Qui parla il cielo
Tramite Marija Pavlovic la Madonna dà i messaggi ogni giovedì. Questi messaggi da una parte sono un po' la descrizione della nostra situazione, dall'altra parte sono un impulso ad andare sempre avanti nella preghiera, nel digiuno, nell'abbandono al Signore: un lasciarsi guidare dal Signore.
Il messaggio di giovedì scorso è molto semplice, ma anche molto profondo: « Io vi invito di nuovo alla preghiera. Satana vuole servirsi adesso dell'uva delle vostre vigne. Pregate che non riesca». Che significa questo? Guardate: la vigna è una parola o una parabola del Vangelo. La Madonna parla biblicamente.
Tante volte nei Salmi si legge come il Signore ha piantato una vigna, vuole conservarla... Dall'altra parte la Madonna è un buon pedagogo: prende le immagini e i simboli della vita concreta. Adesso sono le vigne. Usa l'uva delle vigne come un simbolo per ogni materialismo.
La tua vigna o l'uva della tua vigna, anche se vivi in città e la vedi forse solo in televisione, può essere il tuo denaro, qualcosa che ti preoccupa tanto che non poi pregare, riconciliarti o perdonare.
E un terzo livello più concreto è questo: noi parliamo molte volte dall'altare. C'è gente anche qui d'intorno, che vede che vengono i pellegrini, gli stranieri e vende l'uva per un prezzo incredibile, molto alto, molto caro, anche se non vale così tanto.
E questa è una prova, una tentazione ad alcuni che sono attaccati, che vogliono guadagnare. Così anche la Madonna a diversi livelli ci educa e ci dice di « fare attenzione », perché ogni attacco al materialismo di qualsiasi sorta è un pericolo per l'uomo, per la fede, per l'amore, per la riconciliazione, anche per la pace, perché le guerre vengono perché vogliamo prendere agli altri...
... Io posso dire le mie esperienze qui - sono qui da quasi quaranta mesi e non so quanto tempo starò ancora -, io vedo che qui riceviamo una grazia in anticipo. Cioè molta gente venendo qui è pronta a pregare, a digiunare, a riconciliarsi, a confessarsi. Proprio conversioni meravigliose. Questo dura non da un mese o da quindici giorni. Per me è ogni giorno un nuovo argomento per vedere che il Signore è qui in un modo speciale e che ci invita tramite la Madonna.
Nel mondo, chi può adesso invitarci alla pace?
Se lo fa un politico l'altro non crede alle sue parole, dice: « Forse è diplomazia ». Se lo dice un altro: si ripete la stessa cosa...
Qui i veggenti trasmettono, trasmettono a noi e dicono: « Riconciliatevi, pace », e sempre più la gente viene da tutto il mondo.
Io alle quattro ho parlato a un gruppo che viene dall'Egitto. In questi giorni esce un libro in arabo, in Egitto. Ci sono già dei libretti anche in cinese.
Mi sembra di poter spiegare così: qui parla il Cielo. Ancora la parola senza politica e senza diplomazia che può trovare la via diretta al nostro cuore. So che tanti venendo una volta, vengono altre volte. Questo è per me inspiegabile, perché tutti hanno visto che non abbiamo buoni posti per posteggiare, non abbiamo ancora i servizi, non abbiamo buone case per accettare, buoni alberghi... Ma vedo che in un momento, quando si tratta di cose essenziali, questo diventa marginale.
Allora il Cielo parla sicuramente e ci invita. Io posso dire che molta gente, milioni, nel mondo, digiunano e pregano per la pace, sono pronti a riconciliarsi...
La Madonna a Mirjana parla molto sui non credenti e la invita sempre a pregare per loro.
Ogni giorno siamo più vicini alla fine delle apparizioni e agli
avvenimenti predetti nei messaggi, ma noi non sappiamo quando e come
tutto questo succederà.
La Madonna ci invita tutti alla riconciliazione e alla pace per tutto il
mondo. In un messaggio ha detto che con la preghiera e il digiuno si
possono allontanare anche le guerre. Io vi dico che la Madonna ci fa
responsabili per la pace in questo mondo e noi siamo invitati a
lasciarci fare responsabili. Nessuno di noi può dire allora: « Che cosa
posso fare io? Non sono un diplomatico, non sono un politico... ». La
Madonna ci fa responsabili e forse possiamo anche dire che se ci sono le
guerre nel mondo o se le guerre ci minacciano, siamo già responsabili.
Infatti, se esistono ancora le guerre e la Madonna dice: « Si possono
allontanare con la preghiera e col digiuno », noi non abbiamo digiunato e
non abbiamo pregato.
E guardate un parallelo molto importante anche nel senso della
responsabilità per la pace: diciassette anni dopo l'inizio di questo
secolo, la Madonna appare a Fatima, oggi, alla fine del secolo, a
Medjugorje.
Anche questo parallelo ci dà un po' da pensare per non cercare scuse
facili per non pregare, per non digiunare. E qui si deve discernere una
cosa: molta gente, anche tra i sacerdoti e i Vescovi, non discernono il
riconoscimento delle apparizioni da parte della Chiesa e il messaggio.
Se qualcuno aspetta il riconoscimento della Chiesa, non fa bene: il messaggio lo conosciamo, è già riconosciuto dalla Bibbia.
Un pellegrino mi ha raccontato la sua esperienza: « Io ho incominciato a
pregare il Rosario in macchina e ho visto che sono distratto. Devo
continuare a pregare o no? ». Io ho detto: « Naturalmente, meglio un
Rosario distratto che bestemmiare o imprecare contro gli altri quando si
guida la macchina ». Pregate in ogni modo!
La Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria; se qualcuno pensa così
non potrà pregare per molto tempo o se pregherà dirà: « Oggi ho finito,
domani devo pregare di nuovo ».
La Madonna domanda la preghiera come un mezzo per avere la pace, la
gioia, per poter superare anche la stanchezza dell'anima, la stanchezza
spirituale, per poter anche superare le situazioni difficili.
Domanda anche il digiuno: perché e come? È molto semplice rispondere.
L'ideale è a pane e acqua due giorni, il mercoledì e il venerdì; se
qualcuno non può a pane e acqua, digiuni come può, in ogni modo il cibo
deve essere ridotto al minimo.
La Madonna vuole che noi digiuniamo. Digiunare per liberarsi dal mondo materiale, proprio distaccarsi.
Se vi avvicinate al muro della vostra casa, proprio vicino, non vedete
nessuno della vostra casa, anche se ci sono i migliori amici non li
vedete. Non vedete niente. Se vi distaccate qualche passo vedete bene la
casa e tutto quello che succede.
E molta gente nel mondo è diventata proprio così: sempre più soldi,
avere sempre di più. Così siamo diventati ciechi, e le guerre vengono
non perché dividiamo, ma perché vogliamo prendere agli altri.
Per questa ragione la Madonna dice: « Digiunate ». Non per farci morire,
ma per mostrarci come si diventa liberi. Questa libertà interiore è per
il Signore e per gli altri.
Questo digiuno ha anche una dimensione Eucaristica: se digiunando
abbiamo scoperto il pane, scopriremo più facilmente anche il pane
Eucaristico.
(P. Slavko Barbaric - 4- 5 settembre 1985
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venerdì 6 settembre 2019
Quest'anno la festa dell'Esaltazione della Santa Croce a Medjugorje sarà il 15 settebre, ecco perchè:
Quest'anno, domenica, si celebra la festa della nascita della Beata Vergine Maria (8 settembre). Di conseguenza, la liturgia si sposta da domenica a lunedì 9 settembre. Le Sante Messe nella Chiesa Parrocchiale sono alle 8, alle 11, alle 18:00.
Le Sante Messe si terranno a Medjugorje domenica prossima (8 settembre) alle 7, 8, 9:30, 11 e 18 ore. Alle filiali, a Miletina, Vionica, Šurmanci alle 9.
La festa dell'Esaltazione della Santa Croce a Medjugorje viene tradizionalmente celebrata la prima domenica dopo la Madonna. Quest'anno sarà il 15 settembre e la messa a Križevac sarà alle 11 di quel giorno. Le Sante Messe nella chiesa parrocchiale di San Jacob saranno alle 7, 8, 12 e 6 pm.
Incoraggiati
dall'allora pastore don Bernardin Smoljan, i parrocchiani di Medjugorje
costruirono una monumentale croce di cemento sulla collina sopra
Medjugorje in onore dell'Anno Santo della Redenzione nel 1933/34,
nonostante la grande povertà. Nella croce ci sono le reliquie della croce di Gesù arrivate da Roma. La
prima Santa Messa fu celebrata lì il 16 marzo 1934. Quel giorno il nome
della collina fu cambiato - al posto del precedente nome Šipovac, la
collina è stata da allora chiamata Križevac.
Già nel settembre del 1935, il vescovo don Alojzije Mišić decretò che la festa dell'Esaltazione della
croce di Medjugorje viene celebrata la prima domenica dopo la festa
della Beata Vergine Maria, e cioè quando si celebra la "messa popolare"
su Križevac. Fino
al 1981, era la festa dei parrocchiani e amici di Medjugorje dei
villaggi circostanti, e dal 1981 la festa dei pellegrini da tutto il
mondo, che quest'anno affluiranno nuovamente sul Križevac.
Sabato
16 marzo di quest'anno ricorre l'85 ° anniversario del completamento
della croce su Križevac e la celebrazione della prima Eucaristia sulla
collina, che è diventata una fama mondiale negli ultimi decenni.
giovedì 5 settembre 2019
La Madonna in un messaggio del 1984 disse: « Oggi vi svelerò un segreto spirituale.....
Io devo desiderare di essere come Gesù
Una bella notizia: voi siete venuti col desiderio di trovare qualche cosa quì a Medjugorje, ma vi aspetta molto di più di quel che desiderate, però dovete aprire i vostri cuori: Dio ci offre sempre più di quel che aspettiamo. Il problema è che non siamo aperti e veniamo qui preoccupati per qualche cosa, vogliamo ritenere per noi qualche cosa, siamo venuti con i nostri programmi. E Dio, per così dire, non ha spazio per agire dentro di noi. Perciò vi dico oggi: desiderate prima di tutto il regno di Dio. Che cosa vuol dire? Chiedete prima di tutto di togliere da voi ogni amarezza, preoccupazione per le cose, le famiglie e ogni cosa che vi assilla. Se siete in grado di togliere tutto, siete pronti a lasciare agire Dio dentro di voi e allora arriverete all'amore divino e attraverso quello tutto vi sarà dato.
A questo punto vi dico la mia esperienza. Noi cristiani siamo persone che dicono molte preghiere, ma purtroppo non pregano. Dicono tante preghiere e non sanno che cosa chiedono a Dio o che cosa chiedere. Ma nella preghiera devo sapere quello che desidero. Quel che domando dovrebbe diventare prima di tutto il desiderio di diventare come dice il Vangelo. Io devo desiderare di essere come Gesù. Leggete il Vangelo, mettetevi d'accordo con ogni parola del Vangelo. Quando i vostri desideri diventano i desideri di Gesù Cristo, allora saranno realizzati, allora sarete in grado di ottenere quello che Gesù Cristo ha promesso.
Un'altra cosa ho imparato qua. Noi cristiani chiediamo a Dio « Voglio questo, voglio quello », però non sappiamo prendere. Succede a noi come al figlio maggiore della parabola, rimasto in casa, mentre il prodigo si era allontanato. Quel figlio maggiore era in casa, ma non sapeva prendere quello che era suo, non era capace di vivere quello che possedeva. La cosa più importante nella preghiera è saper prendere, ma, purtroppo, noi non vogliamo prendere. Noi diciamo: Padre nostro, venga il Tuo regno... ma non vogliamo il suo regno. Diciamo: sia fatta la Tua volontà... invece vogliamo fare la nostra. Diciamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo... e non vogliamo perdonare. Dunque non vogliamo prendere. Quando pregheremo in maniera da voler fare quello che diciamo con la bocca, allora saremo in grado di ricevere tutte le grazie. Tutte saranno a nostra disposizione. Mentre se non vogliamo mettere in pratica le parole del Vangelo, che sono nel Padre Nostro, non siamo in grado di ricevere alcunché. Vedete allora come è semplice arrivare a ottenere. Basta prendere con semplicità le parole semplicissime che diciamo nelle preghiere quotidiane o che sentiamo nella Messa.
E se volete sapere come si arriva anche a trasportare le montagne con la preghiera della fede, dovete partire con passi concreti, dovete vivere sempre di più quelle parole. Perché può succedere una cosa tremenda: la parola può essere portata via dal nostro cuore e allora non può produrre frutto. Ci sono persone, spiega Gesù, che ascoltano la Parola é subito se la lasciano derubare da satana, come il seme caduto sulla strada e portato via dagli uccelli. Stiamo attenti. Se andiamo in chiesa, ascoltiamo la Parola del Signore e non la viviamo, abbiamo permesso a satana di derubarci: è una cosa tremenda. Se non accogliamo questa parola, che ci rivolge il sacerdote, il papà, la mamma, come possiamo avere dei frutti quando non abbiamo nemmeno piantato la Parola divina? Ora vi prego di mettervi con semplicità e umiltà ad accogliere. ogni Parola di Dio giorno per giorno e a farla crescere.
Voglio ricordarvi il messaggio dato dalla Madonna il Giovedì Santo del 1984:
« Oggi vi svelerò un segreto spirituale. Se volete diventare più forti del male, pregate abbastanza di mattina, leggete un brano del Vangelo e piantate la parola divina nel vostro cuore. Durante la giornata poi ricordatevi spesso di quella parola, desideratela, fatela crescere: alla sera sarete più forti che la mattina ». In modo concreto, se voi siete impazienti, trovate una parola che guarisca la vostra impazienza. Siete persone che spesso portano amarezza? Trovate la parola che insegni a perdonare: fatela crescere durante la giornata, così praticherete una risurrezione continua durante la giornata. Se non c'è questo processo continuo di crescita in noi, non possiamo portare avanti il Vangelo. Oggi noi abbiamo visto tanti cristiani, ma quando vediamo un cristiano dopo dieci anni, lo vediamo più cristiano o uguale ad allora? Più santo o uguale? Spesso uguale. Se in dieci anni il cristiano non è cresciuto, non è diventato più santo, questa è una tragedia per il cristianesimo. E il messaggio perde la forza.
Perciò vi prego di accogliere la parola divina questa sera.
Cercate di trovare un po' di silenzio, mettete tutte queste parole nel vostro cuore e decidete di pregare ogni giorno, come dice la Madonna. Ogni mattina piantate la parola divina che guarisce, durante la giornata fatela crescere, allora capirete di aver ricevuto oggi più di quello che avete desiderato. Poi entrerete pian piano in una amicizia con Dio e col prossimo e vivrete nell'amore.
Allora non avrete più bisogno di chiedere tante cose. Vi saranno offerte, le troverete già ottenute. Cristo vi verrà incontro, sarà tutto per voi. Amen.
(Medjugorje - 2 agosto 1985)
Fonte: LIBRO ROSSO
Una bella notizia: voi siete venuti col desiderio di trovare qualche cosa quì a Medjugorje, ma vi aspetta molto di più di quel che desiderate, però dovete aprire i vostri cuori: Dio ci offre sempre più di quel che aspettiamo. Il problema è che non siamo aperti e veniamo qui preoccupati per qualche cosa, vogliamo ritenere per noi qualche cosa, siamo venuti con i nostri programmi. E Dio, per così dire, non ha spazio per agire dentro di noi. Perciò vi dico oggi: desiderate prima di tutto il regno di Dio. Che cosa vuol dire? Chiedete prima di tutto di togliere da voi ogni amarezza, preoccupazione per le cose, le famiglie e ogni cosa che vi assilla. Se siete in grado di togliere tutto, siete pronti a lasciare agire Dio dentro di voi e allora arriverete all'amore divino e attraverso quello tutto vi sarà dato.
A questo punto vi dico la mia esperienza. Noi cristiani siamo persone che dicono molte preghiere, ma purtroppo non pregano. Dicono tante preghiere e non sanno che cosa chiedono a Dio o che cosa chiedere. Ma nella preghiera devo sapere quello che desidero. Quel che domando dovrebbe diventare prima di tutto il desiderio di diventare come dice il Vangelo. Io devo desiderare di essere come Gesù. Leggete il Vangelo, mettetevi d'accordo con ogni parola del Vangelo. Quando i vostri desideri diventano i desideri di Gesù Cristo, allora saranno realizzati, allora sarete in grado di ottenere quello che Gesù Cristo ha promesso.
Un'altra cosa ho imparato qua. Noi cristiani chiediamo a Dio « Voglio questo, voglio quello », però non sappiamo prendere. Succede a noi come al figlio maggiore della parabola, rimasto in casa, mentre il prodigo si era allontanato. Quel figlio maggiore era in casa, ma non sapeva prendere quello che era suo, non era capace di vivere quello che possedeva. La cosa più importante nella preghiera è saper prendere, ma, purtroppo, noi non vogliamo prendere. Noi diciamo: Padre nostro, venga il Tuo regno... ma non vogliamo il suo regno. Diciamo: sia fatta la Tua volontà... invece vogliamo fare la nostra. Diciamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo... e non vogliamo perdonare. Dunque non vogliamo prendere. Quando pregheremo in maniera da voler fare quello che diciamo con la bocca, allora saremo in grado di ricevere tutte le grazie. Tutte saranno a nostra disposizione. Mentre se non vogliamo mettere in pratica le parole del Vangelo, che sono nel Padre Nostro, non siamo in grado di ricevere alcunché. Vedete allora come è semplice arrivare a ottenere. Basta prendere con semplicità le parole semplicissime che diciamo nelle preghiere quotidiane o che sentiamo nella Messa.
E se volete sapere come si arriva anche a trasportare le montagne con la preghiera della fede, dovete partire con passi concreti, dovete vivere sempre di più quelle parole. Perché può succedere una cosa tremenda: la parola può essere portata via dal nostro cuore e allora non può produrre frutto. Ci sono persone, spiega Gesù, che ascoltano la Parola é subito se la lasciano derubare da satana, come il seme caduto sulla strada e portato via dagli uccelli. Stiamo attenti. Se andiamo in chiesa, ascoltiamo la Parola del Signore e non la viviamo, abbiamo permesso a satana di derubarci: è una cosa tremenda. Se non accogliamo questa parola, che ci rivolge il sacerdote, il papà, la mamma, come possiamo avere dei frutti quando non abbiamo nemmeno piantato la Parola divina? Ora vi prego di mettervi con semplicità e umiltà ad accogliere. ogni Parola di Dio giorno per giorno e a farla crescere.
Voglio ricordarvi il messaggio dato dalla Madonna il Giovedì Santo del 1984:
« Oggi vi svelerò un segreto spirituale. Se volete diventare più forti del male, pregate abbastanza di mattina, leggete un brano del Vangelo e piantate la parola divina nel vostro cuore. Durante la giornata poi ricordatevi spesso di quella parola, desideratela, fatela crescere: alla sera sarete più forti che la mattina ». In modo concreto, se voi siete impazienti, trovate una parola che guarisca la vostra impazienza. Siete persone che spesso portano amarezza? Trovate la parola che insegni a perdonare: fatela crescere durante la giornata, così praticherete una risurrezione continua durante la giornata. Se non c'è questo processo continuo di crescita in noi, non possiamo portare avanti il Vangelo. Oggi noi abbiamo visto tanti cristiani, ma quando vediamo un cristiano dopo dieci anni, lo vediamo più cristiano o uguale ad allora? Più santo o uguale? Spesso uguale. Se in dieci anni il cristiano non è cresciuto, non è diventato più santo, questa è una tragedia per il cristianesimo. E il messaggio perde la forza.
Perciò vi prego di accogliere la parola divina questa sera.
Cercate di trovare un po' di silenzio, mettete tutte queste parole nel vostro cuore e decidete di pregare ogni giorno, come dice la Madonna. Ogni mattina piantate la parola divina che guarisce, durante la giornata fatela crescere, allora capirete di aver ricevuto oggi più di quello che avete desiderato. Poi entrerete pian piano in una amicizia con Dio e col prossimo e vivrete nell'amore.
Allora non avrete più bisogno di chiedere tante cose. Vi saranno offerte, le troverete già ottenute. Cristo vi verrà incontro, sarà tutto per voi. Amen.
(Medjugorje - 2 agosto 1985)
Fonte: LIBRO ROSSO
Il 5 settembre la chiesa ricorda suor Teresa di Calcutta- Padre Slavko a colloquio con la beata Madre
Agnes Gonxhe Bojaxhiu, nata nell’attuale Macedonia da una famiglia albanese, a 18 anni concretizzò il suo desiderio di diventare suora missionaria e un anno dopo giunse in India. Nel 1931 emise i primi voti, prendendo il nuovo nome di suor Maria Teresa del Bambin Gesù (scelto per la sua devozione alla santa di Lisieux), e per circa vent’anni insegnò storia e geografia alle allieve del collegio di Entally, nella zona orientale di Calcutta. Il 10 settembre 1946, mentre era in treno diretta a Darjeeling per gli esercizi spirituali, avvertì la “seconda chiamata”: Dio voleva che fondasse una nuova congregazione. Il 16 agosto 1948 uscì quindi dal collegio per condividere la vita dei più poveri tra i poveri.Il suo nome è diventato sinonimo di una carità sincera e disinteressata, vissuta direttamente e insegnata a tutti.
Padre Slavko a colloquio con la beata Madre Teresa di Calcutta, durante i primi anni delle apparizioni a Medjugorje:
la beata Madre di Teresa di Calcutta disse:
Sì, appunto. Io seguo Medjugorje. So che vi viene molta gente, e molti si convertono. Ringrazio Iddio che opera così nel nostro tempo. Mi è stato tanto caro ricevere da voi e dai veggenti un'immagine di Medjugorje benedetta dalla Madonna durante un'apparizione. Così verrei volentieri a Medjugorje. Ma se vengo, molti verrebbero per me. E questo non va bene. Questo è il motivo per cui non sono venuta ancora, per quanto molti amici m'abbiano invitata a venire. (Madre Teresa di Calcutta)
Ecco l'intera intervista:
Diffondere e vivere davvero il tenero amore di Dio.
Fonte: dal libro “Conversando” di Padre Slavko (interviste seguite nel mensile “Sveta Baština ”, tra il 1983 al 1989)
Non occorre farne la presentazione. E' una donna di fede, di carità e di speranza. Molti la considerano loro sorella e madre. Piccola di statura, con il peso d'un bel numero di anni sulle spalle, madre Teresa è tutta nella sua parola e nel suo richiamo alla pace rivolto all'umanità. Dovunque vada, porta amore ed annunzia pace, invita alla preghiera, e ad affidarsi alla divina Provvidenza. Fonda comunità per tutto il mondo. Suo principale impegno: diffondere e vivere davvero il tenero amore di Dio. In occasione del dodicesimo Congresso della Famiglia a Vienna ha dato un messaggio al nostro collaboratore, per il nostro giornale: parla di sé,
delle sue esperienze, delle esperienze degli altri, come del suo atteggiamento verso Medjugorje. Ha parlato in parte in croato.
Questo è il più bell'augurio natalizio al nostro giornale ed ai nostri lettori.
Madre, son contento di parlare con te per il nostro giornale. Grazie per la tua disponibilità. La solita domanda di volerti presentare ai nostri lettori cade, perché ti conoscono e ti vogliono bene. Ti chiedo perciò semplicemente: Madre, come stai?
Madre Teresa: Grazie a Dio, sto bene. Ecco, gli anni mi pesano, ma mi dò da fare per lavorare ancora alla gloria di Dio e per il bene degli uomini. Lavoro quanto mi è dato dall'alto. Ho molte suore, fondo case (comunità) per tutto il mondo: i bisognosi aumentano. Sono stata anche a Cuba. Ho parlato con Castro. M'ha chiesto: "Perché vorrebbe venire a Cuba?". Gli ho risposto: "Con le mie suore vorrei portare un po' della tenerezza di Dio ai vostri ammalati, ai vostri poveri". Il presidente ha chiesto ancora: "Tutto qui?". Ho risposto: "Solo questo, e nient'altro". Ha sorriso, ed ha detto: "Allora bene. Venga". Abbiamo aperto case a Zagabria, a Skoplye, a Lubiana. Adesso vado in Polonia. Abbiamo anche là un grande noviziato. Onoriamo molto Maria, causa della nostra gioia. Questo raccomando a tutte le suore. Ci diamo da fare per diffondere la devozione a Maria ed a consacrarLe le famiglie. Così un giorno son venute anche alcune famiglie indù a chiedermi di consacrarle alla Madre Maria. Cosa che abbiamo fatto. Maria è Madre di tutti.
Alcuni se la ridono sul mio conto e dicono: "Madre Teresa ha l'aspetto d'un bambino, tiene sempre nelle mani la corona, come un bambino che vuol stare appiccicato a sua madre". Io me la rido. Ho sempre la corona fra le mani. E difatto è così. La Madonna mi guida. Son sempre più i paesi che vogliono le mie suore. M'han chiamata anche a Spalato ed a Subotica. Lo so, è la Madonna che guida tutto questo.
Madre, e con la Russia?
M.T.: Abbiamo avuto il permesso, e fra non molto apriamo una casa in Russia. Il motivo è lo stesso che a Cuba: vogliamo portare agli ammalati la tenerezza dell'amore di Dio.
Ti ricordi, Madre, che tre anni fa hai mandato a Medjugorje una tua collaboratrice a trasmettere alla Madonna, mediante i veggenti, tre tuoi
particolari desideri?
M.T.: Sì, come no! I desideri erano questi: aprire una casa in Russia; che si trovi una medicina contro l'AIDS; e che la Madonna aiuti in modo particolare l'India. Sono convinta che la mia prima domanda è stata esaudita. Di questo son così riconoscente alla Madonna di Medjugorje. Non abbiamo però ancora un rimedio contro l'AIDS. Bisogna senz'altro pregare ancora molto. Sono convinta che la Madonna aiuterà gli uomini della medicina a scoprire questo rimedio. Sarei tanto felice che si aiutassero questi sventurati ammalati. Così verrei volentieri a Medjugorje ... farò del mio meglio per venire a ringraziare perché è stata esaudita la prima supplica. Dite però alla Madonna che attendo siano esaudite le altre domande.
Dunque, Madre, tu hai promesso di venire a Medjugorje a ringraziare se si realizzano i tuoi desideri e le tue preghiere?
M.T.: Sì, appunto. Io seguo Medjugorje. So che vi viene molta gente, e molti si convertono. Ringrazio Iddio che opera così nel nostro tempo. Mi è stato tanto caro ricevere da voi e dai veggenti un'immagine di Medjugorje benedetta dalla Madonna durante un'apparizione. Così verrei volentieri a Medjugorje. Ma se vengo, molti verrebbero per me. E questo non va bene. Questo è il motivo per cui non sono venuta ancora, per quanto molti amici m'abbiano invitata a venire
.
Ma, Madre, non sarebbe nessun peccato se qualcuno venisse per te!
M.T.: (Sorride di cuore) Lo so, lo so. Per ora mi raccomando molto alle preghiere. Preghiere per i poveri di questo mondo. E i più poveri sono quelli che non hanno amore nel cuore. Dio è misericordioso e mite. Quando vado a Lubiana, vedrò di ringraziare perché è stata esaudita la prima supplica. Voi dite alla Madonna che attendo che siano esaudite anche le altre domande. Ditele di non dimenticarle. Gli ammalati di AIDS sono degli autentici poveri. Bisogna aiutarli. E questo può farlo solo Dio.
Allora, quando possiamo aspettarti a Medjugorje?
M.T.: Non so. Dopo la Polonia vado a Città del Capo, in Sud Africa, ad aprirvi anche là una casa. Poi vado in Tanzania: abbiamo anche là un noviziato. Dodici suore pronunziano i voti e desidero in ogni modo di trovarmi là. Dio ci ha benedetti con tante vocazioni, dappertutto. Preghiamo molto per le vocazioni. E' importante che nelle famiglie si preghi per le vocazioni. Preghiamo il rosario nelle famiglie, e Dio spingerà i giovani a consacrarsi, a dedicarsi agli ammalati ed a quelli che più hanno bisogno.
Madre, che cosa desideri dire a noi giornalisti qui radunati?
M.T.: E' una bella occasione per noi tutti di fare qualche cosa di bello. Ci siamo radunati per un congresso sulla famiglia. E' nostro dovere aiutare le famiglie e gli individui ad arrivare alla pace. Il mondo mai ha avuto tanto bisogno di pace quanto adesso. Tutti noi sappiamo che amore e pace stanno bene di casa nella famiglia. Io ripeto sempre la medesima cosa: se una madre uccide il suo bambino, noi altri cosa possiamo aspettarci? Uccidendo un bambino, noi
difatto distruggiamo ed uccidiamo la presenza di Dio e la Sua immagine. Perciò l'aborto è il più gran demolitore dell'amore e della pace.
Madre, secondo il tuo pensiero, qual è il modo più facile di riportare pace e amore, e così evitare l'aborto?
M.T.: Semplicemente: bisogna incominciare a pregare. Bisogna riportare la preghiera nella famiglia. Questo vuol dire restituire Dio alla famiglia. Allora tutto il resto si risolverà. Se davvero . incominciamo ad amare, il nostro amore diventerà azione, sarà operoso. Frutto d'un amore operoso è il servizio. E dove l'amore agisce, là ci sarà anche pace. Per questo vi prego, quando siete in contatto con la gente, o quando scrivete qualche cosa, trovate sempre qualche cosa che spinga il cuore dell'uomo al bene, all'amore. Perché tutto sta qui: che Dio ama noi e che noi ci amiamo gli uni gli altri. Ora l'amore incomincia nelle famiglie. Come? Con la preghiera. Una famiglia che prega sarà unita, in essa l'amore crescerà. Dove invece non c'è amore, la famiglia è infelice e si sfascia.
Amare operando e servire per amore - amore e servizio delle mie sorelle e mio - son chiari nella nostra decisione di adottare bambini in modo da combattere così contro l'aborto. Abbiamo già adottato seimila bambini. Non vogliamo però che questi bambini siano una massa di orfani, senza padre e
senza madre. Per cui presto e spesso son poi famiglie a prenderseli. E questi bambini vi portano amore, unione e felicità. Peraltro, io non dò bambini a nessuno che abbia fatto qualche cosa per non averne. Persone così non sono più capaci di educare dei bambini. A quelli che non ne possono avere li dò molto volentieri. Questi bambini, che diversamente sarebbero stati oggetto di aborto, sono fonte di pace per molte famiglie. Un bimbo è un bel dono di Dio ad ogni famiglia. In lui si manifesta nella maniera migliore il tenero amore di Dio. Salvando un bambino, salviamo difatto un tabernacolo vivente di Dio.
E' spaventoso che si distrugga un tabernacolo vivente dell'amore. Sono tante le famiglie distrutte perché prima hanno distrutto il tabernacolo vivente dell'amore e della vita. Il bambino è semplicemente amore. Per questo io con le mie suore ho tanto lottato e lotto per l'adozione di bambini. Vi prego, impegnatevi ad arrestare il male che è l'aborto, e così cambierete il destino del mondo. So di famiglie povere che non hanno alcuna paura,, dei bambini, e
che non compiono aborti. E pur nella loro povertà son famiglie felici. Questi giorni del congresso preghiamo qui perché le famiglie superino il male dell'aborto. Impegnamoci a conservare l'amore della famiglia verso i figli e l'amore dei figli verso la famiglia. So per esperienza quanto Dio è buono e sensibile. So di famiglie che non avevano figli ed hanno adottato dei nostri, e poi ne hanno avuti dei loro.
Madre, che cosa dici alle famiglie in India sulla pianificazione famigliare?
M.T.: Dico semplicemente: decidetevi prima dell'aborto. Se non volete avere più figli, se siete poveri, c non potete averne di più, decidetevi prima che il bambino sia coi concepito. Una volta che un bambino sia concepito, ha diritto alla vita. So che sono molte le difficoltà. Ma quando tutte queste siano messe a confronto con la vita, la vita è sempre in vantaggio. Bisogna decidersi per la vita. Mi ricordo che ho iniziato con un ammalato vicino a morire, un povero. Fino ad ora sono 53.000. Se non mi fossi decisa per quell'uno, per quel primo, questo numero forse non ci sarebbe mai stato. Perciò la prima importante cosa è la decisione, è fare il primo passo. Sono convinta che sarebbe un bellissimo dono di Dio se ognuno di noi si decidesse per il primo ammalato o per il primo bambino, per salvarli.
Madre, tu sempre poni l'accento sulla Provvidenza divina. Viviamo in un mondo dove tutto è organizzato. Che cosa fare perché la fede nella Provvidenza trovi in noi maggiore spazio?
M.T.: Se si guarda la natura, vi si vedono milioni di uccelli, milioni di fiori meravigliosi, milioni di splendidi alberi, e Dio si cura di loro con il sole, con la pioggia, con la primavera, con l'inverno ... Se promettiamo a Dio di dare tutto il nostro cuore ai più poveri tra i poveri, le cose cambieranno. Io e le mie suore non riceviamo stipendio dallo Stato, né aiuto dalla Chiesa, non riceviamo nulla dalla gente per il nostro lavoro. Eppure abbiamo migliaia e migliaia di ammalati, molti bambini adottati. Ancora mai abbiamo dovuto dire NON ABBIAMO E NON POSSIAMO DI PIU'. L'amore di Dio ha messo in movimento una moltitudine che fa parte a noi di quello che ha. Ogni giorno diamo da mangiare a circa 9.000 persone. Mai abbiamo dovuto respingere qualcuno dicendo: NON ABBIAMO! Questa è la Provvidenza di Dio, questo è il delicato amore di Dio.
Madre, hai qualche particolare esempio?
M.T.: (Dopo una breve pausa ed averci pensato su) Sì, sì, assolutamente. Eccovene uno. Pubblicatelo. Fatelo conoscere perché la gente più facilmente si convinca del tenero amore di Dio. Un uomo è venuto in casa da noi, dicendoci: "Il mio unico figlio è in fin di vita. Il medico ha prescritto questa medicina, ma in India non la si può avere. Dovrei acquistarla in Inghilterra". lo personalmente ho il permesso d'importare medicine in qualsiasi tempo e da qualsiasi parte. Mentre si parlava, viene un signore con un piccolo pacco di medicine. Perché in India abbiamo a Calcutta persone che raccolgono medicine superflue nelle famiglie. Ho aperto la scatola e proprio in alto ho trovato la medicina di cui si stava parlando. Se la medicina fosse stata sul fondo o a metà altezza non me ne sarei accorta. Fosse venuta in anticipo o in seguito, non vi avrei fatto caso. Mi son fermata davanti a questa medicina ed ho pensato. Al mondo ci sono milioni di bambini, ma l'amore delicato di Dio pensa a questo piccolo bambino in un povero quartiere di Calcutta e gli manda la medicina. E quando ho aperto l'involucro della medicina, c'erano proprio tante compresse quante ne aveva prescritto il medico. Ma guardate un po' l'amore di Dio! Così è verso tutti. Così torna a succedere quotidianamente.
Qual è la regola principale della vostra congregazione? Vi accogliete anche persone di altre fedi? Che ne è dell'ecumenismo?
M.T.: Da noi vengono tutti. Le porte sono aperte a tutti. Non conosciamo caste, non conosciamo colori, non conosciamo politica. Per noi son tutti figli di Dio. Dio ama tutti gli uomini, e nemmeno noi escludiamo nessuno. Nella congregazione però non accogliamo persone di altre fedi. Vogliamo solo servire e
portare a tutti il materno amore di Dio. Mi ricordo, quando mi son trovato a parlare in Russia, mi hanno chiesto: "Per lei un comunista chi è?". Ho risposto: "Un figlio di Dio, mio fratello e mia sorella!". E' questo il motivo della nostra gioia che desideriamo condividere con tutti. Vi invito tutti: condividete con tutti la gioia dell'amore. Questa è una cosa meravigliosa, e più che meravigliosa. Non dimenticatelo!".
Madre, ci hai detto tante cose. Grazie! I nostri lettori saran felici della parola che hai loro rivolta. Vuoi dire ancora qualche cosa ai nostri lettori, ai pellegrini e ai parrocchiani di Medjugorje?
M.T.: Si. Prego per voi tutti. La preghiera, come ce lo ripete la Madonna, è la cosa più importante. Pregate, ed avrete quel che la gente si attende da voi. Amatevi gli uni gli altri, e diventerete testimoni della pace nel mondo. Non dimenticate di pregare anche per me e per le mie suore che si abbia a rimanere fedeli alla nostra vocazione. Tutti gli uomini vogliono essere amati: ecco la nostra grande occasione, il nostro grande dovere. Chi ama non avrà mai a pentirsene. Pregate ed amate. Che Dio vi benedica! Vengo a sapere delle difficoltà presso di voi e nella vostra Terra. Ella - Maria - è con voi, è là, e certamente vi aiuterà a trovare la pace e forze sufficienti per una riconciliazione.
Fonte:https://www.facebook.com/201702136682887/photos/a.201703243349443.1073741827.201702136682887/414866898699742/?type=1
martedì 3 settembre 2019
Episodio successo tanti anni fà alla veggente Vicka: la grave ustione
“ In cucina di casa Vicka, la mamma di Vicka aveva lasciato dentro la stufa una padella con dell’olio; la sorella di Vicka, senza sapere nulla, ha acceso al solito la stufa che poco dopo emanava tanto fumo. Verso le ore 13 la mamma entra da fuori, apre il forno, prende dell’acqua e la lancia nel forno che prende fuoco. Le fiamme invadono la casa, bruciando le tendine. Vicka, che parlava con pellegrini nel cortiletto, corre in casa e, visti i nipotini tra il fumo e le fiamme, si butta in mezzo alle fiamme e li porta via. Vicka si e bruciata tutto il volto e una mano la mamma un po’ meno. Mentre le portano all’ospedale di Mostar -mi ha riferito la sorella Anna- Vicka cantava: “Maria.,. Maria...” E la mamma commentava; “E’ impazzita, ma come fa a cantare?” Anche i medici di Mostar, i quali non hanno saputo dove mettere mano quando hanno visto Vicka così ridotta ma sorridente che ancora cantava, hanno commentato: “Ma questa ragazza è pazza!”.
Quando, io la vegliavo sul letto di dolore, dopo il suo ritorno a casa, Vicka mi diceva; “Elvira, è facile cantare quando si sta bene, ma è tanto più bello cantare quando si soffre”. In quei giorni ho toccato la forza della fede della ragazza tra sofferenze atroci. Vicka non si è mai minimamente lamentata. Le sono stata vicino per 8 giorni ed ho letto tanta gioia in lei anche se tra tanta sofferenza... Era la forza che nasce dall’amore; veramente la morte viene ingoiata dall’amore. Praticamente il viso di Vicka era diventato nero come carbone, gli occhi quasi non si vedevano più, ma erano rimasti come due puntini comunque luminosi e pieni di luce, pieni di sorriso; aveva le labbra sporgenti tumefatte. Vicka era diventata irriconocibile. Tuttavia non si è mai lamentata. Mai! Era quasi contenta di poter offrire a Dio qualcosa. Mi diceva: “E’ Dio che vuole così, e basta”. Ed io le ripetevo: “...ma perchè proprio a te, perchè proprio in questi giorni quando noi avevamo un piccolo programma da fare con te, che così è andato a monte?!” Ma lei: “Elvira, non importa. Se Lui ha voluto così, va bene così. il perchè non glieLo chiedo mai al Signore, perchè Lui sa cosa e bene per me”. E’ stata davvero una sofferenza accettata con amore.
Per una settimana è rimasta bendata tutto il viso e curata con foglie di cavolo. Infatti là usano curare le scottature così: con una crema, fatta da una vecchietta, derivata da un grasso e foglie di cavolo tritato. Comunque quella crema ha dato risultati stupendi, sbalorditivi. Dopo una settimana dovevo ripulire il volto di Vicka, letteralmente spellandolo e le dicevo: “Vicka, qui non è pronto ma devo tirare lo stesso”. E lei: “Nessun problema... Tu fare presto, niente male... Tu non preoccupare”. Confesso che al posto del volto di Vicka vedevo il suo cuore. Mi è parso di vedere una ricca di amore da non sentire più il male fisico. Di solito noi se ci procuriamo una piccola scottatura, sentiamo -mamma mia- il dolore giorno e notte. Lei bruciata tutto il volto, tutta la mano e metà braccio, niente!
In seguito arrivava gente, volevano vederla... Io tra me dicevo: “Vicka non si farà vedere così perchè appare come un mostro”... Invece lei, tutta bendata, correva sempre non appena sentiva gente. Una ragazza di 23 anni che sa superarsi così ...
Vicka (continua sempre Suor Elvira) mi ha confidato che quel giorno, al momento dell’apparizione, lei non ha potuto inginocchiarsi, perchè a letto. Allora la Madonna le è apparsa, le si è seduta accanto, le ha messo una mano così... sul capo, l’ha accarezzata... Quel giorno la Madonna e Vicka non si sono parlate, si sono solo guardate negli occhi e basta, E’ stata l’unica apparizione da 7 anni in cui non c’è stato dialogo. Praticamente penso io -dice Suor Elvira- la Madonna non sapeva perchè Dio ha mandato questo. Penso che la volontà di Dio qualche volta è nascosta anche alla Madonna. Lo deduco -continua Suor Elvira- dalle espressioni dell’altra veggente Marija Pavlovic: “La Madonna ha detto : -Dio mi ha permesso”... Dio mia ha concesso...”. Marija diceva: “La Madonna continua a venire in mezzo a noi e chiede al Padre di scendere tutti i giorni sulla terra perchè vuole che ci convinciamo del suo immenso amore, ma soprattutto dell’immenso amore di Dio per noi. Se noi sapessimo -ha detto la Madonna- quanto Dio Padre ci ama, piangeremo di gioia, praticamente saremmo beati”. Noi l’abbiamo vista -dice Suor Elvira- questa beatitudine in Vicka, sebbene tra tanta tribolazione. Sì, l’autenticità di queste ragazze risulta proprio nel momento della croce, nel momento della prova.
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/vicka/ustione.html
lunedì 2 settembre 2019
Messaggio del 2 settembre 2019 - MEDJUGORJE
MESSAGGIO DATO DALLA REGINA DELLA PACE ALLA VEGGENTE MIRJANA ALLA CROCE BLU:
“Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze. Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere. Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano! Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore. Vivete un legame inscindibile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio! Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita. Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri. Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore. Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano. Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate! Io sono con voi. Vi ringrazio!”.
Gospina poruka, 02.09.2019.:
"Draga djeco,
Molite! Molite krunicu svaki dan taj vijenac cvijeća koji me izravno kao majku povezuje s vašim bolima, patnjama, željama i nadama.
Apostoli moje ljubavi, s vama sam po milosti i ljubavi moga Sina i tražim od vas molitve.
Svijetu su toliko potrebne vaše molitve da bi se obraćale duše. Otvorite s potpunim povjerenjem svoja srca mome Sinu i On će u njima zapisati sažetak Njegove riječi a to je ljubav.
Živite neraskidivom vezom s Presvetim Srcem moga Sina.
Djeco moja, kao majka vam govorim da je krajnje vrijeme da kleknete pred mojim Sinom, da ga priznate svojim Bogom, središtem svoga života.
Prinesite mu darove, ono što On najviše voli, a to je ljubav prema bližnjemu, milosrđe i čista srca.
Apostoli moje ljubavi, mnoga moja djeca još ne priznaju moga Sina kao svoga Boga, još nisu upoznali njegovu ljubav. Ali vi ćete vašom molitvom rečenom iz čista i otvorena srca darovima, koje prinosite mome Sinu, učiniti da se i najtvrđa srca otvore.
Apostoli moje ljubavi, snaga molitve rečene iz srca moćne molitve pune ljubavi mijenja svijet. Zato, djeco moja, molite, molite, molite.
Ja sam s vama. Hvala vam.
“Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze. Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere. Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano! Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore. Vivete un legame inscindibile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio! Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita. Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri. Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore. Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano. Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate! Io sono con voi. Vi ringrazio!”.
Gospina poruka, 02.09.2019.:
"Draga djeco,
Molite! Molite krunicu svaki dan taj vijenac cvijeća koji me izravno kao majku povezuje s vašim bolima, patnjama, željama i nadama.
Apostoli moje ljubavi, s vama sam po milosti i ljubavi moga Sina i tražim od vas molitve.
Svijetu su toliko potrebne vaše molitve da bi se obraćale duše. Otvorite s potpunim povjerenjem svoja srca mome Sinu i On će u njima zapisati sažetak Njegove riječi a to je ljubav.
Živite neraskidivom vezom s Presvetim Srcem moga Sina.
Djeco moja, kao majka vam govorim da je krajnje vrijeme da kleknete pred mojim Sinom, da ga priznate svojim Bogom, središtem svoga života.
Prinesite mu darove, ono što On najviše voli, a to je ljubav prema bližnjemu, milosrđe i čista srca.
Apostoli moje ljubavi, mnoga moja djeca još ne priznaju moga Sina kao svoga Boga, još nisu upoznali njegovu ljubav. Ali vi ćete vašom molitvom rečenom iz čista i otvorena srca darovima, koje prinosite mome Sinu, učiniti da se i najtvrđa srca otvore.
Apostoli moje ljubavi, snaga molitve rečene iz srca moćne molitve pune ljubavi mijenja svijet. Zato, djeco moja, molite, molite, molite.
Ja sam s vama. Hvala vam.
domenica 1 settembre 2019
Aveva proibito di parlare di Medjugorje ai suoi parrocchiani - VIDEO
Padre Eugenio La Barbera non credeva a Medjugorje ma poi gli è successo qualcosa di straordinario
VIDEO TESTIMONIANZA :
Non tutti sono in grado di cogliere subito la grandezza di quello che
accade a Medjugorje. Ne è testimonianza Padre Eugenio la Barbera, che
voleva scoprire l’imbroglio e poi…. Ma andiamo con ordine. Nel 1987 si
recò in Erzegovina per smontare l’inganno di cui aveva proibito di
parlare ai suoi parrocchiani. Arrivato a Medjugorje due tra i più fedeli
pellegrini lo accompagnarono per una Via Crucis sul Krizevac. Non ne
fu entusiasta perchè pioveva. Durante la salita qualcosa di inspiegabile
però lo sorprese: “Diluviava, il terreno grondava di fango, tutti erano
fradici ma io ero totalmente asciutto”. Proseguendo il cammino un altro
evidente segnale divino coglie di sorpresa Padre Eugenio, pioveva
forte, ma sopra le loro teste c’era il cielo stellato. A quel punto il
prete decise di rivolgersi direttamente alla Gospa (Signora in croato):
“Io non credo che tu apparirai, ma se sei qui sappi che io sono un buon
sacerdote”. Il giorno dopo salito di nuovo sul Krizevac gli si vece
vicino un uomo che gli disse: “La Madonna conferma che sei un ottimo
sacerdote, ma che non devi contrastare la fede del popolo di Dio verso
di Lei nella tua parrocchia. Ti darà un segno della sua presenza”. Prima
di andare via Padre Eugenio salì di nuovo sul Krizevac incontrando un
giovane tossicodipendente che gli si fece vicino: “La Madonna mi ha
mostrato il film della mia vita e mi ha detto che i miei peccati saranno
lavati per il mio pentimento, ma ho bisogno del perdono sacramentale
della Chiesa e mi ha sottolineato di confessarmi da Padre Eugenio. Sono
io il segno che la Madonna ti aveva promesso”. Padre Eugenio La Barbera è
un milanese trapiantato in Brasile dove ha fondato una comunità
religiosa dal nome Regina Pacis che si ispira a Medjugorje e che è stata
costituita nel 1995.
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