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mercoledì 29 luglio 2015

A piedi da Zagabria a Medjugorje per il Festival dei Giovani

Sabato 18 luglio, dopo la Santa Messa mattutina, un gruppo di sei pellegrini, formato da Nikola Bodružić, Vigor Grego, Patrik Horvat, Karlo Jandrijević, Matija Ricov e Danijel Stanić, si è diretto verso Medjugorje. Sono così iniziati i loro quindici giorni di cammino, in cui faranno dai trenta ai trentacinque chilometri al giorno. Essi hanno denominato il loro pellegrinaggio “Labora et ambulans ora”, ossia “Lavora e prega mentre cammini”, ispirandosi al motto benedettino “Ora et labora”, perché la maggior parte del loro tempo durante il cammino viene impiegato per pregare e cantare: “Tutto è cominciato un po’ più di un anno fa, con l’idea che forse un giorno avremmo potuto andare a Medjugorje a piedi. Col tempo poi quell’idea si è trasformata in un vero e proprio pellegrinaggio. Nelle nostre preghiere includiamo tutte le persone a noi vicine, la nostra comunità parrocchiale e noi stessi. Abbiamo scelto Medjugorje come destinazione, perché quel luogo occupa un posto speciale nei nostri cuori, è un luogo in cui si sente la presenza della Madonna. Siamo felici di rimanere là per l’incontro dei giovani, durante il quale loderemo il Signore con giovani di tutto il mondo”, ha affermato Vigor Grego, nel corso di un intervento a Radio “Mir” Medjugorje. I sei giovani di cui parliamo fanno anche parte del gruppo di preghiera “Nati di nuovo” della parrocchia di Santo Stefano a Botinca, da cui è nata l’idea di questo pellegrinaggio.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/a-piedi-da-zagabria-a-medjugorje-per-il-festival-dei-giovani,7075.html

martedì 28 luglio 2015

Come nasce il Festival dei Giovani

Riguardo all’Incontro Internazionale dei Giovani di Medjugorje

data: 28.07.2015.
L’idea dell'Incontro Internazionale dei Giovani nacque nel cuore di un giovane pellegrino inglese, al termine dell’Anno Mariano (1988). Egli condivise questa sua idea con fra Slavko Barbarić. Fra Slavko diede il suo sostegno a quell'idea iniziando a organizzare e dirigere il Festival fino alla sua morte, avvenuta il 24 novembre 2000. Dopo lunghi colloqui e con molta buona volontà, la prima edizione di questo Incontro si tenne con successo. Le catechesi per i giovani erano tenute dai francescani dell'Erzegovina. I momenti di preghiera si svolgevano all'interno di un grande tendone verde o anche al fresco degli alberi nei pressi della chiesa di Medjugorje, come pure sulla Collina delle apparizioni o sul Križevac, mentre le molte ore di adorazione serale si svolgevano in chiesa. I canti erano diretti da un giovane sacerdote irlandese dotato di molto talento, Liam Lotan. Al termine del primo festival, si decise di continuare ad organizzarne altre edizioni. Si giunse così al II Incontro di preghiera dei Giovani, che risultò più ricco di contenuti e organizzato in modo migliore.
 
La fama del Festival si diffuse come quella di Medjugorje. Questo evento per giovani ha posto in rilievo la forza dell'invito alla pace, fino a dove esso possa giungere e come le persone lo accolgano con entusiasmo. Ma il Festival ha altresì evidenziato che i giovani si rendono conto che non si tratta di un invito ad una pace a buon mercato, ma a quella che Dio dà a tutti coloro che si convertono a lui con tutto il cuore. Quella esperienza ha avuto una risonanza la cui eco, aiutata dai mezzi di comunicazione sociale, si sente ancora oggi.
 
Molti, proprio dopo aver fatto quest'esperienza a Medjugorje, hanno deciso di seguire Cristo più da vicino, scegliendo una vocazione sacerdotale o religiosa. Oltre alle confessioni, proprio le vocazioni religiose sono uno dei frutti più belli di Medjugorje. I giovani amano le sfide e la chiamata di Cristo è appunto una sfida, è un invito ad una sequela radicale.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/riguardo-all%E2%80%99incontro-internazionale-dei-giovani-di-medjugorje,7076.html

Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione.

« Maria è qui e ha bisogno di noi» Intervista con padre Jozo

Padre Jozo, qual è il dono di Medjugorje?
I doni e i progetti divini rimangono sempre per noi un mistero, ma dai frutti prodotti possiamo in molti casi capirne lo scopo. Per esempio, dai frutti degli ultimi duemila anni si può comprendere lo scopo dell’incarnazione, resa possibile dalla scelta della Vergine Maria: un nuovo testamento, una nuova strategia della salvezza. L’Incarnazione ha ricondotto l’uomo nel centro della creazione e ha reso possibile che la grazia di Dio passi attraverso Cristo, attraverso l’uomo.
Ma veniamo all’oggi: si dice che l’umanità sta vivendo un tempo di grande crisi, ed è vero: ci sono tante difficoltà nella famiglia, nella scuola, nell’educazione, di fronte alle quali persino noi cristiani sembriamo aver perso le risposte, perché la mentalità comune ci ha influenzato, ha intaccato i valori della nostra fede. Tutto oggi è contro l’uomo, contro la natura: la politica, la scienza, l’informazione, con i mass media che sono inquinati come l’aria, come il cibo. Tutto è contro l’uomo: non possiamo dire che il Signore ha creato una mucca pazza, o una pecora malata... Il Signore non ha affidato il mondo così all’uomo. E triste constatare che l’uomo ha gestito male queste cose, che ha prodotto male. Ed è triste anche vedere che di fronte a tutto questo non diamo il massimo per porvi rimedio... il problema è che quando l’uomo esce dai suoi confini, non tiene conto del suo li mite, perde di vista la sua missione e succedono cose gravi sulla terra.
In questa situazione anche la Chiesa ha sofferto e soffre. In questa situazione si sono verificati i fatti di Medjugorje. Ecco, dopo vent’anni Si può cominciare a vedere quale è lo scopo di queste apparizioni della Vergine: milioni e milioni di persone che hanno incontrato la Madonna sono ritornate a Dio. C’è un fiume di grazia che è partito da Medjugorje e che ha raggiunto tutto il mondo, tutte le nazioni, tutte le comunità e le culture.
Oggi vengono a Medjugorje uomini e donne da ogni dove: dal Giappone, dall’Indocina, dalla Corea e, segretamente e a rischio della incolumità, perfino dalla Cina. E ogni anno molti fra questi, che neppure erano cristiani, ricevono il battesimo.
Maria si è posta qui come luce delle genti, per risollevarci dai nostri problemi per aiutarci a sbrogliare le più differenti e ingarbugliate situazioni. E noi non possiamo far altro che dirle grazie, pieni di riconoscenza per questa donna per la gioia che ci ha donato con la sua presenza. A Lei, sempre obbediente al progetto del Padre, alla volontà di Dio, che anche in questo caso ha rinnovato con Gesù il suo «Eccomi, sia fatta la tua volontà».


Qual è il cuore di questo dono e dei messaggi della Vergine?

La presenza fisica della Madonna in questo luogo. La Madonna in carne e ossa ha fatto visita alla parrocchia fa visita alle case dei veggenti, come ha fatto visita a Elisabetta. Come in quella circostanza, anche a Medjugorje Maria si è fatta incontro con un saluto di pace con « Shalom». E come a Elisabetta, anche ai veggenti, alla gente di Medjugorje e, a tutti noi, Maria, attraverso quel «Shalom» ha trasmesso, ha iniziato la sua azione di grazia.
La sua presenza, poi, è presenza orante: attraverso il suo esempio costante Maria ci chiede di pregare. E se l’uomo risponde a questa chiamata e incomincia a pregare, qui immancabilmente per grazia riceve o rinnova il dono della preghiera. «Per grazia», perché la preghiera è un dono, e così è stato per noi della comunità parrocchiale: un grande dono.
Maria viene per renderci certi che Lei ci è vicina, e che attraverso di Lei l’uomo può ricevere tutto l’aiuto di cui necessita: è già questo il primo dei messaggi, il suo essere con noi, tra di noi. E a Medjugorje si sperimenta questa sua presenza: la si sente nell’aria, la si respira nella preghiera, la si riconosce nella comunione tra i pellegrini. È una sensazione tangibile, come il calore del sole in estate, e la pioggia di settembre. E questo lo conoscono tutti coloro che vengono a Medjugorje con cuore aperto.
Poi vengono i messaggi: essi servono per aiutarci a correggere i nostri errori, a mettere a posto le situazioni che abbiamo compromesso lasciate in sospeso. Maria parla per ricordarci gli aspetti fondamentali per la vita cristiana e per il nostro futuro; ci ricorda la preghiera, i sacramenti come l’Eucaristia , la confessione, ci invita a leggere la Parola di Dio, ad aprirci alla conversione del cuore: aspetti senza i quali la Chiesa non esiste.
Ho appena incontrato un pellegrino che mi ha confidato «Da quando sono stato a Medjugorje sto amando la Bibbia, vivo la Bibbia»... Ecco il dono, ecco il messaggio: si crea un clima nuovo in cui possono germogliare doni di fede, di pace, di conversione, di amore. Ecco il più grande messaggio, la notizia più importante: l’uomo che rinasce.


Come ha risposto il villaggio di Medjugorje in questi anni?

Che cosa Medjugorje ha fatto in vent’anni? Medjugorje ha pregato e ha fatto digiuno. Medjugorje ha imparato a inginocchiarsi davanti al Santissimo e alla Croce. Medjugorje è il luogo dove si trova la Madre celeste, dove si sente la Madre, dove l’uomo torna a Dio.


C’è chi dice che queste apparizioni sono un po’ lunghe... e che ciò è strano...
Ma come lunghe? Non lo sono affatto: ne abbiamo bisogno, e di più, per ché la partita in cui ci giochiamo la nostra vita spirituale, fortunatamente, non è una gara cronometrica. Perché perdere tempo a chiedersi se le apparizioni sono o non sono lunghe: Maria è qui per indicarci la via, approfittiamone. Non è forse molto lungo il tempo necessario per disintossicare chi è diventato dipendente, «inquinato» dalla droga? Quanto ci vuole per purificare il suo sangue, per ricostruirne la mentalità, rimetterne in sesto il corpo e l’anima? C’è bisogno di tempo, c’è bisogno che Maria appaia.


Maria attraverso i veggenti ci ha messo molte volte in guardia da Satana. Dalle Scritture sappiamo che sarà lei a sconfiggerlo. perché tanta preoccupazione?

La Madonna desidera liberare tutti gli uomini dal male, e per prima cosa dice che Satana c’è, esiste, ed è furbo e meticoloso. Mette in guardia in particolare coloro che ritengono che la vittoria ascetica della Madonna e personale su Satana sia semplice. No, non è semplice: la Madonna trionferà, ma gli uomini devono aiutarla. La Madonna interpella attraverso questi veggenti loro e tutti noi a farci suoi angeli, per aiutarla a sconfiggere il Maligno come è descritto nel racconto dell’Apocalisse. E ci dice: «Cari miei angeli, mi dovete aiutare, dovete vigilare con me».
Che è poi la medesima attenzione che ci è chiesta da Gesù con la parabola della zizzania: il contadino torna a casa dal campo appena seminato e se ne va felice a dormire per il lavoro svolto senza preoccuparsi che il nemico è sempre in agguato; e questi, la stessa notte, trovando la porta sguarnita, viene e sparge il seme cattivo... C’è il Nemico se l’uomo non è disattento lo vede, lo riconosce. Ma se l’uomo è disattento si sveglierà un giorno pieno di spavento con il campo infestato di zizzania, di ciò che non ha seminato.


Dove colpisce il Nemico?
Nelle esistenze di giovani senza vita e senza scopo. Guarda quanti suicidi , quanta disperazione quanta droga. Per fortuna Maria ci mette in guardia. Quante sono oggi le famiglie crollate: genitori e figli che vivono separati in casa, che non si parlano; sposi che non vogliono figli, bambini che vengono uccisi ancor prima di nascere. Sembrerebbe che l’egoismo abbia vinto. Ma, per fortuna, Maria ci dice che non è così e indica una via di uscita, ma ha bisogno di noi.

In che senso ha bisogno di noi?
La Madonna viene a Medjugorje per ricordare i valori che abbiamo smesso, che non si praticano più, e ci dà la grazia di poterli riconoscere e vivere. Ce lo dice con messaggi pieni di tenerezza: «Cari figli, voglio dividere la gioia, il mio amore per voi». La Madonna è piena di gioia perché è piena di grazia. E la grazia è un dono. E a Medjugorje milioni li persone hanno effettivamente trovato e testimoniato questo dono, insieme con il dono della preghiera: ed è per questo che Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione. Non dipende dagli uomini la verità di Medjugorje, non dipende da un parroco, non dipende dal vescovo. Non dipende dalla tua simpatia o dalla tua propaganda Medjugorje, ma piuttosto dalla tua risposta, dalla tua vita. Se nessuno vivesse Medjugorje sulla terra, essa non esisterebbe, ma grazie al Signore ci sono milioni di persone che cercano di vivere bene messaggi, il digiuno e di pregare di nuovo insieme in famiglia. E ogni settimana aumenta il numero di coloro che rispondono all’invito di fare li più per Dio. Di questi sì ha bisogno la Madonna per i suoi progetti.
Quando san Francesco tornò dalla Verna con le stigmate, i confratelli 1o videro piangere: «Ti fanno male?», gli chiesero. «No», rispose, «piango perché l’Amore non è amato». Gesù non è amato: per questo soffriva san Francesco, per questo il Papa è andato a Gerusalemme a pregare, a cercare il perdono dagli avversari di Cristo. Anche nella Chiesa oggi si ama poco Gesù: l’Amore non è amato. San Francesco in punto di morte fu interrogato dai suoi per conoscerne l’ultimo testamento; e lui, nonostante le sofferenze, disse: «Fino a oggi abbiamo fatto poco; cominciamo a darci da fare di più». Questa è la risposta dei santi e del nostro Papa, oggi.
Che cosa ho fatto io nei miei venti, quaranta, settanta anni di vita come cristiano? Occorre una nuova evangelizzazione perché il paganesimo è rifiorito proprio a partire da quei Paesi che si dicevano cristiani. Bisogna decidersi per Cristo e amare Lui. Ma sta a noi la scelta. Preoccupiamoci di portare frutto: pensate alla parabola del seminatore e cercate di portare molto frutto. Così cresce la Chiesa, non attraverso Internet o la Tv. Non ci sono nuove conversioni grazie alla Tv cattolica o a Radio Vaticana: questi sono strumenti buoni per i credenti, ma che gli atei rifiutano. La fede di pende dai testimoni. Non mancano le università, le scuole, le emittenti, i libri, i programmi, i giornali religiosi; ma mancano i santi nelle università, nelle scuole, nelle parrocchie, nei giornali, anche in quelli religiosi.
Per questo chi viene a Medjugorje ed è toccato dalla grazia, deve do mandarsi: «Chi sono io? Che cosa posso fare per la Madonna?». Quanti sacerdoti sono venuti in questi anni a Medjugorje, e quanti vescovi anche, e hanno fatto poco, e non hanno fatto nulla nelle parrocchie e nel le diocesi. Noi pensiamo: «La Madonna viene, farà Lei». E invece no, perché Lei sempre ripete: «Ho bisogno di voi».

Che cosa dobbiamo fare?
Maria è molto chiara. Come prima cosa vuole la nostra conversione, che lasciamo cadere le lusinghe del male, che ci allontaniamo una volta per tutte dalle sue sorgenti. L’uomo può vincere il peccato solo quando crede e si affida a Dio, quando si lascia guidare come figlio, mano nella mano della mamma. Allo stesso modo del figlio prodigo, che finalmente riconosce la bontà del padre, che finalmente si accorge di quanto lui tratti bene persino i servi e che non gli permetterà più di vivere peggio dei porci, così anche tu torna a casa da Dio tuo Padre.
Ma sappi che Satana ti farà da ostacolo perché è forte della sua gelosia. E evidentemente forte: come possiamo capire sempre dai frutti, in questo caso da quelli cattivi, che sono sotto i nostri occhi. Per questo dobbiamo rompere gli indugi, vincere la pigrizia, essere attivi: e prega re, pregare molto. Perché l’uomo che prega non permette che il Maligno gli entri in casa, che gli insidi la famiglia. Sono quasi cinquanta ormai i messaggi in cui Maria ci ha invitati a mettere la preghiera al primo posto nelle famiglie. E poi il digiuno. Chi fa digiuno e prega, come ha detto Cristo stesso, è più forte del Male: Satana trema di fronte all’uomo e prega e pronuncia con fede il nome di Cristo.


La Madonna, proprio nel giorno del Capodanno del 2001, all’alba del nuovo millennio, ha detto a Marija che Satana è come «libero dalle catene»? Che significa?

Ricordati che Satana non è onnipotente e che l’uomo unito a Dio e a sua Madre è più potente di lui. Ma questa unione ancora manca, e per questo motivo Satana è in qualche modo svincolato, ha libertà di intromettersi fra l’uomo e Dio: per questo occorre rinnovare la preghiera e il digiuno , come Gesù ha insegnato; e per questo, dietro Lui, oggi sua Ma Ire ripete: «Rinnovate la preghiera e il digiuno, con entusiasmo».

Pregare, digiunare, vivere ogni giorno i Sacramenti: se è fatto bene è un programma molto impegnativo...
Impegnativo. La realtà è che noi non siamo capaci più di offrire, di soffrire un po’ con Cristo. Uno dei primi giorni la polizia segreta ha fatto irruzione nelle case e strappato dai letti i giovani veggenti. Spaventati, tristi , senza scarpe, feriti, mi ritrovo in canonica i genitori e i fratelli: «Padre, che cosa possiamo fare?». Soltanto pregare. Ma fu difficile perché il tempo passava e i ragazzi non tornavano: mezzogiorno, niente; le cinque, niente. Al tramonto fummo presi da agitazione e a mezzanotte dallo sconforto. Io non riuscivo a trovare una parola di speranza. Finalmente, all’una e mezzo, per primo un ragazzo e poi tutti gli altri cominciammo a sentire un canto lontano. Erano loro: entrarono in canonica pieni di gioia mentre i genitori scoppiavano in lacrime. A quel punto Vicka si fece incontro alla mamma che si chiama Aurelia e disse: «Perché piangi?». Le fu risposto: «Ma non vedi che ora è? E tu domandi perché piango?». Ma la figlia, fattasi seria, aggiunse: «Non soffrire così; se questo è un tempo di prova, mettiamolo a frutto: chiediamoci che cosa possiamo soffrire per la Madonna, se possiamo offrirle quello che ci accade». E poi ripeté con fermezza: «Mamma è importante soffrire qualche cosa per la Madonna». Fu questo l’insegnamento che una ragazzina seppe dare a sua madre e a noi tutti. Di tutte le domande che avrei voluto fare ai veggenti quella sera non ne ricordo una; invece, da vent’anni mi accompagna sempre più presente un solo interrogativo: Che cosa posso fare oggi per la Madonna, che cosa posso offrire oggi per lei, per Cristo, per la mia Chiesa? lo sono sacerdote: se non sono capace di soffrire niente la mia vita religiosa non vale niente, è falsa. L’abito che porto mi impone questa riflessione. Un sacerdote che non sa offrire un po’ della sua sofferenza crolla.


Lei è sacerdote: nella crisi che attraversa l’umanità anche tanti sacerdoti e religiosi sembrerebbero oggi disorientati. Non a caso la Madonna avrebbe chiesto a Marija di pregare tanto per loro...
L’uomo che ha ricevuto il dono del sacramento del sacerdozio ha una grande responsabilità che lo rende non confrontabile con nessun altro. Non lo si può paragonare al maestro che insegna, al catechista che predica, al medico che guarisce; no, perché il sacerdote è sacramento, è segno visibile della grazia. Lui è segno che la Chiesa sta camminando sul la strada giusta, che il Signore non l’ha lasciata sola. Ecco il motivo per cui ogni sacerdote è un grande dono, una grande cosa.
Molti sacerdoti sono disorientati, e così molti religiosi. Dobbiamo levare le mani, congiungerle e chiedere nuove vocazioni. La Chiesa, se vuole avere santi sacerdoti, deve pregare per i sacerdoti; tante vocazioni sacerdotali non sono frutto del caso, ma frutto della preghiera. Guarda Anna nell‘Antico Testamento che, nella vecchiaia, chiede a Dio il dono di un figlio: che cosa fa? Prega. Quando è nato l’ha chiamato Samuele, frutto della preghiera, e Samuele è diventato sacerdote, dono per la Chiesa ricevuto attraverso la preghiera. E a questo punto, però, voglio dirvi che a Riga il seminario è di nuovo pieno, non c’è un letto vuoto. Grazie a Maria che ci ha invitato a chiedere con lei questa grazia.
Desidero ricordare ai sacerdoti il messaggio della Madonna del marzo 2001, in cui ci sprona a «deciderci per la conversione e la santità»: cari sacerdoti, la nostra chiamata è essere santi, tutto il resto è un vuoto inutile, è un correre in tondo, è un vento che si disperde. Essere santi non è solo normale, è del tutto normale, come il frutto sull’albero: è normale dare frutto, è normale darlo buono, è normale che la nostra vita sia fruttuosa per gli altri. Se Dio è santo è inevitabile che ci chiami, allora, a essere santi.
Io voglio osservare il sacerdote al vaglio delle Scritture, attraverso la tradizione cristiana: ogni qualvolta la Chiesa ha avuto un santo sacerdote. ha potuto contare su un segno sicuro sulla sua strada; e questo avviene ancora oggi, per fortuna. Dove c’è un santo sacerdote vedi delle comunità ricche di giovani che fondano il loro cammino in una certezza. Gesù ha detto «siete i miei testimoni»: il sacerdote è dono suo, è grazia; non possiamo dimenticarcene o farne a meno. Eppure, oggi, molti sacerdoti sono paventati dalle sfide della cultura contemporanea: si sentono rifiutati e non accettano l’indifferenza. Finiscono per stancarsi, per spegnersi. Trascinano la loro tenda nel deserto e ci si infilano dentro; e la loro voce per le la facoltà dell’annuncio della Parola, e si svilisce in un grido senza eco E soffrono, e tornano indietro, ma di nuovo non sono accettati. La Chiesa deve accompagnare i sacerdoti, e qui per Chiesa intendo anche i singoli parrocchiani. Il sacerdote è un uomo che, come tale, ha bisogno degli altri; è un uomo che per dare tutto ha bisogno di incontrare la Chiesa di sentirsene parte di essere bene accetto; ha bisogno di essere amato, incoraggiato, aiutato con amore, con amicizia, con sostegni spirituali, con preghiere che supportino i suoi progetti. Il sacerdote non può realizzare le idee che riceve attraverso lo Spirito Santo se poi la Chiesa, i parrocchiani gli voltano le spalle, le menti e il cuore. Viviamo — è vero — in un’epoca che mette a dura prova l’identità del sacerdote, ma chi ha a cuore la Chiesa si prenda cura dei sacerdoti. E Maria che ce lo chiede.


Ma Maria stessa a volte è messa in disparte nella Chiesa, magari in nome dell’unità dei cristiani, dell’ecumenismo...
Non esistono errori altrettanto grandi come quelli commessi dagli uomini contro la Madonna e il suo figlio Gesù. Gesù e stato addirittura crocifisso e non a caso è stato definito pietra di scandalo. Ma anche la Madonna ha dovuto sopportare l’ingiustizia. Perfino Giuseppe all’inizio non ha riconosciuto il piano di Dio attraverso di Lei.
Quanti errori: gli anglicani hanno cancellato la Madonna completamente, relegandola alla funzione di un taxi che ha traghettato Gesù sulla terra. Così i Luterani e tutte le ramificazioni delle chiese protestanti che hanno rifiutato la Madonna. Quanti errori e quanti peccati contro di Lei anche oggi, e nella stessa Chiesa, ogni qualvolta la Madre di Gesù viene messa da parte in nome di un falso ecumenismo. Ogni qualvolta si sente dire, in nome di una futuribile e presunta unità dei cristiani: «Lasciamo un pò nell’ ombra la Madonna e saremo più vicini ai nostri fratelli anglicani, e ci riavvicineremo ai fratelli protestanti». Quanti errori.
Ma è Gesù stesso che ci ha indicato Maria. Sulla Croce ha detto «ecco vostra Madre»: appoggiateVi a Lei. Non può che essere Lei, che grazie al suo «sì» è stata nell’Incarnazione ponte tra Dio e gli uomini, a porsi ora nella Chiesa come ponte di conversione tra gli uomini e Dio. Non è forse per questo che appare a Medjugorje? Lasciamo che ci conduca a suo Figlio...
Quanti peccati... Non possiamo farcela senza la Madonna, senza la Madonna non c’è la Chiesa, così come senza l’Eucaristia non c’è la salvezza, non c’è l’alimento di salvezza. Guardate Elisabetta come ha esultato perché ha riconosciuto che era la Madre di Dio quella donna che veniva a farle visita. La Madre di Dio è venuta a visitarci anche a Medjugorje per insegnarci a purificare la nostra vita dall’egoismo, dall’orgoglio, per riscattarci dalla sterilità. Lei ci vuole capaci di portare frutto e ci dà la grazia per innamorarci del suo «programma», dei suoi messaggi.
In quest’ottica, che non è quella delle polemiche, va inquadrata la dichiarazione pontificia Dominus lesus che è molto importante perché pone rimedio a un errore ormai molto diffuso, quasi legalizzato, che crea va grande confusione. I cattolici non devono rinunciare alla pienezza della Rivelazione, e con essa alla loro identità, perché è in essa che risiede la verità. Come potremmo, per esempio, immolare la Madonna sull’altare di un vuoto ecumenismo, se è Lei stessa il nostro tifoso più fedele, l’instancabile sostegno nel nostro cammino verso il Cielo?
Ascoltiamo la Madonna che ci dice «convertitevi, tornate al Padre»: è questa la meta a cui gli uomini devono tendere per un autentico ecumenismo; è solo attraverso una nuova conversione che i fratelli cristiani potranno ritrovare l’unità.

Perché la Chiesa è così provata in questo tempo senza Dio, in cui molto potrebbe fare?
Ma perché è in crisi la famiglia, che è la cellula originaria della società umana a cui il sacerdote si rivolge. Se vacilla la famiglia il sacerdote cade nel buio. Più di ogni cosa la Chiesa ha bisogno di santi sacerdoti e di santi genitori. Dal cuore del prete inizia il rinnovamento del mondo, un nuovo mondo; e dal cuore dei genitori inizia il rinnovamento della famiglia umana, una nuova famiglia.


Una nuova famiglia. La vita di questi veggenti, così straordinaria nel quotidiano, non è illuminante sul senso della chiamata universale alla santità sottolineata dal Concilio?
Ma certo. Dio ci vuole tutti santi e la via da percorrere sta nell’assecondare la sua volontà secondo il proprio stato e i propri talenti. Ma occorre la nostra disponibilità. Se il Signore sarà presente nella nostra vita saremo sempre a posto; ma permettiamogli di entrare come l’aria nei polmoni. Dipende da noi, perché Dio ci rispetta. La Madonna però dice «ho bisogno di voi» e sollecita con materna cura una nostra risposta.
Vogliamo essere degli strumenti nelle mani di Dio? Senza dite Dio non può realizzare ciò che vuole, non perché non è onnipotente, ma per ché ti rispetta; senza dite Dio non può salvarti. La Madonna è diventata grande quando ha accettato il disegno che il Padre aveva per lei, i santi sono diventati tali dopo aver detto sì.
Vicka è nota a tutti per aver attraversato malattie molto gravi. La prima volta la stavano portando in ospedale dopo che era caduta in coma e ai medici sembrava in fin di vita L’autista può raccontare che a un certo punto si è svegliata all’improvviso e ha chiesto di scendere. Di lì a poco le e apparsa la Vergine ma Vicka dopo la visione, per nulla contenta di essere guarita, e ritornata all’auto in lacrime. Più tardi — dimessa subito dall’ospedale — ci spiego che la Madonna in quell’occasione le aveva chiesto se avesse preferito la salute o la Croce avvertendola che se avesse scelto la salute le apparizioni si sarebbero concluse. Vicka, memore delle sue sofferenze e di quelle dei suoi cari, lì per li chiese la salute. La Madonna allora la benedisse e le disse che le sarebbe apparsa dopo quaranta giorni. Ma già durante quel saluto Vicka si pentì della sua scelta e pianse lacrime inconsolabili per tutto quel tempo, perché il desiderio di Maria era più forte di qualsiasi prova o sacrificio che le sarebbe stato chiesto. E cosi, dopo quaranta giorni, rimise la sua scelta nelle mani della Madonna.
Da allora sappiamo come è andata: Vicka ha sofferto per malattie molto dolorose, per diversi tumori considerati letali, e più volte è stata sul punto di morire, ma al tempo stesso il suo sorriso si è dilatato, e ci sono migliaia di pellegrini e forse molti di più che si sono convertiti grazie proprio a quel sorriso di chi vive la vita dì Dio. È il sorriso di chi sceglie Dio, nonostante la strada della Croce aperta da suo Figlio.
Con questo voglio dire che non può iniziare la tua vita nuova se tu non la scegli; la fede non è opinione né ideologia, né discussione: la fede è Fiat, è risposta ogni giorno, è pratica, ed è sacrificio, sempre; è rinuncia, è il seme che deve morire, è l’uomo che deve morire a sé stesso e nel corpo, per poi risorgere in Dio. 

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/01-mariaequi.php

Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana


 Non possiamo negare che satana è il tentatore e il pervertitore dell'umanità.
Egli lotta con tutte le sue forze e le sue maledette intuizioni angeliche per sottrarci a Gesù e gettarci nella disperazione e poi con sé nell'inferno. Non rimane fermo neanche un istante, pensa, progetta ed agisce per colpirci nel punto più debole e distruggere così la nostra resistenza. Soprattutto, cerca di indebolirci distraendoci dalla preghiera, ispirandoci tante cose, anche buone, pur di non farci più pregare.
A tal proposito leggiamo questo messaggio: "Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo, ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza nella preghiera, pregate con maggior ardore, lottate e meditate su quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni un qualunque pensiero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli che uniscono Me e Gesù a voi.
"SCACCIATE GLI ALTRI PENSIERI CON I QUALI SATANA VUOLE INGANNARVI E PORTARVI LONTANO DA ME" (27 febbraio 1985).
È un messaggio chiaro sull'azione di satana verso i deboli, coloro che pregano poco o male e sono incapaci di governare i pensieri che arrivano alla mente, di discernere ed intuire la provenienza di una idea, tanto da lasciarsi condizionare da qualsiasi pensiero che arriva alla mente.
Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana e ci distraggono, rendono la preghiera vuota, senza amore e fiducia. Sappiamo che satana non riposa mai.
I nostri pensieri arrivano anche da satana, è lui il principale deviatore della nostra Fede, è lui che ci vuole sempre allontanare dalla verità del Vangelo. Ma c'è anche il nostro spirito umano a darci sensazioni contrarie alla verità, se viviamo con poca fedeltà la nostra Fede.
L'attacco di satana contro l'umanità e contro la Chiesa Cattolica è diventato spietato già nei decenni passati, sono successi tanti e strani fatti nel mondo da suscitare apprensione in molte persone. Per questo sorge l'apparizione della Madonna a Medjugorje, considerata vera e straordinaria anche da molti Cardinali e Vescovi.
Chi ha lo Spirito di Dio, legge con facilità i segni di questi tempi, si rende conto che il mondo adesso è in mano a satana; invece, chi non ha lo Spirito di Dio, non comprende quanto di terrificante sta preparando satana contro l'umanità. Sembra che tutto vada bene, anzi, mai andato meglio perché questa vita così è un vero godimento, si può soddisfare ogni piacere, ogni istinto che arriva alla mente.
In quelle persone in cui satana è padrone, nasce la fortissima rabbia mischiata all'odio contro Medjugorje e contro la Madonna, arrivano a pronunciare offese pesanti contro la Madre di Dio, solo perché viene a richiamarci alla fedeltà del Vangelo e a dirci che Gesù ci chiama alla conversione e ai suoi Comandamenti. Molte persone che condannano le apparizioni della Madonna sono cattoliche.
Satana e tutti i diavoli sono scatenati contro l'umanità e cercano di distruggere tutto ciò che sarà possibile. La loro furia omicida trasmette odio in tutti coloro che non sono protetti dalla Madonna, e questo vale anche per i consacrati. E dove c'è l'odio, la Madonna è venuta a parlarci dell'Amore di Gesù e ad invitarci al perdono. "Amate, amate! Gesù converte facilmente la gente se voi amate. Amate anche voi: così si cambia il mondo!" (23 febbraio 1985).
Nelle persone prive della Grazia di Dio, c'è maggiore inclinazione alla malizia e alla trasgressività, alla cattiveria, ad utilizzare ogni forma di slealtà per ottenere quanto vogliono.
Questa regola non riguarda tutti i non credenti o i credenti indifferenti. Ma in molti casi è così. Per un verso o per l'altro. Anche per una sola situazione e non magari per tutte quelle in cui sono coinvolte. Ma basta incappare in una situazione negativa con chi non ama e vive di cattiverie, per subire danni morali, spirituali e alla dignità.
Ci troviamo coinvolti in una incredibile guerra spirituale tra le forze del Bene e le forze del male. Vincerà alla fine sempre il Bene, ma nel frattempo il disturbo procurato dalle forze sataniche, avrà fatto soffrire e farà soffrire enormemente i buoni, comunque, milioni e milioni di esseri umani.
Le persecuzioni contro la Chiesa Cattolica e i seguaci di Cristo, le malattie strane e incurabili, le guerre causate da satana saranno state nel frattempo innumerevoli.
Per comprendere bene questo scatenamento di satana, il pericolo del tradimento di molti Consacrati nella Chiesa Cattolica, lo svuotamento della morale, bisogna leggere il libro dell'Apocalisse. Lì viene spiegato tutto. Anche l'ardimentoso piano di satana contro Dio. Si tratta di una vera guerra a livello di spiriti, come mai era avvenuta prima, tanto che viene descritta nel libro dell'Apocalisse.
Per portare avanti questo malefico piano, satana si è creato una immensa squadra di mascalzoni e disgraziati, operanti in tanti settori della vita pubblica, moltissimi dei quali occupanti poltrone autorevoli.
Per questo piano criminale di satana, contro la Chiesa Cattolica si è scatenato l'inferno, si sono riunite tante forze malefiche della terra, associandosi per un progetto comune: distruggere la Chiesa Cattolica.
Ecco la nascita del comunismo nel secolo scorso, la dif­fusione nel mondo degli errori e falsità dell'ideologia più falsa e diabolica della storia dell'uomo.
La scristianizzazione del mondo è il progetto di satana, portato avanti dai poteri occulti. La Chiesa Cattolica oggi si ritrova a lottare contro alcuni miliardi di persone, tutte sottomesse al servizio di satana.
Chi ispira, prepara ed invia i falsi profeti nel mondo è sempre satana.
Conoscendo il rifiuto irreversibile degli Angeli diventati demoni per la loro ribellione dovuta alla superbia e alla disobbedienza, si capisce meglio l'odio mortale e la massima irrequietezza dei demoni contro ognuno di noi. Non potendo colpire Dio, per vendetta colpiscono tutti noi, anche perché noi ci incamminiamo verso il Paradiso, mentre per i demoni il Paradiso sarà eternamente inaccessibile.
Satana oggi domina il mondo con il suo spirito di superbia e di ribellione, domina su tutti coloro che non pregano e vivono nei peccati e nei continui divertimenti immorali.
Domina in moltissimi cuori pieni di odio, vendetta, cattiveria, bestemmia contro Dio e ogni forma di bene. Così, satana sta portando un immenso numero di persone sulla strada della dannazione, del peccato, del piacere senza limiti, della disobbedienza alla Legge di Dio, del rifiuto del sacro.
Satana ha convinto milioni di cattolici che il peccato non è più un male, e così da essi viene giustificato e commesso senza scrupolo di coscienza. Senza confessarlo più.
Molti che fino a pochi anni fa predicavano la gravità del peccato, oggi lo giustificano, portando milioni di fedeli a vivere nei peccati gravi e a non confessarli. Si è incredibilmente avverata una trasformazione intellettuale, dovuta alla mancanza di vera preghiera e di rilassamento morale.
Se prima il peccato lo consideravano un'offesa a Dio, oggi non è più un'offesa, ma libertà, conquista. Questo modo di ragionare è lo stesso di come ragiona satana. Lui odia la verità. Per questo la Madonna ha detto che "satana si prende gioco di voi e delle vostre anime" (25 marzo 1992).
La Madonna nella Luce di Dio conosce ogni cosa, tutto il futuro a Lei è presente, conosce i buoni e coloro che vogliono distruggere l'umanità, perché si sono messi a servizio del primo impostore mondiale: satana.
Questo lo ha detto la Madonna il 25 marzo 1993: "Cari figli, oggi come mai prima d'ora vi invito a pregare per la pace: la pace nei vostri cuori, la pace nelle vostre famiglie e la pace nel mondo intero; perché satana vuole la guerra, vuole la mancanza della pace e desidera distruggere tutto ciò che è buono. Perciò cari figli pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! ".
E se qualcuno si lamenta perché non avverte aiuto dalla Madonna, mediti bene queste sue parole: "Io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i miracoli dell'Amore di Dio nella vostra vita quotidiana" (25 marzo 1992).
E dinanzi ad una mentalità corrotta che mette in discussione l'apparizione di Medjugorje, chi ne guadagna è satana, il nemico dell'uomo, l'odio personificato, l'avversario del Bene. Se la Madonna non avesse ricordato all'umanità che satana esiste (eccome se esiste!), che vuole distruggere la Chiesa, il mondo e tutti noi, chi si ricorderebbe più di satana? In un messaggio del 26 luglio 1983 la Madonna disse: "Vigilate! Questo è un periodo pericoloso per voi. Satana cercherà di distogliervi da questa strada. Coloro che si dan­no a Dio subiscono sempre gli attacchi di satana".
E quante volte ha parlato di satana, delle sue trame perfide, della sua astuzia malefica, della sua instancabile azione contro ogni essere umano, soprattutto contro coloro vicini a Gesù e a Maria Vergine, quindi, coloro che con molta probabilità si salveranno e andranno in Paradiso.
Chiedetevi come mai satana non disturba ed è contento di tutti coloro che vivono nei più gravi peccati. Come mai i cattivi di questa terra sono più fortunati, hanno meno malattie, hanno successo e sono sempre nella gioia. Ma è solo una fortuna apparente. Non è la vera gioia che dà Gesù.
Perché molti cattivi vivono bene? È Gesù che li aiuta? Chiaramente non è così. Per la vita immorale o disonesta che conducono, queste persone si incamminano verso l'in­ferno, sono già possesso di satana, difficilmente si convertiranno. Perché satana deve disturbare i suoi seguaci e adoratori? Se poi magari questi cominciano a pregare e si convertono? Li lascia tranquilli, adesso, poi nell'inferno darà quei tormenti che non ha dato qui e tutti i tormenti che si meritano per essere caduti nell'inferno.
E sapete cosa succede a due persone che sulla terra si amavano fino alla follia e finiscono entrambi nell'inferno? Lì si odiano a morte, perché nell'inferno non c'è amore, solo odio e tormenti.
Inferno, Purgatorio, Paradiso
Gesù ha permesso alla Santissima Madre di venire in questi ultimi decenni in mezzo a noi con una presenza prolungata e straordinaria perché l'umanità si sta dirigendo verso il baratro dell'inferno. La Madonna è Madre della Chiesa, Madre dell'umanità, non può abbandonarci, non può rimanere impassibile in Cielo assistendo alla dannazione eterna di milioni di suoi figli.
Deve intervenire, è un dovere suo, è l'Amore di Dio che La colma e La spinge ad intervenire, è questo il suo ruolo di Mediatrice di Grazie, di Corredentrice dell'umanità.
La Madonna ci ama, suo unico motivo è di salvarci, riportarci a Gesù. Lei ci ama indipendentemente dai nostri meriti, non ci condanna, perché fino all'ultimo istante cerca di portarci a suo Figlio. La Vergine Maria è la Misericordia di Dio, ma non può fare nulla quando l'uomo rifiuta Dio e sceglie l'inferno, a causa dei peccati.
Santa Faustina Kowalska nei suoi scritti parla di una esperienza straordinaria. La trascrivo: "Oggi sotto la guida di un Angelo, sono stata negli abissi dell'inferno, È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benchè sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.
Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l'Onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinchè nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè, che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno".
Che ne pensi?
Non è da invidiare quella persona che è lontana da Gesù e vive nell'agiatezza e nel benessere esagerato o, comunque, conduce una vita lussuosa, apparentemente piena di salute e raggiante di falsa felicità, mentre rifiuta Dio. Si sta preparando la sua condanna.
Quindi, non sono da invidiare gli sportivi famosi e ricchi ma senza Dio, la gente dello spettacolo famosa e ricca ma senza Dio, tutti quelli che hanno fame di denaro e sete di protagonismo e sono senza Dio. Neanche quelle persone che vogliono ottenere denaro in modo illecito e vivono con l'unico pensiero di ammassare ricchezze.
"La maggior parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure molto grande va all'inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso.
Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte". Questo lo ha detto la Madonna il 2 novembre 1983.
Alla luce della Fede dobbiamo commiserare tutta questa gente che per alcuni anni di popolarità, ricchezza, vita sfrenata e immorale, cadrà come mele marce dentro l'inferno e non ne uscirà mai più. Per l'eternità. Barattano l'oro con il piombo, in questa vita hanno tutte le possibilità per incontrare Gesù, il vero Bene, ma preferiscono alcuni anni di immoralità e di depravazione infernale per finire dopo questa vita nel luogo più orribile. Si consideri, però, che vivono già qui il loro inferno, altro che essere famosi e ricchi.
La ricchezza economica non ha mai dato pace e felicità, né equilibrio o saggezza. Cercare con tutte le forze il denaro o il successo superbo, significa non avere l'amicizia con Gesù, non appartenere a Lui, non vivere da cristiani. Significa cadere nell'idolatria del vitello d'oro, innalzare a divinità il denaro, il sesso, il successo. E quanti sono i giovani oggi privi di valori morali che cercano disperatamente il successo e il denaro, e vivono nella trasgressione totale?
Sono ubriachi di nulla, pieni di vuoto. Ragazzi e ragazze che stanno consumando la vita dietro mode inconsistenti, dietro ideali falsi e maledetti, dietro la superbia che li governa e li conduce nel baratro. Giovani che potrebbero diventare come Angeli dinanzi Gesù Eucaristia, si trasformano in demoni nelle discoteche dove c'è prostituzione e droghe; si annullano in certi concerti a gridare adorazione totale verso un artista, solo perché canta o stornella qualcosa; dicono che il loro sogno è diventare veline o star del cinema o dello spettacolo, comunque, vogliono diventare famosi a qualunque costo; si legge sui quotidiani che pur di apparire in qualche spettacolo, le ragazze sono pronte a mostrarsi nude o a fare cose ancora più immorali. Per un momento di illusoria esultanza televisiva.
E poi? Si cade sempre più giù moralmente, i peccati si sommano a peccati e la persona diventa facile preda di satana, perché vive in una condizione spirituale simile a satana.
Meditiamo bene queste parole della Madonna del 25 lu­glio 1982: "Oggi molti vanno all'inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell'inferno perché hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all'inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancor più di quanto non facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell'inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo".
Più una persona commette peccati e più deturpa l'imma­gine di Dio impressa in essa, perché i peccati abbruttiscono l'anima, la rendono orribile, avversaria di Dio, le fanno perdere la bellezza e l'unione con Dio. L'intelletto diventa sempre più accecato, incapace di desiderare il bene, non ha la capacità di pensare cose buone. È radicato nel male, orientato solo verso il male, a compiere opere malvagie.
Il danno spirituale che scaturisce da una condotta equivoca, è gravissimo. Quando il cristiano vive disordinatamente e perde il senso del peccato, gradualmente si allontana dalla Luce di Dio e si immerge nelle tenebre, non riuscendo più a distinguere il vero dal falso. In questo stato spirituale, perde la fedeltà a Gesù, inventa un suo vangelo e cammina nella corruzione. Portando molti altri in questo tenebroso burrone. Questa infedeltà tenebrosa colpisce e corrompe la persona: la mentalità, le scelte, il linguaggio, l'equilibrio. Chi vive intenzionalmente nell'infedeltà a Gesù, diventa anche bugiardo, ipocrita, insensibile, avverso a Dio.
Chi commette molti peccati è incapace di avere pensieri buoni, non c'è amore verso Dio né verso il prossimo. I ripetuti peccati rendono la persona sempre più avversaria di Dio, perché i peccati portano gli stessi sentimenti di satana: odio, vendetta, disonestà, falsità, malvagità, perversità, avversione a Dio e al sacro. Si compie tutto contro Dio. Il contrario...
È inutile pretendere una vita onesta da chi è radicato nel male, perché non riesce a vedere e desiderare il Bene.
È pieno di spirito satanico e non può percepire l'Amore di Dio, il rispetto del prossimo, la pratica delle virtù cristiane. Anzi, rifiuta e rifugge tutto questo. Nella sua mente c'è la mentalità di satana che governa e conduce verso la più grande avversione a Dio.
Per comprendere meglio il potere di satana sulla persona, è opportuno leggere l'ampia trattazione che ho fatto nel mio libro Infine il mio Cuore Immacolato trionferà.
Più peccati significa che la persona diventa sempre più incapace di resistere alle tentazioni e ai desideri immorali. Più peccati comporta la perdita del controllo della propria volontà, sempre più indirizzata a scegliere solo ciò che diletta i sensi: quindi, soddisfare ogni forma di perversione. Più peccati rendono la persona intellettualmente incapace di percepire l'idea di Dio Amore, che è anche esigente, così aumenta il distacco da Lui proporzionatamente ai peccati che si commettono. Come la pratica delle virtù avvicina fortemente a Dio fino alla trasfigurazione in Dio, così commettere peccati allontana fortemente da Dio fino alla trasfigurazione in satana.
L' anima diventa immagine di satana.
Si vedono e si conoscono nel mondo persone, che sembrano demoni incarnati.
Sappiamo che tante persone agiscono e pensano come se fossero loro stesse dei demoni, in realtà sono ricolmi dello stesso spirito di satana. Ma la Madonna è venuta a Medjugorje anche per chi vive in piena opposizione a Dio: "... anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare in Cielo, se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica" (24 luglio 1982).
Qui, però vale la pena ricordare la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro: il primo, aveva goduto in vita di tante ricchezze e aveva sperperato in feste le ricchezze e la sua dignità; il secondo, nella vita aveva conosciuto solo totale povertà e disprezzo dalla gente, rimaneva dietro la porta del ricco con la speranza che potesse ricevere almeno le briciole che cadevano dall'abbondante mensa del ricco.
Per la legge della retribuzione, il Signore Gesù al termine della vita di ognuno di noi, darà il premio a chi merita, a chi non merita chiude la porta del Paradiso e l'anima si allontana dalla sua presenza, perché non può sostenere lo sguardo di Lui, a causa del suo stato di peccato oramai immutabile. E si getta nell'inferno.
Come si vive, così si muore. E se si muore non in Grazia di Dio, non ci sarà altra destinazione se non l'orrore e le tremende punizioni dell'inferno. Non dimentichiamo le parole della Madonna: "Un numero molto grande di uomini va all'inferno" (2 novembre 1983).
In questa vita decidiamo quale sarà la nostra destinazione futura: o nella felicità del Paradiso o nelle tenebre dell'inferno. Per l'eternità, significa per miliardi e miliardi di anni, senza ime, appunto eternamente.
Quando il ricco epulone chiede un sorso di acqua, gli viene negata, perché in vita aveva goduto di molti beni, rifiutando al povero Lazzaro anche le briciole della sua tavola. Proprio al ricco epulone condannato all'inferno viene detto: "Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti" (Lc 16,25).
Queste parole di Gesù cadono nel vuoto se dette agli uomini di oggi, in quanto la maggior parte vive talmente immersa nei peccati, da non avere più la capacità di rendersi conto della propria gravissima condizione spirituale, simile a quella dei demoni.
L'uomo di oggi senza Dio è dominato da una grande superbia, dall'idea di essere lui stesso dio, come una divinità superiore alle altre.
Chi pensa oggi al Giudizio che ognuno di noi riceverà dal Signore Gesù? La Madonna è venuta a Medjugorje per ricordarcelo, ma non ci ha parlato solo di inferno o di punizioni, al contrario, la presenza della Madonna è un segno di speranza, è una presenza misericordiosa, ci ricorda che Dio è Amore, Gesù vuole salvare tutti e ci invita alla conversione.
Ecco perché la Madonna è apparsa per lungo tempo a Medjugorje, Lei vuole salvare addirittura tutto il mondo, tutti i giovani, ci richiama all'adorazione di Gesù, ma chi è contro Dio, nega e combatte anche Medjugorje.
 Di Padre Giulio Maria Scozzaro

La tentazione non viene da Dio ma dalle nostre debolezze interiori

La tentazione si manifesta come un'innocua attrattiva e finisce per trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio. All’omelia, Papa Francesco riafferma una verità e una sequenza descritte da San Giacomo in un passo della sua Lettera, proposta dalla liturgia. La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni. La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice l'Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”:

“La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio, ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. E’ curioso, la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto”.

Inoltre, prosegue Papa Francesco, la tentazione “cerca un altro per farsi compagnia, contagia” e “in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”. È l’esperienza degli Apostoli narrata nel Vangelo del giorno, che vede i Dodici incolparsi a vicenda sotto gli occhi del Maestro per non aver portato del pane a bordo della barca. Gesù, ricorda il Papa, forse sorridendo a quel bisticcio, li invita a guardarsi “dal lievito dei farisei, di Erode”. Ma gli Apostoli per un po’ insistono, senza ascoltarLo, “tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – commenta Papa Francesco – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”:

“E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo. Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato. Quando noi siamo in tentazione, soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci da più fiducia”.

Questa fiducia, afferma il Papa, è “una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta”, “si fida di noi così tentati, peccatori”, “apre sempre orizzonti”. Viceversa, ripete Papa Francesco, il diavolo con “la tentazione, chiude, chiude, chiude” e fa “crescere” un ambiente simile alla barca degli Apostoli. E non lasciarsi “imprigionare” da questo tipo di ambiente, conclude, è possibile soltanto “quando si ascolta la Parola di Gesù”:

“Chiediamo al Signore che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: ‘Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”.
Fonte: http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/santa-marta-18-febbraio-.aspx

lunedì 27 luglio 2015

Quando un dolore bussa alla porta- P. Slavko


Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

Fonte: http://medjugorje.altervista.org

domenica 26 luglio 2015

Se offriamo al Signore quel poco che abbiamo ,Dio lo moltiplicherà

Papa Francesco: Gesù sazia, non solo la fame materiale, ma anche quella più profonda



L’Angelus di Papa Francesco: “La folla è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio”

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Papa Francesco: Gesù sazia, non solo la fame materiale, ma anche quella più profondaIl Vangelo di questa domenica (Gv 6,1-15) presenta il grande segno della moltiplicazione dei pani, nella narrazione dell’evangelista Giovanni. Gesù si trova sulla riva del lago di Galilea, ed è circondato da «una grande folla», attirata dai «segni che compiva sugli infermi» (v. 2). In Lui agisce la potenza misericordiosa di Dio, che guarisce da ogni male del corpo e dello spirito.

Ma Gesù non è solo guaritore, è anche maestro: infatti sale sul monte e si siede, nel tipico atteggiamento del maestro quando insegna: sale su quella “cattedra” naturale creata dal suo Padre celeste. A questo punto Gesù, che sa bene quello che sta per fare, mette alla prova i suoi discepoli.

Che fare per sfamare tutta quella gente? Filippo, uno dei Dodici, fa un rapido calcolo: organizzando una colletta, si potranno raccogliere al massimo duecento denari per comperare del pane, che tuttavia non basterebbe per sfamare cinquemila persone.

I discepoli ragionano in termini di “mercato”, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce quell’altra logiva del dare. Le due logiche: comprare e dare. Ed ecco che Andrea, un altro degli Apostoli, fratello di Simon Pietro, presenta un ragazzo che mette a disposizione tutto ciò che ha: cinque pani e due pesci; ma certo – dice Andrea – sono niente per quella folla (cfr v. 9). Ma Gesù aspettava proprio questo. Ordina ai discepoli di far sedere la gente, poi prese quei pani e quei pesci, rese grazie al Padre e li distribuì (cfr v. 11).

Questi gesti anticipano quelli dell’Ultima Cena, che danno al pane di Gesù il suo significato più profondo e più vero. Il pane di Dio è Gesù stesso. Facendo la Comunione con Lui, riceviamo la sua vita in noi e diventiamo figli del Padre celeste e fratelli tra di noi. (…) Partecipare all’Eucaristia significa entrare nella logica di Gesù, la logica della gratuità, della condivisione. E per quanto siamo poveri, tutti possiamo donare qualcosa. “Fare la Comunione” significa anche attingere da Cristo la grazia che ci rende capaci di condividere con gli altri ciò che siamo e ciò che abbiamo.

La folla è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio. Di fronte alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e alle difficoltà di tanta gente, che cosa possiamo fare noi? Lamentarsi non risolve niente, ma possiamo offrire quel poco che abbiamo. (…) Abbiamo certamente qualche ora di tempo, qualche talento, qualche competenza… Chi di noi non ha i suoi “cinque pani e due pesci”? Tutti ne abbiamo. Se siamo disposti a metterli nelle mani del Signore, basteranno perché nel mondo ci sia un po’ più di amore, di pace, di giustizia e soprattuto di gioia. Quanto è necessaria la gioia nel mondo. Dio è capace di moltiplicare i nostri piccoli gesti di solidarietà e renderci partecipi del suo dono.

La nostra preghiera sostenga il comune impegno perché non manchi mai a nessuno il Pane del cielo che dona la vita eterna e il necessario per una vita dignitosa, e si affermi la logica della condivisione e dell’amore. La Vergine Maria ci accompagni con la sua materna intercessione.

A cura di Redazione Papaboys fonte: Il Sismografo