta un trionfo con la Comunione ri­paratrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.
E rinnovate su di noi e su questi nostri deside­ri e voti, quella materna Benedizione che ascen­dendo verso il Cielo, donaste al mondo.
Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arci­vescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvez­za. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all'erezione del Vostro Santuario in Trani, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la dif­fusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuo­re Immacolato nel mondo. Amen. Ave Maria