Translate

giovedì 9 gennaio 2020

Il fenomeno del "Riposo nello Spirito" - Spiegazione

Il corpo si affloscia, perde quota, barcolla e cade. Lo Spirito lo supera, lo trascende. Il risultato: una sconfinata pace e un immenso benessere senza eguali.

 (si manifesta più frequentemente nel corso di un ministero di predicazione o durante un forte clima di lode, soprattutto quando questo sfocia in una preghiera di guarigione o in momenti di adorazione).
Quando si riceve un autentico tocco interiore da parte di Dio, si beneficia sempre di qualche grazia di consolazione o guarigione.
L’intensità di questo tocco può variare dalla semplice sensazione di pace e di gioia (che è di per sé benefica) fino ad un contatto molto più diretto e profondo.
Senza entrare nell’ambito dei fenomeni mistici di “alto grado” quali i rapimenti e le estasi, esiste un tipo di grazia particolare e piuttosto diffusa, comunemente chiamata “riposo nello Spirito”, che consiste nell’abbandono alla potenza dello Spirito Santo che priva momentaneamente delle forze fisiche colui che la sperimenta ed agisce a livello interiore.
Questo abbandono all’amore di Dio potrebbe essere superficialmente interpretato come un fenomeno che avvilisce la dignità umana poiché ritenuto in contrasto con i comuni modi di operare di Dio. In realtà, molti si sono profondamente convertiti assistendo a persone che cadono in questo riposo, o si sono perlomeno posti domande riguardo alla nostra reale dimensione spirituale. Più che umiliare le persone risulta infatti essere una vera e propria benedizione, così potente che i nostri corpi non sono in grado di contenerla.

Nei suoi scritti Teresa d’Avila descrive molto dettagliatamente i vari gradi di unione mistica dell’anima con Dio e le manifestazioni ad essi legati. Sembra in particolare che il fenomeno del riposo nello Spirio possa essere accomunato a quello che lei classifica come “sonno delle potenze”. Per potenze si intendono il moto e l’operazione, l’intelletto, la volontà, la memoria… A tal riguardo troviamo scritto:

“Mi pare che questo modo di orazione sia una manifesta unione di tutta l’anima con Dio, durante la quale sembra che il Signore voglia permettere alle potenze di capire e godere quanto Egli va in esse operando. […] Si ha come un sonno delle potenze, le quali, pur senza perdersi del tutto, non riescono a capire come agiscono. Il piacere, la soavità, le delizie che qui si godono sono incomparabilmente più grandi che in passato, perché qui l’acqua della grazia arriva alla gola, tanto che l’anima non può, né sa come avanzare, né come tornare in dietro, soltanto bramosa di quella grandissima gioia. Benché vedessi che era molto più intima della precedente, tuttavia capivo che non era un’unione piena di tutte le potenze, e confesso che non riuscivo a discernere né a comprendere dove ne fosse la differenza. […] Mi ero trovata molte volte come fuori di me e quasi ebbra d’amor di Dio, ma non avevo mai compreso come ciò avvenisse. Capivo che era un’operazione di Dio, ma non avevo mai compreso come Egli operasse, perché, quantunque le potenze gli fossero unite quasi del tutto, non erano però così assorte da non poter operare.[…] Qui le potenze non possono far altro che occuparsi in Dio. Sembra che nessuna ardisca muoversi, e nemmeno potremmo muoverle noi, a meno che volessimo distrarci. Tuttavia ci vorrebbe molta forza, e non sempre si riuscirebbe del tutto” (Teresa di Gesù s., Libro della Vita, cap. 16, 1-3)
Le persone che hanno sperimentato il riposo nello Spirito riferiscono di essersi sentite leggere come una piuma nel cadere e di aver provato una grande pace e senso di potenza di Dio mentre giacevano a terra. Al contrario, chi assiste al fenomeno, nota la persona cadere a terra rapidamente come se fosse svenuta.
Chi non conosce il fenomeno può spaventarsi, ma in realtà colui che cade nel riposo non sente alcun dolore e non sbatte la testa contro gli ostacoli presenti. Anche nel caso in cui urtasse violentemente contro oggetti spigolosi, non riporterà alcun dolore e danno. E’ sorprendente vedere come la mano di Dio protegge e accompagna a terra il corpo ormai privo (o parzialmente privo) della propria forza. Quando le persone cadono, riferiscono infatti che ciò avviene in maniera molto dolce e sperimentano spesso una sensazione di assenza di peso.
E’ importante chiarire che il riposo nello Spirito non ha niente a che vedere con gli stati di trance medianica tipici dei fenomeni di occultismo, in cui la persona perde completamente il controllo del proprio corpo e della propria psiche in quanto posseduta da qualche spirito Maligno.
Nel caso più comune colui che sperimenta l’autentico riposo nello Spirito rimane infatti vigile, sente i rumori intorno a se, gli odori ed ogni contatto esterno con il suo corpo. La persona è soltanto privata momentaneamente delle forze fisiche. Il Signore opera nello spirito della persona, amandolo, confortandolo, guarendolo, consolandolo e facendogli sperimentare un profondo senso di pace.

Il riposo nello Spirito si verifica in momenti particolarmente intensi in cui si invoca lo Spirito Santo, con o senza l’imposizione delle mani da parte di altre persone. Si verifica molto spesso durante gli incontri di preghiera dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito ed in occasione delle loro adorazioni eucaristiche. Anche in luoghi dove la presenza del Signore è molto forte (es. Medjugorje) non è raro vedere persone che cadono nel riposo in seguito all’imposizione delle mani da parte di qualche Sacerdote.
Ciò che principalmente conta è l’apertura del cuore e la disponibilità ad abbandonarsi nelle mani del Signore. In alcuni casi può verificarsi la caduta nel riposo anche a casa propria, qualora si riesca a creare un adeguato clima di preghiera e lode a Dio. La lode, infatti, aumenta considerevolmente la probabilità che si verifichi il fenomeno in quanto rappresenta la situazione più vicina al clima di adorazione tipico degli Angeli e dei Santi in Paradiso.

Molte persone che hanno sperimentato il riposo nello Spirito ci aiutano a capire che da ciò derivano molteplici effetti positivi e reali, soprattutto a livello interiore:
– Sperimentare la presenza di Dio. Coloro che entrano nel riposo, sperimentano non solo tranquillità e pace, ma la presenza del Signore stesso.
– Facilitare la guarigione. Quando non c’è davvero tempo di parlare e di pregare come si vorrebbe, specialmente quando si è in presenza di molta gente. Se una persona cade nel riposo, il Signore può guarirla o liberarla più velocemente. Talvolta, quando non si sa cosa non va e non si ha il tempo di chiedere, sarà semplicemente il Signore ad occuparsene.
– A volte, nei casi più difficili, è necessario che il Signore operi con una potenza particolare (questo accade soprattutto nelle preghiere di liberazione, quando ci si trova in presenza di spiriti maligni). il riposo nello Spirito rende ogni cosa molto più facile, perché la potenza di Dio è talmente grande che tutto ciò che è male fatica a rimanere alla sua presenza; viene respinto dalla grandezza della bontà di Dio e non deve essere scacciato direttamente. Oppure, qualora sia necessario scacciarli, gli spiriti maligni si arrendono più facilmente. Lo stesso vale anche per la guarigione: questa speciale potenza sembra agevolare la guarigione; sembra succedere molto di più di quanto accade normalmente e più rapidamente. Spesso è come se il Signore stesso prendesse il controllo della situazione e desse consigli e guarigioni oltre agli aiuti di cui la persona ha bisogno.
Il riposo nello Spirito è perciò un vero e proprio dono, anche se alcuni evangelizzatori lo usano come semplice dimostrazione della potenza di Dio.
Per quanto riguarda l’elemento tempo, il riposo nello Spirito può durare da pochi secondi fino a diverse ore. Quando dura a lungo, generalmente il Signore ha deciso di operare più a fondo nella vita interiore della persona.
E’ importante ricordare che le persone che hanno sperimentato tale fenomeno non sono necessariamente sante, ma si tratta di doni che Dio concede anche ai deboli per attirarli a sé.
Sebbene fin qui si sia tentato di definire delle linee guida, in realtà quando le persone sperimentano il riposo dello Spirito, si possono verificare casistiche notevolmente diverse: alcune sono in grado di alzarsi, ma preferiscono riposare e pregare; altre sono incapaci di alzarsi e tuttavia sono pienamente consapevoli di tutto ciò che sta avvenendo; altre ancora sono così prese dalla loro realtà interiore che quasi non si accorgono di quanto sta accadendo intorno. Anche il grado dell’esperienza interiore varia in modo considerevole, da persone che sperimentano semplicemente una specie di sonno (senza che accada molto a livello interiore) all’essere quasi rapiti al settimo cielo come capitò a Paolo, o ad avere visioni della realtà divine.
Generalmente il riposo nello Spirito avviene sempre in modo tranquillo e ordinato. I casi in cui la persona urla o si assiste a qualche sorta di sfogo emotivo, portano a credere che la potenza dello Spirito abbia toccato in quella persona qualche area che necessita di guarigione interiore o di liberazione. Il bisogno di guarigione interiore di solito trova sfogo nelle lacrime che spesso sono state represse per molti anni. Talvolta, quando sono presenti spiriti maligni, la potenza dello Spirito li scuote; essi non possono sopportare la sua presenza e così si rivelano. D’altra parte, quando ciò accade, è consigliabile condurre la persona in un luogo dove si possa disporre della privacy necessaria per pregare e portare a termine la liberazione. In breve, tutto quanto non avviene in modo semplice e pacifico non è azione diretta dello Spirito, ma è la reazione di una natura umana ferita o delle forze del male.

Chiaramente si possono presentare problemi, in primo luogo perché il riposo nello Spirito appare come qualcosa di sensazionale e la gente ne comprende assai poco il significato. Le persone ne rimangono talmente impressionate, che la ricerca del sensazionale può prendere il sopravvento. Si spera che ne venga sempre evidenziato lo scopo principale – quello spirituale – e non causi più stupore. La risposta alla maggior parte di questi problemi non è pertanto la soppressione del dono – n tal modo il suo valore e il suo fine andrebbero perduti per la comunità – quanto piuttosto un suo uso prudente e saggio affinché venga compreso e non ne vengano esaltati gli aspetti sensazionali.
La gente solitamente ha la tendenza a ricercare il nuovo e lo spettacolare; invece di cercare Gesù, desidera delle manifestazioni visibili. Spesso, quando le persone cominciano a cadere a destra e a sinistra, l’esito che ne deriva è quello di un’atmosfera circense, che disturba qualunque cristiano equilibrato.
E’ inoltre importante ricordare che sono sempre possibili contraffazioni psichiche e naturali di questo fenomeno ed è un errore esprimere un giudizio semplicistico sostenendo che un incontro nel quale si verifica il riposo nello Spirito è più “ricolmo di Spirito” oppure un Sacerdote (o laico) è più spirituale quando, attraverso la sua imposizione delle mani, la gente “cade nel riposo dello Spirito” oppure che una persona che cade nel riposo “è più spirituale di chi non si abbandona”. Ci sono persone che non cadono mai nel riposo quando si prega per loro, ma che sembrano molto vicine al Signore. Forse la ragione per cui non è accaduto è che sono così abituate a sperimentare la potenza dello Spirito che avvertono, per così dire, solo un piccolissimo “differenziale”. Santa Teresa d’Avila spiega che quanto più si abituava alla potenza di Dio tanto minori erano le manifestazioni fisiche, mentre la sua vita di preghiera s’intensificava.
Sembra quindi che le persone abituate alle esperienze spirituali siano meno portate ad andare nel riposo nello Spirito. Inoltre, alcuni critici del fenomeno sostengono che coloro che cadono più facilmente appartengono ad un genere di persone più suggestionabili, gli adolescenti ad esempio, tuttavia non è così automatico. In genere, una persona aperta allo Spirito Santo ed alla sua libera azione – sia essa matura o immatura – è più portata di un’ altra al riposo nello Spirito.
Essere più sensibili all’azione dello Spirito è quasi avere una marcia in più; non si tratta solo di essere suggestionabili, sebbene per alcune persone entri in gioco anche questo fattore. D’altro canto molta gente fa di tutto per non cadere nel riposo; tuttavia, quando la potenza è molto forte, cade lo stesso.
Vi sono alcuni tipi di persone che sembrano frenare questa esperienza, in particolare coloro che riescono a controllare le loro emozioni. Certi individui temono veramente di lasciarsi andare: non si tratta tanto di un problema spirituale quanto interiore; hanno paura di tutto quanto non riescono a dominare attraverso la ragione. Alcune persone appaiono più mature, ma sono in realtà troppo controllate e hanno perso la capacità di rispondere alla vita con spontaneità.
In breve, è avventato esprimere qualunque genere di giudizio sommario sulle persone che cadono nel riposo, ritenendole diverse da coloro che rimangono in piedi. Talune cadono perché sono immature e cercano soltanto qualche nuovo tipo di esperienza; altre si rifiutano di cadere perché sono emotivamente limitate (e immature in un altro senso). Certe persone si lasciano travolgere dallo Spirito, perché sono aperte e si arrendono senza problemi; altre ancora non cadono perché sono già così vicine a Dio che il “differenziale” non è tale da farle cadere. Dunque, non giudicate, per non essere giudicati (cfr. Mt 7,1).

Per concludere è necessario dire che non tutti vengono guariti cadendo nel riposo nello Spirito. A volte i malati possono aver avuto un’esperienza di pace o persino una sorta di profonda unione spirituale con Dio (sperimentando amore, protezione, potenza), ma ciò non implica necessariamente la loro guarigione fisica o interiore. Purtroppo sono tante le persone che rimangono deluse quando le loro aspettative non si realizzano immediatamente. Quindi è importante ricordarsi, da un lato di accettare la benedizione interiore ottenuta tramite il riposo nello Spirito, e dall’altro di non perderla a causa dell’ansia o di un falso senso di colpa per non aver ricevuto la guarigione attesa.
II riposo nello Spirito, tuttavia, è uno stato in cui c’è molta probabilità che la persona riceva una guarigione interiore o fisica. In alcuni casi sembra che esso intervenga per “anestetizzare” la persona, prima di subire un “intervento chirurgico” da parte del Signore; in certi casi l’intervento è breve, in altri può durare anche molte ore.


Alcune testimonianze 
 Quando abbiamo “riposato nello Spirito”…
Mi sono sentito come un astronauta, senza navicella, proiettato nello spazio infinito dell’amore di Dio!
Walter
Quando i fratelli mi hanno toccato, improvvisamente mi è sembrato di aver perso la corporeità e di avere una leggerezza straordinaria, come se fossi diventata spirito e ho capito che lo Spirito Santo stava distruggendo quelle scorie di cui non ero consapevole.
Bice
Mentre piangevo e il mio cuore batteva all’impazzata. ho sentito che Gesù mi chiedeva di abbandonarmi a Lui. Avvertivo le mani posate sul mio capo che mi invitavano a farlo, ma non c’era nessun fratello che stesse pregando su di me… Poi sono caduta. In quei momenti, avvolta nella luce del Signore, ho sentito una grande pace, e quando ho riaperto gli occhi ero piena di gioia e avevo voglia di danzare al mio Gesù che mi ha guarita.
Nadia
Ero venuto al Corso con il desiderio di ricevere questo dono. Quando il fratello che mi ha imposto le mani mi ha detto di abbandonarmi al Signore, in un attimo ho perso il controllo di me stesso e sono caduto. Non è che dormivo, ma stavo disteso a terra in una sensazione di beatitudine e di abbandono. Mi è venuto alla mente il Salmo 131: «Signore… sono come un bimbo svezzato in braccio a sua madre». Sono rimasto disteso per una ventina di minuti, poi mi sono rialzato barcollante e subito dopo ho imposto le mani ad alcuni fratelli e questi hanno ricevuto anche essi il riposo nello Spirito.
Vito
Come i fratelli hanno invocato lo Spirito, una corrente, come un vortice, ha cominciato ad entrare in me e a poco a poco sono caduta. Durante il riposo una luce stupenda mi ha invasa; la stessa luce che avevo assaporato, ancora giovane, in una esperienza di premorte e a Pentecoste durante l’effusione.
Fernanda
Ho ricevuto questo dono durante l’Adorazione Eucaristica quando, nell’abbraccio di un fratello, ho percepito l’amore del Padre e sono caduta nel riposo nello Spirito, durante il quale ho avuto la certezza che il Signore stava aprendo la gabbia in cui custodiva le paure, la mancanza di perdono e l’orgoglio, per annientarli.
Gelsomina
Sapevo che era il Signore che mi toccava e provavo una gioia che non si può descrivere. Ero immersa nella sua pace, in un bagno d’amore e non volevo che finisse né che qualcuno mi toccasse, perché stavo bene nell’amore del Signore.
Concetta
Ho provato l’estasi, la contemplazione, l’abbandono totale all’amore di Dio: “Lui in me ed io in Lui”.
Anna
Ho fatto quest’esperienza durante l’Adorazione al Santissimo. Stavo in terra e sentivo che il Signore mi toccava, era Lui che si stava occupando di me. Questa è la certezza che c’era nel mio cuore: il Signore Gesù ora opera su di me; e sentivo pace, gioia e tanta gratitudine. Avevo anche tremiti e batticuore, ma, quando mi sono alzato, man mano ho visto che le mie condizioni di asmatico con tachicardia erano migliorate, fino a non avere più sintomi.
Mauro
Ho avuto la sensazione di aver ricevuto un trapianto: il Signore toglieva il mio cuore e ci metteva il suo, e questo suo cuore irradiava amore potente a tutta l’umanità.
Ascenzina
La mano di un fratello si posa sulla mia testa, accompagnata dall’invito a non preoccuparmi, bensì ad abbandonarmi, e mi ritrovo a contemplare una meravigliosa Città avvolta in una luce indescrivibile dai bellissimi colori e mi rendo conto che quella è la Gerusalemme celeste. Scoppio in lacrime, ma senza riuscire ad aprire gli occhi, che sono come incollati, anche il mio corpo è immobile mentre continuo a vedere con gli occhi dello Spirito. Sento la preghiera dei miei fratelli, ma è come se mi trovassi in un altro luogo. Poi tutto finisce e sono seduto, con il volto ricolmo di lacrime. E stato bellissimo.
Alessandro
Durante l’Adorazione, io e Rosa abbiamo sentito il bisogno di andare ad inginocchiarci davanti a Gesù Eucaristia per pregare e offrirgli le sofferenze di nostro figlio. Mentre eravamo lì un fratello ci ha annunciato l’amore di Dio e ci ha imposto le mani e in pochi istanti dall’Ostia ho visto partire un fascio di luce che ci ha avvolti. Io sono entrato in un dolce sonno, mentre Rosa è rimasta sveglia, ma abbiamo avuto entrambi le stesse sensazioni, come di uno svuotamento interiore, a cui è seguita una leggerezza che non sembrava neanche vera. Per noi è stata una nuova esperienza dell’amore di Dio, che si manifesta come Lui vuole.
Enzo e Rosa
Ho sentito un vento che mi spingeva indietro, un vento talmente forte che mi faceva piegare le gambe. Lo stesso vento che Mosé sentiva nel deserto, l’ho riconosciuto; era Dio che mi diceva: «Ora basta con i ragionamenti, le paure. Ora è il momento. Ora ti prendo Io». Non avevo mai provato nulla di simile. Per la prima volta ho sentito tutta la potenza e l’amore di Dio irrompere dentro di me. E questa volta non sono riuscita più a resistere, Dio è stato più forte. È venuto e mi ha preso il cuore. Non potrò mai dimenticare quel momento e ora vorrei che tutti gli uomini lo provassero.
Diana
Ho sentito un grande fuoco nel petto, poi sono caduto a terra: poggiavo la testa sul pavimento, ma mi sembrava di stare su un materasso di spugna, mentre avvertivo una grande pace. Al risveglio ero pieno di gioia.
Gianni
Ho sentito la testa crescere, allungarsi. sono stata invasa da una luce intensa; ho reclinato il capo sulla spalliera della sedia e ho riposato nel Signore in una profonda, ineffabile beatitudine.
Ernesta
Stavo invocando: «Gesù, toccami, guariscimi!», quando ho sentito la Sua mano potente sulla mia fronte e sono caduta nel riposo nello Spirito. Mentre ero a terra senza forze, sentivo solo il mio cuore che batteva forte e le lodi dei fratelli, ed ero piena di gioia perché stavo tra le Sue braccia.
Savina
Al momento dell’Adorazione Eucaristica l’amore di Dio era talmente forte che il mio corpo è caduto spontaneamente nel riposo nello Spirito, senza che nessuno mi imponesse le mani. Percepivo le voci intorno e dentro di me avevo solo una stupenda sensazione di pace. Mi sentivo talmente bene che desideravo non finisse più; anzi, avrei perfino voluto morire in quel momento, tanto era forte il desiderio di trasformarmi nell’Eterno.
Loredana
Mentre ero stesa a terra, in uno stato di benessere e di pace profonda, mi è sorta una domanda: «Signore, che cosa sta avvenendo ora in me?». La risposta non si è fatta attendere, era dentro di me. Ho sentito il mio cuore come preso fra due mani. Ho provato una sensazione di calore e di dolcezza che lo avvolgeva, lo guariva da ogni ferita, lo plasmava; e ho avuto come una immagine interiore: al tocco di quelle mani che modellavano, i segni lasciati da precedenti sofferenze venivano cancellati e la sua superficie diventava liscia, senza più tracce. Ho provato una grande gioia: il Signore mi guariva e mi donava un cuore nuovo. Era davvero ciò di cui avevo bisogno per tornare a casa e servirlo con tutta me stessa.
Sabrina
Mentre riposavo nello Spirito, il Signore ha compiuto in me una guarigione interiore nella relazione con mio padre, una riconciliazione mai sperimentata mentre lui era in vita. Ho rivisto la nostra casa e ho provato un grande dolore, mi sembrava di vivere gli stessi momenti, volevo fuggire. Un fratello mi è venuto vicino e mi ha detto con dolcezza: «Il Signore ti sta guarendo in una relazione familiare» e lì è tornato il sereno. Mi sono alzata e ho detto a mio padre, che ora è con il Signore: «Ti voglio bene!» e l’ho abbracciato con il cuore, il cuore di Gesù.
Graziella
Pregavo il Signore perché si manifestasse in maniera forte a mio marito e quando è stato chiesto agli sposi di stendere la mano verso Gesù entrambi l’abbiamo alzata; ma io ho sentito le gambe piegarsi e un grande calore, quel calore particolare che viene da Dio, mi ha inondata e non ce l’ho fatta a muovermi dalla sedia. Mentre mi abbandonavo a questo amore ho sentito un volto vicino al mio collo, una presenza tangibile, e ho pensato che mio marito mi volesse chiedere come stessi, allora ho aperto gli occhi per rassicurarlo, ma non ho visto lui bensì il volto di Gesù, chiaro, nitido, presente. Allora ho detto a Bruno: «Gesù è qui tra noi!» e mi sono di nuovo abbandonata, ma questa volta la sua forte presenza è stata avvertita anche da mio marito che per la prima volta ha avuto il riposo nello Spirito, al quale fino ad allora aveva sempre opposto resistenza. «Ma come si può resistere – mi ha detto poi – quando senti proprio che è Gesù che ti spinge, che ti avvolge con il suo amore!». E abbiamo pianto insieme di commozione.
M. Agata
Sono venuta a questo incontro per caso. Avevo una grossa angoscia nel mio animo, la consapevolezza di portarmi dietro delle tenebre, qualcosa che mi faceva stare molto male; allora ho chiesto al Signore di liberarmi da tutto questo e, quando mi sono avvicinata alle reliquie, sono caduta nel riposo nello Spirito. Ho sentito che c’era qualcosa che andava via da me, che si sollevava e andava verso l’alto e poi ho sentito un’enorme pace dentro.
Michela
Dopo aver pregato per diversi fratelli e sorelle che cadevano nel “riposo nello Spirito”, mi sono sentita come “svuotata” e “intontita” da una piacevole ebbrezza. Sapevo di che cosa si trattava perché mi era già successo a Gerusalemme, nella stanza superiore del Cenacolo, quasi miracolosamente aperta per noi. Ma quelli, pensavo confusamente, erano appunto un luogo e una circostanza irripetibili, mentre qui tutto era familiare e conosciuto. Ma che cosa si può dire scontato con lo Spirito di Dio? Ecco, in qualche modo entravo già in una dimensione diversa, in una pace e in una libertà totali, mentre il corpo diventava sempre più pesante e quasi inutile. Già i contorni delle cose divenivano meno nitidi e più sfumati. Nel frattempo due sorelle mi hanno imposto le mani e io mi sono ritrovata di colpo distesa per terra. Dopo un attimo, però, ho cercato di rialzarmi, ma le mie membra erano così deboli che sono nuovamente caduta. Tuttavia mi sentivo bene, rilassata, nella pace e come immersa in un grande calore. Mi pervadeva un fuoco interiore: mi sembrava di essere nel fuoco; ero come prostrata alla presenza di Dio nel “roveto ardente” e sentivo la sua voce che mi diceva: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di me”.
Tutto questo è durato, credo, alcuni minuti. Quando mi sono rialzata, aiutata da qualcuno, mi sentivo proprio ubriaca e diversa e, salita in camera per riordinarmi e guardandomi allo specchio, ho visto il mio viso cambiato, come “illuminato”. Mi sembrava di essere una persona nuova, rigenerata dall’amore di Dio.
Ti rendo grazie, Signore, perché il tuo potente Spirito si è nuovamente effuso in me; sì, Tu mi hai visitata e mi hai battezzata in Spirito Santo e fuoco.
Carmen
“Mi hai fatto forza, Signore, e hai prevalso” (Ger 20,7)
È una giornata di ritiro particolarmente intensa. Molti, all’imposizione delle mani, cadono nel riposo nello Spirito. Non è una novità, ma ora questo dono si sta sviluppando con particolare forza e intensità; quasi tutta la sala è piena di corpi distesi, ma io non voglio cadere. C’è in me quasi un senso di paura o, meglio, un invincibile istinto di conservazione, forse un’oscura ripugnanza a consegnare al Signore un’altra parte di me e della mia vita. Per cavarmela dignitosamente mi sono inventato il servizio di sorreggere i fratelli che cadono, senza che nessuno me l’abbia chiesto, ma qualcosa deve pur essere passata perché le gambe mi si piegano e sento una gran voglia d’abbandonarmi e di chiudere gli occhi. Non voglio cadere!
Vado allora fuori, all’aria aperta, per riprendermi dallo stordimento, ma quando faccio per rientrare l’infinita voglia d’abbandono mi ripiomba addosso, mi fa piegare le ginocchia. Di nuovo esco, richiudendo la porta, ma è troppo tardi: là, in quel corridoio, senza che nessuno mi imponga le mani, cado finalmente, sul pavimento, nel riposo nello spirito. Un fratello che mi aveva seguito mi trova così.
Non è ancora finita. Appena rientrato i fratelli, che ancora non sanno nulla, si avvicinano per pregare su di me. Ci risiamo! Questa volta prendo la precauzione di sedermi, tenendomi bene aggrappato alla sedia: di nuovo sento l’onda lunga della paura. Ma un’onda ben più forte mi travolge: cado con tutta la sedia, anzi restando aggrappato a essa. Sento che qualcuno mi sistema delicatamente una gamba, ma non ho più bisogno di nulla. Ogni resistenza, ogni paura, ogni pesantezza, persino quella della carne, è caduta e lo Spirito è libero di cullare il mio spirito.
Renzo

Fonte: “Il Riposo nello Spirito”, Padre Robert De Grandis, Edizioni San Michele

Nessun commento:

Posta un commento