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martedì 2 febbraio 2016

Messaggio del 2 febbraio 2016 a Mirjana


Cari figli, 
                vi ho chiamati e nuovamente vi chiamo a conoscere mio Figlio, a conoscere la Verità. Io sono con voi e prego affinché ci riusciate. Figli miei dovete pregare molto per poter avere sempre più amore e pazienza. Per poter sopportare il sacrificio e per poter essere poveri nello spirito. Mio Figlio è sempre con voi per mezzo dello Spirito Santo. La sua Chiesa nasce in ogni cuore che lo conosce. Pregate per poter conoscere mio Figlio. 
Pregate affinché la vostra anima sia un tutt’uno con lui. Questo è la preghiera! Questo è l’amore che attira gli altri e vi rende miei apostoli. Vi guardo con amore, con amore materno vi invito. Conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché anche io ho sofferto nel silenzio. La mia fede mi dava l’amore e la speranza. Ripeto: La Resurrezione di mio Figlio e la mia assunzione in cielo sono per voi speranza e amore. Perciò, Figli miei, pregate per poter conoscere la verità, per poter avere una fede forte la quale condurrà il vostro cuore e saprà trasformare i vostri dolori e le vostre sofferenze nell’amore e nella speranza. 
 Vi ringrazio.

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Gospina poruka 2.2.2016.:
Draga djeco,
Pozvala sam vas i iznova vas pozivam da spoznate moga Sina, da spoznate istinu.
Ja sam s vama i molite se da uspijete.
Djeco moja, morate mnogo moliti da biste imali što više ljubavi i strpljenja, da bi ste znali podnijeti žrtvu i da biste bili siromašni u duhu.
Moj Sin je po duhu Svetom uvijek s vama.
Njegova se Crkva rađa u svakom srcu koje ga upozna.
Molite da možete spoznati moga Sina, molite da vaša duša bude jedno s njim.
To je molitva, to je ljubav koja privlači druge i čini vas apostolima.
Gledam vas s ljubavlju, majčinskom ljubavlju.
Poznam vas, poznam vaše boli i tuge, jer ja sam u tišini patila.
Moja vjera mi je davala ljubav i nadu.
Ponavljam, Uskrnuće moga Sina i moje Uznešenje na nebo je nada i ljubav za vas.
Zato, djeco moja, molite da spoznate istinu, da imate čvrstu vjeru koja će voditi vaše srce i koja će vaše boli i patnje znati preobraziti u ljubav i nadu.
Hvala vam.

Successe a Civitavecchia il 2 febbraio....per non dimenticare

A Civitavecchia, dal 2 febbraio al 15 marzo 1995, una piccola statua raffigurante la Madonna, proveniente da  Medjugorje e situata nel giardino di casa della famiglia Gregori, avrebbe per quattordici volte prodotto lacrime di sangue.Dal 17 giugno 1995 la statuetta, custodita in una teca nella locale parrocchia di Sant'Agostino, è esposta alla venerazione dei fedeli.
La Chiesa cattolica non si è ancora pronunciata ufficialmente sulle lacrimazioni.
Jessica Gregori
Jessica Gregori è la veggente testimone della lacrimazione di Civitavecchia del 1985 avvenuta nel giardino di casa sua. Una normalissima famiglia testimone di un di avvenimento che di tanto in tanto ritorna agli onori delle cronache per poi finire, immancabilmente, nel dimenticatoio.
Eppure Jessica, la ex bambina testimone dei fatti, ormai donna adulta e sposata, continua ad avere manifestazioni soprannaturali (e con lei in alcune occasioni anche la famiglia!) senza che la Chiesa dica una parola di più su questi accadimenti eccezionali e di eccezionale portata. Infatti le manifestazioni mariane di Civitavecchia sono collegate a doppio filo con quelle di Medjugorje e di conseguenza sono collegate anche alle apparizioni di Fatima. La statuina che lacrimò in casa di Jessica è una statuina proveniente da Medjugorje, e proprio a Medjugorje la Madonna ha affermato di voler portare a termine il compito iniziato a Fatima! Ma cosa vuol dire questo? Ma come… il compito non finisce nel momento in cui la Chiesa rivela i segreti di fatima come “ufficialmente” ha fatto?
Probabilmente, anzi, molto probabilmente, la Chiesa non ha detto tutto riguardo a Fatima. Non critico questa scelta, penso che abbiano avuto i loro motivi di prudenza per farlo, ma nello stesso tempo, prudentemente, anche la Madonna si sta adoperando per fare in modo che le Sue parole, che poi sono le parole di Gesù, QUESTA VOLTA NON ABBIANO INTERMEDIARI di sorta.
Cosa voglio dire? Voglio dire che visto che ogni volta che Lei dona un messaggio a qualche veggente nel mondo, quasi sempre il suo messaggio viene in qualche modo “oscurato” o per una ragione o per l’altra, questa volta con i 10 segreti di Medjugorje si aggirerà questo problema: verranno immancabilmente rivelati snza possibilità di interpolazioni forzate. I segreti verranno detti a tutto il mondo: punto e basta! senza se e senza ma….
Ma torniamo a Jessica… mi sento molto vicino a lei spiritualmente… perché conosce molte cose che noi non sappiamo e questo non comporta una grazia in senso stretto bensì una grande prova che sta sopportando anche sulla sua pelle. Il Signore gli sta donando delle croci, in questi anni, che lei sta sopportando con infinita pazienza e con la fede. Quando il mondo saprà quanto queste persone abbi   abbiano sofferto per noi rimarrà a bocca aperta…                                                                                                         

lunedì 1 febbraio 2016

Lettera a VICKA IVANKOVIC' -di Marco Ripamonti.

VICKA IVANKOVIC', da 16 anni con lei e la sua famiglia a Medjugorje

Non c'e' nessuno dei pellegrini a Medjugorje, che dopo aver incontrato e salutato la REGINA DELLA PACE, non desidera salutare ed abbracciare la veggente VICKA.Tutti la amano, il suo sorriso e la sua gioia immensa contagia tutti i pellegrini. Ricordo i primi anni, quando incontrava i pellegrini di tutto il mondo, con il suo meraviglioso sorriso, grande dono del CIELO, sulla scala della sua vecchia casa di famiglia, salutando tutti, senza distinzione, abbracciando tutti, e rincuorando i malati con immenso amore. Ricordo vivamente, come SI DONAVA A TUTTI QUANTI, SENZA MAI RISPARMIARSI, PER TUTTA LA MATTINATA E BEN OLTRE, RIPETENDO AMOREVOLMENTE COSA LA REGINA DELLA PACE, DESIDERA DA OGNUNO DI NOI. Ricordo vivamente come LEI, abbracciava i malati, rincuorandoli, perche' nessuno meglio di LEI, CAPISCE IL GRANDE DONO DELLA CROCE, DONO DEL CIELO, SE ACCETTATO CON AMORE, IN SINTONIA CON GESU' E MARIA, DIVENTA GRAZIA PER CIASCUNO DI NOI, PERCHE' LA CROCE E' GIOIA, LA CROCE E' AMORE E RESURREZIONE. Fratelli miei, non esiste vita di fede, senza LA CROCE, e nessuno va in CIELO IN CARROZZA. Si va in cielo, solo e attraverso la SANTA CROCE. Non l'ho mai vista stanca o arrabbiata, nel confortare tutti, in special modo i malati, anzi, li ha sempre confortati, pregando su di loro, donando loro un grande abbraccio, facendo capire loro che la CROCE E' DONO, LA CROCE E' GRAZIA.La GOSPA, ha voluto salvarla dalle moltissime sofferenze mistiche ricevute, per questo scopo, attirare al CIELO, MOLTISSIMI PELLEGRINI DA TUTTO IL MONDO. Lei, che si e' donata TUTTA AL CIELO, e' diventata ormai da 34 anni, il tocco piu' profondo dell'incontro con i veggenti a Medjugorje, la caritatevole samaritana, che grazie alla sua dolcezza, grazia e affabilita', dona tutto l'amore della GOSPA, AD OGNI PELLEGRINO, che torna alla propria casa, con fede rinnovata, con tanto amore da donare a tutti quanti e con tanta pace e gioia nel proprio cuore. GRAZIE VICKA A NOME DI TUTTI I PELLEGRINI. SEMPRE TUO, MARCO RIPAMONTI 
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 Marco Ripamonti.

Testimonianza su Medjugorje di suor Rastislava Ralbovsky


data: 30.01.2016.
Suor Rastislava Ralbovsky appartiene alla provincia croata dell’ordine delle Suore Misericordine della Santa Croce, con sede a Đakovo. Lei ha dato inizio al Pellegrinaggio a Medjugorje per persone con invalidità che, nel giugno di quest’anno, si svolgerà per la quinta volta. Nel corso del Festival dei Giovani del 2015, suor Rastislava ha parlato del suo legame con Medjugorje, dove è venuta per la prima volta nel 1981: “La maggior parte delle persone che vengono a Medjugorje ha qualche particolare necessità o intenzioni particolari. Così, anche tra i giovani venuti in pellegrinaggio con me, alcuni erano in crisi esistenziali per problemi familiari, dipendenze o difficoltà psichiche. Così è nato un gruppo che si propone di dar loro un sostegno. Col passare del tempo esso si è sviluppato, ed ora è tra i programmi a cui dedichiamo molta sollecitudine ed amore. Nel 1997, con l’aiuto di fra Slavko, abbiamo iniziato a organizzare pellegrinaggi per persone con invalidità e, da allora ad oggi, veniamo ogni anno. Ora, per la gioia di tutti, quell’iniziativa ha preso la forma di un incontro internazionale. È una gran cosa che la parrocchia di Medjugorje, oltre ad un programma ben organizzato, offra a questi pellegrini vitto e alloggio gratuiti. Qui, dalla Mamma, anche noi sani impariamo a cogliere il valore di queste persone, e a renderci conto che riceviamo da loro molto amore e gioia. I parrocchiani di Medjugorje, che hanno ospitato pellegrini con invalidità, testimoniano di aver ricevuto più di quanto hanno dato. Ho portato a Medjugorje anche altri gruppi ed il tutto si è sviluppato come frutto di Medjugorje, in silenzio e senza pubblicità. Cosa vuol dire aiutare spiritualmente? Di solito pensiamo che voglia dire aiutare una persona a sbarazzarsi della sua croce, ma questo non è sempre possibile. Ad esempio, con una persona portatrice di handicap o con persone malate psichicamente, che hanno una diagnosi permanente, noi ci troviamo di fronte a situazioni che è difficile cambiare. Certo, Dio può sempre fare un miracolo, ma solitamente si tratta di condizioni di vita che caratterizzano, con le loro conseguenze, l’intera esistenza. La croce rimane sempre un mistero. Io cerco di fare quello che ho imparato dalla Madonna: stare vicino a queste persone, esserci per loro anche quando non so cosa fare per loro. Creare per loro uno spazio in cui si sentano amate ed accolte e possano percepire la loro dignità. Dio ama quelle persone e non fa differenze tra loro e noi sani. Quello che ritengo importante è far vivere loro l’esperienza di essere amate; renderle consapevoli che, anche se malate, hanno un valore e una dignità. Bisogna fare molto per loro. La Madonna mi ha insegnato che, anche in questo ambito, bisogna portare ciò che Gesù ha lasciato alla sua Chiesa, ossia la dimensione spirituale. Così è nato anche il laboratorio spirituale di San Giuseppe, che riunisce persone con difficoltà psichiche, i loro genitori ed amici. Ci siamo poi anche uniti al movimento internazionale “Fede e Luce” e ad un gruppo di sostegno, che riunisce giovani con difficoltà di vita di varia natura, soprattutto psichica. Il legame con questo gruppo è nato spontaneamente e si sta rivelando molto proficuo. I giovani vengono come volontari ed amici per aiutare le persone con invalidità. È bene stare vicino alle persone che soffrono”.

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/testimonianza-su-medjugorje-di-suor-rastislava-ralbovsky,7647.html

venerdì 29 gennaio 2016

31 gennaio 20° anniversario della Gioventù Francescana di Medjugorje

In occasione del ventesimo anniversario di attività della Gioventù Francescana di Medjugorje, che sarà celebrato durante la Santa Messa serale di Domenica 31 gennaio, Zdravka Šego, presidentessa della Gioventù Francescana di Medjugorje, e Ivana Bradvica, membra della stessa fraternità, sono state ospiti di un programma di Radio “Mir” Medjugorje. Zdravka ci ha detto che, per lei, l’appartenenza alla Gioventù Francescana è ormai un modo di vivere: “La Gioventù Francescana fa parte di me. Attualmente in essa abbiamo una sezione multimediale, una dedicata ai media, una drammaturgica, una per le realizzazioni pratiche ed una di canto. Ciascuna di esse opera attivamente. Io metterei in rilievo soprattutto la sezione dedicata al canto, che ha anche una sottosezione che si occupa di vari strumenti musicali. Quando i suoi componenti vengono invitati da altre fraternità a suonare o cantare durante i riti delle promesse, quelli di accoglienza o in occasioni similari, essi cantano e suonano durante le Messe. C’è poi anche la sezione dedicata alle realizzazioni pratiche, che si è data da fare in modo particolare per preparare ogni cosa per il ventesimo anniversario della Gioventù Francescana. La sezione multimediale, da parte sua, appronterà una breve presentazione della nostra fraternità dai suoi albori fino ad oggi”. Zdravka ha poi aggiunto che, all’inizio, la fraternità era composta da una trentina di membri: “Col passare del tempo, un numero sempre maggiore di giovani ha fatto il suo ingresso nella Gioventù Francescana. Oggi siamo cresciuti e abbiamo un centinaio di membri”. Ivana ci ha detto che i membri della fraternità di Medjugorje si prepareranno a celebrare il suo ventesimo anniversario con un triduo di preghiera. Dal 28 al 30 gennaio, infatti, essi pregheranno insieme il Rosario sul Podbrdo ogni sera alle ore 20:30: “Questo sarà un triduo in cui rifletteremo su ciò che avverrà Domenica. Esso servirà a pacificare noi stessi e a renderci umili nella preghiera. Invitiamo anche tutti gli ex membri della fraternità ad unirsi a noi: la loro presenza avrebbe per noi un grande significato. Pregheremo per i giovani del mondo intero”. 
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/verso-il-ventesimo-anniversario-di-attivit%C3%A0-della-giovent%C3%B9-francescana-di-medjugorje,7641.html

mercoledì 27 gennaio 2016

Racconta Barry: Quella luce era Maria, la Madre di Dio, la vedevo, sapevo che era lei.

Testimonianza di Barry



Bisogna ammetterlo, Barry è un duro. Sua moglie Patricia? Un tesoro di delicatezza e io sospetto che preghi senza interruzione, tanta è la luce che emana. Dalla nativa Inghilterra veniva spesso a dissetarsi alla sorgente di Medjugorje e ad affidare alla Gospa il suo marito protestante. Che meraviglia sarebbe se un giorno anche lui potesse scoprire la gioia di camminare con il Dio Vivente!
Benché battezzato protestante, Barry non credeva in Dio e con fierezza faceva a meno di lui. Comunque un vecchio ricordo giaceva in fondo al suo cuore: da giovane, una volta aveva rivolto a Dio una preghiera in un momento di grande sofferenza: “Mandami una buona moglie!”. In quel momento era in macchina e ha dovuto fermarsi vicino a una casa sconosciuta per un guasto. La giovane donna che ne era uscita l’ha talmente impressionato che l’ha sposata tre mesi dopo! Si era comunque dimenticato di ringraziare quel Dio sconosciuto che gli aveva concesso in fretta un matrimonio cosi felice.
C’era un solo neo: Patricia era cattolica. Barry ha fatto di tutto per distruggere la sua fede, ma ha capito subito che lì era su un terreno pericoloso. Ma, verso la quarantina, Patricia è tormentata da un isolamento spirituale molto duro, nel grembo di una Inghilterra materialista e priva di entusiasmo. E’ allora che Medjugorje l’ha salvata dalla deriva e le ha offerto quello che non osava più sognare: fare un bagno nel cuore di Dio, in un posto dove il cielo tocca la terra ogni giorno!
Conversando con lei, mi meravigliavo della sua incredibile fiducia nella Provvidenza. SAPEVA che tutti i suoi parenti si sarebbero convertiti, nell’ora decisa da Dio.
Proprio allora è scoppiata la guerra in Bosnia Erzegovina.
La sera del l° gennaio 1993, Barry e Patricia guardano la televisione e sentono l’appello lanciato dall’associazione Medjugorje Appeal: si richiedono trenta guidatori per portare tonnellate di merce in Bosnia. Senza sapere che Patricia conosceva Bernard Ellis, ebreo convertito a Medjugorje, uomo chiave di tutta l’organizzazione, Barry si lascia tentare dalla sfida dice a sua moglie che ha una gran voglia di lanciarsi in questa avventura, dato che ha la patente per i camion. Patricia non crede alle sue orecchie! Bernard aveva previsto che una parte dei camion andasse a Medjugorje e una parte a Zagabria. Due settimane dopo, accompagnato da Patricia il nostro protestante fa il suo ingresso a Medjugorje al volante di un camion!
La sua unica preoccupazione: portare soccorso ai rifugiati. La prima notte è chiamato a prestare servizio e al mattino, mentre rientra in camera sua ai piedi del Krizevac per ritrovare la moglie, ecco che Patrizia è scomparsa!
Barry esce sul terrazzo e vede la chiesa, in mezzo alla vallata.
I suoi occhi vanno alle due torri che si slanciano verso il cielo e, stranamente, sente un’attrazione irresistibile verso questa chiesa. Un pensiero gli viene prepotentemente: “Devo entrare in quella chiesa a dire una preghiera”. Barry non si riconosce più. Dire una preghiera, lui, completamente ateo?! Dire una preghiera anche se Dio non c’è e se dopo la morte c’è solo per tutti un buco nero? La testa non funziona più! Ma è più forte di lui, Barry si incammina con passo sicuro verso la chiesa. Una questione pratica si impone: che preghiera potrà dire? Ne conosce solo due: il Padre Nostro che ha imparato a scuola e l’Ave Maria che ha finito coll’imparare a furia di ascoltare sua moglie che la insegnava ai figli. Quale scegliere? Arrivato in chiesa, si accorge che è l’ora delle pulizie e si mette discretamente sul banco in fondo. Decide di dire le due preghiere e poi resta là in silenzio per cinque minuti; poi decide di andare a pulire il suo camion. Là lo vede un francescano e gli dà il suo rosario. Più tardi torna in camera sua, dove Patricia non è ancora rientrata, e decide di riposarsi un po’.

Dato che c’è molta luce, alza la coperta per coprirsi il viso, ma una luce azzurra lo acceca. Pensa che la coperta sia mal messa e la riaggiusta in modo diverso. La luce blu non fa che intensificarsi, invade tutta la camera e Barry comincia a trovarlo strano. Nel blu appare allora una macchia bianca ancor più luminosa; la macchia si avvicina a poco a poco a lui e ingrandisce a vista d’occhio. Cielo, cosa sta succedendo? “La macchia di luce bianca è diventata ben chiara” racconterà Barry, e la luce era Maria, la Madre di Dio, la vedevo, sapevo che era lei. La luce blu si è trasformata in raggi che partivano da lei. Com’era bella! Non ero affatto spaventato, la guardavo affascinato. Sapevo chi avevo davanti a me. Allora Lei ha alzato la mano e mi ha salutato con un segno. Non ha detto niente. Poi è andata via. Mi sono seduto per ispezionare la camera, un profumo di rose fluttuava nell’aria e sentivo in tutta la mia persona una pace inimmaginabile. Persino nel mio corpo! Non potevo che ripetere: “Perché a me? Perché a me? Cosa ho fatto io per meritare tutto questo, io lo zotico, il rozzo!”.
Pensavo a tutte le cattive azioni della mia vita. Malgrado tutto, Maria era apparsa a uno come me. Subito dopo Patricia è ritornata, e io gli ho raccontato tutto. Lei era fuori di se! Voleva che io diventassi cattolico in quello stesso giorno, mi invitò ad andare in chiesa insieme a lei, e io continuavo a pensare, perché a me? Quando è arrivato il momento della comunione, Patrizia mi ha suggerito di venire a prendere la benedizione dal prete. Il fatto di avere le braccia incrociate davanti al petto lasciava in chiaro che non avrei potuto prendere la comunione. Il prete, senza fare caso teneva premuta l’ostia contro la mia bocca e ho dovuto ricevere il Corpo di Cristo. Ero così sconvolto che non potevo impedire alle mie lacrime di colare. Avreste dovuto vedere il duro che piangeva come un bambino! Che giornata! Sulla strada del ritorno ho incontrato un pellegrino che mi ha detto: “Sono cattolico da sempre, vengo spesso qui, non ho mai visto né sentito niente!”.
Ma per me che venivo per la prima volta, che non mettevo mai piede in chiesa, in un giorno mi era successo di: 1) entrare in una chiesa, 2) di dire una preghiera, 3) di ricevere un rosario, 4) di vedere la Madonna, 5) di ricevere il corpo di suo Figlio Gesù!!!
Tornato in Inghilterra, ho deciso di andare a messa con Patricia e ho scoperto a poco a poco la preghiera… la preghiera sincera! Ho continuato a organizzare i convogli umanitari per la Bosnia e una volta abbiamo perfino trasportato il veggente Ivan nel tragitto Londra – Medjugorje! All’ora dell’apparizione ci mettevamo in ginocchio nel camion… Nel mio cuore avevo un vivo desiderio di rivedere la Madonna. Più tardi Bernard mi ha proposto di guidare un pullman di pellegrini. Ho barattato le derrate alimentari con un carico di fratelli e sorelle. Sulla strada ci siamo fermati in un’albergo al confine con la Slovenia. Subito dopo cena, salta la corrente! Salgo a cercare una pila elettrica in camera e, mentre ridiscendo nell’atrio, mi sento spinto a cantare un inno a Maria. Allora tutto il gruppo si mette a cantare con me e poi si lancia in una preghiera spontanea. La lode invade tutto l’albergo! Maria è di nuovo apparsa ai miei occhi proprio in quel momento, come a Medjugorje, con quell’alone blu intorno a lei. Ero il solo a vederla. Ho capito allora che non avevo ancora fatto niente per Lei, fatto niente per Dio, malgrado le tante grazie ricevute. Quando Maria vuole qualche cosa (o qualcuno!) non molla la presa! Sentivo che mi chiamava a riavvicinarmi a Lei e a suo Figlio Gesù; dovevo impegnarmi con lei. Perciò ho deciso di entrare nella Chiesa cattolica. Patricia mi ha trovato una guida meravigliosa. Per mesi ho continuato i pellegrinaggi a Medjugorje come autista e Patricia mi ha aiutato. Avevo il desiderio segreto che tra i miei “passeggeri”, alcuni potessero avere la felicità di vedere la Madonna e sono stato subito esaudito; quattro pellegrini l’hanno vista sulla collina del Podbrdo. Sono entrato a far parte della Chiesa cattolica a Pasqua del 1995. Da allora il Signore ci ha chiamati, Patricia e me, a lavorare per Lui nella nostra parrocchia e diocesi, dove c’è il Santuario di Walsingham. Maria ha cominciato a riportare a Suo Figlio tutta la parentela. I nostri due figli si sono convertiti e anche altri parenti atei. Ha già fatto riconciliare molte coppie e abbiamo buone speranze per gli altri.
Da parte mia sono impegnato in un gruppo che aiuta quelli che vogliono farsi cattolici. Sono a disposizione per tutto quello che il Signore e sua Madre vorranno da me; cresco gradualmente nel loro amore. Il mio sogno è che il mondo intero scopra la Madonna!”
Tratto dal libro:”Medjugorje:il trionfo del cuore”, di suor Emmanuel. Edizioni Shalom

Fonte:http://www.medjugorje-news.it/blog/category/testimonianze/page/2/

martedì 26 gennaio 2016

In Libano, i frutti di Medjugorje sono impressionanti

Frutti di Medjugorje nel mondo

data: 24.01.2016.

La libanese Sana Nassar ha fondato l’Associazione no profit “Amici di Maria, Regina della pace”, il cui fine è quello di porsi al servizio dei messaggi della Madonna di Medjugorje. Sana ha evidenziato che, in Libano, i frutti di Medjugorje sono impressionanti: “E so che la Madonna desidera che sia così ovunque. Lei vuole che il suo piano — far sì che le persone conoscano suo Figlio Gesù, si innamorino di Lui e si decidano per il Paradiso — si realizzi nel mondo intero. Lei lo sta portando avanti in modo molto forte, sia in Libano che in ogni altro paese in cui lo desidera”. Sana ha sottolineato che i giovani stanno rispondendo all’invito della Madonna: “Questa è una grande prova e un grande segno per il mondo intero che, qui a Medjugorje, la Madonna ha dato inizio a qualcosa di veramente grande. Molti Vescovi e sacerdoti mi hanno detto che, vedendo i giovani pregare e digiunare in questo modo, cosa che di solito è molto difficile veder fare dai giovani, vengono colmati di speranza. I giovani vengono e restano a pregare per ore. Sia in Libano che da altre parti, essi frequentano incontri di preghiera ispirati a Medjugorje e pregano in ginocchio per ore. Io la considero una grazia ed un miracolo proveniente da Medjugorje, che fa nascere in noi la volontà di fare ciò che la Madonna desidera e di pregare. Dobbiamo lavorare al massimo con i giovani, perché sono loro quelli con cui lei opera maggiormente. I giovani sono il nostro domani, sono il nostro futuro ed il trionfo del Cuore di Maria”.  
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/frutti-di-medjugorje-nel-mondo,7634.html