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martedì 17 febbraio 2015

Raccolta di messaggi di Medjugorje da diffondere come aiuto nel cammino di fede

Riportiamo, i messaggi raccolti dagli autori, che hanno avuto il merito di fare una ricerca sui messaggi. 
 La Vergine dice ai giovani:
–
So che molti non vi crederanno e che molti che hanno una fede ardente si raffredderanno. Voi rimanete saldi e spingete la gente a una preghiera insistente, alla penitenza e alla conversione. Alla fine, voi sarete i più felici (K 56).

–
In Dio, non esiste distinzione di persone. La religione ( = il legame con Dio) non può separare le persone. Dovete rispettare ogni uomo nella sua fede [...] non disprezzare in base alle convinzioni. Dio dirige tutte le confessioni come un re i suoi sudditi per mezzo dei suoi ministri. Il solo mediatore della salvezza è Gesù Cristo.
– Esistono differenze tra i credenti di diverse Chiese? (domanda posta in riferimento ad alcune comunità protestanti).
– Non è la stessa cosa pregare in una comunità o in un'altra. La presenza dello Spirito santo non è ugualmente forte in tutte le Chiese e la potenza dello Spirito santo che agisce nei sacerdoti che guidano le diverse comunità non è identica. Non tutti i credenti pregano allo stesso modo.
– Vedi bene che tutte le apparizioni si verificano nella Chiesa cattolica. Questo deve dirti molto
(K 59).
Ai veggenti: –
Quando vi troverete in difficoltà e avrete bisogno di qualcosa, venite a me (K 72).
– Io non posso guarire. Solo Dio guarisce. Pregate. Io pregherò con voi. Credete fermamente. Digiunate, fate penitenza. Vi aiuterò per quanto è in mio potere. Dio aiuta tutti. Io non sono Dio. Io ho bisogno che i vostri sacrifici e le vostre preghiere mi aiutino (K 86 e FRI, 45).
– La fede non può essere viva senza la preghiera (K 86).
– La messa è la più grande preghiera di Dio; non riuscirete mai a capirne la grandezza. Per questo dovete essere perfetti e umili alla messa e dovete prepararvi ad assistervi (K 86).
A un sacerdote che chiede:
– È preferibile pregare te o Gesù?
– Ve ne supplico, pregate Gesù. Io sono sua Madre e intercedo per voi, con lui. Ma tutte le preghiere vanno a Gesù. Io aiuterò, pregherò, ma non dipende unicamente da me, ma anche dalla vostra forza, dalla forza di quelli che pregano (K 87).
– A proposito delle anime del purgatorio:
– Quelle persone aspettano le vostre preghiere e i vostri sacrifici (K 87).
– La preghiera più bella è il Credo (K 94).
– La cosa più importante, è credere (K 94).
– Tutte le preghiere sono buone, se sono dette con fede (K 95).
– Mio Figlio vuole conquistare tutte le anime a sé, ma il diavolo si sforza di ottenere qualcosa. Il diavolo si ingegna per infiltrarsi tra voi ad ogni costo (K 116).
DOSSIER JELENA
Interrogata sulla somiglianza tra i segni annunciati a Medjugorje e il terzo segreto di Fatima, Jelena risponde: – Per queste cose, la Gospa ci ha detto:
– Non abbiate alcun timore. Dovete dimenticare ciò che è dietro di voi nella vostra vita. Voglio solo che d'ora in poi siate uomini nuovi. Non abbiate paura di niente quando io sono accanto a voi. Io vi amo.
Conversazione di Bonifacio con fra Petar Ljubicic:
– Non basta pregare. Bisogna cambiare vita, cuore. Amate gli altri, abbiate amore per gli altri. A ma ciò che fai, pensa sempre a Gesù e capirai ciò che è bene e ciò che è male (Ibid.).
Vicka: – Proprio all'inizio la Gospa ci ha detto:
–
Voi potete partire, ma il piccolo Jakov deve restare con me.
BUBALO (1981)
E Vicka aggiunge: – Jakov, è un ragazzo straordinario; la Gospa lo sapeva (Bu 52).
Nei primi tempi delle apparizioni:
A Mirjana: –
Mio Figlio lotta per ciascuno di voi, ma anche satana si batte. Vi gira intorno, vi tende trappole. Tenta di dividervi, voi veggenti, di seminare la discordia tra di voi, di confondervi perché litighiate tra voi e vi abbandoniate a lui.
Vicka aggiunge: – La Madonna ce l'ha detto varie volte (Bu 71).
BOTTA - FRIGERIO (1984) – Il mondo può essere salvato solo con la pace. Ma non ci sarà pace se non nell'incontro con Dio
(Bo 75).
–
Il mondo vive in mezzo a forti tensioni; è sul bordo della catastrofe (Bo 75).
– Sono venuta qui perché ci sono molti credenti. Voglio restare con voi per convertire molte persone e per ridare la pace a tutti. Cominciate con l'amare i vostri nemici. Non giudicate, non calunniate e non disprezzate, ma distribuite solo amore, benedite i vostri avversari e pregate per loro. So bene che non siete capaci di farlo; vi consiglio di pregare ogni giorno, almeno per cinque minuti, i Sacri Cuori, perché vi facciano il dono dell'amore divino, con il quale potrete amare i vostri nemici (Bo 75).
– È necessario convertirsi a Dio per ottenere la pace. Dite al mondo intero, ditelo senza tardare, che io desidero ardentemente la conversione. Convertitevi, non aspettate. Chiederò a mio Figlio di non castigare il mondo. Convertitevi, rinunciate a tutto e siate pronti a tutto (Bo 76).
– Non andate in cerca di vie straordinarie, ma prendete il vangelo e leggetelo: lì tutto è chiaro (Bo 76).
– Imparate a pregare solo pregando (Bo 76).
– Offrite il vostro tempo a Dio, lasciatevi guidare dallo Spirito. Allora il vostro lavoro andrà bene e avrete anche tempo libero (Bo 77).
– Coloro che si abbandonano a Dio non hanno posto per la paura nel loro cuore. Le difficoltà che incontrerete contribuiranno alla vostra crescita e alla gloria del Signore. Per questo, respingete la paura (Bo 77).
– La preghiera porta sempre alla pace e alla serenità (Bo 78; c/Bl 298).
– Nessuno è dispensato dal digiuno, eccetto coloro che sono gravemente malati. La preghiera e le opere di carità non possono sostituire il digiuno (Bo 79).
– Vi raccomando, in modo speciale, di assistere tutti i giorni alla santa messa (Bo 79).
– La messa rappresenta la forma più alta di preghiera. Dovete essere umili e rispettosi durante la santa messa e prepararvi ad essa con cura (Bo 79; c/B1238).
–
Il Santo Padre deve annunciare con coraggio la pace e l'amore al mondo. Non si consideri solo il padre dei cattolici, ma di tutti gli uomini (Bo 80).
CASTELLA - LJUBIC (1984-'85) Riferito da Mirjana: – Dite bene ai fedeli che ho bisogno delle loro preghiere e delle preghiere di tutto il popolo. Bisogna pregare il più possibile e fare penitenza, perché sono troppo pochi quelli che finora si sono convertiti. Molti cristiani vivono come pagani. Sono sempre pochi i veri credenti (C
49; cf Bl 213).
Ad alcuni sacerdoti che chiedevano cosa dovessero fare:
–
Fate bene il vostro dovere e fate ciò che la Chiesa vi chiede di fare (C 52).
Un giorno, la
Gospa rimprovera Jakov per la sua condotta a scuola con i compagni:
– Devi amarli tutti.
– Li amo tutti, ma sono così fastidiosi.
– Allora accettalo come un sacrificio e offrilo (C 64).
Un gruppo di seminaristi di Zagabria e di Djakovo assiste a un'apparizione:
Marija:
– La
Gospa ha guardato ciascuno di voi. Poi ci ha detto sorridendo:
–
Dite loro che con la preghiera si ottiene tutto (C 68).
La Vergine accoglie una giovane suora a braccia aperte, mentre conserva le mani giunte di fronte ad altre. Interrogata da Mirjana, essa dice:
–
Prendo presto con me quelli ai quali tendo le braccia (C 69).
A una suora che chiede di suo fratello morto in un incidente:
–
Ho sentito la domanda, risponde la Vergine. È morto in grazia di Dio. Ha bisogno di messe e di preghiere (C 70).
Interrogata dai veggenti perché ha scelto proprio loro, la Vergine risponde:
–
Non ho scelto i migliori. Siete infastiditi dalla mia scelta, angeli miei? (C 75).
Una suora, vicina a Mirjana, riporta questa frase della
Gospa:
– È giunta l'ora in cui il demonio è autorizzato ad agire con tutte le sue forze e la sua potenza. L'ora presente è l'ora di satana
(C 99).
– Molti affermano di vedere Gesù e la Madre di Dio e di sentire le loro parole, ma in realtà sono dei bugiardi. È un grande peccato, bisogna pregare molto per loro (C 123).
–
Ci tengo che si sappia ciò che succede a Medjugorje. Parlatene affinché tutti si convertano (C 134).
A Mirjana, che chiede alla
Gospa il perché della sua insistenza nel dire, «sento l'urgenza di...»:
–
Quando sarai in cielo, capirai perché ho tanta fretta (C 214).
Ai veggenti che chiedono delle apparizioni e del loro scopo:
–
In fin dei conti vi annoio forse? Tutto avviene esattamente secondo i disegni di Dio. Abbiate pazienza, perseverate nella preghiera e nella penitenza. Tutto succede a suo tempo (C 215).
A proposito di un prete cattolico, perplesso per la guarigione di un bambino ortodosso:
–
Di' a quel prete, di' a tutti che siete divisi sulla terra. I mussulmani e gli ortodossi, come i cattolici, sono uguali davanti a mio Figlio e a me; siete tutti miei figli. Naturalmente le religioni non sono tutte uguali, ma tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, come dice s. Paolo. Non basta appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvi, bisogna rispettare i comandamenti di Dio e seguire la propria coscienza. Quelli che non sono cattolici sono sempre creature fatte a immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la casa del Padre. La salvezza è offerta a tutti, senza eccezioni. Sono dannati solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto. A chi è stato dato molto (ai cattolici), sarà chiesto molto. Solo Dio, nella sua infinita giustizia, stabilisce il grado di responsabilità e pronuncia il giudizio (C 128).
A proposito di Cristo:
–
Io sono sua Madre e intercedo per voi presso di lui (F2 134).
FARICY 2 (1985)
TÜTTÖ (1985)
– I fedeli devono meditare ogni giorno sulla vita di Gesù recitando il rosario (T 43).
–
Ogni preghiera che viene dal cuore è gradita a Dio (T 58).
–
Voi non celebrate l'eucaristia come dovreste. Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete, vi preparereste ogni giorno per un'ora almeno. Dovreste confessarvi una volta al mese. Ogni mese dovreste dedicare tre giorni alla riconciliazione: il primo venerdì del mese, seguito dal sabato e dalla domenica.
La parrocchia di Medjugorje ha introdotto un'ora di adorazione davanti al santissimo Sacramento, il primo venerdì del mese. Il primo sabato, un'ora di devozione davanti alla croce con preghiere per i peccatori e la domenica seguente, la santa messa è seguita da un pasto di riconciliazione (T 58).
BLAIS (1986) – Non ho il diritto di imporre a nessuno ciò che deve fare. Avete ragione e volontà. Dopo aver pregato, dovete riflettere e decidere (Bl 37).
–
Ricevete la pace dì mio Figlio. Vivetela e diffondetela (Bl 90).
–
Permettete a Gesù di realizzare grandi opere con voi. La serratura della porta del vostro cuore è chiusa. Permettetegli di aprirla. Si apra con la vostra preghiera, il vostro digiuno e la vostra conversione (Bl 143).
–
Pregate lentamente e meditando quando recitate il rosario. Impiegate un quarto d'ora per recitare 5 Pater, Ave e Gloria (Bl 173).
–
Vi amo tutti, e se voi mi amaste potreste accorgervene. Vi benedico in nome della santissima Trinità e in nome mio. Rimanete nella pace (Bl 183).
–
Troverete tutto nel vangelo (Bl 244).
–
Lasciate che la parola di Dio cominci a parlare nel vostro cuore (Bl 245).
–
Cominciate ad amare i vostri nemici. Non giudicate, non calunniate, non disprezzate, non maledite, ma date solo amore ai vostri avversari. Benediteli e pregate per loro. So che non siete capaci di farlo, ma vi consiglio di pregare ogni giorno per almeno cinque minuti i Sacri Cuori perché vi diano l'amore divino con il quale potrete amare anche i vostri nemici (Bl 301; versione diversa del terzo messaggio riportato da Botta, a p. 259).
–
Potete rivolgere le vostre preghiere, non solo a coloro che sono già in cielo, ma anche a quelli che sono in purgatorio, perché con le loro preghiere possono aiutarvi a raggiungere la felicità eterna (Bl 326).
– Bisogna seguire l'autorità della Chiesa, naturalmente. Tuttavia, prima che essa si pronunci, è necessario progredire spiritualmente, perché essa non potrà pronunciarsi in fretta, ma in una confermazione che suppone la crescita del bambino. Prima viene la nascita, seguita dal battesimo, e poi dalla confermazione. La Chiesa confermerà ciò che è nato da Dio. Dobbiamo camminare e progredire nella vita spirituale, scossi da questi messaggi (Bl 330).
MIRAVALLE (1986)
Prima del dicembre 1983:
–
Tanti credenti non pregano mai. Il popolo deve pregare! La fede non può essere viva senza la preghiera (M 8).
–
Io non posso guarirvi. Solo Dio può guarirvi. Pregate, io pregherò con voi. Credete fermamente, digiunate, fate penitenza. Dio viene in aiuto di ciascuno. Io non sono Dio. Ho bisogno delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici che mi aiutino (M 8).
–
Voi non avete bisogno di un segno, voi stessi dovete essere un segno (M 9).
–
La pace è necessaria alla preghiera. La pace dovrebbe essere presente prima della preghiera e mentre uno prega. Naturalmente, la preghiera deve portare alla pace e alla riflessione (M 30).
–
Perché fare tante domande? La risposta si trova nel vangelo (M 31).
A Jelena: –
Le affermazioni sulla fatalità delle catastrofi vengono dai falsi profeti. Essi dicono: il tal giorno, alla tal ora ci sarà una catastrofe. Io ho sempre detto: il castigo ci sarà se il mondo non si converte. Chiamate gli uomini alla conversione. Tutto dipende dalla vostra conversione (M 31).
A Jelena: –
Quando gli altri ti procurano delle difficoltà, non cercare di difenderti, ma piuttosto prega (M 31).
A Jelena: –
Desidero che tu sia un fiore che sboccia per Gesù, a Natale. Un fiore che non cessa di fiorire una volta che il Natale è passato. Desidero che i vostri cuori siano come i pastori per Gesù (M 31).
–
Figli cari, quando uno viene da voi a chiedervi qualcosa, rispondete dando. Mi trovo davanti a molti cuori che non si aprono a me. Pregate perché il mondo voglia accogliere volentieri il mio amore (M 39).
Tra giugno e dicembre 1984:
–
Figli cari, l'amore di Dio non si è diffuso su tutta la terra. Per questo, pregate! (M 40).
–
Figli cari, desidero che tutti diventino miei figli, ma essi non vogliono. Voglio dar loro tante cose. Per questo, pregate (M 40).
–
Figli cari, vi amo tanto. Quando voi mi amerete, potrete accorgervene. Vi benedico in nome della SS. Trinità e in nome mio. Andate nella pace! (M 40).
BOA NOVA – Sono le mie ultime apparizioni agli uomini. Con gli eventi che si preparano e che sono vicini, sarà tolto a satana il potere che ancora detiene. Il presente secolo è stato sotto il suo potere. Ora che sta rendendosi conto di perdere la battaglia, diventa più aggressivo. Attacca la famiglia, divide gli sposi. Crea divisioni tra i preti, e sferra anche attacchi fisici. Proteggetevi, anzitutto con la preghiera, con
oggetti sacri benedetti e con la preghiera comunitaria (BN 20, 10).
–
Amate i vostri fratelli serbi, ortodossi, mussulmani e gli atei che vi perseguitano (F2, 73).
Su informazione di mons. Franic.
–
Mi commuovono molto tutte le vostre preghiere, specialmente il vostro rosario quotidiano (F6, 13).
FRA TOMISLAV VLASIC E FRA SLAVKO BARBARIC (VB)
Le informazioni settimanali fornite da fra Tomislav Vlasic e da fra Slavko Barbaric ai pellegrini italiani, sono state pubblicate in 4 volumi che noi indichiamo con le sigle VB1, VB2, VB3, VB4. Raccogliamo qui i messaggi non datati di questi quattro volumi; ogni volume offre un terminus ad
quem (cioè una data limite); il primo riporta le comunicazioni dal 24 maggio al 29 dicembre 1984; il secondo, dal 4 gennaio al 25 giugno 1985; il terzo, dal luglio al dicembre 1985; il quarto dal 4 gennaio 1986 all'8 gennaio 1987.
VBI (1984) – Ho già detto molte volte che la pace del mondo è in crisi. Ridiventate fratelli gli uni degli altri.
Pregate e digiunate di più, per essere salvati (settembre 1983, VBI, 15).
–
Pregate, pregate e lasciate fare a Dio.
– Se volete essere molto felici, fatevi una vita semplice, umile, pregate molto e non vi immergete nei problemi; lasciateli risolvere a Dio (messaggio citato anche da M 30).
–
La pace deve seguire la vostra preghiera.
– Spesso le preghiere gridate ad alta voce allontanano Gesù perché gli uomini vogliono vincere con le loro forze, e allora non c'è più posto per Dio. Le preghiere dette ad alta voce sono buone, ma devono uscire dalla pace del cuore.
– Anche la gioia e i canti possono ostacolare lo sviluppo dei gruppi, quando le persone si lasciano andare solo all'emozione.
Il 24 maggio 1984, T. Vlasic raccoglie queste affermazioni come regole di vita date dalla Madonna; VBI, 33.
–
Quando vi dico: pregate, pregate, non lo prendete solo come un aumento in quantità. Ciò che voglio, è portarvi a un desiderio profondo di Dio, a un continuo desiderio di Dio (T. Vlasic, VBI, 39; può essere una variante del 1 marzo 1984, riportato a p. 201).
–
La cosa più importante è credere, cioè aprirsi a Dio: pregare e digiunare (T. Vlasic, 1 giugno 1984,VBI, 41).
Risposta della Madonna a due domande di Tomislav Vlasic:
– Sei venuta per purificare i nuovi movimenti spirituali che si moltiplicano?
–
Esattamente.
Gesù come ha potuto pregare tutta la notte senza stancarsi? Qual era il suo metodo?
–
Aveva un grande desiderio di Dio e della salvezza delle anime. La preghiera è un colloquio con Dio, un incontro con il vangelo.
Cosa dici delle meditazioni orientali (Zen, meditazione trascendentale)?
–
Perché le chiamate meditazioni, mentre si tratta di opere umane? La vera meditazione è un incontro con Gesù: quando scoprite la gioia e la pace interiore. Dovete sapere che c'è un solo Dio e un unico mediatore, Gesù Cristo (VBI, 45; cfl ottobre, p. 150).
–
Le vostre giornate non sono le stesse se pregate o non pregate (VBI, 51).
Risposte a domande poste dai veggenti su richiesta di Tomislav Vlasic:
Che dici ai sacerdoti e ai religiosi?
–
Siate forti nella fede e proteggete la fede del vostro popolo.
Cosa ci consigli per l'avvento?
–
Fate ciò che dice la Chiesa.
Vuoi dare un segno per i sacerdoti?
–
Prendano il vangelo e capiranno tutto (T. Vlasic, 20 giugno 1984, VB1, 51).
–
Andate verso il cuore. Le parole non bastano, andate verso il cuore (VB1, 52).
Nell'autunno scorso, la Madonna aveva detto:
–
Sarò contenta se le persone, le famiglie, pregheranno almeno una mezz'ora, mattino e sera.
La gente scuoteva la testa mentre dicevo questo, precisa T. Vlasic. Ma nella primavera del 1984, la Madonna ha detto:
–
So che nella parrocchia e in tutte le parrocchie, potete anche pregare 4 ore al giorno, ma ancora non lo capite, perché vivete solo per il lavoro (VB1, 61, ripreso in 1, 66).
Un'altra volta:
–
Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. Poiché obiettavo:
– Se si chiede troppo, le persone se ne vanno. Essa mi rispose:
–
Anche tu non capisci. È appena un sesto della giornata (T. Vlasic, 31 luglio 1984, VB1, 55).
–
Voi pensate solo alle guerre, al male, ai castighi. Se pensate al male siete sulla via per incontrarlo. Il vostro compito è quello di accettare la pace divina, viverla e diffonderla (VB1, 61).
A Jelena: –
I cristiani fanno male a guardare all'avvenire, perché pensano alle guerre e al male. Per un cristiano, c'è un unico atteggiamento nei confronti del futuro: la speranza della salvezza (ibid.).
–
Il vostro dovere è quello di accettare la pace divina, viverla e diffonderla, non a parole, ma con la vita (stessa comunicazione di T. Vlasic, 2 agosto 1984, VB1, 63).
A Jelena: –
L'unico atteggiamento del cristiano verso il futuro, è la speranza della salvezza. Coloro che pensano solo alle guerre, al male, ai castighi, non fanno bene.
– Se pensate al male, ai castighi, alle guerre, siete sulla via per incontrarli. Il vostro compito è quello di accettare la pace divina, viverla e diffonderla.
Trasmissione più ampia di quella già citata in VB1, 61; T. Vlasic, 12 agosto 1984, VB1, 81).
–
Se non avete ascoltato i miei messaggi, il giorno della gioia per me diventerà il giorno della tristezza (S. Barbaric, 8 dicembre 1984, VB1, 135).
VB2 (1985) Al gruppo di Ivan: – Confidatemi anche le piccole cose, consacratele alla mia missione (S. Barbaric,
2 marzo 1985; VB2, 40). Alla domanda: – Come comportarsi di fronte a satana?
–
Preghiera fervente, umiltà, amore reciproco, impediranno a satana di accostarsi a voi.
A una domanda trasmessa da Tomislav Vlasic, all'inizio della quaresima 1985:
– Cosa desideri soprattutto per il digiuno?
La
Gospa risponde insistendo su un'altra cosa:
–
L'onestà, l'amore, l'umiltà e la sincerità vi porteranno a me (T. Vlasic, 9 marzo 1985, VB2, 45). Come comportarsi tra tante discussioni e pubblicazioni su Medjugorje?
–
Vedete: ora io sono in ogni famiglia e in ogni casa, sono dovunque perché amo. Fate lo stesso. Il mondo vive d'amore.
Dopo aver fatto ripetere tre volte un canto:
–
Scusatemi per avervelo fatto ripetere, ma voglio che cantiate con il cuore. Dovete fare tutto veramente con il cuore.
Dopo (continuano i veggenti citati da T. Vlasic) ci ha fatto conoscere questo:
–
All'inizio della preghiera, bisogna già essere preparati [...]. Se ci sono dei peccati, bisogna estirparli, altrimenti non si può entrare nella preghiera. Se si hanno delle preoccupazioni, bisogna affidarle a Dio.
Quella stessa sera disse:
–
Toglietevi le giacche, fa caldo qui. Ricordatevi che Gesù ha detto: anche se prenderete del veleno, non vi farà male. Abbiate fede. Dovete abbandonarvi a Dio (tutto ciò in preparazione della preghiera).
–
Durante la preghiera non dovete preoccuparvi. Durante la preghiera non dovete essere preoccupati dei vostri peccati. I peccati devono restare indietro.
Parola dell'inizio della quaresima, fine febbraio o inizi marzo 1985, riportata da T. Vlasic, marzo 1985 e VB2, 42.
A Jelena, sempre agli inizi della quaresima 1985:
–
Guardate, io sono presente, sono in ogni famiglia. Sono in ogni luogo. Vi può sembrare strano ma non è strano. È l'amore che fa tutto questo. Io vi dico: amate (T. Vlasic, 29 marzo 1985, VB2, 66).
–
Molti vengono a pregare ma non entrano nella preghiera (T. Vlasic, 5 aprile 1985, VB2, 73).
–
Quando siete entrati nella preghiera allora potete pregare per i progetti (di Dio), quando Dio è presente, infatti, vi ispira i progetti.
– Non chiedete la benedizione come avete fatto l'ultima volta. L'avete chiesta e non l'avete ottenuta (essa infatti non è una cosa magica, ma corona ciò che Dio vi ha ispirato nella preghiera, commenta T. Vlasic, 5 aprile 1985, VB2, 74).
–
La preghiera deve essere gioire in Dio, fiorire in Dio; essere pieni di pace, essere pieni di gioia (T. Vlasic, 10 aprile 1985, VB2, 107).
–
Molti cristiani non entrano mai nella preghiera. Arrivano all'inizio, ma si fermano lì (Id.).
(Se entrate nella preghiera dopo esservi scaricati di tutte le preoccupazioni, i rimorsi e le analisi),
allora potete chiedere a Dio di ispirarvi i vostri progetti dall'intimo. Voi sentirete ciò che Dio vuole (all'interno di voi stessi, all'interno di un gruppo) e allora, chiedete la benedizione (T. Vlasic, 10 aprile 1985, VB2, 112).
–
Il vostro lavoro non andrà bene senza la preghiera del mattino. Pregate, quindi, al mattino e alla sera. Dovete capire che i vostri lavori non possono essere ben fatti senza la preghiera (Messaggio dell'autunno 1983, riferito da T. Vlasic, 29 aprile 1985, VB2, 137).
–
Venite in chiesa per tempo.
– A volte è meglio non venire alla messa che venirci di corsa e riandarsene in fretta (S. Barbaric, 18 maggio 1985, VB2, 147).
–
Queste apparizioni sono le ultime per l'umanità (T. Vlasic, 31 maggio 1985, VB2, 165).
A Jelena, massaggio del 1983:
–
Prendetemi sul serio. Quando Dio viene tra gli uomini, non viene per scherzo, ma per dire cose serie (ibid. 2, 165).
– E meglio restare in chiesa a pregare con fede che ammucchiarsi con i curiosi, vicino ai veggenti, durante l'apparizione (all'epoca aveva luogo nella casa parrocchiale; ibid. 2, 170).
Messaggio al gruppo di preghiera che aveva ricevuto molti messaggi durante la quaresima ed era sorpreso di non riceverne più dopo Pasqua:
– Grazie a tutti quelli che pregano e mi sentono presente. Mi dispiace che alcuni dicano: la Gospa non è più tra noi. Pregate e sentirete che sono presente.
In una riunione del suo gruppo di preghiera, Jelena vide il deserto e nel deserto un albero e sull'albero un sole che brillava. In quel sole essa riconobbe Gesù Cristo. Tra le altre cose la Gospa le disse:
– Molte grazie sono date a questo gruppo, ma voi non dovete rifiutarle (T. Vlasic, 15 giugno 1985, VB2, 18).
VB3 (1986)
Al gruppo di Jelena, agli inizi di luglio 1985:
–
Non posso parlarvi, perché i vostri cuori sono chiusi.
– Non avete fatto ciò che vi ho detto. Non posso parlarvi, non posso darvi le grazie finché rimanete fermi (T. Vlasic, 13 luglio 1985, VB3, 15).
A Jelena, per il suo gruppo: –
Ciascuno di voi ha un dono particolare che gli è proprio e può solo capirlo dall'interno (Ibid. 3, 16). Forse al gruppo di preghiera di Jelena:
–
Quando portate i miei messaggi, state attenti a non essere derubati. Portate i miei messaggi con umiltà, in modo che vedendo in voi la felicità, le persone desiderino essere come voi. Non portate i miei messaggi buttandoli agli altri.
T. Vlasic commenta, in data 15 luglio 1985: Non andate nelle città, Milano, Roma o Torino a gridare: «È apparsa la Madonna». Lo devono capire da quello che voi siete (VB3, 17).
Verso la metà di giugno del 1985, Jelena vide una perla splendida che si divideva e ogni sua parte risplendeva e poi si spegneva, e udì questa spiegazione:
–
Il cuore dell'uomo è come quella splendida perla; quando appartiene interamente al Signore, risplende anche nelle tenebre. Ma quando si divide, un po' a satana, un po' al peccato, un po' a tutto, si spegne e non vale più nulla (S. Barbaric, 4 agosto 1985, VB3, 37).
A Jelena, durante la settimana dal 28 luglio al 4 agosto:
–
In questi giorni, desidero che vi mettiate di fronte a quest'idea: da tanto, tanto tempo non ho incontrato il mio amico Gesù. Da tanto, tanto tempo non ho incontrato mia madre Maria; in questi giorni voglio incontrarli (T. Vlasic, 5 agosto 1985, VB3, 39).
Non abbiate paura di satana, non ne vale la pena, perché con un' umile preghiera e un amore ardente si può disarmare (S. Barbaric, 8 agosto 1985, VB3, 57).
Preghiera data a Jelena, per il suo gruppo:
–
La mia anima è piena di amore come il mare. Il mio cuore è pieno di pace come il fiume. Non sono santo, ma sono chiamato a diventarlo (T. Vlasic, 10 settembre 1985, VB3, 97).
Contro le tentazioni di analisi, che sono tentazioni del demonio:
–
Sul peccato basta uno sguardo serio e poi vai subito avanti e correggi il peccato.
– La vostra umiltà deve essere orgogliosa (fiera). Il vostro orgoglio deve essere umile.
– Se hai ricevuto un dono da Dio, devi esserne orgoglioso (fiero), ma non dire che è tuo; di' piuttosto che è di Dio (T. Vlasic, 10 settembre 1985, VB3, 98).
A Mirjana, nel 1984 (probabilmente agosto-settembre):
–
Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: non cercano affatto Dio (T. Vlasic, 24 settembre 1985, VB3, 107).
A Marija, durante il suo ritiro di una settimana, agli inizi di settembre, in risposta alla sua domanda: Hai qualcosa di concreto per me?
Si, io ti dò il mio amore perché tu lo dia agli altri (S. Barbaric, 7 ottobre 1985, VB3, 121).
La
Gospa dice con tristezza:
–
Per coloro che dicono: 'Io non credo in Dio', quanto ciò sarà duro quando si avvicineranno al trono di Dio per sentirsi dire: 'Andate nell'inferno' (T. Vlasic, 8 ottobre 1985, VB3, 127).
A Jelena, per tre sere di seguito, tra il 10 e il 15 ottobre:
Se vorrete accettare il mio amore, non peccherete mai. La sera seguente (il quarto giorno), Jelena chiede: – Perché ripeti sempre lo stesso messaggio?
–
Ma non ho altro da dirvi.
E poi si mette a piangere (T. Vlasic, 19 ottobre 1985, VB3, 151).
–
Molti finiscono la preghiera senza nemmeno esserci entrati (Ibid. 3, 158).
Domanda di alcuni pellegrini di Milano a Jelena:
– Noi siamo venuti da te, Madre cara, quando verrai tu a Milano?
Risposta della Gospa, tramite Jelena:
–
Quando mi aprirete il vostro cuore (T. Vlasic, 25 ottobre 1985, VB3, 167).
Lo stesso Tomislav Vlasic, che la Vergine aveva incaricato di una missione tramite Jelena, fa chiedere dalla veggente Marija: – Come fare?
–
Non ti preoccupare, io ti aiuterò (Ibid. 3, 167).
–
Se volete essere più forti del male e crescere nel bene, dovete farvi una coscienza attiva (T. Vlasic, 2 novembre 1985, VB3, 179).
A un gruppo di preghiera, dopo un'ora in cui aveva prevalso la preghiera di domanda:
–
Avete dimenticato che siete nelle mie mani? (T. Vlasic, 16 novembre 1985, VB3, 201).
VB4 (1987)
A Jelena e Marijana, poco prima del 25 febbraio:
–
Dovete capire che non siete niente, incapaci. Proprio niente. Il Padre farà tutto (T. Vlasic, 25 febbraio 1986, VB4, 39).
A Jelena, per il suo gruppo, dopo la preghiera e il digiuno:
–
Vi ho fatto esaurire e tuttavia non riceverete ciò che avete desiderato. Riceverete altre cose, perché non tocca a voi glorificarvi, ma tocca a me glorificarmi in voi (Ibid. VB4, 39).
–
Non abbiate paura, confidate nel Padre, pregate fino ad essere sicuri che egli guida tutto.
– Nelle difficoltà, quando portate la croce, cantate, siate pieni di gioia (Ibid. VB4, 39).
A un gruppo che pregava per una persona in crisi:
–
Voi non potete fare niente. Solo io posso cambiarla. Voi dovete solo amarla. Non mettere argini alla sua vita, perché quando uno erige dighe, il fiume spumeggia e si gonfia. Lasciatela libera come il fiume. Non fate nemmeno ponti, perché quando si fanno ponti, il fiume viene ristretto e non fluisce liberamente. Lasciatela libera di scorrere come il fiume (Ibid. 4, 40).
Un mese dopo, il gruppo frustrato nella sua preghiera fa chiedere:
– Ma perché questa ragazza (in crisi) non cambia?
Risposta, dopo un lungo momento di preghiera:
–
Lasciatela scorrere come un fiume. Non erigete dighe, non fate ponti. Riflettete bene e vedete quante dighe avete già fatto, quanti ponti avete già costruito. State attenti a non fermarla. Questa ragazzina sta per aprirsi. Ha fiducia in voi. Siate ancora pazienti. Dovete capire che voi non siete niente. Dovete solo amare e lasciare tutto a me (Ibid. VB4, 40).
A Jelena: –
Quando le persone vi chiedono di parlare delle apparizioni, dite: Preghiamo insieme per capire le apparizioni della Gospa. Al gruppo di preghiera che trova rigidi i consigli della Gospa: Perché chiudere il televisore? Perché non leggere mai i giornali?
Se guardate i programmi e leggete i giornali, le vostre teste sono piene di notizie e non c'è più posto per me nei vostri cuori (VB4, 43).
Pregate, digiunate, lasciate fare a Dio!
Pregate per il dono dell'amore, per il dono della fede, per il dono della preghiera, per il dono del digiuno
(T. Vlasic, 17 aprile 1986, VB4, 63).
A Jelena, per il suo gruppo:
–
Vi supplico, distruggete la casa di cartone, che avete costruito con i vostri desideri, così io potrò operare in vostro favore (T. Vlasic, 17 aprile 1986, VB4, 63).
A Marija, per il suo gruppo di preghiera:
–
Figli cari, cercate di rendere felici i vostri cuori per mezzo della preghiera. Figli cari, siate la gioia di tutti gli uomini, siate la speranza per tutti gli uomini. Questo l'otterrete solo con la preghiera. Pregate, pregate! (T. Vlasic, 3 maggio 1986, VB4, 82).
Al gruppo di preghiera, durante la settimana precedente al 3 maggio:
–
Vi do il meglio di ciò che posso dare a qualsiasi altro: io do me stessa e mio Figlio.
Al gruppo, un 25 marzo, nella festa dell'Annunciazione:
–
Oggi, davanti a Dio, dico il mio 'Si' per tutti voi. Lo ripeto: io dico il mio 'Si' per tutti voi (Ibid. 4, 85).
–
Figli cari, pregate perché, in tutto il mondo, venga il regno dell'amore. Come sarebbero felici gli uomini se regnasse l'amore! (VB4, 87).
A Jelena, durante l'autunno 1983:
–
Figli cari, non si vive solo di lavoro, si vive anche di preghiera (Ibid. VB4, 88).
Intorno al 12 maggio, agli inizi della novena di Pentecoste, al gruppo di preghiera:
–
Beati voi se non vi giudicate nelle vostre colpe, ma se capite che anche nelle vostre colpe vi sono offerte delle grazie (T. Vlasic, 18 maggio 1986, VB4, 93).
– Amate. Se non amate, non potete comunicare la testimonianza, non potete testimoniare né per me né per Gesù (S. Barbaric, 6 giugno 1986, VB4, 105).
–
Desidero che tutti voi siate il riflesso di Gesù. Così egli illuminerà questo mondo infedele, che cammina nell'oscurità (Ibid. VB4, 105).
– Pregate davanti alla croce. Dalla croce vengono grandi grazie, consacratevi alla croce. Non bestemmiate né Gesù né la croce (S. Barbaric, 20 giugno 1986, VB4, 109).
–
Voi avrete tante grazie quante ne vorrete. Dipende da voi. L'amore lo avrete quando vorrete, quanto ne vorrete. Dipende da voi (T. Vlasic, 26 giugno 1986, VB4, 110).
Al gruppo di preghiera (10 luglio 1986), prima di dare la sua benedizione, al termine di una verifica di gruppo:
–
Vi ringrazio per questo. Avete fatto bene, ma non lo dimenticate [...]; in fondo, è la volontà di Dio che decide (T. Vlasic, 20 luglio 1986, VB4, 121).
Desidero solo che per voi il rosario diventi la vita (T. Vlasic, 4 agosto 1986, VB4, 134).
Ogni giovedì leggete il vangelo di Matteo, dove si dice: Nessuno può servire a due padroni [...]. Non potete servire a Dio e a mammona (Mt 6,24-37. T. Vlasic, 5 agosto 1986, VB4, 141). A Jelena, per il suo gruppo:
–
Desidero solo che siate felici, che siate pieni di gioia, che siate pieni di pace e che annunciate questa gioia (Ibid. VB4, 141).
Al gruppo di preghiera:
–
Se vi abbandonate a me, non sentirete nemmeno il passaggio da questa all'altra vita e comincerete a vivere la vita del cielo già su questa terra (T. Vlasic, 7 agosto 1986, VB4, 142).
A Jelena, inizi settembre 1986:
Oggi non sono le parole né le opere che contano. L'importante è solo pregare per restare in Dio (T. Vlasic, 9 settembre 1986, VB4, 156).
Molti, qui a Medjugorje, hanno cominciato a pregare per la guarigione. Ma una volta tornati a casa, lasciano la preghiera, si dimenticano e perdono così molte grazie (S. Barbaric, 12 settembre 1986, VB4, 158).
Messaggio di Gesù per Jelena:
–
Sono felice... ma la mia gioia non è completa fino a che voi non sarete pieni di gioia. Non siete ancora pieni di gioia perché non siete ancora in grado di comprendere il mio immenso amore (T. Vlasic, 8 ottobre 1986, VB4, 167).
Risposta della
Gospa, tramite una veggente, a Tomislav Vlasic, messo di fronte a problemi di verità: Devo rispondere a queste ingiustizie e a queste menzogne, per scritto?
–
Non perdere il tuo tempo. Prega e ama. Non puoi nemmeno immaginare quanto sia potente Dio (T. Vlasic, 29 dicembre 1986, VB4, 213).
A Vicka: –
Vuoi offrirti anche per la salvezza del mondo? Ho bisogno dei vostri sacrifici (Ibid. VB4, 214).
A un gruppo della parrocchia di Medjugorje:
–
Venite alle undici di sera al luogo delle apparizioni [...]. Venite alle tre del mattino a pregare sul luogo delle apparizioni. Venite all'una di notte sul Krizevac. Venite a pregare per tutta la notte. Questi messaggi di preghiera notturna sulla collina delle prime apparizioni o sul Krizevac sono rivolti al gruppo di Ivan (T. Vlasic, 31 dicembre 1986, VB 4, 220).


giovedì 12 febbraio 2015

Se vuoi lavorare per il Signore devi essere pronto a portare la Croce con Lui.

LA VEGGENTE MIRJANA: -Attraverso le apparizioni ho capito che se desideri lavorare per il Signore, se vuoi veramente dedicargli tutta la vita, sulla tua strada non troverai niente altro che la Croce. Solo la Croce. Perché, per il Signore, «lavorare per Lui» significa essere pronti a portare la Croce con Lui.

Pace è anche la Croce. Se il Signore occupa il primo posto nel tuo cuore, tutte le croci che ricevi nella vita le porti con pace.

E così viene meno quell'attitudine — così tipica negli italiani — di chiedere sempre «perché, perché io, perché a me?»... Quando parlo con i gruppi italiani non finisco mai di sorprendermi per il fatto che, per ogni cosa, mi venga chiesto il perché. E ogni volta mi rendo conto che noi non abbiamo mai detto alla Madonna «perché?», dal momento che se Lei ci dice «fai quello o fai questo», Lei certo sa il perché. Chi sono io per chiederle ragione, dato che tutto ciò che Lei fa e chiede è per il nostro bene? Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro. E così anche la Madonna: se ti chiede il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, non hai bisogno di chiederle perché o di mettere in dubbio che ciò avvenga a tuo vantaggio.

Domanda: Maria si preoccupa per noi fino alle lacrime. Ma in molti, di fronte al mistero del Male, alla guerra, al terrorismo, a un incidente, alle catastrofi naturali, alle morti innocenti, si chiedono: ma Dio dov'era?

Questa non è una domanda da fare a me. Per quel che mi riguarda, quando sento che c'è stato un terremoto o che è caduto un aereo prendo il Rosario e prego per la gente coinvolta: che il Signore dia soccorso, anche alle anime di coloro che sono morti; e che a chi resta dia la forza di sopportare la croce che hanno ricevuto. Mai mi è venuto da chiedermi il perché di questo o di quello, o a che cosa serva, o perché Dio l'abbia potuto permettere. Forse è il nostro modo di pensare che è un po' diverso dal Vostro: subito dopo la guerra la chiesa era piena di donne in lutto che avevano perso i mariti e i figli, ma a nessuna è venuto in mente di pensare:

«Signore perché hai permesso questo?». Dio è amore e questo è un fatto, e il Male non viene da Lui e questa è la necessaria conseguenza. Se Dio permette la croce è forse che dobbiamo accettare di portarla con amore come il Signore ha portato la sua. Se non ricevo delle croci pesanti tanto meglio, ma se, un giorno, avvenisse il contrario, dovrei pensare che sono capace di portarla. Ricordiamoci che il male non è da Dio e accettiamo quello che vuole il Signore come un bene per la nostra vita. 

Fonte : http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/int_mirjana_1.html

martedì 3 febbraio 2015

Luca e il suo inconto a Medjugorje

Ciao a tutti,
Mi chiamo Luca , Ho 21 anni verso i 10 mesi, all’improvviso è arrivata la mia malattia nemmeno i dottori hanno saputo spiegarmene la causa e da allora sono sulla sedia  a rotelle….. La mia Bat-mobile.  Dopo le scuole elementari e le medie ho

frequentato un’ istituto tecnico – commerciale e ora ho un lavoretto negli uffici del mio comune, qualche ora, che spero aumenterà nel futuro. Mi piacciono molte cose, andare a ballare ( solo musica Hardcore) vedere gli amici e soprattutto adoro chiacchierare. Com’e cambiata la mia vita? Era il santo Natale del 2010 quando un po’ per caso e un po’ per curiosità, mi ritrovai a Medjugorje
forse senza un vero perché…… andando lungo il sentiero della collina delle apparizioni sentii’ una sensazione completamente nuova, a me sconosciuta, quasi come se una voce mi chiamasse e percorrere quella strada, col tempo ho capito chi fosse era la        
Gospa (la Madonna in lingua croata). Da quel ragazzo che ero molto poco cattolico e praticante, oggi sono diverso, amo la vita
prego da solo o con gli altri, aiuto in parrocchia e per quel che posso sono disponibile. Una cosa non mi manca mai: una parola ed un sorriso per tutti. È il 22 gennaio dello scorso anno un altro incontro ha cambiato la mia vita, Jennifer una Ragazza speciale con la quale ho una storia bellissima che spero possa continuare per poter condividere un cammino sereno.


martedì 27 gennaio 2015

La mia famiglia è stata sterminata a Auschwitz e io non credevo più

Testimonianza di Benjamin Berger, Medjugorje Giugno 2005
"Provengo da una famiglia ebrea religiosa, non ultra ortodossa, ma ortodossa. I miei genitori erano dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Mio padre tedesco e mia madre austriaca erano riusciti ad emigrare in America, mentre la maggior parte della mia famiglia era stata sterminata a Auschwitz. Mio fratello ed io eravamo stati educati da ebrei osservanti. Eravamo solo in due. Nella prima parte della mia vita ero stato molto religioso, ma col passare degli anni, nel mio cuore si erano affacciati molti dubbi, in particolare sulla storia del popolo ebreo e su quello che ci era capitato. Mi chiedevo: ‘Come può Dio aver permesso una cosa così terribile?’ Poi quando studiavo all’università decisi di lasciare tutto e di diventare…non posso dire proprio ateo, ma quasi ateo. Pensavo: ‘Non posso credere che esista veramente un Dio che abbia permesso una cosa simile, ed inoltre non avevo mai veramente fatto esperienza di Dio’. Da quel momento ho abbandonato tutto e sono diventato completamente ateo.

Un po’ di tempo dopo sono venuto a lavorare in Europa, nello studio di un architetto in Danimarca. Ma sentivo un grande vuoto nel cuore. Qualcosa mi mancava e nulla sembrava potesse riempire questo vuoto. L’arte e l’architettura mi interessavano molto, mi appassionavano, ma questo non bastava. Sono arrivato al punto di rassegnarmi e mi sono detto: ‘Non so se troverò mai quello che cerco!’ Non sapevo cosa cercare, ma sapevo che questo aveva rapporto con la verità. Sono rimasto in questa situazione per molto tempo.

Nella primavera del 1967, un giorno, rientrato dal lavoro, mentre stavo leggendo come al solito il giornale, ho cominciato ad rimuginare i soliti pensieri sulla fede e mi sono detto: ‘Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui non credo più a nulla! Non è normale, devo credere in qualche cosa!’. Questo pensiero mi ha molto angosciato ed ho pensato: ‘Se devo credere in qualcosa, voglio credere in qualcosa che sia vero! Perché si corre il rischio di credere in qualsiasi cosa!’ Ma non sapevo cosa questo volesse dire.

Mentre pensavo a queste cose, d’improvviso sentii una presenza accanto a me nella stanza. Non vedevo nulla. Questo mi fece un po’ paura perché era la prima volta che facevo una simile esperienza. Ero una persona molto razionale (caratteristica abbastanza comune negli ebrei). Credevo in tutto quello che potevo toccare e vedere, nel resto non credevo. Ma nella stanza c’era una presenza che diveniva sempre più intensa. Questa presenza era di una purezza incredibile; questa presenza emanava qualcosa di purissimo! Assolutamente senza macchia! (Non era una cosa, era una persona. Ma all’inizio dicevo una ‘cosa’ perché non potevo assolutamente identificare cosa fosse). ‘Ciò’ riempiva la stanza, era come una sensazione della Santità di Dio nella stanza. Per qualcuno che non era assolutamente abituato a pensare in questi termini, era impossibile sapere cosa fosse. Poi, era come se qualcuno fosse venuto vicinissimo a me con una chiave in mano, l’avesse introdotta nel mio cuore, l’avesse girata ed avesse aperto la porta. La porta era estremamente spessa, come quella delle banche dove si tengono i valori, come la porta della cassaforte. Ecco a cosa assomigliava la porta del mio cuore. Quando la porta si è aperta è stato come se l’amore fosse entrato riempiendo completamente il mio cuore. Non capivo cosa mi stesse succedendo ma cominciai a piangere e sono rimasto così, seduto, per un bel po’. Allora Dio mi ha parlato, ed era come se la Sua voce riempisse tutto l’universo. Mi ha detto: ‘Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe e sono il tuo Dio. La tua vita è come un libro aperto davanti a Me, conosco tutto di te’.

Era molto confortante sapere che Dio esisteva e che Dio mi parlava personalmente, ma al tempo stesso era anche spaventoso. Era meraviglioso sapere che Dio è un Dio personale e che veniva a me in questa maniera. Perché capitava proprio a me? Non ne avevo idea! Ero alla ricerca della verità, ma vivevo la vita a modo mio.

Proprio in quel momento è avvenuto qualcosa di ancora più incredibile. Dall’alto del cielo è piombato un nome ebreo, Yeshua, il nome di Gesù in ebraico. Non avevo mai letto il Nuovo Testamento, non avevo amici cristiani e non avevo mai sentito veramente parlare dei Vangeli. Le sole cose che sapevo di Gesù erano quelle ascoltate alla televisione o a Natale, oppure attraverso dei film come ‘La Tunica’ (di H.Koster con Richard Burton, 1953, NDT), ma non le avevo mai veramente capite. Ero sempre rimasto sconcertato davanti ai cristiani che parlavano di Sion, di cose che mi erano familiari come ebreo, ma non avevo mai capito quali fossero i legami tra loro e noi. Ma nel momento preciso in cui ho ricevuto il Suo nome, in quel preciso istante, ho saputo che Lui era il Messia. Lui era il Dio d’Israele. Era una rivelazione; non veniva certamente dal mio spirito. Ho saputo che era la risposta alla mia domanda, a tutte le mie domande.

Poi ebbi un’esperienza che è difficile da descrivere, ma ho pensato: ‘Se qualcuno come lui venisse nel mondo, cosa gli succederebbe?’ Sapevo che il mondo lo avrebbe respinto e lo avrebbe crocifisso, perché Lui è troppo all’opposto di tutto quello che è nel mondo. Ecco come tutto è cominciato…"

Benjamin racconta poi la sua vita con Gesù negli ultimi venti anni, ed in particolare il suo incontro con una comunità italiana molto legata a Medjugorje. L’intervista continua così:

"Abbiamo incontrato questa comunità nel 1996 e Dio ha unito i nostri cuori in una maniera molto profonda, siamo ancor adesso molto uniti. Sono stati per noi un modello di vita e questo ci ha molto aiutati. Siamo rimasti in contatto molto stretto e se Dio vuole verranno in Israele in Ottobre. Vedremo quello che ne nascerà. E’ certo la prima volta che una comunità messianica ed una comunità cattolica vivono una tale comunione, una reale comunione. Non credo che questo sia già avvenuto. Penso che sia un segno, un segno profetico di ciò che Dio desidera (…).

Poi, ecco come è avvenuta la mia andata a Medjugorje…mi sono sempre interessato a Medjugorje perché ne avevo sentito parlare molto. So che molte persone si sono convertite a Gesù proprio lì e questo fatto mi ha toccato moltissimo. Satana non può ottenere che tante persone si convertano al Signore! Durante una conferenza in una città nel sud Italia, padre Luigi, (che mi accompagnava in macchina), mi propose di andare a Medjugorje. Così siamo partiti immediatamente!"

(Ho domandato a Benjamin: "A Medjugorje, hai forse ricevuto qualche ispirazione sulla Madre di Gesù o rappresenta ancora per te un problema?")

"Ho posto questo interrogativo al Signore per molti anni. Ero ben consapevole che per fare l’unità della chiesa, bisognava trovare unità su alcuni punti. Questo è probabilmente il punto di maggior disaccordo nel mondo protestante. Noi non siamo protestanti, ma abbiamo un poco in comune con le diverse parti della chiesa (vedi NB). Riconosco che questo argomento è uno dei punti più importanti della divisione, ma io sono rimasto sempre aperto a questo riguardo, non ho mai detto che questo non veniva da Dio. Ho solo detto: "Non lo capisco completamente". In questi ultimi giorni qui, credo di aver capito tante cose, ascoltando le testimonianze dei veggenti e vedendo quanto loro siano autentici. Non ci sono dubbi su questo. Non c’è nulla di strano nelle loro testimonianze, sono tutti molto autentici. I messaggi che ho ricevuto sono messaggi assolutamente fondamentali che devono essere diffusi in tutto il mondo: conversione, preghiera, una vita di santità, di purezza e di consacrazione al Signore. Sono stato molto toccato da tutto quello che ho ascoltato. Anche stamattina ho incontrato Vicka e lei era splendente dell’amore di Dio nella sua estrema semplicità. Credo che tutto questo venga da Dio, devo ancora capire cosa significa tutto questo. Ma sono sulla buona strada."

NB – In questo contesto, B. Berger non si riferisce alla Chiesa Cattolica, ma alla chiesa come ne parla S. Paolo, ben prima che avvenissero gli "scismi".

Benjamin ha intenzione di tornare a Medjugorje, sicuramente con suo fratello Ruben. Preghiamo per loro come loro pregano per noi, affinché il compiersi di questo segno profetico di ravvicinamento e di comunione dato da Dio, possa essere affrettato con le nostre umili preghiere! Medjugorje potrebbe essere il luogo privilegiato dove "il figlio maggiore" e "il figlio minore" si incontrano e si abbracciano!?

Suor Emmanuel 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/testimonianze/038-benjamin.php

martedì 20 gennaio 2015

Come vincere la pigrizia nella preghiera

Intervista sulla preghiera
Fratello, da quanto tempo insegna a pregare?
Credo sia da trent’anni. Da quando ho capito che la preghiera è tutto, potrei dire che ho fatto solo questo: ho insegnato a pregare.
Ma è proprio convinto che la preghiera sia tutto?
Sì, non dico che la preghiera risolva tutto, ma dico che dalla preghiera deve partire tutto. Senza la preghiera siamo degli stracci! Senza la forza di Dio l’uomo è niente.- L’uomo con la forza di Dio- è una cosa formidabile. -
Quando la preghiera diventa arida e difficile, che cosa suggerisce per uscirne? che cosa fa lei?
La preghiera non è una caramella. Bisogna guardarsi dalla ghiottoneria spirituale. — Bisogna aspettarsi che venga la lotta. Perché pregare è amare. E si ama soprattutto nel sacrificio. Per questo Dio rende arida la preghiera. Però bisogna fare attenzione alle montature e anche, direi, alle nostre colpe. Qualche volta siamo noi stessi a creare difficoltà -alla- -preghiera. Che cosa faccio nelle aridità? Faccio questo: aspetto che passino.
Ciò che mi blocca nella preghiera è la lontananza di Dio, che - cosa fare?
Sì, Dio spesso è lontano. E’ normale! La preghiera è una prova d’amore, bisogna aver pazienza. Chi non ha pazienza non fa nessun cammino serio nella preghiera. E’ come andare in montagna, sembra che quella benedetta vetta non arrivi mai, ma con la pazienza arriva. Un passo dopo l’altro si è scalato anche l’Everest. E pazientando, Dio spesso si fa vicino, ci fa gustare i primi frutti della preghiera, cioè la gioia della sua amicizia.
Quando ti accorgi che nella preghiera “meni il can per l’aia “, che cosa fare?
E’ semplice! Non menarlo più. Fermati. Mettiti nella calma, cambia posizione, leggi, parla a Dio a voce distinta, canta se puoi. Se sei solo, prega a braccia aperte o prostrati profondamente con la fronte a terra. Ci sono mille modi per fermare la tua superficialità, scegli quello che ti va o quello che hai esperimentato che ti serve di più. E ricomincia con buona volontà.
Come fare a suscitare l’interesse alla preghiera in chi non ce l’ha?
Non lo so. La preghiera è un dono di Dio; uno non lo costruisce questo dono, ne per se ne per gli altri. La cosa più sana è mettersi in ginocchio e implorarlo.
Che cosa dice lei a chi vede nella preghiera un’auto-suggestione?
Dico che potrebbe aver ragione. Certa gente, pregando, si autosuggestiona. Ma quella è preghiera falsa. Non è preghiera. La preghiera vera è esattamente l’opposto dell’autosuggestione, è tremenda concretezza. Se tu preghi sul serio, devi subito metterti a camminare coi piedi per terra, a dire pane al pane e vino al vino e a fare la verità dentro di te. Chi prega sul serio non scherza coi problemi. I santi hanno fatto cose sovrumane con la loro concretezza, perché erano gente che sapeva pregare.
C’è differenza tra “dir preghiere” e pregare?
Sì, la differenza che c’è tra la notte e il giorno, il nero e il bianco, l’acqua e il vino. C’è un abisso. La preghiera non è un gioco di parole, è un rapporto di cuori, è un rapporto di amicizia, pregare è amare. Sì, quando si ama si parla anche, ma l'amore non sta nelle parole, va ben oltre.
Non c’è pericolo di cadere in eccessiva macchinosità a pregare come insegnate voi?
Si può anche sbagliare nell’avviare la gente alla preghiera, può anche dare l’impressione di macchinosità insegnare un metodo. Ma noi insistiamo soprattutto su questa regola: impari a pregare se tenti di pregare, e di pregare molto! E’ come andare in bicicletta. Se tu insegni ad uno ad andare in bicicletta, per forza devi suggerire qualche regola pratica, ma poi quel che conta è che lui salga in sella e provi; a forza di capitomboli, con o senza regole, impara ad andare in bicicletta.
... E a lasciarsi guidare troppo dallo Spirito nella preghiera non c’è pericolo di andare fuori strada?
Sì, lo Spirito ci guida nel cammino della preghiera, ma lo Spirito non ci dispensa dalla nostra buona volontà. Occorre quindi conoscere delle norme, almeno le più elementari, che aiutino a camminare. E’ molto importante avere delle guide. Certo, si impara anche a pregare senza maestri. Certe persone semplici arrivano ai più alti gradi di preghiera da soli, solo con l’aiuto dello Spirito. E’ come imparare a leggere: individui d’eccezione imparano anche senza maestro. Ma col maestro si fa più in fretta e si fa meglio.
E’ necessario che nascano dappertutto delle scuole di preghiera, ad ogni campanile, in ogni casa religiosa. E’ questo il bisogno di oggi.

Quando ci si imbatte nella propria povertà spirituale senta saperne uscire, che cosa si può fare?
Nella preghiera ci sono le quattro stagioni: c’è la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno. Che cosa si fa se è inverno? Si aspetta la primavera. Ecco tutto.
Ci vuole pazienza. La vita spirituale è pazienza. L’uomo non fa niente di grande senza la pazienza: ne nella scienza, ne nell’arte, ne nell’azione sociale. Tutto ciò che è grande su questa terra è frutto di

Come liberarsi dalla preghiera fatta per abitudine?
Ci si scuote. Perché la preghiera meccanica non serve a niente. Sarebbe meglio non pregare: almeno si sentirebbe il vuoto. Invece la preghiera senza vita illude.
La cosa triste è quando si fa il callo a questo tipo di preghiera. E’ il cancro che arriva. Quando ci si sveglia, spesso è troppo tardi.

Se mi metto a pregare, mi impantano subito nella mia miseria. E’ buono? Che cosa dovrei fare per uscire da questa difficoltà?
Sì, è normale. Se preghi, se preghi veramente, devi incontrare te stesso, devi scontrarti con la tua miseria. La cosa più sana è questa: chinare il capo, accettano e chiedere perdono sincero a Dio per decidere di partire. Prendi in mano la parabola del fariseo e del pubblicano. Gesù dice che il fariseo si è messo a fare il pavone davanti a Dio; il pubblicano invece si è solo sprofondato nella sua miseria, ha fatto solo un atto di sincerità, niente altro, nemmeno un proposito pratico, solo un atto di schiettezza. Gesù dice “uscì giustificato “.
Le distrazioni, per me, sono come uno sciame di mosche, mi devastano tutto: ci sarà un rimedio?
Sì, non perdere la pace. Dalle mosche ci si difende sempre. Ci sono gli insetticidi: un po’ di pulizia, una spruzzatina e sei a posto. Anche le distrazioni hanno i loro insetticidi. Eccone alcuni: sii più attivo nella preghiera, leggi la Parola di Dio mettendoci il cuore, lascia le formule e parla a Dio cuore a cuore, scrivi la tua preghiera, canta se puoi, cambia posizione, cambia luogo, cerca una posizione che costi più sacrificio, ecc... Sono tanti i mezzi. L’importante è che lotti, che cammini e non ti sieda sul paracarro ad acchiappare farfalle. Sorveglia anche se il tuo cuore è impantanato nel male. Se c’è questo, allora è un altro affare.
Per chi non ha mai pregato e viene a chiederle di dove deve incominciare per iniziare a pregare, che suggerimento darebbe?
Imparare a ringraziare E’ questo l’a.b.c. della preghiera. Anche chi non a mai pregato subito capace. Prova a dirgli di far passare davanti a se i doni di Dio della giornata ringraziando il Signore come è capace. E’ necessario tornare sovente, anche per noi, sui tre più grandi doni di Dio, che sono la vita, l’intelligenza, la fede. E’ partendo da questi tre doni che Dio ha potuto costruire tutto in noi.
Per me sono molto frequenti i momenti di pigrizia in cui la preghiera non mi dice più niente. Lei lo prova anche? Che cosa si può fare?
Se lo provo! Si capisce che Io provo. Chi non prova la pigrizia nella preghiera? Mi sbarra la strada tutti i giorni. Che cosa fare? Se un somaro si mette sul tuo sentiero e non ti lascia passare, prendi un bastone e ti fai dare la via.
Lottare bisogna! La preghiera è una prova di amore, deve costare! E’ naturale che costi: un giorno costa di più, un giorno costa di meno e si tira avanti con naturalezza. Ma non meravigliarti se costa.

Come distinguere la pigrizia dall’aridità o dalla stanchezza?
Se nonostante l’aridità continuo lo stesso a pregare, allora sono sicuro che non c’è pigrizia. Sì, certe volte c’è stanchezza o qualche malessere fisico e noi ci inquietiamo pensando che non amiamo più il Signore, che non preghiamo più. Quanto è vero. La cosa che mi aiuta di più è confidare ad un fratello la mia difficoltà. Sovente solo l’aprirmi è già un rimedio.
E’ bene usare la Parola di Dio nella preghiera?
E’ esattamente quello che devi fare con frequenza quando preghi. Il libro di preghiera più importante è la Bibbia o almeno il Vangelo. Nessun libro di preghiera è pari al Vangelo. E’ un sussidio insostituibile per la preghiera. La preghiera deve essere sempre impastata di Parola di Dio. Più è imbevuta di Parola di Dio, più è ricca.
Sento sovente parlare da persone impegnate, di preghiera continua, è possibile questo?
Sì, ogni persona di preghiera deve arrivare lì. Chi prega, o presto o tardi, ha quel problema, sente il bisogno della preghiera continua. Se è possibile? Certo che è possibile. Ognuno avrà la sua strada, ma è possibile, perché la preghiera continua è in sostanza l'amicizia con Dio. Direi che è lo sbocco naturale dell'educazione alla preghiera.
Parlando di preghiera continua vorrei chiedere: siccome siamo tanto differenti gli uni dagli altri, non ci saranno tante strade differenti?
Esattamente. Ognuno ha il suo cammino, perché ognuno ha la sua psicologia e anche i suoi limiti. Un individuo introverso, probabilmente, deve cercare il suo metodo di preghiera continua nella riflessione, nell’autocontrollo. L’individuo estroverso, forse lo trova nella carità continua o nel ringraziamento continuo. L’individuo con la fantasia accesa o un p0’ sentimentale forse lo trova nella conversazione intima col Signore. L’individuo metodico, forse, ha il suo cammino nella ripetizione costante di una formula.
Ognuno deve cercare secondo le proprie attitudini e le proprie attrazioni.

Dobbiamo tener conto del nostro temperamento nella scelta del modo di pregare?
Credo di sì. Dobbiamo usare per la preghiera la bicicletta che Dio ci ha dato. Per qualcuno è una bicicletta da corsa: beato lui! Per qualcuno è una carretta sgangherata, farà più fatica con certi suoi limiti, ma Dio non gli chiede di vincere la Milano Sanremo. E per qualcuno c’è solo il triciclo. L’importante è che pedaliamo!
E’ meglio la preghiera comunitaria o la preghiera individuale?
Tutte e due. Siamo individui e siamo esseri sociali, persone singole e cellule vive della compagine sociale. Dobbiamo andare a Dio con la preghiera comunitaria e con quella individuale.
Trovo tanta soddisfazione a pregare col gruppo, che non sento il bisogno della preghiera individuale.
E’ pericoloso. La preghiera di gruppo senza la preghiera individuale costituisce un pericolo. La preghiera di gruppo è valida e nutriente se c’è formazione anche alla preghiera individuale. La preghiera di gruppo è più facile, quella individuale più difficile, ma l’una non deve stare senza l’altra. Direi che la preghiera individuale è l’olio della lampada per la preghiera di gruppo; la lampada non fa fiamma se non ha l’olio.
Voi insistete troppo sulla preghiera individuale. Come la mettiamo con la Liturgia?
La Liturgia è al primo posto, ma suppone la preghiera intima, non esiste senza la preghiera intima. Noi insistiamo sulla preghiera individuale appunto per dare un’anima alla nostra vita liturgica. Tu sai che la culla della Liturgia sono sempre stati gli Ordini contemplativi. I contemplativi sono sempre stati i grandi esperti di vita liturgica. E’ significativo questo.
Sovente faccio confusione nella preghiera se voglio rivolgermi a Cristo più che al Padre; mi dicono anche che potrei rivolgermi solo allo Spirito, così non me la cavo proprio più.
Credo sia dovuto ad un difetto di educazione spirituale. La preghiera deve sempre essere a dimensione trinitaria: si adora il Padre, per Cristo, nello Spirito Santo. La Chiesa prega sempre così.
Anche noi dobbiamo allenarci a pregare così. Nello stesso tempo il nostro rapporto intimo con Cristo e con lo Spirito Santo deve portarci a rivolgerci a loro con naturalezza: Io Spirito è persona, è un “Tu” e il mio rapporto di intimità con lo Spirito è legittimo. E non dobbiamo sofisticare complicando le cose: “Filippo, chi vede me, vede il Padre” ha spiegato Gesù.

Che cosa risponderebbe a chi ribadisce l’eterno ritornello “meglio l’azione che la preghiera “?
E’ una storia troppo vecchia. E’ meglio non parlarne tanto. E’ meglio mostrare i fatti, la confutazione viva. Datemi una persona veramente di preghiera e voi vedete come vive, che cosa fa, come si dà da fare. Datemi una persona che si agita soltanto, senza mai pregare, poi aspettatela al momento della prova, quando arriva la stanchezza o il rifiuto o l’ingratitudine. Allora vedrete che cos’è l’azione che non parte dalla preghiera.
La preghiera non è una forma di alienazione?
Chi dice così è perché non ha capito affatto che cos’è la preghiera. Chi prega, se prega veramente, va ai problemi e in modo feroce!
E’ l’azione che spesso diventa alienazione. Ci si può buttare nell’azione proprio per sfuggire ai problemi e per dimenticarli. Conosco tanta gente d’azione che guida gli altri, ma non è capace a guidare se stessa. Ma non ho mai incontrato una persona veramente di preghiera che accantoni le sue responsabilità personali, che trascuri i suoi doveri, che viva la doppia vita. Non è possibile questo se si prega veramente. E se è possibile per qualche breve periodo, non è possibile a lungo.

Come faccio a capire quando ho pregato e quando non ho pregato?
Si fa così: si guardano i frutti. Se hai pregato veramente, qualcosa cambia in te. Almeno questo: vedi di più la tua miseria e ne senti il disagio. E a lungo andare i frutti della preghiera li devi vedere nella tua carità, nella tua fedeltà al dovere e nel distacco dal male.
Il famoso “test” che trovo veramente infallibile per togliere le illusioni sulla validità della preghiera lo sanno tutti.
Se la preghiera è vera, cresce la carità. preghiera è vera, cresce la fedeltà al dovere. preghiera è vera cresce il distacco dal male.

Come mai si incontra tanta gente, anche impegnata, che non ha il problema della preghiera?
Non lo so. Ho visto preti, suore e anche gente più in su che sembra vivano tranquilli senza la preghiera. Una volta ho sentito da un amico di Taizé un giudizio molto azzardato: “Dio non fa a tutti il dono della preghiera “. Mi han fatto molto male quelle parole. Ma poi, pensandoci bene, mi son detto: “sì, può darsi che Dio non faccia a tutti il dono della preghiera, però Dio fa a tutti il dono di chiedere questo dono, perché Cristo ha promesso: “Tutto quello che chiederete con fede, Dio ve lo darà “. Allora chiediamo il dono della preghiera per noi e per chi non ce l’ha o sembra che non l’abbia.
Una massa intera che prega non è meglio di un individuo isolato?
Sì, ma bisogna che la massa preghi veramente. E la massa prega solo se gli individui sanno pregare. Per questo è tanto importante l’educazione degli individui alla preghiera.
Ho sentito da un teologo fare questa affermazione:
Là dove si prega si decide la storia del mondo”. Che cosa ne dice di questo paradosso?

Dico che lo condivido e che mi impressiona. Perché là dove si prega c’è la Chiesa, c’è Cristo che opera, c’è la forza di Dio.
Benedette le comunità di preghiera dove si prega veramente: si respira Dio, si irradia Dio.

Una volta i nostri bravi vecchi dicevano: “Chi lavora prega “. Di tanto in tanto questa affermazione ricompare anche tra i giovani.

Chi lavora prega se sa pregare, ma se non sa pregare, spesso non prega affatto, lavora soltanto. Il lavoro diventa preghiera se c’è formazione alla preghiera, se c’è intimità con Dio, se preesiste già la preghiera. Guai se lo slogan significa che basta lavorare senza preoccuparsi di pregare.
Che cosa ha da dire sul rosario? Non è una classica preghiera parolaia?
Lo può essere. E spesso lo è, purtroppo. E’ stato magnifico Paolo VI quando scrisse nel “Marialis Cultus” che se il rosario non è preghiera contemplativa è” un corpo senza anima “, cioè un cadavere!
E’ questa la rivoluzione da portare nel rosario, farlo diventare preghiera contemplativa. Forse bisogna ridurlo o certamente bisogna metterci dentro più buona volontà.
Che cosa sono quei benedetti misteri se non diventano tappe di riflessione, di contemplazione? E’ questa la medicina per sanare il rosario: tornare alle origini, fare del rosario una preghiera contemplativa popolare.

Seguire troppo macchinalmente uno schema nella preghiera non è una forzatura contro lo Spirito? Se è lo Spirito che prega in noi, non dovremmo favorire la sua azione?
Credo che sia utile rispettare molto l’azione dello Spirito in noi, però penso sia prudente conoscere anche metodi e tecniche che favoriscono la preghiera. Quando in noi si avverte pigrizia e superficialità, serve molto organizzare di più la preghiera ricorrendo a qualche mezzo pratico che stimoli la buona volontà.
Perché insistete così tanto sul far nascere delle scuole di preghiera?
Credo sia il problema più urgente di oggi. Oggi si avverte sempre di più che il nostro Cristianesimo ha bisogno di profondità. Oggi i giovani non sopportano più certe ipocrisie religiose che noi una volta sopportavamo. Oggi c’è più istruzione e c’è più sete di Dio. Tante cose secondarie sono naufragate, il giovane sente ormai il bisogno di costruire la propria vita sulla roccia. E’ suonata l’ora della preghiera, della preghiera vera, cioè della vita cristiana ad alto livello e bisogna rispondere a questo problema del mondo di oggi, bisogna insegnare sul serio a pregare.
Perchè la preghiera per gli altri? che valore può avere?
La Chiesa ha sempre insegnato la preghiera per gli altri. S. Paolo richiama continuamente i primi Cristiani su questo dovere. Gesù stesso ha pregato per gli altri e l’ha comandato persino per i nemici. Ciò pone un problema a cui non è facile rispondere: come opera la mia preghiera sugli altri? A me pare di intuire questa risposta: se mi apro al problema dell’altro alzo il livello del mio amore e il mio amore influenza l’altro nel suo problema.
Io direi che, quando preghiamo per gli altri, dovremmo pregare così: “Signore, che cosa devo fare per lui? Dammi la volontà concreta di aiutarlo come tu vuoi, di interessarmi nel modo migliore per lui “.

Voi vi dedicate anche alla preghiera notturna, lo trova importante?
Sì, molto. La Chiesa ha dato sempre importanza alla preghiera notturna; anche Gesù pregava di notte. La notte dà alla preghiera un volto nuovo, particolare: più profondità, più sacrificio, più intimità. Dico sovente ai giovani: se non ottenete una cosa da Dio, provate con la preghiera notturna, Dio ha un debole per la preghiera notturna, bisogna provare.
Sovente si sente questa battuta: “Sono migliori quelli che non pregano che quelli che pregano “.
Può essere vero, solo bisogna controllare se pregano veramente. Chi prega veramente non vive da pagano. Chi prega veramente non vive senza carità. preghiera e vita scialba non possono stare insieme.
Quando si sente tanta ripugnanza per la preghiera, che valore può avere stare lì in una presenza passiva?
E’ quando la preghiera è dura che ha più valore. Bisogna resistere. Bisogna lottare. Bisogna essere costanti. Sovente Dio ci attende proprio lì.
Chi resiste nella preghiera arida dà prova di amore. Non si dica che non serve a niente. A rafforzare almeno la volontà serve di sicuro. Così a rafforzare la fede.

Le solenni liturgie, con cerimonie interminabili, hanno proprio il valore della preghiera?
Possono avere valore di preghiera e possono valere poco; dipende dalla nostra interiorità.
Per mio gusto amo di più la liturgia quieta, calma, senza apparato, che le cerimonie liturgiche solenni e interminabili.
La liturgia che aiuta la concentrazione, secondo me, serve di più; la liturgia che dissipa serve di meno.

Cantare è pregare due volte” dicevano. Che cosa ne pensa?
Sì, bisogna però formarsi al canto-preghiera. Il canto dissipa anche, quando non è preghiera. E’ utile, nel canto, scandagliare la profondità della nostra intimità con Dio. Non si arriva con facilità a cambiare il canto in preghiera se non si fanno sforzi.
Un momento privilegiato dell’intimità con Dio mi sembra sia la comunione eucaristica. Che cosa ha da dire al riguardo?
Mi pare che dobbiamo preoccuparci molto della nostra comunione eucaristica. Dove c’è un momento così importante nella nostra intimità con Cristo?
Fare con trascuratezza una sola comunione è un delitto; e quando ci si abitua a farla sempre superficialmente? Quanta gente porta sulla coscienza la triste abitudine di sciupare sistematicamente questo grandioso dono di Cristo.

Perchè esponete l’Eucaristia adoperando come supporto il calice della Messa?
Per esprimere con un segno ben chiaro la connessione tra l’adorazione e la Messa. L’adorazione non deve andar separata dalla Messa.
Noi concepiamo l’adorazione come la continuazione, l’approfondimento della grazia del Sacrificio eucaristico.

E’ meglio fare l’adorazione davanti al Santissimo o senza l’Eucaristia?
E’ meglio abituarsi a tutti e due. Non sempre è possibile pregare con l’Eucaristia. E’ utile abituarsi al contatto con Dio anche senza Eucaristia.
Noi consigliamo ai giovani di creare nella loro casa l’angolo della preghiera: l’angolo più raccolto della loro abitazione. E lì abituarsi alla preghiera esponendo la Bibbia. E’ una presenza speciale di Dio da sfruttare molto utilmente nelle nostre case.

Che cosa direbbe lei ad un prete che vuoi cominciare una vita vera di preghiera?
Direi che cominci dal mettere a posto il suo Breviario e la sua Messa. Un prete che faccia bene queste due cose, credo, possa diventare un vero contemplativo. Ma bisogna partire decisi. Bisogna piantarla lì con la Messa alla « garibaldina” e il Breviario a “spron battuto “. Sarebbe meglio lasciare Messa e Breviario! almeno il rimorso ci gioverebbe!
Un prete che facesse, per esempio, la liturgia delle Ore assimilando veramente i Salmi, gustandoli, nutrendosi, quanta ricchezza avrebbe ogni giorno a sua disposizione.
E la Messa ben preparata, calma, profonda diventerebbe una fornace che brucia tutte le sue miserie.

E che cosa direbbe ad un prete che non trova tempo per pregare?
Ad un prete che non trova tempo per un’ora di adorazione direi che è segno che deve farne due.
Non c’è il pericolo che la preghiera si riduca ad un “volontarismo” più che ad un atto di fede?
Sì, c’è il pericolo. All’inizio della vita di preghiera, quasi sempre, si prega così: Signore, ti prometto... Signore, mi impegno... Signore, voglio...
Poi s’impara a pregare in un altro modo, così:
Signore, spero questo da te... Signore, confido in te... Signore, imploro questo da te... Si arriva cioè al consiglio che Paolo dà nella lettera agli Efesini (capitolo VI): “Attingete la forza nel Signore, nel vigore della sua potenza “.
Finché non si impara a poggiare sulla forza di Dio non si fa molto cammino nella vita cristiana.

Fratello, per concludere, le presentiamo la domanda più banale. Dopo tanti anni che lei prega e che insegna ai giovani a pregare, ci dica, come concepisce la preghiera, qual è, secondo lei, la sua essenzialità?
Credo di aver capito questo: la vetta della preghiera è l'ascolto, più c’è ascolto più c’è preghiera.
Chi è costante nell’ascolto di Dio, poi riceve la forza per partire, perché, alla fine di tutto, bisogna ammettere che la preghiera vera comincia sempre dopo la preghiera. Comincia dalla vita. Comincia dall’istante in cui ci decidiamo a rispondere con fedeltà alla volontà di Dio. La preghiera così diventa amore.

Tutti gli articoli sulla preghiera sono tratti dal libro 'Il cammino della preghiera' del centro missionario P. de Foucauld.
Fonte: http://medjugorjetuttiigiorni.blogspot.it/2014/02/il-fratello-di-vicka-trova-2-corone.html