Translate

venerdì 12 febbraio 2021

I 10 segreti di Medjugorje: "Riguardano avvenimenti particolari che accadranno in un determinato momento e luogo" - Intervista del 4.02. 2021 a Padre Petar Ljubicic

 


Testimonianza di Padre Petar Ljubicic - 4 Febbraio 2021


Cari amici, vi mettiamo a disposizione la straordinaria testimonianza di Padre Petar Ljubicic, data nella sede di Radio Maria a Medjugorje. Vi preghiamo di diffonderla. Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore. Padre Livio

Dario: Ecco, per me è un grande piacere avere oggi con noi Padre Petar Ljubicic – Padre francescano. Padre Petar è conosciuto perché Mirjana lo aveva scelto per annunciare i segreti.

Benvenuto Padre, grazie per essere con noi oggi.
 
Padre Petar Ljubicic: Sia lodato Gesù Cristo, saluto ognuno di voi, che ascoltate queste parole, col cuore e con grande gioia.

Ho seguito le apparizioni di Medjugorje fin dall’inizio. Ho incontrato molti amici e conoscenti in tutto il mondo, visitato molti gruppi di preghiera che sono sorti grazie alla Regina della Pace. Consuetamente mi chiamano per riti spirituali, missioni e incontri di preghiera dei gruppi di Rinnovamento nello Spirito.

A Medjugorje ho visto e incontrato molti che si sono convertiti e sono miracolosamente guariti; grazie a ciò ho maturato grande esperienza come guida spirituale. Le mie esperienze sono state pubblicate nei libri “L’invito della Regina della Pace”, “E’ il tempo di grazia”, “Gesù sorgente di vita”, “Come dobbiamo pregare oggi? Santa Messa cuore e anima della nostra fede”.

Ho inoltre pubblicato, in undici volumi, anche il libro degli esempi di incoraggiare e attrarre chiamate e emozioni.
 
Dario: Padre, dove si trovava lei durante le prime apparizioni e qual è stata la sua prima reazione?

Padre Petar Ljubicic: Quando le apparizioni sono iniziate mi trovavo nella parrocchia di Tihaljina, situata a soli 33 km da Medjugorje. Quei primi giorni non ho potuto essere presente perché stavo preparando, al sacramento della Cresima, degli studenti del liceo. Quando ho sentito parlare di apparizioni della Madonna ai veggenti, ho subito creduto che fossero vere. Ero fermamente convinto che i ragazzi della Bosnia Erzegovina non avrebbero mai scherzato su cose del genere. All’inizio di luglio, dopo la Santa Messa Vespertina, sono andato insieme a un sacerdote alla casa della veggente Vicka che era in compagnia di Ivanka. Abbiamo chiesto loro: “Avete visto la Madonna?”. Senza pensarci un attimo, hanno risposto: “Sì, l’abbiamo vista!”. Al che il mio confratello ha chiesto: “La Madonna è bella come te Ivanka?”. Ivanka, sorridendo, ha detto: “Caro Padre, se lei potesse vedere la Madonna, desidererebbe subito partire per l’eternità e guardarla in continuazione. E’ di una bellezza che non so descrivere con le mie povere parole”.

Come ho creduto allora, credo ancora oggi. Non ho mai avuto dubbi. E’ curioso, all’epoca stavo leggendo un libro che parlava delle apparizioni della Madonna a Lourdes e Fatima. Non penso che si sia trattato di una coincidenza, perché per noi cristiani non esiste il caso. Sta di fatto, che proprio in quel periodo, sono iniziate le apparizioni a Medjugorje.

Mi sono chiesto “Perché la Madonna che è apparsa in altri luoghi, non potrebbe apparire anche qui da noi?”. Dopo quell’istante ho sfruttato ogni momento libero per recarmi a Medjugorje, per confessare e aiutare nel miglior modo possibile.
 
Dario: Quando ha incontrato i veggenti, ha chiesto loro di descrivere la Madonna?

Padre Petar Ljubicic: Sì e me l’hanno descritta così: una donna incredibilmente bella, sui 20 anni d’età, alta un metro e 65 centimetri, carnagione chiara e guance rosa. Emana bontà, dolcezza e gioia indicibili. I suoi occhi sono bellissimi, di un azzurro intenso, ha le sopracciglia e i capelli neri. Indossa un abito di colore blu-grigio che le ricopre tutto il corpo e si perde in una nuvola bianca che le nasconde i piedi e sulla quale fluttua. Porta un velo bianco che le copre il capo, le spalle e la schiena e le scende sui fianchi. Non porta gioielli, ma ha sulla testa una corona con dodici stelle dorate.

E’ impossibile inventare questa descrizione. Questo è stato il mio primo incontro con i veggenti. Come ho creduto all’epoca, credo ancora oggi.
 
Dario: Padre, può dire cosa rappresenta per lei Medjugorje?

Padre Petar Ljubicic:
Per me Medjugorje è un luogo di grazia, un luogo miracoloso. E’ la Pentecoste del nostro tempo e questo dura da 39 anni e mezzo. E’ un luogo in cui si verificano conversioni sconvolgenti, dove tante persone che arrivano stanche, malate, tradite ed illuse, ripartono guarite, trasformate, forti e aperte a una vita di testimonianza piena di Spirito Santo e della forza delle parole della Madonna. Vengono a Medjugorje piene di paura e ripartono incoraggiate. Arrivano con tanta mitezza e ripartono con lo spirito di veri testimoni di fede. La Madonna ci ripete quello che ha detto Gesù dall’inizio della sua predicazione: “Convertitevi e credete al Vangelo”. La fede e la conversione vanno di pari passo, perché se crediamo che Dio può convertirci, ci immettiamo nel cammino di salvezza, al quale Lui ci chiama dal Battesimo fino al termine della nostra vita sulla terra. In sostanza, Medjugorje è una grazia straordinaria, un dono di Dio che ci aiuta a crescere nella nostra fede. A Medjugorje si sente la presenza reale di Dio e l’amore materno della Regina della Pace. Qui sono accaduti e accadono diversi miracoli. Medjugorje stesso è divenuto un grande miracolo.

Dario: Può dirci la sua opinione, perché appare la Madonna?

Padre Petar Ljubicic: Carissimi miei, la Madonna appare perché vuole aiutarci, perché ci ama come dei veri figli! La Madonna solitamente appare dove c’è più bisogno, dove ci sono grandi difficoltà e problemi. Ella si presenta come la nostra Assistente e Avvocata che intercede presso suo Figlio.

All’inizio delle apparizioni ha detto: “Figlioli, vedo che gli uomini si trovano in difficoltà tanto gravi che non riescono a venirne fuori da soli. Quindi sono venuta ad aiutarvi”. Con queste parole, la Madonna ci ha detto la ragione per la quale è venuta e perché, ancora oggi, appare ai veggenti. Ella ci vuole indicare un cammino sicuro verso la felicità e la vita eterna. Ma è necessario che ogni giorno parli delle grandi difficoltà in cui si trova il mondo. Non esageriamo se affermiamo che non abbiamo mai vissuto prima d’ora una crisi così grande, così profonda e un allontanamento della fede in Dio. Carissimi miei, la Madonna stessa dice che è venuta per risvegliare le fede nei credenti. Lei è venuta ad insegnarci come possiamo credere fermamente. La Gospa, ci invita ad essere attenti perché il dono della fede si ottiene con il nostro sforzo.

Questa è la verità! E’ un dono immeritato che dobbiamo alimentare e proteggere per mantenerlo. Per preservare la nostra fede e per crescere in essa, la Madonna ci suggerisce un cibo quotidiano, la preghiera, in particolare la Santa Messa, il Rosario, l’adorazione del Santissimo Sacramento, ricevere spesso i Santi Sacramenti e la lettura della Bibbia.
 
Dario: La Madonna viene tra noi come Regina della Pace. Cosa significa questo?

Padre Petar Ljubicic: Significa che oggi più di tutto abbiamo bisogno di pace. Infatti, possiamo avere tutto ciò che il cuore umano possa desiderare, ma se non abbiamo la pace, in realtà non abbiamo nulla. La Madonna, Regina della Pace, ci ha detto chiaramente che la vera pace può venire solo da Gesù Cristo, nostro Salvatore e Redentore. Egli è la vera pace: la pace che viene da Gesù è pienezza di gioia, felicità totale, amore e frutto dello Spirito. E’ il bene più grande e più indispensabile al quale possiamo aspirare. Un incommensurabile dono divino con il quale, Dio rende felice l’uomo, a condizione che questo si apra a Lui, riconosca la propria piccolezza e peccaminosità e lo preghi a tal fine.

Dario: Quali sono gli altri messaggi?

Padre Petar Ljubicic: La Regina della Pace ci invita sempre: “Convertitevi, credete in Dio fermamente, pregate col cuore e digiunate”, questi sono i messaggi. Per poter avere la pace alla quale aspiriamo, la Vergine ci ha detto di credere fermamente in Dio. Senza una fede forte e attiva, è impossibile giungere alla pace. Essa è un dono divino che ci consente di donare a Lui tutto il nostro essere, in modo da sperare in Lui e vivere per Lui. La fede è un atto di donazione, totale fiducia completa in Dio. La Vergine desidera che tutta la nostra vita sia permeata da questo santo atto di fede. Una fede vera e viva non è possibile senza una conversione quotidiana, per questo motivo,la Vergine ci invita incessantemente a convertirci. La conversione è la grazia che accompagna sempre i passi di Dio. Convertirsi significa cercare sempre Dio, umiliarsi dinnanzi a Lui, ammettere il proprio male, i propri peccati e pentirsene. Convertirsi significa tornare a Dio rinnegando il peccato, Satana e i suoi desideri peccaminosi. Significa cambiare sé stessi, il proprio modo di comportarsi e la propria esistenza. Convertirsi significa unirsi sempre più a Dio col proprio cuore e col proprio essere divenire ogni giorno più sinceri, giusti, onesti, completi e santi. Questo è il compito di tutta la nostra esistenza.

Medjugorje sta diventando sempre più un luogo di grandi e sconvolgenti conversioni. Molti qui, iniziano una nuova vita e purificano la propria coscienza nel sacramento della Riconciliazione.

Dario: La Madonna ci insegna da molti giorni che bisogna pregare con il cuore. Cosa significa?

Padre Petar Ljubicic: Vuol dire di non pregare per abitudine. Pregare con il cuore significa soprattutto pregare con amore e con l’anima. Vuol dire pregare con tutto te stesso, corpo e anima, col cuore puro, che significa aprirsi contemporaneamente a Dio. Mettetelo al primo posto nelle vostre vite, abbandonatevi completamente a Lui, donategli fiducia e sperate in Lui ogni bene. Ciò significa essere disciplinati e umili, dedicati e affidabili. Donarsi a Dio in preghiera.

Secondo i messaggi della Madonna, pregare con il cuore significa vivere la preghiera come un incontro gioioso con Dio. Questo porta all’unione profonda con Gesù, significa sperimentare così la bellezza e la grandezza della grazia che Dio ci dona. Vuol dire inoltre ricevere grandi grazie. Pregare col cuore significa permettere a Dio di rimuovere tutti gli ostacoli da superare e permettere che la preghiera governi il nostro cuore in ogni momento.

 Dario: La Madonna ha chiesto in più messaggi di pregare per i sacerdoti. Perché, secondo lei, questa attenzione particolare?

Padre Petar Ljubicic: Perché i sacerdoti sono continuatori dell'opera per la quale Cristo è venuto, morto e risorto. La Madonna ci chiede di pregare per i sacerdoti perché possano pienamente svolgere i loro doveri sacerdotali. Ogni sacerdote è chiamato a vivere la vita sulle orme di quella di Gesù Cristo, cioè nella castità, povertà, totale abbandono a Dio ed essere specialmente servi di Gesù. Ogni sacerdote deve essere cosciente che non c'è niente di più bello, elevato, migliore e Santo che annunziare la buona novella della salvezza, curare con i sacramenti di Cristo Gesù coloro che sono oppressi e stanchi sulla via della vita. L'atteggiamento ricorrente e comune, è quello di criticare i sacerdoti anziché aiutarli nel loro compito delicato, per questo motivo, la Madonna ci invita a diventare coscienti di ciò e a pregare per loro, in quanto anche i sacerdoti sono esposti oggi a grandi prove e tentazioni.

Dario: Che cosa possiamo dire sui segreti di Medjugorje?

Padre Petar Ljubicic: Quando una sera di 39 anni fa ho sentito che Mirjana mi aveva scelto per annunziare i segreti, ho inizialmente pensato che fosse uno scherzo. Successivamente, riflettendo, ho compreso che su una cosa così importante non si può scherzare. Questo pensiero non mi lasciava in pace. Mi sono domandato se tutto ciò potesse essere vero. Era incredibile che Mirjana avesse scelto proprio me per questo compito e questa missione. Tutto ciò era un grande onore, ma anche una responsabilità. Non so spiegarvi il perché, ma dentro di me non c'erano né paura né ansia.

Quando ho incontrato Mirjana lei mi ha domandato: “Sai già che anche tu dovrai annunziare al mondo i segreti quando arriverà il momento?”. Risposi: “E’ possibile tutto questo? ”. Era difficile per me trovare parole e sentimenti per dare una risposta. So solo che fui pervaso da un profondo senso di gioia e sicurezza.
 
Dario: Che cosa può dirci dei segreti e del loro contenuto? Quale messaggio trasmetteranno quando verrà il momento della loro rivelazione?

Padre Petar Ljubicic: I segreti, come dice la parola stessa, sono segreti e al momento non conosciamo il loro contenuto. Si può dire che riguardano avvenimenti particolari che accadranno in un determinato momento e luogo. Quando questo avverrà non ci è ancora dato saperlo, ma abbiamo il presentimento che ogni giorno che passa, ci stiamo sempre di più avvicinando a quel momento. Il messaggio di ogni segreto conterrà questo insegnamento: la vita che Dio ci ha donato, il tempo che viviamo sono doni di Dio per noi. E’ importante usare questi doni in modo sempre più consapevole e migliore, impegnandoci veramente nella sequela di Cristo e lavorando instancabilmente per la nostra salvezza, cioè dobbiamo averla impressa nel cuore in ogni istante. Non dobbiamo e non possiamo vivere come se non dovessimo rendere conto di come viviamo e di cosa facciamo, ma più di ogni altra cosa è importante essere pronti all’incontro con Dio vivente in qualsiasi momento. Se viviamo così allora non dovremo avere paura di nulla e non dovremo chiederci continuamente quando ciò accadrà. In questa disposizione, l'animo è sereno e saremo sempre pronti ad accogliere la volontà di Dio nella nostra vita.

Dario: Lei rivelerà tutti e dieci i segreti, in che modo? In quale dei 10 segreti è contenuto il segno visibile e duraturo che la Madonna ha promesso di lasciare?
 
Padre Petar Ljubicic: Quando verrà il momento di rivelare il primo segreto, Mirjana mi consegnerà dieci giorni prima qualcosa simile ad una pergamena dalle dimensioni di un foglio A4. La Madonna l’ha donata per ricordare quando sarebbe accaduto ogni segreto. In essa sono scritti tutti i segreti, ma io potrò leggere e rivelare solo il primo segreto. In quel momento, riuscirò a vedere solo quel segreto e non gli altri. Questo avverrà per ciascun segreto. In seguito dovrò digiunare e prepararmi per sette giorni consecutivi e poi, tre giorni prima, potrò rivelare cosa e dove accadrà esattamente, a quale ora e minuto preciso e quanto durerà ciò che è contenuto in quel dato segreto. Mirjana ha detto che i primi due segreti sono legati a Medjugorje e saranno ammonimenti e raccomandazioni. La Madonna è venuta nel piccolo villaggio di Bijakovi?i, parrocchia di Medjugorje, dove sta apparendo da 40 anni. Quando quei due segreti saranno rivelati, sarà chiaro a tutti che i veggenti hanno detto la verità e che le apparizioni sono autentiche. Il terzo segreto sarà il segno visibile sulla collina delle apparizioni al Podbrdo. Questo segno sarà una grande gioia per coloro che avranno accolto queste apparizioni come un dono del cielo e della Regina della Pace. Tale segno, sarà preciso affinchè molti si convertano e tornino a Dio. Non dobbiamo mai dimenticare che ora è il momento di pregare, iniziare un cammino di conversione, seguire Dio e decidersi per Lui, poichè dopo potrebbe essere troppo tardi.
 
Dario: Cosa potrebbe accadere dopo la rivelazione dei primi segreti? Quale sarà il futuro di Medjugorje?

Padre Petar Ljubicic: La Madonna ha ripetuto molte volte che questo è un tempo di grazia. Possiamo aggiungere che è anche un tempo di preghiera, di conversione, un tempo in cui abbiamo l'opportunità di purificarci spiritualmente e di scegliere Dio con gioia. Ogni attimo della nostra vita è molto importante e deve essere usato per questo fine, per questa possibilità, cioè per questo dono prezioso che ci fa il Cielo. Consacriamo ogni momento della nostra vita abbandonandoci completamente a Dio nella preghiera. Questo ci colmerà di gioia e sarà più facile portare il peso di questa vita. Sono sicuro che l'avveramento  dei dieci segreti, ci aiuterà tutti ad essere più seri e responsabili, così che la nostra conversione sia sincera e vera nella nostra vita. Assisteremo certamente a segni miracolosi e a grandi conversioni. Tutte le conversioni e le guarigioni, spirituali o fisiche, di cui abbiamo testimonianza, sono un segno che il Cielo si è aperto sopra Medjugorje e che la Regina della Pace è venuta e si è fermata a lungo come non era mai avvenuto prima nella storia dell’umanità.

La rivelazione dei segreti sarà una grande gioia e consolazione per tutti. Tutti coloro che avranno creduto e si saranno impegnati a vivere secondo il Vangelo di Gesù, da credenti convinti, saranno felici e nella pace. Siamo testimoni di come ogni anno una moltitudine di pellegrini vengano qui a Medjugorje a pregare la Regina della Pace e il loro numero aumenterà sicuramente quando saranno rivelati i segreti. Quello sarà un segno che attirerà l'attenzione anche di chi in precedenza non aveva ascoltato la Regina della Pace. Il futuro di Medjugorje sarà comunque positivo, quel luogo rappresenterà ancora di più un invito alla preghiera e un’oasi di pace spirituale per tutti.

Dario: Le commoventi conversioni e le guarigioni miracolose sono la dimostrazione che le apparizioni sono autentiche. La rivelazione dei segreti sarà condizione necessaria affinché la Chiesa riconosca le apparizioni di Medjugorje?

Padre Petar Ljubicic: È mia ferma convinzione che le apparizioni di Medjugorje abbiano ad oggi già mostrato segni concreti e validi di autenticità. Lei ha citato commoventi conversioni e guarigioni miracolose. Insieme a tante altre, già due guarigioni miracolose risultano scientificamente provate. Adesso sono già sufficienti per riconoscere il carattere soprannaturale delle apparizioni. Ho raccontato la mia esperienza con numerosi pellegrini di Medjugorje nei miei due libri “L’invito della Regina della Pace” e “Tempo di Grazia”.

Durante i miei soggiorni all'estero, le persone che incontravo mi raccontavano che non potevano più immaginare loro vita senza la Regina della Pace e senza l'amore misericordioso di Dio che avevano sperimentato a Medjugorje. Le persone guariscono da tante malattie differenti, ritenute anche gravi e incurabili. Questo è un segno tangibile che Dio sta agendo per intercessione della Regina della Pace.

La rivelazione dei segreti sarà comunque condizione necessaria per il riconoscimento di queste apparizioni da parte della Chiesa.

Dario: Padre alla fine cosa suggerisce e cosa desidera comunicare a tutti?
 
Padre Petar Ljubicic: Carissimi, cos'altro potrei dire se non ripetere ciò che la Madonna afferma da 40 anni. Dobbiamo essere grati a Dio per tutto. Egli come Padre, ci ama ardentemente ed attende il nostro sì alla sua volontà, affinché realizziamo il piano che Lui ha su ciascuno di noi. Il suo piano, o meglio la sua Santa volontà, è che lo amiamo, che teniamo sempre in considerazione Lui e la sua benedizione per poter vivere felici e per giungere poi santamente alla salvezza eterna.

E’ necessario dire che la situazione odierna è davvero caotica, critica e molto complessa. Le crisi di gestione sono divenute un segno del nostro tempo, il mondo è anche bloccato in una grande crisi piena di angoscia. Questo è il minimo che si possa dire. Siamo tutti d'accordo su questo, l'uomo non è mai stato più incerto, ansioso, preoccupato, insoddisfatto, peccatore e malato. Non era mai stato in un’angoscia e sofferenza maggiori di quanto non sia oggi. Il presente è il momento più importante della nostra vita e quella di ciascuno. Forse adesso dipende la nostra eternità. Ricordiamo sempre carissimi che il momento presente ci è stato donato affinché, grazie ad esso, guadagniamo l'eternità. Ecco perché questo è fondamentale. Quanto è grande la grazia di sapere e di agire, di trasformare ogni attimo di vita in un momento di salvezza per noi stessi, per i fratelli e le sorelle. Il nostro Salvatore Gesù Cristo proprio oggi cerca delle anime devote, affezionate, coraggiose, intrepide e audaci per arrivare a coloro che sono lontani dalla salvezza.

Sia Cristo che noi non abbiamo mai avuto un'occasione più grande di quella attuale. Dio benedice, ama e salva tutti coloro che ascoltano queste parole.
 
Dario: Ecco Padre, grazie per la sua venuta e la sua testimonianza.

 Preghiamo tutti la Madonna affinché questa testimonianza possa essere di benedizione e di beneficio spirituale per i nostri ascoltatori.

Cari ascoltatori di Radio Maria, grazie per la vostra attenzione.  Un caro saluto e una benedizione di Dio da Medjugorje. Pace e bene.

Padre Petar Ljubicic

sabato 6 febbraio 2021

I messaggi della Madonna servono per aiutarci a correggere i nostri errori, per ricordarci gli aspetti fondamentali

 


Padre Jozo, qual è il dono di Medjugorje?

I doni e i progetti divini rimangono sempre per noi un mistero, ma dai frutti prodotti possiamo in molti casi capirne lo scopo. Lo scopo dell’incarnazione, resa possibile dalla scelta della Vergine Maria: un nuovo testamento, una nuova strategia della salvezza. L’Incarnazione ha ricondotto l’uomo nel centro della creazione e ha reso possibile che la grazia di Dio passi attraverso Cristo, attraverso l’uomo.

Ma veniamo all’oggi: si dice che l’umanità sta vivendo un tempo di grande crisi, ed è vero: ci sono tante difficoltà nella famiglia, nella scuola, nell’educazione, di fronte alle quali persino noi cristiani sembriamo aver perso le risposte, perché la mentalità comune ci ha influenzato, ha intaccato i valori della nostra fede. Tutto oggi è contro l’uomo, contro la natura: la politica, la scienza, l’informazione, con i mass media che sono inquinati come l’aria, come il cibo. Tutto è contro l’uomo: non possiamo dire che il Signore ha creato una mucca pazza, o una pecora malata... Il Signore non ha affidato il mondo così all’uomo. E triste constatare che l’uomo ha gestito male queste cose, che ha prodotto male. Ed è triste anche vedere che di fronte a tutto questo non diamo il massimo per porvi rimedio... il problema è che quando l’uomo esce dai suoi confini, non tiene conto del suo limite, perde di vista la sua missione e succedono cose gravi sulla terra.



In questa situazione anche la Chiesa ha sofferto e soffre. In questa situazione si sono verificati i fatti di Medjugorje. Ecco, dopo vent’anni Si può cominciare a vedere quale è lo scopo di queste apparizioni della Vergine: milioni e milioni di persone che hanno incontrato la Madonna sono ritornate a Dio. C’è un fiume di grazia che è partito da Medjugorje e che ha raggiunto tutto il mondo, tutte le nazioni, tutte le comunità e le culture.

Oggi vengono a Medjugorje uomini e donne da ogni dove: dal Giappone, dall’Indocina, dalla Corea e, segretamente e a rischio della incolumità, perfino dalla Cina. E ogni anno molti fra questi, che neppure erano cristiani, ricevono il battesimo. Maria si è posta qui come luce delle genti, per risollevarci dai nostri problemi per aiutarci a sbrogliare le più differenti e ingarbugliate situazioni. E noi non possiamo far altro che dirle grazie, pieni di riconoscenza per questa donna per la gioia che ci ha donato con la sua presenza. A Lei, sempre obbediente al progetto del Padre, alla volontà di Dio, che anche in questo caso ha rinnovato con Gesù il suo «Eccomi, sia fatta la tua volontà». Qual è il cuore di questo dono e dei messaggi della Vergine?
La presenza fisica della Madonna in questo luogo. La Madonna in carne e ossa ha fatto visita alla parrocchia fa visita alle case dei veggenti, come ha fatto visita a Elisabetta. Come in quella circostanza, anche a Medjugorje Maria si è fatta incontro con un saluto di pace con « Shalom». E come a Elisabetta, anche ai veggenti, alla gente di Medjugorje e, a tutti noi, Maria, attraverso quel «Shalom» ha trasmesso, ha iniziato la sua azione di grazia.

La sua presenza, poi, è presenza orante: attraverso il suo esempio costante Maria ci chiede di pregare. E se l’uomo risponde a questa chiamata e incomincia a pregare, qui immancabilmente per grazia riceve o rinnova il dono della preghiera. «Per grazia», perché la preghiera è un dono, e così è stato per noi della comunità parrocchiale: un grande dono.

Maria viene per renderci certi che Lei ci è vicina, e che attraverso di Lei l’uomo può ricevere tutto l’aiuto di cui necessita: è già questo il primo dei messaggi, il suo essere con noi, tra di noi. E a Medjugorje si sperimenta questa sua presenza: la si sente nell’aria, la si respira nella preghiera, la si riconosce nella comunione tra i pellegrini. È una sensazione tangibile, come il calore del sole in estate, e la pioggia di settembre. E questo lo conoscono tutti coloro che vengono a Medjugorje con cuore aperto.

Poi vengono i messaggi: essi servono per aiutarci a correggere i nostri errori, a mettere a posto le situazioni che abbiamo compromesso lasciate in sospeso. Maria parla per ricordarci gli aspetti fondamentali per la vita cristiana e per il nostro futuro; ci ricorda la preghiera, i sacramenti come l’Eucaristia , la confessione, ci invita a leggere la Parola di Dio, ad aprirci alla conversione del cuore: aspetti senza i quali la Chiesa non esiste.

Ho appena incontrato un pellegrino che mi ha confidato «Da quando sono stato a Medjugorje sto amando la Bibbia, vivo la Bibbia»... Ecco il dono, ecco il messaggio: si crea un clima nuovo in cui possono germogliare doni di fede, di pace, di conversione, di amore. Ecco il più grande messaggio, la notizia più importante: l’uomo che rinasce. Come ha risposto il villaggio di Medjugorje in questi anni?
Che cosa Medjugorje ha fatto in vent’anni? Medjugorje ha pregato e ha fatto digiuno. Medjugorje ha imparato a inginocchiarsi davanti al Santissimo e alla Croce. Medjugorje è il luogo dove si trova la Madre celeste, dove si sente la Madre, dove l’uomo torna a Dio. C’è chi dice che queste apparizioni sono un po’ lunghe... e che ciò è strano...
Ma come lunghe? Non lo sono affatto: ne abbiamo bisogno, e di più, per ché la partita in cui ci giochiamo la nostra vita spirituale, fortunatamente, non è una gara cronometrica. Perché perdere tempo a chiedersi se le apparizioni sono o non sono lunghe: Maria è qui per indicarci la via, approfittiamone. Non è forse molto lungo il tempo necessario per disintossicare chi è diventato dipendente, «inquinato» dalla droga? Quanto ci vuole per purificare il suo sangue, per ricostruirne la mentalità, rimetterne in sesto il corpo e l’anima? C’è bisogno di tempo, c’è bisogno che Maria appaia. Maria attraverso i veggenti ci ha messo molte volte in guardia da Satana. Dalle Scritture sappiamo che sarà lei a sconfiggerlo. perché tanta preoccupazione?
La Madonna desidera liberare tutti gli uomini dal male, e per prima cosa dice che Satana c’è, esiste, ed è furbo e meticoloso. Mette in guardia in particolare coloro che ritengono che la vittoria ascetica della Madonna e personale su Satana sia semplice. No, non è semplice: la Madonna trionferà, ma gli uomini devono aiutarla. La Madonna interpella attraverso questi veggenti loro e tutti noi a farci suoi angeli, per aiutarla a sconfiggere il Maligno come è descritto nel racconto dell’Apocalisse. E ci dice: «Cari miei angeli, mi dovete aiutare, dovete vigilare con me».

Che è poi la medesima attenzione che ci è chiesta da Gesù con la parabola della zizzania: il contadino torna a casa dal campo appena seminato e se ne va felice a dormire per il lavoro svolto senza preoccuparsi che il nemico è sempre in agguato; e questi, la stessa notte, trovando la porta sguarnita, viene e sparge il seme cattivo... C’è il Nemico se l’uomo non è disattento lo vede, lo riconosce. Ma se l’uomo è disattento si sveglierà un giorno pieno di spavento con il campo infestato di zizzania, di ciò che non ha seminato. Dove colpisce il Nemico?
Nelle esistenze di giovani senza vita e senza scopo. Guarda quanti suicidi , quanta disperazione quanta droga. Per fortuna Maria ci mette in guardia. Quante sono oggi le famiglie crollate: genitori e figli che vivono separati in casa, che non si parlano; sposi che non vogliono figli, bambini che vengono uccisi ancor prima di nascere. Sembrerebbe che l’egoismo abbia vinto. Ma, per fortuna, Maria ci dice che non è così e indica una via di uscita, ma ha bisogno di noi. In che senso ha bisogno di noi?
La Madonna viene a Medjugorje per ricordare i valori che abbiamo smesso, che non si praticano più, e ci dà la grazia di poterli riconoscere e vivere. Ce lo dice con messaggi pieni di tenerezza: «Cari figli, voglio dividere la gioia, il mio amore per voi». La Madonna è piena di gioia perché è piena di grazia. E la grazia è un dono. E a Medjugorje milioni li persone hanno effettivamente trovato e testimoniato questo dono, insieme con il dono della preghiera: ed è per questo che Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione. Non dipende dagli uomini la verità di Medjugorje, non dipende da un parroco, non dipende dal vescovo. Non dipende dalla tua simpatia o dalla tua propaganda Medjugorje, ma piuttosto dalla tua risposta, dalla tua vita. Se nessuno vivesse Medjugorje sulla terra, essa non esisterebbe, ma grazie al Signore ci sono milioni di persone che cercano di vivere bene messaggi, il digiuno e di pregare di nuovo insieme in famiglia. E ogni settimana aumenta il numero di coloro che rispondono all’invito di fare li più per Dio. Di questi sì ha bisogno la Madonna per i suoi progetti.

Quando san Francesco tornò dalla Verna con le stigmate, i confratelli 1o videro piangere: «Ti fanno male?», gli chiesero. «No», rispose, «piango perché l’Amore non è amato». Gesù non è amato: per questo soffriva san Francesco, per questo il Papa è andato a Gerusalemme a pregare, a cercare il perdono dagli avversari di Cristo. Anche nella Chiesa oggi si ama poco Gesù: l’Amore non è amato. San Francesco in punto di morte fu interrogato dai suoi per conoscerne l’ultimo testamento; e lui, nonostante le sofferenze, disse: «Fino a oggi abbiamo fatto poco; cominciamo a darci da fare di più». Questa è la risposta dei santi e del nostro Papa, oggi.

Che cosa ho fatto io nei miei venti, quaranta, settanta anni di vita come cristiano? Occorre una nuova evangelizzazione perché il paganesimo è rifiorito proprio a partire da quei Paesi che si dicevano cristiani. Bisogna decidersi per Cristo e amare Lui. Ma sta a noi la scelta. Preoccupiamoci di portare frutto: pensate alla parabola del seminatore e cercate di portare molto frutto. Così cresce la Chiesa, non attraverso Internet o la Tv. Non ci sono nuove conversioni grazie alla Tv cattolica o a Radio Vaticana: questi sono strumenti buoni per i credenti, ma che gli atei rifiutano. La fede di pende dai testimoni. Non mancano le università, le scuole, le emittenti, i libri, i programmi, i giornali religiosi; ma mancano i santi nelle università, nelle scuole, nelle parrocchie, nei giornali, anche in quelli religiosi. Per questo chi viene a Medjugorje ed è toccato dalla grazia, deve do mandarsi: «Chi sono io? Che cosa posso fare per la Madonna?». Quanti sacerdoti sono venuti in questi anni a Medjugorje, e quanti vescovi anche, e hanno fatto poco, e non hanno fatto nulla nelle parrocchie e nel le diocesi. Noi pensiamo: «La Madonna viene, farà Lei». E invece no, perché Lei sempre ripete: «Ho bisogno di voi». Che cosa dobbiamo fare?
Maria è molto chiara. Come prima cosa vuole la nostra conversione, che lasciamo cadere le lusinghe del male, che ci allontaniamo una volta per tutte dalle sue sorgenti. L’uomo può vincere il peccato solo quando crede e si affida a Dio, quando si lascia guidare come figlio, mano nella mano della mamma. Allo stesso modo del figlio prodigo, che finalmente riconosce la bontà del padre, che finalmente si accorge di quanto lui tratti bene persino i servi e che non gli permetterà più di vivere peggio dei porci, così anche tu torna a casa da Dio tuo Padre.

Ma sappi che Satana ti farà da ostacolo perché è forte della sua gelosia. E evidentemente forte: come possiamo capire sempre dai frutti, in questo caso da quelli cattivi, che sono sotto i nostri occhi. Per questo dobbiamo rompere gli indugi, vincere la pigrizia, essere attivi: e prega re, pregare molto. Perché l’uomo che prega non permette che il Maligno gli entri in casa, che gli insidi la famiglia. Sono quasi cinquanta ormai i messaggi in cui Maria ci ha invitati a mettere la preghiera al primo posto nelle famiglie. E poi il digiuno. Chi fa digiuno e prega, come ha detto Cristo stesso, è più forte del Male: Satana trema di fronte all’uomo e prega e pronuncia con fede il nome di Cristo. La Madonna, proprio nel giorno del Capodanno del 2001, all’alba del nuovo millennio, ha detto a Marija che Satana è come «libero dalle catene»? Che significa?
Ricordati che Satana non è onnipotente e che l’uomo unito a Dio e a sua Madre è più potente di lui. Ma questa unione ancora manca, e per questo motivo Satana è in qualche modo svincolato, ha libertà di intromettersi fra l’uomo e Dio: per questo occorre rinnovare la preghiera e il digiuno , come Gesù ha insegnato; e per questo, dietro Lui, oggi sua Ma Ire ripete: «Rinnovate la preghiera e il digiuno, con entusiasmo». Pregare, digiunare, vivere ogni giorno i Sacramenti: se è fatto bene è un programma molto impegnativo...
Impegnativo. La realtà è che noi non siamo capaci più di offrire, di soffrire un po’ con Cristo. Uno dei primi giorni la polizia segreta ha fatto irruzione nelle case e strappato dai letti i giovani veggenti. Spaventati, tristi , senza scarpe, feriti, mi ritrovo in canonica i genitori e i fratelli: «Padre, che cosa possiamo fare?». Soltanto pregare. Ma fu difficile perché il tempo passava e i ragazzi non tornavano: mezzogiorno, niente; le cinque, niente. Al tramonto fummo presi da agitazione e a mezzanotte dallo sconforto. Io non riuscivo a trovare una parola di speranza. Finalmente, all’una e mezzo, per primo un ragazzo e poi tutti gli altri cominciammo a sentire un canto lontano. Erano loro: entrarono in canonica pieni di gioia mentre i genitori scoppiavano in lacrime. A quel punto Vicka si fece incontro alla mamma che si chiama Aurelia e disse: «Perché piangi?». Le fu risposto: «Ma non vedi che ora è? E tu domandi perché piango?». Ma la figlia, fattasi seria, aggiunse: «Non soffrire così; se questo è un tempo di prova, mettiamolo a frutto: chiediamoci che cosa possiamo soffrire per la Madonna, se possiamo offrirle quello che ci accade». E poi ripeté con fermezza: «Mamma è importante soffrire qualche cosa per la Madonna». Fu questo l’insegnamento che una ragazzina seppe dare a sua madre e a noi tutti. Di tutte le domande che avrei voluto fare ai veggenti quella sera non ne ricordo una; invece, da vent’anni mi accompagna sempre più presente un solo interrogativo: Che cosa posso fare oggi per la Madonna, che cosa posso offrire oggi per lei, per Cristo, per la mia Chiesa? lo sono sacerdote: se non sono capace di soffrire niente la mia vita religiosa non vale niente, è falsa. L’abito che porto mi impone questa riflessione. Un sacerdote che non sa offrire un po’ della sua sofferenza crolla. Lei è sacerdote: nella crisi che attraversa l’umanità anche tanti sacerdoti e religiosi sembrerebbero oggi disorientati. Non a caso la Madonna avrebbe chiesto a Marija di pregare tanto per loro...
L’uomo che ha ricevuto il dono del sacramento del sacerdozio ha una grande responsabilità che lo rende non confrontabile con nessun altro. Non lo si può paragonare al maestro che insegna, al catechista che predica, al medico che guarisce; no, perché il sacerdote è sacramento, è segno visibile della grazia. Lui è segno che la Chiesa sta camminando sul la strada giusta, che il Signore non l’ha lasciata sola. Ecco il motivo per cui ogni sacerdote è un grande dono, una grande cosa.

Molti sacerdoti sono disorientati, e così molti religiosi. Dobbiamo levare le mani, congiungerle e chiedere nuove vocazioni. La Chiesa, se vuole avere santi sacerdoti, deve pregare per i sacerdoti; tante vocazioni sacerdotali non sono frutto del caso, ma frutto della preghiera. Guarda Anna nell‘Antico Testamento che, nella vecchiaia, chiede a Dio il dono di un figlio: che cosa fa? Prega. Quando è nato l’ha chiamato Samuele, frutto della preghiera, e Samuele è diventato sacerdote, dono per la Chiesa ricevuto attraverso la preghiera. E a questo punto, però, voglio dirvi che a Riga il seminario è di nuovo pieno, non c’è un letto vuoto. Grazie a Maria che ci ha invitato a chiedere con lei questa grazia.

Desidero ricordare ai sacerdoti il messaggio della Madonna del marzo 2001, in cui ci sprona a «deciderci per la conversione e la santità»: cari sacerdoti, la nostra chiamata è essere santi, tutto il resto è un vuoto inutile, è un correre in tondo, è un vento che si disperde. Essere santi non è solo normale, è del tutto normale, come il frutto sull’albero: è normale dare frutto, è normale darlo buono, è normale che la nostra vita sia fruttuosa per gli altri. Se Dio è santo è inevitabile che ci chiami, allora, a essere santi.

Io voglio osservare il sacerdote al vaglio delle Scritture, attraverso la tradizione cristiana: ogni qualvolta la Chiesa ha avuto un santo sacerdote. ha potuto contare su un segno sicuro sulla sua strada; e questo avviene ancora oggi, per fortuna. Dove c’è un santo sacerdote vedi delle comunità ricche di giovani che fondano il loro cammino in una certezza. Gesù ha detto «siete i miei testimoni»: il sacerdote è dono suo, è grazia; non possiamo dimenticarcene o farne a meno. Eppure, oggi, molti sacerdoti sono paventati dalle sfide della cultura contemporanea: si sentono rifiutati e non accettano l’indifferenza. Finiscono per stancarsi, per spegnersi. Trascinano la loro tenda nel deserto e ci si infilano dentro; e la loro voce per le la facoltà dell’annuncio della Parola, e si svilisce in un grido senza eco E soffrono, e tornano indietro, ma di nuovo non sono accettati. La Chiesa deve accompagnare i sacerdoti, e qui per Chiesa intendo anche i singoli parrocchiani. Il sacerdote è un uomo che, come tale, ha bisogno degli altri; è un uomo che per dare tutto ha bisogno di incontrare la Chiesa di sentirsene parte di essere bene accetto; ha bisogno di essere amato, incoraggiato, aiutato con amore, con amicizia, con sostegni spirituali, con preghiere che supportino i suoi progetti. Il sacerdote non può realizzare le idee che riceve attraverso lo Spirito Santo se poi la Chiesa, i parrocchiani gli voltano le spalle, le menti e il cuore. Viviamo — è vero — in un’epoca che mette a dura prova l’identità del sacerdote, ma chi ha a cuore la Chiesa si prenda cura dei sacerdoti. E Maria che ce lo chiede. Ma Maria stessa a volte è messa in disparte nella Chiesa, magari in nome dell’unità dei cristiani, dell’ecumenismo...
Non esistono errori altrettanto grandi come quelli commessi dagli uomini contro la Madonna e il suo figlio Gesù. Gesù e stato addirittura crocifisso e non a caso è stato definito pietra di scandalo. Ma anche la Madonna ha dovuto sopportare l’ingiustizia. Perfino Giuseppe all’inizio non ha riconosciuto il piano di Dio attraverso di Lei.

Quanti errori: gli anglicani hanno cancellato la Madonna completamente, relegandola alla funzione di un taxi che ha traghettato Gesù sulla terra. Così i Luterani e tutte le ramificazioni delle chiese protestanti che hanno rifiutato la Madonna. Quanti errori e quanti peccati contro di Lei anche oggi, e nella stessa Chiesa, ogni qualvolta la Madre di Gesù viene messa da parte in nome di un falso ecumenismo. Ogni qualvolta si sente dire, in nome di una futuribile e presunta unità dei cristiani: «Lasciamo un pò nell’ ombra la Madonna e saremo più vicini ai nostri fratelli anglicani, e ci riavvicineremo ai fratelli protestanti». Quanti errori.

Ma è Gesù stesso che ci ha indicato Maria. Sulla Croce ha detto «ecco vostra Madre»: appoggiateVi a Lei. Non può che essere Lei, che grazie al suo «sì» è stata nell’Incarnazione ponte tra Dio e gli uomini, a porsi ora nella Chiesa come ponte di conversione tra gli uomini e Dio. Non è forse per questo che appare a Medjugorje? Lasciamo che ci conduca a suo Figlio...

Quanti peccati... Non possiamo farcela senza la Madonna, senza la Madonna non c’è la Chiesa, così come senza l’Eucaristia non c’è la salvezza, non c’è l’alimento di salvezza. Guardate Elisabetta come ha esultato perché ha riconosciuto che era la Madre di Dio quella donna che veniva a farle visita. La Madre di Dio è venuta a visitarci anche a Medjugorje per insegnarci a purificare la nostra vita dall’egoismo, dall’orgoglio, per riscattarci dalla sterilità. Lei ci vuole capaci di portare frutto e ci dà la grazia per innamorarci del suo «programma», dei suoi messaggi. In quest’ottica, che non è quella delle polemiche, va inquadrata la dichiarazione pontificia Dominus lesus che è molto importante perché pone rimedio a un errore ormai molto diffuso, quasi legalizzato, che crea va grande confusione. I cattolici non devono rinunciare alla pienezza della Rivelazione, e con essa alla loro identità, perché è in essa che risiede la verità. Come potremmo, per esempio, immolare la Madonna sull’altare di un vuoto ecumenismo, se è Lei stessa il nostro tifoso più fedele, l’instancabile sostegno nel nostro cammino verso il Cielo?

Ascoltiamo la Madonna che ci dice «convertitevi, tornate al Padre»: è questa la meta a cui gli uomini devono tendere per un autentico ecumenismo; è solo attraverso una nuova conversione che i fratelli cristiani potranno ritrovare l’unità. Perché la Chiesa è così provata in questo tempo senza Dio, in cui molto potrebbe fare?
Ma perché è in crisi la famiglia, che è la cellula originaria della società umana a cui il sacerdote si rivolge. Se vacilla la famiglia il sacerdote cade nel buio. Più di ogni cosa la Chiesa ha bisogno di santi sacerdoti e di santi genitori. Dal cuore del prete inizia il rinnovamento del mondo, un nuovo mondo; e dal cuore dei genitori inizia il rinnovamento della famiglia umana, una nuova famiglia. Una nuova famiglia. La vita di questi veggenti, così straordinaria nel quotidiano, non è illuminante sul senso della chiamata universale alla santità sottolineata dal Concilio?
Ma certo. Dio ci vuole tutti santi e la via da percorrere sta nell’assecondare la sua volontà secondo il proprio stato e i propri talenti. Ma occorre la nostra disponibilità. Se il Signore sarà presente nella nostra vita saremo sempre a posto; ma permettiamogli di entrare come l’aria nei polmoni. Dipende da noi, perché Dio ci rispetta. La Madonna però dice «ho bisogno di voi» e sollecita con materna cura una nostra risposta.

Vogliamo essere degli strumenti nelle mani di Dio? Senza dite Dio non può realizzare ciò che vuole, non perché non è onnipotente, ma per ché ti rispetta; senza dite Dio non può salvarti. La Madonna è diventata grande quando ha accettato il disegno che il Padre aveva per lei, i santi sono diventati tali dopo aver detto sì.

Vicka è nota a tutti per aver attraversato malattie molto gravi. La prima volta la stavano portando in ospedale dopo che era caduta in coma e ai medici sembrava in fin di vita L’autista può raccontare che a un certo punto si è svegliata all’improvviso e ha chiesto di scendere. Di lì a poco le e apparsa la Vergine ma Vicka dopo la visione, per nulla contenta di essere guarita, e ritornata all’auto in lacrime. Più tardi — dimessa subito dall’ospedale — ci spiego che la Madonna in quell’occasione le aveva chiesto se avesse preferito la salute o la Croce avvertendola che se avesse scelto la salute le apparizioni si sarebbero concluse. Vicka, memore delle sue sofferenze e di quelle dei suoi cari, lì per li chiese la salute. La Madonna allora la benedisse e le disse che le sarebbe apparsa dopo quaranta giorni. Ma già durante quel saluto Vicka si pentì della sua scelta e pianse lacrime inconsolabili per tutto quel tempo, perché il desiderio di Maria era più forte di qualsiasi prova o sacrificio che le sarebbe stato chiesto. E così, dopo quaranta giorni, rimise la sua scelta nelle mani della Madonna.

Da allora sappiamo come è andata: Vicka ha sofferto per malattie molto dolorose, per diversi tumori considerati letali, e più volte è stata sul punto di morire, ma al tempo stesso il suo sorriso si è dilatato, e ci sono migliaia di pellegrini e forse molti di più che si sono convertiti grazie proprio a quel sorriso di chi vive la vita dì Dio. È il sorriso di chi sceglie Dio, nonostante la strada della Croce aperta da suo Figlio.

Con questo voglio dire che non può iniziare la tua vita nuova se tu non la scegli; la fede non è opinione né ideologia, né discussione: la fede è Fiat, è risposta ogni giorno, è pratica, ed è sacrificio, sempre; è rinuncia, è il seme che deve morire, è l’uomo che deve morire a sé stesso e nel corpo, per poi risorgere in Dio. 

 

medjugorje.altervista.org

giovedì 4 febbraio 2021

Il mio ritorno a Medjugorje in un momento come questo - Testimonianza



Ritorno a Medjugorje in epoca Covid: di nuovo alla scuola di Maria


Racconto di un viaggio che è anche interiore: il ritorno a Medjugorje in un momento come questo porta frutti ancora più prelibati e nutrienti per la vita di tutti i giorni, da vivere con sempre più convinzione "alla scuola di Maria".

In viaggio per Medjugorje

Arrivare fin qui non é stato facile. La pandemia, i controlli, i pochi trasporti.

Ma da Maria si viene chiamati e quando si viene chiamati, si risponde. Troverà lei il modo di rendere tutto possibile. Che per chi non la conosce ancora, Maria è la donna più potente del mondo.

Le strade sono deserte o quasi. Per chi è abituato a vedere Medjugorje in un qualsiasi momento diverso da questo, sembra di trovarsi altrove. In un luogo probabilmente più simile a come era prima che divenisse il centro di pellegrinaggio più grande al mondo: un piccolo paese tra i monti bosniaci, dove cade la neve, ma crescono l’ulivo e il melograno, dove c’è silenzio e pace tutt’intorno, e le pietre sono dure e grigie.

Mi sento enormemente grata ad essere qui, in questo tempo soprattutto, una privilegiata.

Lontano dal rumore e dalla confusione consueti, mi sembra di vedere le cose stagliate nella loro essenza: chiare, per quello che sono veramente.

Di nuovo alla scuola di Maria

Vado a messa il primo giorno di mattina: é un venerdì. E’ quella inglese e ci sono pochi pellegrini, ma ad animarla c’è una violinista d’eccezione che ha ricevuto una chiamata a trasferirsi lì.

Il Vangelo è quello del paralitico che viene portato da Gesù per essere guarito e penso che non potrebbe esserci vangelo migliore per quel luogo.

Mi colpisce quello che il sacerdote dice: “Oggi è venerdì, state digiunando? E se no, cosa siete venuti a fare? Potreste pensare che io sia duro, ma la durezza viene da Nostra Signora in persona, che é la prima a chiedercelo. Oggi andrete al “programma pomeridiano”? – e se non ci andate: che cosa siete venuti a fare?”

L’omelia forte, ma necessaria. Risuonano le sue parole: “Potreste pensare che io sia duro, ma la durezza viene da Nostra Signora per prima”.

Questo é l’anno dei 40 anni dalla prima apparizione a Medjugorje. In questo tempo, la Madonna ha dato centinaia di messaggi, molti dei quali incentrati sulla conversione, sul digiuno, la preghiera, e l’offerta anche solo di piccole cose, per la conversione delle anime.

 

Guardo il quadro di Maria alla fine della grande sala, vicino all’altare, che i veggenti dicono essere la Sua rappresentazione più fedele per come loro la vedono, quella che mi ha sempre toccato il cuore particolarmente, anche prima di conoscere questo dettaglio. Mi inginocchio e inizio a piangere.

“Bentornata alla mia scuola”, è come se mi sentissi dolcemente sussurrare dentro. La stessa scuola a cui Maria mi ha cresciuto, tanti anni fa, quando a 19 anni, in una piccola stanza di Roma, decisi di iniziare a pregare il Rosario, la preghiera che avrebbe cambiato la mia vita per sempre.

Salita al Podbrdo, il monte delle apparizioni

Nel pomeriggio salgo al Podbrdo, il monte delle prime apparizioni, dicendo un rosario. Il cielo é terso ma l’aria freddissima. Immagino questi 6 bambini e ragazzi in un giorno caldo di giugno percorrere lo stesso sentiero, al comunismo imperante di quei giorni che poco dopo ne sbarrò le strade e provò ad impedire in tutti i modi, ma senza successo, la grande e crescente devozione che stava nascendo; a questa fede che, nonostante tutto, la gente di questo paesino riuscì a conservare intatta e forte.

“Ho scelto questa parrocchia fra tutte”

In una delle prime apparizioni, quando venne esplicitamente chiesto alla Madonna perché avesse scelto proprio quel luogo per apparire, lei disse: “In questo luogo ho trovato una fede particolare. Ho scelto questa parrocchia fra tutte, e intendo guidarla, per farne un esempio per le altre”.

Che privilegio enorme è essere la Parrocchia di Maria?

E soprattutto: qual è l’esempio di cui parla, che attraverso questa, Maria vuole dare alle altre parrocchie per poter crescere nella fede “alla sua scuola”, per santificare la nostra vita e quella degli altri?

Il programma pomeridiano

“Il programma pomeridiano”, a cui faceva riferimento il sacerdote, è nato a Medjugorje, ispirato dalla Madonna stessa: consiste di due rosari comunitari prima della Messa. Poi la Messa, e dopo un altro rosario, o l’adorazione della croce, se é di venerdì, o l’adorazione eucaristica, se è di sabato.

In un’altra occasione, la Madonna disse che per restare nella grazia avremmo dovuto dedicare circa tre ore al giorno a Dio: non necessariamente solo di preghiera e Messa, ma anche di scrittura, di lettura della Bibbia, o di altri libri, o del semplice parlare, con qualcuno, di Gesù

Se d’istinto questo numero – tre ore – spaventa, pensiamo solo per un attimo alle ore che spendiamo cucinando piatti sofisticati e lunghi, guardando un film la sera su Netflix. O a fluttuare sui social.

Offrire sé stessi

Uno dei problemi è che abbiamo perso totalmente il senso dell’offerta di noi stessi. Lungi dal sembrarci bello, ci sembra solo doloroso e inutile. Eppure, io non ho mai sentito una gioia più profonda di quella generata dall’offerta di me.

Nel pomeriggio visito la casa paterna di Viska, una delle veggenti: nella sua stanza, quando era vietato altrove, Maria le appariva.

Pochi metri quadrati, una finestra che si affaccia sul promontorio roccioso e scarno, degli alberi d’ulivo magri al vento. Ed un estremo raccoglimento, ancora oggi.

Salita al Krizevac

Il giorno dopo, di sabato, saliamo al Krizevac: la montagna della croce. E’ una salita ben più lunga del Podbrdo, e se la si fa soffermandosi a contemplare le stazioni della Via Crucis, dura circa 3 ore. Quel giorno ci sono 8 gradi sotto lo zero e un vento gelido che soffia fortissimo dalle montagne, ma siamo determinati a salire fino a su e vivere la Passione con Gesù.

Non c’é nessuno, ma non sono sola: mi porto dentro tutte le intenzioni della gente che mi ha chiesto di pregare, le mie intenzioni personali, e le preghiere per il mondo; la salita é un’esperienza fortissima, le lacrime che cadono giù sole e copiose vengono asciugate veloci dal vento che continua a soffiare. Mi ricordo di una lettura di anni fa, in cui si supponeva che la Madonna avesse trascorso il resto della vita terrena, dopo la morte di Gesù, a contemplare tutti i giorni la Via Crucis, intorno alla piccola casa che andò ad abitare, unendosi a Suo figlio dalla terra, tutti i giorni, ancora e ancora per il resto del suo tempo terreno. Penso, in quel momento, che sia estremamente realistico.

Qui al Krizevac la comunità sale una volta a settimana almeno, il venerdì. E la Domenica sul Podbrdo. 

Santificarci costa fatica ma guadagna felicità

Dall’alto del monte, così come anche dalla collina delle apparizioni, si guarda la valle: tutta Medjugorje e i paesi intorno, con la Croce a vegliare da una parte, e la Madonna a vegliare dall’altra, come i due pilastri della fede che guardano la nostra umanità e ci chiamano a santificarla. 

Per raggiungerli bisogna salire: costa fatica, sudore, a volte lacrime, stanchezza. 

Santificarci, oltre al nostro “sì” iniziale, esige lavoro e disciplina.  

E noi, restiamo con Dio?

E penso che una grossa parte, della nostra vita spirituale, sia frustrazione. Per le cose che Dio non realizza, per i momenti in cui ci sentiamo abbandonati, non ascoltati, ignorati, infelici. Ma mentre recupero fiato dall’alto del monte, e sento il freddo nelle mani e sul volto, insieme però al calore infinito che mi scalda il cuore per l’essere lì, realizzo che la vera domanda che dovremmo porci é la contraria: restiamo noi, per primi, con Dio? Gli dedichiamo tempo e spazio, che non sia semplicemente il pensiero veloce al mattino quando ci svegliamo, o prima di addormentarci?

A Medjugorje è più facile, ma…

A Medjugorje non c’é dubbio sia più facile: la forza della comunità aiuta tantissimo a pregare e a restare nella grazia. Sacerdoti santi, i veggenti, le apparizioni che ancora ad oggi continuano. Ma non é forse questo che la Madonna vorrebbe per tutte le Parrocchie del mondo? Che così come una famiglia che prega insieme, resta insieme, anche una comunità che prega insieme, resta insieme. Non ci sono divorzi a Medjugorje. E si viene colpiti dalla generosità e dall’ospitalità della gente del luogo. 

Sono comuni mortali anche questi parrocchiani, con i loro limiti, le loro lotte, le loro tentazioni. Ma Maria, da donna semplice e concreta quale è, ci chiama ad affidarci a questa “ricetta di grazia” che ha affidato una volta per tutte al mondo, tramite Medjugorje, assicurandoci che se la seguiremo, resteremo nella pace, di cui Lei per prima si presentò come Regina.

Chiediti se vuoi essere felice

In altre parole, se qualcuno venisse da noi e ci dicesse: “Se fai questo, sarai felice”, non lo faremmo? Ci chiediamo come essere felici, come discernere, come capire cosa fare della vita, come prendere le decisioni importanti, come ascoltare la voce di Dio. Ma Maria ci é venuta in aiuto e ci ha indicato la via, “i compiti” da fare.

Nelle apparizioni indossa sempre un abito grigio. Tranne che a Natale, nel cui giorno si veste a festa. 

Penso che il grigio sia il colore dell’ ”ufficio”, di tutti i giorni, della vita quotidiana nella sua semplicità. Appare così perché quella di Medjugorje non è un’apparizione una volta per tutte, né una volta tanto, ma è di tutti i giorni. Maria ci chiama alla Sua scuola e insieme a noi si rimbocca le maniche e si mette a lavoro.

Fare posto a Maria, ovunque mi trovi

E allora, penso, è cosi che voglio ricominciare a vivere, quando torno a casa: facendo tesoro di questi insegnamenti e portandoli con me, nel mio paese, nel mio nucleo familiare, nella mia casa e tra gli amici; fare posto per Maria nel nostro cuore, così che altre parrocchie spirituali di Maria possano nascere, ovunque, in altri luoghi, dove Lei può diventare fisicamente presente e agire nella nostra vita con la stessa grazia e con la stessa forza.

Destinati a diventare capolavori

Nell’ultima omelia, prima di ripartire, il sacerdote ci regala l’ultima perla: “Dio ci chiama a fare della nostra vita dei capolavori. E i capolavori, quando li vediamo, sono pezzi d’arte, meravigliosi. Ma dietro le quinte, quanto instancabile lavoro c’é, quanta disciplina durissima si nasconde? Ecco, allora non spaventiamoci di andare alla scuola di Maria, perché siamo nati per diventare dei capolavori.”

Mi rendo conto, rileggendo questa pagina di diario, che quanto scritto possa forse spaventare, che quanto resta in bocca alla fine possa essere il sapore agrodolce della difficoltà

Ma invece, quello che succede quando diamo il nostro “sì” a Maria, é che lei ci riempie di una tale dolcezza il cuore, che i sacrifici non pesano quanto possiamo immaginare, e che, soprattutto, le grazie indietro sono innumerevoli e non paragonabili a quel piccolo “lavoro” che ci viene richiesto.

Dalle piccole grazie, alle grandi, come dalla colazione del giorno dopo il digiuno, abbondante, varia e ricca come nessuno degli altri giorni, o come la risposta, a volte immediata e fortissima, alle intenzioni che le avevo affidato in questo viaggio.

Ecco di chi sono

Medjugorje mi ha ricordato di chi sono figlia e a chi voglio somigliare. 

E quale dono immenso è avere la guida di Maria sulla terra, in maniera costante, tutti i giorni, imparare alla Sua Scuola, vivere nella Sua Parrocchia!

Anche solo pochi giorni a Medjugorje mi hanno completamente rinnovata dentro. Hanno chiarito dubbi, paure, e instillato nella mia esistenza linfa nuovissima e vitale.

Ma questo è un dono che Maria vuole farci sempre, e in ogni luogo.

Provare per credere, la nostra vita cambierà.

 Anna Raisa Favale - pubblicato il 02/02/21

Fonte: it.aleteia.org

martedì 2 febbraio 2021

SUPPLICA ALLA MADONNINA DELLE LACRIME DI CIVITAVECCHIA - Una rosa unisce Civitavecchia a Medjugorje


SUPPLICA ALLA MADONNINA DELLE LACRIME DI CIVITAVECCHIA
O Madre mia carissima, o Vergine Maria, che ai piedi della Croce, raccogliesti tutto il Sangue purissimo del tuo adorato Figlio, esaudisci la mia preghiera.
Fa che quel sangue vermiglio sparso per tutti gli uomini non sia defluito invano sulla nuda terra.
Ravviva con esso le mie povere lacrime con le quali voglio rispondere all'amore di un Dio morto e risorto per me.
Concedimi la grazia di una sincera conversione che mi allontani per sempre dal peccato e da ogni dubbio.
Sostieni ed aumenta la mia fede, irrobustendola con la totale adesione alla volonta' del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
O Mamma mia dolcissima, asciuga le mie lacrime, allontana dalla mia famiglia, dalla mia citta', dal mio ambiente di lavoro e dal mondo intero le terribili grinfie del Maligno.
Proteggi la Chiesa del Cristo, il Papa, i Vescovi, i sacerdoti, il Popolo Santo di Dio.
Custodisci con amore tutti i nostri bambini, salvandoli sempre da mani impure e violente; proteggi i giovani ed i deboli, liberandoli dal flagello della droga e dalle sfrenatezze del sesso; assisti i nostri ammalati, assicurando loro una pronta guarigione.
Infondi sempre coraggio al nostro Vescovo e a tutta la nostra Chiesa particolare.
Veglia sempre su tutte le anime consacrate al Signore.
Mandaci sacerdoti santi e nuove vocazioni al servizio dell'altare e dei fratelli bisognosi di continua attenzione ed assistenza spirituale.
Risveglia il mondo dal suo torpore di morte che lo ha allontanato dal Figlio tuo, dalla fede nell'unico vero Dio e dal senso del peccato.
Ridona a tutti la luce, speranza, calore, e amore.
Ed infine o Maria, prima di dipartirmi da te, voglio domandarti la grazia che di piu' mi sta a cuore e per ottenere la quale ardentemente ti prego (breve silenzio).
 Amen


 *************

 

Una rosa unisce Civitavecchia a Medjugorje

Nell'ultimo messaggio di Medjugorje la Madonna dice: «Non posso non essere lì dove sento il profumo delle rose». Un riferimento anche a Civitavecchia dove la Madonnina in occasione di alcune festività trasuda un profumo del mistico fiore e il giardino e la casa dei Gregori divengono segni della presenza oggettiva di Cristo, e pertanto di sua Madre, fra noi. 

 

Il 2 febbraio, festa della Candelora e della Purificazione della Madonna e della Presentazione di Gesù al tempio, dedicata e cara per queste ragioni a tutti i Consacrati, si celebra anche l’anniversario dell’evento straordinario della lacrimazione della Madonnina a Pantano di Civitavecchia, che pianse sangue nel 1995.

La famiglia Gregori, proprietaria della statua della Vergine, rivive questo momento partecipando alla processione con la Messa notturna che dal centro della città si snoda in preghiera fino alla loro parrocchia di Sant’Agostino – oggi santuario della Madonna delle Lacrime che custodisce il sacro simulacro – e aprendo nella giornata del 2 il giardino di casa a tutti coloro, pellegrini o semplici curiosi, che desiderino raccogliersi presso la grotta dove si è verificato questo fatto scientificamente inspiegabile.

In questa grotticella di pietra, fin dal 1995, dal momento in cui la Madonnina insanguinata fu data in custodia alla Chiesa, nella persona dell’allora vescovo Girolamo Grillo, che la intronò successivamente nella chiesetta sunnominata, si venera una copia identica che fu fatta dono alla famiglia dal cardinale polacco Andrzej Maria Deskur a nome del Papa al tempo regnante, Giovanni Paolo II, oggi santo.

Ebbene questa seconda Madonnina si contraddistinse subito per un altro fenomeno di carattere straordinario, dal momento che in alcune festività della Chiesa o in presenza di persone che si raccolgono in preghiera trasuda un olio che, analizzato, è risultato composto da una miriade di essenze naturali diverse, ma che produce un particolare e intenso profumo di rose, con coinvolgimento della natura circostante: dell’edera, delle rocce della grotta, ma talvolta anche degli alberi circostanti.

Perché il profumo di rose? Perché a Civitavecchia, come non tutti, ma molti ormai cominciano a sapere, la Madonna è anche apparsa, proprio alla famiglia Gregori e, in particolare a Jessica e a suo papà Fabio, presentandosi come Madre e Regina della Chiesa e della Famiglia e, con sguardo alla Rosa Mistica, come «Madonna delle Rose». Negli anni 1995 e 1996, comunicando oltre novanta messaggi, ha messo in guardia dalla crisi di fede che avrebbe minato l’unità della Chiesa e della Famiglia cristiana, con conseguenze potenziali molto gravi per l’umanità che incorre nel rischio di una nuova guerra mondiale con interessamento di armamenti nucleari. Ma di questo ho scritto altre volte.

Ciò che mi preme raccontare ora è che a Fabio Gregori la Vergine stessa ha spiegato che la rosa è il «fiore di Cristo»: rosso è il sangue versato sulla Croce, mentre i petali raccolti attorno al nucleo rappresentano la Chiesa, il popolo di Dio stretti intorno a Gesù Salvatore, sempre presente nell’Eucaristia e negli altri Sacramenti, ma pronti ad aprirsi a 360° per portare a tutti la nuova Alleanza.

Di questo profumo di rose sono stato testimone più volte con mia moglie e i miei figli. Ma anche di questo segno ricevuto, di cui ringrazio il Signore, ho raccontato altrove.

Ciò che mi colpisce ora è che proprio lo scorso 2 febbraio, in un altro luogo di apparizioni, mediaticamente più noto, la Madonna sembrerebbe aver voluto dare, con il suo stile delicato, una traccia certa della sua venuta e presenza – parole sue – a Civitavecchia.

Nel messaggio mensile a Mirjana Dragi?evi?-Soldo, una dei sei veggenti di Medjugorje, la Madonna, l’altro giorno ha, infatti, detto così: «Cari figli, voi che cercate ogni giorno della vostra vita di offrirvi a mio Figlio, voi che cercate di vivere con Lui, voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto, voi siete i raggi della luce di mio Figlio, il Vangelo vivo, voi siete i miei cari apostoli dell’amore. Mio Figlio è con voi, Lui è con coloro che pensano a Lui, coloro che pregano, ma allo stesso modo Lui, con pazienza, aspetta coloro che non lo conoscono. Perciò voi, apostoli del mio amore, pregate con cuore, mostrate con le opere l’amore di mio Figlio. Questa è l’unica speranza per voi, questa è l’unica via verso la vita eterna. Io come Madre sono qui con voi. Le vostre preghiere rivolte a me sono le più belle rose d’amore per me: non posso non essere lì dove sento il profumo delle rose. La speranza c’è. Vi ringrazio».

«Non posso non essere lì dove sento il profumo delle rose». Questa frase mi suggerisce alcune riflessioni in ordine sparso: 1. A Medjugorje la Madonna ha rivelato che Lei è sempre presente dove c’è Cristo, quindi, davanti a ogni Tabernacolo, ma anche dove si invoca e si prega suo Figlio con la fede e con il cuore...; 2. La Madonna non può non essere dove sente il profumo di rose, perché il profumo di rose è il profumo indicatore della presenza di Cristo;  3. Di tanti santi mistici – il caso più eclatante è quello di padre Pio – si dice che emanino un profumo di rose, esattamente come la seconda statua della Madonna di Civitavecchia custodita in casa dai Gregori... 4. Ma se la rosa è, come è stato spiegato a Fabio e ora viene confermato da Mirjana, il fiore che simboleggia Cristo, ecco che anche i santi, la Madonnina di Civitavecchia e il giardino e la casa dei Gregori (che rappresentano tutte le case e le famiglie cristiane) divengono segni della presenza oggettiva di Cristo, e pertanto di sua Madre, fra noi. Del resto non è forse Vangelo che «là dove due o più sono riuniti nel mio nome...»?

Non so quanti lo ricordano: ma entrambe le statue della Madonna di Civitavecchia provengono da Medjugorje e raffigurano la Regina della Pace, così come Ella si è presentata in Erzegovina. Questa trama misteriosa che lega questi due luoghi visitati dal Divino trova a mio giudizio in questo messaggio un altro punto di contatto. E suona come l’ennesimo richiamo a quanti lasciano cadere questi partecipi appelli materni o si perdono in disquisizioni che non centrano il cuore di queste grandi iniziative di Maria nel nostro tempo, come Lei stessa ha evidenziato, con dolore, nel messaggio dato a Civitavecchia il 26 agosto 1995: «Figli cari piango perché vi sto parlando in ogni parte del mondo, dandovi segni straordinari, ma voi non mi ascoltate. Mi sto presentando a voi in ogni forma, ma voi non mi accettate con vero amore nei vostri cuori».

In ogni sua apparizione la Madonna ha un progetto preciso per quel luogo, per quelle persone a cui si rivolge in quel dato contesto e in quel dato tempo, ma in definitiva è sempre Lei, la stessa persona che, inviata dall’Alto, si accolla la fatica di venirci a ridestare dal sonno quando non dall’odio in cui ci trasciniamo. E, seppure con accenti diversi, il fine è sempre lo stesso: ricordarci che siamo figli del Padre celeste e, incoraggiandoci a chiedere perdono per tutte le mancanze, ripartire con buoni propositi, camminando nella presenza trinitaria di Dio verso la sua, nostra Casa.

A questo stile di vita appartengono gli «apostoli dell’amore» da Lei formati, di cui la Madonna parla nel messaggio a Mirjana. Questo ritratto di uomini e donne che con pazienza si rendono speranza e luce in un mondo inquieto e sempre più oscuro calza perfettamente per descrivere la bontà e l’atteggiamento accogliente e aperto che la famiglia di Pantano ha mostrato e mostra verso quanti bussano alla sua porta. E poco importa se tanti che hanno bussato, l’hanno denigrata, maltrattata, usata, tradita, non creduta... La sua speranza e il suo profumo non sono di questo mondo.

La nuova bussola quotidiana

lunedì 1 febbraio 2021

Ero arrabbiata perchè volevano portare una bambina con la leucemia, in una terra sperduta.... ma a Medjugorje abbiamo ricevuto la grazia

 


LA LEUCEMIA, L'ANGELO E LA FAMIGLIA

 SALVATA DA MARIA

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria inizia già ora, nei singoli cuori. Lo dimostra la storia di Simona che dicendo sì alla Madonna ha visto il Cielo aprirsi sulla terra, con miracoli di conversione e di guarigione non solo in lei ma in tutta la sua famiglia. Come quella volta che l'Angelo salvò la più piccola dei suoi figli. Ma prima di vedere la luce di una vita nuova, Simona ha dovuto percorrere la via della Croce, sino in fondo.

Simona è un fiume in piena, con una notevole dose di simpatia. Nel giro di un’intervista scoppia a ridere più volte, nonostante quello che racconta sia impregnato, a tratti, di una sofferenza schiacciante. Ma l’ironia di Simona è contagiosa e vincente, così come è incredibilmente vincente la storia di guarigione e di conversione che ha toccato lei e tutta la sua famiglia.



E infatti: il suo drammatico passato familiare, la grave leucemia che colpisce la figlia più piccola e la rabbia che le sale contro il Cielo, nulla hanno potuto di fronte alla Mamma Celeste che l’ha scelta per condurla sulla strada d’amore di Suo Figlio Gesù, insieme a tutta la sua famiglia.

È la storia di un vero e proprio trionfo del Cuore Immacolato di Maria in una semplice famigliola di Roma, che però è passato attraverso una via ben precisa: la via della Croce, che Simona ha dovuto percorrere sino in fondo, prima di vedere la luce e di rinascere a vita nuova.

Simona, ad un certo punto la vita sembra farle uno scherzo davvero crudele… ci racconta?
Era giugno del 2014. Un pomeriggio vado a prendere all’asilo Chiara, la mia terza figlia, e la maestra mi dice che la bambina ha un dolore forte al collo del piede e per tutto il giorno si è sempre e solo lamentata. Inizialmente penso ad una slogatura o ad una botta presa giocando, però, una volta tornati a casa, noto che Chiara è sempre più dolorante. La sera si accuccia chiedendomi di stringerle forte il piedino e la mattina seguente si sveglia urlando e piangendo: “Aiutatemi! Portatemi da un dottore!”

A quel punto cosa succede, Simona?
Andiamo subito all’ospedale Umberto I di Roma e i medici iniziano a fare su Chiara una serie si esami sempre più approfonditi, ma non riescono a formulare una diagnosi. Intanto Chiara sta sempre peggio, nel tempo ha perso la mobilità degli arti inferiori, che ciondolano come morti. Inoltre, nonostante i forti dolori, i dottori non le possono somministrare alcuna medicina, perché non vogliono alterare i risultati dei test in corso.

Quando arriva la diagnosi?
Dopo circa cinque giorni di ricovero, il primario ci chiama e ci dice: “Io mi auguro che vostra figlia abbia una leucemia, in tal caso saprei come procedere. Altrimenti, con le analisi che ho in mano, io vi dovrei dimettere e mandare in mezzo ad una strada, perché non ho mai visto nulla di simile”. In pochi istanti, la mia vita viene completamente stravolta: mi trovo su un lettino di ospedale a sperare che mia figlia di tre anni, che credevo perfettamente sana, abbia la leucemia. E così accade: non fanno nemmeno in tempo ad estrarle il midollo che la diagnosi è palese. Nella tragedia, però, ci fu una prima grande grazia…

Quale?
Nonostante ci trovassimo di fronte ad una leucemia che si era diffusa rapidamente e senza manifestare sintomi, tanto che si era nascosta persino agli esami del sangue, dai primi accertamenti si scoprì che non erano ancora stati compromessi gli organi vitali. L’oncologa ci disse che, se ci fossimo presentati un solo mese più tardi, la situazione sarebbe stata disastrosa. Da quel momento iniziò per noi un vero e proprio lockdown che durò due anni, il primo dei quali senza mai uscire dall’ospedale.

Simona, ti fu data la notizia che nessuna mamma vorrebbe mai sentire: quale fu la tua reazione?
La mia reazione iniziale fu di ribellione e di totale rabbia, il dolore era davvero troppo grande, anche perché io ero già reduce da una situazione durissima che aveva coinvolto la mia famiglia d’origine e che mi aveva psicologicamente distrutto. Arrivai proprio ad arrabbiarmi con Dio e rimasi in questo stato per molto tempo.

Fino a che…?
Intanto bisogna dire una cosa: appena Chiara si ammalò, venni a sapere che un sacco di gente aveva iniziato a pregare, ad offrire Messe, a fare digiuni per lei.

Frequentavate la parrocchia o qualche movimento religioso?
Macché… io, in quel momento, ero quanto di più lontano da una vita di fede.

Allora chi pregava per Chiara?

Un caro amico di mio marito che faceva parte di un gruppo mariano e, saputa la notizia, aveva iniziato a far pregare tutti per nostra figlia. La cosa non mi toccava particolarmente: se volevano pregare, che pregassero, mi dicevo. Ma non potevo sapere che quello era solo l’inizio…

In che senso?
Dopo un po’ di tempo mio marito iniziò a dirmi che, non appena i medici ci avessero dato il permesso, saremmo andati a Medjugorje: il gruppo di preghiera, infatti, voleva portare Chiara sul Krizevac (il monte di Medjugorje dove c’è la Croce Bianca, ndr). Tenga conto che, a quell’epoca, se io sentivo parlare di posti come Lourdes, Fatima o, appunto, Medjugorje, mi si rizzavano i capelli dal nervoso. Inoltre, Chiara stava ancora facendo i cicli di chemioterapia, quindi per me il problema non si poneva nemmeno: in pellegrinaggio non ci saremmo mai andati, punto.

Cosa le fa cambiare idea?
Quando aprono le iscrizioni queste persone iniziano ad insistere fino a che arrivano persino a pagarci l’intero pellegrinaggio, viaggio compreso.

E lei come reagisce?
Prendo il telefono e chiamo subito quest'uomo, che al tempo viveva in un Paese lontano, e gli dico senza tanti giri di parole che a quel pellegrinaggio noi non ci saremmo mai andati.

E lui?
Lui, con una pace disarmante e sorridendo, mi dice: “Simona, ma non sono io che ti invito, è la Madonna. Ci vediamo a Medjugorje”. Poi riappende il telefono. A quel punto io non ci vedo più dalla rabbia e dico a mio marito che solo delle persone irresponsabili possono pensare di portare una bambina di tre anni e mezzo, con la leucemia, in una terra sperduta, con le terapie da somministrare e il rischio grave di infezioni etc etc… Mi reco persino dalle oncologhe per farmi forza con il loro parere medico e invece…

Invece?
Invece le oncologhe danno il loro benestare: la bambina - dicono - può partire per il pellegrinaggio a Medjugorje. Io non ci potevo credere.

A Medjugorje cosa accade?
Che la mia rabbia cresce ancora di più: ovunque andassi si parlava solo della Croce, di come accettare la Croce, di come amare la Croce. Chiara invece non la riconoscevo: faceva le chemio come se bevesse acqua fresca e saliva sui monti come uno stambecco, era davvero felice e spesso cantava. Solo tempo dopo, mi resi conto che, anche in me, era stato gettato un seme. Oggi posso dire che da quel pellegrinaggio la Madonna lavorò lentamente e instancabilmente dentro di me, senza mai sbagliare un colpo. Infatti da quel momento Medjugorje è diventata come una seconda casa, ci andiamo ogni anno, e la Madonna è diventata la vera Regina della nostra famiglia.

Simona, quando si è accorta che Maria l’ha conquistata?
La Madonna ha avuto molta pazienza con me, è stato un cammino per piccoli passi, che dura ancora oggi. Comunque, ci sono stati due fatti determinanti. Il primo accadde qualche mese dopo il nostro rientro da Medjugorje, quando Chiara arrivò ad un passo dalla morte.

Cosa succede?
Dopo il primo anno di ospedale, Chiara inizia un secondo anno di chemioterapie a casa, con un reinserimento pilotato in società. Un giorno, nonostante sia apparentemente in forma, mi accorgo che ha 38 di febbre. Chiamo subito le oncologhe, le quali mi dicono di portarla in ospedale. Qui però occorre fare un passo indietro e raccontare un fatto importante, accaduto a Medjugorje.

Prego.
Durante il pellegrinaggio, Chiara e mio marito Ambrogio vanno con un gruppetto di persone alla statua del Cristo Risorto, io invece rimango in albergo. La sera stessa, mentre guardiamo tutti insieme le foto della giornata, una signora del gruppo mi dice: “Caspita! Ma non hai visto sulla foto di tua figlia che cosa c’è?”. Ebbene, sulla foto di Chiara, e solo sulla sua, compare la sagoma di un Angelo con le ali aperte, che prega sopra la sua testa. Su nessuna delle altre foto che i presenti hanno fatto in quel momento, ai piedi del Cristo Risorto, compare questa figura angelica.

Ora torniamo in ospedale…
Dopo un giorno intero di esami, l’oncologa mi dice che dobbiamo trattenerci anche per la notte. Io cerco di spiegarle che abitiamo vicini e che siamo abituati a fare avanti e indietro dall’ospedale. Ma l’oncologa mi blocca subito: “No, signora, questa volta non fareste in tempo a tornare indietro”. Io insisto per rincasare, ma a quel punto la dottoressa mi gela: “Signora, sua figlia sta morendo! Gli esami che ho davanti sono un disastro, tutti i valori di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine sono quasi a zero e la bambina potrebbe avere un’emorragia da un momento all’altro”. Gli esami sembrano indicare in modo univoco che la leucemia sia giunta ad uno stadio gravissimo e irreversibile. Io perdo completamente la testa, sento il mondo che mi crolla addosso e per la prima volta scoppio a piangere davanti a Chiara. A quel punto faccio una cosa che non ho mai fatto prima…

Cosa?
Chiamo “il gruppo” e imploro preghiere per nostra figlia.

E poi?
La mattina seguente, nonostante fosse il suo giorno di riposo, l’oncologa torna in ospedale per fare immediatamente a Chiara un esame del midollo. Nel frattempo la bambina aveva iniziato una cura di immunoglobuline che la faceva stare malissimo: non si reggeva in piedi, vomitava in continuazione e sembrava una larva nel suo lettino. Ebbene, finito l’esame del midollo, sento la dottoressa in corridoio che grida: “Signora, signora! L’Angelo ha salvato sua figlia!”. Inizialmente non capisco, anzi, rimango interdetta dal fatto che una simile dottoressa, tutta di un pezzo, mi parli in quel modo. Dopodiché vengo a sapere che mio marito, tempo addietro, le aveva mostrato la foto di Medjugorje, e così lei mi spiega: “Signora, mi creda, l’Angelo di quella foto ha salvato sua figlia perché gli esami del midollo sono perfetti”. Non vi era infatti nessun letale peggioramento della leucemia, solo una quinta malattia in fase acuta, che di lì a pochi giorni, guarì.

E il secondo fatto qual è?
La seconda volta “l’angelo” lo incontro in farmacia.

Cioè?
Un giorno, quando Chiara era già in fase remissiva della malattia (ad oggi sono tre anni che la bambina sta bene, ndr), mi reco in farmacia perché Chiara ha mal di gola. Lì incontro un dottore il quale, dopo avermi spiegato quali medicine somministrare alla bambina, mi dice: “Infine mi raccomando, faccia la cosa più importante! Ci siamo capiti?”. Rimango molto perplessa. Poi vedo spuntare dal suo camice un rosario e, parlando, scopro della sua conversione avvenuta proprio a Medjugorje, tempo addietro. Mi stava chiedendo di pregare e, pregando, di affidarmi completamente alla Volontà di Dio.

Simona, perché questo incontro le ha cambiato la vita?
Quell’uomo mi guardò e senza sapere praticamente nulla di me, della mia famiglia, della mia vita, mi disse: “Vostra figlia piccola si è ammalata, lei è l’altare, è la porta per la vostra conversione. Quello che vi sta succedendo è una grazia, è un dono per la vostra salvezza”. Queste parole furono per me come uno schiaffo, per un giorno intero rimasi come stordita, e allo stesso tempo sentii che toccarono profondamente il mio cuore. Era come se il mio cuore attendesse esattamente quelle parole. Mi creda, non so nemmeno io spiegare il perché, ma per la prima volta nella mia vita, da quel momento, iniziai a sentire dentro di me una profondissima gratitudine per tutto quello che ci era successo, per la nostra storia, per tutta la nostra vita.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana