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lunedì 4 aprile 2022

La situazione è seria. Siamo al bivio, o ci convertiamo o periamo!!! - RETE 4 "ZONA BIANCA" 3 APRILE 2022 (VIDEO)

 


Così come chiesto nel 1917 dalla Madonna di Fatima ai tre pastorelli Papa Francesco lo scorso 25 Marzo, ha consacrato la Russia al Cuore Immacolato di Maria, per evitare che Mosca possa continuare a spargere nel mondo morte e distruzione.
La Madonna è tornata a parlare di guerra questa volta a Medjugorje. Ecco cosa ha detto alla veggente Marija solo qualche giorno fa:

 ''Cari figli! Ascolto il vostro grido e le preghiere per la pace. 

Da anni satana lotta per la guerra. Perciò Dio mi ha mandato in mezzo a voi per guidarvi sul cammino della santità, perché l’umanità è al bivio".

 D.MURGIA:Questo messaggio sembrerebbe confermare il gradimento, se vogliamo... della Madonna o del cielo all'Atto fatto da papa Francesco. 
 
Sono iniziate a Medjugorje  le apparizioni sulla Collina negli anni 80. È qui che sei giovane videro  una figura femminile, su una piccola nube e da allora i contatti con la Madonna non si sarebbero mai interrotti. Anche a loro, come ai pastorelli di Fatima la Vergine avrebbe rivelato dei segreti (10 in questo caso). Medjugorje è la continuazione di Fatima. Se vuoi capire Fatima vai a Medjugorje. E' la stessa Madonna a confermarlo nell'apparizione del 25 agosto1991: "Affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima".
Cosa sono sostanzialmente questi segreti? Sono profezie su quello che dovrebbe accadere di apocalittico nel mondo e forse anche all'interno della chiesa. Se Medjugorje è dunque la prosecuzione di Fatima l'escalation della guerra russa potrebbe essere contenuta nei 10 segreti? La Madonna ha risposto aprendo subito il messaggio come rispondendo al Santo Padre...la Madonna era molto seria, perché? Perchè la situazione è seria. 
Perciò Dio mi ha mandato inmezzo per guidarvi  sul cammino di Santità perché l'umanità è al bivio.
Nei  messaggi che la Madonna dà da più di 40 anni ci sono molte parole che ritornano, tra queste c'è la parola "prova". Recentemente è stata nuovamente dato dalla Madonna e in molti hanno voluto vedere in questa parola un sinonimo di quello che ci si potrebbe aspettare da questa crisi tra l'Ucraina e la Russia, ovvero anche di una guerra nucleare.
Ecco cosa ha scritto Padre Livio Fanzaga il direttore di Radio Maria sul suo blog proprio qualche giorno fa:
"In questa prospettiva si pone una domanda se i segreti di Medjugorje dal 4° al 10° segreto riguardino l'uso di armi nucleari. La risposta, sia pure ipotetica, non può che essere affermativa".  ...messaggi  ben preciso dalla Russia che se è necessario saranno usate armi nucleari quindi siamo al bivio. O ci convertiamo o periamo!!!

Ecco il video...

RETE 4 "ZONA BIANCA" 3 APRILE 2022

VIDEO👇


Messaggio 2 aprile 2022- MEDJUGORJE

 


Messaggio dato dalla Madonna attraverso il veggente  Ivan il 2 aprile 2022:
“Cari figli,
in questo tempo senza pace, in cui l'uomo e l'umanità sono assetati di Dio, assetati di pace, io vi chiamo a pregare per la pace.
Pregate per la pace, cari figli, affinché ogni persona nel mondo possa sentire l’amore per la pace.
In modo particolare, figlioli, siete invitati a vivere e testimoniare la pace, la pace nei vostri cuori e la pace nelle vostre famiglie.
E allora la pace scorrerà nel mondo.
Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata

La gente pensa che con i 10 Segreti sia coinvolta soltanto Mirjana: VICKA – No, siamo coinvolti tutti. L’unica differenza è che...

 


La Madonna ha dato una grande libertà e non ha obbligato nessuno a credere. Non esiste un “dovere” di trasmettere questo messaggio con la forza, ma con amore. L’amore si vede, si trasmette, rimane. Tutto quello che si fa in modo forzato come viene così se ne va.
Non c’è niente di nuovo negli insegnamenti che vengono da Medjugorje, e la Madonna vuole solo ricordarci ciò da cui molti cristiani si sono allontanati.
La Madonna parla di un suo piano che si deve realizzare e che dobbiamo aiutarla con le nostre preghiere, anche ora. Ancora non ci ha rivelato nulla di questo suo piano.
Il fatto di contenuto nei Segreti riguarda tutto il mondo. Non ne parla perché evidentemente non è ancora il momento di parlarne a tutti. Lei darà un segno quando si potrà iniziare a parlarne, quando i tempi saranno maturi.
Io non ho mai chiesto nulla alla Madonna. Non lo facciamo per paura ma perché sappiamo che ha i suoi progetti e io devo fare quello che lei vuole.

La gente però pensa che con i Dieci Segreti sia coinvolta soltanto Mirjana.

VICKA – No, siamo coinvolti tutti. L’unica differenza è che Mirjana ha scelto Padre Petar per annunciare i segreti al mondo, ma ognuno di noi ha un suo compito.

PADRE LIVIO – Una volta la Madonna ha detto che dopo il Terzo Segreto ci sarà ancora uno di voi che avrà le apparizioni quotidiane.

VICKA – Sì, si tratta di uno di noi, poi staremo a vedere chi è.

PADRE LIVIO – Non si sa chi è?

VICKA – No.

PADRE LIVIO – Ma si tratta di uno di voi tre o uno di voi sei?

VICKA – Uno di noi tre.

PADRE LIVIO – Però dopo il Quarto Segreto non ci sarà più nessuno ad avere le apparizioni quotidiane?

VICKA – Vedremo…

PADRE LIVIO – Dunque dopo il Terzo Segreto rimarrà un veggente, tra quelli a cui ora continuano le apparizioni quotidiane.

VICKA – Esatto, noi tre: io, Marija e Ivan. Noi tre che conosciamo solo nove dei Dieci Segreti. Ad uno di noi tre, poi vedremo chi, rimarranno le apparizioni.

PADRE LIVIO – Anche dopo i segreti?

VICKA – Anche dopo.

PADRE LIVIO – Molto interessante. Non so se la gente si rende conto dell’importanza di questa affermazione.

VICKA – Il Terzo Segreto riguarda il segno che la Madonna lascerà sulla montagna delle apparizioni, un segno che rimarrà per sempre. Un altro segreto è dato ad ognuno di noi veggenti e si tratta di un fatto personale. Il Settimo Segreto è invece stato in parte cancellato in seguito alle nostre preghiere ma non completamente, e la Madonna vorrebbe che noi pregassimo ancora di più perché mediante le nostre preghiere possiamo modificare anche gli altri [si noti che le vere profezie sono sempre condizionate, ndr].

PADRE LIVIO – Però tu hai detto che durante il tempo dei segreti ci sarà ancora uno di voi che avrà le apparizioni quotidiane. Questo che mi hai detto è molto importante perché significa che durante il tempo dei Dieci Segreti, un tempo sicuramente di prova, la Madonna rimarrà in mezzo a noi.

VICKA – Sì, si.

PADRE LIVIO – Quindi potrà dare anche dei messaggi.

VICKA – Certo.

PADRE LIVIO – Questa è una grande grazia.

VICKA – Sembra una sorpresa, ma la Madonna ha detto questo in modo chiaro.

PADRE LIVIO – Io faccio questo in qualità di intervistatore perché io sono personalmente convinto che quando si verificheranno i Dieci Segreti io sarò già in Paradiso.

VICKA – Padre Livio, tu non sai quante grazie la Madonna ha dato a te, perché sei stato pronto a rispondere in modo che la Madonna ha trovato una sua radio. Non sai quanto ti vuol bene e vedo che anche tu rispondi con tutto amore. Devi continuare a trasmettere questo tuo messaggio senza stancarti perché abbiamo ancora tanto da fare.

PADRE LIVIO – Io invece penso che alla mia età i Dieci Segreti li vedrò dal Paradiso ormai…

VICKA – No, carissimo fratello, non si sa mai a che età si lascerà questa terra. Io a questo non penso mai. Io sento dentro di me che si può fare ancora molto.

PADRE LIVIO – Quindi niente pensione per me.

VICKA – No! La vita è bella, è noi che la complichiamo. Chi ama sé stesso ama la vita, chi non ama sé stesso non può amare niente.
 
RADIO MARIA

Cos'è la Preghiera? Come, quando, perché, cosa Pregare? - Fra Stefano risponde

 

 



 

 Ci sono diverse forme di preghiera, ma in modo generale possiamo dire che pregare significa mettersi in relazione con Dio, entrare in contatto con Lui.
 
 Fra Stefano risponde👇 Clicca  per ascoltare


 
La preghiera silenziosa, la preghiera chiede più cuore che lingua. Meno sono le parole migliore è la preghiera. Teniamo conto che noi abbiamo a disposizione diversi modi per esprimerci, non c'è solo la parola, c'è per esempio la musica, il disegno, il ballo e ogni altra forma d'arte anche accendere una candela o portare un fiore, dedicandolo Dio. E' un modo per esprimere qualcosa, per dire qualcosa. Dio a volte il fiore possiamo contemplarlo direttamente nel campo e stare in mezzo alla natura, anche questo può essere preghiera. Preghiamo anche con il corpo, stando lì impiedi o anche seduti, con le mani giunte, o con le braccia aperte verso il cielo. A volte per pregare sufficiente gettarsi in ginocchio, anche senza dover passare per forza attraverso il linguaggio.

 C'è anche la meditazione una forma di preghiera che avviene mediante l'allontanamento di tutti i pensieri, partendo dal presupposto che io non sono i miei pensieri. 
 
 Perché devo pregare? In realtà noi non dobbiamo pregare nel senso che pregare non è un dovere certo Gesù ci dice di pregare incessantemente senza stancarci ma non è un ordine, è una necessità come il respiro perché la preghiera ci fa star bene, ci aiuta. La preghiera è il respiro dell'anima, la preghiera è una finestra che si apre sull'infinito, la preghiera eil  ponte di speranza è un ritorno alla sorgente della nostra vita e dello sguardo rivolto verso il nostro destino eterno. La preghiera è comunione con la sapienza di Dio, è come il suo amore. Gesù si ritirava in preghiera tutti i giorni e la preghiera diventava più intensa nei momenti critici della sua vita e gli permette di riconoscere le tentazioni del maligno. La preghiera ci aiuta a vincere le tentazioni. Gesù prega prima dei pasti per benedire il padre che provvede alla sua vita, perché la preghiera è ringraziamento per i doni ricevuti. Gesù prega prima della scelta dei Dodici Apostoli perché la preghiera ci aiuta a fare le scelte più importanti della nostra vita. Gesù prega il Padre prima della resurrezione di Lazzaro, perché la preghiera è intercessione per invocare l'intervento del Padre Gesù prega nell'orto degli Ulivi e questo gli permette di affrontare la passione rimanendo fedele alla sua missione fino alla fine perché la preghiera è forza è potenza......(ascolta il video sù per continuare a saperne di più)

domenica 3 aprile 2022

"Io sono disposto a fare tutto, anche ad andare a Kiev"- Conferenza stampa del Papa dal rientro da Malta

 


Papa Francesco in aereo: "Io sono disposto a fare tutto, anche ad andare a Kiev"
Conferenza stampa del Papa dal rientro da Malta

Il Papa con i giornalisti sul volo per Roma

Di Marco Mancini

ROMA , 03 aprile, 2022 / 9:20 PM (ACI Stampa).-

E’ terminato il viaggio del Papa a Malta e come di consueto sul volo che lo riportava in Italia, Francesco ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa.

Tanti i temi toccati dal Pontefice, a cominciare dalla guerra in Ucraina. “La guerra – ha detto - è una crudeltà, una cosa inumana e va contro lo spirito umano, è lo spirito di Caino. Io sono disposto a far tutto quello che si può fare e la Santa Sede sta facendo di tutto. Fra le possibilità c’è il viaggio, ci sono due viaggi possibili. Uno me lo ha chiesto il presidente polacco di inviare il Cardinale Krajewski a visitare gli ucraini che sono stati accolti in Polonia, lui è andato già due volte ma lo farò un’altra volta. L’altro viaggio: io ho in mente di andarci, la disponibilità c’è sempre. Da tempo era pensato un incontro con il Patriarca Kirill e si sta lavorando forse in Medio Oriente. Queste sono le cose come stanno adesso”.

“Le cose che ho detto alle autorità di ogni parte sono pubbliche. Nessuna delle cose che ho detto – ha precisato ancora il Papa - è riservata per me. Il Patriarca ha fatto una bella dichiarazione di quello che abbiamo detto. Il presidente russo l’ho sentito alla fine dell’anno, mi ha chiamato per gli auguri, ho sentito il presidente dell’Ucraina due volte e ho pensato il primo giorno della guerra che dovevo andare all’ambasciata (russa) per parlare con l’ambasciatore che è il rappresentante del popolo per fare domande e dare le mie impressioni: questi sono i contatti ufficiali che ho avuto. Con la Russia l’ho fatto tramite l’ambasciata. Anche ho sentito l’arcivescovo Maggiore di Kiev Schevchuck. Vorrei darvi condoglianze per i vostri colleghi che sono caduti. Ma il vostro lavoro è per il bene comune e loro sono caduti in servizio per il bene comune. Sono stati coraggiosi e io prego per loro”.

“I messaggi che ho dato a tutte le autorità – ha sottolineato ancora Papa Francesco - sono quelli che ho fatto pubblicamente. Non faccio doppio linguaggio. Ogni guerra nasce da una ingiustizia, sempre. Perché c’è lo schema di guerra. Non c’è lo schema di pace. Fare investimenti per comprare le armi. Questo è lo schema di guerra. Quando è finita la Seconda Guerra Mondiale tutti hanno respirato il mai la guerra e la pace. Settanta anni dopo abbiamo dimenticato tutto questo. È così lo schema della guerra si impone. Non siamo più abituati a pensare allo schema della pace. Quando c’è stata la commemorazione dello sbarco in Normandia i capi di governo si sono riuniti per commemorarlo. Ma non ricordo che qualcuno ha parlato dei 30mila ragazzi rimasti sulle spiagge. La gioventù non importa. Sono addolorato, non impariamo. Che il Signore abbia pietà di noi. Tutti siano colpevoli”.

Poi il Papa ha parlato della sua visita a Malta. “Io sono stato contento, ho visto le realtà di Malta, un entusiasmo della gente impressionante: sono rimasto stupito. Uno dei problemi è la migrazione. E’ grave perché sia Cipro, Grecia, Malta, Italia e Spagna sono i Paesi più vicini all’Africa e al Medio Oriente e arrivano qui ed i migranti vanno accolti sempre e ogni governo deve dire quanti possono riceverne normalmente per vivere lì e per questo ci vuole una intesa con i Paesi dell’Europa e non tutti sono disposti a ricevere i migranti. Dimentichiamo che l’Europa è stata fatta dai migranti ma almeno non lasciare tutto il peso a questi Paesi limitrofi così generosi. Oggi sono stato nel centro di accoglienza e le cose che ho sentito sono terribili. I lager della costa libica e questo sembra criminale. E’ un problema che tocca il cuore di tutti. L’Europa fa con tanta generosità posto agli ucraini così deve fare per chi viene dal Mediterraneo”.

Infine il riferimento alla sua salute: “è un po’ capricciosa, ho questo problema al ginocchio che crea problemi di deambulazione, è un po’ fastidioso ma va migliorando almeno posso andare. Due settimane fa non potevo fare nulla. E’ una cosa lenta, ma a questa età non si sa come finirà la partita, speriamo che vada bene”.


Chi crede di difendere la FEDE puntando il dito contro gli altri non sposa lo Spirito del Vangelo, perché dimentica la misericordia, che è il cuore di Dio.

 


PAPA FRANCESCO-A MALTA
OMELIA DEL SANTO PADRE


Domenica, 3 aprile 2022



Gesù «al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui». Così comincia l’episodio della donna adultera. Lo sfondo si presenta sereno: una mattinata nel luogo santo, al cuore di Gerusalemme. Protagonista è il popolo di Dio, che nel cortile del tempio cerca Gesù, il Maestro: desidera ascoltarlo, perché quello che Lui dice illumina e riscalda. Il suo insegnamento non ha nulla di astratto, tocca la vita e la libera, la trasforma, la rinnova. Ecco il “fiuto” del popolo di Dio, che non si accontenta del tempio fatto di pietre, ma si raduna attorno alla persona di Gesù. Si intravede in questa pagina il popolo dei credenti di ogni tempo, il popolo santo di Dio, che qui a Malta è numeroso e vivace, fedele nella ricerca del Signore, legato a una fede concreta, vissuta. Vi ringrazio per questo.

Davanti al popolo che accorre a Lui, Gesù non ha fretta: «Sedette – dice il Vangelo – e si mise a insegnare loro». Ma alla scuola di Gesù ci sono dei posti vuoti. Ci sono degli assenti: sono la donna e i suoi accusatori. Non si sono recati come gli altri dal Maestro, e le ragioni della loro assenza sono diverse: scribi e farisei pensano di sapere già tutto, di non aver bisogno dell’insegnamento di Gesù; la donna, invece, è una persona smarrita, finita fuori strada cercando la felicità per vie sbagliate. Assenze dunque dovute a motivazioni differenti, come diverso è l’esito della loro vicenda. Soffermiamoci su questi assenti.

Anzitutto sugli accusatori della donna. In loro vediamo l’immagine di coloro che si vantano di essere giusti, osservanti della legge di Dio, persone a posto e perbene. Non badano ai propri difetti, ma sono attentissimi a scovare quelli degli altri. Così vanno da Gesù: non a cuore aperto per ascoltarlo, ma «per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo». È un intento che fotografa l’interiorità di queste persone colte e religiose, che conoscono le Scritture, frequentano il tempio, ma subordinano tutto ai propri interessi e non combattono contro i pensieri malevoli che si agitano nel loro cuore. Agli occhi della gente sembrano esperti di Dio, ma proprio loro non riconoscono Gesù, anzi lo vedono come un nemico da far fuori. Per farlo, gli mettono davanti una persona, come se fosse una cosa, chiamandola con disprezzo «questa donna» e denunciando pubblicamente il suo adulterio. Premono perché la donna sia lapidata, riversando contro di lei l’avversione che loro hanno per la compassione di Gesù. E fanno tutto questo sotto il manto della loro fama di uomini religiosi.

Fratelli e sorelle, questi personaggi ci dicono che anche nella nostra religiosità possono insinuarsi il tarlo dell’ipocrisia e il vizio di puntare il dito. In ogni tempo, in ogni comunità. C’è sempre il pericolo di fraintendere Gesù, di averne il nome sulle labbra ma di smentirlo nei fatti. E lo si può fare anche innalzando vessilli con la croce. Come verificare allora se siamo discepoli alla scuola del Maestro? Dal nostro sguardo, da come guardiamo al prossimo e da come guardiamo a noi stessi. Questo è il punto per definire la nostra appartenenza.

Da come guardiamo al prossimo: se lo facciamo come Gesù ci mostra oggi, cioè con uno sguardo di misericordia, oppure in modo giudicante, a volte persino sprezzante, come gli accusatori del Vangelo, che si ergono a paladini di Dio ma non si accorgono di calpestare i fratelli. In realtà, chi crede di difendere la fede puntando il dito contro gli altri avrà pure una visione religiosa, ma non sposa lo spirito del Vangelo, perché dimentica la misericordia, che è il cuore di Dio.

Per capire se siamo veri discepoli del Maestro, occorre anche verificare come guardiamo a noi stessi. Gli accusatori della donna sono convinti di non avere nulla da imparare. In effetti il loro apparato esterno è perfetto, ma manca la verità del cuore. Sono il ritratto di quei credenti che, in ogni tempo, fanno della fede un elemento di facciata, dove ciò che risalta è l’esteriorità solenne, ma manca la povertà interiore, che è il tesoro più prezioso dell’uomo. Infatti, per Gesù quello che conta è l’apertura disponibile di chi non si sente arrivato, bensì bisognoso di salvezza. Ci fa bene allora, quando stiamo in preghiera e anche quando partecipiamo a belle funzioni religiose, chiederci se siamo sintonizzati con il Signore. Possiamo chiederlo direttamente a Lui: “Gesù, sono qui con Te, ma Tu che cosa vuoi da me? Cosa vuoi che cambi nel mio cuore, nella mia vita? Come vuoi che veda gli altri?”. Ci farà bene pregare così, perché il Maestro non si accontenta dell’apparenza, ma cerca la verità del cuore. E quando gli apriamo il cuore nella verità, può compiere prodigi in noi.

Lo vediamo nella donna adultera. La sua situazione sembra compromessa, ma ai suoi occhi si apre un orizzonte nuovo, impensabile prima. Ricoperta di insulti, pronta a ricevere parole implacabili e castighi severi, con stupore si vede assolta da Dio, che le spalanca davanti un futuro inatteso: «Nessuno ti ha condannata? – le dice Gesù – Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Che differenza tra il Maestro e gli accusatori! Quelli avevano citato la Scrittura per condannare; Gesù, la Parola di Dio in persona, riabilita completamente la donna, restituendole speranza. Da questa vicenda impariamo che ogni osservazione, se non è mossa dalla carità e non contiene carità, affossa ulteriormente chi la riceve. Dio, invece, lascia sempre aperta una possibilità e sa trovare ogni volta vie di liberazione e di salvezza.

La vita di quella donna cambia grazie al perdono. Si sono incontrati la Misericordia e la miseria. Misericordia e miseria sono lì. E la donna cambia. Viene persino da pensare che, perdonata da Gesù, abbia imparato a sua volta a perdonare. Magari avrà visto nei suoi accusatori non più delle persone rigide e malvagie, ma coloro che le hanno permesso di incontrare Gesù. Il Signore desidera che anche noi suoi discepoli, noi come Chiesa, perdonati da Lui, diventiamo testimoni instancabili di riconciliazione: testimoni di un Dio per il quale non esiste la parola “irrecuperabile”; di un Dio che sempre perdona, sempre. Dio sempre perdona. Siamo noi a stancarci di chiedere perdono. Un Dio che continua a credere in noi e dà ogni volta la possibilità di ricominciare. Non c’è peccato o fallimento che, portato a Lui, non possa diventare un’occasione per iniziare una vita nuova, diversa, nel segno della misericordia. Non c’è peccato che non possa andare su questa strada. Dio perdona tutto. Tutto.

Questo è il Signore Gesù. Lo conosce veramente chi fa esperienza del suo perdono. Chi, come la donna del Vangelo, scopre che Dio ci visita attraverso le nostre piaghe interiori. Proprio lì il Signore ama farsi presente, perché è venuto non per i sani ma per i malati. E oggi è questa donna, che ha conosciuto la misericordia nella sua miseria e che va nel mondo risanata dal perdono di Gesù, a suggerirci, come Chiesa, di rimetterci da capo alla scuola del Vangelo, alla scuola del Dio della speranza che sempre sorprende. Se lo imitiamo, non saremo portati a concentrarci sulla denuncia dei peccati, ma a metterci con amore alla ricerca dei peccatori. Non staremo a contare i presenti, ma andremo in cerca degli assenti. Non torneremo a puntare il dito, ma inizieremo a porci in ascolto. Non scarteremo i disprezzati, ma guarderemo come primi coloro che sono considerati ultimi. Questo, fratelli e sorelle, ci insegna oggi Gesù con l’esempio. Lasciamoci stupire da Lui e accogliamo con gioia la sua novità.

« Impegnatevi con l'amore dove siete... »: Questo è il cammino della pace ( le parole di P. Slavko Barbaric del 6 agosto 1986)




La Madonna ha dato un messaggio diverso da quelli del giovedì. Ha ringraziato per tutti i sacrifici e ha detto: « Attraverso i sacrifici voglio guidarvi verso la bellezza di Dio ». Ha poi detto: « Vi benedico con una benedizione speciale ». Si può dire un ringraziamento e una benedizione.


La cosa più importante per tutti noi è capire che cosa hanno queste apparizioni con la nostra vita. La Madonna vuole guidarci verso Dio, ma senza una decisione personale non si può camminare verso il Signore. La Madonna ci invita alla pace e tutti vogliamo la pace, la gioia. La pace è possibile, ma quando si comincia il cammino della pace, dell'amore, della riconciliazione, ogni giorno si scopre che si deve correggere qualche cosa.

Ieri ho parlato con Marija e le ho domandato se posso approfittare di alcune sue cose concrete per farvi capire più facilmente come è il cammino con la Madonna.

Marija presenta il suo cammino spirituale un po' così: « Prima delle apparizioni se pregavo, pregavo Gesù. Con le apparizioni, la Madonna è diventata proprio come il centro: ho amato la Madonna. Poi la Madonna mi ha condotto a Gesù ». E ha soggiunto: « Tante volte nella preghiera Lo sento proprio, mi sembra che potrei toccarlo ». Adesso la Madonna chiede un altro passo concreto. Ha detto: « Adesso imparate a vedere Gesù in ogni persona, anche sotto la maschera ».

Tante volte qualcuno con le sue parole, con i suoi gesti, con la sua vita, con le sue bestemmie ci induce a un giudizio e cominciamo a dare lezioni, a giudicare, a rigettare, a non accettare.

La Madonna chiede adesso - così sente Marija - di vedere concretamente Gesù in ogni persona, dietro a tutte queste cose superficiali. Questo è il cammino della pace.

La Madonna si presenta e ci prega tutti di accettarLa. Se abbiamo accettato la Madonna, Lei ci conduce a Gesù e dopo, Gesù con la Madonna, ci domandano le cose concrete. Potete più facilmente capire questi tre inviti negli ultimi due messaggi. La Madonna ringrazia tutti coloro che si trovano sul cammino della santità e invita ad aiutare tutti coloro che non sanno camminare o vivere nella santità.

Ecco un invito: se tu hai scoperto Gesù, la Madonna ti chiede subito di scoprirlo negli altri. Se hai scoperto Gesù negli altri, puoi aiutare gli altri ad andare avanti.

La Madonna ha detto di portare l'unità, la concordia e la pace agli altri e di impegnarci con l'amore dove siamo.

Allora la Madonna dopo cinque anni si aspetta da noi che abbiamo imparato qualcosa e spera e vede sicuramente che può dire queste cose domandandoci di vivere la concordia e la pace.

La Madonna chiedendo a noi di vivere la santità e di aiutare gli altri, non ci invita ad andare in missione in Africa o in Asia. Ha detto: « Impegnatevi con l'amore dove siete »: allora, nella famiglia, nella comunità, nella Parrocchia, dove vivi.

Vedete come la Madonna diventa concreta, si presenta come la Madre, la Mediatrice, che ci conduce a Gesù e dopo, passo per passo, ci lascia vedere dove e come possiamo vivere la pace e anche aiutare gli altri a viverla.

 P. Slavko Barbaric - 6 agosto 1986)
Fonte:http://medjugorje.altervista.org