Translate

martedì 14 aprile 2015

"Con Medjugorje la mia famiglia è rinata a nuova vita." (di Antonino Cuomo)

"La mia conversione a Medjugorje"
(di Antonino Cuomo)
.
"Cercherò di non essere troppo lungo,perchè le cose che mi son successe prima,durante e dopo Medjugorje sono state davvero tantissime;Segno che Dio esiste e ci ama immensamente. Fino a Ottobre 2007 ero una persona completamente diversa da quella che sono ora.E molti che mi conoscono ne sono testimoni.Inizia tutto così senza motivo,poco alla volta e poi ti ritrovi ad essere un grande peccatore anche se per il mondo sei una persona normale che si gode la vita.Non andavo mai a Messa,mai confessato,mai pregato,ero una persona molto razionale nelle cose e detestavo i sacerdoti,il Papa. e tutti i fedeli che seguivano la Chiesa.Sono sposato dal 99 e sia prima che dopo avevo sempre tradito mia moglie.La donna per me era come un oggetto di trasgressione da usare a mio piacimento.Fatto sta che anche il giorno del mio matrimonio avevo tra gli invitati una delle mie amanti,si perchè non mi fermavo certo ad una.Frequentavo le

discoteche,all'inizio mi divertivo sballandomi con gli spinelli,poi ci andavo per conquistare le ragazze e non facevo distinzioni se erano sposate o fidanzate,l'importante era possederle.Poi pian piano mi scocciavo anche di perdere il tempo in questo modo e per facilitare la cosa iniziai anche a frequentare ogni tanto locali per scambisti,logicamente all'insaputa di mia moglie,ero un marito padrone.Tante sere dopo il lavoro invece di andare a casa andavo a casa di amiche per soddisfare i miei desideri perversi.Avevo un bel giro di amicizie,se così si possono chiamare, ed ero uno che consigliava aborti e vita mondana.Bestemmiavo praticamente ogni giorno,soprattutto la Vergine Santissima,per lei avevo le parole più schifose.Col tempo poi perdi il controllo dei sensi e diventi Dio di te stesso fino al punto di lasciare mia moglie e separarmi da lei per andar a vivere con un'altra donna.Ormai la mia famiglia era demolita,i miei bimbi vivevano con la mamma ed io di rado andavo a casa perchè pensavo di tenere la coscienza pulita vivendo da papà part time.Mia moglie ,non era una che andava in Chiesa e dopo che io l'avevo ferita non aveva più nessuna speranza di rivedere la famiglia unita.Poi quando tutto sembrava finito lei venne a sapere che esisteva un posto dove appariva la Madonna questo posto è Medjugorje.Così nel giro di 1 mese partì da sola per questo pellegrinaggio.Nessuno nella nostra famiglia aveva mai sentito parlare di quel posto.Al suo ritorno però qualcosa era successo,qualcosa era cambiato in lei.Doveva partire per Napoli con i bimbi e invece decise di rimanere a casa nostra a Reggio Emilia.Nonostante tutti,compresi i miei genitori la sconsigliavano.Aveva deciso di vivere completametne nel cuore Imacolato di Maria e mettere in pratica le 5 pietre che la Madonna ci consiglia di fare.Andava a Messa tutti i giorni e offriva l'Eucarestia per me.Pregava il Rosario completo ogni giorno,anzi a volte capitava che ne pregava anche 10.Digiunava a pane e acqua mercoledì e venerdì.Ogni settimana si confessava.E iniziò a leggere la Bibbia,anzi a viverla.Tutto a mia insaputa.L'effetto però era devastante sulla mia anima perversa.Senza motivo e senza capire il perchè mi capitava spesso di piangere fiumi di lacrime in quel periodo dopo il suo ritorno da Medjugorje.Iniziai ad avere pensieri di suicidio e caddì in una specie di depressione.Ero molto arrabbiato perchè dopo aver raggiunto il mio traguardo di uomo "libero"non riuscivo a capire quegli stati d'animo e spesso quando di rado andavo a casa dai bimbi e incrociavo mia moglie,la insultavo crudelmente e la sputavo in faccia.Ma lei ,che fino a quel momento rispondeva alle mie provocazioni con "occhio per occhio dente per dente",cambiò atteggiamento rispondendomi con il silenzio,la pazienza e la comprensione che di fronte non averva il marito,ma il diavolo.No sò il perchè ma iniziai a provare paura quando incrociavo gl'occhi di mia moglie,in lei si avvertiva una pace e un amore che non avevo mai trovato in nessun luogo,in nessuna donna,nemmeno in mia moglie stessa.Ricordo benissimo un gesto che mi fece provare tenerezza nei suoi confronti:una mattina andando a casa per prendere delle cose,lei mi accolse dicendomi se avevo fatto colazione,se volveo un caffè e se avevo bisogno di una camicia stirata.Avevo compreso che tutto quello che faceva lo faceva nella consapevolezza di non ricevere niente in cambio,se no bestemmie e insulti da parte mia,avevo capito che non stava amando più il marito,ma la persona bisognosa di luce che aveva difronte.Non sò spiegarmi bene,ma nell'aria si avvertiva una forza soprannaturale che a tratti mi faceva stare bene e che poi mi infastidiva fino al punto di bestemmiare la Madonna come un diavolo inferocito.La notte avevo incubi,sognavo il demonio ai piedi del mio letto che mi guardava e mi svegliavo in una pozza d'acqua provocata dal mio sudore ,impaurito e scioccato.Anche se una notte (sogno che poi ha avuto importanza poi dopo qualche mese) sognai un bambino di nome Raffaele che mi accompagnò in una grande Chiesa dove incontrai solo una decina di frati vestiti di bianco giù ad una cappellina che pregavano in cerchio il Rosario.Poi uscito dal quel posto mi ritrovai di fianco ad un posto pieno di lumini rossi accesi e lì davanti a me un'aiuola dove delle signore in ginocchio piangevano.Alzati poi gl'occhi mi ritrovai in mezzo a 2 colline sassose e un vecchietto che mi disse: "non avere paura,aiuta quelle persone in difficoltà,abbi solo fede e i macigni che ci crollano addosso si fermeranno.Il sogno finì poi con mia figlia che uscì dalla Chiesa dicendomi :papà basta,torniamo a casa".Nel frattempo un pensiero avevo fisso nella mia mente: "io chi sono?"..Vivendo quei giorni in queste condizioni decisi che se quel posto aveva aiutato mia moglie a vivere la separazione più serena,allora poteva aiutare anche me a vivere meglio la mia esistenza.Ero incosapevole che stavo rispondendo alla chiamata della Gospa.Così decisi di andare a Medjugorje e venuti i giorni della partenza andai lì con mia moglie.Non sò il perchè ma avevo paura di andare da solo e decisi di andare con lei.Il primo giorno fu tremendo,appena mesi piede in chiesa durante il Rosario mi venne di bestemmiare e lo feci.Volevo scappare via da quel posto,sentivo dentro di me tantissima cattiveria.Mia moglie mi suggerì di andarmi a confessarmi,ma appena vidi la fila che dovevo fare insultai anche tutti i pellegrini.Mi sedetti su di una panchina,nel mio cuore era in atto una vera battaglia e dopo aver fumato un paio di sigarette decisi di andare in confessionale.Queste le mie parole:Ok Madonna,vuoi che mi confessi,vuoi che preghi,ok lo faccio,vediamo così se esisti davvero.Andai in confessionale e con mio stupore non c'era più la fila,entrai spavaldo in quella stanzetta e battendo i pugni sulla sedia dissi al sacerdote che avevo commesso tutti i peccati,tranne quello di uccidere.Dopo un breve colloquio,mi benedisse e usci dal quel posto.In effetti qualcosa già stava cambiando,non avvertivo più dentro di me la cattiveria,ma non stavo ancora bene.Facemmo il giro della Chiesa e riconobbi i luoghi del mio sogno fatto 2/3 mesi prima.Volevo piangere ma un vero uomo non piange mai,così nascondevo le lacrime.Poi andammo da padre Jozo e lì un'altra mazzata.Durante la Messa ci fece fare la consacrazione alla Madonna....(ogni volta che arrivo in questo punto mi viene sempre da piangere,ancora oggi)fatto sta che piansi e versai fiumi di lacrime con la faccia per terra.Pregai il mio primo Rosario salendo il Podbro..altre lacrime.Ci fu poi il 2 ottobre l'apparizione e in quel momento davvero affidai alla Madonna la mia vita e chiesi perdono per averla offesa.Capii che dovevo confessarmi per bene e lo feci.Il confessore mi diede come penitenza di pregare 10 Rosari,accettai ma nessuno credeva a quella penitenza.Pensavo di non aver mai ucciso nessuno,forse però era il peccato più grande che vivevo.Perchè uccidevo il prossimo con la mia condotta.L'ultimo giorno prima di partire durante la Messa nel momento dello scambio della pace una mano mi afferrò la maglia da dietro,era una bambina che fino a quell'istante non c'era e mi disse tendendomi le braccia :PEACE.Mi sconvolse,somigliava molto a mia figlia,l'abbracciai e seguendola con lo sguardo vidi che se ne andò soddisfatta dal papà che l'aspettava sotto la statua della Madonna.E senza nemmeno aspettare la fine della Messa se ne andarono via sorridenti.Quella bambina che fino a quel moneto non c'era venne solo da me e se ne andò.Da quel giorno la mia vita è cambiata,la mia famiglia è rinata a nuova vita.Dopo quell'esperienza ho capito che Dio esiste veramente e tutti quei castelli che mi ero costruito non erano altro che frutto dell'azione del maligno che mira a distruggere le famiglie e la nostra esistenza.Mi permetto di dare un consiglio a tutti quelli che si trovano nelle condizioni che mi trovavo io .
Non abbiate paura di aprire il cuore alla Madonna,Lei vi aiuterà,voi però mettetevi nelle condizioni di essere aiutati e fate tutto quello che nei messaggi Maria ci suggerisce. La famiglia è un dono preziosissimo,vigilate su di essa mariti e mogli ,perché come dice S.Pietro : “il diavolo come leone ruggente và in giro cercando chi divorare”.
Ecco Medjugorje è stata la mia via per Damasco,sono caduto ma Gesù mi ha rialzato e mi ha aperto gl'occhi."
                                              Antonino Cuomo

Fonte: http://mary4878.wordpress.com/2013/11/06/una-testimonianza-bellissima-medjugorje-e-stata-la-mia-via-per-damasco-antonino-cuomo/

Commento al Messaggio del 2 aprile 2015 - Medjugorje

 9 Aprile 2015
Cari amici,
Nel messaggio a Mirjana la Regina della Pace si rivolge a noi come ai suoi apostoli, che lei ha scelto perché ha visto qualcosa di bello nel nostro cuore e perché possiamo aiutarla a far vincere l’amore di Gesù.
La Madonna vuole che anche noi guardiamo a quello che di buono c’è negli altri, cercando di capirli e di trattarli come fratelli e sorelle e portando loro l’amore di Gesù, in primo luogo con la testimonianza della nostra vita.
La Madonna abbraccia tutti gli uomini della terra, perché tutti sono Suoi figli e vuole unirli nell’amore di Gesù attraverso di noi. Nell’Eucaristia, vissuta con gioia, Gesù si dona a noi continuamente, affinché a nostra volta possiamo donarci agli altri. La nostra unione con Gesù, mediante la fede e l’amore, è la forza irresistibile di evangelizzazione che apre i cuori dei più lontani.
vostro Padre Livio
Messaggio a Mirjana 2 aprile 2015
“Cari figli,
ho scelto voi, apostoli miei, perché tutti portate dentro di voi qualcosa di bello.
Voi potete aiutarmi affinché l’amore per cui mio Figlio è morto, ma poi anche Risorto, vinca nuovamente.
Perciò vi invito, apostoli miei, a cercare di vedere in ogni creatura di Dio,
in tutti i miei figli, qualcosa di buono e a cercare di comprenderli.
Figli miei, tutti voi siete fratelli e sorelle per mezzo del medesimo Spirito Santo.
Voi, ricolmi d’amore verso mio Figlio, potete raccontare a tutti coloro che non hanno conosciuto questo amore ciò che voi conoscete.
Voi avete conosciuto l’amore di mio Figlio, avete compreso la sua risurrezione, voi volgete con gioia gli occhi verso di lui.
Il mio desiderio materno è che tutti i miei figli siano uniti nell’amore verso Gesù.
Perciò vi invito, apostoli miei, a vivere con gioia l’Eucaristia perché, nell’Eucaristia, mio Figlio si dona a voi sempre di nuovo e, col suo esempio, vi mostra l’amore e il sacrificio verso il prossimo.
Vi ringrazio”
Padre Livio
Fonte: https://www.facebook.com/radiomaria?fref=ts
                                            
                                            
Messaggio del 2 aprile 2015 (Mirjana)
Cari figli ho scelto voi, apostoli miei, perché tutti portate dentro di voi qualcosa di bello. Voi potete aiutarmi affinché l’amore per cui mio Figlio è morto, ma poi anche risorto, vinca nuovamente. Perciò vi invito, apostoli miei, a cercare di vedere in ogni creatura di Dio, in tutti i miei figli, qualcosa di buono e a cercare di comprenderli. Figli miei, tutti voi siete fratelli e sorelle per mezzo del medesimo Spirito Santo. Voi, ricolmi d’amore verso mio Figlio, potete raccontare a tutti coloro che non hanno conosciuto questo amore ciò che voi conoscete. Voi avete conosciuto l’amore di mio Figlio, avete compreso la sua risurrezione, voi volgete con gioia gli occhi verso di lui. Il mio desiderio materno è che tutti i miei figli siano uniti nell’amore verso Gesù. Perciò vi invito, apostoli miei, a vivere con gioia l’Eucaristia perché, nell’Eucaristia, mio Figlio si dona a voi sempre di nuovo e, col suo esempio, vi mostra l’amore e il sacrificio verso il prossimo. Vi ringrazio.

sabato 11 aprile 2015

la parola "FALSO" nei messaggi di Medjugorje

FALSO
1981: 29.10 State in guardia! Ci sono molte notizie false che vengono diffuse. Sicuramente mostrerò la mia misericordia. 30.10 Sono state già diffuse tante notizie false. Diffidate. 31.10 Circolano molte chiacchiere e informazioni menzognere.
1982: 23.6 Le persone si convertano, finchè è possibile. Ci sono molti peccati, vessazioni, imprecazioni, menzogne e false parole. Si convertano, si confessino e si comunichino. 24.7 E' falso insegnare alla gente che rinasciamo più volte e che passiamo in diversi corpi. Si nasce una volta sola. Il corpo, tratto dalla terra dopo la morte, si decompone. Non vivrà più. L'uomo riceve un corpo trasfigurato.
1983: 20.11 Non credete a tutto quello che vi raccontano. 15.12 Vengono dei falsi profeti. Essi dicono: il tal giorno, la tal data, ci sarà una catastrofe. Io ho sempre detto che la sciagura verrà se il mondo non si convertirà.
1985: 22.6 Non permettere mai che in noi ci siano due amori, che in noi possano coesistere due fedi e che mai possano coabitare in noi la menzogna e la sincerità, l'amore e l'odio, l'onestà e la disonestà, l'umiltà e l'orgoglio. ND Molti affermano di vedere Gesù e la Madre di Dio e di sentire le loro parole, ma in realtà sono dei bugiardi. E' un grande peccato, bisogna pregare molto per loro.
1986: 25.9 Vi chiamo ad aiutare con la vostra preghiera e la vostra vita, ad annientare tutto ciò che è male nell'uomo e a smascherare gli inganni di cui si serve satana. ND Adesso imparate a vedere Gesù in ogni persona, anche sotto la maschera.
   Da: I Quaderni dal 1945 al 1950 di Maria Valtorta, p 520g-523Dice Gesù: Per poter amare il prossimo, vedimi in ognuno. ... Ama Me nella loro anima. L'anima viene da Dio, quindi ancora da Me. L'anima, almeno per un momento, fu tempio dello Spirito di Dio, quindi sa ancora di Me. La mala volontà della creatura, lo sprezzo del primo comandamento, e indi degli altri del Decalogo, il vizio preferito alle virtù, il peccato, anzi i peccati, hanno logorato, cancellato anche, bruttato e offuscato sempre, annullato talora il segno divino negli spiriti umani. Ma quel segno può risorgere sempre. Perchè solo l'impenitenza finale lo cancella totalmente e inesorabilmente. allora in eterno Gesù non è più in quello spirito. ...In alcuni sono come in sepolcro... M'hanno dentro morto, in attesa di risorgere ad un loro moto di pentimento e d'amore. In altri sono nascosto, proprio come il Ss. Sacramento che è nei templi ma non lo si vede, celato com'è dietro il velo, l'oro e la pietra del tabernacolo, dentro al metallo della pisside a sua volta velata. Ma vi sono, pronto ad apparire e a donarmi solo che la creatura, fedele e sacerdote insieme, inizi il rito della comunione col suo Gesù, amandolo collo spostare tutti gli ostacoli materiali che nascondono Me e mi separano dall'uomo impedendomi di fondermi a lui e vivere in lui, in luogo di lui, perchè il vivere di lui sia santo. Altri mi hanno come un sole in stagione instabile. le loro nubi, le nubi della loro incostanza, fanno sì che talora brillo in loro e talora sembra che il sole non ci sia più. ... Ma tu vedimi in tutti, per poter avvicinare anche i demoni-uomo, i lebbrosi-uomo, i delinquenti-uomo. Io te ne premierò venendo a te per consolarti del loro disgustoso vivere più repellente di un sepolcro pieno di marciume, più triste di una chiesa abbandonata, più pauroso di una tana di ladroni. E là dove sono come in un sepolcro, chiamami alla risurrezione col tuo amore serafico. E là dove sono nascosto in un ciborio che viene dimenticato, vi chiama il dimentico ad onorare l'Ospite nascosto, e fallo col tuo amore intrepido. E là dove, divino Sole, non posso raggiare perchè le nebbie dell'umanità sono tali da nascondermi sovente, disperdi col tuo amore di fortezza queste nebbie nemiche.
1987: 28.1 Non ingannate voi stessi pensando: "Io sono migliore e mio fratello che è accanto a me non è buono quanto sono io!". Non sarebbe giusto. 25.11 Pregate perchè satana non vi attiri con la sua forza menzognera.      
Fonte: http://fuoridelcoro.altervista.org/Argomenti3.htm                                                

giovedì 9 aprile 2015

La statua del Cristo Risorto non lacrimava da due mesi,e poi vedi una goccia

Vittorio Aparo ‘A Medjugorje, La Regina della Pace mi ha insegnato a pregare’

  10 dicembre 2014  TESTIMONIANZE DI FEDE -Vittorio è un giovane attore di 33 anni, è nato a Noto e lavora in teatro a Roma da dieci anni. E’ stato uno dei protagonisti del film trasmesso su canale 5 : “L’Onore e il Rispetto parte 3”. Ha riscoperto la fede dopo un pellegrinaggio a Medjugorje.
Vittorio, com’è iniziata la tua conversione?
Vittorio Aparo ' A Medjugorje, La Regina della Pace mi ha insegnato a pregare'Premetto che, sono sempre stato cattolico e religioso però nel modo più sbagliato. Dopo ho capito che era un modo sbagliato, perché andavo in chiesa ogni tanto, e recitavo qualche preghiera. Per me era apposto così.
Poi qualche giorno prima di partire per Medjugorje, ho fatto un sogno. Ho sognato Papa Giovanni Paolo II, che mi abbracciava. Mi sono svegliato un po’ impaurito.
Ho sentito nel sogno, un abbraccio vero come se fosse vicino veramente.
Dopo qualche giorno mi trovo davanti agli occhi un volantino con la scritta “Viaggio a Medjugorje”. Ho pensato di chiamare e partire per quel pellegrinaggio.

Qual è stato il momento che a Medjugorje, il tuo cuore, ha sperimentato la presenza della Vergine Maria?
Mi ha colpito molto, il monte dell’apparizione della Madonna. Quel giorno cadde giù un acquazzone incredibile, ma noi continuavamo imperterriti a salire il monte fino a che non siamo arrivati sopra. Davanti alla statua della Madonna, sono crollato. Ho aperto il mio cuore e mi sono messo a piangere.
Tutti quanti a Medjugorje avevano ricevuto un segno. La signora accanto a me, aveva fatto una foto al sole e andando a guardare nella galleria delle immagini della sua macchina digitale, ha ingrandito l’immagine e abbiamo visto il sole con accanto l’immagine chiara e nitida della Madonna.
Poi, insieme ad alcuni amici, andammo al Cristo Risorto. Il parroco che era insieme a noi, disse che la statua era da due mesi che non lacrimava. (Dal ginocchio destro di Gesù Risorto, fuori escono delle gocce che pare siano lacrime umane).
Quindi ho pensato: “Sono venuto io e non lacrima”.
Provo a toccare il ginocchio della statua, ma non successe niente.
Così il mio amico Gennaro mi disse “Vittorio là c’è un prete, fatti dare una benedizione”.
Così andai dal prete e mi feci benedire.
Ritorno alla statua del Cristo Risorto e vedo una goccia che nasce davanti a me, e scende davanti ai miei occhi.

Che messaggio vuoi dare ai lettori?
Voglio ripetere una frase che la Madonna ha detto in uno dei suoi messaggi: “Pregate, pregate, pregate”. La preghiera è l’unico mezzo che ti avvicina a Dio e ti da la forza. L’ho sperimentato su me stesso.
Uno dei miei desideri è di riuscire a portare la mia famiglia a Medjugorje.


mercoledì 8 aprile 2015

Dovete sentirvi nulla. È il Padre che farà tutto

 Tutti noi vogliamo un trionfo, un trionfo sulla terra, ma il trionfo sulla terra non ci sarà: soltanto chi si offrirà, come si è offerto Gesù, arriverà ad un trionfo nel Cielo. Qui sulla terra l'unico trionfo è di offrire la nostra vita, affinché il nostro fratello sia salvato.


Quello che ho sperimentato con i pellegrini e che ho incontrato come problema è che tutti vogliono portare i messaggi della Madonna, vogliono sapere le risposte dei veggenti, vogliono sapere tutte le notizie e sempre si sentono troppo poco nutriti di queste notizie, c'è sempre una curiosità di sapere di più, di conoscere di più, di imparare di più. Io questo lo vedo come un problema, perché i messaggi della Madonna si accolgono e si mettono nelle cassette, dentro il nostro cervello e rimangono lì. Ma noi dobbiamo andare oltre i messaggi, perché i messaggi sono il punto di partenza, non il punto di arrivo. Se i messaggi sono il punto di arrivo, allora tutto il processo del cammino, del cambiamento e della conversione è già finito. Non abbiamo fatto nulla.
Noi abbiamo anche la Scrittura, ma purtroppo se è messa nelle cassette, se è messa nei libri, è una parola morta. Voi capogruppo, responsabili, in modo particolare dovete stare attenti, dovete andare oltre i messaggi. Gesù ci ha insegnato come dobbiamo accettare i messaggi. Nella parabola del seminatore dice: « Le persone che ascoltano la Parola, ma non la capiscono, sono come il chicco di grano che è caduto sulla strada, allora viene satana a portarla via ».
Ecco, se abbiamo accolto i messaggi della Madonna soltanto con le orecchie, se non li abbiamo capiti, se non siamo andati oltre, allora non possono dare i frutti. Dio vuole portarci avanti, cioè non soltanto a capire i messaggi, ma ad essere spinti a capire il Vangelo, a capire il momento della storia. 1 messaggi ci portano avanti a comprendere il parlare di Dio all'uomo, che può essere diversissimo. Dio non parla soltanto attraverso i veggenti, attraverso i doni speciali, ma parla anche attraverso il nostro cuore, attraverso la nostra riflessione, attraverso tutto l'essere.
Allora i messaggi devono portarci avanti per conoscere questa possibilità di comunicare con Dio e di entrare in contatto con Dio, nell'intimità con lo Spirito Santo che ce li interpreta dentro i cuori.
Voglio ora sottolineare il silenzio come il momento più profondo nel quale noi possiamo capire la Parola di Dio, quando proprio dentro di noi possiamo sentire quello che Dio vuole, quello che Dio dice attraverso i messaggi.
Un altro punto che vorrei ricordare è quello che è sottolineato in modo particolare adesso nei gruppi di preghiera: l'umiltà. Se voi volete rileggere i messaggi della Madonna dell'anno scorso, vedrete come molti sottolineano la battaglia che si conduce tra satana e la Madonna. Ultimamente diverse volte la Madonna ha detto al gruppo di preghiera: « Siate i miei imitatori, combattete contro satana ».
Voi capogruppo, responsabili, dovete esserlo in modo particolare. Ma qui si fa una domanda: come fare la battaglia contro satana? lo voglio sottolineare proprio questo aspetto. Satana da parte sua si presenta come un potente, si dichiara anche onnipotente, vi promette tutto, a volte sembra anche più forte di noi, ci schiaccia, ci promette sempre la vittoria, offre, ma è una vittoria momentanea per ingannare; offre una potenza qui sulla terra. La Madonna dice soltanto: umiltà.
Nella prima domenica di Quaresima ho scoperto quello che ci spiegavano la Madonna e Gesù attraverso le piccole veggenti, e per la prima volta, ho scoperto una dimensione di satana, quando si è avvicinato a Gesù nella seconda tentazione: « Ti darò tutta questa potenza, la gloria dei regni, perché è stata messa nelle mie mani ed io la do a chi voglio ». Satana dichiara di aver ricevuto tutto il potere sui regni della terra e può darlo a chi vuole; satana ha ricevuto una potenza e offre a Gesù questa potenza, ma Gesù non la vuole, Gesù rimane umile. Se volete seguire questa tentazione dall'inizio alla fine c'è satana che promette, offre anche la possibilità di fare miracoli: « Fa' che queste pietre diventino pane; ti darò questo potere, salta dal Tempio... », ma Gesù non accetta, Gesù rimane umile, senza questo potere, anche senza il potere miracoloso.
Ma che cos'è l'umiltà di Gesù? È stare nel Padre, essere radicato nel Padre. Gesù può vivere senza la potenza, ma non può vivere senza il Padre: si è abbandonato al Padre, si sottomette.
Questo non è qualche cosa di teorico, ma è qualcosa di molto pratico. Adesso nella Quaresima possiamo scoprire che cos'è l'umiltà: è essere umiliati, a volte essere schiacciati, non aver forza, non poter agire, quando non ti rimane nient'altro che stare nel Padre, stare in Dio, lasciare che Dio faccia.
Noi abbiamo dimenticato, secondo me, una cosa profonda nel cristianesimo, la cosa più preziosa della vita di Gesù: andare sulla Croce. Lì c'è l'umiltà nella sua fase più profonda; quando Gesù è legato non può fare dei miracoli, è schiacciato, è annientato. La cosa più preziosa di Gesù è di offrire al Padre, in umiltà, la sua vita per la salvezza del mondo.
Ultimamente nei messaggi, attraverso le piccole veggenti, Gesù parlando delle cose fondamentali della vita spirituale dice: « Dovete sentirvi nulla ».
Diverse volte ha sottolineato: « Dovete sentirvi nulla. Incapaci. Proprio nulla. È il Padre che farà tutto ». Ma questa esperienza di sentirvi nulla non potrete viverla senza essere schiacciati nelle difficoltà. Senza essere cancellati dagli uomini, senza essere umiliati, non potrete arrivare a questo atteggiamento di umiltà, perché sarebbe soltanto un'umiltà teorica.
L'umiltà della vita, l'umiltà della prassi, può arrivare soltanto attraverso l'umiliazione, attraverso la distruzione di tutto quello che è terreno e del peccato.
In un messaggio, dopo che abbiamo pregato e digiunato secondo le intenzioni che abbiamo avuto nei nostri cuori, Gesù disse attraverso Jelena: « Vi ho esaudito, però non riceverete quello che voi avete desiderato. Riceverete altre cose, perché non siete voi da glorificare, ma sono io da glorificare in voi ».
Anche questo atteggiamento di Gesù ci spiega come dobbiamo vivere in una umiltà totale, abbandonati a Dio, affinché Dio faccia quello che Lui vuole per essere glorificato. Ma questo non sarebbe sufficiente a dire che dobbiamo essere umili, perché una umiliazione può produrre soltanto un'umiliazione dell'uomo, ma qui c'è un'altra realtà da scoprire: io sono nulla, ma Dio ha deciso di salvare gli uomini. Dio in questo momento sta guidando' ciascuno di noi, ed è una cosa meravigliosa quando voi sapete che Dio vi guida avanti attraverso le vostre debolezze, attraverso i vostri peccati, anche attraverso i peccati di tutti gli uomini. Molte volte nella Scrittura Gesù dice: « Non abbiate paura ».
Queste parole le abbiamo sentite tante volte dalla Madonna e da Gesù attraverso i veggenti: « Non abbiate paura, affidatevi al Padre. Pregate così da essere sicuri che Lui guida tutto ».
Poi tante volte ci ha sottolineato: « Nelle difficoltà, quando portate le croci, cantate, siate pieni di gioia ». Ma tutto questo: la speranza, la gioia, provengono dal Padre il quale ci guida, il quale ha deciso di salvare l'umanità.
Allora, quando sappiamo che è il Padre che guida tutto, la nostra incapacità, il nostro nulla non è altro che dare gloria a Dio, non è altro che non preoccuparsi, lasciare tutto a Dio. Noi dobbiamo essere soltanto come i servi inutili, disposti a fare quello che ci indica il. Padre, a fare quello che ci indica la Madonna, a fare quello che ci indica la Chiesa.
A questo punto voglio dire un altro messaggio che potrebbe spiegare anche a voi la vostra relazione con i pellegrini, con la gente con cui lavorate. In un messaggio, attraverso una di queste piccole veggenti, Gesù ci disse per una ragazzina, ma il messaggio è dato per noi, come dovevamo comportarci verso quella persona che era in crisi: « Voi non potete far nulla. Sono io l'unico che può cambiarla. Voi dovete soltanto amarla », poi aggiunse: « Non fate delle dighe alla sua vita, perché quando si fanno le dighe il fiume si arrabbia e non scorre. Lasciatela libera come il fiume. Non fate neanche i ponti, perché quando si fanno i ponti, il fiume si sente stretto e allora non scorre liberamente. Lasciatela libera di scorrere come scorre il fiume ».
Quando mi sono avvicinato alla ragazzina l'ho vista chiusa, aggressiva, perché non si sentiva libera con nessuno. L'educazione familiare cristiana non era data con spirito d'amore; era chiusa, non aveva fiducia in nessuno. Ho sperimentato che cosa si doveva fare con lei: mostrarle amore. E ho visto che la ragazzina pian piano si apriva, come sboccia un fiore e, pian piano, ricevendo fiducia ha cominciato a gioire, a sbocciare.
Dopo un mese sono caduto io nella tentazione, mi sono stancato guardando tanti difetti della ragazzina, tanti sbagli.
Abbiamo pregato Gesù, perché nel gruppo ci siamo sentiti proprio frustrati: « Come mai la ragazzina non cambia? ». Abbiamo pregato a lungo e di nuovo abbiamo ricevuto lo stesso messaggio: « Lasciatela scorrere come il fiume. Non fate le dighe, non fate i ponti. Adesso mettetevi in riflessione e vedete quante dighe avete già fatte, quanti ponti avete costruiti. State attenti a non chiuderla. La ragazzina è già in via di aprirsi, ha ricevuto fiducia in voi. Siate pazienti. Anche qui voi dovete sentirvi nulla, dovete soltanto amare e lasciare tutto a me ».
Io penso che questo messaggio può servirvi per come dovete comportarvi con i pellegrini, come dovete comportarvi con l'altra gente a cui voi parlate della Madonna, di Medjugorje. Dovete prima di tutto amare.
Dovete amare, non fare le dighe, non fare i ponti. Questo è bellissimo, ma dobbiamo scoprirlo. Tante attività sono i ponti, le dighe. Ultimamente dicevo ad alcuni amici di tacere, di stare in silenzio, di pregare, di lasciar scorrere le cose, di non fare le difese. Ma molti fanno i ponti, le dighe... e il fiume si arrabbia, allora la nostra attività può essere solo di inciampo.
Sappiamo benissimo che i Santi non facevano le dighe, non facevano i ponti, ma hanno vissuto profondamente la parola di Dio, ritirati nel silenzio, nella preghiera, nell'amore, hanno vissuto radicati nel Padre e tutto proveniva da lì.
La gente attorno a loro poteva scorrere come un fiume e ciascuno libero di venire e di accettare i messaggi che provenivano dalla loro vita. Questo lo considero fondamentale.
Se volete partecipare al piano della Madonna la cosa fondamentale è di essere umili e di amare, ma quando dico di essere umili non vuol dire di non lavorare, ma di lavorare con umiltà. Quando vengono le dighe non distruggetele con le vostre forze, con la vostra logica; quando andate dall'altra parte del fiume non fate i vostri ponti, ma attraversate il ponte di Dio, il ponte che Dio ha costruito.
Ho detto che l'umiltà non è un atteggiamento teorico, ma vuol dire umiliazioni, vivere la vita della Croce, a volte essere anche distrutto, annientato.
lo desidero che ciascuno di noi possa accettare questa umiltà come un dono: un dono prezioso essere umiliati, cancellati, distrutti, essere crocifissi, essere morti per Gesù.
Che nessuno di noi abbia la tentazione di essere fuori strada, di essere perduto, perché distrutto. Se noi siamo distrutti per il Signore, se siamo crocifissi per il Signore, se siamo sepolti per il Signore, non potremo stare nella tomba neanche tre giorni: il Signore ci glorificherà. ...I capogruppo, gli accompagnatori di pellegrini devono essere pellegrini prima di tutto verso la profondità di Dio. Se non siamo così, allora tutti i pellegrini si bloccano, si fermano lì dove si sono fermate le guide. Secondo me, voi avete anche la responsabilità di organizzarvi. Sarebbe bene vivere i ritiri più profondi per arrivare alla profondità - quello che ho detto all'inizio - di come vivere la parola, di come vivere i messaggi, di andare oltre per approfondire. È una cosa preziosa, ma può essere capita soltanto in un ritiro più profondo, quando non siete occupati dai pellegrini, quando non siete occupati da questo e da quello, ma potete stare in silenzio, ascoltare per voi, non per gli altri. Noi sacerdoti abbiamo un problema: quando prepariamo le prediche cerchiamo di prepararle per gli altri, non per noi, e facciamo uno sbaglio fondamentale. Dobbiamo cercare la parola per noi, per poi parlare agli altri. Anche per voi guide dei pellegrini è molto importante avere del tempo per voi, per ascoltare la Parola per voi.
Se avete delle difficoltà di fronte ai pellegrini, alle strutture, non cercate di distruggere le strutture, ma cercate di rivolgervi a voi, vedete che cosa bisogna cambiare dentro di voi e Dio si prenderà cura degli altri. ... Quando la Madonna dice che i messaggi sono prima di tutto per la Parrocchia vuole sottolineare che voi siete responsabili per gli altri, voi dovete viverli, voi dovete essere testimoni per gli altri, così che gli altri possano riceverli; è un modo di procedere, non di escludere gli- altri. Per i gruppi di preghiera la Madonna ha detto all'inizio che i gruppi devono restare chiusi e che anche i messaggi non devono essere diffusi così come tutti gli altri messaggi: adesso capisco il perché. Un gruppo. una persona può dare soltanto quello che ha vissuto. Quello che è utile dare agli altri gruppi nel mondo è l'esperienza di ciascuno di noi e dei gruppi di preghiera, non i messaggi, perché i messaggi non possono essere capiti fuori del contesto dell'esperienza. Tutti i messaggi vengono dati lungo il cammino, così noi riceviamo la parola ad hoc, in una situazione concreta, dove l'anima si apre con certi bisogni, allora c'è la risposta della Madonna e di Gesù.
Allora se quella parola viene messa sui giornali diventa come tutte le altre parole, la gente non è in grado di accoglierla.
Quello che sarebbe utile è dare le testimonianze, le esperienze del gruppo. Quando la Madonna dice che dà i messaggi prima di tutto alla Parrocchia, vuol dire che neanche questi messaggi saranno utili se voi non li vivrete. Voi dovete essere un messaggio vivo per i pellegrini. Quando la Madonna ha cominciato a dare i messaggi nel '84, nel secondo messaggio ha detto il desiderio che la Parrocchia diventi una comunità, affinché tutti coloro che vengono a Medjugorje possano vivete la conversione.                                                   Meditazioni (sui Messaggi) di P. Tomislav Vlasic e P. Slavko Barbaric - Anno 1986

Fonte:http://www.medjugorje.ws/it/articles/yellow-book/7


martedì 7 aprile 2015

Dalla vostra conversione dipende il vostro futuro

PROFEZIE FALSE E PROFEZIE VERE

Devo chiarirvi alcune cose, perché voi possiate camminare veramente sulla strada della vita spirituale. C'è gente che viene qui e subito, quando sente parlare che queste apparizioni sono le ultime apparizioni della Madonna sulla terra, quando sente parlare dei segreti, subito piglia paura e comincia a dire: «Presto c'è una catastrofe, presto verrà la guerra, presto vengono i guai». La Madonna disse questo: «Quelli i quali dicono che a tale data, tra un anno, ci sarà una catastrofe, sono tutti quanti profeti falsi. Io sempre dicevo: convertitevi, convertitevi, convertitevi. Dalla vostra conversione dipende il vostro futuro». E così qui si vede come è fatta la differenza tra le profezie false e le profezie vere. Cioè le profezie false sono sempre fatalistiche, mentre le profezie bibliche sono sempre condizionate: «Se Ninive si converte, non sarà distrutta». Ecco, dipende da noi e perciò la Madonna sempre sottolinea i messaggi della pace, della preghiera e del digiuno.

LA PACE È UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO E INTERIORE


Tramite Jelena la Madonna disse: «L'amore è la pace, la pace è l'amore». E quando si parla qui della pace, dovete capirla come una realtà spirituale più profonda, un atteggiamento, un dono più profondo, dal quale proviene ogni altro dono. Jelena ci spiega proprio questo atteggiamento della pace, dicendo: «Alla Madonna non piace parlare del peccato, ma quando deve parlare del peccato sembra che pianga, perché dall'inizio della sua vita ha vissuto tutto in senso positivo, era un'assenza del peccato».

Perciò dice: «Non pensate alle guerre, ai castighi, al male. Neanche pensate a questo, perché se voi lo pensate siete proprio sulla strada di entrarvi. Il vostro compito è di accettare la pace. divina, viverla e diffonderla». Da qui si vede che cos'è la pace: un atteggiamento totalmente positivo. E adesso potete capire da quel brano del Vangelo di Matteo 6,24 fino a 34, quando la Madonna chiede un abbandono totale su tutti i livelli, perché voi potete arrivare alla pace vera che vuole da Madonna. Quando la Madonna dice: «Convertitevi», bisogna fare un passo avanti. Una maggioranza della gente che viene per la prima volta qui, si trattiene su un livello superficiale, su un livello terrestre; cioè, chiedono la grazia della guarigione, di risolvere il problema del matrimonio, dei figli, di risolvere questo e quel problema, ma sempre su un livello terrestre. Su questo livello, la pace divina non si può trovare, perché su questo livello tutto crolla, e se noi stiamo soltanto su questo livello, allora siamo in situazione di portare le paure dentro il nostro cuore. Perciò ci sono le paure per il futuro, perciò ci sono dei fanatici cristiani che portano la paura agli altri, perché dicono che la Madonna minaccia, ecc. Ma per risolvere questo problema dobbiamo guardare realmente la nostra vita e la vita cristiana.

PER IL CRISTIANO NON ESISTE ALCUNA PAURA


Io sono sicurissimo e lo so: io presto subirò una catastrofe, tra qualche mese, tra qualche anno, nell'ospedale, nella casa oppure sulla strada oppure da una bomba atomica, per me è lo stesso: io muoio. È la mia catastrofe. Unica catastrofe della mia vita terrestre. Credo che anche voi siete sicuri di subire questa catastrofe. Anzi sicurissimi. Però se noi chiudiamo gli occhi e ci comportiamo come se non ci fosse la morte, allora siamo in un inganno e cerchiamo di proteggerei, di salvarci da questa catastrofe. Invece noi cristiani non subiremo una catastrofe, perché per noi la vita consiste essenzialmente nella vita eterna. Questa vita è un passaggio. Questo dico in modo particolare dopo la mia esperienza vissuta qui, perché in un certo modo noi qui, attraverso i veggenti, abbiamo potuto palpare il Cielo, il Paradiso, perché i veggenti tutti hanno visto il Paradiso. Tre di loro hanno vissuto un'esperienza di essere portati in Cielo.

Ecco, se sul serio si accetta la vita eterna, allora non esiste più una catastrofe. Questa vita è soltanto un passaggio. Se noi veramente accettiamo questo, che è essenzialmente cristiano, allora sparisce la paura, non c'è più paura per il futuro e noi diventiamo capaci di accettare la pace divina, di viverla e diffonderla come dice la Madonna. Altrimenti noi non possiamo essere i messaggeri veri, parlando della pace e delle apparizioni di Medjugorje. Noi parleremo dei castighi, delle difficoltà, dei segreti e porteremo la paura. La Madonna diverse volte ha ripetuto: «Il vostro compito è di ricevere la pace divina, di viverla e diffonderla».

mercoledì 1 aprile 2015

Non limitiamoci a commemorare la passione del Signore

PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 1° aprile 2015

 
Il Triduo Pasquale
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Domani è il Giovedì Santo. Nel pomeriggio, con la Santa Messa “nella Cena del Signore”, avrà inizio il Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, che è il culmine di tutto l’anno liturgico e anche il culmine della nostra vita cristiana.
Il Triduo si apre con la commemorazione dell’Ultima Cena. Gesù, la vigilia della sua passione, offrì al Padre il suo corpo e il suo sangue sotto le specie del pane e del vino e, donandoli in nutrimento agli Apostoli, comandò loro di perpetuarne l’offerta in sua memoria. Il Vangelo di questa celebrazione, ricordando la lavanda dei piedi, esprime il medesimo significato dell’Eucaristia sotto un’altra prospettiva. Gesù – come un servo – lava i piedi di Simon Pietro e degli altri undici discepoli (cfr Gv 13,4-5). Con questo gesto profetico, Egli esprime il senso della sua vita e della sua passione, quale servizio a Dio e ai fratelli: «Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45).
Questo è avvenuto anche nel nostro Battesimo, quando la grazia di Dio ci ha lavato dal peccato e ci siamo rivestiti di Cristo (cfr Col 3,10). Questo avviene ogni volta che facciamo il memoriale del Signore nell’Eucaristia: facciamo comunione con Cristo Servo per obbedire al suo comandamento, quello di amarci come Lui ci ha amato (cfr Gv 13,34; 15,12). Se ci accostiamo alla santa Comunione senza essere sinceramente disposti a lavarci i piedi gli uni agli altri, noi non riconosciamo il Corpo del Signore. E’ il servizio di Gesù che dona sé stesso, totalmente.
Poi, dopodomani, nella liturgia del Venerdì Santo meditiamo il mistero della morte di Cristo e adoriamo la Croce. Negli ultimi istanti di vita, prima di consegnare lo spirito al Padre, Gesù disse: «E’ compiuto!» (Gv 19,30). Che cosa significa questa parola?, che Gesù dica: “E’ compiuto”? Significa che l’opera della salvezza è compiuta, che tutte le Scritture trovano il loro pieno compimento nell’amore del Cristo, Agnello immolato. Gesù, col suo Sacrificio, ha trasformato la più grande iniquità nel più grande amore.
Nel corso dei secoli ci sono uomini e donne che con la testimonianza della loro esistenza riflettono un raggio di questo amore perfetto, pieno, incontaminato. Mi piace ricordare un eroico testimone dei nostri giorni, Don Andrea Santoro, sacerdote della diocesi di Roma e missionario in Turchia. Qualche giorno prima di essere assassinato a Trebisonda, scriveva: «Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo prestandogli la mia carne … Si diventa capaci di salvezza solo offrendo la propria carne. Il male del mondo va portato e il dolore va condiviso, assorbendolo nella propria carne fino in fondo, come ha fatto Gesù» (A. Polselli, Don Andrea Santoro, le eredità, Città Nuova, Roma 2008, p. 31). Questo esempio di un uomo dei nostri tempi, e tanti altri, ci sostengano nell’offrire la nostra vita come dono d’amore ai fratelli, ad imitazione di Gesù. E anche oggi ci sono tanti uomini e donne, veri martiri che offrono la loro vita con Gesù per confessare la fede, soltanto per questo motivo. E’ un servizio, servizio della testimonianza cristiana fino al sangue, servizio che ci ha fatto Cristo: ci ha redento fino alla fine. E questo è il significato di quella parola “E’ compiuto”. Che bello sarà che tutti noi, alla fine della nostra vita, con i nostri sbagli, i nostri peccati, anche con le nostre buone opere, con il nostro amore al prossimo, possiamo dire al Padre come Gesù: “E’ compiuto”; non con la perfezione con cui lo ha detto Lui, ma dire: “Signore, ho fatto tutto quello che ho potuto fare. E’ compiuto”. Adorando la Croce, guardando Gesù, pensiamo all’amore, al servizio, alla nostra vita, ai martiri cristiani, e anche ci farà bene pensare alla fine della nostra vita. Nessuno di noi sa quando avverrà questo, ma possiamo chiedere la grazia di poter dire: “Padre, ho fatto quello che ho potuto. E’ compiuto”.
Il Sabato Santo è il giorno in cui la Chiesa contempla il “riposo” di Cristo nella tomba dopo il vittorioso combattimento della croce. Nel Sabato Santo la Chiesa, ancora una volta, si identifica con Maria: tutta la sua fede è raccolta in Lei, la prima e perfetta discepola, la prima e perfetta credente. Nell’oscurità che avvolge il creato, Ella rimane sola a tenere accesa la fiamma della fede, sperando contro ogni speranza (cfr Rm 4,18) nella Risurrezione di Gesù.
E nella grande Veglia Pasquale, in cui risuona nuovamente l’Alleluia, celebriamo Cristo Risorto centro e fine del cosmo e della storia; vegliamo pieni di speranza in attesa del suo ritorno, quando la Pasqua avrà la sua piena manifestazione.
A volte il buio della notte sembra penetrare nell’anima; a volte pensiamo: “ormai non c’è più nulla da fare”, e il cuore non trova più la forza di amare… Ma proprio in quel buio Cristo accende il fuoco dell’amore di Dio: un bagliore rompe l’oscurità e annuncia un nuovo inizio, qualcosa incomincia nel buio più profondo. Noi sappiamo che la notte è “più notte”, è più buia poco prima che incominci il giorno. Ma proprio in quel buio è Cristo che vince e che accende il fuoco dell’amore. La pietra del dolore è ribaltata lasciando spazio alla speranza. Ecco il grande mistero della Pasqua! In questa santa notte la Chiesa ci consegna la luce del Risorto, perché in noi non ci sia il rimpianto di chi dice “ormai…”, ma la speranza di chi si apre a un presente pieno di futuro: Cristo ha vinto la morte, e noi con Lui. La nostra vita non finisce davanti alla pietra di un sepolcro, la nostra vita va oltre con la speranza in Cristo che è risorto proprio da quel sepolcro. Come cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle del mattino, che sanno scorgere i segni del Risorto, come hanno fatto le donne e i discepoli accorsi al sepolcro all’alba del primo giorno della settimana.
Cari fratelli e sorelle, in questi giorni del Triduo Santo non limitiamoci a commemorare la passione del Signore, ma entriamo nel mistero, facciamo nostri i suoi sentimenti, i suoi atteggiamenti, come ci invita a fare l’apostolo Paolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5). Allora la nostra sarà una “buona Pasqua”.

Saluti:
Je souhaite la bienvenue aux pèlerins de langue française. Je vous invite à entrer de tout votre cœur dans la célébration des mystères que la liturgie de l’Église nous offre ces prochains jours. Partagez les sentiments et les attitudes que Jésus a connus aux jours de sa passion, c’est ainsi que vous ferez de « Bonnes Pâques ».
Que Dieu vous bénisse !
[Do il benvenuto ai pellegrini di lingua francese. Vi invito ad entrare con tutto il vostro cuore nella celebrazione dei misteri che la liturgia della Chiesa ci offre nei prossimi giorni. Condividete i sentimenti e le azioni che Gesù ha conosciuto nei giorni della sua passione, in questo modo farete una «Buona Pasqua». Che Dio vi benedica!]
I offer an affectionate greeting to all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience, including those from England, Denmark, Indonesia, Japan, Hong Kong and the United States. May the Risen Lord confirm you in faith and make you witnesses of his love and resurrection. May God bless you!
[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese presenti a questa Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Danimarca, Indonesia, Giappone, Hong Kong e Stati Uniti. Il Signore Risorto vi confermi nella fede e vi faccia testimoni del suo amore e della sua risurrezione. Dio vi benedica!]
Mit Freude heiße ich die Gläubigen deutscher Sprache willkommen. Besonders grüße ich die Jugendlichen des Regnum Christi und des ECyD. Liebe Freunde, treten wir in diesen Tagen wirklich in das Geheimnis Christi ein und machen wir uns seine Gesinnung zur unsrigen, wie der Apostel Paulus sagt: Seid „so gesinnt, wie es dem Leben in Christus Jesus entspricht (Phil 2,5). Dann werden unsere Ostern „frohe Ostern“. Gott segne euch.
[Sono lieto di accogliere i fedeli di lingua tedesca. In particolare saluto i giovani del Regnum Christi e dell’ECyD. Cari amici, entriamo veramente in questi giorni nel mistero di Cristo, facendo nostri i suoi sentimenti, come ci invita l’apostolo Paolo: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Fil 2,5). Allora la nostra Pasqua sarà una “buona Pasqua”. Dio vi benedica.]
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los muchos jóvenes, así como a los grupos provenientes de España, México, Ecuador, Argentina y otros. Que el Señor nos conceda a todos participar plenamente en el misterio de su muerte y resurrección haciendo nuestros sus propios sentimientos. Muchas gracias.
Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! De coração vos saúdo a todos, desejando-vos um Tríduo Pascal verdadeiramente santo que vos ajude a viver a Páscoa, cheios de alegria, consolação e esperança, como convém a quantos ressuscitaram com Cristo. Boa Páscoa!
[Carissimi pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Di cuore vi saluto tutti, augurandovi un Triduo Pasquale davvero santo che vi aiuti a vivere la Pasqua, pieni di gioia, consolazione e speranza, come si addice a quanti sono risorti con Cristo. Buona Pasqua!]
أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ منالشرق الأوسط. أيها الإخوةُ والأخواتُ الأعزاء، لندخل في سرّ آلام الرب ولتكن فينا المشاعر التي هي "أَيضاً في المَسيحِ يَسوع". أتمنى لكم فصحًا مجيدًا وليبارككُم الرب!
[Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, entriamo nel mistero della passione del Signore e facciamo nostri gli “stessi sentimenti di Cristo Gesù”. Vi auguro una Buona Pasqua e il Signore vi benedica!]
Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Drodzy bracia i siostry, w tych dniach Triduum Sacrum, przeżywając na nowo mękę naszego Pana, wejdźmy w tajemnicę i podejmijmy zachętę apostoła Pawła: „Niech was ożywiają uczucia znamienne dla Jezusa Chrystusa” (Flp 2,5). Wtedy nasze Święta będą dla nas „dobrą Paschą”.
Jutro przypada dziesiąta rocznica śmierci św. Jana Pawła II. Wspominamy go jako wielkiego świadka Chrystusa cierpiącego, umarłego i zmartwychwstałego, i prosimy go, aby wstawiał się za nami, za rodzinami i za Kościołem, by światło zmartwychwstania rozjaśniało wszelkie mroki naszego życia, i napełniało na radością i pokojem. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!
[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Cari fratelli e sorelle, in questi giorni del Triduum Sacrum, rivivendo la passione del nostro Signore, entriamo nel mistero e seguiamo l’invito dell’apostolo Paolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5). Allora la nostra sarà una “buona Pasqua”.
Domani cade il decimo anniversario della morte di San Giovanni Paolo II. Lo ricordiamo come grande Testimone di Cristo sofferente, morto e risorto, e gli chiediamo di intercedere per noi, per le famiglie, per la Chiesa, affinché la luce della risurrezione risplenda su tutte le ombre della nostra vita e ci riempia di gioia e di pace. Sia lodato Gesù Cristo!
]

* * *
Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. Sono lieto di accogliere gli universitari riuniti a Roma per l’incontro Internazionale UNIV e gli studenti dell’Istituto San Vincenzo de’ Paoli di Reggio Emilia, che ricordano i 150 anni di attività: vi esorto a crescere nell’amicizia con il Signore, perché “quello che serve non è una vita comoda ma un cuore innamorato”. Saluto i partecipanti alla Marcia Internazionale Montefortiana di Verona; i membri dell’Unione Camere Penali Italiane e i gruppi parrocchiali, in particolare la delegazione di Pescia. A tutti auguro che il Triduo Pasquale, centro della fede e della vita della Chiesa, sia occasione per entrare pienamente nel mistero della morte e risurrezione di Gesù.
Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domani ricorre il decimo anniversario della morte di San Giovanni Paolo II: il suo esempio e la sua testimonianza sono sempre vivi tra noi. Cari giovani, imparate ad affrontare la vita con il suo ardore e il suo entusiasmo; cari ammalati, portate con gioia la croce della sofferenza come egli ci ha insegnato; e voi, cari sposi novelli, mettete sempre Dio al centro, perché la vostra storia coniugale abbia più amore e più felicità.
  Fonte:https://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150401_udienza-generale.html