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mercoledì 29 dicembre 2021

Dio mi ha fatto un grande dono a Medjugorje: la testimonianza di Walter ...


Mi chiamo Walter e ho 28 anni.  Dio mi ha fatto un grande dono, una famiglia credente e praticante e una mamma che attraverso il rinnovamento nello spirito santo mi ha trasmesso il seme della fede, attraverso ritiri, adorazioni, celebrazioni della santa messa, finché non fossi educato in questa meravigliosa famiglia celeste.


In questa testimonianza voglio dirvi che non è tutto rose e fiori, sembra quasi che per tutti sia facile amare Dio e restare nella pace ma non è cosi, perchè diventa straordinario per un’anima dire ogni giorno il proprio Si, il proprio Fiat, e se cade andarsi a confessare, perche i sacramenti insieme alla preghiera e alle opere siano il nutrimento di ogni buon cristiano.

La mia conversione totale è avvenuto a Medjugorje nel 2012 dove ho sperimentato e visto la dimensione superiore di cui non avrei mai pensato di vedere in questa vita. Io tra me e me pensavo: che bello, dopo il viaggio non vedo l’ora di uscire con le ragazze, perdere la verginità, divertirmi. Ma allo stesso tempo volevo fare il buon cristiano, ma questo non poteva essere, perchè i miei film mentali vennero distrutti sul nascere. 
Ricordo che 2 giorni prima del viaggio, si liberarono 2 posti e chiamarono mia mamma dicendole se era interessata, e lei disse di si, e ovviamente anche io visto che il giorno prima sognai che ero in un pullman che stavo attraversando un lunghissimo ponte sul mare, e si fece sera, e guardando il finestrino non vedevo la fine del ponte, allora guardai il cielo e la luna bellissima. Mi rapì uno spirito, sempre nel sogno, portandomi in un’isola nel cielo dove c’era un giardino bellissimo e dove c’era la Madonna, Santa Gemma Galgani, e altre anime e per me era meraviglioso tutto quello che stavo guardando, e vivendo oltre una immensa pace.
 
IL MIRACOLO DEL SOLE

L’arrivo a Medjugorje non è stato dei migliori visto che ho dormito 1 ora sola, e che poi mi sarebbe aspettata una giornata molto pesante tra le preghiere e tutto il resto, ma quasi magicamente non ebbi sonno, per poi crollare alle 21 della sera, era un martedì. Il giorno successivo assistetti al miracolo del sole, un’amica di mia mamma mi chiamò per dirmi di venire a vedere il sole, e io nella mia testa dissi, questa è pazza, ma poi rimasi a guardare il sole per più di 5 minuti senza sbattere ciglia. Il sole sembrava quasi surreale, aveva 3 anelli dorati tutti intorno come quando lanci una pietra nell’acqua e si creano quegli anelli intorno. Sentivo il sole battere come un tamburo, vedevo tanti globi azzurri che uscivano da sole, vedevo questo sole giallo, arancio, rosso, viola, sembrava una festa del cielo.


Ho pregato e maturato un po’ questa scelta di condividere la mia esperienza, questo perché è molto intima ma allo stesso tempo può aiutare chi ha ricevuto grandi grazie a Medjugorje e delle missioni particolari a Medjugorje, infatti in articolo lessi che la Madonna disse alla veggente Mirjana che se qualcuno vede o sente qualcosa a Medjugorje vuol dire che Dio ha bisogno di lui per una particolare missione, e per capirla bisognerà pregare molto e chiedere aiuto allo spirito santo.

Il mercoledì era stato un giorno molto pesante, non avevo recuperato a pieno le energie, presi sonno circa alle 20:30 di sera per poi svegliarmi alle 03:30 del mattino, circa 7 ore. I miei coinquilini mi dissero che stavano andando a prendere il posto vicino il luogo dell’apparizione che sarebbe stata alle 09:00 del mattino, allora mi alzai e andai anche io. Arrivammo verso le 04:20 dove ci sistemammo a 50 metri dalla croce blu. Mi ricordo che dopo un po, arrivarono tante altre persone; il tempo non era dei migliori.

Allora molte persone alzarono gli occhi al cielo, ma io non vidi nulla. Mentre stavo per abbassare la testa, sentii un desiderio forte di rialzarla, quasi che non potevo andare contro la mia volontà di tenerla abbassata, e allora in quel cielo molto nuvoloso, illuminato dalla luce della luna, si forma una croce bianca fatta di fumo nel cielo che rimase lì per 20 minuti circa. Da ragazzo ipersensibile mi impressionai e mi emozionai restando con una forte palpitazione per diversi minuti finche non decisi che era meglio per la mia salute chiudere gli occhi per prendere fiato da quella visione, che non ebbi solo io ma tutte le persone li presenti.

Mentre ero con gli occhi chiusi e tremante come una foglia pensai a quanto era grande Dio, a quanto era vero Medjugorje, dissi a Gesù scusa, se non avevo creduto abbastanza, scusa della mia tiepida fede, scusa poiché lui è il Cristo il figlio di Dio. In quel momento, avevo recuperato abbastanza fiato, come se fossi pronto per un altro tuffo nell’eternità, aprii gli occhi e le persone intorno a me erano sparite tutte, anche la croce bianca nel cielo era sparita, ciò che rimase era un grande silenzio e un grande fuoco che andava da una parte all’altra del cielo e al centro di esso c’era Gesù Crocifisso con le stigmate rosso fuoco, e con il lenzuolo al suo bacino che non era sporco ne a causa del sudore e ne a causa del sangue, anzi era di luce e sventolava a contatto con il vento, questo mi fece ancora più impressione. Stavo assistendo ad una cosa reale che era soggetta alle condizioni climatiche di quel preciso istante, e se prima il mio cuore aveva delle palpitazioni, vi posso dire che dopo questo ennesimo tuffo nell’eternità i battiti del mio cuore non si potevano contare, lo stesso cuore che mi batteva nel petto sembrava una bomba ad orologeria che voleva esplodere perché quell’amore era troppo e non riuscivo a contenerlo, se pur il tutto è durato circa 20 secondi.
 
 Si erano fatte le 09:00 del mattino quasi, stava per iniziare l’apparizione del 2 ottobre 2012, quando pioveva a dirotto, e appena scoccate le 09:00 la pioggia ebbe fine, le nuvole del cielo si aprirono, e scese una pace immensa, scese la Madonna. Questa forte esperienza demolì il mio corpo, mi svegliai la mattina dopo con la febbre a 40, il mio corpo era come prosciugato da quella manifestazione sopranaturale.


Questa forte esperienza è stata una chiamata altrettanto forte alla conversione giornaliera, questo Gesù voleva per me: una vita nella santità.


ERA IL 2 OTTOBRE 2012 GIORNO DELLA FESTA DEGLI ANGELI
 
 Messaggio del 2 Ottobre 2012  attraverso la veggente Mirjana

“Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro. Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia. Solo allora mi capirete, figli miei. Solo allora capirete il mio dolore per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Allora potrete aiutarmi. Sarete i miei portatori della luce dell’Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere. Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno. Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio”.
 

TESTIMONIANZA DI WALTER SULLA

martedì 28 dicembre 2021

“Ho un messaggio privato che la Madonna mi ha dato per te”: ecco com'è nata la COMUNITA' MARIANA OASI DELLA PACE

 



TESTIMONIANZA DI FRATEL MICHAEL - OASI DELLA PACE


Buongiorno a tutti.
Benvenuti nella nostra comunità mariana Oasi della Pace. Mi chiamo fratel Michael. Come sentite dall’accento non sono italiano, bensì tedesco.
Iniziamo con un Padre Nostro.

La nostra comunità è nata in Italia nella zona di Vicenza, a Priabona. E’ nata nel 1987. Ventinove anni fa. Ma l’impulso viene da Medjugorje.

Il nostro fondatore si chiama padre Gianni Sgreva, passionista. Lui è venuto qui un paio di anni prima. Ha conosciuto i veggenti. Veniva qui con un pò di giovani e di alcuni ne era anche il padre spirituale.
Un giorno la veggente Marija gli dice: “Ho un messaggio privato che la Madonna mi ha dato per te”. Veniva chiesto a padre Gianni di fondare una comunità che riflettesse la spiritualità di Medjugorje.
 

 
Egli non si aspettava una cosa del genere ed era un pò scettico sulla faccenda. Si è rivolto ad una persona che conosceva bene l’italiano e il croato e si è fatto tradurre il messaggio.
Egli era alla guida di tanti giovani che erano desiderosi di donare la propria vita a Dio.
Si è accorto che i segni c’erano e quindi ha deciso di fondare questa comunità.
 
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Siamo una comunità mista: maschi e femmine. Abbiamo tre stati di vita: i sacerdoti, i fratelli laici - consacrati, ma non preti - e suore. Siamo un’ottantina di consacrati in tutto il mondo.
Abbiamo 4 case in Italia, due in Brasile, una in Camerun e questa a Medjugorje. Nella casa madre a Priabona in questo momento non c’è una comunità che ci vive. Ci sono sempre incontri mensili di coppie aggregate alla nostra comunità. Si incontrano lì una volta al mese per catechesi, adorazione e santa Messa. Abbiamo anche famiglie aggregate vicino a Roma, a Iesi e vicino a Foggia.
 

Noi siamo una comunità contemplativa, ma non di clausura. Contemplativa significa che il centro della nostra vita è la preghiera, non stiamo davanti al Tabernacolo 24 ore al giorno. Proprio perchè siamo contemplativi abbiamo il Breviario monastico. Questo prevede più salmi. Quello romano ne ha tre per le lodi, tre per i vespri e tre per l’ora media. Noi ne abbiamo di più. Abbiamo anche due cori, uno maschile e uno femminile, per cantare i salmi.
 


Dove è possibile abbiamo l’adorazione Eucaristica 24 ore al giorno. Gesù è sempre esposto nelle nostre cappelle per essere adorato. Ci si da il cambio ora per ora. Uno di voi mi ha chiesto se qui abbiamo Gesù esposto. No. Lasciamo il Tabernacolo aperto per far capire che non c’è Gesù dentro. Lo abbiamo avuto fino al 2009. Dopo il Vescovo di Mostar ce Lo ha proibito. Non solo a noi. Tutte le comunità, tranne i Francescani, non dovrebbero avere il Santissimo in casa. Queste sono le direttive del Vescovo di Mostar. Lui non crede a Medjugorje.
I veggenti dicono che in 35 anni il Vescovo non ha mai parlato con loro direttamente. Questo significa che non è interessato per niente alla questione. Non fa neanche lo sforzo di indagare. Forse lo fa di dietro, ma non direttamente con la gente o chiedendo ai pellegrini l’esperienza che fanno.

La nostra vita si svolge dentro e intorno alle nostre case. Non abbiamo scuole o asili. Tre o quattro volte l’anno facciamo le missioni in Italia. Un parroco ci chiama e facciamo la missione nella sua parrocchia per una settimana. Aiutiamo anche i preti per fare le Messe domenicali o veniamo chiamati da varie parti per predicare gli esercizi spirituali.

Ogni casa ha le sue particolarità. In Brasile e in Africa ci dedichiamo ai poveri. Nella casa in Camerun uno dei nostri fratelli guida un pullmino e và a raccogliere tutti i bambini che si recano a scuola. Collaboriamo con un’associazione che fa adozioni a distanza per i bambini. Sia in Africa che in Brasile siamo noi che dobbiamo controllare che i soldi vadano a destinazione per la scuola, per il mangiare e per i vestiti, secondo le direttive.
Qui siamo impegnati con i pellegrini che vengono.

Da noi vengono anche persone che cercano un tempo di riflessione. Da un pò di anni abbiamo un’iniziativa per i giovani chiamata “Tre mesi per me”. Vengono i giovani che non sanno cosa fare della propria vita. Non sono sicuri della loro scelta. Vogliono capire se devono sposarsi, abbracciare la vita religiosa o solamente vogliono staccarsi per un attimo dalla famiglia per lasciarsi ispirare. Offriamo almeno tre volte all’anno questa possibilità. 



Noi siamo qui presenti dal 1990. Abbiamo acquistato questo terreno e abbiamo cominciato in modo graduale. I nostri fratelli e le nostre sorelle fino al 1994 hanno vissuto nelle roulotte. Sia col caldo che con il freddo. Qui può diventare molto freddo in inverno con neve alta mezzo metro. Hanno avuto coraggio.
Sono rimasti qui anche durante la guerra. Erano solamente in due, ma volevano restare in questo luogo benedetto.
Nel 95 abbiamo ricevuto da benefattori austriaci tre case in legno. Erano qui fino al 2000 quando abbiamo cominciato a costruire la nuova casa che è stata completata nel 2009.

Noi siamo una comunità religiosa e fino ad ora abbiamo solamente l’approvazione del Vescovo locale. Cerchiamo di avere quella del Vaticano, ma è difficile. Il nostro capo qui a Medjugorje è il Vescovo. Egli ci ha fatto chiudere questa comunità. Non abbiamo abbandonato la casa, ma sono rimaste presenti due sorelle. Non abbiamo più potuto fare accoglienza per 4 anni. Da due anni abbiamo ricominciato ad accogliere i pellegrini.

C’è stata una commissione a Medjugorje che ha fatto delle ricerche. Hanno fatto delle indagini e consegnato il materiale al Vaticano. Aspettiamo impazientemente che il Papa si pronunci su Medjugorje. Speriamo quest’anno. Se ci sarà un pronunciamento positivo il Vescovo di Mostar non avrà più niente da dire. Viene tutto gestito direttamente dal Vaticano.
Così le comunità religiose come i Figli del Divino Amore, le Beatitudini, noi,il Cenacolo saremmo un pò più liberi di gestire le nostre attività e potremmo di nuovo avere il Santissimo in casa.

Abbiamo tre ministeri nella nostra comunità. La prima cosa è l’accoglienza. Sia dei pellegrini che delle persone che vogliono venire a vivere con noi per un periodo. Accoglienza anche dei consacrati. Accogliamo tutti con le loro fragilità e debolezze.
 


L’espiazione.
Il nostro fondatore ci ha scritto una lettera e ci ha detto che a noi consacrati è chiesto di espiare un pò per il male del mondo. Conoscete benissimo le cose che non vanno bene: violenza, guerra, discordie… A noi viene chiesto di espiare prima di tutto con la donazione totale della nostra vita. Dopodichè c’è la preghiera e in terzo luogo piccoli sacrifici. Ognuno di noi fa piccoli sacrifici ogni giorno. Non andiamo dal superiore e diciamo: “Oggi voglio espiare per la guerra in Siria e per un giorno non voglio mangiare”. Non è questo. Piuttosto sono piccole cose che si fanno nel silenzio. Nessuno conosce questi sacrifici. Ad esempio uno potrebbe essere accusato di un fatto che non si è compiuto. Manca una scopa nell’armadio e viene una consorella e mi dice “Fratel Michael, hai preso tu la scopa? Sono sicura che ce l’hai tu. Ti ho visto dieci minuti fa con la scopa!” Io non ce l’avevo, perchè dieci minuti fa ero da un’altra parte. Forse mi ha scambiato per un altro fratello. Invece di iniziare a litigare sto zitto e dico: “Signore, Ti offro questa sofferenza. Non ho fatto niente”. Comunque cerco di rimanere in pace.
E’ un esempio stupido, ma serve per capire che si tratta di cose piccole.
 


A volte gli amici che vengono e ci vogliono bene pensano: “Questo fratello ha bisogno di sandali”. Secondo me, invece, vanno ancora bene. Sono un pò rovinati, ma vanno ancora bene mezz’anno. “Tieni pure i soldi. Non li voglio”. Così faccio una piccola rinuncia.
I familiari chiamano e domandano: “Di cosa hai bisogno?” “Senti, qui in comunità c’è tutto”. Invece di dire “avrei bisogno di un nuovo telefonino” faccio una piccola rinuncia.

La terza cosa è l’intercessione. In questa casa, come nelle altre, chiamano veramente ogni giorno a chiedere preghiere per se stessi, per i familiari, per i malati… A noi viene chiesto di intercedere per loro davanti alla Madonna e davanti al Signore. La Madonna è la più forte Mediatrice. Attraverso di Lei arriviamo a Dio.

Noi abbiamo anche un quarto voto. Come consacrati abbiamo povertà, castità e obbedienza, ma abbiamo anche quello di intercedere per la pace. Questo lo facciamo ogni giorno, pregando per la pace, perchè essa è un dono di Dio. Non è un accordo tra Paesi o un armistizio. La vera pace viene da Dio e deve essere rinnovata ogni giorno.


d: Tra le rinunce avete anche internet e la televisione?

R: non abbiamo la televisione. Abbiamo internet e il computer. Alcuni di noi studiano. e alcuni lo usano per stare in contatto con i familiari. Due terzi di noi sono italiani e un terzo dal resto del mondo: Giamaica, Francia, Brasile, Svizzera, Panama, Spagna, Germania, Nuova Zelanda.
Il computer, come anche la televisione, può essere anche un pericolo. Si può andare anche a vedere cose di ogni genere. Quindi internet viene usato solo per il necessario.


Questo sulla comunità. Adesso parliamo del crocifisso. Vengono tanti pellegrini a vedere questo crocifisso. Gira la voce che c’è questo crocifisso particolare nella nostra comunità.
 



Tante volte si sentono voci sbagliate che dicono che questo è un crocifisso miracoloso. E’ miracoloso, ma non nel senso che si intende di solito. Le persone pensano che se lo toccano vengono guarite. Non è così. Questo non è vero. E’ miracoloso perchè ci sono state parecchie conversioni. Molti ci hanno detto: “Siamo stati toccati profondamente nel vedere questo crocifisso”.

Questa era anche l’intenzione dell’artista: chi guarda questo crocifisso si sente toccato. Spesso suscita compassione dentro di noi.

Ho visto con i miei occhi persone che vengono e piangono a lungo. Bisogna ringraziare veramente l’artista, perchè è riuscito a fare un’opera che rappresenta realmente il dolore di Cristo in croce.
Lui è olandese. Dico un attimo dove ha preso le fonti. Prima non aveva mai fatto un’opera di questo genere. Prima di iniziare ha fatto una ricerca. Ha letto diversi libri e in modo particolare quelli della mistica italiana Maria Valtorta che ha scritto i dieci libri chiamati “Il poema dell’Uomo Dio”. In questi descrive tutta la vita di Gesù e in uno la passione, morte e resurrezione. Il secondo libro da cui ha attinto è quello della mistica tedesca Katarina Emmerik. Mel Gibson nel film The Passion ha preso tanto dagli scritti di Katarina Emmerik.

Da questi scritti possiamo vedere qui a destra il chiodo nel polso. Le mistiche hanno visto questo nelle loro visioni, ma ci è stato anche confermato dalle ricerche storiche. Sembra che i romani abbiano sempre inchiodato i malfattori nei polsi, perchè dicono che inchiodando nel palmo il corpo non viene retto sulla croce. Le mistiche dicono che hanno visto i soldati che hanno tirato fortemente il braccio di Gesù. Si sa che i buchi per crocifiggere erano già fatti nel legno. Lo hanno crocifisso ad un polso, ma quando sono arrivati dall’altra parte hanno visto che il polso non coincideva con il buco preparato. Hanno tirato e si è arrivati fino al palmo. Questa è la spiegazione per cui l’artista ha messo un chiodo in quella posizione.

Si vedono tanti segni della flagellazione. Anche nel film di Mel Gibson The Passion si vedono scene molto crudeli, dove Gesù viene flagellato da tutti i lati. Ma il film a quell’epoca non c’era ancora.
Si vede anche la particolarità dell’apertura sulla sinistra. Questo lo ha preso dalla Valtorta. Di solito si vede l’apertura sul costato sul fianco destro. Non si contraddicono le mistiche Katarina Emmerik e Maria Valtorta, ma una spiega una cosa che l’altra non fa. Probabilmente per avere uno sguardo più completo bisogna leggere diverse mistiche che hanno avuto visioni sulla passione e mettere insieme. Tutte e due parlano dell’apertura a sinistra, ma la Emmerik dice che la lancia attraversa tutto il corpo e esce a destra. Non è sbagliato se c’è l’apertura a destra come c’è da oltre 1500 anni, quando hanno cominciato a rappresentare il Signore sulla croce.

I capelli sono molto biondi e non castani, come ci si potrebbe aspettare. Gli occhi sono blu chiari. Queste cose sono descritte dalla Valtorta.

d: Posso chiedere qualcosa riguardo al colore della pelle? Perchè è nera?

R: Il colore dipende dal materiale. E’ di cauciù.
Io sono qui da tre anni e ho visto che il colore si è scurito. Prima era più chiaro. Secondo me dipende dall’umidità e dal calore che influiscono sul materiale. In estate si arriva anche a 40 gradi.
Non possiamo fare tanto. Ci hanno suggerito di sbiancare un pò. Questo sarebbe ancora più forte, perchè il colore bianco vuol dire che la morte è vicina. Ma anch’io direi che è bene lasciare così. Anche se è un pò più scuro. Magari tra dieci anni lo sarà ancora di più.

Adesso qualcosa di spirituale.

Nella Bibbia, nelle lettere di san Paolo, si trova questa frase: “Gesù è morto per i nostri peccati ed è resuscitato per la nostra giustificazione”. Gesù ha offerto la Sua Vita per noi. Lui sapeva benissimo a cosa sarebbe andato incontro: passione, morte e resurrezione. Il Padre voleva così perdonarci e donare a noi tutto il Suo Amore. Qui vediamo la massima manifestazione dell’Amore di Dio per noi. Sembra una cosa contradditoria, ma non è così. E’ una manifestazione dell’Amore di Dio per noi. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Come abbiamo detto alcune persone si commuovono profondamente qui. Non ne conosco tutte le ragioni. Questo lo sa solo la persona stessa. Alcuni sono stati battezzati e cresimati, ma non hanno seguito il Signore. Si sono lasciati andare e hanno dimenticato Gesù. Questa è una causa del pianto.

Tutti noi che siamo battezzati e cresimati siamo debitori a Dio. Tutta l’umanità, anche i non battezzati. Gesù è morto per tutti anche per i non cristiani. Quando qualcuno si commuove davanti a questo crocifisso io sono sicuro che, in qualche modo, quella persona realizza: “Io sono debitore. Non ho fatto quello che dovevo fare. Devo ricambiare l’Amore ricevuto da Dio Padre attraverso il Figlio. Amore che ho ricevuto nel Battesimo, nella Cresima e ricevo anche durante le Celebrazioni Eucaristiche”.

Siamo debitori, ma di cosa? Il Signore ci ha salvati. Con la Sua morte ci ha tolto i peccati, ha sconfitto la morte e nella Resurrezione ci ha riconciliati con il Padre. Ci ha dato la possibilità di salvezza. Questi sono debiti che abbiamo.
Anche noi consacrati non siamo sempre coscienti di queste cose, ma dobbiamo diventarlo.

Qualcuno dice che non si sente obbligato ad andare a Messa, a confessarsi o di attenersi ai 5 punti che chiede la Madonna: confessarsi, Eucaristia, lettura della Bibbia, digiuno e pregare. Non si sentono in alcun modo “obbligati”. Ma queste sono tutte cose che ci aiutano a camminare con il Signore, a fare la Sua Volontà, ad amarLo di più.
Spesso siamo pigri e non coscenti dei doni che il Signore ci ha dato.

Alcuni pensano anche: “Io sono battezzato e cresimato: tutto a posto!” E’ come se io da consacrato dicessi: “Sono consacrato e quindi il mio posto in Paradiso è già assicurato!” Non è vero. Nessun cristiano può dire: “Sono battezzato e cresimato e questo mi basta. Non faccio altro. Sì, ho ricevuto questi doni e adesso è tutto a posto”. Non è vero. Perchè i doni che il Signore ci da attraverso la Sua morte e Resurrezione si possono sciupare. Possono essere lì in attesa, ma non crescono e non sono efficaci. All’inizio erano, invece, certamente efficaci. Il Battesimo ci da una nuova vita, ma questa nuova vita deve crescere. Come un neonato: deve crescere.
Nel Battesimo e nella Cresima riceviamo lo Spirito Santo e sapete cosa fa in noi? Ci fa diventare divini. Se una persona rimane senza Battesimo vive una vita naturale, ma con il Battesimo entra una vita divina. E’ una nuova vita. E’ un uomo nuovo che deve crescere. Se noi non preghiamo, partecipiamo alla santa Messa, leggiamo la Sua Parola, non crescerà efficacemente. Non si potranno nemmeno mantenere questi doni come il Signore desidera da noi.
Questa è una cosa importante da dire.

Davanti a questo crocifisso siamo colpiti dall’arte, ma dobbiamo essere riconoscenti di quello che il Signore ci ha dato attraverso la Sua morte e Resurrezione. Ci viene chiesto di riconoscere questi doni e farli crescere.
Siamo diventati divini. Chi vuole far sì che la sua vita divina cresca deve mangiare cibo divino. Nell’Eucaristia riceviamo questo cibo divino. Per farlo lavorare dentro di noi ci vuole una vita conforme con la preghiera, la Confessione e dobbiamo aprire il cuore. Ci vuole la preghiera, affinchè il cuore si apra. Ci vuole la conoscenza del Signore. Per questo bisogna leggere la Bibbia e in particolare i Vangeli. Dobbiamo conoscere meglio Gesù, amarLo di più e credere di più in Lui.

Anche il digiuno è un mezzo per aprire il cuore e per essere più sensibili alle cose divine. Qui la Madonna ci chiede due giorni di digiuno alla settimana. E’ una cosa non facile neanche per noi. Noi lo abbiamo messo nella Regola. I “5 sassi” sono il centro della nostra Regola.
Sappiamo benissimo che non è facile, sopratutto per qualcuno che ha un lavoro pesante.
I veggenti quando fanno qui le testimonianze dicono che bisogna iniziare con qualcosa di piccolo e non fare subito mercoledì e venerdì a pane e acqua. Qualcuno può iniziare con la rinuncia in questi due giorni a mangiare la carne. Si può andare avanti così mezzo anno e poi si può cominciare a rinunciare ad un pasto. Gradualmente si può fare sempre di più. C’è qualcun’altro, invece, che deve fermarsi, perchè il lavoro non permette di più.

Il digiuno si può allargare anche ad altre cose. Ad esempio alla chiacchiera, alle parole inutili, alle lamentele. In questi giorni posso essere più attento alle cose spirituali. Oggi è mercoledì; cerco di non litigare con i familiari o al lavoro.
Così si inizia. Poi si può fare un passo ulteriore.

La stessa cosa è con la preghiera.

Si inizia con una preghiera al giorno. Alla mattina quando ci si alza o la sera quando si và a letto, ma almeno qualcosa. Ricordiamoci durante la giornata del Signore.
Cerchiamo di santificare la vita quotidiana.
Più viviamo in modo cristiano, rivolti verso il Signore, e più riceviamo grazie.
Quando il Signore vede il nostro sforzo le grazie sono più frequenti.

Fonte: ML Informazioni da Medjugorje

lunedì 27 dicembre 2021

Don Giovanni D'Ercole: " Per me questo è il tempo del silenzio ...silenzio che è medicina"


Questo Natale 2021 torna puntuale per dirci una verità antica ma sempre nuova: Attraverso il ventre di Maria Dio è diventato il sangue della nostra umanità, umanità così totalmente rinnovata, ringiovanita e immunizzata da ogni virus spirituale. Certo tutto resta all’apparenza come sempre e il mondo gira come può ed anzi sembra peggiorare. Questa è la cronaca di ogni giorno in un periodo come il nostro confuso, annebbiato da paura e violenza, complicato da incertezze e crisi di speranze. Quel che si vede e si tocca però non è tutto. C’è del bello e del buono nascosto purtroppo agli occhi di chi è assordato dal rumore di questa nostra società. Il Bambino nato a Betlemme non grida e neppure parla: eppure ti entra nel cuore ed è per questo che per ascoltarlo, anzi per capirlo ci vuole tanto silenzio. Natale è la scuola del Silenzio ed è un peccato quando anche noi cristiani lo trasformiamo nella sagra dell’evasione. Il Natale di Cristo invita a entrare nel silenzio in cui Dio vive e parla. Questa è la mia povera esperienza che vi trasmetto come augurio con affetto. San Giovanni della Croce dice che Dio è rimasto quasi muto non avendo altro da dire e il suo silenzio ha in Gesù Bambino, che poi sarà Crocifisso Risorto , la sua parola rivelatrice di amore. La Bibbia nel libro del Qoèlet ricorda che “tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo”. Per me questo è il tempo del silenzio per capire dove stiamo andando. Silenzio che è medicina delle malattie dell’animo e del corpo; silenzio che io conosco come unico modo per entrare in contatto con Dio il quale dimora in un silenzio accessibile a ogni cuore e la sua Parola non rompe il silenzio ma lo riempie di senso. Alla scuola di Maria e di Giuseppe esperti nell’arte del silenzio vi auguro di vivere un Natale carico di pace e soprattutto di gioia, misterioso vaccino che immunizza dalla tristezza e dalla depressione.
 

Don Giovanni D'Ercole


A Medjugorje la Madonna mi ha ridato la mia famiglia.- Testimonianza di Paolo


 Oggi sono sempre di più le coppie in crisi, già nel lontano 1982 la Madonna a Medjugorje aveva detto di pregare per le famiglie perchè satana è sciolto dalle sue catene. Se la famiglia è malata la società è malata e oggi più che mai vediamo come questa realtà sia attuale.

Paolo è un uomo come tanti altri, un bravo ragazzo che arriva a coronare il suo sogno d’amore sposandosi in chiesa realizzando il suo progetto santo quello di formare una famiglia. La  vita della coppia scorre in modo normale poi arriva la gioia della paternità attesa con gioia, la nascita di un figlio è un momento che segna per sempre la tua esistenza, il realizzarsi pienamente di quel progetto d’amore.
Ma non è tutto oro quello che brilla il lavoro lo porta ad allontanarsi dalla famiglia, iniziano le nuove amicizie anche quelle femminili , così un po la lontananza un po l’avvenenza di alcune ragazze molto spigliate , mettiamoci l’amicizia complice che si crea in alcuni ambiti di lavoro, Paolo cade nella trappola e si innamora di una sua collaboratrice bella, avvenente, procace, la seduzione e il male vengono sempre infiocchettati e si travestono come un bene, per farci cadere in tentazione.  Così iniziano le discordie in famiglia,  le bugie, le fughe sempre più frequenti finche Paolo abbandona la sua famiglia e si dedica al suo nuovo amore, stregato da questa nuova avventura dimentica tutto e tutti e tradisce anche le promesse di fedeltà e di amore eterno, fatte il giorno del suo matrimonio.

L’unico legame che lo tiene un po unito alla famiglia è il suo amore per il figlio , e così la coppia non interrompe del tutto i contatti,  proprio per non compromettere  il rapporto tra padre e figlio. Questa storia dura circa 4 anni , immaginate le sofferenze e le ferite causate da questa situazione. Poi un giorno Paolo d’improvviso si risveglia dal torpore dal quale era caduto e si rende conto di quello che aveva combinato, e inizia un percorso di fede che lo porta a comprendere tutto il male che aveva causato, e le sofferenze procurate alle persone più care che avesse , diventa un uomo di preghiera e nel frattempo si ripropone di vivere in castità e di cercare di riparare al male fatto , con il bene. Decide di andare a Medjugorje per pregare la Madonna di aiutarlo a ritrovare la sua fede e il suo matrimonio, perchè oggi più che mai sente che il suo vero amore è quello della moglie e sente di amarla in maniera profonda, ma anche se in lui si fa forte la paura di averla persa per sempre. Arriva a Medjugorje pieno di speranze  e di aspettative che sono state ampiamente ripagate, la sua preghiera si fa più intensa quando sale alla collina si inginocchia davanti alla statua della Madonna ed inizia a piangere, ma le sue non sono lacrime di dolore ma di gioia di liberazione e di pentimento. Prega intensamente e chiede alla Vergine Maria di aiutarlo a ritrovare il suo matrimonio e la sua famiglia. Medjugorje lo trasforma e lo sconvolge è così dopo pochi mesi decide di tornarci questa volta decide di portarci sua madre, prenota  il viaggio nel frattempo continua il processo di conversione in atto in lui, fatto di preghiere di digiuni e anche e soprattutto di castità assoluta . Però Tre giorni prima della partenza la mamma si ammala ed è suo malgrado impossibilitata alla partenza , Marco non sa con chi sostituirla così chiama la moglie e visto che il viaggio era pagato le propone di andare con lui a Medjugorje per vivere semplicemente una esperienza di fede e che dietro questa richiesta non c’era alcuna pretesa o altra intenzione. Inaspettatamente la moglie accetta , siccome aveva prenotato una camera doppia i due condividono la stanza come un  fratello e  una sorella. Il pellegrinaggio è intenso e ricco di preghiera, una mattina decidono di salire insieme sulla collina della apparizioni l’emozione è tanta e Paolo si inginocchia di nuovo davanti alla statua bianca della Madonna ed inizia a pregare in maniera intensa e  le lacrime solcano il suo viso e sgorgano in maniera copiosa tanto che inizia a singhiozzare e non riesce a fermarsi. La moglie comprende che sta pregando per il loro matrimonio e gli dice apertamente di non pregare per questa intenzione che era inutile, perchè lei era troppo ferita e non l’avrebbe mai perdonato.  Il pellegrinaggio termina rientrano insieme ma poi le loro strade si dividono anche se i rapporti sono meno tesi e più cordiali, Marco rispetta le decisioni della moglie e non insiste in alcun altro modo . Passano 4 lunghi mesi fatti di preghiere e di silenzio, all’improvviso una sera il telefono di Paolo squilla, è la moglie che gli dice se volevano vedersi per andare a mangiare una pizza insieme, ma proprio quella sera lui è impegnato nelle sue attività di aiuto e sostegno ai poveri e a malincuore deve dire di no,  ma propone un altro giorno, con la paura che lei non accettasse e invece lei dice si. Si rivedono e lei gli comunica che è innamorata ancora di lui e che vuole con le dovute attenzioni e cautele ricominciare a frequentarsi. Beh morale della favola i due si innamorano di nuovo pazzamente, decidono di ritornare insieme consacrando il loro matrimonio alla Madonna e oggi sono una coppia felice, Paolo oggi quella di promessa di fedeltà fatta intende mantenerla anche a costo della vita stessa, Il Miracolo è avvenuto ma l’impegno è la preghiera non devono mai mancare il resto lo fa il Signore . Questa storia ci insegna che c’è sempre una speranza e nonostante le nostre povertà le nostre debolezze Dio ci ama e interviene nella storia di ciascuno di noi portando le sue Benedizioni. Questo rappresenta un invito anche a tutte le coppie in difficoltà rifugiatevi nella preghiera e amate  anche chi vi fa soffrire,  non perdete mai la speranza infatti come dice San Paolo il cristiano è chiamato a sperare contro ogni speranza.

27 DICEMBRE SAN GIOVANNI APOSTOLO ed EVANGELISTA - Preghiera

 


MESSAGGIO DEL 27 DICEMBRE 1986
(Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Questa sera ritiratevi. Venite con me e con San Giovanni davanti alla croce. E davanti alla croce rimanete a lungo in preghiera per ricevere l’amore di Dio nei vostri cuori.
 
27 DICEMBRE

SAN GIOVANNI APOSTOLO ed EVANGELISTA


Figlio di Zebedeo, fu insieme al fratello Giacomo e a Pietro testimone della trasfigurazione e della passione del Signore, dal quale ricevette stando ai piedi della croce Maria come madre. Nel Vangelo e in altri scritti si dimostra teologo, che, ritenuto degno di contemplare la gloria del Verbo incarnato, annunciò ciò che vide con i propri occhi. (Martirologio Romano)


"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio..."
 (Dalla 1a lettera di San Giovanni Apostolo)

San Giovanni, giovane discepolo dal cuore pulito
e dalla mente luminosa, tu che incontrando il Maestro gli hai chiesto: “Maestro, dove abiti?”, e quel giorno hai avuto la grazia di conoscerlo e di fermarti con Lui, decidendo poi di seguirlo e servirlo, fa che noi non perdiamo l'occasione dell'incontro con Gesù.
Donaci il desiderio di conoscerlo,
la volontà di cercarlo e la forza di seguirlo.
Fa che nei momenti difficili sappiamo poggiare il nostro cuore sul Cuore di Cristo, come tu hai fatto durante l'Ultima Cena.
Tu che più di ogni altro hai conosciuto le profondità dell’amore di Dio e ti sei sentito il “discepolo amato” da Gesù,
fa che i nostri occhi possano contemplare la presenza viva di Cristo per sentirsi in Lui, come te, "figli amati".
La tua giovinezza vissuta nella purezza e alla scuola del Maestro, accenda in noi il desiderio di pensieri, parole e gesti puliti.
Giovanni, che hai accolto nella tua casa Maria come Madre, fa che la sua presenza non ci abbandoni mai e la sua intercessione custodisca ed accresca in noi la fede.
Aiutaci a correre perseveranti verso le mete
che l'amore ci indica, per annunciare insieme a te, a tutti, la gioia della Risurrezione di Cristo.
San Giovanni, Apostolo ed Evangelista,
prega per noi!

domenica 26 dicembre 2021

Non esiste la Santa Famiglia delle immaginette! Anche nella Santa Famiglia non va tutto bene: ci sono problemi inattesi, angosce, sofferenze.

 


FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET

PAPA FRANCESCO- ANGELUS


Domenica, 26 dicembre 2021



Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
 

 

Oggi festeggiamo la Santa Famiglia di Nazaret. Dio ha scelto una famiglia umile e semplice per venire in mezzo a noi. Contempliamo la bellezza di questo mistero, sottolineando anche due aspetti concreti per le nostre famiglie.

Il primo aspetto: la famiglia è la storia da cui proveniamo. 
Ognuno di noi ha la propria storia, nessuno è nato magicamente, con la bacchetta magica, ognuno di noi ha una storia e la famiglia è la storia da dove noi proveniamo. È bello vedere Gesù inserito nella trama degli affetti familiari, che nasce e cresce nell’abbraccio e nelle preoccupazioni dei suoi. Questo è importante anche per noi: proveniamo da una storia intessuta di legami d’amore e la persona che siamo oggi non nasce tanto dai beni materiali di cui abbiamo usufruito, ma dall’amore che abbiamo ricevuto dall’amore nel seno della famiglia. Forse non siamo nati in una famiglia eccezionale e senza problemi, ma è la nostra storia - ognuno deve pensare: è la mia storia - , sono le nostre radici: se le tagliamo, la vita inaridisce! Dio non ci ha creati per essere condottieri solitari, ma per camminare insieme. Ringraziamolo e preghiamolo per le nostre famiglie. Dio ci pensa e ci vuole insieme: grati, uniti, capaci di custodire le radici. E dobbiamo pensare a questo, alla propria storia.

Il secondo aspetto: a essere famiglia si impara ogni giorno. Nel Vangelo vediamo che anche nella Santa Famiglia non va tutto bene: ci sono problemi inattesi, angosce, sofferenze. Non esiste la Santa Famiglia delle immaginette. Maria e Giuseppe perdono Gesù e angosciati lo cercano, per poi trovarlo dopo tre giorni. E quando, seduto tra i maestri del Tempio, risponde che deve occuparsi delle cose del Padre suo, non comprendono. Hanno bisogno di tempo per imparare a conoscere il loro figlio. Così anche per noi: ogni giorno, in famiglia, bisogna imparare ad ascoltarsi e capirsi, a camminare insieme, ad affrontare conflitti e difficoltà. È la sfida quotidiana, e si vince con il giusto atteggiamento, con le piccole attenzioni, con gesti semplici, curando i dettagli delle nostre relazioni. E anche questo, ci aiuta tanto parlare in famiglia, parlare a tavola, il dialogo tra i genitori e i figli, il dialogo tra i fratelli, ci aiuta a vivere questa radice familiare che viene dai nonni. Il dialogo con i nonni!

E come si fa questo? Guardiamo a Maria, che nel Vangelo di oggi dice a Gesù: «Tuo padre e io ti cercavamo» (v. 48). Tuo padre e io, non dice io e tuo padre: prima dell’io c’è il tu! Impariamo questo: prima dell’io c’è il tu. Nella mia lingua c’è un aggettivo per la gente che prima dice l’io poi il tu: “Io, me e con me e per me e al mio profitto”. Gente che è così, prima l’io poi il tu. No, nella Sacra Famiglia, prima il tu e dopo l’io. Per custodire l’armonia in famiglia bisogna combattere la dittatura dell’io, quando l’io si gonfia. È pericoloso quando, invece di ascoltarci, ci rinfacciamo gli sbagli; quando, anziché avere gesti di cura per gli altri, ci fissiamo nei nostri bisogni; quando, invece di dialogare, ci isoliamo con il telefonino – è triste vedere a pranzo una famiglia, ognuno con il proprio telefonino senza parlarsi, ognuno parla con il telefonino; quando ci si accusa a vicenda, ripetendo sempre le solite frasi, inscenando una commedia già vista dove ognuno vuole aver ragione e alla fine cala un freddo silenzio. Quel silenzio tagliente, freddo, dopo una discussione familiare, è brutto quello, bruttissimo! Ripeto un consiglio: alla sera, dopo tutto, fare la pace, sempre. Mai andare a dormire senza aver fatto la pace, altrimenti il giorno dopo ci sarà la “guerra fredda”! E questa è pericolosa perché incomincerà una storia di rimproveri, una storia di risentimenti. Quante volte, purtroppo, tra le mura domestiche da silenzi troppo lunghi e da egoismi non curati nascono e crescono conflitti! A volte si arriva persino a violenze fisiche e morali. Questo lacera l’armonia e uccide la famiglia. Convertiamoci dall’io al tu. Quello che deve essere più importante nella famiglia è il tu. E ogni giorno, per favore, pregare un po’ insieme, se potete fare lo sforzo, per chiedere a Dio il dono della pace in famiglia. E impegniamoci tutti – genitori, figli, Chiesa, società civile – a sostenere, difendere e custodire la famiglia che è il nostro tesoro!

La Vergine Maria, sposa di Giuseppe e mamma di Gesù, protegga le nostre famiglie.



Dopo l'Angelus

Mi rivolgo ora agli sposi di tutto il mondo.

Oggi, nella festa della Santa Famiglia, viene pubblicata una Lettera che ho scritto pensando a voi. Vuole essere il mio regalo di Natale per voi sposi: un incoraggiamento, un segno di vicinanza e anche un’occasione di meditazione. È importante riflettere e fare esperienza della bontà e della tenerezza di Dio che con mano paterna guida i passi degli sposi sulla via del bene. Il Signore dia a tutti gli sposi la forza e la gioia di continuare il cammino intrapreso. Voglio anche ricordarvi che ci stiamo avvicinando all’Incontro Mondiale delle Famiglie: vi invito a prepararvi a questo evento, specialmente con la preghiera, e a viverlo nelle vostre diocesi, insieme alle altre famiglie.

E parlando della famiglia, mi viene una preoccupazione, una preoccupazione vera, almeno qui in Italia: l’inverno demografico. Sembra che tanti hanno perso l’aspirazione di andare avanti con figli e tante coppie preferiscono rimanere senza o con un figlio soltanto. Pensate a questo, è una tragedia. Alcuni minuti fa ho visto nel programma “A Sua immagine” come si parlava di questo problema grave, l’inverno demografico. Facciamo tutti il possibile per riprendere una coscienza, per vincere questo inverno demografico che va contro le nostre famiglie contro la nostra patria, anche contro il nostro futuro.

Saluto ora tutti voi, pellegrini venuti dall’Italia e da diversi Paesi: - vedo qui polacchi, brasiliani, e vedo lì anche i colombiani - le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni. Rinnovo l’augurio che la contemplazione del Bambino Gesù, cuore e centro delle festività natalizie, possa suscitare atteggiamenti di fraternità e di condivisione nelle famiglie e nelle comunità. E per festeggiare un po’ il Natale, farà bene fare una visita al presepe qui in piazza e ai 100 presepi che sono sotto il colonnato, anche questo ci aiuterà.

In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi augurali da Roma e da altre parti del mondo. Purtroppo, non mi è possibile rispondere a tutti, ma prego per ognuno e ringrazio specialmente per le preghiere che tanti di voi hanno promesso di fare. Pregate per me, non dimenticatevi. Grazie tante e buona festa della Santa Famiglia. Buon pranzo e arrivederci!