Digiuno è abbracciare la croce
lo sento che non esiste una croce senza valore. (26 maggio 1988)
La Madonna vi ha chiamato, ti ha chiamato a Medjugorje e desidera che tu
pensi nel tuo intimo: io non sono qui per caso, la mia presenza qui ha
un grande scopo.
Allora è importante che vi chiediate: cosa vuole la Madonna da me? Dovete sapere che lei vi chiama, lei vi parla.
Ecco, io vi dico che la Madonna a Medjugorje parla, lei è presente e
abita a Medjugorje e qui, ora, tu puoi credere da prete, da uomo, da
donna, da giovane.
Credere significa seguire e vivere la chiamata senza paure, come hanno
fatto i 72 frati che il 7 febbraio 1945 presso un santuario qui vicino
in un'ora sono stati uccisi e hanno testimoniato la loro scelta e la
loro fede.
La Madonna a Medjugorje ha avvicinato il mondo: coloro che vengono qui
si sentono una sola famiglia. Ognuno dice: la mia mamma è qui, dinanzi a
me sono i frutti della sua presenza.
Lei, in questo posto povero e umile, è riuscita a riunire il mondo intero e tutti ci sentiamo bene, ci sentiamo a casa.
Bene, non è possibile scrivere in un solo libro e neanche in tanti tanti
libri ciò che la Madonna ha fatto e ha detto a Meljugorje in sette
anni, così come diceva san Giovanni di Gesù.
Lei parla ad ognuno che giunge qui, e ognuno può diventare messaggio,
veggente, testimone. Chi ama veramente può tornare a casa veggente.
Ma cosa vuole la Madonna da te? Lei vuole distruggere la tua maschera,
liberarti dalla tua vita superficiale per darti un cuore nuovo che ama,
che è cristiano.
Per questo ci invita a fare il digiuno.
Digiunare non ci porta via qualcosa, ma libera la tua persona, libera il tuo amore, libera in te la pace, ti libera dalla paura.
Ricordo ancora la sorpresa dei primi giorni quando la Madonna diceva:
«Digiunate perché satana è in voi e nelle vostre famiglie» ". Lo scopo
della Madonna è quello di distruggere il nostro egoismo.
Il Vangelo non è una cosa privata, ma un dono per te e per tutta la
chiesa. Un santo non vive per sé, non è santo per se stesso soltanto.
Anche una mela è un frutto e il suo fine è di essere mangiata,
consumata.
La chiesa c'è per la resurrezione e la Madonna desidera realizzare ciò;
per questo ha detto: «Digiuna e satana sarà allontanato da Medjugorje».
Molti dicono con varie scuse: «Non me la sento di fare il digiuno».
In realtà la pubblicità invita al consumismo anche le famiglie cristiane e così il digiuno passa in second'ordine.
Il primo mercoledì di luglio, dopo le apparizioni, tutta la gente di
Medjgorje convocata in chiesa ha detto di sì con la gioia alla richiesta
della Madonna di digiunare per quattro giorni a pane e acqua. Il
digiuno non distrugge ma edifica la gioia, edifica ciò che è divino in
noi.
Una famiglia veramente cristiana non si lascia condizionare dalla
pubblicità e dal consumismo: sa quale macchina serve, qual è il vestito
giusto, il pranzo giusto. La Madonna ha detto: «Leggi la Bibbia e tu sai
tutto».
Allora ecco che si fa digiuno con i pensieri, si fa il digiuno della
propria volontà e dei propri progetti, perché si è attenti a scoprire la
volontà e il progetto di Dio, giungendo a negare la mia volontà per
affermare la volontà di Dio.
Fare digiuno significa dire di no alla propria torre di Babele.
Dio e la Madonna non possono aiutarti a costruire la tua torre di
Babele, quella dei tuoi progetti. Ti aiutano se chiedi di fare la
volontà del Padre. Pietro che consiglia Gesù di non andare a morire non
ama Gesù. Digiuno significa rinnegare se stessi ogni giorno, vedere nel
volto degli altri il volto di Gesù, guardare il mondo col cuore, da veri
cristiani.
Si digiuna cambiando le lenti dei propri occhi; si digiuna con le parole
tenute a freno, non con la critica, perché noi cristiani siamo chiamati
ad edificare; si digiuna con il vestito; a tavola con il cibo; con il
comportamento; in tutti i campi di attività della vita. Digiuno non è
distruggere la mia vita, ma liberare la mia persona nella dimensione
della pace e dell'amore, liberarmi dall'odio e dalla paura.
Sbaglia chi ritiene che digiunare significhi solo non mangiare; il vero
digiuno è mettersi nella disposizione di servire gli altri.
La Madonna nei messaggi ci chiede di abbracciare e di portare la croce.
Ognuno di noi ha la sua croce. L'evoluzione della società ci porta ad
occultare e a dimenticare la croce, eppure non esiste vita cristiana
senza la croce; non c'è, non esiste la storia della salvezza senza la
croce. Essa è il centro, la radice della fede e della chiesa.
Quando Gesù ha abbracciato la sua croce, questa non è più stata
condanna, ma è diventata la salvezza, la pace, la luce, la forza che
attira a sé l'uomo. Gesù dice nel vangelo di Giovanni: «Ed io, quando
sarò innalzato da terra, trarrò a me tutti gli uomini». Così noi
dobbiamo innalzare la nostra sofferenza: la tua debolezza, la tua
sofferenza, il tuo dissidio familiare non vanno scartati, ma innalzati.
Anche la Madonna ci dice: abbraccia la croce.
Eppure sempre più spesso non sappiamo portare la croce. Ecco, noi tutti
siamo venuti a Medjugorje per riabbracciare la croce, perché venire a
Medjugorje significa mettere Gesù al primo posto nel nostro cuore,
seguire e amare Gesù.
Non possiamo seguire due padroni ma uno solo, dice il Vangelo. Allora
buttate tutto, le mentalità e le pratiche che non servono, che non sono
giuste. Lasciate tutti i vostri idoli qui e seguite la strada di Gesù.
Lasciate tutto e come la Madonna pronunciate il vostro "fiat".
Gesù non può agire in noi senza la chiesa che ci ha lasciato: lui ha sposato la chiesa e non desidera divorziare da lei.
Noi siamo importanti per lui e ci ha detto cosa dobbiamo fare; ce lo
ripete da sette anni attraverso la Madonna a Medjugorje: pregare con il
cuore, digiunare, leggere la Bibbia, confessarsi ogni mese, vivere la
Messa.
Agire così vuol dire abbracciare la chiesa, in modo da portare i frutti
della pace, della gioia, dell'amore, della santità e della vita
cristiana. Noi siamo grandi se siamo obbedienti a Gesù, davanti al quale
ora ci mettiamo in silenzio, per ascoltarlo con il cuore.
Padre Jozo Zovko
Medjugorje
Una testimonianza
Catechesi di padre Jozo Zovko dal 1983 al 1989
Edizioni Villadiseriane
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pjozo//56-digiuno-croce.php
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giovedì 23 luglio 2015
lunedì 20 luglio 2015
Principi d' incendio ieri a Medjugorje - AVVISO
Ieri pomeriggio è stato dichiarato un incendio sul
monte Krizevac e un altro piccolo sul Podbrdo, ma entrambi
fortunatamente sono stati controllati dai servizi forestali e vigili del
fuoco. La verità è che stiamo passando un mese di luglio molto caldo
con temperature di 42 °c.
E c'è anche un sacco di gente che fuma nei monti e questo è molto pericoloso, non va bene per essere luoghi di preghiera, silenzio e rispetto.
Preghiamo affinché questi tentativi di incendi non si ripetano. Quest'estate il rischio è molto alto!!! https://www.facebook.com/profile.php?id=100008217245121
Qualche hanno fa ecco cosa è scuccesso:
Come si ricorderà la statua era stata oggetto poco tempo fa di un atto vandalico, il cui autore - un drogato - pare sia stato arrestato.
Foto dell'incendio sviluppatosi a ridosso della cima del Podbrdo
Il fuoco a ridosso della statua della Gospa
Fonte:http://messaggimedjugorje.blogspot.it/2008/09/fiamme-sul-podbrdo.html
E c'è anche un sacco di gente che fuma nei monti e questo è molto pericoloso, non va bene per essere luoghi di preghiera, silenzio e rispetto.
Preghiamo affinché questi tentativi di incendi non si ripetano. Quest'estate il rischio è molto alto!!! https://www.facebook.com/profile.php?id=100008217245121
Qualche hanno fa ecco cosa è scuccesso:
martedì 16 settembre 2008
Fiamme sul Podbrdo
Qualche
giorno fa sul Podbrdo si è sviluppato un incendio che si è avvicinato
pericolosamente alla statua della Gospa posta sulla cima della collina;
l'incendio è stato quasi sicuramente causato dalla siccità dato che non
pioveva da 3 mesi nella zona di Medjugorje, ma sicuramente rappresenta
simbolicamente l'attacco a questo luogo da vari fronti in questo
momento.
Come si ricorderà la statua era stata oggetto poco tempo fa di un atto vandalico, il cui autore - un drogato - pare sia stato arrestato.
domenica 19 luglio 2015
Dal 31 luglio al 6 agosto FESTIVAL DEI GIOVANI a Medjugorje
Ventiseiesimo Incontro Internazionale di preghiera dei Giovani
data: 17.07.2015.
Il Festival dei Giovani di Medjugorje si svolgerà, anche quest’anno, dal 31 luglio al 6 agosto. Il tema dell’Incontro sarà “La pace sia con voi!”
(Gv 20,21). Il programma prevederà catechesi, testimonianze,
Celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera, Adorazioni e, come ogni
anno, ci saranno anche alcune sorprese.
PROGRAMMA DEL VENTISEIESIMO INCONTRO INTERNAZIONALE DI PREGHIERA DEI GIOVANI
Venerdì, 31. 7. 2015.
18.00 Rosario
19.00 SOLENNEAPERTURA DEL FESTIVAL
S. Messa
21.00 – 22.00 Adorazione al Santissimo
Sabato, 1. 8. 2015.
06.00 – 06.40 Rosario sul Podbrdo
intorno alla statua della Gospa
09.00 Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00 Angelus
Pausa
16.00 Testimonianze
18.00 Rosario
19.00 S. Messa
20.30 – 21.30 Meditazione con le candele e
preghiera davanti alla Croce
Domenica, 2. 8. 2015.
Nel corso della mattinata – Sante Messe secondo i gruppi linguistici
16.00 Testimonianze
18.00 Rosario
19.00 S. Messa
20.30 – 21.30 Processione
con la statua della Madonna,
seguita dall’Adorazione al Santissimo
Lunedì, 3. 8. 2015.
09.00 Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00 Angelus
Pausa
16.00 Testimonianze
18.00 Rosario
19.00 S. Messa
20.30 – 21.30 Adorazione al Santissimo,
seguita dalla benedizione da parte dei sacerdoti
Martedì, 4. 8. 2015.
09.00 Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00 Angelus
Pausa
16.00 Testimonianze (Comunità Cenacolo)
18.00 Rosario
19.00 S. Messa
21.15 Rappresentazione della Comunità Cenacolo: CREDO
Mercoledì, 5. 8. 2015.
09.00 Preghiera
Catechesi
Testimonianze
12.00 Angelus
Pausa
16.00 Testimonianze
18.00 Rosario
19.00 S. Messa
20.30 – 21.30 Adorazione al Santissimo
21.30 – 22.00 MANDATO
Congedo con canti
Giovedì, 6. 8. 2015.
Salita sul Križevac (privata)
05.00 S. Messa sul Križevac
AVVISI
-
Portare cuffie e radiolina con frequenza FM, Bibbia, ombrello.
-
I gruppi che partecipano al Festival non devono programmare altre attività durante i giorni dell’incontro.
-
Durante l’Incontro dei giovani (eccetto la Domenica) non saranno celebrate le Messe mattutine per i pellegrini. Tutti i pellegrini parteciperanno alla Messa serale con i giovani.
-
Per tutto il tempo del Festival sarà assicurata la traduzione simultanea in lingua croata, inglese, italiana, tedesca, francese, spagnola, portoghese, polacca, slovena SK e slovena SLO, magiara, rumena, russa,ceca, coreana, araba, cinese mandarina e cinese cantonese.
25 luglio, festa del Patrono della parrocchia di Medjugorje "S.Giacomo"
Celebrazione della Festa di San Giacomo, Patrono della Parrocchia di Medjugorje
Sabato 25 luglio ricorrerà la Festa di San Giacomo, Patrono della
parrocchia di Medjugorje. Essa è stata fondata nel 1892 e, fin dalla sua
costituzione, è dedicata a San Giacomo, protettore dei pellegrini. Il
giorno della Festa di San Giacomo, le Sante Messe in lingua croata
saranno celebrate, in chiesa parrocchiale, alle ore 7:00, 8:00 e 19:00,
mentre la Celebrazione principale sarà la Santa Messa solenne che verrà
celebrata alle ore 11:00 nel boschetto. La Processione con il simulacro
del Santo Patrono, che quest’anno verrà trasportato da alcuni membri del
Villaggio della Madre e della Comunità “Padre Misericordioso”, partirà
dalla chiesa alle ore 10:45. Il programma di preghiera serale sarà
quello consueto: la preghiera del Rosario sarà alle ore 18:00, seguita
dalla celebrazione della Santa Messa alle ore 19:00. Sabato 25 luglio si
terrà altresì la consueta Adorazione notturna: l’ora di Adorazione
comunitaria inizierà alle ore 22:00 e, al suo termine, il Santissimo
resterà esposto in chiesa fino alle ore 7:00 del mattino di Domenica 26
luglio. A partire dal 16 luglio, i parrocchiani si stanno preparando
alla celebrazione della Festa patronale con una novena di preghiere.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/celebrazione-della-festa-di-san-giacomo-patrono-della-parrocchia-di-medjugorje,7045.html
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/celebrazione-della-festa-di-san-giacomo-patrono-della-parrocchia-di-medjugorje,7045.html
venerdì 17 luglio 2015
Conclusione del 16° Seminario Internazionale per coppie di coniugi
Conclusione del Sedicesimo Seminario Internazionale per coppie di coniugi
data: 15.07.2015.
Testimonianza dei coniugi Majer
data: 15.07.2015.
Katica e Franjo Majer, della parrocchia dello Spirito Santo di Jaruna,
hanno partecipato quest'anno per la prima volta al Seminario per coppie
di coniugi di Medjugorje, la cui sedicesima edizione si è svolta dal 12
al 15 luglio scorso. La Signora Katica ha sottolineato di essere venuta a
Medjugorje per la prima volta nel 1983, ossia da ragazza: “Non ero
sicura di essere o meno credente, tuttavia all’epoca ero venuta con
un’amica. Dopo la confessione a Medjugorje, ho avuto il sentore che
qualcosa in me era cambiato, la mia fede aveva ripreso vita. Sentivo che
la Madre di Dio mi aveva afferrata con la sua grazia. Per me Medjugorje
significa molto, mi rafforza costantemente nella fede. Medjugorje è
sempre per me un rinnovamento spirituale, e ne sono molto grata alla
Madre di Dio”. Suo marito Franjo ha invece messo in evidenza che,
all'inizio, Medjugorje per lui non significava molto, ma che in seguito
si è convinto che Medjugorje l'ha aiutato a comprendere in pienezza la
dimensione spirituale della vita: “Tramite la dimensione spirituale di
Medjugorje, la fede mi è divenuta chiara. Non ho più avuto dubbi. Per
questo noi siamo così legati a Medjugorje. L’anno scorso abbiamo
partecipato per la prima volta al Festival dei Giovani: per la verità,
non rientriamo nella fascia d’età a cui quell’evento è rivolto, ma ci ha
fatto particolarmente piacere percepire lo spirito dei giovani. Questi
sono dei piccoli dettagli, ma che mi hanno aiutato ad essere ora certo
della mia fede e a non avere dubbi. Medjugorje è stata per me quella
messa in moto dal punto di vista spirituale che è riuscita a far sì che
cominciassi a fare i primi passi sul cammino della spiritualità”.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/
giovedì 9 luglio 2015
Antonio Socci: “Mia figlia Caterina si è svegliata, ecco come viviamo”
“Cosa
provano una madre o un padre di fronte a una figlia distesa su un
letto, immobile, nell’impotenza di svegliarla, non si può dire.
L’angoscia e la paura di quello che potrebbe essere non hanno limiti e
bisogna subito rifugiarsi nel presente e nell’implorazione alla nostra
buona Madre, che può tutto e che ci ama” (tratto da: “Caterina – Diario
di un padre nella tempesta”, Rizzoli 2010).
Antonio Socci ci ha confidato: «Io sento la Madonna come vera Madre, una
presenza che guida tutta la mia vita e la mia famiglia: mi fido di Lei.
Ho vissuto molti episodi incredibili, a cominciare da quando, a cinque
anni, fui investito da una automobile in corsa. Era la sera prima della
Festa dell’Immacolata e sopravvissi miracolosamente. Inoltre, la mia
secondogenita secondo i medici doveva essere abortita perché gravemente
malformata: con mia moglie pregammo molto la Madonna e quando nacque
sana la chiamammo Maria. Per Caterina, sono avvenuti molti segni. Ad
esempio, il suo arresto cardiaco avvenne il 12 settembre, festività del
nome di Maria. Inoltre, durante il Natale successivo, il fidanzato di
Caterina andò a Lourdes a pregare per lei; al ritorno le donò una
sciarpetta bagnata nell’acqua della fonte del Santuario. La mattina dopo
Caterina, mentre la mamma le leggeva un libro, si svegliò dal coma con
una fragorosa risata».
PRIMA:
Da 14 giorni è in stato di incoscienza Ma
una veggente di Medjugorje ha visto la Vergine pregare per
lei.
Ieri la ragazza ha respirato da sola, ma la via della
guarigione è ancora lunga
“Cosa
provano una madre o un padre di fronte a una figlia distesa su un
letto, immobile, nell’impotenza di svegliarla, non si può dire.
L’angoscia e la paura di quello che potrebbe essere non hanno limiti e
bisogna subito rifugiarsi nel presente e nell’implorazione alla nostra
buona Madre, che può tutto e che ci ama” (tratto da: “Caterina – Diario
di un padre nella tempesta”, Rizzoli 2010).
Antonio Socci ci ha confidato: «Io sento la Madonna come vera Madre, una presenza che guida tutta la mia vita e la mia famiglia: mi fido di Lei. Ho vissuto molti episodi incredibili, a cominciare da quando, a cinque anni, fui investito da una automobile in corsa. Era la sera prima della Festa dell’Immacolata e sopravvissi miracolosamente. Inoltre, la mia secondogenita secondo i medici doveva essere abortita perché gravemente malformata: con mia moglie pregammo molto la Madonna e quando nacque sana la chiamammo Maria. Per Caterina, sono avvenuti molti segni. Ad esempio, il suo arresto cardiaco avvenne il 12 settembre, festività del nome di Maria. Inoltre, durante il Natale successivo, il fidanzato di Caterina andò a Lourdes a pregare per lei; al ritorno le donò una sciarpetta bagnata nell’acqua della fonte del Santuario. La mattina dopo Caterina, mentre la mamma le leggeva un libro, si svegliò dal coma con una fragorosa risata».
Antonio Socci ci ha confidato: «Io sento la Madonna come vera Madre, una presenza che guida tutta la mia vita e la mia famiglia: mi fido di Lei. Ho vissuto molti episodi incredibili, a cominciare da quando, a cinque anni, fui investito da una automobile in corsa. Era la sera prima della Festa dell’Immacolata e sopravvissi miracolosamente. Inoltre, la mia secondogenita secondo i medici doveva essere abortita perché gravemente malformata: con mia moglie pregammo molto la Madonna e quando nacque sana la chiamammo Maria. Per Caterina, sono avvenuti molti segni. Ad esempio, il suo arresto cardiaco avvenne il 12 settembre, festività del nome di Maria. Inoltre, durante il Natale successivo, il fidanzato di Caterina andò a Lourdes a pregare per lei; al ritorno le donò una sciarpetta bagnata nell’acqua della fonte del Santuario. La mattina dopo Caterina, mentre la mamma le leggeva un libro, si svegliò dal coma con una fragorosa risata».
PRIMA:
Da 14 giorni è in stato di incoscienza Ma
una veggente di Medjugorje ha visto la Vergine pregare per lei.
Ieri la ragazza ha respirato da sola, ma la via della guarigione è ancora lunga
Antonio Socci
- Sab, 26/09/2009 - 09:54
Antonio Socci racconta nel suo blog (www.antoniosocci.com) il suo
dramma che però è anche una grande prova di fede. Una figlia bella. Come
può essere bella solo una figlia. Una figlia sana. Caterina, 24 anni,
con i capelli di seta nera e le labbra rosa, pareva l’incarnazione della
voglia di vivere.
Poi, improvvisamente, senza motivo, Caterina da
settimane è come se si fosse addormentata. «Aritmia fatale», spiegano i
medici. Ma è evidente come dietro l’ineluttabilità di quell’aggettivo -
«fatale» - ogni possibile spiegazione scientifica non possa che cedere
il passo a qualcosa di più alto. Caterina è la figlia di Antonio Socci,
un giornalista, uno scrittore, che ha sempre posto al centro della sua
esistenza umana e professionale il valore della Cristianesimo. In questi
giorni di dolore Antonio non è solo nel suo dolore: gli stanno vicini
parenti, amici, colleghi. Ma, soprattutto, tantissime persone che, pur
non conoscendoli, sentono Antonio e la sua Caterina come parte di una
stessa famiglia. Una famiglia che conosce quanto sia importante pregare
insieme per la salvezza di una ragazza. E i miracoli, quando sono
evocati con il cuore, diventano cose possibili.
Oggi, nel primo pomeriggio, Caterina avrebbe dovuto laurearsi in Architettura. Aveva passato tutta l’estate sulla tesi. Ma non è il momento dello struggimento. Siamo in battaglia e come soldati bisogna stare all’istante presente, senza nostalgie. Dobbiamo combattere con e per Caterina. Come lei sta facendo: ieri è stato evidente. Ha fatto altri «piccoli» passi che in realtà sono grandi scalate, come il fatto di respirare da sola.
Ieri era anche la festa di padre Pio: avevo chiesto al Padre un bel regalo per Caterina. Ne è arrivato uno inimmaginabile e grandioso: la visita della Regina del Cielo. Sì, sono certo che la Madonna è sempre lì con lei, ma ieri in modo speciale quegli «ojos de cielo» che Caterina canta con tanta passione (l’avete sentita), l’hanno teneramente abbracciata.
In breve: in mattinata mi telefona Marija Pavlovic (una dei sei veggenti di Medjugorje), nostra grande amica che già da giorni prega per Caterina, e mi dice che – per una serie di circostanze – può venire a Firenze e vorrebbe far visita a Cate proprio nell’ora della quotidiana apparizione.
È arrivata, abbiamo partecipato alla messa e poi è andata da mia figlia con mia moglie, mentre noi, con gli amici di Cate, recitavamo il rosario fuori. La Madonna è venuta, stava in cima al letto, dietro la testa di Caterina. L’ha benedetta e ha benedetto Alessandra e Marija che ha chiesto il miracolo della guarigione per Caterina.
La Madonna ha ascoltato e ha iniziato a pregare. Ci ha fatto capire col suo gesto che bisogna affidarsi totalmente a Lei e pregare ancora. E noi instancabilmente continuiamo…
Ce l’hanno insegnato i santi. San Francesco di Paola ha detto: «È cosa certa quel che vi dico: tutto ciò che chiedete nella preghiera abbiate certezza che è già vostro perché così dovrà avvenire per volere della Madonna».
E alla mistica Maria Valtorta – che fra l’altro è sepolta proprio alla S.S. Annunziata, a Firenze – è stato detto: «Io vi dico: abbiate una fede sconfinata nel Signore. Continuate ad averla nonostante ogni insinuazione e ogni evento, e vedrete grandi cose quando il vostro cuore non avrà più motivo di sperare di vederle…».
Penso che in questi giorni ci stia facendo capire molte cose preziose. Anzitutto che la vera malattia è quella di noi sani quando siamo lontani da Dio. Gesù ha bisogno che qualcuno lo aiuti a portare su di sé il male degli uomini. Per sanarli.
Noi cristiani che siamo parte del Suo Corpo, offrendoGli le nostre sofferenze e le nostre vite lo aiutiamo in questo. Io sono pieno di stupore e commozione per le tante persone che mi hanno scritto che offrono le sofferenze delle loro diverse prove e malattie. È stupore e commozione per l’abbraccio del popolo cristiano.
Una mail che ho ricevuto dice: «Caterina senza fare nulla muove il mondo. Tutto quello che ci comunichi è un grande miracolo che accade davanti ai nostri occhi. Gesù è qui ora e possiamo vedere la Sua Gloria attraverso la fede del suo popolo. Caterina è i nostri figli e tu e Alessandra siete noi. Continuiamo a Pregare Maria perché Gesù guarisca la vostra e nostra Caterina. Un grande abbraccio. A. T.».
Penso anche io che attraverso la sofferenza muta di Caterina, che commuove tanti cuori, la Regina del Cielo stia guarendo tante persone e sono certo che, con l’aiuto delle nostre preghiere e dei nostri digiuni, stia facendo grandi cose. Guarirà anche Caterina, facendola svegliare dal coma e facendola tornare a cantare la bellezza di Dio.
Fra le migliaia (letteralmente) di mail che mi arrivano e a cui tento di rispondere come posso, ne trascrivo una, di una mamma, che dice tutte queste cose: «Cara famiglia che stai soffrendo in un modo tanto simile alla mia, nelle due settimane di coma profondo della mia piccola Elena, una città intera ha pregato per lei. Amici e conoscenti, miscredenti e persone lontane da Dio si sono inginocchiate nelle tante veglie notturne organizzate per la mia piccina. Hanno strappato a Dio una promessa che ora si sta compiendo. Noi, in sala rianimazione, abbiamo sollecitato continuamente Elena pregando su di lei a voce alta, cantando i canti della messa domenicale che lei, anche se piccolissima, aveva ascoltato, facendole ascoltare tanto Mozart. Un cervello che dorme va risvegliato! Le ho raccontato tutto quello che avevamo fatto insieme e le ho descritto tutte le cose belle che avremmo fatto ancora e tutte le meraviglie del creato che avrebbero visto i suoi occhi una volta guarita. Si è svegliata. A dispetto delle sue condizioni definite gravissime. Il Signore ci ascolta. Anche Caterina vi sta sentendo come la mia piccolina. Anche la miocardiopatia dilatativa gravissima, di origine non virale e ancora oggi inspiegabile, si è risolta e il cuoricino di Elena batte senza bisogno di aiuto. Coraggio, non pensate al domani, vivete giorno per giorno la vostra battaglia e il Signore vi darà forza e pace proprio come a noi. Continuiamo a pregare per Caterina. Alessandra».
Queste sono le bellissime testimonianze che mi state dando e che trascrivo qui perché penso possano essere di aiuto per molti. Mentre vi abbraccio tutti ringraziandovi per tutto quello che fate.
Tanti sono rimasti commossi nell’ascoltare «Ojos de cielo» cantata da Caterina con il coro Foné, degli universitari di CL. Nei prossimi giorni cercherò di mettere qui nel blog altri loro canti. Spero che sentire la sua voce e quella dei suoi amici sia un piccolo ringraziamento per le vostre preghiere e le vostre offerte di digiuni. Ma sono certo che la più grande ricompensa vi arriverà dal Cielo.
Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/caterina-mia-figlia-coma-madonna-nella-stanza.html
DOPO:
«Lei è felice. Prima era una ragazza un po’ ansiosa, mentre ora è sempre gioiosa e positiva. Inoltre, è tenace e ironica nei faticosi impegni che affronta senza scoraggiamenti: ci dona tanta forza! Comunica pronunciando solo tre parole: sì, no e mamma (Si apre in un bellissimo sorriso - ndr). È veramente la Madonna che la tiene tra le braccia!».
Oggi, nel primo pomeriggio, Caterina avrebbe dovuto laurearsi in Architettura. Aveva passato tutta l’estate sulla tesi. Ma non è il momento dello struggimento. Siamo in battaglia e come soldati bisogna stare all’istante presente, senza nostalgie. Dobbiamo combattere con e per Caterina. Come lei sta facendo: ieri è stato evidente. Ha fatto altri «piccoli» passi che in realtà sono grandi scalate, come il fatto di respirare da sola.
Ieri era anche la festa di padre Pio: avevo chiesto al Padre un bel regalo per Caterina. Ne è arrivato uno inimmaginabile e grandioso: la visita della Regina del Cielo. Sì, sono certo che la Madonna è sempre lì con lei, ma ieri in modo speciale quegli «ojos de cielo» che Caterina canta con tanta passione (l’avete sentita), l’hanno teneramente abbracciata.
In breve: in mattinata mi telefona Marija Pavlovic (una dei sei veggenti di Medjugorje), nostra grande amica che già da giorni prega per Caterina, e mi dice che – per una serie di circostanze – può venire a Firenze e vorrebbe far visita a Cate proprio nell’ora della quotidiana apparizione.
È arrivata, abbiamo partecipato alla messa e poi è andata da mia figlia con mia moglie, mentre noi, con gli amici di Cate, recitavamo il rosario fuori. La Madonna è venuta, stava in cima al letto, dietro la testa di Caterina. L’ha benedetta e ha benedetto Alessandra e Marija che ha chiesto il miracolo della guarigione per Caterina.
La Madonna ha ascoltato e ha iniziato a pregare. Ci ha fatto capire col suo gesto che bisogna affidarsi totalmente a Lei e pregare ancora. E noi instancabilmente continuiamo…
Ce l’hanno insegnato i santi. San Francesco di Paola ha detto: «È cosa certa quel che vi dico: tutto ciò che chiedete nella preghiera abbiate certezza che è già vostro perché così dovrà avvenire per volere della Madonna».
E alla mistica Maria Valtorta – che fra l’altro è sepolta proprio alla S.S. Annunziata, a Firenze – è stato detto: «Io vi dico: abbiate una fede sconfinata nel Signore. Continuate ad averla nonostante ogni insinuazione e ogni evento, e vedrete grandi cose quando il vostro cuore non avrà più motivo di sperare di vederle…».
Penso che in questi giorni ci stia facendo capire molte cose preziose. Anzitutto che la vera malattia è quella di noi sani quando siamo lontani da Dio. Gesù ha bisogno che qualcuno lo aiuti a portare su di sé il male degli uomini. Per sanarli.
Noi cristiani che siamo parte del Suo Corpo, offrendoGli le nostre sofferenze e le nostre vite lo aiutiamo in questo. Io sono pieno di stupore e commozione per le tante persone che mi hanno scritto che offrono le sofferenze delle loro diverse prove e malattie. È stupore e commozione per l’abbraccio del popolo cristiano.
Una mail che ho ricevuto dice: «Caterina senza fare nulla muove il mondo. Tutto quello che ci comunichi è un grande miracolo che accade davanti ai nostri occhi. Gesù è qui ora e possiamo vedere la Sua Gloria attraverso la fede del suo popolo. Caterina è i nostri figli e tu e Alessandra siete noi. Continuiamo a Pregare Maria perché Gesù guarisca la vostra e nostra Caterina. Un grande abbraccio. A. T.».
Penso anche io che attraverso la sofferenza muta di Caterina, che commuove tanti cuori, la Regina del Cielo stia guarendo tante persone e sono certo che, con l’aiuto delle nostre preghiere e dei nostri digiuni, stia facendo grandi cose. Guarirà anche Caterina, facendola svegliare dal coma e facendola tornare a cantare la bellezza di Dio.
Fra le migliaia (letteralmente) di mail che mi arrivano e a cui tento di rispondere come posso, ne trascrivo una, di una mamma, che dice tutte queste cose: «Cara famiglia che stai soffrendo in un modo tanto simile alla mia, nelle due settimane di coma profondo della mia piccola Elena, una città intera ha pregato per lei. Amici e conoscenti, miscredenti e persone lontane da Dio si sono inginocchiate nelle tante veglie notturne organizzate per la mia piccina. Hanno strappato a Dio una promessa che ora si sta compiendo. Noi, in sala rianimazione, abbiamo sollecitato continuamente Elena pregando su di lei a voce alta, cantando i canti della messa domenicale che lei, anche se piccolissima, aveva ascoltato, facendole ascoltare tanto Mozart. Un cervello che dorme va risvegliato! Le ho raccontato tutto quello che avevamo fatto insieme e le ho descritto tutte le cose belle che avremmo fatto ancora e tutte le meraviglie del creato che avrebbero visto i suoi occhi una volta guarita. Si è svegliata. A dispetto delle sue condizioni definite gravissime. Il Signore ci ascolta. Anche Caterina vi sta sentendo come la mia piccolina. Anche la miocardiopatia dilatativa gravissima, di origine non virale e ancora oggi inspiegabile, si è risolta e il cuoricino di Elena batte senza bisogno di aiuto. Coraggio, non pensate al domani, vivete giorno per giorno la vostra battaglia e il Signore vi darà forza e pace proprio come a noi. Continuiamo a pregare per Caterina. Alessandra».
Queste sono le bellissime testimonianze che mi state dando e che trascrivo qui perché penso possano essere di aiuto per molti. Mentre vi abbraccio tutti ringraziandovi per tutto quello che fate.
Tanti sono rimasti commossi nell’ascoltare «Ojos de cielo» cantata da Caterina con il coro Foné, degli universitari di CL. Nei prossimi giorni cercherò di mettere qui nel blog altri loro canti. Spero che sentire la sua voce e quella dei suoi amici sia un piccolo ringraziamento per le vostre preghiere e le vostre offerte di digiuni. Ma sono certo che la più grande ricompensa vi arriverà dal Cielo.
Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/caterina-mia-figlia-coma-madonna-nella-stanza.html
DOPO:
Come si è evoluto lo stato di salute di Caterina?
«Mia figlia è un continuo, lento miracolo. Era in coma giudicato irreversibile; noi e i suoi tanti amici le stavamo sempre vicini, parlandole e facendole ascoltare molta musica. Un giorno, dopo circa quattro mesi dal ricovero, mentre mia moglie le stava leggendo un libro, Caterina scoppiò in una fragorosa risata: fummo pazzi di sorpresa e di gioia! Successivamente, al di là di ogni previsione medica, mia figlia ha fatto anche un graduale e clamoroso recupero cognitivo, riacquistando piena coscienza. Ora deve migliorare a livello fisico e dovrà continuare a fare una lunga e durissima riabilitazione».
«Mia figlia è un continuo, lento miracolo. Era in coma giudicato irreversibile; noi e i suoi tanti amici le stavamo sempre vicini, parlandole e facendole ascoltare molta musica. Un giorno, dopo circa quattro mesi dal ricovero, mentre mia moglie le stava leggendo un libro, Caterina scoppiò in una fragorosa risata: fummo pazzi di sorpresa e di gioia! Successivamente, al di là di ogni previsione medica, mia figlia ha fatto anche un graduale e clamoroso recupero cognitivo, riacquistando piena coscienza. Ora deve migliorare a livello fisico e dovrà continuare a fare una lunga e durissima riabilitazione».
Com’è oggi la relazione con Caterina?
«Lei è felice. Prima era una ragazza un po’ ansiosa, mentre ora è sempre gioiosa e positiva. Inoltre, è tenace e ironica nei faticosi impegni che affronta senza scoraggiamenti: ci dona tanta forza! Comunica pronunciando solo tre parole: sì, no e mamma (Si apre in un bellissimo sorriso - ndr). È veramente la Madonna che la tiene tra le braccia!».
Questi ultimi quattro anni ti hanno cambiato?
«La Fede fa miracoli, anche interiori; per me questo è un lungo cammino di conversione. Non ho il panico di pensare che la situazione dipenda da me. Io faccio il massimo, giorno e notte, però metto tutto nelle mani del Signore, perché è una montagna umanamente impossibile da scalare. Ho compreso che, come raccontato nella Bibbia, Dio a volte deve spaccarti il cuore per donartene uno più grande: anche Gesù lo ha provato su se stesso. E la vera conversione porta alla testimonianza».
«La Fede fa miracoli, anche interiori; per me questo è un lungo cammino di conversione. Non ho il panico di pensare che la situazione dipenda da me. Io faccio il massimo, giorno e notte, però metto tutto nelle mani del Signore, perché è una montagna umanamente impossibile da scalare. Ho compreso che, come raccontato nella Bibbia, Dio a volte deve spaccarti il cuore per donartene uno più grande: anche Gesù lo ha provato su se stesso. E la vera conversione porta alla testimonianza».
Come hai trasformato la tua sofferenza in un dono per gli altri?
«È successo in modo naturale, dato che dopo l’incidente si è messa in moto una catena di solidarietà e preghiera da parte di tantissime persone, in gran parte sconosciute. Mi sono sentito in dovere di condividere l’evoluzione della nostra vicenda attraverso il mio blog, alcune conferenze e i due libri (il primo è “Caterina. Diario di un padre nella tempesta” Rizzoli 2011 - ndr). È impressionante continuare a ricevere migliaia di lettere e mail, anche da tanti atei ed agnostici che hanno iniziato a pregare per mia figlia e vogliono ringraziarci per averli aiutati ad affrontare tragedie personali e a ritrovare la fede. È un piccolo, grande miracolo che Dio compie attraverso Caterina: dal letto d’ospedale la sua sofferenza si traduce in un messaggio di luce per l’esistenza di tanti. Ho incontrato molti casi di risveglio e guarigione e in questo nuovo libro ho voluto anche raccontare le storie di tanti, quotidiani eroi sconosciuti, persone semplicissime, ma piene d’amore. Altro che i miti di cartapesta proposti dalle tv e dai giornali...».
«È successo in modo naturale, dato che dopo l’incidente si è messa in moto una catena di solidarietà e preghiera da parte di tantissime persone, in gran parte sconosciute. Mi sono sentito in dovere di condividere l’evoluzione della nostra vicenda attraverso il mio blog, alcune conferenze e i due libri (il primo è “Caterina. Diario di un padre nella tempesta” Rizzoli 2011 - ndr). È impressionante continuare a ricevere migliaia di lettere e mail, anche da tanti atei ed agnostici che hanno iniziato a pregare per mia figlia e vogliono ringraziarci per averli aiutati ad affrontare tragedie personali e a ritrovare la fede. È un piccolo, grande miracolo che Dio compie attraverso Caterina: dal letto d’ospedale la sua sofferenza si traduce in un messaggio di luce per l’esistenza di tanti. Ho incontrato molti casi di risveglio e guarigione e in questo nuovo libro ho voluto anche raccontare le storie di tanti, quotidiani eroi sconosciuti, persone semplicissime, ma piene d’amore. Altro che i miti di cartapesta proposti dalle tv e dai giornali...».
Tu hai anche l’incarico di vice presidente e
direttore dei corsi della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di
Perugia, dove si formano molti dei nuovi giornalisti della Rai. Come
valuti la qualità dell’informazione nel nostro Paese?
«Ai nostri studenti dico: andate a cercare le storie e le persone, non le idee che avete in testa. Così facendo saranno costretti a guardare se stessi e a mettersi in discussione: bisogna crescere e far crescere. La responsabilità di un giornalista è enorme, però… quanto è difficile comunicare con rispetto e amore! Purtroppo la comunicazione oggi è diventata una sorta di guerra civile e un continuo linciaggio; la gente non ne può più di violenza e di scannamenti tra politici: non capirlo è indice anche di scarsa professionalità. Mi indigna che tantissime storie di altruismo, solidarietà e crescita interiore, che avvengono ogni giorno, non sono ritenute degne di essere raccontate. L’accoglienza che viene riservata ai miei libri mi conferma che le persone sono affamate di storie di Vita, di bellezza e di speranza».
«Ai nostri studenti dico: andate a cercare le storie e le persone, non le idee che avete in testa. Così facendo saranno costretti a guardare se stessi e a mettersi in discussione: bisogna crescere e far crescere. La responsabilità di un giornalista è enorme, però… quanto è difficile comunicare con rispetto e amore! Purtroppo la comunicazione oggi è diventata una sorta di guerra civile e un continuo linciaggio; la gente non ne può più di violenza e di scannamenti tra politici: non capirlo è indice anche di scarsa professionalità. Mi indigna che tantissime storie di altruismo, solidarietà e crescita interiore, che avvengono ogni giorno, non sono ritenute degne di essere raccontate. L’accoglienza che viene riservata ai miei libri mi conferma che le persone sono affamate di storie di Vita, di bellezza e di speranza».
Quanto è stato difficile per te e la tua famiglia conservare la speranza in questi ultimi anni?
«Abbiamo sofferto molto soprattutto all’inizio, quando in tanti, incontrandoci, abbassavano gli occhi e non sapevano cosa dire. Nessun medico dovrebbe permettersi di dire che non c’è speranza, soprattutto in ambito neurologico, dove le conoscenze attuali sono minime. La speranza è preziosa e aiuta a tirar fuori le nostre energie migliori. Purtroppo, anche tanti sacerdoti si sentivano in dovere di fare la loro lezioncina e di insegnarmi la rassegnazione. È angosciante! Io affermavo la necessità della preghiera e loro cercavano di spegnere questo fuoco, quasi per giustificare Dio che non può fare tutto. Ma nel Vangelo c’è scritto tutt’altro: perché non devo prendere sul serio Gesù? Spesso i sacerdoti predicano un invito alla rassegnazione passiva che è in realtà una mancanza di fede. La preghiera serve anzitutto a cambiare noi stessi, ma possiamo anche chiedere a Dio di aiutarci nelle nostre necessità».
«Abbiamo sofferto molto soprattutto all’inizio, quando in tanti, incontrandoci, abbassavano gli occhi e non sapevano cosa dire. Nessun medico dovrebbe permettersi di dire che non c’è speranza, soprattutto in ambito neurologico, dove le conoscenze attuali sono minime. La speranza è preziosa e aiuta a tirar fuori le nostre energie migliori. Purtroppo, anche tanti sacerdoti si sentivano in dovere di fare la loro lezioncina e di insegnarmi la rassegnazione. È angosciante! Io affermavo la necessità della preghiera e loro cercavano di spegnere questo fuoco, quasi per giustificare Dio che non può fare tutto. Ma nel Vangelo c’è scritto tutt’altro: perché non devo prendere sul serio Gesù? Spesso i sacerdoti predicano un invito alla rassegnazione passiva che è in realtà una mancanza di fede. La preghiera serve anzitutto a cambiare noi stessi, ma possiamo anche chiedere a Dio di aiutarci nelle nostre necessità».
Cosa pensi di Papa Francesco?
«Di lui amo molto l’empatia, la capacità di abbracciare la sofferenza degli altri. La misericordia è forse il tema sul quale il Pontefice sta insistendo maggiormente. Tutti abbiamo bisogno di essere accolti per guarire dalle ferite dell’anima che sono dentro di noi e nelle nostre famiglie; Francesco ci sottolinea che solo Dio è il Padre che può guarirci da queste sofferenze. Anch’io mi accorgo che intorno a noi c’è un grande bisogno di conforto e consolazione: in tanti si stanno risvegliando dalle illusioni che ci hanno ingannati negli ultimi decenni e aspettano di essere aiutati».
«Di lui amo molto l’empatia, la capacità di abbracciare la sofferenza degli altri. La misericordia è forse il tema sul quale il Pontefice sta insistendo maggiormente. Tutti abbiamo bisogno di essere accolti per guarire dalle ferite dell’anima che sono dentro di noi e nelle nostre famiglie; Francesco ci sottolinea che solo Dio è il Padre che può guarirci da queste sofferenze. Anch’io mi accorgo che intorno a noi c’è un grande bisogno di conforto e consolazione: in tanti si stanno risvegliando dalle illusioni che ci hanno ingannati negli ultimi decenni e aspettano di essere aiutati».
L’esperienza della malattia di tua figlia ti ha
fatto guardare con occhi diversi alla tua carriera e alla notorietà,
anche televisiva, che avevi raggiunto?
«Sono nato in una famiglia molto popolare e sana. Mio padre era un minatore che ha vissuto nella povertà e, pur avendo iniziato a lavorare da bambino, ha sempre letto molti libri e ascoltato musica classica, impegnandosi tanto nel sociale. Quando ho iniziato a vivere negli ambienti giornalistici pieni di gente che si ritiene importante, io facevo sempre il paragone con lui: ho capito che essere uomini veri, anche se poveri, è molto più rilevante che avere lauree e potere. Poi, anche se non l’ho cercata, è arrivata per me una certa notorietà: oggi ne ho un buon ricordo, ma tutto è stato ridimensionato! I soldi, la carriera, il successo, ogni cosa mi sembra così insignificante di fronte al desiderio di vedere Caterina completamente ristabilita. Questi ultimi anni mi hanno fatto toccare con mano quello che ho imparato da bambino: l’unica cosa che conta è la dignità con la quale si vive e ciò che si ha nell’anima».
«Sono nato in una famiglia molto popolare e sana. Mio padre era un minatore che ha vissuto nella povertà e, pur avendo iniziato a lavorare da bambino, ha sempre letto molti libri e ascoltato musica classica, impegnandosi tanto nel sociale. Quando ho iniziato a vivere negli ambienti giornalistici pieni di gente che si ritiene importante, io facevo sempre il paragone con lui: ho capito che essere uomini veri, anche se poveri, è molto più rilevante che avere lauree e potere. Poi, anche se non l’ho cercata, è arrivata per me una certa notorietà: oggi ne ho un buon ricordo, ma tutto è stato ridimensionato! I soldi, la carriera, il successo, ogni cosa mi sembra così insignificante di fronte al desiderio di vedere Caterina completamente ristabilita. Questi ultimi anni mi hanno fatto toccare con mano quello che ho imparato da bambino: l’unica cosa che conta è la dignità con la quale si vive e ciò che si ha nell’anima».
Con quale atteggiamento ti prepari a vivere il Natale?
«Come giornalista, oltre che come uomo, non posso che constatare la notizia più grande, commovente e inimmaginabile di tutti i tempi: che Dio si fa uomo e viene ad abitare fra noi, che viene a guarirci e a salvarci. Natale non è altro che questo: la follia di Dio. è la sua irraggiungibile umiltà, avendo voluto spogliarsi della sua maestà e della sua gloria per abbassarsi fino a farsi un piccolo bambino povero e potersi donare a noi senza umiliarci. Concretamente, per ognuno di noi l’unico modo per vivere è tornare bambini, abbandonandosi come fa un bimbo con i propri genitori. Ricordo il grande senso di sicurezza che provavo da piccino quando ero abbracciato a mia mamma che mi riempiva di baci. Abbandoniamoci così con il Signore, senza l’ansia della prestazione: si aprono mille grandi strade per collaborare e partecipare all’azione di Dio».
«Come giornalista, oltre che come uomo, non posso che constatare la notizia più grande, commovente e inimmaginabile di tutti i tempi: che Dio si fa uomo e viene ad abitare fra noi, che viene a guarirci e a salvarci. Natale non è altro che questo: la follia di Dio. è la sua irraggiungibile umiltà, avendo voluto spogliarsi della sua maestà e della sua gloria per abbassarsi fino a farsi un piccolo bambino povero e potersi donare a noi senza umiliarci. Concretamente, per ognuno di noi l’unico modo per vivere è tornare bambini, abbandonandosi come fa un bimbo con i propri genitori. Ricordo il grande senso di sicurezza che provavo da piccino quando ero abbracciato a mia mamma che mi riempiva di baci. Abbandoniamoci così con il Signore, senza l’ansia della prestazione: si aprono mille grandi strade per collaborare e partecipare all’azione di Dio».
MADRE PRESENTE
“Cosa provano una madre o un padre di fronte a una figlia
distesa su un letto, immobile, nell’impotenza di svegliarla, non si può
dire. L’angoscia e la paura di quello che potrebbe essere non hanno
limiti e bisogna subito rifugiarsi nel presente e nell’implorazione alla
nostra buona Madre, che può tutto e che ci ama” (tratto da: “Caterina –
Diario di un padre nella tempesta”, Rizzoli 2010).
Antonio Socci ci ha confidato: «Io sento la Madonna come vera Madre, una presenza che guida tutta la mia vita e la mia famiglia: mi fido di Lei. Ho vissuto molti episodi incredibili, a cominciare da quando, a cinque anni, fui investito da una automobile in corsa. Era la sera prima della Festa dell’Immacolata e sopravvissi miracolosamente. Inoltre, la mia secondogenita secondo i medici doveva essere abortita perché gravemente malformata: con mia moglie pregammo molto la Madonna e quando nacque sana la chiamammo Maria. Per Caterina, sono avvenuti molti segni. Ad esempio, il suo arresto cardiaco avvenne il 12 settembre, festività del nome di Maria. Inoltre, durante il Natale successivo, il fidanzato di Caterina andò a Lourdes a pregare per lei; al ritorno le donò una sciarpetta bagnata nell’acqua della fonte del Santuario. La mattina dopo Caterina, mentre la mamma le leggeva un libro, si svegliò dal coma con una fragorosa risata».
Antonio Socci ci ha confidato: «Io sento la Madonna come vera Madre, una presenza che guida tutta la mia vita e la mia famiglia: mi fido di Lei. Ho vissuto molti episodi incredibili, a cominciare da quando, a cinque anni, fui investito da una automobile in corsa. Era la sera prima della Festa dell’Immacolata e sopravvissi miracolosamente. Inoltre, la mia secondogenita secondo i medici doveva essere abortita perché gravemente malformata: con mia moglie pregammo molto la Madonna e quando nacque sana la chiamammo Maria. Per Caterina, sono avvenuti molti segni. Ad esempio, il suo arresto cardiaco avvenne il 12 settembre, festività del nome di Maria. Inoltre, durante il Natale successivo, il fidanzato di Caterina andò a Lourdes a pregare per lei; al ritorno le donò una sciarpetta bagnata nell’acqua della fonte del Santuario. La mattina dopo Caterina, mentre la mamma le leggeva un libro, si svegliò dal coma con una fragorosa risata».
mercoledì 8 luglio 2015
Quattrocento sacerdoti al 20° Seminario Internazionale per Sacerdoti a Medjugorje
Inizio del Ventesimo Seminario Internazionale per Sacerdoti a Medjugorje
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/
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