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martedì 11 febbraio 2014

Gli uomini hanno bisogno di una madre e qui la trovano.

Un vescovo canadese: "E' Dio che attira qui la gente"
Il vescovo Gerard Dionn di Edmundston (Canada) dopo la sua visita in aprile, ha detto: "Quando sentivo dire che la Vergine appariva tutti i giorni a Medjugorje da quasi diciassette anni, non sapevo se crederci o meno. Sono arrivato qui perché un gruppo di pellegrini mi voleva guida spirituale per il loro viaggio, ed è stato per me un dono davvero grande...Qui tutto mi ha colpito profondamente: è difficile trovare cose simili in altre parti. Mi ha toccato la fede della gente, lo spirito di sacrificio, la S. Messa della sera che sembrava una Pentecoste. Ho visto moltitudini di persone salire verso il monte, pregare e confessarsi. Venivano da tutte le parti del mondo. Io non posso esprimere un giudizio definitivo, ma in base ai frutti che vedo, posso dire seriamente che qui accade qualcosa di speciale. Non sono i francescani ad attirare la gente. Io sento che è una Donna che attira la gente a Medjugorje e questa Donna ispira fiducia. Gli uomini hanno bisogno di una madre e qui la trovano.
Molti che sono venuti qui più volte, nonostante il viaggio costoso, ritornati a casa, testimoniano la loro fede con sempre nuovo ardore. Io credo che la Madonna appaia qui. Non saprei spiegare altrimenti il fenomeno che qui si vive. Non può essere satana, non può essere una truffa, perché la gente si può ingannare per un po' di tempo, ma non per anni: e sono milioni di persone. Sono i frutti così buoni a far capire che qui accade qualcosa di grande".  - Eco di Maria nr. 139

Bernadette scrisse una lettera a Papa Leone XIII per sottoporgli dei messaggi della Madre di Dio per il nostro secolo.



Le apparizioni sono tra le più famose riconosciute dalla Chiesa cattolica, che ha anche riconosciuto ufficialmente come miracolose 68 guarigioni, fra quelle che si sarebbero verificate tra gli ammalati recatisi a Lourdes in pellegrinaggio. L'11 febbraio 1858, Bernadette, sua sorella Antonietta, e la loro amica Giovabnna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso il "luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla Grotta di Massabielle, Antonietta e Giovanna attraversano l'acqua ghiacciata del torrente. Bernadette, a causa della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E' in quel momento che "sente un rumore come un colpo di vento", ma "nessun albero si muove". "Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride". E' la prima apparizione di Nostra Signora.
C’è un ulteriore grande elemento che non può essere lasciato nel dimenticatoio.
Nel 1879 Bernadette ha scritto a Papa Leone XIII per sottoporgli dei messaggi della Madre di Dio per il nostro secolo. Di queste cinque profezie, quattro si sono già realizzate. La lettera considerata persa per 120 anni, è stata ritrovata dal Padre francese Antoine La Grande, in Vaticano, mentre cercava dei documenti sui miracoli di Lourdes.
Questa lettera al Papa, scritta da Bernadette proprio prima della sua morte, comprende cinque messaggi della Santa Vergine riguardanti gli avvenimenti del nostro secolo e l’avvenire dopo l’anno 2000. Il contenuto della lettera non è mai stato pubblicato e le persone in Vaticano dicono che era stata smarrita. Il Padre La Grande ha scoperto questo scritto il dicembre 1998, in un armadio metallico, nei sotterranei della biblioteca vaticana. Si tratta di cinque pagine, separate, e su ogni pagina si trova una rivelazione.
1.      La prima profezia parla soprattutto dello sviluppo del Santuario di Lourdes, dopo la morte di Bernadette: descrive l’espansione di Lourdes come luogo di pellegrinaggio e l’efficacia della celebre sorgente guaritrice.
2.      Questo messaggio annuncia una serie di importanti scoperte scientifiche, come l’utilizzazione dell’energia elettrica, la lampadina elettrica, il grammofono ed altri apparecchi elettrici.
3.      La terza profezia si riferisce alla presa del potere, in Germania, da parte di Hitler e al Nazismo: a causa di questo, negli anni ’30 si sarebbe prodotta una cosa terribile che sarebbe sfociata in una guerra nella quale, quasi tutte le nazioni, avrebbero preso parte.
4.      Gli sforzi degli uomini per viaggiare nello spazio sono annunciati nel quarto messaggio (annunciati ugualmente nel messaggio di Amsterdam). Intorno agli anni ’70, gli Americani riusciranno ad atterrare sulla luna. Profezia realizzata nel 1969, quando l’americano Neil Armstrong calcò, per la prima volta, il suolo lunare.
5.     L’ultima profezia, la più lunga di queste predizioni, eccola: “Sua Santità, la Santa Vergine mi ha detto che con la fine del XX secolo arriverà anche la fine della scienza. Una nuova era di fede avrà inizio su tutta la terra. Verrà data la prova che fu Dio a creare il mondo e l’uomo. Sarà l’inizio della fine della scienza nella quale gli uomini non crederanno più. Milioni di uomini torneranno di nuovo a Cristo e la potenza della Chiesa sarà più grande che mai. La ragione, per cui molti uomini non confideranno più negli scienziati, sarà l’attitudine arrogante di questi uomini di scienza che lavorano alla realizzazione di una creatura derivata dall’incrocio fra l’uomo e l’animale. Gli uomini sentiranno allora, nel profondo del loro cuore, che questo non può essere giustificato. In un primo tempo non ci si saprà opporre alla realizzazione di questi mostri, ma gli scienziati saranno finalmente scacciati, come si scaccia un’orda di lupi. Alla vigilia dell’anno 2000 si assisterà ad uno scontro fra gli adepti di Maometto e le Nazioni cristiane. Una terribile battaglia avrà luogo, nella quale 5.650.451 soldati perderanno la vita, e una bomba fortemente distruttrice sarà lanciata su una città della Persia (dal 1935=IRAN). Ma alla fine vincerà il segno della croce e tutti i mussulmani si convertiranno al Cristianesimo. Seguirà un secolo di pace e felicità, poiché tutte le Nazioni deporranno le armi. Ne conseguirà una grande ricchezza, poiché il Signore espanderà la sua benedizione sui credenti. Su tutta la terra nemmeno una sola famiglia rimarrà nella povertà e nella fame. Dio darà, a un uomo su dieci, il potere di guarire le malattie di coloro che chiederanno, per questo, aiuto. In seguito a questi miracoli, si sentiranno le grida di un gran numero. Il XXI secolo sarà chiamato “Seconda Era d’Oro dell’Umanità” ("Prima Era d'Oro dell'Umanità": Incarnazione, Passione, Morte, Risurrezione e Glorificazione di Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo).

Per celebrare il primo anniversario della conclusione del pontificato di Papa Benedetto XVI (28 febbraio 2013-2014),

Sul web l’invito a celebrare con la preghiera il primo anniversario di fine pontificato di papa Ratzinger

UnaGiornata di preghiera per Benedetto, con Benedetto. E’ un modo – spiegano gli organizzatori – per ricordare e celebrare la storica rinuncia al ministero petrino di Papa Ratzinger, pregando con e per Benedetto.


Chiunque potrà prendere parte alla preghiera in qualsiasi  momento della giornata (28 febbraio prossimo): offrendo una particolare intenzione per il Pontefice emerito, partecipando alla celebrazione eucaristica nella propria parrocchia, fermandosi per una breve preghiera personale, oppure scegliendo uno dei momenti in cui Benedetto XVI è solito fermarsi a pregare durante il giorno (7.00 Santa Messa / 7.30 Lodi Mattutine, Ufficio delle Letture e Ora Media / 12.00 Angelus e Ora Media / 15.00 Ora Media Rosario / 18.00-19.00 Vespri / 22.30 Compieta), per condividere interiormente – in comunione con il Papa emerito – un momento di orazione ecclesiale. Inoltre – spiegano gli organizzatori di questa iniziativa – “verrà preparato un opuscolo (scaricabile online) con i testi di tutte le preghiere del giorno, insieme a una speciale recita del Rosario, con le meditazioni sui misteri tratte dal Magistero di Benedetto XVI”.

 “I signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”, aveva detto Benedetto XVI nel corso del suo primo saluto da Pontefice, il 19 aprile 2005. Otto anni dopo, dalla loggia centrale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il 28 febbraio 2013, Papa Ratzinger si congedava dalla folla di fedeli con queste parole: “Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia”.

 Il Papa teologo sceglieva così – come dimora permanente, in questa ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla terra – la preghiera e la meditazione. “Il Signore mi chiama a «salire sul monte», a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze”.

 La storica data del 28 febbraio – che rendeva esecutiva la rinuncia al ministero petrino annunciata da Benedetto XVI l’11 febbraio 2013 – sembrava destinata al triste ricordo di un pontificato interrotto. Oggi, anche se è appena trascorso un anno, con un senno di poi consapevole e maturo, guardiamo a questo particolare evento con maggiore serenità e in spirito di cristiana obbedienza alla volontà di Dio.

 A pochi giorni dal congedo, incontrando i parroci e il clero romano, Benedetto XVI, il 14 febbraio 2013 aveva detto: “Io sono molto grato per la vostra preghiera, che ho sentito – l’ho detto mercoledì – quasi fisicamente. Anche se adesso mi ritiro, nella preghiera sono sempre vicino a tutti voi e sono sicuro che anche voi sarete vicini a me, anche se per il mondo rimango nascosto”.

Ecco l'invito: https://www.facebook.com/events/1452172641671690/

A volte è necessario credere che il caso non esiste. Quel giorno coincide con la Madonna di Lourdes

Il 2013 è all’insegna del grande cambiamento: Il Papa si è dimesso, l’attuale momento economico e politico dell’intero Paese è in profonda crisi. Tra qualche giorno ci sarà un nuovo Governo. Per Pasqua un nuovo Papa. C’è senz’altro un rinnovamento e si può e deve contribuire a far sì che avvenga nella maniera più radicale possibile perché se non si cambia rotta, oltre ad una crisi nella fede si rischia di sprofondare in una profonda catastrofe globale. Per questo motivo, bisogna dare adesso un messaggio di speranza, ricordando i messaggi che solo la nostra memoria può far riaffiorare al momento giusto.
A volte è necessario credere che il caso non esiste. Papa Benedetto XVI aveva indetto per quest’anno “l’anno della Fede”. Il Papa lascerà il pontificato alle ore 20 del 28 febbraio 2013. Lo ha deciso l’11 febbraio. Non è un giorno a caso perché coincide con la festa liturgica della Madonna di Lourdes, nell’anniversario delle più celebri apparizioni mariane. Il giorno del suo compleanno, il 16 aprile, coincide con la nascita al Cielo di Bernadette Soubirous. Il 19 aprile giorno dell’ inizio del suo pontificato coincide con il funerale della santa dei Pirenei. E per volontà di Giovanni Paolo II dal 1992, l’11 febbraio per la Chiesa è anche la Giornata mondiale del malato. A Lourdes, tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858, la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni della Madonna, in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle.

È la prima Apparizione di Nostra Signora - 11 febbraio 1858 - Madonna di Lourdes

 L'11 febbraio 1858, Bernardetta, sua sorella Antonietta e la loro amica Giovanna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso "il luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla  Grotta di Massabielle. Antonietta e Giovanna attraversano l'acqua ghiacciata del torrente. Bernardetta, per il problema della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E’ in quel momento che “sente un rumore come un colpo di vento", ma "nessun albero si muove". "Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride". È la prima Apparizione di Nostra Signora.

Al tempo di Bernardetta, la Grotta era un luogo sporco, oscuro, umido e freddo. Si chiamava questa Grotta " Grotta dei maiali", perché era il luogo dove si conducevano i maiali. È in questo luogo che Maria, tutto biancore, tutta purezza, segno dell'amore di Dio, cioè segno di ciò che Dio vuole fare in ciascuno di noi, ha voluto apparire. C'è un contrasto immenso tra questa Grotta oscura, umida, e la presenza di Maria Vergine, "l'Immacolata Concezione". Questo ci richiama il Vangelo: l’incontro tra la ricchezza di Dio e la povertà dell'uomo. Il Cristo è venuto a cercare ciò che era perduto.
A Lourdes, Maria è apparsa in una Grotta sporca ed oscura, in questo luogo che si chiama Massabielle, la vecchia roccia, per dirci che Dio viene a raggiungerci dovunque siamo, nel pieno delle nostre miserie, di tutte le nostre cause perse. La Grotta non è soltanto il luogo dell'evento, un luogo geografico, è anche un luogo dove Dio ci da un segno per svelarci il suo cuore ed il nostro cuore. È un posto dove Dio ci lascia un messaggio che non è diverso che quello del Vangelo. Dio viene a dirci che ci ama - ecco tutto il contenuto del "Messaggio di Lourdes" -, e che ci ama così come siamo, con tutti i nostri successi, ma anche con tutte le nostre ferite, le nostre fragilità, i nostri limiti.
La prima apparizione
Bernardetta scrisse più volte di sua mano una relazione sulle apparizione. La prima relazione da lei scritta, è quella rilasciata a P. Gondrand il 28 maggio 1861, la seconda venne scritta all'inizio del 1864, ed è il racconto più completo. Il 22 agosto del 1864 ne scrisse una per il Rev. Bonin; il 20 novembre 1865 ne scrisse una per un'amica della signora Ida Ribettes: nel retro dello stesso foglio Bernardetta, a pochi giorni di distanza, tracciò una nuova relazione. Il 12 maggio 1866 nel suo diario colmò le lacune dell'ultima narrazione.

Un giorno (giovedì grasso, 11 febbraio 1858), recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. (1)
Vidi in una delle aperture della roccia soltanto un cespuglio agitarsi come se ci fosse un forte vento. Quasi al medesimo tempo uscì dall'interno della grotta un chiarore d'oro(2); poco dopo, una Signora giovane e bella, soprattutto bella, come non ne avevo mai visto, venne a collocarsi all'ingresso dell'ogiva, sopra il cespuglio.
Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d'oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. (3)
La stoffa del velo e del vestito non si può paragonare con nulla che si vede sulla terra. (4)
Era circondata da una luce simile al sole, ma dolce alla vista. (5)
Subito mi guardò, mi sorrise, e mi fece segno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non saper più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo. Senza rendermi conto di ciò che facevo, presi il rosario dalla tasca e mi misi in ginocchio. La Signora approvò con un cenno del capo e prese fra le dita la corona del rosario che teneva sul braccio destro. Quando volli iniziare la recita del Rosario e portare la mano sulla fronte, il mio braccio restò come paralizzato e solamente dopo che la Signora si fu segnata potei fare anch'io come lei. La Signora mi lasciò pregare da sola; faceva sì passare fra le dita i grani del rosario, ma non parlava; soltanto alla fine di ogni decina s'accompagnava con me nel dire: Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. (6) Quando il Rosario fu recitato, la Signora rientrò all'interno della roccia e il chiarore d'oro scomparve con lei”. (7)
“Questa luce veniva prima e rimaneva un po' dopo”. (8)
Jean Baptiste Estrade, che abitò a Lourdes in qualità di esattore delle imposte, riporta anche queste parole udite più volte da Bernardetta:
“Ha l'aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. E' vestita di bianco, con una fascia azzurra che scende lungo l'abito. Porta sulla testa un velo ugualmente bianco, che lascia scorgere appena i suoi capelli e ricade all'indietro fino al disotto della fascia. I piedi sono nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell'abito, eccetto all'estremità dove brilla su ciascuno di essi una rosa d'oro. Porta sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d'oro lucente, come le due rose dei piedi”. (9) La Signora aveva gli occhi azzurri. (10)
Importanti sono le informazioni che mons. Bourret, vescovo di Rodex, ottenne da Bernardetta, il primo giorno di settembre del 1877, che secondo il Vescovo sorpassavano tutti i racconti che aveva letto:
“Vedevo una luce sfolgorante...Ma una luce come non ce ne sono sulla terra, nemmeno quella del sole. Vedevo un volto meraviglioso, ma non come ce ne sono su questa terra. Era corporale e non lo era. Udivo una voce melodiosa e guardavo senza rendermi conto di tutto ciò. Mi trovavo bene là e quando finiva la mia vista restava oscurata, come quando si entra in una stanza dopo aver fissato il sole”. (11)
La durata dell'apparizione fu di poco più del tempo per recitare il Rosario.
La contemplazione dei misteri venne infusa a Bernardetta dallo Spirito Santo. Niente sappiamo di questa azione interiore. Bernardetta non ne parlò, ma non è da porre in incertezza.
 
1)Lettera scritta da Bernardetta a P. Gontrand, 28 maggio 1861. E' la prima relazione scritta.
2)Estrade dice “una nube color oro”: “Le apparizioni di Lourdes” di Jean Baptiste Estrade, con note critiche di Giulio Giacometti. ed. Paoline, 1978,  pag 82.
3)Lettera scritta da Bernardetta a P. Gontrand, 28 maggio 1861.
4)Interrogatorio con padre Cros 30 gennaio 1979. Riportato in René Laurentin, “Bernardetta vi parla”, ed. Paoline, 1979, pag 457.
5) Dal colloquio di Marie De Cornulier Luciniére del 10 maggio 1859. In René Laurentin, op. citata, pag 151.
6) Questa preghiera in latino è riportata da Estrade (pag 79-81). L'autore afferma formalmente che tutta la narrazione l'ha udita più volte da Bernardetta. Questa testimonianza è molto preziosa perché dice che Bernardetta alla grotta recitava il rosario in latino, secondo quanto avveniva alla sera in famiglia, e la Vergine diceva conseguentemente il gloria in latino. A questa testimonianza della recita a Lourdes delle preghiere in latino si aggiunge quella personale di Estrade (op. citata pag 225). Egli disse al curato che un giorno la processione e la cappella si sarebbero fatte: “Ci dirigeremo verso la cappella di Massabielle, cantando: Sancta Maria e sarò felice di rispondervi: Ora pro nobis”.
7) Estrade dice “la nube d'oro”, op. citata, pag. 82.
8) Interrogatorio di mons. Laurence del 7 dicembre 1960, citato in “Bernardetta vi parla” , pag 192.
9) Estrade, op. citata, pag. 83.
10)Dal lavoro integrativo delle sei relazioni di Bernardetta di René Laurentin, riportato da Giulio Giacometti, in “Le apparizioni di Lourdes” di Jean Baptiste Estrade,  pag  27-36; in specifico pag 33.
11)René Laurentin, op. citata, pag. 414.
 
Note
Il roseto selvatico: Il cespuglio era un roseto selvatico, con tutta probabilità una rosa canina che si radicava nel livello base della grotta, raggiungendo il livello inferiore dell'ogiva o nicchia, e i suoi lunghi sarmenti cadevano in basso. Nel poco terreno accumulatosi alla base dell'ogiva non poteva radicarsi un roseto selvatico che ha profonde radici. Essendo inverno le foglie non potevano che essere cadute. La rosa canina è molto spinosa. Il roseto venne ben presto tagliato in pezzetti da pellegrini desiderosi di reliquie.
Il muschio: A Bernardetta, nell'interrogatorio di padre Dominique Mariote del 12 agosto 1859, fu rivolta questa domanda: “Dove aveva i piedi la santa Vergine? Nell'aria, o sulla terra?” Risp: “Sul muschio, signor abbé”. “E dove la vedevate?”. Risp:  “Nel luogo dove ci sono un rosaio e dei rovi”. Il terreno accumulato dal vento alla base dell'ogiva era ricoperto di muschio. Nel (1959/60) il muschio e la terra dell'ogiva vennero asportati dai pellegrini e non rimase che la nuda roccia. Nel 1863 venne collocata nell'ogiva una piccola immagine della Madonna con fioriera; a questo scopo venne riportata nell'ogiva della terra per stabilire il piano d'appoggio.
 

lunedì 10 febbraio 2014

L' 11 febbraio del 2012 Papa Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni

Benedetto XVI si dimette: cronaca di una giornata che passerà alla storia

Il suo discorso:

 "Sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato"


 Questa la sua dichiarazione resa stamani durante il Concistoro per tre canonizzazioni, secondo quanto riportato da Radio Vaticana:
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli,
vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro.


INTETVISTA A MIRJANA:
 

Maria è Regina della pace, ma nel Vangelo, come qui a Medjugorje, tutto ciò che riguarda la nostra fede lega indissolubilmente in vita pace e sofferenza, pace e dolore: che cosa vuoi dirci in proposito?
Attraverso le apparizioni ho capito che se desideri lavorare per il Signore, se vuoi veramente dedicargli tutta la vita, sulla tua strada non troverai niente altro che la Croce. Solo la Croce. Perché, per il Signore, «lavorare per Lui» significa essere pronti a portare la Croce con Lui.
La vera pace è questa, dunque?
Pace è anche la Croce. Se il Signore occupa il primo posto nel tuo cuore, tutte le croci che ricevi nella vita le porti con pace.
E così viene meno quell'attitudine — così tipica negli italiani — di chiedere sempre «perché, perché io, perché a me?»... Quando parlo con i gruppi italiani non finisco mai di sorprendermi per il fatto che, per ogni cosa, mi venga chiesto il perché. E ogni volta mi rendo conto che noi non abbiamo mai detto alla Madonna «perché?», dal momento che se Lei ci dice «fai quello o fai questo», Lei certo sa il perché. Chi sono io per chiederle ragione, dato che tutto ciò che Lei fa e chiede è per il nostro bene? Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro. E così anche la Madonna: se ti chiede il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, non hai bisogno di chiederle perché o di mettere in dubbio che ciò avvenga a tuo vantaggio.
Che cosa chiede la Madonna? Quali sono i primi passi da compiere sul la via della santità?
Maria vuole che preghiamo, e che lo facciamo con il cuore; cioè che quando lo facciamo sentiamo intimamente tutto quello che diciamo. Vuole che le nostre preghiere non siano ripetitive, con la bocca che pronuncia le parole e i pensieri che se vanno da un'altra parte. Per esempio, se dici il Padre nostro impara a sentire nel tuo cuore che Dio è tuo padre.
Maria non chiede tanto, non chiede ciò che non possiamo fare, di cui non siamo capaci...
Chiede ogni giorno il Rosario e, se abbiamo famiglia, sarebbe bello che venisse recitato insieme, perché la Madonna dice che niente ci lega di più come quando si prega insieme. Chiede poi sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria, con l'aggiunta del Credo. Questo è quello che ci chiede ogni giorno, e se poi preghiamo di più... non si arrabbia per questo.
Chiede il digiuno il mercoledì e il venerdì: per la Madonna il digiuno è a pane e acqua. Lei però dispensa le persone malate, veramente malate, non quelle che hanno un po' di mal di testa o di mal di pancia, ma quelle che veramente hanno una malattia grave e non possono fare digiuno: a loro e a tutti chiede altre cose, come aiutare gli anziani, i poveri. Vedrai che, se ti lasci guidare dalla preghiera, troverai una cosa bella che puoi fare per il Signore. Anche i bambini non digiuneranno in senso stretto, ma a loro si può proporre qualche sacrificio, per esempio di non mangiare fuori dai pasti, o di rinunciare ai panini con il salame e la carne per merenda a scuola e di accontentarsi di quelli al formaggio... E così si può iniziare con loro il cammino per imparare il digiuno.
Maria desidera che andiamo a Messa, e non solo la domenica; una volta, eravamo ancora piccoli, ha detto in proposito a noi veggenti: «Figli miei, se dovete scegliere tra vedere me e avere l'apparizione o andare alla Santa Messa, scegliete sempre la Messa, perché durante la Santa Messa mio Figlio è con voi». Per la Madonna è sempre Gesù al primo posto: Lei non ha detto mai «pregate e io vi do», ma ha detto «pregate che io possa pregare mio Figlio per voi».
Chiede poi che ci confessiamo almeno una volta al mese, perché non c'è nessun uomo che non abbia bisogno di confessarsi ogni mese.
Infine vuole che teniamo in casa la Santa Bibbia, in un luogo ben visibile, e che ogni giorno l'apriamo e ne leggiamo anche solo due o tre righe.
Ecco, queste sono le cose che chiede la Madonna, e io mi sono convinta che non è poi tanto.
Quando ti dice queste cose, com'è Maria? Che tipo è? Gioiosa, riflessiva? Parlacene come si parla di una cara amica...
Io non la guardo come amica, la guardo come Mamma. Come una vera fiamma che mi vuole bene con tutti i miei difetti, perché mi conosce, ma mi prende come sono. E in questi vent'anni Lei non è cambiata: è rimasta uguale; non è invecchiata con noi. Lei appare sempre come una giovane donna di venti, venticinque anni. Quando parla di Gesù è sempre molto gioiosa, si vede la luce che le esce dal viso. Quando invece parla dei «figli», così li chiama, «che non conoscono l'amore di Dio» è triste e qualche volta l'ho vista anche piangere.
Più di una volta?
Sì, più di una volta, quando è preoccupata. L'ho detto, è una mamma vera, e vedere un figlio che non va sulla strada giusta le fa molto male.
Che cosa la preoccupa fino a farla piangere?
Lo stato delle famiglie, a volte del mondo. Lei in questi casi ci chiede delle preghiere specifiche, per esempio per i giovani, o per chi non ama Dio...
Maria si preoccupa per noi fino alle lacrime. Ma in molti, di fronte al mistero del Male, alla guerra, al terrorismo, a un incidente, alle catastrofi naturali, alle morti innocenti, si chiedono: ma Dio dov'era?
Questa non è una domanda da fare a me. Per quel che mi riguarda, quando sento che c'è stato un terremoto o che è caduto un aereo prendo il Rosario e prego per la gente coinvolta: che il Signore dia soccorso, anche alle anime di coloro che sono morti; e che a chi resta dia la forza di sopportare la croce che hanno ricevuto. Mai mi è venuto da chiedermi il perché di questo o di quello, o a che cosa serva, o perché Dio l'abbia potuto permettere. Forse è il nostro modo di pensare che è un po' diverso dal Vostro: subito dopo la guerra la chiesa era piena di donne in lutto che avevano perso i mariti e i figli, ma a nessuna è venuto in mente di pensare:
«Signore perché hai permesso questo?». Dio è amore e questo è un fatto, e il Male non viene da Lui e questa è la necessaria conseguenza. Se Dio permette la croce è forse che dobbiamo accettare di portarla con amore come il Signore ha portato la sua. Se non ricevo delle croci pesanti tanto meglio, ma se, un giorno, avvenisse il contrario, dovrei pensare che sono capace di portarla. Ricordiamoci che il male non è da Dio e accettiamo quello che vuole il Signore come un bene per la nostra vita.
Il Male non viene da Dio: e tu lo puoi ben testimoniare. Si sa che una volta Satana ti è apparso travestito da Madonna...
Scusami, ma io non parlo di questo. Non ne ho più parlato, e non voglio parlarne.
D'accordo, ma restiamo sulle generali: non pensi che Satana nel mondo contemporaneo si travesta?
Può darsi, ma lo si riconosce, ti assicuro. Nessuno potrà mai dire di non aver riconosciuto il male. Perché il tuo cuore è tarato sul bene e, se lo vuoi, non puoi assolutamente non riconoscere ciò che è contro Dio. Altro discorso è se non vuoi smascherare il male perché ti va bene così; se dici cambierò, ma intanto gli permetti che ti penetri dentro, che scavi nel tuo cuore. Ognuno di noi, se vuole riconoscere il male ai diversi bivi della sua vita, lo riconoscerà immediatamente. Ha tutti i mezzi per farlo. Dipende solo da noi, da come viviamo, da quello che scegliamo.
Molti negano Satana: «Non esiste!», dicono...
Satana esiste, e soprattutto esiste dove si prega tanto, dove c'è il Signore presente, lui lo segue sempre per tentare di cambiare i suoi progetti, ma l'esito finale dipende dalle nostre scelte, dalla nostra volontà di combattere, di porgli resistenza, di dirgli di no. Ma quali che siano le nostre scelte non potremo dire di non averlo riconosciuto.
Dio ci ha lasciati liberi di scegliere, e questo per davvero. Così sta a noi: se al primo posto mettiamo il Padre, Gesù e la Madonna, Satana non potrà far nulla, ma se loro non abitano il nostro cuore...
Le tue apparizioni sono cessate perché a te per prima la Madonna ha confidato i suoi dieci segreti. È da curiosi, ma dicci solo: il mondo ha di che temere?
E normale essere curiosi sui segreti, fa parte della nostra natura; e posso dire una volta ancora che la Madonna ha promesso sulla collina delle apparizioni un grande segno indistruttibile che tutti potranno vedere e toccare. Ma, poi, ha anche aggiunto di non parlare di segreti, ma di , pregare, perché chi riconosce Lei come Madre e Dio come Padre non ha paura più di nulla.
Il mondo ha di che temere? Dipende. La paura è uno stato d'animo solo di chi non crede, che non ha fede, e noi di questo dovremmo preoccuparci. Invece — come è umano questo — siamo curiosi sui segreti, ci chiediamo che cosa succederà, e ci dimentichiamo il segreto più importante: ci dimentichiamo di chiederci se saremo vivi domani e se la nostra anima è viva oggi, e questo vale anche per noi che qui ci intratteniamo su questi ragionamenti. Ma Maria ci scuote, ci chiede di prepararci per tempo all'appuntamento, di farci trovare pronti in ogni secondo della nostra vita, e di dedicarvi tutte le energie, anziché rivolgerle ad altre cose, comprese le curiosità sul futuro. Perché se a quell'appuntamento arriveremo da figli di Dio, avremo vissuto bene e allora non avremo paura di nulla. Comunque, per dirti quanto siamo curiosi, ti dirò che perfino il sacerdote che ho scelto per sostenermi in questo compito che ho ricevuto di custodire i segreti, a volte mi dice: «Vieni a confessarti e dimmene almeno uno subito!».
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/int_mirjana_1.html

giovedì 6 febbraio 2014

Intervista a Jelena Vasilj del 1983

In diverse occasioni abbiamo potuto parlare con Jelena e Marijana, le due bambine che possiedono il dono della "locuzione interiore".
Nelle interviste qui riportate, il lettore attento potrà discernere tra le risposte che queste bambine danno da se stesse e quelle che invece riferiscono a nome della Madonna.
Vi proponiamo i testi nella loro semplicità di linguaggio parlato, come noi li abbiamo registrati.


INTERVISTA A JELENA VASILIJ
Lunedì 3 Ottobre 1983

Dr. M. Amigoni - Dr. P. Greppi

D. — Domanda
R. — Risposta di Jelena


D. — Quanti anni hai? So che vai a scuola e che frequenti la quinta elementare. Prima che iniziassero le apparizioni come era la tua vita? Andavi in chiesa e frequentavi il catechismo?
R. — Mi chiamo Elena Vasilij, ho 11 anni. Prima non avevo tanta voglia di pregare, neanche di andare in chiesa; sì andavo la domenica però aspettavo quando finiva la Messa per andare a casa a guardare la televisione. Spesso c'erano dei litigi tra noi compagni e c'era sempre una certa invidia se uno prendeva voti migliori degli altri.
Prima Gesù Cristo e la Madonna non erano al centro della mia vita; non mi sono mai occupata tanto di loro; adesso è cambiato tutto ed in modo particolare nella preghiera.


D. — Quando la Madonna si è presentata a Biakovici e fino al momento in cui tu hai sentito la voce, tu come hai vissuto tutto questo?
R. Quando ho sentito quanto succedeva ai ragazzi, a me è capitato di crederci senza pensare molto; io ho semplicemente detto a me stessa che io ci credevo. Io non capivo niente di quello che succedeva quando sono andata fin là (sul monte). Uno zio mi ha detto: "non devi andare là". Prima era del partito, adesso non lo è più. Invece mia sorella mi ha raccomandato di non credere a nessuno, perché dopo, col tempo, tutto verrà chiarito.
E così alla sera sono andata a Messa sempre più spesso e poi quasi tutte le sere. Poi mi hanno fermata i genitori: "devi rimanere a casa; neanche noi andiamo tutte le sere". Ed allora qualche volta non ci sono andata. Ero però attratta da questo richiamo a pregare. In una preghiera io dissi: "O Signore come sarei felice e grata se potessi credere solo a Te". Così pregai che il Signore mi si presentasse in un modo per cui lo riconoscessi meglio e dopo lunghe preghiere (pregavo e digiunavo) dopo 1-2 anni è venuto.
D. — E adesso che cosa è cambiato nella tua vita, nei rapporti con i compagni di scuola e con i genitori?
R. — Quando mi si è presentata la Madonna, tutti sono venuti con me e tutti volevano pregare con me e mi interrogavano. Le prime volte non sapevamo come comportarci, poi diventavamo sempre più bravi.
Quando noi pregavamo venivano tutti (gli amici). Quando non sapevano qualche cosa mi chiedevano, così ci siamo conosciuti meglio e siamo diventati amici. Soprattutto ci siamo uniti dopo che la Madonna mi si è presentata e loro mi ponevano delle domande da farLe. Alla fine la Madonna mi ha detto che quelle domande non erano importanti, ma noi ci siamo uniti anche per questo. Ma soprattutto ci siamo uniti quando la Madonna ci ha insegnato a pregare.
D. — Come la Madonna vi ha insegnato a pregare?
R. — Una volta pregavamo il rosario e la Madonna disse diverse volte di ripetere il mistero. Diceva: "Questa non è preghiera". Allora noi bambini abbiamo pensato che non dicevamo bene tutte le parole. No. Finalmente io ho capito che la Madonna voleva che ci fosse qualche cosa di nostro; allora abbiamo letto un brano della Bibbia, abbiamo meditato e pregato ed alla fine la Madonna ha detto che andava bene.
Tutti mi dicevano di chiedere alla Madonna come dovevamo comportarci con gli insegnanti che non credono. "Voi ci riuscirete dopo la preghiera". Ci raccomandava di essere in pace con tutti, che ci scuotessimo da tutti i peccati e che pregassimo bene e ringraziassimo il Signore.
Io allora ho incominciato subito ad ascoltare di più i genitori, a lavorare di più. Tutti rimanevano colpiti da come io facevo queste cose. Allora io spiegavo di come Cristo soffriva per noi.
D. — Raccontaci la tua giornata. Quando preghi? La preghiera è sempre una esperienza piena di gusto per te?
R. — Sveglia verso le sei; tutti i familiari si preparano e cominciano la preghiera, di solito 1/2 ora. A scuola durante l'intervallo facciamo una preghiera assieme, ma in silenzio perché c'è un mussulmano che se ci vede pregare pensa che lo prendiamo in giro. Dopo la scuola, tornando a casa in gruppo, parliamo di che cosa dobbiamo preparare per i compiti e di chi andrà nel pomeriggio in chiesa. Quando torno a casa mi riposo un po' e poi mangio. Dopo il pranzo vado ad aiutare i familiari e a preparare i compiti.
Verso le 4 ci riuniamo a casa mia con la gente che viene a pregare. Preghiamo fino alle 5 e dopo ci avviamo verso la chiesa dove preghiamo e partecipiamo alla messa. Dopo la visione ritorniamo a casa.
Anche le persone che rimangono a casa rimangono in preghiera.
Poi tutti vanno a letto, ma io e il papà ci mettiamo in preghiera fino al sonno.
D. — Ma non giochi mai?
R. — Sì, dopo il pranzo vado a saltare un po'.
D. — Ma in genere hai più voglia di giocare con i tuoi amici o di
pregare?
R. — Quando la Madonna ha iniziato ad apparire, spesso volevo di più giocare; adesso preferisco pregare perché nel gioco alle volte avvengono anche dei litigi, mentre la preghiera finisce sempre nella pace e nella serenità.
Quasi tutti all'inizio sono contrari alla preghiera, ma poi finiscono soddisfatti dicendo: "se non venissi qua non avrei questa pace e serenità".
D. — Le prime volte che hai sentito la Voce, hai riconosciuto
immediatamente che cos'era?
R. — No.
D. — Come l'hai riconosciuta?
R. — All'inizio non l'ho riconosciuta, dopo la gente ha cominciato a fare delle domande, mi ha detto di chiedere di chi era quella voce; ho ricevuto la risposta: "Da Dio". Allora ho domandato: "chi sei tu che mi dici?" La risposta è stata: "Questo non è importante per te; per te è importante che la voce sia da Dio e di seguire questa voce."
D. — Come preghi?
R. — (si riferisce all'ora pomeridiana). All'inizio ci mettiamo in pace, in raccoglimento e diciamo un Credo. Poi leggiamo un brano della Scrittura e da quel brano vediamo per chi e per cosa pregare nel rosario (ad esempio per il Sommo Pontefice) e dal testo sentiamo che cosa ha bisogno il Sommo Pontefice o la Parrocchia. Alla fine ci sono dei canti e delle preghiere spontanee, poi leggiamo di nuovo un altro brano del Vangelo o della Scrittura che rappresenta il momento della riflessione per un altro giorno e per chi o per cosa pregare il giorno successivo.
D. — Cosa vorresti fare da grande?
R. — Adesso mi piacerebbe andare in convento. Per adesso prego Gesù per non essere trascinata da altre parti.


D. — Descrivici le tue visioni.
R. — Io vedo la Madonna nel cuore, la vedo tutta in bianco. Io la vedo senza rivolgermi con lo sguardo a Lei. Per esempio io la vedo chinando il capo e chiudendo gli occhi. La sento nel cuore la sua voce, a volte sento la sua voce chiara, voce proprio. A volte io posso riconoscere col mio pensiero quello che Lei dice. Ad esempio quando io chiedo qualcosa a Lei, io non devo comporre, non devo dire tutta la frase per intero, e Lei non c'è bisogno che mi parli per intero, perché come mi guarda col mio sguardo io posso già cogliere la risposta. Raccolgo questa voce interna con la preghiera. Alcune volte Lei parla con me e sento la voce, soprattutto quando deve spiegarmi una sola domanda; quando invece le domande sono molte o complesse, le lunghe risposte le sento non come parole, ma già nel cuore, facilmente spiegate nel cuore. Comprendo dentro ai miei pensieri quello che la Madonna vuole, quello che desidera.
D. — Come possiamo noi che siamo venuti qui testimoniare e raccontare agli altri, ai nostri amici che sono rimasti a casa quello che abbiamo visto? Qual'è la cosa più importante che dobbiamo raccontare?
R. — La Madonna dice: "Voi dovete offrire tutti i vostri lavori, tutti i progetti nella preghiera, ogni giorno offrire tutto quanto a Gesù Cristo e, attraverso la preghiera, donarvi a Cristo e ringraziare di tutto. Accettate la vita come dice Gesù Cristo con la leggerezza (1), allora la gente capirà quello che voi vivrete e potrete dare la testimonianza."
(1) Cioè con abbandono in Dio (cfr. Matteo 11,28-30).



DIALOGO IN CASA DI JELENA 9 Dicembre 1983

Dr. Mario Botta

D. — Domanda
J. — Jelena


J. — All'inizio quando ho ricevuto questo dono ("locutio interna") la Madonna disse: "Prendete sul serio i messaggi della preghiera, della penitenza e della conversione".
D. — Maria è Madre di Dio, però è una donna che dovremmo sentire più vicina perché, come Lei, siamo creature. Perché spesso non avvertiamo questa vicinanza?
J. — La Madonna dice: "Quando fate il peccato, voi siete come svenuti; avete perso la coscienza e nello stesso tempo voi ricevete una paura davanti a me; quando volete avvicinarvi a me voi portate nell'inconscio quella paura, quello svenimento, praticamente come una mancanza di conoscenza; c'è una reazione di paura che vi allontana da me e voi mi considerate come una persona severa, oppure una persona lontanissima da voi. L'unica possibilità che avete per purificare il cuore è la preghiera; preghiera fino ad arrivare al momento in cui siete totalmente presenti davanti a Dio".
D. — Io sono un po' emozionato e mi sento anche molto indegno di questo, comunque, confidando nella misericordia del Signore, gradirei sapere quanto tempo devo dedicare alla preghiera nella mia vita di marito, di padre, di medico, di chirurgo e di studioso: cioè, in altri termini, se devo sottrarre tempo ai miei doveri di padre di famiglia, di chirurgo, di persona che studia, per darlo alla preghiera?
J. — La Madonna dice questo: "Prega alla mattina quando ti alzi. Poi durante la giornata tu non devi rompere il tuo lavoro, perché anche lavorando tu puoi pregare: senza dire 'Padre Nostro', 'Ave Maria', tu puoi dare, offrire, lodare Dio, ringraziare Dio lavorando. Poi quando ritorni a casa di sera, prega."
D. — Noi siamo tutti peccatori e come peccatori abbiamo bisogno di aumentare la nostra Fede. Sentiamo il dispiacere che molti valori umani e cristiani non siano capiti dalla gente: per esempio che un essere concepito non sia considerato come uomo e si creda possibile poterlo eliminare. Cosa possiamo fare?
J. — La Madonna dice: "E' bene pregare, però bisogna pregare prima di tutto che lo Spirito Santo discenda sugli uomini; quando lo Spirito Santo discende sugli uomini, allora tutto si chiarisce. In questo momento Io chiedo a tutti voi soltanto di portare il messaggio della pace."
D. — Noi siamo venuti qui a Medugorje: è una fortuna; non sappiamo se mai potremo tornare qui; chiediamo la forza per ricordare tutto questo nel futuro!
J. — La Madonna ha detto soltanto questo: "Io vi do la forza di ricordare tutto questo. Però ho bisogno delle vostre preghiere".