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giovedì 20 febbraio 2020

Nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente. -Intervista alla veggente Vicka 1984

Intervista del 01/04/1984 di Fra Janko Bubalo a Vicka Ivankovic - Parte 5

  30 - DIFFICOLTÀ CON LA GENTE.
Janko: Vicka, per quanto sappiamo, già nel terzo giorno delle apparizioni erano presenti con voi alcune centinaia di fedeli e non fedeli. Il quarto giorno, già alcune migliaia. Hai mai pensato a che cosa e a chi radunava questo popolo?
Vicka: Sì, ci ho pensato. Abbiamo anche parlato di questo. Io so una cosa sola: noi non abbiamo invitato nessuno in nessuna maniera.
Janko: Ti credo, ma devi comunque dirmi qualcosa al riguardo.
Vicka: Credo di averti già detto che questo fatto riguardava la Madonna. Ha contribuito anche tutto quel chiasso che si è sollevato intorno a noi. Chi altrimenti poteva avvisare quelli di Smederevo, Negotin... che a Podbrdo succedeva qualche cosa di straordinario?
 Janko: Quindi venivano già da così lontano?
Vicka: Di certo. Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come potevi non farlo?
Janko: Mi ricordo che è stato molto faticoso!
Vicka: Certo che lo era! La cosa più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all'inizio dell'autunno; perciò ci si è arrangiati.
Janko: Il popolo, per quanto io sappia, era molto ordinato e si comportava verso di voi con molto rispetto.
Vicka: Questo è vero. Però nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente.
Janko: Di che genere?
Vicka: Caro padre, immagina solo questo: già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz'acqua e con tante altre difficoltà.
Janko: Immagino che avranno portato qualcosa con sé.
Vicka: Certo che lo portavano. Ma che cosa può significare una bottiglia d'acqua?
Janko: Probabilmente saranno andati in paese per chiedere qualcosa a voi.
Vicka: Certamente. Soprattutto alla fine delle apparizioni. Tutti andavano giù da noi: chiedevano acqua, pane, e qualunque altra cosa.
Janko: E voi? Come potevate accontentare tutta quella massa di gente?
Vicka: Si distribuiva fin che ce n'era. Presto però venne a mancare l'acqua anche per noi. Conosco un uomo, e lo conosci anche tu, che ha distribuito tutto: non solo l'acqua, ma anche il vino, la grappa, finché ne aveva. Ha comprato 7-8 cisterne d'acqua e l'ha distribuita alla gente.
Janko: Bene; almeno così ha avuto l'occasione di vendere bene vino e grappa.
Vicka: Macché vendere! Non ha voluto da nessuno neanche un soldo.
Janko: Questo è veramente bello. Dio e la Madonna lo premieranno abbondantemente. E chi è stato?
Vicka: Tu lo conosci. Si tratta dell'uomo che hanno perseguitato tanto per causa nostra e della Madonna. Perciò la Madonna, in un'occasione, lo ha benedetto in un modo speciale e lo ha anche baciato.
Janko: Come è successo?
Vicka: È successo nell'autunno del 1981. Noi avevamo il nostro incontro ordinario con la Madonna proprio nella nostra casa. Quella volta la Madonna ci ha parlato tanto di Fra’ Jozo [il parroco che era stato arrestato]. Poi ci ha detto di chiamare quell'uomo. Lui stava presso il distillatore; si distillava la grappa. Gli abbiamo detto: vieni, la Madonna ti chiama! Lui è corso subito e noi gli abbiamo riferito quello che la Madonna ci aveva detto: che pochi uomini erano come lui e che gli dava la sua speciale benedizione. In quell'occasione gli ha anche dato un bacio.
Janko: Lo so, lo so. Si tratta del vostro Marinko.
Vicka: Sì, sì. Proprio Marinko.
Janko: Una volta ho parlato con lui di questo. Mi ha raccontato tutto con precisione, come mi hai detto tu. Gli ho chiesto anche se ha sentito il bacio della Madonna.
Vicka: Che cosa ti ha risposto?
Janko: Dice di non aver sentito il bacio, ma che in quel momento ha sentito come una corrente elettrica, e che mai nella vita lo dimenticherà. Basta, Vicka, di questo. Ci siamo allontanati dal nostro tema, perciò riprendiamo il nostro discorso sulla gente.
Vicka: Va bene, se no non finiremo mai.
Janko: Accetta questo come un sacrificio da fare per me; così ti sarà più facile.
Vicka: D'accordo così. Adesso andiamo avanti.
Janko: Dimmi: a che ora la gente se ne andava via?
Vicka: A seconda. Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un'altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato?
Janko: E come avete fatto?
Vicka: Mi è venuta in mente un'idea: sono salita sul balcone. Ho la voce forte e da lì parlavo al popolo.
Janko: Come un vero oratore!
Vicka: Davvero. Le strade erano piene e così anche i cortili. Come si poteva fare altrimenti?
Janko: E cosa dicevi al popolo?
Vicka: Dicevo ciò che sapevo, ciò che mi veniva in mente e che a loro interessava.
Janko: Parlavi delle apparizioni o di altro?
Vicka: Certo! Di che cosa d'altro? Ho detto come sono iniziate le apparizioni, che aspetto ha la Madonna, quali messaggi annuncia, e così via.
Janko: La gente ti ascoltava?
Vicka: Ascoltavano; poi chiedevano chi una cosa e chi un'altra.
Janko: E tu rispondevi?
Vicka: Certo! Rispondevo ciò che sapevo, ciò che mi ricordavo in quel momento. Anch'io non è poi che sapessi tante cose.
Janko: E gli altri veggenti? Parlavano pure loro e rispondevano alle domande?
Vicka: Si. Ma ero soprattutto io; loro lasciavano a me le risposte. Io non avevo paura: rispondevo ciò che sapevo, e quando non sapevo, tacevo.
Janko: Così la gente si accontentava e se ne andava?
Vicka: È chiaro; dove andavano, se no? Solo che questi incontri si protraevano anche fin dopo la mezzanotte.
Janko: Per quanto tempo sono durati incontri così?
Vicka: Circa due o tre mesi, forse anche di più. Benché non tutti i giorni. Più tardi, verso l'autunno, capitava più frequentemente di sabato e di domenica.
Janko: Vicka, vedo da tutto questo che non era facile per voi. È un vero miracolo che siate riusciti a resistere.
Vicka: Caro padre, anche adesso è così! Anche durante quest'ultima estate non ho potuto avere un pò di pace in nessun giorno. Spesse volte non si ha il tempo neanche di mangiare; immagina per le altre cose.
Janko: Comunque avete resistito.
Vicka: Si vede di si. Ma lo dobbiamo alla Madonna.
Janko: Perché lo pensi?
Vicka: Lei ci ha aiutato in maniera particolare. Altrimenti non ce l'avremmo fatta.
Janko: Vicka, è proprio così. Anch'io la ringrazio da parte mia.
Vicka: Ringraziala anche per me.


32 - I TORMENTI DA PARTE DEI GIORNALISTI E DELLA TELEVISIONE.
Janko: Vicka, sappiamo che nei primi giorni e mesi la stampa cristiana e non cristiana ha scritto tante e tante cose di voi e delle apparizioni della Madonna. Non vorrei parlare molto di questo; dimmi solo una cosa, se te la ricordi.
Vicka: Che cosa?
Janko: Dimmi se tu hai concesso un'intervista o dichiarazioni per qualche giornale.
Vicka: Sì, l'ho fatto.
Janko: Ti ricordi per quale giornale è stato?
Vicka: Vuoi sapere il titolo del giornale?
Janko: Sì, proprio questo.
Vicka:  Il giornale si chiamava «Reporter».
Janko: Ti ricordi forse del giornalista che ti ha intervistata?
Vicka: Non mi ricordo. Non conoscevo neanche allora il suo nome.
Janko: Ma lui ha veramente parlato con te?
Vicka: Certo, e come!
Janko: Dove si è svolta l'intervista?
Vicka: Nella canonica.
Janko: Per quanto tempo avete parlato?
Vicka: Per parecchio tempo; credo per più di un'ora.
Janko: Tu allora eri sola con lui?
Vicka: No, non ero sola. Con noi c'era anche Fra’ Slavko e anche loro giornalisti erano in due. Eravamo due noi e due loro.
Janko: C'era qualcun altro ancora?
Vicka: Non mi ricordo; credo di no.
Janko: Va bene. Che cosa ti hanno chiesto?
Vicka: Di tutto. Tu conosci come sono i giornalisti. Volevano sapere: cosa è successo, come è successo...
Janko: Ti hanno detto che l'intervista era per il giornale?
Vicka: Sì, mi hanno detto che era per il giornale, ma non mi hanno detto che si trattava di «Reporter».
Janko: In realtà che cosa hai detto loro?
Vicka: Tutto quello che mi hanno domandato, se sapevo rispondere. Dopo avrei preferito non averlo fatto, però l'ho fatto.
Janko: Tu hai visto mai quel giornale?
Vicka: Sì.
Janko: Lo hai pure letto?
Vicka: Sì, anche questo.
Janko: Lo hai anche conservato?
Vicka: Macché, perché avrei dovuto conservarlo? Si tratta di un giornale non buono.
Janko: Sai dirmi se il giornalista ha riportato fedelmente le tue risposte?
Vicka: Sì, abbastanza fedelmente.
Janko: Va bene, Vicka. Anche la televisione vi ha trasmesso, per quello che mi ricordo io.
Vicka: Sì, una volta, per un po' il piccolo Jakov.
Janko: E voi altre?
Vicka: Noi no, non l'abbiamo permesso.
Janko: Vi mettevano forse alla prova?
Vicka: Si, di certo. Una volta era venuta un'intera equipe da Sarajevo per riprenderci per la televisione. E come è andata?
Vicka: Non l'abbiamo permesso. Ci siamo nascoste nella casa del piccolo Jakov e non volevamo uscire.
Janko: Vi hanno chiamato? Senz'altro. Giravano intorno alla casa. Ci chiedevano di affacciarci almeno alla finestra, ma inutilmente.
Janko: Ti ricordi chi era a capo dell'équipe? Una certa Dubrovka. Lei ci girava intorno e ha tentato più degli altri.
Janko: E alla fine?
Vicka: Alla fine, nulla. Quando hanno visto che non ottenevano niente se ne sono tornati a casa loro.
Janko: Hanno poi riprovato?
Vicka: Credo che si siano stancati. Non mi risulta che siano tornati più.
Janko: È il meglio che hanno potuto fare.


  Fonte:medjugorje.altervista.

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