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mercoledì 8 aprile 2020

Domani, Giovedì Santo, inizierà il SACRO TRIDUO PASQUALE, ma cosè? - ECCO LA SPIEGAZIONE

Cos'è il Triduo Pasquale?
Il Triduo Pasquale, ricco di riti e celebrazioni, costituisce per i cristiani il cuore della liturgia in quanto memoriale dell'essenza della fede in Gesù Cristo morto e risorto.
Con il termine “triduo pasquale” si fa riferimento ai tre giorni precedenti la Domenica di Pasqua, nei quali si fa memoriale della passione e morte di Cristo, prima della Risurrezione nel giorno di Pasqua.




Quest'anno : Le funzioni saranno visibili online, salta la Lavanda dei piedi, facoltativa la Via Crucis. Anche il Papa si adegua

Secondo il Rito Cattolico Romano il Triduo ha inizio con i Vespri del Giovedì Santo e la celebrazione della “Cena del Signore” e si conclude con i Vespri del giorno di Pasqua.
Le celebrazioni principali sono:
* La Messa vespertina (Cena del Signore) il Giovedì Santo;
* L’Azione liturgica il Venerdì Santo;
* La Veglia Pasquale nella notte del Sabato Santo;
* La Celebrazione della Pasqua nella giornata della Domenica.

Il Giovedì Santo inizia con la Messa del Crisma, celebrazione che si svolge al mattino e che, soprattutto per i sacerdoti, riveste una importanza notevole. Infatti, durante questa celebrazione non vengono solo benedetti gli oli santi, ma vengono anche rinnovate le promesse sacerdotali. Ogni Vescovo presiede questa celebrazione nella propria cattedrale, cui sono invitati a partecipare tutti i presbiteri.
Nel pomeriggio del Giovedì Santo, con la Messa vespertina “nella Cena del Signore”, iniziano ufficialmente i riti del Triduo Pasquale. Durante questa liturgia si compie il tradizionale rito della “lavanda dei piedi“, ricordando appunto l’ultima cena di Gesù e, soprattutto, l’istituzione dell’Eucaristia.

Il Venerdì Santo, giorno in cui si ricorda la crocifissione, morte e deposizione di Gesù, si svolge una “azione liturgica” e l’adorazione della Croce.
In questo giorno e nel giorno seguente (Sabato Santo), la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia.
Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. Si commemorano insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione.
Alla sera del Venerdì Santo si celebra tradizionalmente la Via Crucis. Per i Cattolici il Venerdì Santo è giorno di penitenza, digiuno e astinenza.

Il Sabato Santo è un giorno “a-liturgico“, cioè privo di liturgie. Non si compie nessuna celebrazione, se non alla sera la grande veglia pasquale, che S. Agostino definiva “la madre di tutte le Veglie“.
La Chiesa cattolica invita tutti i fedeli a partecipare, se possono, alle celebrazioni principali del Triduo Pasquale, cioè la Messa vespertina “in Cena Domini” il Giovedì Santo, l’Azione liturgica in chiesa il Venerdì Santo, la Veglia Pasquale il Sabato Santo, la Messa della Domenica di Risurrezione, poichè queste celebrazioni sono il nucleo più profondo della liturgia della Chiesa, e perciò sono più importanti delle altre devozioni che pure si accompagnano alla liturgia in questi giorni, come le processioni e le Via Crucis.
E’ nei giorni del Triduo che è racchiuso il cuore e l’essenza di tutta la fede Cristiana. E’ nelle celebrazioni di questi misteri la radice della fede in Gesù Cristo, che è morto e risorto per la salvezza dell’umanità.

Caratteristica delle celebrazioni del Triduo è che sono organizzate come un’unica liturgia; infatti la Messa in Coena Domini non termina con l’ite missa est (”la Messa è finita”), bensì in silenzio; l’azione liturgica del venerdì non comincia con l’usuale saluto e con il Segno della Croce e termina anch’essa senza saluto, in silenzio; infine la solenne veglia comincia in silenzio e termina finalmente con il saluto finale. Il Triduo Pasquale costituisce pertanto un’unica solennità, la più importante di tutto l’Anno liturgico cattolico; dal Gloria della messa del Giovedì a quello della Veglia le campane devono stare in liturgico silenzio; anticamente anche gli strumenti musicali dovevano tacere il Venerdì e il Sabato Santo, fino alla Veglia Pasquale, per meglio esprimere il senso penitenziale proprio di questi giorni; per questo molte composizioni di autori antichi per il Venerdì Santo furono scritte per solo coro. Oggi tuttavia è permesso l’uso degli strumenti musicali durante le celebrazioni di queste giornate, anche se solo per sostenere il canto.
Il Papa, a Roma, presiederà tutte le principali funzioni della Settimana Santa.

"Ti insegno come si recita questa cara e santa preghiera" - La Vergine della Rivelazione

Nella domenica delle Palme del 1948, mentre Bruno Cornacchiola (Tre Fontane, Roma) stava pregando nella chiesa d’Ognissanti, gli apparve nuovamente la Vergine della Rivelazione. Questa volta però aveva nelle mani la corona del rosario e subito gli disse che «è il momento che ti insegno come si recita questa cara e santa preghiera. Come ti dissi che sono frecce d’amore e d’oro che raggiungono e arrivano al cuore di mio Figlio Gesù Cristo, morto per voi e per chi crede in lui e cammina nella vera Chiesa. I nemici cercheranno di dividerla, ma la preghiera che dite con fede e amore la tiene unita, nell’amore del Padre, nell’amore del Figlio e nell’amore dello Spirito Santo». 


Ecco le sue indicazioni:

«Prendi con l’indice e il pollice il crocifisso e segnati facendo la croce sopra di te, che è una

benedizione personale. Toccandoti la fronte dirai: ‘Nel nome del Padre’; toccandoti il petto: ‘e del Figlio’; ora la spalla sinistra: ‘e dello Spirito’; e la spalla destra: ‘Santo. Amen’. Ora, tenendo sempre il crocifisso tra le due dita, che simboleggiano il Padre e il Figlio, e la mano lo Spirito Santo, dirai con vera e persuasa fede il Credo. Il Credo lo Spirito Santo lo ha dettato agli apostoli e alla Chiesa autorità visibile, perché il Credo è la verità trinitaria. Io sono in essa perché Madre del Verbo, Dio uno e trino, nel vero amore della Chiesa per la salvezza delle anime. Sono l’incarnazione dello Spirito Santo. Ora il grano più grande è per recitare la preghiera che mio Figlio insegnò agli apostoli, il Padre nostro, e nei tre grani piccoli si ripete l’angelo che mi parla, io che rispondo, Elisabetta che riconosce Dio fatto carne in me e l’implorazione fatta da voi verso di me, vostra Madre nella grazia e misericordia trinitaria. Riprendi ora il crocifisso e ripeti con me: ‘O Dio, vieni a salvarmi’; ‘Signore. vieni presto in mio aiuto’. Aggiungi un Gloria. Vedi che s’implora nel santo — così lo chiamerai da oggi in poi — rosario l’aiuto di Dio per la salvezza. È la cosa più preziosa che l’uomo deve custodire. Dando gloria alla santissima Trinità, col santo rosario, sono per voi la Calamita della Trinità, unita nell’amore del Padre e nell’amore del Figlio, generato eterno dal Padre e nel tempo da me e nell’amore dello Spirito Santo che procede e dal Padre e dal Figlio. Sono cose che ti farò capire nel tempo e con grandi sofferenze. Ogni mistero che chiarisce la vita a ogni anima spirituale dirai: ‘Nel primo mistero d’amore si contempla’. Oppure, per voi più chiaro: ‘Nel primo mistero d’amore gaudioso-doloroso-glorioso meditiamo’; ciò che si deve meditare lo prenderai dalla Parola di Dio. Così ogni giorno mediterai tutto il piano dell’economia di Dio per la redenzione dell’umanità. Così ripeterai per ogni mistero d’amore in tutta la settimana. Questo, lo ripeto, coopera molto alla salvezza delle anime, e mantiene ferrea la fede e fa vincere la lotta contro il male diabolico. Tutto quello che io domando alla santissima Trinità mi viene concesso perché sono Figlia del Padre, sono Madre del Figlio e sono Sposa immacolata dello Spirito Santo, Tempio scelto per la redenzione». (Fonte: Il veggente “I segreti dei diari di Bruno Cornacchiola” di Saverio Gaeta.)


Preghiere per il Santo Rosario

Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Inizio

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia la preghiera del Santo Rosario con il Credo, il Padre Nostro, tre Ave Maria e il Gloria.

MISTERI GLORIOSI (Mercoledì e domenica)

Fonte: medjugorje.altervista.org

PREGHIERA DEL MERCOLEDI' SANTO - SETTIMANA SANTA



Mercoledì santo: Giuda tradisce il Signore

"Nel posto dove ci troviamo, facendo bene il nostro lavoro, avendo cura della famiglia, servendo gli amici, possiamo aiutare tanta gente a essere felice..."


Il Mercoledì santo è il giorno in cui gli apostoli sono invitati a preparare la cena ebraica che ricorda la liberazione del popolo dalla schiavitù.
 
 

Vorrei, Signore, raccogliere le briciole della tua mensa. 
Oggi, Signore, voglio contemplarti mentre, seduto a mensa, permettevi che qualcuno si sedesse ai tuoi piedi, che li baciasse, li lavasse con le proprie lacrime, li asciugasse e li profumasse. E tu difendevi e proteggevi, dagli sguardi maligni, chi si avvicinava a te. Stare ai tuoi piedi e raccogliere le briciole che cadono dalla tua mensa è volontà di ricerca di grande fedeltà e di grande comunione, con te. Attenzione! Non ci sono avanzi da gettare nella casa del Signore. Egli è il restauratore. Egli è colui che fa nuove tutte le cose. Nulla e nessuno va perduto di quello che egli avvicina. Tutte le cose, tutti gli uomini occupano un posto privilegiato nella sua casa. Ogni uomo è prezioso davanti agli occhi di Dio. Egli li difende, li protegge, come la pupilla dei suoi occhi. Vorrei, Signore, raccogliere le briciole perché sono convinto che non saprei raccogliere il tuo pane. Chi può raccogliere la tua immensità? Chi può abbracciarti e comprenderti e possederti? Chi mai potrebbe essere come tu sei? Quando dico anch'io che vorrei conformarmi a te, sento Signore che la mia "forma" rimarrebbe sempre piccola e povera, così come è la mia natura o come sono i miei sentimenti. Le briciole, invece, mi si addicono, nella piccolezza e nella povertà di tutto il mio essere. Voglio raccogliere soltanto le tue briciole perché non vorrei cedere alla tentazione di nutrirmi ad altra mensa o di entrare in altre case. 
Anche i cagnolini, Signore, si cibano delle briciole 
che cadono dalla mensa dei padroni ed io, ho fame di te, delle tue briciole. 



 PREGHIAMO

O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.

Voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Oggi Ti ho incontrato, ma ho cambiato strada,
perché avevo fretta.
Ho sentito che avevi bisogno, ma mi sono voltato dall’altra parte,
per paura.
Ho visto i Tuoi occhi tristi, ma ho deviato lo sguardo,
per pigrizia.
Ogni giorno Ti tradiamo, Signore.
E Tu soffri per noi.
Ti preghiamo: perdonaci, e rendi i nostri cuori
capaci di sfruttare le infinite “seconde possibilità”
che ci offri nel tuo immenso Amore.
Affinché sappiamo amarTi ed esserTi amici
cominciando ad amare il fratello accanto a noi.


Il Mercoledì Santo ricordiamo la triste storia di uno che è stato Apostolo di Cristo: Giuda. Così ne parla S. Matteo nel suo Vangelo: Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
Perché la Chiesa ricorda questa vicenda? Perché possiamo renderci conto che tutti noi potremmo comportarci come Giuda. Perché possiamo chiedere al Signore che da parte nostra non lo tradiremo, non ci allontaneremo da lui, non lo abbandoneremo. E non soltanto per le conseguenze negative che questo potrebbe comportare per le nostre vite personali, che sarebbe già molto; ma perché potremmo trascinare altri, che hanno bisogno di essere aiutati dal nostro buon esempio, dal nostro incoraggiamento e dalla nostra amicizia.
In alcuni luoghi dell’America le immagini di Cristo crocifisso mostrano una piaga profonda sulla guancia sinistra del Signore. Si dice che rappresenta il bacio di Giuda. Tanto grande è il dolore che i nostri peccati provocano in Gesù! Diciamogli che vogliamo essergli fedeli: che non vogliamo venderlo – come Giuda – per trenta monete, per delle meschinità, quali sono i nostri peccati: la superbia, l’invidia, l’impurità, l’odio, il risentimento... Quando una tentazione minaccia di farci cadere, pensiamo che non vale la pena cambiare la felicità dei figli di Dio – tali noi siamo – con un piacere che finisce subito e lascia in bocca il gusto amaro della sconfitta e dell’infedeltà.
Dobbiamo sentire il peso della Chiesa e di tutta l’umanità. Non è stupendo sapere che ognuno di noi può influire sul mondo intero? Nel posto dove ci troviamo, facendo bene il nostro lavoro, avendo cura della famiglia, servendo gli amici, possiamo aiutare tanta gente a essere felice. San Josemaría Escrivá scrive che nel compiere i nostri doveri di cristiani, dobbiamo essere come la pietra caduta nel lago. – Produci, con il tuo esempio e con la tua parola, un primo cerchio... e questo un altro... e un altro, e un altro... Fino ad arrivare nei luoghi più remoti.
Chiediamo al Signore di non tradirlo più e di saper respingere, con la sua grazia, le tentazioni che il demonio, ingannandoci, ci dovesse presentare. Dobbiamo dire di no, decisamente, a tutto ciò che ci allontana da Dio. Così nella nostra vita non si ripeterà l’infelice storia di Giuda.
Se ci sentiamo deboli, ricorriamo al Santo Sacramento della Penitenza! Lì ci aspetta il Signore, come il padre della parabola del figliol prodigo, per abbracciarci e offrirci la sua amicizia. Viene continuamente incontro a noi, anche quando siamo caduti in basso, molto in basso. È sempre il momento di ritornare a Dio! Non reagiamo con lo scoraggiamento, né col pessimismo. Non pensiamo: che cosa mai potrò fare io, che sono un mucchio di miserie? La misericordia di Dio è più grande! Che cosa mai potrò fare io, se ogni volta cado per la mia debolezza? Il potere di Dio, che ci fa rialzare dalle nostre cadute, è ancora più grande!
Grandi furono i peccati di Giuda e di Pietro. Entrambi tradirono il Maestro: l’uno consegnandolo nelle mani dei persecutori, l’altro rinnegandolo per tre volte. Eppure, quale diversa reazione ebbero! Per entrambi il Signore aveva in serbo torrenti di misericordia. Pietro si pentì, pianse per il suo peccato, chiese perdono e fu confermato da Cristo nella fede e nell’amore; col tempo, saprà dare la vita per il Signore. Giuda, invece, non si affidò alla misericordia di Cristo. Fino all’ultimo momento gli furono lasciate aperte le porte del perdono di Dio, ma non volle oltrepassarle con la penitenza.




PREGHIERA PER IL MERCOLEDI' SANTO

Mi è capitato di pensare a Giuda. Venti secoli di arte e letteratura cristiana
si sono interrogati al suo riguardo.
Indubbiamente il peccato di Giuda è il suo grande tradimento. Ma forse i
Vangeli, più in profondità, ci dicono anche qualcosa d'altro, qualcosa
peraltro di più vicino a me ed al mio peccato.
Anche Pietro ha tradito Gesù. Ma lo chiamiamo santo, forse proprio perché
ha pianto amaramente e non ha disperato.
Giuda invece ha disperato del perdono. E si è suicidato, non dando a sé
stesso né a Dio nessuna altra possibilità.
Allora forse il peccato di Giuda, il più grave, non è l'essere caduto. E' il non
aver mai creduto che veniva data, anche a lui, la possibilità di rialzarsi.
Se è così, capisco Giuda ed il suo peccato molto meglio. E sento la sua
tentazione molto più vicina a me.
Fammi sempre sentire, Signore, che non c'è fallimento mio che tu non possa
gestire.


Oggi Ti ho incontrato, ma ho cambiato strada,
perché avevo fretta.
Ho sentito che avevi bisogno, ma mi sono voltato dall’altra parte,
per paura.
Ho visto i Tuoi occhi tristi, ma ho deviato lo sguardo,
per pigrizia.
Ogni giorno Ti tradiamo, Signore.
E Tu soffri per noi.
Ti preghiamo: perdonaci, e rendi i nostri cuori
capaci di sfruttare le infinite “seconde possibilità”
che ci offri nel tuo immenso Amore.
Affinché sappiamo amarTi ed esserTi amici
cominciando ad amare il fratello accanto a noi.


LITANIE DEL PENTIMENTO

Signore, pietà. Signore, pietà
Cristo, pietà. Cristo, pietà
Signore, pietà. Signore, pietà

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, che sei Dio. Abbi pietà di noi
Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio. Abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio. Abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio, Abbi pietà di noi

O Dio clemente, che manifesti la Tua onnipotenza e la Tua bontà abbi pietà di noi

O Dio, che pazientemente aspetti il peccatore abbi pietà di noi

O Dio, che affettuosamente lo inviti a pentirsi abbi pietà di noi

O Dio, che tanto gioisci del suo ritorno a Te abbi pietà di noi

Di ogni peccato mi pento di cuore, o mio Dio

Di ogni peccato in pensieri e parole mi pento di cuore, o mio Dio

Di ogni peccato in opere ed omissioni mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Di ogni peccato commesso contro la carità mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per ogni rancore nascosto nel mio cuore mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver accolto il povero mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver visitato l'ammalato ed il bisognoso mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver cercato la Tua Volontà
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver perdonato volentieri mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per ogni forma d'orgoglio e di vanità mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Della mia prepotenza e di ogni forma di violenza mi pento di tutto cuore, o mio Dio

D'aver dimenticato il Tuo amore per me mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Di aver offeso il Tuo Amore infinito mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Perchè ho ceduto alla menzogna e all'ingiustizia mi pento di tutto cuore, o mio Dio

O Padre, guarda il tuo Figlio morto in croce per me:
è in Lui, con Lui e per Lui che ti presento il mio cuore, pentito di averti offeso e pieno di ardente desiderio di amarti, di meglio servirti, di fuggire il peccato e di evitarne tutte le occasioni. Non rigettare un cuore contrito ed umiliato; ed io spero, con viva fiducia di essere esaudito.

PREGHIAMO:
Manda su noi, Signore, il Tuo Santo Spirito, che purifichi con la penitenza i nostri cuori, e ci trasformi in sacrificio a Te gradito; nella gioia di una vita nuova loderemo sempre il Tuo Nome santo e misericordioso. Per Cristo nostro Signore. Amen.

martedì 7 aprile 2020

Perché Giuda tradì Gesù? Anche Giuda era stato scelto.....

Nel giorno di Mercoledì della Settimana Santa la liturgia propone il Vangelo di Matteo in cui si ripercorre il tradimento di Giuda. Come è maturata questa drammatica decisione?
Ne ha parlato padre Domenico Paoletti, francescano vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi:

Fra Domenico, Giuda è stato scelto da Gesù, è stato tra gli inviati a evangelizzare. Cosa può averlo allontanato da Cristo?
“Sì, anche Giuda era stato scelto. E ci riesce difficile comprendere come Gesù, conoscitore profondo di 'ciò che vi è nel cuore di ogni uomo', possa aver lasciato che Giuda si perdesse. Gesù aveva mandato anche Giuda 'con potere e autorità' ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi (Lc 9,1-2) e Giuda, a quanto pare, non l’aveva fatto peggio degli altri; le parole di Gesù ai suoi discepoli 'siederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele' (Mt 19,28) e 'i vostri nomi sono scritti nei cieli' (Lc 10,20) sono rivolte anche a Giuda; anche Giuda è presente all’Ultima Cena… Davvero qualcosa lo allontanò da Gesù? È difficile dirlo. Storicamente di lui sappiamo poco: solo nell’imminenza della Passione compare in primo piano. Il suo nome si trova in tutte le liste dei nomi dei Dodici, in fondo e con una sinistra aggiunta fissa: 'quello che lo tradì', che è comunque una rilettura postpasquale. Nell’ultimo secolo molti autori, in termini piuttosto vaghi, hanno affermato che Giuda si attendesse un Messia di tutt’altro tipo, che Gesù avesse in qualche modo deluso le sue speranze. Ma dobbiamo ammettere che nulla di oggettivo verifica storicamente questa lettura. D’altra parte, anche gli altri discepoli della messianicità inedita di Gesù avevano capito poco. Cominceranno a comprenderla solo dopo l’esperienza di Pasqua e, soprattutto, di Pentecoste”.
Nella storia della salvezza la figura di Giuda è centrale. Fino all'ultimo Gesù lo chiama amico. Giuda era in qualche modo “obbligato” a tradire, come sostiene ad esempio il vangelo (gnostico) che porta il suo nome?
“E' vero che la figura di Giuda risulta in qualche modo centrale nella storia della salvezza, ma la sua vicenda resta un enigma, è il lato oscuro della Redenzione. Che cosa fece Giuda? Subito scatta la risposta, in automatico: tradì Gesù! Ma è sicuro? Il verbo che nel Nuovo Testamento si riferisce all’azione compiuta da Giuda nei riguardi di Gesù (paradìdomi, inf. paradidònai) significa propriamente 'consegnare', e di solito nelle altre occorrenze bibliche viene tradotto così. Non si può mettere in dubbio che Giuda abbia in qualche modo facilitato l’arresto di Gesù (il fatto che proprio uno dei Dodici avesse fatto questo non poteva certo venir inventato nella prima chiesa: era così triste, così scandaloso, che non vi era nessun interesse a inventarlo), ma 'consegnare' è altra cosa da 'tradire', ed è possibile che Giuda all’inizio pensasse di spingere Gesù a rivelarsi apertamente. Quando – quasi subito – dovette scoprire con orrore di essere stato lo strumento inconsapevole di un complotto volto a eliminare Gesù, non seppe nemmeno concepire la possibilità del perdono per quello che gli appariva come un peccato troppo grande. E così si uccise; ma, più ancora che un suicidio, il suo sembra un disperato tentativo di fare giustizia di se stesso. Di causare la morte di colui che aveva causato la morte del Maestro amato. Lei ha ricordato il Vangelo di Giuda, testo gnostico che fu portato all’attenzione del pubblico nel 2006, e implicitamente si riferiva a una frase pronunciata da Gesù che può sembrare il culmine della rivalutazione di Giuda: 'Tu sarai al di sopra di tutti loro; perché tu sacrificherai l’uomo che mi riveste'. Ciò significa, in accordo con la visione gnostica, che morire è necessario a Gesù per superare la prigionia della vita terrestre-corporea: un limite per lui, come per ogni altro essere spirituale promesso alla vita divina. Naturalmente i vangeli gnostici non possono in alcun modo essere considerati fonti storiche. Gli gnostici consideravano Gesù un Maestro di altissima sapienza, ma nei loro testi lo presentano fuori del tempo e della storia, già glorificato. Poiché disprezzano profondamente tutta la realtà materiale, non hanno alcun interesse per la vicenda terrena di Gesù e rifiutano due concetti cardine della rivelazione cristiana quali l’Incarnazione e la Resurrezione (che coinvolge e trasfigura anche la corporeità, pur se non possiamo considerarla semplice ritorno alla vita di prima)”.


Al di là di quanto raccontano i Vangeli, quali possono essere le ragioni storiche che spinsero Giuda al tradimento? Possono esserci ragioni politiche? È fondata l'ipotesi che appartenesse alla setta degli zeloti?
“Tramontata come inconsistente l’ipotesi diffusa nei secoli passati, quella secondo cui Giuda avrebbe tradito Gesù per brama di denaro o per odio incomprensibile e gratuito nei suoi confronti, nel corso del Novecento ha assunto un certo spazio la lettura politica della crisi di Giuda e l’idea che fosse uno zelota. Qualcuno anzi ha voluto leggere l’appellativo 'Iscariota', che ci è giunto in greco ma dovrebbe essere Ish-Kerioth (cioè 'l’uomo di Keriot'), come una corruzione del latino sicarius: i sicari – così chiamati dal pugnale corto (sica) di cui si servivano per i loro attentati micidiali e fulminei – erano, per così dire, l’ala armata degli zeloti. Oggi questa lettura di Giuda non da tutti gli studiosi è condivisa e comunque, ancora una volta, mancano fonti certe”. 
Anche gli altri apostoli in qualche modo hanno “tradito” il Messia: Pietro lo ha rinnegato, tutti lo hanno abbandonato, Tommaso non crede alla Resurrezione. Anche Giuda si pentì: qual è la differenza con gli altri discepoli?
“La risposta tradizionale è facile, la conosciamo bene tutti: è che Giuda si uccide perché non crede possibile un perdono per ciò che ha commesso, il suo pentimento diventa subito disperazione e quindi per lui non può esserci un 'dopo', un riscatto. Il suicidio è stato considerato un peccato aggiunto rispetto all’altro già orribile: una ratifica aggravante del tradimento, perché sottintende mancanza di fiducia in Dio. Ma il suicidio non era unanimemente condannato nel mondo antico. Secondo la Legge, poi, quando un innocente era stato messo a morte in seguito a una denuncia, la morte del denunciante, anche volontaria, era l’unica possibile riparazione”.
Sappiamo che l'unico che certamente è all'inferno è il diavolo “perché lui l’ha voluto” come ricordava Papa Francesco. Al di là delle sterili polemiche sul fatto che per il resto l'inferno sia vuoto o meno, è plausibile che Giuda si sia salvato?
“Anche se per molto tempo la dannazione di Giuda è stata considerata certa, indiscutibile, in qualche modo emblematica, è davvero difficile credere in un Dio di amore, un Dio che 'è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa', un Dio che è misericordia, e continuare a credere giusta, ovvia e indiscutibile la dannazione del dodicesimo discepolo: cioè di un uomo che, pur avendo commesso un tragico errore, amava Gesù e lo aveva seguito dagli inizi del ministero fino all’Ultima Cena, e forse riteneva di agire proprio nell’interesse della causa di Gesù, di aiutare un chiarimento, un suo confronto vincente con i capi del giudaismo. Riusciamo a immaginare la crisi terribile che si scatena quando Giuda comprende che il processo di Gesù verrà affidato all’autorità romana? Un’eventualità a cui egli forse non aveva neanche pensato, e che significava solo voler ottenere la sua condanna a morte. Papa Francesco, ricevendo in udienza il 4 gennaio di quest’anno un gruppo di orfani romeni, a uno di loro che chiedeva quale sorte sarebbe toccata a un suo amico morto, di cui un prete gli aveva detto che era morto in peccato e quindi non avrebbe potuto salvarsi, ha risposto tra l’altro: '…Nessuno di noi può dire che una persona non è andata in cielo. Ti dico una cosa che forse ti stupisce: neppure di Giuda possiamo dirlo…'. Ancora papa Francesco, in un libro sulla preghiera di recente pubblicazione (Quando pregate dite Padre nostro, Rizzoli-LEV, 2017), ricorda che nella basilica di Santa Maria Maddalena, a Vézelay in Borgogna, c’è un capitello che mostra da una parte Giuda, impiccato, dall’altra Gesù Buon Pastore, che lo carica sulle spalle e lo porta con sé. Così crediamo che lasciare aperta in chiave di speranza la riflessione su Giuda sia l’unica (non-) conclusione che, quantunque non ancora nella luce piena, non sia in contraddizione con la logica pasquale in cui ci sentiamo inseriti. Il personaggio di Giuda pone e ripropone la questione del rapporto tra amore e libertà; tra la verità evangelica – che Dio vuole la salvezza di tutti e per tutti si dona fino alla morte di croce –  e la libertà umana di scegliere.  La salvezza non cancella il dramma della libertà. E' il dramma della storia che si concentra in questa Settimana Santa. 


Andrea Acali
Fonte:https://www.interris.it/fede/perche-giuda-tradi-gesu/

Non siamo Giuda, siamo i figli che Ti amano. - Catechesi di Padre Jozo

ECCO TUA MADRE - Padre Jozo
"Gesù allora, vedendo la Madre e li accanto a Lei il discepolo che Egli amava, disse alla Madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua Madre!". E da quel momento il discepolo L'accolse nella sua casa" (Gv 19,26-27).
Ora desidero ricordarti come Cristo, prima di morire, ha detto al discepolo: "Ecco tua Madre!".
Hai fra le mani un'immagine della Regina della Pace... Desidero benedirla così nelle tue mani.
Ricordatevi che Gesù non ha detto a Giuda: li, hai tua Madre. No! Il Signore lo ha detto al discepolo che amava... Giovanni era il discepolo amato, lui era l'uomo al quale Gesù poteva affidare Sua Madre perché sapeva che Giovanni L'amava.
Accetta questa immagine con responsabilità... Di: Gesù, io amo Tua Madre... io Ti amo...
Ecco, Gesù ti affida Sua Madre! Giovanni ha accompagnato la Beata Vergine dal Calvario fino a casa sua... Oggi, la Madonna desidera tornare con te a casa tua e benedire la tua famiglia; Lei desidera insegnarti ad amare la Croce, a portare la Croce.
Ora, voglio benedire l'immagine nelle vostre mani.
Signore, grazie per la Tua Madre... grazie, Madre, per il Tuo Figlio...
Ti prego, Signore, benedici questa immagine che ho ricevuto per portarla a casa mia, nella mia vita, nella mia famiglia. Essa resterà come un segno visibile...
Benedici, Signore, questa immagine e fa' che io possa accettare con amore la responsabilità di portare a casa mia la Madonna e serbare per Lei l'amore, la devozione, la fedeltà insieme a tuffa la mia famiglia...
Benedici, Signore, tutti quelli che pregheranno davanti ad essa, fa' che siano ascoltati, esauditi, consolati... Proteggici, Gesù, con la Tua benedizione... Possano, queste immagini, essere un segno sicuro di protezione contro tuffo il male. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Osservate, ora, l'immagine con il cuore... cercate di metterla nel profondo del cuore... sulle vostre ferite perché la Madre le curi...
"Cari figli, sono la vostra Madre e vi amo tuffi... Se sapeste quanto vi amo, piangereste dalla gioia".
Cara Madre, sono Tuo figlio... Ti amo tanto!
BaciateLa sul volto perché è la vostra Madre... Non siamo Giuda, siamo i figli che Ti amano.
Voltando l'immagine, potete leggere alcune parole della Madre:"Cari figli, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi! Senza di voi, il Signore non può realizzare ciò che vuole. Cari figli, crescete di giorno in giorno attraverso la preghiera, sempre più verso Dio".
Capite che la conversione è possibile, che la conversione è la normalità. Osservate gli alberi, la natura...
Guardate come in primavera tutto si trasforma e rinasce, spuntano nuovamente le foglie, i fiori, i frutti. Allo stesso modo, potete essere rinnovati voi.
Conversione, significa tornare ad essere fecondi. Noi siamo debitori verso Medjugorje. La Beata Vergine ha Messaggi urgenti per il nostro secolo, per questa generazione. Lei, come avete letto nel retro dell'immagine, ci ha chiamati alla conversione. Se tutto il mondo ti dicesse che non puoi convertirti, che non puoi cambiare la tua vita, non credergli! La Madre di Dio ti dice: Convertiti!
Questa è la buona novella di Medjugorje: Devo e posso convertirmi!
Questo rinnovamento inizia aprendo il cuore quando incominciamo a pregare.
"Cari figli, crescete di giorno in giorno, attraverso la preghiera, sempre più verso Dio".
Durante la preghiera, l'uomo fa un passo verso Dio perciò, è importante seguire il vero cammino perché i nostri passi siano sicuri e noi siamo illuminati.
Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio (cfr.Gn 1,26)... Conversione, significa perfezionare la nostra somiglianza a Dio. L'uomo senza frutti mostra un immagine deformata. Il Signore ha bisogno della nostra trasparenza, della nostra disponibilità per realizzare il Suo progerro di salvezza. Il "fiat" della Beata Vergine è stata una magnifica risposta perché ha dato vita ad una creazione nuova. Quando una persona pronuncia il "fiat", Dio si manifesta onnipotente in essa.
Non possiamo pretendere di possedere l'onnipotenza di Dio nella nostra vita, ma il nostro dovere è di manifestare la Sua grandezza, la Sua potenza, la Sua gloria. Permettiamo che Egli faccia in noi, e attraverso noi, le Sue meraviglie. DiteGli il vostro "fiat" e permettete allo Spirito del Signore di fecondare la vostra vita!
Ricordate come quel "fico sterile" ha dato un gran dispiacere al Signore. Quando la mattina dopo sono passati per lo stesso luogo, i discepoli hanno detto: "Maestro, l'albero è morto. Il fico si è seccato" (cfr.Mc 11,21). Sì, perché non dava frutti! L'uomo che non dà frutto, non serve a niente! Io desidero che voi diate frutto. E perché sia così, bisogna convertirsi.
"Questo tempo è per voi  Questo è il momento favorevole quando la grazia è vicina. La Madonna sta intercedendo per noi. Lei desidera la nostra risposta..., ama e intercede per tutti. Dice a tutti: "Sono vostra Madre. Voi siete i miei cari figli". Si, possiamo dare al mondo questa grazia che gli manca per dare frutto. Grazie alla preghiera di alcuni, arriva ad altri la grazia divina è si diffonde per il mondo. Dobbiamo essere disponibili. Nel Messaggio di marzo, la Madonna ha detto: "Il mondo ha fame dell'amore di Dio". "Dategli voi da mangiare", ha detto Gesù ai suoi discepoli. Dopo aver nutrito la folla nel deserto, le mani di Cristo sono rimaste piene. Tutti, fino all'ultima persona, si sono saziati con quei cinque pani e due pesci che Gli aveva dato un ragazzo. Il nostro compito è distribuire il cibo che nutre.
Si, ognuno di noi deve nutrire i fratelli. Non possiamo maridire l'Amore divino... Ecco il nostro compito: distribuire il cibo per nutrire il mondo affamato di Dio!
La vigna non esiste per caso. Prima deve essere piantata e coltivata fino a quando dà il frutto per la vendemmia. Qualcuno l'ha piantata. La Chiesa è la vigna eletta. Non esiste casualmente ed è frutto prezioso del Costato di Cristo sulla Croce. Noi dobbiamo coltivarla, stimare, viverci dentro, proteggerla!
Carissimi fratelli, noi siamo un dono per la Chiesa. Ogni Movimento è una grazia, una energia nuova che attraversa il corpo della Chiesa. Si, noi possiamo cambiare il mondo perché siamo inviati. Il Signore ci invia e Lui resta con noi.
Sotto la immagine, potete vedere scritti cinque punti: sono cinque Messaggi sintetizzati con una sola parola per ricordarli.
Ieri, abbiamo parlato dei primi due: la Preghiera il Rosario e l'Eucaristia. Ora, ho appena finito di parlarvi della Croce. 


Fonte: altervista.org

Gesù sa che Giuda sta per tradirlo.- PREGHIERA PER IL MARTEDI' SANTO

MARTEDI' SANTOIl martedì la Chiesa si sofferma sulla consapevolezza di Gesù che lo tradiranno, proprio uno dei Dodici ed anche Pietro (Gv 13,21-33.36-38). 


Gesù sa bene ormai che la sua "ora", quella della morte e risurrezione, è vicina. Nel suo cuore si affollano sentimenti anche contraddittori: non vuole morire ma neppure fuggire. L'ora della sua "partenza" da questo mondo al Padre è ormai giunta: sta per lasciare questo mondo. Ma che ne sarà di quel piccolo gruppo di discepoli che ha raccolto, curato, amato, ammaestrato, continuerà a stare insieme? Gesù sa che Giuda sta per tradirlo. A questo discepolo non importa che Gesù si sia chinato per lavargli i piedi. Con quei piedi lavati, toccati e magari baciati da Gesù, Giuda sta per uscire e recarsi a tradirlo. Con una indicibile tristezza nel cuore Gesù dice a tutti: "Uno di voi mi tradirà". Lo sconcerto prende tutti. Non basta stare accanto fisicamente a Gesù, quel che conta è la vicinanza del cuore e l'adesione al suo disegno di salvezza. Anche noi possiamo vivere nella comunità dei discepoli, seguire i ritmi della vita di credenti, ma se non c'è l'adesione del cuore alla sua Parola, se non c'è la pratica concreta dell'amore per i più poveri, se non c'è la comunione con i fratelli, se non c'è l'impegno per un mondo di giustizia e di pace, il nostro cuore poco a poco si allontanerà, la nostra mente man mano si obnubilerà e non comprenderemo più il suo sogno di amore. Ovviamente, mentre si annebbia il volto di Gesù, cresce sempre più il nostro "io". Quel che era amore per Gesù si trasforma in culto per noi stessi e le nostre cose. E diviene naturale scivolare verso il tradimento. È nel cuore che si gioca la battaglia tra il bene e il male, tra l'amore e la sfiducia. E non ci sono compromessi possibili. Così accadde a Giuda. In questi giorni Gesù più che chiederci di servirlo, ci chiede di stargli accanto, di accompagnarlo, di non lasciarlo solo.


Preghiere e Meditazioni per il Martedì Santo
Concedi anche a me, oggi, di reclinare il mio capo sul tuo petto.
Dopo aver meditato sul suo silenzio, vorrei oggi contemplare il suo sguardo. Lo sguardo rivolto sulla folla stanca o sui discepoli stanchi. Egli non era stanco ma viveva della stanchezza degli altri. Si preoccupò di dare da mangiare e di farli riposare. Penso al suo sguardo sulla folla che lo ascoltava, entusiasta, mentre li vedeva allontanarsi da quel monte come pecore senza pastore, abbandonate al rischio dei falsi profeti. Penso al suo sguardo quando si alzò da terra, dove si era prostrato in preghiera, e andò verso i discepoli ai quali aveva chiesto di pregare e li trovò addormentati. Sguardi sofferenti, non tristi. La tristezza non si addice a Dio, come non si addice la sofferenza. Ma Egli, Gesù, aveva il suo sguardo sofferente perché vedeva che quegli uomini tornavano a casa senza essersi sufficientemente ristorati alla sua mensa. Rivedo e ripenso al grande sguardo di amore che egli rivolse alla Madre che stava presso la sua croce. Lo aveva seguito durante tutto il suo viaggio. Né in lui né nella Madre ci fu sguardo di sgomento o di sfiducia. Ci fu sguardo di amore, di condivisione piena, di compartecipazione. Quando c'è un ideale che spinge all'azione la sofferenza non ha senso. Quando poi si associa uno che condivide la sofferenza riparatrice, lo sguardo si allarga e va ad abbracciare tutti, anche i più lontani. Dall'alto della Croce, Egli guardò, con amore, l'universo intero, quell'universo che poi affidò al cuore della Madre. 
Rendi limpido e trasparente il mio sguardo Signore per sapere vedere soltanto Te in tutti. 
(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)


PREGHIERA PER IL MARTEDI' SANTOSignore Gesù,
grazie dei Tuoi doni e del Tuo esempio.
Fa’ che non dimentichiamo mai
che Tu ci ami per davvero.
Fa’ che le persone che incontriamo
possano vedere in noi il Tuo amore grande
Aumenta la nostra fede,
affinché il nostro amore per Te
sia proclamato dalle nostre opere,
oltre che dalla nostra bocca.

lunedì 6 aprile 2020

ULTIME NOTIZIE DA MEDJUGORJE

ULTIME NOTIZIE DA MEDJUGORJE

Cari amici sacerdoti,
poiché molti frequentatori di Medjugorje desiderano sapere com'é la situazione in quella terra benedetta, vi giro quanto mi ha risposto oggi Josip Odak prima di andare a tradurre le funzioni come ogni giorno.
Vi sarete accorti che da vari giorni non si vedono alcuni frati della parrocchia, a cominciare dal parroco fra Marinko Sakota. Il motivo é che, quando é arrivato fra Ante Kutlesa da Roma e ha contagiato Fra Tomislav Pervan e alcune Suore del convento di Miletina, é passato anche in parrocchia e hanno dovuto mettersi in quarantena.
Mons. Henryk Hoser invece era andato in Francia, poi in Polonia ed ora é rimasto bloccato là.
Tra le altre notizie che ho avuto: l'uomo ricco di Mostar che era venuto a sciare in Italia e che ha poi contagiato diverse persone di Mostar e, una volta ricoverato, anche parte del personale dell'ospedale, é poi morto, come anche altri. Pare sia piuttosto grave la situazione a Banja Luka.
Abbiamo cominciato la Settimana Santa in un modo molto speciale e con tanta tristezza, ma dobbiamo farci forza e contemplare Gesu' che, dopo la terribile passione e l'angosciante morte, é risorto! E' risorto per noi, per indicarci qual'é la nostra meta. Mi ha fatto bene l'omelia che Papa Francesco ha fatto oggi durante la la Santa Messa nella Domenica delle Palme e della Passione del Signore nella basilica di San Pietro vuota. Ne riporto qui alcune frasi:
""...Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano...,nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesu' dice a ciascuno di noi: "Coraggio, apri il cuore al mio amore; sentirai la consolazione di Dio che ti sostiene.."..Siamo al mondo per amare Lui e gli altri... Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo, ci spinge a prendere sul serio quel che é serio, a non perderci in cose di poco conto, a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull'amore....In questi giorni a casa stiamo davanti al Crocifisso. Guardate il Crocifisso, che é la misura dell'amore di Dio per noi...Chiediamogli la grazia di vivere per servire.... Amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri. La via del servizio é la via vincente che ci ha salvati e che ci salva.""
Vi auguro di cuore una santa Pasqua...comunque.
Alberto.

Fonte: Per Maria - Apostoli della Regina della Pace

PREGHIERA PER IL LUNEDI' SANTO - SETTIMANA SANTA

I giorni di questa settimana, cominciata con la Domenica delle Palme, vengono indicati con l'appellativo di "santi". Si vuole esprimere un sentimento di particolare fedeltà verso Dio, il solo santo, e si vuole anche invitare a vivere la "conformità" a Cristo Gesù con un'attenzione di grande imitazione e di totale dedizione. Ci piace oggi avvicinarci a lui e contemplarlo nel suo silenzio. È impressionante il silenzio o, meglio, la solitudine in cui visse Gesù durante tutta la sua vita sulla terra. Tutti accorrevano da lui e molti lo applaudivano. Ma lui sapeva bene che lo facevano per interesse. Avevano sempre qualcosa da chiedergli non da dargli. Quando scendeva la sera e tutti tornavano a casa, lui restava solo, sul monte o nel giardino o nel deserto. Gli altri, anche i discepoli, dormivano o litigavano pretendendo, spesso, posti d'onore. Ci impressiona il "silenzio odierno" di Gesù. Il "silenzio" a cui viene condannato da quanti che, pur avendo ricevuto da lui il compito di evangelizzatori, parlano di tante cose e non di lui e se parlano di lui lo fanno spesso da saccenti, da grandi professori. Ci sembra che Gesù nel suo silenzio ripeta: "Questo popolo mi adora con le labbra". Gesù taceva. Tacque quando lo condannarono. Tacque quando lo lasciarono solo. Tace oggi, non perché non ama ma perché rimane sempre il "servo", colui che annunzia la sua legge al mondo, ma non viene creduto né amato. Per quel Servo, chiamato Gesù, non ci fu posto nell'albergo, e non ce ne sarà mai finché gli uomini non cacceranno dalla loro casa-santuario tutti i profanatori, i venditori di futilità. Quali dolci e profondi colloqui avevi Gesù con Maria, la Madre tua piena di grazia?

Aiutami, Signore, a rimuovere la pietra sepolcrale che ostruisce la mia casa

perché tu possa entrare in me.


(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)



PREGHIERA PER IL LUNEDI' SANTO


Signore,
in questo periodo di preparazione alla Pasqua
impariamo a esserTi riconoscente per la vita che ci hai donato
sacrificandoTi sulla croce.
A volte crediamo di essere soli e deboli
nell’affrontare le difficoltà,
dimenticandoci di quanto Tu sia stato forte
nell’affrontare la Tua Passione
e di quanto Tu ci sia sempre vicino.
Preghiamo affinché, come Maria,

che ti cosparse i piedi di nardo,
possiamo ogni giorno, con piccoli gesti,
onorarTi, lodarTi e dimostrarTi
che Tu sei sempre al centro della nostra vita



... Penetra in fondo al mio Cuore... studialo: vedi quanto soffre nel trovarsi solo! Poiché tutti quelli che si dicevano miei amici mi hanno abbandonato, tutti si sono allontanati!"
Preghiera di intercessione che possiamo fare nostra ...


"Padre mio, Padre celeste! Ti offro questa tristezza e questa solitudine del cuore affinché ti degni accompagnare e sostenere le anime nel loro passaggio dal tempo all’eternità!"

"Mio Dio e Padre Mio! La mia dolorosa solitudine ti glorifichi ! La mia pazienza e la mia sottomissione ti plachino! Non colpire le anime con la tua giusta indignazione. Guarda il Figlio tuo... Vedi le sue mani legate con quelle catene con cui fui caricato dai carnefici.
In nome della pazienza ammirabile con cui sopportò tanti supplizi, perdona alle anime, sostienile, non lasciarle soccombere sotto il peso della loro debolezza.
Accompagnale nelle ore di "prigione" e dà loro forza per sopportare le pene e le miserie della vita con piena adesione alla tua santa adorabile Volontà."

La settimana Santa ai tempi del Coronavirus:«fare della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione».

È sicuramente una Settimana Santa inedita quella che stiamo per vivere. L’emergenza provocata dalla pandemia di coronavirus impedisce alle comunità cristiane in Italia di poter celebrare insieme i riti dei prossimi giorni. 


Le chiese sono aperte, ma le celebrazioni saranno in assenza totale di fedeli. Una situazione che le parrocchie italiane stanno vivendo ormai da settimane con la celebrazione delle Messe in assenza di popolo e il trasferimento, dove possibile, online di qualche azione pastorale soprattutto in questo tempo di Quaresima.
E proprio davanti alla situazione che la Chiesa sta vivendo, la Conferenza episcopale italiana, attraverso l’Ufficio liturgico ha deciso di offrire a tutti un sussidio «per non rinunciare a vivere la Pasqua, pregando e addirittura celebrando, non solo attraverso le diverse forme possibili di comunione spirituale».
Insomma la Cei mette in campo uno strumento con il quale «fare della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione». Il testo - che è scaricabile dalla home page del sito www.chiesacattolica.it; riguarda le celebrazioni della Domenica delle Palme, del Triduo pasquale e della Pasqua. A famiglie e singoli viene offerto per ognuna delle giornate uno schema di preghiera, meditazione e di gesti da compiere per porsi in comunione con l’intera Chiesa.
L’invito per ognuna di queste celebrazioni è di individuare nella propria abitazione un luogo destinato alla preghiera nel raccoglimento. Papà e mamma sono invitati a "presiedere" le celebrazioni e a fare da guide, ma anche ai figli viene chiesto di compiere gesti, che, sottolinea il sussidio, «fanno ritrovare in casa i grandi segni della liturgia».
Si inizia con la
- Domenica della Palme, in cui si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Per la celebrazione casalinga il sussidio suggerisce l’utilizzo di alcuni rametti d’ulivo (o una pianta verde), un crocifisso e una lampada. Lo schema prevede una introduzione, la recita di alcuni Salmi e poi la proclamazione del Vangelo di Matteo che parla dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Al termine una preghiera a più voci e l’invocazione finale della «benedizione del Padre». Presente anche una meditazione da leggere dopo il Vangelo.
La Bibbia, il crocifisso, un’icona della Vergine e un cero sono gli elementi utilizzati nella celebrazione per la sera del 
-Giovedì Santo, in cui si ricorda l’istituzione dell’Eucaristia. Salmi e Lettera di san Paolo ai Corinzi sono previsti all’interno dello schema di preghiera, sempre con annesso testo di meditazione.
Non molto diversa la struttura della celebrazione prevista per il  
-Venerdì Santo, giorno della morte di Gesù, culmine della sua Passione. Bibbia, cero e crocifisso sono gli elementi richiesti durante il rito. La lettura della Passione secondo il Vangelo di Giovanni può essere compiuto a più voci, anche per coinvolgere davvero tutti i componenti del nucleo familiare. Come accade nella normale liturgia della Passione, anche in questo caso il sussidio ha previsto la recita delle preghiere di intercessione, introducendo tra l’altro quella che ricorda «i poveri e i tribolati, sopratttuto nel tempo presente: Signore allontana la pandemia, scaccia la fame, dona la pace, estingui l’odio e la violenza, concedi salute agli ammalati, forza e sostegno agli operatori sanitari, speranza e conforto alle famiglie, salvezza eterna a coloro che sono morti». Al termine, prima della benedizione finale un momento di preghiera in ricordo del Battesimo.
Davvero intensa la proposta per la celebrazione della Veglia pasquale in famiglia al Sabato Santo. Si cerca di ripercorrere al meglio il cammino di questa che è «la madre di tutte le Veglie», dalla partenza della celebrazione al buio al rito del Lucernario, dalla recita dell’«Esulti il coro degli angeli» alla benedizione del fuoco. E anche in questa Veglia “casalinga” vengono proposte alcune letture prima dell’annuncio di risurrezione, sottolineato dal canto dall’Alleluja. Si prosegue con la benedizione dell’acqua con il rinnovo delle promesse battesimali. Ovviamente non sarà possibile ricevere la comunione, ma le famiglie vengono invitate a porre un pane spezzato al centro del luogo scelto per la preghiera, accanto al cero acceso, alla Bibbia e all’acqua, invocando la benedizione del Signore.
Infine ecco la Pasqua. Il sussidio propone un momento di preghiera in famiglia prima del pasto, con la recita di qualche salmo, l’ascolto del Vangelo di Giovanni sulla risurrezione di Gesù e la benedizione da parte dei genitori dei loro figli, in memoria del proprio Battesimo. Ultimo atto la benedizione della mensa «nell’attesa – sottolinea il testo offerto dalla Cei – dell’Eucaristia».
Le indicazioni alle diocesi. La Cei ha anche comunicato le indicazioni per la celebrazione della Settimana Santa a tutte le diocesi. Si tratta del recepimento delle norme previste dalla Congregazione del culto divino: si celebra in assenza di fedeli nelle parrocchie e nelle Cattedrali. Nessuna benedizione dei rami d’ulivo domani, rinvio della Messa Crismale del Giovedì Sera, niente lavanda dei piedi, e riposizione del Santissimo in forma privata, al Venerdì Santo solo la celebrazione della Passione, omissione della benedizione del fuoco nella Veglia pasquale, senza Battesimi e distribuzione dell’acqua benedetta.

Fonte:avvenire.it

domenica 5 aprile 2020

Una folla “osannante”. Ma che vuol dire “osanna”?


 Siamo nel pieno della Quaresima. Come sta andando il vostro cammino? State tenendo forte la mano di Gesù? È la cosa più importante... Lui non conta quante volte cadiamo, ma se gli tendiamo la mano per farci aiutare a riprendere la strada. E gli strumenti che abbiamo sono PREGHIERA, CARITÀ e DIGIUNO. Oggi è la Domenica delle Palme, il giorno in cui Gesù entra in Gerusalemme a dorso di un'asina passando sulla strada coperta dai mantelli del popolo che gli canta "Osanna!" 
Ma cosa significa OSANNA?

1. nella tradizione biblica ed evangelica, espressione di lode e saluto a Dio
2. grido di gioia, di esultanza: levare un osanna; gli osanna della folla

Etimologia: ← dal lat. eccl. hosanna, e questo dal gr. biblico hōsanná, che è dall’ebr. hōshá’nā ‘salvaci!’, invocazione rivolta dal popolo a gesù al suo ingresso a gerusalemme.

 La parola “Osanna” è di origine ebraica e significa “dona la salvezza”. Questa invocazione, usata pure dalla folla che acclama Gesù mentre entra a Gerusalemme, diventa anche una parola per esprimere la gioia, come se fosse un “Evviva”. Ecco cosa significa la parola “Osanna” che cantiamo nel “Santo”: vuol dire “Dai, salvaci… Su, vieni a salvarci!”. È anche un’invocazione di gioia (“Evviva”), perché quando chiediamo l’aiuto di Dio siamo certi che lui non mancherà di venirci incontro.

 Quella che chiamiamo “ La Domenica delle Palme” è la celebrazione che la comunità cristiana fa dell’episodio evangelico dell’ingresso trionfale di Gesù di Nazareth a Gerusalemme. Una folla speranzosa lo acclama come il leader che li avrebbe portati alla liberazione dal pesante giogo che li opprimeva. Di più, lo acclama come il Messia, il Cristo, il Salvatore, colui che finalmente avrebbe stabilito l’agognata shalom e le loro grida di osanna lo testimoniano.
 Gesù a Gerusalemme, acclamato come un Re