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mercoledì 21 dicembre 2022

Novena di Natale 6° giorno: LASCIATE CHE L'AMORE SIA NELLE VOSTRE PAROLE!"

 


Continuiamo la Novena in preparazione al Santo Natale seguendo le indicazioni che la stessa Regina della Pace ha fornito al Gruppo di Preghiera da Lei guidato attraverso Jelena a Medjugorje: accogliamo i preziosi consigli che ci ha fornito la stessa Madre di Dio.


Messaggio del 15 dicembre 1984

Desidero che nei giorni della novena di Natale si mediti su questi temi: 1. Aprite i vostri cuori perché Gesù vuole abitare in essi dopo Natale. 2. Accogliete il Natale con gioia. 3. Purificatevi per il Natale. 4. D’ora in avanti lasciate che Gesù abbia il primo posto nei vostri cuori. 5. Lasciate che solo Gesù vi dia gioia. 6. Lasciate che l’amore sia nelle vostre parole. 7. Nasce l’uomo-Dio che vuole il mondo unito. 8. Vivete in Gesù. 9. Non separatevi dal Natale.

 


6° giorno: LASCIATE CHE L'AMORE SIA NELLE VOSTRE PAROLE!"
"Amatevi come Io vi ho amato".
L'amore che Gesù ci chiede di avere per gli altri non può essere raggiunto con i soli sforzi umani, ma è dono divino, a cui noi ci apriamo e collaboriamo. Ecco, a Natale Gesù si dona a noi, Lui che è AMORE, vuole venire in noi per insegnarci ad amare gli altri come Lui.
Gesù bussa alla porta del nostro cuore. Solo se lo accoglieremo diventeremo, un po' alla volta, capaci di trasmettere il Suo Amore col nostro sguardo, sorriso e con le nostre parole. Solo così sapremo sanare le nostre relazioni, a volte difficili o conflittuali, con i fratelli. Vieni, Signore, e insegnaci non solo a pregare, ma anche a parlare con amore tra noi!
Impegno di oggi: Preghiamo con amore per una persona antipatica e, se la incontriamo, facciamole un sorriso e salutiamola.
Riflettiamo...
La Nostra Mamma Celeste vuole ricordarci che se vogliamo amare dobbiamo fare come ha fatto Gesù, Lui che è un Essere divino si è fatto carne per venire a salvare ognuno di noi.. E' nato in una Capanna non riscaldata.. Lui che è il Re dei Re è venuto nella povertà più assoluta. Ciò ci fa capire quanto sia inutile la corsa all'ultimo regalo.. Quello che conta è avere la pace del Cuore.. Questa pace ci permette di ritrovarsi in famiglia gioiosi, ci fa capire quali sono le cose essenziali.
Al giorno d'oggi ci son famiglie che non si guardano più per un pezzettino di terra. Altra cosa importante è capire su cosa si confida: si confida in Gesù o nel denaro? Da ciò che crediamo dipendono anche i nostri rapporti con l'altro. Permettiamo all'altro di sbagliare oppure quando sbaglia non lo vogliamo più vedere? Siamo capaci di perdonare anche se l'altro ci ha fatto volutamente del male?
Prima di tutto è importante chiedere aiuto a Gesù affinchè ogni giorno diventiamo più simili a Lui, Lui che era innocente, aveva fatto miracoli, guarito gli infermi, risuscitato i morti, liberati gli indemoniati, è stato condannato ad una morte atroce e Lui se l'è lasciato fare... Poco prima di morire ha detto Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno.. Questo è il più grande Atto di Amore che Gesù ha fatto all'uomo per salvarlo.
 
Chiamiamo la persona che ci ha fatto del male, parliamo con lei ascoltando attentamente le sue parole senza pregiudizio, chiedendo perdono se non siamo stati capaci di perdonarla prima. Scopriremo con grande commozione quanto è stupendo essere perdonati e saper perdonare. Le parole "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo" assumeranno un significato più profondo

martedì 20 dicembre 2022

Novena di Natale 5° giorno: LASCIATE CHE SOLO GESU' VI DIA GIOIA!"


 

Continuiamo la Novena in preparazione al Santo Natale seguendo le indicazioni che la stessa Regina della Pace ha fornito al Gruppo di Preghiera da Lei guidato attraverso Jelena a Medjugorje: accogliamo i preziosi consigli che ci ha fornito la stessa Madre di Dio.


Messaggio del 15 dicembre 1984

Desidero che nei giorni della novena di Natale si mediti su questi temi: 1. Aprite i vostri cuori perché Gesù vuole abitare in essi dopo Natale. 2. Accogliete il Natale con gioia. 3. Purificatevi per il Natale. 4. D’ora in avanti lasciate che Gesù abbia il primo posto nei vostri cuori. 5. Lasciate che solo Gesù vi dia gioia. 6. Lasciate che l’amore sia nelle vostre parole. 7. Nasce l’uomo-Dio che vuole il mondo unito. 8. Vivete in Gesù. 9. Non separatevi dal Natale.

 

5° giorno: LASCIATE CHE SOLO GESU' VI DIA GIOIA!"

Questo invito di Maria è meraviglioso e utilissimo.
Ci aiuta, infatti, sia a prepararci al Natale, e sia a far sì che la presenza del Signore e la Sua gioia natalizia possa prolungarsi nella nostra vita.
Solo se la nostra gioia unica è Gesù, il nostro cuore saprà gioire nella Notte Santa cantando la "buona novella" della Nascita del Salvatore! Solo se noi crediamo che Gesù è davvero l'unica nostra gioia e speranza che può riempire la nostra anima, vivremo bene questa novena.
Chiediamoci: in chi o in che cosa ripongo la mia speranza, oltre che in Dio?
Se Gesù sarà per noi la vera sorgente della gioia, potremo gioire in ogni attimo della vita, anche doloroso, sapendo che la nostra vita è fondata sulla salda roccia del Suo Amore e sulla Sua promessa: "Avrete la Mia Gioia, che nessuno vi toglierà".

Impegno di oggi: Rinunciare a qualcosa che ci da gioia materiale, per trovare gioia nella preghiera.

Riflettiamo...

Maria ci invita a meditare sulla vera gioia, la gioia che solo la nascita del Messia ci può dare: la salvezza della nostra anima e l'apertura delle porte del cielo.

Gesù si fa uomo per amore e ci porta la verità, ci porta la parola di Dio, ci porta la buona novella: Dio ci ama sconfinatamente, è un tenero Padre che apre le sue braccia per avvolgerci con un abbraccio d'amore infinito.

Solo la gioia che Gesù ci porta è una gioia vera ed eterna, che non passerà. Passeranno i cieli e passerà la terra ma la parola di Dio e il suo amore paterno non passeranno mai.

La nostra Amata Madre Celeste ci ammonisce dolcemente sul grande problema dei nostri tempi: il materialismo.

Ogni festa diviene una scusa per riempire le nostre case di oggetti inutili o molto spesso nocivi, tutti presi dalla corsa ai regali non ci prepariamo minimamente alla venuta del bambino di Betlemme e non vegliamo.

Ci ritroviamo per abbuffarci di cibo ma nelle nostre tavole manca il pane di Vita che solo Gesù dona a chi crede in lui.

Dimentichiamoci per un giorno almeno della corsa ai beni materiali e chiediamo in preghiera a Dio di prepararci alla sua venuta.

 

lunedì 19 dicembre 2022

"La lettera di dimissioni in caso di impedimento": ecco cosa ha detto Papa Francesco nelle sue due ultime interviste

 


 Dalla lettera di dimissioni in caso di impedimento...

 Ecco cosa ha detto Papa Francesco nelle sue due ultime interviste

 Le dimissioni scritte e firmate in caso di impedimento. Le opinioni sul colonialismo. Ma anche il ribadire che ci si trova in una guerra mondiale a pezzi. La richiesta di un Natale di pace e le lamentele del fatto che a volte viene usato e il suo pensiero un po’ manipolato. Papa Francesco si racconta in una lunga intervista al quotidiano ABC e poi in una intervista per le reti Mediaset.

Probabilmente, la notizia vera è la rivelazione, fatta da Papa Francesco ad ABC, di aver firmato già all’inizio del pontificato una lettera di rinuncia “in caso di impedimento per motivi medici”. La lettera sarebbe stata consegnata all’allora Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone. È la prima volta che il Papa fa riferimento esplicito a questa circostanza. Tuttavia, al di là del fatto che Vatican News racconta di precedenti ricordando dichiarazioni simili di Pio XII e Paolo VI, sarebbe da comprendere in che modo la rinuncia potesse essere applicata, anche perché non c’è una norma sul cosiddetto “Papa impedito”, e infatti c’è un gruppo di studio all’Università di Bologna che si è proposto di definire una normativa in tal senso. Fermo restando il fatto che la rinuncia deve essere pubblica e non avere costrizioni.

Vero è che il Papa nella stessa intervista dice di non aver mai voluto nemmeno definire i contorni del ruolo del Papa emerito, in effetti un vulnus giuridico che ha creato non poca confusione in alcune circostanze.

Tra i temi trattati, la “enorme crudeltà” della guerra in Ucraina, e il fatto che Zelensky ha mandato “per la terza volta uno dei suoi consiglieri religiosi”, e il fatto che il lavoro della diplomazia vaticana è il dialogo, perché “la Santa Sede non se ne va mai da sola: viene espulsa”.

E poi, il dramma degli abusi (“un solo caso è mostruoso”), il ruolo delle donne, per cui preconizza una donna a capo di un dicastero in due anni (“Ne ho in mente una per un dicastero che si renderà vacante tra due anni”), un futuro conclave, difficile, sì, perché i cardinali non si conoscono ma “è lo spirito santo che opera nel conclave”.

Tra i temi specifici, la questione del colonialismo, che invita a leggere con “l’ermeneutica del tempo”, ricordando che c’è anche una “mistica” nel colonialismo spagnolo. La questione tedesca, per cui rimanda alla lettera cui aveva scritto. Un possibile viaggio a Marsiglia per l’Incontro del Mediterraneo, la questione Catalogna per cui invita i vescovi a non fare politica, il caso Lula, per cui il Papa mostra simpatia, e la questione Opus Dei, che il Papa smorza perché il motu proprio che riguarda la prelatura personale non va letta come un atto contro l’Opera.

Nell’intervista a Mediaset, il Papa ha ribadito che oggi si vive una Terza Guerra Mondiale a pezzi, e ha fatto l’esempio dell’Ucraina, ma anche dello Yemen, della Siria e del Myanmar, come fa sempre. Ha notato che la guerra porta anche a un aumento dei prezzi, e che la cosa che lo preoccupa di più è “l’atteggiamento dell’indifferenza”, e lo scandalo di chi non guarda alle situazioni di chi soffre, perché si scivola “dal peccato alla corruzione”.

Papa Francesco ha anche ribadito la richiesta agli italiani di fare figli, ha brevemente affrontato la questione del Mondiale di calcio (la sua Argentina ancora non aveva vinto il Mondiale al momento dell’intervista), invitando i vincitori a “vivere con umiltà”.

Le riforme, ha aggiunto, sono quelle delineate nelle Congregazioni generali prima del conclave, e tra le cose che secondo lui oggi funzionano ha definito la riforma dell’economia, lodando il lavoro fatto dall’inizio dal Cardinale George Pell, che poi ha dovuto passare due anni in Australia “per questa calunnia che gli hanno fatto”.

 

 CITTÀ DEL VATICANO , 19 dicembre, 2022 (ACI Stampa).

L' augurio per il Natale di FRA MASSIMO FUSARELLI, Ministro Generale dell'Ordine Francescano

 

 


 MESSAGGIO DI NATALE DEL MINISTRO GENERALE DELL'ORDINE FRANCESCANO, FR. MASSIMO FUSARELLI
19/12/2022

Il Ministro generale dell'Ordine Francescano, Fr. Massimo Fusarelli, ha inviato il suo messaggio e il suo augurio per il Natale 2022, che trascriviamo integralmente:

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce

Ai frati minori dell'Ordine
Sorelle contemplative della nostra famiglia
Fratelli e amici del nostro Ordine

Cari fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!

Questo Natale ci fa ripercorrere gli 800 anni del Natale di Greccio, che festeggeremo nel 2023. In essa, tra l'allegria, la notte e la povertà del luogo, riconosciamo segni di luce e segni di oscurità.

"E il giorno della gioia si avvicinava, veniva il giorno della gioia. I fratelli sono stati invitati da molti luoghi. Gli uomini e le donne di quella regione preparavano candele e stuzzicadenti secondo le loro capacità per illuminare la notte, che illuminava tutti i giorni e gli anni con una stella splendente. Finalmente venne il santo di Dio. Quando ha visto che tutto era pronto, si è rallegrato. Fu preparata la mangiatoia, fu portata la paglia, furono portati un bue e un asino. Lì si onorava la semplicità, si esaltava la povertà, si raccomandava l'umiltà, e Greccio sembrava diventare la nuova Betlemme».

La luce del Natale e dell'ottocentesimo anniversario della Grecia arriva in un momento oscuro, un tempo in cui la pace è minacciata, in Ucraina e nel resto del mondo dove ci sono molti conflitti, dal Medio Oriente a molti paesi africani, da dai Caraibi al Centro e Sud America, dall'Asia all'Oceania. Molti dei nostri fratelli e sorelle vivono in queste zone di guerra e vivono tra la gente, soprattutto i poveri.

Oggi più che mai piangiamo con Geremia: "Ci aspettavamo la pace, ma non c'è il bene, il tempo della guarigione, ma qui c'è l'orrore!" È il grido di tante persone; vogliamo che quel grido diventi nostro mentre lo rivolgiamo a Dio: egli ha il potere di scuoterci dalla nostra pigrizia e distrazione, di ispirarci a nuove azioni e pensieri.

Con questo grido, insieme a Francesco, ci prepariamo al Natale: «Vorrei ricordare quel Bambino che nacque a Betlemme e, in un certo senso, vedere con i miei occhi fisici le difficoltà in cui si trovava per la mancanza delle cose necessarie per un neonato; come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra un bue e un asino".

Guardando la luce, insieme al buio della notte della Greccia e di Betlemme, possiamo unirci al grido di tante persone che invocano pace e speranza: non si tratta di un qualsiasi anestetico, ma di un modo di leggere i segni dei tempi e riconoscere, nel buio di quest'ora drammatica, i segni della vita che è luce per le persone, una luce che brilla nelle tenebre, anche se non lo vogliono.

Il Natale, ottocentenario della Greccia, è un'occasione per annunciare la luce del Vangelo in questi tempi bui. Come? Attraverso la logica dell'incarnazione, diciamo a Dio che dobbiamo amare la terra. Dio guarda con amore il mondo in crisi e per questo dona suo Figlio e ci fa riconoscere nella fede più porte aperte che porte chiuse, più opportunità che segni di morte nel mondo di oggi.

Ecco alcuni segni di luce e possibilità che posso vedere nel tempo di oggi.

La crisi di questo tempo oscuro è occasione per un nuovo incontro con Colui che si è fatto povero per noi. Questo vale per tutti, comprese le nostre confraternite, che hanno bisogno di riforme profonde e urgenti se vogliono avere un futuro vitale e credibile nel nostro tempo.

La crisi di questo tempo oscuro è un'opportunità per rinnovare la fede e il carisma con parole che portano ciò che è più importante in loro e azioni che lo mostrano attraverso nuove relazioni. Francesco va alla Greccia con i suoi fratelli, con i contadini ei poveri, con il signore del luogo, senza ostacoli.

La crisi di questo tempo oscuro è occasione per ascoltare il vangelo della pace, che è criterio per riflettere sulla fede in Gesù Cristo come memoria e profezia, per interpretare in modo nuovo, dinamico e creativo il nostro carisma di fratelli e sorelle , contemplativi, piccoli, gentili e operatori di pace.

La crisi di questo tempo buio è occasione per favorire il dialogo: la guerra in Ucraina mostra un contrasto inquietante e doloroso tra le Chiese cristiane. Qui è esposto il volto del potere che strumentalizza le religioni, che non possono essere “strumenti del regno”.

La crisi di questo tempo oscuro è un'opportunità per alimentare la teoria e la pratica della nonviolenza, che ha profonde radici evangeliche e francescane, che dovrebbero essere approfondite anche tra noi.

Cari fratelli e sorelle!

Con la festa della Vergine Immacolata, nel cuore dell'Avvento, ci prepariamo a vivere insieme un Natale luminoso e buio, come a Betlemme, dove il Bambino appena nato è minacciato, e come a Greccio, in cui Chiara ci invita ad osservare: " attentamente l'inizio di quello specchio, cioè la povertà di quello deposto in una mangiatoia e fasciato nei pannolini. O mirabile umiltà, o mirabile povertà! Nella mangiatoia giace il Re degli angeli, Signore del cielo e della terra".

Accogliamo questo dono dall'alto perché «come la terra fa germogliare le sue piante e come il giardino fa germogliare il seme, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni».

Siamo testimoni che la pace è dono prima che opera nostra, e per questo collaboriamo con il Signore perché fiorisca la pienezza di vita che Egli vuole effondere su tutti.

In questo spirito, invio a tutti i miei fraterni auguri di un santo Natale e di un felice anno nuovo 2023, inizio della ricorrenza francescana. Questo saluto arriva in diversi contesti e situazioni in cui viviamo. Che sia un Natale in cui, in attesa orante, possiamo gridare con tanti:

"Rugiada, cieli, dall'alto e dalle nuvole piove giustizia. Si apra la terra perché fiorisca la salvezza, perché germogli la liberazione! Io, il Signore, ho creato tutto questo".

Vostro fratello e servo
Fra Massimo Fusarelli, ofm Ministro generale

 

 radio-medjugorje.com

Novena di Natale, 4° GIORNO: con le indicazioni della Regina della Pace- Medjugorje

 

 

 

 


Continuiamo la Novena in preparazione al Santo Natale seguendo le indicazioni che la stessa Regina della Pace ha fornito al Gruppo di Preghiera da Lei guidato attraverso Jelena a Medjugorje: accogliamo i preziosi consigli che ci ha fornito la stessa Madre di Dio.

Messaggio del 15 dicembre 1984
Desidero che nei giorni della novena di Natale si mediti su questi temi: 1. Aprite i vostri cuori perché Gesù vuole abitare in essi dopo Natale. 2. Accogliete il Natale con gioia. 3. Purificatevi per il Natale. 4. D’ora in avanti lasciate che Gesù abbia il primo posto nei vostri cuori. 5. Lasciate che solo Gesù vi dia gioia. 6. Lasciate che l’amore sia nelle vostre parole. 7. Nasce l’uomo-Dio che vuole il mondo unito. 8. Vivete in Gesù. 9. Non separatevi dal Natale.

 



 
4° giorno: D'ora in poi lasciate che Gesù abbia il primo posto nei vostri cuori!"
Nei giorni scorsi della Novena abbiamo meditato su come prepararci al Natale. Oggi ci soffermiamo su questo invito della Madonna, che ci mette in un'altra prospettiva: Come accogliere Gesù Bambino che Maria ci darà a Natale?
La Gospa ci suggerisce come fare: mettere Gesù al primo posto.
Riflettiamo: quando perdiamo la pace e la gioia? Quando ci sentiamo vuoti e soli? Proprio quando il nostro cuore, invece di essere pieno di Dio, è pieno di idoli!
In questa giornata riflettiamo su questo e purifichiamo ogni angolino del nostro cuore, per poter dare a Gesù il posto che gli spetta: il primo. Così il Re della Pace ci riempirà nuovamente di amore, gioia e pace, da vivere in noi e diffondere agli altri.
Opera concreta:
buona Confessione.
Riflettiamo...
“D’ora in poi …”
Hanno un forte significato queste parole della Regina della Pace. Significa che prima non si è vissuti, e probabilmente non lo si vive ancora, da veri cristiani. Bisogna dare un deciso taglio, basta col passato fatto di incertezze, inadempienze, di poca speranza e di poca fede. Bisogna dare una svolta decisiva alla nostra vita: Gesù, il Salvatore sta per venire, il Natale è vicino ed il Signore viene a noi. Desidera dai suoi figli essere accolto in una calda dimora, possibilmente migliore della culla improvvisata di Betlemme, desidera essere accolto nei nostri cuori. Vuole rimanerci e non solo per Natale, ma per tutto il tempo della nostra esistenza.
Certo, bisogna far posto al Nuovo arrivato, dobbiamo sgomberare il nostro cuore da tutte le brutture che hanno contraddistinto la nostra vita, preparare un alloggio confortevole e degno di un Re, degno del Re dei Re. Accogliamo con Amore il Signore, lasciamo che Egli dimori per sempre nel nostro cuore, nella nostra vita. Questo Natale sarà la porta d’ingresso nei cuori di tanti, e allora gridiamolo, gridiamolo sempre: vieni Signore Gesù! Il mio cuore è tuo, tu sei il primo dei miei pensieri, tu sei Amore e Misericordia infinite, io sono un peccatore, ma ti desidero e ti accolgo con tutto l’ amore che posso offrirti, degnati di dimorare nel mio cuore!
Maria ci offre il suo Figliolo prediletto per la nostra salvezza, non trascuriamo questo suo eccezionale dono.
 

 
Meditare la nascita di Gesù davanti al presepe.
Troviamo del tempo per osservare il presepe che con amore abbiamo costruito nelle nostre case e con la collaborazione di tutta la famiglia. Sostiamo più momenti davanti ad esso e preghiamo. Pregare e meditare la nascita del Redentore, suggellare nei nostri cuori il vero significato del Santo Natale che è molto diverso da quello che ogni anno viviamo. Il vero Natale non include doni e addobbi sfarzosi e privi di significato: il Natale è la nascita di Gesù, la dolce discesa dal Cielo di Dio Figlio per la salvezza di tutti gli uomini del mondo. Meditiamo la nascita di questo Dio, che non ha voluto culle confortevoli e su fasce dorate, Lui, il Re dei Re, ha preferito la povertà ed un giaciglio accomodante perdi più collocato in una stalla. Il vero Natale ce lo insegna Gesù: semplicità e gioia. Il presepe ha il suo significato, rappresenta materialmente la nascita di Nostro Signore, è lì il posto di tutti noi, essere realmente presenti alla Nascita del Cristo, e con l’aiuto della preghiera farlo nascere anche nei nostri cuori che verranno sicuramente sì addobbati, ma dalla Sua Luce salvifica.

domenica 18 dicembre 2022

FRA PETAR LJUBIČIĆ: SIAMO GIÀ PRONTI A RICEVERE GESÙ? Il Signore sta arrivando.....


 FRA PETAR LJUBIČIĆ: SIAMO GIÀ PRONTI A RICEVERE GESÙ?


Siamo in immediata preparazione per la festa della nascita di Gesù - Natale. Il Signore sta arrivando. Questo è il messaggio che ci porta questo santo giorno. Sta bussando alla porta della nostra casa, bussando alla porta del nostro cuore. Sarebbe bello guardare nella nostra coscienza e vedere come abbiamo preparato la via per il Signore che sicuramente viene a noi. Giovanni Battista chiedeva agli ebrei di mostrare con i fatti come avevano cambiato il loro modo di vivere che non era conforme alla volontà di Dio.

Come siamo cambiati? Forse abbiamo aiutato i malati e i poveri? Portavano un confessore ai malati e agli infermi? Forse ci siamo schierati coraggiosamente dalla parte della giustizia e abbiamo sostenuto coloro che subiscono l'ingiustizia?Rimproverato l'ingrato? Per quanto possibile, correggere il male commesso e il danno causato; chiesto perdono per gli insulti? Hanno assolto i loro doveri verso i genitori e gli anziani, verso i bambini e gli infermi? Quali giornali leggiamo? Quali film guardiamo, cosa guardiamo anche in televisione? A che tipo di società ci uniamo, quali stazioni radio ascoltiamo? Ci stiamo esponendo all'avvelenamento delle nostre anime e cosa stiamo facendo affinché i nostri bambini e giovani non diventino vittime di numerosi avvelenatori?

Gesù è nato in una stalla. Accogliamo con modestia il suo arrivo? Anche noi siamo presi dalla frenesia di fare acquisti, spendere soldi, preparare cibi e bevande e dopo averli gustati la pressione salirà, il colesterolo e la glicemia aumenteranno? In quale stato d'animo accogliamo il Bambino che è venuto a liberarci dal peccato ed è nato da una Madre senza peccato? Abbiamo confessato?


Sì, la salvezza e un Salvatore vengono a noi; questi sono gli ultimi giorni della nostra preparazione per accoglierlo e riceverlo. Lo spirito e il cuore devono essere preparati: che sia un salotto per l'uomo-Dio, e non un fienile sporco; hai bisogno di rinfrescare la tua fede, arieggiarla, purificare la tua vita. Natale è proprio dietro l'angolo. Dio annuncia la sua venuta in mezzo a noi.

Al profeta Davide fu promesso che tra mille anni il Messia promesso - il Salvatore - sarebbe venuto dalla sua tribù.

Il messaggio della quarta domenica di Avvento è semplice e chiaro. Tutti possono capirlo. Dio, che presto verrà tra noi umani sotto forma di un piccolo bambino, sembra metterci oggi alla prova: "Popoli, grandi e piccoli, siete pronti ad accogliermi? Hai posto per me? Posso venire? Sono desiderabile?

Sembra chiedere a ciascuno di noi: C'è posto nel tuo cuore: c'è davvero una fede che aspetta, vuole e accoglie Cristo?

La Parola di Dio ci presenta due persone e i loro esempi dovrebbero servire da lezione.

L'oscuro esempio del re Acaz – Acaz regnò nel VII secolo a.C. A quel tempo era previsto un attacco da parte di un esercito babilonese numeroso e ben equipaggiato. Cosa fare? Andare in guerra o no?

Il profeta Isaia va a corte e consiglia al re di rivolgersi a Dio per chiedere consiglio. Dio sa cosa è meglio per lui e per la gente...

" Chiedi al Signore, tuo Dio, un segno! " (Is 7,11). Dice il profeta: Usa il dono della fede, cerca una soluzione dalla fede!

Il re rifiuta la proposta del profeta. No, non cercherò e non tenterò Yahweh!

Rispose con alterigia e arroganza al benevolo profeta. Pensa di bastare a se stesso e che prenderà la decisione giusta anche senza Dio. Il re in realtà ha rifiutato l'aiuto di Dio, che è un atto di incredulità.

Senza fare i conti con Dio, fece un'alleanza con il re assiro sotto la cui influenza cadde completamente, così sacrificò suo figlio al dio assiro Moloch. Così la sua incredulità portò gli amari frutti dell'idolatria e del delitto.

È quello che accade quando non c'è posto per Dio nel cuore o quando viene escluso dalla vita, pensando di poter fare a meno di lui.

È necessario attraversare la vita con Dio: è necessario imparare l'arte di parlare con Dio, chiedere consiglio a Dio perché questo è un atto della nostra fede. È intelligente e saggio chiedere consiglio ai più anziani e più esperti: sacerdoti, insegnanti, genitori...

Luminoso esempio di San Giuseppe - Ha riconosciuto il segno di Dio.

Come il re Acaz, Giuseppe si trovò in una situazione imbarazzante: si accorse che la sua fidanzata Maria era incinta e aspettava un figlio. Cominciò a pensare secondo leggi umane e naturali. " So che non sono il padre di quel bambino, quindi è qualcun altro... Chi potrebbe essere? Un uomo? " No! Conosceva bene Maria ed era sicuro che la sua fidanzata, una ragazza così buona, pia e quasi santa, non potesse avere una relazione peccaminosa con un altro uomo. Non poteva accusarla perché avrebbe significato per lei la morte secondo la legge ebraica, avrebbe potuto essere lapidata.

E cosa avrebbe dovuto fare? Ha lottato con questa domanda per molto tempo. Forse è andato dal prete locale e gli ha chiesto consiglio.

Quest'ultimo gli consigliò di lasciare tutta la faccenda a Dio perché è impossibile svelare il segreto.

Tuttavia, non era in pace nella sua anima. Era turbato dal fatto che non sapeva perché e come fosse successo tutto. Ha pensato come un uomo e ha deciso di lasciare Maria.

Poi un angelo gli apparve in sogno. Gli angeli sono i messaggeri di Dio e trasmettono alle persone messaggi importanti per la loro vita così come messaggi importanti per l'intera nazione.

Questa volta l'angelo consigliò a Giuseppe di non lasciare Maria. Gli insegnò che il bambino era di Dio e non degli uomini, che prese vita sotto il cuore di Maria per opera dello Spirito di Dio e non per mezzi umani.

Il bambino in realtà non sarà un uomo qualunque, ma il Figlio di Dio che salverà il popolo dal peccato, sarà il Salvatore del mondo, il Messia promesso.
Giuseppe credeva a questa verità incredibile e soprannaturale. Non era testardo e prepotente, ma un uomo buono e umile; cominciò a pensare non solo con la sua ragione umana ma anche con il dono della fede.

La fede gli permise di non rifiutare il segno offerto dal cielo e di non rifiutare il consiglio dell'angelo, anzi, con profonda fede accettò di mettersi al servizio dell'opera di Dio insieme alla sua promessa sposa Maria.

Quando Dio trova tali persone, allora è possibile per lui essere in mezzo a loro. Il Figlio di Dio si è incarnato in mezzo a noi mediante la fede di Maria, la quale prima di sposarsi credette all'Angelo nell'annuncio, dicendo: "Avvenga di me quello che hai detto!"

Allora la parola di Dio si è incarnata sotto il suo cuore vergine. Ora che Giuseppe accettò il segno dal cielo con gentilezza e fede, il Figlio di Dio poté nascere e diventare il Dio o, come disse l'angelo, Emmanuele.

Ora il Natale può davvero accadere. La fede gli ha aperto una porta, non la porta reale di Gerusalemme, ma la porta umile delle persone buone e umili che non rifiutano i segni del cielo e non disprezzano il consiglio di Dio, per quanto incredibile possa sembrare loro. La fede supera tutti i dubbi e le difficoltà.

C'è posto per Gesù nel nostro cuore? Cosa risponderemo a Gesù?

Con ferma fede gridiamo, vieni Signore Gesù!

La fede di Maria e di Giuseppe ti ha fatto nascere a Betlemme.

La fede è il modo in cui nasci nei nostri cuori. La fede è una porta aperta. La fede è il nostro "sì" a Dio in questa vita, così che un giorno la stessa fede con cui ora apriamo la porta a Dio per entrare nel nostro mondo, aprirà una porta grande e preziosa che ci condurrà nel mondo di Dio. La fede è il dono più grande e più caro.

Accogliamo Gesù con tutto il rapimento del cuore e dell'anima! Purifichiamo le nostre anime nella santa confessione, se non lo abbiamo già fatto!

 rastimougospodinu.com

Ultima Domenica di Avvento, accendiamo la 4° candela: "CANDELA DEGLI ANGELI"- Preghiera.....

 



LA "CANDELA DEGLI ANGELI". 

La quarta candela della "Corona di Avvento" si chiama "Candela degli Angeli" per ricordare gli angeli che richiamarono i pastori alla grotta di Betlemme annunciando la nascita del Bambino Gesù.

 Troviamo Giuseppe che ci attende alle porte di Betlemme. E’ a lui che Dio Padre ha affidato Maria e Gesù, i suoi tesori più preziosi. La sua testimonianza è stata quella di amarli e proteggerli con umiltà e semplicità, nel silenzio. 

A Maria Dio ha chiesto di diventare la mamma di Gesù. E lei ha detto: sì! A Giuseppe Dio ha chiesto di diventare il custode di Gesù e di Maria. E lui ha detto: sì! A Giovanni Battista Dio ha chiesto di preparare la strada a Gesù. 

 A me Gesù chiede di fidarmi di chi mi vuole bene, di essere sincero con tutti e di non vergognarmi di essere suo amico. E io dico: .... sì!  

Giuseppe non dice una parola nel Vangelo, sembra muto e allora: come fa ad essere un testimone? Giuseppe è un uomo di parola perché il suo sì diventa subito azione: il Signore gli chiede qualcosa e lui la fa. Signore Gesù, aiutaci a essere buoni cristiani e brave persone non solo a parole ma con i fatti. Per Cristo nostro Signore. Amen
 
Prima di accendere  la 4° candela : Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 
Amen.  

 Siamo giunti all’ultima domenica d’Avvento. Si avvicina la notte di Natale, la notte santa. La luce del Salvatore è vicina. Che la gioia del Signore sia sempre nella nostra famiglia. 

 Vieni, Signore, a visitarci con la tua pace. Vieni, Signore. 

Accendiamo la candela della quarta domenica (dopo che si è accesa la candela):che la fiamma di questa candela ci tenga desti nell'attesa di Gesù.
Il Signore viene, andiamogli incontro. Egli è la luce del mondo. 
 La fiamma delle quattro candele ci dice che il periodo d’Avvento sta per concludersi e che una grande luce sta per giungere tra noi. 

 Ecco, viene il Signore, sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. 
Ora prendiamoci per mano e recitiamo la preghiera che Gesù ci ha insegnato. 

 Padre Nostro...

  Ti ringraziamo, Signore, per il dono della Fede, che ci hai donato nel giorno del Battesimo, e che risplende in pienezza in Maria, che ha creduto alla Tua Parola e ha detto il suo “Eccomi”. Ti ringraziamo, Signore, per il dono della Speranza, che ci sostiene nel cammino della vita e che sa vedere e amare ciò che ancora non c’è; anch’essa risplende in Maria, donna giovane. Ti ringraziamo, Signore, per il dono dell’Amore, che rimane in eterno e ci permette di incontrarti in ogni uomo. Ti ringraziamo, Signore, per Maria nostra Madre, modello di ogni virtù, vergine prudente, donna forte, esempio di giustizia!

Ci affidiamo a te, o Maria ,in questo tempo di Avvento. Facci condividere l'ascolto, la fiducia, l'attesa, l'amore e il totale abbandono 
che Tu hai saputo donare a Dio e al nostro Gesù! 

Prima della benedizione finale:
Gesù, stai per venire tra noi.
 Con Te vicino nulla abbiamo da temere.
 Donaci la grazia di imparare a dire il nostro sì  al Verbo divino con la stessa fede con cui ti ha accolto Maria, affinché  nella nostra esistenza facciamo posto all’amore, all’umiltà e alla disponibilità verso il prossimo.

Nella fede più profonda e con lo stupore di Maria,  ti accogliamo o Signore!  Vieni per noi, e per il mondo intero!