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martedì 7 marzo 2017

La cosa più grande da portare a casa da Medjugorje sono i messaggi della Madonna.

JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all'inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.

PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all'inferno?

JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.

PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell'aldilà, come per dire: "Attenzione perché...?"

JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in Paradiso.

PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l'inferno affinché poi, come d'altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.

JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene... PADRE LIVIO: Comunque anche la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito, che ti ha arrecato una così grande pena...

JAKOV: Sì, una grande pena per la gente....

PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?

JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così tanto per salvarsi?

PADRE LIVIO: È proprio così!

JAKOV:
Ci voleva così poco. Solo...

PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?

JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì consiste nell'aprire il nostro cuore a Dio.

PADRE LIVIO:
Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.

JAKOV: Sicuramente, chiederla.

PADRE LIVIO:
Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?

JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei.

PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla nella condizione di poterci aiutare.

JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e donarle il nostro cuore.

PADRE LIVIO:
È chiaro che non ci può salvare se noi non vogliamo.

JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite noi.

PADRE LIVIO: D'accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone che si trovano all'inferno non hanno voluto aprirsi?

JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l'amore di Dio.

PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.

JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito il desiderio di Dio.

PADRE LIVIO: Alla radice però c'è sempre una chiusura.

JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono: "Alle apparizioni non crediamo". Ma come mai non ci si crede? Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes, a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora non credono.

PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.

JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio.

PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera, con l'esempio e penso anche con i nostri sacrifici.

JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: "Dobbiamo fare in questo modo, dobbiamo fare in quest'altro", ma poi non mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.

PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.

JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio opera tramite noi.

PADRE LIVIO: Così deve essere.

JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.


 PADRE LIVIO: Bene Jakov ora vediamo quali messaggi la Madonna ci ha dato per guidarci verso la salvezza eterna. Non vi è dubbio infatti che lei, come madre, sia stata cosi tanto tempo con noi per aiutarci, in un momento difficile per l'umanità, sulla via che conduce al Cielo. Quali sono i messaggi che la Madonna ha dato a te?
JAKOV: Sono i messaggi principali.
PADRE LIVIO: Quali?
JAKOV: Sono la preghiera, il digiuno, la conversione, la pace e la santa Messa.
PADRE LIVIO: Dieci qualcosa sul messaggio della preghiera.
JAKOV: Come tutti sappiamo la Madonna ci invita ogni giorno a recitare le tre parti del rosario. E quando ci invita a pregare il rosario, o in genere quando ci invita a pregare, vuole che lo facciamo col cuore. PADRE LIVIO: Secondo te che cosa vuoi dire pregare col nostro cuore?
JAKOV: È una domanda difficile per me, perché io penso che nessuno potrà mai descrivere la preghiera con il cuore, ma solamente provarla.
PADRE LIVIO: È quindi un'esperienza che uno deve cercare di fare.
JAKOV: In realtà penso che quando sentiamo il bisogno nel nostro cuore, quando sentiamo che il nostro cuore ha bisogno della preghiera, quando sentiamo la gioia nel pregare, quando sentiamo la pace nel pregare, allora preghiamo col cuore. Non dobbiamo però pregare come se fosse un obbligo, perché la Madonna non forza nessuno. Infatti, quando lei è apparsa a Medjugorje e ha chiesto di seguire i messaggi, non ha detto: "Dovete accettarli", ma ha sempre invitato.
PADRE LIVIO: Senti un po' Jacov la Madonna prega?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Come prega?
JAKOV: Certamente lei prega Gesù perché...
PADRE LIVIO: Ma tu non l'hai mai vista pregare?
JAKOV: Lei prega sempre con noi il Padre nostro e il Gloria al Padre.
PADRE LIVIO: Suppongo che preghi in un modo tutto particolare.
JAKOV: Si.
PADRE LIVIO: Se ti è possibile, prova a descrivere come prega. Sai perché ti faccio questa domanda? Perché Bernadette rimase così impressionata dal modo con cui la Madonna aveva fatto il segno della santa croce, che quando le dicevano: "Mostraci come la Madonna fa il segno di croce", lei si rifiutava dicendo: "È impossibile fare il segno della santa croce come lo fa la santa Vergine". Ecco perché ti chiedo di tentare, se ti è possibile, di raccontarci come la Madonna prega.
JAKOV: Non possiamo, perché prima di tutto non è possibile rappresentare la voce della Madonna, che è una voce bellissima. Inoltre, anche il modo con cui la Madonna pronuncia le parole è bellissimo.
PADRE LIVIO: Intendi dire le parole del Padre nostro e del Gloria al Padre?
JAKOV: Si, le pronuncia con una dolcezza che non riesci a descrivere, a tal punto che se l'ascolti poi desideri e cerchi di pregare come lo fa la Madonna.
PADRE LIVIO: Straordinario!
JAKOV: E si dice: "Ecco come è la preghiera col cuore! Chissà quando arriverò anch'io a pregare come fa la Madonna".
PADRE LIVIO: La Madonna prega col cuore?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Quindi anche tu, vedendo la Madonna pregare, hai imparato a pregare?
JAKOV: Un po' ho imparato a pregare, ma non potrò mai pregare come la Madonna.
PADRE LIVIO: Sì, certo. La Madonna è la preghiera fatta carne.
PADRE LIVIO: Oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre quali altre preghiere ha recitato la Madonna? Ho sentito dire, mi pare da Vicka, ma non ne sono sicuro, che in alcune occasioni ha recitato il Credo.
JAKOV: No, la Madonna con me no.
PADRE LIVIO: Con te no? Mai?
JAKOV: No, mai. Qualcuno di noi veggenti ha chiesto alla Madonna quale era la sua preghiera preferita e lei ha risposto: "Il Credo".
PADRE LIVIO: Il Credo?
JAKOV: Sì, il Credo.
PADRE LIVIO: Non hai mai visto la Madonna fare il segno della santa croce?
JAKOV: No, come me no.
PADRE LIVIO: Evidentemente ci deve bastare l'esempio che ci ha dato a Lourdes. Allora, oltre il Padre nostro e il Gloria al Padre, non avete recitato altre preghiere con la Madonna. Ma senti, la Madonna non ha mai recitato 1'Ave Maria?
JAKOV: No. Infatti a noi all'inizio questo sembrava strano e ci chiedevamo: "Ma perché non recita l'Ave Maria?". Una volta, durante l'apparizione, dopo aver recitato insieme alla Madonna il Padre nostro, ho continuato con l'Ave Maria, ma quando mi sono reso conto che la Madonna, invece, recitava il Gloria al Padre, mi sono fermato e ho continuato con lei.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov, che altro potresti dire della grande catechesi che la Madonna ci ha offerto sulla preghiera? Quali sono gli insegnamenti che tu ne hai tratto per la tua vita?
JAKOV: Penso che la preghiera è qualcosa di fondamentale per noi. Diventa come un cibo per la nostra vita. Ho accennato anche prima a tutte quelle domande che ci poniamo sul senso della vita: penso che non esista nessuno al mondo che non si è mai posto degli interrogativi su se stesso. Le risposte possiamo averle soltanto nella preghiera. Tutta quella gioia che noi cerchiamo in questo mondo la possiamo avere soltanto nella preghiera. 
PADRE LIVIO: E’ vero!
JAKOV: Le nostre famiglie possiamo averle sane soltanto con la preghiera. I nostri bambini crescono sani soltanto con la preghiera. PADRE LIVIO: Quanti anni hanno i tuoi bambini?
JAKOV: I miei bambini hanno uno cinque anni, uno tre e uno due mesi e mezzo.
PADRE LIVIO: A quello che ha cinque anni hai già insegnato a pregare?
JAKOV: Sì, Arianna è capace di pregare.
PADRE LIVIO: Quali preghiere ha imparato?
JAKOV: Per ora il Padre nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre.
PADRE LIVIO: Prega da sola o con voi in famiglia?
JAKOV: Prega con noi, si.
PADRE LIVIO: Voi, in famiglia, che preghiere recitate?
JAKOV: Preghiamo il rosario.
PADRE LIVIO: Tutti i giorni?
JAKOV: si e anche i "sette Pater, Ave e Gloria", che quando i bambini sono andati a letto, recitiamo insieme alla loro mamma.
PADRE LIVIO: I bambini non inventano qualche preghierina?
JAKOV: Si, a volte, li lasciamo pregare da soli. Vediamo che cosa vogliono dire a Gesù o alla Madonna.
PADRE LIVIO: Dicono anche delle preghiere spontanee?
JAKOV: Spontanee, proprio inventate da loro.
PADRE LIVIO: Certo. Anche quella piccola di tre anni?
JAKOV: Quella di tre anni si arrabbia un po'.
PADRE LIVIO: Ah sì? Fa qualche capriccio?
JAKOV: Si, quando le diciamo: "Adesso dobbiamo pregare un po'"
PADRE LIVIO: E allora insisti?
JAKOV: Penso che la cosa più importante è che i bambini devono ricevere l'esempio in famiglia.
PADRE LIVIO: l'esempio fa più di qualsiasi parola.
JAKOV: Non li possiamo obbligare, perché ai bambini di tre anni non puoi dire: "Mettiti qui seduto per quaranta minuti", perché non lo accetta. Però penso che i figli debbano vedere l'esempio della preghiera nella famiglia. Devono vedere che esiste Dio nella nostra famiglia e che gli dedichiamo il nostro tempo.
PADRE LIVIO: Certo e comunque i genitori devono, con l'esempio e l'insegnamento, incominciare con i bambini fin da quando sono molto piccoli.
JAKOV: Ma sicuramente. Fin da quando sono piccoli bisogna far loro conoscere Dio, conoscere la Madonna e parlare loro della Madonna come loro madre, come ne abbiamo parlato noi prima. Bisogna far sentire al bambino che la "Madonnina" è la sua mamma che sta nel Paradiso e che lo vuole aiutare. Però i bambini devono conoscere queste cose fin dall'inizio.
JAKOV: Conosco tanti pellegrini che vengono a Medjugorje. Si chiedono dopo venti o trent'anni: "Perché i miei figli non pregano?". Però se tu chiedi loro: "Avete pregato qualche volta in famiglia?", rispondono di no. Allora come si può aspettare che un figlio di venti o trent'anni preghi, quando non ha mai vissuto la preghiera in famiglia e non ha mai sentito che esiste Dio nella famiglia?
PADRE LIVIO: Dai messaggi emerge con chiarezza una grande preoccupazione della Madonna per la preghiera in famiglia. Si vede come lei insiste molto su questo punto.
JAKOV: Sicuramente, perché penso che tutti i problemi che abbiamo in famiglia li possiamo risolvere soltanto con la preghiera. È la preghiera ciò che fa rimanere unita la famiglia, evitando tutte quelle separazioni che oggi avvengono poco tempo dopo il matrimonio.
PADRE LIVIO: Purtroppo è una ben triste realtà
JAKOV: Perché? Perché non c'è Dio, perché nelle famiglie non abbiamo i valori. Se abbiamo Dio,
nelle famiglie ci sono i valori. Certi problemi, che noi pensiamo essere gravi, si minimizzano, se li possiamo risolvere insieme, mettendosi davanti alla croce e chiedendo a Dio la grazia. Si risolvono mettendosi a pregare insieme.

PADRE LIVIO: Vedo che hai ben assimilato l'invito della Madonna per la preghiera in famiglia.
PADRE  LIVIO: Senti, come vi ha condotto la Madonna a scoprire Gesù, l'Eucaristia e la santa Messa?
JAKOV: Nel modo che ho detto, come una madre. Perché se noi abbiamo avuto quel dono di Dio di vedere la Madonna, pero abbiamo anche dovuto accettare quello che la Madonna ci diceva. Non posso dire che tutto sia stato subito facile fin dall'inizio. Quando si ha dieci anni e la Madonna ti dice di pregare tre rosari, pensi: "Oh mamma, come faccio a pregare tre rosari?". Oppure ti dice di andare a Messa e nei primi tempi stavamo in chiesa per sei o sette ore. Andando in chiesa vedevo i miei amici giocare a pallone sui campi e una volta mi sono detto: "Ma perché non posso giocare anch'io?". Però adesso, quando penso a quei momenti e considero tutto quello che ho ricevuto, mi pento per averlo pensato, sia pure per una sola volta.
PADRE LIVIO: Mi ricordo che, quando venni a Medjugorje nel 1985, tu verso le quattro eri già lì nella casa di Marija per aspettarla e andare insieme in chiesa per i rosari, l'apparizione e la santa Messa. Si tornava alla sera verso le nove. In pratica la tua mattinata era dedicata alla scuola e il pomeriggio era per i compiti e la preghiera, senza poi contare gli incontri con i pellegrini. Non è male per un ragazzo di dieci anni.
JAKOV: Quando, però, conosci l'amore della Madonna, quando capisci quanto Gesù ti ama e quanto lui ha fatto per te, allora anche tu rispondi con il cuore aperto.
JAKOV: Sicuramente, per i nostri peccati.
PADRE LIVIO: Anche per i miei e per i tuoi.
JAKOV: Per i miei e per quelli degli altri.
PADRE LIVIO: Certo. Senti, Marija e Vicka hanno detto in più occasioni che la Madonna vi ha fatto vedere Gesù il Venerdì Santo. Anche tu l'hai visto?
JAKOV: Sì. È stata una delle prime apparizioni.
PADRE LIVIO: Come l'avete visto?
JAKOV: Abbiamo visto Gesù sofferente. l'abbiamo visto fino a mezzo busto. Sono rimasto molto impressionato... Sai quando i genitori ti raccontano che Gesù è morto in croce, che Gesù ha sofferto e che anche noi, come si racconta ai bambini, lo abbiamo fatto soffrire quando non siamo stati bravi e non abbiamo ascoltato i genitori? Ebbene, quando tu vedi che realmente Gesù ha sofferto così, allora ti dispiace anche per le minime cose sbagliate che hai fatto nella tua vita, anche per quelle così piccole che forse eri innocente o le avevi fatte con innocenza... ma in quel momento lì, ti dispiace per tutto.
PADRE LIVIO: Mi pare che in quella occasione la Madonna vi avrebbe detto che Gesù ha sofferto per i nostri peccati?
PADRE LIVIO: Non dovremmo dimenticarlo.
JAKOV: Però la cosa che ti fa soffrire di più è che purtroppo ancora tanti fanno soffrire Gesù con i loro peccati.
PADRE LIVIO: Dal mistero della Passione passiamo a quello del Natale. È vero che avete visto Gesù Bambino, appena nato?
JAKOV: Sì, ogni Natale.
PADRE LIVIO: Nell'ultimo Natale, quando hai visto la Madonna per la prima volta, dopo quel dodici Settembre in cui ti ha dato il decimo segreto, la Madonna ti è apparsa ancora col Bambino?
JAKOV: No, è venuta da sola.
PADRE LIVIO: È venuta da sola, senza il Bambino?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Mentre quando ricevevi le apparizioni quotidiane veniva ogni Natale col Bambino Gesù?
JAKOV: Sì, veniva col Bambino Gesù.
PADRE LIVIO: E com'era il Bambino Gesù?
JAKOV: Gesù Bambino non si vedeva tanto perché la Madonna l'aveva sempre coperto col suo velo.
PADRE LIVIO: Col suo velo?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Quindi non l'avete mai visto proprio bene?
JAKOV: Ma la cosa che fa più tenerezza è proprio l'amore della Madonna verso questo Figlio.
PADRE  LIVIO: Ti ha colpito l'amore materno di Maria per Gesù?
JAKOV: Vedendo l'amore della Madonna per questo Figlio, subito senti l'amore della Madonna verso di te. PADRE LIVIO: Cioè dall'amore che la Madonna ha per il Bambino Gesù tu senti...
JAKOV: E anche come tiene questo Bambino...
PADRE LIVIO: Come lo tiene?
JAKOV: In un modo che tu senti subito l'amore che lei ha anche per te.
PADRE LIVIO: Sono ammirato e colpito da quanto hai detto. Ma ora ritorniamo al tema della preghiera.
La santa Messa
PADRE LIVIO: Secondo te perché la Madonna tiene così tanto alla santa Messa?
JAKOV: Penso che durante la santa Messa abbiamo tutto, riceviamo tutto, perché è presente Gesù. Gesù dovrebbe essere, per ogni cristiano, il centro della propria vita e insieme a lui dovrebbe divenirlo la chiesa stessa. È per questo che la Madonna ci invita ad andare alla santa Messa e dà ad essa così tanta importanza. PADRE LIVIO: l'invito della Madonna è solo per la Messa festiva o anche per la Messa quotidiana?
JAKOV: Anche nei giorni feriali, se è possibile. Sì.
PADRE LIVIO: Alcuni messaggi della Madonna invitano anche alla confessione. A te la Madonna non ha mai parlato della confessione?
JAKOV: La Madonna ha detto che dobbiamo confessarci almeno una volta al mese. Non c'è uomo su questa terra che non abbia bisogno di confessarsi, perché, parlo della mia esperienza, quando ti confessi ti senti proprio puro nel tuo cuore, ti senti come più leggero. Perché quando tu, andando dal sacerdote e chiedendo scusa al Signore, a Gesù, anche per i peccati più lievi, prometti e cerchi di non ripeterli più, allora ricevi il perdono e ti senti puro e leggero.
PADRE LIVIO: Molti evitano di confessarsi con questa scusa: "Perché devo confessarmi dal sacerdote, quando potrei confessare i miei peccati direttamente a Dio?"
JAKOV: Penso che questo atteggiamento dipende dal fatto che purtroppo, oggi tante persone hanno perso il rispetto per i sacerdoti. Non hanno capito che qui su questa terra il sacerdote rappresenta Gesù.
JAKOV: Tanti rivolgono ai sacerdoti delle critiche, ma non capiscono che anche il sacerdote è un uomo come tutti noi. Gli rivolgiamo delle critiche, invece di andare a parlare con lui e di aiutarlo con la nostra preghiera. La Madonna ha detto tante volte che
dobbiamo pregare per i sacerdoti, proprio per avere dei sacerdoti santi, quindi, dobbiamo pregare per loro, invece di criticarli. Ho sentito tante volte i pellegrini che si lamentano dicendo: "Il mio parroco non vuole questo, il mio parroco non vuole quello.. .11 mio parroco non vuole pregare...". Ma tu vai a parlare con lui, chiedigli perché succede questo, prega per il tuo parroco e non criticarlo.

JAKOV: I nostri sacerdoti hanno bisogno del nostro aiuto.   
PADRE LIVIO: Quindi la Madonna più volte ha sollecitato a pregare per i sacerdoti?
JAKOV: Si veramente tante volte. In modo particolare attraverso Ivan, la Madonna ci invita a pregare per i sacerdoti.
PADRE LIVIO: Tu personalmente hai mai sentito la Madonna invitare a pregare per il Papa?
JAKOV: No, a me non l'ha detto mai, ma agli altri si.
PADRE LIVIO: Dopo la preghiera qual è il messaggio più importante?
JAKOV: La Madonna ci chiede anche il digiuno.
PADRE LIVIO: Che tipo di digiuno chiede?
JAKOV: La Madonna ci chiede il digiuno a pane e acqua, il mercoledì e il venerdì. Però, quando la Madonna ci chiede il digiuno, desidera che si faccia veramente con amore verso Dio. Non diciamo, come tante volte succede, "Se digiuno mi sento male", oppure digiunare tanto per farlo, piuttosto è meglio non farlo. Noi dobbiamo veramente digiunare col nostro cuore e offrire il nostro sacrificio.
Ci sono tanti malati che non possono fare il digiuno, però loro possono offrire qualcosa, ciò a cui sono attaccati di più. Però deve essere fatto veramente con amore.

Vi è certamente un po' di sacrificio quando si digiuna, però se guardiamo a che cosa Gesù ha fatto per noi, che cosa ha sopportato per tutti noi, se guardiamo alle sue umiliazioni, il nostro digiuno che cos'è? È soltanto una piccola cosa.

Penso che dobbiamo cercare di capire una cosa, che, purtroppo, in molti non abbiamo ancora capito: quando digiuniamo o quando preghiamo, per l'utilità di chi lo facciamo?

A pensarci bene lo facciamo per noi stessi, per il nostro futuro, persino per la nostra salute. Non vi è dubbio che tutte queste cose sono a nostro vantaggio e per la nostra salvezza.

Lo dico spesso ai pellegrini: la Madonna sta benissimo in Paradiso e non ha nessun bisogno di scendere qui sulla terra. Però lei ci vuole salvare tutti, perché il suo amore verso di noi è immenso.

Noi dobbiamo aiutare la Madonna affinché noi stessi possiamo salvarci. 

Ecco perché dobbiamo accettare ciò a cui ci invita nei suoi messaggi.

PADRE LIVIO: C'è una cosa in quello che dici che mi colpisce molto. È cioè la chiarezza con cui hai capito che la presenza della Madonna per così tanto tempo fra noi ha come fine ultimo la salvezza eterna delle anime. Tutto il piano della Redenzione è orientato a questo fine ultimo. Nulla infatti è più importante della salvezza della nostra anima. Ecco, mi colpisce e in un certo senso mi edifica il fatto che un ragazzo di 28 anni lo abbia capito, mentre tanti cristiani, compresi anche alcuni sacerdoti, non l'hanno forse ancora compreso come dovrebbero.
JAKOV: Sicuramente. l'ho capito perché la Madonna viene proprio per questo motivo, per salvarci, per salvare noi, per salvare le nostre anime. Poi, quando noi abbiamo conosciuto Dio e il suo amore, allora anche noi possiamo aiutare la Madonna a salvare tante anime.
PADRE LIVIO: Certo, dobbiamo essere strumenti nelle sue mani per la salvezza eterna delle anime dei nostri fratelli.
JAKOV: Sì, suoi strumenti, sicuramente. PADRE LIVIO: Quindi quando la Madonna dice: "Ho bisogno di voi", lo dice in questo senso?
JAKOV: Lo dice in questo senso. Però, dobbiamo capire che, per essere di esempio verso gli altri, per aiutare a salvare le altre anime, noi per primi dobbiamo essere quelli che sono stati salvati, noi per primi dobbiamo essere quelli che hanno accettato i messaggi della Madonna. Poi, dobbiamo viverli nelle nostre famiglie e cercare di convertire la nostra famiglia, i nostri figli e poi tutto il resto, tutto il mondo.
La cosa più importante è di non obbligare nessuno, perché purtroppo tanti litigano per Dio, ma Dio non è nei litigi, Dio è amore e quando noi parliamo di Dio dobbiamo parlarne con amore, senza forzare nessuno.

PADRE LIVIO: Certo, dobbiamo dare la nostra testimonianza in modo gioioso.
JAKOV: Sicuramente, anche nei momenti difficili.
PADRE LIVIO: Dopo i messaggi della preghiera e del digiuno, che cosa chiede la Madonna?
JAKOV: La Madonna dice di convertirci.
PADRE LIVIO: Che cosa è, secondo te, la conversione?
JAKOV: È difficile parlare della conversione. Conversione è conoscere qualcosa di nuovo, sentire il nostro cuore riempirsi di qualcosa di nuovo e di più, almeno così è stato per me quando ho conosciuto Gesù. L'ho conosciuto nel mio cuore e ho cambiato la mia vita. Ho conosciuto qualcosa di più, una cosa bellissima, ho conosciuto un nuovo amore, ho conosciuto un'altra gioia che prima non conoscevo. Questa è nella mia esperienza la conversione.
PADRE LIVIO: Quindi anche noi che già crediamo dobbiamo convertirci?
JAKOV: Certamente anche noi dobbiamo convertirci, aprire il nostro cuore e accettare e accogliere Gesù. La cosa più importante per ogni pellegrino è proprio la conversione, il cambiamento della propria vita. Purtroppo tanti, quando vengono a Medjugorje, cercano oggetti da comprare per portarli a casa. Acquistano rosari o madonne bianche, (come quella che ha pianto a Civitavecchia).
Ma dico sempre ai pellegrini che la cosa più grande da portare a casa da Medjugorje sono i messaggi della Madonna. Questo è il più prezioso souvenir che possono portare. È inutile portare a casa rosari, madonne e crocefissi, se poi non preghiamo il santo Rosario o non ci inginocchiamo mai in preghiera davanti al Crocifisso. Questa è la cosa più importante: portare i messaggi della Madonna. Questo è il più grande e il più bel souvenir da Medjugorje.

PADRE LIVIO: Da chi hai imparato a pregare davanti al Crocifisso?
JAKOV: La Madonna ci ha chiesto tante volte di pregare davanti al Crocifisso. Sì, penso che dobbiamo renderci conto di quello che abbiamo fatto, di quello che stiamo facendo ancora, di come facciamo soffrire Gesù.
PADRE LIVIO: Frutto della conversione è la pace.
JAKOV: Si, la pace. La Madonna, come sappiamo, si è presentata come Regina della pace. Già al terzo giorno, tramite Marija, la Madonna sulla montagna ha ripetuto tre volte "Pace" e ci ha invitato, non so quante volte nei suoi messaggi, a pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Di quale pace la Madonna intende parlare?
JAKOV: Quando la Madonna invita a pregare per la pace, per prima cosa dobbiamo avere noi la pace nel nostro cuore, perché, se non abbiamo la pace nel nostro cuore, non si può pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Come si fa ad avere la pace nel proprio cuore?
JAKOV: Avendo Gesù e chiedendo grazie a Gesù, come abbiamo detto prima parlando della preghiera dei bambini, quando i bambini pregano innocenti, ognuno con le proprie parole. Dicevo prima che la preghiera non è solo quella del "Padre nostro", "Ave Maria" e "Gloria al Padre". La nostra preghiera è anche la nostra conversazione con Dio. Chiediamo a Dio la pace nel nostro cuore, chiediamogli di sentire lui nel nostro cuore, perché solo Gesù è quello che ci porta la pace. Solo tramite lui possiamo conoscere la pace nel nostro cuore.
PADRE LIVIO: Dunque Jakov, se uno non ritorna a Dio non può avere la pace. Senza conversione non c'è la vera pace, quella che viene da Dio e che dà tanta gioia.
JAKOV: Sicuramente. È così. Se vogliamo pregare per la pace nel mondo, dobbiamo prima avere la pace in noi stessi e poi la pace nelle nostre famiglie e poi pregare per la pace in questo mondo. Quando poi si parla della pace nel mondo, sappiamo tutti quale bisogno di pace abbia questo mondo, con tutto ciò che succede ogni giorno. Però, come tante volte ha detto la Madonna, voi, con la vostra preghiera e col vostro digiuno potete ottenere ogni cosa. Potete persino fermare le guerre. È questa l'unica cosa che possiamo fare.
PADRE LIVIO: Senti Jakov, perché secondo te la Madonna è stata così tanto tempo? Perché sta ancora per così tanto tempo?
JAKOV: Non mi sono mai posto questa domanda e rimango male quando me la fanno. Dico sempre di rivolgersi alla Madonna con queste parole: "Grazie Madonna perché stai così tanto tempo con noi e grazie perché è una grande grazia che noi possiamo avere".
PADRE LIVIO: È senza dubbio una grande grazia.
JAKOV: È una grande grazia che ci viene donata e infatti ci rimango male quando mi rivolgono questa domanda. Dobbiamo ringraziare Dio e chiedergli che la Madonna stia ancora a lungo con noi.
PADRE LIVIO: È normale che un intervento così nuovo, insieme a gratitudine, sollevi anche stupore. A volte mi chiedo se questo non avvenga perché il mondo ha un bisogno estremo dell'aiuto della Madonna.
JAKOV: Sì, veramente. Se guardiamo ciò che succede: terremoti, guerre, separazioni, droga, aborti, vediamo che forse queste cose non sono mai avvenute come oggi e penso che questo mondo non abbia mai avuto bisogno di Gesù come in questo momento. La Madonna è venuta per questo motivo e rimane per questo motivo. Noi dobbiamo ringraziare Dio, perché la invia per offrirci ancora una volta l'occasione di convertirci.
PADRE LIVIO: Guardiamo un po' al futuro Jakov. Guardando all'avvenire la Madonna ha delle espressioni che aprono il cuore alla speranza. Lei, nei messaggi del 25 del mese, afferma che vuole costruire con noi il nuovo mondo della pace e lei dice che è impaziente di realizzare questo progetto. Secondo te ce la farà?
JAKOV: A Dio tutto è possibile.
PADRE LIVIO: È una risposta molto evangelica!
JAKOV: A Dio tutto è possibile, però dipende anche da noi. Mi viene sempre in mente una cosa. Voi sapete che in Bosnia Erzegovina, prima che scoppiasse la guerra, la Madonna ci invitò per dieci anni a pregare per la pace.
PADRE LIVIO: Dal 26 Giugno 1981, giorno in cui la Madonna piangendo diede il messaggio della pace a Marija, al 26 Giugno 1991 giorno in cui scoppiò la guerra, sono dieci anni esatti.
JAKOV: Per tanti anni la gente si chiedeva perché mai questa preoccupazione per la pace. Ma, quando è scoppiata la guerra, allora si diceva: " Ecco perché ci ha invitato". Ma che non fosse scoppiata la guerra dipendeva da noi. La Madonna ci invita ad aiutarla a cambiare tutto questo.
PADRE LIVIO: Dobbiamo fare la nostra parte.
JAKOV: Però non dobbiamo aspettare l'ultimo momento e dire: "Ecco perché la Madonna ci ha chiamato". Penso che anche oggi, purtroppo, tanti di noi si chiedono che cosa succederà nel futuro, chissà quali punizioni Dio ci darà e cose di questo genere...
PADRE LIVIO: La Madonna ha mai parlato della fine del mondo?
JAKOV: No e neppure dei tre giorni di buio e quindi non dovete preparare né cibo, né candele. Alcuni mi chiedono se provo la pesantezza di mantenere i segreti. Ma, penso che ogni persona che ha conosciuto Dio, che ha scoperto il suo amore e che porta Gesù nel suo cuore, non deve avere paura di niente e dovrebbe essere pronta ogni momento della sua vita per Dio.
PADRE LIVIO: Se Dio è con noi, non dobbiamo avere paura di nulla, tanto meno di incontrarlo.
JAKOV: Dio ci può chiamare ogni momento della nostra vita.
PADRE LIVIO: Certo!
JAKOV: Non dobbiamo guardare avanti dieci anni o cinque anni.
PADRE LIVIO: Può essere anche domani.
JAKOV: Noi dobbiamo in ogni momento essere pronti per lui.
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/jacov/06-int1-5.php

lunedì 6 marzo 2017

I medici gli avevano dato un mese di vita, va a Medjugorje e la metastasi scompare miracolosamente

Bruno Marcello, guarito a Medjugorje da un tumore in metastasi


La storia di Bruno Marcello è un grande miracolo avvenuto a Medjugorje nel 2009. Lui era malato di tumore, un tumore raro che lo aveva subito straziato, contaminando tutto il suo corpo di cellule malate e andate subito in metastasi. I medici gli avevano dato un mese di vita (giusto il tempo di trascorrere il Natale con i suoi figli).
Poi succede qualcosa di straordinario, Bruno va in pellegrinaggio a Medjugorje, non solo la metastasi scompare miracolosamente, ma lui incontra la fede (da non credente il quale era).
La sua storia ha fatto il giro delle reti televisive nazionali, ed è stata raccontata nel libro di Paolo Brosio “Profumo di lavanda”.

Bruno come sei venuto a conoscenza di questo tumore?
Esattamente nell’estate del 2009. Cominciai ad avvertire dei forti mal di pancia. Il cancro che mi aveva colpito è un tumore rarissimo posizionato all’uraco (il cordone ombelicale che unisce la madre al bambino) e che purtroppo era giunto all’ultimo stadio, quando lo identificarono i medici.
I medici mi dissero che mi rimaneva qualche settimana di vita, eravamo in prossimità al Natale e invece poi, grazie a Dio, le cose cambiarono …
All’inizio sembrava una ciste di 13 cm e invece era già il tumore in sviluppo?
Si, è stato proprio così. All’inizio mi curavano per una diverticolite, mi davano degli antibiotici ma senza ottenere risultati.
Poi mi rivolsi ad un altro medico, e lì facendomi un’ecografia vide questo tumore nel basso ventre. Del mio caso si sono occupati molti dottori.
Successivamente venni ricoverato in ospedale a Genova ed in quell’occasione mi dissero dell’esistenza di questo tumore raro.

A luglio mi operarono per la prima volta asportandomi questa massa di 13 cm. Dopo 2 settimane venni dimesso dall’ospedale e apparentemente stavo bene.
Ma purtroppo il problema non era stato risolto, perché a settembre cominciai ad avere dei dolori all’altezza dello sterno.
Così ritornai dal medico che mi aveva visitato e purtroppo si accorse che stavano crescendo un numero elevato di masse tumorali da per tutto.
Come hai vissuto quei momenti e chi ti stava accanto?
I miei 3 figli mi hanno aiutato ad andare avanti, ero anche sposato (adesso non lo sono più) e mia moglie mi è sempre stata accanto, devo dire che anche la mente è determinante quando ci sono questo tipo di problemi. Ovviamente la fede è fondamentale per affrontare questo tipo di problemi.
Com’è arrivata la chiamata per Medjugorje?
C’è stato veramente un intervento divino.
Venerdì 4 dicembre del 2009, mia cognata si trovava a Genova per fare delle commissioni, entrando in un negozio, subito dopo, entrò un ragazzo che lasciò un volantino di un pellegrinaggio a Medjugorje, così mia cognata gli chiese informazioni sul pellegrinaggio perché voleva portare me.

Questo ragazzo disse a mia cognata che il prossimo viaggio era il 7 dicembre ma non c’erano più posti al massimo ci sarebbe stato un altro pellegrinaggio a Medjugorje nel nuovo anno; ma per me non ci sarebbe stato più tempo.
Succede poi, che mia cognata scrive al tour operator che organizzava i pellegrinaggi di Paolo Brosio e miracolosamente si liberano due posti, che hanno permesso me e mia moglie ad andare Medjugorje.
A Medjugorje sono successe tante cose ed hai ricevuto segni particolari. Puoi raccontarci?
Siamo arrivati a Medjugorje il 7 dicembre e la sera successiva, nel giorno dell’Immacolata, sulla collina delle apparizioni ci sarebbe stata l’apparizione della Madonna al veggente Ivan.
La mia salute era precaria, facevo fatica a camminare per cui non sarei dovuto salire sulla collina, anche perché pioveva fortissimo ma sono stato spronato a salire sul monte.
Sono stato 3 ore quella sera, sul monte, sentivo le persone che pregavano e cominciavo a muovere i miei primi passi con la preghiera.
Devo dire che quando ho iniziato a pregare, la preghiera faceva più effetto degli antidolorifici nel mio corpo.

Ritornando alla sera dell’8 dicembre 2009, alle ore 22:00 vi è stata l’apparizione della Madonna. Aveva smesso anche di piovere e dopo l’apparizione, avevamo cominciato a scendere e durante la discesa non sentivo più i dolori.
Sotto quella pioggia torrenziale vi è stato un altro segno: mia moglie avvertì un forte profumo di lavanda e come ben sappiamo non esiste quel tipo di vegetazione ma nonostante questo, la pioggia avrebbe coperto quel profumo …
Quando ti sei accorto esattamente di essere guarito?
Mi sono reso conto lentamente nei giorni successivi. Tornando a casa dopo il pellegrinaggio, mi sono effettivamente accorto della guarigione.
Ormai avevo preso l’abitudine a toccarmi, in varie parti del mio corpo per sentire queste ghiandole evidenti … ma stranamente, facendo la doccia una sera, toccandomi sotto le ascelle non sentivo più nulla.
Succede un fatto molto strano: il 21 aprile dovevi andare a fare una visita dall’oncologo ma l’infermiera sbagliando il mese, scrisse 21 dicembre.

Infatti Ti presenti con 4 mesi di anticipo. Che succede poi?
Mi presentai il 21 dicembre e i medici si stranirono di vedermi in ospedale dopo 2 settimane.
Ma oggi capisco che quell’errore è stato un segno di Dio perché poi in quell’occasione mi visitarono; la dottoressa cercava di individuare le ghiandole e le cellule malate sul mio corpo, ma palpandomi in tutto il corpo non riusciva a trovare nulla.
Così la dottoressa incredula, chiamò il medico ma anche lui palpando il mio corpo … non trovò la presenza delle ghiandole malate.
Oggi com’è la tua fede?

La mia fede è fatta di alti e bassi come tutti i comuni mortali. Ho la consapevolezza di dovermi confrontare con il Padre Eterno adesso e dopo questa vita; la mia paura è di essere giudicato nel momento in cui arriverò dall’altra parte ma confido in Dio.
Dio legge l’anima di ognuno di noi.

Cosa ti ha insegnato la sofferenza?
La sofferenza mi ha insegnato l’umiltà, ho fatto tanti errori con la mia famiglia che tollero e sopporto grazie alla fede.
Questa malattia mi ha ammorbidito il cuore, ho imparato che vale la pena vivere qualunque cosa ci possa capitare.
Ci sono molte persone che si tolgono la vita, si suicidano mentre ci sono tante persone che lottano per salvare la propria vita.
Sono passati 7 anni dalla mia guarigione ma è sempre emozionante e forte ripercorrere quei momenti, ringrazio Dio per tutto.
Servizio di Rita Sberna


Il 16 marzo ricorrerà l’ 83° anniversario della costruzione della croce sul Križevac a Medjugorje


data: 02.03.2017.
Il 16 marzo prossimo ricorrerà l’ottantatreesimo anniversario della conclusione dei lavori di costruzione della croce sul Križevac e della celebrazione della prima Eucaristia su quel monte che, negli ultimi decenni, è diventato famoso in tutto il mondo. Ricordiamo che l’idea di costruire la croce, in occasione del Giubileo della Redenzione, fu proposta ai parrocchiani dall’allora parroco fra Bernardin Smoljan.
Dal giorno in cui fu presa la decisione di costruirla (21 gennaio 1934) al termine dei lavori passarono soltanto cinquantadue giorni. Nella sua cronaca, il parroco di allora scrive: «La notizia della costruzione della croce si è propagata velocemente in tutta la parrocchia, e tutti attendevano con impazienza un pronto inizio del compimento di quel voto popolare e una sua rapida realizzazione. Ogni invito rivolto alla gente dall’altare trovava riscontro, e tutti gareggiavano tra loro per vedere chi avrebbe contribuito di più a quel progetto. I contributi quindi abbondavano e le singole famiglie fornivano la necessaria forza lavoro, per cui l’opera progrediva oltre ogni aspettativa (…). Il progetto della croce votiva è stato realizzato dall’Ing. Šimun Boras di Mostar, mentre i lavori sono stati diretti da Ante Dugandžić-Redžo di Medjugorje. Cominciati il 12 febbraio, essi erano conclusi già il 10 marzo. (…) Alle 9:00 del mattino del 16 marzo, dalla chiesa, partiva un’imponente processione composta dai Terziari con il vessillo della fraternità del Nome di Gesù e la fiaccola, dai bambini della scuola, dai sacerdoti e da molta gente. Mentre le campane della chiesa suonavano senza sosta, la processione avanzava verso il monte pregando il Rosario e cantando le litanie e i lamenti della Madonna. La vetta del monte era già affollata di persone, che osservavano la processione salire sul monte (…). I Sacri Riti hanno avuto inizio alle ore 10:00. Io ho tenuto alla gente un discorso di circostanza e ho dato lettura della lettera del Ecc.mo Vescovo e di altri saluti ed auguri che mi erano giunti. Poi ho solennemente benedetto la santa croce  e, con il vociante permesso della gente, ho cambiato il nome del monte da “Šipovac” in “Križevac”. Dopo la Benedizione della croce, il parroco di Studeni, P. Grgo Vasilj, ha celebrato una Messa solenne e ha tenuto anche l’omelia».
Il Križevac oggi è divenuto per molti pellegrini di Medjugorje una tappa irrinunciabile. Ogni venerdì pomeriggio parrocchiani e pellegrini vi salgono compiendo il Pio Esercizio della Via Crucis.

sabato 4 marzo 2017

Mueller: "I conosciuti santuari possono aiutare ma...il futuro della Chiesa non dipende da lì"

Medjugorje, Mueller: il futuro della Chiesa non dipende da lì

Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: è stata data un’importanza esagerata a questi fenomeni

Pubblicato il 03/03/2017

Torino
«Mueller»
 «Il futuro della Chiesa non dipende» né da Medjugorje né «da conosciuti santuari come Fatima o Lourdes: aiutano, possono aiutare a fare più presente il messaggio della penitenza per il mondo di oggi» ma la fede è quella che si vive nella vita quotidiana «nella famiglia, nel lavoro, nella parrocchia». Lo dice il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Mueller parlando con l’Ansa. Sul «ruolo dei veggenti, devo dire come cattolico che dobbiamo concentrarci su Gesù Cristo. Ci sono possibilmente alcuni rivelazioni private ma non sostituiscono l’unica rivelazione di Dio in Gesù Cristo». 

LEGGI ANCHE - Il vescovo di Mostar: “Non autentiche le apparizioni di Medjugorje”  

«Alcuni esagerano l’importanza di questi fenomeni, come se fosse quasi un dogma. Anche quando la Chiesa si è dichiarata a favore di eventi di questo genere nessun cattolico è obbligato ad andare là o a crederlo». Così il Prefetto parla del luogo in cui secondo alcuni veggenti apparirebbe la Madonna. Per una pronuncia del Vaticano - dice il Cardinale - «ci vuole tempo, in questo momento è più importante regolare la pastorale, le confessioni». 

 Fonte:http://www.lastampa.it/2017/03/03/vaticaninsider/ita/nel-mondo/medjugorje-mueller-il-futuro-della-chiesa-non-dipende-da-l-btygEYPEH1s028IG0YaITM/pagina.html

giovedì 2 marzo 2017

Alessandro era in "stato vegetativo" e i medici non mi davano speranza di risveglio!


Premetto che provengo da una famiglia in cui la sola credente era mia madre, ma sempre ostacolata nella fede da mio padre, col tempo sono arrivata a definirmi atea. In realtà credevo in Dio, ma rifiutavo i dogmi della Chiesa....
Mia madre morì il 12 luglio 2004. Ed eccoci al giorno fatale...il 12 luglio 2008....Quando ricevo una telefonata da un amico di mio figlio Alessandro....Ale è precipitato con il paracadute da un'altezza che stimano dai 35 ai 50 metri, è stato portato con l'elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna, è gravissimo...sta morendo!
 Partiamo subito, io e mio marito.
 Brescia -Bologna in 50 minuti, ma quei 50 minuti...hanno segnato l'inizio della mia conversione! Non potevo fare altro che pregare! " Padre nostro, Ave Maria, Padre nostro Ave Maria.....Maria Santissima, se lo salvi ti prometto che vado a Lourdes..."
 Arriviamo a Bologna, ci riceve la dottoressa della rianimazione, stanno operando Alessandro alla testa, ma l'emorragia cerebrale è stata talmente massiccia che ci toglie subito ogni speranza! E io continuo a pregare....forse senza convinzione, forse perchè non posso fare altro, però continuo...Ale esce dalla sala operatoria con mezza calotta cranica, lo tengono in rianimazione, ma comunque non ci danno speranze. Per tre giorni e tre notti non ci siamo mossi da quel corridoio davanti al reparto di rianimazione, senza dormire e senza mangiare. Poi qualcuno mi dice che proprio al piano di sopra (12°) c'è la cappelletta dell'ospedale, quella che diventerà la mia casa per tutto l'anno a venire. 
In particolare prediligevo il banco davanti al quadro della Madonna della vita. 
La prima volta che mi sono inginocchiata in preghiera davanti a Lei, ho sentito....non so cosa potesse essere, non una voce, non un pensiero, ma ho sentito queste parole: "Le tue braccia non sono vuote!" 
 Credo che chiunque abbia dei figli capisca quello che significa! Dopo un mese Alessandro è stato dichiarato fuori pericolo, ma con la diagnosi (terribile) di "stato vegetativo" e i medici non mi davano speranza di risveglio! E io continuo a pregare.
Dopo 4 mesi riusciamo a farlo ricoverare (anche se con poche aspettative da parte dei medici) alla "Casa dei risvegli" sempre a Bologna. Io vivo li, accanto a mio figlio, giorno e notte, non lo lascio solo neppure per un attimo e dopo tre mesi sembra che dia degli impercettibili segni ...era gennaio 2009 ! Un giorno di aprile 2009 mi sveglio una mattina con un pensiero fisso DEVO ANDARE A MEDJUGORJE! Mi do un po' della scema, come faccio a lasciare Ale? E poi io ho promesso di andare a Lourdes.....poi non so niente di questo posto, l'ho sentito nominare non so quando e non so da chi...Eppure continuo a pensarci...Lo dico a mio marito e lui mi dice VAI! Boh ! Che ci vado a fare, ci sarà un santuario come gli altri! E poi io non ho mai viaggiato da sola, impensabile andare all'estero sola! Vado, incarico un'agenzia di viaggi telefonicamente, mi trova il volo fino a Dubrovik, l'auto a noleggio, la pensione e dopo 3 giorni sono sull'aereo..sola!. 8 maggio 2009. Arrivo a Medjugorje, mi piazzo davanti alla chiesa e prego, prego, prego...per tre giorni me ne sto li ...perchè NON SAPEVO NIENTE di Medjugorje, Del Cristo risorto, della Collina delle apparizioni, del monte della Croce, non sapevo nemmeno che la Madonna appariva ancora e che esistevano dei veggenti! Niente!
Ma la Gospa pensa sempre a tutto! Così mi fa incontrare un signora anzianisssssima piccola, esile e gentilissima che nelle ultime ore dell'ultimo giorno del mio pellegrinaggio mi fa conoscere tutto ciò che c'è da sapere ! GRAZIE GOSPA! Da allora non riesco a stare lontana per più di tre mesi! E' l'unico posto in cui voglio stare! Ho mantenuto la promessa, sono andata a Lourdes, ma a Medjugorje la Madonna è VIVA (come dice Anna Eccle) davvero! Sono passati 4 anni, Ale lentissimamente migliora, e io, attraverso Maria, sto andando a Gesù! Spero di non avervi annoiato troppo fratelli e sorelle!
 Ma ci tengo a dirvi che sono passati otto anni e Ale adesso cammina
Capisce tutto, non parla, ma comunica con un alfabeto su una tavoletta.
 Certamente è una grazia grande che il Signore ci ha dato e confido in Lui perché sono sicura che ci saranno altri progressi!

Messaggio del 2 marzo 2017 - Medjugorje



Ecco l’ultimo messaggio di Medjugorje del 2 Marzo 2017 dato dalla Regina della Pace alla veggente Mirjana per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio:

“Cari figli, con materno amore vengo ad aiutarvi ad avere più amore, il che significa più fede. Vengo ad aiutarvi a vivere con amore le parole di mio Figlio, in modo che il mondo sia diverso. Per questo raduno voi, apostoli del mio amore, attorno a me.
Guardatemi col cuore, parlatemi come ad una Madre dei vostri dolori, delle vostre sofferenze, delle vostre gioie. Chiedete che preghi mio Figlio per voi. Mio Figlio è clemente e giusto. Il mio Cuore materno desidererebbe che anche voi foste così. Il mio Cuore materno desidererebbe che voi, apostoli del mio amore, parlaste con la vostra vita di mio Figlio e di me a tutti coloro che sono attorno a voi, in modo che il mondo sia diverso, in modo che ritornino la semplicità e la purezza, in modo che ritornino la fede e la speranza. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate col cuore. Pregate con amore, pregate con le buone opere. Pregate perché tutti conoscano mio Figlio, che il mondo cambi, che il mondo si salvi. Vivete con amore le parole di mio Figlio. Non giudicate, ma amatevi gli uni gli altri, affinché il mio Cuore possa trionfare. Vi ringrazio!
Mirjana ha detto che la Madonna ha benedetto i presenti e tutti gli oggetti di devozione portati.


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PORUKA PREKO MIRJANE SOLDO OD 02. OŽUJKA, 2017.
Draga djeco, majčinskom ljubavlju dolazim vam pomoći da imate više ljubavi, a to znači više vjere. Dolazim vam pomoći da živite s ljubavlju riječi moga Sina da bi svijet bio drugačiji. Zato vas, apostoli moje ljubavi, okupljam oko sebe. Gledajte me srcem, govorite mi kao majci o svojim bolima, patnja, o svojim radostima. Tražite da molim svoga Sina za vas. Moj Sin je milostiv i pravedan. Moje majčinsko srce bi željelo da i vi budete takvi. Moje majčinsko srce bi željelo da vi, apostoli moje ljubavi, svima oko sebe svojim životom pričate o mome Sinu i meni, da bi svijet bio drugačiji, da bi se vratila jednostavnost i čistoća, da bi se vratila vjera i nada. Zato, djeco moja, molite, molite, molite srcem, molite ljubavlju, molite dobrim djelima. Molite da bi svi upoznali moga Sina, da bi se svijet promijenio, da bi se svijet spasio. Ljubavlju živite riječi moga Sina. Ne sudite već ljubite jedni druge da bi moje srce moglo pobijediti. Hvala vam.

mercoledì 1 marzo 2017

L'inviato del Papa difende Medjugorje: 'Non si possono negare i frutti di Medjugorje "

 (Traditto da un articolo in croato)

Medjugorje incoraggia lo sviluppo della fede, questi sono i frutti di cui non si può negare, ha detto che il mondo Arcivescovo Papa Francesco ha nominato qualche tempo fa il suo inviato speciale a Medjugorje, il vescovo polacco Henryk Hoser, che ha studiato la questione pastorale. Per molte persone questo appuntamento è servito a creare l'immagine in cui Papa Francesco esegue il controllo rigoroso di Medjugorje. Correlati alle sue dichiarazioni in cui avverte - Maria non è un postino che si verifica ogni giorno, questo appuntamento truccato la situazione e tutti gli interessati a giudizio, il nuovo arcivescovo di Papa trasmettere informazioni. Ha le sue idee sulla Medjugorje già condiviso l'italiano La Fede Quotidiana 15 febbraio e hanno scoperto informazioni significative, i fedeli particolarmente importante, dato il costante supporto attacca Medjugorje. L'Arcivescovo è stato chiesto circa le voci che Papa Giovanni Paolo II aveva forti sentimenti per Medjugorje che ha chiamato il suo santuario. Hoser ha detto: "E 'stato dedicato alla Vergine Maria nel suo complesso, compreso quello a Medjugorje." Vaticano di arcivescovo polacco a Medjugorje ha mandato in vista di una più profonda comprensione della situazione pastorale a Medjugorje, al fine di comprendere meglio le esigenze stessi credenti che ci pellegrinaggio di massa, ma i media senza contare vogliono mostrare come avrebbe indagare sulla veridicità di Medjugorje, dal momento che è, infatti, si prevede di proporre iniziative pastorali in futuro. "Io sarà limitato alla dottrina pastorale e quindi non può rispondere a domande circa la veridicità di Medjugorje", ha detto l'arcivescovo, aggiungendo che per quanto riguarda i frutti della fede, Medjugorje non può essere negato. "I frutti della fede sono dopo di me positiva. Sotto frutti pensare a recitare il Rosario, l'adorazione eucaristica, il digiuno e la penitenza, perché favorisce lo sviluppo di tutta la fede. A Medjugorje, vediamo la gente tornare ai sacramenti, vediamo la conversione, i cambiamenti nello stile di vita, la partecipazione alla celebrazione eucaristica, la confessione, la guarigione e questo è tutto accade a Medjugorje. Non possiamo negare né ignorare la pastorale ". Si stima che più di 2 milioni di pellegrini visitano Medjugorje ogni anno e dice: ". Significa qualcosa per la Chiesa" In difesa del giornalista ha aggiunto che non poteva affrontare gli aspetti teologici e gli eventi di Medjugorje, che sono soggetti alla Pontificia Commissione. "Posso solo agire pastorale". L'Arcivescovo ha concluso la conversazione dicendo: ". Io credo nella Vergine Maria, Credo in tutte le sue manifestazioni" Non è chiaro il motivo per cui gli altri vescovi (Mostar) con il lavoro per il quale ha ottenuto la Pontificia Commissione e quindi negano i frutti evidenti di fede che non può essere l'unico modo - di annullare, se io sono l'inviato del Papa non vogliono fare!

Fonte:http://www.dnevno.hr/vjera/iz-zivota-crkve/papin-izaslanik-obranio-medugorje-ne-mozete-zanijekati-plodove-medugorja-1004202/