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venerdì 12 settembre 2014

La "Provvidenza" muoveva ogni cosa. ( L'ORFANOTROFIO ' DI S. CORNELIA )

CENTRO FAMIGLIA FERITA
Il Centro della “ Famiglia ferita “, ( questo è il nome, non viene mai usato il nome orfanotrofio per diretta volontà della sua fondatrice Suor Josipa ) si trova dislocato in due case, nella cittadina di Citluk e nella piccola frazione di Vionica, da dove tutto ha origine. Vionica fa parte della parrocchia di Medugorje,

Subito dopo lo scoppio del conflitto nella ex-Yugoslavia, due suore, Suor Josipa e Suor Kornelia Kordic, in seguito alla distruzione del loro convento nella Bosnia centrale, cercarono rifugio nel loro paese natale, Medjugorie.
Lì, presa coscienza della drammatica situazione di sofferenza sia fisica che spirituale del loro popolo, appoggiandosi ad alcune strutture messe a disposizione dagli abitanti del paese, iniziarono a dare rifugio ed assistenza a centinaia di persone che fuggivano dalle zone più disastrate cercando aiuto dove gli echi della guerra sembravano se non assenti almeno più attenuati. La disponibilità delle suore era grande e altrettanto intenso era l’impegno degli abitanti del paese e dei pellegrini. Ma le esigenze della moltitudine di povera gente proveniente da tutta la Bosnia, erano davvero smisurate.Nel 1992, in piena guerra civile dell’ex Jugoslavia, incurante dei pericoli, Suor Josipa su un terreno di proprietà della sua famiglia (terreno tutto pietre e rovi ) in località Vionica, alle porte di Medugorje, piantò le prime tende recuperate alla buona e iniziò ad ospitare profughi provenienti un po’ da tutta la Bosnia, bambini, anziani, famiglie intere che cercavano rifugio e aiuto. In poco tempo si ritrovarono sotto quelle tende fatiscenti più di 250 persone, Josipa confidava e veniva veramente aiutata giorno per giorno dalla Divina Provvidenza, arrivavano pochi aiuti soprattutto dai pellegrini che conoscendo Medugorje avevano iniziato a conoscere la triste e tremenda realtà di Vionica.
Nel 1993 intanto con l’aiuto di volontari, soprattutto italiani, iniziò la costruzione di una casa per poter togliere dalle tende quelle povere creature. Sotto i bombardamenti vennero gettate le fondamenta della struttura a 2 Km dal santuario nel paese di Citluk. "Dove gli altri distruggono, noi dobbiamo costruire…" diceva Suor Josipa. Da quel momento centinaia di volontari hanno messo a disposizione le loro capacità professionali e umane per andare incontro alle esigenze progettuali o di effettiva costruzione pratica della struttura.
La "Provvidenza" muoveva ogni cosa. Provvidenza che si concretizzava attraverso camion di mattoni, cemento, tubi, sanitari, infissi, arredi, cucine, pentole, automezzi, manodopera gratuita di esperti, cibo che venivano distribuite ai profughi ed ai malati provenienti dalla Bosnia centrale. Nell’autunno 1995 la casa fu inaugurata e finalmente le prime decine di bambini, fino ad allora ospitati in strutture di emergenza, ritrovarono un tetto stabile ed il calore e la sicurezza di un ambiente familiare.


Intanto nel 1994 con la benedizione del Papa Giovanni Paolo II ottenne di lasciare L’Ordine delle Sorelle Scolastiche Francescane e nell’Ottobre dello stesso anno fondò la “ Comunità delle Sorelle della Famiglia Ferita “, scopo di tale comunità è la cura delle famiglie, soprattutto di quelle bisognose e lacerate. Il Santo Padre proclama il 1994 l’anno della famiglia, in seguito a questo e per la particolare benedizione, amicizia e incoraggiamento che sua Santità le dona chiama il centro “ CENTRO FAMILIARE PAPA GIOVANNI PAOLO II

Attualmente lo "Obiteljski Centar Ivan Pavao II" (Casa Famiglia Giovanni Paolo II) ospita centoquaranta orfani o profughi di guerra, che vanno da pochi mesi fino ai 18 anni e più. I bambini hanno ripreso ad andare a scuola, ragazzi più grandi (fino a 18 anni) frequentano le superiori. Le suore ed i volontari sono la loro famiglia. Una famiglia che dona la propria vita per dare una prospettiva al futuro dei figli più fragili e più segnati dal dramma della guerra.

Ad oggi l ’organizzazione governativa del Paese della Bosnia Erzegovina non prevede contributi di sostentamento per i bambini della Casa Famiglia. Questi restano quindi nelle mani dei benefattori locali o stranieri o di alcuni organismi della Chiesa che saltuariamente nei casi di emergenza estrema, effettuano delle piccole donazioni straordinarie.
Sempre grazie al sostegno dei volontari, negli ultimi anni è stata completata la struttura nella zona di Vionica, di Medjugorie, con la costruzione di una casa già utilizzata per far passare ai più piccoli i primi anni della loro vita nel verde, lontano dal traffico e dai pericoli della città.
La nuova struttura, ha dato l'opportunità di dividere l'operato della missione in tre punti principali: la casa di Citluk, dove si trovano i ragazzi dai tre ai diciotto anni, la casa di Vionica, dove si trovano le suore novizie con una i bambini più piccoli e la nuova struttura (a poche decine di metri dalla casa di Vionica) dove alloggiano ad oggi, le ragazze madri con i loro piccoli.
Nel 2002, dove si trovava una vecchia tettoia in legno e sacco, dove la Madonna è apparsa più volte a Vicka, è stata costruita piano piano, ed ancora in fase di completamento, una piccola chiesa , voluta fortemente da S. Josipa gli ultimi tempi della sua permanenza terrena.


Suor Josipa è nata il 30 Gennaio 1947, sesta di nove figli, si consacrò a Dio nel 1970 a Roma. Dopo 12 anni di vita, di lavoro e di istruzione a Roma, fece ritorno nella sua terra a Bjielo Polje. Qui ricoprì diverse cariche in luoghi diversi (Humac, Ljubuski, ecc.) , dal 1980 al 1984 visse a New York, poi tornò a Siroki Brijeg e a Listica dove nel 1991 la guerra cambiò la sua vita. Decise subito di dedicarsi senza indugio ai più bisognosi, alle famiglie e ai bambini orfani, il 12 Ottobre 1994 fonda la Comunità delle Sorelle missionarie della Famiglia ferita. Intanto nella sua Missione coinvolge un po’ tutta la sua famiglia, la sorella Anna, sposata e residente in America, la quale torna e con il marito costruisce un albergo a Medugorje per ospitare i profughi, donando tutto a Josipa e alla sua opera, il fratello Kornelio sacerdote, gli altri fratelli e soprattutto la sorella suora anche lei: Suor Kornelia che diventa il suo braccio destro e attualmente guida l’opera.
La malattia è in agguato, arriva inesorabile nel 2000, tumore ai polmoni, al fegato ed alle ossa, ma mai fece pesare questa situazione alle sorelle e ai bambini, per tutti sempre , fino all’ultimo ha avuto sorrisi e parole che parlavano di grazia, di gioia e di amore.
Alla vigilia della sua morte chiese che nessuno, durante il suo funerale, portasse il lutto vestendosi di nero. “ Che domini il bianco, il canto, la gioia e la luce, perché si tratterà di un momento di felicità e di pace per me”.
Suor Josipa nasce al cielo, alla sua vera vita, il 10 Aprile 2003

Suor Josipa racconta: "
La brutalità della guerra in Croazia e in Bosnia-Erzegovina mi ha indotto ad aiutare in modo più efficace i più disastrati.. La famiglia odierna è ferita: da qui proviene la gente isolata, infelice, piena d´odio, d´aggressività e di debolezze d´ogni genere.
Noi possiamo constatare tutti i giorni che queste famiglie innocenti sono tormentate a causa di una triplice sofferenza: il dolore esistenziale per la perdita di tanti parenti e congiunti; il dolore psicologico per lo sconvolgimento, spesso anche mentale, provocato da questa guerra terrificante; il dolore spirituale, poiché la fedeltà alla Chiesa Cattolica è stata duramente messa alla prova.
Tante famiglie ferite, tante case distrutte, tante chiese devastate e profanate, possono risorgere solo nel cuore che ama con l´amore di Cristo.
Le finalità della nostra piccola comunità tendono ad aiutare a riconquistare la sicurezza rispetto ai problemi della famiglia, della salute, dell´istruzione, della casa, del lavoro, ricucendo i brandelli di una identità perduta per chi soffre nell´anima e nel corpo. Il centro del nostro interesse è la "famiglia ferita" da una guerra assurda ed orribile, frutto dell´odio umano, che ha seminato tanta sofferenza, morte e dolore. Ma sappiamo che proprio dalle "macerie" può scaturire la volontà di rinascere, di tornare alla vita; uniti nella "sofferenza" per poter poi condividere la "gioia".
Il nostro metodo si riassume in poche parole: "non abbiamo niente, ogni giorno ci viene donato molto, e tutto quello che riceviamo lo doniamo".

Attualmente il centro è seguito da Suor Kornelia e da altre giovanissime sorelle, sono aiutate da qualche giovane ragazza madre che è stata accolta insieme alla sua creatura.

Alla Provvidenza Josipa si è sempre affidata, con una fiducia cieca e totale, mostrando sempre una serenità incredibile e incomprensibile ai più, la Provvidenza Divina non l’ha mai abbandonata, anche nei momenti più tremendi e nelle situazioni più drammatiche.

“Signore Gesù Cristo, ti prego per tutti quelli che mi hai affidato: sii davanti a loro per guidarli, alle loro spalle per proteggerli, in essi per preservarli e vola su di loro per illuminarli. Grazie Gesù”.

FONTE:  http://www.madonnaaddoloratadelperdono.it/famiglia_ferita_-_medjugorje.html

martedì 9 settembre 2014

14 settembre: Santa Messa sul Križevac

Nella parrocchia di Medjugorje, l'Esaltazione della Croce di Cristo viene tradizionalmente celebrata la prima Domenica dopo la Festa della Natività della Beata Vergine Maria. Quest'anno tale Domenica cade il 14 settembre. La Santa Messa solenne sul Križevac sarà alle ore 11:00. Tutti coloro che non sono in condizioni di recarsi sul Križevac potranno partecipare ad una delle Sante Messe in lingua croata presso la chiesa parrocchiale, che verranno celebrate alle ore 6:00, 7:00, 8:00,12:00 e 19:00. La Croce sul Križevac è stata eretta nel 1933, in occasione dell'Anno giubilare della morte del nostro Redentore. Fino al 1981, quello era un luogo di preghiera per i parrocchiani e per i fedeli delle parrocchie vicine. Dopo l'inizio della apparizioni della Madonna, il Križevac è divenuto un luogo di preghiera per pellegrini di tutto il mondo. Il 13 settembre, vigilia della Festa dell'Esaltazione della Croce di Cristo, alle ore 20:00, ai piedi del Križevac, a cura del Teatro Popolare Croato di Mostar, verrà inscenata una rappresentazione intitolata “Come è stato costruito il Križevac”.
Objavljeno: 09.09.2014.
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/

venerdì 29 agosto 2014

Ciò che piace e ciò che non piace a Satana



Padre Pellegrino Ernetti, a Venezia,  riceveva centinaia di persone alla settimana per essere esorcizzate.  Era il più preparato esorcista del nostro tempo.
Padre Pellegrino Ernetti, in una intervista fattagli dal giornalista Vincenzo Speziale, diceva: ... oggi il male (e tutti ce ne lamentiamo) sta dilatandosi sempre più in tutto il mondo e nelle più svariate e raffinate manifestazioni.

Chi reagisce? Chi lotta? Chi prende le armi della fede? Non si ‘può pretendere di piantare il seme buono e che esso poi possa attecchire e produrre frutto, se prima non abbiamo dissodato questo terreno dalle spine e dai rovi del demonio. Vana sarebbe ogni pastorale che non comprendesse questa tattica di lavoro spirituale, perché gli eletti sono coloro che hanno vinto il dragone nel Sangue dell'Agnello. La pastorale comincia qui ed essa non consiste nel costruire grandi edifici, oratori, opere parrocchiali ecc., quando poi il sacerdote non si trova più nel confessionale, perché oggi, con varie scuse, i sacerdoti non sono più a disposizione delle anime, non confessano più, ritengono la Confessione come l'ultima cosa...! Questo è errato perché è il Sacramento grande che ci sia, perché lotta contro il demonio lavando le anime nel Sangue di Gesù. La Confessione non toglie soltanto il peccato dall'anima, ma ci dà una corazza con cui possiamo lottare contro il demonio. Io ne ho una esperienza terribile!
Quindi ricorriamo con frequenza a questo grande Sacramento. Chi ci purifica dai nostri peccati? Il Sangue di Cristo! Chi ci santifica? Il Sangue di Cristo! Chi ci dà la forza di lottare contro i nostri nemici spirituali? Il Sangue di Cristo! Ma chi amministra il Sangue di Cristo se non ci sono sacerdoti a disposizione nei confessionali? Essi pensano alle macchine, pensano a correre a destra e a sinistra, per non parlare di altre cose peccaminose.
A questo punto il giornalista gli fa questa domanda:
Cosa piace al demonio, cosa dispiace al demonio?
Padre Pellegrino rispose: Ora stai attento. Gli esorcisti non hanno pensato a quello che mi sono sforzato di fare io, perché se l'avessero fatto tutti a quest'ora potremmo avere dei volumi su quello che vuole o non vuole il demonio. Io dopo aver esorcizzata una persona austriaca, ho cominciato a far registrare dai miei collaboratori tutto e così a poco a poco è venuto fuori da tanti esorcismi una catechesi del demonio. Ti prego di pubblicarla tutta, perché forse sarà il culmine di tutte le altre domande. Iniziamo con “Ciò che piace al demoni”:
Primo - La particola sulla mano: “Così posso calpestare il vostro Dio, queI Dio che io ho ucciso, e posso celebrare le mie messe con i miei sacerdoti che ho strappato a lui”.
Secondo - I preti vestiti come netturbini, camuffati “così li porto dove voglio io, negli alberghi e nelle case private in cerca di donne e di omosessuali, e faccio commette re tanti sacrilegi, e li porto nel mio regno! Quanti, quanti preti mimetizzati sono nel mio regno! E non mi scapperanno più” (qui seguono delle risate a dir poco agghiaccianti).
Terzo - I preti e i Vescovi iscritti alla massoneria e alle mie sette: “Oh quanti, oh quanti ce ne porto col denaro e con le donne... quanti, quanti diventano miei amici fedeli... col denaro e con le donne... ne prendo quanti ne voglio, li porto nel mio regno”.
Quarto - Le gonne corte. “Con le quali accalappio uomini e donne e riempio il mio regno... che contento.., che gioia”.
Quinto - La televisione:“Uh, la televisione.., è il mio apparecchio, l'ho inventato io... per distruggere le singole anime e le famiglie.., le separo, le disgrego con i programmi miei sottilissimi e penetranti... uh, la televisione è il centro di attrazione con cui attiro anche tanti preti, frati e suore specialmente nelle ore piccole, e poi non li faccio più pregare.,. In un attimo, mi presento in tutto il mondo.,. mi ascoltano e mi vedono tutti... mi aiutano assai bene i miei fedeli servi, i maghi, le streghe, cartomanti, chiromanti, astrologi . (I puntini indicano il prosieguo del discorso, e risate che di umano non hanno proprio nulla).
Sesto - Le discoteche: “Che bello.., sono i miei palazzi d'oro dove attiro le migliori speranze della società che io faccio mie distruggendo le loro anime e i loro corpi.. .quante migliaia e migliaia ne porto con me con l'alcool, con la droga e col sesso... oh, che continua mietitura. Le ho affidate a tanti politici, miei fedeli servi, a consacrati... Io sono il vero re del mondo, e non già il vostro Dio, che io ho crocifìsso'
Settimo - Il divorzio.., la separazione degli sposi:” Sono state inventate da me, ne rivendico la proprietà... E' una delle mie più intelligenti scoperte... così distruggo la fa miglia e distruggo la società, dove io sono adorato come vero re del mondo... IL SESSO... IL SESSO... non ascoltate quell'uomo impiccato in croce che non vi dà niente... il vero piacere ve lo dò soltanto io col sesso libero.., il mio regno è soprattutto libertà del piacere sessuale con cui regno sul la terra”.
Ottavo - L'aborto.., l'uccisione degli innocenti:“Oh... urrah! urrah! E stata la mia trovata più bella e più gustosa! ammazzare gli innocenti invece dei colpevoli e degli omicidi della mafia! Distruggo l'umanità e così finiscono, prima di nascere, gli adoratori del vostro falso Dio... urrah! urrah!”.
Nono - La droga: “È il cibo più gustoso che io faccio mangiare ai giovani per renderli pazzi.., e così ne faccio quello che voglio.., ladri.., assassini,,, lussuriosi,,, feroci come me... dominatori del mondo.., miei ministri “.
Decimo - Ma soprattutto mi piacciono e mi rallegrano quei vescovi e quei preti che negano la mia esistenza e la mia opera nel mondo:“e sono tantissimi,,, oh! che gioia, che gioia per me... lavoro tranquillo e sicuro.,, persino i teologi oggi non credono alla mia esistenza.., che bello.., e così negano anche quel loro Dio che era venuto per distruggermi,,, invece io l'ho vinto.., l'ho inchiodato sulla Croce,., hahahahaha...! Bravi questi preti,,, bravissimi questi vescovi,.. bravissimi questi teologi.., sono tutti miei fedeli servitori.,, ne faccio quello che voglio... ormai sono miei.., li porto dove voglio.., vestiti da beccamorti,,, con la sigaretta sempre in bocca.., profumati come gagà... in cerca di donnicciole facili.., con auto all'ultima moda.., pieni di danaro.,. si ribellano ai dogmi del loro falso Dio e della falsa Chiesa di quel crocifisso mia vittima.., sono i soldati più sicuri del mio regno, pieno pieno di loro... Con essi metto confusione e smarrimento nel popolo, che allontano sempre più dal falso Dio.,. e porto nel mio regno di odio e di disperazione eterna.., per sempre con me, con me... ha ha ha ha ha ha! Quanti di essi ne ho fatti iscrivere alle sette mie... alletta ti dalla mia carriera e dal mio denaro.., li compro con facilità.., perché finalmente sono riuscito a non fare amare più né quel falso loro Dio, né quella donna che pretende di avermi vinto “.
Undicesimo - I politici che si dichiarano cristiani:“ma che cristiani non sono, perché sono miei e al mio servizio... Presentandosi però come cristiani, ingannano tante persone che li seguono dove io astutamente li porto... Vengono con me a rubare allegramente il denaro del popolo, denaro che costa sudore e lacrime di lavoro sofferto; denaro strappato alle famiglie povere con tasse inique, imposte da questi politici che ingrassano, sciupano, spendono e spandono senza limiti...
Eppure faccio fare loro delle dichiarazioni di rettitudine, di bontà, di ossequio, di lealtà e di sincerità cristiana, tali da far cadere anche i preti e i vescovi con loro... Il denaro è la mia arma più efficace; preti e vescovi chiudono gli occhi su questi politici, miei servi e schiavi.., basta che loro trovino i soldi per costruire o restaurare chiese, asili, case parrocchia li belle e comode, patronati... Sono i miei sacrestani più fedeli, per mezzo dei quali posso penetrare nelle case del clero, obbediente al mio denaro... del resto non sono stati questi politici che hanno firmato l'adulterio del divorzio e l'aborto?
Ma il clero.., fa loro la propaganda che io desidero”.
Dodicesimo - I politici che si chiamano laici: “sono gli avanguardisti del mio regno... Le menzogne, studiate ad arte, i soprusi diligentemente realizzati, i latrocini mafiosa mente perpetrati, gli intrallazzi diplomaticamente eseguiti, il malcostume capillarmente diffuso con tutti i mass media, gli omicidi, i rapimenti organizzati a mano armata, la diffusione delle varie droghe mediante il silenzio rigidissimo dell'omertà politicamente organizzata, e tanti tanti altri delitti e disordini sociali, sono tutte opere che io realizzo mediante l'opera di questi politici, miei seguaci e untorelli fedelissimi... Hanno da me il mandato preciso di usare tutti i mezzi e le maniere più infernali per distruggere la società,purtroppo ancora legata a quel crocifisso che io ho impiccato sull'infame legno.., distruggere, distruggere... Questi politici sono i miei discepoli e seguaci prediletti perché obbedientissimi al solo mio cenno, senza che neppure se ne accorgano.., Sono essi che mi organizzano in tutte le città e paesi le logge massoniche più attive e subdole, più scaltre e di punta, sempre donando denaro, carriera e piaceri sessuali... Sono essi che ricevono i miei precisi comandi di penetrare e distruggere dall'interno la Chiesa... Quanti ecclesiastici hanno ceduto e continuano a cedere alle proposte e agli allettamenti di denaro e di carriera... Distruggere la chiesa è il mio primo e ideale progetto... Oh, che contento... che contento...! Con questi fedelissimi politici ho già da tempo iniziato a distruggere la società in ogni settore e grado e in tutti gli ambienti, destabilizzando gli ordini di pubblica sicurezza, di economia, di diplomazia, di relazioni sociali.., naturalmente sempre con le mie armi di ambizione, carriera, denaro, donne, piaceri... Oh che contento! che gioia! che vittoria.., hahahahaha”
Tredicesimo - Giudici e magistrati: “Mi piacciono poi in maniera particolarissima quei giudici e magistrati che hanno dietro le loro spalle il motto tradizionale - LA GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTTI - eccetto ormai che per loro! Che bravi, che fedeli questi miei schiavetti della giustizia! Finalmente sono riuscito a politicizzare anche i giudici! Final mente sono riuscito a sindacalizzarli! Finalmente sono riuscito a farli vendere con il denaro e le bustarelle! Quante persone innocenti faccio condannare in carcere per anni e anni.., mentre faccio uscire e assolvere i miei seguaci, considerati dal popolo come assassini e mascalzoni.., li faccio uscire dal carcere perché devono continuare a dilatare il mio regno di disordine, con omicidi, ladrocini, spaccio di droga, sequestro di persone e di bambini... Che meraviglia questi miei giudici politicizzati, partitizzati, venduti,,, Li ho ridotti a non riconoscere più ciò che è giusto da ciò che è ingiusto...! Sono oggi il mio corpo specializzato di assalto contro la giustizia! Che meraviglia liberare dalle carceri i grandi brigatisti e mafìosi, e lasciare dentro i poveri derelitti più o me no innocenti! Che bello lasciare liberi i FALSI PENTITI con i quali io agisco con maggior sicurezza! Che bello mandare agli ARRESTI DOMICILIARI coloro con i quali posso più liberamente organizzare il disfacimento della società! Bravi... bravissimi... giudici venduti! E quanti, quanti ne passano ogni giorno, sempre di più, nel mio regno, allettati dal denaro e dalla carriera e dall'orgoglio, le mie armi da loro amate e desiderate... E quei giudici che non si vogliono allineare con me, li faccio scomparire... E che cosa è la lotta intorno a loro, che aumenta sempre di più tra questi magistrati, se non il frutto della mia presenza e della mia costante e insistente opera? E che cosa è la continua lotta tra i magistrati e politici e le forze dell'ordine, se non effetto del veleno che io riesco ad iniettare costantemente tra di loro?... E finita.., è finita la pseudo-pace che ha promesso quel buffone del vostro Dio, che io ho vinto e crocifisso... È finita.., il mondo intero è con me... sono io ormai il re del mondo.., sono io...!”.
Quattordicesimo - Le sétte: “Una mia particolare predilezione sono le tantissime Sétte che io continuo a creare e a diffondere capillarmente in tutto il mondo. Sono i mezzi più immediati con i quali scardino la fede in quel falso vostro Dio da me crocifisso... creo così la babele nella fede... Il vostro PRETE BIANCO strilla e sbraita perché ha paura di me, ha paura che io gli tolga il trono già tanto vacillante... ma io ho già vinto, ho messo la babele nella fede, nei semplici come nei dotti, compresi preti, teologi e vescovi.., le mie sétte sono sempre più invincibili... la mia massoneria paga, paga molto bene ogni mio seguace... Sarò sempre vincitore io... e la babele nella fede sarà la mia vittoria... Nella sola vostra Italia ho più di 672 sétte e religioni mie che voi chiamate sataniche, che sono piene zeppe di anime a me votate e consacrate, e battezzate con il proprio sangue nel mio nome... Esse mi rendono quotidianamente il culto che io merito come sovrano della terra con preghiere, con inni e cantici e... con messe nere, durante le quali vinco calpestando e distruggendo quelle ostie nelle quali gli stupidi cristiani credono presente il loro crocifisso... Ma se così fosse, perché permette che io lo distrugga impunemente...? hahahahaha... Queste SÉTTE da me comandate insieme ai miei seguaci di stato maggiore del mio regno, convertono incessantemente i cristiani e li rendono miei fedeli seguaci... sono centinaia e centinaia che ad ogni ora, rinnegano la fede vostra per aderire alle mie sétte, ove io li accolgo a braccia aperte e dono loro tutti i miei piaceri e tutte le libertà di vivere il più lontano possibile dalla vostra Chiesa.., è la vera felicità.., la vera gioia che solo io posso dare a voi..., Dall'alta, alla media, alla bassa Italia e nelle isole.., ovunque ho le mie sétte che lavorano indefessamente D'altra parte, ormai, molte chiese e parrocchie sono senza prete.., sono riuscito a distruggere e far morire le vocazioni.,, e le mie sétte suppliscono il prete... hahaha,,. Dai testimoni di Geova ai Centri età dell'Acquario, ai Steinerantroposofici, ai teosofici, ai Carolina, ai Cenacoli 33, ai Centri di Schamannesimo, ai Rosacroce, agli Arcobaleno, ai Gialli, agli Ergoniani, ai Scientology e tante e tante altre mie sétte e religioni che ogni giorno invento e creo, sono un vero esercito che lotta contro la vostra Chiesa,,, e vincerò vincerò... anche se il vostro crocifisso ha detto a voi che LE PORTE DELL'INFERNO NON PREVARRANNO, hahaha,,, E non bastando questo, mi sono in filtrato in certi gruppi-base che voi credete vostri... Invece sono miei, li ho già afferrati gettando nei singoli il mio isterismo parossistico,., diventano tutti visionari falsi di cristi e di madonne che, come loro credono parlano.., ma sono io che mi rivelo a loro... hahahaha “,
Quindicesimo - I teologi: I miei teologi, con le dottrine da me ispirate... Oh, questi sì che costituiscono la mia PUNTA DI DIAMANTE di prima trincea! Che teologi intelligenti! Essi hanno capito che quei dogmi rigidissimi, dettati da certi sciocchi capi ecclesiastici, in realtà sono delle falsità puerili, che crollano al semplice confronto con la realtà quotidiana... che bravi... bravissimi...! Del resto li ho portati ad insegnare le mie dottrine non soltanto nei seminari ordinari, ma persino nelle più alte e prestigiose Università Pontificie, persino in quella romana del vostro PRETE BIANCO (Università Lateranense). La dottrina della MORTE DI Dio l'ho ispirata io, e con essa mi sono venuti dietro milioni di studiosi che sono diventati miei discepoli e fedeli convinti. Da quando io regno, il vostro dio è morto, non esiste più. E finita così ogni legge costrittiva: tutti possono e devono vivere liberamente, come insegno io: libertà di idee, libertà di pensiero, libertà di azione... ognuno è liberissimo finalmente di agire e fare quello che crede e vuole ovunque e sempre e con chiunque... Non esiste più norma né regola... ciascuno è come sono io, padrone di tutto e di tutti: il vostro Dio è morto! E chi potrebbe negarlo, se lo stesso vostro crocifisso ha dichiarato che io, solo io sono IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO? E se lui stesso ha detto TUTTO IL MONDO È IN MIA IN SINDACABILE BALÌA E PADRONANZA?... Finalmente questi teologi, i più intelligenti in assoluto, mi hanno dato ragione. Ma se Dio è morto, allora è chiaro che sono crollati tutti gli altri dogmi: la creazione, l'incarnazione, la risurrezione, l'immacolata, l'assunzione, l'eucarestia e tutti i sacramenti... tutte storielle inventate per tenere costretti gli allocchi cristiani... Ed ecco centinaia e centinaia dei miei teologi che hanno persino il coraggio di sfidare il PRETE BIANCO CON LETTERE E FIRME... CHE PROVI IL CONTRARIO, SE HA IL CORAGGIO E SE È CAPACE... Ha scrollato la testa e ha lasciato i miei teologi che continuassero questi insegnamenti, senza il minimo rimprovero né punizione... Dunque anche lui è d'accordo con me, nella negazione di tutti i suoi dogmi... ma che bravo! hahaha... E mentre questi grandi teologi sono con me, vi sono altri piccoli teologi untorelli che, per rivalsa, negano la mia esistenza, come fiaba da medioevo, rinviando tutte le mie presenze e manifestazioni a fatti unicamente psichiatrici e psichici... Bravissimi, questi teologi, questi preti e... tanti vescovi... bravissimi! E il servizio migliore che mi potete fare: farmi agire silenziosamente, senza minima mente lottare contro la mia presenza e le mie astuzie... bravissimi... fate sempre così, e io continuerà la mia opera infernale senza colpo ferire! I miei teologi intelligenti negano i dogmi della vostra chiesa, e teologi stupidi negano la mia esistenza... Che trionfo... ha ha ha... Ma allora dove sono più gli eretici di una volta? Nessuno! Né chi nega i dogmi, né chi nega me, eppure nell'elenco dei dogmi era anche quello della mia esistenza...! Ho vinto la vostra Chiesa “.
E adesso parliamo di ciò che invece dispiace al demonio: quello che ti raccomando, caro Vincenzo, è di non tralasciare nulla, neanche una virgola...
A) La confessione.., che stupida invenzione... Quanto mi fa male... mi fa soffrire... il Sangue di quel vostro falso Dio... quel Sangue come mi schiaccia... mi distrugge... lava le vostre anime e mi fa scappare (strilli orribili di pianto!)... Quel sangue, quel Sangue... è la mia pena più atroce... Però ho trovato quei preti che non ci credono più alla confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato... Bene, bene, bravissimi... quanti sacrilegi faccio commettere...
B) Il pasto dove mangiate la carne e il sangue di quel crocifisso che ho ucciso io... E qui che io perdo le mie battaglie.., è qui che mi trovo disarmato... non ho più le forze per lottare.., quelli che si nutrono di questa carne e bevono di questo sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale e un'intelligenza velocissima... mi rifiutano subitaneamente e si allontanano da me e mi scacciano come se fossi un cane... che tristezza, che dolore aver a che fare con questi CANNIBALI... Ma io li perseguito ferocemente... e tanti vanno a mangiare quell'ostia in peccato... hahaha... che contento... che contento.., che gioia... odiano il loro Dio e lo mangiano hahahaha! Vittoria mia... vittoria.., un'ah... urrah... Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio ad ADORARE UN PEZZO DI PANE nascosto in una scatola sull'altare di quel falso Dio. Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le opere che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, preti, suore e vescovi... Quanti sacrilegi mieto in continuazione, è una mia incessante vittoria... Quanto dolore... Quanta rabbia queste adorazioni irrazionali...!
C) Odio il rosario.., quell'arnese guasto e marcio di quella donna lì è per me come un martello che mi spacca la testa... ahiiiii!
E l'invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi... in vece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell'arnese... oh quanto male mi fanno...
D) Il male più grande di questo tempo per me sono le continue PRESENZE, LE APPARIZIONI di questa donnaccia in tutto il mondo; in tutte le nazioni appare e mi perseguita strappando dalle mie mani tante anime... migliaia e migliaia... per ascoltare i suoi falsi messaggi... Per fortuna mi difendono i vescovi e i preti che non credono a quella ignobile Donna... non credono e così apportano scompiglio... bravi, bravi questi miei apostoli dell'eresia... hahaha...
E) Ma ciò che maggiormente mi distrugge è L'ASINESCA OBBEDIENZA a quell'uomo VESTITO DI BIANCO che comanda a nome del falso redentore e del falso vostro salvatore.., che asini.., pecore... che conigli...! Obbedire a un uomo che ama quella donnaccia lì, che mi perseguita da sempre... che vergogna... questo mi distrugge il mio regno... Ma io ho suscitato centinaia di preti, frati, teologi e vescovi che gli fanno guerra... guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco. Vincerò io, vincerò io... hahaha! Lo farò morire, assassinare... una brutta fine gli farò fare. E odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia lì... che propaganda il rosario di quella ignobile Donna come la sua preghiera preferita.., che vigliacco, che asino... mi schiaccia... ohohohohoh (urli di pianto)...!
F) “Molto mi preoccupano quelle servette con la testa fasciata che abbandonano tutti e tutto per chiudersi entro quattro mura, per sacrificare tutto ciò che è bello e buono per quel Dio che solo io sono riuscito a vincere... Giorno e notte si mortificano con veglie e digiuni incoscienti e in consistenti, non dormono sufficientemente, non mangiano secondo la necessità dell'appetito e del corpo che reclama il vitto necessario, non parlano liberamente ovunque e sempre... taciturne... immusonite,., piene di tristezza, la più disumana.., pregano, cantano e tutto questo sacrificio per chi lo fanno? Per quali motivi particolari, per quali fini, con quali risultati? La stragrande maggioranza, per fortuna, so no persone poco o punto intelligenti.., ottuse di mente... abuliche di volontà che si sono lasciate trascinare da qual che prete insoddisfatto... Povere donnicciole che non sanno e non conoscono il vero piacere del sesso con tutte le relative gioie che esso dona...! Povere servette, che non hanno sentito mai le sensazioni della carne, procurate dagli amplessi e dai baci dei miei uomini...! Eppure quante ne faccio cadere, le riduco ad una vita grama, sterile, prive di ogni fervore, gettandole nel massimo della tiepidezza... Sì, ne de vo fare una strage... perché soprattutto di queste claustrali ho paura... ho una paura terribile...! Sono i nemici miei più terribili e agguerriti, mi strappano dalle mani tante anime di ogni sesso, di ogni classe e condizione... Che nemiche terribili... quanto incominciano a pregare per la conversione di un'anima da strapparmi, non la smettono più... più... più... sono tenaci e caparbie! Se poi non bastassero le lunghe ed estenuanti preghiere alloro falso Dio crocifisso, del quale si chiamano spudoratamente sue SPOSE, allora incominciano con le estenuanti penitenze di ogni genere... che nemiche... che soldati di primo assalto! Ho tentato tante volte di diminuire le vocazioni a questa stupida vita.., ma purtroppo non ci sono ancora riuscito... sono troppe ancora le donnette stupide e sciocche, anche se tante volte sono perfino laureate e diplomate... Che nemiche...!
G) Ci sono poi i miei veri persecutori acerrimi e accani ti: sono quelli che si fanno chiamare ESORCISTI; che brutta genìa, che disgrazia nel mondo... per fortuna ce ne sono ancora pochi, pochissimi, perché io dissuado i vescovi a nominarli... e questi mi credono e mi ubbidiscono, anche contro il comando del loro Dio crocifisso che comandò loro: IN MIO NOME, SCACCIATE I DEMONI. Che buffone!!! Questi vescovi hanno paura di me, tanta, tantissima! Io già li possiedo... e non faccio fare a loro gli esorcismi contro di me, e neppure permetto loro che nominino esorcisti... che nemici feroci...! Molte volte sono riuscito a vendicarmi, a punirli, a schiaffeggiarli, a bastonarli, a fermarli con tante e svariate malattie, a volte anche gravi... Ma purtroppo, non cedono... non cedono... E quando essi si avvicinano alle mie prede, devo scappare... o presto o tardi devo fuggire... che preghiere fanno... e sempre in nome di quel loro Dio... e di quella loro donna madre del crocifisso... Oh, che dolori, che strazio per me...!”.
Ecco, caro Vincenzo, ciò che il demonio ha detto per bocca degli ossessi da me esorcizzati, alla presenza dei miei collaboratori e che ho registrato su nastro magnetico. Certo, gli argomenti non sono tutti, ne ho riportati soltanto alcuni, i più scottanti e importanti, che serviranno, spero, a far riflettere tutti coloro che vogliono vivere seriamente il proprio Battesimo, che è un sì a Dio e un no al demonio. La lista è tremenda e merita seria riflessione ed esame di coscienza da parte di tutti, ma soprattutto merita preghiera assidua e penitenza, la frequente pratica della confessione sacramentale, ove il Sangue di Gesù ci purifica e ci dona uno scudo fortissimo con cui vincere il nostro nemico. 
Fonte: http://www.medjugorje.altervista.org/doc/inferno/piace_a_satana.html

lunedì 25 agosto 2014

La veggente Mirjana : ama non chiedere "perché?"

 Intervista tratta dal libro "Maria, alba del terzo millennio"
 
Cara Mirjana, con parole tue, che cosa significa Medjugorje per te, per la parrocchia, per la Chiesa universale e il mondo?
Per me è un grande dono. Il più grande dono che mai avrei potuto immaginare sulla terra. Dio mi ha permesso di vedere nostra Madre e di ricevere il suo amore: un amore gratuito che tutto dà senza chiedere nulla in cambio. È lei che mi sprona, che mi aiuta a conoscere e a capire la vita, è lei che con la preghiera mi aiuta.
Per la parrocchia è lo stesso, perché noi abbiamo una Mamma che ci guida nella nostra vita spirituale.
Ma Maria non si ferma a me, alla comunità di Medjugorje: desidera che, attraverso quello che fa con me, con la parrocchia, tutto il mondo veda, creda e si decida per Lei. La Madonna è qui per tutti; un dono del Signore per l'umanità, come Lei stessa ha detto in occasione del XVI anniversario: «Io sono con voi da così tanto tempo perché tutti capisca no quanto Dio vi ama».
Torniamo alla parrocchia. È un caso unico nella storia delle apparizioni che Maria si ponga come maestra di un ‘intera comunità: sei d'accordo?
Lei si è concentrata su una parrocchia — questa parrocchia — perché la gente che ne fa parte le apra il cuore, si converta, per poi aiutarla a raggiungere tutti gli altri. Ci chiede di essere a nostra volta strumenti visi bili, perché chi ci incontra possa percepire l'apertura del cuore che ci chiede. Abbiamo il compito di dare un buon esempio; è la Madonna che lo vuole, e una volta mi ha detto che tutti coloro che si professano credenti possono effettivamente cambiare il cuore dei non credenti. Possiamo aiutare quelli che cercano il Signore, ma solo con il buon esempio, che poi è frutto della preghiera. È questa responsabilità che ci vie ne chiesta: a me, agli altri veggenti, alla parrocchia.
In molti sono sorpresi che le apparizioni continuino...
Maria aspetta evidentemente che tutti possano conoscere il suo amore:
sono venti anni dall'inizio delle apparizioni, ma mi sta capitando di incontrare moltissime persone che sono qui per la prima volta. Noi forse no, ma Dio sa perché le apparizioni continuano; e io penso che la Ma donna sia molto contenta di quest'occasione che le è data di lavorare nel cuore dei suoi figli affinché scelgano la via del Signore.
Lei è come una mamma, una mamma vera; e finché ci sarà anche so lo un non credente al mondo, Lei sarà triste e piangerà per lui. Di conseguenza, più rimane con noi in questo modo così straordinario, più abbiamo tempo di cambiare, di convertirci e di cominciare a camminare con Gesù.
Tu sei stata la prima a cui le apparizioni quotidiane sono finite: come l'hai presa? È un sacrificio che la Madonna ti ha chiesto?
Quando la Madonna mi ha detto nel giorno di Natale del 1982 che non avrei più avuto le apparizioni quotidiane, ma che l'avrei vista una sola volta all'anno nel giorno del mio compleanno, io non credevo di poterlo sopportare. Com'è possibile?, mi sono chiesta. Come potrò vivere d'ora in avanti? E per diversi giorni ero come morta, e in famiglia erano preoccupati per me: passavo ore intere a pregare e in ginocchio, sperando che Lei sarebbe tornata. Ma piano piano, proprio grazie alla preghiera. ho compreso che dovevo essere più umile, essere serva del Signore e che quello che si doveva compiere attraverso di me Egli l'aveva fatto. E mi sono rasserenata, e ho ritrovato il giusto equilibrio, accettando con gran de gioia nell'agosto del 1987 il nuovo compito che mi è stato dato.
Quale compito?
La Madonna mi ha chiesto di pregare per i cosiddetti non credenti, ma non ha mai usato questo termine. Lei dice «quelli che non hanno conosciuto l'amore di Dio».
Sì, le apparizioni quotidiane sono terminate, ma dal 1987, ogni due del mese, si fa visibile per pregare con me e il mio gruppo per i non credenti. È stata una grande consolazione, sai: la vedo ogni mese e preghiamo insieme finché lo vorrà per me e sufficiente
Quindi hai un ‘apparizione mensile, oltre all‘apparizione nel giorno del tuo compleanno?
Un' apparizione diversa da quella annuale o da quelle quotidiane che ancora hanno Marija, Vicka e Ivan, perché non c'è il messaggio e non c'è spazio per parlare. Non posso farle domande come in un' apparizione «normale» tuttavia posso affidarle le mie intenzioni e pregare con Lei per quelle che Lei stessa mi suggerisce, legate sempre a coloro che non conoscono l'amore di Dio Padre.
Vuoi dire che viene esclusivamente per pregare?
Viene per pregare. E noi dobbiamo pensare al perché di questo gesto, dobbiamo essere attenti e intelligenti da capire la grandezza e il senso di tutto ciò, specialmente nel tempo che viviamo, che sembrerebbe così sordo all'amore di Dio.
Che cosa ti chiede di fare in concreto per loro?
La Madonna dice come prima cosa di accettarli profondamente, fino a sentirli nostri fratelli e sorelle Fratelli meno fortunati perché non hanno mai provato l'amore del Signore E in quest'opera sui nostri cuori Lei ci educa a non giudicare mai a non criticare a non forzare le coscienze ma a aspettare i tempi di ciascuno e al tempo stesso ad amarli e a pregare per loro dando il nostro esempio.
Qual'è il destino ultraterreno di chi vive e muore senza conoscere l'amore di Dio, oggi e prima della venuta di Cristo?
« Questa domanda non è per me, ma per il Signore. E poi non guardiamo o ai non credenti: anche noi dobbiamo pensare alla nostra vita, a come ci comportiamo. Perché chi può dire «sono bravo, ho accettato tutto, faccio tutto quello che piace al Signore»? E Dio che tira le somme di Ciascuno, è Dio che giudica. Noi possiamo solo affidarci al suo amore, suo amore di Padre, certi che per questo sguardo paterno non sarà un giudice troppo severo, perché ci ama tantissimo.
Aspetta un momento: hai detto che le apparizioni sono cessate nel 1982, ma che poi «ti ha chiesto» di pregare per i non credenti? Che cosa pensi di quelli che, anche all'interno della Chiesa, dicono che bisogna lasciare le persone libere di credere quello che vogliono... Un paio di esempi: se in Italia ci sono delle classi con un ragazzo non cattolico, per non offenderlo si arriva a togliere il crocifisso... Molte scuole, poi, hanno abolito la festa del Giovedì Santo recuperando il giorno di vacanza in occasione di qualche ponte. Poi, ci sono le critiche seguite alla dichiarazione pontificia «Dominus lesus»...
Guarda, io non sono così «democratica», perché sono cresciuta nella fede cattolica sotto il regime comunista: perseguitata fin da piccolina, da prima delle apparizioni, mi hanno insegnato che se ci è chiesto di morire per Dio e per Cristo non ci si deve pensare neanche un secondo. Io rispetto moltissimo chi professa un' altra fede religiosa, e tra l'altro sono cresciuta a Sarajevo dove vivono parecchi musulmani e moltissimi ortodossi profondamente religiosi; ma il rispetto non scalfisce la convinzione che la mia fede è l'unica fede.
Non credo, dunque, che siano giuste queste cose che si fanno in Italia per «non offendere», anche se poi non sono io quella che deve giudicare, perché la mia unica preoccupazione dev'essere quella di dare con la mia vita e non con le parole una buona testimonianza. Però, faccio notare che, se un cattolico va a vivere in Iran, o in Iraq, nessuno gli metterà un crocifisso alle pareti in suo onore, perché gli faranno sapere che si trova in uno Stato musulmano; analogamente penso che così si dovrebbe fare da voi: accogliere con il cuore tutti quelli che arrivano, aprendo le scuole, offrendo case e lavoro, ma senza compromettere la propria identità cattolica, in cui dovremmo riconoscere il nostro tesoro.
Questo discorso vale anche per la Madonna, che tu chiami Mamma. Del resto Paolo VI l'ha definita Madre della Chiesa, ma della Madonna a volte non si parla per non intralciare, si dice, il dialogo ecumenico. Si può fare a meno della Mamma?
Mi fa male il cuore vedendo che a volte la verità è messa da parte per pura paura delle reazioni di questo o di quello. Non si deve avere paura del la verità. Gesù portava la Croce e il male di tutti per amore nostro; analogamente noi impariamo a mettere in gerarchia ciò che dobbiamo fare e l'unica preoccupazione sia quella di fare tutto per amore del Signore. Se Maria è tua Madre chiamala con il nome che le spetta: e che tutti sappiano che la Chiesa cattolica ha una Madre e che quella madre è Maria.
Hai accennato alle persecuzioni dei comunisti ai tempi di Sarajevo. Hai avuto gravi difficoltà?
Si di ogni tipo. A quel tempo c'era ancora il regime instaurato dal maresciallo Tito. E devi sapere che il comunismo che abbiamo sperimento noi è del tutto diverso da quello italiano, che fortunatamente ha dovuto sempre fare i conti con un sistema democratico.
La fede era combattuta: io personalmente non sapevo nulla né di , Lourdes, né di Fatima, perché non si potevano leggere libri religiosi e a maggior ragione tenere la televisione in casa. Se pregavamo o recitavamo il Rosario dovevamo farlo di nascosto, alla sera coi genitori, perché era non concesso esternare la propria fede. Per il solo fatto di andare a essa la domenica, unico momento di religiosità pubblica tollerato, venivi schedato. Valeva sempre il detto «meno parli e meglio stai»: era la regola base per chi voleva vivere più a lungo e senza grane.
Potete allora immaginare come mi sono sentita da veggente in una situazione in cui già solo come credente non ero la benvenuta... C'è stato un tempo, che sembrava interminabile, all'inizio del conflitto, in cui i soldati della milizia mi arrestavano quasi ogni giorno; e poi facevano irruzione nella mia casa, all'alba o al tramonto, non importa quando, e ogni volta mettevano tutto a soqquadro, perquisendo e requisendo quel che capitava a tiro, così a caso. Lo scopo era quello di atterrire me e la mia famiglia, e io ero intimamente convinta che sarei dovuta morire. Il mio ragionamento portava alla stessa conclusione da qualunque parte lo analizzassi: i comunisti mi avrebbero uccisa perché dicevo di aver visto la Madonna e perché non erano riusciti a distogliermi da questa verità; del canto mio, il fatto stesso che la Madonna mi era apparsa, che mi aveva dato questa grazia in un tempo di persecuzione, significava che avrei dovuto preparami a offrirle tutta me stessa.
Di sicuro, pensavo, dovrò morire. Ero poco più di una bambina allora ma questi non erano ragionamenti da ragazzina, perché la mia con consapevolezza come la mia determinazione erano del tutto ferme: sarebbe stata questione di giorni, poi mi avrebbero ucciso.
Ma non ho mai avuto paura. Solo una grande sofferenza nel vedere i miei genitori e il mio fratellino, che aveva solo sette anni, così pesantemente coinvolti e così preoccupati per me. Ma per quel che mi riguarda ero salda e forte perché il Signore mi ha dato una grande sicurezza, una pace profonda. E, grazie al Signore, poi tutto è finito per il meglio.
Come vedi l'attuale situazione della Bosnia-Erzegovina: la divisione tra i musulmani e i croati; l'immagine che ne deriva sui media; il ruolo della Nato... La guerra può tornare?
Purtroppo la guerra ci ha resi tutti «politici»: anche i più giovani o le giovani coppie, quando si incontrano, per prima cosa discutono di politica. Comunque, se proprio vuoi il mio parere, sono convinta che non ci sarà una nuova guerra, ma è anche vero che la situazione resta turbolenta.
Gli uni dicono una cosa, gli altri sostengono l'opposto. Io non voglio entrarci, anche perché non saprei darne una lettura univoca, ma posso dire che quello che vedo attorno non è bello né tanto meno giusto.
Quello che so è che noi croati di Bosnia siamo cattolici e vogliamo rimanere cattolici, nella tradizione, con i nostri nonni, bisnonni e tutti i nostri avi che sono rimasti fedeli alla Chiesa nei lunghi secoli di domi nazione turca. Grazie ai sacerdoti francescani la fede è stata preservata in tutta la regione fino a noi, a cui spetta il compito di trasmetterla ai nostri figli.
Per il resto parlo da persona che legge diversi giornali e diverse fonti, e quello che ne ricavo è una sensazione di disagio; ho l'impressione che, con l'avallo delle forze occidentali, si stia ricreando in piccolo in Bosnia una sorta di ex Jugoslavia. Ma se quel progetto è risultato fallimentare, non sarà quanto meno azzardato riproporlo? Purtroppo ci rendiamo conto, e ogni giorno di più, che si ripropongono vecchie difficoltà: di nuovo hai problemi a dire che sei cattolico, a dire che sei croato... e, come accadeva ai tempi della Jugoslavia, la colpa dell'instabilità gira e rigira viene sempre addossata ai croati. Il disagio latente è dovuto al fatto che non siamo benvoluti in questa regione.
Se vi ricordate, quando è iniziata la guerra il mondo non voleva riconoscere la Croazia, perché i serbi che avevano tutti i media, le televisioni, le agenzie, e che da quarant'anni ci facevano passare per fascisti, erano riusciti a far filtrare il concetto che la colpa di tutto quello che sta va succedendo fosse del nostro popolo.
Recentemente mi trovavo in Italia per una testimonianza, quando si sono verificati dei disordini a Mostar: mi ha fatto male vedere i titoli dei giornali che equiparavano i nazionalisti croati ai nazionalisti albanesi della Macedonia. Ma qui non circolano armi, chi le ha mai viste? Né tanto meno qui prendono corpo quei giri di affari legati alla malavita che, da quanto si è scoperto, vedono invece coinvolti altri popoli balcanici.
La colpa non è dei giornalisti italiani, ma, evidentemente, dalla Bosnia Erzegovina vengono date notizie che non rispecchiano la verità.
Noi croati della Bosnia-Erzegovina non vogliamo il ricongiungimento alla Croazia, ma desideriamo che sia rispettata la nostra identità culturale: desideriamo godere degli stessi diritti civili e della libertà di cui godono i serbi e i musulmani che pure vivono qui.
Invece siete discriminati?
Sì, e lo si è visto alle ultime elezioni, quando il partito per cui abbiamo votato non è stato ammesso in Parlamento. La democrazia esige che chi viene eletto si prenda ciò che gli spetta, e non che si metta un altro al posto suo. È in gioco la libertà.
Ma ho fiducia per il futuro: non a caso Maria si è presentata qui come Regina della pace.
Maria è Regina della pace, ma nel Vangelo, come qui a Medjugorje, tutto ciò che riguarda la nostra fede lega indissolubilmente in vita pace e sofferenza, pace e dolore: che cosa vuoi dirci in proposito?
Attraverso le apparizioni ho capito che se desideri lavorare per il Signore, se vuoi veramente dedicargli tutta la vita, sulla tua strada non troverai niente altro che la Croce. Solo la Croce. Perché, per il Signore, «lavorare per Lui» significa essere pronti a portare la Croce con Lui.
La vera pace è questa, dunque?
Pace è anche la Croce. Se il Signore occupa il primo posto nel tuo cuore, tutte le croci che ricevi nella vita le porti con pace.
E così viene meno quell'attitudine — così tipica negli italiani — di chiedere sempre «perché, perché io, perché a me?»... Quando parlo con i gruppi italiani non finisco mai di sorprendermi per il fatto che, per ogni cosa, mi venga chiesto il perché. E ogni volta mi rendo conto che noi non abbiamo mai detto alla Madonna «perché?», dal momento che se Lei ci dice «fai quello o fai questo», Lei certo sa il perché. Chi sono io per chiederle ragione, dato che tutto ciò che Lei fa e chiede è per il nostro bene? Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro. E così anche la Madonna: se ti chiede il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, non hai bisogno di chiederle perché o di mettere in dubbio che ciò avvenga a tuo vantaggio.
Che cosa chiede la Madonna? Quali sono i primi passi da compiere sul la via della santità?
Maria vuole che preghiamo, e che lo facciamo con il cuore; cioè che quando lo facciamo sentiamo intimamente tutto quello che diciamo. Vuole che le nostre preghiere non siano ripetitive, con la bocca che pronuncia le parole e i pensieri che se vanno da un'altra parte. Per esempio, se dici il Padre nostro impara a sentire nel tuo cuore che Dio è tuo padre.
Maria non chiede tanto, non chiede ciò che non possiamo fare, di cui non siamo capaci...
Chiede ogni giorno il Rosario e, se abbiamo famiglia, sarebbe bello che venisse recitato insieme, perché la Madonna dice che niente ci lega di più come quando si prega insieme. Chiede poi sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria, con l'aggiunta del Credo. Questo è quello che ci chiede ogni giorno, e se poi preghiamo di più... non si arrabbia per questo.
Chiede il digiuno il mercoledì e il venerdì: per la Madonna il digiuno è a pane e acqua. Lei però dispensa le persone malate, veramente malate, non quelle che hanno un po' di mal di testa o di mal di pancia, ma quelle che veramente hanno una malattia grave e non possono fare digiuno: a loro e a tutti chiede altre cose, come aiutare gli anziani, i poveri. Vedrai che, se ti lasci guidare dalla preghiera, troverai una cosa bella che puoi fare per il Signore. Anche i bambini non digiuneranno in senso stretto, ma a loro si può proporre qualche sacrificio, per esempio di non mangiare fuori dai pasti, o di rinunciare ai panini con il salame e la carne per merenda a scuola e di accontentarsi di quelli al formaggio... E così si può iniziare con loro il cammino per imparare il digiuno.
Maria desidera che andiamo a Messa, e non solo la domenica; una volta, eravamo ancora piccoli, ha detto in proposito a noi veggenti: «Figli miei, se dovete scegliere tra vedere me e avere l'apparizione o andare alla Santa Messa, scegliete sempre la Messa, perché durante la Santa Messa mio Figlio è con voi». Per la Madonna è sempre Gesù al primo posto: Lei non ha detto mai «pregate e io vi do», ma ha detto «pregate che io possa pregare mio Figlio per voi».
Chiede poi che ci confessiamo almeno una volta al mese, perché non c'è nessun uomo che non abbia bisogno di confessarsi ogni mese.
Infine vuole che teniamo in casa la Santa Bibbia, in un luogo ben visibile, e che ogni giorno l'apriamo e ne leggiamo anche solo due o tre righe.
Ecco, queste sono le cose che chiede la Madonna, e io mi sono convinta che non è poi tanto.
Quando ti dice queste cose, com'è Maria? Che tipo è? Gioiosa, riflessiva? Parlacene come si parla di una cara amica...
Io non la guardo come amica, la guardo come Mamma. Come una vera fiamma che mi vuole bene con tutti i miei difetti, perché mi conosce, ma mi prende come sono. E in questi vent'anni Lei non è cambiata: è rimasta uguale; non è invecchiata con noi. Lei appare sempre come una giovane donna di venti, venticinque anni. Quando parla di Gesù è sempre molto gioiosa, si vede la luce che le esce dal viso. Quando invece parla dei «figli», così li chiama, «che non conoscono l'amore di Dio» è triste e qualche volta l'ho vista anche piangere.
Più di una volta?
Sì, più di una volta, quando è preoccupata. L'ho detto, è una mamma vera, e vedere un figlio che non va sulla strada giusta le fa molto male.
Che cosa la preoccupa fino a farla piangere?
Lo stato delle famiglie, a volte del mondo. Lei in questi casi ci chiede delle preghiere specifiche, per esempio per i giovani, o per chi non ama Dio...
Maria si preoccupa per noi fino alle lacrime. Ma in molti, di fronte al mistero del Male, alla guerra, al terrorismo, a un incidente, alle catastrofi naturali, alle morti innocenti, si chiedono: ma Dio dov'era?
Questa non è una domanda da fare a me. Per quel che mi riguarda, quando sento che c'è stato un terremoto o che è caduto un aereo prendo il Rosario e prego per la gente coinvolta: che il Signore dia soccorso, anche alle anime di coloro che sono morti; e che a chi resta dia la forza di sopportare la croce che hanno ricevuto. Mai mi è venuto da chiedermi il perché di questo o di quello, o a che cosa serva, o perché Dio l'abbia potuto permettere. Forse è il nostro modo di pensare che è un po' diverso dal Vostro: subito dopo la guerra la chiesa era piena di donne in lutto che avevano perso i mariti e i figli, ma a nessuna è venuto in mente di pensare:
«Signore perché hai permesso questo?». Dio è amore e questo è un fatto, e il Male non viene da Lui e questa è la necessaria conseguenza. Se Dio permette la croce è forse che dobbiamo accettare di portarla con amore come il Signore ha portato la sua. Se non ricevo delle croci pesanti tanto meglio, ma se, un giorno, avvenisse il contrario, dovrei pensare che sono capace di portarla. Ricordiamoci che il male non è da Dio e accettiamo quello che vuole il Signore come un bene per la nostra vita.
Il Male non viene da Dio: e tu lo puoi ben testimoniare. Si sa che una volta Satana ti è apparso travestito da Madonna...
Scusami, ma io non parlo di questo. Non ne ho più parlato, e non voglio parlarne.
D'accordo, ma restiamo sulle generali: non pensi che Satana nel mondo contemporaneo si travesta?
Può darsi, ma lo si riconosce, ti assicuro. Nessuno potrà mai dire di non aver riconosciuto il male. Perché il tuo cuore è tarato sul bene e, se lo vuoi, non puoi assolutamente non riconoscere ciò che è contro Dio. Altro discorso è se non vuoi smascherare il male perché ti va bene così; se dici cambierò, ma intanto gli permetti che ti penetri dentro, che scavi nel tuo cuore. Ognuno di noi, se vuole riconoscere il male ai diversi bivi della sua vita, lo riconoscerà immediatamente. Ha tutti i mezzi per farlo. Dipende solo da noi, da come viviamo, da quello che scegliamo.
Molti negano Satana: «Non esiste!», dicono...
Satana esiste, e soprattutto esiste dove si prega tanto, dove c'è il Signore presente, lui lo segue sempre per tentare di cambiare i suoi progetti, ma l'esito finale dipende dalle nostre scelte, dalla nostra volontà di combattere, di porgli resistenza, di dirgli di no. Ma quali che siano le nostre scelte non potremo dire di non averlo riconosciuto.
Dio ci ha lasciati liberi di scegliere, e questo per davvero. Così sta a noi: se al primo posto mettiamo il Padre, Gesù e la Madonna, Satana non potrà far nulla, ma se loro non abitano il nostro cuore...
Le tue apparizioni sono cessate perché a te per prima la Madonna ha confidato i suoi dieci segreti. È da curiosi, ma dicci solo: il mondo ha di che temere?
E normale essere curiosi sui segreti, fa parte della nostra natura; e posso dire una volta ancora che la Madonna ha promesso sulla collina delle apparizioni un grande segno indistruttibile che tutti potranno vedere e toccare. Ma, poi, ha anche aggiunto di non parlare di segreti, ma di , pregare, perché chi riconosce Lei come Madre e Dio come Padre non ha paura più di nulla.
Il mondo ha di che temere? Dipende. La paura è uno stato d'animo solo di chi non crede, che non ha fede, e noi di questo dovremmo preoccuparci. Invece — come è umano questo — siamo curiosi sui segreti, ci chiediamo che cosa succederà, e ci dimentichiamo il segreto più importante: ci dimentichiamo di chiederci se saremo vivi domani e se la nostra anima è viva oggi, e questo vale anche per noi che qui ci intratteniamo su questi ragionamenti. Ma Maria ci scuote, ci chiede di prepararci per tempo all'appuntamento, di farci trovare pronti in ogni secondo della nostra vita, e di dedicarvi tutte le energie, anziché rivolgerle ad altre cose, comprese le curiosità sul futuro. Perché se a quell'appuntamento arriveremo da figli di Dio, avremo vissuto bene e allora non avremo paura di nulla. Comunque, per dirti quanto siamo curiosi, ti dirò che perfino il sacerdote che ho scelto per sostenermi in questo compito che ho ricevuto di custodire i segreti, a volte mi dice: «Vieni a confessarti e dimmene almeno uno subito!».
Che cosa significa «custodire i segreti»?
Significa pregare tanto, e che quando verrà il tempo dovrò confidarli uno per uno a questo sacerdote che mi sostiene spiritualmente; e con lui pregare ancor di più e digiunare, per poi valutare insieme se sia il caso o meno di rivelarne i contenuti alla Chiesa e al mondo prima che si verifichino.
Tu rivelerai i segreti quando te lo dirà la Madonna?
Sì.
Dei tuoi segreti ce ne sono di privati?
Io non ho segreti che riguardano la mia vita: essi riguardano tutti, l'umanità.
Sono diversi da un veggente all'altro ? Si dice che alcuni hanno segreti che riguardano la loro vita e la parrocchia di Medjugorje.
Dei segreti non abbiamo mai parlato tra di noi perché così ci è stato esplicitamente chiesto. L'unica cosa di cui siamo tutti e sei a conoscenza è il segno sul monte delle apparizioni. Ma questo, te lo ripeto, non è la cosa più importante: perché ciò che conta è la salvezza della nostra anima.
Alcuni sacerdoti sembrano oggi più preoccupati da problematiche che investono la sfera orizzontale dell'esistenza umana, come la solidarietà, le iniziative sociali, mentre in quello che dici c'è un costante riferimento allo spirito... Vuoi tirar loro un po' le orecchie?
Ti dico con tutto il cuore, perché è così che mi è stato insegnato e per ché anche stando con la Madonna ne ho avuto conferma, che la Chiesa è la Chiesa e che il sacerdote è colui che rappresenta Gesù sulla terra... Per quanto mi riguarda mai avrò la forza di dire che sbaglia, perché è un po come se dicessi che Gesù sbaglia. E Maria stessa ci ha insegnato a non criticare e a non giudicare nessuno, e in particolar modo i sacerdoti. Quello che possiamo fare per loro è invece pregare e amarli. Lei ha detto tante volte che se perdiamo il rispetto per i sacerdoti finiremo per perderlo per la Chiesa e per il Signore. Per questo io cerco sempre di vedere il bene in ciò che fa il sacerdote, e se mi viene da pensare male, subito mi metto a pregare per me e per lui, perché Dio ci aiuti entrambi; e, nel mio caso, mi aiuti a non giudicare.
Il primo per cui pregare sarà forse il vostro vescovo? Mi risulta che non ha voluto ancora incontrare te e gli altri veggenti, e che non è tenero verso Medjugorje...
Quello che posso dire è che lo rispetto come mio vescovo e che ogni giorno prego per lui. Io guardo a lui come a un padre, e spero che prima o poi desideri darmi un po di tempo come a una figlia: anche per chiedermi una volta soltanto che ne è di me, che cosa mi accade, anche so lo per verificare chi sono. O che, allo stesso modo, si comporti con al meno uno di noi sei. Ma non provo alcun rancore per quello che pensa o dice: sono notizie su cui non mi soffermo mai perché mi sono riportate da altri, e io non voglio giudicare, né men che meno farlo su voci di seconda mano.
Non avrai incontrato il vescovo, ma, in compenso, ti ha ricevuto Giovanni Paolo II.
Sì, sono stata l'unica tra noi sei di Medjugorje, in via ufficiale... Ero a Roma nella Sala Nervi per un pellegrinaggio. È passato il Papa e qualcuno del suo seguito gli ha detto chi ero mentre mi benediceva; lui allora è tornato indietro e mi ha benedetto di nuovo: evidentemente pensava ne avessi bisogno. Poi mi hanno fatto sapere che mi avrebbe voluto incontrare la mattina successiva a Castelgandolfo. Un colloquio di una quindicina di minuti in cui Giovanni Paolo ii mi ha detto che se non fosse stato il Papa sarebbe già venuto a Medjugorje, e ha chiesto che tutti i pellegrini che si recano qui preghino sempre per le sue intenzioni. Non mi scorderò mai il suo volto: nei suoi occhi ho visto la Madonna, non in senso letterale, ma nel senso che ho visto quella capacità di ascoltare e di amare che si legge nello sguardo di chi è profondamente legato a Maria.
Beh, è il Papa che è stato restituito alla vita dalla Vergine, dopo l'attentato...
Sì, ma lui già da prima, da sempre, è innamorato della Madonna. Ce l'aveva già scolpito in volto. I sacerdoti che, come il Santo Padre, sono aperti a Maria, hanno gli occhi caldi, pieni d'amore; mentre chi ha minore devozione per la madre del Signore è di temperamento più schivo, più freddo, e ciò si riflette anche nel rapporto con la gente, con i fedeli. Ma il Papa è tutto per la Madonna.
Tu hai detto che chi crede non ha paura, ma quando ti muore una persona cara come è successo con padre Slavko, che cosa è prevalso: la gioia per la sua salita in Cielo o il dolore per la sua perdita?
Padre Slavko non era solo la guida spirituale, perché era anche zio di mio marito e ciò me lo rendeva se possibile ancora più caro. Eravamo molto legati a lui, veniva sempre qui. Quando ho saputo che era morto, la prima cosa che ho pensato è stata «beato lui, perché ha trovato pace; beato lui che è con la Madonna e con il Signore e non può stare meglio». E poi: «Finalmente sei con la Madonna, anche tu la vedi, dopo tutti questi anni in cui mi hai chiesto ogni giorno di Lei». Ho avuto subito la certezza che fosse in Cielo, anche prima che la Madonna ce lo dicesse esplicitamente, perché lui ha lavorato tutta la vita per la Madonna, per il Signore, offrendo tutto, per vivere e testimoniare il Vangelo, i messaggi, per spiegare a tutti come ci vuole Gesù, come ci vuole la Madonna. Ma poi, egoisticamente mi sono chiesta come avrei fatto io senza di lui, in cui trovavo un grande appoggio.
Non hai detto: «Perché Signore»?
No, non ho detto: «Perché Signore?». Ho accettato subito i suoi piani. Ciò che mi sono chiesta è stato piuttosto: «Che cosa faccio io adesso? A chi posso affidare i miei pesi quaggiù in terra?».
Che gioia poi sapere che padre Slavko è in Cielo. Ho pensato che devo mettercela tutta per guadagnarmi anch'io di vedere la Madonna e padre Slavko un giorno nella vita eterna. E ho chiesto a lui di starmi comunque vicino nella comunione dei santi, e di darmi la forza.
Ma tu la vedi la Madonna, le parli, la tocchi...
Io no. Non ho mai toccato la Madonna. Non ho mai avuto quel coraggio. Ho sempre avuto bene in testa che Lei è la Madonna e io sono io:una peccatrice pellegrina sulla terra.
C'è una cosa particolarmente bella, gioiosa, che la Madonna ti ha detto?
Non si può sceglierne una. Questa domanda me l'hanno fatta tante volte, ma che ti posso dire? Quando viene la Madonna viene il Paradiso e quando sei in Paradiso tutto è bello di una bellezza rara, senza che tu possa fare distinzioni. Tutto è bello: è bello vedere la Madonna, come è bello ascoltarla, pregare con Lei. Non puoi scegliere una cosa, un momento, perché finché sei con Lei vivi il Paradiso. E in Paradiso non c'è un momento più bello di un altro. Ti faccio un esempio: io amo tantissimo le mie bambine e come tutte le mamme normali dò la mia vita per loro, ma quando sono con la Madonna vedo solo Lei: e tutto intorno a me qui in terra finisce per scontornarsi e perdere di interesse. Quando c'è la Madonna c'è solo la Madonna: io vivo ogni secondo con Lei nel la pienezza delle mie emozioni, che saranno diverse da quelle di Marija, di Vicka, di Ivan, perché siamo tra noi molto diversi... Così, dopo l'apparizione devo assolutamente stare da sola e pregare per una, anche due ore, perché vivo con così tante emozioni l'incontro con Lei, che so lo nella preghiera il Signore mi aiuta a tornare alla vita e ai doveri del la vita normale.
Com'è la tua vita normale?
Una vita di mamma e di sposa. Prima della guerra ho lavorato alla Atlas di Medjugorje, un'agenzia di viaggi di proprietà dello Stato, che non ha ripreso l'attività. Così mi dedico interamente alle mie due figlie, Marija e Veronica, di 11 e 7 anni, e poi alla vita della parrocchia, ai pellegrini. Mio marito, Marco, lavora a Mostar e fa l'intermediario d'affari tra società italiane e croate.
Che cosa pensi dei movimenti e delle comunità che sono fioriti qui?
Non so molto. Sono stata all'Oasi della pace quando hanno consacrato la loro cappella, che è bellissima. Ma poi sono così presa dalla mia fa miglia, dalle funzioni in parrocchia, dalle testimonianze ai pellegrini, dai gruppi di preghiera in casa che, ti assicuro, le giornate scorrono veloci.
Le tue bambine come vivono il fatto che la loro mamma vede la Ma donna? Ne parlate?
La situazione in casa è molto serena, grazie a Marco. Mio marito era già cattolico, e questo ci ha aiutato, perché lui ha subito capito che con me la vita non sarebbe stata normale, e l'ha accettato. Ora se c'è comunione nella coppia, se i genitori sono in sintonia, tutto risulta facile in una famiglia. Quando io sono coi pellegrini lui resta con le bambine, perché nulla manchi loro e ricevano l'attenzione che a loro spetta come figlie; mentre, quando lui lavora, sto io con loro, e cerco di fare bene la mamma.
Quanto alle apparizioni, ci sono cresciute dentro: sono nate che io già le avevo. C'è un ricordo carino che riguarda Marija quando ancora non aveva due anni, ma lei ha cominciato a parlare molto presto. Stava giocando con una bambinetta più grande di lei che si mise a vantare quanto sua madre fosse brava, perché guidava la macchina... Marija la ascoltò ammirata, poi, quando fu il suo turno replicò felice e contenta:
«La mia invece parla con la Madonna»... Rimasi colpita perché, essendo così piccola, non avevo ancora affrontato quest'argomento esplicita mente con lei, ma ebbi la prova che le visite della Madonna facevano parte della nostra storia come famiglia, e per quel che riguarda le mie figlie sono del tutto naturali.
E ne sono felice, perché lo sforzo costante mio e di Marco è di fare tutto il possibile affinché il Signore e la Madonna siano al primo posto nella nostra famiglia, nella nostra casa. in questo discorso rientra anche il fatto che non valgo di più delle altre mamme o delle mie stesse figlie perché vedo la Madonna, perché la Madonna mi dà i messaggi: no, perché la Madonna mi ha scelto proprio per spiegare che tutti siamo amati allo stesso modo e che tutti, una volta riconosciuto l'amore di Dio, dovremmo essere apostoli suoi e della Madre celeste.
Da qui la scelta di pregare insieme tutti i giorni con mio marito, con Marija e Veronica, per incominciare insieme il loro cammino verso il Signore.
Il primo che deve riconoscere che la Madonna è al primo posto è proprio tuo marito. Non credo sia facile in una dinamica di coppia, te lo di ce chi è sposato, avere una moglie che parla con la Madonna...
Ogni due del mese non ho mai avuto un incontro con la Madonna senza che fosse presente anche Marco. Finché dureranno, lui starà sempre con me, starà a casa per starmi vicino, e la sua preghiera non vale meno perché non vede la Madonna.
Che mamma sei? Come prima impressione sembri un tipo esigente...
Sì, sono severa. La mia ricetta è fissare delle regole e poi dar tempo al le mie figlie per acquisirle, stando con loro, giocando con loro e cercando di comportarmi bene. Io sono molto severa, Marco no. Tant'è che l'altro giorno ho detto a Marija: «Occhio, che papà ha detto che cambia registro anche lui». E lei: «Ma papà sono dieci anni che dice così, e poi non se ne fa niente...». È che io sono stata educata così: i miei erano spesso duri, mai troppo dolci, ma mi hanno passato tutta l'autenticità del loro volermi bene.
La Madonna ti ha mai detto come essere mamma, ti ha mai dato dei consigli pratici?
No, vedi, devi capire una cosa: io per la Madonna sono uguale a tua moglie, così come tua moglie è uguale a tutte le altre donne del mondo. Per la Madonna non esistono figli privilegiati: quello che la Madonna dice a me io lo dico a tutti, e io devo pregare allo stesso modo degli altri per capire che cosa il Signore mi trasmette con quel dato messaggio. La Madonna mi ha fatto capire — e mi piace tanto che sia così — che non ci sono dei privilegiati: siamo davvero tutti uguali, tutti amati. Tu non puoi amare un figlio più di un altro, non saresti un vero papà o una vera mamma se lo facessi. Così la Madonna ama tutti senza diversità, il suo cuore è così grande che ci possiamo stare tutti dentro senza distinzioni.
Il Concilio ha sottolineato la chiamata universale alla santità: la vostra scelta di vita si può inquadrare come un segno dei tempi?
Può essere. Noi all'inizio, quando eravamo ancora bambini, abbiamo chiesto alla Madonna che cosa voleva dalla nostra vita e lei ci ha lasciati liberi, ci ha detto di fare «quello che sentite nel vostro cuore: se vi consacrate voglio che si veda che io ero con voi; se volete formare una fa miglia, voglio che siate un esempio». Io non vedo differenza sulla via della santità tra me e una suora: io posso servire meglio o peggio il Signore a seconda di come sono capace di rispondere alla sua chiamata. Non parlo come veggente, ma come mamma e come moglie: è come mamma che devo diventare santa e posso diventare santa allo stesso mo do che se fossi una suora. L' importante è che l'una e l'altra incominciano la giornata e la concludano con il Signore.
Posso chiederti di pregare per una persona?
Ma senz'altro, e lo farò molto volentieri come una sorella, ma solo se prima ti convincerai del fatto che la mia preghiera vale come la tua. L'altro giorno è venuto un italiano che voleva a tutti i costi che lo benedicessi sulla fronte: «Ma non posso, lo vuoi capire che non posso?», gli ho detto... «Come non puoi, e chi lo può fare?», ha replicato; e io: «So lo il sacerdote e la tua mamma!». 

Fonte:  http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana//11-int_mirjana_1.php
 

mercoledì 20 agosto 2014

Jessica Gregori una veggente quasi sconosciuta

Jessica Gregori è la veggente testimone della lacrimazione di Civitavecchia del 1985 avvenuta nel giardino di casa sua. Una normalissima famiglia testimone di un di avvenimento che di tanto in tanto ritorna agli onori delle cronache per poi finire, immancabilmente, nel dimenticatoio.
Eppure Jessica, la ex bambina testimone dei fatti, ormai donna adulta e sposata, continua ad avere manifestazioni soprannaturali (e con lei in alcune occasioni anche la famiglia!) senza che la Chiesa dica una parola di più su questi accadimenti eccezionali e di eccezionale portata. Infatti le manifestazioni mariane di Civitavecchia sono collegate a doppio filo con quelle di Medjugorje e di conseguenza sono collegate anche alle apparizioni di Fatima. La statuina che lacrimò in casa di Jessica è una statuina proveniente da Medjugorje, e proprio a Medjugorje la Madonna ha affermato di voler portare a termine il compito iniziato a Fatima! Ma cosa vuol dire questo? Ma come… il compito non finisce nel momento in cui la Chiesa rivela i segreti di fatima come “ufficialmente” ha fatto?
Probabilmente, anzi, molto probabilmente, la Chiesa non ha detto tutto riguardo a Fatima. Jessica conosce molte cose che noi non sappiamo e questo non comporta una grazia in senso stretto bensì una grande prova che sta sopportando anche sulla sua pelle. Il Signore gli sta donando delle croci, in questi anni, che lei sta sopportando con infinita pazienza e con la fede. Quando il mondo saprà quanto queste persone abbiano sofferto per noi rimarrà a bocca aperta…

Una lettera di Jessica svela legami profetici con Fatima, Giovanni Paolo II e la crisi della Chiesa nel mondo

«Caro Papa, ciao, sono Jessica, la bambina della Madonnina di Civitavecchia, comunque sai benissimo chi sono»: il 27 febbraio 2005, mentre si trova ricoverato al Policlinico Gemelli, Giovanni Paolo II si vede recapitare una lettera accompagnata da un involucro, entrambi particolari. Il Papa è gravemente malato; il 24 sera ha subito un intervento di tracheotomia, ma lo spirito è forte. La mittente, che mostra tanta confidenza con il Papa, è la giovane Gregori, la bambina che dieci anni prima, esattamente il 2 febbraio 1995, aveva visto lacrimare sangue la statua della Madonna custodita nella grotta davanti alla porta della sua casa, a Pantano di Civitavecchia.
«Tu sai che la Madonna è apparsa».
Nella lettera, pur in un crescendo di affettuosità, la giovane prosegue svelando immediatamente l’urgenza e il cuore del messaggio: «Ti auguro tutte le gioie del mondo. Ho un grandissimo desiderio di incontrarti e di farti sapere tante cose che non ti hanno detto e che ti riguardano in prima persona, ma che specialmente sono legate a Fatima». Il tono si fa grave e i contorni profetici, mentre la ragazza non si sofferma sul fenomeno delle lacrimazioni, rammentando, invece, al Papa altri fenomeni «che lui già sa», e che coinvolgono lei e la sua famiglia: «Come tu ben sai – continua Jessica – a casa mia la Madonnina non ha solo pianto, ma è anche apparsa, e i suoi messaggi riguardano l’umanità, la Chiesa e le famiglie».

La missiva si conclude con la promessa di tante preghiere e l’assicurazione che la sofferenza e la malattia porteranno alla sua anima grandi meriti e benefici; Jessica, infine, prospetta al Santo Padre un ultimo compito da svolgere, probabilmente la testimonianza resa con la sua morte santa: «Prego sempre per te per la tua guarigione, il Signore e la Madonnina hanno ancora un compito da farti fare. Non preoccuparti, perché sei protetto sotto il manto celeste della nostra Mamma. Tutta la sofferenza che stai provando è la strada che ti porterà in Paradiso, vicino a Gesù. Ti voglio tanto bene. Sempre uniti nella preghiera. Un bacione Jessica. 26 febbraio 2005».

La risposta del Papa.
Alcuni giorni dopo il vescovo di Civitavecchia convoca Jessica e i sui familiari. Gli è stato trasmesso dalla Segreteria di Stato del Vaticano un documento che li riguarda. Si dice, fra l’altro: «In occasione del ricovero in ospedale del Santo Padre, la famiglia Gregori… gli ha indirizzato un cortese messaggio augurale, assicurando speciali preghiere. Mi pregio di trasmettere a Vostra Eccellenza copia della missiva qui giunta, con preghiera di voler far venire agli Scriventi l’espressione della riconoscenza di Sua Santità e di partecipare loro la Benedizione apostolica…».

Rispondendo ai Gregori attraverso il loro vescovo il Papa dà un crisma di ufficialità. Nel dispaccio preparato da Jessica, Giovanni Paolo II aveva anche ricevuto alcune foglie di edera della grotticina dei Gregori e un fazzoletto imbevuto nell’olio che, sempre dal 1995, essuda da una seconda statua, che fu regalata alla famiglia di Pantano, proprio a nome del Pontefice, da un suo amico, il cardinale polacco Andrzej M. Deskur. Entrambe le statue raffigurano la Regina della Pace e provengono da Medjugorje.

L’indagine del teologo.
Le informazioni offerte finora superano il contenuto delle lacrime di Civitavecchia, lasciando intendere che presso i Gregori si siano verificati molti altri fatti da valutare. «Le realtà da prendere in considerazione sono almeno tre: le lacrimazioni di sangue della prima statuina, le trasudazioni della seconda, le apparizioni e i messaggi. È pertanto sbagliato ridurre questa mariofania alle sole lacrime di sangue, perché l’iniziativa del Cielo è qui molto più vasta». Chi parla con voce certa e autorevole è Padre Flavio Ubodi, autore per le Edizioni Ares del volume La Madonna di Civitavecchia. Lacrime e messaggi, in uscita il 25 maggio. Teologo, già provinciale dei Frati Cappuccini del Lazio, padre Flavio è stato, per nomina del vescovo Grillo, vicepresidente della Commissione Teologica Diocesana, che a partire dal 1995 studiò il caso: è quindi testimone e giudice dei molti fatti che riporta nel suo libro, che Oggi anticipa qui in parte.

Il volume è una miniera di altre notizie e documenti inediti, nonché di esortazioni sulla fede, non fosse altro perché, per la prima volta, si trascrivono qui i contenuti dei messaggi dati dalla Madonna a Fabio Gregori, elettricista specializzato della locale Centrale Enel di Civitavecchia, e a sua figlia Jessica; mentre si dà prova inconfutabile del rapporto instauratosi fra Giovanni Paolo II, il vescovo Grillo, la Madonnina e la stessa famiglia Gregori.
Chiediamo a padre Ubodi di guidarci dentro a questa manifestazione della Madonna.

Famiglia, Chiesa, Fatima
«La Madonna ha accompagnato il segno delle lacrime, che fa memoria della Passione e indica preoccupazione e dolore per il peccato degli uomini, alle essudazioni del balsamo, che al contrario sono segno di consolazione; ed entrambi i segni si comprendono meglio alla luce di ciò che la Madonna ha sottolineato con le sue parole». Sì, perché tra il 2 luglio 1995, quando è apparsa in chiesa, durante la Messa, sopra l’altare, e il 17 maggio 1996, la Madonna si è mostrata in moltissime occasioni e ha dato 95 messaggi, compresi alcuni segreti per l’allora piccola Jessica, il vescovo e… lo stesso Papa.
Anche il vescovo Grillo, si legge nel volume, ha collegato come Jessica, questi messaggi al segreto di Fatima… «Ma è la stessa Vergine a farlo», puntualizza il frate: «Più di una volta Ella fa riferimento esplicito alle apparizioni portoghesi», fra l’altro, con un ammonimento pieno di inquietudine: «Preparatevi a vivere – è la Madonna che parla – quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima».
Viviamo tempi difficilissimi, dentro e fuori la Chiesa. Se si leggono i messaggi di Civitavecchia, che sono del 1995, alla luce dell’attualità non può non colpire la loro portata profetica. La Madonna mette in guardia, da un lato, dai rischi di una nuova guerra nucleare con anticipo sul terrorismo e sulle situazioni coreana e iraniana che oggi conosciamo, e, dall’altro, con preoccupazione ancora più grave, dalla crisi di fede e dal tradimento vocazionale da parte di tanti sacerdoti e religiosi all’interno della Chiesa e, ancora, dal dramma dell’infedeltà che vive oggi la famiglia…
La Vergine implora la conversione a Dio, hanno spiegato Fabio e Jessica; e gli strumenti per ottenerla, come a Fatima, sono i Sacramenti, il Rosario, la consacrazione al suo Cuore Immacolato. La pace e la rinascita dell’umanità, assicura Maria, iniziano nell’unità delle famiglie, che Lei chiama «piccola Chiesa domestica», dentro all’unità della Chiesa. «La Madonna», riprende padre Flavio, «parla esplicitamente di “apostasia nella Chiesa”, cioè dell’abiura dei contenuti fondamentali della fede e in un messaggio arriva a dire: “Vi sto dando una dolorosa notizia. Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre!”; mentre, in un altro implora i successori degli apostoli di essere annunciatori credibili della verità». Ecco il testo: «Vescovi, il vostro compito è di continuare la crescita della Chiesa di Dio, essendo voi gli eredi di Dio. Tornate a essere un solo cuore pieno di vera fede e di umiltà con il mio figlio Giovanni Paolo II, il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù.
Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato, ed io proteggerò la vostra Nazione sotto il mio manto ora pieno di grazie».

I doni di Wojtyla
Colpisce come Giovanni Paolo II, successivamente a questi messaggi, abbia parlato di «apostasia» in diversi documenti. Comunque è certo che il Papa prese sul serio la vicenda di Civitavecchia e, in proposito, nel volume si riporta una lettera di mons. Grillo, ma controfirmata dal Pontefice, in cui si racconta dell’11 giugno 1995, quando Giovanni Paolo II volle venerare la statua in Vaticano, e in cui, soprattutto, si rivela che l’Atto di Affidamento alla Madonna, effettuato dal Papa l’8 ottobre 2000, durante il Giubileo, è stato fatto anche in ascolto di una richiesta del vescovo, a seguito dei messaggi dati nella sua Diocesi. Papa Wojtyla andò inoltre di nascosto a Civitavecchia per pregare la Madonna e incoronò personalmente la statua delle lacrime, donandole un Rosario: lo stesso che tiene in mano oggi, ascoltando i pellegrini dalla sua teca, nella chiesetta santuario di Sant’Agostino.


Riccardo Caniato