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lunedì 16 dicembre 2019

Novena di Natale 2° giorno- Con i Messaggi di Medjugorje

Secondo giorno: Preghiamo per i sacerdoti che offrono il loro servizio nel santuario


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”. (Gv 14, 12-14)

"Cari figli! Oggi sono con voi in un modo speciale e vi porto la mia benedizione materna della pace. Io prego per voi e intercedo per voi presso Dio affinché capiate che ognuno di voi è portatore di pace. Non potete avere la pace se il vostro cuore non è in pace con Dio. Per questo, figlioli, pregate, pregate, pregate perché la preghiera è il fondamento della vostra pace. Aprite il vostro cuore e date del tempo al Signore, che Lui sia il vostro amico. Quando si crea una vera amicizia con Dio, nessuna tempesta può distruggerla. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (Messaggio del 25 giugno 1997)

“Se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10). La meraviglia della preghiera si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua: là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano; egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere. Gesù ha sete; la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. Che lo sappiamo o no, la preghiera è l’incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui. Tu gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva” (Gv 4,10). La nostra preghiera di domanda è paradossalmente una risposta. Risposta al lamento del Dio vivente: “Essi hanno abbandonato me, sorgente d’acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate” (Ger 2,13), risposta di fede alla promessa gratuita della salvezza, risposta d’amore alla sete del Figlio unigenito. (2560 - 2561)

4: Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Signore, Tu sei la sola fonte di vita, l’unico che possa dissetare la nostra sete di amore e di amicizia. Grazie perché nella tua umiltà hai stabilito di darti al tuo popolo nella S. Messa, nei sacramenti e nella benedizione, attraverso la persona del sacerdote. Oggi chiediamo la tua benedizione su tutti i sacerdoti che svolgono il loro ministero in questo santuario della Regina della Pace, affinché possano sempre più scoprire la forza della fede per mezzo della quale concederai loro tutto ciò che ti chiederanno e perché diventino dei veri portatori di pace, di quella pace che scaturirà da una loro più profonda amicizia con Te. Amen.

domenica 15 dicembre 2019

Da oggi, 15 dicembre avrà inizio a Medjugorje, la Novena di Natale - Programma






15 dicembre 2019 avrà inizio, a Medjugorje, una Novena di preghiera in preparazione alla celebrazione del Natale del Signore. A partire da quel giorno, infatti, per nove giorni si pregherà quotidianamente il Rosario sul Podbrdo alle ore 14:00. Per questo, venerdì 21 dicembre la Via Crucis sul Križevac non ci sarà. Nel corso della Novena, il programma liturgico di preghiera serale, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo, si svolgerà secondo l'orario consueto. Per tutto il Tempo di Avvento, Domeniche escluse, ogni giorno alle ore 6:00 del mattino viene celebrata la Santa Messa dell’Aurora in chiesa parrocchiale. I parrocchiani sono invitati a partecipare attivamente a queste iniziative di preghiera, in modo che questa Novena sia una preparazione veramente fruttuosa e comunitaria alla celebrazione del Natale del Signore.

Desidero che nei giorni della novena di Natale si mediti su questi temi: 1. Aprite i vostri cuori perché Gesù vuole abitare in essi dopo Natale. 2. Accogliete il Natale con gioia. 3. Purificatevi per il Natale. 4. D’ora in avanti lasciate che Gesù abbia il primo posto nei vostri cuori. 5. Lasciate che solo Gesù vi dia gioia. 6. Lasciate che l’amore sia nelle vostre parole. 7. Nasce l’uomo-Dio che vuole il mondo unito. 8. Vivete in Gesù. 9. Non separatevi dal Natale. 

(Messaggio della Regina della Pace 15 dicembre 1984 al gruppo di preghiera di Medjugorje)

Novena di Natale 1° giorno - Con i Messaggi di Medjugorje

Iniziamo la Novena in preparazione al Santo Natale seguendo le indicazioni che la stessa Regina della Pace ha fornito al Gruppo di Preghiera da Lei guidato attraverso Jelena a Medjugorje: accogliamo i preziosi consigli che ci ha fornito la stessa Madre di Dio!

(15/12/84) Messaggio della Regina della Pace al Gruppo di Preghiera di Medjugorje:
"Desidero che nei giorni della novena di Natale si mediti su questi temi:

1° giorno: Aprite i vostri cuori perché Gesù vuole abitare in essi dopo Natale."

Esiste un luogo ben preciso per incontrare Dio: è il nostro cuore

Anche nel Vangelo Gesù ci dice che se osserveremo la Sua parola, Egli verrà con il Padre a porre la sua dimora in noi.
Gesù desidera i nostri cuori come abitazione!
Dunque, se questo è il desiderio di Gesù,  non possiamo restare indifferenti.
In questi giorni di attesa, impegniamoci ad aprire in profondità il nostro cuore per prepararci alla nascita di Gesù in noi.

Impegno di oggi: trovare qualche momento nella giornata per aprire il nostro cuore a Gesù.
Offriamogli tutto ciò che sentiamo come un impedimento all'abbandono: il nostro passato, accidia, scrupoli, peccati, timori...
e poi non pensiamoci più, decisi a cancellarli nella prossima confessione: Gesù Bambino davvero desidera entrare nel nostro cuore, tutti gli ostacoli devono essere allontanati con decisione!


Riflettiamo...

La fede ha ancora in assoluto una sua possibilità di successo?...perché essa trova corrispondenza nella natura dell'uomo. Nell'uomo vi è una inestinguibile aspirazione nostalgica verso l'infinito. Nessuna delle risposte che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito, per lacerare la nostra finitezza e condurla nell'ampiezza della Sua infinità, è in grado di venire incontro alle domande del nostro essere. Perciò anche oggi la fede cristiana tornerà a trovare l'uomo. [Benedetto XVI]

Il cuore da sempre è inteso come il luogo da cui fluisce e in cui rifluisce l'amore. E' il luogo in cui custodiamo coloro che amiamo e che ci amano, primo fra tutti nostro Signore Gesù.

Egli, come Bambino, vuole nascere nel nostro cuore e crescervi fino a impregnare di Sé ogni altro amore, ad esserne sorgente e alveo e foce, per creare, tramite noi, un oceano di amore tutto intorno.

D'altra parte "la parola cuore sintetizza le urgenze che mettono in moto l'uomo...L'esigenza di felicità, di giustizia, di amore, dell'essere soddisfatti nel senso tenero e totale del termine: questo è il cuore" (Don Giussani).

Dunque la Madonna, nell'annunciarci che Gesù vuole abitare nel nostro cuore, ci dice che Egli vuole soddisfare quelle esigenze originarie, almeno come anticipo (il centuplo promesso a chi Lo segue), per poi completare la Sua opera in Paradiso. E qui si giocano la nostra libertà e la nostra povertà: la libertà di riconoscerLo presente tra noi e di accoglierLo nel nostro cuore con tutto l'amore di cui la Sua grazia ci rende capaci e che occorre mendicare; il distaccarci dai beni terreni, siano persone che materiali, pur amando le prime e usando i secondi, facendoci poveri di tutto, ma ricchi di Lui, non possedendo nulla che non sia Lui, non confidando in nulla che non sia Lui.

L'avvenimento dell'incarnazione riaccade da sempre, in risposta al nostro desiderio, spesso censurato da noi stessi, ma inestinguibile, di intessere un rapporto con Dio. Egli traspare attraverso la realtà quotidiana delle varie circostanze, attraverso volti e momenti di persone cambiate dal Suo amore, rifatte dalla Sua misericordia e la fede è riconoscere la Sua presenza tra noi, presenza amorosa e provvida. Ancora una volta, come dice il Papa, "la fede cristiana tornerà a trovare l'uomo": è questo il Natale!

Allora apriamo i nostri cuori perché Gesù li inondi di Sé.

Troviamo un momento nella giornata in cui facciamo memoria della immensa grazia che Dio ci ha accordato dando inizio alla storia della salvezza con l'incarnazione e la nascita del Suo Figli diletto Gesù Cristo.

E chiediamo al Santo Spirito di ricordarci di offrire al Padre ogni dolore e ogni gioia della giornata, riconoscendo che tutto da Lui è donato e permesso per la nostra conversione ed edificazione.

Facciamo un bell'esame di coscienza per prepararci alla Confessione, al fine di purificare il cuore e accogliere in un'abitazione degna il nostro signore Gesù.

Da oggi, 15 dicembre avrà inizio a Medjugorje, la Novena di Natale - Programma






15 dicembre 2019 avrà inizio, a Medjugorje, una Novena di preghiera in preparazione alla celebrazione del Natale del Signore. A partire da quel giorno, infatti, per nove giorni si pregherà quotidianamente il Rosario sul Podbrdo alle ore 14:00. Per questo, venerdì 21 dicembre la Via Crucis sul Križevac non ci sarà. Nel corso della Novena, il programma liturgico di preghiera serale, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo, si svolgerà secondo l'orario consueto. Per tutto il Tempo di Avvento, Domeniche escluse, ogni giorno alle ore 6:00 del mattino viene celebrata la Santa Messa dell’Aurora in chiesa parrocchiale. I parrocchiani sono invitati a partecipare attivamente a queste iniziative di preghiera, in modo che questa Novena sia una preparazione veramente fruttuosa e comunitaria alla celebrazione del Natale del Signore.

I prossimi " Incontri Spirituali Internazionali" del 2020 a Medjugorje- ELENCO


Il tema di tutti  gli incontri  spirituali nel prossimo 2020 alla scuola della Madonna

"“Venite e vedrete".  (Gv 1, 39)



27.  RITIRO SPIRITUALE INTERNAZIONALE DEGLI ORGANIZZATORI DI PELLEGRINAGGI, DELLE GUIDE DEI CENTRI DELLA PACE E DEI GRUPPI DI PREGHIERA, PELLEGRINAGGI E CARITÀ DI MEĐUGORJE si terrà a Međugorje 
dal 2 al 6 marzo 2020 

8° RITIRO SPIRITUALE INTERNAZIONALE A FAVORE DELLA VITA  si terrà a Međugorje dal 20 al 23 maggio 2020

25° RITIRO SPIRITUALE INTERNAZIONALE PER I SACERDOTI si terrà a Međugorje 
dal 6 all' 11 luglio 2020

21° RITIRO SPIRITUALE INTERNAZIONALE PER LE COPPIE DI SPOSI  si terrà a Međugorje dal7al 10ottobre 2020

9° PELLEGRINAGGIO INTERNAZIONALE PER BAMBINI CON DIFFICOLTÀ NELLO SVILUPPO E PERSONE DISABILI
si terrà a Medjugorje
 dal 14 al 17 giugno 2020

I primi sei giorni di agosto, tradizionalmente, sono stati riservati al 31° Festival Internazionale dei Giovani 

24 novembre 202020 ° anniversario della morte di P. Slavko Barbarić 

  13 settembre Messa dell'Esaltazione della San Croce di Križevac
 L' ultimo giorno dell'anno, verrà organizzata una preghiera di Capodanno nella Chiesa di San Giacomo a Medjugorje. 

 San Giacomo , Apostolo, santo patrono della parrocchia di Medjugorje si celebra il 25 luglio.



Casa di preghiera “Domus Pacis” - Seminari di preghiera e digiuno in silenzio

I seminari sono condotti dai francescani di Međugorje. Qui di seguito le date dei seminari suddivisi per gruppi linguistici e gli indirizzi ai quali inviare le adesioni: 

ITALIA

13. - 18. 04. 2020.
Kontakt Marisa: +39 0461924170; +393384589259

15.  - 20. 11. 2020.
Kontakt Marisa: +39 0461924170; +393384589259

mail: andrea.medjugorje@gmail.com


Terza domenica d'Avvento acensione della 3° Candela : La Gioia




In questo cammino di Avvento stiamo imparando ad ASCOLTARE e MEDITARE la Parola di Gesù nel nostro cuore. Lui conosce le persone, i nostri cuori, sa quali pesi ognuno porta nella vita, quali sofferenze e ha per tutti una parola, uno sguardo, un’attenzione e si avvicina a ogni ragazzo, a ogni donna e a ogni uomo con gioia.
Come al tempo di Gesu’, anche oggi attorno a noi ci sono tanti “
ciechi” e “zoppi”, sono i fratelli che vivono intorno a noi e hanno bisogno di noi: di una parola….. di un sorriso…..
di un aiuto…..
Gesù fa’ che sul tuo esempio possiamo essere sempre pronti ad aiutare e servire i nostri fratelli nella
gioia.
ACCENSIONE CANDELA
Accendiamo la terza candela dell’avvento di colore ROSA.
La candela
dei pastori, candela della gioia
perché furono i pastori per primi ad adorare il Gesù Bambino
e a diffondere la lieta notizia!
Gesù,
accendi la gioia nei nostri cuori.
Servono grandi occhi e un cuore grande per riuscire a vederti. Sei Tu la
luce che vince le tenebre
rischiari la notte della paura con la fiamma del coraggio,
la notte della sofferenza con la luce della pazienza,
la notte della fatica con il sorriso luminoso di un amico.
Tu non dimentichi mai nessuno, conosci il cuore di tutti
e doni amore e sollievo. Sei la
gioia!!!
Vieni Signore Gesù
ti attendiamo con le lampade accese.
PREGHIERA
Caro Gesù,
dona la vista a chi non vede più le sofferenze degli altri
fa’ camminare sulle strade della gioia chi è nella tristezza
purifica il cuore degli uomini dalla cattiveria,
proteggi coloro che hanno paura.
Gesù, ti avvicini ogni giorno sempre di più
sei
luce degli occhi e gioia del cuore. Accendi sempre più dentro di me l’amore
aiutami a non essere cieco con i fratelli,
a non essere sordo alla Tua Parola,
a non zoppicare sul cammino della vita
ma a correrti incontro con
gioia!
Gesù’, Tu sei la stella che accende la nostra Gioia !!!


L’Avvento è tempo di gioia, perché fa rivivere l’attesa dell’evento più lieto nella storia: la nascita del Figlio di Dio dalla Vergine Maria. È un tempo di preparazione spirituale al Natale, un tempo di attesa e di preghiera. La corona d’avvento nasce come simbolo pagano, che successivamente è stato adottato dalla cristianità, come simbolo dello scorrere del tempo. La corona di Avvento ha la funzione di annunciare l’avvicinarsi del Natale soprattutto ai bambini, per prepararsi ad esso, suscitare la preghiera comune, manifestare che Gesù è la vera luce che vince le tenebre e il male.

La corona è fatta di vari sempreverdi che stanno a significare la continuità della vita. La forma circolare della ghirlanda simboleggia l’eternità di Dio che non ha né inizio né fine, l‘immortalità dell’anima e la vita eterna in Cristo. La corona è inoltre segno di regalità e vittoria. La corona di Avvento annuncia che il Bambino che si attende è il Re che vince le tenebre con la sua luce.
Il colore delle candele è quello della liturgia: per le prime due domeniche e la quarta d’Avvento le candele sono viola.
“Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino!” “Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri”.(Mt.3,1-3) S.GIOVANNI EVANGELISTA
A Gesù interessa il nostro cuore; è lì che dobbiamo preparare le vie, colmare i vuoti, cambiare, convertirci. Nella fede, nella preghiera, nell’impegno di cambiare tante cose che vanno cambiate nella nostra vita, possiamo vivere l’attesa del Signore e sperimentare la sua grazia, la sua gioia, la sua salvezza.
Nella terza domenica d’Avvento detta “Gaudete”, la candela della Gioia è la candela rosa, colore simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo.



La corona d’Avvento oltre ad essere utilizzata in chiesa durante la celebrazione della Santa Messa, può diventare un elemento prezioso nelle nostre famiglie, piccole chiese domestiche. Le candele vengono accese una per settimana, al sabato sera o alla domenica, quando tutta la famiglia è riunita; solitamente dal più piccolo, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale. Durante la settimana si possono accendere le candele (una per la prima settimana, due per la seconda ecc.) quando si prega o si mangia insieme o quando arriva un ospite.
La Preghiera in Famiglia
(P = papà o mamma; F = famiglia)
P. Il giorno è vicino ! F. Buttiamo via le opere delle tenebre.
LETTURA
Dal vangelo secondo Giovanni (1,9-14) (oppure Vangelo della domenica).

La luce vera, Colui che illumina ogni uomo, stava per venire nel mondo. Colui che è “la Parola” è diventato uomo e ha vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino.
Silenzio.
Un figlio accende una, due, tre o quattro candele, a seconda della domenica.
Si può anche intonare un canto.

PREGHIERA P. Vieni, Luce vera, tu che illumini ogni uomo. Rischiara le nostre tenebre e non avremo più paura perché tu, Gesù, sei luce alla nostra strada. Donaci di portare la tua luce ai nostri fratelli. F. Amen.
BENEDIZIONE P. La luce del Signore risplenda su di noi, perché la nostra gioia sia piena.
Il padre, fa un segno di croce, col pollice, sulla fronte dei presenti.
F. Vieni. Signore Gesù !


sabato 14 dicembre 2019

In questa intervista la veggente Marija ci esorta ad avere" fiducia nel futuro".


Marija Pavlovic è una dei sei veggenti di Medjugorje. Da 38 anni , ogni giorno avrebbe un'apparizione della Vergine. E il 25 del mese riceverebbe un messaggio pubblico. Un annuncio di catastrofi? No, un invito alla conversione e alla preghiera, come spiega lei a "Sette" in questa intervista in cui esorta ad avere fiducia nel futuro

M.B: Signora Pavlovic, cominciamo dai tragici eventi di questi mesi. Dov'era quando sono state distrutte le due torri di New York?

Marija.:Stavo tornando proprio dall'America, dov'ero andata per una conferenza. Con me c'era un giornalista di New York, cattolico, che mi ha detto: queste catastrofi succedono per svegliarci, per avvicinarci a Dio. L'ho preso un po' in giro. Gli ho detto: sei troppo catastrofico, non vedere così nero.

M.B:Lei non è preoccupata?

Marija.:Io so che la Madonna ci dà sempre una speranza. Il 26 giugno del 1981, alla sua terza apparizione, ha pianto e ha chiesto di pregare per la pace. Mi disse (quel giorno apparve solo a Marija, ndr) che con la preghiera e con il digiuno si può allontanare la guerra.

M.B: In quel momento nessuno di voi, in Jugoslavia, pensava alla guerra?

Marija:Ma no! Quale guerra? Era passato un anno dalla morte di Tito. Il comunismo era forte, la situazione era sotto controllo. Nessuno poteva immaginare che nei Balcani ci sarebbe stata una guerra.

M.B: Quindi era un messaggio incomprensibile, per lei?

Marija:Incomprensibile. Lo capii solo dieci anni dopo. Il 25 giugno del 1991, nel decimo anniversario della prima apparizione di Medjugorje (la prima in assoluto è del 24 giugno 1981, ma il 25 è il giorno della prima apparizione a tutti e sei i veggenti, ndr), la Croazia e la Slovenia proclamarono la loro separazione dalla Federazione jugoslava. E giorno dopo, 26 giugno, esattamente dieci anni dopo quell'apparizione in cui la Madonna aveva pianto e mi aveva detto di pregare per la pace, l'armata federale serba invase la Slovenia.

M.B: Dieci anni prima, quando parlavate di una possibile guerra, vi avevano presi per pazzi?

Marija:Credo che nessuno come noi sei veggenti sia mai stato visitato da così tanti medici, psichiatri, teologi. Abbiamo fatto tutti gli esami possibili e immaginabili. Ci hanno persino interrogati sotto ipnosi.

M.B: Tra gli psichiatri che vi hanno visitato c'erano anche non cattolici?

Marija:Certo. Tutti i primi medici erano non cattolici. Uno era la dottoressa Dzuda, comunista e di religione mussulmana, nota in tutta la Jugoslavia. Dopo averci visitati, disse: "questi ragazzi sono sereni, intelligenti, normali. I matti sono quelli che li hanno portati qui".

M.B: Questi esami sono stati fatti solo nel 1981 o sono continuati?

Marija:Sono continuati sempre, fino all'anno scorso.

M.B: Quanti psichiatri l'avranno visitata?

Marija:Non so ... (ride, ndr). Noi veggenti ogni tanto scherziamo quando a Medjugorje arrivano i giornalisti e ci chiedono: ma non è che siete malati di mente? Rispondiamo: quando voi avrete dei documenti che vi dichiarano sani di mente come ce li abbiamo noi, tornate qui e discutiamo.

M.B: Nessuno ha ipotizzato che le apparizioni siano allucinazioni?

Marija:No, è impossibile. L'allucinazione è un fenomeno individuale, non collettivo. E noi siamo in sei. Grazie a Dio, la Madonna ci ha chiamati
in sei.

M.B: Che cosa ha provato quando ha visto che i giornali cattolici come Jesus vi hanno attaccati?

Marija:Per me è stato uno choc vedere che un giornalista abbia potuto scrivere certe cose senza cercare di conoscere, di approfondire, di incontrare qualcuno di noi. Eppure io sto a Monza, non avrebbe dovuto fare mille chilometri.

M.B: Ma lei avrà messo in preventivo che non tutti possono crederle, no?

Marija:Certo, è normale che ciascuno sia libero di credere o no. Ma da un giornalista cattolico, vista la prudenza della Chiesa, non mi sarei aspettata un simile comportamento.

M.B: La Chiesa non ha ancora riconosciuto le apparizioni. Per lei è un problema, questo?

Marija:No, perché la Chiesa si è sempre comportata così. Finché le apparizioni continuano, non può pronunciarsi.

M.B:Quanto dura una delle sue apparizioni quotidiane?

Marija:Cinque, sei minuti. L'apparizione più lunga è durata due ore.

M.B:Lei "La" vede sempre uguale?
Marija:Sempre uguale. Come una persona normale che mi parla, e che possiamo anche toccare.

M.B: Molti obiettano: i fedeli di Medjugorje seguono i messaggi che voi riferite più delle Sacre Scritture.

Marija:Ma la Madonna nei messaggi ci ha detto proprio questo: "mettete le Sacre Scritture bene in vista nelle vostre case, e leggetele tutti i giorni". Ci dicono anche che adoriamo la Madonna e non Dio. Anche questo è assurdo: la Madonna non fa altro che dirci di mettere Dio al primo posto nella nostra vita. E ci dice di stare nella Chiesa, nelle parrocchie. Chi torna da Medjugorje non diventa un apostolo di Medjugorje: diventa un pilastro delle parrocchie.

M.B: Si obietta anche che i messaggi della Madonna che voi riferite sono piuttosto ripetitivi: pregare, digiunate.

Marija:Evidentemente ci ha trovati con la testa dura. Evidentemente vuole svegliarci, perché oggi preghiamo poco, e nella vita al primo posto non mettiamo Dio, ma altre cose: la carriera, il denaro ...

M.B: Nessuno di voi è diventato prete, o suora. Cinque di voi si sono sposati. Questo vuol forse dire che oggi è importante fare famiglie cristiane?

Marija:Per tanti anni ho pensato che sarei diventata suora. Avevo cominciato a frequentare un convento, il desiderio di entrarvi era fortissimo. Ma la madre superiora mi ha detto: Marija, se tu vuoi venire, sei la benvenuta; ma se il vescovo decide che non devi più parlare di Medjugorje, devi obbedire. A quel punto ho cominciato a pensare che forse la mia vocazione era quella di testimoniare ciò che ho visto e sentito, e che avrei potuto cercare la via della santità anche fuori dal convento.

M.B: Che cos'è per lei la santità?

Marija:Vivere bene la mia vita di tutti i giorni. Diventare una madre migliore, e una sposa migliore.

M.B: Signora Pavlovic, si può dire che lei non ha bisogno di credere: lei sa. Ha ancora paura di qualcosa?

Marija:La paura c'è sempre. Ma posso ragionare. Dico: grazie a Dio, ho fede. E so che la Madonna ci aiuta sempre nei momenti difficili.

M.B: Questo è un momento difficile?

Marija:Io non penso questo. Io vedo che il mondo soffre per tante cose: la guerra, le malattie, la fame. Ma vedo anche che Dio ci sta dando tanti aiuti straordinari, come le apparizioni quotidiane a me, Vicka e Ivan. E so che la preghiera può tutto. Quando, dopo le prime apparizioni, dicevamo che la Madonna invitava a recitare il rosario tutti i giorni e a digiunare, ci sembrava di essere come dire?, antiquati (ride, ndr): anche da noi il rosario era una tradizione superata da un paio di generazioni. Eppure quando è scoppiata la guerra abbiamo capito perché la Madonna ci diceva di pregare per la pace. E abbiamo visto, per esempio, che a Spalato, dove l'arcivescovo aveva accolto subito il messaggio di Medjugorje e aveva fatto pregare per la pace, la guerra non è arrivata.
Per me è un miracolo, disse l'arcivescovo. Uno dice: che cosa può fare un rosario? niente. Ma noi ogni sera, con i bambini, diciamo un rosario per quella povera gente che sta morendo in Afganistan, e per i morti di New York e Washington. E credo nella potenza della preghiera.

M.B: E questo il cuore del messaggio di Medjugorje? Riscoprire l'importanza della preghiera?

Marija:Sì, ma non solo questo. La Madonna ci dice anche che la guerra è nel mio cuore se non ho Dio, perché solo in Dio si può trovare la pace. Ci dice anche che la guerra non è solo dove si tirano le bombe, ma anche, per esempio, nelle famiglie che si sfasciano. Ci dice di frequentare la Messa, di confessarci, di sceglierci un direttore spirituale, di cambiare vita, di amare il prossimo. E ci indica con chiarezza che cosa è peccato, perché il mondo di oggi ha smarrito la consapevolezza di cosa è bene e cosa è male. Penso, per esempio, a quante donne abortiscono senza rendersi conto di cosa fanno, perché la cultura di oggi fa credere loro che non sia un male.

M.B: Oggi molti credono di essere sull'orlo di una guerra mondiale.

Marija:Io dico che la Madonna ci dà la possibilità di un mondo migliore. A Mirjana per esempio, ha detto di non avere paura di avere tanti figli. Non ha detto: non fate figli perché verrà la guerra. Ci ha detto che se cominciamo a migliorare nelle piccole cose di tutti i giorni, tutto il mondo sarà migliore.

M.B: Molti hanno paura dell'Islam. E' davvero una religione aggressiva?

Marija:Ho vissuto in una terra che ha subito per secoli la dominazione ottomana. E anche in questi ultimi dieci anni le distruzioni maggiori noi croati non le abbiamo subite dai serbi, ma dai musulmani. Posso anche pensare che i fatti di oggi possano servire per aprirci gli occhi su certi rischi dell'Islam. Però non voglio gettare benzina sul fuoco. Non sono per le guerre di religione. La Madonna ci dice che è madre di tutti, senza distinzioni. E come veggente dico: non dobbiamo avere paura di niente, perché Dio guida la storia sempre. Anche oggi. 


Fonte: Medjugorje Altervista

Ecco cosa succede quando vai all' Adorazione spesso



10 cose sorprendenti che succedono quando fai Adorazione più spesso




di Ruth Baker


L'Eucaristia è descritta nel Catechismo come fonte e culmine della nostra fede. Trovare il tempo per andare a fare Adorazione può essere difficile, ma se si riesce a farlo, impegnarsi in un'Adorazione regolare con cuore aperto può avere risultati sorprendenti.

“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: 'Prendete, questo è il mio corpo'. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: 'Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti'” – Marco 14, 22-24

Nella cultura di oggi, l'idea di progresso interiore è drasticamente sottovalutata; spesso è considerata una perdita di tempo o un'eredità di antenati naif. In genere, solo il progresso esteriore e più palpabile vale qualcosa. La differenza principale tra i due (materiale e spirituale) è che il progresso materiale rimane al di fuori di noi. Ci offrirà certe sensazioni positive, ma è sempre corredato da un aspetto effimero e inconsistente. Un progresso interiore, dall'altro lato, significa che sei tu ad essere cambiato. Il tempo che trascorri in Adorazione potrebbe sorprenderti in questi dieci modi:

Sviluppi un senso di reverenza e meraviglia



Non c'è niente come l'atmosfera di una cappella o di una chiesa tranquilla, l'odore dell'incenso e lo splendore dell'ostensorio per aiutarti a capire la verità di ciò che sta accadendo nell'Adorazione. Siamo veramente davanti a Gesù Cristo. Il Suo Corpo, il Suo Sangue, la Sua Anima, la Sua Divinità. Più si affonda in quel silenzio di fronte all'Ostia, più si capisce che l'unica risposta sono la reverenza e la meraviglia per la grandezza del nostro Dio.

Sperimenti pace in altri ambiti della tua vita


Gesù ha detto: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Giovanni 14, 27). La pace esteriore che possiamo sperimentare nell'Adorazione (la quiete e il silenzio) va molto più in profondità. Porta a una pace interiore che interessa tutti i settori della nostra vita. Non significa che tutto nella nostra vita sarà perfetto e senza sofferenza, ma che sappiamo che le tempeste della vita non possono scuoterci.

Inizi a guardare all'esterno


Gesù ci ha detto: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Giovanni 13, 34). Trascorrere del tempo in Adorazione ci connette a tutto il mondo – dopo tutto, stiamo trascorrendo del tempo con il Creatore di tutte le cose! Più tempo a lodare e adorare Dio significa che riesci ad andare oltre le tue preoccupazioni e a vedere le necessità degli altri nella tua vita e nel mondo in cui viviamo.

 A volte ti annoi


Ci saranno volte in cui l'Adorazione non sembrerà affatto gloriosa. Ti distrai, la tua mente comincia a vagare… Forse all'inizio l'Adorazione era piena di splendidi sentimenti! L'Adorazione regolare è quando la vita quotidiana si stabilizza, e può sembrare non tanto speciale, ma questo non svaluta o non sminuisce la verità di ciò che rappresenta l'Adorazione. La nostra fede è più dei sentimenti, e Dio lavorerà ancora su di te. È questa la bellezza dell'Incarnazione – Dio ha creato l'uomo, venendo tra tutti i nostri stress, le nostre paure e i nostri problemi – e sì, della noia. Sappi che anche se un'ora trascorsa in Adorazione è un continuo ritorno a Lui ogni pochi minuti quando la tua mente vaga, stai dando comunque a Dio il meglio che puoi – il tuo tempo e la tua compagnia.
 

 Ma ti emozioni andando all'Adorazione


Più tempo trascorri in Adorazione scoprendo che Dio è un Dio che ti ama e vuole trascorrere del tempo con te, più inizi a voler davvero andare. Se l'Adorazione una volta sembrava una routine, ora potresti scoprirti persino emozionato all'idea di andarci! L'Adorazione dà dipendenza, non solo per le cose che guadagniamo per noi stessi, ma perché siamo stati creati per adorare. Come diciamo nella Messa, “è cosa buona e giusta” rendere grazie al Signore! L'Adorazione è inscritta nel nostro cuore, e “il nostro cuore è inquieto finché non riposa in lui”! (Grazie, Sant'Agostino!)

 La grazia entra nella tua vita


È sorprendente come un semplice atto di impegno anche in un breve periodo di Adorazione regolare faccia una tale differenza per il resto della tua vita. Puoi portare quel momento di trovarsi alla Sua presenza con te molto tempo dopo aver lasciato la chiesa o la cappella. La sua grazia ti sostiene in ogni momento, soprattutto in quelli di tentazione. Diventa più facile resistere alla tentazione quando trascorri più tempo in Adorazione

 Capisci quanto sei fortunato 



La possibilità di fare Adorazione può essere data per scontata. Ci sono persone che vorrebbero trascorrere più tempo con Gesù in Adorazione ma sono costrette a casa perché sono malate o sono genitori impegnati. Ci sono poi persone in tutto il mondo che rischiano la propria vita per l'Eucaristia in luoghi in cui vengono perseguitati per la propria fede. Quando ricordate chi cammina per ore o giorni in situazioni pericolose per stare vicino a Gesù, capite che dono sia poter pregare apertamente, per non parlare del fatto di avere un sacerdote che amministra i sacramenti.

 Capisci che Dio ha senso dell'umorismo


Più siete capaci di sedervi e di permettere a Dio di parlare a voi (anziché trascorrere tutto il vostro tempo riempiendo il silenzio parlando a Lui), più scoprirete che Dio ha davvero un grande senso dell'umorismo. Ama uno scherzo o due, e a volte quei momenti sono abbastanza divertenti da farvi venire voglia di ridere forte. Forse è sorprendente, ma i padri migliori non vi mostrano il loro amore con il buonumore?

Vuoi accostarti più spesso alla Confessione



Questo potrebbe sembrare spaventoso, ma non lo è. La Confessione ci permette di sperimentare l'oceano senza limiti che è la misericordia di Dio. La sua misericordia inghiotte tutti i nostri peccati e ci dà un vero tipo di libertà, una libertà senza paura, che ci permette di addentrarci nel suo amore e nella sua bontà. Accostarsi alla Confessione rafforza la consapevolezza del fatto che stiamo saltando tra le braccia di un padre che ci ama molto e che “mai si stanca di perdonarci” (Papa Francesco)

Ti innamori


Non puoi farne a meno! Quando trascorri più tempo con un cuore aperto in Adorazione e permetti a Cristo di amarti, ti innamori anche tu. Quell'amore ti definirà e di permetterà di essere te stesso. “Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10, 10).

E allora cosa aspetti? Stabilisci un momento per un po' di Adorazione e lascia che Dio trasformi la tua vita!

Tratto da Aleteia.org

venerdì 13 dicembre 2019

Medjugorje "terra dei miracoli......" - Testimonianza di una pellegrina



Una pellegrina di Medjugorje, ha raccontato la sua testimonianza  al giornale Mystic Post:
Ho sentito molte storie su Medjugorje e  sono stata lì molto tempo fa  con mia zia, e una mattina stavamo pregando il rosario sulla Collina delle Apparizioni. Mia zia in seguito mi ha raccontato che incontrava in ogni stazione del rosario una donna inginocchiata nella preghiera, vestita di rosa chiaro. Notò che le sue scarpe erano di colore bianco e cristalline, ma non ricordava di averla vista camminare con esse. Crediamo che lei fosse Madre Maria.
In un' altra occasione ho pregato un rosario con un amico dietro la chiesa di San Giacomo e mentre pregavamo, i rosari nelle nostre mani e quelle nella borsa che il mio amico ha comprato hanno cambiato il loro colore in dorato.
La sua corona era nuova, ma la mia era vecchia, apparteneva a mio padre da quando i miei genitori si sono sposati. Siamo poi andati nella chiesa che era PIENA prima dell'ora dell'apparizione, nella loggia del coro (era il 1988) e ci siamo fermati lì per un'altra ora. Quando giunse il momento dell'apparizione della Madonna, tutti sentivamo un forte odore di ROSE e da allora, in occasioni speciali, sempre sento l'odore di rose o incenso.

I miei genitori e tre miei amici sono andati a Medjugorje nel '88 e incontrarono la' una coppia di sposi che conoscevamo  e che si unirono a loro, con la figlia, che aveva un tumore al cervello  e che durante l'intervento chirurgico fu danneggiato anche il nervo ottico, che causò la cecità totale. Un mio amico ha suggerito al gruppo di pregare per questa bambina di 4 anni che era molto deabilitata  a causa delle medicine.
Usarono l'acqua santa di Lourdes e la terra dalla Collina delle Apparizioni di Medjugorje, benedicendo così i suoi occhi e pregando su di lei per lungo tempo. Più tardi quella sera, la ragazza aprì gli occhi e puntò il dito sul LATTE, dicendo che voleva "il latte"!
Si guardarono tutti stupiti e continuarono a raccogliere oggetti, chiedendo alla ragazza come si chiamava l'oggetto specifico perché era così incredibile che potesse vedere. Quando è tornata negli Stati Uniti, il medico che l'ha operata ha ammesso che era clinicamente impossibile e che doveva essere stata sottoposta a una cura miracolosa!
MEDJUGORJE è un paradiso sulla terra! 



Fonte: Medjugorje-info.com

Mezzo secolo di vita sacerdotale. La Diocesi di Roma prega per il Papa per il suo 50° anniversario



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Se anche la fatica schiaccia e la disillusione mangia la speranza, un sacerdote – ha detto una volta e ripete Francesco – deve sempre ritornare “a quel punto incandescente” in cui lo ha toccato la grazia di Dio “all’inizio del cammino”. Perché “è da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi”.

  Oggi la Chiesa universale e i leader mondiali che gli rivolgono auguri e ringraziamenti hanno davanti questo servo del popolo di Dio. Un uomo e un sacerdote che “ci sta portando per mano per le vie dell’uomo, ‘misericordiando’, con uno sguardo di amore e di tenerezza”, scrive il cardinale vicario Angelo De Donatis a nome della Diocesi di Roma, la Diocesi del Papa.

Per lei la preghiera di tutti

Nell’affetto espresso dall’Urbe c’è l’eco dell’amore dell’Orbe, del sentimento più genuino delle comunità di credenti e pure di tanta ammirazione da parte di chi non è cristiano, che tuttavia apprezza gli sforzi di un costruttore di ponti che impedisce, in tempi di muri, che la moneta della misericordia finisca fuori corso. Che tocca la carne di Cristo che non di rado ripugna ai cristiani. “Per Lei – scrive ancora il cardinale De Donatis – sale a Dio la preghiera dei piccoli, dei bambini delle nostre comunità, che Lei benedice con affetto di Padre. Sale al Signore per Lei la preghiera dei poveri, che Lei ama in modo privilegiato; la preghiera degli anziani e dei malati, che offrono le loro sofferenze per la Chiesa. Per Lei è la preghiera dei giovani, spinti dal Suo entusiasmo missionario; e delle famiglie, chiamate a vivere la Gioia dell’Amore. Per Lei è la preghiera di tutti noi, pronti a portare il Vangelo della gioia”.

Il prete e il senso della vita 

Un Vangelo che può avere voce purché l’anima di un prete continui a essere un braciere. Che si alimenta di Cristo e lo dona “in uscita”, con prudenza e audacia, insegna Francesco. Un uomo decentrato, il prete, perché il “senso della nostra vita”, ricorda il Papa, sta in quel “mio corpo offerto in sacrificio per voi”. Lì dove vive anche la felicità più grande.

Sergio Centofanti - Città del Vaticano 

 50 anni di sacerdozio: al servizio di Dio e del suo popolo
Una vocazione nata nell’esperienza del perdono di Dio che per Francesco si è trasformato in vita sacerdotale da donare con gioia e semplicità. Il prete, afferma il Papa, vive in mezzo alla gente con il cuore misericordioso di Gesù
Sergio Centofanti - Città del Vaticano
Sono passati 50 anni. Era il 13 dicembre del 1969: Jorge Mario Bergoglio, 4 giorni prima del suo 33.mo compleanno, viene ordinato sacerdote. La sua vocazione risale al 21 settembre 1953, memoria di San Matteo, il pubblicano convertito da Gesù: durante una confessione fa un’esperienza profonda della misericordia di Dio. È una gioia immensa che lo spinge a prendere una decisione “per sempre”: farsi prete.

È tempo di misericordia

È proprio la Divina misericordia che caratterizza tutta la sua vita sacerdotale. I preti - afferma - senza fare rumore lasciano tutto per impegnarsi nella vita quotidiana delle comunità, dando agli altri la propria vita, “si commuovono davanti alle pecore, come Gesù, quando vedeva la gente stanca e sfinita come pecore senza pastore”. Così, “a immagine del Buon Pastore, il prete è uomo di misericordia e di compassione, vicino alla sua gente e servitore di tutti … Chiunque si trovi ferito nella propria vita, in qualsiasi modo, può trovare in lui attenzione e ascolto … C’è bisogno di curare le ferite, tante ferite! Tante ferite! C’è tanta gente ferita, dai problemi materiali, dagli scandali, anche nella Chiesa... Gente ferita dalle illusioni del mondo… Noi preti dobbiamo essere lì, vicino a questa gente. Misericordia significa prima di tutto curare le ferite”. Questo - ricorda spesso - è il tempo della misericordia (Discorso ai parroci di Roma, 6 marzo 2014).

Uomo dell’Eucaristia: al centro c’è Gesù

Il sacerdote - dice Francesco - è un uomo decentrato, perché al centro della sua vita non c’è lui ma Cristo. Per questo ringrazia i sacerdoti per la celebrazione quotidiana dell'Eucaristia: “Nella Celebrazione eucaristica ritroviamo ogni giorno questa nostra identità di pastori. Ogni volta possiamo fare veramente nostre le sue parole: «Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». È il senso della nostra vita, sono le parole con cui … possiamo rinnovare quotidianamente le promesse della nostra Ordinazione. Vi ringrazio per il vostro ‘sì’, e per tanti ‘sì’ nascosti di tutti i giorni, che solo il Signore conosce. Vi ringrazio per il vostro ‘sì’ a donare la vita uniti a Gesù: sta qui la sorgente pura della nostra gioia” (Omelia per il Giubileo dei sacerdoti, 3 giugno 2016). E invita i sacerdoti ad essere prudenti e audaci nello stesso tempo, perché l’Eucaristia “non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli” (Evangelii gaudium, 47).

La vita sacerdotale nel confessionale

Al servizio di Dio e del suo popolo, il sacerdote svolge una parte importante della sua missione nel confessionale, dove può dispensare l’eccesso della misericordia di Dio. Esorta i preti a non essere rigoristi né lassisti: “Che tra i confessori ci siano differenze di stile è normale, ma queste differenze non possono riguardare la sostanza, cioè la sana dottrina morale e la misericordia. Né il lassista né il rigorista rende testimonianza a Gesù Cristo, perché né l’uno né l’altro si fa carico della persona che incontra. Il rigorista si lava le mani: infatti la inchioda alla legge intesa in modo freddo e rigido”. Anche il lassista “si lava le mani: solo apparentemente è misericordioso, ma in realtà non prende sul serio il problema di quella coscienza, minimizzando il peccato. La vera misericordia si fa carico della persona, la ascolta attentamente, si accosta con rispetto e con verità alla sua situazione, e la accompagna nel cammino della riconciliazione. E questo è faticoso, sì, certamente. Il sacerdote veramente misericordioso si comporta come il Buon Samaritano… ma perché lo fa? Perché il suo cuore è capace di compassione, è il cuore di Cristo!” (Discorso ai parroci di Roma, 6 marzo 2014).

La preghiera, Maria e la lotta contro il diavolo

Il sacerdote – sottolinea il Papa – è innanzitutto uomo di preghiera. È dall’intimità con Gesù che sgorga la vera carità. È l’unione con Dio che fa vincere le innumerevoli tentazioni del male. Il diavolo esiste, non è un mito - ricorda spesso - è astuto, menzognero, ingannatore. Francesco invita a guardare Maria, a pregare il Rosario ogni giorno, è la sua preghiera del cuore, soprattutto in questo periodo, per proteggere la Chiesa dagli attacchi del diavolo che vuole portare la divisione. “Guardare Maria è tornare a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”, Lei è “l’amica sempre attenta perché non venga a mancare il vino nella nostra vita” e come “una vera madre, cammina con noi, combatte con noi, ed effonde incessantemente la vicinanza dell’amore di Dio” (Lettera ai sacerdoti nel 160.mo anniversario della morte del Curato d’Ars).

I poveri e il giudizio finale

La spiritualità del prete è incarnata nella realtà di tutti i giorni - osserva Francesco - e si fa voce profetica di fronte alle oppressioni che calpestano il povero e il debole: la Chiesa “non può e non deve rimanere al margine della lotta per la giustizia” relegando la religione, come vorrebbero alcuni, ”alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza nella vita sociale e nazionale” (Evangelii Gaudium, 183), perché il regno di Dio inizia qui in terra ed è già qui che incontriamo Gesù: il giudizio finale verterà proprio su ciò che avremo fatto a Cristo nei poveri, nei malati, nei forestieri, nei carcerati (Mt, 25). Saremo giudicati sull’amore: ma non ci può essere amore senza giustizia, come diceva San Giovanni Paolo II.

Sacerdoti che danno la vita e lo scandalo degli abusi

Il Papa non tace la “mostruosità” degli abusi compiuti dai sacerdoti, ripete sempre la vicinanza alle vittime, ma pensa anche ai tantissimi bravi preti che portano il peso di crimini che non hanno commesso: sarebbe “ingiusto non riconoscere tanti sacerdoti che in maniera costante e integra offrono tutto ciò che sono e che hanno per il bene degli altri”. Quei preti “che fanno della loro vita un’opera di misericordia in regioni o situazioni spesso inospitali, lontane o abbandonate, anche a rischio della propria vita”. Il Papa li ringrazia “per il coraggioso e costante esempio” e invita a non scoraggiarsi, perché “il Signore sta purificando la sua Sposa e ci sta convertendo tutti a sé. Ci sta facendo sperimentare la prova perché comprendiamo che senza di Lui siamo polvere” (Lettera ai sacerdoti nel 160.mo anniversario della morte del Curato d’Ars).

Nelle prove, ricordare il primo incontro con Gesù

Il Papa pensa ai momenti di difficoltà che possono vivere i sacerdoti, invitandoli a ritornare al primo incontro con Gesù, a quei momenti luminosi in cui si è sperimentata la chiamata del Signore a consacrare tutta la vita al suo servizio: occorre ritornare “a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. È da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle. Da quella scintilla si accende una gioia umile, una gioia che non offende il dolore e la disperazione, una gioia buona e mite” (Omelia nella Veglia Pasquale, 19 aprile 2014).

La stanchezza buona dei sacerdoti

“Sapete - confessa il Papa - quante volte penso a questo: alla stanchezza di tutti voi? Ci penso molto e prego di frequente, specialmente quando ad essere stanco sono io. Prego per voi che lavorate in mezzo al popolo fedele di Dio che vi è stato affidato, e molti in luoghi assai abbandonati e pericolosi. E la nostra stanchezza, cari sacerdoti, è come l’incenso che sale silenziosamente al Cielo. La nostra stanchezza va dritta al cuore del Padre … C’è quella che possiamo chiamare ‘la stanchezza della gente, la stanchezza delle folle’: per il Signore, come per noi, era spossante – lo dice il Vangelo –, ma è una stanchezza buona, una stanchezza piena di frutti e di gioia … È  la stanchezza del sacerdote con l’odore delle pecore” e “con il sorriso di papà che contempla i suoi figli o i suoi nipotini … Solo l’amore dà riposo” (Omelia nella Messa del Crisma, 2 aprile 2015).

Omelie brevi che fanno ardere i cuori

L’importanza dell’omelia è stata sottolineata tante volte da Francesco che esorta con forza i sacerdoti a prepararla bene con un tempo prolungato di studio, preghiera e riflessione. Invita a fare omelie brevi che non siano né uno spettacolo né una conferenza o una lezione puramente moralista e indottrinante: bisogna  saper dire “parole che fanno ardere i cuori” con un linguaggio positivo: non dicendo tanto quello che non si deve fare ma piuttosto proponendo quello che si può fare meglio: “Una predicazione positiva offre sempre speranza, orienta verso il futuro, non ci lascia prigionieri della negatività” (Evangeli gaudium, 159) esprimendo “vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale che non condanna” (Evangelii gaudium, 165). Il Papa sottolinea il ruolo fondamentale del ‘kerygma’ il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti” (Evangelii gaudium, 164).

L’umorismo dei sacerdoti

“Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo” ricorda il Papa ai sacerdoti citando San Filippo Neri o la preghiera del buonumore di San Tommaso Moro. È una gioia che nasce dall’unione con Gesù e dalla fraternità. “Il senso dell’umorismo è una grazia che io chiedo tutti i giorni” - ha detto nel novembre 2016 in una intervista rilasciata a Tv2000 e InBlu Radio – perché “il senso dell’umorismo ti solleva, ti fa vedere il provvisorio della vita e prendere le cose con uno spirito di anima redenta. È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio”. È segno di una grande maturità spirituale che nasce dallo Spirito Santo.

L’appello del Papa ai fedeli: sostenete i preti

Papa Francesco chiede ai sacerdoti di essere sempre vicini alla gente, ma nello stesso tempo chiede ai fedeli di sostenere i preti: “Cari fedeli, siate vicini ai vostri sacerdoti con l’affetto e con la preghiera perché siano sempre pastori con il cuore di Dio” (Omelia per la Messa del Crisma, 28 marzo 2013).