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martedì 25 giugno 2019

Messaggio annuale del 25 giugno 2019 dato alla veggente Ivanka

La veggente Ivanka Ivanković  ha avuto la sua apparizione "annuale" regolarmente   come ogni  25 giugno 2019.
 Durante l'ultima apparizione quotidiana,  avuta il 7 MAGGIO 1985, la Madonna le ha affidando il 10° segreto  e le ha detto che da quel momento in poi le sarebbe apparsa solo il giorno dell'anniversario il 25 giugno.

Ecco com'è andata quest'anno:
 l' apparizione è durata 4 minuti ( dalle 18:37,  alle 18:41), nella sua casa di famiglia.
era presente solo la famiglia di IvanKa. Dopo l'apparizione,la  veggente  ha detto:
La Madonna  ha dato il seguente messaggio: ",
"Figlioli, pregate, pregate, pregate."

La Madonna era gioiosa – ha precisato la veggente – e ci ha benedetti con la Sua benedizione materna.

Messaggio, 25 giugno 2019 dato alla veggente Marija - Medjugorje

Messaggio dato alla veggente  Marija 

"Cari figli! Ringrazio Dio per ciascuno di voi. In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata. Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra. Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio. Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


 

"Ecco perchè vorrei che tutto il mondo andasse a Medjugorje ! .... "

 Ogni anno sono due milioni le persone che da tutto il mondo giungono nella cittadina della Bosnia-Erzegovina che da 38 anni è associata al nome della Madonna  REGINA DELLA PACE.

 L'albero, osserva Gesù nel Vangelo, lo riconosci dai frutti. Dolci e colorati, si potrebbe aggiungere, se la pianta è buona.  Fuor di metafora, a Medjugorje i frutti sono abbondantemente segnati dalla grazia: chiesa gremita di fedeli a ogni celebrazione eucaristica, gente in coda per confessarsi, soprattutto tante conversioni. Cioè uomini e donne che decidono di cambiare vita.
Ci sono state persone che sono partite da casa con la morte nel cuore. Avete presente, quando non sai più che fare della e nella tua vita? Quando hai così tanto dolore e delusioni dentro di te che arrivi a pensare: << Ma che vivo a fare?>>     
 A Medjugorje è successo qualcosa di grande che ha cambiato completamente la vita di queste persone e le ha trasformate, oserei dire trasfigurate in persone “ nuove”. Tutto questo, non può essere stata un’illusione perché le favole durano poco!                                                                                                                                                                                                            
Ci sono state persone convinte di andare a chiedere una grazia come ultima spiaggia ma non sapevano nemmeno a “CHI” in realtà e che cosa era quel “ vento” stranissimo che trasformava tutte le cose, ma poi hanno capito bene che niente era astratto a Medjugorje ma tutto le conduceva ad una Persona! 
  
Ci sono state persone trascinate lì soltanto da un parente che dovevano accompagnare e “sedevano su di un piedistallo”,con i paraocchi per non voler vedere,mentre tutti pregavano, ma gli è bastato solamente aprire una piccola fessura nel proprio cuore per rimanere folgorati da tanta di quella Luce che gli è caduto " il velo" dagli occhi.  

  Ci sono state anche, persone che avevano dentro di loro un altro inquilino che le teneva schiave ma a Medjugorje, nulla rimane nascosto ed il male non può resistere a tanta Grazia!

A Medjugorje i ciechi sono tornati a vedere , gli afflitti hanno trovato consolazione ed i poveri in Spirito hanno ricevuto il tesoro più grande su questa terra .
Ecco perchè vorrei che tutto il mondo andasse a Medjugorje !
 Fonte:GOSPA DERUTA

Supplica alla Regina della pace per il suo 38° anniversario a Medjugorje




O Madre di Dio e Madre nostra Maria, Regina della Pace, con te lodiamo e ringraziamo Dio che ti ha donata a noi quale nostra vera Madre che ci mostri la strada della Pace e della nostra salvezza, e quale Regina che ottieni per noi dal Signore i beni della pace e della riconciliazione.
In molti modi tu ci parli, ci proteggi e intercedi per noi e con il tuo materno amore conquisti il cuore dei tuoi figli peccatori per condurli al Figlio Gesù.
Sii benedetta e ringraziata!
Come nel tuo cuore materno, o Maria, c’è spazio per tutti i tuoi figli, anche per coloro che trafiggono il tuo cuore perdendosi nel peccato, così il nostro amore possa abbracciare i fratelli, senza escludere nessuno, e diventare intercessione ed espiazione per loro.
La carità che tu, o Madre ci insegni nella preghiera ad accogliere e vivere, possa unire i tuoi figli tra loro.
Accompagnaci, o Vergine Santissima, nell’impegno della nostra conversione e santificazione quotidiana perché, aiutati da te, vinciamo il nemico delle nostre anime e dell’umanità con la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, il digiuno, la carità e la rinnovata decisione per Dio.
Il cuore della nostra pietà e di tutta la nostra vita sia il Sacrificio eucaristico del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore. Lo vogliamo frequentemente e con gratitudine ricevere nella santa Comunione, adorarlo realmente presente nel santissimo Sacramento e riparare, con fede e amore, i peccati con cui egli è offeso.
Sii tu, Maria, donna “eucaristica”, la nostra guida nel rendere santamente culto a Dio ogni giorno della nostra vita, facendo del modo di vivere di Cristo il nostro progetto di vita.
La Croce del Signore, l’albero della Vita, sia per noi salvezza, santificazione e guarigione; contemplata nel suo mistero e venerata ci porti a partecipare alla passione redentrice di Cristo, perché anche attraverso le nostre croci Dio sia glorificato.
Vogliamo vivere la nostra consacrazione a te, o Vergine Immacolata, unirci ai sentimenti e alle intenzioni del tuo Cuore di Madre della Chiesa e dell’umanità.
Vogliamo, soprattutto con la preghiera del Santo Rosario, intercedere per la pace e affidarti così le nostre vite, le nostre famiglie e l’umanità intera.
O Madre del Verbo fattosi uomo, tu ci hai donato il Cristo, nostra Via, Verità e Vita. Egli ci guida, ci illumina e ci comunica la Vita nello Spirito con la sua Parola, perciò vogliamo tenere la Parola di Dio in un posto visibile nelle nostre case come segno della Sua presenza e richiamo continuo alla lettura e, secondo il tuo esempio, Maria, nel posto più intimo del nostro cuore per serbarla, meditarla e metterla in pratica.
O Maria, Regina della Pace, aiutaci a vivere il cammino della pace, a “essere pace”, a intercedere ed espiare per la pace della Chiesa e dell’umanità, a testimoniare e donare la pace agli altri. Possa il nostro cammino di pace essere condiviso con tutti gli uomini di buona volontà.
O Madre della Chiesa che con la tua intercessione sostieni la nostra preghiera, ottieni per noi e con noi il dono dello Spirito Santo per la Chiesa, perché ritrovi la sua unità, un cuor solo e un’anima sola in Cristo, con te e con il successore dell’apostolo Pietro, per essere strumento della riconciliazione di ogni uomo con Dio e di una nuova civiltà dell’amore.
Impegnandoci a vivere secondo i desideri del tuo Cuore materno, mettendo Dio al primo posto nella nostra vita, saremo le tue “mani tese” verso il mondo non credente perché si apra al dono della fede e dell’amore di Dio.
Come non esserti riconoscenti, Maria, per tutte le grazie di vita nuova con Dio e di Pace che il Signore fa passare a noi attraverso di te, associandoti alla sua passione redentrice.
Grazie, o Madre e Regina della Pace!
La tua benedizione materna, o Maria, Madre nostra dolcissima, scenda su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie, sulla Chiesa e sull’umanità intera.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Era il 25 giugno 1981 , tutti e sei videro la Madonna - 2° giorno dell'apparizione a Medjugorje

Secondo giorno Giovedì 25 giugno 1981
"Se è la Gospa, forse ritornerà", si dicono le quattro ragazze e il giorno dopo, 25 giugno, verso le ore 18.15, Ivanka, Mirjana e Vicka si recano a chiamare Milka, la pastorella, che era con loro il giorno prima, per salire al Podbrdo. Ma la mamma dice a Milka che ha bisogno di lei in casa, e manda Marija al suo posto. Marija a quell'ora è più disponibile, perché solo più tardi dovrà preparare la cena. Ella però non va subito, ma propone a Vicka di andarla a chiamare lei e Jakov, un bimbo di appena dieci anni, nel caso in cui la Gospa ritorni. Ivanka, Mirjana e Vicka si incamminano verso la sommità della collina, seguite da un gruppo di giovani e adulti. Hanno iniziato da poco la salita quando vedono un lampo, poi subito la Signora, ma molto più in alto e questa volta senza il bambino.
Vicka non dimentica la promessa fatta all'amica, corre subito a chiamarla e poi ripercorre la pietrosa salita seguita da Marija Pavlovic. Con lei c'è anche il piccolo Jakov Colo.
Vicka raggiunge Ivanka e Mirjana e, come il giorno prima, la luminosa figura fa loro segno di avvicinarsi. Questa volta, senza esitazioni, incuranti delle pietre e dei rovi, corrono verso la cima del monte. Marija e Jakov, con passo più lento, le seguono.
Ivan Dragicevic, il sesto veggente, non è andato sulla collina con le ragazze, ma vi è salito per un'altra via con tredici amici. Solo lui però avrà l'apparizione.
Amorosa e semplice, di una bellezza indescrivibile, la Signora è li davanti a loro. Veste una lunga tunica di colore grigio argento. Sotto un velo bianco si intravedono capelli neri. Nei suoi occhi blu c'è un profondo sguardo d'amore. "E' la Gospa!" esclama Ivanka.
"Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna", dirà più volte Jakov.
I ragazzi improvvisano una preghiera molto in uso nel villaggio: sette Padre Nostro, Ave Maria e Gloria. L'apparizione prega con loro, per la prima volta, limitandosi al Padre Nostro e al Gloria (senza Ave Maria).
E' amabile e semplice, indescrivibile: meravigliosa, sorridente, gioiosa; una veste luminosa di grigio argentato, capelli neri ondulati sotto il velo bianco. Attorno alla testa le dodici stelle che nulla sostiene e nulla lega tra loro. E quegli occhi azzurri che guardano con affetto i ragazzi. Adesso si, la vedono bene.
Ivanka, orfana, osa domandare notizie della madre, Jagoda, deceduta il mese prima all'ospedale: "Come sta mia madre?".
"E' felice, sta con me", è la risposta.
La sua voce è dolce come la musica, o come campane che suonano. Tutti sentono questa domanda e la relativa risposta, eccetto Marija e Jakov. Mirjana chiede alla Madonna: "Lasciaci un segno, altrimenti crederanno che siamo delle pazze".
Nessuna risposta. Ella si limita a sorridere. "Tornerai?", chiedono ancora alla Gospa. Ella fa cenno di si con la testa. Poi dice loro: "Arrivederci, angeli miei" (appellativo familiare e tenero che si da ai bambini in Croazia).
E così, quel 25 giugno 1981, hanno visto per la prima volta l'apparizione da vicino e nettamente, nel suo splendore. La sua luce ha sigillato il gruppo dei sei, che si è definitivamente una volta per tutte. I quattro adolescenti del primo giorno: Ivanka, Mirjana, Vicka e Ivan e i due invitati da Vicka, Marija e Jakov, l'unico bambino. Sono loro che beneficeranno d'ora in poi dell'apparizione quotidiana. La Madonna chiederà loro in seguito di celebrare l'anniversario della prima apparizione, non il 24, giorno di paura, di incertezza e confusione, bensì questo secondo giorno, durante il quale essi l'hanno vista tutti e sei, hanno parlato con lei e pregato nella pace.

Ecco perchè la Madonna ha scelto il 25 giugno per celebrare l' anniversario delle apparizioni a Medjugorje

 La prima apparizione della Regina della Pace è avvenuta il 24 Giugno del 1981, ma la si celebra il 25, per volere della Madonna stessa.

 

Ultimo messaggio Madonna Medjugorje anniversario oggi 25 giugno 2017 :: Blog su Today
Il 25 giugno a Medjugorje, per tutti i fedeli del luogo, è una giornata speciale perché ricorre l’anniversario delle Apparizioni. Sono passati 38 anni da quel giorno in cui i 6 ragazzi corsero sulla collina e raggiunsero la Madonna, visibile ai loro occhi come se fosse una persona. Bellissima, estasiante, dolcissima. Da quella volta la loro vita è cambiata.
24 o 25? In realtà la Madonna cominciò ad apparire sulla Collina di Medjugorje la sera del 24 giugno di 36 anni fa. I veggenti che la videro non ebbero il coraggio di andarLe incontro, comunque quello, giorno di San Giovanni Battista, fu il primo giorno. L’anniversario delle apparizioni viene ricordato invece il 25 perchè come disse la Madonna in un suo messaggio, il 2 febbraio 1982: “Vorrei che fosse celebrata il 25 giugno. I fedeli sono venuti per la prima volta sulla collina proprio quel giorno”. Quella del 24 consideriamola festa di preparazione.



L'ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI
Janko: Vicka, dato che abbiamo parlato di tante cose, diciamo una parola anche di questo.
Vicka: Di che cosa si tratta?
Janko: Dell'anniversario delle apparizioni.
Vicka: Per questo è tutto chiaro. Si festeggia l'anniversario e basta. Ai nostri tempi si festeggiano tanti anniversari; non so perché non si dovrebbe festeggiare anche questo.
Janko: Va bene. Non meraviglia che lo si festeggi, ma sembra strano che si festeggi l'anniversario il 25 giugno e non il 24, quando la Madonna è apparsa per la prima volta.
Vicka: La Madonna ha deciso lei così.
Janko: Quando l'ha deciso?
Vicka: L'anno scorso, nel 1982. Circa un mese prima dell'anniversario, o forse più.
Janko: A chi lo ha detto?
Vicka: A noi veggenti. E noi abbiamo detto al parroco di avvertire la gente.
Janko: Tutto questo va bene. Però non mi è ancora chiaro perché la Madonna ha scelto il 25 giugno e non il 24.
Vicka:  Lo sai di sicuro e vuoi solo mettermi alla prova.
Janko: Vicka, riconosco che qualcuno ha cercato di spiegarmelo, ma voglio sentirlo dire da te.
Vicka: E va bene. Noi spontaneamente l'abbiamo chiesto alla Madonna e lei ci ha detto: «Angeli miei, non vi ricordate che il nostro vero primo incontro è stato proprio il 25 giugno? L'incontro precedente è stato solo una preparazione». Non ha risposto bene, la Madonna?
Janko: Veramente bene! E so anche, secondo quello che avete raccontato, che la Madonna è rimasta molto contenta della celebrazione dell'anniversario. Sia l'anno scorso [1982] che quest'anno [1983]. Ed aveva ragione. Io nella mia vita [è nato nel 1913] non ho mai visto tanta gente pregare così devotamente e con tanto raccoglimento, nonostante il bagno di sudore e la sete. Nessuno aveva fretta e nessuno si è mosso fino al termine della funzione. È stato semplicemente incredibile.
Vicka: Ho visto come è stato. Immagina cosa sarebbe successo se avessero anche potuto vedere la Madonna! Vedere lei è una cosa sempre piacevole; ma quando è felice, è indescrivibile. Come se tu stessi in paradiso.
Janko: E si è svolto tutto con tanta calma.
Vicka: Questo per me è un miracolo di Dio.
Janko: Davvero è stato straordinario.



Fonte:http://www.santorosario.net/apparizionimedjugorje16.htm





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lunedì 24 giugno 2019

IL PROFETA CHE ANNUNCIÒ CRISTO - ECCO CHI ERA SAN GIOVANNI BATTISTA.....

SAN GIOVANNI BATTISTA, IL PROFETA CHE ANNUNCIÒ CRISTO GIÀ NEL GREMBO MATERNO

24/06/2019  È uno dei Santi più venerati nel mondo. La Chiesa lo festeggia, come la Vergine Maria, anche nel giorno della sua nascita. La sua vocazione profetica si manifestò ancor prima di nascere attraverso segni messianici come "l'esultanza" davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta. E Cristo stesso lo definì «il più grande tra i nati da donna»

 

 

Giovanni Battista è l’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra il giorno della nascita terrena (24 giugno), oltre a quello del martirio (29 agosto). Tra le due date, però, quella più usata per la venerazione è la prima. È patrono dei monaci, battezzò Gesù nelle acque del fiume Giordano, morì martirizzato ed è chiamato il “Precursore” perché annunciò la venuta di Cristo. Celebre l’episodio in cui sussultò di gioia nel grembo della madre, Elisabetta, quando ricevette la visita di Maria.

CHI ERA GIOVANNI IL BATTISTA?

È l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. Nel Vangelo di Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta, discendeva da Aronne

LA NASCITA “MIRACOLOSA” ANNUNCIATA DALL’ANGELO GABRIELE

  
La madre Elisabetta era sterile e ormai anziana. Un giorno, mentre il marito Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguendo nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia. 

Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il “messaggero celeste”, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è nulla è impossibile a Dio”. 

Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto, declamò il bellissimo canto del “Magnificat”, per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia. Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce, la nascita avvenne ad Ain Karim a circa sette km ad Ovest di Gerusalemme, città che vanta questa tradizione risalente al secolo VI, con due santuari dedicati alla Visitazione e alla Natività.

PERCHÉ È CHIAMATO IL “PRECURSORE”?

Perché con la azione profetica e la predicazione annuncia la venuta di Gesù. Dopo la giovinezza, Giovanni si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano, con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. 

Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; e Giovanni in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano, coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato. 

Anche i soldati del re Erode Antipa, andavano da lui a chiedergli cosa potevano fare se il loro mestiere era così disgraziato e malvisto dalla popolazione; e lui rispondeva: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno e contentatevi delle vostre paghe” (Lc 3, 13). 

Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. 

E alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti disse, che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro, ma essi non lo conoscevano; aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”.

IL BATTESIMO DI GESÙ NEL GIORDANO

  
Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”. 

Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30). 

La sua missione era compiuta, perché Gesù prese ad iniziare la sua predicazione, aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; egli aveva predicato proprio per questo, preparare un popolo degno, che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione.

IL CONTRASTO CON IL RE D’ISRAELE ERODE ANTIPA

Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia Salomè. 
Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica; perché il Battesimo che Giovanni amministrava, perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio, e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.

LA DECAPITAZIONE E LA TESTA PORTATA SU UN VASSOIO

  
Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni, considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato. 

Ma per Erodiade venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente, non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia. Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.

PERCHÉ SI FESTEGGIA IL 24 GIUGNO?

Essendo la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo Gabriele a Maria.

COSA SIGNIFICA IL SUO NOME?

  
Giovanni fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna) è il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue; e tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome; come del resto il quasi contemporaneo san Giovanni l’Evangelista e apostolo, perché il nome Giovanni, al suo tempo era già conosciuto e nell’ebraico Iehóhanan, significava: “Dio è propizio”.

QUALI CHIESE CUSTODISCONO LE SUE RELIQUIE?

S. Giovanni Battista, tanto per citarne alcune, è patrono di città come Torino, Firenze, Genova, Ragusa… Per quanto riguarda le reliquie la storia è alquanto lunga e complessa. Dopo essere stato sepolto privo del capo a Sebaste in Samaria, dove sorsero due chiese in suo onore; nel 361-362 ai tempi dell’imperatore Giuliano l’Apostata, il suo sepolcro venne profanato dai pagani che bruciarono il corpo disperdendo le ceneri.

Ma a Genova nella cattedrale di S. Lorenzo, si venerano proprio quelle ceneri, portate dall’Oriente nel 1098, al tempo delle Crociate, con tutti i dubbi collegati. 

Per la testa che si trovava a Costantinopoli, per alcuni invece ad Emesa, purtroppo come per tante reliquie del periodo delle Crociate, dove si faceva a gara a portare in Occidente reliquie sante e importanti, la testa si sdoppiò, una a Roma nel XII secolo e un’altra ad Amiens nel XIII sec. 

A Roma si custodisce senza la mandibola nella chiesa di S. Silvestro in Capite, mentre la cattedrale di S. Lorenzo di Viterbo, custodirebbe il Sacro Mento.

LA SUA FIGURA NELLA STORIA DELL'ARTE

  
Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è si può dire, pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, che non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce.

Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”. 

Ciò testimonia il grande interesse, che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo, da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.

Fonte: Famiglia Cristiana

La Madonna ha scelto di apparire a Medjugorje proprio il giorno di S. Giovanni. Ecco perchè


Sono esattamente 38 anni che la Vergine Maria “ha poggiato i suoi piedi” in questo santo e scomodo luogo
Questa è la domanda che molti si pongono:
Perché la Madonna 38 anni fa ha scelto di apparire a Medjugorje proprio in questo giorno? E’ un caso o c’è una ragione?
Nella lettura tratta dagli Atti degli Apostoli di oggi, san Paolo ci ricorda la figura e soprattutto il ruolo di Giovanni il Battista – l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù che gli rese testimonianza ancora in vita – che al termine della sua missione annunciò: ”Viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”. Quanta umiltà nelle sue parole, questo riconoscersi piccolo di fronte al Cristo di cui lui è solo il precursore.
Eppure Gesù lo definirà il più grande tra i nati di donna. Giovanni è stato grande perché non ha cercato la propria gloria ma solo quella del Signore. Il profeta è colui che annuncia Qualcuno di più grande che verrà, e non cerca di emergere. Giovanni questa missione l’ha centrata appieno.
Ha cercato in tutto e per tutto di diminuire sempre più con i suoi insegnamenti e col suo esempio di vita. Era un uomo austero, esigente prima di tutto con se stesso che vestiva con peli di cammello e si nutriva di cavallette e miele selvatico; un personaggio scomodo, soprattutto per i poteri forti dell’epoca perché denunciava ciò che non era lecito, e invitava ad una conversione vera, sincera della propria vita, ad un cambiamento interiore che costa fatica, rinuncia, che ci esorta a tagliare con le nostre cattive abitudini, i nostri egoismi e sentimenti di sopraffazione sugli altri, la sete di prestigio, insomma tutto ciò che non è conforme alla volontà di Dio.

Lo stesso appello che oggi la Madonna – la Regina dei Profeti quindi annunciatrice del Signore – ci rivolge a Medjugorje con i suoi messaggi. Non può non saltare agli occhi questa particolare coincidenza: le apparizioni nel piccolo paese sperduto nei Balcani, hanno avuto inizio proprio il giorno della festa del Battista: il 24 giugno 1981. 

Sono davvero tante le analogie fra loro due.
Per cominciare Giovanni è l’unico santo di cui la Chiesa festeggia, come la Vergine Maria, sia il giorno della nascita terrena che quella in Cielo. Come Giovanni non porta a se ma a Gesù, così ’unico scopo della lunga presenza della Madonna in mezzo a noi – 38 anni –  è invitarci alla conversione del cuore, guidarci a suo Figlio e quindi alla Salvezza.
Come Giovanni ha condotto gli apostoli al Signore così Maria ci conduce a Gesù: 
“Cari figli, accogliete responsabilmente i miei messaggi e vivete i miei messaggi, perché, vivendo i miei messaggi, desidero condurvi a mio Figlio” (Messaggio 28 dicembre 2012). La Madonna ci invita ad accogliere Gesù innanzitutto nel nostro cuore:”Accogliete l’amore di mio Figlio e cancellate dal cuore la paura, il dolore, la sofferenza e la delusione” (Messaggio 2 febbraio 2008), ci invita a nutrirci del suo corpo e del suo sangue nell’Eucarestia, ad ascoltare la sua Parola, a incontrarlo nel sacramento della Confessione, ad adorarlo per poter portare Gesù agli altri, nella vostra famiglia, nel nostro lavoro, nel nostro modo di pensare, di agire, a trecentosessanta gradi nella nostra vita affinché possiamo testimoniare di essere in Lui e di vivere consapevolmente la vocazione alla santità a cui tutti siamo chiamati, religiosi e non, attraverso il Battesimo.
Come Giovanni indica in Gesù Cristo l’Agnello di Dio: ”Ecco colui che toglie il peccato del mondo!”, Colui che perdona tutti i peccati con la sua infinita misericordia, così la Madonna ha trasformato Medjugorje in un luogo di misericordia per il mondo intero – tanto che è definito il confessionale del mondo. Grazie a Maria tutti noi a Medjugorje abbiamo l’opportunità di fare esperienza di Dio Misericordioso che è Padre, sempre pronto a perdonare i suoi figli pentiti, un’esperienza d’amore che ci rinnova, ci guarisce, ci rigenera, per essere a nostra volta coloro che annunciano l’amore di Dio attraverso la nostra testimonianza di vita cristiana autentica.
Come Giovanni ha annunciato la venuta del Signore così la Madonna è venuta ad annunciare il ritorno di suo Figlio di cui parlano le scritture (Matteo 25, 31-33 / Luca 21, 24-28/ Seconda lettera ai Tessalonicesi 1:6-7..) Come Giovanni è umile così Maria è umile, anzi Lei è la più umile di tutte le creature. E’ proprio il suo farsi piccola che l’ha resa immensa e per questo Dio l’ha innalzata, l’ha fatta corredentrice dell’umanità: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. 
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”.
Come Giovanni ha difeso senza paura la famiglia a costo della sua stessa vita e ha protestato contro il re d’Israele Erode Antipa che aveva preso con se Erodiade, moglie di suo fratello, così la Madonna difende la famiglia – oggi tanto attaccata – a cui ha dato un ruolo di primo piano, è citata in ben 58 dei suoi messaggi fino ad oggi. “Decidetevi per Dio e metterlo al primo posto nella vostra famiglia” (25 dicembre 2006). Non dimentichiamo che la veggente Lucia di Fatima in una lettera al cardinale Cafarra, allora incaricato da Giovanni Paolo II di ideare e fondare il Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia, ha rivelato che lo scontro finale sarà sul matrimonio e sulla famiglia, e chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in 
tutti modi, perché questo è il punto decisivo.
Lo sappiamo, la storia si ripete, e come è accaduto duemila anni fa, quando hanno preferito mettere a tacere il Battista perché scomodo, così oggi moltissimi non vogliono dare credito alle parole della Madre di Gesù a Medjugorje e l’attaccano, altri rimangono indifferenti, altri preferiscono cercare segni esteriori, fenomenali, altri si limitano ad una pratica esteriore anziché mettersi in discussione per davvero, rimboccarsi le maniche e iniziare un lavoro su se stessi, mettendo ordine nelle propria vita.
La Madonna vuole prepararci, vuole aiutarci a fare l’esperienza dell’amore di Dio per condurci alla vita eterna, che non è fantasia, immaginazione, ma una promessa che il Signore ci ha fatto, Lui il Risorto, il figlio del Dio vivente.
 E l’eternità inizia già ora, ce la giochiamo qui sulla Terra, vale dunque la pena scommetterci tutto noi stessi.