Translate

martedì 28 marzo 2017

La mia vita prima che andassi a Medjugorje era triste ed insignificante - Testimonianza

Testimonianza di Roberta

La settimana che trascorsi a Medjugorje mi cambiò totalmente la vita. Hai piedi del Krizevac, sentii l’amore della Vergine Maria che mi abbracciava e attraverso le lacrime mi liberava da tutta l’angoscia e l’ansia che avevo trattenuta in cuor mio per mio padre e per quelli che ritenevo essere stati gli errori della mia vita. La tristezza si trasformò in gioia pura e vera, quella che nasce dal cuore e quella che solo Dio può concedere, ma non era tutto, un’altra grazia mi attendeva, il perdono.
Un perdono vero, sincero che mi liberava da un peso enorme che portavo sul cuore, eppure non avevo più alcun dubbio, Dio mi aveva perdonata e mi dava una consapevolezza nuova, una capacità di comprendere ed accettare meglio anche le croci della vita, poiché proprio grazie ad esse ora mi sento rinata.
Un sacerdote che era con noi mi disse: “Sei salita su questo pullman con uno sguardo e torni a casa con un altro, completamente diverso, cerca di non perderlo” Non lo dimenticherò mai.
Tornata a casa mi resi conto che non ero più quella di prima, mi sentivo libera, un’altra persona, desiderosa di ringraziare non solo a parole, ma con i fatti quel Dio che tanto aveva fatto per me toccandomi e sanandomi nel profondo. Ho iniziato perdonando coloro che mi avevano fatto del male e non sembrava affatto difficile, era come se il mio cuore fosse stato cambiato, mi meravigliavo io stessa di quanto fosse vero quel sentimento e più raggiungevo questa consapevolezza più sentivo crescere in me la pace.      
Mio padre rimase con noi ulteriori 18 mesi e ci lasciò vivendo il suo ultimo tempo nella grazia di Dio. Nemmeno i medici ci seppero mai spiegare quanto accaduto, io invece sapevo nel mio cuore che Dio aveva ascoltato la mia preghiera. In punto di morte fece promettere a mia sorella che sarebbe andata a Medjugorje al suo posto.
Il rosario divenne il mio miglior compagno e soprattutto desideravo intensamente pregarlo insieme ad altri, proprio come si faceva a Medjugorje. Lo sentivo come una necessità e mi ritrovai a parlarne con il mio parroco che pur conoscendo la mia timidezza comprese che si trattava di una chiamata e mi invitò a creare un gruppo di preghiera nella mia parrocchia dedicato proprio alla Regina della Pace. Non credo fosse un caso che iniziò proprio il 15 settembre 2008, festa della Madonna Addolorata, anche perché me ne resi conto solo un anno dopo. In seguito ne nacquero altri 3.

Anche mio padre vi prese parte molte volte prima della sua morte e sono sicura che queste preghiere aiutarono anche la conversione di tutta la nostra famiglia, per una fede più viva e sentita. Mio padre morì con il sorriso sulle labbra, con tutti i sacramenti,  la confessione settimanale, l’eucarestia ogni giorno e l’estrema unzione datagli per ben 2 volte. Anche il mio primo rosario andò con lui, nella tasca della giacca, volevo che fosse una catena dolce che ci teneva uniti tutti a Maria come aveva fatto in quei 18 mesi di grazie.
Questi furono i primi meravigliosi frutti di Medjugorje nella mia vita che fino ad allora era triste ed insignificante, Maria e il Signore avevano dato un senso a tutto quello che sarei stata di lì in avanti una Loro discepola, le loro mani tese. L’ 8 dicembre 2008 sentii nel cuore un desiderio fortissimo di Consacrarmi al Cuore Immacolato di Maria e dopo alcuni giorni di preparazione con grande commozione mi Consacrai alla madre di Gesù presso il Cenacolo Mariano delle Missionarie di Padre Kolbe di Borgonuovo – Bologna, il mio cuore anelava ad appartenere a Maria ed essere un totus tous con Lei.
Durante il secondo pellegrinaggio a Medjugorje mi fu concessa la grazia di vivere Gesù Eucarestia con la consapevolezza che Lui è realmente presente nel Sacramento e che il mio compito non era terminato. Maria desiderava che portassi a Lei altri pellegrini altre persone bisognose del suo affetto e della mia testimonianza per poter ricevere la mia stessa grazia. Ne ero più che certa, me lo sentivo in cuore, sebbene mi sembrasse un impegno troppo grande per le mie forze era come se dentro di me qualcuno mi stesse
rassicurando che non avrei potuto contare sulle mie forze, ma su quelle della Madre Celeste e allora tutto si sarebbe compiuto secondo la Sua volontà. Così accettai di fare da tramite per la realizzazione dei Suoi piani.

Lasciai la foto di mio padre ai piedi della Madonna posta sul monte Podbrdo e quella stessa notte lo sognai bellissimo, giovane, sorridente vestito tutto di bianco, di un bianco abbagliante era davanti alla chiesa di Medjugorje e mi diceva: “Hai visto che ce l’ho fatta a venire qui, sono a casa” ricordo questo sogno come fosse ora.
Il messaggio del 2 marzo 2010 che la Madonna diede a Mirjana schiarì ogni mio dubbio. Quelle parole si stamparono non solo nella mia mente, ma anche nel mio cuore
“Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davanti a ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna. Perciò raduno voi che siete disposti ad aprirmi il vostro cuore, che siete disposti ad essere apostoli del mio amore, perché mi aiutiate, perché vivendo l’amore di Dio siate un esempio per coloro che non lo conoscono. Che il digiuno e la preghiera vi diano forza in questo ed io vi benedico con la benedizione materna nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”
Sentii che quel messaggio era proprio mio, mi apparteneva, come il mio cuore ora apparteneva a Lei, e non solo quello, perché le ho donato tutta la mia vita e finchè avrà bisogno di me non tarderò a risponderle: Eccomi!
Ogni giorno non posso che ringraziare il Signore per questa chiamata che mi ha rivolto, chiedo con semplice umiltà di cuore di esserne degna. Tornando alla preghiera semplice dei primi anni della mia vita. È un dolce ricordo nostalgico che rivedo: la mia famiglia riunita in preghiera che con dolcezza mi ha trasmesso i valori cristiani ed il mio grazie commosso va a quel grande uomo che era mio padre, figlio di Dio e della verità….
Arrivederci papà, ti voglio tanto bene.

Fonte:http://biscobreak.altervista.org/category/dolce-amaro/

lunedì 27 marzo 2017

Quello che ho sentito e provato a MEDJUGORJE, non lo avevo mai provato.

  


Torno indietro di 48 anni. All’epoca  avevo 16 anni e per la prima volta dovetti allontanarmi da casa per lavorare.  Andai in provincia di Varese ed alloggiai in un convitto di Suore. Lavoravo in una fabbrica di filati lino e canapa .
Eravamo tante  ragazze, per la maggior parte della Sardegna, mi trovavo molto bene. Tutti i giorni prima di recarci al lavoro, andavamo nella cappella con le Suore  e pregavamo la Madonna per ringraziarla e a Lei affidavamo la giornata lavorativa che dovevamo affrontare.
Mi divertiva e mi piaceva tanto stare in quel convitto di suore, con tante amiche con le quali condividere  le nostre fragilità  ed anche la nostalgia per l’essere lontani dai nostri cari.  Una certa curiosità o forse anche gelosia, ad un certo punto, me l’aveva creata una  ragazza che stava sempre con un libro  in mano  e si tratteneva nella cappella anche dopo la S. Messa e il Rosario. Un bel giorno la fermai e le chiesi: 
“Come mai ti trattieni sempre nella  cappella  e porti con te sempre un libro? Mi puoi spiegare il perchè e a cosa ti serve? 
Lei con un sorriso mi rispose che il  libro era il Vangelo  (io non sapevo neanche cosa fosse  il Vangelo) e che se lo avessi voluto me l’avrebbe prestato. Sinceramente io non sapevo che fare con il Vangelo (VEDI L’IGNORANZA?) , ma lei subito mi spiegò
“Appena la cappella è libera , entri, ti leggi una pagina a caso e la mediti”. 
Così feci, entrai nella  cappella e mi misi a sedere  nel primo inginocchiatoio, vicinissimo all’Altare , dietro all’altare c’era un affresco bellissimo, che rappresentava la Madonna col Bambino Gesù tra le sue braccia.  Cominciai a leggere , ma non capivo ciò che leggevo perchè mi sentivo distratta. Il mio sguardo d’improvviso si posò sull’immagine della  Madonna  per un attimo , ma  poi mi proposi di non distrarmi altrimenti non  mi sarei concentrata nella lettura e di conseguenza non avrei capito nulla.
Così assorta cominciai a sentire come se una  mano mi avesse toccato il mento per sollevare la mia testa e guardare l’affresco della  Madonna, non potevo crederci e nonostante i dubbi, ripresi a leggere e per l’ennesima volta sentii nuovamente la mano, che mi prese il mento e mi sollevò il volto  dicendomi: (da notare che io nella cappella ero sola) ” Guardala “; e così sollevai lo sguardo e vidi  la Madonna che piangeva e  dondolava tra le sue braccia il bambino Gesù . Vedendo quella scena ho avuto paura e scappai; mentre scappavo sentivo dentro di me una voce  che mi implorava di restare ancora lì , non ho avuto il coraggio di rientrare nella cappella, mi misi a sedere nella gradinata che stava di fronte alla cappella e cominciai a piangere come una bambina.
Il caso ha voluto che in quel momento passasse di lì la ragazza che mi aveva prestato il vangelo  e vedendomi piangere mi chiese il motivo di questo pianto.  Da quel momento, che erano le ore 15 circa sino alle 21, non ricordo più nulla, mi sono ritrovata a letto con le suore intorno e la Madre Superiora ai piedi del letto. Aprendo bene gli occhi , chiesi loro:
“Perchè mi trovo a letto e che ci fate  voi quì ? “
La Madre Superiora mi rispose : (mentre le altre suore avevano le mani giunte )
 ” Vedi Maddalena , forse tu sei stata scelta ……”
Appena ho sentito quella frase, cominciai ad urlare dicendo loro che andassero via e che tutto ciò che stava succedendo o accadendo non era per me. Si fecero il segno della  croce e andarono via, io restai a letto perchè avevo la febbre alta.
Quello che mi era accaduto io lo sentivo dentro di me come un fuoco, ma ora penso che, o per  ignoranza o per mancanza di conoscenza di Dio non ho voluto dare il vero senso all’accaduto.  E così passarono gli anni per me, questo ricordo è sempre stato nascosto  nel mio cuore. Solo dopo tanti anni l’ho raccontato ai miei figli Luca e Marzia. Solo ora ho capito  che da allora avevo lacerato una parte di me lasciando un vuoto senza aver seminato e coltivato quell’amore e quella pace che solo Gesù e Maria sanno dare.. Sì , perchè anche io come tante altre persone, mi ero persa per strada.
Non partecipavo più alla Santa Messa e non pregavo mai il S. Rosario.
Nel 2012 decisi di andare a  MEDJUGORJE, all’inizio ero entusiasta di andarci, ma quando mancavano 5 gg alla partenza, sarà perchè stavo tanto male con la schiena e con le spalle, non volevo più  fare quel pellegrinaggio, in poche parole, mi sentivo una persona molto impedita e dolorante nel fare le cose,  non riuscivo ne a vestirmi senza l’aiuto, tanto meno riuscivo a camminare bene.
ragazzaI dolori alla  schiena e alle  spalle  erano troppo forti. Ma  poi, all’improvviso dentro di me qualcosa è cambiato; mancavano un paio di giorni alla partenza e decisi di partire comunque con un gruppo meraviglioso per MEDJUGORJE. Pensavo non ci fosse più il posto sul pullman, invece con mia grande sorpresa si era liberato. Ricordo che il giorno della partenza ( non vedevo l’ora di salire sul pullman) sono caduta e mi si sono rotti gli occhiali sul viso, lasciandomi una piccola cicatrice che mi porterò come ricordo. Ma nemmeno davanti a questo mi sono fermata, sanguinante e un po’ dolorante, mi sono rialzata e finalmente sono salita sul pullman.
Pensavo anche che per me sarebbe stato uno strazio (non era  facile viaggiare 14 ore in pullman nelle condizioni in cui ero)  ma appena mi sono seduta già stavo meglio, non sentivo più il mal di schiena ne il fastidioso dolore alle spalle, al contrario, sentivo che dentro di me qualcosa si stava ricreando. La fede si stava riaccendendo e l’Amore che nel mio cuore sembrava essersi assopito, stava riaffiorando.
MedjugorjePiù ci avvicinavamo a MEDJUGORJE, e più  sentivo tante emozioni bellissime scorrere  dentro di me. Mi sembrava di riprendere quel viaggio  che era stato interrotto tanti anni prima, come se il tempo si fosse fermato a quegli anni e tutto ciò che vi era nel mezzo fosse stata solo una pausa poco importante. Arrivata a MEDJUGORJE  non stavo più male , tutti i dolori che avevo non li sentivo più, ho scalato i 2  monti senza fatica e senza dolori. La cosa più bella, è che dentro di me sentivo la presenza della Madonna che mi accompagnava in ogni momento della giornata.
Ho pianto tantissimo di gioia perchè quello che ho sentito e provato in quei giorni a MEDJUGORJE, non lo avevo mai provato. Ho capito che la Madonna non mi aveva mai abbandonata, al contrario mi stava aspettando, sapeva che sarei tornata, lo sapeva ed ora ne ho la certezza e so che non voglio lasciarla mai più.
Non finirò mai di ringraziarla, per avermi aiutata a ricucire e riempire di pace e di fede quel solco vuoto del mio cuore. Ora, questo dono ritrovato, grazie alla conversione, non voglio lasciarlo mai più per nessun motivo al mondo.  Mi sono innamorata di Maria e di Gesù. Spero che questo Amore duri tutta l’Eternità.
Maddalena B.

martedì 7 marzo 2017

La cosa più grande da portare a casa da Medjugorje sono i messaggi della Madonna.

JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all'inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.

PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all'inferno?

JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell'aldilà, come per dire: "Attenzione perché...?"

JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in Paradiso.

PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l'inferno affinché poi, come d'altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.

JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene... PADRE LIVIO: Comunque anche la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena...

JAKOV: Sì, una grande pena per la gente....

PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?

JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?

PADRE LIVIO: È proprio così!

JAKOV:
Ci voleva così poco. Solo...

PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?

JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell'aprire il nostro cuore a Dio.

PADRE LIVIO:
Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.

JAKOV: Sicuramente, chiederla.

PADRE LIVIO:
Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?

JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei.

PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.

JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.

PADRE LIVIO:
È chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.

JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.

PADRE LIVIO: D'accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all'inferno non hanno voluto aprirsi?

JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l'amore di Dio.

PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.

JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.

PADRE LIVIO: Alla radice però c'è sempre una chiusura.

JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: "Alle apparizioni non crediamo". Ma come mai non ci si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono.

PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.

JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio.

PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l'esempio e penso anche con i nostri sacrifici.

JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: "Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest'altro", ma poi non mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.

PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.

JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio opera tramite noi.

PADRE LIVIO: Così deve essere.

JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.


 PADRE LIVIO: Bene Jakov ora vediamo quali messaggi la Madonna ci ha dato per guidarci verso la salvezza eterna. Non vi è dubbio infatti che lei, come madre, sia stata cosi tanto tempo con noi per aiutarci, in un momento difficile per l'umanità, sulla via che conduce al Cielo. Quali sono i messaggi che la Madonna ha dato a te?
JAKOV: Sono i messaggi principali.
PADRE LIVIO: Quali?
JAKOV: Sono la preghiera, il digiuno, la conversione, la pace e la santa Messa.
PADRE LIVIO: Dieci qualcosa sul messaggio della preghiera.
JAKOV: Come tutti sappiamo la Madonna ci invita ogni giorno a recitare le tre parti del rosario. E quando ci invita a pregare il rosario, o in genere quando ci invita a pregare, vuole che lo facciamo col cuore. PADRE LIVIO: Secondo te che cosa vuoi dire pregare col nostro cuore?
JAKOV: È una domanda difficile per me, perché io penso che nessuno potrà mai descrivere la preghiera con il cuore, ma solamente provarla.
PADRE LIVIO: È quindi un'esperienza che uno deve cercare di fare.
JAKOV: In realtà penso che quando sentiamo il bisogno nel nostro cuore, quando sentiamo che il nostro cuore ha bisogno della preghiera, quando sentiamo la gioia nel pregare, quando sentiamo la pace nel pregare, allora preghiamo col cuore. Non dobbiamo però pregare come se fosse un obbligo, perché la Madonna non forza nessuno. Infatti, quando lei è apparsa a Medjugorje e ha chiesto di seguire i messaggi, non ha detto: "Dovete accettarli", ma ha sempre invitato.
PADRE LIVIO: Senti un po' Jacov la Madonna prega?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Come prega?
JAKOV: Certamente lei prega Gesù perché...
PADRE LIVIO: Ma tu non l'hai mai vista pregare?
JAKOV: Lei prega sempre con noi il Padre nostro e il Gloria al Padre.
PADRE LIVIO: Suppongo che preghi in un modo tutto particolare.
JAKOV: Si.
PADRE LIVIO: Se ti è possibile, prova a descrivere come prega. Sai perché ti faccio questa domanda? Perché Bernadette rimase così impressionata dal modo con cui la Madonna aveva fatto il segno della santa croce, che quando le dicevano: "Mostraci come la Madonna fa il segno di croce", lei si rifiutava dicendo: "È impossibile fare il segno della santa croce come lo fa la santa Vergine". Ecco perché ti chiedo di tentare, se ti è possibile, di raccontarci come la Madonna prega.
JAKOV: Non possiamo, perché prima di tutto non è possibile rappresentare la voce della Madonna, che è una voce bellissima. Inoltre, anche il modo con cui la Madonna pronuncia le parole è bellissimo.
PADRE LIVIO: Intendi dire le parole del Padre nostro e del Gloria al Padre?
JAKOV: Si, le pronuncia con una dolcezza che non riesci a descrivere, a tal punto che se l'ascolti poi desideri e cerchi di pregare come lo fa la Madonna.
PADRE LIVIO: Straordinario!
JAKOV: E si dice: "Ecco come è la preghiera col cuore! Chissà quando arriverò anch'io a pregare come fa la Madonna".
PADRE LIVIO: La Madonna prega col cuore?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Quindi anche tu, vedendo la Madonna pregare, hai imparato a pregare?
JAKOV: Un po' ho imparato a pregare, ma non potrò mai pregare come la Madonna.
PADRE LIVIO: Sì, certo. La Madonna è la preghiera fatta carne.
PADRE LIVIO: Oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre quali altre preghiere ha recitato la Madonna? Ho sentito dire, mi pare da Vicka, ma non ne sono sicuro, che in alcune occasioni ha recitato il Credo.
JAKOV: No, la Madonna con me no.
PADRE LIVIO: Con te no? Mai?
JAKOV: No, mai. Qualcuno di noi veggenti ha chiesto alla Madonna quale era la sua preghiera preferita e lei ha risposto: "Il Credo".
PADRE LIVIO: Il Credo?
JAKOV: Sì, il Credo.
PADRE LIVIO: Non hai mai visto la Madonna fare il segno della santa croce?
JAKOV: No, come me no.
PADRE LIVIO: Evidentemente ci deve bastare l'esempio che ci ha dato a Lourdes. Allora, oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre, non avete recitato altre preghiere con la Madonna. Ma senti, la Madonna non ha mai recitato 1'Ave Maria?
JAKOV: No. Infatti a noi all'inizio questo sembrava strano e ci chiedevamo: "Ma perché non recita l'Ave Maria?". Una volta, durante l'apparizione, dopo aver recitato insieme alla Madonna il Padre nostro, ho continuato con l'Ave Maria, ma quando mi sono reso conto che la Madonna, invece, recitava il Gloria al Padre, mi sono fermato e ho continuato con lei.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov, che altro potresti dire della grande catechesi che la Madonna ci ha offerto sulla preghiera? Quali sono gli insegnamenti che tu ne hai tratto per la tua vita?
JAKOV: Penso che la preghiera è qualcosa di fondamentale per noi. Diventa come un cibo per la nostra vita. Ho accennato anche prima a tutte quelle domande che ci poniamo sul senso della vita: penso che non esista nessuno al mondo che non si è mai posto degli interrogativi su se stesso. Le risposte possiamo averle soltanto nella preghiera. Tutta quella gioia che noi cerchiamo in questo mondo la possiamo avere soltanto nella preghiera. 
PADRE LIVIO: E’ vero!
JAKOV: Le nostre famiglie possiamo averle sane soltanto con la preghiera. I nostri bambini crescono sani soltanto con la preghiera. PADRE LIVIO: Quanti anni hanno i tuoi bambini?
JAKOV: I miei bambini hanno uno cinque anni, uno tre e uno due mesi e mezzo.
PADRE LIVIO: A quello che ha cinque anni hai già insegnato a pregare?
JAKOV: Sì, Arianna è capace di pregare.
PADRE LIVIO: Quali preghiere ha imparato?
JAKOV: Per ora il Padre nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre.
PADRE LIVIO: Prega da sola o con voi in famiglia?
JAKOV: Prega con noi, si.
PADRE LIVIO: Voi, in famiglia, che preghiere recitate?
JAKOV: Preghiamo il rosario.
PADRE LIVIO: Tutti i giorni?
JAKOV: si e anche i "sette Pater, Ave e Gloria", che quando i bambini sono andati a letto, recitiamo insieme alla loro mamma.
PADRE LIVIO: I bambini non inventano qualche preghierina?
JAKOV: Si, a volte, li lasciamo pregare da soli. Vediamo che cosa vogliono dire a Gesù o alla Madonna.
PADRE LIVIO: Dicono anche delle preghiere spontanee?
JAKOV: Spontanee, proprio inventate da loro.
PADRE LIVIO: Certo. Anche quella piccola di tre anni?
JAKOV: Quella di tre anni si arrabbia un po'.
PADRE LIVIO: Ah sì? Fa qualche capriccio?
JAKOV: Si, quando le diciamo: "Adesso dobbiamo pregare un po'"
PADRE LIVIO: E allora insisti?
JAKOV: Penso che la cosa più importante è che i bambini devono ricevere l'esempio in famiglia.
PADRE LIVIO: l'esempio fa più di qualsiasi parola.
JAKOV: Non li possiamo obbligare, perché ai bambini di tre anni non puoi dire: "Mettiti qui seduto per quaranta minuti", perché non lo accetta. Però penso che i figli debbano vedere l'esempio della preghiera nella famiglia. Devono vedere che esiste Dio nella nostra famiglia e che gli dedichiamo il nostro tempo.
PADRE LIVIO: Certo e comunque i genitori devono, con l'esempio e l'insegnamento, incominciare con i bambini fin da quando sono molto piccoli.
JAKOV: Ma sicuramente. Fin da quando sono piccoli bisogna far loro conoscere Dio, conoscere la Madonna e parlare loro della Madonna come loro madre, come ne abbiamo parlato noi prima. Bisogna far sentire al bambino che la "Madonnina" è la sua mamma che sta nel Paradiso e che lo vuole aiutare. Però i bambini devono conoscere queste cose fin dall'inizio.
JAKOV: Conosco tanti pellegrini che vengono a Medjugorje. Si chiedono dopo venti o trent'anni: "Perché i miei figli non pregano?". Però se tu chiedi loro: "Avete pregato qualche volta in famiglia?", rispondono di no. Allora come si può aspettare che un figlio di venti o trent'anni preghi, quando non ha mai vissuto la preghiera in famiglia e non ha mai sentito che esiste Dio nella famiglia?
PADRE LIVIO: Dai messaggi emerge con chiarezza una grande preoccupazione della Madonna per la preghiera in famiglia. Si vede come lei insiste molto su questo punto.
JAKOV: Sicuramente, perché penso che tutti i problemi che abbiamo in famiglia li possiamo risolvere soltanto con la preghiera. È la preghiera ciò che fa rimanere unita la famiglia, evitando tutte quelle separazioni che oggi avvengono poco tempo dopo il matrimonio.
PADRE LIVIO: Purtroppo è una ben triste realtà
JAKOV: Perché? Perché non c'è Dio, perché nelle famiglie non abbiamo i valori. Se abbiamo Dio,
nelle famiglie ci sono i valori. Certi problemi, che noi pensiamo essere gravi, si minimizzano, se li possiamo risolvere insieme, mettendosi davanti alla croce e chiedendo a Dio la grazia. Si risolvono mettendosi a pregare insieme.

PADRE LIVIO: Vedo che hai ben assimilato l'invito della Madonna per la preghiera in famiglia.
PADRE  LIVIO: Senti, come vi ha condotto la Madonna a scoprire Gesù, l'Eucaristia e la santa Messa?
JAKOV: Nel modo che ho detto, come una madre. Perché se noi abbiamo avuto quel dono di Dio di vedere la Madonna, pero abbiamo anche dovuto accettare quello che la Madonna ci diceva. Non posso dire che tutto sia stato subito facile fin dall'inizio. Quando si ha dieci anni e la Madonna ti dice di pregare tre rosari, pensi: "Oh mamma, come faccio a pregare tre rosari?". Oppure ti dice di andare a Messa e nei primi tempi stavamo in chiesa per sei o sette ore. Andando in chiesa vedevo i miei amici giocare a pallone sui campi e una volta mi sono detto: "Ma perché non posso giocare anch'io?". Però adesso, quando penso a quei momenti e considero tutto quello che ho ricevuto, mi pento per averlo pensato, sia pure per una sola volta.
PADRE LIVIO: Mi ricordo che, quando venni a Medjugorje nel 1985, tu verso le quattro eri già lì nella casa di Marija per aspettarla e andare insieme in chiesa per i rosari, l'apparizione e la santa Messa. Si tornava alla sera verso le nove. In pratica la tua mattinata era dedicata alla scuola e il pomeriggio era per i compiti e la preghiera, senza poi contare gli incontri con i pellegrini. Non è male per un ragazzo di dieci anni.
JAKOV: Quando, però, conosci l'amore della Madonna, quando capisci quanto Gesù ti ama e quanto lui ha fatto per te, allora anche tu rispondi con il cuore aperto.
JAKOV: Sicuramente, per i nostri peccati.
PADRE LIVIO: Anche per i miei e per i tuoi.
JAKOV: Per i miei e per quelli degli altri.
PADRE LIVIO: Certo. Senti, Marija e Vicka hanno detto in più occasioni che la Madonna vi ha fatto vedere Gesù il Venerdì Santo. Anche tu l'hai visto?
JAKOV: Sì. È stata una delle prime apparizioni.
PADRE LIVIO: Come l'avete visto?
JAKOV: Abbiamo visto Gesù sofferente. l'abbiamo visto fino a mezzo busto. Sono rimasto molto impressionato... Sai quando i genitori ti raccontano che Gesù è morto in croce, che Gesù ha sofferto e che anche noi, come si racconta ai bambini, lo abbiamo fatto soffrire quando non siamo stati bravi e non abbiamo ascoltato i genitori? Ebbene, quando tu vedi che realmente Gesù ha sofferto così, allora ti dispiace anche per le minime cose sbagliate che hai fatto nella tua vita, anche per quelle così piccole che forse eri innocente o le avevi fatte con innocenza... ma in quel momento lì, ti dispiace per tutto.
PADRE LIVIO: Mi pare che in quella occasione la Madonna vi avrebbe detto che Gesù ha sofferto per i nostri peccati?
PADRE LIVIO: Non dovremmo dimenticarlo.
JAKOV: Però la cosa che ti fa soffrire di più è che purtroppo ancora tanti fanno soffrire Gesù con i loro peccati.
PADRE LIVIO: Dal mistero della Passione passiamo a quello del Natale. È vero che avete visto Gesù Bambino, appena nato?
JAKOV: Sì, ogni Natale.
PADRE LIVIO: Nell'ultimo Natale, quando hai visto la Madonna per la prima volta, dopo quel dodici Settembre in cui ti ha dato il decimo segreto, la Madonna ti è apparsa ancora col Bambino?
JAKOV: No, è venuta da sola.
PADRE LIVIO: È venuta da sola, senza il Bambino?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Mentre quando ricevevi le apparizioni quotidiane veniva ogni Natale col Bambino Gesù?
JAKOV: Sì, veniva col Bambino Gesù.
PADRE LIVIO: E com'era il Bambino Gesù?
JAKOV: Gesù Bambino non si vedeva tanto perché la Madonna l'aveva sempre coperto col suo velo.
PADRE LIVIO: Col suo velo?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Quindi non l'avete mai visto proprio bene?
JAKOV: Ma la cosa che fa più tenerezza è proprio l'amore della Madonna verso questo Figlio.
PADRE  LIVIO: Ti ha colpito l'amore materno di Maria per Gesù?
JAKOV: Vedendo l'amore della Madonna per questo Figlio, subito senti l'amore della Madonna verso di te. PADRE LIVIO: Cioè dall'amore che la Madonna ha per il Bambino Gesù tu senti...
JAKOV: E anche come tiene questo Bambino...
PADRE LIVIO: Come lo tiene?
JAKOV: In un modo che tu senti subito l'amore che lei ha anche per te.
PADRE LIVIO: Sono ammirato e colpito da quanto hai detto. Ma ora ritorniamo al tema della preghiera.
La santa Messa
PADRE LIVIO: Secondo te perché la Madonna tiene così tanto alla santa Messa?
JAKOV: Penso che durante la santa Messa abbiamo tutto, riceviamo tutto, perché è presente Gesù. Gesù dovrebbe essere, per ogni cristiano, il centro della propria vita e insieme a lui dovrebbe divenirlo la chiesa stessa. È per questo che la Madonna ci invita ad andare alla santa Messa e dà ad essa così tanta importanza. PADRE LIVIO: l'invito della Madonna è solo per la Messa festiva o anche per la Messa quotidiana?
JAKOV: Anche nei giorni feriali, se è possibile. Sì.
PADRE LIVIO: Alcuni messaggi della Madonna invitano anche alla confessione. A te la Madonna non ha mai parlato della confessione?
JAKOV: La Madonna ha detto che dobbiamo confessarci almeno una volta al mese. Non c'è uomo su questa terra che non abbia bisogno di confessarsi, perché, parlo della mia esperienza, quando ti confessi ti senti proprio puro nel tuo cuore, ti senti come più leggero. Perché quando tu, andando dal sacerdote e chiedendo scusa al Signore, a Gesù, anche per i peccati più lievi, prometti e cerchi di non ripeterli più, allora ricevi il perdono e ti senti puro e leggero.
PADRE LIVIO: Molti evitano di confessarsi con questa scusa: "Perché devo confessarmi dal sacerdote, quando potrei confessare i miei peccati direttamente a Dio?"
JAKOV: Penso che questo atteggiamento dipende dal fatto che purtroppo, oggi tante persone hanno perso il rispetto per i sacerdoti. Non hanno capito che qui su questa terra il sacerdote rappresenta Gesù.
JAKOV: Tanti rivolgono ai sacerdoti delle critiche, ma non capiscono che anche il sacerdote è un uomo come tutti noi. Gli rivolgiamo delle critiche, invece di andare a parlare con lui e di aiutarlo con la nostra preghiera. La Madonna ha detto tante volte che
dobbiamo pregare per i sacerdoti, proprio per avere dei sacerdoti santi, quindi, dobbiamo pregare per loro, invece di criticarli. Ho sentito tante volte i pellegrini che si lamentano dicendo: "Il mio parroco non vuole questo, il mio parroco non vuole quello.. .11 mio parroco non vuole pregare...". Ma tu vai a parlare con lui, chiedigli perché succede questo, prega per il tuo parroco e non criticarlo.

JAKOV: I nostri sacerdoti hanno bisogno del nostro aiuto.   
PADRE LIVIO: Quindi la Madonna più volte ha sollecitato a pregare per i sacerdoti?
JAKOV: Si veramente tante volte. In modo particolare attraverso Ivan, la Madonna ci invita a pregare per i sacerdoti.
PADRE LIVIO: Tu personalmente hai mai sentito la Madonna invitare a pregare per il Papa?
JAKOV: No, a me non l'ha detto mai, ma agli altri si.
PADRE LIVIO: Dopo la preghiera qual è il messaggio più importante?
JAKOV: La Madonna ci chiede anche il digiuno.
PADRE LIVIO: Che tipo di digiuno chiede?
JAKOV: La Madonna ci chiede il digiuno a pane e acqua, il mercoledì e il venerdì. Però, quando la Madonna ci chiede il digiuno, desidera che si faccia veramente con amore verso Dio. Non diciamo, come tante volte succede, "Se digiuno mi sento male", oppure digiunare tanto per farlo, piuttosto è meglio non farlo. Noi dobbiamo veramente digiunare col nostro cuore e offrire il nostro sacrificio.
Ci sono tanti malati che non possono fare il digiuno, però loro possono offrire qualcosa, ciò a cui sono attaccati di più. Però deve essere fatto veramente con amore.

Vi è certamente un po' di sacrificio quando si digiuna, però se guardiamo a che cosa Gesù ha fatto per noi, che cosa ha sopportato per tutti noi, se guardiamo alle sue umiliazioni, il nostro digiuno che cos'è? È soltanto una piccola cosa.

Penso che dobbiamo cercare di capire una cosa, che, purtroppo, in molti non abbiamo ancora capito: quando digiuniamo o quando preghiamo, per l'utilità di chi lo facciamo?

A pensarci bene lo facciamo per noi stessi, per il nostro futuro, persino per la nostra salute. Non vi è dubbio che tutte queste cose sono a nostro vantaggio e per la nostra salvezza.

Lo dico spesso ai pellegrini: la Madonna sta benissimo in Paradiso e non ha nessun bisogno di scendere qui sulla terra. Però lei ci vuole salvare tutti, perché il suo amore verso di noi è immenso.

Noi dobbiamo aiutare la Madonna affinché noi stessi possiamo salvarci. 

Ecco perché dobbiamo accettare ciò a cui ci invita nei suoi messaggi.

PADRE LIVIO: C'è una cosa in quello che dici che mi colpisce molto. È cioè la chiarezza con cui hai capito che la presenza della Madonna per così tanto tempo fra noi ha come fine ultimo la salvezza eterna delle anime. Tutto il piano della Redenzione è orientato a questo fine ultimo. Nulla infatti è più importante della salvezza della nostra anima. Ecco, mi colpisce e in un certo senso mi edifica il fatto che un ragazzo di 28 anni lo abbia capito, mentre tanti cristiani, compresi anche alcuni sacerdoti, non l'hanno forse ancora compreso come dovrebbero.
JAKOV: Sicuramente. l'ho capito perché la Madonna viene proprio per questo motivo, per salvarci, per salvare noi, per salvare le nostre anime. Poi, quando noi abbiamo conosciuto Dio e il suo amore, allora anche noi possiamo aiutare la Madonna a salvare tante anime.
PADRE LIVIO: Certo, dobbiamo essere strumenti nelle sue mani per la salvezza eterna delle anime dei nostri fratelli.
JAKOV: Sì, suoi strumenti, sicuramente. PADRE LIVIO: Quindi quando la Madonna dice: "Ho bisogno di voi", lo dice in questo senso?
JAKOV: Lo dice in questo senso. Però, dobbiamo capire che, per essere di esempio verso gli altri, per aiutare a salvare le altre anime, noi per primi dobbiamo essere quelli che sono stati salvati, noi per primi dobbiamo essere quelli che hanno accettato i messaggi della Madonna. Poi, dobbiamo viverli nelle nostre famiglie e cercare di convertire la nostra famiglia, i nostri figli e poi tutto il resto, tutto il mondo.
La cosa più importante è di non obbligare nessuno, perché purtroppo tanti litigano per Dio, ma Dio non è nei litigi, Dio è amore e quando noi parliamo di Dio dobbiamo parlarne con amore, senza forzare nessuno.

PADRE LIVIO: Certo, dobbiamo dare la nostra testimonianza in modo gioioso.
JAKOV: Sicuramente, anche nei momenti difficili.
PADRE LIVIO: Dopo i messaggi della preghiera e del digiuno, che cosa chiede la Madonna?
JAKOV: La Madonna dice di convertirci.
PADRE LIVIO: Che cosa è, secondo te, la conversione?
JAKOV: È difficile parlare della conversione. Conversione è conoscere qualcosa di nuovo, sentire il nostro cuore riempirsi di qualcosa di nuovo e di più, almeno così è stato per me quando ho conosciuto Gesù. L'ho conosciuto nel mio cuore e ho cambiato la mia vita. Ho conosciuto qualcosa di più, una cosa bellissima, ho conosciuto un nuovo amore, ho conosciuto un'altra gioia che prima non conoscevo. Questa è nella mia esperienza la conversione.
PADRE LIVIO: Quindi anche noi che già crediamo dobbiamo convertirci?
JAKOV: Certamente anche noi dobbiamo convertirci, aprire il nostro cuore e accettare e accogliere Gesù. La cosa più importante per ogni pellegrino è proprio la conversione, il cambiamento della propria vita. Purtroppo tanti, quando vengono a Medjugorje, cercano oggetti da comprare per portarli a casa. Acquistano rosari o madonne bianche, (come quella che ha pianto a Civitavecchia).
Ma dico sempre ai pellegrini che la cosa più grande da portare a casa da Medjugorje sono i messaggi della Madonna. Questo è il più prezioso souvenir che possono portare. È inutile portare a casa rosari, madonne e crocefissi, se poi non preghiamo il santo Rosario o non ci inginocchiamo mai in preghiera davanti al Crocifisso. Questa è la cosa più importante: portare i messaggi della Madonna. Questo è il più grande e il più bel souvenir da Medjugorje.

PADRE LIVIO: Da chi hai imparato a pregare davanti al Crocifisso?
JAKOV: La Madonna ci ha chiesto tante volte di pregare davanti al Crocifisso. Sì, penso che dobbiamo renderci conto di quello che abbiamo fatto, di quello che stiamo facendo ancora, di come facciamo soffrire Gesù.
PADRE LIVIO: Frutto della conversione è la pace.
JAKOV: Si, la pace. La Madonna, come sappiamo, si è presentata come Regina della pace. Già al terzo giorno, tramite Marija, la Madonna sulla montagna ha ripetuto tre volte "Pace" e ci ha invitato, non so quante volte nei suoi messaggi, a pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Di quale pace la Madonna intende parlare?
JAKOV: Quando la Madonna invita a pregare per la pace, per prima cosa dobbiamo avere noi la pace nel nostro cuore, perché, se non abbiamo la pace nel nostro cuore, non si può pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Come si fa ad avere la pace nel proprio cuore?
JAKOV: Avendo Gesù e chiedendo grazie a Gesù, come abbiamo detto prima parlando della preghiera dei bambini, quando i bambini pregano innocenti, ognuno con le proprie parole. Dicevo prima che la preghiera non è solo quella del "Padre nostro", "Ave Maria" e "Gloria al Padre". La nostra preghiera è anche la nostra conversazione con Dio. Chiediamo a Dio la pace nel nostro cuore, chiediamogli di sentire lui nel nostro cuore, perché solo Gesù è quello che ci porta la pace. Solo tramite lui possiamo conoscere la pace nel nostro cuore.
PADRE LIVIO: Dunque Jakov, se uno non ritorna a Dio non può avere la pace. Senza conversione non c'è la vera pace, quella che viene da Dio e che dà tanta gioia.
JAKOV: Sicuramente. È così. Se vogliamo pregare per la pace nel mondo, dobbiamo prima avere la pace in noi stessi e poi la pace nelle nostre famiglie e poi pregare per la pace in questo mondo. Quando poi si parla della pace nel mondo, sappiamo tutti quale bisogno di pace abbia questo mondo, con tutto ciò che succede ogni giorno. Però, come tante volte ha detto la Madonna, voi, con la vostra preghiera e col vostro digiuno potete ottenere ogni cosa. Potete persino fermare le guerre. È questa l'unica cosa che possiamo fare.
PADRE LIVIO: Senti Jakov, perché secondo te la Madonna è stata così tanto tempo? Perché sta ancora per così tanto tempo?
JAKOV: Non mi sono mai posto questa domanda e rimango male quando me la fanno. Dico sempre di rivolgersi alla Madonna con queste parole: "Grazie Madonna perché stai così tanto tempo con noi e grazie perché è una grande grazia che noi possiamo avere".
PADRE LIVIO: È senza dubbio una grande grazia.
JAKOV: È una grande grazia che ci viene donata e infatti ci rimango male quando mi rivolgono questa domanda. Dobbiamo ringraziare Dio e chiedergli che la Madonna stia ancora a lungo con noi.
PADRE LIVIO: È normale che un intervento così nuovo, insieme a gratitudine, sollevi anche stupore. A volte mi chiedo se questo non avvenga perché il mondo ha un bisogno estremo dell'aiuto della Madonna.
JAKOV: Sì, veramente. Se guardiamo ciò che succede: terremoti, guerre, separazioni, droga, aborti, vediamo che forse queste cose non sono mai avvenute come oggi e penso che questo mondo non abbia mai avuto bisogno di Gesù come in questo momento. La Madonna è venuta per questo motivo e rimane per questo motivo. Noi dobbiamo ringraziare Dio, perché la invia per offrirci ancora una volta l'occasione di convertirci.
PADRE LIVIO: Guardiamo un po' al futuro Jakov. Guardando all'avvenire la Madonna ha delle espressioni che aprono il cuore alla speranza. Lei, nei messaggi del 25 del mese, afferma che vuole costruire con noi il nuovo mondo della pace e lei dice che è impaziente di realizzare questo progetto. Secondo te ce la farà?
JAKOV: A Dio tutto è possibile.
PADRE LIVIO: È una risposta molto evangelica!
JAKOV: A Dio tutto è possibile, però dipende anche da noi. Mi viene sempre in mente una cosa. Voi sapete che in Bosnia Erzegovina, prima che scoppiasse la guerra, la Madonna ci invitò per dieci anni a pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Dal 26 Giugno 1981, giorno in cui la Madonna piangendo diede il messaggio della pace a Marija, al 26 Giugno 1991 giorno in cui scoppiò la guerra, sono dieci anni esatti.
JAKOV: Per tanti anni la gente si chiedeva perché mai questa preoccupazione per la pace. Ma, quando è scoppiata la guerra, allora si diceva: " Ecco perché ci ha invitato". Ma che non fosse scoppiata la guerra dipendeva da noi. La Madonna ci invita ad aiutarla a cambiare tutto questo.
PADRE LIVIO: Dobbiamo fare la nostra parte.
JAKOV: Però non dobbiamo aspettare l'ultimo momento e dire: "Ecco perché la Madonna ci ha chiamato". Penso che anche oggi, purtroppo, tanti di noi si chiedono che cosa succederà nel futuro, chissà quali punizioni Dio ci darà e cose di questo genere...
PADRE LIVIO: La Madonna ha mai parlato della fine del mondo?
JAKOV: No e neppure dei tre giorni di buio e quindi non dovete preparare né cibo, né candele. Alcuni mi chiedono se provo la pesantezza di mantenere i segreti. Ma, penso che ogni persona che ha conosciuto Dio, che ha scoperto il suo amore e che porta Gesù nel suo cuore, non deve avere paura di niente e dovrebbe essere pronta ogni momento della sua vita per Dio.
PADRE LIVIO: Se Dio è con noi, non dobbiamo avere paura di nulla, tanto meno di incontrarlo.
JAKOV: Dio ci può chiamare ogni momento della nostra vita.
PADRE LIVIO: Certo!
JAKOV: Non dobbiamo guardare avanti dieci anni o cinque anni.
PADRE LIVIO: Può essere anche domani.
JAKOV: Noi dobbiamo in ogni momento essere pronti per lui.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/jacov/06-int1-5.php

giovedì 2 marzo 2017

Alessandro era in "stato vegetativo" e i medici non mi davano speranza di risveglio!


Premetto che provengo da una famiglia in cui la sola credente era mia madre, ma sempre ostacolata nella fede da mio padre, col tempo sono arrivata a definirmi atea. In realtà credevo in Dio, ma rifiutavo i dogmi della Chiesa....
Mia madre morì il 12 luglio 2004. Ed eccoci al giorno fatale...il 12 luglio 2008....Quando ricevo una telefonata da un amico di mio figlio Alessandro....Ale è precipitato con il paracadute da un'altezza che stimano dai 35 ai 50 metri, è stato portato con l'elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna, è gravissimo...sta morendo!
 Partiamo subito, io e mio marito.
 Brescia -Bologna in 50 minuti, ma quei 50 minuti...hanno segnato l'inizio della mia conversione! Non potevo fare altro che pregare! " Padre nostro, Ave Maria, Padre nostro Ave Maria.....Maria Santissima, se lo salvi ti prometto che vado a Lourdes..."
 Arriviamo a Bologna, ci riceve la dottoressa della rianimazione, stanno operando Alessandro alla testa, ma l'emorragia cerebrale è stata talmente massiccia che ci toglie subito ogni speranza! E io continuo a pregare....forse senza convinzione, forse perchè non posso fare altro, però continuo...Ale esce dalla sala operatoria con mezza calotta cranica, lo tengono in rianimazione, ma comunque non ci danno speranze. Per tre giorni e tre notti non ci siamo mossi da quel corridoio davanti al reparto di rianimazione, senza dormire e senza mangiare. Poi qualcuno mi dice che proprio al piano di sopra (12°) c'è la cappelletta dell'ospedale, quella che diventerà la mia casa per tutto l'anno a venire. 
In particolare prediligevo il banco davanti al quadro della Madonna della vita. 
La prima volta che mi sono inginocchiata in preghiera davanti a Lei, ho sentito....non so cosa potesse essere, non una voce, non un pensiero, ma ho sentito queste parole: "Le tue braccia non sono vuote!" 
 Credo che chiunque abbia dei figli capisca quello che significa! Dopo un mese Alessandro è stato dichiarato fuori pericolo, ma con la diagnosi (terribile) di "stato vegetativo" e i medici non mi davano speranza di risveglio! E io continuo a pregare.
Dopo 4 mesi riusciamo a farlo ricoverare (anche se con poche aspettative da parte dei medici) alla "Casa dei risvegli" sempre a Bologna. Io vivo li, accanto a mio figlio, giorno e notte, non lo lascio solo neppure per un attimo e dopo tre mesi sembra che dia degli impercettibili segni ...era gennaio 2009 ! Un giorno di aprile 2009 mi sveglio una mattina con un pensiero fisso DEVO ANDARE A MEDJUGORJE! Mi do un po' della scema, come faccio a lasciare Ale? E poi io ho promesso di andare a Lourdes.....poi non so niente di questo posto, l'ho sentito nominare non so quando e non so da chi...Eppure continuo a pensarci...Lo dico a mio marito e lui mi dice VAI! Boh ! Che ci vado a fare, ci sarà un santuario come gli altri! E poi io non ho mai viaggiato da sola, impensabile andare all'estero sola! Vado, incarico un'agenzia di viaggi telefonicamente, mi trova il volo fino a Dubrovik, l'auto a noleggio, la pensione e dopo 3 giorni sono sull'aereo..sola!. 8 maggio 2009. Arrivo a Medjugorje, mi piazzo davanti alla chiesa e prego, prego, prego...per tre giorni me ne sto li ...perchè NON SAPEVO NIENTE di Medjugorje, Del Cristo risorto, della Collina delle apparizioni, del monte della Croce, non sapevo nemmeno che la Madonna appariva ancora e che esistevano dei veggenti! Niente!
Ma la Gospa pensa sempre a tutto! Così mi fa incontrare un signora anzianisssssima piccola, esile e gentilissima che nelle ultime ore dell'ultimo giorno del mio pellegrinaggio mi fa conoscere tutto ciò che c'è da sapere ! GRAZIE GOSPA! Da allora non riesco a stare lontana per più di tre mesi! E' l'unico posto in cui voglio stare! Ho mantenuto la promessa, sono andata a Lourdes, ma a Medjugorje la Madonna è VIVA (come dice Anna Eccle) davvero! Sono passati 4 anni, Ale lentissimamente migliora, e io, attraverso Maria, sto andando a Gesù! Spero di non avervi annoiato troppo fratelli e sorelle!
 Ma ci tengo a dirvi che sono passati otto anni e Ale adesso cammina
Capisce tutto, non parla, ma comunica con un alfabeto su una tavoletta.
 Certamente è una grazia grande che il Signore ci ha dato e confido in Lui perché sono sicura che ci saranno altri progressi!