"Cari figli! Anche oggi vi invito
alla preghiera. Senza preghiera non potete vivere perché la preghiera è
la catena che vi avvicina a Dio. Perciò, figlioli, nell’umiltà del cuore
ritornate a Dio e ai Suoi comandamenti per poter dire con tutto il
cuore: come in cielo così sia fatto anche sulla terra. Figlioli, voi
siete liberi di decidervi nella libertà per Dio o contro di Lui. Vedete
come satana vuole trarvi nel peccato e nella schiavitù. Perciò,
figlioli, ritornate al Mio Cuore perché Io possa guidarvi a Mio Figlio
Gesù che è Via, Verità e Vita. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata.”
-------------------------------------------------------------
Our Lady's message to Marija on 25 January 2016:
“Dear children! Also today I am calling all of you to prayer. You
cannot live without prayer, because prayer is a chain which brings you
closer to God. Therefore, little children, in humility of heart return
to God and to His commandments so that with all of your heart you are
able to say: as it is in Heaven so may it be on earth. You, little
children, are free to in freedom decide for God or against Him. See
where Satan wants to pull you into sin and slavery. Therefore, little
children, return to my heart so that I can lead you to my Son Jesus who
is the Way, the Truth and the Life. Thank you for having responded to my
call. ”
Translate
lunedì 25 gennaio 2016
domenica 24 gennaio 2016
I 403 pellegrinaggi di carita' di Alberto Bonifacio
sabato 23 gennaio 2016
5° Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con invalidità
Quinto Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con invalidità
data: 23.01.2016.
Mancano ancora alcuni mesi al Quinto Pellegrinaggio Internazionale a
Medjugorje per persone con invalidità, che si terrà dal 9 al 12 giugno
2016 ed il cui tema sarà: “Alla scuola di Maria”. L’evento sarà
coordinato da fra Marinko Šakota, parroco di Medjugorje. Anche
quest’anno i parrocchiani della parrocchia di Medjugorje offriranno
vitto e alloggio gratuito ai partecipanti al Pellegrinaggio. Sarà
possibile inviare le proprie adesioni, dal 1° al 31 maggio 2016,
all’indirizzo di posta elettronica: gospina.skola@gmail.com.
Lo spunto per l’organizzazione di questo evento è venuto dai
pluriennali pellegrinaggi guidati da suor Rastislava Ralbovsky per una
comunità di persone con invalidità di Đakovo. Riguardo agli inizi di
questi pellegrinaggi, la religiosa ha detto: “Non dobbiamo dimenticare
che non si è trattato di uno spunto venuto da me, perché è la Madonna a
venire qui a Medjugorje e a chiamare. Io ho solamente avvertito nel
cuore questa necessità ed, a partire dal 1998, ho cominciato a venire
con perseveranza. Tutto il resto è opera della Madonna. Questa è una
grande cosa resa possibile dai parrocchiani di Medjugorje, che ci
accolgono con tutto il cuore nelle loro case e ci offrono tutto
gratuitamente”.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/quinto-pellegrinaggio-internazionale-a-medjugorje-per-persone-con-invalidit%C3%A0,7631.html
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/quinto-pellegrinaggio-internazionale-a-medjugorje-per-persone-con-invalidit%C3%A0,7631.html
giovedì 21 gennaio 2016
Nella vita, solo la fede può essere d’aiuto.- Testimonianza
I coniugi Tereza e Miroslav Ljubić: “A Medjugorje le persone ritrovano la pace e la preghiera”
data: 17.01.2016.
Non molto tempo fa si è svolto a Medjugorje un ritiro per famiglie, a cui hanno preso parte interi nuclei familiari. È interessante il fatto che, tra i circa duecento partecipanti, i bambini erano addirittura novanta. In quell’occasione sono venuti in pellegrinaggio a Medjugorje anche i coniugi Tereza e Miroslav Ljubić, che vivono a Kaštel Lukšić, e che, non potendo avere figli propri, hanno adottato due bambini. I coniugi Tereza e Miroslav hanno testimoniato la loro esperienza di abbandono a Gesù ed all’aiuto di Dio durante un programma di Radio “Mir” Medjugorje. Miroslav ha detto di essere venuto per la prima volta a Medjugorje dieci anni fa: “Allora vedevo che diverse persone venivano per una sola giornata. Io però penso che non sia possibile fare esperienza di Medjugorje in una sola giornata, ma che si debba invece restare qui per più giorni. Si vede che qui le persone ritrovano la pace e ritrovano la preghiera. Quando così tanta gente prega il Rosario, i miracoli devono avvenire per forza. Medjugorje viene sperimentata come un luogo di preghiera e posto in cui nasce un rapporto speciale con la Madonna. Ma la grazia più grande, a Medjugorje, sono i confessionali”. Tereza ha affermato che, in casa loro, si prega ogni giorno il Rosario in famiglia fin dall’inizio: “Da principio, per i bambini il Rosario era un grande peso, dal momento che non erano loro ad essere al centro dell’attenzione. Oggi ognuno di loro prega una decina. Instilliamo in loro il concetto che, nella vita, solo la fede può essere d’aiuto”.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/i-coniugi-tereza-e-miroslav-ljubic-%E2%80%9Ca-medjugorje-le-persone-ritrovano-la-pace-e-la-preghiera%E2%80%9D,7619.html
lunedì 18 gennaio 2016
I cristiani ostinati nel “sempre è stato fatto così", peccano!!
Il cristiano che si nasconde dietro il «Si è sempre fatto così...»
commette peccato, divenendo idolatra e ribelle e vivendo una «vita
rattoppata, metà e metà», perché chiude il suo cuore alle «novità dello
Spirito Santo». È un invito a liberarsi dalle «abitudini», per lasciare
spazio alle «sorprese di Dio», quello che Papa Francesco ha lanciato
durante la messa celebrata lunedì mattina, 18 gennaio, nella cappella
della Casa Santa Marta.
Nella prima lettura, tratta dal primo libro di Samuele (15, 16-23), «abbiamo ascoltato — ha fatto subito notare il Papa — come il re Saul viene rigettato da Dio per non obbedire: il Signore ha detto a lui che avrebbe vinto nella battaglia, nella guerra, ma che tutto sarebbe dovuto essere votato allo sterminio». E Saul «non ha obbedito».
Così «quando il profeta gli rimprovera questo e poi lo rigetta in nome di Dio come re di Israele, lui — continua il brano — dà una spiegazione: “Ho ascoltato la voce del popolo che voleva prendere questo bestiame più buono per farne sacrificio al Signore”».
«È una cosa buona fare un sacrificio — ha spiegato Francesco — ma il Signore aveva ordinato, aveva dato il mandato di fare un’altra cosa». Ed ecco che Samuele dice a Saul: «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce del Signore?». Dunque, ha affermato il Papa, «l’obbedienza va oltre» e supera anche le parole di giustificazione di Saul: «Io ho ascoltato il popolo e il popolo mi ha detto: sempre si è fatto così! Le cose di più valore andranno al servizio del Signore, sia al tempio sia per i sacrifici. Sempre è stato fatto cosi!».
Così «il re, che doveva cambiare questo: “Sempre è stato fatto cosi...”, dice a Samuele: “Ho temuto il popolo”». Saul «ha avuto timore» e per questo «ha lasciato che la vita continuasse contro la volontà del Signore».
Lo stesso atteggiamento — ha proseguito il Papa riferendo al passo liturgico di Marco (2, 18-22) — ce lo «insegna Gesù nel Vangelo, quando i dottori della legge gli rimproverano che i discepoli non facciano digiuno: “Ma sempre è stato fatto così, perché non fanno digiuno i tuoi?” E Gesù risponde con questo principio di vita: “Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!”».
In sostanza, ha affermato Francesco, «cosa significa questo, che cambia la legge? No!». Vuol dire, piuttosto, «che la legge è al servizio dell’uomo, che è al servizio di Dio, e per questo l’uomo deve avere il cuore aperto». L’atteggiamento di chi dice: «Sempre è stato fatto così...» nasce in realtà da «un cuore chiuso». Invece «Gesù ci ha detto: “Vi invierò lo Spirito Santo e lui vi condurrà fino alla piena verità”». Dunque «se tu hai il cuore chiuso alla novità dello Spirito, mai arriverai alla piena verità». E «la tua vita cristiana sarà una vita metà e metà, una vita rattoppata, rammendata di cose nuove, ma su una struttura che non è aperta alla voce del Signore: un cuore chiuso, perché non sei capace di cambiare gli otri».
Proprio «questo — ha spiegato il Pontefice — è stato il peccato del re Saul, per il quale è stato rigettato». Ed è anche «il peccato di tanti cristiani che si aggrappano a quello che sempre è stato fatto e non lasciano cambiare gli otri». Finendo così per vivere «una vita a metà, rattoppata, rammendata, senza senso».
Ma «perché succede questo? Perché è tanto grave, perché il Signore rigetta Saul e poi sceglie un altro re?». La risposta la dà Samuele quando «spiega cosa sia un cuore chiuso, un cuore che non ascolta la voce del Signore, che non è aperto alla novità del Signore, allo Spirito che sempre ci sorprende». Chi ha un cuore così, afferma Samuele, «è un peccatore». Si legge nel passo biblico: «Sì, peccato di divinazione è la ribellione, e colpa e terafìm — cioè idolatria — l’ostinazione». Dunque, ha affermato Francesco, «i cristiani ostinati nel “sempre è stato fatto così, questo è il cammino, questa è la strada”, peccano: peccano di divinazione»: è «come se andassero dalla chiromante». Insomma, alla fine risulta «più importante quello che è stato detto e che non cambia; quello che sento io — da me e dal mio cuore chiuso — che la parola del Signore». E questo «è anche peccato di idolatria: l’ostinazione. Il cristiano che si ostina, pecca. pecca di idolatria».
Di fronte a questa verità, la domanda da porsi è: «Qual è la strada?». Francesco ha suggerito di «aprire il cuore allo Spirito Santo, discernere qual è la volontà di Dio». È vero, «sempre, dopo le battaglie, il popolo prendeva tutto per i sacrifici al Signore, anche per la propria utilità, anche i gioielli per il tempio». Ed «era abitudine, al tempo di Gesù, che i bravi israeliti digiunassero». Però, ha spiegato, «c’è un’altra realtà: c’è lo Spirito Santo che ci conduce alla verità piena». E «per questo lui ha bisogno di cuori aperti, di cuori che non siano ostinati nel peccato di idolatria di se stessi» ritenendo «più importante quello che io penso» e non «quella sorpresa dello Spirito Santo».
E «questo — ha rimarcato il Papa — è il messaggio che oggi ci dà la Chiesa; quello che Gesù dice tanto forte: “Vino nuovo in otri nuovi!”». Perché, ha ripetuto, «alle novità dello Spirito, alle sorprese di Dio anche le abitudini devono rinnovarsi». Prima di proseguire nella celebrazione, Francesco ha auspicato «che il Signore ci dia la grazia di un cuore aperto, di un cuore aperto alla voce dello Spirito, che sappia discernere quello che non deve cambiare più, perché fondamento, da quello che deve cambiare per poter ricevere la novità dello Spirito Santo».
Fonte:http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2016/documents/papa-francesco-cotidie_20160118_otri-nuovi.html
Nella prima lettura, tratta dal primo libro di Samuele (15, 16-23), «abbiamo ascoltato — ha fatto subito notare il Papa — come il re Saul viene rigettato da Dio per non obbedire: il Signore ha detto a lui che avrebbe vinto nella battaglia, nella guerra, ma che tutto sarebbe dovuto essere votato allo sterminio». E Saul «non ha obbedito».
Così «quando il profeta gli rimprovera questo e poi lo rigetta in nome di Dio come re di Israele, lui — continua il brano — dà una spiegazione: “Ho ascoltato la voce del popolo che voleva prendere questo bestiame più buono per farne sacrificio al Signore”».
«È una cosa buona fare un sacrificio — ha spiegato Francesco — ma il Signore aveva ordinato, aveva dato il mandato di fare un’altra cosa». Ed ecco che Samuele dice a Saul: «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce del Signore?». Dunque, ha affermato il Papa, «l’obbedienza va oltre» e supera anche le parole di giustificazione di Saul: «Io ho ascoltato il popolo e il popolo mi ha detto: sempre si è fatto così! Le cose di più valore andranno al servizio del Signore, sia al tempio sia per i sacrifici. Sempre è stato fatto cosi!».
Così «il re, che doveva cambiare questo: “Sempre è stato fatto cosi...”, dice a Samuele: “Ho temuto il popolo”». Saul «ha avuto timore» e per questo «ha lasciato che la vita continuasse contro la volontà del Signore».
Lo stesso atteggiamento — ha proseguito il Papa riferendo al passo liturgico di Marco (2, 18-22) — ce lo «insegna Gesù nel Vangelo, quando i dottori della legge gli rimproverano che i discepoli non facciano digiuno: “Ma sempre è stato fatto così, perché non fanno digiuno i tuoi?” E Gesù risponde con questo principio di vita: “Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!”».
In sostanza, ha affermato Francesco, «cosa significa questo, che cambia la legge? No!». Vuol dire, piuttosto, «che la legge è al servizio dell’uomo, che è al servizio di Dio, e per questo l’uomo deve avere il cuore aperto». L’atteggiamento di chi dice: «Sempre è stato fatto così...» nasce in realtà da «un cuore chiuso». Invece «Gesù ci ha detto: “Vi invierò lo Spirito Santo e lui vi condurrà fino alla piena verità”». Dunque «se tu hai il cuore chiuso alla novità dello Spirito, mai arriverai alla piena verità». E «la tua vita cristiana sarà una vita metà e metà, una vita rattoppata, rammendata di cose nuove, ma su una struttura che non è aperta alla voce del Signore: un cuore chiuso, perché non sei capace di cambiare gli otri».
Proprio «questo — ha spiegato il Pontefice — è stato il peccato del re Saul, per il quale è stato rigettato». Ed è anche «il peccato di tanti cristiani che si aggrappano a quello che sempre è stato fatto e non lasciano cambiare gli otri». Finendo così per vivere «una vita a metà, rattoppata, rammendata, senza senso».
Ma «perché succede questo? Perché è tanto grave, perché il Signore rigetta Saul e poi sceglie un altro re?». La risposta la dà Samuele quando «spiega cosa sia un cuore chiuso, un cuore che non ascolta la voce del Signore, che non è aperto alla novità del Signore, allo Spirito che sempre ci sorprende». Chi ha un cuore così, afferma Samuele, «è un peccatore». Si legge nel passo biblico: «Sì, peccato di divinazione è la ribellione, e colpa e terafìm — cioè idolatria — l’ostinazione». Dunque, ha affermato Francesco, «i cristiani ostinati nel “sempre è stato fatto così, questo è il cammino, questa è la strada”, peccano: peccano di divinazione»: è «come se andassero dalla chiromante». Insomma, alla fine risulta «più importante quello che è stato detto e che non cambia; quello che sento io — da me e dal mio cuore chiuso — che la parola del Signore». E questo «è anche peccato di idolatria: l’ostinazione. Il cristiano che si ostina, pecca. pecca di idolatria».
Di fronte a questa verità, la domanda da porsi è: «Qual è la strada?». Francesco ha suggerito di «aprire il cuore allo Spirito Santo, discernere qual è la volontà di Dio». È vero, «sempre, dopo le battaglie, il popolo prendeva tutto per i sacrifici al Signore, anche per la propria utilità, anche i gioielli per il tempio». Ed «era abitudine, al tempo di Gesù, che i bravi israeliti digiunassero». Però, ha spiegato, «c’è un’altra realtà: c’è lo Spirito Santo che ci conduce alla verità piena». E «per questo lui ha bisogno di cuori aperti, di cuori che non siano ostinati nel peccato di idolatria di se stessi» ritenendo «più importante quello che io penso» e non «quella sorpresa dello Spirito Santo».
E «questo — ha rimarcato il Papa — è il messaggio che oggi ci dà la Chiesa; quello che Gesù dice tanto forte: “Vino nuovo in otri nuovi!”». Perché, ha ripetuto, «alle novità dello Spirito, alle sorprese di Dio anche le abitudini devono rinnovarsi». Prima di proseguire nella celebrazione, Francesco ha auspicato «che il Signore ci dia la grazia di un cuore aperto, di un cuore aperto alla voce dello Spirito, che sappia discernere quello che non deve cambiare più, perché fondamento, da quello che deve cambiare per poter ricevere la novità dello Spirito Santo».
Fonte:http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2016/documents/papa-francesco-cotidie_20160118_otri-nuovi.html
domenica 17 gennaio 2016
Gennaio 2016 di suor Emmanuel
LES ENFANTS de MEDJUGORJE
Gennaio 2016 di suor Emmanuel
sito in francese www.enfantsdemedjugorje.fr; e-mail gospa.fr@gmail.comPieno di contenuti ed informazioni più che mai importanti per la nostra crescita spirituale, ancora una volta Suor Emmanuel ci arricchise, ci guida, ci consola con racconti, testimonianze e messaggi.
L’APPARIZIONE DEL 02 GENNAIO 2016
Il 2 gennaio 2016 Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla Croce blu, circondata da una piccola folla, quella dei mesi invernali. Dopo l’apparizione, Mirjana ha trasmesso il seguente messaggio:Come riparare? Tutti i mistici hanno insistito sulla eccellenza della preghiera di riparazione e Gesù l’ha raccomandata molte volte, descrivendo gli abbondanti frutti che ne derivano. Adesso, un evento insopportabile – anche se poco noto – ha avuto luogo nell’Italia del Nord poco dopo Natale, che rientra fra quelli che provano odio nei riguardi del Piccolo Gesù. Sappiamo già delle ondate di interdizioni o addirittura distruzioni di culle di Natale. Adesso si tratta di questo, in una chiesa, una sera, il Bambino Gesù è stato rubato. Il mattino dopo, è stato ritrovato, ma…Impiccato!
Questo atto odioso richiede riparazione! Alcuni gruppi di preghiera hanno deciso di fare una novena in tal senso. Visto però l’orrore causato, credo che molti più credenti potrebbero mobilizzarsi. In tal modo, questo male genererà dei buoni frutti, cominciando dalla conversione di quei poveri strumenti di satana (consapevoli o inconsapevoli di quello che hanno fatto). Chi può aver paura del nostro Dio neonato, se non è il nemico? Esistono molte preghiere di riparazione , ed anche delle novene al Bambino Gesù.Dagli estratti di Suor Faustina
– Preghiera del Papa Leone XIII:
– Da Madre Teresa di Calcutta , la preghiera di riparazione al Sacro Cuore
– Dal Papa Pio XI, Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù
– Dal Papa Pio XII, Preghiera di riparazione “Alla Santissima augusta Trinità…”
Il vostro seminarista cinese?
Afferrare la benedizione!
La Vergine ha anche domandato che fossimo
diffusori di benedizione gli uni per gli altrui. Una suora tedesca mi ha
fatto avere questa bella testimonianza:
Non vediamo quasi mai l’effetto della benedizione che trasmettiamo (a voce alta o silenziosamente), ma, grazie a questa testimonianza,
Gesù mi invita a credere molto di più nella potenza della benedizione.
Allora aiutiamo Maria Santissima, non perdiamo tempo lungo la strada, ma
benediciamo tutti quelli che incontriamo!
Esiste una benedizione speciale per ogni cosa:
oggetti religiosi, case, campi, bestiame, nutrimento, luogo di lavoro,
viaggi, salute, vestiti e principalmente per le famiglie, le comunità, i
malati, i fidanzati, le scuole, le persone in pericolo, ecc. Una nuova benedizione è quella per i bambini ancora nel seno materno.
Conosco bene questa suora, vive una profonda unione con Cristo, ciò è sicuramente servito per permettere alla grazia di passare. La benedizione è un dono del Cielo, qualcosa di divino che fuoriesce dal cuore di Dio
per raggiungere le profondità della nostra anima, senza tuttavia
attraversare né la nostra intelligenza né i nostri sensi, le zone più
periferiche del nostro essere. Per questo che, salvo eccezioni, non
sentiamo nulla al momento nel quale riceviamo una benedizione. E’ come un missile di luce e d’amore che Dio invia ad un’anima attraverso colui che benedice, per arricchire quell’anima di una grazia particolare. Più colui che trasmette la benedizione è vicino a Dio, più è trasparente, quindi più suscettibile a far passare la grazia. Se il donatore della benedizione è un sacerdote, allora attraverso di lui è Gesù stesso che benedice! “Se i preti sapessero cosa danno quando benedicono, dice la Madonna, benedirebbero giorno e notte!”Sr Emmanuel sarà in Italia in Febbraio!
Venite a pregare ed ascoltare! Portate i vostri amici!– A Palermo, 12, 13 e 14 febbraio, Venerdi 12, a Margifaraci ore 21 con la comunità dell’Amen. Sabato 13 a Santa Cristina Gela. Sta messa alle 17.30 seguita dalla catechesi di Sr Emmanuel. Tel: Don Porfilio 339-5875772 Domenica 14, a Margifaraci, per il Festival della Gioia. tutto il giorno dalle 9 alla sera, Ore 10.30 catechesi di Sr Emmanuel: ‘Maria, Madre di misericordia.’ Ore 16.30, Sta Messa. Tel Agostino 328-6170144.
– Ad Assisi, 26, 27 e 28
febbraio, Convegno Nazionale sulla Misericordia a Santa Maria degli
Angeli. Catechesi di Sr Emmanuel: sabato 27. Tel 334-7695226 o
06-8084150
Cara
Gospa Tu sei benedetta fra le donne! Fino a che dura questo tempo di
grazia durante il quale Gesù Ti manda tra noi, noi apriamo i nostri
cuori nell’ora della Tua venuta (17.40) perché la Tua benedizione di
pace materna scenda su di noi
Suor Emmanuel +Tradotto dal francese
La Vergine ama ricevere la posta! Lei risponde nei cuori durante la preghiera. Inviate la vostra lettera a “Reine de la Paix”, BP 2157, Nice cedex , 06103 Francia. Consegneremo la lettera ad un veggente
Fonte:http://blog.studenti.it/biscobreak/2016/01/les-enfants-de-medjugorje-37/
sabato 16 gennaio 2016
Dopo questo mio 38° pellegrinaggio a Medjugorje sento il bisogno di dire....
Arrivato al 38° pellegrinaggio il mio cuore sente
di dover dire a tutti quanti e pure a me stesso che dobbiamo seriamente
convertirci. Che assolutamente non DOBBIAMO PERDERE IL NOSTRO TEMPO,
NELLE COSE VANE E FUTILI DI QUESTO MONDO MALATO E LONTANO DA DIO. MARIA,
ci esorta piu' che mai a donarci completamente al SIGNORE, come mai
prima. La Gospa, inoltre ci ha detto il 2 Novembre del 1983,
che molti morendo vanno in Purgatorio, all'Inferno e che pochi vanno
direttamente in Paradiso. Cari amici miei, prendiamo seriamente questi
messaggi e preghiamo incessantemente per le anime del Purgatorio. Maria
gia' nella prima apparizione a Fatima, il 13 maggio del 1917, ammoni'
gli uomini, dicendo la realta' terribile del Purgatorio, invitando
seriamente a pregare per loro. La Gospa ci ha pure detto a Medjugorje,
il 2 novembre 1982, che manchiamo di responsabilita' e di amore nei
confronti delle anime del purgatorio, pregando pochissimo per loro.
Riflettiamo pure il messaggio dato alla veggente Marija Pavlovic' del 6
novembre 1986, "Cari Figli, oggi desidero invitarvi a pregare ogni
giorno per le anime del Purgatorio. A ogni anima sono necessarie la
preghiera e la grazia per giungere a DIO e all'amore di DIO. Con questo
anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori che nella vita vi
aiuteranno a capire che le cose della terra non sono importanti per voi,
che solo il Cielo e' la meta a cui tendere. Cari figli, pregate senza
sosta perche' possiate aiutare voi stessi e anche gli altri ai quali le
preghiere porterano la gioia. Dunque concludendo cari amici, non
perdiamo il nostro tempo, in cose inutili, ma aiutiamo NOSTRA MADRE a
pregare incessantemente per le anime del Purgatorio e a pregare per la
pace nel mondo, ricordando sempre a tutti quanti che siamo qui sulla
terra solo per una breve passeggiata e che la nostra META E' SOLO IL
CIELO. Cosi facendo, rafforzeremo la NOSTRA FEDE, il nostro amore con
DIO PADRE. Concludo dicendovi pure dalla mia esperienza personale,piu'
ci avviciamo a DIO, in preghiera, anche la morte terrena di un nostro
caro diventa GIOIA. Gioia di averlo avuto qui con NOI sulla terra, ma
grande gioia di averlo ridato con immenso amore, al SIGNORE, perche' e
SOLO LUI CHE L'HA DONATO A NOI. Capendo tutto questo, la nostra vita di
fede sara' piu' forte e piu' vera, perche' cari fratelli nessuno muore,
ma la vita continua per l'eternita' con GESU' E MARIA, E CON I NOSTRI
CARI.CON IMMENSO AMORE PER OGNUNO DI VOI, sempre vostro MARCO RIPAMONTI.
Buon cammino di fede, con GESU' E MARIA, REGINA DELLA PACE.
Marco Ripamonti.
Marco Ripamonti.
Iscriviti a:
Post (Atom)






