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sabato 5 febbraio 2022

5 Febbraio: Sant'Agata, la protettrice della salute del seno- PREGHIERA

 


Il 5 Febbraio riccorre la festa di Sant’Agata,ritenuta, per il martirio a cui fu sottoposta, protettrice della salute del seno; alla santa siciliana, dunque, si rivolgono le donne che devono curarsi.
 
A te rivolgiamo il nostro sguardo e la nostra supplica, o gloriosa Martire, Agata nostra.
Ammiriamo la tua bellezza e il tuo candore di giovane donna; veneriamo la tua fermissima fede e ci sentiamo confortati e sostenuti dalle tue sofferenze e dal tuo martirio.
Pur offesa e umiliata nella tua dignità e soffrendo molto per la tua delicata fragilità di donna, hai avuto tanto coraggio nel difendere la tua fede e il tuo legame a Cristo e tanta fermezza nell’accusare il tuo persecutore di voler compiere un gesto crudele e disumano. Guarita dall’Apostolo, hai benedetto la misericordia del Signore.
A te, o Martire Agata, noi donne, toccate dalla violenza della malattia e dal dolore, affidiamo il nostro cuore, noi stesse e le nostre famiglie.
Ti preghiamo di vegliare su di noi e di non farci sentire né sole, né inutili, né sconfitte dalla vita.
La tua amabile presenza sarà la nostra forza, la tua intercessione e il tuo sorriso saranno la nostra fiducia nel domani. Il tuo coraggio
camminerà con noi verso i giorni senza più paura.
Con te e con il tuo amore benediciamo il Signore Gesù, nostro Salvatore e Redentore, che vive e regna glorioso nei secoli dei secoli. 
Amen.
 
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Sant’Agata nacque nei primi decenni del III secolo a Catania, figlia di una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni, volle consacrarsi a Dio e il vescovo della citta’ accolse la sua richiesta imponendole il velo rosso delle vergini consacrate. Il proconsole Quinziano se ne invaghi’ e ordino’ che la portassero al Palazzo pretorio. I suoi tentativi di seduzione, però, non ebbero alcun risultato.




Agata fu affidata a una cortigiana di facili costumi di nome Afrodisia, affinche’ la rendesse piu’ disponibile. Trascorso un mese, sottoposta a tentazioni di ogni genere, con festini, divertimenti osceni, banchetti, la giovane non cedette e Quinziano imbasti’ un processo.

Le vennero stirate le membra, lacerata la pelle con pettini di ferro, scottata con lamine infuocate, ma ogni tormento, invece di spezzarle la resistenza, sembrava darle nuova forza.

Così, per deturparne definitivamente la bellezza, le fece strappare i seni con enormi tenaglie. Questo risvolto delle torture, costituira’ in seguito il segno distintivo del suo martirio: infatti, Agata viene rappresentata con i due seni posati su un piatto e con le tenaglie. Appena mutilata, dopo una visione di S. Pietro, per miracolo fu guarita.

Fu ordinato allora che venisse bruciata, ma un forte terremoto evito’ l’esecuzione. Riportata agonizzante in cella, mori’ qualche ora dopo il 5 febbraio 251.

Dopo un anno esatto, una violenta eruzione dell’Etna minacciava Catania; molti cristiani e cittadini, anche pagani, corsero al suo sepolcro, presero il prodigioso velo che la ricopriva e lo opposero alla lava di fuoco che si arresto’: da allora, Sant’Agata divenne non soltanto la patrona di Catania, ma anche contro le eruzioni vulcaniche e gli incendi.
 

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