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domenica 4 ottobre 2015

4 Ottobre Festa di San Francesco patrono d’Italia


Festa di San Francesco: ad Assisi previsti più di 3mila pellegrini

 


Al termine della celebrazione, alla quale parteciperanno 25 vescovi e 120 sacerdoti con i 150 seminaristi della Lombardia, è previsto il consueto saluto alla Nazione – dalla loggia del Sacro Convento di Assisi – da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in rappresentanza del Governo italiano. Oltre 70 i giornalisti accreditati e più di 3mila i pellegrini che giungeranno nella città serafica in occasione del 76° anniversario della proclamazione di san Francesco patrono d’Italia.
L’accensione della lampada è affidata al sindaco di Milano. Oltre alla lunga diretta di Rai 1 che inizierà alle 10 e terminerà prima dell’Angelus del Papa, circa 5 emittenti garantiranno collegamenti live dalla piazza della Basilica di san Francesco d’Assisi e un collegamento in diretta con l’Expo di Milano. Il programma delle celebrazioni è sul sito
 www.sanfrancesco.org.

sabato 3 ottobre 2015

Questa sera alle 19.00 la veglia di preghiera delle famiglie con Francesco



Sinodo, veglia di preghiera delle famiglie in Piazza San Pietro


Tutto pronto per il Sinodo sulla Famiglia: domani alle 10.00 la Messa inaugurale presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana. Questa sera alle 19.00 la veglia di preghiera delle famiglie con Francesco promossa dalla Conferenza episcopale italiana in Piazza San Pietro. Il servizio di Sergio Centofanti:


Sono attese migliaia di famiglie da tutta l’Italia questa sera per la veglia di preghiera per il Sinodo con le testimonianze di coppie di sposi e fidanzati e l’omelia del Papa. Saranno presenti anche le associazioni e i movimenti ecclesiali con i loro leader: Azione cattolica, Neocatecumenali, Carismatici, Focolari, Sant’Egidio, Scout e altri ancora. 270 i Padri Sinodali che partecipano all’assemblea di quest’anno insieme a 18 coppie di sposi e genitori e a 14 rappresentanti di altre Chiese e comunità cristiane. Questo Sinodo darà maggiore spazio ai circoli minori. Ci sarà un solo documento conclusivo, la Relatio finalis. Papa Francesco ribadisce il suo invito alla parresìa, alla franchezza nel parlare, come aveva già fatto l’anno scorso. Sinodo – aveva affermato – significa camminare insieme: con il coraggio di dire le cose con libertà e nello stesso tempo con l’umiltà di ascoltare. La presenza del Papa “è garanzia per tutti e custodia della fede”.
Lo scopo – secondo Francesco – è quello di “trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare”. A conclusione del Sinodo dell’anno scorso, il Papa aveva indicato alcune tentazioni: quella dei cosiddetti tradizionalisti, zelanti e scrupolosi, che non intendono lasciarsi stupire “dal Dio delle sorprese”, rinchiudendosi dentro la certezza di ciò che già si conosce e non aprendosi a ciò che ancora si deve imparare.  C’è poi la tentazione dei cosiddetti progressisti con il loro “buonismo distruttivo” che in nome “di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle”.
La Chiesa “che cerca di essere fedele al suo Sposo e alla sua dottrina” – aveva affermato il Papa– “non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l’olio e il vino sulle ferite degli uomini”, “non guarda da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone”, “non ha paura di mangiare e bere con le prostitute e i pubblicani”, ma “ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti!”. La Chiesa – aveva detto - “non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo”, ma lo rialza e lo incoraggia “a riprendere il cammino”. 
(Da Radio Vaticana)

Messaggio del 2 Ottobre 2015 in tutte le lingue con video






MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE
IT - ENG - HR - D - SP - BR - FR - Arabic

Messaggio del 2 Ottobre 2015
“Cari figli, sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi, riempirvi del mio amore e invitarvi nuovamente ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio. Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore.

Essi cercano mio Figlio, ma non sanno come e dove trovarlo. Mio Figlio apre loro le braccia, ma voi aiutateli a giungere tra le sue braccia. Figli miei, per questo dovete pregare per l’amore. Dovete pregare moltissimo
per avere quanto più amore possibile, perché l’amore vince la morte e fa sì che la vita continui. Apostoli del mio amore, figli miei: unitevi in preghiera con cuore vero e semplice, per quanto lontani siate gli uni dagli altri.
Incoraggiatevi gli uni gli altri nella crescita spirituale, come vi sto incoraggiando io. Veglio su di voi e sono con voi ogni volta che pensate a me. Pregate anche per i vostri pastori, per coloro che hanno rinunciato a tutto per mio Figlio e per voi.
Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta le vostre preghiere. Vi ringrazio”.



VIDEO:


Our Lady's message to Mirjana Soldo of October 2nd, 2015
Dear children,
I am here among you to encourage you, to fill you with my love and to call you anew to be witnesses of the love of my Son. Many of my children do not have hope, they do not have peace, they do not have love. They are seeking my Son, but do not know how and where to find Him. My Son is opening wide His arms to them, and you are to help them to come to His embrace. My children, that is why you must pray for love. You must pray very, very much to have all the more love, because love conquers death and makes life last. Apostles of my love, my children, with an honest and simple heart unite in prayer regardless of how far you are from each other. Encourage each other in spiritual growth as I am encouraging you. I am watching over you and am with you whenever you think of me. Pray also for your shepherds, for those who renounced everything for the sake of my Son and for your sake. Love them and pray for them. The Heavenly Father is listening to your prayers. Thank you.

Hrvatski
Gospina poruka preko vidjelice Mirjane Soldo od 2. listopada, 2015.
Draga djeco
Ovdje sam među vama da vas ohrabrim, ispunim svojom ljubavlju i iznova pozovem da budete svjedoci ljubavi moga Sina. Mnoga moja djeca nemaju nade, nemaju mira, nemaju ljubavi. Oni traže moga Sina, ali ne znaju kako i gdje ga naći. Moj Sin im širi ruke, a vi im pomognite da dođu u njegov zagrljaj. Djeco moja, zato morate moliti za ljubav. Morate puno, puno moliti da imate što više ljubavi, jer ljubav pobjeđuje smrt i čini da život traje. Apostoli moje ljubavi, moja djeco, istinita i jednostavna srca ujedinjujte se u molitvi ma kako daleko jedni od drugih bili. Ohrabrujte jedni druge u duhovnom rastu kao što vas ja ohrabrujem. Bdijem nad vama i s vama sam kad god pomislite na mene. Molite i za svoje pastire, za one koji su se svega odrekli radi moga Sina i radi vas. Volite ih i molite za njih. Nebeski Otac sluša vaše molitve. Hvala vam.

Deutsch
Botschaft an die Seherin Mirjana Soldo vom 02. Oktober 2015

Liebe Kinder! Ich bin hier bei euch, um euch zu ermutigen, euch mit meiner Liebe zu erfüllen und von neuem aufzurufen, Zeugen der Liebe meines Sohnes zu sein. Viele meiner Kinder haben keine Hoffnung, sie haben keinen Frieden, sie haben keine Liebe. Sie suchen meinen Sohn, aber sie wissen nicht, wie und wo sie Ihn finden. Mein Sohn breitet für sie die Hände aus; helft ihnen, dass sie in Seine Umarmung kommen. Meine Kinder, deshalb müsst ihr um die Liebe beten. Ihr müsst viel, viel beten, damit ihr noch mehr Liebe habt, denn die Liebe besiegt den Tod und bewirkt, dass das Leben fortbesteht. Apostel meiner Liebe, meine Kinder, vereint euch mit aufrichtigem und einfachem Herzen im Gebet, wie weit ihr auch immer voneinander entfernt seid. Ermutigt einander im geistigen Wachstum, so wie ich euch ermutige. Ich wache über euch und bin mit euch wann immer ihr an mich denkt. Betet auch für eure Hirten, für diejenigen, die wegen meinem Sohn und wegen euch allem entsagt haben. Liebt sie und betet für sie. Der himmlische Vater hört eure Gebete. Ich danke euch.
Mensaje del 2 de octubre de 2015 en Medjugorje, Bosnia-Herzegovina
2 de octubre 2015“Queridos hijos: aquí estoy entre ustedes para alentarlos, para llenarlos con mi amor y para invitarlos nuevamente a ser testigos del amor de mi Hijo. Muchos de mis hijos no tienen esperanza, no tienen paz, no tienen amor. Ellos buscan a mi Hijo, pero no saben cómo ni dónde encontrarlo. Mi Hijo les abre a ellos sus brazos, y ustedes ayúdenlos a que lleguen a Su abrazo. Hijos míos, por eso deben orar por el amor. Deben orar mucho, mucho para que siempre tengan ustedes más amor, porque el amor vence la muerte y hace que la vida perdure. Apóstoles de mi amor, hijos míos, con un corazón simple y sincero, únanse siempre en oración por muy lejos que estén los unos de los otros. Anímense mutuamente en el crecimiento espiritual, como yo los animo a ustedes. Yo velo por ustedes y estoy junto a ustedes siempre que piensan en mí. Oren también por sus pastores: por aquellos que han renunciado a todo por mi Hijo y por ustedes. ¡Ámenlos y oren por ellos! El Padre Celestial escucha sus oraciones. ¡Les doy las gracias!”
Mensagem de Nossa Senhora em 2 de outubro de 2015:
“Queridos filhos, Eu estou aqui no meio de vocês para encorajá-los, para preenchê-los com o Meu Amor, para convidá-los novamente a serem testemunhas do Amor do Meu Filho. Muitos dos Meus filhos não têm esperança, não tem paz e não tem amor. Eles procuram o Meu Filho mas não sabem como e nem onde encontra-Lo. Meu Filho abre os Seus Braços para eles e vocês os ajudem de modo que eles venham até os Seus Braços.
Filhos Meus, por isto vocês devem rezar para o Amor, devem rezar muito, muito, para terem sempre mais amor, porque o Amor vence a morte e faz de modo que a vida dure.
Apóstolos do Meu Amor, filhos Meus de coração sincero e simples, unam-se sempre mais na oração. Mas quanto vocês estão longe uns dos outros ! Encorajem uns aos outros no crescimento espiritual, como também Eu os encorajo.
Eu velo sobre vocês e estou próxima de vocês todas as vezes que vocês pensam em Mim. Rezem pelos seus sacerdotes, por aqueles que renunciaram a tudo pelo Meu Filho. Amem-os e rezem por eles. O Pai Celeste escuta as
orações de vocês. Obrigada”.
Nossa Senhora abençoou a todas as pessoas presentes e todos os objetos trazidos para serem abençoados.

Francais
*Message du 2 octobre Medjugorje
“Chers enfants ! Je suis ici au milieu de vous pour vous encourager, pour vous combler de mon amour et pour vous inviter à nouveau à être témoins de l'amour de mon Fils. Beaucoup de mes enfants n'ont pas d'espérance, n'ont pas de paix et n'ont pas d'amour. Ils recherchent mon Fils, mais ne savent pas comment le trouver ni où le trouver. Mon Fils leur ouvre les bras mais vous, aidez-les à entrer dans son étreinte. C'est pourquoi, mes enfants, vous devez prier pour avoir l'amour. Vous devez prier beaucoup, beaucoup, pour avoir toujours plus d'amour, car l'amour est victorieux de la mort et permet à la vie de durer.
Apôtres de mon amour, mes enfants, d'un coeur simple et sincère, unissez-vous dans la prière, aussi loin que vous puissiez être les uns des autres. Encouragez-vous les uns les autres dans la croissance spirituelle, comme je vous y encourage moi-même. Je veille sur vous et je suis avec vous chaque fois que vous pensez à moi.
Priez aussi pour vos bergers, pour ceux qui ont renoncé à tout pour mon Fils et pour vous. Aimez-les et priez pour eux. Le Père Céleste écoute vos prières. Je vous remercie."

Arabic
رسالة السيدة العذراء في 2/10/2015 في مديوغورييه عبر الرائية ميريانا عند الصليب الأزرق :

“أولادي الأحبّة ،
أنا هنا بينكم كي أشجّعكم ، كي أملأكم بحبّي ولكي أدعوكم من جديد لتكونوا شهوداً لحُبّ ابني . كثيرون من أولادي ليس لديهم الأمل ، ليس لديهم السلام ، ليس لديهم الحُبّ . انهم يبحثون عن ابني ، لكنّهم لا يعرفون كيف وأين يجدونه . إنّ ابني يفتح ذراعيه واسعاً لهم وعليكم مساعدتهم في الوصول الى عناقه .

أولادي ، لهذا السبب عليكم ان تصلّوا من أجل الحُبّ . عليكم ان تُصلّوا كثيراً ، كثيراً من أجل ان تحصلوا على المزيد من الحُبّ ، لأن الحُبّ يقهر الموت ويجعل الحياة مستديمة . يا رُسُل حُبّي ، أولادي ، بقلب صادق وبسيط إتّحدوا في الصلاة بغضّ النظر عن بُعدكم الواحد عن الآخر . شجّعوا بعضكم بعضاً في النمو الروحي كما أشجّعكم انا . اني أعتني بكم وأرعاكم وانا معكم كلّما فكّرتم بي . صلّوا ايضاً من أجل رعاتكم ، أولئك الذين ينبذون كل شيء إكراماً لإبني وإكراماً لكم . أحبّوهم وصلّوا لأجلهم . الآب السماوي يستمع لصلواتكم . شكراً لكم .

venerdì 2 ottobre 2015

Messaggio del 2 Ottobre 2015 della Regina della Pace dato alla veggente Mirjana

Ecco il testo dell’ultimo messaggio di Medjugorje straordinario dato dalla Regina della Pace alla veggente Mirjana per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio:
 “Cari figli, sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi, riempirvi del mio amore e invitarvi nuovamente ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio. Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore. Essi cercano mio Figlio, ma non sanno come e dove trovarlo. Mio Figlio apre loro le braccia, ma voi aiutateli a giungere tra le sue braccia. Figli miei, per questo dovete pregare per l’amore. Dovete pregare moltissimo per avere quanto più amore possibile, perché l’amore vince la morte e fa sì che la vita continui. Apostoli del mio amore, figli miei: unitevi in preghiera con cuore vero e semplice, per quanto lontani siate gli uni dagli altri. Incoraggiatevi gli uni gli altri nella crescita spirituale, come vi sto incoraggiando io. Veglio su di voi e sono con voi ogni volta che pensate a me. Pregate anche per i vostri pastori, per coloro che hanno rinunciato a tutto per mio Figlio e per voi. Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta le vostre preghiere. Vi ringrazio”.
La Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti di devozione.


Pellegrinaggio e Seminario per animatori di Erzegovina e Zagabria a Medjugorje

Seminario per animatori delle fraternità locali della Gioventù Francescana di Erzegovina


data: 30.09.2015.


Presso la “Domus Pacis” di Medjugorje dal 25 al 27 settembre, si è svolto un Seminario per animatori delle fraternità locali della Gioventù Francescana di Erzegovina. Il suo tema è stato: “In tutto ciò che vuoi insegnare agli altri, devi anzitutto esercitarti tu”. Scopo del Seminario era rendere — attraverso conferenze, laboratori e momenti comunitari — i membri della Gioventù Francescana capaci di condurre gli incontri che settimanalmente si svolgono nelle fraternità locali, ed introdurli alle conoscenze basilari dell’animazione. Al Seminario hanno partecipato cinquantadue membri della Gioventù Francescana, che sono stati guidati dai membri del Consiglio di zona e da fra Slaven Brekalo, loro assistente spirituale. Il Seminario ha avuto inizio nelle ore pomeridiane di venerdì 25 settembre, con l’accoglienza delle iscrizioni, ed è poi proseguito con il Rosario e la Santa Messa serale, presso la chiesa parrocchiale di San Giacomo. In seguito le guide del Seminario hanno presentato ai partecipanti i contenuti ed il programma dell’Incontro. La serata del venerdì è stata anche contrassegnata da una relazione, tenuta da fra Slaven, sul tema: “Il Vangelo come sorgente e fondamento di ogni nostro incontro”. Il sabato, dopo un’ulteriore relazione, la parte dedicata alle attività si è conclusa ringraziando Dio con il Rosario e la Santa Messa serale. Il programma del Seminario si è poi concluso la Domenica con la celebrazione della Santa Messa, seguita da un momento di condivisione comunitaria (medjugorje.hr/frama-hercegovina.com).


Pellegrinaggio a Medjugorje del gruppo di preghiera “Cuore di Gesù” di Zagabria


data: 30.09.2015.

Nei giorni scorsi, i membri del gruppo di preghiera “Cuore di Gesù” di Zagabria sono stati a Medjugorje. Hanno preso parte al programma di preghiera in parrocchia e sono saliti sui monti di Medjugorje. Il gruppo è guidato dal musicista Alan Hržica che, riguardo a questo pellegrinaggio, ha detto a medjugorje.hr quanto segue: “Quest’anno siamo tre pullman di membri del gruppo “Cuore di Gesù” di Zagabria. È stato meraviglioso, come ogni volta. Proprio durante i pellegrinaggi a Medjugorje, siamo testimoni di molte conversioni. Veniamo tassativamente due volte l’anno, in periodi che ben si accordano con la nostra consuetudine di recarci a pregare anche a Kamenita vrata, nei pressi di Zagabria, altro luogo in cui la Madonna ci raduna in gran numero. Ogni martedì, alla preghiera del Rosario, vengono circa cinquecento persone. Siamo innamorati di Medjugorje, dell’Erzegovina e torneremo nuovamente nel maggio prossimo”.

2 OTTOBRE FESTA DELL'ANGELO CUSTODE E FESTA DEI NONNI

Gli angeli
Riflesso della Divina Misericordia
Stiamo celebrando la Santa Messa in onore degli angeli custodi e ci troviamo in un contesto particolarmente indicato per far festa con questi nostri compagni celesti. (..) È nella luce dell'Amore misericordioso di Dio che comprendiamo anche la creazione angelica. Il termine "custode'; infatti, è l'espressione di quella "custodia" che l'amore di Dio offre a ciascun uomo. In questo senso gli angeli sono creati per diventare portatori della misericordia di Dio, intesa come sollecitudine paterna e affettuosa del nostro Dio verso tutta la creazione e, in modo particolare, verso l'uomo, diventato ancor più bisognoso di cure dopo il peccato originale. In quanto custodi, gli angeli sono intercessori presso Dio, come ci rivela il libro di Tobia (Tb 3,17), presentando a Lui suppliche in nostro favore. Sono particolarmente lieto di trovarmi oggi in mezzo a voi perché mi offrite l'occasione per sottolineare che il Grande Giubileo, annuncio della Misericordia del Padre per tutte le creature, deve attirare la nostra attenzione sul ministero angelico. Infatti, come potremo partecipare pienamente all'amore misericordioso di Dio, che ci viene dispensato in primo luogo sacramentalmente dalla Chiesa di Cristo, senza unirci consapevolmente e nell 'amore ai santi e agli angeli del Cielo? L'Anno Santo è l'occasione per entrare nella straordinaria comunione di spirito con gli angeli custodi, per essere rialzati quando inciampiamo e cadiamo, per essere consolati quando siamo tristi, per essere fortificati nel combattimento spirituale, per confidare in Gesù misericordioso. il Signore nel Vangelo, a proposito della conversione di un peccatore, ci dice che "c 'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte" (Lc 15,10). Questo c ifa pensare che i nostri angeli custodi si danno particolarmente da fare proprio nel ministero della misericordia come via primaria di conversione. La loro sapienza penetra, infatti, nel Cuore misericordioso di Dio, di cui conoscono prima di noi e meglio di noi l'infinita misericordia; essi sono, insieme ai santi, "radicati e fondati nella cantò, in grado di comprendere quale sia l'ampiezza, la lunghezza, I 'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (cf Ef3,17-19). S. E. Mons. Crescenzio Sepe tratto dall'omelia pronunciata il 2.10.99
Messaggeri di Dio
L'esistenza degli angeli, quali spiriti, rimane sempre avvolta nell'ombra del mistero, ma è molto meno negata di quanto si potrebbe pensare in un mondo materialista come il presente. Parlare di spiriti buoni e cattivi può ancora passare; ma se ai cattivi si dà il nome di diavolo o demonio, il che richiama l'inferno, allora le opinioni divergono maggiormente. Ad ogni modo, c 'è una notevole convergenza verso l'angelo custode, quando ci si riferisce soprattutto ai bambini. il "new age" a modo suo non disdegna di considerare queste forze, che per loro potrebbero coincidere con le energie, le quali nell'universo possono influire sull'esistenza degli esseri umani e addirittura guidarli. La rivelazione ha la virtù della chiarezza per quanto concerne le caratteristiche essenziali degli angeli. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ne parla compiutamente nello spiegare il Credo.' Dio creò il cielo, la terra e l'uomo. il cielo sono anche gli angeli, la cui esistenza è verità di fede. Essi, come dice il nome, sono i messaggeri di Dio, i "servitori" di Dio, esseri spirituali, immortali, con carattere personale. Di essi, una parte defezionò formando così la schiera degli spiriti maligni, i demoni, nemici di Dio e degli amici di Dio. Cristo è al centro del mondo angelico: lo fu nella vita mortale, lo è nella gloria. Ma essi sono intermediari anche tra noi e Dio. Sono a servizio di Dio, ma anche a nostro servizio: "Dal suo inizio fino all'ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita". In una parola, essi aiutano l'uomo a fare la volontà di Dio. S. Em.za Card Carlo Furno.
Compagni degli uomini
L'esistenza degli esseri spirituali incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente "angeli", è una verità di fede che i cristiani professano abitualmente nel momento in cui recitano il loro Credo. In questa professione di fede viene, infatti, affermato.' "Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose (cioè esseri) visibili e invisibili". I cristiani credono, dunque, agli angeli, o almeno dovrebbero farlo.' ma, chi sono gli angeli? Quale è il loro compito? Perché l'uomo deve pregarli ed affidarsi alle loro cure? Dopo la Vergine Maria, gli angeli sono le creature più perfette uscite dalla mente di Dio e, come esprime il loro stesso nome, sono dei messaggeri.' angelo (angelus) vuol dire, infatti "messaggero". Sono le creature più vicine a Dio. Su comando divino gli angeli intervengono nel mondo e nella vita degli uomini: li proteggono dal male,' li sostengono nelle tentazioni ispirano loro buoni desideri,' li consigliano ed indirizzano ad amare Dio e gli altri uomini. Secondo Suarez ("De Angelis" cap. VI e XIX) sono sette le funzioni dell'angelo custode verso di noi:

1. ci libera e ci protegge dai pericoli che minacciano il corpo e l'anima;
2. ci stimola a compiere il bene ed evitare il male;
3. allontana i demoni e le tentazioni;
4. presenta a Dio le nostre preghiere;
5. prega per noi;
6. ci corregge delle nostre colpe;
7. al momento della morte condurrò la nostra anima in Cielo, o ci visiterà in Purgatorio per consolarci.

Queste creature spirituali, gli angeli, sono fedeli servitori e messaggeri di Dio, per il fatto che "vedono sempre la faccia del Padre... che è nei Cieli" Mt. 18,10). Essi sono potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal. 103,20). Gli angeli sono puri spiriti, infinitamente amabili: non hanno alcuna ombra di imperfezione o di difetto. Essi, nel Cielo, godono della visione beatifica, quindi condividono, ciascuno in modo particolare, la gloria di Dio. Ciascun angelo è specificatamente diverso dall'altro, ognuno ha un proprio compito, una propria funzione: solamente provare ad immaginare il loro numero, o le loro funzioni, sarebbe impossibile. Il numero degli angeli supera qualsiasi capacitò umana di calcolo. Se si pensa al numero dei granelli di sabbia di tutte le spiagge, o alle gocce d'acqua degli oceani, non si ha ancora la minima idea del numero degli angeli. Gli angeli, così numerosi, sono ovunque: un numero infinito di essi si trova vicino a Dio; altri compiono il loro ministero sulla terra. San Gregorio Magno, autore di "La celeste gerarchia", riconosce tre grandi gerarchie di angeli; ciascuna di esse comprende tre cori, ed esistono, quindi, nove cori in tutto:
1. Serafini, cherubini, troni, 2. Dominazioni, virtù, potenze, 3. Principati, arcangeli e angeli. San Paolo distingue fra gli angeli i troni, le dominazioni, i principati e potestà (1 Col 1,16) ai gradi aggiunge le potenze (Efl,21). La tradizione secondo la quale ogni uomo è affidato alla custodia particolare di un angelo era già stabilita tra i Giudei Mt 18,10); e fu precisata ulteriormente a partire dal XII secolo da Onorio d'Autun. La Chiesa, senza imporlo, ha sempre rispettato questa tradizione e ha conservato nel calendario liturgico del 1969 la festa degli angeli custodi, fissata il 2 ottobre. È il Papa san Gregorio Magno che nella sua Omelia ci parla chiaramente degli angeli: "Bisogna sapere che questa denominazione d'angeli designa la loro funzione anziché la loro natura, perché se questi beati spiriti della Celeste patria sono sempre degli spiriti, essi non possono sempre essere chiamati angeli: sono angeli solo quando annunciano qualcosa... Chiamiamo arcangeli coloro che annunciano i più grandi misteri... Ogni qualvolta che si tratta di un evento straordinario, è Michele che la Scrittura cita come mandato, affinché il suo nome (Chi è come Dio). Come l'alto stesso faccia capire che nessuno può fare ciò che Dio fa con la sua incomparabile potenza".
Il nome degli arcangeli viene dalla lingua ebraica: Michele significa "Chi è come Dio?", Gabriele "forza di Dio", Raffaele "Dio guarisce". Il nome serafini vuol dire "gli ardenti". Gli angeli non sono come gli uomini! Essi apprezzano la nostra attenzione, e ci ripagano con amore, perché essi non dimenticano il bene ed il loro amore non si raffredda mai. Impariamo a riflettere e a ricordarci di questo amore gratuito per ringraziare e consolare questi angeli gloriosi: facciamoci amici gli angeli! È così facile avere amici così potenti! In questo modesto lavoro, dopo un 'ampia panoramica sulla presenza e opera degli angeli nella Bibbia e nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono inserite devozioni e preghiere rivolte sia ai cori angelici, nel loro insieme, che ai singoli angeli ed arcangeli e, soprattutto l'angelo custode. È importante sottolineare che la devozione nei confronti degli angeli non deve slittare nell'adorazione, la quale deve essere riservata solamente a Dio; piuttosto si deve imparare a lodare gli angeli per tutto il loro lavoro, continuamente al servizio della incolumità e salvezza eterna degli uomini {Vedi' San Tommaso d'Aquino: Summa Teologica I questioni nn. 50-64). È inoltre altrettanto importante sottolineare che le preghiere che seguiranno, sono preghiere con gli angeli, affinché tramite la loro preghiera e intercessione sia continuamente lodato e ringraziato Colui che ce li ha inviati in dono.

La missione dell'Angelo Custode
16 luglio 1947.
Dice S. Azaria:
«La missione dell’Angelo Custode si crede, da parte della gente, che cessi con la morte del custodito. Non è così sempre. Cessa, è cosa conseguente, alla morte del peccatore impenitente e con sommo dolore dell’angelo custode di colui che non si pentì. Si trasfigura in gloria gioconda ed eterna alla morte di un santo che dalla Terra passa al Paradiso senza soste purgative. Ma continua quale era, come protezione che intercede e ama il suo affidato, per coloro che a Terra passano al Purgatorio per espiare e purificarsi. Allora noi, gli angeli custodi, oriamo con la carità per voi davanti al trono Dio, e uniti alle nostre orazioni d’amore presentiamo i suffragi che sulla Terra vi applicano parenti e amici.
Oh! tutto non posso dire di quanto sia vivo, attivo, dolce il legame che ancora ci unisce a voi purganti. Come madri che spiano il ritorno della salute in un figlio che fu malato ed è convalescente, come spose che contano i giorni che le separano dalla riunione con lo sposo prigioniero, così noi. Noi, neppur per un attimo, non cessiamo di osservare la divina amorosa Giustizia e le vostre anime che si mondano fra i fuochi d’amore. E giubiliamo vedendo l’Amore sempre più placato verso voi, e voi sempre più degne del suo Regno. E quando la Luce ci ordina: “Vai a trarlo fuori per portarlo qui”, più ratti che saette noi ci precipitiamo a portare un attimo di Paradiso, che è fede, che è speranza, che è conforto a coloro che ancora restano a espiare, là nel Purgatorio, e stringiamo a noi l’anima amata per la quale operammo e soffrimmo, e rìsaliamo con lei insegnandole l‘osanna paradisiaco.
I due dolci attimi nella missione dei custodi, i due più dolci attimi, sono quando la Carità ci dice: “Scendi, ché un nuovo uomo è generato e tu lo devi custodire come gemma che mi appartiene”, e quando possiamo salire con voi al Cielo. Ma il primo è meno del secondo. Gli altri attimi di gioia sono le vostre vittorie sul mondo, la carne e il demonio. Ma come si trema per la vostra fragilità da quando vi si prende in custodia, così sempre si palpita dopo ogni vostra vittoria, perché il Nemico del Bene è vigile a tentare di abbattere ciò che lo spirito costruisce. Perciò gioioso, perfetto nella sua gioia è l’attimo in cui entriamo con voi nel Cielo. Perché nulla più può distruggere ciò che è ormai compiuto.
E ora, anima mia, rispondo ad un tuo intimo chiederti se Dio è contento che nella tua casa sia un altro Custode. O tu, che non ci fai mai domande ma tieni aperto ìl tuo spirito sul quale il tuo desiderio scrive talora i suoi più forti interrogativi a tua stessa insaputa, senza che la tua volontà, trattenuta dal chiedere da quel degno rispetto che troppo pochi hanno verso il Soprannaturale che si abbassa su voi, sappi che è dolce rispondere a chi è come te, e darti conforto, anima cara a Dio e tormentata dagli uomini.
Sì. Dio è contento. Contento perché nella tua casa è un angelo felice dì vegliare un’anima testé creata, gemma di Dio, e contento perché Gesù è Colui che amava i pargoli... e il resto lo dico all’anima tua, e resti fra noi come un segreto così bello che è inutile svelano al mondo che non sa comprendere le gioie di Dio e delle anime di Dio.»



PADRE PIO E L’ANGELO CUSTODE
Come ognuno di noi, anche Padre Pio ha avuto il suo angelo custode, e che angelo custode!
Dai suoi scritti possiamo affermare che Padre Pio era in costante compagnia del suo angelo custode.
Lo aiutava nella lotta contro Satana: «Coll'aiuto del buon angiolino si è trionfato questa volta sul perfido disegno di quel cosaccio; la vostra lettera è stata letta. L'angiolino mi aveva suggerito che all’arrivo di una vostra lettera l’avessi aspersa coll’acqua benedetta prima d’aprirla. Cosí feci coll'ultima vostra. Ma chi può dire 1a rabbia provata da barbablú! egli vorrebbe finirmi ad ogni costo. Sta mettendo su tutte le sue diaboliche arti. Ma rimarrà schiacciato. L’angiolino me lo assicura, ed il paradiso è con noi.
L’altra notte mi si è presentato sotto le sembianze di un nostro padre, trasmettendomi un severissimo ordine del padre provinciale di non scrivervi piú, perché contrario alla povertà e di grave impedimento alla perfezione.
Confesso la mia debolezza, babbo mio, piansi amaramente credendo essere ciò stato una realtà. E non avrei potuto mai sospettare, anche debolmente essere questo invece un tranello di barbablú, se l’angiolino non mi avesse svelato l'inganno. E solo Gesú sa che ci volle per persuadermi. Il compagno della mia infanzia cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegl'impuri apostati, col cullarmi lo spirito in un sogno di speranza» (Ep. 1, p. 321).
Gli spiegava il francese che Padre Pio non aveva studiato: «Levami, se è possibile, una curiosità. Chi ti ha insegnato il francese? Come mai, mentre prima non ti piaceva, ora ti piace» (Padre Agostino nella lettera del 20-04-1912).
Gli traduceva il greco a lui sconosciuto.
« Cosa dirà il tuo angelo di questa lettera? Se Dio vuole, il tuo angelo potrebbe fartela comprendere; se no scrivimi». In calce alla lettera, il parroco di Pietrelcina scrisse questo attestato:

«Pietrelcina, 25 agosto 1919.
Attesto io qui sottoscritto sotto la santità del giuramento, che Padre Pio, dopo ricevuta la presente, me ne spiegò letteralmente il contenuto. Interrogato da me come avesse potuto leggerla e spiegarla, non conoscendo neppure l’alfabeto greco, mi rispose: Lo sapete! L'angelo custode mi ha spiegato tutto.

L.S. Làrciprete Salvatore Pannullo». Nella lettera del 20 settembre 1912 scrive:
«I celesti personaggi non cessano di visitarmi e farmi pregustare 1’ebbrezza dei beati. E se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo piú grande dovendomi fare anche da maestro nella spiega di altre lingue».

Lo va a svegliare per sciogliere insieme le lodi mattutine al Signore:
«La notte ancora al chiudersi degli occhi vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi il paradiso; ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e cosí sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori» (Ep. 1, p. 308).
Padre Pio si lamenta con l'angelo e questi gli fa una bella predichina: «Ne mossi lagnanza all’angiolino, e questi dopo avermi fatta una bella predichina, soggiunse: "Ringrazia Gesú che ti tratta da eletto a seguire lui da vicino per l'erta del Calvario; io vedo, anima affidata alla mia cura da Gesú, con gioia e commozione del mio interno questa condotta di Gesú verso di te. Credi tu forse che sarei cosí contento, se non ti vedessi cosí abbattuto? Io che nella carità santa molto desidero il tuo vantaggio, godo sempre piú nel vederti in codesto stato. Gesú permette questi assalti al demonio, perché la sua pietà ti rende a sé caro e vuole che tu lo rassomigli nelle angosce del deserto, dell'orto e della croce.
Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te"» (Ep. 1, p. 330-331).
Padre Pio affida all'angelo custode l'ufficio di andare a consolare le anime afflitte:
«Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho andato il delicato ufficio di venirvi a consolare» (Ep.1, p. 394). «Inoltre offrite a gloria di sua divina maestà il riposo che state per prendere e non dimenticate mai l'angelo custode che sempre è con voi, non lasciandovi mai, per qualsiasi torto possiate voi fargli. O ineffabile bontà di questo nostro buono angelo! Quante volte ahimé! l'ho fatto piangere per non aver voluto assecondare i suoi voleri che erano pur quelli di Dio! Ci liberi questo nostro fedelissimo amico da ulteriori infedeltà» (Ep.II, p. 277).

A conferma della grande familiarità tra Padre Pio e il suo angelo custode, riportiamo lo stralcio di un'estasi, nel convento di Venafro, datata da Padre Agostino il 29 novembre 1911:
«„, Angelo di Dio, Angelo mio... non sei tu a mia custodia?... Dio ti ha dato a me! Sei creatura?... o sei creatura o sei creatore... Sei creatore? No. Dunque sei creatura ed hai una legge e devi ubbidire... Devi stare accanto a me, o lo vuoi o non lo vuoi... per forza... E si mette a ridere... che c'è da ridere? ... Dimmi una cosa... me lo devi dire... chi era ieri mattina qui presente?... e si mette a ridere... me lo devi dire... chi era?... o il Lettore o il Guardiano... ebbene dimmelo... era forse il loro segretariuccio?... ebbene rispondi... se non rispondi, io dirò che era uno di quegli altri quattro... E si mette a ridere... un Angelo si mette a ridere!... dimmelo dunque... non ti lascerò, finché non me l’avrai detto...
Se no, lo domando a Gesú... e poi te lo senti!... Tanto non lo domando a quella Mammina, a quella Signora... che mi guarda torva... sta lí a far la contegnosa!... Gesú, non è vero che la Madre tua è contegnosa?... E si mette a ridere!...
Dunque, signorino (il suo angelo custode), dimmi chi era... E non risponde ... sta lí... come un pezzo fatto apposta... Lo voglio sapere... una cosa ho domandato a Te e sono qui da tanto tempo... Gesú, dimmelo Tu...
E ci voleva tanto a dirlo, signorino!... m'hai fatto ciarlar tanto!... sí sí il Lettore, il Lettorino!... ebbene Angelo mio, lo salverai dalla guerra che gli prepara quel birbaccione? lo salverai? ... Gesú, dimmi, e perché permetterlo? ... non me lo vuoi dire?... me lo dirai... se non apparisci piú, bene... ma se verrai, ti dovrò stancare... E quella Mammina... sempre con 1a coda dell'occhio... ti voglio guardare in faccia... mi devi guardar bene... E si mette a ridere... e mi volta 1e spalle... sí sí ridi... Io so che mi vuoi bene... ma mi devi guardar chiaro.
Gesú, perché non glielo dici alla Mamma tua?... ma dimmi, sei Gesú?... di' Gesú!... Bene! se sei Gesú, perché 1a tua Mammina mi guarda in quel modo?... Io voglio sapere!...
Gesú, quando vieni un'altra volta, ti devo domandare certe cose... tu le sai... ma per ora te le voglio accennare... Che erano stamane quelle fiamme al cuore?... se non era Rogerio (P. Rogerio era un frate che si trovava a quel tempo nel convento di Venafro) che mi strinse forte... poi anche il Lettore... il cuore voleva fuggire... che era?... forse voleva andare a passeggio?... un'altra cosa... E quella sete?... Dio mio... che era? Stanotte, quando s'andarono il Guardiano ed il Lettore, bevvi tutta la bottiglia e la sete non si estinse... mi dovorava... e mi straziò fino alla Comunione... che era?... Senti Mammina, non importa che mi guardi cosí .. io ti voglio bene piú di tutte le creature della terra e del cielo... dopo Gesú, s'intende... ma ti voglio bene. Gesú, questa sera verrà quel birbaccione?... Ebbene aiuta quei due che m'assistono, proteggili, difendili... lo so, ci sei Tu... ma... Angelo mio, sta' con me! Gesú un'ultima cosa... fatti baciare... Bene!... che dolcezza in queste piaghe!... Sanguinano... ma questo Sangue è dolce, è dolce... Gesú, dolcezza... Ostia Santa... Amore, Amor che mi sostiene, Amore, a rivederci!... ».
Riportiamo ancora un altro frammento di un'estasi del dicembre 1911: «Gesú mio, perché cosí piccino stamane?... Ti sei fatto subito tanto piccolo!... Angelo mio, vedi Gesú? ebbene chinati... non basta... bacia le piaghe a Gesti... Bene!... Bravo! Angelo mio. Bravo, Bamboccio... Ecco ecco si fa serio!... mette il broncio! come ti debbo chiamare? Qual è il tuo nome? Ma sa, Angelo mio, perdona, sa: benedici Gesú per me ... ».

Concludiamo questo capitolo con un brano tratto dalla lettera che Padre Pio scriveva a Raffaelina Cerase il 20 aprile 1915, dove la esortava ad apprezzare questo grandissimo dono che Iddio, nell'eccesso del suo amore per l'uomo, a noi assegnò questo celeste spirito:
«O Raffaelina, quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell’atto che diamo disgusto a Dio! Quanto riesce dolce per 1’anima credente questa grande verità! Di chi dunque può temere l'anima devota che si studia d’amare Gesú, avendo sempre con sé un sí insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san Michele lassú nell'empireo difesero l’onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li ridussero alla perdita e li rilegarono nell'inferno?
Ebbene, sappiate che egli è ancor potente contro satana e i suoi satelliti, la sua carità non è venuta meno, né giammai potrà venir meno dal difenderci. Prendete la bella abitudine di pensar sempre a lui. Che vicino a noi sta uno spirito celeste, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, ci guida, ci protegge come un amico, un fratello, deve pur riuscire a noi sempre di consolazione, specie nelle ore per noi piú tristi.
Sappiate, o Raffaelina, che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le vostre buone opere che compite, i vostri desideri santi e puri. Nelle ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata non vi lagnate di non avere un anima amica, a cui possiate aprirvi ed a lei confidare i vostri dolori: per carità, non dimenticate questo invisibile compagno, sempre presente ad ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi.
O deliziosa intimità, o beata compagnia! O se gli uomini tutti sapessero comprendere ed apprezzare questo grandissimo dono che Iddio, nell’eccesso del suo amore per l'uomo, a noi assegnò questo celeste spirito! Rammentate spesso la di lui presenza: bisogna fissarlo coll'occhio dell anima; ringraziatelo, pregatelo. Egli è cosí delicato, cosí sensibile; rispettatelo. Abbiate continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Invocate spesso questo angelo custode, quest’angelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: «Angelo di Dio, che sei custode mio, a te affidata dalla bontà del Padre celeste, illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre» (Ep. II, p. 403-404). 


Fonte:http://medjugorje.altervista.org/index.php?/archivio/sezione//angeli

giovedì 1 ottobre 2015

Il 29 settebre si è tenuto l'incontro di preghiera per la pace nel duomo di Vienna.

Vienna (kath.net/KAP) Più di 4.000 fedeli il Martedì presso la Preghiera di cinque ore per la pace nella cattedrale di Vienna di Santo Stefano con il Cardinale Christoph Schönborn,
Arcivescovo emerito André Leonard (Bruxelles) e veggente di Medjugorje Marija Pavlovic Lunetti-partecipato. La preghiera per la pace con lo slogan "messaggio per voi!" è generalmente considerato come uno dei più grandi eventi religiosi in Austria. "Preghiamo per la pace nel cuore e l'altro, nel mondo, nelle zone di guerra e nelle aree di conflitto", ha detto il cardinale Schönborn
VIDEO:

Articolo:  http://www.kath.net/news/52263