"Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti qui. Adorate senza interruzione
il Santissimo Sacramento dell'altare. Io sono sempre presente quando i
fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie
particolari."
Prova, all’adorazione, a seguire i consigli di Padre Slavko:
“ ... Introduci anche gli altri nella tua preghiera e parla di
loro a Gesù. Parla di coloro che ami, ma anche di coloro che ti sono
antipatici, che ti hanno fatto del male, che sono la causa della tua
amarezza, rabbia e tristezza. Così crescerà il tuo amore per
loro, la riconciliazione sarà possibile, la pace tornerà nel tuo cuore,
comprenderai meglio gli altri e te stesso. Diventerai un uomo
nuovo, capace di cambiare i rapporti sbagliati e di costruire i rapporti
veri. Diventerai il testimone! Nell’Adorazione, il tuo rapporto con
Gesù sarà sempre più profondo e intimo: Lo conoscerai sempre più, Lo
amerai, e Lui ti darà forza per costruire rapporti nuovi, più umani, più
belli, con gli altri.
Se pronunci queste parole semplici ... e metti in preghiera una persona
che ti ha fatto del male ... avverti piano piano che quella persona ti
sta diventando di nuova amica ... e le parole che elaborava la tua
mente, ora sono cambiate, non feriscono più, sono diventate dolci e la
riconciliazione è possibile. Da provare!!!
Padre Slavko ti mette anche in guardia dalla PREGHIERA ATEA, quando con
la preghiera non si cerca Dio, ma la soddisfazione di un tuo bisogno.
1. Una delle più belle definizioni della preghiera
suona così: "La preghiera è vita con Dio nell'amore!" A noi cristiani
ogni tanto rimproverano che le nostre invocazioni sono troppo rumorose,
veloci, e che non dedichiamo loro il tempo necessario. Questo può anche
essere vero.
Gesù ha severamente criticato la preghiera formale, quella delle
labbra, incapace di cambiare la vita. Ha criticato anche la preghiera di
richiesta, in quanto è solo la ricerca di ciò di cui abbiamo bisogno.
Gesù ha paragonato questa preghiera con quella pagana, che non viene
esaudita.
Infatti la nostra preghiera può essere veramente atea, cioè senza Dio. Questo succede quando nella preghiera cerchiamo quello che ci serve, ma non cerchiamo Dio e la Sua volontà.
Gesù, infatti, premette che il Padre sa tutto quello di cui abbiamo
bisogno, che ci ama ed è pronto a donarci tutto; ci invita a cercare
prima di tutto il Regno di Dio e la Sua giustizia e tutto il resto ci
sarà dato in abbondanza.
Ciò non vuoi dire che non possiamo pregare Gesù per le nostre
necessità, dire a Lui quello che ci opprime, cercare il Suo aiuto nelle
difficoltà. Anzi, Egli stesso ci esorta: "Chiedete e vi sarà dato,
cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede
riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto!" (Mt 7,7-8).
Però se la nostra preghiera rimane ferma sulle richieste,
allora essa è ATEA, perché non cerca Dio, ma solo i Suoi doni. Dio non
vuole stare con noi solo quando abbiamo bisogno di Lui, ma vuole
rimanere con noi sempre.
Molti cristiani vivono la crisi della preghiera. Sono convinti di non
saper pregare e di non avere tempo per la preghiera. Ma la verità è
un’altra. Essi cercano prima di risolvere in un altro modo i propri
problemi, e se non ci riescono, allora provano con Dio. Come se Dio
fosse un “pronto soccorso!”
Mentre se non hanno alcun bisogno, allora non hanno bisogno neanche di Dio e non Lo cercano.
Perciò si può dire che il vero problema della preghiera è il nostro rapporto con Dio, cioè la nostra Fede.
2. Esistono diverse forme e modi di pregare. Da noi è
più espressiva la preghiera orale, con molte parole, testi e canti.
Questo è bene, ma non soddisfa più il cuore dell’uomo d’oggi. Il cuore
si riempie quotidianamente di informazioni varie, di immagini: ha
bisogno della tranquillità e della pace per incontrarsi con Dio. Perciò
il senso di tutte le parole, dei canti, delle invocazioni sta nel fatto
che l’anima ed il cuore entrino in un nuovo ritmo, quello divino, per
poter rimanere con Dio, nella pace.
La preghiera più adatta a questo scopo, è certamente quella di
Adorazione. Mentre ogni nostra preghiera, come abbiamo detto, può
diventare atea, perché in essa invece di cercare Dio cerchiamo i Suoi
doni, l’Adorazione è qualcosa di particolare. Se dedico del tempo a Gesù
adorandolo nel Santissimo Sacramento dell’Altare, allora io cerco Lui
presente nel Sacramento, che è Emmanuele-Dio con noi. Non Lo cerco per i
Suoi doni.
Se Lo adoro, vuol dire che cerco soprattutto Lui, Lo benedico e Lo
ringrazio, Lo lodo e Lo esalto, perché Egli è il Signore. La fede e
l’amore sono la condizione dell’Adorazione. Noi non riusciamo a
trattenerci a lungo con la persona della quale non ci fidiamo, o non
amiamo.
Questo vale anche per i nostri rapporti con Dio. La fiducia e l’amore
crescono dimorando gli uni con gli altri. E quanto più cresce l’amore
verso qualcuno, tanto meno abbiamo bisogno delle parole per capirci, e
rimane sempre più spazio per il silenzio, che penetra nelle profondità
del nostro cuore e della nostra anima e raggiunge la tranquillità “in
Dio” e non nelle “cose” che Egli ha dato.
3. In questo tempo senza-Dio, caratterizzato dal
materialismo e da varie idolatrie, che nella corsa frenetica distolgono
il cuore umano dalla presenza divina, accade che molti cristiani si
sentano vuoti dentro, soli, nella paura e nell’angoscia, senza la luce e
senza una via d’uscita, nell’amarezza e nella sofferenza, senza vita
interiore e senza un rapporto con Dio. In questo vuoto assoluto,
l’Adorazione è di prima necessità. Riconoscere Dio nel proprio cuore,
riservargli il primo posto, ascoltarLo, dimorare in Lui, riposare in
Lui, creare lo spazio per Lui, collaborare con Lui servendosi dei Suoi
doni, stare in ascolto e riconoscersi in Lui: questa è la necessità
assoluta del cristiano d’oggi. Riconoscere Dio nelle Sue creature,
accoglierLo con amore e collaborare con Lui, lo può solo chi sa
adorarLo.
Con l’Adorazione cresce e si approfondisce sempre di più il rapporto
con Dio Creatore e con sé stesso, come essere creato e donato, ma anche
verso gli altri uomini e verso tutto il creato. Il fatto terribile che
avvengono tanti conflitti parla da sé: l’uomo d’oggi si trova sulla via
dell’autodistruzione. E tutto questo, perché si è allontanato da Dio,
cioè dalla vita e dalla luce, dalla verità e dall’amore.
Il cuore umano non può rimanere tranquillo. Perciò aumenta la violenza e la distruzione.
Al mondo può capitare quello che succede al bambino che non ha
sperimentato l’amore materno e paterno: ed allora lo cerca in tutti i
modi, senza saper scegliere i mezzi, ma, anzi, distruggendo sé stesso e
gli altri attorno a sé.
Il bambino cerca l’amore, ma in realtà respinge da sé gli altri e si
trova nel circolo chiuso dei propri desideri, ardendo dal desiderio
dell’amore che non può ricevere dagli altri, perché essi si “difendono”
da lui, lo respingono e non lo accettano. Il mondo d’oggi, su molti
livelli, cercando in questa maniera Dio e la pace in Lui, rischia di
autodistruggersi. La vita o il desiderio di vivere può darli solo Colui
che ha creato la vita, ma solo se l’uomo, creatura di Dio, si abbandona
completamente a Lui e Lo adora. Solo così, l’uomo si salva dalla
perdizione e dalle minacce del male e si immerge nella luce meravigliosa
della Presenza di Dio.
Nasce, così, la preghiera continua, la lode perenne a Dio: l’Adorazione?
4. La Regina della Pace, tramite i suoi insegnamenti e
i messaggi, ha chiesto, con insistenza, di adorare Gesù nel Santissimo
Sacramento dell’Altare. Sentite: “Anche questa sera, cari
figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti qui.
Adorate senza interruzione il Santissimo Sacramento dell’Altare. Io sono
sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si
ottengono grazie particolari” (15-3-1984).
La comunità parrocchiale, insieme ai pellegrini ha risposto a questo
invito, rimanendo nell’Adorazione, tutti i giovedì dopo la messa
vespertina nelle ore tarde di mercoledì e di sabato sera; La Cappella
del Santissimo è sempre aperta per l’Adorazione continua.
Dal gruppo di preghiera guidato dalla Madonna tramite Jelena Vasilj,
Nostra Signora ha chiesto l’Adorazione notturna ogni primo sabato del
mese Molti gruppi di preghiera hanno capito e accolto questo messaggio e
organizzano frequenti ore d’Adorazione. Alcuni trascorrono nella
preghiera davanti al Santissimo le notti intere di ogni primo sabato del
mese.
La comunità “Oasi della pace”, fondata dal sacerdote di Verona P.
Gianni Sgreva, nella propria cappella di Bijakovici, si impone
addirittura 1’Adorazione perpetua.
5. La Madonna non desidera solo che noi riscopriamo
la presenza di Cristo nel Sacramento dell’Altare, ma vuole di più: che
ovunque noi scopriamo la presenza di Dio e rimaniamo di continuo in un
atteggiamento di adorazione. Soprattutto la Madonna desidera che gli
uomini, gli uni negli altri, riconoscano il volto di Dio e che s amino a
vicenda come Egli ama tutti in Gesù Cristo:“Cari figli! Oggi, come
non mai, vi invito a prega re. La vostra vita diventi pienezza di
preghiera. Senza amore, voi non potete pregare. Perciò vi invito pei
prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita dopo riconoscerete
ed amerete Dio in tutti, come Lu ama voi...” (25-11-1992).
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ISTRUZIONI PRATICHE
Caro amico!
....ti sarà utile leggere queste
istruzioni pratiche, che ti aiuteranno nei momenti preziosi dedicati a
Gesù, per rispondere coll’amore al Suo amore e con la tua presenza alla
Sua presenza, perché è l’Emmanuele - Dio con noi.
1. Se da solo adori Gesù, allora, nel silenzio,
medita i testi della Sacra Scrittura. Rifletti sui messaggi riportati
qui per ogni ora di adorazione e prendi del tempo per tacere. Le brevi
pause di meditazione, prima e dopo la lettura del testo, saranno un
valido aiuto per entrare nella profondità dell’anima e incontrare Dio
nascosto nel Sacramento che visiterà il nostro cuore e rimarrà con noi.
Noi viviamo in un tempo che ci inganna facilmente con le sue
apparenze, che ci fa rimanere alla superficie della nostra coscienza e
così diventiamo ciechi e sordi per tutto quanto succede in noi ed
intorno a noi. II tuo cuore è stato creato per la pace e per la vita
profonda e piena, è stato creato per la Parola di Dio. In questo tempo
frenetico bisogna trattare con cura e delicatezza il proprio cuore, perché possa
diventare il terreno fertile per il seme della Parola di Dio. Perciò
trova il tempo e ripeti le invocazioni! La ripetizione non ti annoi!
Attraverso essa la Parola di Dio scenderà in ogni angolo
dell’anima e del cuore, della coscienza e del subconscio e porterà
frutto.
2. Quando senti il bisogno di parlare con
Gesù, di dirGli tutto quello che ti opprime e chi ti sta a cuore, allora
mettiti a tacere e lascia parlare il tuo affetto. Prendi del tempo. Non
c’è infatti alcun trucco. Si tratta dell’incontro con l’Amico che ti
ascolta volentieri, che non ti giudica, che non ti rifiuta. Impara a
dialogare con Lui! Impara ad ascoltarlo! Solo così si realizzerà un
incontro personale.
3. Non chiuderti in te stesso e non
pensare solo a te. Introduci anche gli altri nella tua preghiera e parla
di loro a Gesù. Parla di coloro che ami, ma anche di coloro che ti sono
antipatici, che ti hanno fatto del male, che sono la causa della tua
amarezza, rabbia e tristezza. Così crescerà il tuo amore per
loro, la riconciliazione sarà possibile, la pace tornerà nel tuo cuore,
comprenderai meglio gli altri e te stesso. Diventerai un uomo nuovo, capace di cambiare i rapporti sbagliati e di costruire i rapporti veri. Diventerai il testimone!
Nell’Adorazione, il tuo rapporto con Gesù sarà sempre più profondo
e intimo: Lo conoscerai sempre più, Lo amerai, e Lui ti darà forza per
costruire rapporti nuovi, più umani, più belli, con gli altri.
4. Se invece l’Adorazione è
comunitaria, allora fate insieme quello che è stato raccomandato per
l’Adorazione individuale. Qualcuno, magari più esperto nella preghiera,
guidi le invocazioni! Se è possibile cantare insieme, lo si faccia, ma
che sia un canto conosciuto da tutti. Più adatte sono le invocazioni
brevi che si possono ripetere più volte.
Non dimenticare: per ogni incontro c’è bisogno del tempo e dello spazio, delle parole e dei canti, del silenzio e della riflessione.
Quindi niente fretta, né quando preghi da solo né quando preghi con gli altri.
Deciditi completamente per Gesù, donaGli tutto te stesso e il tuo
tempo! La fretta è un grande ostacolo per un incontro vero, sia con Dio
che con gli uomini.
5. Se è un Sacerdote a guidare l’ora
d’Adorazione, allora sicuramente pregherà per la guarigione del corpo e
dell’anima impartendo la Benedizione Eucaristica. Egli può pregare anche
in silenzio, inserendo ogni tanto qualche invocazione cantata o qualche
breve canto adatto alla preghiera di guarigione, per es. Kyrie Eleison.
II Sacerdote può impartire la benedizione dall’altare, ma può anche
passare tra la gente benedicendo col Santissimo, mentre tutti i
presenti, inginocchiati, adorano in silenzio o cantano lodando e
glorificando Gesù.
Si faccia tutto con grande dignità e raccoglimento, sia da parte
del Sacerdote sia da parte dei fedeli. Si prenda il tempo necessario,
perché l’anima di ogni adoratore possa immergersi nel mistero
eucaristico e incontrare Gesù che ricompenserà, secondo la volontà del
Padre, con la guarigione del corpo e dell’anima e con l’abbondanza della
Sua grazia.
6. Certamente non sarà superfluo
ricordare come dovrebbe essere il comportamento e il portamento del
corpo durante l’Adorazione. La posizione più normale è quella “in
ginocchio”. Ma la posizione della preghiera non deve essere fine a sé
stessa, soprattutto quando diventa scomoda. È raccomandabile che
ciascuno prenda quella posizione che l’aiuti a pregare meglio, a
raccogliersi ed essere presente con il corpo e con il cuore. Questo significa che si
può pregare o seduti o inginocchiati. Quando si entra nella Chiesa dove
è esposto il Santissimo Sacramento dell’Altare, allora ci si
inginocchia, poi in silenzio si raggiunge il posto adatto e quindi si
assume la posizione più comoda in cui rimanere. L’atteggiamento
esteriore è molto importante perché esprime i sentimenti interiori.
Bisogna evitare che, con il portamento del corpo, sia ostacolata la
respirazione normale, oppure che la spina dorsale si appesantisca
troppo.
7. Se nel gruppo di preghiera ci sono
principalmente le stesse persone e non sono tante, allora si potrebbe
anche, verso la fine dell’adorazione o all’inizio, dire qualche
preghiera ispirata e spontanea, qualche ringraziamento, qualche lode e
benedizione, ma sempre molto brevemente e senza obbligare. Bisogna
assolutamente evitare le preghiere lunghe, e, soprattutto, i discorsi
che somigliano alle omelie o alle catechesi. Sono molto efficaci le
invocazioni brevi, pronunciate chiaramente perché tutti possano sentirle
e ripeterle nel proprio cuore. Secondo la dinamica stessa del gruppo,
dopo ogni invocazione, si lascia uno spazio riservato al silenzio.
Queste invocazioni possono essere diverse una dall’altra, ma possono
anche susseguirsi e completarsi, come quando facciamo un mazzolino di
fiori, continuando sempre con il pensiero della preghiera precedente. Le
invocazioni si possono dire l’una dopo l’altra, ma senza ripetizioni e
senza forzature, con calma, devozione e dignità. Si possono interrompere
con un canto adeguato.
8. Ogni invocazione ed effusione
dell’anima sia ispirata da fede profonda, dall’amore, dalla speranza e
dalla esperienza positiva. Le invocazioni possono essere come dei
sospiri ed effusioni delle sofferenze, delle paure, delle angosce, delle
decisioni e delle consacrazioni. I gruppi con oltre 50 membri non sono
adatti per questo tipo di adorazione, perché molti rimangono esclusi da
una preghiera che vorrebbe coinvolgere tutti. Bisogna essere attenti
anche al contenuto teologico della preghiera. II centro della preghiera
deve essere la persona di Cristo, la fede nella Sua presenza e il
dialogo con Lui. A Dio possiamo parlare con le nostre stesse parole,
nate nella profondità del nostro cuore e ispirate dall’amore, ma
possiamo usare anche le Sue parole, quelle della Sacra Scrittura.
9. Per evitare le ripetizioni e per
assicurare una migliore dinamica e ricchezza, è sempre bene incaricare
qualcuno per organizzare e guidare l’Adorazione. E utile, subito
all’inizio, preannunciare eventuali cambiamenti nel programma. Perché
tutto quello che sarà offerto, ma non indicato prima, potrebbe dar luogo
a critiche.
10. È utile anche trovarsi, ogni tanto,
come gruppo, fuori dell’ora di adorazione, per discutere e parlare sulle
esperienze, sulle eventuali difficoltà, ascoltare le proposte,
risolvere i problemi esterni. Le esperienze positive di un membro
arricchiscono gli altri del gruppo. La testimonianza dell’Amore di Dio
illumina il cammino del gruppo e aiuta a capire se stessi e gli altri.
Così crescono la comunione, l’amore e la fiducia reciproca. Quando
qualcuno esprime i propri problemi, allora, bisogna comportarsi come con
un tesoro affidato alla nostra custodia: non parlare di esso con
nessuno fuori del gruppo.
Fonte:
http://www.divina-misericordia.eu/adorate-col-cuore-mio-figlio