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lunedì 3 agosto 2015

La maggiorparte dei giovani trova a Medjugorje la certezza di essere amato profondamente da Dio

A Medjugorje i giovani scoprono l’amore e la semplicità di Dio - Eco di Maria nr.159
Per sapere cosa vivono i giovani quando si sentono chiamati a scoprire l’amore di Dio è necessario chiederlo a chi ha fatto personalmente questa esperienza.


Mi chiamo Jean Uriel, ho 32 anni. Ho sentito parlare di Medjugorje 12 anni fa da mio fratello maggiore quando lui mi ha invitato a venire qui in pellegrinaggio. Ho accettato senza sapere nulla di ciò che in realtà succedeva in questo luogo. Ricordo, come se fosse ieri, che sin dal primo giorno ho sentito la grazia di Dio su di me. A un certo punto di quel primo giorno persi il piccolo gruppo con il quale ero venuto, e così dietro la chiesa, da solo, ho incontrato l’amore e la grande misericordia di Dio. Ho pianto tutte le lacrime che avevo dentro, che esprimevano non solo il mio dolore, ma anche la gioia e la riconoscenza verso il Padre che mi amava per quello che ero veramente.
Quel momento, quella esperienza, mi hanno segnato per tutta la mia vita. Non subito, ma pian piano, il Signore ha potuto lavorare nel mio cuore. Cominciai lentamente a scoprire il ruolo della Vergine Maria nella mia vita e il suo compito nella Chiesa. Mi posi alla sua scuola in ricerca della mia vocazione; così, alcuni anni più tardi, sentii chiaramente la chiamata al sacerdozio e alla vita religiosa nella Comunità delle Beatitudini, dove vivo già da 7 anni. Per la festa dell’Ascensione ho professato solennemente i miei voti.
Sono tornato più volte a Medjugorje Ora mi trovo qui con un gruppo di 170 giovani francesi, alcuni italiani e tedeschi, per partecipare al festival. La cosa che mi ha colpito, così come era anche successo le altre volte, è stata l’essermi sentito subito avvolto dalla presenza della Vergine Maria. Quando mi avvicino alla chiesa e vedo i giovani che pregano attorno alla rotonda ho l’impressione che il manto della Madonna li ricopra e che tutti trovano la grazia di sentirsi figlio di Dio.

d. Cosa cercano i giovani a Medjugorje e cosa trovano?
I giovani nel profondo cercano Dio, anche se tante volte non lo esprimono direttamente. Molti mi hanno detto che sono venuti per caso e che loro stessi non sanno il perché; ma penso che in loro ci sia la ricerca di qualcosa di più, di qualcosa che può veramente donare un senso alla loro vita e al quale non possono dare un nome. Credo che la maggioranza dei giovani trovi a Medjugorje la certezza di essere amato profondamente da Dio, così come essi sono... Nello stesso tempo scoprono che questo Padre pieno di bontà e di amore gli ha dato anche una Madre che li aiuta nel loro cammino di fede. A Medjugorje trovano anche una chiesa molto semplice, fraterna e viva. Al Festival dei giovani si respira lo stesso spirito della GMG (ndr. Giornata Mondiale della Gioventù), dove è presente una grande diversità, tante nazionalità, gente di tutti i tipi, gruppi di preghiera di origine differenti e tutti sono afferrati dalla stessa grazia, dalla stessa fede e dalla sicurezza di essere figli di Dio e della Vergine Maria.
d. Come amano pregare i giovani? Sono molto sorpreso perché quest’anno ho realizzato che il modo di pregare, soprattutto in questo festival della gioventù, è caratterizzato da una grandissima semplicità ed apertura. Sono felice di vedere come i responsabili dei gruppi e del festival accolgano con cuore aperto tanti predicatori così diversi tra loro e come proprio i predicatori formano armoniosamente un solo corpo, senza contraddizioni, senza competizioni. Si vive una grande libertà e la gente viene aiutata attraverso il canto a pregare con tutto il corpo e con la gestualità. I giovani sono molto sensibili a questo perché possono esprimere con naturalezza ciò che abita nel loro cuore.
Generalmente è molto difficile riuscire a far cantare i giovani che stanno ancora scoprendo la Chiesa. Ad esempio, qualche settimana fa mi trovavo in un incontro in Francia dove erano presenti circa 400 giovani. In quell’occasione sono stati necessari più giorni per far entrare i giovani nella lode davanti a Dio, da esprimere con il canto e con i gesti; invece qui a Medjugorje, fin dal primo giorno, ho avuto l’impressione che tutti possono seguire con facilità questo modo di pregare. E’ davvero un dono di Dio questa semplicità con cui tutti riescono a vivere una sorta di infanzia spirituale.

d. Cosa dici ai giovani che si sentono chiamati a stare più vicini a Dio, come li accompagni, cosa gli consigli per capire dentro di sé la loro vocazione?
Mi è capitato spesso di vedere che a Medjugorje i giovani vivono delle esperienze molto forti che li coglie impreparati Ne ho incontrati molti, tra questi una ragazza, Veronique, che è venuta qui invitata da sua cugina e non sapeva neanche perché fosse venuta. Viaggiavamo sullo stesso pullman e lei era molto sorpresa, le appariva tutto strano, non capiva cosa stavamo facendo... ma quando siamo arrivati anche lei è stata subito rapita dalla grazia e ha scoperto la bellezza e la gioia di credere. In pochi giorni ha fatto una cammino incredibile! La domanda più frequente che essi mi pongono è: cosa avverrà dopo questi giorni qui a Medjugorje, una volta rientrati a casa?
Nei colloqui personali, consigliamo ai giovani di provare a continuare a vivere nelle proprie case un breve tempo quotidiano di preghiera personale con Dio e, possibilmente, di inserirsi in un gruppo di preghiera dove poter condividere le proprie esperienze, così come la Vergine ci invita nei suoi messaggi. La Madonna ci indica i cinque strumenti che ormai sono noti a tutti, ma non sempre per i giovani è facile vivere il digiuno. Ritrovarsi in un piccolo gruppo di preghiera li può aiutare a vivere la grazia ricevuta a Medjugorje, affinché essa possa lentamente penetrare le radici della loro vita e trasformarla.
Desidero aggiungere ancora qualcosa: il nostro pellegrinaggio aveva un tema specifico "Vivere sotto la guida dello Spirito Santo" (cfr. Gal 5,16). Vedo che qui a Medjugorje tutta la vita cristiana diventa molto facile. Tante volte i giovani dicono che essa è impegnativa, e anche lo nostra esperienza ci mostra che spesso non è facile seguire Cristo nel nostro quotidiano con tutto quello che il mondo ci propone, ma sentiamo anche che attraverso Maria tutto diventa più semplice. Veramente questa Madre che ci prende per mano e che ci aiuta a seguire Cristo, in una grande tenerezza e semplicità. Lei che è riempita dello Spirito Santo, ci aiuta a fare tutto nella forza dello Spirito e non attraverso le nostre capacità.

d. L’esperienza della preghiera carismatica spinge un po’ ad una preghiera di lode, di gioia... Come parlate ai giovani della croce, come affrontate nelle vostra spiritualità la sofferenza vissuta come elemento di corredenzione e di salvezza?
Per noi, in Comunità, la Croce ha un posto molto importante. E’ vero che a Medjugorje l’aspetto più evidente in questi giorni del festival è la gioia vissuta con spirito di fraternità, ma è anche vero che non siamo ancora saliti sul monte della Croce; lo faremo insieme agli altri per la messa finale. Ma dalla mia esperienza passata so anche che i pellegrini testimoniano che vengono maggiormente colpiti dalla Via crucis sul monte Krizevac, anche se spesso è umanamente difficile a vivere.
Per me questa è la prova che Maria non fa altro che guidarci verso Cristo: Come ho già detto, 12 anni fa ho incontrato Gesù e il suo amore, e allora era difficile comprendere il posto di Maria: ho avuto bisogno di tempo. Per me il suo ruolo è nella Chiesa, ma il suo unico desiderio è quello di guidarci verso suo Figlio e nelle braccia del Padre. Allora non mi sorprende che tanti giovani scoprono l’amore di Cristo nella Via crucis, perché nella morte sulla croce Dio ci ha mostrato il suo più grande amore per tutti noi.

d. Nella tua famiglia siete quattro figli e tutti consacrati...
Tutte le opere di Dio si realizzano sempre in una grande semplicità... Ciascuno di noi fratelli (tra cui una sorella) è stato chiamato alla vita consacrata, ma questo è successo in una maniera così naturale! Devo ammettere che quando la gente lo viene a sapere umanamente gli sembra un po’ strano, persino shockante, ma è importante dire che questo si inscrive nella storia personale di ognuno.
Il Signore fa le cose molto dolcemente, con naturalezza; ognuno di noi è stato chiamato a seguirlo nella vita consacrata in Comunità diverse, "colorate" diversamente (lo dimostrano gli abiti che indossiamo!), e questo non si fa da un giorno all’altro. Ciascuno di noi è cresciuto con la Grazia di Dio. Allora approfitto per dire un grande grazie al Lui per la chiamata che ci ha donato, per me essa è personalmente una grande gioia e penso che lo sia anche per i miei fratelli. Lo ringrazio anche per i nostri genitori, che non sono delle persone straordinarie, direi che sono come tutti gli altri, ma è vero che essi sono riusciti ad aprirsi alla volontà di Dio e a rimanere sempre aperti a ciò che Dio voleva realizzare nella vita dei loro figli. E con prontezza e semplicità hanno accettato la nostra vocazione.

d. Cos’altro vuoi dirci?
Voglio approfittare per invitare tutti a mettersi alla scuola della Madonna, di essere in ascolto di ciò che Lei vuole dirci. Oggi, il 5 agosto, qui a Medjugorje si festeggia il suo compleanno (ndr. secondo quanto è stato da lei stessa rivelato in un messaggio), e penso che la gioia più grande di una madre sia sapere che i suoi figli sono sereni. L’unico desiderio della Vergine Maria e saperci felici; per essere in questa beatitudine, in questa gioia dei figli di Dio, dobbiamo farci guidare da Lei: sarà Lei a comunicarci la felicità di sapere che Cristo è il nostro Salvatore.
Infine vorrei invitare i giovani a venire a Medjugorje, in particolar modo nei giorni del festival. Ai "grandi" direi di non esitare ad offrirgli il viaggio come regalo di Natale o di compleanno, così come mio fratello più grande lo ha offerto a me la prima volta. Probabilmente non sarei mai venuto e mai avrei potuto vivere quello che ho vissuto... Vi invito allora ad essere creativi a farvi promotori di questi viaggi, per permettere ad altri giovani di vivere la gioia di sentirsi amati dalla Regina della Pace. 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/testimonianze/035-giovani.php

domenica 2 agosto 2015

“A Medjugorje ho ricevuto un incoraggiamento per la vocazione sacerdotale e per la musica”


L’irlandese Don Liam Lawton è cresciuto in una famiglia di sette persone ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Ci ha detto che la prima volta che è venuto a Medjugorje l’ha impressionato soprattutto la fede delle persone che vivono qui. Don Liam proviene da una famiglia di musicisti ed egli desiderava vivere la musica, oltre che diventare sacerdote. Proprio a Medjugorje, dopo essersi confessato da fra Slavko Barbarić, egli ha vissuto un momento decisivo ed ha ricevuto un incoraggiamento. Egli l’ha invitato a cantare alcuni canti dopo la Comunione durante la Messa. In seguito egli ha accompagnato con la sua musica anche l’Adorazione guidata da fra Slavko. Quello è stato l’inizio delle Adorazioni così come le abbiamo oggi a Medjugorje. Nel 1990, su impulso di fra Slavko, è stato organizzato il primo Festival dei Giovani, a cui Liam ha partecipato fin dall’inizio. Ci ha detto che per lui i due messaggi più importanti di Medjugorje sono: “Dio esiste” e “La Pace è solo in Dio”, e che la Madonna è lo strumento di questa pace.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

Messaggio del 2 agosto 2015 della Regina della Pace dato a Mirjana alla croce blu


Messaggio del 2 agosto 2015 (Versione ufficiale, che viene trasmessa dall'Ufficio informazioni della parrocchia di Medjugorje)
 
“Cari figli, io come Madre che ama i suoi figli, vedo quanto è difficile il tempo che state vivendo.

Vedo la vostra sofferenza, ma voi dovete sapere che non siete soli: mio Figlio è con voi! Egli è dovunque, è invisibile, ma potete vederlo se lo vivete. Egli è la luce che vi illumina l’anima e dà pace. Lui è la Chiesa, che dovete amare, e pregare e lottare sempre per essa: non però solamente a parole, ma con opere d’amore. Figli miei, fate in modo che tutti conoscano mio Figlio, fate in modo che sia amato, perché la verità è nel mio Figlio, nato da Dio, Figlio di Dio. Non perdete tempo pensando troppo; vi allontanereste dalla verità. Accogliete la sua Parola con cuore semplice e vivetela. Se vivete la sua Parola, pregherete. Se vivete la sua Parola, amerete con amore misericordioso, vi amerete gli uni gli altri. Quanto più amerete, tanto più sarete lontani dalla morte. Per coloro che vivranno la Parola di mio Figlio e ameranno, la morte sarà vita. Vi ringrazio!
Pregate per poter vedere mio Figlio nei vostri pastori. Pregate per poterlo abbracciare in loro”.

Alcune foto dell' apparizione del 2 agosto a Mirjana













sabato 1 agosto 2015

IL CARDINALE SCHÖNBORN MANDA AI GIOVANI A MEDJUGORJE UN MESSAGGIO

MESSAGGIO AI GIOVANI DA PARTE DEL CARDINAL SCHÖNBORN ALL’INIZIO DEL FESTIVAL DEI GIOVANI 2015

Amico dei giovani, il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna, proprio a loro ha inviato un messaggio all’inizio del Festival dei Giovani 2015. Il Porporato ha inviato questo messaggio dalla California, dove sta prendendo parte ad un’importante conferenza. Il messaggio è il seguente:
«Cari giovani che siete tornati nuovamente a Medjugorje in gran numero! In questi giorni sono con voi col cuore e nella preghiera in modo intensivo. Oggi ricorre la memoria di Sant’Ignazio di Loyola. Egli aveva un unico desiderio: mettersi totalmente a disposizione di Dio per la diffusione del Suo Regno. Tale disponibilità ha portato dei frutti molto grandi, il più recente dei quali, in ordine di tempo, è Il nostro caro Papa Francesco, il primo Papa venuto dall’Ordine dei Gesuiti. Raccomandiamo lui ed il suo ministero alla Madonna! Gesù dice di dire quello che Ignazio ha effettivamente messo in pratica, ossia: “Eccomi! Voglio percorrere la strada della mia vita in comunione con te, insieme a te!”. Il Signore benedica voi e i giorni che state trascorrendo con lui e con sua Madre a Medjugorje. Pregate anche per il Sinodo sulla famiglia.
Il vostro Christoph Cardinal Schönborn»
Objavljeno: 31.07.2015.

venerdì 31 luglio 2015

Anche quest' anno tanti giovani volontari per 26° Festival


Giovani volontari di Medjugorje al servizio di giovani di tutto il mondo

data: 30.07.2015.
Come di consueto, anche quest’anno gli stessi parrocchiani di Medjugorje, ed in particolar modo quelli giovani, sono coinvolti nell’organizzazione del Festival dei Giovani. Zdravka Šego, che fa parte della Gioventù Francescana di Medjugorje, durante un programma di Radio “Mir” Medjugorje, ha detto che, fino al 6 agosto prossimo, molti giovani volontari saranno al servizio dei giovani che verranno a questo evento da tutto il mondo: “Il nostro compito è aiutare lo svolgimento delle attività parrocchiali. Abbiamo allestito degli stand, vendiamo le magliette con il logo del Festival di quest’anno. Ci occupiamo anche dell’animazione dei momenti di danza durante il programma: insomma, noi ci siamo quando c’è bisogno di noi. Aspettiamo il Festival tutto l’anno ed esso è per noi una grande gioia. In quei sei giorni regna uno spirito particolare: è qualcosa di indescrivibile, che non si può esprimere a parole e che va vissuto. Anche durante le Adorazioni, le Celebrazioni Eucaristiche e le Catechesi si può imparare molto. Invitiamo tutti a venire al Ventiseiesimo Incontro di Preghiera dei Giovani di Medjugorje”. Andrijana Čilić, che, come Zdravka, fa parte della Gioventù Francescana di Medjugorje, farà questo servizio di volontaria al Festival dei Giovani per la prima volta. Si aspetta molto lavoro e molti bei momenti. Andrijana ci ha detto che moltissimi giovani vengono attirati a Medjugorje dalla preghiera e dallo spirito con cui si vive il Festival: “Io stessa vengo attirata da queste cose ogni anno, aspetto con impazienza questo periodo e la gioia che provo durante la preghiera, i canti e le Adorazioni. La gioia che si crea per tutto il tempo in cui ci si trova a Medjugorje è percepibile”. Darija Ramljak, invece, canterà per la prima volta nel Coro che animerà il programma dell’Incontro: “È il primo anno che faccio parte del Coro ed è per me un immenso onore essere stata chiamata a farne parte. Credo che i giovani non verrebbero a Medjugorje se non percepissero qualcosa di particolare qui”, ha affermato Darija nel corso di un programma di Radio “Mir” Medjugorje.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/giovani-volontari-di-medjugorje-al-servizio-di-giovani-di-tutto-il-mondo,7095.html

Dalla Germania a Medjugorje in bicicletta per il 26° Festival dei giovani

Dalla Germania a Medjugorje in bicicletta per partecipare al Ventiseiesimo Incontro Internazionale di Preghiera dei Giovani

data: 30.07.2015.
Due giorni prima dell’inizio del Festival dei Giovani, Lukas Lorenz e Roland Kiechle, due pellegrini provenienti dalla Germania, sono arrivati a Medjugorje in bicicletta. Sono partiti da Monaco a metà luglio ed hanno percorso milleottocentoventi chilometri. In una intervista per Radio “Mir” Medjugorje hanno affermato di essere fieri per essere riusciti in questa impresa. Sono grati alla Regina della pace per tutte le grazie che lei ha concesso loro. Questi due giovani pellegrini tedeschi hanno anzitutto espresso la loro gioia di poter partecipare al Festival dei Giovani: “Ci rallegriamo, in particolare, per il fatto che potremo prendere parte alle Adorazioni serali ed alle Sante Messe, e per il fatto che potremo confessarci”. Ci hanno testimoniato che avevano parlato di questo pellegrinaggio a Medjugorje nella Settimana Santa, perché per loro questo è un posto speciale. Lukas ci ha detto che la sua prima venuta a Medjugorje risale a quindici anni fa e che è legato a questo luogo da moltissimi bei ricordi: “Per questo sono partito per questo viaggio in bicicletta verso Medjugorje con grande gioia. Per me questo è stato un pellegrinaggio di ringraziamento. Io ho vissuto la mia conversione durante una edizione del Festival, approfondendo la mia fede e la preghiera e sperimentando cosa significhi vivere con Dio. In questo viaggio ci sono stati certamente anche momenti difficili, ma il nostro scopo era arrivare qui per il Festival, e tenere davanti agli occhi questa meta ha reso il nostro viaggio più leggero. Lucas e Roland ci hanno parlato anche dei progetti che stanno portando avanti con i giovani in Germania, e che sono ispirati a Medjugorje: “In Germania ci sono molti movimenti molto forti a cui noi partecipiamo attivamente, e quasi tutti hanno un legame con Medjugorje. Ci sono molte persone che pregano e vivono la fede con noi. Torniamo sempre a Medjugorje con quei gruppi, portando poi in Germania tutte le grazie che riceviamo qui. Esse hanno un influsso sulla nostra spiritualità”. 
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/dalla-germania-a-medjugorje-in-bicicletta-per-partecipare-al-ventiseiesimo-incontro-internazionale-di-preghiera-dei-giovani,7096.html