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venerdì 27 marzo 2020

Medjugorje oggi cambia il suo programma di preghiera per unirsi al Santo Padre.

Radio Mir Medjugorje oggi ,per la prima volta, modifica  il programma parrocchiale per essere in collegamento con Piazza San Pietro e unirsi in preghiera con il Santo Padre:

 Cari credenti,
Vi informiamo il 27 marzo il programma di preghiera da Medjugorje sarà estremamente diverso. Il programma di preghiera inizia alle ore 17.00 con la preghiera della recita  del S.Rosario, alle 18  ci uniamo per 
un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro con Papa Francesco: Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria”. Alle 19.00 S.Messa da Medjugorje, e dopo Venerazione  della Croce.


 
Radiopostaja MIR Međugorje

Maria sotto la croce “credette, sperando contro ogni speranza.- Riflessione di Padre Cantalamessa


Non basta stare presso la croce, cioè nella sofferenza, starci anche in silenzio. Questo sembra già da solo una cosa eroica, eppure non è la cosa più importante. Può essere anzi niente. La cosa decisiva è stare presso la croce "di Gesù". Ciò che conta non è la propria croce, ma quella di Cristo. Non è il soffrire, ma il credere e così appropriarsi della sofferenza di Cristo. La prima cosa è la fede. La cosa più grande di Maria sotto la croce fu la sua fede, più grande ancora che la sua sofferenza.

 Maria sul Calvario era unita alla croce di Cristo, era dentro la sua stessa sofferenza. Se Maria “è figura e specchio della Chiesa, sua primizia e modello”, che cosa ha voluto dire alla Chiesa lo Spirito Santo facendo in modo che nelle Sacre Scritture fosse descritta questa sua presenza accanto alla croce di Cristo? Ci dice ciò che deve fare ogni giorno il credente per imitarla: “Stare accanto a Maria presso la croce di Gesù, come ci stette il discepolo che egli amava”.

 

 La fede nella croce di Cristo “ha bisogno di passare attraverso la sofferenza per essere autentica”.

   Maria non è solo la ‘Madre dei dolori’, ma anche la Madre della speranza, ‘Mater spei’, come la invoca la Chiesa in un suo inno.

 Maria è sul Calvario, insieme ad altre donne, ma lei è la Madre. Ha assistito alle torture e alle umiliazioni inflitte al Figlio e alla sua crocifissione e, come aveva fatto Gesù, anche a lei - osserva il predicatore - viene chiesto di perdonare. E prosegue affermando che “se Maria poté essere tentata, come lo fu anche Gesù nel deserto, questo avvenne soprattutto sotto la croce". Una tentazione profondissima perchè lei credeva che Gesù era il Figlio di Dio, eppure sotto la croce vede che Gesù non reagisce per liberarsi. E allora anche lei tace:e così facendo è divenuta, in modo tutto speciale, martire della fede, testimone suprema della fiducia in Dio, dietro il Figlio.

 Bisogna distinguere tra lo stare "accanto alla croce" e lo stare accanto alla croce "di Gesù" e che è questa la cosa più importante:

Non basta stare presso la croce, cioè nella sofferenza, starci anche in silenzio. Questo sembra già da solo una cosa eroica, eppure non è la cosa più importante. Può essere anzi niente. La cosa decisiva è stare presso la croce "di Gesù". Ciò che conta non è la propria croce, ma quella di Cristo. Non è il soffrire, ma il credere e così appropriarsi della sofferenza di Cristo. La prima cosa è la fede. La cosa più grande di Maria sotto la croce fu la sua fede, più grande ancora che la sua sofferenza.

Maria spera contro ogni speranza

Come Abramo, anche Maria sotto la croce “credette, sperando contro ogni speranza. Maria ha creduto “che Dio era capace di far risuscitare il suo Figlio anche dai morti” e come lei anche la Chiesa, osserva padre Cantalamessa, vive la risurrezione nella speranza. 
Come Maria fu presso il Figlio crocifisso, così la Chiesa è chiamata a stare presso i crocifissi di oggi: i poveri, i sofferenti, gli umiliati e gli offesi. Starci con speranza. Non basta compatire le loro pene o anche cercare di alleviarle. È troppo poco. Questo possono farlo tutti, anche chi non conosce la risurrezione. La Chiesa deve dare speranza, proclamando che la sofferenza non è assurda, ma ha un senso, perché ci sarà una risurrezione da morte. La Chiesa deve ‘dare ragione della speranza che è in lei’.

Senza la speranza si ferma tutto

La speranza è essenziale come l’ossigeno per la vita di ogni persona e anche per la Chiesa, tuttavia, osserva il predicatore “la speranza è stata per molto tempo, ed è tutt'ora, tra le virtù teologali, la sorella minore, la parente povera”. E cita al riguardo un’immagine del poeta Charles Péguy in cui fede, speranza e carità sono come tre sorelle, due grandi e una ancora piccola. Camminano tenendosi per mano, la bambina, che è la Speranza, è al centro. Tutti pensano che siano le due grandi a trascinare la bambina. Si sbagliano, dice il poeta: "è la bambina Speranza che trascina le due sorelle, perché se si ferma la speranza si ferma tutto".
“Dobbiamo - come suggerisce lo stesso poeta - diventare « complici della bambina speranza ». Hai sperato ardentemen­te una cosa, un intervento di Dio, e non è successo niente? Sei tornato a sperare di nuovo la volta successiva, e ancora niente? Tutto è andato avanti come prima, nonostante tante suppliche, tante lacrime, e forse anche tanti segni che questa volta saresti stato esaudito? Tu continua a sperare, spera ancora un'altra vol­ta, spera sempre, fino alla fine. Diventa complice della speranza!”.

Sperare è scoprire che c'è ancora qualcosa da fare 

Diventare complici della speranza, prosegue padre Cantalamessa, significa “permettere a Dio di deluderti, di ingannarti quaggiù tutte le volte che vuole”, permettendoti così “di fare un atto di speranza in più e ogni volta più difficile". La speranza però, avverte padre Cantalamessa, non è solo un atteggiamento interiore, è anche “scoprire che c'è ancora qualcosa che si può fare”.
Quand'anche non ci fosse nulla più da fare da parte nostra per cambiare una certa situazione difficile, resterebbe pur sempre un grande compito da assolvere, tale da tenerci abbastanza impegnati e tenere lontana la disperazione: quello di sopportare con pazienza fino alla fine. Questo fu il grande ‘compito’ che Maria portò a compimento, sperando, sotto la croce, e in questo ella è pronta ora ad aiutare anche noi.

Il sussulto di speranza del profeta Geremia

La Bibbia presenta diversi esempi di ”sussulti di speranza” che cambiano le situazioni più tragiche. Un esempio è l’esperienza del profeta Geremia che conosce la più profonda desolazione ma, dice il padre Cantalamessa, “dal momento che il profeta decide di tornare a sperare, il tono cambia: la lamentazione si trasforma in fiduciosa attesa dell’intervento di Dio”. E conclude invitando a guardare ancora a Maria, Madre della speranza, con l’antico inno:
“Salve , o Madre di misericordia, Madre di Dio e Madre di perdono, Madre di Speranza e Madre di grazia, Madre ricolma di santa allegrezza, o Maria!”.

Padre Cantalamessa

 Adriana Masotti - Città del Vaticano

giovedì 26 marzo 2020

Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria- Consacrazione della famiglia a Maria

 " ...desidero che siate solo, sempre e tutti del Mio Figlio Gesù. VI AMO FIGLI MIEI."

 
Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
O Vergine di Fatima, Madre di Misericordia, Regina del Cielo e della terra, rifugio dei peccatori, io mi consacro al tuo Cuore Immacolato. Ti consacro il mio cuore, la mia famiglia, tutte le mie cose. E affinché questa consacrazione sia veramente efficace e duratura, rinnovo oggi le promesse del mio Battesimo e della Cresima, impegnandomi a vivere da buon cristiano, fedele a Dio, alla Chiesa, al Papa. Voglio recitare il Santo Rosario, prendere parte all'Eucaristia, dare importanza al primo Sabato del mese e operare per la conversione dei peccatori. Ti prometto ancora, o Vergine Santissima, di zelare il Tuo culto benedetto, per affrettare con la mia consacrazione al Tuo cuore Immacolato e mediante la Tua intercessione l'avvento del Regno di Gesù nel mondo. Amen.


Consacrazione della famiglia a Maria
Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa. Come già al tuo Cuore Immacolato fu consacrata la Chiesa e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo, affidiamo e consacriamo al tuo Cuore Immacolato la nostra famiglia. Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi. Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell'eternità. Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana; come fosti madre per l'Apostolo Giovanni. Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Allontana da noi il peccato e ogni male. In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina. Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità. Suscita tra i nostri cari sante vocazioni. Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa che un giorno tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.

In questi tempi di quarantena, il nostro domicilio diventa una “chiesa domestica”- Consigli

In questi tempi di quarantena, il nostro domicilio diventa più che mai una “chiesa domestica”. È il momento perfetto per adibire o impreziosire un angolo per la preghiera a casa nostra. Ecco alcune idee per creare o valorizzare un spazio grazioso dedicato alla preghiera.

di Christine Ponsard  Per incoraggiare la preghiera familiare, adibire un angolo apposito è una buona idea. Può essere semplicemente un “angolo” o anche una vera e propria stanza per chi ha una casa grande (un ripostiglio, una mansarda, un armadio molto grande o anche una piccola camera). L’angolo per la preghiera è installato in modo permanente. Quindi, dopo il momento del raccoglimento, le icone e le candele devono essere lasciate lì, così questo luogo ricorderà a tutti, durante la giornata, il ruolo della preghiera nella nostra vita e la sua importanza vitale. Un padre di famiglia racconta che a casa sua l’angolo per la preghiera si trova nel salotto e che una lucina resta sempre accesa davanti all’icona, proprio come fanno in Oriente. I suoi figli gli hanno detto che quando si alzano di notte e passano davanti alla porta aperta del salotto, la lucina ricorda loro la presenza di Dio e li rassicura.
L’angolo della preghiera favorisce il raccoglimento, invita all’orazione e anche alla catechesi familiare; inoltre può permettere a ciascuno di ritrovare la calma e il silenzio per incontrare Dio durante la giornata. Come creare il nostro angolo per la preghiera? Sarà nostro e della nostra famiglia, unico come noi e non assomiglierà a quello di nessun altro, sarà parte delle tradizioni e dei tesori della casa.

Dove installare il nostro angolo per la preghiera? 
La prima cosa da fare è quella di scegliere un luogo adatto: a volte bisogna provare un posto, poi un altro, prima di trovare quello giusto. Anche l’evoluzione della famiglia e i desideri dei bambini possono portare al cambiamento. Perfino nelle piccole abitazioni esistono diverse possibilità e non c’è un luogo predefinito: l’angolo della preghiera può essere all’ingresso, in cucina, nella camera dei bambini o nel salotto. Tuttavia possiamo darvi alcuni criteri di scelta:
– Ci deve essere abbastanza spazio affinché tutta la famiglia possa riunirsi (prevedete un po’ di spazio in più per gli ospiti di passaggio).
– Deve essere un luogo che favorisca la calma e non disperda l’attenzione. Se ci si mette infatti davanti ad una finestra che si affaccia sulla strada, il rumore esterno potrà distrarci ed impedire il nostro raccoglimento.
– Deve essere, o diventare, il più bello possibile! Bisognerebbe per esempio, evitare la vicinanza con il cestino della spazzatura o con il cesto del bucato.
– Deve trovarsi in un luogo dove passiamo spesso durante la giornata. Non deve essere relegato in un luogo dove nessuno va mai.
– Allo stesso tempo, deve trovarsi in un luogo un po’ appartato per invogliarci a pregare da soli. Quest’ultimo criterio è possibile ovviamente solo per le abitazioni sufficientemente grandi: è difficile, se non impossibile, isolarsi quando sei o sette persone vivono sotto lo stesso tetto, in tre o quattro stanze. Questa promiscuità non è priva di molte difficoltà e limitazioni, ma più in particolare nell’educazione alla preghiera personale; tuttavia niente è impossibile e i vincoli materiali non devono scoraggiarci. Sta a noi stabilire una routine familiare che permetta a tutti, genitori e bambini, di trovare i propri momenti di calma e di solitudine durante il giorno per poter ritrovare sé stessi e pregare.

Come abbellire un angolo per la preghiera?  
Una volta scelto il posto giusto, bisogna allestirlo. Il minimo da fare sarebbe quello di collocare una statuetta, un crocifisso o un’icona; è molto importante scegliere una bella immagine o una bella statua. Infatti, è importante che il bambino associ presto Dio alla bellezza. Si consiglia quindi di evitare immagini brutte o troppo kitsch, o delle riproduzioni di cattiva qualità; i monasteri offrono un’ampia scelta di immagini e di statue, per tutti i gusti e a tutti i prezzi. Questa immagine (o icona, o statua) deve essere collocata su un tavolino o appesa al muro, ma all’altezza dei bambini più piccoli. Non devono avere il torcicollo per poterla vedere!
Un altro elemento importante sono le candele: la fiamma ci parla dell’amore di Dio, del fuoco dello Spirito Santo e della luce di Cristo che ci guida. Il numero di candele può variare; alcune famiglie accendono tre candele, una per ogni persona della Santissima Trinità. Altre accendono tante candele quanti sono i membri della famiglia: ognuno ha la sua e quando mancano delle persone, le loro candele sono lì a rappresentarli. Durante l’Avvento o la Quaresima, il numero di candele può aumentare di settimana in settimana e all’anniversario del loro battesimo i bambini possono accendere anche il loro cero, se è stato conservato.
Anche i fiori (veri e non appassiti) o le piante portano vita e gioia. I bambini saranno felici di mettere nell’angolo dedicato alla preghiera dei mazzi di fiori raccolti per esempio durante qualche passeggiata in campagna. Inoltre, una bacheca può rivelarsi molto utile per poter appendere i designi dei bambini, delle frasi evangeliche (quelle del giorno o della domenica), delle foto di persone per le quali si prega in modo speciale (tra cui anche i nostri figliocci). Per realizzare questa bacheca, basta un pannello di sughero o di polistirolo (2-3 cm di spessore); se avete scelto il polistirolo, bisogna ricoprirlo con un tessuto liscio. Inoltre, una moquette o un tappeto possono materializzare lo spazio dedicato all’orazione e favorire un atteggiamento di raccoglimento. Possono completare questo “angolo per la preghiera” una luce adeguata, un piccolo scaffale per appoggiare dei libri religiosi, degli sgabelli, delle piccole panche o dei cuscini e mille altre cose. E ora non vi resta che venire a pregare!

  Fonte: Aleteia.it

Il Crocifisso 'miracoloso' trasportato a San Pietro per la preghiera di domani contro la pandemia


Il Crocifisso 'miracoloso' trasportato a San Pietro Dalla Chiesa di San Marcello per la preghiera di domani del Papa.

Il Crocifisso miracoloso, venerato da Papa Francesco il 15 marzo scorso, nella Chiesa di San Marcello al Corso, a Roma, è stato spostato per essere trasportato in Vaticano. Domani alle 18 sarà in piazza San Pietro per l'appuntamento di preghiera indetto Papa Francesco affinché cessi l'epidemia del coronavirus. Il Crocifisso 'miracoloso' è stato oggetto di profonda venerazione da parte dei fedeli di Roma sin dal 1519, quando rimase illeso nel grande incendio che colpì la chiesa nel cuore di Roma. Ma soprattutto a questa immagine, che fu portata nel 1522 in processione per tutti i rioni di Roma, venne attribuita la cessazione della peste. E da allora è venerato dai romani ed è invocato soprattutto per la cessazione delle epidemie. 

Fonte: Repubblica.it

Venerdì prossimo 27 marzo, alle ore 18, presiederò un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota”, ha annunciato Francesco

 “In questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo”. È l’appello del Papa, che al termine dell’Angelus trasmetto in diretta streaming dalla Biblioteca apostolica vaticana ha invitato “tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato”. “... venerdì prossimo 27 marzo, alle ore 18, presiederò un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota”, ha annunciato Francesco: “Fin d’ora invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria”. “Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con la universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza”, ha spiegato il Papa: “Rimaniamo uniti. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole e più provate”. “La nostra vicinanza – ha proseguito Francesco a braccio – ai medici;  vicinanza agli operatori sanitari, agli infermieri, alle infermiere, ai volontari; vicinanza alle autorità, che devono prendere misure dure ma per il nostro bene. Vicinanza ai poliziotti, ai soldati che per le strade cerano di mantenere sempre l’ordine, perché si compiano le cose che il Governo chiede di fare per il bene di tutti noi. E vicinanza a tutti”. Infine, la “vicinanza alle popolazioni della Croazia colpite questa mattina da un terremoto”: “Il Signore Risorto dia loro la forza e la solidarietà per affrontare questa calamità”.

Fonte: Agensir.it

mercoledì 25 marzo 2020

Messaggio del 25 marzo 2020 - Medjugorje

Messaggio del 25 marzo 2020
Medjugorje 

Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. 
Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. 
Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. 
Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. 
Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. 
Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.
 Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

25 Marzo: Preghiera per il giorno dell’Annunciazione del Signore


Preghiera

I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell'annunziarvi l'Angelo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l'Angelo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

III. Sia benedetto, o Maria, quell'annunzio felice, che dal cielo vi recò l'Angelo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

IV.  Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v'assoggettaste al volere di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

VI. Sia benedetta, o Maria, quell'Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio.


Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l'umana salute con l'Incarnazione del Figliuolo di Dio.

Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.