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sabato 11 febbraio 2017

Papa Francesco nomina un vescovo per aiutare la parrocchia di Medjugorje

Medjugorje, un inviato del Papa per le esigenze dei fedeli

Francesco nomina il vescovo polacco Hoser: nessuna nuova indagine sulle apparizioni, ma avrà l’incarico di suggerire iniziative pastorali per il futuro



Pubblicato il 11/02/2017

città del vaticano
Il Papa nomina un suo «inviato speciale» a Medjugorje. Ma non per fare un supplemento d’inchiesta sulle apparizioni mariane iniziate nel 1981 e non ancora interrotte, come ipotizzato da alcune anticipazioni. Al centro delle preoccupazioni di Francesco ci sono i tantissimi pellegrini che visitano la parrocchia e il luogo delle prime apparizioni nel paesino dell’Erzegovina divenuto un centro mariano tra i più frequentati del mondo.

«In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre - si legge nel comunicato della Segreteria di Stato vaticana - ha incaricato» monsignor Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), «di recarsi a Medjugorje quale inviato speciale della Santa Sede».

Subito dopo la nota chiarisce i motivi della nomina e ne circoscrive gli obiettivi, smentendo quanti ritenevano che Bergoglio volesse nuove indagini dopo quelle approfondite e durante cinque anni, concluse nel 2015 dalla commissione di porporati ed esperti guidati dal cardinale Camillo Ruini.

«La missione - si legge ancora nel comunicato - ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale». È da sottolineare l’espressione «esclusivamente pastorale», che spiega bene le finalità dell’incarico di Hoser, il quale non dovrà fare lo 007 della Congregazione per la dottrina della fede, ma dovrà entrare nel merito dei problemi pastorali da anni presenti a Medjugorje.

Non è un mistero che un atavico contrasto contrappone i francescani al clero secolare e al vescovo della diocesi competente, che è quella di Mostar. Il vescovo precedente, Pavao Zanic, come pure l’attuale, Ratko Peric, sono profondamente contrari alle apparizioni. Una delle conclusioni alle quali era arrivata la commissione Ruini riguardava proprio i problemi pastorali. Tra le proposte quella di trasformare la parrocchia di Medjugorje in santuario alle dirette dipendenze della Santa Sede. Un’altra possibilità era invece quella di smembrare il territorio di Medjugorje dalla diocesi di Mostar per riesumare una vecchia diocesi soppressa.

Con la nomina di oggi si conferma l’atteggiamento di Papa Francesco nei confronti di questi fenomeni. Nonostante abbia più volte messo in guardia dalla morbosa attenzione verso i «messaggi» e i «segreti» attribuiti alla Madonna, che in alcuni casi finisce per distogliere alcuni fedeli dal cuore del messaggio evangelico, Bergoglio mostra grande rispetto per ciò che avviene in questi luoghi. E nel caso di Medjugorje, milioni di persone vi sono transitate e vi ritornano, partecipando a intense esperienze spirituali e in molti casi scoprendo la fede o ritrovando la fede perduta.

Per quanto riguarda il fenomeno e la sua origine, la commissione Ruini aveva concluso suggerendo un pronunciamento favorevole al riconoscere la natura soprannaturale delle primissime apparizioni mariane, sospendendo invece il giudizio su tutto ciò che è venuto dopo. Com’è noto, secondo il racconto dei veggenti - ragazzi nel frattempo diventati adulti - la Madonna dopo essere apparsa sulla collina vicina al paese e poi nella chiesa parrocchiale, continuerebbe ad apparire loro ad orari o giorni prestabiliti ovunque essi si trovano.

Le conclusioni della commissione Ruini, che aveva valutato un’enorme mole di documenti, analizzato tutti i messaggi, ascoltato tutti i testimoni e più volte gli stessi veggenti, era stata consegnata a Francesco nel 2014. Da allora il dossier è passato alla Congregazione per la dottrina della fede. Il Papa stesso, durante il volo di ritorno da Sarajevo, aveva detto ai giornalisti che Ruini aveva fatto «un bel lavoro», annunciando una imminente discussione del caso all’ex Sant’Uffizio. Ma da allora non ci sono più state novità.

Il segnale della nomina del vescovo polacco indica quale sia la priorità del Pontefice: le esigenze dei pellegrini, la loro cura pastorale. Monsignor Hoser, conclude la nota vaticana «continuerà ad esercitare l’ufficio di arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga» ed è previsto che «completi il suo mandato entro l’estate prossima».

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/02/11/vaticaninsider/ita/vaticano/medjugorje-un-inviato-del-papa-per-le-esigenze-dei-fedeli-bAQjo5BXja873cTvdI5xeN/pagina.html

Il Papa nomina mons. Hoser inviato speciale della S. Sede a Medjugorje



Comunicato della Segreteria di Stato: Nomina dell’Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, 11.02.2017




Testo in lingua italiana
Traduzione in lingua inglese
Testo in lingua italiana
In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre ha incaricato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede.
La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale.
È previsto che S.E. Mons. Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima.
[00219-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua inglese
Special Envoy of the Holy See Named for Medjugorje
On February 11, 2017, the Holy Father entrusted Archbishop Henryk Hoser, S.A.C., bishop of Warsaw-Prague (Poland), to go to Medjugorje as Special Envoy of the Holy See.
The mission has the aim of acquiring a deeper knowledge of the pastoral situation there and above all, of the needs of the faithful who go there in pilgrimage, and on the basis of this, to suggest possible pastoral initiatives for the future. The mission will therefore have an exclusively pastoral character.
Archbishop Hoser, who will continue to exercise his role as bishop of Warsaw-Prague, is expected to finish his mandate as Special Envoy by summer of this year.
[00219-EN.01] [Original text: Italian - working translation]

Fonte:http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/02/11/0092/00219.html

  Il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha sottolineato che "la missione dell'Inviato Speciale è un segno di attenzione del Santo Padre verso i pellegrini. Lo scopo non è inquisitorio, ma strettamente pastorale. L'Inviato non entrerà nella questione delle apparizioni mariane, che sono di competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, e sarà in contatto con il vescovo diocesano, i frati minori francescani - ai quali è affidata la parrocchia di Medjugorje - e con i fedeli del luogo”. Quindi ha concluso: "E' una missione per i pellegrini, non è contro nessuno".
 

Il Papa, manderà a Medjugorje un vescovo di sua stretta fiducia


Comunicato della Segreteria di Stato: Nomina dell’Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, 11.02.2017





Testo in lingua italiana
Traduzione in lingua inglese
Testo in lingua italiana
In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre ha incaricato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede.
La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale.
È previsto che S.E. Mons. Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima.
[00219-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua inglese
Special Envoy of the Holy See Named for Medjugorje
On February 11, 2017, the Holy Father entrusted Archbishop Henryk Hoser, S.A.C., bishop of Warsaw-Prague (Poland), to go to Medjugorje as Special Envoy of the Holy See.
The mission has the aim of acquiring a deeper knowledge of the pastoral situation there and above all, of the needs of the faithful who go there in pilgrimage, and on the basis of this, to suggest possible pastoral initiatives for the future. The mission will therefore have an exclusively pastoral character.
Archbishop Hoser, who will continue to exercise his role as bishop of Warsaw-Prague, is expected to finish his mandate as Special Envoy by summer of this year.
[00219-EN.01] [Original text: Italian - working translation]

Fonte: http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/02/11/0092/00219.html

 Il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha sottolineato che "la missione dell'Inviato Speciale è un segno di attenzione del Santo Padre verso i pellegrini. Lo scopo non è inquisitorio, ma strettamente pastorale. L'Inviato non entrerà nella questione delle apparizioni mariane, che sono di competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, e sarà in contatto con il vescovo diocesano, i frati minori francescani - ai quali è affidata la parrocchia di Medjugorje - e con i fedeli del luogo”. Quindi ha concluso: "E' una missione per i pellegrini, non è contro nessuno".

domenica 5 febbraio 2017

Sosteniamo i giovani volontari nella loro missione a Medjugorje

Gentilissimi
Attraverso questa lettera vogliamo farVi conoscere le attività dell'Associazione Ummanitaria "Le Mani di Maria" e invitarVi di sostenerci in questa Missione.
Associazione Umanitaria "Le Mani di Maria" e nata a Luglio del 2016 a Medjugorje, con un unico obiettivo di aiutare poveri e bisognosi, tutti coloro che si trovano nelle difficoltà.

Prima della fondazione di questa Associazione abbiamo agito per tre anni nella Parrocchia di Medjugorje come Uficcio per i bisognosi.
Per fare del bene ed aiutare il prossimo ci hanno incoraggiato le parole della Madonna Regina della Pace ... " Vi invito anche oggi di esser Amore li dove c'è odio, il cibo li dove c'è la fame. Aprite i vostri cuori figlioli e che le vostre mani siano tese e generose, perché ogni creatura possa Ringraziare A Dio Creatore."

(Messaggio del 25 Settembre 2004)
Ascoltando i Messaggi della Madonna e capendo ciò che Lei vuole da noi, abbiamo deciso di rispondere al Suo invito e di diventare le Sue Mani tese.
Abbiamo compreso che ogni uomo e invitato di fare del bene ed aiutare a migliorare questo mondo, per renderlo più bello e migliore.


Per realizzare tutto ciò non abbiamo bisogno di grandi cose, ma dei piccoli gesti d'amore.
Fino ad ora abbiamo rinnovato diverse case, rifatto e ripulito diversi giardini, visitiamo le Case di riposo per gli anziani e ospedali. Aiutiamo le famiglie numerose, paghiamo le bollette a coloro che non se lo possono permettere, ai malati senza un sussidio statale compriamo i medicinali.

Più di 200 famiglie e persone singole ogni mese ricevono i pacchi con il cibo.
In poco tempo ad aiutare il lavoro di questa Associazione si sono iscritte 50 persone volontari. Si tratta dei giovani volentierosi di Medjugorje e Brotnjo, i quali il loro tempo vogliono donare al fratello e uomo bisognoso.
I volontari hanno regolari incontri di preghiera, riunioni di lavoro e attivamente partecipano nelle attività della Associazione.

Voglio ringraziare a Tutti Coloro che fino ad ora hanno partecipato ai nostri progetti e ci hanno aiutato a fare del bene, a poter donare la speranza e diffondere l'Amore e la Pace.

Siamo felici che attraverso il vostro aiuto possiamo essere Le Mani di Maria!
Per ogni informazione potete contattare il seguente nostro numero:
00387/36653307

 
Facendo le donazioni di denaro aiutate a realizzare il traguardo della missione di questa Associazione "Le Mani di Maria"

info@marijine-ruke.ba 

http://www.marijine-ruke.ba/ 
Le donazioni potranno essere effettuate attraverso i seguenti numeri dei Conti Corenti:
Associazione Ummanitaria "Le Mani di Maria"
Piazza della Signora 1 (Gospin Trg 1) 88 266 Medjugorje

Pagamento dalla B i H
Reifeissen Bank
Zmaja od Bosne BB
Sarajevo
Ziro racun ( Conto Corrente). 161000016333066

Donazioni dal estero:
Reifeissen Bank
Zmaja od Bosne BB
Sarajevo
Swift Code: RZBABA2S
IBAN Code: BA391610000163330066

Nella speranza che ci sosterrete nel nostro lavoro, Vi Ringraziamo e Vi salutiamo cordialmente
Con il rispetto
JAKOV COLO, presidente della Associazione

 "Le Mani di Maria"

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sabato 4 febbraio 2017

Se nella vita non hai sofferto è il segno migliore che non hai mai conosciuto Gesù”.

Bellissima omelia di fra Goran Azinović



Siamo abituati che il nostro Dio prega nell’Orto degli Ulivi, che il nostro Dio ha paura, che il nostro Dio ama, che il nostro Dio perdona, ma sta sera dobbiamo abituarci che il nostro Dio si meravigli.
Dicono che la società moderna non ti perdonerà una cosa sola: il fallimento. Noi che siamo nelle scuole e voi che lavorate vedete che i bambini fin dall’infanzia imparano a volere il successo. Usano diversi mezzi. Ingannano i professori e vengono protetti dai genitori. Il voto negativo rappresenta il fallimento e quello positivo il successo. Fin dall’infanzia ci abituiamo alla società del successo.
Cosa succede ancora? La società perdona tutto, ma non il fallimento. Addirittura perdona il peccato. Se prendete due uomini che fanno lo stesso peccato e uno è ricco e uno è povero: il povero lo giudichiamo per il peccato, mentre il ricco no. Se bevono per il povero diciamo “è un alcolizzato, bisogna evitarlo”, per il ricco diciamo “ma… è successo così; forse lui ha una grande ditta e ha diverse famiglie da mantenere: non arrabbiarti con lui che ha bevuto un pò di più”. Al ricco perdoneremo tutto, invece il povero lo chiameremo ubriacone. Siamo coscienti che ciò accade nella nostra società.
Ma Gesù questa sera si è messo dalla parte di quelli che hanno fallito. Gesù sta sera nel Vangelo ha vissuto il fallimento.
I fedeli litigano nella Chiesa per una cosa sola: il miracolo. Quanto sono capaci di litigare su un miracolo… Anche i sacerdoti. Se volete farli arrabbiare metteteli davanti al tema dei miracoli e vedrete come i sacerdoti si dividono davanti a questo termine. La famiglia si divide.
Alla fine anche qui si tratta di un miracolo: Medjugorje. E’ un miracolo. Tanti miracoli.
Vedete che Gesù a Nazaret non ha potuto compiere neanche un miracolo.
Adesso vi faccio una domanda. Davanti a voi avete due sacerdoti: uno sono io e l’altro è un sacerdote sconosciuto. Attraverso questo sacerdote sconosciuto Dio ha fatto tanti miracoli: ha guarito ammalati, alcolizzati, ciechi… Io, come sacerdote, non ho fatto nemmeno un miracolo. Peggio ancora: forse ho provocato a qualcuno l’ulcera e nervosismo. Non ho fatto nessun miracolo nella loro vita. Si sono sentiti peggio a causa mia.
Vi domando: da chi andreste voi se aveste bisogno di un sacerdote? Tutti voi andreste, io compreso, da quel sacerdote che compie i miracoli e diremmo: “Fai il miracolo anche nella mia vita!”.
Gesù oggi sta dalla parte mia e non fa nessun miracolo. Gesù si mette dalla parte di quei sacerdoti che non fanno miracoli.
Dio desidera liberarti dalla magia. Il miracolo più grande che succede in questo mondo è la santa Messa. Il miracolo della santa Eucaristia.
Ecco perchè Gesù oggi non ti farà nessun miracolo, affinchè tu possa credere solamente in un miracolo: ciò che succede nella santa Messa.
Fratelli e sorelle, questo è il messaggio che Gesù Cristo desidera darci. Almeno io penso così. Noi siamo tutti seduti sulle panche. Tutti vogliamo pregare per essere guariti. Ora vi domando: Se noi cristiani preghiamo di guarire chi sarà ammalato in questo mondo? Se noi preghiamo di guarire a chi abbiamo lasciato la malattia? A un musulmano, a un buddista, ad un ebreo? Perchè così facilmente vogliamo lasciare ciò che è nostro, la nostra sofferenza, la nostra croce, il dolore? Gli altri prendano tutto, ma non ci prendano la sofferenza e il dolore, perchè soltanto nel dolore possiamo riconoscere Gesù.
Cari Cristiani, non pregate oggi perchè Dio vi liberi dalla sofferenza. Sta sera cominciate a pregare così: “Gesù, donami la sofferenza”. Cominciamo a pregare così: “Gesù, donami la croce”. Pensiamo un pò: io vengo a Medjugorje e comincio a pregare così. Io sono sano, ma desidero che Tu venga attraverso la malattia. Questa forse è l’immagine del Cristiano.
Un mio amico qualche giorno fa mi ha raccontato un esempio bellissimo, quando satana è apparso a san Martino. Gli è apparso come Gesù. Pensate fino a dove arriva satana. E’ apparso sotto le spoglie di Gesù. Ha detto “pace a te”, allargando le mani. San Martino non ha visto le piaghe nelle mani e ha chiesto: “Dove sono le tue piaghe?” Subito la visione è sparita.
Questo mio amico mi ha detto: “Se nella vita non hai sofferto è il segno migliore che non hai mai conosciuto Gesù”. Se hai sofferto beato te, perchè Gesù è venuto nella tua vita.
Che cosa darà Gesù a coloro che ama? La sofferenza. Conosco famiglie che pregano e hanno tante, tante croci nella loro vita. Conosco una coppia sposata da poco ed è 4 mesi che non escono dall’ospedale. Sempre in ospedale a fare diagnosi e pregano. Conosco altri a cui nella vita và tutto liscio: qualsiasi cosa tocchino diventa oro. Hanno la salute e non sanno più quanti soldi hanno sul conto bancario.
Ci si domanda: “Che cosa è più giusto? Pregare e soffrire o non pregare e avere successo?” Ma cosa ha fatto Gesù sulla croce? Aveva le mani trafitte. Cosa ha avuto san Francesco alla fine della vita? Le stigmate. Vedi qual’è la logica di Dio. Se Dio ti dona la sofferenza vuol dire che ne sei degno. Sei degno di Dio, perchè la cosa più grande che Dio ti può dare è la sofferenza. Il nostro Dio non ha null’altro da dare. Il nostro Gesù di Nazaret non ha null’altro da dare, soltanto la sofferenza.
Cari fedeli, questa non è la croce che mi uccide, ma la croce attraverso la quale potrò guarire. Perciò vi invito: preghiamo per poter riconoscere Gesù. Lui è venuto anche qui a Medjugorje. E’ venuto, sì. E non Lo riconosceremo dal fatto se ha fatto un miracolo o no. Ho detto all’inizio che il miracolo è la santa Messa. Non cerchiamo un miracolo più grande della santa Messa, perchè non c’è nulla di più grande del Pane Eucaristico.
Termino questa predica con un esempio. Cosa può succedere al nostro Paese e ovunque voi viviate, cari pellegrini? La storia dice così: un maestro guardava i bambini che giocavano sulla sponda e costruivano i castelli con la sabbia. Appena terminato il castello per il quale avevano impiegato tanto tempo e fatica, è venuto un’onda e lo ha abbattuto. Il maestro si attendeva lacrime e rabbia, ma i bambini si sono presi per mano e hanno cominciato a ridere. Poi hanno cominciato a costruire un castello nuovo. Il maestro ha detto: “Questi bambini mi hanno dato una lezione molto importante. Tutte le cose che creiamo nella vita, con tanta e nergia e tempo, sono create sulla sabbia. L’unica cosa duratura sono i rapporti umani. Prima o poi verrà un’onda e porterà via ciò che abbiamo costruito con tanto impegno. Quando succederà questo potrà sorridere soltanto colui che avrà qualcuno vicino a sè da tenere per mano”.
Questa è la verità più grande anche per il nostro Paese. Tutto può crollare come quel castello. E sarà così. Attorno a noi ci sono i castelli di sabbia. Verrà un’onda che porterà via tutto. E alla fine rimarrai tu e la tua famiglia. Dio chiederà in quel momento da te la fede, quando ti libererà dalle cose materiali.
Perciò Dio non poteva fare nessun miracolo a Nazaret, perchè la gente era cementata nei suoi edifici.
Così è la nostra vita: come un edificio cementato. Non permettiamo a Dio di entrare nella nostra vita. Lo abbiamo espulso per allontanarLo da noi. Lo mettiamo su un monte e vogliamo che cada dall’altra parte. Ma nessuno di noi ha il coraggio di spingerLo giù. Ma Dio farà in modo di passare affianco a noi, come fece a Nazaret. Gesù è passato in mezzo a loro.
Cari fedeli, possiamo essere come la gente di Nazareth? Non Lo abbiamo ucciso, ma può succedere che Dio passi nella mia e nella tua vita senza averLo riconosciuto. Senza averGli dato l’opportunità di essere Lui la croce nella nostra vita.
Perciò sta sera vi invito a cambiare la nostra preghiera. Non sia più preghiera per la liberazione dalla croce, ma preghiera per la croce.
La Confessione non sia più solo per perdonare i peccati, ma, come disse Papa Francesco, per purificare le proprie ferite. Il peccato non è una magia che sparisce. Il peccato sparirà, ma rimarranno le ferite. Il Papa dice: “Avrai bisogno della vita intera per curare le tue ferite”. Perchè proprio da quelle ferite rinascerai, come un uomo nuovo.
Perciò, fratelli e sorelle, questa è l’immagine più bella e più autentica di Medjugorje. Il luogo dove si curano le ferite. Il luogo dove vieni a curare le tue ferite. Non ti è stato fatto nessun miracolo, ma hai soltanto preso la benda per poter fasciare la tua ferita. La ferita rimane, ma il peccato è tolto.
Qui l’umanità ferita è venuta a guarire le proprie ferite. Non liberiamoci dalle ferite, perchè da esse nasce un uomo nuovo. Nascono le grazie nella nostra vita. Finchè ci sono le ferite saremo Cristiani.
Cari Cristiani, non diamo la nostra sofferenza agli altri. Prendiamo la sofferenza su di noi, perchè la sofferenza è il tesoro cristiano che Cristo ha lasciato alla Sua Chiesa".
Amen.


Testo sbobinato da Andrea Bianco:
Omelia della santa Messa serale
Medjugorje, 3 febbraio 2016

video
https://www.youtube.com/watch?v=51zIQMm62TE&feature=youtu.be

giovedì 2 febbraio 2017

2 febbraio- 22° anniversario della Madonna di Civitavecchia.

Oggi sono 22 anni dalla prima delle lacrimazioni di sangue della Madonnina di Civitavecchia.
Per comprendere bene questa mariofania bisogna considerare che:
1) avviene il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio, "giornata della vita consacrata".
2) avviene a Civitavecchia, considerata tradizionalmente "la porta di Roma", centro della cristianità e sede del Papa.
3) avviene su una statuina acquistata a Medjugorje e che rappresenta la SS Vergine così come appare a Medjugorje.
4) avviene (una delle lacrimazioni) nelle mani del vescovo diocesano : Mons. Girolamo Grillo che era incredulo e che poi diventa un convito sostenitore della veridicità dei fenomeni
5) Giovanni Paolo II venera più volte la sacra immagine e addirittura la "incorona" in Vaticano
...
Preghiamo!
 

Jessica Gregori è la veggente testimone della lacrimazione di Civitavecchia del 1985 avvenuta nel giardino di casa sua. Una normalissima famiglia testimone di un di avvenimento che di tanto in tanto ritorna agli onori delle cronache per poi finire, immancabilmente, nel dimenticatoio.
Eppure Jessica, la ex bambina testimone dei fatti, ormai donna adulta e sposata, continua ad avere manifestazioni soprannaturali (e con lei in alcune occasioni anche la famiglia!) senza che la Chiesa dica una parola di più su questi accadimenti eccezionali e di eccezionale portata. Infatti le manifestazioni mariane di Civitavecchia sono collegate a doppio filo con quelle di Medjugorje e di conseguenza sono collegate anche alle apparizioni di Fatima. La statuina che lacrimò in casa di Jessica è una statuina proveniente da Medjugorje, e proprio a Medjugorje la Madonna ha affermato di voler portare a termine il compito iniziato a Fatima! Ma cosa vuol dire questo? Ma come… il compito non finisce nel momento in cui la Chiesa rivela i segreti di fatima come “ufficialmente” ha fatto?
Probabilmente, anzi, molto probabilmente, la Chiesa non ha detto tutto riguardo a Fatima. Jessica conosce molte cose che noi non sappiamo e questo non comporta una grazia in senso stretto bensì una grande prova che sta sopportando anche sulla sua pelle. Il Signore gli sta donando delle croci, in questi anni, che lei sta sopportando con infinita pazienza e con la fede. Quando il mondo saprà quanto queste persone abbiano sofferto per noi rimarrà a bocca aperta…


Una lettera di Jessica svela legami profetici con Fatima, Giovanni Paolo II e la crisi della Chiesa nel mondo

«Caro Papa, ciao, sono Jessica, la bambina della Madonnina di Civitavecchia, comunque sai benissimo chi sono»: il 27 febbraio 2005, mentre si trova ricoverato al Policlinico Gemelli, Giovanni Paolo II si vede recapitare una lettera accompagnata da un involucro, entrambi particolari. Il Papa è gravemente malato; il 24 sera ha subito un intervento di tracheotomia, ma lo spirito è forte. La mittente, che mostra tanta confidenza con il Papa, è la giovane Gregori, la bambina che dieci anni prima, esattamente il 2 febbraio 1995, aveva visto lacrimare sangue la statua della Madonna custodita nella grotta davanti alla porta della sua casa, a Pantano di Civitavecchia.
«Tu sai che la Madonna è apparsa».
Nella lettera, pur in un crescendo di affettuosità, la giovane prosegue svelando immediatamente l’urgenza e il cuore del messaggio: «Ti auguro tutte le gioie del mondo. Ho un grandissimo desiderio di incontrarti e di farti sapere tante cose che non ti hanno detto e che ti riguardano in prima persona, ma che specialmente sono legate a Fatima». Il tono si fa grave e i contorni profetici, mentre la ragazza non si sofferma sul fenomeno delle lacrimazioni, rammentando, invece, al Papa altri fenomeni «che lui già sa», e che coinvolgono lei e la sua famiglia: «Come tu ben sai – continua Jessica – a casa mia la Madonnina non ha solo pianto, ma è anche apparsa, e i suoi messaggi riguardano l’umanità, la Chiesa e le famiglie».

La missiva si conclude con la promessa di tante preghiere e l’assicurazione che la sofferenza e la malattia porteranno alla sua anima grandi meriti e benefici; Jessica, infine, prospetta al Santo Padre un ultimo compito da svolgere, probabilmente la testimonianza resa con la sua morte santa: «Prego sempre per te per la tua guarigione, il Signore e la Madonnina hanno ancora un compito da farti fare. Non preoccuparti, perché sei protetto sotto il manto celeste della nostra Mamma. Tutta la sofferenza che stai provando è la strada che ti porterà in Paradiso, vicino a Gesù. Ti voglio tanto bene. Sempre uniti nella preghiera. Un bacione Jessica. 26 febbraio 2005».

La risposta del Papa.
Alcuni giorni dopo il vescovo di Civitavecchia convoca Jessica e i sui familiari. Gli è stato trasmesso dalla Segreteria di Stato del Vaticano un documento che li riguarda. Si dice, fra l’altro: «In occasione del ricovero in ospedale del Santo Padre, la famiglia Gregori… gli ha indirizzato un cortese messaggio augurale, assicurando speciali preghiere. Mi pregio di trasmettere a Vostra Eccellenza copia della missiva qui giunta, con preghiera di voler far venire agli Scriventi l’espressione della riconoscenza di Sua Santità e di partecipare loro la Benedizione apostolica…».

Rispondendo ai Gregori attraverso il loro vescovo il Papa dà un crisma di ufficialità. Nel dispaccio preparato da Jessica, Giovanni Paolo II aveva anche ricevuto alcune foglie di edera della grotticina dei Gregori e un fazzoletto imbevuto nell’olio che, sempre dal 1995, essuda da una seconda statua, che fu regalata alla famiglia di Pantano, proprio a nome del Pontefice, da un suo amico, il cardinale polacco Andrzej M. Deskur. Entrambe le statue raffigurano la Regina della Pace e provengono da Medjugorje.

L’indagine del teologo.
Le informazioni offerte finora superano il contenuto delle lacrime di Civitavecchia, lasciando intendere che presso i Gregori si siano verificati molti altri fatti da valutare. «Le realtà da prendere in considerazione sono almeno tre: le lacrimazioni di sangue della prima statuina, le trasudazioni della seconda, le apparizioni e i messaggi. È pertanto sbagliato ridurre questa mariofania alle sole lacrime di sangue, perché l’iniziativa del Cielo è qui molto più vasta». Chi parla con voce certa e autorevole è Padre Flavio Ubodi, autore per le Edizioni Ares del volume La Madonna di Civitavecchia. Lacrime e messaggi, in uscita il 25 maggio. Teologo, già provinciale dei Frati Cappuccini del Lazio, padre Flavio è stato, per nomina del vescovo Grillo, vicepresidente della Commissione Teologica Diocesana, che a partire dal 1995 studiò il caso: è quindi testimone e giudice dei molti fatti che riporta nel suo libro, che Oggi anticipa qui in parte.

Il volume è una miniera di altre notizie e documenti inediti, nonché di esortazioni sulla fede, non fosse altro perché, per la prima volta, si trascrivono qui i contenuti dei messaggi dati dalla Madonna a Fabio Gregori, elettricista specializzato della locale Centrale Enel di Civitavecchia, e a sua figlia Jessica; mentre si dà prova inconfutabile del rapporto instauratosi fra Giovanni Paolo II, il vescovo Grillo, la Madonnina e la stessa famiglia Gregori.
Chiediamo a padre Ubodi di guidarci dentro a questa manifestazione della Madonna.

Famiglia, Chiesa, Fatima
«La Madonna ha accompagnato il segno delle lacrime, che fa memoria della Passione e indica preoccupazione e dolore per il peccato degli uomini, alle essudazioni del balsamo, che al contrario sono segno di consolazione; ed entrambi i segni si comprendono meglio alla luce di ciò che la Madonna ha sottolineato con le sue parole». Sì, perché tra il 2 luglio 1995, quando è apparsa in chiesa, durante la Messa, sopra l’altare, e il 17 maggio 1996, la Madonna si è mostrata in moltissime occasioni e ha dato 95 messaggi, compresi alcuni segreti per l’allora piccola Jessica, il vescovo e… lo stesso Papa.
Anche il vescovo Grillo, si legge nel volume, ha collegato come Jessica, questi messaggi al segreto di Fatima… «Ma è la stessa Vergine a farlo», puntualizza il frate: «Più di una volta Ella fa riferimento esplicito alle apparizioni portoghesi», fra l’altro, con un ammonimento pieno di inquietudine: «Preparatevi a vivere – è la Madonna che parla – quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima».
Viviamo tempi difficilissimi, dentro e fuori la Chiesa. Se si leggono i messaggi di Civitavecchia, che sono del 1995, alla luce dell’attualità non può non colpire la loro portata profetica. La Madonna mette in guardia, da un lato, dai rischi di una nuova guerra nucleare con anticipo sul terrorismo e sulle situazioni coreana e iraniana che oggi conosciamo, e, dall’altro, con preoccupazione ancora più grave, dalla crisi di fede e dal tradimento vocazionale da parte di tanti sacerdoti e religiosi all’interno della Chiesa e, ancora, dal dramma dell’infedeltà che vive oggi la famiglia…
La Vergine implora la conversione a Dio, hanno spiegato Fabio e Jessica; e gli strumenti per ottenerla, come a Fatima, sono i Sacramenti, il Rosario, la consacrazione al suo Cuore Immacolato. La pace e la rinascita dell’umanità, assicura Maria, iniziano nell’unità delle famiglie, che Lei chiama «piccola Chiesa domestica», dentro all’unità della Chiesa. «La Madonna», riprende padre Flavio, «parla esplicitamente di “apostasia nella Chiesa”, cioè dell’abiura dei contenuti fondamentali della fede e in un messaggio arriva a dire: “Vi sto dando una dolorosa notizia. Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre!”; mentre, in un altro implora i successori degli apostoli di essere annunciatori credibili della verità». Ecco il testo: «Vescovi, il vostro compito è di continuare la crescita della Chiesa di Dio, essendo voi gli eredi di Dio. Tornate a essere un solo cuore pieno di vera fede e di umiltà con il mio figlio Giovanni Paolo II, il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù.
Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato, ed io proteggerò la vostra Nazione sotto il mio manto ora pieno di grazie».

I doni di Wojtyla
Colpisce come Giovanni Paolo II, successivamente a questi messaggi, abbia parlato di «apostasia» in diversi documenti. Comunque è certo che il Papa prese sul serio la vicenda di Civitavecchia e, in proposito, nel volume si riporta una lettera di mons. Grillo, ma controfirmata dal Pontefice, in cui si racconta dell’11 giugno 1995, quando Giovanni Paolo II volle venerare la statua in Vaticano, e in cui, soprattutto, si rivela che l’Atto di Affidamento alla Madonna, effettuato dal Papa l’8 ottobre 2000, durante il Giubileo, è stato fatto anche in ascolto di una richiesta del vescovo, a seguito dei messaggi dati nella sua Diocesi. Papa Wojtyla andò inoltre di nascosto a Civitavecchia per pregare la Madonna e incoronò personalmente la statua delle lacrime, donandole un Rosario: lo stesso che tiene in mano oggi, ascoltando i pellegrini dalla sua teca, nella chiesetta santuario di Sant’Agostino.


Riccardo Caniato

Messaggio del 2 febbraio 2017 - Medjugorje


 “Cari figli, voi che cercate di presentare ogni giorno della vostra vita a mio Figlio, voi che provate a vivere con lui, voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto. Voi siete i raggi della luce di mio Figlio, un vangelo vivente, e siete i miei cari apostoli dell’amore. Mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a lui, che pregano.
Allo stesso modo, però, egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono. Perciò voi, apostoli del mio amore, pregate col cuore e mostrate con le opere l’amore di mio Figlio. Questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna. Io, come Madre, io sono qui con voi. Le vostre preghiere rivolte a me sono per me le più belle rose d’amore. Non posso non essere là dove sento profumo di rose. C’è speranza! Vi ringrazio”.

Poruka od 02.02.2017
"Draga djeco,vi koji nastojite svaki dan svoga života prikazati mom Sinu, vi koji pokušavate živjeti s Njim, vi koji se molite i žrtvujete, vi ste nada u ovom nevinom svijetu. Vi ste zrake svjetlosti moga Sina,živo evanđelje, a moji ste mili apostoli ljubavi. Moj Sin je s vama. On je s onima koji misle na njega, koji se mole, ali isto tako On strpljivo čeka one koji ga ne poznaju. Zato vi apostoli moje ljubavi srcem molite i djelima pokazujte ljubav moga Sina. To je jedina nada za vas, a to je i jedini put k vječnom životu. Ja kao majka, ja sam tu s vama. Vaše molitve upućene meni su najljepše ruže ljubavi za mene. Ne mogu ne biti ondje gdje osjetim miris ruža. Ima nade. Hvala vam.