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martedì 23 settembre 2014

ERA IL 23 SETTEMBRE 2013 ...

Riassumendo: Lunedì 23 settembre 2013 alle ore 21.00 circa, alcuni italiani stavano pregando davanti alla statua della Madonna di Lourdes nella vecchia casa di Vicka. Improvvisamente la statua si è illuminata generando stupore e paura nei presenti tanto da far lanciare loro delle urla. Subito è accorsa Mirela la signora che lavora nel negozio sotto. Racconta Laura Marcazzan Budimir, una delle testimoni oculari: “verso le 21.10 sono entrati i parenti di Vicka. Io l’ho vista alle 22, la statua era fosforescente, si vedeva la sagoma, al tocco era normale, fredda… Ora chi scende dice che la luce sta diminuendo…”.

La prima cosa che viene in mente è che la statua possa essere stata spruzzata con della vernice fosforescente, ma la cosa strana è che nel primo giorno non si è riusciti né a fotografarla né a riprenderla. Neppure Dani che è il fotografo ufficiale di Medjugorje il primo giorno non ci riesce:

“È arrivata gente da tutte le parti per vedere! Non si riesce a fare foto… Il flash non fa vedere niente, solo occhio nudo vede… Bellissima! Ci sono tantissimi giovani dai 17/30 anni, coloro che non hanno vissuto nella loro pelle i primi giorni delle apparizioni perchè erano piccoli. Piangevano. Questo segno credo sia soprattutto per loro. Una settimana fa un parrocchiano di Bijakovici ha detto: “dobbiamo tornare a pregare insieme come 30 anni fa…”. Ecco questo segno è la risposta… Ed è un invito soprattutto per Bijakovici, per i parrocchiani. Perchè ora?  Proprio nel cuore di Bijakovici. La cosa diversa rispetto le altre volte che qualcuno nella casa vedeva segni è che questa volta è durato ore! E fino alle 03.00 le persone hanno potuto vedere! Tutti hanno visto, chi poco chi tanto…perchè ad un certo punto la luminosità è diminuita dalle 23 alle 02.30 e poi è aumentata ancora per poi svanire…Da una persona della famiglia di Vicka ieri sera: “Sembra di rivivere i primi giorni di 32 anni fa… Tutti vogliono entrare in casa…sembrano quei giorni.”

Anche il parroco di Medjugorje, Sakota, è andato a vederla, ecco cosa dice Laura: “Alle 3 è venuto a vederla, ha chiesto da quanto era cominciato e poi è andato via… Era serio e rispettoso…”

Prosegue la cronaca di Laura e il giorno dopo, martedì 24 settembre, scrive:

“Stamattina tutto nella normalità. Tanti che entrano per vedere ma la statua è normale… Stanotte alle 3 circa hanno chiuso la casa dopo che le persone sono diminuite… Gira una specie di foto ma non rende niente perchè è stata fatta quando la luminosità stava per diminuire… Quando l’abbiamo vista era proprio fosforescente tutta, delicata ma ben visibile! Tutti aspettano stasera”.

E’ ancora l’amica Laura a scrivere: “Siamo andati alla casa con la sorella e il cognato di Vicka alle 19.00 e ci siamo messi a pregare nella camera accanto… Le persone hanno cominciato a mettersi in fila alle 19.30. C’è la TV croate NovaTv. Ho avvicinato il cellulare a 2 cm e la luce non si vede: solo ad occhio nudo! Eravamo davanti alla statua quando ha cominciato ad illuminarsi da sola, piano piano. Marijo il marito di Vicka è venuto verso le 20 con i figli e come tutti è entrato, ha pregato e poi è uscito. L’aiuto per l’organizzazione è stato dato dall’associazione Kralica Mira, volontari di Bijakovici che aiutano anche Mirjana per l’apparizione del 2 del mese…le persone erano tranquille anche se stasera era un numero molto elevato, io ho fatto dei conti ma preferisco aspettare numeri ufficiali dei giornali locali”.

Intanto Vicka fa sapere che: “siamo fortunati di vedere la Madonna con la luce e che non piange, inginocchiatevi e pregate”.

La cronaca di Laura prosegue, alle ore una scrive: “La fila sta per terminare… La statua si illumina con minore intensità rispetto le ore 20… Quando pregavamo nella stanza accanto si illuminava di più ci ha detto Ivan Ivankovic che rimaneva dentro per aiutare le persone… Alle 1.30 la casa è stata chiusa”.

Michele Vasijli è finalmente riuscito a fotografare la statua luminosa e sembra che ci sia riuscito anche Dani il fotografo ufficiale.

Naturalmente, aspettiamo gli esiti degli esami, ma dal profondo del mio cuore voglio ringraziare la Vergine Maria per essere con noi e in mezzo a noi da tanti anni. - Tratto dal Blog di Annalisa Colzi
Aggiornamento 25.9.2013

Passiamo ad oggi.

Ci dice Laura Marcazzan Budimir che questa mattina Vicka durante la testimonianza ha risposto ai pellegrini che gli chiedevano spiegazioni sulla statua illuminata di casa sua: “E’ volontà della Madonna. Pregate di più”.

Michel Vasilj scrive che la Madonna anche questa sera, mercoledì 25 settembre, la statua alle 19.40 circa ha ripreso ad illuminarsi. Tanti giovani in fila fin dalle 18.30.

Daniel Miot esperto fotografo scrive una cosa interessante che mette in forte discussione la tesi che si tratti di vernice fosforoscente: “Apparentemente sembra una normale fluorescenza, ma visto che di giorno, con la stanza buia, non si illumina, il fenomeno è veramente inspiegabile".
 ATTUALMENTE  LA STATUA VIENE CUSTODITA DAI FRATI DI MEDJUGORJE

lunedì 22 settembre 2014

Oggi 22 settembre ricordiamo il transito di San Pio: "GLI ULTIMI MOMENTI..."- TESTIMONIANZA ESCLUSIVA

22 Settembre..

Ricordiamo il transito di San Pio da Pietralcina..


IL TRANSITO DI PADRE PIO – GLI ULTIMI MOMENTI IN UNA TESTIMONIANZA ESCLUSIVA DI CHI ERA VICINO A LUI

San Giovanni Rotondo (Foggia) Di Padre Pellegrino Funicelli - Comincia così il racconto della testimonianza di padre pellegrino Funicelli, Frate Cappuccino che al momento del trapsso di padre Pio era accanto a Lui."Poco dopo le ore 21 del 22 settembre 1968, quando Padre Mariano si era allontanato dalla cella n. 4 ed io vi ero entrato, Padre Pio per mezzo del citofono mi chiamò nella sua stanza: era a letto, coricato sul fianco destro.
Mi domandò soltanto l’ora segnata dalla sveglia posta sul suo comodino. Dai suoi occhi arrossati asciugai qualche piccola lagrima e ritornai nella stanza n. 4 per mettermi in ascolto presso il citofono sempre acceso.
Padre Pio mi chiamò ancora per altre cinque o sei volte fino alla mezzanotte; ed aveva sempre gli occhi rossi di pianto, ma di un pianto dolce, sereno.
A mezzanotte come un bambino pauroso mi supplicò: ” Resta con me, figlio mio “; e cominciò a chiedermi con molta frequenza l’orario. Mi guardava con occhi pieni d’ implorazione, stringendomi fortemente le mani. Poi, come se si fosse dimenticato dell’ orario richiestomi in continuazione, mi domandò: ” Uagliò, a ditte a Messe? “. Risposi sorridendo: ” Padre spirituale, è troppo presto adesso per la Messa “. Ed egli replicò: ” Beh, stamattina la dirai per me “. Ed io: ” Ma ogni mattina la dico secondo le sue intenzioni “.
Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: ” Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’ anima mia “.
Risposi: ” Padre spirituale, io sono sicuro che il Signore la farà vivere ancora a lungo, ma, se dovesse aver ragione lei, posso chiederle un’ ultima benedizione per i confratelli, per i figli spirituali e per i suoi ammalati ?”.
E lui: ” Sì che li benedico tutti; chiedi anzi al Superiore che la dia lui per me questa ultima benedizione “. Infine mi ha chiesto di rinnovare l’ atto della professione religiosa.
Era l’ una quando mi disse: ” Senti, figlio mio, io qui a letto non respiro bene. Lasciami alzare. Sulla sedia respirerò meglio “. L’ una, le due, le tre erano di solito gli orari in cui soleva alzarsi per prepararsi alla santa Messa, e prima di sedersi sulla poltrona soleva fare quattro passi per il corridoio. Quella notte notai con mia grande meraviglia che camminava dritto e spedito come un giovane, tanto che non vi era bisogno di sostenerlo. Giunto sull’ uscio della sua cella disse: ” Andiamo un po’ sul terrazzino “. Lo seguii tenendogli la mano sotto il braccio; egli stesso accese la luce e arrivato vicino alla poltrona si sedette e guardò in giro per il terrazzino curiosando: sembrava che con gli occhi cercasse qualcosa. Dopo cinque minuti volle tornare nella cella. Cercai di sollevarlo, ma mi disse: “ Non ce la faccio “. Infatti si era appesantito. ” Padre spirituale, non si preoccupi “, gli dissi incoraggiandolo e prendendo subito la sedia a rotelle che era a due passi. Per le ascelle lo sollevai dalla poltrona e lo posi a sedere sulla sedia. Egli stesso sollevò i piedi da terra e li poggiò sul pradellino. Nella cella quando l’ ebbi adagiato sulla poltrona, egli indicandomi con la mano sinistra e con lo sguardo la sedia a rotelle mi disse: ” Portala fuori “.
Rientrato nella cella, notai che il Padre incominciava ad impallidire. Sulla fronte aveva un sudore freddo. Mi spaventai, però, quando vidi che le sue labbra cominciavano a diventare livide. E ripeteva continuamente: ” Gesù, Maria ” con voce sempre più debole. Mi mossi per andare a chiamare un confratello, ma egli mi fermò dicendo: ” Non svegliare nessuno “. Io mi avviai ugualmente e correndo mi ero allontanato di pochi passi dalla sua cella, quando mi richiamò ancora. Ed io pensando che non mi richiamasse per dirmi la stessa cosa tornai indietro. Ma quando mi sentii ripetere: ” Non svegliare nessuno “, gli risposi con un atto di implorazione:” Padre spirituale, adesso mi lasci fare”.
E di corsa mi avviai verso la cella di padre Mariano, ma vedendo aperto l’ uscio di fra Guglielmo entri, accesi la luce e lo scossi: ” Padre Pio, sta male “. In un momento fra Guglielmo raggiunse la cella del Padre ed io corsi a telefonare al dottor Sala. Questi giunse dopo dieci minuti circa e appena vide il Padre preparò subito l’ occorrente per fargli un’ iniezione. Quando tutto fu pronto fra Guglielmo ed io cercammo di sollevarlo, ma non riuscendovi dovemmo adagiarlo sul letto: Il dottore fece l’ iniezione e poi ci aiutò a riadagiarlo sulla poltrona, mentre il Padre ripeteva con voce sempre più fievole e con il movimento delle labbra sempre più impercettibile: “ Gesù, Maria “.
Frattanto chiamai dal dottor Sala cominciavano ad arrivare Mario Pennelli, nipote di Padre Pio, il direttore sanitario della Casa Sollievo dottor Gusso, e il dottor Giovanni Scarale; mentre chiamati da me erano già arrivati il padre guardiano, il padre Mariano ed altri confratelli.
Mentre i medici davano l’ ossigeno prima con la cannula e poi con la maschera, il padre Paolo da San Giovanni Rotondo amministrava al Padre spirituale il Sacramento degli infermi e gli altri confratelli inginocchiati all’ intorno pregavano.
Alle ore 2,30 circa dolcemente chinò la testa sul petto: era spirato."

L' INCREDIBILE STORIA DEL PICCOLO JOSHUA GUARITO A MEDJUGORJE


“Dal buio della disperazione alla luce della speranza”
Testimonianza del papà di Joshua De Nicolò
Mi chiamo Manuel De Nicolò e vivo a Putignano, in provincia di Bari. Io e mia moglie Elisabetta non eravamo cattolici praticanti, ma seguivamo la fede cristiana solo per tradizione.
Nostro figlio Joshua aveva meno di 2 anni quando il 23 gennaio 2009 all’ospedale di San Giovanni Rotondo gli hanno diagnosticato una grave forma di tumore: un neuroblastoma mediastinico neuroblastoma mediastinico tra il cuore e i polmoni, con infiltrazione midollare e  metastasi scheletriche. In prativa si trattava in tutto di ben 22 tumori.
Durante le cure presso l’oncologico pediatrico di San Giovanni Rotondo, durate 8 mesi, il piccolo si è dovuto sottoporre a 80 cicli di chemioterapie, 17 radioterapie in anestesia generale e un processo di autotrapianto, ovvero 11 chemioterapie in 4 giorni. Ma, ciononostante, i medici davano a nostro figlio poche speranze di vita, sembrava questione di settimane o forse di giorni. 
Così, presi dalla disperazione più nera, pensammo di portare Joshua a Lourdes, l’unico santuario mariano che conoscevo. 
Ma un giorno, mentre eravamo a San Giovanni Rotondo, e  in un momento di disperazione io mi recai nella cripta di Padre Pio gli chiesi a muso duro: “Perché proprio a mio figlio? Dammi un segno per tornare a sperare”.

Poi tornai all’ospedale e mentre camminavo per il corridoio del reparto si accese improvvisamente il monitor di un computer che aveva come sfondo l’immagine del viso della Madonna. E’ stato come un flash che mi ha turbato profondamente. Quando sono entrato in camera ho trovato mia moglie Elisabetta che mi ha raccontato che Joshua non voleva dormire e che grazie a delle canzoni mariane aveva trovato serenità e calma. Ci informammo sulle musiche che avevano fatto riaddormentare nostro figlio. Erano canzoni dedicate alla Madonna di Medjugurie.  

Noi non sapevamo neanche dell’esistenza di un paese chiamato Medjugorje. Ma la Madonna ci chiamava lì e ci ha dato subito un altro segno. Tra le riviste sparse nella sala d’attesa dell’ospedale c’era uno speciale di “Oggi” in cui parlava della Madonna che appare a 6 ragazzi del posto dal 1981 e dei suoi miracoli di guarigione. 
Dopo aver letto questo articolo abbiamo deciso di partire immediatamente. I medici ci sconsigliavo questo viaggio perché Joshua aveva le piastrine sanguigne molto basse, circa 5.000, ma noi eravamo fortemente decisi. Il giorno che siamo partiti misteriosamente le piastrine di nostro figlio sono salite arrivando a 160.000. 
Così, a metà del mese di giugno abbiamo lasciato l’ospedale, e siamo tornati a casa. Qualche giorno dopo siamo partiti per Medjugorje: per noi era il viaggio della speranza. Giunto a Medjugorje, già appena sceso dal pullman, Joshua sembrava attratto misteriosamente ma fortemente da quel luogo santo.
Il bambino, a seguito del tumore non poteva quasi camminare più, ma lì sembrava stare un po’ meglio. Il 2 luglio 2009, nelle prime ore del mattino, ci siamo recati ai piedi della Croce Blu dove ci avevano detto che sarebbe apparsa la Madonna.
Alle ore 8 del mattino è stato portato su in braccio da Paolo Brosio, noto giornalista televisivo, che peraltro rischiava di scivolare sul quel sentiero sassoso a causa del fango accumulatosi per la pioggia.
Brosio ha fatto sedere Joshua proprio vicino alla Croce Blu dove alle ore 9  la veggente Mirjana ha avuto l’apparizione della Madonna. Dopo l’apparizione, con nostra grande sorpresa, il bambino ha cominciato a stare ancora meglio, sembrava non avvertisse più dolore.
Ma la sorpresa e la gioia più grande l’abbiamo avuto quando siamo tornati a casa.
Gli esami clinici evidenziarono infatti che 19 tumori, sparsi per tutto il corpo, erano scomparsi e le metastasi alle ossa erano completamente cicatrizzate. Restava solo il neuroblastoma dietro ai polmoni, la cui massa tumorale peraltro si era ridotta da 7,5 cm e 3 cm. Si poteva quindi tentare di asportarlo del tutto.
Ma i medici di San Giovanni Rotondo e anche quelli di Milano non hanno voluto effettuare l’operazione di asportazione del neuroblastoma ritenendola troppo difficile e rischiosa. Io ed Elisabetta non sapevamo più a chi rivolgerci.
Ma inaspettatamente un uomo misterioso e una donna sconosciuta ci hanno consigliato con molta determinazione di far eseguire l’operazione a Firenze. I medici, da noi interpellati, si sono dichiarati disponibili. 
E così, il 17 novembre 2009 abbiamo portato Joshua a Firenze dove è stato sottoposto a questo difficile e delicato intervento chirurgico di asportazione del neuroblastoma.
L’intervento è perfettamente riuscito e anzi i medici dicono che in un certo senso è stato esso stesso un miracolo perché si è svolto in modo inspiegabile: è durato infatti meno di 1 ora mentre si prevedeva una durata compresa fra le 4 e le 6 ore, e poi dopo l’intervento il bambino doveva passare alcuni giorni in rianimazione e invece c’è rimasto meno di mezz’ora perché si è svegliato subito e ha cominciato a respirare senza problemi, dunque ben oltre ogni più ottimistica previsione. Per noi questo intervento è stato un secondo miracolo.
A Medjugorje la veggente Mirjana ci ha invitato a testimoniare sempre la nostra esperienza per  aiutare coloro che hanno perso la speranza, per i non credenti e per chi frequenta la Chiesa per tradizione e non per fede. Ed è quello che proviamo a fare.
Vorrei concludere dicendo che ognuno di noi ha la sua croce e spesso si sente solo e abbandonato. Ma se ti affidi a Dio e alla Madonna di sicuro prima o poi accadrà qualcosa che non ti aspetti e che dal buio della disperazione ti porterà alla luce della speranza.

mercoledì 17 settembre 2014

La Messa sul Križevac è sempre un grande evento


Celebrazione della Festa dell’Esaltazione della croce a Medjugorje

Domenica 14 settembre 2014, con la partecipazione dei parrocchiani e di numerosi pellegrini, è stata celebrata solennemente a Medjugorje la Festa dell’Esaltazione della croce. Nella chiesa parrocchiale sono state celebrate cinque Sante Messe in lingua croata, rispettivamente alle ore 6:00, 7:00, 8:00, 12:00 e 19:00. La Messa solenne sul Križevac, presieduta dal francescano montenegrino fra Franjo Dušaj, è stata celebrata alle ore 11:00. Prima della Messa, fra Marinko Šakota, parroco di Medjugorje, ha guidato la preghiera del Rosario. “La croce sulla sommità di questo monte non è stata eretta solo come espressione di un atto votivo in un tempo di difficoltà e di fame, anche se sappiamo che avevano fatto questo voto. Per noi e per tutto il popolo di Dio questa croce ha però un significato più profondo: quello cioè di essere un annuncio profetico di salvezza. Nel Vangelo di Matteo, il Signore Gesù dice ai suoi apostoli: ‘Dai loro frutti li riconoscerete’. In questi ottant’anni a molte persone la salvezza è giunta attraverso questa croce e tramite tutto quello che è accaduto e sta accadendo in questo tempo. Anche questi sono i frutti di cui parla Gesù. Il Vangelo è per ieri, per l’oggi e resta anche per il domani. I nostri antenati hanno posto una croce sulla sommità di questo monte. Non molto tempo fa io l’ho ribattezzata ‘Parafulmine di Dio’. Perciò Medjugorje e tutti noi che veniamo qui siamo sotto la grande protezione di Dio. Molti si sentono bene qui, persino meglio che a casa propria. Molti vorrebbero anche trasferirsi qui: il monte Tabor, infatti, è in Terra Santa ma il monte Tabor è là dove c’è Gesù. Perciò anche questo è un monte Tabor”, ha detto fra Franjo nella sua omelia. Sabato 13 settembre, ai piedi del Križevac, si è svolta quest’anno, a cura del Teatro Popolare Croato di Mostar, una rappresentazione intitolata „Come è stato costruito il Križevac“. „Pensavamo a come rendere più vicino a tutti tutto quello che è successo ottant'anni fa, quando è stata innalzata la croce sul Križevac, e siamo venuti a contatto con Dragan Komadina e Robert Pehar. Dragan ha elaborato tutto ciò che era accaduto ed ha scritto il testo della rappresentazione”, ha sottolineato il parroco di Medjugorje, aggiungendo che la Messa sul Križevac è sempre un grande evento, non soltanto per la parrocchia di Medjugorje ma anche per numerosi pellegrini di tutto il mondo. Dal lunedì successivo alla celebrazione della Festa dell'Esaltazione della croce verrà modificato l'orario del programma liturgico di preghiera: la preghiera del Rosario in chiesa parrocchiale inizierà alle ore 17:00, mentre la Santa Messa sarà alle ore 18:00. Dopo la Santa Messa seguirà il consueto programma di preghiera. L’Adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare si terrà il martedì ed il sabato dalle ore 21:00 alle ore 22:00, mentre il giovedì l’Adorazione sarà dopo la Santa Messa serale. La preghiera del Rosario sul Podbrdo sarà la Domenica alle ore 14:00, mentre la Via Crucis sul Križevac si terrà il venerdì, sempre alle ore 14:00.
Objavljeno: 15.09.2014.
Fonte:  http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

martedì 16 settembre 2014

Processione Solenne a Medjugorje


Domenica 14 settembre 2014, a Medjugorje, quattro confratelli della Provincia Francescana dell’Erzegovina — fra Augustin Čordaš,  fra Ivan Marić, fra Alen Pajić, e fra Ivan Penavić — hanno emesso i loro voti perpetui. La Santa Messa solenne delle ore 19:00, presso l’Altare esterno della chiesa di San Giacomo, introdotta da una solenne processione, è stata presieduta dal Dott. fra Miljenko Šteko, Provinciale della Provincia Francescana dell’Erzegovina, e concelebrata da ottantasette sacerdoti. La Celebrazione è stata resa ancor più solenne dai canti eseguiti dai frati seminaristi, diretti da fra Stanko Mabić. Il Provinciale ha espresso la sua gioia per il fatto che questa Professione Solenne, per scelta degli stessi candidati ai voti perpetui, avvenisse a Medjugorje, vicino alla Madonna. Egli ha anche posto particolarmente in rilievo la Festa dell’Esaltazione della croce, che veniva celebrata quel giorno: “Cosa ci dice questa Festa, qui a Medjugorje, in questa parrocchia in cui c’è il Križevac? Ci dice che non ci siamo incamminati dietro ad uno qualunque, ma alla sequela di un Dio crocifisso e che ci siamo incamminati verso la Risurrezione. La nostra vita è tratteggiata dalla sua. La nostra ‘carriera’ consiste nel salire sempre più il Križevac, verso la croce, in una disponibilità sempre più pronta ad essere crocifissi ed in un sempre più profondo abbassamento per lavare i piedi ai fratelli. Noi potremo aprire le porte della Risurrezione solo con la chiave delle parole pronunciate da Gesù sulla croce: „Tutto è compiuto!“ (Gv 19,30) e: „Padre, nelle tue mani affido il mio spirito!“ (Lc 23,46). La Festa dell'Esaltazione della croce purifichi il nostro sguardo! Osserviamo Gesù che, prima della sua Passione e della croce, si abbassa di fronte ai suoi discepoli e lava loro i piedi. Solidali col nostro Maestro, restiamo con coraggio su questa strada. Guardiamo nel nostro cuore e cerchiamo in esso quel silenzio profondo in cui parla l'Amore di Dio. Abbandoniamoci per la vita all'abbraccio della Madre Celeste, che qui ha aiutato moltissime persone ad aprire il loro cuore. Da quel momento esse hanno cominciato a cambiare il mondo, proprio perché hanno cominciato a cambiare se stesse“, ha affermato il Provinciale. Dopo l'omelia è seguito il Rito della Professione, durante il quale i quattro fratelli hanno emesso i loro voti perpetui all'interno dell'Ordine Francescano nelle mani del Provinciale e si sono completamente dedicati al servizio della loro fraternità. Al termine della Santa Messa, fra Marinko Šakota, parroco di Medjugorje, ha rivolto il suo saluto a tutti i presenti ed ha fatto i suoi auguri ai neo professi solenni. Dopo la Messa, presso il Salone “San Giovanni Paolo II”, si è svolta una cena comunitaria, accompagnata da auguri e fraternità.

Fonte http://www.medjugorje.hr/it/

domenica 14 settembre 2014

« Pregate per poter accettare la croce »

 Padre Slavko


Se ci domandiamo che cosa ha detto qui la Madonna sulla croce, sulla sofferenza, non troveremo molto, ma troveremo molti punti come inviti. Una volta - era un Venerdì Santo - ha detto in un messaggio: « Non abbiate paura di portare la vostra croce, mio Figlio Gesù è con voi ». La Madonna sa che noi abbiamo la croce, ma ci invita a portarla, perché non siamo soli: « Mio Figlio Gesù è con voi ». L'anno scorso, prima della festa della Croce, ha detto: « Vi invito, pregate davanti alla Croce, perché dalla Croce vengono grandi grazie », e ci ha tutti invitati anche a consacrarci. Consacrarsi alla Croce perché, come? La Madonna non ci ha spiegato come ci si deve consacrare alla Croce, ma noi possiamo sapere cosa significa consacrare. Su questo punto ci aiuta anche la tradizione della Chiesa, l'esperienza mistica di tanti santi. Consacrarsi alla Croce, consacrarsi attraverso la Croce al Signore, significa abbandonarsi, dare la propria vita. Nel consacrarsi alla Croce è molto importante questo: domandarci se questa Croce mi parla. In ogni famiglia cristiana e sicuramente anche nella tua famiglia c'è la Croce o sul muro o sul Rosario. Quante volte noi vicino alla Croce bestemmiamo, ci comportiamo male, egoisticamente, con orgoglio, offendiamo, non vogliamo riconciliarci. Se è così - e tante volte è così - significa che non siamo consacrati alla Croce, cioè la Croce non ci parla, perché la parola della Croce è sempre: riconciliatevi, perdonate, amate senza condizioni.

Se abbiamo capito la Croce capiremo tutto. Se non capiamo la Croce non capiremo mai niente della nostra vita cristiana. La Madonna vuole che noi capiamo la Croce, perché Lei stessa l'ha capita, non perché è fuggita dalla Croce, ma l'ha accettata, con suo Figlio Gesù.

Nell'ultimo messaggio ha parlato sulla Croce e sulla sofferenza, esprimendo un desiderio: « Desidero che per voi la vostra croce sia gioia ». Se la Madonna lo desidera significa che è possibile. La Madonna non dice mai una parola vuota, e se dice che desidera, è possibile che per me e per te, la mia e la tua sofferenza, le nostre croci diventino gioia. Ci ha mostrato anche la via per la quale si può arrivare: « In modo particolare, cari figli, pregate per poter accettare la croce, la sofferenza, con amore ».

Non ci invita ad accettare subito, ma a pregare per poter accettare. Noi se abbiamo tristezza, molti problemi, molta sofferenza, se siamo disperati, forse a questo punto non possiamo accettare questo messaggio. Forse ci fa anche rabbia se dice: « Prendete con gioia, accettate con gioia la vostra croce, con amore ». Possiamo domandarci: quando abbiamo pregato l'ultima volta per la grazia di poter accettare la croce, la sofferenza con amore come Gesù? È questo il punto che dobbiamo capire, ma lo possiamo solo attraverso la preghiera. La Madonna non è contenta se noi soffriamo, non è sicuramente felice se noi portiamo le croci. Non dobbiamo aver paura davanti a questo invito.

« Accettate con amore la sofferenza ». La Madonna ci vuole insegnare una strategia con la quale possiamo lottare contro la croce, contro la sofferenza. Noi abbiamo già trovato tante volte dei falsi mezzi nei confronti della sofferenza. Allora quando noi proviamo a fuggire dalla sofferenza, dalla croce, non vogliamo accettarla, ogni croce non accettata diventa doppia. La Madonna invitandoci ad accettare la sofferenza ci indica una strada, un cammino di guarigione. Infatti dice più avanti: « Solo così posso con la gioia darvi le grazie e guarigione che Gesù mi permette ».

Vedete, quando si accetta la sofferenza con amore, come Gesù, questa è l'ultima condizione per essere guariti.

Vi vorrei dire ancora una parola e discernere due fonti della sofferenza. Esiste una sofferenza che ci viene perché amiamo e un'altra perché non vogliamo amare, cioè perché facciamo il peccato, perché odiamo. Quando uno ama, con l'amore è sempre collegata la sofferenza, la croce, perché l'amore sempre ci guida verso gli altri e negli altri incontriamo sempre tanta sofferenza. Se li amiamo soffriamo, ma questa sofferenza ci fa maturare, ci aiuta e aiuta gli altri. Per esempio, quando una mamma ama il suo bambino e questo è ammalato, ha delle sofferenze, la mamma stando con lui sicuramente diventa una mamma più matura e il suo amore si purifica. È sempre così. Questa sofferenza accompagna sempre l'amore e a questo punto possiamo forse più facilmente capire da dove veniva la sofferenza di Gesù e la sofferenza della Madonna.

Umanamente parlando la Madonna dice che soffre e tante volte l'hanno vista piangere. Chi è in Cielo non può soffrire, ma in questo modo la Madonna ci dice che ci ama e ci vuole educare all'amore per poter capire la sofferenza, per poterla portare e per poter aiutare gli altri ad essere salvati dalla sofferenza. Da questa sofferenza che viene perché si ama, non possiamo essere salvati, perché Gesù stesso non era salvato. Ma c'è un'altra sofferenza. Se uno odia, non vuole perdonare, qual è la sua sofferenza? Il rancore. Non può essere mai contento, non può essere mai felice, perché l'odio distrugge, non può portarci la vita. Questa sofferenza è pericolosa, perché distrugge personalmente coloro che portano odio e che non vogliono riconciliarsi e queste persone distruggono le altre. Pensate ad un ubriaco, ad uno che beve molto, quale è la sua sofferenza? Qual è la sofferenza della sua famiglia? Diventa un problema, diventa una sofferenza grande. Se uno prende la droga, quanta sofferenza! Vedete il discernimento? Se noi cristiani capissimo questa sofferenza che viene dal peccato capiremmo che dobbiamo lasciare il peccato per poter avere l'amore. Quando abbiamo l'amore, io vi dico, non ci interessa più la sofferenza, ci interessa solo una cosa: amare in ogni momento, in ogni situazione. E qui, oggi, festeggiando, celebrando la Croce dovremmo capire questo punto della vita cristiana. Allora la Madonna ci invita ad avvicinarci alla Croce, a pregare davanti alla Croce, a consacrarci alla Croce. E non ha paura perché sa quale significato hanno avuto la Croce e la sofferenza nella sua vita e nella vita di suo Figlio. La Madonna ha capito il suo dovere: siamo nati proprio sotto la Croce quando Gesù ha detto: « Madre ecco il tuo figlio » e al discepolo: « Ecco la tua Madre ». Possiamo dire che in quel momento è nata la nostra Chiesa, la nostra comunità. Come ogni madre, Maria vuole educarci e come Regina dei profeti non poteva nasconderci la Croce, non poteva non parlare sulla sofferenza e doveva invitarci alla conversione, perché tutti i profeti dovevano fare così. Solo i falsi profeti hanno promesso la pace, non hanno parlato della sofferenza, non hanno parlato del bisogno della conversione.

La Madonna, come Regina dei profeti, ci invita a pregare per poter accettare le croci e per poter, con la croce, con la nostra sofferenza, ottenere un mondo nuovo.

(P. Slavko Barbaric - 14 settembre 1986) 

Fonte :  http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/lacroce.html

sabato 13 settembre 2014

Domani Festa dell'Esaltazione della Santa Croce nella Parrocchia di Međugorje

La Festa dell'Esaltazione della Santa Croce nella Parrocchia di Međugorje si chiama „Križevac“ e tradizionalmente si celebra la prima Domenica dopo la Festa della Natività di Maria. In onore dell’Anno Santo della Redenzione 1933/34, incitati dall’allora parroco Fra Bernardin Smoljan, i parrocchiani di Međugorje – nonostante la loro povertà – hanno costruito sulla collina sopra Međugorje una Croce monumentale alta 8,5 metri e larga 3,5. Reliquie della vera Croce di Gesù, ricevute da Roma per l’occasione, sono inserite nell’asta della Croce stessa.
Il 16 Marzo 1934 fu celebrata la prima Santa Messa ai piedi della Croce. Nel Settembre del 1935, il Vescovo fra Alojzije Mišić ordinò che a Međugorje la Festa della Esaltazione della Santa Croce venisse celebrata ogni anno la prima Domenica dopo la Festa della Natività di Maria e che la Messa fosse celebrata sul Križevac. Fino al 1981 questa era una Festa per i parrocchiani e gli amici dei villaggi vicini, e, dal 1981, è divenuta una Festa per i pellegrini da tutto il mondo.
Durante tutta la settimana precedente la Festa, la Croce è illuminata di notte con migliaia di luci che annunciano l’imminente celebrazione.
A Međugorje la Gospa ci invita costantemente a pregare davanti alla Croce ed a venerare la Croce di Cristo. Anche quest’anno, numerosi pellegrini locali e stranieri hanno risposto alla sua chiamata. Una moltitudine di pellegrini è venuta al Santuario a piedi durante la notte e le prime ore del mattino. Alle 10:00 inizierà la preghiera del Rosario ai piedi del Križevac, guidata dai Francescani di Međugorje. Alle 11:00 ci sarà la Santa Messa.


 Fonte: http://www.medjugorje.ws/it/articles/solemnity-exaltation-holy-cross-krizevac-mountain/