Appena la Madonna viene ci saluta sempre dicendo: “Sia lodato Gesù Cristo”. Poi tutto dipende da lei. Se lei incomincia a pregare anche noi preghiamo, se lei parla noi ascoltiamo, se ci fa delle raccomandazioni noi le accogliamo, se ci chiede qualcosa noi acconsentiamo. Tutto dipende da lei ed io mi limito ad ascoltare e a raccomandare le persone o, quando ci fosse la possibilità, a fare delle richieste. In modo particolare presento alla Madonna le intenzioni di tutti quelli che ho incontrato durante la giornata e che hanno chiesto preghiere, in modo particolare i malati. Durante l’apparizione io dico sempre alla Madonna: “Tu sai dal momento in cui mi sono svegliata fino ad ora quanta gente è arrivata e tu conosci tutte le loro intenzioni. Te lo dico perché li ho assicurati che li avrei raccomandati.” Io prego per queste persone e le raccomando. Questo è il mio compito poi al resto pensa la Madonna. Molte volte arrivano dei pellegrini che mi chiedono di poter scrivere un biglietto da presentare al momento dell’apparizione. Per me non c’è problema e aspetto. La Madonna però vede nel tuo cuore e nella tua anima e non ha bisogno di leggere i biglietti. Lei sa che sei venuto qui e conosce tutto quello che tu desideri chiederle. Se quelli che non possono venire a Medjugorje ti danno delle intenzioni, allora portale pure. Ma tu che sei qui non hai bisogno di scrivere nulla perché la Madonna sa già tutto. Ha una grandissima pazienza nel venire ogni giorno dal cielo qui sulla terra per dirci: “Se voi sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia”
Purtroppo noi non comprendiamo questo amore! All’inizio ne siamo presi, ma poi ci dimentichiamo. La Madonna come Madre ci dice che lei ama tutti con lo stesso amore. Lei non ama di più Vicka o di qualcuno di voi. Io ho soltanto questo grande dono dell’apparizione, ma non dico mai che la Madonna ama più me di altri, perché lei ama tutti nel medesimo modo. Io sono solo una serva per aiutare gli altri, così come Dio ha voluto, ma la Madonna ha lo stesso amore per tutti. Forse molti non ci crederanno, ma io non ha mai chiesto dei consigli personali perché ritengo che la Madonna mi abbia già dato tanto col dono dell’apparizione e quando mi dà i messaggi prima li accetto per me e poi per gli altri. Penso che se io mi sforzo di vivere i messaggi che ci dà, questo è già un grande consiglio. Vivere i messaggi, metterli in pratica e trasmetterli agli altri questo è già moltissimo.
La Madonna ci dice di non preoccuparci per il domani. Lei ci invita sempre a pensare a ciò che bisogna fare oggi, momento per momento.
Oggi moltissime persone pensano che è prossima la fine del mondo, oppure che è imminente qualche catastrofe o altro. Arrivano delle persone che mi dicono: “Vicka, ci saranno tre giorni di buio e poi nel duemila la fine del mondo” . “ E chi lo ha detto? – rispondo io – La Madonna? Dove? Qui? Questo io lo sento da voi. Non prestate ascolto a queste cose, non sono vere! La Madonna non parla mai per farci paura. Lei parla sempre per darci una speranza. Cosa succeda nel futuro Dio lo sa, ma noi dobbiamo avere nessun timore di guardare avanti.” Così con queste voci anche i giovani entrano in confusione e non sanno più che cosa fare.
Ma un giovane che affronta la vita giorno per giorno e va avanti un passo per volta non si lascia prendere dalla paura. La Madonna ci insegna che la paura non viene da Dio, ma viene sempre dalla parte opposta. Quando noi sentiamo che nel nostro cuore vi è la gioia, la pace e la tranquillità capiamo subito che tutto questo viene da Dio. Ma quando siamo disturbati e abbiamo dentro la rabbia o siamo presi da paure, allora tutto questo viene dalla parte di un altro (il demonio). In questo modo siamo subito in grado di capire la differenza. Così, carissimi giovani, se sentite la pace, allora accoglietela con tutto il cuore e andate avanti. Se sentite la paura, allora questo è un modo con cui Dio vuol farvi capire che dovete incominciare a impegnarvi o ad andare avanti senza timore a realizzare quello che avete incominciato.
Lei sempre ci protegge, ma non ti può proteggere quando tu non vuoi, capito? Se io voglio che La Madonna mi protegga, ecco che io credo che Lei è sempre qui con noi, anche in questo momento. Ma se uno non ci crede e non si affida, Lei come potrebbe aiutarlo se non vuole? Non si può giocare con la grazia. Lei è sempre vicina, ma dipende da noi chiedere il suo aiuto.
800 km sulle orme della Regina della Pace. Don Santino Borrelli "Cammino esperienza per promuovere una nuova cultura di Pace"
VIDEO:
di Cristian Fiorentino
Nonostante qualche acciacco e avversità, Don Santino Borrelli ha completato il suo percorso a piedi da Donnici a Medjugorje. L’ormai noto sacerdote cosentino, ribattezzato "Pellegrino della Pace", al motto slavo “Da, Da Mir” (Sii tu Pace) ha camminato, dal 31 luglio scorso, per un dispendioso tragitto percorrendo ben 800 chilometri.
Tragitto che si è concluso sul colle delle apparizioni e ai piedi della “Madonna”, nella piccola cittadina della Bosnia-Erzegovina, lo scorso 23 agosto. Il parroco della parrocchia “San Michele Arcangelo” di Donnici, già conosciuto per le altre lunghissime escursioni negli anni scorsi, questa volta si è imbattuto in un percorso inesistente e creato ad hoc per l’occasione. Nel tratto italiano, accompagnato in alcuni periodi prima da Mario e poi dai coniugi Stella e Cristian, ha percorso le zone comprese tra Calabria, Basilicata e Puglia raggiungendo a piedi Bari.
Distanza in cui ha trovato le maggiori avversità causa un fastidioso problema di vesciche ai piedi tanto, dopo l’arrivo a Matera, da mettere in dubbio l’intera trasferta. Dopo l’incontro con il vescovo metropolita di Bari-Bitonto, Monsignor Giuseppe Satriano, e un paio di giorni di cure e riposo, lo stesso Don S. Borrelli ha potuto riprendere la sua missione. Da precisare che Don S. Borrelli e Monsignor Satriano si conoscevano dai tempi in cui Satriano era stato vescovo della diocesi di Rossano-Cariati dal 2014 al 2020. Lo stesso Vescovo di Bari ha prestato le dovute cure e ospitato in cattedrale il parroco roglianese che ha avuto modo di ringraziare il Santo Patrono pugliese e a cui è molto legato essendo stata la prima parrocchia della sua esistenza. Scortato al porto barese, sempre da un emissario del Vescovo, il buon Don Santino è sbarcato in Croazia, per proseguire le tappe e toccando regioni segnate duramente dalla guerra nei Balcani, per giungere poi a destinazione. «In ogni tragitto che si affronta- ha esordito Don S. Borrelli- si cammina col cuore e la mente oltre che con le gambe.
Nonostante qualche acciacco fisico proprio ai piedi, il desiderio di arrivare alla fine del percorso e a Medjugorje è stato forte. Dopo il tratto del sud Italia, per cui voglio ringraziare i miei assistenti Mario, Stella e Cristian, da Bari sono approdato a Dubrovnik e mi sono incamminato per toccare prima Sarajevo e poi Monstar per poi arrivare a Medjugorje. L’obiettivo di questo cammino è stato raggiungere il cuore di chi è inquieto e di chi non è nella pace: un cammino di Fede per la Pace. Camminare in Bosnia è stato un viaggio che mi ha portato a rivivere la guerra degli anni ’90. Conflitto che ha creato tanto dolore e sofferenza causando più di duecentomila morti in un contesto veramente assurdo dove si sono uccisi tra vicini di casa in modo barbaro. Ripercorrere quelle strade ha avuto un valore di testimonianza e di creare un’opportunità anche di riflessione per aiutare le persone, forse in maniera inadeguata e povera, a meditare sulla dote della Pace. Pace intesa come tranquillità dell’anima e Pace del cuore che in pratica si traduce nel non avere conflitti e non creare le guerre. In Bosnia – Erzegovina non c’è una pacificazione completa, seppur sono passati trent'anni dalla fine del conflitto, ma ancora divisioni e problematiche persistono.
È una nazione bellissima che si sta emancipando e che, insieme al mio accompagnatore Vincenzo, abbiamo imparato a conoscere. Da da Mir, Sii tu Pace, è il motto che mi e ci ha accompagnato in questi tanti chilometri e che richiama il Sì di Maria che accettando l’annuncio del Signore, si mette subito in viaggio tra le montagne per condividere l’esperienza di Dio con sua cugina Elisabetta». Don S. Borrelli, inoltre, ha al suo attivo diversi cammini di “Fede”: il “Cammino di Santiago” effettuato da più vie, la "Pietrelcina-San Giovanni Rotondo- Monte Sant’Angelo”, in Terra Santa da “Akko a Gerusalemme”, la Vibo-Paravati-Tropea e lo scorso anno ha affrontato la marcia della Pace tra Ucraina e Polonia passando per Cracovia, i luoghi dedicati alla “Divina Misericordia” e a “San Giovanni Paolo II”, e “Auschwitz”. «La Pace- prosegue Don S. Borrelli- si costruisce perché se sei in pace, fai pace e diffondi la pace. La Pace non è qualcosa che viene da fuori ma nasce da noi stessi. Lo scorso anno, nel cammino a piedi da Leopoli a Czestochowa, ho avuto anche modo per cento chilometri di vivere lo scenario ucraino per dimostrare la vicinanza alla gente di una terra percorsa dall’attuale guerra. Le persone in quella circostanza ci hanno accolto nelle loro case in maniera straordinaria chiedendoci del perché di questo particolare viaggio. La risposta è stata perché insieme cerchiamo pace e vogliamo starvi vicino. Gesto molto apprezzato. L’Ucraina è la conseguenza di una cultura di guerra che viene purtroppo da lontano. Per fermare questa cultura e spirale bisogna opporre un nuovo linguaggio. Camminare è un modo antico ma attuale perché è esperienza di vita, incontri nuove persone, apprendi culture e abitudini promuovendo allo stesso tempo un’altra cultura che è quella della Pace. Sono basilari però dialogo, incontro, tolleranza e rispetto. Per usare una metafora quando in un cammino affiora la stanchezza bisogna saper controllare il nervosismo e la fatica. Camminare- ha proseguito Don S. Borrelli- è un allenamento e così deve essere la generazione della Pace che non si costruisce con facilità ma serve impegno e fatica. I conflitti ci sono ma è importante individuare come risolverli ma di certo la guerra non è una soluzione. Perché finite le guerre il tutto si risolve con i negoziati e i dialoghi. Si dovrebbe pensare prima di iniziare le guerre di risolvere le controversie con trattati e incontri. Il filo conduttore dei miei cammini si ispira a Gesù, il Pellegrino per eccellenza che camminando ha annunciato il regno. Il cammino è il simbolo e segno della vita perché siamo in cammino sempre e perché dobbiamo sempre andare. A Santiago si dice “Ultreia et suseia” (andare oltre) ossia guardare avanti e verso l’alto andando verso conquiste nuove.
Camminare appartiene alla condizione dell’uomo e per me concretamente andare nei posti a piedi significa vivere un’esperienza spirituale e di umanità. Tutti i cammini riconducono al cammino quotidiano che si fa tutti i giorni nel proprio cuore nell’affrontare la vita nei suoi tanti aspetti reali. Esistono poi momenti speciali come un cammino di più giorni come lo è stato questo, fatto di tanti chilometri che può essere un incoraggiamento. Il vero cammino, però, incomincia quando tornerò a casa e in parrocchia dove proseguirò quello che ho lasciato e dove riprenderò con un cuore da pellegrino pacificato, rinnovato e pieno di speranza. Il pellegrino deve essere e restare un testimone di pace e di speranza. L’avvenire mi riserva un altro cammino che ho nel cuore ossia quello in Libano sulle orme di San Charbel in un’altra terra martoriata dalla guerra e attraversata da una grande crisi. Per una serie di segni avvenuti qui a Medjugorje, sento che i tempi sono maturi per affrontare anche questa nuova esperienza. Se Dio vorrà il prossimo anno il mio cammino mi porterà da Beirut al santuario di San Charbel con la volontà di poter raggiungere Gerusalemme e Israele. Bisogna ovviamente creare le relazioni e i rapporti per affrontare anche questo tragitto ma adesso, però, è tempo di fermarsi per curare le ferite del corpo che mi hanno attanagliato nell’ultimo periodo. Quest’anno, ad esempio, il fatto di fermarmi due giorni è stato un problema. E per chi cammina fermarsi incute un po' di ansia perché pensi di non arrivare più ma se ti fermi e sai aspettare alla fine arrivi a destinazione perché il pellegrino è paziente e sa attendere. Intanto, il progetto per il futuro c’è ma ascoltiamo la voce di Dio e come vorrà Lui faremo». Ringraziando tutti coloro che lo hanno sostenuto al suo fianco, a distanza e sui social, Don S. Borrelli ha voluto rivolgere anche un messaggio particolare: «Non bisogna avere paura dei propri fallimenti e dei propri peccati perché il pellegrino si riconosce peccatore. L’invocazione del pellegrino “Signor Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore” e il mio invito è di non avere timore di andare avanti quando si perde la speranza. Perché la speranza in Gesù Cristo non si può perdere ma quando non ce la facciamo bisogna fidarsi e affidarsi a Dio. Chi crede non sarà mai abbandonato dal Signore che può tutto». Intanto, il soggiorno a Medjugorje è proseguito ancora per qualche giorno visto che il 25 agosto diversi parrocchiani e pellegrini cosentini lo hanno raggiunto. Insieme a loro Don Santino ha visitato i luoghi simboli come la parrocchia di “San Giacomo”, il Podbrdo, il colle delle apparizioni, il Krizevac, il “Cristo Risorto”, le città di Monstar e Thialina dove è custodita la statua della Madonna che tutti riconoscono per il suo volto e Siroki Brijege per l’omaggio alla memoria di alcuni frati martiri uccisi durante il periodo della dittatura e le cascate di Kravica. Particolari tanti momenti vissuti nei giorni del pellegrinaggio, tra Sante Messe, Adorazione Eucaristica, meditazioni, scalate ai monti e attimi conviviali nonché l’incontro con il Vescovo visitatore apostolico per Medjugorje Monsignor Aldo Cavalli. Intera esperienza rintracciabile nel diario pubblicato quotidianamente sulla pagina social della parrocchia “San Michele Arcangelo” https://www.facebook.com/profile.php?id=100067350275144.
Frattanto che Don S. Borrelli era impegnato nel suo cammino, a Donnici sono iniziati i lavori della struttura multifunzionale denominata “Liturgica”. Nel 2021, infatti, percorrendo un altro cammino, da Donnici a Roma, di oltre 700 chilometri, Don Santino a conclusione del tragitto incontrò Papa Francesco che autografò la prima pietra della neo-nascente costruzione pensata soprattutto per l’aggregazione sociale. Don S. Borrelli e i pellegrini cosentini sono, intanto, ritornati a casa, con tanto di Celebrazione Eucaristica sulla Nave, mentre nella serata di giovedì 31 agosto si è tenuta una veglia di preghiera e ringraziamento a Dio, per il cammino a Medjugorje, nella chiesa dell’Assunta a Donnici Superiore.
A MEDJUGORJE È STATA CELEBRATA LA SANTA MESSA PER IL BENEDETTO INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Ieri, 4 settembre, è iniziato il nuovo anno scolastico in tutto il mondo, anche nella scuola elementare di Bijakovići. Prima dell'inizio delle lezioni vere e proprie, nella chiesa di S. Jakov a Medjugorje, a partire dalle ore 9 è stata celebrata la santa messa per tutti i dipendenti e gli studenti della scuola elementare di Bijakovići, nonché per i loro genitori, affinché con la benedizione di Dio entrassero nel nuovo anno scolastico. La Santa Messa è stata celebrata dal giovane sacerdote fra Marin Mikulić, il quale all'inizio della sua omelia ha detto che dopo le vacanze estive, il riposo e il relax, il tempo libero dagli impegni scolastici e dagli studi, da oggi dovremmo abituarci nuovamente alla nuova ritmo scolastico della vita.
"Dobbiamo alzarci prima per non arrivare in ritardo a lezione, a scuola ci aspettano lavoro e disciplina, ascolto e apprendimento attento, test e preparazione dei materiali e tutte quelle altre cose nella vita quotidiana della scuola. Cari figli, oggi inizia il vostro nuovo anno scolastico. Ogni lavoro dovrebbe iniziare da Dio e dalla preghiera, affinché la sua mano ci guidi e ci aiuti nei nostri obblighi verso la scuola. Per questo la Chiesa benedice ogni inizio, invita lo Spirito Santo ad accompagnarci fino alla fine. Fatelo anche voi, cominciate con Dio all'inizio di un altro anno scolastico. Perciò, figlioli cari, chi non impara pecca contro Dio: perché la pigrizia è una delle maggiori fonti di peccato, dunque impara. La scuola è preparazione alla vita, per questo è importante che impariate e ricevete i semi che poi cresceranno e da cui poi potrete raccogliere per la vostra vita.Quando andate a scuola, però, non dimenticate la scuola di Dio: la vostra Chiesa, la Santa Messa, i sacramenti, educazione religiosa. A scuola studi per questa vita, nell'educazione religiosa studi per l'eternità. Il primo è importante, il secondo è infinitamente importante. A scuola ci sono materie importanti di cui hai bisogno per questa vita. Ma ricordatevi, il Vangelo è la scuola più grande, l'educazione religiosa è una materia importante insieme a tutte le altre”, ha affermato don Marin Mikulić, sottolineando che l'educazione religiosa ci insegna come raggiungere il Regno di Dio.
"Ecco perché è necessario affrontare con serietà e coscienza l'inizio dell'anno scolastico. È importante allocare bene il tempo per gli impegni che abbiamo. "Chi ben comincia è a metà dell'opera", dice il proverbio popolare. I tuoi genitori sono con te, ti incoraggiano e ti aiutano in tutto per avere successo ed essere buoni studenti. Ci sono i vostri insegnanti che ora, dopo le vacanze, vi coinvolgeranno con rinnovato entusiasmo nel processo didattico di apprendimento e comprensione del materiale scolastico, ampliando i vostri orizzonti di conoscenza e acquisendo nuove conoscenze e competenze. Cercheranno di rispettare le vostre differenze e di avvicinarsi a ciascuno di voi individualmente per aiutarvi a sviluppare meglio le vostre capacità nella relazione reciproca e nella comunicazione bidirezionale. Tutti noi insieme, studenti e insegnanti, formiamo la comunità scolastica. Siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri e responsabili gli uni degli altri. Cerchiamo di collaborare al meglio per il bene dei singoli e della scuola nel suo insieme, affinché Cristo possa ancora una volta indirizzarci le parole del Vangelo: Servo fedele e buono, entra nella gioia del tuo Signore. Amen". Al termine della Santa Messa insieme a tutti gli alunni, i genitori e il personale della scuola hanno pregato affinché lo Spirito Santo scenda su tutti i presenti e continui ad aiutarli nella il loro apprendimento e l’acquisizione di nuove conoscenze.
Il 28 agosto abbiamo incontrato PADRE JOZO ZOVKO nel convento di BADIJA a KORCULA in CROAZIA. Fr. Jozo Zovko, fu parroco di Medjugorje al tempo delle apparizioni, noto per i suoi carismi, la predicazione e l’ispirazione dei suoi discorsi profetici, Fr. Jozo è stato molto ricercato dai pellegrini di Medjugorje sin dai primi anni ottanta. In inverno vive nel convento di ZAGABRIA ed in estate nel convento Francescano ,restaurato di recente ,sull' isola di BADIJA.
VIDEO👇
Subito dopo l' inizio delle apparizioni, fu condannato a tre anni di prigione dall' allora potere comunista. Dopo 18 mesi di prigione a FOCA e MOSTRA fu rilasciato ma con l' obbligo di non proseguire la sua attività di parroco a MEDJUGORIE. Tutto il resto della sua vita è sempre stato osteggiato nelle sue attività. Durante gli anni di guerra in BOSNIA ERZEGOVINA, fu il promotore di un grande progetto a favore degli orfani di guerra . Il suo grande carisma e la sua forza per la preghiera attrassero a sé per anni migliaia di fedeli . Autobus pieni di pellegrini giungevano da LUI per ascoltare i suoi discorsi , partecipare alle preghiere per le guarigioni o semplicemente per vederlo o incontrarlo. Da anni è uscito dalla scena, nel rispetto delle autorità. Sono anni che PADRE JOZO non si vede più a MEDJUGORIE. È stato bandito come un lebbroso dal suo stesso vescovo . Sono state emesse su di lui molte sentenze . La storia metterà luce su questi eventi . Ma torniamo a parlare di lui come uomo Tutti coloro che conoscono ed hanno conosciuto PADRE JOZO sostengono che lui, nel suo ritiro forzato ,continua imperterrito a seguire la propria strada spirituale. Una delegazione del GEBESKATION di VIENNA è andata a trovarlo ed è stata con LUI due giorni . Hanno potuto vedere come PADRE JOZO ZOVKO viva la spiritualità e l' AMORE della MADONNA di MEDJUGORIE e li irradia su tutti i fronti . Le sue letture e le sue preghiere ci fanno percepire le vibrazioni della vicinanza della MADONNA. Egli percorre la via indicata nei messaggi di MEDJUGORIE in maniera esemplare. Sull' Isola di BADJIA PADRE JOZO ZOVKO cominciò nel 2008 a restaurare un convento Francescano del 13esimo secolo, quasi distrutto ,e la chiesa adiacente . BADJIA è una piccola isola non abitata non lontana dalla città di KORCULA. Sull' Isola si trova solo il convento con una piccola chiesa che, durante il regime comunista, dal 1950, è servita solo come deposito per l'olio d'oliva . Gli altari ed altri arredamenti interni erano stati rimossi o distrutti. Grazie a PADRE JOZO ZOVKO è SORTO UN CENTRO SPIRITUALE DI PREGHIERA . Grazie a buoni amici da tutto il mondo è riuscito a ricostruire una parte del convento dove a partire da quest' anno si tengono ESERCIZI SPIRITUALI. Il Monastero Francescano di Badija è dedicato all'Assunzione della Vergine Maria ed è databile tra quattordicesimo e quindicesimo secolo...
IL MONASTERO FRANCESCANO Alla fine del XIV secolo monaci Francescani provenienti dalla vicina Bosnia si trasferirono sull'isola di Badija dove iniziarono la costruzione del Monastero dopo aver ottenuto la proprietà dell'isola dal Gran Consiglio di Korcula. I Francescani mantennero il possesso di Badija fino al 1950 quando l'isola venne espropriata e il Monastero utilizzato come centro turistico e sportivo. La grande chiesa dedicata all'Assunzione della Madre di Dio venne costruita in stile Gotico-Rinascimentale da artisti provenienti da Korcula nella seconda metà del XV secolo . Insieme al portale con statue della Madre di Dio e dei Santi, c'è un bellissimo rosone Rinascimentale in facciata mentre il timpano triangolare è sormontato da una corona a foglie ritorte. La chiesa è a una sola navata con soffitto a volta a botte. L'altare principale è opera dell'artista Vilima Montina di Bassano ed è del 1724 ed è stato costruito su disegno di Andrija Tirali, ma ispirato dall'altare della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia: Dietro all'altare maggiore, si trova un grande coro ligneo Rinascimentale molto danneggiato. Nel 1950 diverse opere d'arte vennero trasferite dal Monastero e dalla Chiesa come il Crocefisso Gotico del XV secolo che oggi si trova nella Chiesa di Nostra Signora degli Angeli a Orebic. Considerato miracoloso il Crocefisso venne trasferito nella Cappella della Santa Croce eretta nel 1792 nel lato nord della chiesa: la cappella aveva un altare di marmo costruito su disegno dello scultore Veneziano Giorgio Massari.... L'edificio principale venne rinnovato diverse volte e il suo aspetto attuale è degli inizi del XX secolo: la parte migliore e meglio conservata è il porticato Gotico Rinascimentale completato nel XV secolo.
Padre Amorth: chi sono gli Angeli e come invocarli…
Sono nostri grandi alleati, a loro dobbiamo tanto ed è un errore che se ne parli così poco. Ognuno di noi ha il suo angelo custode, amico fedelissimo 24 ore al giorno, dal concepimento alla morte. Ci protegge incessantemente nell’anima e nel corpo; e noi, per lo più, neppure ci pensiamo. Sappiamo che anche le nazioni hanno un loro angelo particolare e probabilmente questo avviene anche per ogni comunità, forse per la stessa famiglia, anche se di questo non abbiamo certezza. Sappiamo però che gli angeli sono numerosissimi e desiderosi di farci del bene assai più di quanto e demoni cerchino di rovinarci. La Scrittura ci parla spesso degli angeli per le varie missioni che il Signore affida loro. Conosciamo il principe degli angeli, S. Michele: anche tra gli angeli c’è una gerarchiabasata sull’amore e retta da quell’influsso divino “nella cui voluntate è nostra pace”, come direbbe Dante. Conosciamo anche i nomi di altri due arcangeli: Gabriele e Raffaele. Un apocrifo aggiunge un quarto nome: Uriele. Pure dalla Scrittura ricaviamo la suddivizione degli angeli in nove cori: Dominazioni, Potestà, Troni, Principati, Virtù, Angeli, Arcangeli, Cherubini, Serafini. Il credente che sa di vivere alla presenza della SS Trinità, anzi, di averla dentro di sè; sa di essere continuamente assistito da una Madre che è la stessa Madre di Dio; sa di poter contare sull’aiuto degli angeli e dei santi; come può sentirsi solo, o abbandonato, oppure oppresso dal male?
Perché l’Angelo custode non ci difende dagli attacchi del maligno?
L’Angelo custode ci suggerisce come superare gli assalti del maligno, altroché. L’Angelo custode suggerisce il bene, il demonio suggerisce il male. L’Angelo ci assiste, ci difende, ma non può impedire di essere sottoposti alle tentazioni, tanto che Gesù nella preghiera dell’orto degli ulivi ci dice: “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione”. La vigilanza dipende da noi; la fuga dalle occasioni: l’ascoltare i suggerimenti buoni, leggere libri buoni, vedere cose buone. Cosa è che rovina tanto la gioventù e non solo la gioventù, ma anche i vecchi ed a volte persino preti e religiose? La televisione e internet. Sei tu che scegli i programmi negativi, spinto dalla curiosità, malgrado i suggerimenti dell’Angelo. Tante volte per curiosità si pecca. Fin dall’inizio quando il nemico tentò Adamo ed Eva, cosa disse ad Eva? “Non è vero quello che vi ha detto Dio, non è vero che se ne mangerete morirete”. Oggi ci vuole convincere che non è vero che esiste l’Inferno. Anche voi avete sentito dire da gente comune, da preti e addirittura da cardinali che l’Inferno è vuoto, che l’Inferno non è eterno. E’ importantissimo, fondamentale avere le idee chiare che riguardano il nostro destino eterno personale. Gli Angeli ci suggeriscono il bene; bisogna ascoltare la voce dell’Angelo che ci suggerisce le vie di Dio. L’Angelo non può impedire la voce di Satana. Satana c’è e Gesù stesso è stato tentato da lui. Tutti siamo sottoposti alle tentazioni di Satana; dipende da noi la scelta, dipende da noi scegliere la via giusta.
INVOCAZIONE AI TRE ARCANGELI
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio, e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso dei nostro pellegrinaggio terreno e suggeriscici i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amen.
«O Dio, che chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi pellegrini sulla terra la protezione degli spiriti beati, che in cielo stanno davanti a te per servirti e contemplano la gloria del tuo volto».
Giaculatoria: ” Santi Angeli custodi preservateci da tutte le insidie del maligno “
Dal 22 al 25 agosto 2023 si sono svolti due incontri di preghiera per la pace in Ucraina; due teneri abbracci pieni d’amore rivolti dalla Madre celeste a tutta l’Ucraina.
Siamo partiti da Medjugorje martedì 22 agosto, nel giorno della memoria della Beata Vergine Maria Regina, alle 2 del mattino: il gruppo era composto dal parroco fra Zvonimir Pavičić, Nancy e Patrik Latta, Terézia Gažiová e membri della Comunità di Svjetlo Marijino.
La sera dello stesso giorno si è svolto il primo incontro di preghiera nel monastero benedettino cattolico romano a Solonka, vicino a Leopoli. Dopo le testimonianze, si sono tenute la preghiera del Rosario e la santa Messa celebrata dal vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Lviv, Edward Kawa; poi la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e l’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare.
Da ogni parte si sentiva dire: «Ora Medjugorje è venuta da noi non solo spiritualmente, ma anche fisicamente».
Il secondo incontro di preghiera si è svolto nel Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, il 24 agosto, a Pidhirci, un famoso santuario mariano greco-cattolico. L’incontro è iniziato alle 9 ed è durato fino alle 20!
È stato un giorno speciale di grazia, intenso nel suo programma di preghiera: preghiera del Rosario in ginocchio, celebrazione della liturgia, adorazione e canti. Per tutta la giornata si sono svolte le sante Confessioni, dialoghi spirituali, Comunione… A parte un’ora di pausa per il pranzo, abbiamo pregato e ascoltato le catechesi e le testimonianze di padre Zvonimir.
All’incontro hanno partecipato circa 5 mila persone. Erano per lo più donne e bambini: madri di veterani deceduti, vedove, madri e mogli di prigionieri e dei loro figli. L’intero programma è stato trasmesso in diretta in tutta l’Ucraina e intorno alla chiesa sono stati posizionati degli schermi per accogliere il gran numero di persone riunite.
La grande gioia della folla è stata quella di poter vedere i cari “abitanti di Medjugorje” in terra ucraina, di sentire che ci eravamo uniti a loro per pregare per il loro popolo e la loro Patria, per la fine della guerra, per tutti i sofferenti, i feriti e le persone in lutto. Per i soldati è stata fatta una preghiera speciale: che la Madre Celeste toccasse ciascuno di loro attraverso la preghiera dei fedeli. Abbiamo pregato anche per i dispersi, i feriti, coloro che sono in trincea, in prigionia, affinché ogni cuore senta il calore del Cuore materno della Vergine e del suo abbraccio.
Nella Confessione, nella liturgia, nell'adorazione, nella preghiera del rosario e durante la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, ognuno poteva aprire il proprio cuore e offrire i propri dolori, lacrime e ferite all'amore di Dio per essere guarito e consolato.
Nella santa Comunione, Gesù stesso è venuto a noi attraverso le mani dei Suoi figli sacerdoti. Nella sua omelia, padre Zvonimir ha sottolineato che è importante capire che non siamo soli e che Dio è con noi. L'amore e il calore provati non possono essere descritti a parole. Ogni testimonianza, ogni catechesi era come una perla, come un unguento che guariva e risanava.
Molti presenti hanno affermato che durante l'incontro hanno sentito la presenza della Madre di Dio come se fossero a Medjugorje, la sua tenerezza e compassione. È impossibile che la preghiera di tante persone per il dono dell'amore di Dio e della pace non venga esaudita...
Questo secondo incontro di preghiera si è concluso con l’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Alle 19:40, ora legale dell’Ucraina, ci siamo inginocchiati in silenzio e al momento dell'apparizione della Madre di Dio a Medjugorje, abbiamo consegnato l'Ucraina al suo Cuore Immacolato con la fede che in essa regneranno il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno seguito nella preghiera in quei giorni di grazia.
Scritto da: Veronika e Tanja della Comunità Svjetlo Marijino
29/08/2023 In questi giorni a Medjugorje si svolge il progetto "Give Hope", fondato dal pellegrino Luchian Omania dalla Romania insieme ai suoi amici dalla Romania e da Medjugorje. Così, per la settima volta, la brava gente della Romania e di Medjugorje ha offerto i soldi per il viaggio e l'alloggio, affinché quest'anno i bambini orfani della Romania potessero venire gratuitamente dalla Regina della Pace in questo luogo di preghiera e di pace. Il gruppo di bambini orfani di quest'anno è il più numeroso finora, poiché a Medjugorje sono venuti in totale 110 persone, di cui 90 erano bambini e 20 persone hanno accompagnato i bambini. Nel primo giorno del pellegrinaggio, i bambini si sono riuniti attorno alla statua della Madonna, che si trova davanti alla chiesa di S. Jakov e hanno cantato la canzone "Ave Maria", dopodiché il vescovo Franco Mulakkal dell'India li ha incontrati davanti alla chiesa e ha rivolto loro alcune parole di incoraggiamento, dicendo loro che nella vita la Madre li aspetta sempre a braccia aperte. Successivamente abbiamo parlato con l'organizzatore Luciano, che ci ha raccontato meglio il progetto stesso, che organizza e guida da anni. All'inizio ha detto che non si aspettavano di venire quest'anno con un numero così grande di bambini perché avevano molte difficoltà nell'organizzazione stessa.
"La Madonna si è presa cura di noi, quindi quest'anno siamo venuti con dei bambini dalla Romania e questa è una grande benedizione. Quando abbiamo attraversato il confine rumeno, un bambino mi ha detto che era la prima volta che usciva dal suo paese, e poi un altro bambino ha detto che era la prima volta che andava da qualche parte fuori casa. Mentre continuavamo a parlare, mi hanno detto che in questo pellegrinaggio tutto accade loro per la prima volta nella loro vita, perché non conoscono nemmeno alcune preghiere fondamentali, per esempio. Siamo venuti qui, abbiamo portato questi bambini alla Madonna e semplicemente non ho abbastanza parole per ringraziare la Madonna per questo. La Madonna è la vera organizzatrice di questo pellegrinaggio, e questo è il settimo pellegrinaggio che organizziamo. Finora, nel corso degli anni, abbiamo avuto un totale di otto autobus pieni di bambini, e questo è il gruppo di bambini più numeroso che abbiamo portato a Medjugorje."
"I bambini sono venuti questa mattina a Medjugorje, hanno appreso alcune informazioni sul luogo stesso, e presto riceveranno il sacramento della confessione. Stasera parteciperemo al programma di preghiera serale, e domani mattina inizieremo il nostro pellegrinaggio con la preghiera del rosario sulla collina delle Apparizioni, e nei giorni successivi faremo anche un pellegrinaggio alla collina Križevac, incontreremo P. Ljubo Kurtović a Tihaljina, con mons. Aldo Cavalli, e concluderemo il nostro pellegrinaggio sabato 2 settembre con un rinnovamento spirituale nel monastero francescano dell'Assunzione di Maria sull'isola di Badija vicino a Korčula. Questo è il nostro programma ufficiale, ma ogni anno la Madonna ha qualcosa di speciale per i nostri bambini e non vediamo l'ora di vedere cosa ha preparato per noi anche quest'anno. Ringraziamo di cuore i parrocchiani di Medjugorje per il vitto e l'alloggio, è un grande dono e li ringraziamo di cuore, così come alle suore della comunità Casa di Maria per l'aiuto nell'organizzazione. Sono con noi insieme in questo grande progetto. Cercheremo di venire anche l'anno prossimo, non sappiamo con quali bambini, ma la Madonna ci guiderà in tutto. Voglio anche ringraziare tutti i miei pellegrini che ho portato a Medjugorje perché anche loro hanno contribuito a coprire le ingenti spese di questo pellegrinaggio. Grazie a tutti", ha detto Luchian Omania.
"Hotel Quercus", "Hotel Angels", "Hotel Sport Center Međugorje", "Hotel Leone", "Hotel Palace", "Hotel Grace", "Pansion MIR", "Hotel Klemo", "Hotel Lux" e Patrick e Nancy quest'anno hanno preparato il cibo gratuito per i bambini durante tutto il pellegrinaggio, mentre dell'alloggio si sono occupati la famiglia Vasilj-Kekušić e la famiglia Kozina (Sobe "Mir").