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venerdì 18 aprile 2014

Oggi inizia la Novena alla Divina Misericordia:

DA RECITARE ALLE ORE 15.00 per 9 giorni

Novena della Divina Misericordia

“Novena alla Divina Misericordia che Gesù mi ha ordinato di scrivere e di fare prima della festa della Misericordia. Ha inizio il Venerdì Santo.
 

Gesù ha deciso di farci dei grandissimi doni, essendo Egli Re della Misericordia ancor prima che Giudice infinitamente giusto, poiché "l'umanità non troverà la pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia". Ecco qui le Sue promesse:

"L'Anima che venererà questa immagine non perirà. Le prometto, ancora sulla Terra, la vittoria sui nemici, ma specialmente in punto di morte.
Io, il Signore, la proteggerò come Mia Gloria. I raggi del Mio Cuore significano Sangue ed Acqua, e riparano le Anime dall'ira del Padre Mio. Beato chi vive alla loro ombra, poiché non lo raggiungerà la mano della Giustizia Divina.
Proteggerò, come una madre protegge il suo bambino, le anime che diffonderanno il culto alla Mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell'ora della loro morte, non sarò per loro Giudice ma Salvatore.". La preghiera di venerazione che Gesù ha dettato è la seguente:

O ACQUA E SANGUE CHE SCATURISCI DAL CUORE DI GESU' COME SORGENTE DI MISERICORDIA PER NOI IO CONFIDO IN TE.



"Io do all'umanità un vaso col quale potrà andare ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia: questo vaso è l'immagine con questa iscrizione: "Gesù, io confido in Te!".
Questa immagine deve continuamente ricordare alla povera umanità l'infinita Misericordia di Dio. Chiunque avrà esposta ed onorata, nella sua casa, la Mia Divina Effigie sarà preservato dal castigo.
Come gli antichi Ebrei che avevano segnato le loro case con la croce fatta col sangue dell'agnello pasquale furono risparmiati dall'Angelo Sterminatore, così sarà in quei tristi momenti per coloro che mi avranno onorato esponendo la mia immagine."

"Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla Mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della Mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della Mia Giustizia.
La sorgente della Mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le Anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà alla Mia Misericordia. Dì all'umanità sofferente che si rifugi nel Mio Cuore Misericordioso, ed Io la ricolmerò di pace."


"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa."

Come invocare la Misericordia di Gesù Cristo Gesù, nella Sua infinita Misericordia ha ispirato a Suor Faustina la seguente potentissima preghiera, la Coroncina della Divina Misericordia, che si recita sulla corona del S. Rosario. Gesù ha promesso:
"Concederò grazie senza numero a chi recita questa Corona. Se recitata accanto ad un morente non sarò giusto Giudice, ma Salvatore.".

In principio:
+
Padre Nostro, Ave Maria,Credo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui 5 grani maggiori:
Eterno Padre, io Ti offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani minori:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine (3 volte):
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale abbi pietà di noi e del mondo intero.

Preghiera per ottenere la conversione di un peccatore .
Invocare l' intercessione di Suor Faustina Kowalska e recitare cin fede :
O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!
Gesù:
Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.
Non temere Gesù tocchera' il cuore della persona a Lui lontana e gli dara' la grazia della conversione.
Per ogni preghiera puoi chiedere la conversione di un peccatore specifico e non dimenticare MAI l'intercessione di suor Faustina Kowalska .
Ogni giorno quando vedi persone che sono lontane dalla fede invoca l'intercessione di suor Faustina e recita questa preghiera. Al resto pensera' il Signore Gesu'.

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Primo Giorno della Novena

Oggi conducimi l'umanità intera e specialmente tutti i peccatori e immergili nell'oceano della mia Misericordia: con ciò mi consolerai dell'amara tristezza, in cui mi getta la perdita delle anime.
Gesù misericordiosissimo, la cui prerogativa è d'aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma la fiducia che nutriamo nell'infinita tua bontà. Accoglici nella dimora del pietosissimo tuo Cuore, e non permettere che ne abbiamo ad uscire mai più. Te lo chiediamo per l'amore che ti unisce al Padre e allo Spirito Santo. Misericordia dell'Onnipotente che puoi salvare l'uomo peccatore, poiché Tu sei l'oceano dell'amore, soccorri chi t'invoca umilmente.
Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di misericordia sopra l'intera umanità e specialmente sopra i peccatori, che sono rinchiusi nel Cuore infinitamente compassionevole di Gesù e, per la sua Passione dolorosa, mostraci la tua Misericordia, affinché cantiamo assieme, eternamente, la gloria dell'onnipotente tua bontà. Amen.
Come si recita la Coroncina della Divina Misericordia
Si recita con la corona del Rosario.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

giovedì 17 aprile 2014

I discepoli di questa sera :9 italiani e 3 di origine straniera, uno dei quali di fede musulmana

Ecco a chi il Papa farà la lavanda dei piedi

I nomi e le storie dei dodici ospiti della Fondazione Don Gnocchi a cui il Santo Padre Francesco dedicherà il gesto della lavanda dei piedi nella celebrazione del giovedì Santo, al Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma. Da Angelica (86 anni) a Osvaldinho (16 anni) eccoli, storia per storia

papa lavanda piedi
La carezza del Papa ai sofferenti. I dodici assistiti della Fondazione Don Gnocchi a cui il Santo Padre Francesco dedicherà il gesto della lavanda dei piedi, in occasione della Messa “in coena Domini” , giovedì Santo, al Centro “S. Maria alla Provvidenza” di Roma (via Casal del Marmo 401) sono il simbolo - ciascuno nel proprio calvario di lacrime e dolore e nel proprio bisogno di prossimità e speranza - delle vecchie e nuove forme di fragilità nelle quali la comunità cristiana è chiamata a riconoscere Cristo sofferente e a dedicare attenzione, solidarietà e carità.

Dodici pazienti accolti nei Centri della Fondazione Don Gnocchi con disabilità per alcuni temporanea, per altri cronica, con la quale fanno i conti dalla nascita o dalla giovanissima età. Di età compresa tra i 16 e gli 86 anni (italiani e tre di origine straniera, uno dei quali di fede musulmana), sono affetti da patologie invalidanti di carattere ortopedico, neurologico e oncologico.

Il più giovane di loro si chiama Osvaldinho. Ha 16 anni, è originario di Capo Verde e risiede a Roma da tempo. Nell’agosto dello scorso anno, un banale tuffo in mare ha straziato un’adolescenza fin lì normale. L’acqua troppo bassa, l’impatto violento, l’esito devastante: trauma vertebro-midollare con tetraplegia immediata. Gli arti paralizzati, completamente immobile, costretto su una sedia a rotelle. Non perde, però, la straordinaria voglia di vivere, tipica dei suoi anni, alimentata e sostenuta dalle cure e dalle terapie riabilitative a cui si sottopone ogni giorno al Centro “S. Maria della Pace” di Roma della Fondazione Don Gnocchi per recuperare e sviluppare le capacità residue.

Di altro genere la vicenda di Orietta, romana, 51 anni. A soli due anni è colpita da vaiolo che le provoca un’encefalite. Per la famiglia inizia un calvario fatto anche di emarginazione e incomprensioni. A 9 anni l’accoglienza al  “Cottolengo” di Roma, che aveva sede presso l’attuale Centro Don Gnocchi “S. Maria della Provvidenza”. Da 43 anni, Orietta vive in questa sua nuova famiglia allargata, senza per questo aver perso la sua famiglia di origine. Anzi, i genitori l’hanno continuamente seguita con amore e sorretti dalla fede. Non passa giorno che non la vadano a trovare, al punto da diventare volontari del Centro e non limitarsi ad accudire solo lei, ma affiancando gli operatori nell’assistenza degli altri ospiti, così da dilatare la loro stessa famiglia.

Infine, Samuele, 66 anni. A 3 anni il dramma della poliomielite, vera e propria piaga che falcidiava l’infanzia di quegli anni e a cui don Gnocchi si era dedicato una volta esaurita l’emergenza dei mutilatini. La famiglia di Samuele, paralizzato agli arti inferiori, non era in grado di garantirgli cure, né scuole speciali. Sarà proprio l’incontro con l’Opera di don Gnocchi a cambiargli la vita. Dalla provincia dell’Aquila, all’età di 13 anni, Samuele si trasferisce a Roma e qui inizia il suo percorso di rinascita. Al Centro “S. Maria della Pace” di Roma della Fondazione Don Gnocchi riceve cure mediche, istruzione, formazione professionale, un lavoro e qui trova persino l’amore, nella donna che poi sposerà. Samuele non ha più lasciato la Fondazione Don Gnocchi, diventandone operatore dipendente, fino alla pensione, raggiunta pochi anni fa. Ancora oggi, anche se non ha mai conosciuto personalmente don Carlo, continua a considerare don Gnocchi come un “padre”, come tutti gli ex allievi sparsi nel Paese, che hanno dato vita e una vera e propria associazione.

Questi gli altri pazienti della Fondazione Don Gnocchi a cui Papa Francesco laverà i piedi.
  • Marco, 19 anni, quinto anno al liceo scientifico tecnologico. Animatore nella parrocchia “SS. Annunziata” di Sabaudia (Lt), gli è stata diagnosticata nell’ottobre dello scorso anno una neoplasia cerebrale. Ha subito in questi mesi una serie di interventi chirurgici. È ospite, dallo scorso gennaio, del Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma della Fondazione Don Gnocchi.
  • Angelica, 86 anni, originaria di Maenza (Lt). Contadina per tutta la vita, sposata con un armeno, tre figli, rimasta vedova a 39 anni, è stata presidente dell’Azione Cattolica del proprio paese. Nell’88 il primo intervento per protesi all’anca sinistra, ripetuto per una sostituzione nel ‘93. Nell’agosto dello scorso anno, la caduta con frattura scomposta dell’anca già operata e di varie costole. È in riabilitazione al Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma della Fondazione Don Gnocchi dopo un lungo calvario in varie strutture pubbliche.
  • Daria, 39 anni, affetta da tetraparesi spastica neonatale, ricoverata fin da piccola presso la degenza diurna del Centro “S. Maria della Pace” di Roma della Fondazione Don Gnocchi.
  • Pietro, 86 anni, due figli e tre nipoti. Artigiano per tutta la vita, risiede da circa un anno al Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma della Fondazione Don Gnocchi per deficit dell’equilibrio e della deambulazione ed ipotonotrofia muscolare.
  • Gianluca, 36 anni. Dall’età di 14 anni ha subito vari interventi per meningiomi. È ospite da due anni della RSA del Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma della Fondazione Don Gnocchi.
  • Stefano, 49 anni, affetto da oligofrenia grave e spasticità in esiti di cerebropatia neonatale. Ha sempre vissuto in famiglia, da due anni risiede alla RSA del Centro “S. Maria della Provvidenza” di Roma della Fondazione Don Gnocchi.
  • Hamed, 75 anni, originario della Libia, di religione musulmana. Ha lavorato per anni alla Camera del Commercio Italo-Araba. A seguito di un incidente stradale, ha subito gravi danni neurologici. È in riabilitazione al Centro “S. Maria della Pace” di Roma della Fondazione Don Gnocchi.
  • Giordana, 27 anni, originaria dell’Etiopia. Affetta da tetraparesi spastica in seguito a paralisi cerebrale infantile ed epilessia, risiede da vent’anni al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Scrive poesie e cura con altri disabili del Centro l’emittente web “Radio Don Gnocchi”. Nel 2002, aveva salutato personalmente Papa Giovanni Paolo II nel corso dell’udienza concessa alla Fondazione nel centenario della nascita di don Gnocchi.
  • Walter, 59 anni, affetto da sindrome di down. Appassionato di musica e di teatro, dopo la morte dei genitori è rimasto solo con il fratello. Ora la sua casa è il Centro Multiservizi di Legnano (MI) della Fondazione Don Gnocchi.

mercoledì 16 aprile 2014

Silvia Buso, miracolata a Medjugorje


Testimonianza di guarigione a Medjugorje: Silvia Buso


Mi chiamo Silvia, ho 21 anni e sono di Padova. Il 4 ottobre 2004 all’età di 16 anni mi sono ritrovata, nel giro di pochi giorni, a non poter camminare più e ad essere costretta a rimanere in carrozzina. Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare. Sono figlia unica, avevo una vita normale, nessuno si aspettava di dover passare momenti così duri e dolorosi. I miei genitori hanno sempre pregato e chiesto l’aiuto della Madonna affinché non ci lasciasse soli in questa dolorosa prova. Nei mesi successivi però sono peggiorata, ho perso peso e sono iniziate delle crisi simil-epilettiche. Verso gennaio mia madre ha contattato un sacerdote che seguiva un gruppo di preghiera molto devoto alla Madonna, e ogni venerdì andavamo tutti e tre al Rosario, Messa e Adorazione. Una sera poco prima di Pasqua, finita la funzione, si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje, ne aveva solo una, ma in quel momento riteneva che io ne avessi più bisogno di lei. L’ho presa e appena sono tornata a casa l’ho messa al collo. Passate le vacanze ho telefonato al preside della mia scuola e mi sono fatta dare i programmi della classe che frequentavo, la terza liceo scientifico e nei mesi di aprile e maggio ho studiato. Nel mese di maggio, intanto, i miei genitori, hanno iniziato a portarmi ogni giorno al Rosario e alla S.Messa. All’inizio lo sentivo come un obbligo, ma poi ho iniziato a desiderare anch’io di andarci perché quando ero li e pregavo trovavo un po’ di conforto alla tensione provocata dal fatto di non poter fare le cose come gli altri miei coetanei.
Nella prima metà di giugno ho sostenuto degli esami a scuola, li ho passati e lunedì 20 giugno quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e dopo tre giorni ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre! Sono arrivata la mattina di venerdì 24 giugno 2005; durante la giornata abbiamo seguito tutte le funzioni e abbiamo avuto l’incontro con il veggente Ivan, lo stesso che più tardi avrebbe avuto l’apparizione sul monte Podbrodo. Alla sera quando mi è stato chiesto se volevo andare anch’io sul monte, ho rifiutato spiegando che la carrozzina su un monte non può salire e non volevo disturbare gli altri pellegrini. Mi hanno detto che non c’erano problemi e che avrebbero fatto a turno, così abbiamo lasciato la carrozzina ai piedi del monte e mi hanno preso in braccio per portarmi fino in cima. Era pieno di gente, ma siamo riusciti a passare.
Arrivati vicino alla statua della Madonna, mi hanno fatto sedere e ho iniziato a pregare. Ricordo che non pregavo per me, non ho mai chiesto la grazia di poter camminare perché mi sembrava una cosa impossibile. Pregavo per gli altri, per le persone che in quel momento si trovavano nel dolore. Ricordo che quelle due ore di preghiera sono volate via; preghiera che ho fatto veramente con il cuore. Poco prima dell’apparizione, il mio capogruppo seduto di fianco a me mi ha detto di chiedere tutto ciò che volevo alla Madonna, Lei sarebbe scesa dal Cielo sulla terra, sarebbe stata li, davanti a noi e avrebbe ascoltato tutti in modo uguale. Ho chiesto allora di avere la forza per poter accettare la carrozzina, avevo 17 anni e un futuro in carrozzina mi ha sempre spaventato tantissimo. Prima delle 22.00 ci sono stati dieci minuti di silenzio, e io mentre pregavo ero attratta da una chiazza di luce che vedevo alla mia sinistra. Era una luce bella, riposante, tenue; a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione. Intorno a me c’erano tante altre persone, ma in quei momenti era tutto buio, c’era solo quella luce, che quasi mi intimoriva e più di una volta ho tolto lo sguardo, ma poi con la coda dell’occhio mi era inevitabile vedere. Finita l’apparizione al veggente Ivan, la luce svanì. Dopo la traduzione in italiano del messaggio della Madonna, due persone del mio gruppo mi hanno preso per portarmi giù e sono caduta all’indietro, come svenuta. Sono caduta sbattendo la testa, il collo e la schiena su quelle pietre e non mi sono fatta il minimo graffio. Ricordo che era come se fossi stata su un materasso morbido, accogliente, non su quelle pietre dure e spigolose. Sentivo una voce dolcissima che mi tranquillizzava, mi calmava come coccolandomi. Subito hanno iniziato a gettarmi dell’acqua e mi hanno riferito che si sono fermati delle persone e alcuni medici che hanno provato a sentirmi il polso e il respiro, ma niente, non c’erano cenni di vita. Dopo cinque – dieci minuti ho aperto gli occhi, ho visto mio padre piangere, però per la prima volta dopo 9 mesi ho sentito le mie gambe e così scoppiando in un pianto ho detto tremando: “Sono guarita , cammino!” Mi sono alzata come se fosse la cosa più naturale; subito mi hanno aiutato per scendere dal monte perché ero agitatissima e temevano che mi facessi male, ma arrivata ai piedi del Podbrodo quando mi hanno avvicinato la carrozzina, l’ho rifiutata e da quel momento ho iniziato a camminare. Alle 5.00 del mattino seguente stavo scalando il Krizevac da sola con le mie gambe.
I primi giorni che camminavo avevo i muscoli delle gambe indeboliti e atrofizzati dalla paralisi, ma non avevo paura di cadere perché mi sentivo sorretta da fili invisibili alle spalle. Non ero andata a Medugorje in carrozzina pensando di poter tornare con le mie gambe. Era la prima volta che ci andavo, è stato bellissimo non solo per la Grazia che ho ricevuto, ma per l’atmosfera di pace, calma, serenità e grandissima gioia che lì si respira. All’inizio non facevo mai testimonianze perché ero molto più timida di adesso e poi avevo numerose crisi simil-epilettiche durante la giornata, tanto che a settembre 2005 non avevo potuto riprendere a frequentare la quarta liceo. A fine febbraio 2006 era venuto padre Ljubo a tenere un incontro di preghiera a Piossasco (TO) e mi avevano chiesto di andare a fare testimonianza. Ho un po’ tentennato, ma alla fine sono andata; ho reso testimonianza e ho pregato il S.Rosario. Prima che andassi via padre Ljubo mi ha benedetto e ha pregato qualche istante sopra di me; da lì a pochi giorni sono completamente scomparse tutte le crisi. La mia vita ora è cambiata e non soltanto perché sono fisicamente guarita. Per me la Grazia più grande è stata quella di scoprire la Fede e sapere quanto amore Gesù e la Madonna hanno per ciascuno di noi. Con la conversione è come se Dio mi avesse acceso un fuoco dentro che va costantemente alimentato con la preghiera e l’Eucarestia. Qualche vento poi potrà soffiarci ma se è ben alimentato, questo fuoco non si spegne e ringrazio infinitamente Dio per questo immenso dono! Ora nella mia famiglia ogni problema lo affrontiamo con la forza del Rosario che preghiamo ogni giorno tutti e tre insieme. In casa siamo più sereni, felici perché sappiamo che ogni cosa è secondo la volontà di Dio, del quale abbiamo piena fiducia e siamo estremamente contenti che Lui e la Madonna ci guidino. Con questa testimonianza io voglio rendere grazie e lode alla Madonna e Gesù anche per la conversione spirituale avvenuta nella mia famiglia e per il senso di pace e gioia che Loro ci donano. Vi auguro di cuore che ognuno di voi senta l’amore della Madonna e di Gesù perché per me è la cosa più bella e importante della vita.

giovedì 10 aprile 2014

Se vuoi lavorare per il Signore devi essere pronto a portare la Croce con Lui.



LA VEGGENTE MIRJANA: -Attraverso le apparizioni ho capito che se desideri lavorare per il Signore, se vuoi veramente dedicargli tutta la vita, sulla tua strada non troverai niente altro che la Croce. Solo la Croce. Perché, per il Signore, «lavorare per Lui» significa essere pronti a portare la Croce con Lui.

Pace è anche la Croce. Se il Signore occupa il primo posto nel tuo cuore, tutte le croci che ricevi nella vita le porti con pace.

E così viene meno quell'attitudine — così tipica negli italiani — di chiedere sempre «perché, perché io, perché a me?»... Quando parlo con i gruppi italiani non finisco mai di sorprendermi per il fatto che, per ogni cosa, mi venga chiesto il perché. E ogni volta mi rendo conto che noi non abbiamo mai detto alla Madonna «perché?», dal momento che se Lei ci dice «fai quello o fai questo», Lei certo sa il perché. Chi sono io per chiederle ragione, dato che tutto ciò che Lei fa e chiede è per il nostro bene? Una mamma pretende dai figli solamente ciò che è bene per loro. E così anche la Madonna: se ti chiede il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì, non hai bisogno di chiederle perché o di mettere in dubbio che ciò avvenga a tuo vantaggio.

Domanda: Maria si preoccupa per noi fino alle lacrime. Ma in molti, di fronte al mistero del Male, alla guerra, al terrorismo, a un incidente, alle catastrofi naturali, alle morti innocenti, si chiedono: ma Dio dov'era?

Questa non è una domanda da fare a me. Per quel che mi riguarda, quando sento che c'è stato un terremoto o che è caduto un aereo prendo il Rosario e prego per la gente coinvolta: che il Signore dia soccorso, anche alle anime di coloro che sono morti; e che a chi resta dia la forza di sopportare la croce che hanno ricevuto. Mai mi è venuto da chiedermi il perché di questo o di quello, o a che cosa serva, o perché Dio l'abbia potuto permettere. Forse è il nostro modo di pensare che è un po' diverso dal Vostro: subito dopo la guerra la chiesa era piena di donne in lutto che avevano perso i mariti e i figli, ma a nessuna è venuto in mente di pensare:

«Signore perché hai permesso questo?». Dio è amore e questo è un fatto, e il Male non viene da Lui e questa è la necessaria conseguenza. Se Dio permette la croce è forse che dobbiamo accettare di portarla con amore come il Signore ha portato la sua. Se non ricevo delle croci pesanti tanto meglio, ma se, un giorno, avvenisse il contrario, dovrei pensare che sono capace di portarla. Ricordiamoci che il male non è da Dio e accettiamo quello che vuole il Signore come un bene per la nostra vita. 

Fonte : http://medjugorje.altervista.org/doc/mirjana/int_mirjana_1.html

sabato 5 aprile 2014

A pochi minuti da Medjugorje potrete ammirare le cascate di Kravice

Cascate di Kravice e fiume Trebižat

Tra gli elementi naturalistici più affascinanti della regione, spiccano le spumeggianti cascate di Kravice, a circa 40 km da Mostar . Le acque del fiume Trebižat si ramificano, cadendo da pareti di tufo ad un'altezza di 30 metri, e formano un anfiteatro naturale largo 150 metri, allestendo uno spettacolo che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, quello delle imponenti cascate del Niagara.
Frequentato nella stagione estiva soprattutto da appassionati di rafting e dagli abitanti locali, è il luogo ideale per tutti coloro che cercano relax e divertimento stando immersi in un ambiente incontaminato, accompagnati dal suono costante delle cascate in sottofondo. Nei pressi delle cascate si trovano anche una piccola grotta, in cui si possono ammirare stalattiti formate da carbonato di calcio, un antico mulino e un vascello.
Il fiume Trebižat consente, inoltre, piacevoli gite in canoa, organizzate da esperti operatori locali, con percorsi fluviali di 10 km al costo di 35 euro a persona circa (comprensivo di guida, canoa ed equipaggiamento). Un'esperienza davvero imperdibile, in cui i ritmi frenetici della vita quotidiana sembrano solo un ricordo lontano.

Per informazioni: Centro Informazioni Turistiche (TIC)
Rade Bitange 5 - 88000 Mostar (città vecchia); tel.+387(0)36 580 275
www.hercegovina.ba - aperto da maggio ad ottobre.

NON COMPRARE QUESTI ANIMALI A MEDJUGORJE

  Non comprate queste testuggini...O SARETE MULTATI!!!

Sulla via per Medjugorje, il noto luogo di culto della Bosnia-Erzegovina, ai visitatori e ai pellegrini sono offerte in vendita testuggini,  esibite crudelmente dai bracconieri  in gabbie strette e affollate (come potete constatare con i vostri stessi occhi).

L’Associazione amica Tartamondo lancia un appello che invita a NON COMPRARE QUESTI ANIMALI!! In tal modo evitiamo di alimentare un mercato non solo spietato ma anche illegale. Senza documentazione che ne certifica la provenienza e assicura che essi non sono stati catturati in natura, infatti, si corre il rischio di essere sanzionati e subire il sequestro dell'animale una volta tornati in Italia.

Per maggiori informazioni:
http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/184

venerdì 4 aprile 2014

Per più di 1 ora quella croce rimase visibile a tutti

1Croce_Medjugorje_da_Cittadella_Nuovi_Orizzonti


E’ il 15 agosto e molti sono andati in vacanza. Migliaia di persone provenienti da moltissimi paesi del mondo hanno scelto una meta alquanto insolita per il ferragosto: un paesino sperduto della Bosnia Erzegovina, Medjugorje.
Desiderano infatti festeggiare lì la festa di Maria Assunta in Cielo. Molti non sono al loro primo viaggio, sono voluti tornare a Medjugorje perché proprio lì è avvenuto qualcosa di inspiegabile a parole, che ha segnato in profondità il loro cuore e la loro vita.

Arriva il momento dell’apparizione e tutti i pellegrini sono raccolti in preghiera. C’è chi è profondamente convinto che in quel momento la Madonna stia apparendo davvero ai veggenti e chi, più scettico, cerca di dare una spiegazione razionale al perché milioni di pellegrini da tutte le parti del mondo continuino ad affluire in questo paesino sperduto. Alcuni uniscono a un certo scetticismo una sana curiosità. Molti in fondo al cuore sperano di potere vedere in prima persona qualche segno che possa essere di conferma a un fenomeno così incredibile e controverso. Altri si domandano se sarà vero che la Regina del Cielo da 31 anni appare tutti i giorni a dei ragazzi (che ormai sono padri e madri di famiglia) che avrebbero avuto questo incredibile dono. Tante domande si affollano nella mente di molti: finisce tutto con la morte o davvero il Signore della creazione è venuto ad abitare in mezzo a noi e ha donato la sua vita per dischiuderci le porte del Paradiso? Esiste davvero Dio? Maria è la madre di un grande profeta o è la madre del Verbo di Dio? E’ possibile che lei venga a farci visita tutti i giorni tramite queste apparizioni e si renda visibile ai veggenti donando loro dei messaggi per il mondo intero? Se non è vero come hanno fatto a tenere in piedi una farsa così per più di trenta anni davanti a milioni di pellegrini passando il vaglio di sofisticate macchine scientifiche che hanno cercato di smascherare il presunto inganno? ... Sono domande importanti che la vita frenetica a cui siamo abituati ci porta a rimuovere ma che in luoghi come Medjugorje riaffiorano prepotentemente.
2_Croce_cielo_Medjugorje_15_agosto_2012
Ed ecco che, proprio mentre c’è chi è ancora profondamente immerso in preghiera ringraziando il Cielo per l’immenso dono di Maria che poco prima è apparsa ai veggenti e c’è chi invece non crede affatto che la Regina della Pace sia davvero apparsa (anzi è assolutamente convinto che tutto ciò che è connesso a Medjugorje sia inquadrabile tra i fenomeni di suggestione di massa, di poveri illusi che hanno bisogno di credere in qualcosa) di punto in bianco avviene un qualcosa che lascia a bocca aperta credenti e non credenti, medjugorjani convinti e scettici. Molti pellegrini hanno gli occhi alzati verso il Cielo e d’improvviso vedono formarsi un’ immensa croce luminosa. E’ grande l’emozione e lo stupore di tutti! I più scettici iniziano a pensare che siano anche loro caduti vittima della suggestione collettiva e inizino a vedere qualcosa che di fatto non c’è, eppure tutti scattano foto e la croce nel cielo può essere documentata, chiara e nitida. Si cercano allora altre spiegazioni possibili. Saranno scie di aerei che casualmente hanno formato questa bellissima croce! Ma presto arrivano degli aerei che lasciano delle scie decisamente più piccole e che nel giro di pochi minuti scompaiono mentre la croce misteriosa continua ad essere nitida e visibile a tutti fino a quando il sole tramonta. Saranno allora semplicemente delle nubi! Ma subito un'altra domanda sorge spontanea perché queste nubi compaiono in un cielo terso proprio subito dopo l’apparizione e decidono di assumere questa insolita forma di croce restando immobili per più di un’ora? Normalmente le nubi dopo un po’ cambiano forma spostate dal vento. Allora si tratterà di scie chimiche?!... Ma anche per questa ipotesi ci si pone subito la stessa domanda: perché questa scia dovrebbe apparire proprio subito dopo l’apparizione e mantenere una forma così delineata e precisa di croce… inoltre molti tra i presenti, esperti di questo fenomeno, affermano con certezza di averne viste tante ma di non avere mai visto niente di simile…


Certo noi vogliamo sempre dare una spiegazione scientifica a tutto e questo è anche giusto ma forse, in alcune situazioni, faremmo bene ad accettare che la spiegazione più scientifica è proprio sapere ammettere che ci sono ancora tante cose a cui non siamo capaci di dare una spiegazione scientifica. Spesso “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non può intendere” (Blaise Pascal). Inoltre che cosa potrebbe impedire al Creatore del Cielo e della Terra di avvalersi di fenomeni naturali per dare dei segni che rimandano ad altro?
Guardando la misteriosa croce comparsa nel cielo la maggior parte dei presenti esultano. Loro non hanno alcun dubbio: si tratta di un segno dal cielo. Anche i più scettici sembrano arrendersi a quella strana croce e accettare l’ipotesi che possa trattarsi di un segno. Pochi restano dell’idea che si tratti di qualche misterioso fenomeno naturale che per pura coincidenza si è realizzato proprio subito dopo l’apparizione disegnando questa immensa croce. Si tratta comunque di una croce che porta molti dei presenti e non (presto molte delle foto scattate dai presenti fanno il giro del web) a interrogarsi.
Non ho mai dato molta importanza ai ‘segni’ perché penso che ciò che conta è vivere il vangelo con tutto il cuore come la S.Madre Chiesa ci insegna e allora si contemplano i miracoli dell’Amore nella nostra vita. Devo ammettere comunque che quando ho visto le foto scattate da diversi punti di Medjugorje che alcuni amici lì presenti mi hanno subito inviato, sono rimasta decisamente colpita da questa immensa croce che sembra sovrastare la terra e devo dire che mi ha portato ad interrogarmi in profondità. Sono stata molte volte a Medjugorje e, a differenza di molti, non ho mai cercato segni e non ho mai visto il sole girare (fenomeno testimoniato da centinaia di migliaia di pellegrini). Sono piuttosto rimasta impressionata da migliaia e migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo raccolti in ascolto e in preghiera per tutto il giorno sotto il sole cocente di agosto; dalle tantissime persone che sono arrivate a Medjugorje distrutte e disperate e finalmente hanno trovato la pace del cuore e hanno cambiato radicalmente vita; da altri (tra cui tanti ragazzi accolti nella comunità Nuovi Orizzonti) che hanno testimoniato delle guarigioni del cuore incredibili.
Fonte:http://www.nuoviorizzonti.org/index.php/it/extra/news/7-news-spiritualita/289-una-croce-nel-cielo-a-medjugorje