Translate

lunedì 13 novembre 2023

Il mondo oggi ha bisogno di posti come questo: MEDJUGORJE È UN SEGNO DI SPERANZA- Testimonianza di don JUDE EJEMEZU


 SACERDOTE JUDE EJEMEZU DALLA NIGERIA: MEDJUGORJE È UN SEGNO DI SPERANZA PER IL MONDO E PER LA CHIESA

06/11/2023

Tra i tanti pellegrini che sono stati a Medjugorje nei giorni scorsi, abbiamo incontrato anche un sacerdote nigeriano, il suo nome è Rev. Jude Ejemezu, è stato ordinato sacerdote 15 anni fa, è sacerdote della diocesi di Nsukka, che si trova nel sud della Nigeria, e attualmente vive, studia e lavora a Roma, ed è venuto in pellegrinaggio di sette giorni a Medjugorje con un gruppo di 50 pellegrini provenienti dall'Irlanda. Mercoledì 25 ottobre ha celebrato la Santa Messa mattutina in inglese nella chiesa di S. Jakov a Medjugorje, e dopo la santa messa abbiamo parlato con lui e abbiamo imparato molte cose interessanti, tra cui il fatto che questo è il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje.

SONO FELICE CHE CI SIANO POSTI COME MEDJUGORJE E PREGO AFFINCHÉ QUESTO CONTINUI AD ESSERE UN LUOGO DI ISPIRAZIONE. VORREI DIRE A COLORO CHE NON SONO MAI STATI A MEDJUGORJE CHE SE QUALCUNO AVESSE L'OPPORTUNITÀ E IL PRIVILEGIO DI VENIRE A MEDJUGORJE, PENSO CHE SAREBBE UNA COSA MERAVIGLIOSA.

"Questa è la mia prima visita a Medjugorje, e tra l'altro ho sentito parlare di Medjugorje in Italia da molte persone che sono venute a Medjugorje, che amano Medjugorje e ne ho sentito parlare spesso. La gente mi chiedeva se fossi mai stata a Medjugorje, io rispondevo di no e loro rispondevano che sarei dovuto venire a Medjugorje. E qui, in questi giorni, è arrivata quell'occasione e sono felice di essere venuto qui. È interessante notare che sono venuto a Medjugorje con un gruppo di pellegrini dall'Irlanda, ma è stata la Provvidenza, perché non conoscevo nessuno di loro, quindi ci siamo praticamente incontrati qui a Medjugorje. Era un piano divino per noi intraprendere questo viaggio insieme, e io sono qui con loro come compagno spirituale. Mi hanno accettato, mi hanno accolto calorosamente, mi hanno dato molta gioia e fiducia in me stesso, quindi sono felice di essere qui e di essere in questo pellegrinaggio con loro e ringrazio Dio per questa opportunità. Siamo arrivati ​​a Medjugorje la settimana scorsa, più precisamente venerdì 20 ottobre, e finiremo il nostro pellegrinaggio il 27 ottobre.

"Siamo stati anche sulle colline di Medjugorje, sulla collina delle apparizioni e sul Križevac. L'altro ieri eravamo sul Križevac ed è stata un'esperienza bellissima, soprattutto perché il Križevac è molto difficile da scalare, ma è lì che sta la gioia. Se fosse proprio come un parco giochi ci si potrebbe semplicemente camminare, ma salire la collina è più difficile ed è stata un'esperienza straordinaria per me e tutti coloro che decideranno di fare questo pellegrinaggio se lo ricorderanno. Le colline sono molto importanti, perché anche i profeti hanno avuto delle esperienze quando sono saliti sui colli, e Gesù stesso è salito sui colli e ha avuto delle esperienze. Quindi sono felice di aver avuto quell'esperienza di arrampicata. Quelle colline sono bellissime, sono luoghi di preghiera, luoghi di silenzio, di meditazione e di preghiera. E sono felice che molte persone abbiano deciso di partecipare a questo pellegrinaggio e che abbiamo incontrato molti altri pellegrini durante questo viaggio", ha affermato il Rev. Jude ha anche aggiunto ciò che lo ha particolarmente stupito a Medjugorje durante il suo primo pellegrinaggio.



"Quello che mi ha colpito di Medjugorje, quello che mi piace di più qui è l'esperienza che ogni volta che passo davanti alla chiesa parrocchiale, vedo i preti, grandi file di preti che confessano le persone, e sono sempre numerose. Per me è una cosa molto interessante ed è un grande segno di speranza, speranza per la nostra Chiesa, speranza per la nostra fede. Vederlo mi dà una grande gioia. In questo luogo i pellegrini trovano una grande opportunità di fede, di fede profonda e di crescita spirituale. Solo quando sono arrivato a Medjugorje ho capito la frase secondo cui Medjugorje è il confessionale del mondo. L'ho visto qui, l'ho visto veramente, e i pellegrini a Medjugorje hanno una grande opportunità per riconciliarsi con Dio", ha detto p. Jude, e continuò:

"Anche i giovani qui possono ricevere una chiamata di vita, questo luogo è veramente un luogo dove si può sentire la chiamata perché quando vedo qui numerose file di sacerdoti che si confessano, quando vedo tanti giovani che vengono qui, vedo una grande speranza per la Chiesa e quando verranno lì saranno ispirati da questo con l’esperienza di servire Dio, con questo movimento, con questa esperienza spirituale. C'è speranza per i giovani e sono felice che molti di loro vengano qui, e prego che ne arrivino sempre di più. Per me Medjugorje è un segno di speranza per il mondo e per la Chiesa. Qui sono state dette molte preghiere, questo non è una specie di club, non un posto dove la gente balla, mangia e beve. Medjugorje è un luogo di preghiera e molte persone che vengono sono ispirate dallo Spirito di Dio a venire e pregare per il mondo e la Chiesa. Per me luoghi come questo sono un segno di speranza per la Chiesa e per il mondo. La gente viene, si riconcilia con Dio nel sacramento della confessione, ogni giorno si celebrano le sante messe quasi ad ogni ora. Il livello di santificazione e il livello di grazia scorre in questo luogo, le persone si confessano, si riconciliano con Dio, partecipano alle sante messe... è un'occasione di grande grazia. E il mondo oggi ha bisogno di posti come questo", ha affermato il Rev. Jude Emeza, e alla fine della conversazione ha detto:

Il Rev. Jude Ejemezu, dopo aver celebrato la Santa Messa mattutina, si è unito ai pellegrini provenienti dall'Irlanda presso la statua della Madonna, dove hanno pregato, e poi hanno cantato insieme diversi canti mariani all'unisono per ringraziare per tutte le grazie ricevute in questo pellegrinaggio.

Testo e foto: Mateo Ivanković

Dio non è un jukebox. Dio ti chiede solo che tu sia amore per gli altri, che ti doni...: Don Mihovil Kurkut "Ritiro spirituale per le coppie di sposi a Medjugorje"

 



Don Mihovil Kurkut guida il Ritiro spirituale per le coppie di sposi



A Medjugorje si è svolto il 22° Ritiro spirituale internazionale per le coppie di sposi. È iniziato l’8 novembre 2023 con la registrazione di circa 200 partecipanti (circa 90 coppie) provenienti da Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Cile, Argentina, Colombia, Spagna, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Slovacchia, Repubblica Ceca, Italia, Lettonia, Ungheria, Polonia e Ucraina.

Hanno poi partecipato al programma di preghiera serale nella chiesa di San Giacomo a Medjugorje, dove è stata celebrata la santa Messa (con la concelebrazione di 26 sacerdoti), presieduta da don Mihovil Kurkut, direttore della casa editrice salesiana – il cui campo di interesse particolare è l’educazione e l’evangelizzazione – e che attualmente è alla guida dell’oratorio salesiano di Rijeka.

All’inizio della sua omelia, ha invitato ad «aprire il nostro cuore perché il Signore possa trovare posto nella nostra vita, nella nostra interiorità, ma anche nei nostri pensieri, perché possa poi raggiungere le nostre azioni».

Ripensando alle letture della Messa, ha detto che dobbiamo amare, che questo è tutto ciò che Dio ci chiede, che siamo innamorati, che amiamo, che siamo come Dio, Colui che mette sempre l’amore al primo posto in ogni momento.

«Non c'è altra legge, nessun altro rituale. Non c’è niente che devi fare per Lui. Non serve essere buoni, non serve pregare molto, non serve pagare Messe, non serve sacrificarsi molto. Questo non è ciò che Dio ti chiede. Dio ti chiede solo che tu sia amore per gli altri, che ti doni agli altri e questo è molto più che pagare una Messa, è molto più dei nostri piccoli sacrifici, è molto più dei nostri riti. Essere sempre e in ogni momento dove Dio ti ha posto: in quella famiglia, in quel Paese, in quella comunità, in quella malattia, in quella follia del mondo... essere amore lì, perché l’amore è il compimento di ogni legge, e così dice san Paolo, un fariseo, un ebreo, che conosceva bene le leggi»', ha detto don Mihovil Kurkut. Riferendosi al brano del Vangelo in cui una grande folla segue Gesù, ha poi chiesto quale tipo di immagine di Dio portiamo nella testa e nel cuore... Ha detto che seguire Gesù non è «latte e miele», perché «Gesù non risolverà i tuoi problemi e spesso non esaudirà i desideri del tuo cuore».

«Il nostro Dio non è un jukebox. Il nostro Dio non risolve ciò che ci opprime e ci tormenta. Il nostro Dio ti chiama a seguirlo, ad andare con Lui, e per questo stasera pronuncia nel Vangelo parole così difficili, tra le più difficili, che possono far inciampare anche noi oggi: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Gesù dice “non mi ama”, gli studiosi della Bibbia direbbero che non intendeva questo in questo modo, gli ebrei non hanno la parola “non amare”. Non importa quello che disse allora, quello che mi interessa è quello che Gesù, il nostro Dio vivente, mi dice qui oggi? Non puoi seguire Dio e avere altri dei. Non puoi costruire la tua vita se le tue fondamenta sono vacillanti, se non sono stabili, se le tue fondamenta non sono Dio stesso», ha affermato don Mihovil Kurkut, aggiungendo che troppo spesso le nostre fondamenta sono la soddisfazione, il successo, il sentimento, il desiderio di essere accolti, il desiderio di essere realizzati, ma non Dio.

«Troppo spesso abbiamo dei piccoli dei», ha detto don Mihovil Kurkut e ha trasmesso il messaggio di Gesù che recita: «Se non sei pronto a prendere la tua croce, non seguirmi!».

Ha sottolineato ancora una volta che Dio ci chiama a non mettere noi stessi al primo posto se vogliamo cose buone nella nostra vita, ma a trovare tempo per gli altri: «'Vieni a darci da mangiare! Vieni e guidaci! Vieni e insegnaci a fidarsi solo di Te. Non dalle nostre opinioni, pensieri, sentimenti o debolezze. Grazie Signore per essere così grande. Grazie Signore perché sei vivo in mezzo a noi. Grazie per averci donato tua Madre, che è anche nostra Madre e che veglia in ogni momento su ciascuno dei suoi figli. Aiutaci, Signore, a non dubitare mai del tuo amore e a non anteporre mai nulla al tuo amore», ha concluso don Mihovil Kurkut.

Il Ritiro spirituale per le coppie di sposi a Medjugorje è durato fino all’11 novembre. Oltre alle conferenze, alla partecipazione al programma di preghiera serale, all’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare, i partecipanti pregheranno anche sul Križevac, sulla Collina delle apparizioni...

Il prossimo rinnovamento spirituale internazionale degli sposi, il 23° consecutivo, si svolgerà a Medjugorje dal 6 al 9 novembre 2024 sul tema: "Davvero Maria ha scelto la parte migliore..." (Lc 10,42).



venerdì 10 novembre 2023

Si al Battesimo della persona transessuale, a condizione che....- LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO

 


Le persone transessuali possono ricevere il Battesimo

Un documento del Dicastero per la Dottrina della Fede a firma del prefetto Fernandéz e approvato dal Papa nell’udienza del 31 ottobre esprime parere positivo se non si crea scandalo tra i fedeli. Nulla osta all’essere testimoni a un matrimonio. Sì al Battesimo dei bambini delle coppie omosessuali anche se nati dall’utero in affitto

Vatican News, 8 nov 2023

Le persone transessuali, anche se si sono sottoposte a trattamento ormonale o a intervento chirurgico di riattribuzione di sesso, possono ricevere il battesimo «se non vi sono situazioni in cui c’è il rischio di generare pubblico scandalo o disorientamento nei fedeli». E vanno battezzati i bambini delle coppie omosessuali anche se nati dall’utero in affitto purché ci sia la fondata speranza che vengano educati alla fede cattolica. Lo afferma il Dicastero per la Dottrina della Fede in una risposta a firma del prefetto Victor Manuel Fernandéz, approvata dal Papa il 31 ottobre.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO

A chiedere il chiarimento sulla possibile partecipazione ai sacramenti del Battesimo e del matrimonio da parte di persone transessuali e di persone omoaffettive è stato lo scorso luglio monsignor José Negri, vescovo di Santo Amaro in Brasile. Le risposte «ripropongono, in buona sostanza, i contenuti fondamentali di quanto, già in passato, è stato affermato in materia da questo Dicastero».

Per quanto riguarda il Battesimo della persona transessuale, si risponde di sì, a condizione che non si crei scandalo. Sia che si tratti di un adulto, sia che si tratti di bambini o adolescenti, «se ben preparati e disposti». Il Dicastero, di fronte ai dubbi «sulla situazione morale oggettiva in cui si trova una persona», oppure sulle «sue disposizioni soggettive verso la grazia» (e dunque anche quando non appare pienamente il proposito di emendarsi) propone alcune considerazioni. La Chiesa insegna che, quando il sacramento del Battesimo «viene ricevuto senza il pentimento per i peccati gravi, il soggetto non riceve la grazia santificante, sebbene riceva il carattere sacramentale», che è indelebile, come si legge nel Catechismo, e «rimane per sempre nel cristiano come disposizione positiva alla grazia». Attraverso citazioni di san Tommaso e sant’Agostino, il Dicastero ricorda che Cristo continua a cercare il peccatore e quando sopraggiunge il pentimento, il carattere sacramentale ricevuto dispone immediatamente a ricevere la grazia. Per questo Papa Francesco ha ripetuto più volte che la Chiesa non è una dogana e, specialmente per quanto riguarda il battesimo, non si dovrebbe chiudere la porta a nessuno.

Più problematico per una persona transessuale essere invece padrino o madrina di Battesimo.

«A determinate condizioni, si può ammettere», si legge nel documento, ma si ricorda che questo compito non costituisce un diritto, e dunque «la prudenza pastorale esige che esso non venga consentito qualora si verificasse pericolo di scandalo, di indebite legittimazioni o di un disorientamento in ambito educativo della comunità ecclesiale». Nessun problema per la persona transessuale ad essere testimone di un matrimonio perché nulla lo vieta nella «vigente legislazione canonica universale».

Una seconda parte della nota riguarda le persone omoaffettive. Possono figurare come genitori di un bambino da battezzare anche se adottato o ottenuto con «altri metodi come l’utero in affitto»? Il Dicastero risponde: perché «il bambino venga battezzato ci deve essere la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica».

Viene poi affrontato poi il caso di una persona omoaffettiva e convivente che chiede di essere padrino o madrina di un battezzando. Si richiede che conduca «una vita conforme alla fede e all’incarico che assume». «Diverso è il caso - spiega il documento - in cui la convivenza di due persone omoaffettive consiste, non in una semplice coabitazione, bensì in una stabile e dichiarata relazione more uxorio, ben conosciuta dalla comunità». Il Dicastero per la Dottrina della Fede invoca debita prudenza per «salvaguardare il sacramento del Battesimo e soprattutto la sua ricezione, che è bene prezioso da tutelare, poiché necessaria per la salvezza». Ma ricorda che bisogna «considerare il valore reale che la comunità ecclesiale conferisce ai compiti di padrino e madrina, il ruolo che questi hanno nella comunità e la considerazione da loro mostrata nei confronti dell’insegnamento della Chiesa». Infine, si suggerisce la possibilità che «vi sia un’altra persona della cerchia familiare a farsi garante della corretta trasmissione al battezzando della fede cattolica».

Nulla osta infine che «una persona omoaffettiva e che convive» possa fare il testimone di nozze.

domenica 5 novembre 2023

II Vangelo di oggi: "chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato"- OMELIE

 



Vangelo del Giorno
Mt 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere,perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Don Luigi Maria Epicoco
C’è un’accusa che svuota di credibilità il cristianesimo, ed è racchiusa nelle lapidarie parole che Gesù usa contro gli scribi e i farisei nel Vangelo di Matteo della XXXI domenica del tempo ordinario: “dicono e non fanno”. Riempirsi la bocca di bei discorsi ma non essere disposti a fare la fatica di metterli in pratica ci espone non solo al ridicolo ma oscura anche la bellezza di ciò che Gesù ci insegna nel Vangelo. In fondo Egli non ci ha chiesto di essere sempre all’altezza delle situazioni, ma di provarci ogni giorno. Mettere in pratica ha come significato proprio la fatica di provarci sempre, nonostante fragilità e cadute. Fare invece i maestri con i guanti bianchi e sentenziare sulla vita altrui senza rendersi nemmeno conto dei pesi che delle volte carichiamo sulle spalle degli altri è proprio ciò che Gesù più stigmatizza. Dobbiamo quindi sempre ricordarci che l’unica predica che gli altri possono tollerare è quella della nostra testimonianza, diversamente saremo solo fastidiosi ma non significativi. C’è poi un altro aspetto che Gesù dice chiaramente: “Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo”. Che significato ha tutto questo? È inevitabile nella vita avere maestri, padri e guide, e ciò è una fortuna. Sarebbe terribile vivere senza avere mai qualcuno che ci indica la strada, ci guida, ci prende a cuore. Ciò che però Gesù vuole dire è che in ultima analisi il vero e unico Maestro, il vero e unico Padre e l’autentica Guida è solo Dio, e tutto questo ci aiuta a relativizzare tutti quelli che sulla terra ricoprono umanamente questi ruoli. Solo così possiamo perdonarli perché non sono perfetti, infatti non possono esserlo perché solo Dio lo è. Essi sono solo creature umane che provano a fare del bene anche se a volte gli riesce male. Di sicuro però c’è una regola d’oro che salva tutti: “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo”. Mai pensarci come padroni degli altri, ma sempre ricordarsi che cristianamente comandare è sinonimo di servire.

Don Nikola Vucic
"Chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà esaltato" - Gesù
Nell'antichità, una corona di alloro veniva posta sul capo del vincitore per celebrarne il trionfo. Col tempo, la frase "non dormire sugli allori" è diventata un consiglio ai più bravi, affinché non si lascino prendere da una vita mediocre e scivolino in basso.
In qualsiasi settore, anche nella vita spirituale, è in alto che si corrono rischi maggiori e si presentano peggiori pericoli. È lì in alto che si è più vulnerabili. Infatti molti, arrivati in alto, si sentono ormai al traguardo, si sentono al sicuro dimenticando che proprio là in cima dovrebbero essere più prudenti e attenti per non spegnere quella fiamma che li ha portati fin lì.
Mantieniti umile per evitare l'autocompiacimento e la presunzione. Resta coi piedi per terra. Resta concentrato sui propri doveri, sulla tua missione e sulle persone che hai il piacere di servire


Don Davide Costalunga
C’è un’accusa che svuota di credibilità il cristianesimo, ed è racchiusa nelle lapidarie parole che Gesù usa contro gli scribi e i farisei nel Vangelo di Matteo della XXXI domenica del tempo ordinario: “dicono e non fanno”. Riempirsi la bocca di bei discorsi ma non essere disposti a fare la fatica di metterli in pratica ci espone non solo al ridicolo ma oscura anche la bellezza di ciò che Gesù ci insegna nel Vangelo. In fondo Egli non ci ha chiesto di essere sempre all’altezza delle situazioni, ma di provarci ogni giorno. Mettere in pratica ha come significato proprio la fatica di provarci sempre, nonostante fragilità e cadute. Fare invece i maestri con i guanti bianchi e sentenziare sulla vita altrui senza rendersi nemmeno conto dei pesi che delle volte carichiamo sulle spalle degli altri è proprio ciò che Gesù più stigmatizza. Dobbiamo quindi sempre ricordarci che l’unica predica che gli altri possono tollerare è quella della nostra testimonianza, diversamente saremo solo fastidiosi ma non significativi. C’è poi un altro aspetto che Gesù dice chiaramente: “Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo”. Che significato ha tutto questo? È inevitabile nella vita avere maestri, padri e guide, e ciò è una fortuna. Sarebbe terribile vivere senza avere mai qualcuno che ci indica la strada, ci guida, ci prende a cuore. Ciò che però Gesù vuole dire è che in ultima analisi il vero e unico Maestro, il vero e unico Padre e l’autentica Guida è solo Dio, e tutto questo ci aiuta a relativizzare tutti quelli che sulla terra ricoprono umanamente questi ruoli. Solo così possiamo perdonarli perché non sono perfetti, infatti non possono esserlo perché solo Dio lo è. Essi sono solo creature umane che provano a fare del bene anche se a volte gli riesce male. Di sicuro però c’è una regola d’oro che salva tutti: “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo”. Mai pensarci come padroni degli altri, ma sempre ricordarsi che cristianamente comandare è sinonimo di servire.

Parole del Santo Padre

Gesù denuncia apertamente alcuni comportamenti negativi degli scribi e di alcuni farisei: «Si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze» (vv.6-7). Questa è una tentazione che corrisponde alla superbia umana e che non è sempre facile vincere. È l’atteggiamento di vivere solo per l’apparenza.
Poi Gesù dà le consegne ai suoi discepoli: «Non fatevi chiamare “rabbi”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. […] E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo» (vv. 8-11).
Noi discepoli di Gesù non dobbiamo cercare titoli di onore, di autorità o di supremazia. Io vi dico che a me personalmente addolora vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alla vanità delle onorificenze. Noi, discepoli di Gesù non dobbiamo fare questo, poiché tra di noi ci dev’essere un atteggiamento semplice e fraterno. (Angelus, 5 novembre 2017)

martedì 31 ottobre 2023

VIDEO STORICO: Catechesi di Padre Jozo del 5 gennaio 1991 nella chiesa di Tihaljina

 




 Catechesi di Padre Jozo del 5 gennaio 1991 nella chiesa di a Tihaljina

(Dal 1980 al 1981 è stato parroco a Medjugorje e dal 1985 al 1991 parroco a Tihaljina, successivamente nello stesso anno è stato padre guardiano nel convento di Sirokj Brijeg, dedicato alla Madonna Assunta)

VIDEO👇


La sua storia di sacerdote è purtroppo segnata da continue prove dolorose e molteplici cambiamenti, dovuti al suo carisma e alla sua naturale capacità di richiamare a sè migliaia di persone e di trasmettere loro la parola di Dio. Già nei primi anni del suo servizio, la Polizia segreta non vedeva di buon occhio il suo operato, in quanto pochi giovani si iscrivevano al Partito Comunista perchè vicini agli insegnamenti e alle parole di Padre Jozo. La polizia ne chiese il trasferimento e il frate venne mandato nella piccola parrocchia di Medjugorje, a quei tempi ancora sconosciuta. Vi arrivò nell’autunno del 1980 e come a Posusje fu trascinatore autorevole e severo dei fedeli, invitandoli alla preghiera, al digiuno, all’amore per Dio e per la Madonna.

Al momento delle prime apparizioni, Padre Jozo si era assentato da Medjugorje alcuni giorni per gli esercizi spirituali che si tenevano vicino a Zagabria. Al ritorno, il 27 giugno, andò a visitare sua madre ricoverata all’ospedale di Mostar dove venne a conoscenza delle apparizioni.
Venne messo al corrente dei fatti, ma incredulo continuò a invitare i parrocchiani alla preghiera in Parrocchia, invece che salire sulla collina per l’apparizione.
Scettico a ciò che accadeva, iniziò a parlare coi veggenti registrando i colloqui con gli stessi e riascoltandoli, per cercare di capire meglio. Era convinto che fosse opera della polizia segreta della Jugoslavia per screditare sia lui che la Chiesa stessa.
Dopo alcuni giorni accadde un fatto strano, molto significativo, che lo portò a ricredersi. Si trovava in Chiesa a pregare quando improvvisamente sentì una voce interiore che gli diceva: ” Vai fuori e salva i ragazzi “, lui velocemente uscì dalla Chiesa e vide i veggenti che correndo verso di lui lo imploravano di proteggerli, perché la polizia li stava cercando, immediatamente li nascose in Canonica.
La polizia arrivata subito dopo, chiese al padre se avesse visto i ragazzi, lui rispose di averli visti andare verso la Canonica, quindi la polizia continuò le sue ricerche.
In seguito a questo fatto divenne testimone e difensore dei veggenti. Iniziò a credere veramente alle apparizioni e ad invitare i parrocchiani a una preghiera più intensa.

Durante la recita del S.Rosario in una veglia di preghiera coi veggenti, anche a lui apparve la Madonna, ne fu testimone Fr.Tomislav Pervan parroco a Medjugorje dal 1982 al 1988, che dice che all’improvviso si fermò e poi continuò a pregare entusiasta, da quell’istante ogni dubbio scomparve. Iniziò così a divulgare i messaggi della Vergine con una energia incredibile.
Tutto ciò stimolò le forze comuniste che odiavano il Cattolicesimo ed i fatti di Medjugorje, ad una spietata persecuzione verso Padre Jozo, in quanto lo ritenevano responsabile di ciò che stava accadendo.
La polizia segreta si intrufolava in chiesa tra i fedeli per cercare appigli per incastrarlo.
Durante un’omelia Padre Jozo parlò dell’Esodo degli Isdraeliti attraverso il deserto, durato 40 anni. Le sue parole vennero travisate, attribuendogli un significato politico e interpretati come i 40 anni del governo comunista con Tito.
Fu così condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione e inviato nel carcere di Foca con sentenza del 22/10/1981, picchiato e torturato, privato di ogni cosa, delle visite dei propri cari, della sua Bibbia e della possibilità di ricevere l’Eucaristia.
Molti fedeli inviarono varie richieste al Presidente della Yugoslavia, così che la sua reclusione venne ridotta a 18 mesi.
In carcere avvenivano cose inspiegabili: la sua cella chiusa a chiave veniva trovata sempre aperta (questo è stato riferito direttamente da alcuni secondini).

Un’altra volta un poliziotto aveva incatenato il Padre con dei ferri e dei pesi messi sulle gambe e braccia per torturarlo; il mattino seguente quando aprirono la cella lo trovarono libero dalle catene e la cella illuminata anche se priva della lampadina.
Venne privato inoltre della sua Bibbia, ma inspiegabilmente un giorno si trovò in tasca il suo Rosario, la sua arma infallibile contro il demonio e questo permise a lui di superare quei momenti terribili.
Uscito di prigione nel 1983 venne inviato nella parrocchia di Bukovica, poi dal 1985 al 1991 fu parroco di Tihaljna e in seguito trasferito a Siroki Brijeg fino al 1994.
Quì fondò nel 1991 l’Associazione Genitura per i Cari Figli di Croazia con sede a Zagabria e nel 1992 l’Associazione Genitura per i Cari Figli di Bosnia Erzegovina con sede a Sirokj Brijeg, dando aiuto così ad oltre 8000 bambini orfani di uno o entrambi i genitori.
Il 31/3/1993 fondò la ” Comunità delle coppie di preghiera della Visitazione” che ha migliaia di membri sparsi nel mondo e ha come fine quello di vivere i messaggi della Madonna.
Tra i programmi finalizzati nel 2000 realizzò l’Istituto Santa Famiglia per accogliere ed educare ragazze orfane provenienti da famiglie socialmente emarginate.

Il 5/9/2004 venne inaugurato il Centro ” Maria nostra Speranza”, una istituzione per la riabilitazione dei bambini con disabilità cognitiva e/o neuro-motoria, frutto della collaborazione con:

Associazione “MIR i Dobro” italiana
Fondazione Don Carlo Gnocchi
Associazione ME DUNARODNO Kumstvo djetetu Herceg-Bosne ” di Sirokj Brijeg
Associazione “NADA” dei genitori dei bambini disabili di Sirokj Brijeg
Comune di Sirokj Brijeg
Le umiliazioni per Padre Jozo però non erano ancora terminate: gli uomini del SDB costruirono una serie di documenti che vennero fatti circolare dappertutto, da Mostr al Vaticano e altrove, nei quali gli si attribuirono storie amorose, documenti che influenzarono il Vescovo di Mostar Monsignor Zanic. Nel 1989 al padre venne così tolta la facoltà di confessare nella diocesi di Mostar-Duvno-Trebinje. Lui in disobbedienza continuò a confessare e in seguito a ciò venne sospeso “a divinis” perdendo anche la facoltà di celebrare la S.Messa.
Nel 2009 venne inviato sull’isola di Badja adducendo problemi vari di salute e motivi di stanchezza fisica, dove iniziò la ricostruzione del monastero francescano. Nel dicembre 2011 inviato poi in Austria in un convento vicino a Graz. Questi trasferimenti lontani da Medjugorje sembra siano dovuti al fatto che per venti anni, lui abbia ignorato ogni ordine ricevuto dai vescovi di Mostar.
Nel 2012 è stato trasferito a Zagabria tornando ad avere piene facoltà sacerdotali, ma accettando di non parlare in pubblico delle apparizioni di Medjugorje fino a quando la Commissione Vaticana avrà dato un giudizio definitivo.

Padre Jozo è un uomo molto energico, con una fede profondissima, che non vacilla.
Possiede un dono meraviglioso: attraverso l’imposizione delle sue mani e la preghiera di guarigione sulle persone, ha permesso a molte di esse di ottenere guarigioni spirituali e moltissime conversioni. Attraverso l’imposizione delle mani, la persona è portata a vivere uno stato estatico in cui l’anima si unisce in comunione perfetta con Dio stesso. A questo punto il corpo si abbandona e la persona pur sentendo il mondo esterno, è incapace di alcun movimento e sostenuta da alcuni collaboratori del Padre, viene appoggiata a terra. In quei momenti che possono durare da cinque ai trenta minuti, sente uno stato di gioia immensa e di serenità.
A Medjugorje quando qualche pellegrino si confidava con lui per problemi vari, egli non faceva altro che raccogliersi in preghiera chiudendo gli occhi e imponendogli le mani lo benediceva e subito se ne andava.
Per il suo carisma di intercessione con la preghiera e l’imposizione delle mani e la potenza della sua benedizione è stato definito “Il nuovo Mosè”; per ciò che ha subito “Il servo sofferente di Medjugorje” e anche “Il parroco più famoso del mondo”.
Ha tenuto numerosi seminari, girato tutto il mondo parlando degli avvenimenti di Medjugorje e presentando con tenacia e amore i cinque punti fondamentali, i famosi cinque sassi:

La preghiera col cuore
L’Eucaristia
La Bibbia
Il Digiuno
La Confessione mensile
Sono indicazioni che la Regina della Pace, attraverso i messaggi che ci comunica, chiede di seguire, per poter continuare il cammino di santità, riproponendo semplicemente ciò che la Chiesa ha sempre raccomandato.

lunedì 30 ottobre 2023

La Madonna disse: «L'atteggiamento del cristiano verso il futuro è la speranza della salvezza»- CATECHESI




 I pellegrini di solito fanno le domande sul futuro, come sarà il futuro, se ci saranno le guerre, se ci saranno le difficoltà.

Io vorrei dirvi: non pensate al futuro, in senso cattivo.
In un messaggio la Madonna disse: «L'atteggiamento del cristiano verso il futuro è la speranza della salvezza ».
Ora, se voi volete avere questa speranza verso il futuro dovete vivere questa speranza oggi, abbandonati totalmente a Dio.
Non è facile, ma nello stesso tempo è facile.
Non è facile, perché noi non abbiamo mai preso sul serio Dio e il Vangelo, non abbiamo preso sul serio il digiuno, la preghiera, per essere vicini a Dio.
È molto facile quando noi dedichiamo il tempo a Dio, quando siamo immersi nella parola di Dio, nella grazia di Dio.
Allora tutto diventa facile: una pace, una gioia sono dentro di noi e la speranza viene come un riflesso di questa realtà vissuta oggi dentro di me, come un riflesso, come un frutto della mia salvezza che vivo oggi.
Proprio il momento d'oggi è importante per vivere, affinché il nostro futuro sia cambiato. Ecco, perciò: « Convertitevi! ».
Da questo punto di vista devo sottolineare che in egual modo tutti dobbiamo essere seri davanti alle apparizioni di Medjugorje. Coloro che dicono: « Io credo alle apparizioni di Medjugorje » e coloro che dicono: « Io aspetto quello che la Chiesa dirà ». Anche coloro che sono non credenti: perché? Tutti coloro che dicono: « Io sono credente » se credono alle apparizioni o non credono, hanno il compito di convertirsi, hanno il compito di pregare, di vivere i Sacramenti; se non vivono questa realtà, allora si ingannano. La Madonna è venuta soltanto per risvegliarci. Per coloro che dicono: « Io non credo in Dio » la Madonna si lamenta di loro dicendo: « Come sarà difficile per loro quando si avvicineranno al trono di Dio e sentiranno la voce: andate all'inferno ».
Ecco, tutti quanti siamo invitati a prendere sul serio le apparizioni, almeno che siano per ciascuno di noi un punto di partenza per cercare Dio, per vedere se veramente la Madonna appare, se veramente Dio esiste. Se noi ci mettiamo a cercarlo, allora Lo troveremo di sicuro, perché sappiamo che Dio cerca noi suoi figli e sappiamo bene che la strada per conoscere Dio è la strada di praticare il digiuno, la preghiera quotidiana, la preghiera comunitaria, per muoverci in avanti.
È inutile studiare il cristianesimo con l'intelletto, se noi non mettiamo in pratica la nostra fede. Soltanto l'apertura interiore ci permette di arrivare alla luce interiore. Voi sapete bene che molti uomini hanno guardato i miracoli di Gesù Cristo, ma non tutti gli uomini hanno avuto la luce interiore per conoscere la presenza di Dio attraverso le opere di Gesù Cristo. E questa luce interiore manca a ciascuno di noi.
A questa luce interiore si arriva attraverso la preghiera, attraverso una conversione profonda, attraverso un cammino continuo per approfondire le nostre relazioni con Dio. Allora Dio ci manda lo Spirito Santo per illuminarci, per conoscere la presenza di Dio. Senza questo cammino interiore noi non possiamo arrivare alla conoscenza della Madonna. Vedete, quando noi analizziamo quello che hanno fatto gli esperti a proposito delle estasi e delle apparizioni di Medjugorje secondo me - e mai durante la storia gli scienziati hanno indagato e studiato le apparizioni e le estasi come a Medjugorje e mai come adesso hanno portato la certezza scientifica .a un fatto soprannaturale - quello non è utile se i cuori non si muovono, se i cuori non si aprono.
Noi dobbiamo aprirci e andare oltre gli studi scientifici e oltre le parole della Madonna, perché tutti i messaggi della Madonna sono le frecce del cammino: andate, pregate, leggete il Vangelo, convertitevi, muovetevi. La Madonna si presenta come il segno, affinché noi possiamo essere risvegliati, per andare, per camminare, per scoprire la luce dello Spirito Santo che si dà proprio nel cuore convertito.
Vicka che sta ascoltando un racconto sul futuro del mondo, mi disse l'ultima volta: « Ci sono delle cose brutte, pesanti. Posso dire soltanto questo: che il mondo deve accogliere la Madonna sul serio, convertirsi, pregare, digiunare ».
A voi vorrei dire: continuate il vostro pellegrinaggio, continuate tornando in Italia. Purtroppo molti pellegrini tornando da un pellegrinaggio si svuotano subito, allora non l'hanno capito sul serio. Tornando in Italia, continuate ad approfondire il pellegrinaggio verso Dio e la Madonna, così il pellegrinaggio sarà utile. Tornando nelle vostre parrocchie radunatevi, pregate, scambiate le esperienze, portate le testimonianze anzitutto con la vita, non tanto con le parole, portando dentro di voi la pace, la speranza, la gioia, i frutti della redenzione.
Anzitutto vi prego di pregare molto, perché attraverso la preghiera si aprono le porte. Pregate per il Sommo Pontefice, pregate per tutti i responsabili della Chiesa, pregate per tutto il mondo affinché dal Cielo venga una benedizione continua e, vi prego, non preoccupatevi domani quando avrete delle prove.
Quando attorno a voi ci saranno delle difficoltà, quando Satana vi metterà nelle prove, ricordatevi: è lui in crisi, non voi.
Da quando è venuta la Madonna, Satana è in crisi, perciò si arrabbia.
Voi continuate con la pace, con la speranza, con la sicurezza interiore; continuate a pregare perché Dio attraverso le prove vi porterà ad una luce più chiara e porterà tutto il mondo ad una luce più chiara.
Medjugorje 8 ottobre 1985)
Fonte: http://www.medjugorje.ws/it/articles/red-book/26

venerdì 27 ottobre 2023

Maria, guarda a noi! Siamo qui davanti a te.. Tu, Regina della pace, soffri con noi e per noi... - IL TESTO DELLA PREGHIERA RECITATA DA PAPA FRANCESCO


 LA PREGHIERA RECITATA QUESTA SERA DA PAPA FRANCESCO PER IL DONO DELLA PACE IN SAN PIETRO...
27 ottobre 2023

Maria, guarda a noi! Siamo qui davanti a te. Tu sei Madre, conosci le nostre fatiche e le nostre ferite.
Tu, Regina della pace, soffri con noi e per noi, vedendo tanti tuoi figli provati dai conflitti, angosciati dalle guerre che dilaniano il mondo.
In quest’ora buia ci immergiamo nei tuoi occhi luminosi e ci affidiamo al tuo cuore, sensibile ai nostri problemi.
Esso non è stato esente da inquietudini e paure: quanta apprensione quando non c’era posto per Gesù nell’alloggio, quanto timore quando di corsa siete fuggiti in Egitto perché Erode
voleva ucciderlo, quant’angoscia quando l’avete smarrito nel tempio! Ma nelle prove sei stata coraggiosa e audace: hai confidato in Dio e hai risposto all’apprensione con la cura, al timore con l’amore, all’angoscia con l’offerta. Non ti sei tirata indietro, ma nei momenti decisivi hai preso
l’iniziativa: in fretta sei andata da Elisabetta, alle nozze di Cana hai ottenuto da Gesù il primo miracolo, nel Cenacolo hai tenuto uniti i discepoli. E quando sul Calvario una spada ti ha trapassato l’anima, tu, donna umile e forte, hai tessuto di speranza pasquale la notte del dolore.
Ora, Madre, prendi ancora una volta l’iniziativa per noi, in questi tempi lacerati dai conflitti e devastati dalle armi. Volgi il tuo sguardo di misericordia sulla famiglia umana, che ha smarrito la via della pace, che ha preferito Caino ad Abele e, perdendo il senso della fraternità, non ritrova l’atmosfera di casa. Intercedi per il nostro mondo in pericolo e in subbuglio. Insegnaci ad accogliere e a curare la vita – ogni vita umana! – e a ripudiare la follia della guerra, che semina morte e cancella
il futuro.
Maria, tante volte ci sei venuta incontro, chiedendo preghiera e penitenza. Noi, però, presi dai nostri bisogni e distratti da tanti interessi mondani, siamo stati sordi ai tuoi inviti. Ma tu, che ci ami,
non ti stanchi di noi. Prendici per mano, guidaci alla conversione, fa’ che rimettiamo Dio al primo posto.
Aiutaci a custodire l’unità nella Chiesa e ad essere artigiani di comunione nel mondo.
Richiamaci all’importanza del nostro ruolo, facci sentire responsabili per la pace, chiamati a pregare e ad adorare, a intercedere e a riparare per l’intero genere umano.
Da soli non ce la facciamo, senza il tuo Figlio non possiamo fare nulla. Ma tu ci riporti a Gesù, che è la nostra pace. Perciò, Madre di Dio e nostra, noi veniamo a te, cerchiamo rifugio nel tuo Cuore immacolato. Invochiamo misericordia, Madre di misericordia; pace, Regina della pace! Scuoti
l’animo di chi è intrappolato dall’odio, converti chi alimenta e fomenta conflitti. Asciuga le lacrime dei bambini, assisti chi è solo e anziano, sostieni i feriti e gli ammalati, proteggi chi ha dovuto lasciare la propria terra e gli affetti più cari, consola gli sfiduciati, ridesta la speranza.
Ti affidiamo e consacriamo le nostre vite, ogni fibra del nostro essere, quello che abbiamo e siamo, per sempre.
Ti consacriamo la Chiesa perché, testimoniando al mondo l’amore di Gesù, sia segno di concordia e strumento di pace.
Ti consacriamo il nostro mondo, specialmente i Paesi e le regioni in guerra.
Tu, aurora della salvezza, apri spiragli di luce nella notte dei conflitti.
Tu, dimora dello Spirito Santo, ispira vie di pace ai responsabili delle nazioni.
Tu, Signora di tutti i popoli, riconcilia i tuoi figli, sedotti dal male, accecati dal potere e dall’odio.
Tu, che a ciascuno sei vicina, accorcia le nostre distanze.
Tu, che di tutti hai compassione, insegnaci a prenderci cura degli altri.
Tu, che riveli la tenerezza del Signore, rendici testimoni della sua consolazione.
Tu, Regina della pace, riversa nei
cuori l’armonia di Dio. Amen.