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martedì 19 febbraio 2019

VIDEO: "Le chiese sono vuote perché la gente vuole essere ascoltata e nessuno lo fa"- Don Pasqualino

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Una sera, la Madonna disse:"non posso darvi delle grazie finché siete chiusi..."- Continua a leggere

Una sera,  la Madonna  disse: « Tutti non avete esercitato quello che vi ho detto, non posso parlarvi, non posso darvi delle grazie finché siete chiusi... ». Perciò vi dico, convertitevi.  La Madonna ci ha invitati verso la conversione, la preghiera, il digiuno e ad un abbandono totale a Dio.
Vi invito alla confessione e che ciascuno di voi sia veramente più pellegrino e nessuno di voi sia turista. Confessatevi, pregate, così aprirete, i vostri cuori e sarete liberati per accogliere i messaggi della Madonna.
D'altra parte, invito tutti quanti a testimoniare. Ma chi può testimoniare? Può testimoniare soltanto la persona che ha ricevuto la forza interiore e la luce interiore.
E come potete voi essere sicuri della presenza di Dio qua, della presenza della Madonna qua?
In un messaggio attraverso Jelena, la Madonna disse: « Ciascuno di voi ha un dono particolare proprio e può capirlo soltanto da solo, dentro ». La luce della fede è qualche cosa di interiore non esteriore. Ecco proprio domani ascolterete il profeta Amos, un pastore che dice: « Il Signore mi prese dietro il bestiame e il Signore mi disse: "Va e profetizza al mio popolo, Israele" » ; questa è la luce interiore. E voi ed io dobbiamo essere pronti ad accogliere questa luce interiore; quando c'è una luce interiore, allora siamo in grado di comprendere la presenza della Madonna.
Le cose della verità, della fede, non possono essere mostrate con argomenti esteriori sufficienti: voi dovete partire da questa luce interiore. Ricordate: quando l'Angelo è venuto a salutare la Madonna ed invitarla ad accogliere il Figlio di Dio? Se la Madonna avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partita proprio da una sicurezza interiore. E quando l'Angelo è apparso a San Giuseppe nel sonno? Se San Giuseppe avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partito da una sicurezza interiore, la sicurezza della fede. San Francesco ha sentito una voce interiore: « Va a riparare la mia Chiesa... ». Se avesse aspettato una commissione? Nulla sarebbe mai stato fatto, perché tutti si opponevano a quella convinzione interiore. Questo dico perché noi dobbiamo sviluppare la luce della fede dentro di noi ed essere mossi dalla forza dello Spirito Santo. Se noi non siamo certi nei nostri cuori, se non c'è la luce della fede, cominceremo anche a dubitare del nostro nome e del nostro cognome. Almeno dobbiamo essere sicuri che l'unica strada per salvare il mondo deve essere la strada della pace alla quale si arriva attraverso la conversione, attraverso il cambiamento, attraverso la preghiera.
Perciò vi invito ad aprire i vostri cuori per accogliere i messaggi della Madonna, e, con l'apertura dei vostri cuori, vi sarà data la luce, la sicurezza interiore, con la quale potrete andare avanti a testimoniare. Quando poi voi sentirete questa forza interiore, questa luce interiore, allora non aspetterete (aiuto esteriore, perché il Signore ha detto agli Apostoli di lasciare tutto, di non portare con sé le armi, ma di partire con sicurezza perché Egli ha dato il potere e noi dobbiamo chiedergli, oggi, domani, questo potere, questa forza e questa luce interiore, per essere in grado di partire, di annunciare.
Come annunciare?
Non andate nelle città, Milano, Roma, Torino a gridare: « la Madonna è apparsa ».
In un messaggio al gruppo di preghiera la Madonna disse: « Quando portate i miei messaggi state attenti di non essere derubati. Portate i miei messaggi con umiltà, così che quando le persone vedranno la felicità in voi, siano desiderose di essere come voi. Non portate il mio messaggio per buttarlo agli altri ». E questo è importante: se voi volete portare il messaggio della Madonna, cominciate a vivere ed essere pieni della forza divina e portare agli altri la felicità, la salvezza, la propria salvezza. Gli altri vedranno che siete salvati e vi domanderanno: « Come mai tu ti senti così felice? ». Ed allora comincerete ad annunciare, ad indicare la strada della salvezza.
Ecco desidero che voi accogliate queste profezie, attraverso i veggenti, per diventare le persone, i messaggeri della salvezza.
Già Padre Slavko vi ha detto che alle sei comincia di Rosario.
In un messaggio, la Madonna si è rivolta ai sacerdoti dicendo di pregare il Rosario, perché il Rosario proteggerà la Chiesa cattolica dal male che Satana vuole portare in questo tempo. Sacerdoti pregate il Rosario, dedicate il tempo al Rosario! Con questo io finisco e vi darò la benedizione.
(P. Tomislav Vlasic - 13 luglio 1985)

Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/pregate%20con%20il%20cuore.htm

Note e informazioni ai pellegrini che si recano a Medjugorje -P. Marinko

Note e informazioni ai pellegrini

A nome di tutti i sacerdoti che servono in questa parrocchia, sono lieto di darvi il benvenuto a venire a Medjugorje come guide spirituali dei gruppi o come pellegrini.
Ti ringrazio di cuore per il tuo desiderio e la tua disponibilità a visitare questo luogo di grazia e preghiera. Lascia che Dio Onnipotente, nell'intercessione della nostra celeste Madre della Regina della Pace, ti ricompensi del duro lavoro e dello sforzo che puoi venire venendo qui.
Per rendere il vostro soggiorno nella nostra comunità il più piacevole e utile possibile, vorrei darvi alcune linee guida. Cordiali saluti, ti preghiamo di leggerli attentamente e seguirli:
La Santa Messa è celebrata solo nella chiesa parrocchiale. Nella cappella dell'adorazione, la messa può essere celebrata in accordo con il parroco. Secondo l'Ordinanza della Chiesa, è vietato celebrare la Santa Messa in pensioni, case private in cui si soggiorna, sulle colline o in qualsiasi comunità o cappella situata nella parrocchia di Medjugorje. Per qualsiasi chiarimento o informazione, è possibile contattare l'Ufficio Informazioni del Santuario.
Le riunioni di preghiera nella parrocchia possono essere organizzate esclusivamente con il permesso del parroco.
Per gli incontri e l'incontro con i pellegrini nello spazio della chiesa, solo i sacerdoti che lavorano nella parrocchia hanno il permesso. Tutti gli altri sono tenuti a richiedere l'approvazione del parroco.
Nessuno ha il permesso di "pregare sugli altri" né dentro né intorno allo spazio della chiesa.
Se sei un prete, sei invitato ad essere concelebrante la sera di Santo Stefano. Missi (prendi tutto il necessario: albu, spezzatino, celebrità ...), e sii - se hai una giurisdizione confessionale - disponibile per i confessanti pellegrini nella tua lingua madre o lingua che parli.
I leader dei gruppi di pellegrini organizzano incontri con sacerdoti e veggenti nell'Ufficio informazioni del Santuario.
Chiediamo ai pellegrini di prendere una guida esperta nella guida dei gruppi di pellegrini a Mujugorje. I servizi di guida possono essere richiesti presso l'Ufficio informazioni del Santuario.
Si prega di capigruppo di pellegrinaggio per annunciare l'arrivo del loro gruppo e il numero di pellegrini presso l'Ufficio Informazioni, tel / fax: + 387 36 651 988 o e-mail: informacije@medjugorje.hr
Per favore non organizzare nessun altro programma durante il programma serale nel santuario.
L'area intorno alla chiesa, su Podbrdo e Križevac è lo spazio di preghiera. Si prega di rispettarli come tali e rispettandoli rispettando comportamenti e indumenti decorosi che non interferiscano con gli altri nella preghiera e nella congregazione. Si prega inoltre di prestare attenzione alla purezza.
Non accendere candele su Podbrdo o su Križevac. Le candele possono bruciare solo su un posto appositamente progettato sul lato ovest della chiesa, sulla croce di legno. Non lasciare oggetti votivi o dipinti né a Podbrdo né a Križevac.
Non è consentito fumare nella chiesa e nell'area di preghiera.
Conoscendo le dimensioni della presenza di Dio, e al fine di proteggere l'atmosfera di preghiera e la compassione, non è permesso fotografare durante la Santa Messa e adorazione.
È vietato raccogliere qualsiasi tipo di favore, ad eccezione del tempo di St. Mass. Se noti qualcuno che lo fa in un altro momento, ti preghiamo di informare l'Ufficio informazioni del Santuario.
Puoi lasciare intenzioni fuorvianti, voti o contributi volontari al mantenimento di questo spazio sacro nell'ufficio parrocchiale. Grazie!
Con la benedizione di Dio,
P. Marinko Šakota, ofm, pastore
 
Fonte: 2019 medjugorje-info.com.

Non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni.- Da leggere...



 LA TENTAZIONE CRESCE CONTAGIA E SI GIUSTIFICA....
La tentazione si manifesta come un'innocua attrattiva e finisce per trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio. La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni. La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice l'Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”:

“La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio, ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. E’ curioso, la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto”.

Inoltre,  la tentazione “cerca un altro per farsi compagnia, contagia” e “in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”. È l’esperienza degli Apostoli narrata nel Vangelo del giorno, che vede i Dodici incolparsi a vicenda sotto gli occhi del Maestro per non aver portato del pane a bordo della barca. Gesù, ricorda il Papa, forse sorridendo a quel bisticcio, li invita a guardarsi “dal lievito dei farisei, di Erode”. Ma gli Apostoli per un po’ insistono, senza ascoltarLo, “tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”:

“E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo. Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato. Quando noi siamo in tentazione, soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci da più fiducia”.

Questa fiducia, afferma il Papa, è “una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta”, “si fida di noi così tentati, peccatori”, “apre sempre orizzonti”. Viceversa, ripete Papa Francesco, il diavolo con “la tentazione, chiude, chiude, chiude” e fa “crescere” un ambiente simile alla barca degli Apostoli. E non lasciarsi “imprigionare” da questo tipo di ambiente, conclude, è possibile soltanto “quando si ascolta la Parola di Gesù”:

“Chiediamo al Signore che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: ‘Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”.

 Papa Francesco

VIDEO:"Sono mamma e voglio rispondere come mamma...." - Intervista alla veggente Vicka

VIDEO:
 

LA TRAGEDIA SILENZIOSA CHE STA COLPENDO I BAMBINI DI OGGI

LA TRAGEDIA SILENZIOSA CHE STA COLPENDO I BAMBINI DI OGGI 

“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Come riporta InformaSalus.it attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!”. 

Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in ergoterapia e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.

Come si legge nell’articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:

– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale

– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%

– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%

– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.

– Quante altre prove ci servono per svegliarci?

Secondo l’autrice all’origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l’ambiente circostante.

Oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.

Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.

Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:

– Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.

– Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.

– Non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.

– Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack

– Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.

– Mettete via i cellulari durante i pasti

– Fate giochi da tavolo

– Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici

– Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

Insegnategli la responsabilità e l’indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita.

– Non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.

Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di “annoiarsi”, perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività:

– Non ritenetevi la fonte d’intrattenimento dei vostri figli

– Non curate la noia con la tecnologia

– Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. – – Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia

– Aiutateli a creare un “kit di pronto soccorso” della noia, con attività e idee per questi momenti.

– Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi:

– Spegnete i cellulari finché i bambini non vanno a letto, per evitare di essere distratti

– Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione

– Insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare

– Siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo”, conclude  Victoria Prooday.

tratto da Reattivonews

PREGHIERA 

Amato Signore, tu conosci il cuore dei tuoi figli e non resti indifferente davanti al povero che ti supplica. Sai che quello che ci sta a cuore è il benessere dei nostri figli, comprendi la preoccupazione dei genitori di fronte alla malattia di un figlio. Oggi vengo come il funzionario del re del Vangelo a chiederti di scendere a guarire nostro/a figlio/a (nome del/la bambino/a malato/a per cui si sta pregando in modo speciale).

Pur nella preoccupazione che ci provoca la sua malattia, nel dolore e nello sconcerto, se questo è ciò che tu permetti accettiamo questo momento come occasione di purificazione, di abbandono nelle tue mani, di offerta generosa della nostra vita. Accettiamo questo momento come un'occasione per unirci nella sofferenza ai dolori di Cristo per la salvezza del mondo (Colossesi 1, 24) (Prendetevi qualche minuto e con calma il vostro cuore si unisca a quello che avete appena detto con le labbra: “Con questa sofferenza, mi unisco, Signore, alla tua passione…”)

Ora, Signore, a te che vuoi che abbiamo vita in abbondanza, chiedo di guarire per il potere del mistero della tua infanzia e della tua vita nascosta nella casa di Nazareth il/la bambino/a che tu conosci e ami. 

Prenditi cura del suo corpicino e della sua anima. Passa la tua mano guaritrice su di lui/lei perché senta il tuo sollievo e le tue cure e si ristabilisca presto, secondo la tua volontà.

Tu che hai ricevuto le cure amorevoli di Maria e Giuseppe, consola e rianima il suo papà e la sua mamma, non permettere che cadano nella disperazione, nel dubbio, nella depressione, ma con il loro dolore e la loro preoccupazione ricorrano a te come fonte di vera, piena e duratura guarigione del corpo e dell'anima.

Ti presentiamo il luogo in cui si trova il/la bambino/a. Rivestilo della tua forza e della tua grazia. Allontana da lì tutto ciò che può essere un ostacolo a livello materiale o spirituale alla pronta guarigione.

Ti presentiamo i professionisti sanitari che assistono il/la bambino/a. Rivestili della tua saggezza, illuminali perché riescano a offrire la diagnosi corretta e trovino le cure e i trattamenti indicati. Prendili come strumenti della tua guarigione.

Maria, madre di Gesù e madre nostra, che con cura e costanza accudivi il tuo bambino, guarda il cuore della madre e infondile fiducia, perché anche lei, come te, possa vedere crescere il proprio figlio in statura, sapienza e grazia, davanti a Dio e agli uomini.

Caro San Giuseppe, tu che sei stato il protettore della Sacra Famiglia e l'hai difesa da tutti i pericoli e perfino dalla morte certa nella persecuzione di Erode, ti presento il papà di questa creatura. Intercerdi presso il tuo amato Figlio Gesù perché riesca a mantenersi forte anche nel dolore e nella preoccupazione. Che riesca a ottenere i mezzi necessari per la buona cura del/la proprio/a figlio/a. Aiutalo a non abbattersi e a mantenersi lucido di fronte alla volontà di Dio.

Signore, tu hai detto di credere che abbiamo già ottenuto ciò che ti chiediamo con fede nella preghiera. Ora levo la mia voce e le mie braccia per renderti grazie per la salute che riceverà questo/a bambino/a per il potere del tuo amore che ascolta questa preghiera fiduciosa.

Riconosciamo che stai già agendo e curando. Come il funzionario del Vangelo, anche noi riconosceremo che in questo stesso momento stai ristabilendo salute e benessere. Ti lodo nella fede. Ti riconosco Signore e Salvatore della nostra vita. Senza di te siamo perduti. Ti amiamo, Signore, e riconosciamo la tua grandezza. A te la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

(Padre Nostro, Ave Maria, Gloria)

Autore: padre José Luis Aguilar

lunedì 18 febbraio 2019

Per la prima volta nell'ultimo messaggio la Madonna ci ha ammonito....

 P. LIVIO - 18 FEBBRAIO

Cari amici,
nel suo ultimo messaggio la Regina della pace non si è limitata ad esortarci alla testimonianza della Verità ma, per la prima volta, ci ha ammonito... è nostro dovere difenderla: “Figli miei…non dovete temere di difendere col vostro esempio la Verità, la Parola di Dio che è eterna e non cambia mai.” La Verità è la Divina Rivelazione che ci è donata attraverso la Sacra Scrittura e che trova la sua pienezza in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Vivente, il Risorto, l’unico Salvatore del mondo. 
Oggi è questa Verità che dobbiamo testimoniare e difendere con coraggio, nella certezza che non siamo soli e che il Cielo ci aiuta.

Vostro Padre Livio
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Messaggio della Regina della Pace a Mirjana 2 febbraio 2019

«Cari figli,
l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede
cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza. Così anch’io, figli miei,
per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a
mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono
ascoltarmi. Molti miei figli esitano. Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre
magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio
Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le
portiate a tutti. E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio
Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e
possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore. Figli miei, vivete il Vangelo,
vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso
il Padre Celeste. Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce
nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come
Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate!
Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è
eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e
della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo. Apostoli del mio amore, vi
riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la
serenità. Io sono con voi. Vi ringrazio».
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Commento di P. Livio al messaggio della Regina della Pace 

Come vedete, questo messaggio è molto articolato e anche molto forte. Mirjana ha detto che la Madonna era molto triste, quando ha dato questo messaggio. Questo messaggio ha una premessa particolare, cioè la Madonna, come ha già detto altre volte, giustifica la sua presenza. C'è una particolare coincidenza con il messaggio del 2 Giugno 2017, in cui la Madonna ha detto: ”Come in altri luoghi in cui sono venuta a voi, così anche qui vi invito alla preghiera”, questa è una risposta che la Madonna ha dato a quelli che negavano la sua presenza a Medjugorje. Sembra che la Madonna voglia dire che è inconcepibile che dopo tanti anni che appare, che compie opere meravigliose, conversioni, miracoli nella storia - ci ha preservati dall'olocausto nucleare, ha mantenuto la sua promessa a Fatima che la Russia si sarebbe convertita, ha innescato un meraviglioso rinnovamento della Chiesa, tanto che Medjugorie oggi è considerata un polmone fondamentale della spiritualità cattolica - dice la Madonna: “molti non vogliono ascoltarmi, molti esitano”.
Questa prima parte del messaggio è un materno ammonimento, una messa in guardia per coloro che neanche la prendono in considerazione.
Vediamo il messaggio: “Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza”. Nell'economia di Dio, nel governo di Dio del mondo, vi sono delle rivelazioni private: quelle di Gesù, quelle della Madonna, quelle degli Angeli e anche quelle dei Santi.
Che scopo hanno? Non di predicare una nuova fede, non di rivelare nuove verità di fede sconosciute! Hanno come obiettivo che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza.
Quanti frutti hanno dato nella storia della Chiesa le rivelazioni private!
Pensiamo ai grandi Santuari Mariani, ma anche rivelazioni private come quella a Santa Faustina Kowalska, della Divina Misericordia e tantissime altre.
Pensiamo a Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, che ricevette da Gesù il “Dialogo della Divina Provvidenza”.
Allora perché alle Apparizioni di Medjugorje tanta opposizione da parte di alcuni, ma indifferenza su vasta parte della Chiesa e del mondo?
“Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo, in tutte le mie apparizioni, la via a mio Figlio, all’eterna salvezza”. La Madonna spiega il perché delle sue Apparizioni: sono un dono dell'amore e della bontà del Padre Celeste, perché Lei ci indichi la via che porta a Gesù e che porta alla salvezza delle nostre anime.
E quali sono i frutti? Non quelli che la Madonna si aspetta, infatti dice :“purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi”(Mirjana riferisce che la Madonna era molto triste).
La Chiesa non ci obbliga a credere nelle apparizioni private, però, credendo o non credendo, decidiamo molto della nostra vita spirituale.
Non pensate che possiamo impunemente alzare le spalle senza che ci siano delle conseguenze.
Anche le apparizioni private possono obbligare in coscienza.
Se tu hai una chiamata personale, ne devi rispondere a Dio.
La Madonna ha detto: “voi siete responsabili dei messaggi. Ognuno risponderà secondo le proprie capacità”. (messaggio 8/05/1986).
Se non ci mettiamo sotto il manto della Madonna al momento dello scatenamento satanico, com'è il nostro tempo, quello della grande apostasia anticristica, finiamo per essere travolti da satana sciolto dalle catene, cioè dall'impero del male, dalla menzogna, dalla morte.
“Molti miei figli esitano”. Questi ultimi infatti affermano: “ma tanto la Chiesa non ha ancora approvato, quindi finché non c'è l'approvazione della Chiesa..." e ancora "mi convertirò più tardi”, rimandano la conversione, rimandano la risposta alla chiamata.
La Madonna fa poi una precisazione che mi colpisce molto: “Ma io, io, nel tempo (il tempo della mia vita) ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me”. Con tale affermazione la Madonna sembra rispondere a quelli che non La vogliono ascoltare e dicono: “perché viene a disturbarci, è Gesù Cristo che conta, Lei è solo una creatura”.
Leggendo questo, mi è venuto da piangere, c’è chi accusa la Madonna di essere una star, di prendere il posto di suo Figlio.
Nel tempo dei segreti, quando la Madonna ha deciso di cambiare il mondo attraverso questi eventi, tutti dovremo decidere se credere o non credere alla rivelazione che ci viene fatta e a seconda di quello che faremo decideremo di noi stessi e del nostro destino.
Nella seconda parte del messaggio la Madonna si rivolge a noi, i suoi apostoli, gli apostoli del suo amore, a quelli che hanno risposto alla chiamata e dice: “Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti”. Nutriamoci delle parole di vita eterna di suo Figlio, e portiamole agli altri.
La Madonna non si compiace di noi, (come invece ha fatto in altri messaggi più incoraggianti) e dice: “e voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi?” Noi, in questo  tempo in cui la verità viene nascosta, mondanizzata, cambiata, dobbiamo dire apertamente la verità col nostro esempio, senza paura, perché la verità, la parola di Dio, la nostra fede è eterna e non cambia mai.
Abbiate coraggio perché: “se voi non temete e testimoniate con coraggio, la verità trionferà miracolosamente” (messaggio del 2/06/2015) come quell’ago che sgonfia il pallone della menzogna.
“Mostrategli le vostre anime”, apriamoci totalmente a questo sole di verità e d’amore, “affinché Egli possa essere in esse”, Gesù possa dimorare in noi, “e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore”. Radichiamoci in Gesù Cristo, nella sua Parola, nutriamoci dell’Eucarestia, apriamo il cuore a Gesù, lasciamo che Gesù accenda di fuoco il nostro cuore, così da diventare strumenti di fede e di amore.
“Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste”.
Il primo comandamento è l’amore verso il Padre Celeste e il secondo è uguale al primo, dare agli altri l’amore che Cristo dà a noi.
Poi dice una parola che riguarda gli apostoli del suo amore, quelli che Lei ha scelto che testimonino la verità nel tempo delle tenebre e della grande apostasia anticristica, testimonino l’amore nel tempo in qui la carità si raffredda, come nel nostro tempo.
Noi siamo stati scelti per testimoniare la luce della verità e dell’amore e dice. “voi che siete stati scelti figli miei, non  siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso”. Siete scelti, siete chiamati, siete una fratellanza speciale, siete gli apostoli del mio amore.
“Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come Madre vi dico: incamminatevi con me!”
Seguiamo la Madonna che ci porta verso Gesù.
“Amatevi gli uni gli altri, voi che io ho riunito, vi ho messo in processione, perché camminiate dietro di me, aiutatevi a vicenda e testimoniate!” Testimoniate la verità.
“Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità”, difenderla e testimoniarla vuol dire annunciarla, senza litigare. Si combatte l’errore, dicendo la verità, sgonfiando l’errore,
“La Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai”. Non si possono cambiare le parole del Vangelo, se il Vangelo dice che l’inferno è eterno, non lo puoi cambiare. Le parole del Vangelo vanno prese tutte sul serio, “cielo e terra passeranno, le mie Parole non passeranno”.
“Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo”.
Dio ci difende, ci protegge, e per difendere la verità di Dio dobbiamo essere pronti a dare anche la vita. Meglio essere aiutati dal Cielo che cercare appoggi umani. Solo Dio è Onnipotente, il demonio è un mal pagatore, ci mette nel suo sacco e ci porta alla perdizione eterna.
“Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità”.
Non cerchiamo il palcoscenico, non andiamo a metterci in fila tra le star del mondo, ma aspiriamo al nascondimento, all'amore, alla serenità e al coraggio, non aver paura e tenacia nel difendere, attivi nel lavorare per il Regno di Dio. “Io sono con voi.  Vi ringrazio”.
Messaggio meraviglioso, la Madonna con la sua dolcezza di linguaggio ha detto cose che ci portano ad un esame di coscienza, così come le squadre di calcio se arrivano alle partite importanti senza allenamento, le perdono. Stiamo attenti!
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EDITORIALE DI P. LIVIO:
“Non abbiate paura di testimoniare la Verità”

Clicca qui per guardare il video: 
https://www.youtube.com/watchv=WjHdpFNN5a8&feature=youtu.be
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LA CROCE RINNEGATA
L'apostasia dell'occidente

Clicca qui per guardare il video di presentazione del libro di P. Livio:
https://www.youtube.com/watchv=COCruy5AAKA&feature=youtu.be

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Se disperiamo è segno che non ci siamo affidati a Dio. -"Come la Madonna ci ha insegnato ......"

 "Come la Madonna ci ha insegnato a pregare" - intervista del 12.8.98

Così ha parlato Jelena Vasilj ai pellegrini italiani e francesi il 12 agosto '98:" Il cammino più prezioso che abbiamo fatto con la Madonna è stato quello del gruppo di preghiera.  Penso che chi prega può sperimentare ciò che Gesù voleva dire a Giovanni quando gli ha affidato la Madre. Infatti attraverso questo cammino la Madonna ci ha veramente dato vita ed è diventata nostra Madre nella preghiera; per questo ci facciamo sempre accompagnare da Lei. Che cosa ci ha detto sulla preghiera? Cose molto semplici, perché non avevamo altri riferimenti spirituali. Non avevo mai letto S. Giovanni della Croce o S. Teresa d'Avila, ma attraverso la preghiera la Madonna ci ha fatto scoprire le dinamiche della vita interiore.

 Come primo passo c'è l'apertura a Dio, soprattutto attraverso la conversione. Liberare il cuore da ogni impedimento per poter incontrare Dio. Quindi ecco il ruolo della preghiera: continuare a convertirsi e diventare come Cristo.
La pace del cuore è prima di tutto liberarsi da tutte quelle cose che sono di ostacolo all'incontro con Dio. La Madonna ci ha detto che solo con questa pace e liberazione del cuore possiamo iniziare a pregare. Questa preghiera, che è anche della spiritualità monastica, si chiama raccoglimento. Quando ci liberiamo, qualcosa ci deve riempire, infatti Dio non ci vuole far rimanere orfani nella preghiera, ma ci riempie del suo S. Spirito, della sua vita. Per questo leggiamo le Scritture, per questo in modo particolare preghiamo il S. Rosario.
A tante persone il Rosario sembra una contraddizione alla preghiera feconda, ma la Madonna ci ha insegnato quanto questa sia una preghiera contemplativa. Cos'è la preghiera se non questo continuo immergerci nella vita di Dio? Il Rosario ci permette di entrare nel mistero dell'Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Cristo. La ripetizione è utile perché la nostra natura umana ha bisogno di questo per far nascere una virtù. Non abbiate paura della ripetizione, anche se c'è il rischio che la preghiera diventi esteriore. S. Agostino ci insegna che più noi ripetiamo, più noi preghiamo, più il nostro cuore si allarga. Quindi quando voi insistete nella vostra preghiera, siete fedeli e non fate altro che invitare la grazia di Dio nella vostra vita: tutto dipende dalla nostra libertà e dal nostro sì. E poi la Madonna ci ha insegnato a non dimenticare che la preghiera è una forma di ringraziamento che è vero atteggiamento interiore di riconoscenza a Dio per tutte le cose meravigliose che ha fatto. Questo ringraziamento è anche segno della profondità della nostra fede. Poi la Madonna ci ha invitati a benedire sempre, certo non parlo della benedizione sacerdotale, ma dell'invito a mettersi alla presenza di Dio in ogni circostanza della nostra vita. Benedire significa vivere come Elisabetta che ha riconosciuto la presenza di Dio in Maria: così devono diventare i nostri occhi; penso che sia questo il più grande frutto della preghiera, perché tutte le cose sono piene di Dio e più noi preghiamo, più i nostri occhi guariscono per riconoscere. Questo, in sintesi, è come noi abbiamo strutturato l'esperienza di preghiera".
D. Ho sentito dire che la Madonna ha una voce di mandolino. 
- Non sarebbe giusto per gli altri strumenti! Io non posso commentare questo aspetto, perché non sento una voce esteriore.
D. Lo scoraggiamento è qualcosa di umano o può venire dal maligno?
- Può essere una grande tentazione legata al nostro orgoglio, quando non ci affidiamo alla provvidenza divina e al progetto che Dio ha per noi. Spesso così perdiamo la pazienza con Dio e quindi anche la nostra speranza. Come dice S. Paolo la pazienza genera la speranza, quindi guardate alla vostra vita davvero come ad un cammino.
Bisogna avere pazienza con se stessi, ma anche con gli altri. Talvolta c'è bisogno di una guarigione particolare e ci vuole un aiuto più specifico. Penso comunque che nella vita spirituale bisogna abituarsi a questo paradosso di vivere la vera tristezza per i nostri peccati; ma questo non deve essere occasione di disperazione. Se disperiamo sui nostri peccati o sui peccati degli altri, è segno che non ci siamo affidati a Dio. Satana sa che questa è al nostra debolezza e quindi ci tenta così. Necessità di un gruppo e di una guida spirituale

D. Che cosa può dirci per seguire lo stesso cammino?
-Prima di pensare alla giornata di preghiera, pensate ad un gruppo di preghiera, soprattutto i giovani. E' molto importante vivere la nostra spiritualità non solo nella dimensione verticale, ma anche orizzontale. Questo porta ad una fedeltà quotidiana personale. Per quanto riguarda sia i giovani che i non giovani, la Madonna raccomanda non so quante volte la preghiera in famiglia. A volte quando preghiamo ci fa pregare per le famiglie, perché Lei vede la soluzione di tanti problemi nella preghiera familiare. La famiglia è il primo gruppo di preghiera e per questo ci ha raccomandato di iniziare la nostra giornata pregando in famiglia, perché chi fa la vera unione tra i membri della famiglia è solo Cristo. Poi raccomanda la Messa quotidiana; e se per necessità si salta la preghiera, si vada almeno alla S. Messa, perché quella è la preghiera più grande e dà senso a tutte le altre preghiere. Tutte le grazie vengono dall'Eucaristia e quando preghiamo da soli, siamo ancora nutriti dalla grazie che riceviamo nella S. Messa. Oltre alla Messa la Madonna ha raccomandato di pregare tante volte durante la giornata, impiegando anche 10-15 minuti per entrare nello spirito della preghiera. Sarebbe bello se riusciste a stare anche un po' in silenzio, un po' in adorazione. La Madonna ha detto di pregare tre ore; in queste ore è inclusa la lettura spirituale che è molto importante perché richiama la vita spirituale di tutta la Chiesa.
D. Prima di avere le locuzioni come era la tua preghiera?
- Pregavo come tanti di voi che vengono qua, una vita retta, andavo a Messa la domenica, pregavo prima di mangiare e durante qualche particolare festa pregavo di più, ma certo non c'era questa familiarità con Dio. Dopo è venuto un invito forte all'unione con Dio nella preghiera. Dio non ci invita a pregare solo per metterci a posto: magari faccio tante cose, accontento tante persone e così anche Dio. Lui ci chiama ad avere una vita comune insieme a Lui e ciò capita nella maggior parte della preghiera.

D. Come hai fatto a capire che queste locuzioni non venivano dal maligno?
- Per mezzo di un frate, padre Tomislav Vlasic, che voi sicuramente conoscete. E' essenziale per una vita spirituale il discernimento dei doni.

D. Come è stata la tua trasformazione spirituale con le locuzioni?
-Per me è un po' difficile parlarne perché avevo 10 anni quando sono iniziate le locuzioni e poi Dio trasforma tutti i giorni. L'uomo è l'unica creazione non finita; se doniamo la nostra libertà a Dio, noi diventiamo completi e questo cammino dura tutta la vita, quindi anche io sono solo in cammino.
D. Hai avuto paura all'inizio?
- Paura no, però forse un po' di confusione, un po' di incertezza.

D. Quando facciamo delle scelte spirituali, come possiamo riconoscere il vero discernimento?
- Io penso che spesso cerchiamo Dio solo quando dobbiamo prendere una decisione o vorremmo conoscere ciò che dobbiamo fare nella nostra vita e aspettiamo una risposta immediata, quasi miracolosa. Dio non fa così. Per risolvere i problemi dobbiamo diventare uomini e donne di preghiera; dobbiamo abituarci ad ascoltare la sua voce e questo ci permetterà di riconoscerlo. Perché Dio non è un juke-box dove mettete una moneta ed esce ciò che volete sentire; in ogni caso, se si tratta di una scelta importante, io consiglierei l'aiuto di un sacerdote, una guida spirituale costante.

D. Hai vissuto dei deserti spirituali?
-Viaggio in Africa gratis! Sì, certo è molto positivo vivere dei deserti e penso che la Madonna mandi questo caldo a Medjugorje, così vi abituate! Non c'è altra via per purificare il nostro essere da tante cose negative, ma voi sapete che nel deserto ci sono anche delle oasi: ecco allora che non abbiamo più paura. Una vita caotica, frenetica è segno che si cerca di fuggire da questo deserto perché nel deserto dobbiamo guardare noi stessi, ma siccome Dio non ha paura di guardarci, possiamo vedere noi stessi con il suo sguardo.
Io penso che la guida spirituale sia molto utile in questo caso, anche per essere incoraggiati, perché spesso vedo che le persone si stancano, dimenticano il loro primo amore. Anche le tentazioni sono forti e un gruppo di preghiera può aiutare molto; questo fa parte del cammino.

D. Hai avuto delle locuzioni con Gesù?
- Anche.

D. Attraverso le locuzioni hai mai avuto il caso di consigliare o riferire qualcosa a qualcuno in particolare?
-Poche volte, perché la Madonna non ha dato il dono in questo senso. Qualche volta la Madonna ha incoraggiato persone particolari attraverso le locuzioni, ma molto raramente.
D. Nei messaggi che la Madonna ti manda, ti ha mai detto qualcosa per i giovani e in particolare per le giovani donne?
- La Madonna invita i giovani e ha detto che i giovani sono la sua speranza, ma i messaggi sono per tutti.


D. La Madonna ha parlato di gruppi di preghiera. Che caratteristiche devono avere questi gruppi, che cosa devono fare? 

- Per quanto riguarda un gruppo di giovani, bisogna soprattutto pregare e vivere un'amicizia che si forma attraverso questo bene comune che è Dio. Dio è la cosa più bella che un amico può dare. In un'amicizia così non c'è spazio per la gelosia; se tu dai Dio a qualcuno non togli niente a te stesso, anzi, lo possiedi ancora di più. Come giovani, cercate la risposta alla vostra vita. Noi insieme abbiamo letto tantissimo la S. Scrittura, l'abbiamo meditata e abbiamo discusso tanto, perché è importante che incontriate Dio anche a livello intellettuale. Voi dovete sapere che siete giovani che appartengono a Cristo, altrimenti il mondo farà presto a tirarvi via da Dio. Si parlava molto negli incontri, ma soprattutto si pregava insieme, magari sul Podbrdo o sul Krizevac. Abbiamo pregato e meditato in silenzio e insieme il Rosario. Un altro elemento sono state sempre le preghiere spontanee, importanti in una comunità. Ci incontravamo per la preghiera tre volte la settimana.
D. Cosa puoi dire ai genitori che vogliono dare Dio ai figli, ma questi lo rifiutano?
- Anche io sono una figlia e ho dei genitori che vogliono fare la stessa cosa. I genitori devono essere coscienti del loro ruolo. Mio padre mi dice sempre: "Io ti devo richiamare, perché Dio mi chiederà conto di che cosa ho fatto dei miei figli". Non è un'opzione quella di dare solo la vita fisica ai figli, perché, come dice Gesù, non basta il pane per sopravvivere, ma è importante dare a loro la propria vita spirituale. Se rifiutano, forse anche lì il Signore ha un progetto, Lui ha il suo appuntamento con tutti. Quindi se è difficile voltarsi verso i figli, voltatevi di nuovo verso Dio, perché "se non posso parlare agli altri di Dio, posso parlare a Dio degli altri". Io direi di stare molto attenti con l'entusiasmo: spesso non si è ancora maturi e si vuole convertire tutti. Non dico ciò per criticare, ma questa è un'opportunità per maturare ancora di più nella vostra fede, perché non credo che i figli rimarranno indifferenti alla vostra santità. Metteteli nelle mani di Maria, perché anche Lei è mamma e Lei li porterà a Cristo. Se vi avvicinate ai vostri figli con la verità, avvicinatevi nella carità e nell'amore, perché la verità senza la carità può distruggere. Ma quando invitiamo gli altri a Dio, stiamo attenti a non giudicare

(Medjugorje 12.8.98)
Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/jelena/02-jelena_pregare.php

Raffaella a Medjugorje ha riacquistato la vista e ritrovato la fede

VIDEO:
 

Andrea, campione di Kick Boxing va a Medjugorje e la sua vita cambia


16.02.2019 
 Doveva essere una vacanza, qualche giorno per “per staccare la spina”, accogliendo senza troppi pensieri l’invito di una ragazza conosciuta in palestra, ma il tutto si è trasformato in un’esperienza che gli ha cambiato la vita.
E’ la storia di Andrea, ragazzo trentatreenne di Guidonia, che a Medjugorje ha trovato Dio e un senso nuovo alla sua vita.

Campione di Kick Boxing a livello nazionale ed internazionale, che può vantare nel suo curriculum sportivo il titolo di campione europeo 2014 e quello di campione italiano per ben sei volte; tutto questo tra molte vicissitudini, eccessi ed amicizie sbagliate che lo avevano fatto allontanare da ciò che più amava e gli riusciva meglio: lo sport ed in particolare le arti marziali. Predisposizione fisica e talento naturale: questi i fattori che lo avevano portato ad eccellere nella sua disciplina.
Ma poi arriva per caso, quanto mai inatteso ed inaspettato, il viaggio a Medjugorje e la storia di Andrea subisce un cambiamento, una vera e propria inversione di rotta, la stessa che migliaia di persone possono raccontare, ovviamente con sfumature diverse, dopo essere state in questo piccolo paesino bosniaco.
Qui Andrea si aggrega da subito ad un gruppo di persone con cui condividerà quei giorni speciali, ognuno ricco di molti segni, piccoli miracoli, una serie di coincidenze, o meglio “Dioincidenze”,in poche parole: un forte terremoto nell’anima che ha distrutto il male per far posto al bene, al donarsi, al riconoscersi strumento di Dio.

Un’esperienza di conversione che verrà raccontata a RGA-Radio Giovani Arcobaleno, all’interno della trasmissione Controcorrente che andrà in onda in diretta mercoledì 20 febbraio alle ore 19:00, insieme ad altri ospiti e testimonianze.

Fonte:http://www.radiogiovaniarcobaleno.it/?p=4141&fbclid=IwAR1splRUB61LtDlxfsaC_geNpHif3
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Piuttosto che dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna

D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare?                                                    
 Paolo VI ha detto:"Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima", un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, "in questo mistero cosa devo decidere?" e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco. Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un'altra cosa. Sii un po' più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l'attenzione su una parola dell'Ave Maria, ne basta una. Quando dici "prega per noi peccatori, adesso" fermati sulla parola "adesso" e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l'attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. "No, voglio comunicare con la Madonna"; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_preghiera//14-rosario.php

domenica 17 febbraio 2019

"Pregare per i governanti, non farlo è un peccato"

I cristiani accompagnino con la preghiera i governanti, anche se sbagliano. E’ la forte esortazione di Papa Francesco rivolta nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta.

I cristiani accompagnino con la preghiera i governanti, anche se sbagliano. E’ la forte esortazione di Papa Francesco rivolta stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. Anche ai governanti chiede di pregare perché altrimenti il rischio è di chiudersi nel proprio gruppetto. Il governante che, invece, ha coscienza della propria subalternità di fronte al popolo e a Dio, prega.
La riflessione di Francesco parte dalla Prima Lettura odierna e dal Vangelo. Nella prima, San Paolo consiglia a Timoteo di fare preghiere per i governanti. Nel Vangelo, c’è un governante che prega: è il centurione che aveva un servo malato. Amava il popolo, anche se straniero, e amava il servo, infatti se ne preoccupava. Debora Donnini per Radio Vaticana

“Quest’uomo sentì il bisogno della preghiera”, nota il Papa. Non solo perché “amava” ma anche perché “aveva la coscienza di non essere il padrone di tutto, non essere l’ultima istanza”. Sapeva che sopra di lui, c’è un altro che comanda. Aveva dei subalterni, i soldati, ma lui stesso era nella condizione di subalterno. E questo lo porta a pregare. Il governante che ha questa coscienza, infatti, prega: “Se non prega, si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire; è un uomo chiuso in se stesso. Ma quando vede i veri problemi, ha questa coscienza di subalternità, che c’è un altro che ha più potere di lui. Chi ha più potere di un governante? Il popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo. Quando un governante ha questa coscienza di subalternità, prega.
Papa Francesco rileva, quindi, l’importanza della preghiera del governante, “perché è la preghiera per il bene comune del popolo che gli è stato affidato”. E ricorda, in questo senso, il colloquio avuto proprio con un governante che tutti i giorni passava due ore in silenzio davanti a Dio, nonostante fosse indaffarato. Bisogna dunque chiedere a Dio la grazia di poter governare bene come Salomone che non chiese a Dio oro o ricchezze ma la saggezza per governare.
I governanti, dice Francesco, devono chiedere al Signore questa saggezza. “E’ tanto importante che i governanti preghino” – ribadisce - chiedendo al Signore di non togliergli “la coscienza di subalternità” da Dio e dal popolo: “che la mia forza si trovi lì e non nel piccolo gruppetto o in me stesso”.
E a chi potrebbe obiettare dicendo di essere agnostico o ateo, il Papa dice: “Se non puoi pregare, confrontati”, “con la tua coscienza”, con “i saggi del tuo popolo”, Ma “non rimanere da solo con il piccolo gruppetto del tuo partito”, sottolinea. “Questo – ribadisce – è autoreferenziale”.
Nella Prima Lettura, Paolo invita, appunto, a pregare per i re, “perché – afferma – possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”.
Francesco nota, però, che quando un governante fa una cosa che non ci piace, viene criticato o, altrimenti, lodato . Viene lasciato solo con il suo partito, con il Parlamento”: “’No, io l’ho votato – l’ho votato dal mio’ – ‘Io non l’ho votato, faccia il suo’. No, noi non possiamo lasciare i governanti da soli: dobbiamo accompagnarli con la preghiera. I cristiani devono pregare per i governanti. ‘Ma, Padre, come vado a pregare per questo, che fa tante cose brutte?’ – ‘Ha più bisogno ancora. Prega, fa penitenza per il governante’. La preghiera d’intercessione – è tanto bello questo che dice Paolo – è per tutti i re, per tutti quelli che stanno al potere. Perché? ‘Perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla’. Quando il governante è libero e può governare in pace, tutto il popolo approfitta [beneficia] di questo”.

E il Papa conclude chiedendo di fare l’esame di coscienza sulla preghiera per i governanti: “Io vi chiedo un favore: ognuno di voi prenda oggi cinque minuti, non di più. Se è governante, si domandi: 'Io prego a quello che mi ha dato il potere tramite il popolo?'. Se non è governante, 'io prego per i governanti? Sì, per questo e per quello sì, perché mi piace; per quelli, no'. E hanno più bisogno quelli di questo! 'Prego per tutti i governanti?'. E se voi trovate, quando fate l’esame di coscienza per confessarvi, che non avete pregato per i governanti, portate questo in confessione. Perché non pregare per i governanti è un peccato”.

Salvo il figlio di Michael Bublè: "Noah sta bene, è un miracolo“

 marzo 2017

Michael Bublè, il figlio Noah guarigione: lo “È un miracolo di Dio!” – “Siamo molto felici di poter dire che le cure per nostro figlio Noah stanno procedendo bene e i medici sono molto ottimisti circa il suo futuro. E’ coraggioso e il suo coraggio è un esempio per noi. Ringraziamo Dio per la forza che ha dato a tutti noi”. Sono queste le parole con le quali Michael Bublé, alcuni giorni fa, ha scritto sul suo profilo Facebook, annunciando il miglioramento dello stato di salute di suo figlio.
 Poco più di quattri mesi fa, al piccolo Noah è stato diagnosticato un cancro al fegato ma oggi rompe il silenzio anche Dario Lopilato, attore e zio del bambino, che parla addirittura di “Miracolo di Dio”. L’attore che attualmente vive a Buenos Aires, come vi svela veb.it, ha rivelato che la sua religione lo aveva già precedentemente aiutato a superare questi mesi difficili e ora la ripresa del piccolo Noah, figlio del cantante Michael Bublè, è da considerare un vero e proprio miracolo. Michael Bublè, il figlio Noah verso la guarigione: il messaggio di ringraziamento del noto cantante – Pochi giorni fa anche Michale Bublè e sua moglie, l’attrice Luisana Lopilato, hanno rotto il silenzio e annunciato sui social le novità sullo stato di salute del piccolo Noah, di appena tre anni, in cura per un cancro dalla fine dell’anno scorso.
Era stato ancora il cantante lo scorso novembre, sempre via social, a svelare la terribile notizia della malattia di suo figlio e ad annunciare lo stop ai suoi impegni per stargli vicino.

A distanza di pochi mesi tuttavia arrivano le prime buone notizie, che parlano di quasi guarigione.
 Il cantante infatti scrive:”La nostra gratitudine verso i medici e gli infermieri che si stanno prendendo cura di lui non può essere espressa a parole. Vorremmo anche ringraziare le migliaia di persone che hanno inviato preghiere e auguri. Mentre continuiamo questo viaggio, siamo confortati dal vostro sostegno e amore”. Ringraziamenti che non nascondono l’immensa felicità per una notizia così bella.

Grazie a quel viaggio a Medjugorje il piccolo Dario ricomincia a vivere - VIDEO

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sabato 16 febbraio 2019

22 luglio 2018: data storica per Medjugorje- VIDEO

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Quando si dice: “perdona i nostri debitori”, e cioè i miei e anche i peccati degli altri......

NON PREGARE PER GLI ALTRI E' UN GRAVE PECCATO
“Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto” (Gc 5,16).
Ma qui si parla in specifico della preghiera per i peccatori, per la loro conversione.
 
  “perdona i nostri debitori”, e cioè i miei e anche i peccati degli altri.
In tal senso all’inizio della Messa preghiamo gli uni per gli altri perché il Signore ci accordi il perdono e purifichi ulteriormente la nostra coscienza.
Per il peccato mortale non sarebbe sufficiente questa preghiera per la sua remissione, ma è necessario che il peccatore intraprenda un itinerario di conversione che lo porta al sacramento.

 La preghiera per gli altri è una grave responsabilità
La necessità della preghiera viene sentita in tre gradi diversi: all'inizio, avverti tale necessità come un atto di fedeltà, la fedeltà del servo nei confronti del suo padrone o del suo creatore. Gli rendi grazie, lo lodi e lo glorifichi in risposta ai benefici che hai ricevuto da lui. Senti che è dalla sua mano che ricevi ogni cosa e che è a lui che devi ridare tutto (cf. 1Cr 29,14). È per questo che è grave smettere di pregare. Il servo può forse smettere di essere fedele e restare ancora nella casa del padrone?

Se progredisci nella preghiera, ne percepisci meglio l'essenza stessa, in quanto essa esprime la relazione vivificante che ti unisce al tuo Signore. Se preghi, tu vivi della vita di Dio, se invece trascuri la preghiera, non vivi più che per te stesso e non ricevi in te i segni manifesti della vita divina. Se all'inizio, dunque, la preghiera esprime la fedeltà del servo, in seguito essa diventa un segno di vita eterna.

Se poi continui a progredire nella preghiera, scoprirai una nuova dimensione importante: la preghiera diviene il canale attraverso il quale passa la tua relazione con i fratelli. Sperimenterai infatti che la tua preghiera ha cominciato a diventare anche per gli altri una sorgente di vita e di potenza. «Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato..., preghi e gli darà la vita» (1Gv 5,16). Se dunque preghi per gli altri, rialzerai e farai rivivere anime morte o moribonde, secondo la parola del Signore: «Risuscitate i morti» (Mt 10,8).

E qui la preghiera comincia a diventare una grave responsabilità: perché, se per un motivo qualsiasi, tu smetti di pregare per i peccatori che vivono attorno a te e tralasci di supplicare in loro favore, essi moriranno nel loro peccato. Qui la negligenza nella preghiera raggiunge il suo culmine e provoca le più gravi conseguenze. Il peccatore muore nel proprio peccato per non aver avuto l'anima risvegliata, rianimata dalla preghiera degli altri.

Come potrai giustificarti, allora, se avrai trascurato di pregare per lui e l'avrai così privato della sorgente di vita di cui Dio ti ha reso responsabile? Vedi quale gravità ha la preghiera?

Se, dunque, all'inizio della vita spirituale la preghiera sembra essere necessaria, poi essa si rivela, per coloro che vi progrediscono, come essenziale alla vita dello Spirito, e diventa infine, per coloro che sono stati iniziati al mistero della preghiera per gli altri, una delle più gravi responsabilità che Dio abbia mai affidato agli uomini.

Se avverti la necessità della preghiera per i peccatori e trascuri di pregare per loro, ti carichi di una colpa grave e diventi responsabile della loro morte.
«Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato» (Gc 4,17).

«Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi» (1Sam 12,23).

Se hai ricevuto la potenza di far rivivere un morto e non lo fai rivivere, ti rendi responsabile di quella morte. La preghiera è una capacità di ricondurre dalla morte alla vita, poiché il peccato è la morte dell'anima e la preghiera è il mezzo per ottenere la remissione del peccato.
«La preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati» (Gc 5,15). Sei dunque chiamato a pregare per i peccatori, non soltanto per salvarli dalla morte del peccato, ma anche per non morire tu stesso a causa loro. La preghiera che innalzi per loro, con insistenza, con suppliche e lacrime, ti libera dalla responsabilità del loro sangue e ti impedisce di morire per causa loro (cf. Ez 3,19; 33,1–9).

La tua preghiera d'intercessione per i peccatori ti rende responsabile della salvezza del fratello aumentando casi la proporzione dei membri attivi all'interno della famiglia umana. «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele» (Ez 3,16). E così, se riversi la tua anima nella preghiera per i peccatori, sei costituito apostolo del messaggio di salvezza per tutti i peccatori, vicini o lontani, che hai incontrato nella tua vita o che non hai mai conosciuto.

«Andate, fate discepole tutte le nazioni» (Mt 28,19).

Mediante la preghiera tu diventi sacerdote, nel senso che sei responsabile della salvezza degli altri e capace – nell'amore, nel dono di te stesso e nella partecipazione al sacrificio e al sacerdozio di Cristo – di liberarli dalla condanna a morte dovuta al peccato.

Facendoti carico del peccato degli altri, gemendo dal fondo del cuore sotto quel peso e facendo penitenza, tu diventi capace, facendoti peccatore al posto loro, di domandare perdono per loro e di ottenerlo.

«Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Coraggio, figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati» (Mt 9,2).