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venerdì 19 luglio 2019

La storia di Eleonora, volontaria a Medjugorie

Quando mi hanno proposto di diventare volontaria per Mary’s Meals a Medjugorje non ho avuto dubbi nell’accettare perché non c’è niente di più bello di poter spendere del tempo per far conoscere un’organizzazione così preziosa che dona un pasto nutriente al giorno a più di un milione di bambini nel mondo. Inoltre, amo molto i Balcani ed ero curiosa di scoprire Medjugorje, ma non immaginavo che immenso regalo sarebbe stato.
Il giorno della partenza, la mattina del 9 luglio, ho preso l’aereo che, sorvolando prima il mar Tirreno poi l’Adriatico, mi ha porta a Spalato in Croazia. Da lì ho atteso il pullman per Medjugorje in un bar su lungo mare intenta a rileggere “La Straordinaria Storia di Mary’s Meals”. È un libro avvincente che racconta la vera storia di Mary’s Meals scritta dal suo fondatore, lo scozzese Magnus MacFarlane Barrow, che grazie ai “piccoli gesti d’amore” di molte persone e alla guida di Maria è riuscito a portare avanti questa grande missione di sfamare i bambini più poveri della terra nel loro luogo di istruzione. Ammiro molto il grande coraggio di Magnus, la sua dedizione e la forza della sua fede. Mi stupisce sempre rendermi conto di quanto sia potente l’amore.
Finalmente nel tardo pomeriggio arriva il pullman e, dopo 3 ore di viaggio, mi porta a Medjugorje dove ad attendermi, con mia sorpresa, ci sono altre due volontarie di Mary’s Meals, una ragazza scozzese di nome Aisling e una signora irlandese di nome Bridge al suo ultimo giorno di permanenza.
Il giorno seguente comincia la mia esperienza di volontariato nel bellissimo container blu di Mary’s Meals, all’esterno un patio con tavoli e sedie per accogliere i pellegrini e all’interno una linea del tempo segna le tappe fondamentali dello sviluppo di Mary’s Meals dagli anni ’80 ad oggi. Infatti, proprio nel 1983 ci fu il primo viaggio di Magnus a Medjugorje insieme al fratello Fergus, alla sorella Ruth ed altri amici che cambiò per sempre la loro vita. Sento che anche la mia esperienza qui a Medjugorje mi sta regalando gioia, gratitudine e un’energia mai provata prima. Mi sveglio la mattina felice di iniziare la giornata, pronta ad incontrare pellegrini da tutto il mondo e mostrargli la bellezza di Mary’s Meals come testimonianza di essere un frutto meraviglioso di Medjugorje, il braccio esteso del volere di Maria.
Condivido questa bellissima esperienza insieme ad altre volontarie, le scozzesi Aisling e Anne e l’austriaca Anna. Di fronte al container c’è un patio con i tavoli e le sedie per accogliere i pellegrini e tutte le mattine annaffiamo le piante che lo decorano, sistemiamo i cuscini blu e arancioni, riponiamo sui tavoli la mappa che indica i 15 paesi dove Mary’s Meals opera. All’interno allestiamo l’angolo cucina, dove i visitatori possono servirsi acqua, tè o caffè. È proprio un lavoro di squadra dove ci diamo da fare affinchè tutto sia pulito e ben in ordine e non ci si risparmia. Come ci insegna Maria, la fede è sacrificio e si scopre la bellezza di aiutare il prossimo.
Il mercoledì e il venerdì pratichiamo il digiuno e sono quelli per noi i giorni più emozionanti e significativi. Alla fine della messa in italiano, Padre Francesco invita i pellegrini a venirci a trovare nel centro informazioni di Mary’s Meals per digiunare e pregare insieme a noi. A disposizione di tutti abbiamo pane fresco, gentilmente donato dai fornai locali, e acqua con ghiaccio. Uno dei messaggi chiave di Medjugorje è che dovremmo praticare il digiuno come atto di penitenza che ci avvicina a Dio e ci rende solidali con i nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo che vivono nella povertà e soffrono la fame. Molti già hanno risposto a questa chiamata ed è stato bello condividere con loro momenti di riflessione sul digiuno e sulle diverse esperienze personali. Mi ricordo di Barbara da Seregno che mi rivela le sue difficoltà e l’aiuto che riceve dalla Madonna, di Stefano da Milano che ci ha raccontato della sua conversione e di Nicola da Bari un insegnante di religione che ci ha parlato della potenza del digiuno perché può fermare le catastrofi naturali e le guerre.
È terribile che 18.000 bambini muoiano ogni giorno per malattie legate alla fame e ci siano ancora 61 milioni di bambini che non vanno a scuola. Qui, ogni giorno, racconto dei bambini che hanno espresso i loro semplici e preziosi sogni, come Edward dal Malawi che dice: “vorrei avere cibo a sufficienza per poter andare a scuola”, parlo dei bambini che hanno tante difficoltà come Poonam dall’India che con gli occhi lucidi e la voce rotta dal pianto afferma: “soffriamo sempre, ma non possiamo farci niente” e porto i ringraziamenti dei bambini ormai adulti, come Jimmy da Haiti che rivela: “se non mi aveste dato da mangiare, se non fossi andato a scuola, non sarei stato capace di diventare quello che sono oggi; la soluzione non è solo togliere la fame, ma è anche portare la pace nei nostri cuori, nella nostra vita”.
Se sono qui è proprio per quei bambini, nella speranza che con il mio piccolo contributo Mary’s Meals possa raggiungere anche il prossimo bambino affamato che aspetta “i pasti di Maria”, per renderlo libero dalla fame e far sì che un giorno possa lui stesso aiutare la sua comunità.

Fonte:https://www.marysmeals.it/chi-siamo/notizie/la-storia-di-eleonora-volontaria-a-medjugorie

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