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lunedì 22 febbraio 2016

Proseguono gli incontri quaresimali per i parrocchiani


data: 22.02.2016.
Presso il Salone “San Giovanni Paolo II” (detto anche “Salone giallo”) proseguono, dopo la Santa Messa serale di ogni mercoledì, a partire dalle ore 19:00, gli incontri quaresimali per i parrocchiani di Medjugorje. Mercoledì 24 febbraio toccherà alla frazione di Šurmanci occuparsi dell’organizzazione dell’incontro. Annunciando quest’iniziativa, il parroco di Medjugorje fra Marinko Šakota ha affermato: «Desideriamo tenere degli incontri in Quaresima. Naturalmente sono invitati a parteciparvi tutti i parrocchiani, ma anche tutte le persone del circondario: chiunque si reca qui appartiene a questa parrocchia. La Madonna, infatti, ci chiama tutti “Cari figli”. Quindi, in questo senso, noi tutti facciamo parte di questa parrocchia. Desideriamo incontrarci in Quaresima e, per mezzo del digiuno, percorrere insieme questo tempo liturgico, che ci conduce nel deserto. Ricordiamo l’invito della Madonna a digiunare il mercoledì e il venerdì. Noi vogliamo tornare alle sorgenti e rinnovare noi stessi: farlo insieme ci risulterà molto più facile. Prima di ogni incontro, come ogni giorno, presso la chiesa parrocchiale, ci sarà la preghiera del Rosario alle ore 17:00, seguita dalla Santa Messa delle ore 18:00».

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/proseguono-gli-incontri-quaresimali-per-i-parrocchiani,7713.html

giovedì 18 febbraio 2016

Ci saranno numerosi seminari a Medjugorje anche nel 2016. Il primo sarà ....


data: 17.02.2016.
Oltre ai consueti Seminari di digiuno e preghiera, a Medjugorje, durante l’anno si svolgono anche diversi Seminari Internazionali: alcuni di essi vantano ormai una tradizione pluriennale, mentre altri si sono cominciati a tenere solo da qualche anno. Ve ne sono di rivolti ai sacerdoti, ai laici, alle guide dei Centri della pace, alle coppie di coniugi, ai medici ed al personale paramedico. Il primo Seminario del 2016 — il Ventitreesimo Incontro Internazionale per organizzatori di pellegrinaggi, guide di Centri della pace e di gruppi caritativi e di preghiera legati a Medjugorje — si terrà dal 29 febbraio al 4 marzo. Il tema dell’Incontro sarà: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6,36). Le relazioni del Seminario saranno tenute da fra Marinko Šakota, parroco della parrocchia di Medjugorje. 



Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/numerosi-seminari-a-medjugorje-anche-nel-2016,7706.html

mercoledì 17 febbraio 2016

Si terrà a Međugorje dal 16 al 19 giugno il Seminario per la vita

Seminario internazionale per la vita (pro life)
si terrà a Međugorje dal 16 al 19 giugno 2016


Il tema dell’incontro sarà:
“Il bambino del grembo” (Lc 1, 41)

 “Siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro.” (Lc 6, 36)

Con la Madre della vita: seminario dedicato ai difensori della vita, preghiera per chi ha perso un figlio, per chi è ferito dall’aborto volontario o spontaneo, per le coppie sposate che desiderano un figlio, per gli attivisti pro-life, per le vittime della violenza domestica, per le famiglie monogenitoriali, per le donne in stato di gravidanza…

PROGRAMMA

Giovedì, 16.06.2016
Ore 16.00 – Registrazione dei partecipanti
Ore 18.00 – Programma serale di preghiera in chiesa

Venerdì, 17.06.2016
Ore 9.00 –  Adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare
Ore 9.30 –  Lezione
                    Pausa
Ore 11.00 – Lezione, testimonianze
Ore 12.00 – 15.30 – Adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare in silenzio
Ore 15.30 – Lezione
Ore 18.00 – Programma serale di preghiera in chiesa

Sabato, 18.06.2016
Ore 6.00 – Via crucis sul Križevac, preparazione alla confessione
Ore 10.00 – Lezione
Ore 12.00 – 15.30 – Adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare in silenzio
Ore 15.30 – Lezione, testimonianze
Ore 18.00 – Programma serale di preghiera in chiesa
Ore 22.00 – Adorazione del Santissimo Sacramento dell’Altare

Domenica, 19.06.2016
Ore 6.00 – Preghiera sul Colle delle apparizioni
Ore 9.00 – Esperienze dei partecipanti, s. Messa

Il seminario sarà coordinato da p. Marinko Šakota, parroco di Međugorje


I relatori del seminario sono:

padre Ante Vučković, ofm. Nato nel 1958 a Sinj da una famiglia numerosa, appartiene alla provincia francescana del Santissimo Redentore con sede a Spalato. Ha frequentato il seminario e il liceo classico a Sinj ed ha studiato teologia a Makarska e a Zagabria. Ordinato sacerdote nel 1983, dopo aver ricoperto la funzione di cappellano a Metković e a Monaco di Baviera, ha proseguito gli studi di filosofia in quest’ultima città e a Roma, dove ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi intitolata “La dimensione dell’ascolto in Martin Heidegger”. Ha insegnato filosofia a Roma, presso l’Università Pontificia Antonianum, e presso l’Istituto Francescano di Teologia di Makarska. È docente presso la Facoltà di teologia cattolica dell’Università degli Studi di Spalato. Insegna anche presso il Dipartimento di filosofia del medesimo ateneo. Tiene esercizi spirituali, seminari e rinnovamenti spirituali. È assistente e consulente spirituale. Ha pubblicato alcuni libri. Collabora a diverse riviste specializzate e a periodici di gran tiratura.

Zrinka Jelaska, professoressa di lingua croata e fonetica di Zagabria, membro dell'Ordine francescano secolare, è moglie e madre di due figli già in età adulta. Educata alla fede fin da piccola, negli anni della giovinezza si allontanò da Dio. Suo padre, tuttavia, non si perse d’animo, e a Međugorje ricevette l’incitamento a pregare per la sua conversione (a recitare almeno un’Ave Maria ogni volta che sarebbe passato per la Kamenita vrata - Porta di pietra di Zagabria). Quando Zrinka, ritornata alla Chiesa, cominciò ad andare a Messa ogni giorno, suo padre disse in tono scherzoso di aver probabilmente esagerato con le preghiere. I bambini nel ventre materno sono il tema della sua vita, sia sotto l’aspetto affettivo, sia nelle preghiere e nelle intercessioni, sia sotto l’aspetto cognitivo. È anche autrice di due articoli scientifici sullo sviluppo linguistico nel periodo della gravidanza.

ANNOTAZIONI:

Il SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LA VITA (PRO LIFE) si terrà a Međugorje dal 16 al 19 giugno 2016 nella Sala Giovanni Paolo II. Poiché il numero dei posti è limitato dallo spazio a disposizione, vi preghiamo di anticipare la vostra adesione al seminario effettuando quanto prima la registrazione via e-mail al seguente indirizzo: seminar.marija@medjugorje.hr

            Per ragioni di carattere organizzativo e per la vostra sicurezza, la vostra registrazione sarà valida soltanto dopo che avrete ricevuto la nostra conferma via e-mail. Se non avrete ricevuto il nostro messaggio di conferma, la vostra registrazione non sarà ritenuta valida. Tra i motivi più frequenti del mancato ricevimento della ns. risposta, ricordiamo l’invio del messaggio di registrazione a un indirizzo di posta elettronica errato, oppure la presenza di un virus informatico che blocca automaticamente i vostri messaggi di posta elettronica. Potrete, dunque, ritenervi registrati al seminario soltanto dopo che avrete ricevuto il nostro messaggio di conferma.

            Il seminario si avvarrà del servizio d’interpretariato simultaneo per ogni gruppo linguistico. La quota individuale di partecipazione al seminario ammonta a 30 €. Detta quota copre tutte le spese legate all’organizzazione e allo svolgimento del seminario. All’atto del pagamento della quota di partecipazione, prima che il seminario abbia avuto inizio, ogni partecipante riceverà l’accreditamento che gli consentirà di partecipare ai lavori del seminario. Per quanto riguarda l’alloggio a Međugorje, ogni partecipante dovrà provvedere da sé e a proprie spese.
            Poiché ci è difficile contattare ogni organizzatore personalmente, approfittiamo di quest’occasione per invitare gli organizzatori dei pellegrinaggi, le guide e i responsabili dei Centri della pace e dei gruppi di preghiera e carità a informare quanti possano essere interessati a quest’incontro.
            Grati fin d’ora delle vostre iscrizioni e lietissimi di potervi incontrare, vi porgiamo i nostri più cordiali saluti!  

Fonte:http://www.medjugorje.hr/files/file/zivottal16.htm

martedì 16 febbraio 2016

Preferisco una famiglia con volti stanchi per i sacrifici, alle famiglie con i volti tutti ben truccati

INCONTRO CON LE FAMIGLIE
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Stadio “Víctor Manuel Reyna”, Tuxtla Gutiérrez
Lunedì, 15 febbraio 2016


Carissimi fratelli e sorelle,
Rendo grazie a Dio per essere oggi in questa terra del Chiapas. È bello essere su questo suolo, è bello essere su questa terra, è bello essere in questo luogo che grazie a voi ha sapore di famiglia, di casa. Rendo grazie per i vostri volti e la vostra presenza, ringrazio Dio per il palpitare della Sua presenza nelle vostre famiglie. E grazie anche a voi, famiglie e amici, che ci avete regalato la vostra testimonianza, che ci avete aperto le porte delle vostre case, le porte della vostra vita; ci avete permesso di sedere alla vostra “mensa” dove condividete il pane che vi nutre e il sudore davanti alle difficoltà quotidiane. Il pane delle gioie, della speranza, dei sogni e del sudore davanti alle amarezze, alla delusione e alle cadute. Grazie per averci permesso di entrare nelle vostre famiglie, alla vostra mensa, nella vostra casa.
Manuel, prima di ringraziarti per la tua testimonianza, voglio ringraziare i tuoi genitori: tutt’e due in ginocchio davanti a te tenendoti il foglio. Avete visto che immagine è questa? I genitori in ginocchi accanto al figlio malato. Non dimentichiamo questa immagine! Poi loro ogni tanto litigano pure… Quale marito e quale moglie non litigano? E di più quando ci si mette la suocera, ma non importa… Però si amano, e ci hanno dimostrato che si amano e sono capaci, per l’amore che hanno, di mettersi in ginocchio davanti a loro figlio malato. Grazie amici per questa testimonianza che avete dato, e andate avanti. Grazie! E a te, Manuel, grazie per la tua testimonianza e soprattutto per il tuo esempio. Mi ha colpito quell’espressione che hai usato: “dare coraggio” (echarle ganas), come l’atteggiamento che hai assunto dopo aver parlato con i tuoi genitori. Hai iniziato a dare coraggio alla vita, dare coraggio alla tua famiglia, dare coraggio tra i tuoi amici e dare coraggio anche a noi qui riuniti. Grazie! Credo che questo sia ciò che lo Spirito Santo vuole sempre fare in mezzo a noi: dare coraggio, regalarci motivi per continuare a scommettere sulla famiglia, a sognare e costruire una vita che sappia di casa e di famiglia. Ce la mettiamo tutta? [“Sì!”]. Grazie!
E questo è ciò che Dio Padre ha sempre immaginato e per cui fin dai tempi antichi Dio Padre ha combattuto. Quando tutto sembrava perduto quella sera nel giardino dell’Eden, Dio Padre ha dato coraggio a quella giovane coppia e le ha mostrato che non tutto era perduto. E quando il popolo di Israele sentiva che non c’era più un senso nell’attraversare il deserto, Dio Padre lo ha incitato ad avere coraggio con la manna. E quando venne la pienezza dei tempi, Dio Padre ha dato coraggio all’umanità per sempre dandoci il suo Figlio!
Allo stesso modo, tutti noi che siamo qui abbiamo fatto esperienza che, in molti momenti e in forme differenti, Dio Padre ha dato coraggio alla nostra vita. Possiamo dunque chiederci: perché? Perché non può sa fare altro! Dio nostro Padre non sa fare altro che amarci e darci coraggio, e spingerci e farci andare avanti. Non sa fare altro! Perché il suo nome è amore, il suo nome è dono gratuito, il suo nome è dedizione, il suo nome è misericordia. Tutto ciò ce lo ha fatto conoscere in tutta la sua forza e chiarezza in Gesù, suo Figlio, che ha speso la sua vita fino alla morte per rendere possibile il Regno di Dio. Un Regno che ci invita a partecipare a quella nuova logica, che mette in moto una dinamica in grado di aprire i cieli, in grado di aprire i nostri cuori, le nostre menti, le nostre mani e ci sfida con nuovi orizzonti. Un Regno che ha il sapore di famiglia, che ha il sapore di vita condivisa. In Gesù e con Gesù questo Regno è possibile. Egli è in grado di trasformare le nostre prospettive, i nostri atteggiamenti, i nostri sentimenti, tante volte annacquati, in vino di festa. Egli è in grado di guarire i nostri cuori e ci invita più e più volte, settanta volte sette a ricominciare. Egli è sempre in grado di rendere nuove tutte le cose.
Manuel, tu mi hai chiesto di pregare per tanti adolescenti che sono scoraggiati e vivono momenti difficili. Lo sappiamo… Tanti adolescenti senza slancio, senza forza, svogliati. E come hai detto bene, Manuel, spesso questo atteggiamento nasce perché si sentono soli, perché non hanno nessuno con cui parlare. Pensateci, voi padri, pensateci, voi madri: parlate con i vostri figli e le vostre figlie? O siete sempre occupati, oberati? Giocate con i vostri figli? E questo mi ha ricordato la testimonianza che ci ha donato Beatriz. Beatriz, tu hai detto: “La lotta è  sempre stata difficile per l’incertezza e la solitudine”. Quante volte ti sei sentita mostrata a dito, giudicata: “quella”. Pensiamo a tutte le persone, a tutte le donne che passano per quello che ha passato Beatriz. La precarietà, la scarsità, molto spesso il non avere neppure il minimo indispensabile può farci disperare, può farci sentire una forte ansia perché non sappiamo come fare per andare avanti, e ancora di più quando abbiamo dei figli a carico. La precarietà, non solo minaccia la stomaco (e questo è già molto), ma può minacciare perfino l’anima, ci può demotivare, toglierci forza e tentarci con strade o alternative di apparente soluzione ma che alla fine non risolvono nulla. E tu sei stata coraggiosa, Beatriz, grazie! C’è una precarietà che può essere molto pericolosa, che può insinuarsi in noi senza che ce ne accorgiamo, ed è la precarietà che nasce dalla solitudine e dall’isolamento. E l’isolamento è sempre un cattivo consigliere.
Manuel e Beatriz hanno usato, senza accorgersi, la stessa espressione, entrambi ci mostrano come tante volte la più grande tentazione che abbiamo di fronte è starcene da soli, e lungi dal darci coraggio, questo atteggiamento, come la tarma, ci corrode l’anima, ci inaridisce l’anima.
Il modo di combattere questa precarietà e questo isolamento, che ci rendono vulnerabili da tante apparenti soluzioni – come quella che menzionava Beatriz – va dato a diversi livelli. Uno è attraverso leggi che proteggano e garantiscano il minimo necessario affinché ogni famiglia e ogni persona possa crescere attraverso lo studio e un lavoro dignitoso. E l’altro, come hanno ben sottolineato le testimonianze di Humberto e Claudia quando ci hanno detto che stavano cercando di trasmetterci l’amore di Dio che avevano sperimentato nel servizio e nell’assistenza agli altri. Leggi e impegno personale sono un buon abbinamento per spezzare la spirale della precarietà. E voi vi siete fatti coraggio; e voi pregate, voi state con Gesù, voi siete inseriti nella vita della Chiesa. Avete usato una bella espressione: “Noi facciamo comunione con il fratello debole, il malato, il bisognoso, il carcerato”. Grazie, grazie!
Oggi vediamo e viviamo su diversi fronti come la famiglia venga indebolita, come viene messa in discussione. Come si crede che essa sia un modello ormai superato e incapace di trovare posto all’interno delle nostre società che, sotto il pretesto della modernità, sempre più favoriscono un sistema basato sul modello dell’isolamento. E si insinuano nelle nostre società – che si dicono società libere, democratiche, sovrane – si insinuano colonizzazioni ideologiche che le distruggono, e finiamo per essere colonie di ideologie distruttrici della famiglia, del nucleo della famiglia, che è la base di ogni sana società.
Certo, vivere in famiglia non sempre è facile, spesso è doloroso e faticoso, ma, come più di una volta ho detto riferendomi alla Chiesa, penso che questo possa essere applicato anche alla famiglia: preferisco una famiglia ferita che ogni giorno cerca di coniugare l’amore, a una famiglia e una società malata per la chiusura o la comodità della paura di amare. Preferisco una famiglia che una volta dopo l’altra cerca di ricominciare a una famiglia e una società narcisistica e ossessionata dal lusso e dalle comodità. “Quanti figli avete?” – “No, non ne abbiamo perché ci piace andare in vacanza, fare turismo, voglio comprarmi una villa…”. Il lusso e la comodità; e i figli aspettano; e quando ne vuoi uno, ormai è passato il momento. Che danno che fa questo! Preferisco una famiglia con la faccia stanca per i sacrifici a una famiglia con le facce imbellettate che non sanno di tenerezza e compassione. Preferisco un uomo e una donna, il Signor Aniceto e la Signora, con il viso rugoso per le fatiche di tutti i giorni, che da più di 50 anni continuano a volersi bene, e oggi li abbiamo qui; e il figlio ha imparato la lezione, e già fa 25 anni di matrimonio. Queste sono le famiglie! Quando prima ho chiesto al Signor Aniceto e alla Signora chi ha avuto più pazienza in questi 50 anni: “Tutt’e due, padre”. Perché in famiglia, per arrivare dove sono arrivati loro, ci vuole pazienza, amore, bisogna sapersi perdonare. “Padre, in una famiglia perfetta non ci sono mai discussioni”. Non è vero: è bene che ogni tanto si discuta, e che voli qualche piatto, va bene, non abbiate paura. L’unico consiglio è di non finire la giornata senza fare la pace, perché se finite la giornata in guerra arrivate al mattino in “guerra fredda”, e la “guerra fredda” è molto pericolosa in famiglia perché va scavando da sotto le rughe della fedeltà coniugale. Grazie per la testimonianza di volersi bene per più di 50 anni. Tante grazie!
E parlando di rughe – per cambiare un po’ argomento – ricordo la testimonianza di una grande attrice, un’attrice di cinema latinoamericana, quando già quasi sessantenne cominciavano a mostrarsi le rughe del viso e le consigliarono un “ritocco”, un “ritocchino” per poter continuare a lavorare bene, la sua risposta fu molto chiara: “Questa rughe mi sono costate molto lavoro, molto sforzo, molto dolore e una vita piena, nemmeno per sogno le voglio toccare: sono le impronte della mia storia”. E continuò ad essere una grande attrice. Nel matrimonio succede lo stesso. La vita matrimoniale deve rinnovarsi tutti i giorni. E, come ho detto prima, preferisco famiglie con le rughe, con ferite, cicatrici, ma che vanno avanti perché quelle ferite, quelle cicatrici, quelle rughe sono frutto della fedeltà di un amore che non sempre è stato facile. L’amore non è facile, non è facile, no, ma è la cosa più bella che un uomo e una donna possono darsi a vicenda, il vero amore, per tutta la vita.
Mi hanno chiesto di pregare per voi, e voglio iniziare a farlo proprio adesso. Voi, cari messicani, avete un “di più”, correte avvantaggiati. Avete la Madre, la Madonna di Guadalupe che ha voluto visitare queste terre, e questo ci dà la certezza che, attraverso la sua intercessione, questo sogno chiamato famiglia non sarà sconfitto dall’insicurezza e dalla solitudine. Lei è madre ed è sempre pronta a difendere le nostre famiglie, a difendere il nostro futuro, è sempre pronta a darci coraggio donandoci il suo Figlio. Per questo vi invito, così come state, senza muovervi molto, a prendervi per mano e insieme a dirle: “Ave Maria…”.
E non dimentichiamoci di san Giuseppe! Silenzioso, lavoratore, ma sempre sulla breccia, sempre a prendersi cura della famiglia.
Grazie! Dio vi benedica, e pregate per me.
* * *
Ed ora, in questo quadro di festa familiare, voglio invitare i coniugi qui presenti a rinnovare, in silenzio, le loro promesse matrimoniali. E quelli che sono fidanzati, chiedano la grazia di una famiglia fedele e piena d’amore. In silenzio, rinnovare le promesse matrimoniali, e i fidanzati chiedere la grazia di una famiglia fedele e piena d’amore.
 Fonte: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/february/documents/papa-francesco_20160215_messico-famiglie.html

lunedì 15 febbraio 2016

L’ufficio parrocchiale di Medjugorje rivolge ai parrocchiani il seguente invito:

Ritiro Spirituale della parrocchia di Medjugorje

data: 15.02.2016.
Solitamente, durante i mesi di gennaio e febbraio, si reca a Medjugorje un minor numero di pellegrini. È ormai perciò consuetudine organizzare in questo periodo un Ritiro Spirituale per i parrocchiani di Medjugorje, che quest’anno si terrà dal 19 al 21 febbraio, ossia venerdì sabato e Domenica prossimi. Il programma inizierà ogni sera con la preghiera del Rosario, presso la chiesa di San Giacomo, alle ore 17:00 e proseguirà con la Santa Messa delle ore 18:00. Alla sua conclusione, presso il Salone “San Giovanni Paolo II”, verrà proposta una meditazione e si terrà un tempo di preghiera. Il Ritiro sarà guidato dallo sloveno Don Ćiril Ćuš. L’ufficio parrocchiale rivolge ai parrocchiani il seguente invito: “A tutti noi è necessario un tempo di rinnovamento spirituale. Ecco che ci viene offerta una buona opportunità in questo senso, con l’aiuto di un sacerdote bravo ed esperto”.

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/ritiro-spirituale-della-parrocchia-di-medjugorje,7699.html

sabato 13 febbraio 2016

A Medjugorje i mesi di gennaio e febbraio

Vita della parrocchia di Medjugorje nel periodo invernale

data: 12.02.2016.
A Medjugorje i mesi di gennaio e febbraio sono diversi dagli altri mesi dell’anno. La parrocchia di San Giacomo, infatti, eccettuata la presenza di qualche pellegrino straniero o di piccoli gruppi — che hanno scelto appositamente di venire in questo periodo più tranquillo per privilegiare la preghiera personale — attualmente non si differenzia molto dalle altre parrocchie dell’Erzegovina. La sua vita sacramentale e pastorale prosegue normalmente: il programma di preghiera in lingua croata si svolge in chiesa secondo l’orario consueto, i sacerdoti confessano nelle ore pomeridiane e, il venerdì, si prega la Via Crucis sul Križevac come al solito. In Quaresima tale Pio Esercizio si svolge anche in chiesa, sempre il venerdì, dopo la Santa Messa serale. La Domenica pomeriggio, come di consueto, si prega il Rosario sulla Collina delle apparizioni e, ogni venticinque del mese, si svolge l’Adorazione notturna. Nei giorni scorsi Medjugorje è stata visitata da piccoli gruppi di pellegrini italiani, americani, coreani, inglesi e polacchi. 

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/vita-della-parrocchia-di-medjugorje-nel-periodo-invernale,7689.html

venerdì 12 febbraio 2016

E' stata celebrata una Santa Messa per i frati della parrocchia uccisi

Celebrazione della Santa Messa per i francescani e i parrocchiani della parrocchia di Medjugorje scomparsi nel corso degli ultimi conflitti bellici

data: 11.02.2016.
Mercoledì 10 febbraio, memoria del Beato Cardinale Alojzije Stepinac, presso la chiesa parrocchiale di Medjugorje, è stata celebrata una Santa Messa per i frati di questa parrocchia uccisi al termine del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra, come pure per i parrocchiani che hanno trovato la morte durante le due Guerre Mondiali e in quella avvenuta recentemente in patria. I luoghi di sepoltura di molti di loro sono ancora oggi ignoti, ma il loro ricordo vive nella preghiera dei credenti. La Celebrazione Eucaristica, iniziata alle ore 18:00, è stata presieduta da fra Mario Ostojić e concelebrata da otto sacerdoti. All’inizio della Celebrazione, fra Mario ha evidenziato quanto segue: “Oggi ricordiamo il Beato Cardinale Alojzije Stepinac, un Cardinale croato che, vittima del regime comunista, è stato condannato a sedici anni di reclusione. Neanche la nostra Erzegovina è rimasta priva di vittime, in nessuna guerra ma, in particolare, nella Seconda Guerra Mondiale. Oggi ricordiamo in modo speciale tutte le vittime di guerra della parrocchia di Medjugorje. Non c’è quasi nessuna famiglia della nostra parrocchia che non abbia dovuto seppellire almeno uno dei suoi membri a causa di una di quelle guerre. Alcuni non sono mai riusciti a sapere il destino dei resti mortali dei loro defunti, in modo da poter dar loro degna sepoltura. Molti di essi non hanno sepolcro e alcuni non li conosciamo neppure. Stasera ricordiamo in modo speciale anche i frati, originari di questa parrocchia o ad essa in qualche modo legati, che i partigiani comunisti hanno ucciso durante il secondo conflitto mondiale”. Nella sua omelia, fra Mario ha parlato della Quaresima e del sacrificio dei francescani di Erzegovina: “Sessantasei frati della nostra Provincia hanno dato la loro vita perché credevano nell’esistenza di Colui che vede, di Colui che è giusto e che avrebbe premiato il loro sacrificio. Alla fine esso non è rimasto infruttuoso: irrigata dal loro sangue, la Provincia è fiorita a nuova vita, è fiorita nella giustizia e la sua esistenza ha preso nuovo slancio. Vedere le rovine della propria casa e della propria vita è la cosa peggiore. Quando, con il suo grigiore, la cenere ricopre tutto ciò che abbiamo amato e stimato; quando tutto perde il suo splendore, perché noi concentriamo il nostro sguardo su ciò che non lo merita. La Quaresima ci riporta ai veri valori e le Ceneri, che porremo sulle nostre teste, non rappresentano la nostra fine o la conclusione della nostra vita, no! Perché la nostra vita non termina né scompare nel nulla. Le Ceneri, poste all’inizio della Quaresima, vogliono portarci a riflettere, desiderano purificare il nostro sguardo rendendolo più limpido, affinché noi possiamo un giorno vedere la luce, la Pasqua, Gesù”.

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/celebrazione-della-santa-messa-per-i-francescani-e-i-parrocchiani-della-parrocchia-di-medjugorje-scomparsi-nel-corso-degli-ultimi-conflitti-bellici,7685.html