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martedì 11 febbraio 2014

Gli uomini hanno bisogno di una madre e qui la trovano.

Un vescovo canadese: "E' Dio che attira qui la gente"
Il vescovo Gerard Dionn di Edmundston (Canada) dopo la sua visita in aprile, ha detto: "Quando sentivo dire che la Vergine appariva tutti i giorni a Medjugorje da quasi diciassette anni, non sapevo se crederci o meno. Sono arrivato qui perché un gruppo di pellegrini mi voleva guida spirituale per il loro viaggio, ed è stato per me un dono davvero grande...Qui tutto mi ha colpito profondamente: è difficile trovare cose simili in altre parti. Mi ha toccato la fede della gente, lo spirito di sacrificio, la S. Messa della sera che sembrava una Pentecoste. Ho visto moltitudini di persone salire verso il monte, pregare e confessarsi. Venivano da tutte le parti del mondo. Io non posso esprimere un giudizio definitivo, ma in base ai frutti che vedo, posso dire seriamente che qui accade qualcosa di speciale. Non sono i francescani ad attirare la gente. Io sento che è una Donna che attira la gente a Medjugorje e questa Donna ispira fiducia. Gli uomini hanno bisogno di una madre e qui la trovano.
Molti che sono venuti qui più volte, nonostante il viaggio costoso, ritornati a casa, testimoniano la loro fede con sempre nuovo ardore. Io credo che la Madonna appaia qui. Non saprei spiegare altrimenti il fenomeno che qui si vive. Non può essere satana, non può essere una truffa, perché la gente si può ingannare per un po' di tempo, ma non per anni: e sono milioni di persone. Sono i frutti così buoni a far capire che qui accade qualcosa di grande".  - Eco di Maria nr. 139

Bernadette scrisse una lettera a Papa Leone XIII per sottoporgli dei messaggi della Madre di Dio per il nostro secolo.



Le apparizioni sono tra le più famose riconosciute dalla Chiesa cattolica, che ha anche riconosciuto ufficialmente come miracolose 68 guarigioni, fra quelle che si sarebbero verificate tra gli ammalati recatisi a Lourdes in pellegrinaggio. L'11 febbraio 1858, Bernadette, sua sorella Antonietta, e la loro amica Giovabnna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso il "luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla Grotta di Massabielle, Antonietta e Giovanna attraversano l'acqua ghiacciata del torrente. Bernadette, a causa della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E' in quel momento che "sente un rumore come un colpo di vento", ma "nessun albero si muove". "Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride". E' la prima apparizione di Nostra Signora.
C’è un ulteriore grande elemento che non può essere lasciato nel dimenticatoio.
Nel 1879 Bernadette ha scritto a Papa Leone XIII per sottoporgli dei messaggi della Madre di Dio per il nostro secolo. Di queste cinque profezie, quattro si sono già realizzate. La lettera considerata persa per 120 anni, è stata ritrovata dal Padre francese Antoine La Grande, in Vaticano, mentre cercava dei documenti sui miracoli di Lourdes.
Questa lettera al Papa, scritta da Bernadette proprio prima della sua morte, comprende cinque messaggi della Santa Vergine riguardanti gli avvenimenti del nostro secolo e l’avvenire dopo l’anno 2000. Il contenuto della lettera non è mai stato pubblicato e le persone in Vaticano dicono che era stata smarrita. Il Padre La Grande ha scoperto questo scritto il dicembre 1998, in un armadio metallico, nei sotterranei della biblioteca vaticana. Si tratta di cinque pagine, separate, e su ogni pagina si trova una rivelazione.
1.      La prima profezia parla soprattutto dello sviluppo del Santuario di Lourdes, dopo la morte di Bernadette: descrive l’espansione di Lourdes come luogo di pellegrinaggio e l’efficacia della celebre sorgente guaritrice.
2.      Questo messaggio annuncia una serie di importanti scoperte scientifiche, come l’utilizzazione dell’energia elettrica, la lampadina elettrica, il grammofono ed altri apparecchi elettrici.
3.      La terza profezia si riferisce alla presa del potere, in Germania, da parte di Hitler e al Nazismo: a causa di questo, negli anni ’30 si sarebbe prodotta una cosa terribile che sarebbe sfociata in una guerra nella quale, quasi tutte le nazioni, avrebbero preso parte.
4.      Gli sforzi degli uomini per viaggiare nello spazio sono annunciati nel quarto messaggio (annunciati ugualmente nel messaggio di Amsterdam). Intorno agli anni ’70, gli Americani riusciranno ad atterrare sulla luna. Profezia realizzata nel 1969, quando l’americano Neil Armstrong calcò, per la prima volta, il suolo lunare.
5.     L’ultima profezia, la più lunga di queste predizioni, eccola: “Sua Santità, la Santa Vergine mi ha detto che con la fine del XX secolo arriverà anche la fine della scienza. Una nuova era di fede avrà inizio su tutta la terra. Verrà data la prova che fu Dio a creare il mondo e l’uomo. Sarà l’inizio della fine della scienza nella quale gli uomini non crederanno più. Milioni di uomini torneranno di nuovo a Cristo e la potenza della Chiesa sarà più grande che mai. La ragione, per cui molti uomini non confideranno più negli scienziati, sarà l’attitudine arrogante di questi uomini di scienza che lavorano alla realizzazione di una creatura derivata dall’incrocio fra l’uomo e l’animale. Gli uomini sentiranno allora, nel profondo del loro cuore, che questo non può essere giustificato. In un primo tempo non ci si saprà opporre alla realizzazione di questi mostri, ma gli scienziati saranno finalmente scacciati, come si scaccia un’orda di lupi. Alla vigilia dell’anno 2000 si assisterà ad uno scontro fra gli adepti di Maometto e le Nazioni cristiane. Una terribile battaglia avrà luogo, nella quale 5.650.451 soldati perderanno la vita, e una bomba fortemente distruttrice sarà lanciata su una città della Persia (dal 1935=IRAN). Ma alla fine vincerà il segno della croce e tutti i mussulmani si convertiranno al Cristianesimo. Seguirà un secolo di pace e felicità, poiché tutte le Nazioni deporranno le armi. Ne conseguirà una grande ricchezza, poiché il Signore espanderà la sua benedizione sui credenti. Su tutta la terra nemmeno una sola famiglia rimarrà nella povertà e nella fame. Dio darà, a un uomo su dieci, il potere di guarire le malattie di coloro che chiederanno, per questo, aiuto. In seguito a questi miracoli, si sentiranno le grida di un gran numero. Il XXI secolo sarà chiamato “Seconda Era d’Oro dell’Umanità” ("Prima Era d'Oro dell'Umanità": Incarnazione, Passione, Morte, Risurrezione e Glorificazione di Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo).

Per celebrare il primo anniversario della conclusione del pontificato di Papa Benedetto XVI (28 febbraio 2013-2014),

Sul web l’invito a celebrare con la preghiera il primo anniversario di fine pontificato di papa Ratzinger

UnaGiornata di preghiera per Benedetto, con Benedetto. E’ un modo – spiegano gli organizzatori – per ricordare e celebrare la storica rinuncia al ministero petrino di Papa Ratzinger, pregando con e per Benedetto.


Chiunque potrà prendere parte alla preghiera in qualsiasi  momento della giornata (28 febbraio prossimo): offrendo una particolare intenzione per il Pontefice emerito, partecipando alla celebrazione eucaristica nella propria parrocchia, fermandosi per una breve preghiera personale, oppure scegliendo uno dei momenti in cui Benedetto XVI è solito fermarsi a pregare durante il giorno (7.00 Santa Messa / 7.30 Lodi Mattutine, Ufficio delle Letture e Ora Media / 12.00 Angelus e Ora Media / 15.00 Ora Media Rosario / 18.00-19.00 Vespri / 22.30 Compieta), per condividere interiormente – in comunione con il Papa emerito – un momento di orazione ecclesiale. Inoltre – spiegano gli organizzatori di questa iniziativa – “verrà preparato un opuscolo (scaricabile online) con i testi di tutte le preghiere del giorno, insieme a una speciale recita del Rosario, con le meditazioni sui misteri tratte dal Magistero di Benedetto XVI”.

 “I signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”, aveva detto Benedetto XVI nel corso del suo primo saluto da Pontefice, il 19 aprile 2005. Otto anni dopo, dalla loggia centrale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il 28 febbraio 2013, Papa Ratzinger si congedava dalla folla di fedeli con queste parole: “Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia”.

 Il Papa teologo sceglieva così – come dimora permanente, in questa ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla terra – la preghiera e la meditazione. “Il Signore mi chiama a «salire sul monte», a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze”.

 La storica data del 28 febbraio – che rendeva esecutiva la rinuncia al ministero petrino annunciata da Benedetto XVI l’11 febbraio 2013 – sembrava destinata al triste ricordo di un pontificato interrotto. Oggi, anche se è appena trascorso un anno, con un senno di poi consapevole e maturo, guardiamo a questo particolare evento con maggiore serenità e in spirito di cristiana obbedienza alla volontà di Dio.

 A pochi giorni dal congedo, incontrando i parroci e il clero romano, Benedetto XVI, il 14 febbraio 2013 aveva detto: “Io sono molto grato per la vostra preghiera, che ho sentito – l’ho detto mercoledì – quasi fisicamente. Anche se adesso mi ritiro, nella preghiera sono sempre vicino a tutti voi e sono sicuro che anche voi sarete vicini a me, anche se per il mondo rimango nascosto”.

Ecco l'invito: https://www.facebook.com/events/1452172641671690/

A volte è necessario credere che il caso non esiste. Quel giorno coincide con la Madonna di Lourdes

Il 2013 è all’insegna del grande cambiamento: Il Papa si è dimesso, l’attuale momento economico e politico dell’intero Paese è in profonda crisi. Tra qualche giorno ci sarà un nuovo Governo. Per Pasqua un nuovo Papa. C’è senz’altro un rinnovamento e si può e deve contribuire a far sì che avvenga nella maniera più radicale possibile perché se non si cambia rotta, oltre ad una crisi nella fede si rischia di sprofondare in una profonda catastrofe globale. Per questo motivo, bisogna dare adesso un messaggio di speranza, ricordando i messaggi che solo la nostra memoria può far riaffiorare al momento giusto.
A volte è necessario credere che il caso non esiste. Papa Benedetto XVI aveva indetto per quest’anno “l’anno della Fede”. Il Papa lascerà il pontificato alle ore 20 del 28 febbraio 2013. Lo ha deciso l’11 febbraio. Non è un giorno a caso perché coincide con la festa liturgica della Madonna di Lourdes, nell’anniversario delle più celebri apparizioni mariane. Il giorno del suo compleanno, il 16 aprile, coincide con la nascita al Cielo di Bernadette Soubirous. Il 19 aprile giorno dell’ inizio del suo pontificato coincide con il funerale della santa dei Pirenei. E per volontà di Giovanni Paolo II dal 1992, l’11 febbraio per la Chiesa è anche la Giornata mondiale del malato. A Lourdes, tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858, la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni della Madonna, in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle.

È la prima Apparizione di Nostra Signora - 11 febbraio 1858 - Madonna di Lourdes

 L'11 febbraio 1858, Bernardetta, sua sorella Antonietta e la loro amica Giovanna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso "il luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla  Grotta di Massabielle. Antonietta e Giovanna attraversano l'acqua ghiacciata del torrente. Bernardetta, per il problema della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E’ in quel momento che “sente un rumore come un colpo di vento", ma "nessun albero si muove". "Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride". È la prima Apparizione di Nostra Signora.

Al tempo di Bernardetta, la Grotta era un luogo sporco, oscuro, umido e freddo. Si chiamava questa Grotta " Grotta dei maiali", perché era il luogo dove si conducevano i maiali. È in questo luogo che Maria, tutto biancore, tutta purezza, segno dell'amore di Dio, cioè segno di ciò che Dio vuole fare in ciascuno di noi, ha voluto apparire. C'è un contrasto immenso tra questa Grotta oscura, umida, e la presenza di Maria Vergine, "l'Immacolata Concezione". Questo ci richiama il Vangelo: l’incontro tra la ricchezza di Dio e la povertà dell'uomo. Il Cristo è venuto a cercare ciò che era perduto.
A Lourdes, Maria è apparsa in una Grotta sporca ed oscura, in questo luogo che si chiama Massabielle, la vecchia roccia, per dirci che Dio viene a raggiungerci dovunque siamo, nel pieno delle nostre miserie, di tutte le nostre cause perse. La Grotta non è soltanto il luogo dell'evento, un luogo geografico, è anche un luogo dove Dio ci da un segno per svelarci il suo cuore ed il nostro cuore. È un posto dove Dio ci lascia un messaggio che non è diverso che quello del Vangelo. Dio viene a dirci che ci ama - ecco tutto il contenuto del "Messaggio di Lourdes" -, e che ci ama così come siamo, con tutti i nostri successi, ma anche con tutte le nostre ferite, le nostre fragilità, i nostri limiti.
La prima apparizione
Bernardetta scrisse più volte di sua mano una relazione sulle apparizione. La prima relazione da lei scritta, è quella rilasciata a P. Gondrand il 28 maggio 1861, la seconda venne scritta all'inizio del 1864, ed è il racconto più completo. Il 22 agosto del 1864 ne scrisse una per il Rev. Bonin; il 20 novembre 1865 ne scrisse una per un'amica della signora Ida Ribettes: nel retro dello stesso foglio Bernardetta, a pochi giorni di distanza, tracciò una nuova relazione. Il 12 maggio 1866 nel suo diario colmò le lacune dell'ultima narrazione.

Un giorno (giovedì grasso, 11 febbraio 1858), recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. (1)
Vidi in una delle aperture della roccia soltanto un cespuglio agitarsi come se ci fosse un forte vento. Quasi al medesimo tempo uscì dall'interno della grotta un chiarore d'oro(2); poco dopo, una Signora giovane e bella, soprattutto bella, come non ne avevo mai visto, venne a collocarsi all'ingresso dell'ogiva, sopra il cespuglio.
Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d'oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. (3)
La stoffa del velo e del vestito non si può paragonare con nulla che si vede sulla terra. (4)
Era circondata da una luce simile al sole, ma dolce alla vista. (5)
Subito mi guardò, mi sorrise, e mi fece segno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non saper più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo. Senza rendermi conto di ciò che facevo, presi il rosario dalla tasca e mi misi in ginocchio. La Signora approvò con un cenno del capo e prese fra le dita la corona del rosario che teneva sul braccio destro. Quando volli iniziare la recita del Rosario e portare la mano sulla fronte, il mio braccio restò come paralizzato e solamente dopo che la Signora si fu segnata potei fare anch'io come lei. La Signora mi lasciò pregare da sola; faceva sì passare fra le dita i grani del rosario, ma non parlava; soltanto alla fine di ogni decina s'accompagnava con me nel dire: Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. (6) Quando il Rosario fu recitato, la Signora rientrò all'interno della roccia e il chiarore d'oro scomparve con lei”. (7)
“Questa luce veniva prima e rimaneva un po' dopo”. (8)
Jean Baptiste Estrade, che abitò a Lourdes in qualità di esattore delle imposte, riporta anche queste parole udite più volte da Bernardetta:
“Ha l'aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. E' vestita di bianco, con una fascia azzurra che scende lungo l'abito. Porta sulla testa un velo ugualmente bianco, che lascia scorgere appena i suoi capelli e ricade all'indietro fino al disotto della fascia. I piedi sono nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell'abito, eccetto all'estremità dove brilla su ciascuno di essi una rosa d'oro. Porta sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d'oro lucente, come le due rose dei piedi”. (9) La Signora aveva gli occhi azzurri. (10)
Importanti sono le informazioni che mons. Bourret, vescovo di Rodex, ottenne da Bernardetta, il primo giorno di settembre del 1877, che secondo il Vescovo sorpassavano tutti i racconti che aveva letto:
“Vedevo una luce sfolgorante...Ma una luce come non ce ne sono sulla terra, nemmeno quella del sole. Vedevo un volto meraviglioso, ma non come ce ne sono su questa terra. Era corporale e non lo era. Udivo una voce melodiosa e guardavo senza rendermi conto di tutto ciò. Mi trovavo bene là e quando finiva la mia vista restava oscurata, come quando si entra in una stanza dopo aver fissato il sole”. (11)
La durata dell'apparizione fu di poco più del tempo per recitare il Rosario.
La contemplazione dei misteri venne infusa a Bernardetta dallo Spirito Santo. Niente sappiamo di questa azione interiore. Bernardetta non ne parlò, ma non è da porre in incertezza.
 
1)Lettera scritta da Bernardetta a P. Gontrand, 28 maggio 1861. E' la prima relazione scritta.
2)Estrade dice “una nube color oro”: “Le apparizioni di Lourdes” di Jean Baptiste Estrade, con note critiche di Giulio Giacometti. ed. Paoline, 1978,  pag 82.
3)Lettera scritta da Bernardetta a P. Gontrand, 28 maggio 1861.
4)Interrogatorio con padre Cros 30 gennaio 1979. Riportato in René Laurentin, “Bernardetta vi parla”, ed. Paoline, 1979, pag 457.
5) Dal colloquio di Marie De Cornulier Luciniére del 10 maggio 1859. In René Laurentin, op. citata, pag 151.
6) Questa preghiera in latino è riportata da Estrade (pag 79-81). L'autore afferma formalmente che tutta la narrazione l'ha udita più volte da Bernardetta. Questa testimonianza è molto preziosa perché dice che Bernardetta alla grotta recitava il rosario in latino, secondo quanto avveniva alla sera in famiglia, e la Vergine diceva conseguentemente il gloria in latino. A questa testimonianza della recita a Lourdes delle preghiere in latino si aggiunge quella personale di Estrade (op. citata pag 225). Egli disse al curato che un giorno la processione e la cappella si sarebbero fatte: “Ci dirigeremo verso la cappella di Massabielle, cantando: Sancta Maria e sarò felice di rispondervi: Ora pro nobis”.
7) Estrade dice “la nube d'oro”, op. citata, pag. 82.
8) Interrogatorio di mons. Laurence del 7 dicembre 1960, citato in “Bernardetta vi parla” , pag 192.
9) Estrade, op. citata, pag. 83.
10)Dal lavoro integrativo delle sei relazioni di Bernardetta di René Laurentin, riportato da Giulio Giacometti, in “Le apparizioni di Lourdes” di Jean Baptiste Estrade,  pag  27-36; in specifico pag 33.
11)René Laurentin, op. citata, pag. 414.
 
Note
Il roseto selvatico: Il cespuglio era un roseto selvatico, con tutta probabilità una rosa canina che si radicava nel livello base della grotta, raggiungendo il livello inferiore dell'ogiva o nicchia, e i suoi lunghi sarmenti cadevano in basso. Nel poco terreno accumulatosi alla base dell'ogiva non poteva radicarsi un roseto selvatico che ha profonde radici. Essendo inverno le foglie non potevano che essere cadute. La rosa canina è molto spinosa. Il roseto venne ben presto tagliato in pezzetti da pellegrini desiderosi di reliquie.
Il muschio: A Bernardetta, nell'interrogatorio di padre Dominique Mariote del 12 agosto 1859, fu rivolta questa domanda: “Dove aveva i piedi la santa Vergine? Nell'aria, o sulla terra?” Risp: “Sul muschio, signor abbé”. “E dove la vedevate?”. Risp:  “Nel luogo dove ci sono un rosaio e dei rovi”. Il terreno accumulato dal vento alla base dell'ogiva era ricoperto di muschio. Nel (1959/60) il muschio e la terra dell'ogiva vennero asportati dai pellegrini e non rimase che la nuda roccia. Nel 1863 venne collocata nell'ogiva una piccola immagine della Madonna con fioriera; a questo scopo venne riportata nell'ogiva della terra per stabilire il piano d'appoggio.
 

lunedì 10 febbraio 2014

L' 11 febbraio del 2012 Papa Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni

Benedetto XVI si dimette: cronaca di una giornata che passerà alla storia

Il suo discorso:

 "Sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato"


 Questa la sua dichiarazione resa stamani durante il Concistoro per tre canonizzazioni, secondo quanto riportato da Radio Vaticana:
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli,
vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.