Per la terza Domenica di questo tempo di attesa, la parrocchia di
Medjugorje ha organizzato una Serata d'Avvento. Tutti i parrocchiani si
sono impegnati per creare, presso il luogo in cui sono ubicate le
fondamenta dell'antica chiesa parrocchiale, un'atmosfera adatta ad una
serata di incontro aperta a tutte le persone di buona volontà, da
trascorrere piacevolmente in compagnia. L'albero di Natale addobbato con
gusto, le lampadine decorate e l'ambiente gradevole hanno aiutato i
partecipanti a trascorrere un paio d'ore all'aperto e in buona
compagnia. La parrocchia ha fatto del suo meglio per rendere l'attesa
della Nascita di Gesù ancora più bella e ancora più gioiose le famiglie.
Fra Marinko Šakota, parroco di Medjugorje, ha rivolto il suo saluto a
tutti i presenti ed ha poi acceso la terza candela della Corona
d'Avvento. I partecipanti hanno trovato ad attenderli canti natalizi,
cibo e bevande. La cosa più importante, però, è stata che i parrocchiani
sono stati insieme tra loro ed hanno aiutato i poveri e i bisognosi.
Chi ha preso parte alla Serata ha, infatti, potuto acquistare alcuni
prodotti e lavori fatti a mano, ed aiutare così l’attività dell’Ufficio
per i bisognosi attivo presso la nostra parrocchia, che estende il
proprio raggio di azione anche oltre la zona di Medjugorje. Per vedere alcune immagini di questo evento, visitate la galleria fotografica ad esso dedicata. (foto)
Nella parrocchia di Medjugorje sono in corso i preparativi al Natale.
Oltre alla preparazione spirituale caratterizzata dalle Messe
dell'Aurora, nello spazio antistante la chiesa è in allestimento in
questi giorni una “piccola Betlemme”. Già da alcuni anni, infatti, i
membri della Comunità Cenacolo vi allestiscono in questo periodo lo
scenario per il “Presepe Vivente”, che proprio loro rappresenteranno la
sera della Vigilia di Natale e in alcune altre occasioni, a beneficio di
tutti i parrocchiani e i pellegrini che si troveranno a Medjugorje nel
Tempo di Natale.
PAPA FRANCESCO, BUON COMPLEANNO!Oggi 81 anni: gli auguri da tutto il mondo
Preghiera per Papa Francesco
Signore Dio di tutto il creato,
che in questo
momento difficile
per il mondo,
ci hai donato
Papa Francesco
Jorge Mario Bergoglio,
preservalo da ogni male
e conserva sempre
in Lui la forza
che dona la vera Fede,
la volontà, la speranza.
Mantieni il Suo sorriso,
la Sua dolce spontaneità
che fortifica, invoglia alla vita.
Preservalo nella salute
anche per noi tutti
che tanto abbiamo bisogno
della Sua parola,
del Suo conforto.
Dona a Lui sempre la gioia
di ricevere il plauso
di tante persone
che credono in Te
e la grandezza nel proporre
una trasformazione positiva
per il Bene del mondo
e degli uomini,
basata sempre
sui buoni principi
di Amore e di Pace,
che provengono
dalle Tue parole
scritte nel Vangelo.
Oggi Papa Francesco spegne 81
candeline su una torta disegnata dallo street artist Maupal (Maurizio
Pallotta), lo stesso ad aver realizzato - tra gli altri - due famosi
murales che ritraevano il Pontefice come Superman e mentre giocava a
tris utilizzando il simbolo della Pace, sorvegliato da una guardia
svizzera. Nell'immagine che decora la torta, Bergoglio porta sulle
spalle un mondo spaccato in due, ma ricucito e tenuto insieme:
"rappresenta le divisioni che solo Francesco è capace di sanare. In mano
stringe una valigetta, come quella che porta di solito durante i viaggi
internazionali, con su scritto 'valores' e dalla quale spunta la
sciarpa della sua squadra del cuore, il San Lorenzo". L'anno scorso per
gli 80 anni di Bergoglio fece il giro del mondo l'immagine della torta
dedicata all'accoglienza dei migranti, in particolare dei bambini di
Aleppo, tema molto caro a Francesco. "È sempre una grande emozione -
sottolinea Ceravolo - preparare una cosa apparentemente semplice per una
persona così speciale. Ogni volta aspettiamo, trepidanti, il regalo più
bello: il 'suo' feedback sul gradimento del dolce".
Nasceva il 17 dicembre del 1936, nel
quartiere di Flores, a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. Ed è dunque
oggi, domenica 17 dicembre 2017, l'81esimo compleanno di Papa Francesco.
L'anno scorso, il Pontefice, in linea con l'atteggiamento che ha
caratterizzato fin dall'inizio il suo papato, non si è esibito in
celebrazioni sfarzose. Al contrario, coerente con l'attenzione che ha
sempre predicato nei confronti dei poveri, ha invitato a colazione nella
sua residenza di Santa Marta una delegazione di senzatetto che ha avuto
l'onore di dividere un pasto insieme a lui. E quest'anno? Come
celebrerà la ricorrenza? Di sicuro la "festa" sarà affollata: non fosse
altro perché saranno migliaia, come ogni domenica, i fedeli arrivati da
tutto il mondo per assistere al suo Angelus in Piazza San Pietro. Siamo
certi che non mancheranno gli striscioni e i cori di buon compleanno per
uno dei papi più amati della storia del cattolicesimo.
GLI AUGURI DELLA CEI
Nell'attesa di capire se il compleanno di
Papa Francesco muterà leggermente la routine domenicale del Pontefice, i
primi auguri iniziano già ad arrivare. Il Santo Padre, in più di
un'occasione, ha ricordato come il regalo per lui più grande sia la
preghiera. Ma siamo sicuri gradirà anche gli auguri della CEI
(Conferenza Episcopale Italiana) soprattutto in un periodo in cui sono
in tanti a parlare di divisioni interni e di pericolo scima all'interno
della Chiesa. Questo il messaggio inviato a Papa Francesco per il suo
81esimo compleanno dalla Presidenza CEI:"Quando sono tenaci, le radici
costituiscono una promessa di futuro, una parabola che si sviluppa dalla
lode all’amore, passando per la contemplazione. Quest’immagine, usata
dal Santo Padre nel recente viaggio in Myanmar, riaffiora nel nostro
cuore in occasione del suo compleanno. Come Vescovi delle Chiese che
sono in Italia ringraziamo il Signore per il Pastore saggio che ci ha
donato in papa Francesco, al quale assicuriamo la nostra vicinanza
cordiale e fedele. L’augurio impegnativo di cui ci facciamo interpreti
presso le nostre Comunità ci riconsegna alla preghiera per crescere
insieme in quella carità che si fa carne e, quindi, luce e pace".
Parla Sabino Simone, “guarito” dopo vent’anni di depressione Socchiude
gli occhi azzurri, si concentra e pesa le parole Sabino Simone. Sono le
3 del pomeriggio, è appena tornato da Roma dove ha fatto il punto sulla
celebrazione del 30° anniversario della prima apparizione avvenuta a
Medjugorje. Non ha ancora mangiato. L’autoscuola di cui è titolare, a
San Fermo, accanto al santuario del paese e vicina al monumento a
Garibaldi, che qui vinse una storica battaglia del Risorgimento, è
intitolata proprio all’Eroe dei due mondi, massone e acerrimo nemico della Chiesa. Nell’ufficio di Sabino, invece, tra i poster di due
automobili da corsa spicca il quadro di una Madonna con bambino. Sul
muro di fronte, un calendario ritrae la folla di fedeli in preghiera nel
piccolo paese dell’ex Jugoslavia. In alto, sulla parte anteriore di un
armadio, c’è l’immagine di un Sacro Cuore. Eppure c’è stato un tempo in
cui la fede di quest’uomo, 65 anni, sposato e padre di tre figli,
residente a Cavallasca, era all’acqua di rose come quella di molti. La
sua vita ha avuto una svolta netta nel 1985, proprio a Medjugorje,
località che oggi fa parte della Bosnia-Erzegovina, dove quattro anni
prima, alle 18.15 del 24 giugno, Vicka, Ivan, Mirjana, Ivanka, Jakov e
Marija, sei ragazzi avevano avuto una visione. Lo stesso accadde
l’indomani. Una di loro aveva visto comparire sulla collina una giovane
donna inondata di luce con un bambino in braccio e che faceva segno di
avvicinarsi. Da allora quella figura di donna, identificata con la
Madonna, è apparsa il 25 di ogni mese e decine di milioni di persone si
recano là in pellegrinaggio. Signor Simone, com’è approdato a Medjugorje? «Soffrivo
da ormai vent’anni di una fortissima depressione e non trovavo via
d’uscita con cure mediche. Mia madre seppe delle apparizioni e tentò di
convincermi ad andare in quel luogo. Io rifiutai, non mi interessava.
Data la sua insistenza, alla fine, l’accontentai. Viaggiai senza
aspettative. Una volta lì, stetti subito bene. Mi sentii normale. La
difficoltà fu dover tornare indietro. In seguito raggiunsi quella stessa
meta centinaia di volte. Il mio desiderio era di tornare più in fretta e
più spesso possibile. Così cominciai a organizzare pellegrinaggi». Lei era già credente? «Ero un credente molto tiepido, di quelli che si limitano ad andare a messa la domenica». Cosa la colpisce maggiormente quando torna ai piedi della collina? «La
sensazione di benessere interiore che sperimento, che io considero
sicuramente frutto della grazia associata alla presenza della Madonna.
Si sta bene davvero, e non dipende da ciò che siamo, abbiamo o facciamo.
È dono del Cielo; è trovare tutto ciò che si è desiderato». A Medjugorje le è capitato di assistere ad altri eventi che reputa inspiegabili? «Sì,
colgo sempre il cambiamento delle persone, vedo come sono quando
arrivano e quando invece ripartono. Sono toccate e cambiate,
indipendentemente dalla loro predisposizione spirituale». Lei sa che
la Chiesa è molto cauta su Medjugorje? Ha formato una commissione
d’indagine composta da teologi ed esperti soltanto l’anno scorso. «Sì,
ma non pone alcun impedimento. Non formula un giudizio finché gli
eventi non si sono conclusi. È normale che sia così. Si rischia però che
taluni eventi negativi predetti si avvicinino perché non si fa
abbastanza per scongiurarli. Ricordiamo che dopo l’apparizione, nel suo
primo messaggio, il 26 giugno 1981, la Madonna invocò pace, piangendo.
Esattamente dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, in Bosnia scoppiò la
prima guerra europea dopo il 1945». Cosa risponde agli increduli e a chi, tra loro, parla di grande inganno?» «Capisco
chi fatica a credere. Anch’io, inizialmente, ero così. Però, dai frutti
prodotti nelle persone che sono state a Medjugorje, dico che è proprio
un peccato non approfittarne». Marco Guggiari
Venerdì 15 dicembre 2017 avrà inizio, a Medjugorje, una Novena di preghiera in preparazione alla celebrazione del Natale del Signore. A partire dal prossimo venerdì, infatti, per nove giorni si pregherà quotidianamente il Rosario sul Podbrdo alle ore 14:00. Per questo, il 15 ed il 22 dicembre prossimi la Via Crucis sul Križevac non ci sarà. Nel corso della Novena, il programma liturgico di preghiera serale, presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo, si svolgerà secondo l'orario consueto. Per tutto il Tempo di Avvento, Domeniche escluse, ogni giorno alle ore 6:00 del mattino viene celebrata la Santa Messa dell’Aurora in chiesa parrocchiale. I parrocchiani sono invitati a partecipare attivamente a queste iniziative di preghiera, in modo che questa Novena sia una preparazione veramente fruttuosa e comunitaria alla celebrazione del Natale del Signore
“Medjugorje, culto autorizzato”. Il Vaticano: “Nessuna decisione presa”
L’arcivescovo Hoser, inviato del Papa, afferma che «le diocesi
possono organizzare pellegrinaggi ufficiali», lasciando intendere che
una svolta è vicina. Francesco però non ha dato recenti istruzioni al
riguardo
Pubblicato il
09/12/2017
Articolo di Andrea Tornielli
"Città del Vaticano"
«Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve
svolgersi di soppiatto. La mia missione consiste precisamente
nell’analizzare la situazione pastorale e nel proporre delle migliorie»,
afferma monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Varsavia-Praga
in Polonia, inviato speciale di Papa Francesco per la pastorale del
santuario di Medjugorje, in Bosnia-Herzegovina. Hoser ha rilasciato un’intervista ad Aleteiae le sue parole sono state considerate come un via libera al
riconoscimento delle apparizioni che sarebbero avvenute dal 1981 e non
ancora terminate, in un paesino che attira milioni di persone ogni
anno. «Da oggi, le diocesi e altre istituzioni possono organizzare
pellegrinaggi ufficiali. Non ci sono più problemi – ha detto Hoser
nell’intervista - Ma questa decisione dovrà essere presa dal Papa. Il
dossier si trova ora negli uffici della Segreteria di Stato. Credo che a
breve la decisione finale sarà presa». Come si vede, monsignor Hoser parla di una decisione ancora da
prendere – quella sulla possibile soprannaturalità del fenomeno – e di
una decisione che sarebbe stata presa, vale a dire il via libera
all’organizzazione di pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje. Per quanto
riguarda i pellegrinaggi, nonostante i divieti, di fatto si sono sempre
svolti e sarebbe anche difficile immaginare di proibire a dei fedeli di
andare a pregare in una parrocchia. Medjugorje è stata peraltro visitata
da vescovi e cardinali. L’affermazione «Da oggi le diocesi possono
organizzare pellegrinaggi ufficiali» fa pensare ad una decisione presa
di recente a questo proposito. Dal Vaticano però fanno sapere che Papa Francesco «non ha dato di
recente alcuna istruzione riguardante Medjugorje». Ciò ovviamente non
significa che si opponga ai pellegrinaggi, tutt’altro. Significa però
che al momento non sono state prese decisioni o date nuove istruzioni. Come si sa, il Pontefice ha più volte espresso il suo apprezzamento
per il lavoro svolto dalla commissione su Medjugorje guidata dal
cardinale Camillo Ruini e composta da cardinali, teologi, esperti in
mariologia. La commissione aveva concluso con un parere favorevole al
riconoscimento della soprannaturalità delle prime 7 presunte
apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, distinguendo
nettamente queste da tutto ciò che è successo dopo (e che di fatto
ancora continua). Inoltre la commissione sottolineava l’importanza di
scorporare Medjugorje dalla diocesi di Mostar, creando una nuova diocesi
o un santuario alle dirette dipendenze dalla Santa Sede. LEGGI - Medjugorje, ecco le conclusioni della relazione Ruini L’iter della discussione sulle conclusioni della commissione Ruini è
stato lungo. Non è un mistero che nella Congregazione per la dottrina
della fede ci fossero delle opposizioni al riconoscimento della
soprannaturalità. Papa Francesco ha ricevuto i pareri di tutti i
cardinali e vescovi membri dell’ex Sant’Uffizio e bisogna attendere la
sua decisione. Una decisione che, secondo Hoser, arriverà presto.
L’approccio di Bergoglio a questo come pure a fenomeni simili è
sempre stato improntato alla priorità pastorale dell’accompagnamento dei
fedeli e dei pellegrini. L’incarico di Hoser è stato proprio quello di
verificare questo aspetto. Fonte:http://www.lastampa.it/2017/12/09/vaticaninsider/ita/vaticano/medjugorje-culto-autorizzato-il-vaticano-nessuna-decisione-presa-iLeMnGcKFWytFE42fnWk6O/pagina.html
Roma
- «È vero quello che ho detto, anche se forse è stato un po' esagerato
nei toni, ma è assolutamente autentico che si possono organizzare i
pellegrinaggi di preghiera a Medjugorje senza alcun problema, purché
siano spirituali e non riguardino le apparizioni della Madonna ai
veggenti».
Monsignor Henryk Franciszek Hoser, arcivescovo emerito di
Varsavia-Praga, parla a Il Giornale dopo il clamore suscitato dalle sue
parole sul «culto di Medjugorje che è adesso autorizzato». Dal Vaticano
fanno sapere che Papa Francesco non ha dato alcuna istruzione su
Medjugorje ma il delegato di Bergoglio, inviato nella piccola cittadina
della Bosnia-Erzegovina per «indagare» sulla situazione pastorale e per
conoscere le esigenze dei fedeli, precisa oggi che «il decreto che
vietava ai vescovi di organizzare i pellegrinaggi non è più attivo». Monsignore, ci può spiegare meglio? «Posso
dire intanto che il culto mariano a Medjugorje non è assolutamente
vietato, anzi! È sempre accessibile, perché universale. Non serve alcuna
autorizzazione, insomma, per pregare la Madonna!». Lei ha
detto che il vecchio decreto della Conferenza Episcopale della
Jugoslavia che prima della guerra sconsigliava che i vescovi
organizzassero pellegrinaggi a Medjugorje non è più in atto. È così? «Confermo,
prima i pellegrinaggi erano una rarità e durante la guerra si era
ritenuto opportuno procedere così. Quel decreto non è più attivo...». Quindi, per i pellegrinaggi come ci si deve comportare? «Bisogna
distinguere tra il culto e le apparizioni. Se un vescovo vuol
organizzare un pellegrinaggio di preghiera a Medjugorje per pregare la
Madonna, può farlo senza problema. Ma se si tratta di pellegrinaggi
organizzati per andare lì per le apparizioni, non si può, non c'è
l'autorizzazione per farlo». E perché? «Perché
il problema dei veggenti non è ancora risolto. In Vaticano ci stanno
lavorando. Il documento è in Segreteria di Stato e si deve aspettare. E
ovviamente serve un pronunciamento del Papa che ha avuto modo di
studiare la relazione della commissione presieduta dal cardinale Ruini». Paolo
Brosio nel suo ultimo libro «Il Papa e Medjugorje», parla anche dei
presunti veggenti e del loro rapporto turbolento con la diocesi di
Mostar. Lei li ha incontrati? «Sì, per la precisione ho incontrato quattro di loro...». Come li ha trovati? Che ne pensa? «Li ho trovati bene, ma non posso parlare di questa cosa, mi scusi». E a Medjugorje cosa ha riscontrato? «Devo
dire che ho riscontrato un culto corretto, cristocentrico, classico.
Non ho trovato aspetti strani o non conosciuti dalla Chiesa...». E i preti che arrivano lì come si comportano? «Si
comportano bene devo dire, confessano moltissimo. Non è un luogo di
vacanza, non ci sono circostanze tali che possano far pensare al fatto
che i preti vadano lì per divertirsi». Lei ha citato un cardinale albanese che ha benedetto i fedeli a Medjugorje dopo aver avuto l'autorizzazione del Papa. «Sì,
il cardinale Ernest Simoni prima di andare lì ha chiesto al Santo Padre
se poteva farlo e Francesco ha detto di andare assolutamente e di
benedire il popolo di Dio anche da parte sua».