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venerdì 23 luglio 2021

Al 32° Festival dei Giovani a Medjugorje quest'anno ci sarà il cardinale Robert Sarah- FR. MARINKO SUL MLADIFEST...

 



FR. MARINKO ŠAKOTA SUL MLADIFEST: LE MESSE SARANNO CELEBRATE DAL CARDINALE SARAH, DAGLI ARCIVESCOVI WOJDA E PEZZUTO, DAL VESCOVO GALLESE…
23/07/2021
Il 32° Festival dei Giovani di quest'anno a Medjugorje si terrà dal 1 al 6 agosto con il motto "Che cosa devo fare di buono?" (Mt 19,16)
Il programma del Mladifest di quest'anno, a differenza dell'anno scorso, è composto da programma mattutino e pomeridiano (preghiera, canto con orchestra e coro internazionale, catechesi, testimonianze) e programma serale (rosario, eucaristia, adorazione, preghiera a lume di candela, preghiera davanti alla croce , comunità cinematografiche Cenacolo…).

Le celebrazioni della messa al Mladifest saranno guidate da: il cardinale Robert Sarah, il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, l'arcivescovo Luigi Pezzuto, l'arcivescovo Tadeusz Wojda, il vescovo Guido Gallese e padre Miljenko Šteko, provinciale della provincia francescana dell'Erzegovina.

“L'arrivo del Cardinale Sarah, Arcivescovo e Vescovo al Mladifest è un grande evento e una grande gioia per tutti noi. I giovani sono felici quando vedono che i pastori sono con loro, e i pastori sono felici quando vedono tanti giovani che pregano e lodano il Signore", ha affermato padre Marinko Šakota, che non ha aspettative sul numero di giovani che saranno al Mladifest di quest'anno che "quanti vengono, tutti sono i benvenuti".
Il parroco di Medjugorje, P. Marinko Šakota:
“Il Mladifest a Medjugorje è un'esperienza di fede e di preghiera davvero speciale, davvero miracolosa. Tutto ciò che accade in quell'incontro di preghiera - a partire dalla presentazione delle nazioni, la preghiera del rosario sul Podbrdo, lodi mattutine, catechesi, testimonianze, coro e orchestra, volontari, programma di preghiera serale, rosario, eucaristia, adorazione, fiaccolate, processioni con statua della Madonna, spettacoli della comunità Cenacolo, missione e perdono, e alla fine dell'Eucaristia a Križevac alle 5 del mattino - tutti questi eventi sono di natura tale da elevare e coccolare l'anima, nutrirla con un sano cibo spirituale , riempila di una pace speciale e di una gioia speciale e da' forte incoraggiamento a continuare a vivere la fede e la preghiera, camminando con la Madonna e con Gesù nella tua vita quotidiana.
I GIOVANI SONO FELICI DI VEDERE CHE I PASTORI SONO CON LORO E I PASTORI SONO FELICI DI VEDERE TANTI GIOVANI CHE PREGANO E LODANO IL SIGNORE
È davvero meraviglioso come la vita si risveglia in tanti giovani durante il Festival dei Giovani, ci sono germi di amore e gentilezza, germi di gioia e come una misteriosa pace entra nei loro cuori. È una sensazione indescrivibile guardare i volti dei giovani e osservare come si sentono amati e accolti e come anche loro amano Dio, Gesù, Maria, la preghiera, l'Eucaristia, la confessione, l'adorazione. Difficile esprimere a parole quella tensione positiva che si avverte nell'aria, quell'attesa, quell'ascolto che regna nello spazio di preghiera davanti all'altare esterno! E la cosa più bella e meravigliosa è vedere come i giovani del Festival dei Giovani amano la Chiesa! Come amano i sacerdoti e come i sacerdoti si sentono amati e accettati!”, afferma padre Marinko, spiegando che “Mladifest è un incontro di persone nella semplicità e nell'apertura del cuore”.
“Quanta gioia, grazia, amore e pace! E una felicità indescrivibile! Tanti da tutto il mondo, e nessun estraneo! Quanti estranei, e tutti a noi cari! Nessuno sotto i riflettori e tutti con la sensazione di essere accettati e amati! ”Ci vediamo!
 
Radio Mir

4° DOMANDA:"HO INTERVISTATO PADRE JOZO" in occasione del 40° delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje,

 


Virgilio Baroni

HO INTERVISTATO PADRE JOZO
In occasione del 40simo delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje, ho effettuato un'intervista a P. Jozo pubblicata sulla rivista dell'Associazione Mir i Dobro “AIUTIAMOLI”. Sono 7 domande: Oggi, pubblico la 4a.
QUARTA DOMANDA:
Una domanda breve; lei ha riassunto i messaggi della Regina della Pace in cinque argomenti principali che ha chiamato "I 5 sassi" contro i tanti Golia dei nostri giorni. Può spiegare a chi non ha mai ascoltato le sue catechesi di che cosa si tratta?
P. JOZO RISPONDE:
Dall’inizio ho sentito nel cuore che questi messaggi mi avrebbero portato in prigione. Quando sono uscito, il giorno stesso della Madonna (7 Fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria), ho visto com’è importante ed ho iniziato a predicare proprio su questi cinque sassi, come i sassolini che Davide aveva nella bisaccia, assieme alla sua fionda come arma, è uscito per combattere davanti a Golia ed ai Filistei. Il Signore gli aveva detto “Non temere Davide, tu vincerai nel mio nome”. La Madonna quante volte ci ha detto “Non temere, non temere sono io”. Gesù dopo la Risurrezione ha detto ogni volta che è apparso “Non temere sono io, non avere paura, non avere dubbi”. Se ti domandi “Perché la Madonna appare?”, appare perché noi non siamo convertiti! Come ho detto, l’Italia chiude le porte, l’Italia rovina le famiglie, l’Italia rovina l’Eucarestia e la domenica. L’Italia deve rispondere alla Madonna perché è Madre della Chiesa, è dentro questa terra santa che è seminata con il sangue dei martiri e dei primi Apostoli. Dobbiamo obbedire, dobbiamo amare la nostra terra e chiedere perdono alla propria Patria e ai vostri Santi. Chiedete perdono! Ai vostri genitori, ai vostri antenati, bisnonni, chiedete perdono! Perché avete fatto come ha fatto Giuda. Non possiamo finire come Giuda, dobbiamo finire come Pietro, con le lacrime, presentarci davanti al Quarantesimo anno delle apparizioni, davanti alla Madre e dire “Scusa Madre, voglio asciugare le lacrime”.
Io ho preso i cinque sassi, la mia fionda: il mio Rosario; voglio, nel nome di Dio, vincere ogni battaglia per salvare la mia famiglia, i miei figli, la mia Patria e la mia Chiesa.
Questi cinque sassi, sono cinque messaggi principali, fondamentali.
Pregare ogni giorno il rosario. “Cari figli pregate ogni giorno il rosario insieme, pregate con il cuore”. Pregate il rosario, non stancatevi, non è inutile, non è invano, se satana ti tenta di lasciare a casa il rosario per andare al lavoro, in viaggio ecc.. non hai ragione, è riuscito a tentarti e sei caduto. Non staccarti dal rosario. Non lasciare il rosario, la preghiera del rosario, non dimenticare, cresci nella preghiera e cresci nell’amore della preghiera perché è come sangue nelle vene, perché la tua preghiera è come sangue nel cuore. Il cuore dell’uomo che prega manda sempre sangue fresco, nuovo, in tutte le parti del corpo; nutre e significa vita, fa vivere. Altra cosa che è importante, pregare con il cuore significa, non farlo soltanto con la bocca, non con fantasia, concentrazione, ma con tutto il corpo, con tutta la vita, pregare è offrire sé stessi, con tutte le forze, col tuo amore. Senza l’amore, non puoi pensare che la tua preghiera sia esaudita, se tu non perdoni, se non ti riconcili con tutti.
La Sacra Bibbia: La Madonna tante volte ci ha nominato come anche la preghiera, Lectio divina, la Sacra Bibbia, parola di Dio. Gesù incarnato come parola viva che ha creato tutto è diventato l’uomo. Questo messaggio che il Signore, attraverso Cristo, attraverso l’isolamento, attraverso i profeti ecc. ha lasciato a noi, è vivo, è divino è unto con Spirito Santo. La Bibbia è per noi la lampada che illumina la strada, i nostri passi; è il pane nelle mani che ci dà la vita, la risposta a tutte le nostre domande, la nostra unzione con la pace e gioia, un abbraccio con Dio, un nutrimento divino, un incontro con Dio. Cara mamma, caro padre, apri la Bibbia nella famiglia; quando tu apri la Bibbia, tocchi la Bibbia, significa: “Parla Signore e il tuo servo ti ascolta” come Samuele ha detto, o come Padre ha detto nel fiume Giordano durante il Battesimo: “ecco il mio figlio prediletto”, sul Tabor “ecco mio figlio prediletto, ascoltatelo”. Tu quando tocchi la Bibbia, quando la tieni in mano e come quando il Padre pronuncia: “ecco, è lui il mio figlio prediletto ascoltatelo”. In questo tesoro noi sempre incontriamo Cristo, lo conosciamo sempre di più. San Girolamo ha detto: “chi non conosce la Bibbia, non conosce Gesù”.
Ecco, questo la Madonna ha detto “è la vostra parola, certezza, sicurezza, vittoria”. Dentro questi messaggi, nella Lectio divina quotidiana e il Rosario quotidiano. Abbiamo Solo due messaggi in 40 anni dove la Madonna ha chiesto “ogni giorno pregate”. Voglio che sottolineate con gioia questo messaggio: la Madonna mentre parlava della preghiera ha detto “ogni giorno pregate”, mentre parlava della Bibbia ha detto e ripetuto parecchie volte “ogni giorno leggete, ogni giorno” non dimenticare. Tutti e due i messaggi quotidiani: lectio divina e la preghiera quotidiana.
Questo messaggio è l’Eucarestia, vivere la Messa dice la Madonna, adorare Gesù e vivere per le sue mani aperte, per il suo altare, ha preparato per i suoi figli un banchetto. Un banchetto d’amore, siamo invitati alla cena del Signore. Vedete, senza Eucarestia non possiamo vivere; la Messa è per noi il Sacramento che ci unisce a Dio. Senza la Parola divina non possiamo, ne abbiamo bisogno. L’Eucarestia, la Messa domenicale che raduna la Parrocchia nella chiesa come Corpo mistico; la famiglia che partecipa può vivere, piena di gioia di grazia, l’amore e la pace in tutte le situazioni della vita quotidiana. Non si deve dimenticare la Santa Messa.
Fare digiuno mercoledì e venerdì, due giorni alla settimana, non avere paura che ti faccia male, che ti venga mal di testa, che ti giri la testa, che ti gira lo stomaco, che ti senti svenire: non importa. Questo è il sacrificio pieno di gioia offerto alla Madonna che ti guarisce, ti aiuta, scaccia il demonio, allontana la tentazione del demonio.
Confessarsi ogni mese: senza sacerdote non c’è la Messa, senza sacerdote non c’è Confessione. Com’è bello quando nell’umiltà come il figliol prodigo, tu davanti al tuo sacerdote, confessore, inginocchiato tu dici: “eccomi Padre, ho fatto male, ho peccato contro di te, contro il cielo”. Il Signore spiega e dice: “Io ti assolvo”. Assoluzione. Allora liberarmi da tutte queste catene, cattiverie da tutti i peccati, è bellissimo! La nostra arma contro ateismo, contro la vita superficiale ecc.
Guardate questi punti ogni giorno con il cuore.

giovedì 22 luglio 2021

Parole che hanno scatenato numerose reazioni: "Chiesa aperta solo ai vaccinati (o negativi)", questa la proposta di don Pasquale Giordano

 


Chiesa aperta solo ai vaccinati (o negativi), la proposta del parroco di Bernalda: «Tutelare salute è carità cristiana»

 Fanno discutere le parole di don Pasquale Giordano, parroco della chiesa Mater Ecclesiae di Bernalda, in provincia di Matera, che ha messo in guardia dalla partecipazione alla messa se non vaccinati. A Bernalda, Comune di 12mila residenti che comprende la frazione marina di Metaponto, ci sono 37 attualmente positivi di cui 4 ricoverati. Proprio per arginare la diffusione del contagio, sta per iniziare una campagna di vaccinazione e di controlli con tamponi. 

 

 

 

In chiesa solo se vaccinati, il post di don Pasquale Giordano

«Dato il diffondersi del contagio da Covid-19 esorto caldamente, soprattutto i ragazzi e i giovani, a effettuare il tampone di verifica e ad aderire alla campagna vaccinale - ha scritto il parroco su Facebook - che si terrà nei prossimi giorni. Per l'accesso in chiesa e negli spazi della parrocchia è gradito un riscontro di un tampone recente o del vaccino. Per garantire sicurezza alle persone più fragili che frequentano la Chiesa chiedo gentilmente a chi non ha intenzione né di fare il tampone né di vaccinarsi di astenersi dal venire in parrocchia. È carità cristiana tutelare la propria e l'altrui salute».

Parole che hanno scatenato numerose reazioni, dai commenti di approvazione dei parrocchiani a quelli di ben altro tenore, scritti in prevalenza da persone che non sono del posto, che lo accusano di allontanare le persone o di voler imporre anche in chiesa la dittatura sanitaria. «Sono sereno, la mia è un'esortazione a vaccinarsi», dice don Pasquale Giordano all'Adnkronos.

«Il mio messaggio è quello di tutelare le persone fragili - aggiunge parlando con Adnkronos - e tra queste ci sono prevalentemente coloro che non sono vaccinati. Ho voluto invitare la comunità ad aderire alla campagna organizzata dalle autorità facendo mie le preoccupazioni che si sentono a Bernalda in questi giorni. Credo che non sia stata data un'interpretazione corretta alle mie parole, per questo in tanti stanno scrivendo. Certamente non rispondo agli insulti. Ho letto da qualche parte - spiega - che le mie parole sono contro chi non si è vaccinato o non fa il tampone. Non è così, anzi è proprio a tutela di chi non è vaccinato, quindi è più fragile, che ho scritto il messaggio».

 

 FONTE:il messaggero.it

 

 

3° DOMANDA a Padre Jozo, in occasione del 40° delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje

 


Virgilio Baroni

HO INTERVISTATO PADRE JOZO
In occasione del 40simo delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje, ho effettuato un'intervista a P. Jozo pubblicata sulla rivista dell'Associazione Mir i Dobro “AIUTIAMOLI”. Sono 7 domande: Oggi, pubblico la 3a.
TERZA DOMANDA:
La Regina della Pace nel suo messaggio del 25 agosto 1981 ci invita alla preghiera e al digiuno perché si realizzi tutto secondo i segreti iniziati a Fatima. Fra Fatima e Medjugorje, a poca distanza da Roma, c'è Civitavecchia. Lei fu invitato da Mons. Grillo quando ci fu la consacrazione di una cappellina dove fu collocata la statuetta della Kraljica Mira che pianse lacrime di sangue. Secondo lei, sia a Civitavecchia che in altre occasioni, cosa vuole dirci la Madonna con le sue lacrime?
P. JOZO RISPONDE:
“A Fatima, come a Medjugorje, la Madonna ha mostrato lo stesso indirizzo, la stessa strada, lo stesso modo per l’uomo: penitenza. Sia a Fatima che a Medjugorje, la Madonna ci dice che attraverso la penitenza e la preghiera camminiamo sulla strada della conversione; questo significa lasciare l’uomo vecchio vestito con il peccato per diventare l'uomo nuovo rivestito con la grazia, come figlio di Dio.
Sia a Fatima che a Medjugorje, la Madonna ci aiuta, ci fa sapere che il suo Cuore Immacolato vincerà. Ciò significa che questo Figlio così come è uscito dal suo Cuore Immacolato; così come è uscito dalla grotta di Betlemme, allo stesso modo Dio lo ha fatto uscire dalla tomba di Gerusalemme. La pietra si è aperta e Gesù ha detto “Pax Vobis” - “Pace a voi! non temete“.
Oggi dobbiamo sapere che sia a Fatima che a Medjugorje la Madonna ci dona il medesimo messaggio perché la Madonna è sempre la stessa; sia a Fatima che a Medjugorje, la Madre ci invita a consacrarci al suo Cuore Immacolato; ci dice che soltanto con la Consacrazione al suo Cuore Immacolato il mondo si convertirà.
In Italia stanno chiudendo le porte della Chiesa, quelle dei monasteri che sono ormai vuoti. Guardate cosa succede in Russia. Putin che è stato il segretario del partito, ideologo, adesso fa rinnovare le chiese che avevano distrutto in passato. Ne ha già rinnovato centinaia e centinaia; le ha messe a disposizione del popolo russo che sta rinnovando la fede con coraggio.
Durante la Giornata di Preghiera per la Pace nei Balcani voluta da San Giovanni Paolo II°, sono stato invitato, e ho trovato ad Assisi, un Russo, sulla tomba di San Francesco; lui è rimasto per tanti giorni nella riflessione e meditazione. Allora è evidente che è iniziato questo nuovo spirito, nuovo rinnovamento, nuova libertà per tutto il mondo. Adesso vedo emergere nel fondo, dagli errori, dai nostri sbagli, tanta schiavitù, falsi insegnamenti sulla famiglia, sulla vita cristiana, sulla fede cristiana, falsi insegnamenti sulla chiesa. Medjugorje sta liberando e mette ciò che il Concilio Vaticano II° ha affermato nei documenti e la Chiesa ha definito. A Medjugorje, la Madonna fa crescere, portare frutto, come il seme che è stato nascosto nella terra e ora è germogliato; adesso è diventato spiga e si vedono grandi frutti. Medjugorje ha mostrato tanti frutti seminati dal nostro Concilio Vaticano. Anche per Fatima è stata la stessa strada, stesso percorso. Purtroppo la Chiesa non ha obbedito fino in fondo alla Madonna di Fatima dove ci ha chiesto di consacrare subito tutto il mondo e anche la Russia; Giovanni Paolo II° ha consacrato, insieme a tutti i Vescovi, il mondo a Maria, ma non come chiedeva la Madonna a Fatima.
Tutti questi errori, sbagli, saranno bruciati con Amore, nel Cuore Immacolato di Maria, e noi saremo liberi. Ma la Madonna con preoccupazione osserva il mondo. Ricordate Mons. Grillo, il Vescovo di Civitavecchia? Lui quando è successo che una piccola statua della Madonnina di Medjugorje ha pianto, in una famiglia, mi ha invitato per triduo di preghiera e io sono andato a predicare.
Il parroco si chiamava Pablo, mi ha fatto predicare nella Cattedrale che si rinnovava nella sua parrocchia, dove la Madonna piangeva. Ma il problema non è stata Civitavecchia, il problema è stato la Chiesa. In Vaticano, quando il Papa. Giovanni Paolo II°, teneva in mano la statua nella propria camera ha detto ai Vescovi italiani: “Che cosa la Madonna deve fare ancora perché voi crediate?”. Perché criticate il Papa? Io non voglio criticare, io preferisco piangere come la Madonna ha pianto a Civitavecchia ed in tanti altri posti. Andiamo ad asciugare con il fazzoletto, che si chiama rosario; andiamo ad asciugare le lacrime di sangue che piange la Vergine Santissima, con il nostro digiuno, il nostro sacrificio, andiamo a dare il sangue per la Madonna. Questa trasfusione di sangue fatta con il digiuno: “rinuncio, io non mangio, voglio offrire il mio sacrificio per aiutare a convertire la Chiesa”.
 
 

mercoledì 21 luglio 2021

Spesso in Occidente, le chiese assomigliano ad un deserto spirituale. A Medugorje è diverso: intervista a Mons. Hoser

 


Mons. Hoser, in una intervista al Sir: 

 

Mons. Hoser (pastorale dei pellegrini): “Qui non si offrono cose soprannaturali. È un luogo di riflessione e di preghiera, di incontro e di dialogo con il Signore”

“Bisogna vivere l’atmosfera di Medugorje, quella preghiera e quella liturgia. Bisogna seguire di persona il cammino del rosario e la Via Crucis, il racconto non basta…” dice al Sir mons. Henryk Hoser, inviato speciale del Papa a Medugorje e responsabile per la pastorale dei pellegrini. “Medugorje è un luogo di grande preghiera e di conversione attraverso la preghiera, la confessione e la penitenza. Non tanto sono importanti le visioni bensì il fatto che questo è un luogo d’incontro con la Madre di Dio”, ha detto il card. Stanislaw Dziwisz, ex arcivescovo di Cracovia e dal 1966 al 2005 segretario particolare di Karol Wojtyla Giovanni Paolo II, visitando pochi giorni fa la cittadina di Bosna-Erzegovina dove da 40 anni sei veggenti affermano di avvertire la presenza di Maria che lascerebbe loro dei messaggi, non ancora riconosciuti ufficialmente dalla Santa Sede

 

“Bisogna vivere l’atmosfera di Medugorje, quella preghiera e quella liturgia. Bisogna seguire di persona il cammino del rosario e la Via Crucis, il racconto non basta…” dice al Sir mons. Henryk Hoser, inviato speciale del Papa a Medugorje e responsabile per la pastorale dei pellegrini. Nei primi giorni di luglio è stato il card. Stanislaw Dziwisz, ex arcivescovo di Cracovia e dal 1966 al 2005 segretario particolare di Karol Wojtyla Giovanni Paolo II, a visitare la cittadina di Bosna-Erzegovina dove da 40 anni sei veggenti affermano di avvertire la presenza di Maria che lascerebbe loro dei messaggi, non ancora riconosciuti ufficialmente dalla Santa Sede, il cui contenuto – definito dal mons. Hoser dal tenore “apocalittico”- , ricorda quello di Fatima in Portogallo, e di Kibeho nel Ruanda.

“Medugorje è un luogo di grande preghiera e di conversione attraverso la preghiera, la confessione e la penitenza. Non tanto sono importanti le visioni bensì il fatto che questo è un luogo d’incontro con la Madre di Dio”, ha detto il card. Dziwisz sottolineando che nel caso della cittadina di Bosna Erzegovina a essere importanti sono non tanto le visioni quanto “il rinnovamento spirituale e la conversione personale” testimoniati da molti pellegrini.

Mons. Hoser, parlando con il Sir ha osservato che sebbene ci siano “delle opinioni contrastanti riguardo alle presunte visioni”, bisogna “vivere la realtà di Medugorje” che è

“un luogo di riflessione e di preghiera, di incontro e di dialogo con il Signore”.

 

I contenuti dei messaggi rilasciati ai visionari di Medugorje sono cambiati con la pandemia?
Il messaggio di Medugorje è sempre attuale poiché è l’appello alla conversione, alla pace, al ritorno a Dio rivolto a delle persone che non pregano più, e che non hanno più un contatto diretto con il nostro Creatore e Redentore. Tale invito alla penitenza, alla conversione e alla vita sacramentale, direi, è sempre più attuale. E i sacerdoti che celebrano in quel luogo, nel loro lavoro pastorale mettono l’accento proprio su questi aspetti. A Medugorje molte persone si convertono davvero nel profondo dei loro cuori, ci sono molti casi di risveglio vocazionale, di cambiamento di vita. La pandemia non ha quindi cambiato nulla, se non il numero di presenti, in quanto molte persone sono state ostacolate nella realizzazione del loro desiderio di recarvisi personalmente.

Come si sono svolti le celebrazioni del 40° anniversario?
Nonostante le restrizioni sanitarie adottate per arginare il proliferare dei casi di coronavirus, a Medugorje le celebrazioni dell’anniversario hanno avuto un carattere molto solenne. Sono arrivati molti pellegrini soprattutto dalla Bosna-Erzegovina ma anche dalla vicina Croazia. Ci sono stati inoltre ben 50 pullman con dei pellegrini polacchi, e numerosi altri con quelli provenienti dall’Ucraina. La giornata del 25 giugno scorso è stata vissuta in maniera profondamente spirituale. Anche perché per tutta la diocesi di Medugorje è stata l’occasione per ricordare di momenti importanti della propria storia.

Pensa che con l’allentamento del divieto di spostamenti i pellegrini ricominceranno ad arrivare a Medugorje?
Prima della pandemia vi erano circa 3 milioni di pellegrini l’anno. Con i divieti imposti a causa del virus, per esempio molti pellegrini dall’Italia sono stati scoraggiati a venire. Anche perché dopo il rientro sarebbero sottoposti a quarantena. Adesso, pian piano, gli arrivi stanno riprendendo. Questo è molto importante per la gente del posto che vive grazie agli arrivi dei pellegrinaggi. Attualmente i gruppi più numerosi provengono dai Paesi dell’Est. Ma sicuramente fra poco arriveranno dei gruppi anche dalla Francia e dalla Germania, dove la spiritualità di Medugorje è più conosciuta, rispetto per esempio all’Italia. Non è nulla di strano, poiché c’è sempre bisogno del tempo affinché una religiosità diventi più popolare. Io comunque vedo sempre una crescita, e penso che tale tendenza andrà affermandosi.

Ma che cosa attira le persone a Medugorje?
Qui non si offrono ai pellegrini delle cose soprannaturali. Si prega insieme sul rosario, si celebra l’eucaristia e quindi si dà alla gente il pane quotidiano, cosa che la Chiesa fa da millenni. Dopo l’eucaristia spesso si recita la preghiera per la guarigione. Nulla di particolare. Molti pellegrini proprio a Medugorje riscoprono l’adorazione del Santissimo al termine della quale solitamente le persone applaudono. E quell’applauso è diventato in qualche modo un segno di Medugorje. Spesso in Occidente, a causa di una crescente laicizzazione, le chiese assomigliano ad un deserto spirituale. A Medugorje è diverso. E proprio per questo invito tutti a venire qui.

 Fonte:https://www.agensir.it/chiesa

Grave gesto sacrilego nella chiesa Madonna di Fatima di Ravanusa: profanata l’Eucaristia

 


Grave gesto sacrilego nella chiesa Madonna di Fatima di Ravanusa: profanata l’Eucaristia

Grave profanazione nella chiesa Madonna di Fatima di Ravanusa. Qualcuno, nel corso della notte tra lunedì e martedì, si è introdotto nella chiesa, ha scassinato il tabernacolo profanando l’Eucaristia, ed ha rubato la pisside e una teca con l’ostia.

Ad annunciare l’accaduto è stato don Filippo Barbera, parroco del tempio, che ha rivolto un invito ai ladri a restituire quanto è stato portato via.

“Quello che più ci ferisce, come chiesa del Signore, è il fatto – scrive il parroco – che è stata profanata la Santissima Eucaristia, e portata via la Sacra Ostia Grande dell’Adorazione Eucaristica, poiché la pisside e la teca erano di ottone e di nessun valore”.

I carabinieri della stazione di Ravanusa hanno già avviato le indagini, nel tentativo di scoprire gli autori di profanazione e furto.

Domani sera, giovedì 22 luglio, alle 19 nella chiesa della Madonna di Fatima, avrà luogo un’ora di Adorazione Eucaristica comunitaria di riparazione. 


 

  Fonte: http://www.quilicata.it

INTERVISTATA A PADRE JOZO in occasione del 40° delle apparizioni a Medjugorje: 2°DOMANDA


Virgilio Baroni

HO INTERVISTATO PADRE JOZO
In occasione del 40simo delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje, ho effettuato un'intervista a P. Jozo pubblicata sulla rivista dell'Associazione Mir i Dobro “AIUTIAMOLI”. Sono 7 domande: Oggi, pubblico la 2a.

SECONDA DOMANDA:
La prima veggente che lei ha incontrato, prima ancora delle apparizioni, fu Ivanka, al funerale della sua mamma. Sappiamo che per lei, padre, fu un giorno molto triste e sofferto. Non crede che la Madonna abbia voluto mandare un suo primo messaggio sulla Vita Eterna? (Ivanka ha visto la mamma serena accanto alla Vergine).
P. JOZO RISPONDE:
“In maggio ricordo questo funerale, ricordo questa donna devota, molto aperta e giovane, bella, con i figli e il marito. Lavorava in un frutteto dove c’era molto polline, ma a causa della sua allergia, il polline le ha provocato una forte crisi asmatica; così è stata portata d'urgenza a Citluk, poi il medico di Citluk ha prescritto il ricovero all’ospedale di Mostar dove è deceduta. Al funerale eravamo tutti tristi. C'era tanta gente, la chiesa era gremita per dare l'ultimo saluto a questa donna. Al cimitero, mentre calavano la bara nella fossa, piangevo, pregavo. Ad un certo punto sua figlia è saltata nella tomba per abbracciare la bara; prontamente alcuni uomini sono scesi per prenderla. Questa scena mi ha scioccato ed è rimasta impressa profondamente nel mio cuore. Nel vedere quanto è successo, la gente rimase ancora più sconfortata e in loro aumentavano le lacrime e il dolore. Questa ragazza si chiama Ivanka e dopo un mese circa dal funerale ha visto la Vergine insieme al gruppo di altre ragazze ai piedi del Podbrdo. Ivanka ha detto: “Guardate su, non vedete la Madonna?” “NO” risposero gli altri e, mentre lei guardava in alto verso la Madonna i ragazzi scapparono tutti dalla paura. Il giorno dopo sono tornati con l’acqua benedetta per aspergere la Vergine e il luogo. Io sono tornato da Mostar il sabato; era il terzo giorno che la Madonna appariva. Subito ho incontrato Ivanka; per prima cosa le chiesi se avesse visto la sua mamma; lei mi rispose di no. Continuai a farle domande: “Hai chiesto alla Madonna di vedere la tua mamma?” Ivanka:“SI; e io, di nuovo “L’hai vista?“ molto sicura di sé rispose “NO“. Così io ho insistito chiedendole ancora “Perché no? Ivanka, di rimando “La Vergine mi ha promesso che me la mostrerà”. Io ho pensato subito che la Madonna abbia usato molta delicatezza e portato un grande rispetto verso Ivanka che era ancora troppo addolorata. Ho pensato anche che se Ivanka avesse visto la sua mamma con quel volto così bello, sarebbe stata una prova pesante per lei. Molti dubbi nascevano in me, fino a pensare che forse in Ivanka era talmente forte il desiderio di rivedere la mamma morta da così poco tempo al punto che si fosse immaginata di averla vista. Mi sbagliavo! No, non è così. Ivanka ha visto la sua mamma di persona, realmente, vicino alla Madonna e l’ha abbracciata. La Madonna le ha mostrato la mamma che si chiamava Jagoda. Ivanka è venuta da me di corsa per dirmi “Padre, me l’ha mostrata”. La Madonna concedendo questa grazia a Ivanka, ha aiutato sia la mamma in cielo che la figlia in terra. Con questa visione della mamma e con questo abbraccio fra mamma e figlia, la Vergine ha voluto dire, ha voluto fare capire che la mamma e la figlia non sono state separate, staccate; che sua mamma è viva e che saranno sempre insieme. Per la gioia abbiamo pianto tutti e due, i nostri cuori erano felicissimi e abbiamo ringraziato la Vergine. Ivanka è testimone e su questo fatto straordinario ha sempre dimostrato molta serietà. Avendo visto e abbracciato la mamma, Ivanka più di altri, può entrare nella profondità del cuore e testimoniare che la vita, dopo la morte, è eterna. Questa esperienza della mamma è un grande segno, un grande passo che ci conferma che chi crede non muore, ma continua a vivere in Dio; che non esiste la morte, ma che esiste solo la vita.
La Madonna sul Podbrdo ha detto: “Dite ai sacerdoti che credano, con fede e non solo con la teoria; che credano non solo con l'insegnamento, con le parole, con le catechesi, con le prediche, ma che credano”.
Credere significa comportarsi come ci ha mostrato Ivanka: “La Madonna mi ha fatto una promessa e l'ha mantenuta; io ero sicura che mi avrebbe fatto vedere mia madre poiché io sono sicura che è la Madonna che mi parla”. La Madonna quello che aveva detto l'ha fatto. La nostra fede deve essere viva poiché ha fondamento in Dio, nella sua Rivelazione, nella sua Parola. La gente si è affezionata ancor di più ad Ivanka, non solo perché è rimasta orfana, ma anche per aver testimoniato che la sua mamma è viva. Ivanka, oltre ad aver visto la Madonna, ha visto anche la sua mamma; noi dobbiamo vedere tutto questo come un profondo collegamento fra la vita terrena e quella eterna in cielo.
La Madonna ha mostrato ai veggenti l’inferno, il purgatorio e il Paradiso.
Questo è un fatto molto importante: l’uomo che vive sulla terra deve sapere che esiste il Regno di Dio; deve sapere che il Paradiso è già qui sulla terra con la presenza del Signore, con i suoi insegnamenti, con le sue parole, con la sua Chiesa, con i suoi Sacramenti e le sue grazie; l'uomo deve sapere che poi tutto questo continua in Paradiso.
Non possiamo avere la pace senza Dio e senza questa fede. Per noi devono essere importanti i nostri defunti che hanno vissuto il dono della fede; dobbiamo considerarli come i nostri testimoni della fede; dobbiamo ringraziarli per averci trasmesso la fede e, sul loro esempio, anche noi possiamo dire “se ce l'hanno fatta loro, possiamo farcela anche noi“.
Sono venute a trovarmi a Zagabria due donne dall’America. Una mi ha mostrato la fotografia di una ragazzina spiegandomi che i suoi genitori non permettono di battezzare questa loro nipotina. Sono venute a chiedere questo miracolo: che possano ottenere il permesso di battezzarla qui. Sono rimasto colpito, triste. Per questo è importante che ci sia la mamma che mostra Dio, che mostra la strada della fedeltà e della vita cristiana ai propri figli. Oggi, purtroppo, siamo costretti a parlare di tanti errori, a constatare tante decisioni sbagliate, prese dalle famiglie che vivono lontane dalla fede.
Con la preghiera anche la vita familiare si rinnova; la preghiera rinnova la nostra vita in famiglia rinsaldando l’unione e la comunione fra genitori e figli. Per questo dobbiamo prendere il rosario, così da allontanare tutte le colpe, tutti gli errori, le falsità che ruotano intorno alla sfera familiare. Con il rosario allontaniamo la pseudo-cultura propinata dai Mass-media alle nostre famiglie che trascorrono tante ore davanti alla TV.
Ecco, andiamo a rinnovare la famiglia; andiamo a far vivere i figli con i genitori, i genitori con i figli rinnovando la preghiera in famiglia, con la Bibbia, con la Messa domenicale”.
 
MIR I DOBRO