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martedì 31 marzo 2015

I primi segni che si verificarono a Medjugorje nell' agosto del 1981

Uno dei primi segni si verificò nell’agosto 1981, due mesi dopo la prima apparizione: la croce innalzata sulla collina delle prime apparizioni fu vista per una notte intera tutta illuminata.
Il 2 agosto 1981, tutti hanno assistito al “gioco del sole” che ha iniziato a ruotare sopra la gente, come a Fatima. Padre Tomislav, parroco di Medjugorje, lo descrive così: “Il sole era al tramonto. Ad un certo momento cominciò a girare, muovendosi rapidamente verso il luogo delle apparizioni, dando l’impressione di cadere sulla testa degli uomini. Molta gente vide un’ostia invece del sole; altri videro nel sole la croce; altri ancora delle schiere di angeli con trombe…” (per la descrizione di altri segni straordinari nel sole, si può vedere: Mirjana, La Madonna a Medjugorje, Ed. Bertoncello, Cittadella (PD) 1986, pp. 140-143). Inoltre, durante queste manifestazioni del sole, esso non abbaglia abbaglia l’occhio, ma lo si può guardare senza alcun fastidio.
Una notte, durante i primi tempi, sopra la croce della collina delle apparizioni fu vista la parola MIR (che significa PACE in lingua croata) scritta con raggi di luce: chi ha visto dice che sembrava la luce che un lampo fa durante i temporali, ma a differenza dei temporali, questa la si vedeva molto chiaramente.
Alle volte sulla collina del Krizevac si è
vista sparire la grande croce in cemento eretta nel 1933, e al suo posto apparire la figura di Maria, con le braccia tese in atteggiamento di accoglienza. Altre volte invece la croce fu vista mutarsi in una figura bianca o assumere la forma di una grende Ostia o di un Tau (particolare segno biblico di salvezza, è costituito da una T maiuscola, cioè una croce senza il braccio superiore).
La notte del 28 ottobre 1981fu visto un grande fuoco, come un incendio, salire verso il cielo dai piedi della collina e ardere per circa dieci minuti. Lo vide anche una pattuglia di polizia  e subito accorse: ma sul luogo non trovò alcuna traccia di incendio né di cose bruciate. Ivan Kozina, di 55 anni, testimone del fatto racconta: “Ero di sentinella sul monte. La gente giungeva verso la chiesa, io pure pregavo. D’improvviso è divampato un incendio, erano circa le 17.45, Sembrava fuoco ma mi rendevo conto che non lo era, perché non c’era fumo e non si sentiva il crepitio. Tutto è durato 12 minuti, poi il fuoco è sparito. Io mi sono inginocchiato e ho pregato. L’indomani abbiamo controllato tutto,ma non c’era traccia d’incendio, né di cenere, né altro”. La Madonna disse che questo era un “segno premonitore del grande segno”.
All’inizio dell’agosto del 1982 si videro due potenti raggi di luce segnare tutto il cielo, posandosi, uno sulla croce della collina e l’altro sulla chiesa parrocchiale. Molta gente vide la cosa senza comprendere. Poi si venne a sapere che proprio in quel momento Ivan (uno dei sei veggenti) si trovava sulla collina, con alcuni altri giovani, durante la sua apparizione: la Madonna gli disse “Ora ti darò un segno per rafforzare la tua fede”. Così apparvero le luci e le videro anche i giovani che erano con Ivan. Uno di loro, commosso e colpito dalla grazie, disse “Ora ho visto. Non commetterò più alcun peccato perché ho visto questo!”.

TESTIMONIANZA DI ALESSIA, UNA BAMBINA DI 8 ANNI
Alessia, una bambina di Verona, recatasi a Medjugorje dal 18 al 22 ottobre 1986 con la sua famiglia racconta: “Verona-Medjugorje è stato il viaggio più bello della mia vita… La cosa che mi ha colpita di più è quello che è successo a me e alla mia mamma un pomeriggio che siamo andate da sole sul Krizevac… Abbiamo cominciato a salire facendo la via crucis e recitando il Rosario. Dopo esserci fermate un po’ a pregare sotto la croce, anche per riposarci un po’, siamo ridiscese. Avevamo appena ripreso la strada, io poi ero caduta e mi stavo pulendo, quando la mamma mi dice:
-Girati e guarda… dimmi cosa vedi…
Mi voltai e vidi una cosa stupenda: c’era il sole che stava girando e cambiava continuamente colore. Prima era azzurro, poi verde, poi giallo, e si muoveva in su e in giù e poi da destra a sinistra, segnando una croce come per benedirci. Siamo rimaste immobili a guardare, emozionate e commosse; non volevamo più scendere, ma cominciava a far sera e dovevamo ritrovarci con gli altri compagni del pullman. Tutta la sera e parte della notte pensai a quel meraviglioso segno e ancora adesso ogni tanto ci penso: è stato troppo bello.
La mamma dice sempre che non bisogna andare a Medjugorje per vedere dei segni, ma per la Madonna, che è venuta per aiutarci come farebbe una mamma con i suoi figli; comunque, se ci onora anche di qualche segno è sempre una cosa stupenda, perché ci fa sentire degni del suo amore”.

IL GRANDE SEGNO
Maria ha promesso e assicurato che un grande segno permanente apparirà sulle pendici della collina delle apparizioni, e lo potranno vedere tutti. Sarà un segno per rafforzare la fede dei credenti e, soprattutto, per convertire chi non ha ancora conosciuto l’amore di Dio. I veggenti lo hanno già visto e ne parlano con gioia, dicendo che è un segno davvero molto bello. La Madonna però incita anche a non attendere quel segno per convertirsi, perché, dice “per molti l’attendere quel segno sarà troppo tardi per convertirsi”, e ancora “molti verranno, si inginocchieranno, ma non crederanno”. Il segno sarà preceduto da due ammonizioni per l’umanità, che sarebbero i primi due dei dieci segreti, il segno rappresenta il terzo segreti, ed è l’ultimo grande segno per la conversione degli uomini, segno del grande amore di Dio per noi piccoli uomini.

IL PRIMO MIRACOLO
Il primo miracolo operato dalla Madonna di Medjugorje lo dobbiamo alla richiesta di Jakov, il più piccolo dei veggenti (all’epoca aveva solo 10 anni). Durante i primi incontri i ragazzi non avevano il coraggio di parlare e fu la Madonna stessa a sollecitarli con amore: “Non avete qualche desiderio particolare da esprimere?” Allora Jakov, ricordandosi dell’amichetto Daniele, ragazzo paralitico dalla nascita, ne domandò la guarigione. Il ragazzo guarì.
Dopo il primo miracolo ne succedettero centinaia: più di trecento casi sono stati registrati solo fino al 1999 circa.

LA GUARIGIONE DI DIANA BASILE
Diana Basile, nata nel 1940, sposata e madre di tre figli, si ammalò nel 1972 di sclerosi multipla, aggravata da tanti disturbi: difficoltà grave a camminare, immobilità quasi completa del braccio destro, cecità assoluta all’occhio destro… il 23 maggio 1984 si reca a Medjugorje. “Mi trovavo ai piedi deli scalini, presso l’altare della chiesa. Una signora di Bologna mi ha aiutata a salirli. Non avrei voluto entrare nella cappella delle apparizioni…” All’uscita, dopo l’apparizione, si è trovata del tutto guarita. Sul suo caso sono stati presentati 141 documenti medici che attestano la malattia e la completa guarigione.

LA MADONNA FERMA IL TRENO
Ecco la lettera scritta da una giovane insegnante il 10 ottobre 1983 e spedita alla direzione del settimanale “Il sabato” che la pubblicò nel dicembre dello stesso anno.
“La notte tra il 9 e il 10 agosto 1983 mi trovavo sull’espresso delle 22.30 Milano-Palermo. Ero assieme ad un mio alunno ed eravamo diretti ad Ischia. Verso le 23 mi sono sdraiata nella mia cuccetta: ero agitata ma avevo viaggiata tutto il giorno e mi addormentai quasi subito, dopo aver detto una preghiera veloce alla Madonna di Medjugorje dove ero stata in pellegrinaggio dal 31 luglio al 5 agosto. Non so esattamente quanto tempo passò ma poco prima di fermarci a Bologna feci un sogno chiarissimo: vidi due treni che stavano per incrociarsi (uno proveniente dal nord e l’altro dal sud). In lontananza apparve una figura luminosissima vestita con un lungo abito grigio-azzurro e un velo bianco che ricadeva leggermente sulla fronte: aveva le braccia un po’ aperte ma non riuscivo a scorgere il viso. Poi questa figura con un gesto calmo e lento fece un cenno ai treni, come chiedesse di rallentare e, nel sogno, l’immagine si fece più vicina. Potevo vedere chiaramente l’abito, ma il viso era così luminoso che non potevo distinguere altro che una espressione molto seria in un viso dai lineamenti molto fini e dolci. Poi la figura benedisse i convogli. A questo punto ho visto chiaramente il conducente di un treno tirare disperatamente la leva del freno (il macchinista poteva avere 40-50 anni) e poi coprirsi il volto con le mani. Mi sono svegliata molto tranquilla: il treno era fermo a Bologna (dove è rimasto tre ore): ho girato fianco e ho dormito fino al mattino seguente. Il 10 agosto sono venuta a sapere che avevano messo una bomba sul binario della linea Milano-Palermo in prossimità di Vaiano e che l’ordigno era esploso davanti all’espresso 751 (cioè il treno partito due ore prima del mio sulla stessa linea)anziché sotto, cosa che ha evitato una strage, tenendo anche presente che lo spostamento d’aria avrebbe scaraventato il treno proveniente da sud (che incrociava davvero in quell’istante il 751) nella scarpata adiacente. Soltanto dieci giorni dopo tornando a casa e sentendo bene il racconto appreso dai giornali, ho potuto riscontrare una corrispondenza incredibile tra i particolari del mio sogno e la scampata tragedia”.
La stessa insegnante ha raccontato di aver riconosciuto l’aiuto macchinista, il cui volto coincideva con i particolari del sogno.

lunedì 16 marzo 2015

Oggi ricorre l'81° anniversario dell’edificazione della croce sul Križevac

Ottantunesimo anniversario dell’edificazione della croce sul Križevac

Ottant’anni dalla conclusione dell’edificazione della croce sul Križevac e dalla celebrazione della prima Santa Messa ai piedi della croce stessa.  Oggi durante la Santa Messa delle ore 11:00,
verranno ricordati in particolare coloro che hanno costruito la croce.  I parrocchiani della parrocchia di Medjugorje hanno legato il loro destino, quello delle loro famiglie e quello dell’intera parrocchia a Cristo ed alla croce. Essi hanno riassunto tutto il loro amore a Cristo crocifisso in quella croce di cemento, alta quattordici metri, edificata sul monte Šipovac, che si staglia sul lato meridionale del territorio della parrocchia.

Križevac è un colle alto circa 500 metri che si innalza un chilometro a sud della località di Medjugorje in Bosnia ed Erzegovina.
Il suo vero nome è quello di monte Sipovac

Il Križevac, insieme al Podbrdo ed alla chiesa parrocchiale dedicata a san Giacomo è uno dei tre punti fondamentali di devozione per ogni cattolico che si rechi in pellegrinaggio a Međugorje. Sulla cima del colle è stata costruita una Croce monumentale, alta 8.5 metri e larga 3.5, in onore dell’Anno Santo della Redenzione 1933-'34, ad opera dei parrocchiani di Međugorje.

Storia e culto della croce


La salita alla croce
La costruzione della croce è iniziata nel 1933 ed è stata completata nel 1934, e da quell'anno il monte Šipovac è stato chiamato appunto monte Križevac, monte della Croce. Pare che uno dei motivi che spinse la popolazione ad erigere la croce furono delle piogge abbondanti che minacciavano i raccolti, per le quali il parroco di allora, Bernardin Smoljan, spinse i parrocchiani, nonostante la loro povertà, a costruire la croce a memoria dei 1900 anni dalla morte di Cristo.
Alcune reliquie della vera Croce di Gesù, ricevute da Roma per l’occasione, sono state inserite nell’asta della croce stessa.
Il 16 marzo 1934 fu celebrata la prima santa Messa ai piedi della croce. Nel settembre del 1935, il vescovo Alojzije Mišić ordinò che a Međugorje la Festa della Esaltazione della Santa Croce venisse celebrata ogni anno la prima domenica dopo la Festa della Natività di Maria, e che la messa fosse celebrata sul Križevac.
 Lo scorso anno, in occasione dell’ottantesimo anniversario della costruzione della croce, si è svolta una solenne serata accademica nel corso della quale è stato anche proiettato un documentario sulla costruzione della croce sul Križevac.

Il Križevac oggi

Križevac è anche il nome della stessa Festa dell'Esaltazione della Santa Croce nella Parrocchia di Međugorje. Se fino al 1981 questa festa era per i parrocchiani e gli amici dei villaggi vicini, con l'inizio delle apparizioni della Regina della Pace è divenuta una celebrazione per i cattolici di tutto il mondo. Durante la settimana precedente al giorno della festa, la croce è illuminata di notte con migliaia di luci che annunciano l’imminenza della festa.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/ottantunesimo-anniversario-della-costruzione-della-croce-sul-krizevac,6503.html

martedì 10 marzo 2015

La veggente Vicka mi disse: la Madonna ha un progetto sulla tua vita, per questo sei qui".


 Salve cari fratelli, ne è passato di tempo da quando per la prima volta sono andato a Medjugorje.

La foto che vedete è dell’aprile 1993;
da notare Viska un po' cicciotella, ora è molto magra.

Mi ritengo fortunato. La mia storia comincia cosi: "Rino, andiamo in Jugoslavia? C'è la guerra, portiamo un carico umanitario". Questa fu la domanda fattami. "Accetto", risposi, e partimmo; non sapevo che a Medjugorje apparisse la Madonna, e soprattutto credevo come la maggior parte del mondo (cioè non credevo).

Quando arrivammo a Medjugorje, andammo all’ufficio informazioni e arrivò questa ragazza, che salì sul nostro Transit. Il mio amico mi disse : "Questa si chiama Viska e vede la Madonna". A me non interessava molto e Viska la vedevo un po’ bruttina, quindi non le diedi nessun conto.

Dopo aver scaricato gli aiuti in prima fila ritornammo e lei ci chiese se volevamo un caffé.
Scendemmo e lei ci disse se volevamo assistere all’apparizione; dopo ci chiese se poteva pregare su di noi e così fece. Il mio amico cadde nel "Riposo dello Spirito", io invece le dissi che con me non funzionava e, siccome sono orgoglioso, fu così. Le dissi: "Hai visto, con me non funziona"; lei mi
rispose: "Lo Spirito Santo soffia dove vuole e quando vuole; la Madonna ha un progetto sulla tua vita, per questo sei qui".

Andammo a dormire in una casa, dove la sera ci fecero da mangiare 7 bistecche, per loro la carne era un pasto raro usato solo in occasione delle festività, questo perchè volevano trattarci più che bene (oggi i pellegrini che vengono a Medjugorje hanno il coraggio di lamentarsi di tutto, mi dispiace vedere il cuore degli uomini duro come le pietre del Kricevak).

L’indomani salimmo sulla collina del Podbrdo; voglio precisare che non sono salito sul Kricevak, non mi sono confessato, non ho preso la comunione e soprattutto non ho pregato. Nel '93 nessuno si
azzardava ad organizzare pellegrinaggi, perciò eravamo pochissimi.

Mentre salivamo sul Podbrdo vidi una sola donna prostrata davanti alla croce di legno (luogo dove la Madre il terzo giorno invitò alla pace) che, piu’ che pregare, mi pareva stesse male, ma alla mia richiesta di aiuto disse di essere lì a ringraziare la Madre per il dono ricevuto.
Aveva le locuzioni nel cuore e la mia risposta al mio compagno fu: "Vedi, qui tutti la vedono e tutti la sentono". " A presto", la salutai, ma dopo 10 metri mi disse ancora : "La Madonna mi sta parlando
per te e ti dice che ha un progetto sulla tua vita
". Io pensavo che fosse un modo di dire di tutti e le risposi: "Grazie, anche su di te".

E proseguendo arrivammo dove la Madonna lascerà il segno visibile. Prima non c'era la statua, ma un ammasso di pietre, e la mia preghiera fu questa: "Qui tutti ti vedono e tutti ti sentono; se tu ci sei davvero e vuoi darmi qualcosa in cambio perché ho portato questo carico, a me piacerebbe incontrare una donna da amare".
Avevo 23 anni e sentivo il desiderio di avere una fidanzata (devo testimoniare che così è stato e dopo 3 mesi  si è presentata da me quella che poi è diventata la madre dei miei 3 figli).

Finito tutto e ritornando a casa non so cosa mi fosse successo, ma sono cambiato improvvisamente: ho cominciato a chiudermi nella mia stanza e pregare il rosario, ho cominciato ad
andare a messa tutte le domeniche, a confessarmi, a leggere la Bibbia e a digiunare (anche se lo faccio molto male).
Senza accorgemene vivevo i Suoi messaggi.

Dopo questo un altro incontro importante fu con Padre Matteo La Grua al corso dei profeti a Linguaglossa. Ricordo  che nel mio cuore ci fu il desiderio di andare a quel corso e quando arrivai vidi questi uomini di Dio che sentivano
passi, che avevano locuzioni; ricordo che mi restò impresso un uomo di nome Giovanni che disse che fino a poco tempo prima pascolava le pecore, aveva il dono di proclamare il passo ma non sapeva leggere.
Una sera Padre Matteo disse. "Attaccatevi nel petto il nome di un profeta".
Io non conoscevo né la Bibbia né tanto meno i profeti o il loro nome;vidi un ragazzo con scritto "Isaia" e pensai: "Sì, mi piace, pure io "isaia", ma mi nascondevo per paura di essere interrogato sul motivo del nome.

Una sera si fece una preghiera davanti ad una croce e io sentii nel mio cuore Atti 1,8.
Cominciai a pensare che in questo ambiente dove tutti sentivano o vedevano passi e avevano locuzioni mi ero fatto impressionare, ma non conoscendo la Bibbia e non sapendo niente degli atti, andai in camera e cercai (ci volle un po’ per trovare il passo).
Il passo, che per tutta la mia vita mi ha accompagnato, recita così: "Avrete forza dallo Spirito Santo, e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra”. 

Ritornando a Medjugorje capii di dover lasciare il RNS  e creare dei gruppi di preghiera alla Madre dove si doveva recitare il rosario e fare l’adorazione eucaristica (queste sono le più alte forme di preghiera secondo me). Quando comunicai questo al mio gruppo, un uomo mi disse:
"Con la tua presunzione tu non andrai più a messa".
Al primo incontro c'erano tre persone, al secondo due, il terzo il rosario lo dissi da solo e non vi nego che pensai che quell'uomo avesse ragione. Il giorno dopo andai davanti l’
eucaresti e dissi a Gesù: "Se tu oggi non mi parli io ritorno al RNS".
Portai con me un libro e dopo aver fatto l’adorazione lo aprii a caso. C'era scritto: "I gruppi di preghiera che formerai sono i miei, tu devi solo pregare"; questa è un’altra parola che mi ha
sempre accompagnato.
Oggi i gruppi di preghiera che guido, aiutato da altri capi gruppi, sono nei paesi di Acquedolci, Sant'Agata di Militello, Capo d’Orlando, Gliaca di Piraino, Milazzo, tutti nella provincia di  Messina; ne sono nati anche altri due in Calabria, uno a Cirò Marina e uno a Spadola (Vibo) dopo un pellegrinaggio fatto insieme a me.

Voglio precisare che le mie non sono gite e io non li chiamo pellegrinaggi, ma corsi di guarigione interiore... (hanno ragione quando mi dicono che sono presuntuoso).
Oggi ringrazio la Madre perché organizzo due volte al mese e posso stare alla Sua scuola.
Pace e bene.
Rino Longo

Ricordiamoci che il male non è da Dio

LA VEGGENTE MIRJANA: -Attraverso le apparizioni ho capito che se desideri lavorare per il Signore, se vuoi veramente dedicargli tutta la vita, sulla tua strada non troverai niente altro che la Croce. Solo la Croce. Perché, per il Signore, «lavorare per Lui» significa essere pronti a portare la Croce con Lui.

Pace è anche la Croce. Se il Signore occupa il primo posto nel tuo cuore, tutte le croci che ricevi nella vita le porti con pace.

E così viene meno quell'attitudine — così tipica negli italiani — di chiedere sempre «perché, perché io, perché a me?»... Quando parlo con i gruppi italiani non finisco mai di sorprendermi per il fatto che, per ogni cosa, mi venga chiesto il perché. E ogni volta mi rendo conto che noi non abbiamo mai detto alla Madonna «perché?», dal momento che se Lei ci dice «fai quello o fai questo», Lei certo sa il perché. Chi sono io per chiederle ragione, dato che tutto ciò che Lei fa e chiede è per il nostro bene? Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro. E così anche la Madonna: se ti chiede il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, non hai bisogno di chiederle perché o di mettere in dubbio che ciò avvenga a tuo vantaggio.

Domanda: Maria si preoccupa per noi fino alle lacrime. Ma in molti, di fronte al mistero del Male, alla guerra, al terrorismo, a un incidente, alle catastrofi naturali, alle morti innocenti, si chiedono: ma Dio dov'era?

Questa non è una domanda da fare a me. Per quel che mi riguarda, quando sento che c'è stato un terremoto o che è caduto un aereo prendo il Rosario e prego per la gente coinvolta: che il Signore dia soccorso, anche alle anime di coloro che sono morti; e che a chi resta dia la forza di sopportare la croce che hanno ricevuto. Mai mi è venuto da chiedermi il perché di questo o di quello, o a che cosa serva, o perché Dio l'abbia potuto permettere. Forse è il nostro modo di pensare che è un po' diverso dal Vostro: subito dopo la guerra la chiesa era piena di donne in lutto che avevano perso i mariti e i figli, ma a nessuna è venuto in mente di pensare:

«Signore perché hai permesso questo?». Dio è amore e questo è un fatto, e il Male non viene da Lui e questa è la necessaria conseguenza. Se Dio permette la croce è forse che dobbiamo accettare di portarla con amore come il Signore ha portato la sua. Se non ricevo delle croci pesanti tanto meglio, ma se, un giorno, avvenisse il contrario, dovrei pensare che sono capace di portarla. Ricordiamoci che il male non è da Dio e accettiamo quello che vuole il Signore come un bene per la nostra vita. 

Fonte : http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/int_mirjana_1.html