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mercoledì 24 aprile 2019

"Vi voglio raccontare un grande Miracolo di Medjugorje"- Testimonianza di Don Massimo

Testimonianza di conversione di Don Massimo al Festival dei Giovani di Medjugorje - 
04 agosto  2017
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6° Giorno di Novena alla Divina Misericordia - Coroncina

DA RECITARE ALLE ORE 15.00
Conduci oggi a me le anime miti e umili, come pure quelle dei bambini, e immergile nella mia Misericordia. Sono queste che maggiormente assomigliano al mio Cuore e mi confortarono nell'amaro tormento della mia agonia: vidi che in futuro avrebbero vegliato accanto ai miei altari come degli angeli terrestri. Su tali anime Io verso a torrenti le mie grazie. Solo esse sono capaci di riceverle e quindi posso donare ad esse tutta la mia confidenza.
Gesù misericordiosissimo, che dicesti "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore", accogli nella dimora di questo tuo pietosissimo Cuore le anime umili e miti, unitamente a quelle dei bambini, che incantano l'intero paradiso, costituiscono la particolare compiacenza del Padre Celeste e lo deliziano spandendo davanti al suo trono il loro profumo come un mazzo di fiori, levando un perenne inno all'Amore e alla Misericordia. L'anima mite e umile di cuore respira già qui in terra il paradiso: profuma l'universo, e il dolce viso rallegra del divino suo Signore.
Padre Eterno, china lo sguardo della tua Misericordia sulle anime umili e miti, come pure su quelle dei bambini, che Gesù tiene racchiuse dentro al pietosissimo suo Cuore. Nessun'altra anima rassomiglia quanto esse al tuo Figliolo e il loro profumo si leva da terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di ogni bontà, ti supplichiamo, per l'amore che Tu porti a tali anime e per la gioia che provi nel mirarle, benedici il mondo intero, affinché quanti siamo ora sulla terra, veniamo a cantare eternamente le lodi della tua Misericordia. Amen.
 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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martedì 23 aprile 2019

Anche Zia Peppina a Medjugorje ha visto il Miracolo del Sole - Testimonianza in dialetto cilentano

Zia Giuseppina, anziana della provincia di Salerno, racconta il Miracolo del Sole durante un pellegrinaggio a Medjugorje - 2013
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5° Giorno di Novena alla Divina Misericordia- CORONCINA

Da recitare alle  ore 15.00

Portami oggi le anime dei fratelli separati, immergendole nell'oceano della mia Misericordia; nell'amara mia Passione, essi mi laceravano il Corpo e il Cuore, cioè la mia Chiesa. Allorché faranno ritorno alla sua unità, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione.
Misericordiosissimo Gesù, che sei la bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del pietosissimo tuo Cuore le anime dei nostri fratelli separati, attirandoli con il tuo splendore all'unità della Chiesa, e non permettere che ne escano mai più, e adorino anch'essi la generosità della tua Misericordia. La tua Misericordia, che riveste di autorità la Chiesa col suo raggio, salvi coloro che ti fanno oltraggio strappando l'inconsutile tua veste.
 Eterno Padre, guarda con l'occhio della tua Misericordia le anime dei nostri fratelli separati, soprattutto di coloro che hanno dissipato i tuoi beni e abusato della tua grazia, mantenendosi nei propri errori. Sono racchiusi anch'essi nel Cuore misericordiosissimo di Gesù: non badare ai loro errori, ma piuttosto all'amore di tuo Figlio e ai dolori della sua Passione che Egli accettò per loro e fa' che anch'essi cantino le lodi dell'infinita tua Misericordia. Amen.

Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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lunedì 22 aprile 2019

Don Luigi Maria Epicoco a Medjugorje: "Gesù ha bisogno di amici e non di servitori"

Don Luigi Maria Epicoco a Medjugorje - 2012
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Nel giorno di Pasqua! La Resurrezione! Ringrazio la Madonna

Pasqua 2011 a Medjugorie

Luis a Medjugorie per la dodicesima volta!


PREMESSA (introduzione)

Il periodo terribile della mia vita è iniziato nella seconda metà del 1999 con i problemi con la mia ex fidanzata a cui è seguito il disastro con la mia salute fisica mentale e spirituale. Questo periodo si è concluso alla fine del 2003, l’11 novembre 2003, con la morte terrena  e nascita in Cielo di mio padre. Quella sera sopra di me si è “aperto il Cielo” e sono stato investito da numerose e notevoli grazie: mi si è manifestata l’esistenza e la presenza di Dio.
Qualche mese dopo è entrata in azione, nella mia vita, la Madonna. E’ stata introdotta da una giovane logopedista tirocinante conosciuta in ospedale a Treviso, che mi ha parlato delle apparizioni della Madonna a Medjugorie, e assieme a lei ci ero stato per la prima volta per il Capodanno 2005.
Quel primo pellegrinaggio era stato brutto e difficile per me: io ero andato per tre motivi: il primo era la guarigione miracolosa che ritenevo quasi scontata e dovuta; il secondo era stare in compagnia di questa nuova amica; il terzo era farmi un viaggio all’estero perché era da oltre tre anni che non viaggiavo più.
La guarigione non era arrivata e durante il pellegrinaggio la delusione aumentava sempre più, durante il viaggio di ritorno la delusione era molto forte, ma anche il sentimento di non voler essere arrabbiato con la Madonna, di non volerle dire “traditrice”. Sentivo che il Nemico si stava scatenando approfittando del momento difficile, ma io VOLEVO stare con Lei e per questo, ritirato nel mio seggiolino in pullman, avevo pregato un Rosario chiedendo aiuto.
Finito il Rosario, la mia amica mi comunicava che: “adesso iniziano il Rosario, lo dicono per te!”.
“Per me? Come mai?”
“Lo hanno chiesto quelle due bambine lì!”
A quel punto mi è passata tutta la tristezza e la delusione, ho sentito l’amore di Maria e avrei voluto andare dall’autista a dirgli di girare il pullman e tornare indietro immediatamente perché volevo rifare il pellegrinaggio come si deve!
In seguito sono tornato a Medjugorie due volte l’anno: l’appuntamento fisso era il Capodanno e poi il pellegrinaggio estivo: 2005 Festival dei Giovani, 2006 venticinquesimo anniversario delle apparizioni; 2007 in bicicletta con un gruppo di trenta pazzi partendo da uno sperduto paesino in provincia di Venezia; 2008 il primo pellegrinaggio con la mia grande amica Claudia; 2009 Festival dei Giovani assieme a Claudia – bellissimo!.
In mezzo, sono stato quattro volte a Lourdes, mai per averlo desiderato io, ma sempre su invito o proposta di altri.
Alcuni pellegrinaggi sono stati molto belli ed emozionanti, altri un po’ meno, altri disastrosi. Ma sempre, al ritorno, ho avuto benefici. Da ricordare alcuni episodi nei vari pellegrinaggi: l’abbraccio con i due baci della veggente Vicka; la benedizione con Padre Jozo in persona che mi aveva segnato la fronte con un dito; lo sconosciuto che sulla collina delle apparizioni mi ha regalato un rosario; la compagna di pellegrinaggio, allora sconosciuta, che si è data da fare per permettermi di salire sul Krizevac quando ormai mi ero rassegnato perché non c’era nessuno disponibile ad aiutarmi. (“Ho sentito nel cuore che la Madonna voleva vederti lassù” questa la sua spiegazione al suo gesto).
I miei pellegrinaggi bi-annuali si sono interrotti tristemente alla fine del 2009 quando è iniziato un altro periodo terribile della mia vita: il 20 ottobre 2009 sono stato sottoposto a un terzo intervento chirurgico alla testa. In seguito, dopo qualche mese, è peggiorata molto la vista. Questo e altri problemi conseguenti all’intervento mi hanno tenuto tutto l’inverno in casa, uscivo solo per andare dall’oculista, e in palestra dove mi ero iscritto “d’urgenza” perché mi stavo indebolendo molto e ormai non camminavo più.
Ero molto triste a Capodanno per non essere andato a Medjugorie come negli anni precedenti. A Natale non ero andato neanche alla S. Messa. Neppure a Pasqua ci ero andato e mi era dispiaciuto molto, avrei voluto almeno fare La S. Comunione. E’ stato un periodo tremendo anche perché non ne vedevo la fine, credevo che sarei rimasto per sempre così, impossibilitato a fare tutto e a viaggiare e a tornare a Medjugorie, che era sempre nei miei pensieri.
Il giorno dopo Pasqua, lunedì dell’Angelo, siamo andati a trovare un zia di mia mamma in un convento (è una suora in pensione). Lì io speravo di trovare un sacerdote per fare la Comunione. Invece è successo che, senza che io chiedessi nulla, la zia suora mi aveva chiesto se volessi fare la Comunione.
Certo che si!!
Me l’aveva data lei stessa, poi mi aveva fatto ripetere queste parole: “Caro Gesù, grazie per essere venuto nel mio cuore, ti voglio tanto bene e ti offro le mie sofferenze per quelli che non ti vogliono bene”.
Circa come l’angelo di Fatima, questo avevo pensato in quel momento, questo è quello che Dio chiede a  me. Sull’esempio di Maria ho risposto “eccomi …”.
In seguito la mia situazione ha iniziato a migliorare un po’ fisicamente,  moltissimo interiormente e nella vita nelle relazioni sociali. Riprendevo poco a poco a vivere. Ho iniziato a uscire, ad andare al mare con la famiglia e in luoghi di preghiera e al mare con Claudia.
A fine novembre sono tornato a Medjugorie, anche se non ero pronto fisicamente: vedevo molto male e mi aspettavo che ci sarei rimasto malissimo nel non riuscire a vedere quei luoghi, la chiesa, la statua della Madonna. In più avevamo già deciso che non sarei salito sulla collina delle apparizioni e tanto meno sul Krizevac: erano troppo fuori dalla mia portata, avrebbero dovuto portarmi in braccio o con l’elicottero (meglio con l’elicottero).
Ma io volevo andare per dare un segnale alla Madonna, per dirle: “E’ dura ma VOGLIO stare con Te, solo con Te posso farcela”.
Sono andato, come previsto è stato molto brutto e anche peggio per problemi non previsti, ma sono stato contento di esserci andato, di averle dato quel segnale e dentro di me avevo preso un impegno che era anche una promessa: la prossima volta salirò almeno sulla Collina delle Apparizioni. DEVO farcela!
Il pellegrinaggio è andato male ma al ritorno a casa ho avuto i soliti benefici: più forte nello spirito, ottimista, sereno, fiducioso, consapevole di avere Gesù e Maria sempre al mio fianco che fanno il tifo per me.
Durante l’inverno mi sono allenato molto per migliorare la forza e la stabilità, l’equilibrio. La vista è un po’ migliorata con la terapia che sto facendo.
Sono stato tre mesi in soggiorno in una comunità alloggio per disabili, lì il mio passatempo preferito era fare ginnastica, due volte al giorno.
Un giorno l’amica Claudia mi aveva fatto vedere il programma di un pellegrinaggio a Medjugorie per fine aprile, e avevamo deciso di andare. In contemporanea io, in comunità, avevo chiesto la collaborazione della bella fisioterapista per migliorare il mio equilibrio. Questa decisione non era collegata al previsto viaggio a Medjugorie: già prima di entrare in comunità avevo chiesto se c’era un fisioterapista, perché avevo pensato di avvalermi della sua collaborazione per i miei esercizi.
Poi avevo rinunciato perché la vedevo sempre di corsa e molto impegnata e non volevo caricarla con altro lavoro, mi sarei accontentato di qualche “dritta” durante i brevissimi incontri casuali in corridoio.
Poi però è successo che lei è molto bella e io volevo fare conoscenza e amicizia, ma era sempre di corsa non c’era modo di fermarla neanche per avere semplici consigli per gli esercizi. Quindi avevo deciso di chiedere ufficialmente la sua collaborazione per i miei esercizi, con le due motivazioni a pari merito di migliorare e di conoscerla un po’ e parlaci assieme.
L’amicizia non so come continuerà anzi non so se continuerà. Per quanto riguarda il mio miglioramento, invece, ho fatto tombola!! Al punto che sospetto che ci sia lo zampino della Madonna.
Non ci siamo visti molto, ma mi ha dato pochi, determinanti consigli e indicazioni che ho applicato con notevoli benefici.
Sono tornato a casa due settimane prima di partire per Medjugorie, qui ho potuto lavorare meglio con più attrezzatura, e in pochi giorni ho avuto miglioramenti che mi hanno stupito davvero, l’avevo detto anche a Claudia: “sono migliorato tanto! Sulla Collina, se mi aiuteranno (come sempre) ce la farò di sicuro e anche forse sul Krizevac.”.


 

PASQUA 2011 A MEDJUGORIE


In origine avevamo deciso di andare con un nuovo gruppo, ma al momento dell’iscrizione ci avevano comunicato che non c’era più posto, allora ci eravamo dirottati sulla solita organizzazione. Le date cambiavano di poco, l’altro gruppo partiva il lunedì dopo Pasqua e tornava il venerdì; noi siamo partiti sabato prima di Pasqua (23 Aprile) e rientrati martedì 26 aprile.

Partenza ore 5.00 da Arcade con pullman GT, io e mio fratello ci troviamo con Claudia a Montebelluna alle 4.20, e da lì andiamo assieme ad Arcade.
Ho molti pensieri e qualche preoccupazione, la determinazione nel voler salire almeno sulla Collina delle apparizioni e la consapevolezza di potercela fare; il ricordo dell’ultimo disastroso pellegrinaggio e il timore che possa andare male anche questo (ma sono pronto: so che ci vedo male, però l’altra volta vedevo peggio, quindi spero di riuscire a vedere qualcosa: la chiesa, la statua, riuscire a orientarmi).
Ricorre frequente nei miei pensieri il paragone fra la Pasqua precedente – neanche a messa – e questa che stava per arrivare – a Medjugorie! Ringraziavo già la Madonna.
Mi preoccupava anche la breve durata di questo pellegrinaggio: di solito il primo giorno non va mai bene per la stanchezza del viaggio. Di solito entro nel clima del pellegrinaggio solo il secondo giorno. Allora stavolta mi sono preso avanti, e già in pullman ho pregato molto: rosario, coroncina alla Divina Misericordia, preghiera del giorno della Novena alla Divina Misericordia; e ho parlato molto con la Madonna raccontandole le mie preoccupazioni e i miei desideri, primo fra tutti salire da Lei sulla Collina delle Apparizioni.
Durante il viaggio Claudia mi ha dato una notizia - scoop delle sue ….: “C’è una ragazza che va bene per tuo fratello Claudio”.
-“è carina?”
-“non lo so non l’ho ancora valutata”
-“beh, se è carina e Claudio non la vuole, me la prederò io …”
-“parla piano che ti sente, è seduta qui davanti” (davanti a Claudio che era seduto davanti a noi).
Allora, sapendo come vanno a volte le cose con la Madonna, e ipotizzando che non fosse casuale che ci trovassimo vicini di posto in pullman, ho risposto: “sta a vedere che sarà lei la tua compagna di stanza”.
Arriviamo a Medjugorie e ci restiamo un po’ male: non saremo nel solito albergo di fronte alla chiesa, ma un po’ fuori. Ci sarà da camminare un po’ per arrivare al santuario, dall’albergo. Questo mi rovinava un po’ i piani, ma ho voluto avere fiducia nella Madonna.
Scaricarti i bagagli e sistemati nelle camere, ci siamo poi ritrovati fuori, e Claudia mi dice: “Ti presento Nada”
Vedo la giovane ragazza e dico a Claudia “è la tua compagna di stanza?”
-“si”
-“allora, era lei la ragazza seduta davanti a noi?”
-“si”
Me l’aspettavo, mi era già accaduto un episodio vagamente simile in un precedente pellegrinaggio a Medjugorie. Poi noi quattro siamo sempre stati assieme: durante le varie funzioni del pellegrinaggio, a tavola, in pullman, nelle camminate di andata e ritorno albergo – santuario. Da un lato mi tenevo a Claudio e dall’altro a Claudia o Nada che si alternavano, una all’andata e l’altra al ritorno. Così l’albergo lontano è stato occasione per camminare un po’ e fare conoscenza reciproca. Abbiamo fatto un bel gruppo ben affiatato ed è stato un elemento fondamentale per l’ottima riuscita di questo pellegrinaggio.

Con Claudia e Nada di fronte alla chiesa di Medjugorie

La mia vista: andava un po’ meglio dell’altra volta! Vedevo la chiesa, non perdevo l’orientamento, e arrivati alla statua di fronte alla chiesa, mi ero sganciato dalla persona che mi stava aiutando e guidando, ed ero andato da solo a inginocchiarmi di fronte alla statua, come avevo desiderato fare nelle settimane precedenti, quando pensavo a come sarebbe andato questo pellegrinaggio. Ho ringraziato per tutto, perché stavo bene dentro, per essere lì, per vederci un po’ meglio, per gli ottimi tre compagni

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SUL PODBRDO

La Collina delle apparizioni


L’inizio della Collina delle Apparizioni, il Podbrdo

E arriva il momento più atteso e desiderato e temuto: si va sul Podbrdo, la collina delle apparizioni.
Mi sono vestito da battaglia, scarpe adatte, jeans leggeri, maglietta della Madonna che avevo comprato a Medjugorie durante uno dei miei primi pellegrinaggi, fascetta in testa per il sudore, occhiali di protezione per gli occhi. E soprattutto, l’arma più potente, il segnale per la  Madonna: ho tirato fuori il rosario che tengo sempre al collo. L’ho messo in vista per la Madonna così mi vede e mi aiuta.
La volta precedente mi ero fermato all’inizio, alla Croce Blu. Non ero in grado di salire fino in cima. Stavolta VOLEVO salire, mi ero allenato per tre mesi pensando a questo.
Qualche settimana prima della partenza, Claudia mi aveva fatto sapere che sarebbe venuto (casualmente, non si erano messi d’accordo) anche suo fratello con moglie e figli. Avevo allora pensato di farmi aiutare da lui e da mio fratello. Servono, infatti, uomini robusti che mi tengano su quella pietraia impraticabile. Invece poi mio fratello ha trovato un altro, Armido, e mi hanno aiutato loro due.Il fratello di Claudia è sempre stato dietro di me pronto a intervenire: ogni tanto lo sentivo che mi spingeva o raddrizzava quando perdevo l’equilibrio lateralmente (nonostante i due che mi tenevano) o quando lo perdevo all’indietro o c’era da salire su una pietra alta (pendenza più pietra).
Già prima di iniziare la salita ho ringraziato la Madonna, perché come speravo il clima era ideale, non faceva caldo e neanche freddo; anche la luce era ideale, non c’era sole abbagliante, era un po’ nuvoloso con luce perfette: potevo usare gli occhiali chiari e non mettere il cappellino per proteggere gli occhi dal sole. La sorpresa che non mi aspettavo proprio è stata che vedevo i sassi a sufficienza per mettere i piedi nei posti giusti, per alzare il passo per salire sulle pietre alte. Mi aveva molto preoccupato il pensiero di non riuscire a vedere tutto questo, mi aspettavo di vedere “niente” del suolo.
Durante la salita ho ripensato all’ultimo periodo terribile della mia vita (da ottobre 2009 in poi), alle fatiche, alle paure, alle conquiste. Ho pensato alla Pasqua precedente quando non ero neanche riuscito ad andare a Messa, ai due Capodanno precedenti quando non ero potuto andare a Medjugorie come da tradizione da un po’ di anni. All’allenamento invernale, alla fisioterapista e ai suoi consigli vincenti, all’istruttore della palestra che lo scorso anno mi ha tanto aiutato nel recupero fisico. E alla Madonna che sapevo che è sempre stata al mio fianco e ha mandato i suoi angeli della terra ad aiutarmi (l’istruttore, la fisioterapista, altre persone che non nomino altrimenti non finisco più di scrivere), e sapevo che mi stava aspettando lassù sul luogo della Sua prima apparizione a Medjugorie.
Mi sentivo molta forza sulle gambe, il cuore batteva potente (per lo sforzo), e sentivo la stabilità e quando sentivo il flusso di informazioni arrivare dai piedi e la risposta corretta, la forza giusta, inevitabilmente il pensiero mi andava agli esercizi di fisioterapia fatti durante l’inverno, e alla fisioterapista: lei quando la ringraziavo perché sentivo i miglioramenti, sosteneva che non ha fatto nulla e che sono io una Forza della Natura. Ma non è vero: da quando mi ha dato i consigli su come lavorare, lavoro in modo completamente diverso da prima, e i risultati sono arrivati velocemente.
Più volte pensavo: lo scorso anno non ero neanche in grado di andare a Messa ed ero dispiaciuto per non esserci andato a Natale e a Pasqua. E guarda adesso dove sono e cosa sto facendo!! E soprattutto: nel giorno di Pasqua! La Resurrezione! Ringraziavo la Madonna tanto, ma tanto! Perché alle volte sembra che sia qui al mio fianco che mi ascolta e provvede subito a mettere a posto le cose.
Avevo chiesto a Claudio: “Quando vedi la statua in lontananza, fermati e falle una foto, grazie”. L’ha fatta.

Arrivati su, Claudio mi ha riferito: “hanno detto che abbiamo venti minuti per stare qui e pregare. Dove ti vuoi mettere?”.
La mia risposta è stata istintiva e immediata: “Dalla Madonna!”.
Mi hanno accompagnato sotto la statua. Inciampavo continuamente sui sassi, anche se il tratto non era particolarmente difficile. Era pieno di gente seduta o inginocchiata sulle pietre.
Io non riuscivo a vederla e non vedevo la ringhiera, l’ho cercata a tastoni, l’ho trovata, mi sono aggrappato alla ringhiera e inginocchiato di fronte alla statua della Madonna (come faccio sempre) e mentre mi inginocchiavo ho detto alla Madonna: “Hai visto? Ce l’abbiamo fatta! Sono qui. Grazie.”.
E ho iniziato a piangere senza poter smettere, non mi era mai successo questo! In quel momento forse piangevo per la conquista ottenuta con tanto desiderio ed analoga fatica e impegno. Pensavo al gran lavoro svolto per ottenere questo obiettivo.
Ma non è sufficiente a spiegare il motivo di quel pianto: allora avrei dovuto piangere anche quando ero arrivato a Medjugorie in bicicletta con un gruppo di trenta ciclisti pazzi partiti da uno sperduto paese in provincia di Venezia. Quella volta appena vista la chiesa di Medjugorie, dopo sette giorni e quasi 900 Km di bicicletta, avevo solo esultato alzando un braccio mentre pedalavo, nessun accenno al pianto.
C’era molto altro nei miei pensieri, che ancora adesso non riesco a esprimere. Penso che si possa riassumere nelle parole della Regina della Pace di Medjugorie: “Cari figli, se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia”.
Dopo qualche minuto ho smesso di piangere e ho sperimentato una gran pace e calma, stavo proprio bene. Pensavo anche all’amica Olimpia, unica donna ciclista di quella folle spedizione: prima di partire per questo pellegrinaggio avevo riletto la sua testimonianza del ciclo pellegrinaggio. A un certo punto scrive tante belle cose su di me, e descrive quel che le era accaduto sul Podbrdo, le sue lacrime, le mie parole. Rileggere quel racconto mi aveva dato una gran forza interiore in più per riuscire a salire e arrivare ai piedi della Madonna. Poi il mio pianto mi ha fatto ricordare il suo, e ci ho pensato anche mentre piangevo.

Sul luogo della prima apparizione, poco dopo l’episodio del pianto. Con la Madonna.

Durante la salita, ogni tanto estraevo dal marsupio un piccolo panno per asciugare il sudore. Una volta, mentre l’estraevo, ne è uscito un secondo panno. Ho pensato: “Che sbadato, ne avevo presi due quando ne bastava uno” (a casa, prima della partenza). E ho aggiunto: “Ah, ho capito! Il secondo panno lo userò domani sul Krizevac!”.



LA VIA CRUCIS SUL KRIZEVAC



Fermo e meditabondo durante la Via Crucis sul Krizevac

Mi hanno aiutato le tre persone del giorno precedente. Il Krizevac è più difficile del Podbrdo, però stranamente io fatico meno sul Krizevac, nonostante sia più ripido, lungo e accidentato. Fin dalla prima volta l’ho sempre ritenuto un monte “magico”, con la Madonna presente e attiva, e ho imputato il mio faticare meno alla sua presenza e al suo aiuto.
Per me la via Crucis sul Krizevac ha un sapore speciale, perché è molto faticosa e sperimento su di me la Passione di Cristo, ci sono analogie fra la sua Via Dolorosa, le stazioni della Via Crucis, e le mie vicende. Con la differenza sostanziale che nessuno mi vuol fare del male, anzi al contrario, e che arrivato in cima al Krizevac, nessuno mi vorrà crocifiggere!
A volte sono capitati alcuni episodi che mi hanno fatto vivere un po’ in prima persona la via Crucis, altre cose invece sono una costante di ogni volta che salgo.
Prima stazione: Gesù è condannato a morte. Questo mi fa’ andare il pensiero a quando avevo circa 17 anni e mi era stata diagnosticata la malattia. Una notizia devastante che mi aveva fatto crollare tutto addosso. Quella era stata la mia condanna a morte.
Seconda stazione: Gesù è caricato della Croce. Questo mi fa’ andare il pensiero a quando avevo 27 anni e la malattia si è manifestata colpendo molto duro e rovesciando la mia vita. Lì sono stato caricato della mia croce.
Terza stazione: Gesù cade per la prima volta. Si, anch’io sono caduto subito dopo che mi è arrivata la croce. E anche sul Krizevac, una volta, sono caduto pochi passi dopo la partenza: a causa di un sasso sul quale sono inciampato, e di un mio aiutante che invece di guardare me stava a guardare quella che poi è diventata sua moglie.
Quarta stazione: Gesù incontra sua madre. Questa si! Qua ci siamo proprio: dopo la prima grande caduta ho trovato la Madonna ed è stato l’incontro della mia vita!
Quinta stazione: Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce. Anche qui ci siamo ma con una differenza importante: Simone era stato costretto dai soldati ad aiutare Gesù, io ho tanti aiutanti che lo fanno spontaneamente. Pochi, molto pochi, lo fanno per dovere (per lavoro). E spesso anche quelli che lo fanno per lavoro, ci mettono il cuore (in questo caso penso all’istruttore della palestra, Andrea,  alla fisioterapista, Alice, all’oculista di Conegliano dott. Romano).
Sesta stazione: Veronica asciuga il volto di Gesù: una volta mi è successo! Stavo salendo sul Krizevac e faceva caldo. Mi si è avvicinata una donna, ha preso un fazzoletto, e mi ha asciugato il sudore del viso. “Come la Veronica!” avevo pensato quella volta.
Settima stazione: Gesù cade per la seconda volta. Non serve commentare. Dico solo che non mi devo vergognare se qualche volta cado sotto il peso della mia croce. Se è caduto Gesù, cosa vuoi che pretendo di non cadere mai io?
Ottava stazione: Gesù parla alle donne che lo seguono. Qui mi viene in mente una battuta, lasciamo perdere va’! Poi, dopo la terza caduta della successiva stazione, la “mia” via crucis si separa dalla Via Crucis: nessuno mi spoglia, pianta chiodi eccetera.
Ecco, durante la Via Crucis sul Krizevac io medito tutte queste cose. Stavolta pensavo anche ad altro, fra cui l’incarico che ho ricevuto di offrire le mie sofferenze per quelli che non vogliono bene a Gesù (e aggiungo “per quelli che ancora non hanno conosciuto l’amore di Dio”). Incarico ricevuto un anno prima esattamente nello stesso giorno del lunedì dopo Pasqua!
Così arrivato in cima, ho “depositato” ai piedi della croce le mie croci, offrendole secondo l’incarico che ho ricevuto. Avevo anche altre cose importanti da “fare” lassù, non le posso raccontare, dico solo che sono importanti e hanno dato un significato ancora più speciale a questa Via Crucis sul Krizevac e a questo mio pellegrinaggio.

Sotto alla grande croce del Krizevac

 Non ho avuto nessun desiderio di piangere, stavo bene e basta. Eppure il Krizevac è più difficile della Collina delle Apparizioni, era un mio obiettivo “facoltativo e qualificante” ma comunque molo, molto importante se l’avessi raggiunto! In pratica sono riuscito a fare tutto e anche di più, con l’aiuto di Maria e dei suoi angeli della terra.
Ero preoccupato per la discesa: è più difficile e faticosa della salita anche perché non vedo dove metto i piedi, se c’è una buca ci finisco dentro; non ci sono le pause delle stazioni, ma si scende tutto d’un fiato, (fiatone). Di solito si assiste a un cambio di aiutanti: lungo la discesa si danno più volte il cambio fra loro, e io penso ogni volta: “che bravi, peccato solo che nessuno dia il cambio a me che sono stremato pieno di botte e con le caviglie dolenti per le quasi distorsioni provocate dai piedi appoggiati male e violentemente, assetato e con le braccia dolenti”. Ero preoccupato perché c’erano solo loro tre ad aiutarmi, e l’avevo confidato anche alla Madonna.
Ad un certo punto, verso metà discesa, uno sconosciuto che stava salendo assieme a un suo amico, ci ha visti e si è offerto di dare il cambio a uno dei due che mi stavano aiutando, ed è tornato giù assieme a noi! Poi è ripartito assieme al suo amico che ci aveva seguiti.
Un angelo! E’ la seconda volta che mi succede una cosa vagamente simile sul Krizevac. E’ magico! Magico al punto che a pochi passi dalla fine mi si è incastrato un piede fra due pietre, e per qualche secondo ero rimasto incastrato. Gli avevo detto (al Krizevac) “si ho capito che mi vuoi bene, ma lasciami andare. Tornerò dai!” E mi ha lasciato.
Dimenticavo di dire che anche in questo caso il clima e la luce erano perfetti per me e per i miei occhi, in più lungo la via c’erano buoni profumi di piante e fiori che ho notato bene e ogni volta che li sentivo li associavo alla primavera ma avevo anche commentato fra me e me: “ma quanto si sono profumate le donne, oggi?”.
Comunque è stato bello ed è la prima volta che faccio la via Crucis sul Krizevac con i profumi della primavera. Bello.
Il pellegrinaggio è andato benissimo, solo una cosa mi dispiaceva: che una persona a cui tengo non mi dava segnali di vita. Invece la sera dell’ultimo giorno mi è arrivato un suo messaggio molto bello, come si dice, la ciliegina sulla torta!
Il racconto finisce qui anche se non è tutto qui. Alcune cose non le posso raccontare, sono però importanti e hanno contribuito alla perfetta riuscita del mio pellegrinaggio e tutto l’insieme mi rende evidente che tutto è stato orchestrato dalla Madonna e che tutto si è sviluppato senza intoppi secondo il suo Piano (non sempre, in precedenza, è andato tutto liscio).
Concludo con il messaggio del 25 aprile 2011 (secondo giorno di permanenza a Medjugorie):
Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Fonte:https://digilander.libero.it/luis.montano/start/Medjugorie/Pasqua_2011_Medjugorie.htm

4° giorno della Novena alla Divina Misericordia - CORONCINA

Da recitare alle ore 15.00 

Quarto Giorno della Novena

Conducimi oggi quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nell'amara mia Passione e il futuro loro zelo portò consolazione al mio Cuore. Immergili nell'oceano della mia Misericordia.
O Gesù pietosissimo, che sei la luce di tutto l'universo, accogli nella dimora del compassionevole tuo Cuore le anime di coloro che non t'hanno ancora conosciuto; li illuminino i raggi della tua grazia, affinché anch'essi glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia, e non permettere che s'allontanino mai più dal tuo Cuore infinitamente misericordioso. La tua Misericordia onnipotente splenda su questa errante umanità, così che, vinta ormai l'oscurità, glorifichi il tuo amor concordemente.
 Eterno Padre, guarda con misericordia le anime di quelli che ancora non ti conoscono, perché Gesù tiene rinchiusi anch'essi nel suo Cuore. Attira verso la luce del Vangelo queste anime che ignorano la grande felicità di amarti e fa' che glorifichino tutte eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen.



 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

VIDEO: 

Lunedì dell'angelo, il significato di Pasquetta

Il lunedì dell'Angelo (detto anche lunedì di Pasqua oppure Pasquetta) è il giorno dopo la Pasqua.
Si tratta di un giorno festivo, che celebra l’incontro, avvenuto al sepolcro il giorno dopo la morte di Gesu’, tra le donne e l’Angelo.

Secondo il racconto del Vangelo, Maria Maddalena si era recata insieme ad altre donne al sepolcro dove era stato posto il corpo di Gesù Cristo, con l’intento di imbalsamarlo e ungerlo con degli oli aromatici.

Giunte davanti alla roccia che doveva chiudere la tomba, videro che essa era spostata e subito si preoccuparono e si domandarono cosa potesse essere accaduto, ma ecco che apparve loro un Angelo che subito le rassicurò: “Non abbiate alcun timore…so che state cercando Gesù il Crocifisso…ma Egli è risorto come aveva detto. Venite a vedere il luogo dove era stato deposto”.
Dopo aver mostrato loro la tomba vuota, si raccomandò che andassero a riferirlo agli apostoli ed esse così fecero.
 La Pasqua a cui i vangeli alludono è infatti la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato.
Civilmente, il Lunedì di Pasqua è un giorno festivo introdotto nel dopoguerra dalla Stato Italiano, con lo scopo di allungare la festività, ma non è un giorno di precetto, ovvero la religione cattolica non richiede l’obbligo di andare alla Santa Messa. Fanno eccezione la Germania e altri paesi germanofoni, in cui Pasquetta è festa di precetto

Una delle tradizioni della Pasquetta è (o era) quella di trascorrere la giornata facendo una gita fuori porta o una scampagnata con amici e parenti.
Perché? Cosa significa questo gesto?
Una possibile interpretazione dell’andare fuori città e magari fare un bel pic-nic all’aria aperta è quella di ricordare il viaggio, fatto da alcuni discepoli, verso Emmaus nel giorno della Resurrezione. Proprio durante quel viaggio, appena a pochi chilometri da Gerusalemme, Gesù apparve ai discepoli a dimostrazione che Egli era veramente risorto.
E proprio per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata "fuori le mura" o "fuori porta".
Un’altra possibile spiegazione, di stampo più “profano”, è da ricercare nel fatto che la Pasquetta, nella stragrande maggioranza dei casi, cade all’inizio della primavera, per cui, approfittando del clima più mite, le persone sfruttano questo giorno di festa per stare all’aria aperta.






  

domenica 21 aprile 2019

La Madonna disse: "In questi momenti della sua Resurrezione Gesù vuole darvi delle grazie..." (continua a leggere)

La Madonna disse:«Dovete essere molto allegri. Oggi Gesù è morto per la vostra salvezza. È disceso all'Inferno, ha aperto la porta del Paradiso e ha aperto la porta del Paradiso del vostro cuore; allora dovete essere allegri».
 «Alzate le vostre mani, anelate Gesù, perché Lui in questi momenti della sua Resurrezione vuole darvi delle grazie. Dico a tutti di essere entusiasti della Resurrezione di Gesù. Riflettete, riflettete su questo. Lo lodano il cielo e la terra perché è risorto». Poi, dopo un silenzio, disse: «Noi tutti nel cielo siamo allegri, però abbiamo bisogno della gioia dei vostri cuori. Il mio dono e il dono di mio Figlio Gesù che vi offriamo adesso, è questo: sarete alleggeriti nelle vostre prove. Vi saremo vicini nelle prove, vi diremo la strada di uscita, se voi ci accettate». 
  «Pregate molto, pregate domani» - cioè oggi - «che Gesù sia veramente risorto, affinché Gesù sia veramente risorto nelle vostre famiglie. Ci sono molti litigi e io li voglio trasformare nella resurrezione e nella pace. Voglio che qualche cosa sia nato nei vostri cuori. Non dite: «Adesso è finito l'anno della Redenzione e non abbiamo bisogno di pregare», anzi, rafforzate le vostre preghiere. L'anno della Redenzione sia per voi soltanto un passo nella vostra vita».
Jelena ha visto Gesù risorto e dalle sue piaghe veniva una luce brillante. Gesù benedice tutti, dicendo a tutti di rivivere le grazie e la gioia nei propri cuori in ogni momento e di dire a tutti quanti nel mondo che la salvezza viene soltanto da Lui. La Madonna disse alla fine: «Figli miei, grazie! Continuate a risvegliare la Resurrezione di Gesù in tutti gli uomini».

Poi Marijana aggiunse: «La Madonna ha detto ancora questo: «Cari figli, oggi sono molto lieta perché molti fedeli veramente hanno vissuto il Sabato Santo come io ho desiderato».  « Cari figli, nella vita voi avrete l'esperienza della luce e delle tenebre. Il Signore dà a ciascuno di riconoscere, di discernere il bene e il male. Io vi invito alla luce, che dovete portare a tutti gli uomini che si trovano nelle tenebre. Ogni giorno vengono nelle vostre case uomini che sono nelle tenebre. Date loro, cari figli, la luce. Vi ringrazio perché avete seguito la mia chiamata».
Da questo messaggio voglio dire questo: la Madonna ci invita a dare la luce a tutti coloro che si trovano nelle tenebre. Io vi dico: ogni uomo che vive sulla terra, vuole la pace, vuole l'amore, vuole la luce. Ma tutti sappiamo che non c'è ancora nel mondo molto amore, molta pace, molta riconciliazione.
E tutti noi ci domandiamo: perché? La risposta è questa: non sono molti ancora che possono darla. Da chi possiamo aspettare la pace, l'amore se non da noi che conosciamo Gesù, che conosciamo la Madonna?
Allora, quando tornate nelle vostre famiglie e nelle vostre case non cercate di essere amati, ma di amare. Non cercare la pace dagli altri, ma darla. E vedrete: tutti vogliono la pace e vogliono accettarla. E questo è il nostro dovere. Dare la luce!


“Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi.”
(Giovanni 20,21)
 A tutti gli uomini di buona volontà
Felice e benedetta Pasqua!


Buona Resurrezione

"Cristo vive e ti vuole vivo" Papa Francesco alla Benedizione Urbi et Orbi di Pasqua- VIDEO

Solenne Benedizione del Pontefice per la Santa Pasqua in Piazza San Pietro - 21 aprile 2019
  Urbi et Orbi:benedizioni pontificie ai fedeli di Roma e a quelli dell'intero mondo cattolico.
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3° giorno - Novena alla Divina Misericordia CORONCINA

DA RECITARE ALLE ORE 15.00

Terzo Giorno della Novena

Oggi conducimi tutte le anime devote e fedeli e immergile nell'oceano della mia Misericordia; esse mi confortarono lungo la Via Crucis: furono quella goccia che mi consolò nell'oceano dell'amarezza.
Misericordiosissimo Gesù, che dal tesoro della tua Misericordia elargisci sovrabbondantemente le tue grazie, accoglici dentro al tuo Cuore, che verso tutti è d'una bontà infinita, e non permettere che ne usciamo mai più. Te lo chiediamo per l'imperscrutabile amore di cui ardi verso il Padre Celeste. Non può l'uomo scrutare i tuoi portenti, nascondi al santo come al peccatore, Misericordia eterna del Signore che al cuore stringi giusti e penitenti.
Eterno Padre, guarda con misericordia le anime fedeli che sono l'eredità del tuo Figliolo, e per la dolorosa sua Passione, concedi ad esse la tua benedizione e proteggile continuamente, affinché non abbiano a perdere l'amore e il tesoro della santa fede, ma con tutta la schiera degli angeli e dei santi cantino gloria per l'eternità all'infinita tua Misericordia. Amen.


 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
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Buona Pasqua oggi, domani e sempre- VIDEO

E' risuonato l'annuncio della Pace e della Gioia - Mons. Giovanni D'Ercole augura a tutti una Serena Pasqua - 20 aprile 2019

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sabato 20 aprile 2019

"Per tutti gli scartati" - Padre Raniero Cantalamessa - Venerdì Santo

Padre Raniero Cantalamessa - Venerdì Santo 19 aprile 2019
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L'amore di Gesù e i nostri dubbi- VIDEO

Don Antonio Grappone risponde alle domande poste dai fedeli
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“Comunione” significa essere insieme, vivere insieme ed amarsi a vicenda- Mons. Hoser

L’Arcivescovo Hoser ha celebrato la Messa del Giovedì Santo ed ha lavato i piedi ad alcuni fedeli


data: 19.04.2019.
Con la Solenne Celebrazione Eucaristica che il Visitatore Apostolico per la parrocchia di Medjugorje ha presieduto la sera del 18 aprile — Giovedì Santo — presso la chiesa parrocchiale di Medjugorje, i numerosi fedeli e pellegrini presenti sono stati introdotti nel Triduo Pasquale della Passione, Morte e Risurrezione gloriosa del Signore.
Nella sua Omelia, l’Arcivescovo Hoser ha ricordato che, il Giovedì Santo, Gesù ha istituito l’Eucaristia come memoriale della sua morte e risurrezione, chiedendo ai suoi discepoli di celebrare la sua morte e risurrezione fino alla sua seconda venuta.
“Gesù stesso ha dato loro la prima Comunione e li ha ordinati sacerdoti”, ha detto Mons. Hoser, aggiungendo che il termine “comunione” (in latino “communio”) significa essere insieme, vivere insieme ed amarsi a vicenda. 
“L'amore che egli dà al nostro cuore umano ci rende capaci di amare come lui, fino a giungere all'amore verso i nemici. Innalzato sulla Croce, Gesù ha detto per i suoi uccisori: ‘Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!’. La Comunione eucaristica porta numerosi frutti: accresce la nostra unione con Cristo, ci separa dal peccato. L'Eucaristia fa la Chiesa, ci sprona all'impegno verso i poveri, ed infine, secondo le parole di sant'Agostino, è sacramento di devozione, segno di unità e vincolo d'amore“, ha detto l'Arcivescovo Hoser nella sua Omelia.
Mons. Hoser ha poi anche lavato i piedi agli “apostoli”, rappresentati da alcuni fedeli della parrocchia e delle comunità di Medjugorje, con diverse vocazioni e missioni. Tra quelle dodici persone c'era anche il parroco di Medjugorje, fra Marinko Šakota. (foto)

2° giorno - Novena alla Divina Misericordia CORONCINA

Secondo Giorno della Novena

Oggi conduci a me le anime dei sacerdoti e dei religiosi e immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi diedero la forza di reggere fino alla fine l'amarezza della mia Passione: per mezzo loro, come attraverso dei canali, la mia Misericordia scorre sull'umanità.
Gesù misericordiosissimo, dal quale proviene tutto ciò che è buono, moltiplica sulle vergini consacrate la grazia, affinché compiano le dovute opere di misericordia, e tutti coloro che le vedono glorifichino il Padre della Misericordia che è nei Cieli. Nei cuori puri alberga la sorgente che scorre al mare dell'amor divino, chiara quale rugiada del mattino, più che le stelle in Cielo risplendente.
 Eterno Padre, mira con occhio di misericordia la schiera di coloro che scegliesti a lavorare nella tua vigna, le anime dei sacerdoti e dei religiosi: dona loro la potenza della tua benedizione e, per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio in cui essi si trovano racchiusi, accorda loro il potere della tua luce, affinché sappiano guidare gli altri sulle vie della salvezza, fino a cantare insieme per l'eternità le lodi della tua imperscrutabile Misericordia. Amen.

 Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

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Il bollettino di aprile di Suor Emmanuel - MEDJUGORJE

Per entrare nel periodo di Pasqua con lo spirito giusto Suor Emmanuel come sempre ci suggerisce alcune belle riflessioni, oltre alla preghiera di Giovanni Paolo II del 30 maggio 1980, recitata ai piedi della statua di Notre Dame a Parigi
Cari figli di Medjugorje, siano lodati Gesù e Maria!
Il 2 aprile 2019, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla croce blu, circondata da un numeroso gruppo di pellegrini. Dopo l’apparizione, ci ha trasmesso questo messaggio: Cari figli, come madre che conosce i suoi figli, so che anelate per mio Figlio, so che anelate per la verità, per l’amore e per ciò che è puro e non ingannevole. Perciò io, come madre, per mezzo dell’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito a pregare con cuore puro e aperto affinché voi stessi possiate conoscere mio Figlio, il Suo amore ed il Suo cuore misericordioso. Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Lui cerca il bene in ogni anima, anche ciò che è più nascosto, per poter perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarLo, a ringraziarLo incessantemente e ad essere degni, perché Lui vi diceva le parole di Dio, le parole divine, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete con gioia, con serenità, in unione ed amore reciproco. Questo è ciò di cui oggi necessita il mondo e così sarete apostoli del mio amorecosì potrete testimoniare mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio.
La cruna dell’ago?
Stiamo entrando nella Settimana Santa e vorremmo tanto viverla intensamente con Gesù. Vorremmo più che mai essergLi vicini! Ma come possiamo avvicinarLo per poter essere dei suoi al momento della risurrezione? Come spiega San Giovanni della Croce, è difficile scalare un’alta montagna quando si è carichi di grossi pesi. San Paolo lo spiegava prima di lui, dicendo che è difficile ad un campione di corsa vincere una gara se è appesantito da qualcosa. Ma Gesù ce lo dice chiaramente nel Vangelo: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno di Dio.” (Mat. 19,24).
Per interpretare correttamente queste parole di Cristo, è necessario immedesimarsi alla sua epoca. Chi lo ascoltava, infatti, sapeva bene il significato della espressione cruna dell’ago. A Gerusalemme, esisteva infatti una porta delle mura particolarmente stretta. E’ attraverso di essa che i cammelli entravano in città, scaricando prima i pesanti carichi che trasportavano in grosse ceste sospese ai loro fianchi. Per il cammelliere, il trucco era di scaricare il carico prima dell’ingresso in città, in un luogo dove il carico veniva depositato per riutilizzarlo più tardi. Tale porta era talmente stretta che i cammelli non ci passavano se non erano scarichi. Questa porta era conosciuta dagli ebrei come appunto “la cruna dell’ago“, per quanto era stretta.
Quando Gesù diede questo insegnamento, tutti erano in grado di capire che non si può entrare nella Città Santa, simbolo del Regno di Dio, se non si rinuncia prima a tutti i propri peccati ed a tutti i propri beni, a tutto ciò che è di peso e di ingombro che impedisce di passare per la porta stretta, per questa salutare e temibile cruna dell’ago.
Oggi, il nostro mondo afferma tutto il contrario. Bisogna accumulare, bisogna arricchirsi, cercare il benessere a tutti costi, assicurarsi i beni di questa terra, talvolta inutili ma raccomandati – o addirittura imposti – dalla moda e dalla società dei consumi. Da ciò nascono tante dipendenze! Tante schiavitù! Il mondo ci fa credere che larga è la porta che porta alla salvezza, e allora perché vivere secondo i comandamenti di Dio, poiché Dio è buono e quindi tutti si salveranno, tutti andranno in paradiso!? Menzogna sottile della perfetta falsa misericordia! Satana è forte a deformare la Parola di Dio e fargli dire il contrario.
Il 2 marzo scorso, la Madonna ci ha chiesto di esaminarci: “Cari figli, vi invito a esaminarvi cominciando da mio Figlio, a guardare a Lui con il cuore ed a vedere a che punto siete e in che direzione va la vostra vita“. A che punto sono con Gesù? Sono in grado di passare per la cruna dell’ago? I miei carichi mi sono di ostacolo per raggiungere il mio amatissimo Salvatore che mi chiama con tanta insistenza?
Quando Gesù parlava alle folle e guariva i malati, moltiplicava i pani e cacciava i demoni, ero lì con lui. Quando camminava sulle acque, calmava le tempeste e realizzava pesche miracolose, ero lì con lui. Ma più tardi, quando sudava sangue per il mio peccato, quando si lasciava arrestare, legare, condannare ingiustamente e condurre verso la croce del supplizio, dov’ero sparito? Quali straordinarie ricchezze, interiori ed esteriori, mi hanno impedito di seguirlo fino in fondo, quando si trovava solo nelle mani dei suoi torturatori? Quando nessuno più lo difendeva mentre versava il suo sangue per salvarmi?
Cari fratelli e sorelle, che questa settimana santa ci porti a riesaminare la nostra vita e a lavorare per alleggerirci di quanto non passerà per la stretta porta del Cielo. Che la contemplazione affettuosa della Passione del Cristo sciolga i nostri pesanti carichi e ci permetta di celebrare con cuore libero la sua Risurrezione!
Torno da quattro belle missioni,
…in Italia, Germania, Austria e Polonia, approfittando della bassa stagione per lasciare Medjugorje. Grazie a tutti coloro che hanno pregato e pregano ancora per le missioni! Sono stupita e meravigliata di ascoltare testimonianze di taluni che hanno fatto una novena di adorazione, un digiuno particolare, delle veglie notturne o altri sacrifici perché questi viaggi missionari portino frutti duraturi nel cuore delle persone che ascoltano i messaggi. Ho percepito anche la grande fretta amorevole della Gospa, che apre delle porte inattese alle nostre testimonianze. Ma siamo troppo pochi  a testimoniare, per cui preghiamo il Padre, come ci chiede Gesù, di inviare operai alla sua messe, perché oggi più che mai, nella situazione attuale, la messe è abbondante ma gli operai sono pochi!
Prima di celebrare la risurrezione di Cristo 
…il giorno di Pasqua, non dimentichiamo soprattutto la bellissima Novena alla Divina Misericordia, dettata da Gesù stesso a santa Faustina, dal venerdì santo 19 aprile fino alla Festa della Divina Misericordia, il 28. Ecco le parole di Gesù:
Gesù mi ordina di fare una novena prima della festa della Misericordia e debbo cominciarla oggi per la conversione del mondo intero e perché venga conosciuta la Misericordia di Dio. “Percbé ogni anima esalti la Mia bontà. Desidero fiducia dalle Mie creature. Esorta le anime ad una grande fiducia nella Mia insondabile Misericordia. L’anima debole, peccatrice, non abbia timore di accostarsi a Me, ed anche se avesse più peccati di quanti granelli di sabbia ci sono sulla terra, tutto sprofonderà nell’abisso della Mia Misericordia“§1059
« Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l’eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l’eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia.
La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia ». §699 (vedi PS5).
La mia prossima diretta
… sul messaggio del 2 (in francese), avverrà il 3 maggio alle 21.00. La diretta del 3 aprile è ritrasmessa su www.enfantsdemedjugorje.fr/meddjugorje-direct-du-3-avril-2019/
Carissima Gospa, in questi giorni santi, più che mai prendiamo la tua mano di Madre per seguire con amore il tuo Figlio che ci fa passare dalla morte alla vita! Unisci i nostri cuori al tuo Cuore purissimo per adorarlo insieme a te, e consolarlo!
Suor Emmanuel +
(Tradotto dal francese)
 
Nelle lacrime, preghiamo con il nostro caro Santo Papa Giovanni Paolo II
 
Preghiera di Giovanni Paolo II, il 30 maggio 1980, a Parigi, ai piedi della statua di Notre Dame:
“Vergine Maria, nel cuore della Città
Vi preghiamo per questa capitale
Voi, l’intatta, custodite la purezza della sua fede!
Vergine Maria, da questa riva della Senna,
Vi preghiamo per la Francia
Voi, Madre, insegnatele la speranza!
Vergine Maria, in questo sommo luogo di cristianità
Vi preghiamo per tutti i popoli della terra.
Voi, piena di grazia, ottenete che siano una cosa sola nell’Amore.” Amen
Il Festival dei Giovania Medjugorje avverrà dal 1 al 6 agosto. Sbrigatevi a prenotare!
Le nostre prossime missioni ci porteranno in Spagna e Italia in settembre, ed in India in novembre. Se Dio vuole, a Hong Kong l’anno prossimo. Che le vostre preghiere ci accompagnino per una bella
missione spirituale! Grazie!
Seguite il programma della sera della parrocchia!