GRAZIE PER AVERMI CHIAMATO
E pensare che non sapevo neppure dove
fosse Medjugorje! Una fede col contagocce, una continua ricerca della
felicità, un amore per lo
sport, che diventa un'alibi per andare alla
ricerca dell'isola che non c'è. Lo sport fin da piccolo, ma
all'improvviso il giocattolo si rompe. Il dolore e la sofferenza a due
anche "malconce" non concede sconti di pena; come se non bastasse, il
problema fisico si ripercuote sulla psiche di un essere umano, che si
ritrova, d'improvviso, catapultato nelle
tenebre dell'Inferno. Non ci sono vie d'uscita all'orizzonte, non c'è
una luce in fondo a quel tunnel maledetto. La Regina della Pace compie
il primo passo, con tutto lo scetticismo iniziale di chi stenta a
credere. Devo andare a Medjugorje, perché la chiamata è fin troppo
evidente. Un
pellegrinaggio indimenticabile. Succede di tutto di più. Il
piazzale antistante la chiesa di San Giacomo regala stati d'animo
indimenticabili. Al mattino torna il dolore alle anche, e ritorna
concreta l'ipotesi dell'inserimento delle protesi; alla sera
l'ingranaggio si rimette a posto, si azzerano i cattivi pensieri,
trionfa la grazia di Dio! Oggi sono felice, ho ritrovato la pace, ho
ripreso a correre, ho voglia di amare ed essere amato! "GRAZIE PER
AVERMI CHIAMATO - Così la Madonna di Medjugorje mi ha preso per mano" è
il titolo del mio libro, in distribuzione su tutto il territorio
nazionale, IL CUI RICAVATO ANDRÀ IN BENEFICENZA. (lo trovate negli store
on-line, nelle librerie religiose, nel sito dell'editore, su richiesta
dal proprio libraio di fiducia) Il libro è la sintesi di mille giorni di
vita, un'autobiografia attenta nei dettagli, che tenta di spiegare un
clamoroso rovescio della medaglia, quando meno te lo aspetti. Oggi sono
qui a ringraziare Dio per la croce ricevuta, perché senza di essa non
sarei mai tornato indietro, e non avrei cambiato strada. Ringrazio Maria
per avermi accompagnato davanti a Suo Figlio, portandomi in salvo. La
preghiera al primo posto! Non ci stanchiamo mai di pregare, non ci
stanchiamo mai di dire "Grazie", con il Rosario tra le mani. Quando la
mente si apre, il regno dei cieli pare vicino; quando anche il cuore si
apre, il regno dei cieli è vicino!
Mauro Braganti
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sabato 16 gennaio 2016
venerdì 15 gennaio 2016
Guarita da tumore dal liquido che fuoriesce dal Cristo Risorto di Medjugorje
Per dieci anni a partire
dal 2001, la scultura in bronzo del Cristo Risorto alto dietro la
chiesa di San Giacomo aMedjugorje ha trasudato. Considerata una reliquia
dai pellegrini raccolgono le gocce su fazzoletti.Nel giugno di
quest’anno ha svolto un ruolo significativo in ciò che sembra aver dato
la guarigioneistantanea da un tumore al seno per Julie Quintana di Los
Angeles, racconta:
“Il mercoledì prima del mio viaggio a Medjugorje,
ho avuto una biopsia al seno. Ho anche ricevuto i risultati dei test che
anno rivelato un polipo nel mio utero e cellule pre-tumorali.
Non ho potuto vedere uno specialista e avrei dovuto
aspettare fino al mio ritorno dal pellegrinaggio. Dunque sono andata a
Medjugorje in uno stato di torpore ero stordita, chiedendomi come mai avevo
intenzione di affrontare un viaggio in un momento del genere” Julie
Quintana racconta. “Uno dei tanti bei doni di Medjugorje, in piedi a
pochi metri dietro a Chiesa di San Giacomo, è una statua di Cristo
crocifisso, che trasuda dal suo ginocchio destro, continuamente per
molti anni. Molte sono Le guarigioni che
sono state attribuite a questo tipo di acqua, così la mia compagno di
viaggio Sue Larson si fermò in fila con altri pellegrini a raccogliere
alcune gocce di questo liquido.
Lei non ha deciso di benedire i suoi gli occhi con le gocce del liquido, poichè aveva avuto un intervento di chirurgia oculare in passato, e ha preferito farlo fare a me.
“Ho toccato il liquido con le dita, fatto il segno
della croce, e l’ho messo su fazzoletti da donare ; poi ho messo una
goccia di olio al centro del mio seno destro, appena oltre dove c’era un
grappolo di calcificazioni nelle condotte, dove la biopsia era stata
fatta” dice Julie Quintana .
”
Ai piedi del crocifisso, mentre eravamo fermi qualcuno ha esclamato: “i
miei occhi stanno bruciando con calore!” è stata una sensazione intensa
sensazione di calore nel tessuto dei suoi occhi, dall’alto delle sue
palpebre fino agli zigomi.”
“Dopo
aver detto questo, mi sono fermatoa riflettere . Anch’io, avevo avuto
una sensazione forte calore dove il liquido ha toccato il mio corpo, sia
sulla mia mano e nel punto esatto sul mio seno destro, tre volte che ho
confrontato lo spazio del seno destro, rispetto al sinistro. Ogni volta la sinistra era fredda, mentre la parte destra era molto calda, non solo esternamente, ma anche internamente Julie Quintana” racconta.
“Siamo
tornati per una biopsia mercoledì il 15 di Giugno, e dopo una
settimana, ho ricevuto una relazione che il mio seno era benigno. Poi ho
visto gli specialisti, “Non c’è niente”, hanno detto, “assolutamente
nulla. Non c’è polipo, e le cellule precancerose sono completamente
sparite.”
“Ho voluto sapere come egli si spiegasse quest’evento, ed egli ha detto “Bene, e a volte il corpo guarisce se stesso.”
“Bene, sono appena stata ad un pellegrinaggio, gli ho detto.” e lui ha risposto con un sorriso, “potrebbe essere che….”
Non so se prego con la bocca o col cuore...
Punti fermi sul Rosario perché sia preghiera del cuore
P. Andrea Gasparino di Cuneo, un noto maestro di preghiera, nelle sue tante istruzioni si dichiara sempre nemico della preghiera "parolaia". Il Rosario con la ripetizione continua di formule potrebbe facilmente diventare una preghiera "parolaia". Ecco come il padre risponde con estrema chiarezza alla questione posta da alcuni ascoltatori di Radio Maria (16.06.99).
Se non c'è contemplazione dei misteri il Rosario è cadavere senza vita
D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell'enciclica "Marialis Cultus" (n.47) ha detto: "Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima", un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, "in questo mistero cosa devo decidere?" e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco.
Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un'altra cosa. Sii un po' più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l'attenzione su una parola dell'Ave Maria, ne basta una. Quando dici "prega per noi peccatori, adesso" fermati sulla parola "adesso" e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l'attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. "No, voglio comunicare con la Madonna"; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
La preghiera dell'ascolto deve cambiarci
D. Prego spesso, ma non riesco a raggiungere la vera comunione con Dio: tendo a parlare con Dio, quindi non faccio la preghiera del silenzio.
R. E' più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa' una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: "Signore cosa hai da dirmi oggi?" Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: "Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?" Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto.
D. Appartengo a un gruppo del Rinnovamento, ma la preghiera che viene fatta è prolungata, confusa e con gesti. Cosa ne pensa?
R. La preghiera deve essere contatto con Dio. Prova a chiederti dopo quelle mezz'ore, ore di preghiera se hai comunicato con Dio: anima-anima, cuore-cuore con Dio. Difficilmente l'hai fatto perché occorre un ambiente per farlo. Quindi quando vi trovate tutti insieme è bello che partecipiate alla preghiera comune, ma ricordatevi che prima dovreste aver comunicato nell'intimo con Dio.
Tu devi scendere nella coscienza e ascoltare bene cosa vuole Dio da te e questo lo puoi fare solo con la preghiera del silenzio. Solo con la preghiera personale, partecipando a questi gruppi il tuo partecipare sarà molto sincero e vero. Senza preghiera personale, anche la liturgia è vanificata. Parla molto nel gruppo di questa preghiera silenziosa.
D. Prego molto, ma ho l'abitudine di raccomandare le persone a Dio nominandole una ad una con i loro problemi. E' giusto?
R. Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E' utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: "Fammi capire cosa posso fare io per quella persona". Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E' facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_preghiera//14-rosario.php
P. Andrea Gasparino di Cuneo, un noto maestro di preghiera, nelle sue tante istruzioni si dichiara sempre nemico della preghiera "parolaia". Il Rosario con la ripetizione continua di formule potrebbe facilmente diventare una preghiera "parolaia". Ecco come il padre risponde con estrema chiarezza alla questione posta da alcuni ascoltatori di Radio Maria (16.06.99).
Se non c'è contemplazione dei misteri il Rosario è cadavere senza vita
D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell'enciclica "Marialis Cultus" (n.47) ha detto: "Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima", un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, "in questo mistero cosa devo decidere?" e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco.
Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un'altra cosa. Sii un po' più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l'attenzione su una parola dell'Ave Maria, ne basta una. Quando dici "prega per noi peccatori, adesso" fermati sulla parola "adesso" e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l'attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. "No, voglio comunicare con la Madonna"; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
La preghiera dell'ascolto deve cambiarci
D. Prego spesso, ma non riesco a raggiungere la vera comunione con Dio: tendo a parlare con Dio, quindi non faccio la preghiera del silenzio.
R. E' più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa' una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: "Signore cosa hai da dirmi oggi?" Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: "Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?" Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto.
D. Appartengo a un gruppo del Rinnovamento, ma la preghiera che viene fatta è prolungata, confusa e con gesti. Cosa ne pensa?
R. La preghiera deve essere contatto con Dio. Prova a chiederti dopo quelle mezz'ore, ore di preghiera se hai comunicato con Dio: anima-anima, cuore-cuore con Dio. Difficilmente l'hai fatto perché occorre un ambiente per farlo. Quindi quando vi trovate tutti insieme è bello che partecipiate alla preghiera comune, ma ricordatevi che prima dovreste aver comunicato nell'intimo con Dio.
Tu devi scendere nella coscienza e ascoltare bene cosa vuole Dio da te e questo lo puoi fare solo con la preghiera del silenzio. Solo con la preghiera personale, partecipando a questi gruppi il tuo partecipare sarà molto sincero e vero. Senza preghiera personale, anche la liturgia è vanificata. Parla molto nel gruppo di questa preghiera silenziosa.
D. Prego molto, ma ho l'abitudine di raccomandare le persone a Dio nominandole una ad una con i loro problemi. E' giusto?
R. Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E' utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: "Fammi capire cosa posso fare io per quella persona". Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E' facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/altri_doc_preghiera//14-rosario.php
mercoledì 13 gennaio 2016
In questi giorni di gennaio, a Medjugorje....
Esperienze di pellegrini di Medjugorje
data: 13.01.2016.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/esperienze-di-pellegrini-di-medjugorje,7615.html
47° anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale di Medjugorje.
Anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale di Medjugorje
data: 12.01.2016.
Ricorre quest’anno il quarantasettesimo anniversario della dedicazione
della chiesa parrocchiale di San Giacomo a Medjugorje. Dopo
l’istituzione della parrocchia, avvenuta nel 1892, una prima chiesa
parrocchiale, grande e bella per quei tempi, venne ultimata nel 1897. A
causa del terreno franoso su cui era stata edificata, le sue mura
cominciarono però a creparsi molto velocemente e tutto il complesso
iniziò a sprofondare. Perciò, subito dopo la Prima Guerra Mondiale, si
cominciò a pensare alla costruzione di una nuova chiesa, i cui lavori si
sono protratti dal 1934 al 19 gennaio del 1969, giorno della sua
dedicazione. Oggi la chiesa di San Giacomo è il centro della vita
sacramentale e di preghiera non soltanto dei parrocchiani di Medjugorje,
ma anche dei pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/anniversario-della-dedicazione-della-chiesa-parrocchiale-di-medjugorje,7611.html
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/anniversario-della-dedicazione-della-chiesa-parrocchiale-di-medjugorje,7611.html
lunedì 11 gennaio 2016
ATTENZIONE AI MANTELLI ROSSI CHE SI AGGIRANO A MEDJUGORJE
Virgilio Baroni
A Medjugorje si aggirano dei gruppi di persone con i mantelli rossi e una immagine di Cristo Re stampata sugli stessi, che offrono immagini, santini, reliquie, rosari… Attenzione: evitiamo di prendere questi oggetti in quanto si tratta dei così detti Cavalieri di Gesù Cristo Re, fondati da un sacerdote di nome don Piotr Natanek, sospeso a divinis in quanto, secondo le parole dell’arcivescovo di Cracovia: “… i suoi insegnamenti che sono in contrasto con gli
insegnamenti della Chiesa in materia di vedute della regalità di Gesù Cristo. Egli si basa per questi insegnamenti su rivelazioni private e l’insegnamento all’estero ispirato delle dottrine della Chiesa di sette escatologiche. Padre Peter Natanek distorce in questo modo non solo la dottrina consolidata dell’efficacia della salvezza nella Chiesa, ma anche la devozione alla Madre di Dio, degli angeli e dei santi mescolati con nozioni magiche di fede, che porta a ridicolizzare la religione della Chiesa. Nel suo messaggio, distribuito da media elettronici, mina l’autorità dei vescovi e dei sacerdoti, accusandoli di incredulità e di interagire con i nemici della Chiesa. In risposta alle critiche dei suoi colleghi pastori e sacerdoti tenta di creare proprie strutture, scoraggiando i suoi seguaci a far parte della comunione della Chiesa universale e così li espone a grandi danni spirituali e morali. …” Vorrei cogliere l’occasione per ricordare a tutti i pellegrini di evitare di prendere omaggi di dubbia provenienza anche se riportano immagini sacre e di evitare di fare attenzione anche a ciò che potete trovare in terra. Invito le guide a non accompagnare i pellegrini in quella “Cappella” recentemente restaurata ai piedi della Croce blu. E’ di proprietà privata e non sotto il controllo dei frati della Parrocchia. Questo è uno dei tanti motivi per cui i sacerdoti, come ha più volte suggerito lo stesso Cardinal Schonborn, non dovrebbero rifiutarsi di accompagnare i pellegrini a Medjugorje. Preghiamo per tutti questi sacerdoti, sempre, come ci suggerisce Maria e attraverso digiuni e preghiere di certo anche i più contrari potranno cambiare idea se i fedeli per primi ci crederanno.
A Medjugorje si aggirano dei gruppi di persone con i mantelli rossi e una immagine di Cristo Re stampata sugli stessi, che offrono immagini, santini, reliquie, rosari… Attenzione: evitiamo di prendere questi oggetti in quanto si tratta dei così detti Cavalieri di Gesù Cristo Re, fondati da un sacerdote di nome don Piotr Natanek, sospeso a divinis in quanto, secondo le parole dell’arcivescovo di Cracovia: “… i suoi insegnamenti che sono in contrasto con gli
insegnamenti della Chiesa in materia di vedute della regalità di Gesù Cristo. Egli si basa per questi insegnamenti su rivelazioni private e l’insegnamento all’estero ispirato delle dottrine della Chiesa di sette escatologiche. Padre Peter Natanek distorce in questo modo non solo la dottrina consolidata dell’efficacia della salvezza nella Chiesa, ma anche la devozione alla Madre di Dio, degli angeli e dei santi mescolati con nozioni magiche di fede, che porta a ridicolizzare la religione della Chiesa. Nel suo messaggio, distribuito da media elettronici, mina l’autorità dei vescovi e dei sacerdoti, accusandoli di incredulità e di interagire con i nemici della Chiesa. In risposta alle critiche dei suoi colleghi pastori e sacerdoti tenta di creare proprie strutture, scoraggiando i suoi seguaci a far parte della comunione della Chiesa universale e così li espone a grandi danni spirituali e morali. …” Vorrei cogliere l’occasione per ricordare a tutti i pellegrini di evitare di prendere omaggi di dubbia provenienza anche se riportano immagini sacre e di evitare di fare attenzione anche a ciò che potete trovare in terra. Invito le guide a non accompagnare i pellegrini in quella “Cappella” recentemente restaurata ai piedi della Croce blu. E’ di proprietà privata e non sotto il controllo dei frati della Parrocchia. Questo è uno dei tanti motivi per cui i sacerdoti, come ha più volte suggerito lo stesso Cardinal Schonborn, non dovrebbero rifiutarsi di accompagnare i pellegrini a Medjugorje. Preghiamo per tutti questi sacerdoti, sempre, come ci suggerisce Maria e attraverso digiuni e preghiere di certo anche i più contrari potranno cambiare idea se i fedeli per primi ci crederanno.
domenica 10 gennaio 2016
Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje:
Quando ritorni a casa…
– padre Slavko Barbaric
Caro
pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a
Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa
Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù
Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente
la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a
pregare sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni. Credo che hai fatto
tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua
speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. È questo il
motivo dei tuo viaggio a Medjugorje.
E in
verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che Lo cercano. Si fa sentire,
si fa amare. Egli ci dà la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto
sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.
Sono
convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti
altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile,
tutti pregano, tutti cercano Dio Ma che sarà una volta tornato a casa?
Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi,
la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della
riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è
decisamente importante.
Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i
discepoli: bisogna convincersi che è possibile vivere l’amore e
sperimentare la gloria di Dio; ma bisogna tornare a casa, ognuno nella
sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a
tante persone che non hanno le stesse convinzioni.
Si, bisogna tornare a casa!
Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile
salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Hai
trovato il tempo per salire anche sul Podbrdo, e sei stato felice.
Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a
casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli
eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac e
la tua croce. A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata.
Essa ti aspetta. Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto
più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più
comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte
più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo
d’incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria. Perciò anche se a
casa ti attende il tuo Krizevac, fatto il più delle volte di sofferenze e
di afflizioni, di cui non sei personalmente colpevole e responsabile,
erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle
Apparizioni, il tuo Tabor! Allora anche il Krizevac acquisterà una nuova
colorazione, sarà avvolto da nuova pace e da nuova speranza.
Costruisci la Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo
appartamento o della tua casa. Sopra ci metterai una Croce più piccola,
un lume, la Bibbia e il rosario! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo
passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il
Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac
esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla
salvezza.
Ricordatelo bene! La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo.
Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel Messaggio di Natale deI 1986:
“Cari figli! Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta
facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con
voi, cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie
particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e
desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto
mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso
voi Il mio cuore segue attentamente i vostri passi.
Grazie per avere risposto alla mia chiamata !”.
Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te.
Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi è benedetto in eterno!
E
costruisci l’altare su cui comincerai a offrire Ogni giorno le tue croci
e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e
la gioia, l’amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo
Krizevac e il tuo Podbrdo. Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS.
seguirà attentamente i tuoi passi.
Va in pace. Porta a tutti la pace e la benedizione.
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