Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/a-piedi-da-zagabria-a-medjugorje-per-il-festival-dei-giovani,7075.html
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mercoledì 29 luglio 2015
A piedi da Zagabria a Medjugorje per il Festival dei Giovani
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/a-piedi-da-zagabria-a-medjugorje-per-il-festival-dei-giovani,7075.html
martedì 28 luglio 2015
Come nasce il Festival dei Giovani
Riguardo all’Incontro Internazionale dei Giovani di Medjugorje
data: 28.07.2015.
L’idea dell'Incontro Internazionale dei Giovani nacque nel cuore di un
giovane pellegrino inglese, al termine dell’Anno Mariano (1988). Egli
condivise questa sua idea con fra Slavko Barbarić. Fra Slavko diede il
suo sostegno a quell'idea iniziando a organizzare e dirigere il Festival
fino alla sua morte, avvenuta il 24 novembre 2000. Dopo lunghi colloqui
e con molta buona volontà, la prima edizione di questo Incontro si
tenne con successo. Le catechesi per i giovani erano tenute dai
francescani dell'Erzegovina. I momenti di preghiera si svolgevano
all'interno di un grande tendone verde o anche al fresco degli alberi
nei pressi della chiesa di Medjugorje, come pure sulla Collina delle
apparizioni o sul Križevac, mentre le molte ore di adorazione serale si
svolgevano in chiesa. I canti erano diretti da un giovane sacerdote
irlandese dotato di molto talento, Liam Lotan. Al termine del primo
festival, si decise di continuare ad organizzarne altre edizioni. Si
giunse così al II Incontro di preghiera dei Giovani, che risultò più
ricco di contenuti e organizzato in modo migliore.
La fama del Festival si diffuse come quella di Medjugorje. Questo evento per giovani ha posto in rilievo la forza dell'invito alla pace, fino a dove esso possa giungere e come le persone lo accolgano con entusiasmo. Ma il Festival ha altresì evidenziato che i giovani si rendono conto che non si tratta di un invito ad una pace a buon mercato, ma a quella che Dio dà a tutti coloro che si convertono a lui con tutto il cuore. Quella esperienza ha avuto una risonanza la cui eco, aiutata dai mezzi di comunicazione sociale, si sente ancora oggi.
Molti, proprio dopo aver fatto quest'esperienza a Medjugorje, hanno deciso di seguire Cristo più da vicino, scegliendo una vocazione sacerdotale o religiosa. Oltre alle confessioni, proprio le vocazioni religiose sono uno dei frutti più belli di Medjugorje. I giovani amano le sfide e la chiamata di Cristo è appunto una sfida, è un invito ad una sequela radicale.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/riguardo-all%E2%80%99incontro-internazionale-dei-giovani-di-medjugorje,7076.html
La fama del Festival si diffuse come quella di Medjugorje. Questo evento per giovani ha posto in rilievo la forza dell'invito alla pace, fino a dove esso possa giungere e come le persone lo accolgano con entusiasmo. Ma il Festival ha altresì evidenziato che i giovani si rendono conto che non si tratta di un invito ad una pace a buon mercato, ma a quella che Dio dà a tutti coloro che si convertono a lui con tutto il cuore. Quella esperienza ha avuto una risonanza la cui eco, aiutata dai mezzi di comunicazione sociale, si sente ancora oggi.
Molti, proprio dopo aver fatto quest'esperienza a Medjugorje, hanno deciso di seguire Cristo più da vicino, scegliendo una vocazione sacerdotale o religiosa. Oltre alle confessioni, proprio le vocazioni religiose sono uno dei frutti più belli di Medjugorje. I giovani amano le sfide e la chiamata di Cristo è appunto una sfida, è un invito ad una sequela radicale.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/riguardo-all%E2%80%99incontro-internazionale-dei-giovani-di-medjugorje,7076.html
Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione.
« Maria è qui e ha bisogno di noi»
Intervista con padre Jozo
Padre Jozo, qual è il dono di Medjugorje?
I doni e i progetti divini rimangono sempre per noi un mistero, ma dai frutti prodotti possiamo in molti casi capirne lo scopo. Per esempio, dai frutti degli ultimi duemila anni si può comprendere lo scopo dell’incarnazione, resa possibile dalla scelta della Vergine Maria: un nuovo testamento, una nuova strategia della salvezza. L’Incarnazione ha ricondotto l’uomo nel centro della creazione e ha reso possibile che la grazia di Dio passi attraverso Cristo, attraverso l’uomo.
Ma veniamo all’oggi: si dice che l’umanità sta vivendo un tempo di grande crisi, ed è vero: ci sono tante difficoltà nella famiglia, nella scuola, nell’educazione, di fronte alle quali persino noi cristiani sembriamo aver perso le risposte, perché la mentalità comune ci ha influenzato, ha intaccato i valori della nostra fede. Tutto oggi è contro l’uomo, contro la natura: la politica, la scienza, l’informazione, con i mass media che sono inquinati come l’aria, come il cibo. Tutto è contro l’uomo: non possiamo dire che il Signore ha creato una mucca pazza, o una pecora malata... Il Signore non ha affidato il mondo così all’uomo. E triste constatare che l’uomo ha gestito male queste cose, che ha prodotto male. Ed è triste anche vedere che di fronte a tutto questo non diamo il massimo per porvi rimedio... il problema è che quando l’uomo esce dai suoi confini, non tiene conto del suo li mite, perde di vista la sua missione e succedono cose gravi sulla terra.
In questa situazione anche la Chiesa ha sofferto e soffre. In questa situazione si sono verificati i fatti di Medjugorje. Ecco, dopo vent’anni Si può cominciare a vedere quale è lo scopo di queste apparizioni della Vergine: milioni e milioni di persone che hanno incontrato la Madonna sono ritornate a Dio. C’è un fiume di grazia che è partito da Medjugorje e che ha raggiunto tutto il mondo, tutte le nazioni, tutte le comunità e le culture.
Oggi vengono a Medjugorje uomini e donne da ogni dove: dal Giappone, dall’Indocina, dalla Corea e, segretamente e a rischio della incolumità, perfino dalla Cina. E ogni anno molti fra questi, che neppure erano cristiani, ricevono il battesimo.
Maria si è posta qui come luce delle genti, per risollevarci dai nostri problemi per aiutarci a sbrogliare le più differenti e ingarbugliate situazioni. E noi non possiamo far altro che dirle grazie, pieni di riconoscenza per questa donna per la gioia che ci ha donato con la sua presenza. A Lei, sempre obbediente al progetto del Padre, alla volontà di Dio, che anche in questo caso ha rinnovato con Gesù il suo «Eccomi, sia fatta la tua volontà».
Qual è il cuore di questo dono e dei messaggi della Vergine?
La presenza fisica della Madonna in questo luogo. La Madonna in carne e ossa ha fatto visita alla parrocchia fa visita alle case dei veggenti, come ha fatto visita a Elisabetta. Come in quella circostanza, anche a Medjugorje Maria si è fatta incontro con un saluto di pace con « Shalom». E come a Elisabetta, anche ai veggenti, alla gente di Medjugorje e, a tutti noi, Maria, attraverso quel «Shalom» ha trasmesso, ha iniziato la sua azione di grazia.
La sua presenza, poi, è presenza orante: attraverso il suo esempio costante Maria ci chiede di pregare. E se l’uomo risponde a questa chiamata e incomincia a pregare, qui immancabilmente per grazia riceve o rinnova il dono della preghiera. «Per grazia», perché la preghiera è un dono, e così è stato per noi della comunità parrocchiale: un grande dono.
Maria viene per renderci certi che Lei ci è vicina, e che attraverso di Lei l’uomo può ricevere tutto l’aiuto di cui necessita: è già questo il primo dei messaggi, il suo essere con noi, tra di noi. E a Medjugorje si sperimenta questa sua presenza: la si sente nell’aria, la si respira nella preghiera, la si riconosce nella comunione tra i pellegrini. È una sensazione tangibile, come il calore del sole in estate, e la pioggia di settembre. E questo lo conoscono tutti coloro che vengono a Medjugorje con cuore aperto.
Poi vengono i messaggi: essi servono per aiutarci a correggere i nostri errori, a mettere a posto le situazioni che abbiamo compromesso lasciate in sospeso. Maria parla per ricordarci gli aspetti fondamentali per la vita cristiana e per il nostro futuro; ci ricorda la preghiera, i sacramenti come l’Eucaristia , la confessione, ci invita a leggere la Parola di Dio, ad aprirci alla conversione del cuore: aspetti senza i quali la Chiesa non esiste.
Ho appena incontrato un pellegrino che mi ha confidato «Da quando sono stato a Medjugorje sto amando la Bibbia, vivo la Bibbia»... Ecco il dono, ecco il messaggio: si crea un clima nuovo in cui possono germogliare doni di fede, di pace, di conversione, di amore. Ecco il più grande messaggio, la notizia più importante: l’uomo che rinasce.
Come ha risposto il villaggio di Medjugorje in questi anni?
Che cosa Medjugorje ha fatto in vent’anni? Medjugorje ha pregato e ha fatto digiuno. Medjugorje ha imparato a inginocchiarsi davanti al Santissimo e alla Croce. Medjugorje è il luogo dove si trova la Madre celeste, dove si sente la Madre, dove l’uomo torna a Dio.
C’è chi dice che queste apparizioni sono un po’ lunghe... e che ciò è strano...
Ma come lunghe? Non lo sono affatto: ne abbiamo bisogno, e di più, per ché la partita in cui ci giochiamo la nostra vita spirituale, fortunatamente, non è una gara cronometrica. Perché perdere tempo a chiedersi se le apparizioni sono o non sono lunghe: Maria è qui per indicarci la via, approfittiamone. Non è forse molto lungo il tempo necessario per disintossicare chi è diventato dipendente, «inquinato» dalla droga? Quanto ci vuole per purificare il suo sangue, per ricostruirne la mentalità, rimetterne in sesto il corpo e l’anima? C’è bisogno di tempo, c’è bisogno che Maria appaia.
Maria attraverso i veggenti ci ha messo molte volte in guardia da Satana. Dalle Scritture sappiamo che sarà lei a sconfiggerlo. perché tanta preoccupazione?
La Madonna desidera liberare tutti gli uomini dal male, e per prima cosa dice che Satana c’è, esiste, ed è furbo e meticoloso. Mette in guardia in particolare coloro che ritengono che la vittoria ascetica della Madonna e personale su Satana sia semplice. No, non è semplice: la Madonna trionferà, ma gli uomini devono aiutarla. La Madonna interpella attraverso questi veggenti loro e tutti noi a farci suoi angeli, per aiutarla a sconfiggere il Maligno come è descritto nel racconto dell’Apocalisse. E ci dice: «Cari miei angeli, mi dovete aiutare, dovete vigilare con me».
Che è poi la medesima attenzione che ci è chiesta da Gesù con la parabola della zizzania: il contadino torna a casa dal campo appena seminato e se ne va felice a dormire per il lavoro svolto senza preoccuparsi che il nemico è sempre in agguato; e questi, la stessa notte, trovando la porta sguarnita, viene e sparge il seme cattivo... C’è il Nemico se l’uomo non è disattento lo vede, lo riconosce. Ma se l’uomo è disattento si sveglierà un giorno pieno di spavento con il campo infestato di zizzania, di ciò che non ha seminato.
Dove colpisce il Nemico?
Nelle esistenze di giovani senza vita e senza scopo. Guarda quanti suicidi , quanta disperazione quanta droga. Per fortuna Maria ci mette in guardia. Quante sono oggi le famiglie crollate: genitori e figli che vivono separati in casa, che non si parlano; sposi che non vogliono figli, bambini che vengono uccisi ancor prima di nascere. Sembrerebbe che l’egoismo abbia vinto. Ma, per fortuna, Maria ci dice che non è così e indica una via di uscita, ma ha bisogno di noi.
In che senso ha bisogno di noi?
La Madonna viene a Medjugorje per ricordare i valori che abbiamo smesso, che non si praticano più, e ci dà la grazia di poterli riconoscere e vivere. Ce lo dice con messaggi pieni di tenerezza: «Cari figli, voglio dividere la gioia, il mio amore per voi». La Madonna è piena di gioia perché è piena di grazia. E la grazia è un dono. E a Medjugorje milioni li persone hanno effettivamente trovato e testimoniato questo dono, insieme con il dono della preghiera: ed è per questo che Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione. Non dipende dagli uomini la verità di Medjugorje, non dipende da un parroco, non dipende dal vescovo. Non dipende dalla tua simpatia o dalla tua propaganda Medjugorje, ma piuttosto dalla tua risposta, dalla tua vita. Se nessuno vivesse Medjugorje sulla terra, essa non esisterebbe, ma grazie al Signore ci sono milioni di persone che cercano di vivere bene messaggi, il digiuno e di pregare di nuovo insieme in famiglia. E ogni settimana aumenta il numero di coloro che rispondono all’invito di fare li più per Dio. Di questi sì ha bisogno la Madonna per i suoi progetti.
Quando san Francesco tornò dalla Verna con le stigmate, i confratelli 1o videro piangere: «Ti fanno male?», gli chiesero. «No», rispose, «piango perché l’Amore non è amato». Gesù non è amato: per questo soffriva san Francesco, per questo il Papa è andato a Gerusalemme a pregare, a cercare il perdono dagli avversari di Cristo. Anche nella Chiesa oggi si ama poco Gesù: l’Amore non è amato. San Francesco in punto di morte fu interrogato dai suoi per conoscerne l’ultimo testamento; e lui, nonostante le sofferenze, disse: «Fino a oggi abbiamo fatto poco; cominciamo a darci da fare di più». Questa è la risposta dei santi e del nostro Papa, oggi.
Che cosa ho fatto io nei miei venti, quaranta, settanta anni di vita come cristiano? Occorre una nuova evangelizzazione perché il paganesimo è rifiorito proprio a partire da quei Paesi che si dicevano cristiani. Bisogna decidersi per Cristo e amare Lui. Ma sta a noi la scelta. Preoccupiamoci di portare frutto: pensate alla parabola del seminatore e cercate di portare molto frutto. Così cresce la Chiesa, non attraverso Internet o la Tv. Non ci sono nuove conversioni grazie alla Tv cattolica o a Radio Vaticana: questi sono strumenti buoni per i credenti, ma che gli atei rifiutano. La fede di pende dai testimoni. Non mancano le università, le scuole, le emittenti, i libri, i programmi, i giornali religiosi; ma mancano i santi nelle università, nelle scuole, nelle parrocchie, nei giornali, anche in quelli religiosi.
Per questo chi viene a Medjugorje ed è toccato dalla grazia, deve do mandarsi: «Chi sono io? Che cosa posso fare per la Madonna?». Quanti sacerdoti sono venuti in questi anni a Medjugorje, e quanti vescovi anche, e hanno fatto poco, e non hanno fatto nulla nelle parrocchie e nel le diocesi. Noi pensiamo: «La Madonna viene, farà Lei». E invece no, perché Lei sempre ripete: «Ho bisogno di voi».
Che cosa dobbiamo fare?
Maria è molto chiara. Come prima cosa vuole la nostra conversione, che lasciamo cadere le lusinghe del male, che ci allontaniamo una volta per tutte dalle sue sorgenti. L’uomo può vincere il peccato solo quando crede e si affida a Dio, quando si lascia guidare come figlio, mano nella mano della mamma. Allo stesso modo del figlio prodigo, che finalmente riconosce la bontà del padre, che finalmente si accorge di quanto lui tratti bene persino i servi e che non gli permetterà più di vivere peggio dei porci, così anche tu torna a casa da Dio tuo Padre.
Ma sappi che Satana ti farà da ostacolo perché è forte della sua gelosia. E evidentemente forte: come possiamo capire sempre dai frutti, in questo caso da quelli cattivi, che sono sotto i nostri occhi. Per questo dobbiamo rompere gli indugi, vincere la pigrizia, essere attivi: e prega re, pregare molto. Perché l’uomo che prega non permette che il Maligno gli entri in casa, che gli insidi la famiglia. Sono quasi cinquanta ormai i messaggi in cui Maria ci ha invitati a mettere la preghiera al primo posto nelle famiglie. E poi il digiuno. Chi fa digiuno e prega, come ha detto Cristo stesso, è più forte del Male: Satana trema di fronte all’uomo e prega e pronuncia con fede il nome di Cristo.
La Madonna, proprio nel giorno del Capodanno del 2001, all’alba del nuovo millennio, ha detto a Marija che Satana è come «libero dalle catene»? Che significa?
Ricordati che Satana non è onnipotente e che l’uomo unito a Dio e a sua Madre è più potente di lui. Ma questa unione ancora manca, e per questo motivo Satana è in qualche modo svincolato, ha libertà di intromettersi fra l’uomo e Dio: per questo occorre rinnovare la preghiera e il digiuno , come Gesù ha insegnato; e per questo, dietro Lui, oggi sua Ma Ire ripete: «Rinnovate la preghiera e il digiuno, con entusiasmo».
Pregare, digiunare, vivere ogni giorno i Sacramenti: se è fatto bene è un programma molto impegnativo...
Impegnativo. La realtà è che noi non siamo capaci più di offrire, di soffrire un po’ con Cristo. Uno dei primi giorni la polizia segreta ha fatto irruzione nelle case e strappato dai letti i giovani veggenti. Spaventati, tristi , senza scarpe, feriti, mi ritrovo in canonica i genitori e i fratelli: «Padre, che cosa possiamo fare?». Soltanto pregare. Ma fu difficile perché il tempo passava e i ragazzi non tornavano: mezzogiorno, niente; le cinque, niente. Al tramonto fummo presi da agitazione e a mezzanotte dallo sconforto. Io non riuscivo a trovare una parola di speranza. Finalmente, all’una e mezzo, per primo un ragazzo e poi tutti gli altri cominciammo a sentire un canto lontano. Erano loro: entrarono in canonica pieni di gioia mentre i genitori scoppiavano in lacrime. A quel punto Vicka si fece incontro alla mamma che si chiama Aurelia e disse: «Perché piangi?». Le fu risposto: «Ma non vedi che ora è? E tu domandi perché piango?». Ma la figlia, fattasi seria, aggiunse: «Non soffrire così; se questo è un tempo di prova, mettiamolo a frutto: chiediamoci che cosa possiamo soffrire per la Madonna, se possiamo offrirle quello che ci accade». E poi ripeté con fermezza: «Mamma è importante soffrire qualche cosa per la Madonna». Fu questo l’insegnamento che una ragazzina seppe dare a sua madre e a noi tutti. Di tutte le domande che avrei voluto fare ai veggenti quella sera non ne ricordo una; invece, da vent’anni mi accompagna sempre più presente un solo interrogativo: Che cosa posso fare oggi per la Madonna, che cosa posso offrire oggi per lei, per Cristo, per la mia Chiesa? lo sono sacerdote: se non sono capace di soffrire niente la mia vita religiosa non vale niente, è falsa. L’abito che porto mi impone questa riflessione. Un sacerdote che non sa offrire un po’ della sua sofferenza crolla.
Lei è sacerdote: nella crisi che attraversa l’umanità anche tanti sacerdoti e religiosi sembrerebbero oggi disorientati. Non a caso la Madonna avrebbe chiesto a Marija di pregare tanto per loro...
L’uomo che ha ricevuto il dono del sacramento del sacerdozio ha una grande responsabilità che lo rende non confrontabile con nessun altro. Non lo si può paragonare al maestro che insegna, al catechista che predica, al medico che guarisce; no, perché il sacerdote è sacramento, è segno visibile della grazia. Lui è segno che la Chiesa sta camminando sul la strada giusta, che il Signore non l’ha lasciata sola. Ecco il motivo per cui ogni sacerdote è un grande dono, una grande cosa.
Molti sacerdoti sono disorientati, e così molti religiosi. Dobbiamo levare le mani, congiungerle e chiedere nuove vocazioni. La Chiesa, se vuole avere santi sacerdoti, deve pregare per i sacerdoti; tante vocazioni sacerdotali non sono frutto del caso, ma frutto della preghiera. Guarda Anna nell‘Antico Testamento che, nella vecchiaia, chiede a Dio il dono di un figlio: che cosa fa? Prega. Quando è nato l’ha chiamato Samuele, frutto della preghiera, e Samuele è diventato sacerdote, dono per la Chiesa ricevuto attraverso la preghiera. E a questo punto, però, voglio dirvi che a Riga il seminario è di nuovo pieno, non c’è un letto vuoto. Grazie a Maria che ci ha invitato a chiedere con lei questa grazia.
Desidero ricordare ai sacerdoti il messaggio della Madonna del marzo 2001, in cui ci sprona a «deciderci per la conversione e la santità»: cari sacerdoti, la nostra chiamata è essere santi, tutto il resto è un vuoto inutile, è un correre in tondo, è un vento che si disperde. Essere santi non è solo normale, è del tutto normale, come il frutto sull’albero: è normale dare frutto, è normale darlo buono, è normale che la nostra vita sia fruttuosa per gli altri. Se Dio è santo è inevitabile che ci chiami, allora, a essere santi.
Io voglio osservare il sacerdote al vaglio delle Scritture, attraverso la tradizione cristiana: ogni qualvolta la Chiesa ha avuto un santo sacerdote. ha potuto contare su un segno sicuro sulla sua strada; e questo avviene ancora oggi, per fortuna. Dove c’è un santo sacerdote vedi delle comunità ricche di giovani che fondano il loro cammino in una certezza. Gesù ha detto «siete i miei testimoni»: il sacerdote è dono suo, è grazia; non possiamo dimenticarcene o farne a meno. Eppure, oggi, molti sacerdoti sono paventati dalle sfide della cultura contemporanea: si sentono rifiutati e non accettano l’indifferenza. Finiscono per stancarsi, per spegnersi. Trascinano la loro tenda nel deserto e ci si infilano dentro; e la loro voce per le la facoltà dell’annuncio della Parola, e si svilisce in un grido senza eco E soffrono, e tornano indietro, ma di nuovo non sono accettati. La Chiesa deve accompagnare i sacerdoti, e qui per Chiesa intendo anche i singoli parrocchiani. Il sacerdote è un uomo che, come tale, ha bisogno degli altri; è un uomo che per dare tutto ha bisogno di incontrare la Chiesa di sentirsene parte di essere bene accetto; ha bisogno di essere amato, incoraggiato, aiutato con amore, con amicizia, con sostegni spirituali, con preghiere che supportino i suoi progetti. Il sacerdote non può realizzare le idee che riceve attraverso lo Spirito Santo se poi la Chiesa, i parrocchiani gli voltano le spalle, le menti e il cuore. Viviamo — è vero — in un’epoca che mette a dura prova l’identità del sacerdote, ma chi ha a cuore la Chiesa si prenda cura dei sacerdoti. E Maria che ce lo chiede.
Ma Maria stessa a volte è messa in disparte nella Chiesa, magari in nome dell’unità dei cristiani, dell’ecumenismo...
Non esistono errori altrettanto grandi come quelli commessi dagli uomini contro la Madonna e il suo figlio Gesù. Gesù e stato addirittura crocifisso e non a caso è stato definito pietra di scandalo. Ma anche la Madonna ha dovuto sopportare l’ingiustizia. Perfino Giuseppe all’inizio non ha riconosciuto il piano di Dio attraverso di Lei.
Quanti errori: gli anglicani hanno cancellato la Madonna completamente, relegandola alla funzione di un taxi che ha traghettato Gesù sulla terra. Così i Luterani e tutte le ramificazioni delle chiese protestanti che hanno rifiutato la Madonna. Quanti errori e quanti peccati contro di Lei anche oggi, e nella stessa Chiesa, ogni qualvolta la Madre di Gesù viene messa da parte in nome di un falso ecumenismo. Ogni qualvolta si sente dire, in nome di una futuribile e presunta unità dei cristiani: «Lasciamo un pò nell’ ombra la Madonna e saremo più vicini ai nostri fratelli anglicani, e ci riavvicineremo ai fratelli protestanti». Quanti errori.
Ma è Gesù stesso che ci ha indicato Maria. Sulla Croce ha detto «ecco vostra Madre»: appoggiateVi a Lei. Non può che essere Lei, che grazie al suo «sì» è stata nell’Incarnazione ponte tra Dio e gli uomini, a porsi ora nella Chiesa come ponte di conversione tra gli uomini e Dio. Non è forse per questo che appare a Medjugorje? Lasciamo che ci conduca a suo Figlio...
Quanti peccati... Non possiamo farcela senza la Madonna, senza la Madonna non c’è la Chiesa, così come senza l’Eucaristia non c’è la salvezza, non c’è l’alimento di salvezza. Guardate Elisabetta come ha esultato perché ha riconosciuto che era la Madre di Dio quella donna che veniva a farle visita. La Madre di Dio è venuta a visitarci anche a Medjugorje per insegnarci a purificare la nostra vita dall’egoismo, dall’orgoglio, per riscattarci dalla sterilità. Lei ci vuole capaci di portare frutto e ci dà la grazia per innamorarci del suo «programma», dei suoi messaggi.
In quest’ottica, che non è quella delle polemiche, va inquadrata la dichiarazione pontificia Dominus lesus che è molto importante perché pone rimedio a un errore ormai molto diffuso, quasi legalizzato, che crea va grande confusione. I cattolici non devono rinunciare alla pienezza della Rivelazione, e con essa alla loro identità, perché è in essa che risiede la verità. Come potremmo, per esempio, immolare la Madonna sull’altare di un vuoto ecumenismo, se è Lei stessa il nostro tifoso più fedele, l’instancabile sostegno nel nostro cammino verso il Cielo?
Ascoltiamo la Madonna che ci dice «convertitevi, tornate al Padre»: è questa la meta a cui gli uomini devono tendere per un autentico ecumenismo; è solo attraverso una nuova conversione che i fratelli cristiani potranno ritrovare l’unità.
Perché la Chiesa è così provata in questo tempo senza Dio, in cui molto potrebbe fare?
Ma perché è in crisi la famiglia, che è la cellula originaria della società umana a cui il sacerdote si rivolge. Se vacilla la famiglia il sacerdote cade nel buio. Più di ogni cosa la Chiesa ha bisogno di santi sacerdoti e di santi genitori. Dal cuore del prete inizia il rinnovamento del mondo, un nuovo mondo; e dal cuore dei genitori inizia il rinnovamento della famiglia umana, una nuova famiglia.
Una nuova famiglia. La vita di questi veggenti, così straordinaria nel quotidiano, non è illuminante sul senso della chiamata universale alla santità sottolineata dal Concilio?
Ma certo. Dio ci vuole tutti santi e la via da percorrere sta nell’assecondare la sua volontà secondo il proprio stato e i propri talenti. Ma occorre la nostra disponibilità. Se il Signore sarà presente nella nostra vita saremo sempre a posto; ma permettiamogli di entrare come l’aria nei polmoni. Dipende da noi, perché Dio ci rispetta. La Madonna però dice «ho bisogno di voi» e sollecita con materna cura una nostra risposta.
Vogliamo essere degli strumenti nelle mani di Dio? Senza dite Dio non può realizzare ciò che vuole, non perché non è onnipotente, ma per ché ti rispetta; senza dite Dio non può salvarti. La Madonna è diventata grande quando ha accettato il disegno che il Padre aveva per lei, i santi sono diventati tali dopo aver detto sì.
Vicka è nota a tutti per aver attraversato malattie molto gravi. La prima volta la stavano portando in ospedale dopo che era caduta in coma e ai medici sembrava in fin di vita L’autista può raccontare che a un certo punto si è svegliata all’improvviso e ha chiesto di scendere. Di lì a poco le e apparsa la Vergine ma Vicka dopo la visione, per nulla contenta di essere guarita, e ritornata all’auto in lacrime. Più tardi — dimessa subito dall’ospedale — ci spiego che la Madonna in quell’occasione le aveva chiesto se avesse preferito la salute o la Croce avvertendola che se avesse scelto la salute le apparizioni si sarebbero concluse. Vicka, memore delle sue sofferenze e di quelle dei suoi cari, lì per li chiese la salute. La Madonna allora la benedisse e le disse che le sarebbe apparsa dopo quaranta giorni. Ma già durante quel saluto Vicka si pentì della sua scelta e pianse lacrime inconsolabili per tutto quel tempo, perché il desiderio di Maria era più forte di qualsiasi prova o sacrificio che le sarebbe stato chiesto. E cosi, dopo quaranta giorni, rimise la sua scelta nelle mani della Madonna.
Da allora sappiamo come è andata: Vicka ha sofferto per malattie molto dolorose, per diversi tumori considerati letali, e più volte è stata sul punto di morire, ma al tempo stesso il suo sorriso si è dilatato, e ci sono migliaia di pellegrini e forse molti di più che si sono convertiti grazie proprio a quel sorriso di chi vive la vita dì Dio. È il sorriso di chi sceglie Dio, nonostante la strada della Croce aperta da suo Figlio.
Con questo voglio dire che non può iniziare la tua vita nuova se tu non la scegli; la fede non è opinione né ideologia, né discussione: la fede è Fiat, è risposta ogni giorno, è pratica, ed è sacrificio, sempre; è rinuncia, è il seme che deve morire, è l’uomo che deve morire a sé stesso e nel corpo, per poi risorgere in Dio.
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/01-mariaequi.php
Padre Jozo, qual è il dono di Medjugorje?
I doni e i progetti divini rimangono sempre per noi un mistero, ma dai frutti prodotti possiamo in molti casi capirne lo scopo. Per esempio, dai frutti degli ultimi duemila anni si può comprendere lo scopo dell’incarnazione, resa possibile dalla scelta della Vergine Maria: un nuovo testamento, una nuova strategia della salvezza. L’Incarnazione ha ricondotto l’uomo nel centro della creazione e ha reso possibile che la grazia di Dio passi attraverso Cristo, attraverso l’uomo.
Ma veniamo all’oggi: si dice che l’umanità sta vivendo un tempo di grande crisi, ed è vero: ci sono tante difficoltà nella famiglia, nella scuola, nell’educazione, di fronte alle quali persino noi cristiani sembriamo aver perso le risposte, perché la mentalità comune ci ha influenzato, ha intaccato i valori della nostra fede. Tutto oggi è contro l’uomo, contro la natura: la politica, la scienza, l’informazione, con i mass media che sono inquinati come l’aria, come il cibo. Tutto è contro l’uomo: non possiamo dire che il Signore ha creato una mucca pazza, o una pecora malata... Il Signore non ha affidato il mondo così all’uomo. E triste constatare che l’uomo ha gestito male queste cose, che ha prodotto male. Ed è triste anche vedere che di fronte a tutto questo non diamo il massimo per porvi rimedio... il problema è che quando l’uomo esce dai suoi confini, non tiene conto del suo li mite, perde di vista la sua missione e succedono cose gravi sulla terra.
In questa situazione anche la Chiesa ha sofferto e soffre. In questa situazione si sono verificati i fatti di Medjugorje. Ecco, dopo vent’anni Si può cominciare a vedere quale è lo scopo di queste apparizioni della Vergine: milioni e milioni di persone che hanno incontrato la Madonna sono ritornate a Dio. C’è un fiume di grazia che è partito da Medjugorje e che ha raggiunto tutto il mondo, tutte le nazioni, tutte le comunità e le culture.
Oggi vengono a Medjugorje uomini e donne da ogni dove: dal Giappone, dall’Indocina, dalla Corea e, segretamente e a rischio della incolumità, perfino dalla Cina. E ogni anno molti fra questi, che neppure erano cristiani, ricevono il battesimo.
Maria si è posta qui come luce delle genti, per risollevarci dai nostri problemi per aiutarci a sbrogliare le più differenti e ingarbugliate situazioni. E noi non possiamo far altro che dirle grazie, pieni di riconoscenza per questa donna per la gioia che ci ha donato con la sua presenza. A Lei, sempre obbediente al progetto del Padre, alla volontà di Dio, che anche in questo caso ha rinnovato con Gesù il suo «Eccomi, sia fatta la tua volontà».
Qual è il cuore di questo dono e dei messaggi della Vergine?
La presenza fisica della Madonna in questo luogo. La Madonna in carne e ossa ha fatto visita alla parrocchia fa visita alle case dei veggenti, come ha fatto visita a Elisabetta. Come in quella circostanza, anche a Medjugorje Maria si è fatta incontro con un saluto di pace con « Shalom». E come a Elisabetta, anche ai veggenti, alla gente di Medjugorje e, a tutti noi, Maria, attraverso quel «Shalom» ha trasmesso, ha iniziato la sua azione di grazia.
La sua presenza, poi, è presenza orante: attraverso il suo esempio costante Maria ci chiede di pregare. E se l’uomo risponde a questa chiamata e incomincia a pregare, qui immancabilmente per grazia riceve o rinnova il dono della preghiera. «Per grazia», perché la preghiera è un dono, e così è stato per noi della comunità parrocchiale: un grande dono.
Maria viene per renderci certi che Lei ci è vicina, e che attraverso di Lei l’uomo può ricevere tutto l’aiuto di cui necessita: è già questo il primo dei messaggi, il suo essere con noi, tra di noi. E a Medjugorje si sperimenta questa sua presenza: la si sente nell’aria, la si respira nella preghiera, la si riconosce nella comunione tra i pellegrini. È una sensazione tangibile, come il calore del sole in estate, e la pioggia di settembre. E questo lo conoscono tutti coloro che vengono a Medjugorje con cuore aperto.
Poi vengono i messaggi: essi servono per aiutarci a correggere i nostri errori, a mettere a posto le situazioni che abbiamo compromesso lasciate in sospeso. Maria parla per ricordarci gli aspetti fondamentali per la vita cristiana e per il nostro futuro; ci ricorda la preghiera, i sacramenti come l’Eucaristia , la confessione, ci invita a leggere la Parola di Dio, ad aprirci alla conversione del cuore: aspetti senza i quali la Chiesa non esiste.
Ho appena incontrato un pellegrino che mi ha confidato «Da quando sono stato a Medjugorje sto amando la Bibbia, vivo la Bibbia»... Ecco il dono, ecco il messaggio: si crea un clima nuovo in cui possono germogliare doni di fede, di pace, di conversione, di amore. Ecco il più grande messaggio, la notizia più importante: l’uomo che rinasce.
Come ha risposto il villaggio di Medjugorje in questi anni?
Che cosa Medjugorje ha fatto in vent’anni? Medjugorje ha pregato e ha fatto digiuno. Medjugorje ha imparato a inginocchiarsi davanti al Santissimo e alla Croce. Medjugorje è il luogo dove si trova la Madre celeste, dove si sente la Madre, dove l’uomo torna a Dio.
C’è chi dice che queste apparizioni sono un po’ lunghe... e che ciò è strano...
Ma come lunghe? Non lo sono affatto: ne abbiamo bisogno, e di più, per ché la partita in cui ci giochiamo la nostra vita spirituale, fortunatamente, non è una gara cronometrica. Perché perdere tempo a chiedersi se le apparizioni sono o non sono lunghe: Maria è qui per indicarci la via, approfittiamone. Non è forse molto lungo il tempo necessario per disintossicare chi è diventato dipendente, «inquinato» dalla droga? Quanto ci vuole per purificare il suo sangue, per ricostruirne la mentalità, rimetterne in sesto il corpo e l’anima? C’è bisogno di tempo, c’è bisogno che Maria appaia.
Maria attraverso i veggenti ci ha messo molte volte in guardia da Satana. Dalle Scritture sappiamo che sarà lei a sconfiggerlo. perché tanta preoccupazione?
La Madonna desidera liberare tutti gli uomini dal male, e per prima cosa dice che Satana c’è, esiste, ed è furbo e meticoloso. Mette in guardia in particolare coloro che ritengono che la vittoria ascetica della Madonna e personale su Satana sia semplice. No, non è semplice: la Madonna trionferà, ma gli uomini devono aiutarla. La Madonna interpella attraverso questi veggenti loro e tutti noi a farci suoi angeli, per aiutarla a sconfiggere il Maligno come è descritto nel racconto dell’Apocalisse. E ci dice: «Cari miei angeli, mi dovete aiutare, dovete vigilare con me».
Che è poi la medesima attenzione che ci è chiesta da Gesù con la parabola della zizzania: il contadino torna a casa dal campo appena seminato e se ne va felice a dormire per il lavoro svolto senza preoccuparsi che il nemico è sempre in agguato; e questi, la stessa notte, trovando la porta sguarnita, viene e sparge il seme cattivo... C’è il Nemico se l’uomo non è disattento lo vede, lo riconosce. Ma se l’uomo è disattento si sveglierà un giorno pieno di spavento con il campo infestato di zizzania, di ciò che non ha seminato.
Dove colpisce il Nemico?
Nelle esistenze di giovani senza vita e senza scopo. Guarda quanti suicidi , quanta disperazione quanta droga. Per fortuna Maria ci mette in guardia. Quante sono oggi le famiglie crollate: genitori e figli che vivono separati in casa, che non si parlano; sposi che non vogliono figli, bambini che vengono uccisi ancor prima di nascere. Sembrerebbe che l’egoismo abbia vinto. Ma, per fortuna, Maria ci dice che non è così e indica una via di uscita, ma ha bisogno di noi.
In che senso ha bisogno di noi?
La Madonna viene a Medjugorje per ricordare i valori che abbiamo smesso, che non si praticano più, e ci dà la grazia di poterli riconoscere e vivere. Ce lo dice con messaggi pieni di tenerezza: «Cari figli, voglio dividere la gioia, il mio amore per voi». La Madonna è piena di gioia perché è piena di grazia. E la grazia è un dono. E a Medjugorje milioni li persone hanno effettivamente trovato e testimoniato questo dono, insieme con il dono della preghiera: ed è per questo che Medjugorje non può essere ridotta ad argomento di chiacchiere e di discussione. Non dipende dagli uomini la verità di Medjugorje, non dipende da un parroco, non dipende dal vescovo. Non dipende dalla tua simpatia o dalla tua propaganda Medjugorje, ma piuttosto dalla tua risposta, dalla tua vita. Se nessuno vivesse Medjugorje sulla terra, essa non esisterebbe, ma grazie al Signore ci sono milioni di persone che cercano di vivere bene messaggi, il digiuno e di pregare di nuovo insieme in famiglia. E ogni settimana aumenta il numero di coloro che rispondono all’invito di fare li più per Dio. Di questi sì ha bisogno la Madonna per i suoi progetti.
Quando san Francesco tornò dalla Verna con le stigmate, i confratelli 1o videro piangere: «Ti fanno male?», gli chiesero. «No», rispose, «piango perché l’Amore non è amato». Gesù non è amato: per questo soffriva san Francesco, per questo il Papa è andato a Gerusalemme a pregare, a cercare il perdono dagli avversari di Cristo. Anche nella Chiesa oggi si ama poco Gesù: l’Amore non è amato. San Francesco in punto di morte fu interrogato dai suoi per conoscerne l’ultimo testamento; e lui, nonostante le sofferenze, disse: «Fino a oggi abbiamo fatto poco; cominciamo a darci da fare di più». Questa è la risposta dei santi e del nostro Papa, oggi.
Che cosa ho fatto io nei miei venti, quaranta, settanta anni di vita come cristiano? Occorre una nuova evangelizzazione perché il paganesimo è rifiorito proprio a partire da quei Paesi che si dicevano cristiani. Bisogna decidersi per Cristo e amare Lui. Ma sta a noi la scelta. Preoccupiamoci di portare frutto: pensate alla parabola del seminatore e cercate di portare molto frutto. Così cresce la Chiesa, non attraverso Internet o la Tv. Non ci sono nuove conversioni grazie alla Tv cattolica o a Radio Vaticana: questi sono strumenti buoni per i credenti, ma che gli atei rifiutano. La fede di pende dai testimoni. Non mancano le università, le scuole, le emittenti, i libri, i programmi, i giornali religiosi; ma mancano i santi nelle università, nelle scuole, nelle parrocchie, nei giornali, anche in quelli religiosi.
Per questo chi viene a Medjugorje ed è toccato dalla grazia, deve do mandarsi: «Chi sono io? Che cosa posso fare per la Madonna?». Quanti sacerdoti sono venuti in questi anni a Medjugorje, e quanti vescovi anche, e hanno fatto poco, e non hanno fatto nulla nelle parrocchie e nel le diocesi. Noi pensiamo: «La Madonna viene, farà Lei». E invece no, perché Lei sempre ripete: «Ho bisogno di voi».
Che cosa dobbiamo fare?
Maria è molto chiara. Come prima cosa vuole la nostra conversione, che lasciamo cadere le lusinghe del male, che ci allontaniamo una volta per tutte dalle sue sorgenti. L’uomo può vincere il peccato solo quando crede e si affida a Dio, quando si lascia guidare come figlio, mano nella mano della mamma. Allo stesso modo del figlio prodigo, che finalmente riconosce la bontà del padre, che finalmente si accorge di quanto lui tratti bene persino i servi e che non gli permetterà più di vivere peggio dei porci, così anche tu torna a casa da Dio tuo Padre.
Ma sappi che Satana ti farà da ostacolo perché è forte della sua gelosia. E evidentemente forte: come possiamo capire sempre dai frutti, in questo caso da quelli cattivi, che sono sotto i nostri occhi. Per questo dobbiamo rompere gli indugi, vincere la pigrizia, essere attivi: e prega re, pregare molto. Perché l’uomo che prega non permette che il Maligno gli entri in casa, che gli insidi la famiglia. Sono quasi cinquanta ormai i messaggi in cui Maria ci ha invitati a mettere la preghiera al primo posto nelle famiglie. E poi il digiuno. Chi fa digiuno e prega, come ha detto Cristo stesso, è più forte del Male: Satana trema di fronte all’uomo e prega e pronuncia con fede il nome di Cristo.
La Madonna, proprio nel giorno del Capodanno del 2001, all’alba del nuovo millennio, ha detto a Marija che Satana è come «libero dalle catene»? Che significa?
Ricordati che Satana non è onnipotente e che l’uomo unito a Dio e a sua Madre è più potente di lui. Ma questa unione ancora manca, e per questo motivo Satana è in qualche modo svincolato, ha libertà di intromettersi fra l’uomo e Dio: per questo occorre rinnovare la preghiera e il digiuno , come Gesù ha insegnato; e per questo, dietro Lui, oggi sua Ma Ire ripete: «Rinnovate la preghiera e il digiuno, con entusiasmo».
Pregare, digiunare, vivere ogni giorno i Sacramenti: se è fatto bene è un programma molto impegnativo...
Impegnativo. La realtà è che noi non siamo capaci più di offrire, di soffrire un po’ con Cristo. Uno dei primi giorni la polizia segreta ha fatto irruzione nelle case e strappato dai letti i giovani veggenti. Spaventati, tristi , senza scarpe, feriti, mi ritrovo in canonica i genitori e i fratelli: «Padre, che cosa possiamo fare?». Soltanto pregare. Ma fu difficile perché il tempo passava e i ragazzi non tornavano: mezzogiorno, niente; le cinque, niente. Al tramonto fummo presi da agitazione e a mezzanotte dallo sconforto. Io non riuscivo a trovare una parola di speranza. Finalmente, all’una e mezzo, per primo un ragazzo e poi tutti gli altri cominciammo a sentire un canto lontano. Erano loro: entrarono in canonica pieni di gioia mentre i genitori scoppiavano in lacrime. A quel punto Vicka si fece incontro alla mamma che si chiama Aurelia e disse: «Perché piangi?». Le fu risposto: «Ma non vedi che ora è? E tu domandi perché piango?». Ma la figlia, fattasi seria, aggiunse: «Non soffrire così; se questo è un tempo di prova, mettiamolo a frutto: chiediamoci che cosa possiamo soffrire per la Madonna, se possiamo offrirle quello che ci accade». E poi ripeté con fermezza: «Mamma è importante soffrire qualche cosa per la Madonna». Fu questo l’insegnamento che una ragazzina seppe dare a sua madre e a noi tutti. Di tutte le domande che avrei voluto fare ai veggenti quella sera non ne ricordo una; invece, da vent’anni mi accompagna sempre più presente un solo interrogativo: Che cosa posso fare oggi per la Madonna, che cosa posso offrire oggi per lei, per Cristo, per la mia Chiesa? lo sono sacerdote: se non sono capace di soffrire niente la mia vita religiosa non vale niente, è falsa. L’abito che porto mi impone questa riflessione. Un sacerdote che non sa offrire un po’ della sua sofferenza crolla.
Lei è sacerdote: nella crisi che attraversa l’umanità anche tanti sacerdoti e religiosi sembrerebbero oggi disorientati. Non a caso la Madonna avrebbe chiesto a Marija di pregare tanto per loro...
L’uomo che ha ricevuto il dono del sacramento del sacerdozio ha una grande responsabilità che lo rende non confrontabile con nessun altro. Non lo si può paragonare al maestro che insegna, al catechista che predica, al medico che guarisce; no, perché il sacerdote è sacramento, è segno visibile della grazia. Lui è segno che la Chiesa sta camminando sul la strada giusta, che il Signore non l’ha lasciata sola. Ecco il motivo per cui ogni sacerdote è un grande dono, una grande cosa.
Molti sacerdoti sono disorientati, e così molti religiosi. Dobbiamo levare le mani, congiungerle e chiedere nuove vocazioni. La Chiesa, se vuole avere santi sacerdoti, deve pregare per i sacerdoti; tante vocazioni sacerdotali non sono frutto del caso, ma frutto della preghiera. Guarda Anna nell‘Antico Testamento che, nella vecchiaia, chiede a Dio il dono di un figlio: che cosa fa? Prega. Quando è nato l’ha chiamato Samuele, frutto della preghiera, e Samuele è diventato sacerdote, dono per la Chiesa ricevuto attraverso la preghiera. E a questo punto, però, voglio dirvi che a Riga il seminario è di nuovo pieno, non c’è un letto vuoto. Grazie a Maria che ci ha invitato a chiedere con lei questa grazia.
Desidero ricordare ai sacerdoti il messaggio della Madonna del marzo 2001, in cui ci sprona a «deciderci per la conversione e la santità»: cari sacerdoti, la nostra chiamata è essere santi, tutto il resto è un vuoto inutile, è un correre in tondo, è un vento che si disperde. Essere santi non è solo normale, è del tutto normale, come il frutto sull’albero: è normale dare frutto, è normale darlo buono, è normale che la nostra vita sia fruttuosa per gli altri. Se Dio è santo è inevitabile che ci chiami, allora, a essere santi.
Io voglio osservare il sacerdote al vaglio delle Scritture, attraverso la tradizione cristiana: ogni qualvolta la Chiesa ha avuto un santo sacerdote. ha potuto contare su un segno sicuro sulla sua strada; e questo avviene ancora oggi, per fortuna. Dove c’è un santo sacerdote vedi delle comunità ricche di giovani che fondano il loro cammino in una certezza. Gesù ha detto «siete i miei testimoni»: il sacerdote è dono suo, è grazia; non possiamo dimenticarcene o farne a meno. Eppure, oggi, molti sacerdoti sono paventati dalle sfide della cultura contemporanea: si sentono rifiutati e non accettano l’indifferenza. Finiscono per stancarsi, per spegnersi. Trascinano la loro tenda nel deserto e ci si infilano dentro; e la loro voce per le la facoltà dell’annuncio della Parola, e si svilisce in un grido senza eco E soffrono, e tornano indietro, ma di nuovo non sono accettati. La Chiesa deve accompagnare i sacerdoti, e qui per Chiesa intendo anche i singoli parrocchiani. Il sacerdote è un uomo che, come tale, ha bisogno degli altri; è un uomo che per dare tutto ha bisogno di incontrare la Chiesa di sentirsene parte di essere bene accetto; ha bisogno di essere amato, incoraggiato, aiutato con amore, con amicizia, con sostegni spirituali, con preghiere che supportino i suoi progetti. Il sacerdote non può realizzare le idee che riceve attraverso lo Spirito Santo se poi la Chiesa, i parrocchiani gli voltano le spalle, le menti e il cuore. Viviamo — è vero — in un’epoca che mette a dura prova l’identità del sacerdote, ma chi ha a cuore la Chiesa si prenda cura dei sacerdoti. E Maria che ce lo chiede.
Ma Maria stessa a volte è messa in disparte nella Chiesa, magari in nome dell’unità dei cristiani, dell’ecumenismo...
Non esistono errori altrettanto grandi come quelli commessi dagli uomini contro la Madonna e il suo figlio Gesù. Gesù e stato addirittura crocifisso e non a caso è stato definito pietra di scandalo. Ma anche la Madonna ha dovuto sopportare l’ingiustizia. Perfino Giuseppe all’inizio non ha riconosciuto il piano di Dio attraverso di Lei.
Quanti errori: gli anglicani hanno cancellato la Madonna completamente, relegandola alla funzione di un taxi che ha traghettato Gesù sulla terra. Così i Luterani e tutte le ramificazioni delle chiese protestanti che hanno rifiutato la Madonna. Quanti errori e quanti peccati contro di Lei anche oggi, e nella stessa Chiesa, ogni qualvolta la Madre di Gesù viene messa da parte in nome di un falso ecumenismo. Ogni qualvolta si sente dire, in nome di una futuribile e presunta unità dei cristiani: «Lasciamo un pò nell’ ombra la Madonna e saremo più vicini ai nostri fratelli anglicani, e ci riavvicineremo ai fratelli protestanti». Quanti errori.
Ma è Gesù stesso che ci ha indicato Maria. Sulla Croce ha detto «ecco vostra Madre»: appoggiateVi a Lei. Non può che essere Lei, che grazie al suo «sì» è stata nell’Incarnazione ponte tra Dio e gli uomini, a porsi ora nella Chiesa come ponte di conversione tra gli uomini e Dio. Non è forse per questo che appare a Medjugorje? Lasciamo che ci conduca a suo Figlio...
Quanti peccati... Non possiamo farcela senza la Madonna, senza la Madonna non c’è la Chiesa, così come senza l’Eucaristia non c’è la salvezza, non c’è l’alimento di salvezza. Guardate Elisabetta come ha esultato perché ha riconosciuto che era la Madre di Dio quella donna che veniva a farle visita. La Madre di Dio è venuta a visitarci anche a Medjugorje per insegnarci a purificare la nostra vita dall’egoismo, dall’orgoglio, per riscattarci dalla sterilità. Lei ci vuole capaci di portare frutto e ci dà la grazia per innamorarci del suo «programma», dei suoi messaggi.
In quest’ottica, che non è quella delle polemiche, va inquadrata la dichiarazione pontificia Dominus lesus che è molto importante perché pone rimedio a un errore ormai molto diffuso, quasi legalizzato, che crea va grande confusione. I cattolici non devono rinunciare alla pienezza della Rivelazione, e con essa alla loro identità, perché è in essa che risiede la verità. Come potremmo, per esempio, immolare la Madonna sull’altare di un vuoto ecumenismo, se è Lei stessa il nostro tifoso più fedele, l’instancabile sostegno nel nostro cammino verso il Cielo?
Ascoltiamo la Madonna che ci dice «convertitevi, tornate al Padre»: è questa la meta a cui gli uomini devono tendere per un autentico ecumenismo; è solo attraverso una nuova conversione che i fratelli cristiani potranno ritrovare l’unità.
Perché la Chiesa è così provata in questo tempo senza Dio, in cui molto potrebbe fare?
Ma perché è in crisi la famiglia, che è la cellula originaria della società umana a cui il sacerdote si rivolge. Se vacilla la famiglia il sacerdote cade nel buio. Più di ogni cosa la Chiesa ha bisogno di santi sacerdoti e di santi genitori. Dal cuore del prete inizia il rinnovamento del mondo, un nuovo mondo; e dal cuore dei genitori inizia il rinnovamento della famiglia umana, una nuova famiglia.
Una nuova famiglia. La vita di questi veggenti, così straordinaria nel quotidiano, non è illuminante sul senso della chiamata universale alla santità sottolineata dal Concilio?
Ma certo. Dio ci vuole tutti santi e la via da percorrere sta nell’assecondare la sua volontà secondo il proprio stato e i propri talenti. Ma occorre la nostra disponibilità. Se il Signore sarà presente nella nostra vita saremo sempre a posto; ma permettiamogli di entrare come l’aria nei polmoni. Dipende da noi, perché Dio ci rispetta. La Madonna però dice «ho bisogno di voi» e sollecita con materna cura una nostra risposta.
Vogliamo essere degli strumenti nelle mani di Dio? Senza dite Dio non può realizzare ciò che vuole, non perché non è onnipotente, ma per ché ti rispetta; senza dite Dio non può salvarti. La Madonna è diventata grande quando ha accettato il disegno che il Padre aveva per lei, i santi sono diventati tali dopo aver detto sì.
Vicka è nota a tutti per aver attraversato malattie molto gravi. La prima volta la stavano portando in ospedale dopo che era caduta in coma e ai medici sembrava in fin di vita L’autista può raccontare che a un certo punto si è svegliata all’improvviso e ha chiesto di scendere. Di lì a poco le e apparsa la Vergine ma Vicka dopo la visione, per nulla contenta di essere guarita, e ritornata all’auto in lacrime. Più tardi — dimessa subito dall’ospedale — ci spiego che la Madonna in quell’occasione le aveva chiesto se avesse preferito la salute o la Croce avvertendola che se avesse scelto la salute le apparizioni si sarebbero concluse. Vicka, memore delle sue sofferenze e di quelle dei suoi cari, lì per li chiese la salute. La Madonna allora la benedisse e le disse che le sarebbe apparsa dopo quaranta giorni. Ma già durante quel saluto Vicka si pentì della sua scelta e pianse lacrime inconsolabili per tutto quel tempo, perché il desiderio di Maria era più forte di qualsiasi prova o sacrificio che le sarebbe stato chiesto. E cosi, dopo quaranta giorni, rimise la sua scelta nelle mani della Madonna.
Da allora sappiamo come è andata: Vicka ha sofferto per malattie molto dolorose, per diversi tumori considerati letali, e più volte è stata sul punto di morire, ma al tempo stesso il suo sorriso si è dilatato, e ci sono migliaia di pellegrini e forse molti di più che si sono convertiti grazie proprio a quel sorriso di chi vive la vita dì Dio. È il sorriso di chi sceglie Dio, nonostante la strada della Croce aperta da suo Figlio.
Con questo voglio dire che non può iniziare la tua vita nuova se tu non la scegli; la fede non è opinione né ideologia, né discussione: la fede è Fiat, è risposta ogni giorno, è pratica, ed è sacrificio, sempre; è rinuncia, è il seme che deve morire, è l’uomo che deve morire a sé stesso e nel corpo, per poi risorgere in Dio.
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo/01-mariaequi.php
Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana
Non possiamo negare che satana è il tentatore e
il pervertitore dell'umanità.
Egli lotta con tutte le sue forze e le sue maledette intuizioni angeliche per sottrarci a Gesù e gettarci nella disperazione e poi con sé nell'inferno. Non rimane fermo neanche un istante, pensa, progetta ed agisce per colpirci nel punto più debole e distruggere così la nostra resistenza. Soprattutto, cerca di indebolirci distraendoci dalla preghiera, ispirandoci tante cose, anche buone, pur di non farci più pregare.
Egli lotta con tutte le sue forze e le sue maledette intuizioni angeliche per sottrarci a Gesù e gettarci nella disperazione e poi con sé nell'inferno. Non rimane fermo neanche un istante, pensa, progetta ed agisce per colpirci nel punto più debole e distruggere così la nostra resistenza. Soprattutto, cerca di indebolirci distraendoci dalla preghiera, ispirandoci tante cose, anche buone, pur di non farci più pregare.
A tal proposito leggiamo questo messaggio:
"Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma
continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo,
ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza
ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la
vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza
nella preghiera, pregate con maggior ardore, lottate e meditate su
quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni
un qualunque pensiero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli
che uniscono Me e Gesù a voi.
"SCACCIATE GLI ALTRI PENSIERI CON I QUALI SATANA VUOLE INGANNARVI E PORTARVI LONTANO DA ME" (27 febbraio 1985).
"SCACCIATE GLI ALTRI PENSIERI CON I QUALI SATANA VUOLE INGANNARVI E PORTARVI LONTANO DA ME" (27 febbraio 1985).
È un messaggio
chiaro sull'azione di satana verso i deboli, coloro che pregano poco
o male e sono incapaci di governare i pensieri che arrivano alla
mente, di discernere ed intuire la provenienza di una idea, tanto da
lasciarsi condizionare da qualsiasi pensiero che arriva alla mente.
Molti dei
pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana e ci
distraggono, rendono la preghiera vuota, senza amore e fiducia.
Sappiamo che satana non riposa mai.
I nostri
pensieri arrivano anche da satana, è lui il principale deviatore
della nostra Fede, è lui che ci vuole sempre allontanare dalla
verità del Vangelo. Ma c'è anche il nostro spirito umano a darci
sensazioni contrarie alla verità, se viviamo con poca fedeltà la
nostra Fede.
L'attacco di
satana contro l'umanità e contro la Chiesa Cattolica è diventato
spietato già nei decenni passati, sono successi tanti e strani fatti
nel mondo da suscitare apprensione in molte persone. Per questo
sorge l'apparizione della Madonna a Medjugorje, considerata vera e
straordinaria anche da molti Cardinali e Vescovi.
Chi ha lo
Spirito di Dio, legge con facilità i segni di questi tempi, si rende
conto che il mondo adesso è in mano a satana; invece, chi non ha lo
Spirito di Dio, non comprende quanto di terrificante sta preparando
satana contro l'umanità. Sembra che tutto vada bene, anzi, mai
andato meglio perché questa vita così è un vero godimento, si può
soddisfare ogni piacere, ogni istinto che arriva alla mente.
In quelle
persone in cui satana è padrone, nasce la fortissima rabbia
mischiata all'odio contro Medjugorje e contro la Madonna, arrivano a
pronunciare offese pesanti contro la Madre di Dio, solo perché viene
a richiamarci alla fedeltà del Vangelo e a dirci che Gesù ci chiama
alla conversione e ai suoi Comandamenti. Molte persone che
condannano le apparizioni della Madonna sono cattoliche.
Satana e tutti
i diavoli sono scatenati contro l'umanità e cercano di distruggere
tutto ciò che sarà possibile. La loro furia omicida trasmette odio
in tutti coloro che non sono protetti dalla Madonna, e questo vale
anche per i consacrati. E dove c'è l'odio, la Madonna è venuta a
parlarci dell'Amore di Gesù e ad invitarci al perdono. "Amate,
amate! Gesù converte facilmente la gente se voi amate. Amate anche
voi: così si cambia il mondo!" (23 febbraio 1985).
Nelle persone
prive della Grazia di Dio, c'è maggiore inclinazione alla malizia e
alla trasgressività, alla cattiveria, ad utilizzare ogni forma di
slealtà per ottenere quanto vogliono.
Questa regola
non riguarda tutti i non credenti o i credenti indifferenti. Ma in
molti casi è così. Per un verso o per l'altro. Anche per una sola
situazione e non magari per tutte quelle in cui sono coinvolte. Ma
basta incappare in una situazione negativa con chi non ama e vive di
cattiverie, per subire danni morali, spirituali e alla dignità.
Ci troviamo
coinvolti in una incredibile guerra spirituale tra le forze del Bene
e le forze del male. Vincerà alla fine sempre il Bene, ma nel
frattempo il disturbo procurato dalle forze sataniche, avrà fatto
soffrire e farà soffrire enormemente i buoni, comunque, milioni e
milioni di esseri umani.
Le
persecuzioni contro la Chiesa Cattolica e i seguaci di Cristo, le
malattie strane e incurabili, le guerre causate da satana saranno
state nel frattempo innumerevoli.
Per
comprendere bene questo scatenamento di satana, il pericolo del
tradimento di molti Consacrati nella Chiesa Cattolica, lo
svuotamento della morale, bisogna leggere il libro dell'Apocalisse.
Lì viene spiegato tutto. Anche l'ardimentoso piano di satana contro
Dio. Si tratta di una vera guerra a livello di spiriti, come mai era
avvenuta prima, tanto che viene descritta nel libro dell'Apocalisse.
Per portare
avanti questo malefico piano, satana si è creato una immensa squadra
di mascalzoni e disgraziati, operanti in tanti settori della vita
pubblica, moltissimi dei quali occupanti poltrone autorevoli.
Per questo
piano criminale di satana, contro la Chiesa Cattolica si è scatenato
l'inferno, si sono riunite tante forze malefiche della terra,
associandosi per un progetto comune: distruggere la Chiesa
Cattolica.
Ecco la
nascita del comunismo nel secolo scorso, la diffusione nel mondo
degli errori e falsità dell'ideologia più falsa e diabolica della
storia dell'uomo.
La
scristianizzazione del mondo è il progetto di satana, portato avanti
dai poteri occulti. La Chiesa Cattolica oggi si ritrova a lottare
contro alcuni miliardi di persone, tutte sottomesse al servizio di
satana.
Chi ispira,
prepara ed invia i falsi profeti nel mondo è sempre satana.
Conoscendo il
rifiuto irreversibile degli Angeli diventati demoni per la loro
ribellione dovuta alla superbia e alla disobbedienza, si capisce
meglio l'odio mortale e la massima irrequietezza dei demoni contro
ognuno di noi. Non potendo colpire Dio, per vendetta colpiscono
tutti noi, anche perché noi ci incamminiamo verso il Paradiso,
mentre per i demoni il Paradiso sarà eternamente inaccessibile.
Satana oggi
domina il mondo con il suo spirito di superbia e di ribellione,
domina su tutti coloro che non pregano e vivono nei peccati e nei
continui divertimenti immorali.
Domina in
moltissimi cuori pieni di odio, vendetta, cattiveria, bestemmia
contro Dio e ogni forma di bene. Così, satana sta portando un
immenso numero di persone sulla strada della dannazione, del
peccato, del piacere senza limiti, della disobbedienza alla Legge di
Dio, del rifiuto del sacro.
Satana ha
convinto milioni di cattolici che il peccato non è più un male, e
così da essi viene giustificato e commesso senza scrupolo di
coscienza. Senza confessarlo più.
Molti che fino
a pochi anni fa predicavano la gravità del peccato, oggi lo
giustificano, portando milioni di fedeli a vivere nei peccati gravi
e a non confessarli. Si è incredibilmente avverata una
trasformazione intellettuale, dovuta alla mancanza di vera preghiera
e di rilassamento morale.
Se prima il
peccato lo consideravano un'offesa a Dio, oggi non è più un'offesa,
ma libertà, conquista. Questo modo di ragionare è lo stesso di come
ragiona satana. Lui odia la verità. Per questo la Madonna ha detto
che "satana si prende gioco di voi e delle vostre anime" (25 marzo
1992).
La Madonna
nella Luce di Dio conosce ogni cosa, tutto il futuro a Lei è
presente, conosce i buoni e coloro che vogliono distruggere
l'umanità, perché si sono messi a servizio del primo impostore
mondiale: satana.
Questo lo ha
detto la Madonna il 25 marzo 1993: "Cari figli, oggi come mai prima
d'ora vi invito a pregare per la pace: la pace nei vostri cuori, la
pace nelle vostre famiglie e la pace nel mondo intero; perché satana
vuole la guerra, vuole la mancanza della pace e desidera distruggere
tutto ciò che è buono. Perciò cari figli pregate, pregate, pregate.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata! ".
E se qualcuno
si lamenta perché non avverte aiuto dalla Madonna, mediti bene
queste sue parole: "Io non posso aiutarvi perché siete lontani dal
mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i
miracoli dell'Amore di Dio nella vostra vita quotidiana" (25 marzo
1992).
E dinanzi ad
una mentalità corrotta che mette in discussione l'apparizione di
Medjugorje, chi ne guadagna è satana, il nemico dell'uomo, l'odio
personificato, l'avversario del Bene. Se la Madonna non avesse
ricordato all'umanità che satana esiste (eccome se esiste!), che
vuole distruggere la Chiesa, il mondo e tutti noi, chi si
ricorderebbe più di satana? In un messaggio del 26 luglio 1983 la
Madonna disse: "Vigilate! Questo è un periodo pericoloso per voi.
Satana cercherà di distogliervi da questa strada. Coloro che si
danno a Dio subiscono sempre gli attacchi di satana".
E quante volte
ha parlato di satana, delle sue trame perfide, della sua astuzia
malefica, della sua instancabile azione contro ogni essere umano,
soprattutto contro coloro vicini a Gesù e a Maria Vergine, quindi,
coloro che con molta probabilità si salveranno e andranno in
Paradiso.
Chiedetevi
come mai satana non disturba ed è contento di tutti coloro che
vivono nei più gravi peccati. Come mai i cattivi di questa terra
sono più fortunati, hanno meno malattie, hanno successo e sono
sempre nella gioia. Ma è solo una fortuna apparente. Non è la vera
gioia che dà Gesù.
Perché molti
cattivi vivono bene? È Gesù che li aiuta? Chiaramente non è così.
Per la vita immorale o disonesta che conducono, queste persone si
incamminano verso l'inferno, sono già possesso di satana,
difficilmente si convertiranno. Perché satana deve disturbare i suoi
seguaci e adoratori? Se poi magari questi cominciano a pregare e si
convertono? Li lascia tranquilli, adesso, poi nell'inferno darà quei
tormenti che non ha dato qui e tutti i tormenti che si meritano per
essere caduti nell'inferno.
E sapete cosa
succede a due persone che sulla terra si amavano fino alla follia e
finiscono entrambi nell'inferno? Lì si odiano a morte, perché
nell'inferno non c'è amore, solo odio e tormenti.
Inferno, Purgatorio, Paradiso
Gesù ha
permesso alla Santissima Madre di venire in questi ultimi decenni in
mezzo a noi con una presenza prolungata e straordinaria perché
l'umanità si sta dirigendo verso il baratro dell'inferno. La Madonna
è Madre della Chiesa, Madre dell'umanità, non può abbandonarci, non
può rimanere impassibile in Cielo assistendo alla dannazione eterna
di milioni di suoi figli.
Deve
intervenire, è un dovere suo, è l'Amore di Dio che La colma e La
spinge ad intervenire, è questo il suo ruolo di Mediatrice di
Grazie, di Corredentrice dell'umanità.
La Madonna ci
ama, suo unico motivo è di salvarci, riportarci a Gesù. Lei ci ama
indipendentemente dai nostri meriti, non ci condanna, perché fino
all'ultimo istante cerca di portarci a suo Figlio. La Vergine Maria
è la Misericordia di Dio, ma non può fare nulla quando l'uomo
rifiuta Dio e sceglie l'inferno, a causa dei peccati.
Santa Faustina
Kowalska nei suoi scritti parla di una esperienza straordinaria. La
trascrivo: "Oggi sotto la guida di un Angelo, sono stata negli
abissi dell'inferno, È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua
estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho
viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita
di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la
consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è
il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena
terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio;
la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore,
e benchè sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro
e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la
compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda
disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le
bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma
questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per
le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello
che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e
indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di
tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.
Sarei morta
alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta
l'Onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale
pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine
di Dio, affinchè nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno
non c'è. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma
per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è
una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè,
che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non
credevano che ci fosse l'inferno".
Che ne pensi?
Non è da
invidiare quella persona che è lontana da Gesù e vive nell'agiatezza
e nel benessere esagerato o, comunque, conduce una vita lussuosa,
apparentemente piena di salute e raggiante di falsa felicità, mentre
rifiuta Dio. Si sta preparando la sua condanna.
Quindi, non
sono da invidiare gli sportivi famosi e ricchi ma senza Dio, la
gente dello spettacolo famosa e ricca ma senza Dio, tutti quelli che
hanno fame di denaro e sete di protagonismo e sono senza Dio.
Neanche quelle persone che vogliono ottenere denaro in modo illecito
e vivono con l'unico pensiero di ammassare ricchezze.
"La maggior
parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure
molto grande va all'inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va
direttamente in Paradiso.
Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte". Questo lo ha detto la Madonna il 2 novembre 1983.
Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte". Questo lo ha detto la Madonna il 2 novembre 1983.
Alla luce
della Fede dobbiamo commiserare tutta questa gente che per alcuni
anni di popolarità, ricchezza, vita sfrenata e immorale, cadrà come
mele marce dentro l'inferno e non ne uscirà mai più. Per l'eternità.
Barattano l'oro con il piombo, in questa vita hanno tutte le
possibilità per incontrare Gesù, il vero Bene, ma preferiscono
alcuni anni di immoralità e di depravazione infernale per finire
dopo questa vita nel luogo più orribile. Si consideri, però, che
vivono già qui il loro inferno, altro che essere famosi e ricchi.
La ricchezza
economica non ha mai dato pace e felicità, né equilibrio o saggezza.
Cercare con tutte le forze il denaro o il successo superbo,
significa non avere l'amicizia con Gesù, non appartenere a Lui, non
vivere da cristiani. Significa cadere nell'idolatria del vitello
d'oro, innalzare a divinità il denaro, il sesso, il successo. E
quanti sono i giovani oggi privi di valori morali che cercano
disperatamente il successo e il denaro, e vivono nella trasgressione
totale?
Sono ubriachi
di nulla, pieni di vuoto. Ragazzi e ragazze che stanno consumando la
vita dietro mode inconsistenti, dietro ideali falsi e maledetti,
dietro la superbia che li governa e li conduce nel baratro. Giovani
che potrebbero diventare come Angeli dinanzi Gesù Eucaristia, si
trasformano in demoni nelle discoteche dove c'è prostituzione e
droghe; si annullano in certi concerti a gridare adorazione totale
verso un artista, solo perché canta o stornella qualcosa; dicono che
il loro sogno è diventare veline o star del cinema o dello
spettacolo, comunque, vogliono diventare famosi a qualunque costo;
si legge sui quotidiani che pur di apparire in qualche spettacolo,
le ragazze sono pronte a mostrarsi nude o a fare cose ancora più
immorali. Per un momento di illusoria esultanza televisiva.
E poi? Si cade
sempre più giù moralmente, i peccati si sommano a peccati e la
persona diventa facile preda di satana, perché vive in una
condizione spirituale simile a satana.
Meditiamo bene
queste parole della Madonna del 25 luglio 1982: "Oggi molti vanno
all'inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell'inferno
perché hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che
vanno all'inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte
migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a
rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancor più di quanto non facessero
prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell'inferno e non
vogliono essere liberate da quel luogo".
Più una
persona commette peccati e più deturpa l'immagine di Dio impressa
in essa, perché i peccati abbruttiscono l'anima, la rendono
orribile, avversaria di Dio, le fanno perdere la bellezza e l'unione
con Dio. L'intelletto diventa sempre più accecato, incapace di
desiderare il bene, non ha la capacità di pensare cose buone. È
radicato nel male, orientato solo verso il male, a compiere opere
malvagie.
Il danno
spirituale che scaturisce da una condotta equivoca, è gravissimo.
Quando il cristiano vive disordinatamente e perde il senso del
peccato, gradualmente si allontana dalla Luce di Dio e si immerge
nelle tenebre, non riuscendo più a distinguere il vero dal falso. In
questo stato spirituale, perde la fedeltà a Gesù, inventa un suo
vangelo e cammina nella corruzione. Portando molti altri in questo
tenebroso burrone. Questa infedeltà tenebrosa colpisce e corrompe la
persona: la mentalità, le scelte, il linguaggio, l'equilibrio. Chi
vive intenzionalmente nell'infedeltà a Gesù, diventa anche bugiardo,
ipocrita, insensibile, avverso a Dio.
Chi commette
molti peccati è incapace di avere pensieri buoni, non c'è amore
verso Dio né verso il prossimo. I ripetuti peccati rendono la
persona sempre più avversaria di Dio, perché i peccati portano gli
stessi sentimenti di satana: odio, vendetta, disonestà, falsità,
malvagità, perversità, avversione a Dio e al sacro. Si compie tutto
contro Dio. Il contrario...
È inutile
pretendere una vita onesta da chi è radicato nel male, perché non
riesce a vedere e desiderare il Bene.
È pieno di
spirito satanico e non può percepire l'Amore di Dio, il rispetto del
prossimo, la pratica delle virtù cristiane. Anzi, rifiuta e rifugge
tutto questo. Nella sua mente c'è la mentalità di satana che governa
e conduce verso la più grande avversione a Dio.
Per
comprendere meglio il potere di satana sulla persona, è opportuno
leggere l'ampia trattazione che ho fatto nel mio libro Infine il mio
Cuore Immacolato trionferà.
Più peccati
significa che la persona diventa sempre più incapace di resistere
alle tentazioni e ai desideri immorali. Più peccati comporta la
perdita del controllo della propria volontà, sempre più indirizzata
a scegliere solo ciò che diletta i sensi: quindi, soddisfare ogni
forma di perversione. Più peccati rendono la persona
intellettualmente incapace di percepire l'idea di Dio Amore, che è
anche esigente, così aumenta il distacco da Lui proporzionatamente
ai peccati che si commettono. Come la pratica delle virtù avvicina
fortemente a Dio fino alla trasfigurazione in Dio, così commettere
peccati allontana fortemente da Dio fino alla trasfigurazione in
satana.
L' anima diventa immagine di satana.
L' anima diventa immagine di satana.
Si vedono e si
conoscono nel mondo persone, che sembrano demoni incarnati.
Sappiamo che
tante persone agiscono e pensano come se fossero loro stesse dei
demoni, in realtà sono ricolmi dello stesso spirito di satana. Ma la
Madonna è venuta a Medjugorje anche per chi vive in piena
opposizione a Dio: "... anche chi ha fatto molto male durante la
vita terrena può andare in Cielo, se alla fine della vita si pente
sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica" (24 luglio
1982).
Qui, però vale
la pena ricordare la parabola del ricco epulone e del povero
Lazzaro: il primo, aveva goduto in vita di tante ricchezze e aveva
sperperato in feste le ricchezze e la sua dignità; il secondo, nella
vita aveva conosciuto solo totale povertà e disprezzo dalla gente,
rimaneva dietro la porta del ricco con la speranza che potesse
ricevere almeno le briciole che cadevano dall'abbondante mensa del
ricco.
Per la legge
della retribuzione, il Signore Gesù al termine della vita di ognuno
di noi, darà il premio a chi merita, a chi non merita chiude la
porta del Paradiso e l'anima si allontana dalla sua presenza, perché
non può sostenere lo sguardo di Lui, a causa del suo stato di
peccato oramai immutabile. E si getta nell'inferno.
Come si vive,
così si muore. E se si muore non in Grazia di Dio, non ci sarà altra
destinazione se non l'orrore e le tremende punizioni dell'inferno.
Non dimentichiamo le parole della Madonna: "Un numero molto grande
di uomini va all'inferno" (2 novembre 1983).
In questa vita
decidiamo quale sarà la nostra destinazione futura: o nella felicità
del Paradiso o nelle tenebre dell'inferno. Per l'eternità, significa
per miliardi e miliardi di anni, senza ime, appunto eternamente.
Quando il
ricco epulone chiede un sorso di acqua, gli viene negata, perché in
vita aveva goduto di molti beni, rifiutando al povero Lazzaro anche
le briciole della sua tavola. Proprio al ricco epulone condannato
all'inferno viene detto: "Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi
beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui
è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti" (Lc 16,25).
Queste parole
di Gesù cadono nel vuoto se dette agli uomini di oggi, in quanto la
maggior parte vive talmente immersa nei peccati, da non avere più la
capacità di rendersi conto della propria gravissima condizione
spirituale, simile a quella dei demoni.
L'uomo di oggi
senza Dio è dominato da una grande superbia, dall'idea di essere lui
stesso dio, come una divinità superiore alle altre.
Chi pensa oggi
al Giudizio che ognuno di noi riceverà dal Signore Gesù? La Madonna
è venuta a Medjugorje per ricordarcelo, ma non ci ha parlato solo di
inferno o di punizioni, al contrario, la presenza della Madonna è un
segno di speranza, è una presenza misericordiosa, ci ricorda che Dio
è Amore, Gesù vuole salvare tutti e ci invita alla conversione.
Ecco perché la
Madonna è apparsa per lungo tempo a Medjugorje, Lei vuole salvare
addirittura tutto il mondo, tutti i giovani, ci richiama
all'adorazione di Gesù, ma chi è contro Dio, nega e combatte anche
Medjugorje.
Di Padre
Giulio Maria Scozzaro
La tentazione non viene da Dio ma dalle nostre debolezze interiori
La tentazione si manifesta come un'innocua attrattiva e finisce per
trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si
tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio.
All’omelia, Papa Francesco riafferma una verità e una sequenza descritte
da San Giacomo in un passo della sua Lettera, proposta dalla liturgia.
La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni.
La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice
l'Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”:
“La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio, ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. E’ curioso, la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto”.
Inoltre, prosegue Papa Francesco, la tentazione “cerca un altro per farsi compagnia, contagia” e “in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”. È l’esperienza degli Apostoli narrata nel Vangelo del giorno, che vede i Dodici incolparsi a vicenda sotto gli occhi del Maestro per non aver portato del pane a bordo della barca. Gesù, ricorda il Papa, forse sorridendo a quel bisticcio, li invita a guardarsi “dal lievito dei farisei, di Erode”. Ma gli Apostoli per un po’ insistono, senza ascoltarLo, “tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – commenta Papa Francesco – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”:
“E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo. Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato. Quando noi siamo in tentazione, soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci da più fiducia”.
Questa fiducia, afferma il Papa, è “una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta”, “si fida di noi così tentati, peccatori”, “apre sempre orizzonti”. Viceversa, ripete Papa Francesco, il diavolo con “la tentazione, chiude, chiude, chiude” e fa “crescere” un ambiente simile alla barca degli Apostoli. E non lasciarsi “imprigionare” da questo tipo di ambiente, conclude, è possibile soltanto “quando si ascolta la Parola di Gesù”:
“Chiediamo al Signore che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: ‘Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”.
Fonte: http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/santa-marta-18-febbraio-.aspx
“La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio, ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. E’ curioso, la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto”.
Inoltre, prosegue Papa Francesco, la tentazione “cerca un altro per farsi compagnia, contagia” e “in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”. È l’esperienza degli Apostoli narrata nel Vangelo del giorno, che vede i Dodici incolparsi a vicenda sotto gli occhi del Maestro per non aver portato del pane a bordo della barca. Gesù, ricorda il Papa, forse sorridendo a quel bisticcio, li invita a guardarsi “dal lievito dei farisei, di Erode”. Ma gli Apostoli per un po’ insistono, senza ascoltarLo, “tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – commenta Papa Francesco – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”:
“E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo. Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato. Quando noi siamo in tentazione, soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci da più fiducia”.
Questa fiducia, afferma il Papa, è “una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta”, “si fida di noi così tentati, peccatori”, “apre sempre orizzonti”. Viceversa, ripete Papa Francesco, il diavolo con “la tentazione, chiude, chiude, chiude” e fa “crescere” un ambiente simile alla barca degli Apostoli. E non lasciarsi “imprigionare” da questo tipo di ambiente, conclude, è possibile soltanto “quando si ascolta la Parola di Gesù”:
“Chiediamo al Signore che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: ‘Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”.
Fonte: http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/santa-marta-18-febbraio-.aspx
lunedì 27 luglio 2015
Quando un dolore bussa alla porta- P. Slavko
Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?
Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.
Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.
È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...
Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)
Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.
P. Slavko Barbaric
Fonte: http://medjugorje.altervista.org
domenica 26 luglio 2015
Se offriamo al Signore quel poco che abbiamo ,Dio lo moltiplicherà
Papa Francesco: Gesù sazia, non solo la fame materiale, ma anche quella più profonda
26 luglio 2015 at 12:23
L’Angelus
di Papa Francesco: “La folla è colpita dal prodigio della
moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita
per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella
più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio”
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Ma Gesù non è solo guaritore, è anche
maestro: infatti sale sul monte e si siede, nel tipico atteggiamento del
maestro quando insegna: sale su quella “cattedra” naturale creata dal
suo Padre celeste. A questo punto Gesù, che sa bene quello che sta per
fare, mette alla prova i suoi discepoli.
Che fare per sfamare tutta quella gente?
Filippo, uno dei Dodici, fa un rapido calcolo: organizzando una
colletta, si potranno raccogliere al massimo duecento denari per
comperare del pane, che tuttavia non basterebbe per sfamare cinquemila
persone.
I discepoli ragionano in termini di
“mercato”, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce quell’altra
logiva del dare. Le due logiche: comprare e dare. Ed ecco che Andrea, un
altro degli Apostoli, fratello di Simon Pietro, presenta un ragazzo che
mette a disposizione tutto ciò che ha: cinque pani e due pesci; ma
certo – dice Andrea – sono niente per quella folla (cfr v. 9). Ma Gesù
aspettava proprio questo. Ordina ai discepoli di far sedere la gente,
poi prese quei pani e quei pesci, rese grazie al Padre e li distribuì
(cfr v. 11).
Questi gesti anticipano quelli
dell’Ultima Cena, che danno al pane di Gesù il suo significato più
profondo e più vero. Il pane di Dio è Gesù stesso. Facendo la Comunione
con Lui, riceviamo la sua vita in noi e diventiamo figli del Padre
celeste e fratelli tra di noi. (…) Partecipare all’Eucaristia significa
entrare nella logica di Gesù, la logica della gratuità, della
condivisione. E per quanto siamo poveri, tutti possiamo donare qualcosa.
“Fare la Comunione” significa anche attingere da Cristo la grazia che
ci rende capaci di condividere con gli altri ciò che siamo e ciò che
abbiamo.
La folla è colpita dal prodigio della
moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita
per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella
più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio. Di fronte
alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e alle difficoltà di
tanta gente, che cosa possiamo fare noi? Lamentarsi non risolve niente,
ma possiamo offrire quel poco che abbiamo. (…) Abbiamo certamente
qualche ora di tempo, qualche talento, qualche competenza… Chi di noi
non ha i suoi “cinque pani e due pesci”? Tutti ne abbiamo. Se siamo
disposti a metterli nelle mani del Signore, basteranno perché nel mondo
ci sia un po’ più di amore, di pace, di giustizia e soprattuto di gioia.
Quanto è necessaria la gioia nel mondo. Dio è capace di moltiplicare i
nostri piccoli gesti di solidarietà e renderci partecipi del suo dono.
La nostra preghiera sostenga il comune
impegno perché non manchi mai a nessuno il Pane del cielo che dona la
vita eterna e il necessario per una vita dignitosa, e si affermi la
logica della condivisione e dell’amore. La Vergine Maria ci accompagni
con la sua materna intercessione.
A cura di Redazione Papaboys fonte: Il Sismografo
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