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giovedì 22 ottobre 2015

"Nessuno può rimanere freddo in quel luogo santo”

“Nessuno può rimanere freddo di fronte al forte amore, alla grazia e alla pace che si riversano in quel luogo santo”

data: 21.10.2015.
Nei giorni scorsi, cinquantuno membri del gruppo di preghiera di Gesù Misericordioso di Đakovo sono venuti in pellegrinaggio a Medjugorje. Essi hanno partecipato al programma di preghiera serale della parrocchia ed hanno anche pregato sulla Collina delle apparizioni e sul Križevac. “Tornando a casa, abbiamo continuato a pregare e a cantare sul pullman. Quello è stato il momento in cui la maggior parte dei pellegrini ha testimoniato quanto aveva vissuto nel cuore a Medjugorje, perché nessuno può rimanere freddo di fronte al forte amore, alla grazia e alla pace che si riversano in quel luogo santo”, ci hanno detto i membri di quel gruppo di Gesù Misericordioso, che opera a Đakovo da una ventina d’anni. Il gruppo si riunisce ogni Domenica e conta circa venticinque membri assidui. Essi lodano il Signore pregando e cantando, e lo ringraziano per tutte le grazie che dona loro. Daria Veverec, che fa parte del gruppo, ci ha testimoniato che la sua conversione ed il suo cammino con il Signore sono iniziati otto anni fa, durante un pellegrinaggio a Medjugorje: “Quella meravigliosa pace del cuore e lo spirito di preghiera hanno invaso il mio essere, colmandomi di gratitudine verso Maria, la nostra Madre del Cielo, e verso Gesù, nostro Signore, per tutto ciò che hanno compiuto e compiono nella mia vita. Appena tornata a casa, mi sono unita al gruppo di preghiera di Gesù Misericordioso di Đakovo”.

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/%E2%80%9Cnessuno-pu%C3%B2-rimanere-freddo-di-fronte-al-forte-amore-alla-grazia-e-alla-pace-che-si-riversano-in-quel-luogo-santo%E2%80%9D,7372.html

Concorso per il 15° anniversario di morte di fra Slavko Barbarić

Concorso letterario in occasione del quindicesimo anniversario di morte di fra Slavko Barbarić

data: 21.10.2015.
 

In occasione del quindicesimo anniversario di morte di fra Slavko Barbarić, Radio “Mir“ Medjugorje organizza un concorso letterario per alunni croati della scuola secondaria, sul tema “Imparando da fra Slavko, anche noi potremo vivere col cuore”. Il termine per l’invio dei lavori, che dovranno essere spediti per posta, è fissato per il 15 novembre 2015. 

Per info ---->Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/concorso-letterario-in-occasione-del-quindicesimo-anniversario-di-morte-di-fra-slavko-barbaric,7375.html

mercoledì 21 ottobre 2015

«Il Papa ha un tumore». Il Vaticano smentisce


QN: «Il Papa ha un tumore». Il Vaticano smentisce: «Notizia infondata, diffusione irresponsabile»

L'indiscrezione è del Quotidiano Nazionale, in prima pagina. Il quotidiano parla di una visita in incognito fatta da Jorge Mario Bergoglio qualche tempo fa in una piccola località della Toscana, con lo scopo di consultare un medico giapponese, specialista di fama mondiale in questo tipo di malattie. Il luminare lo avrebbe però rassicurato: non c'è alcun bisogno di un intervento. La Sala Stampa della Santa Sede ha subito smentito. Il portavoce, padre Federico Lombardi: "Il Papa sta svolgendo come sempre la sua attività intensissima. La diffusione di notizie infondate è gravemente irresponsabile e non è degna di attenzione".
La smentita ha però fatto subito controreplicare il direttore di Qn, Andrea Cangini: " La smentita è comprensibile ed era attesa. Abbiamo a lungo tenuto ferma la notizia per fare tutte le verifiche del caso. Non abbiamo il minimo dubbio sulla sua fondatezza. Ci siamo seriamente interrogati se pubblicarla o meno. Abbiamo ritenuto che quel che a nostro avviso vale per un capo di Stato o di governo valga anche per il Papa: l'enorme responsabilità pubblica di cui queste personalità sono gravate ci porta a credere che il diritto alla riservatezza sia meno importante del diritto dell'opinione pubblica ad essere informata". 


Fonte:http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_tumore_qn/notizie/1633212.shtml

Per noi venire a Medjugorje è un dono che facciamo a Gesù

Alcuni giovani di Knin a Medjugorje


data: 19.10.2015.

Sabato 17 ottobre 2015, sessanta alunni della scuola secondaria della parrocchia di Sant’Antonio a Knin sono venuti in pellegrinaggio a Medjugorje. Ci hanno detto quanto segue: “Veniamo in pellegrinaggio a Medjugorje ogni anno, e diverse volte come parrocchia. Di solito, dopo il pellegrinaggio, ci rechiamo anche a Sinj e ad Imotski. Venire a Medjugorje per noi è anzitutto un dono che facciamo a Gesù pregando nella chiesa di San Giacomo. Segue poi la salita alla Collina delle apparizioni, dove preghiamo il Rosario. Solitamente partecipiamo anche al programma di preghiera serale della parrocchia di Medjugorje, oltre naturalmente ad accostarci al Sacramento della Confessione”.

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/alcuni-giovani-di-knin-a-medjugorje,7366.html

martedì 20 ottobre 2015

Siamo riusciti a superare tutte le scuse, per cominciare a pregare?

Ricordiamo qui che la Madonna prega perché tutti i non credenti facciano esperienza dell'amore di Dio; allora anche noi siamo inclusi. Non bisogna aspettare la gioia per poter pregare, ma bisogna deciderci per la preghiera e la gioia verrà. Ha poi detto: "Rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie". Spero veramente che molte famiglie siano riuscite a superare tutte le scuse, tutti gli impedimenti per cominciare o ricominciare a pregare insieme. Ma perché possano unirsi nella preghiera, bisogna prima che soprattutto le mamme preghino perché i loro figli e i loro mariti facciano esperienza dell'amore di Dio. Ha chiesto anche: "Formate i gruppi di preghiera così sperimenterete la gioia nella preghiera e nella comunione". A coloro che pregano ha promesso che "nel cuore sono aperti alla volontà di Dio e testimoniano gioiosamente l'amore di Dio". Quando uno si decide per la preghiera, io dico che esiste già il 50% del gruppo di preghiera, perché Gesù ha detto: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono con loro". Quando uno si decide per la preghiera e cerca un'altra persona per pregare insieme almeno una volta alla settimana il rosario, per leggere la Bibbia, il messaggio, meditare un po', ecco il gruppo di preghiera. La Madonna alla fine ha ripetuto: "Io sono con voi, vi porto tutti nel mio cuore e vi benedico con la mia benedizione materna". Il messaggio di oggi ci ricorda un po' il messaggio di agosto in cui la Madonna ha detto che molti portano nei loro cuori la vittoria del Suo Cuore Immacolato pregando e convertendosi. In questo messaggio direi che si sente proprio un ottimismo della Madonna, ma sempre con la richiesta della preghiera, come ha ripetuto tantissime volte. Ella dice: "Desidero aprire a voi il mio cuore materno". Non c'è bisogno di tante parole per capire questo. Basta pensare alla propria madre, a tutte le mamme quando dicono ai loro figli: "vi apro il mio cuore", quando vogliono chiedere qualche cosa o condividere con loro una gioia o anche le angosce, le paure. Maria vuole aprire il Suo Cuore materno a noi, perché vuole rivolgerci una grande richiesta: "Vi invito tutti a pregare per le mie intenzioni". Tante volte nei messaggi la Madonna ha ripetuto che ha bisogno di noi, della nostra preghiera, perché altrimenti non può realizzare i programmi che il Signore ha affidato a Lei in questo tempo. Le sue intenzioni, non dimentichiamo, sono: la pace, la conversione, anche la preghiera, il digiuno, l'amore, la riconciliazione. Ecco le Sue intenzioni! Ella vuole che rinnoviamo le relazioni verso Dio, verso gli altri, verso anche la natura, quando ci chiedeva, per esempio, di uscire fuori per scoprire Dio creatore. Vuole rinnovare anche le relazioni nella famiglia dicendo: "amate prima i vostri familiari, poi la parrocchia e dopo potete amare tutti". Ci ha detto anche di lottare contro satana e di non permettere a lui di sedurci alle cose negative. Tutte le Sue intenzioni sono veramente le nostre intenzioni o, direi, i nostri bisogni. Rispondendo e pregando per le Sue intenzioni, naturalmente preghiamo per noi stessi, per le famiglie, per la Chiesa e per il mondo. Aggiunge: "Con voi desidero rinnovare la preghiera". Noi sappiamo come si è spento lo spirito di preghiera in molti cuori, famiglie, anche in molte parrocchie. E la Madonna vuole con noi, con i veggenti, con questa parrocchia, con i pellegrini, con chi sente il messaggio, rinnovare la preghiera non solo individualmente, ma, io credo in tutto il mondo. "... e invitarvi al digiuno". Noi sappiamo che dall'inizio la Madonna ci ha chiesto il digiuno e la preghiera dicendo: "Con il digiuno e la preghiera si possono fermare le guerre e sospendere le catastrofi naturali". Il digiuno è una prassi che abbiamo un po' dimenticato, ma la Madonna non accetta questa situazione; per questo tante volte nei messaggi ci ha invitato a digiunare. Pregando e digiunando, come dice anche il Papa nel documento "Il Vangelo della vita", possiamo lottare per la cultura della vita contro la cultura della morte. Bisogna sentire di nuovo questo messaggio e avere il coraggio di digiunare. Il digiuno fa bene per il corpo fisico, per la mente, per l'anima e per lo spirito. Il digiuno e la preghiera sono i mezzi più forti nella lotta contro satana, contro il male. Nello stesso documento, il Papa, invitandoci tutti a pregare e digiunare, dice che possiamo scoprire così il male e lottare meglio contro il male. La nostra preghiera e il nostro digiuno la Madonna desidera offrirli, "al mio Figlio Gesù per la venuta di un nuovo tempo, un tempo di primavera ". Ecco una grande intenzione o progetto che il Signore ha affidato a Maria: aiutare il mondo a rinnovarsi perché vengano veramente nuovi tempi, tempi di pace e, diciamo, anche tempi messianici. Ma bisogna pregare e digiunare perché la Madonna abbia ad offrire qualche cosa al Suo Figlio Gesù per questa intenzione. Spero che la Madonna riuscirà proprio a smuovere molti a digiunare e a pregare per collaborare così alla realizzazione dei suoi programmi. Ringraziamo Dio perché la Madonna dice: "In questo anno giubilare tanti cuori si sono aperti a me e la Chiesa si sta rinnovando nello Spirito". Dobbiamo solo deciderci a continuare questo cammino e continuare ad aprire il cuore a Maria e con Lei andare avanti. Quando una persona si rinnova, la Chiesa si sta rinnovando. Quando una famiglia si rinnova, naturalmente anche la Chiesa e le comunità parrocchiali si rinnovano di più. Ecco, tutti siamo invitati sia individualmente che insieme a rinnovarci e così rinnoviamo la Chiesa. Ma di sicuro senza lo Spirito non c'è un rinnovamento. Adesso possiamo anche forse capire meglio la richiesta della Madonna di pregare lo Spirito Santo prima della Messa serale, e noi lo facciamo. Vogliamo anche continuare a pregare lo Spirito Santo perché questo rinnovamento si compia e perché questo nuovo tempo possa venire. La Madonna dice: "Gioisco con voi e ringrazio Dio per questo dono". Perché non solo Medjugorje in se stessa, ma molti altri movimenti e anche l'anno giubilare, sono grandi doni che il Signore ha dato a noi in questo tempo. Di nuovo la Madonna ci fa capire che senza di noi non si può andare avanti e ripete tre volte la richiesta: "Pregate, pregate, pregate". Come nel messaggio di settembre aggiunge: "affinché la preghiera diventi gioia per voi". Come la preghiera può diventare per noi gioia? La risposta è molto semplice: pregando per la grazia dell'amore, ogni incontro si trasforma e diventa incontro gioioso. Così è fra di noi e, per eccellenza, è così anche con Dio. Pregando per la grazia dell'amore di Dio, ecco, dopo aver ricevuto l'amore, avremo anche la gioia che ci porterà avanti nella preghiera.
NOTIZIE: In questo periodo Vicka e Marija sono qui a Medjugorje, Ivan è negli Stati Uniti, gli altri veggenti sono a casa con le loro famiglie. In questo ultimo mese c'era moltissima, moltissima gente, direi da tutto il mondo. In questo momento ci sono moltissimi pellegrini dall'America, Inghilterra, Irlanda, anche molti italiani, polacchi, rumeni, 700 ungheresi, un centinaio di libanesi, coreani, francesi, slovacchi e alcuni sudamericani. E così Medjugorje è proprio piena, grazie a Dio. Continuiamo il nostro cammino con la Madonna. In queste ultime settimane abbiamo avuto anche diversi vescovi: tre dalle Filippine, uno dal Messico e uno dagli Stati Uniti. Ci sono anche molti sacerdoti: stasera hanno concelebrato più di cinquanta. Vedendo questo afflusso, possiamo forse capire perché la Madonna in questo messaggio dice che molti cuori si sono aperti a Lei; speriamo che tutti potremo rimanere fedeli a quello che la Madonna ci chiede.
PREGHIERA E BENEDIZIONE: Signore, Dio Padre onnipotente, nel nome di Tuo Figlio Gesù, con Maria, Regina della Pace, Ti preghiamo: donaci la grazia della preghiera, che possiamo veramente con le nostre preghiere aiutare i programmi che Tu hai affidato a Maria, Tua umile serva; e donaci lo spirito del digiuno, che possiamo digiunare con amore e in preghiera. Che il Tuo Figlio Gesù accetti i nostri digiuni e le preghiere che Maria vuole offrire a Lui per questo nuovo tempo che Tu stai preparando per tutti noi. Signore, Ti chiediamo: continua ad aprire i nostri cuori in quest'anno giubilare, che possiamo così rinnovare noi stessi, che possano rinnovarsi le nostre famiglie, tutte le comunità e tutta la Chiesa. Manda il Tuo Spirito Santo perché ci guidi nel nostro cammino. Ti ringraziamo con Maria per questo dono e ti chiediamo la grazia per tutti quelli che non pregano, per tutti quelli che si sono allontanati da Te. Benedici, Signore, le nostre famiglie, i gruppi di preghiera, i veggenti, tutti i pellegrini, tutta la parrocchia; fa che possiamo esserTi di aiuto con la nostra conversione, affinché il tempo che vuoi darci venga. Che venga il Tuo Regno, Regno di pace e di amore. Così sia. Il Signore vi benedica: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Amen.
 

Padre Slavko 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/vecchiosito/102000.html
 

Dall'inizio di ottobre stanno arrivando molti gruppi in pellegrinaggio a Medjugorje dalla Croazia

Pellegrinaggi a Medjugorje dalla Croazia

data: 19.10.2015.
Fin dall’inizio di ottobre, mese dedicato in modo particolare alla Madonna, stanno arrivando a Medjugorje molti gruppi di pellegrini croati. Vogliamo sottolineare in particolare il pellegrinaggio di un’Associazione croata dedicata a San Vincenzo De Paoli che, dal 9 all’11 ottobre scorso, ha organizzato, proprio a Medjugorje, un incontro per i suoi membri e per i bisognosi da loro assistiti. “La pioggia che ci aspettava qui, e che è caduta senza sosta, non ci ha impedito di salire la Collina delle apparizioni per andare a salutare la Regina della pace, e di recarci subito dopo, ancora tutti bagnati, alla Santa Messa comunitaria. Vi hanno partecipato tutti i pellegrini membri dell’Associazione di San Vincenzo, provenienti da tutta la Croazia. Nel pomeriggio siamo andati a confessarci ed abbiamo partecipato, dopo la Santa Messa serale, all’Adorazione al Santissimo Sacramento dell’Altare. Alle ore 11:00 di Domenica abbiamo celebrato la Santa Messa e, dopo pranzo, siamo tornati alle nostre case uniti e pieni d’amore. Tutti i momenti belli e di grazia che abbiamo vissuto non si possono descrivere a parole! Medjugorje è un luogo di pace e di amore reciproco, e sono proprio questi i sentimenti che ci ha fatto provare”, hanno affermato i partecipanti al pellegrinaggio. Tra i pellegrini croati, venuti a Medjugorje all’inizio di ottobre, ci sono stati anche i parrocchiani della parrocchia della Trasfigurazione del Signore di Petrinje. Tornando da Medjugorje, essi hanno anche visitato il santuario della Madonna di Sinj e Udbina.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/

domenica 18 ottobre 2015

Il Papa ha proclamato oggi quattro nuovi Santi

Il Papa, nella Messa in Piazza San Pietro, ha proclamato oggi quattro nuovi Santi: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, Louis e Zélie Martin, don Vincenzo Grossi, fondatore dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, e Maria dell’Immacolata Concezione, superiora delle Sorelle della Compagnia della Croce. Pubblichiamo di seguito il testo dell'omelia:
Seguire Gesù nella via dell'umiltà e della croce Le Letture bibliche ci presentano oggi il tema del servizio e ci chiamano a seguire Gesù nella via dell’umiltà e della croce. Il profeta Isaia delinea la figura del Servo di Jahwé (53,10-11) e la sua missione di salvezza. Si tratta di un personaggio che non vanta genealogie illustri, è disprezzato, evitato da tutti, esperto nel soffrire. Uno a cui non attribuiscono imprese grandiose, né celebri discorsi, ma che porta a compimento il piano di Dio attraverso una presenza umile e silenziosa e attraverso il proprio patire. La sua missione, infatti, si realizza mediante la sofferenza, che gli permette di comprendere i sofferenti, di portare il fardello delle colpe altrui e di espiarle. L’emarginazione e la sofferenza del Servo del Signore, protratte fino alla morte, si rivelano feconde, al punto tale da riscattare e salvare le moltitudini.
Respingere la tentazione mondana di
primeggiare Gesù è il Servo del Signore: la sua vita e la sua morte, interamente nella forma del servizio (cfr Fil 2,7), sono state causa della nostra salvezza e della riconciliazione dell’umanità con Dio. Il kerigma, cuore del Vangelo, attesta che nella sua morte e risurrezione si sono adempiute le profezie del Servo del Signore. Il racconto di san Marco descrive la scena di Gesù alle prese con i discepoli Giacomo e Giovanni, i quali – supportati dalla madre – volevano sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel regno di Dio (cfr Mc 10,37), rivendicando posti d’onore, secondo una loro visione gerarchica del regno stesso. La prospettiva in cui si muovono risulta ancora inquinata da sogni di realizzazione terrena. Gesù allora dà un primo “scossone” a quelle convinzioni dei discepoli richiamando il suo cammino su questa terra: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete … ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato (vv. 39-40). Con l’immagine del calice, Egli assicura ai due la possibilità di essere associati fino in fondo al suo destino di sofferenza, senza tuttavia garantire i posti d’onore ambiti. La sua risposta è un invito a seguirlo sulla via dell’amore e del servizio, respingendo la tentazione mondana di voler primeggiare e comandare sugli altri.
Cambiare mentalità: dalla bramosia del potere alla gioia di servire Di fronte a gente che briga per ottenere il potere e il successo, per farsi vedere, di fronte a gente che cerca gli siano riconosciuti i propri meriti, i propri lavori, i discepoli sono chiamati a fare il contrario. Pertanto li ammonisce: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore» (vv. 42-44). Con queste parole indica il servizio quale stile dell’autorità nella comunità cristiana. Chi serve gli altri ed è realmente senza prestigio esercita la vera autorità nella Chiesa. Gesù ci invita a cambiare mentalità e a passare dalla bramosia del potere alla gioia di scomparire e servire; a sradicare l’istinto del dominio sugli altri ed esercitare la virtù dell’umiltà.
La gloria nell'abbassamento E dopo aver presentato un modello da non imitare, offre sé stesso quale ideale a cui riferirsi. Nell’atteggiamento del Maestro la comunità troverà la motivazione della nuova prospettiva di vita: «Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (v. 45). Nella tradizione biblica il Figlio dell’uomo è colui che riceve da Dio «potere, gloria e regno» (Dn 7,14). Gesù riempie di nuovo senso questa immagine e precisa che Egli ha il potere in quanto servo, la gloria in quanto capace di abbassamento, l’autorità regale in quanto disponibile al totale dono della vita. È infatti con la sua passione e morte che Egli conquista l’ultimo posto, raggiunge il massimo di grandezza proprio nel servizio, e ne fa dono alla sua Chiesa.
Ambizioni e arrivismi sono incompatibili con la sequela di Cristo C’è incompatibilità tra un modo di concepire il potere secondo criteri mondani e l’umile servizio che dovrebbe caratterizzare l’autorità secondo l’insegnamento e l’esempio di Gesù. Incompatibilità tra ambizioni, arrivismi e sequela di Cristo; incompatibilità tra onori, successo, fama, trionfi terreni e la logica di Cristo crocifisso. C’è invece compatibilità tra Gesù “esperto nel patire” e la nostra sofferenza. Ce lo ricorda la Lettera agli Ebrei, che presenta Cristo come il sommo sacerdote che condivide in tutto la nostra condizione umana, eccetto il peccato: «Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato» (4,15). Gesù esercita essenzialmente un sacerdozio di misericordia e di compassione. Egli ha fatto l’esperienza diretta delle nostre difficoltà, conosce dall’interno la nostra condizione umana; il non aver sperimentato il peccato non gli impedisce di capire i peccatori. La sua gloria non è quella dell’ambizione o della sete di dominio, ma è la gloria di amare gli uomini, assumere e condividere la loro debolezza e offrire loro la grazia che risana, accompagnare gli uomini con tenerezza infinita, accompagnarli nel loro tribolato cammino.
Diventare canali della compassione di Gesù Ognuno di noi, in quanto battezzato, partecipa per parte propria al sacerdozio di Cristo; i fedeli laici al sacerdozio comune, i sacerdoti al sacerdozio ministeriale. Pertanto, tutti possiamo ricevere la carità che promana dal suo Cuore aperto, sia per noi stessi sia per gli altri, diventando “canali” del suo amore, della sua compassione, specialmente verso quanti sono nel dolore, nell’angoscia, nello scoraggiamento e nella solitudine.
San Vincenzo Grossi, buon samaritano per i più bisognosi Coloro che oggi sono stati proclamati Santi, hanno costantemente servito con umiltà e carità straordinarie i fratelli, imitando così il divino Maestro.  San Vincenzo Grossi fu parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, specialmente alle fragilità dei giovani. Per tutti spezzò con ardore il pane della Parola e divenne buon samaritano per i più bisognosi.
S. Maria dell’Immacolata Concezione al servizio degli ultimi Santa Maria dell’Immacolata Concezione, attingendo dalle sorgenti della preghiera e della contemplazione, visse in prima persona con grande umiltà il servizio agli ultimi, con una attenzione particolare ai figli dei poveri e agli ammalati.
I Santi Ludovico Martin e Maria Azelia Guérin costruttori di fede e amore in famiglia I santi coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guérin hanno vissuto il servizio cristiano nella famiglia, costruendo giorno per giorno un ambiente pieno di fede e di amore; e in questo clima sono germogliate le vocazioni delle figlie, tra cui santa Teresa di Gesù Bambino.
Perseverare sulla strada del servizio gioioso ai fratelli La testimonianza luminosa di questi nuovi Santi ci sprona a perseverare sulla strada del servizio gioioso ai fratelli, confidando nell’aiuto di Dio e nella materna protezione di Maria. Dal cielo ora veglino su di noi e ci sostengano con la loro potente intercessione.
Fonte:http://it.radiovaticana.va/news/2015/10/18/papa_canonizza_i_genitori_di_santa_teresa_di_lisieux_/1180132