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venerdì 25 giugno 2021
Messaggio del 25 giugno 2021 dato alla veggente Marija - Medjugorje 40° anniversario
Messaggio annuale dato alla veggente Ivanka il 25 giugno 2021 a Medjugorje
La Madonna ha dato il seguente messaggio:
"Figli miei
ho bisogno delle vostre preghiere!
La veggente Ivanka ha l’apparizione annuale ogni 25 giugno.
In occasione dell’ultima apparizione quotidiana del 7 maggio 1985 la Madonna, rivelandole il decimo ed ultimo segreto, disse ad Ivanka che per tutto il resto della sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno nel giorno dell’anniversario delle apparizioni come è avvenuto anche quest’anno.
giovedì 24 giugno 2021
Perchè la Madonna ha scelto di apparire a Medjugorje il giorno della Festa di S. Giovanni (24 giugno 1981) detto “Natale estivo”- SPIEGAZIONE
Il 24 giugno si festeggia il cosiddetto “Natale estivo”. La Chiesa celebra la festa di tre natività soltanto: quella di Cristo, quella della Madonna e quella del Precursore. Per gli altri Santi, infatti, si festeggia non la loro nascita nella carne, bensì la loro entrata nel Cielo.
Tre “istantanee” su Giovanni Battista: contempliamo l’austerità del Profeta nel deserto; la fortezza del Testimone della luce; l’umiltà del Precursore che si scansa davanti a Colui che annuncia.
Secondo la Tradizione è in Paradiso il più alto dopo
la Madonna
perché assomiglia di più a Nostro Signore, e perché, anche se non fu
preservato come Maria Santissima dal peccato originale, fu purificato e
consacrato nel grembo di sua madre Elisabetta nel giorno della
Visitazione.
Giovanni Battista è l'unico santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche la nascita secondo la carne. Fu il più grande fra i profeti ii. La sua vocazione profetica fin dal grembo materno è circondata di eventi straordinari, pieni di gioia messianica, che preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il Precursore del Cristo con la parole con la vita. Il battesimo di penitenza che accompagna l'annunzio degli ultimi tempi è figura del Battesimo secondo lo Spirito. La data della festa, tre mesi dopo l'annunciazione e sei prima del Natale, risponde alle indicazioni di Luca.
San Giovanni Battista, la “voce nel deserto” che annunciò la venuta dell'Agnello di DIO
È uno dei Santi più venerati nel mondo.
La Chiesa lo festeggia, come la Vergine Maria, anche nel giorno della sua nascita.
Non si può parlare di Gesù senza menzionare Giovanni Battista.
Sono personalità affini e complementari: fu il Battista a riconoscere
per primo in Cristo il Messia atteso e profetizzato dall'Antico
Testamento, così come fu sempre questi a predicare la venuta
dell'Agnello di Dio che ci avrebbe liberati dal male e dal peccato.
San Giovanni Battista è quindi un santo "veterotestamentario" che ci aiuta a comprendere la personalità di Gesù:
la sua predicazione ha annunciato l'imminente nascita del Figlio di Dio
e la necessità di purificarsi per prepararci alla Salvezza. Ritiratosi
nel deserto, vivendo da indigente e in preghiera, predicò alle genti e somministrò nelle acque del
fiume Giordano il battesimo.
Giovanni,
che in ebraico significa “Dio è propizio”,iniziò la sua missione lungo
il fiume Giordano, annunciando l’avvento del regno messianico ormai
vicino, esortando alla conversione e predicando la penitenza.
È
il patrono dei monaci, battezzò Gesù nelle acque del fiume Giordano,
morì martirizzato ed è chiamato il “Precursore” perché annunciò la
venuta di Cristo. Celebre l’episodio in cui sussultò di gioia nel grembo
della madre, Elisabetta, quando ricevette la visita di Maria.
È l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù.
PERCHÉ SI FESTEGGIA IL 24 GIUGNO?
Essendo
la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva
essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo
Gabriele a Maria.
ALCUNE SUE FRASI:
«Convertitevi, perché
il regno dei cieli è vicino!» «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non
ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». «Non esigete nulla
di più di quanto vi è stato fissato». «Non maltrattate e non estorcete
niente a nessuno, contentatevi
«Nessuno può prendersi qualcosa
che non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che
ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui.
Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è
presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa
mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io diminuire.
«Razza
di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? Fate
dunque frutti degni di conversione, e non crediate di potere dire tra
voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di
Abramo da queste pietre. Già la scure è posta alla radice degli alberi:
ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel
fuoco.
Venne un uomo mandato da Dio:
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
l'Agnello che si sacrificherà per salvarci dal peccato.
Vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio,
colui che toglie il peccato del mondo!
Questa
è la testimonianza di Giovanni Battista che indica con precisione –
presente in mezzo alla gente – quello che nessuno conosceva. Ecco il
compito del testimone:
Giovanni lo indica, lo individua e lo
presenta. Quella forma con «Ecco» è la traduzione di un imperativo del
verbo greco «o `ra,w» (horáo) che indica il vedere proprio nel senso di
una visione illuminata dall’intelligenza: “guarda”, “osserva con molta
attenzione”
(idoú). È una espressione che ha proprio il tono della presentazione ufficiale.
Immaginate in un grande palcoscenico un presentatore ufficiale che attira l’attenzione e
dice: “Ecco a voi … l’agnello di Dio!”.
Questo è un linguaggio a cui siamo abituati, ma vorrei attirare la vostra attenzione
sulla stranezza della formula: «agnello di Dio» è una espressione originale, nuova. Si
adopera il nome di un animale mettendolo in collegamento con Dio, come se Dio avesse
un agnello.
L’agnello è un animale molto presente nella liturgia d’Israele.
L’agnello è l’animale del sacrificio, è il simbolo stesso della Pasqua, è l’animale
sacrificato nella notte di Pasqua il cui sangue sulle porte degli Israeliti permise la loro
salvezza e la cena pasquale con l’agnello è il memoriale, anno dopo anno,
dell’intervento salvifico di Dio. Mettendo insieme questo riferimento all’agnello
pasquale e all’opera salvifica di Dio viene fuori la strana espressione «l’agnello di Dio»
in persona.
Lui è il liberatore, colui che, in qualità di Dio, vi libera prendendo il posto
dell’agnello. È lui la vittima sacrificale, è lui Dio in persona che interviene a liberarvi
dalla vostra schiavitù, perché non toglie la schiavitù dell’Egitto, ma toglie il peccato del
mondo.
Dove per “peccato” dobbiamo intendere la mancanza, il vuoto,
l’incapacità. «Togliere il peccato del mondo» non significa quindi
cancellare qualche macchia, ma
superare il fallimento dell’umanità e Gesù è colui che permette la realizzazione del
mondo superando l’impotenza, la crisi, il fallimento. Qui il “mondo” è inteso come
l’umanità, l’insieme delle persone. Notate il singolare. Noi, nella formula liturgica,
abbiamo inserito il plurale: “i peccati”; qui invece viene adoperato il singolare
collettivo. Il peccato che qui intende Giovanni non è un tipo di peccato, ma è la
condizione generale del mondo peccatore in quanto fallimentare, è il segno
dell’imperfezione, del limite, della debolezza e della corruzione dell’umanità.
Ecco l’Agnello di Dio che elimina lo stato fallimentare dell’umanità, è una
presentazione interessante, originale, non chiarissima, provocatoria, profetica. La voce
che presenta Gesù non gli dà titoli particolari, non gli dà titoli già utilizzati, non dice:
“Ecco il Messia”
La personalità del Battista si riassume in questi due verbi,
“crescere” e “diminuire”: a Giovanni è stato affidato da Dio il compito
di preparare l'imminente arrivo del Messia
ha convertito i cuori e ha predicato.
Come sapete la Madonna è apparsa qui, la prima volta, il 24 giugno
1981. La Madonna è apparsa con Gesù Bambino in braccio. Quel giorno, 24
giugno, era la festa di S.Giovanni Battista: è una data molto
significativa, perché voi sapete che S. Giovanni Battista è il
precursore, colui che ha preparato la strada a Gesù.
Così la Madonna viene qui a preparare i nostri cuori alla venuta di
Gesù. La Madonna non appare per spaventarci o per costringerci a fare
qualcosa, ma appare con Gesù Bambino in braccio. Questo primo giorno è
molto significativo perché la Madonna, come Madre di Dio, ci porta Gesù e
ci guida a Gesù. In un messaggio, ha detto: “Cari figli, se dovete
scegliere tra la mia Apparizione e la S. Messa, andate alla Messa. Al
centro, qui a Medjugorje, sono la S. Messa e la confessione: è sempre
Gesù. Non sono le Apparizioni al centro, non dobbiamo correre dietro
alle Apparizioni, ma dobbiamo correre dietro a tutto quello che la
Madonna ci dice.
C‘è uno stretto legame fra le due figure: Maria come
Giovanni non porta a se stessa, ma a Gesù. L’unico scopo della sua
lunga presenza in mezzo a noi, è invitarci alla conversione del cuore,
condurci a suo Figlio e quindi alla Salvezza. #Maria è la Regina dei Profeti,
e come Giovanni ha preannunciato la venuta del Signor così Lei oggi
preannuncia il Suo ritorno; Maria come Giovanni è umile, anzi Lei è la
più umile di tutte le creature, per questo Dio l’ha innalzata, l’ha
fatta corredentrice dell’umanità. E’ proprio il suo farsi piccola
piccola, che l’ha resa immensa. Tutti e due aprono la strada all’arrivo
di Gesù. Ma lo sappiamo che la storia si ripete, e come è accaduto
duemila anni fa, anche oggi, moltissimi non credono alle parole della Madre
di Gesù, rimangono sordi e ciechi di cuore; e altrettanti preferiscono
cercare segni esteriori, fenomenali, piuttosto che mettersi in
discussione, rimboccarsi le maniche e iniziare un lavoro su se stessi.
C’è un’altra peculiarità che li lega: solo di loro due la liturgia
ricorda la nascita terrena e la nascita in Cielo.
La Madonna come Giovanni il Battista vuole aiutare le persone a fare
l’esperienza dell’amore di Dio, preparare le anime alla vita eterna, che
non è fantasia, immaginazione, ma una promessa che il Signore ci ha
fatto,
Lui il Risorto, il figlio del Dio vivente. E l'eternità ce la giochiamo
qui sulla Terra, vale per cui la pena scommetterci tutto.
mercoledì 23 giugno 2021
Domani, 24 giugno: “Marcia della Pace”, Solennità di san Giovanni Battista e vigilia per il 40° anniversario delle apparizioni della Madonna a Medjugorje.
Domani, 24 giugno, ricorrerà la solennità di san Giovanni Battista, è anche la vigilia del 40° anniversario delle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Alle 6:00 di mattina, di fronte al Convento di sant’Antonio a Humac, partirà, come ogni anno, la “Marcia della Pace”. L'arrivo sarà dinanzi alla chiesa parrocchiale di san Giacomo a Medjugorje, previsto verso le ore 10 circa. Un invito, quindi, rivolto a tutti i parrocchiani e pellegrini, specialmente i più giovani, ad unirsi alla preghiera per la PACE.
È anche usanza che i parrocchiani offrano un rinfresco ai partecipanti alla Marcia della Pace quando incontrano delle case - da Podmiletina sulla strada principale alla chiesa parrocchiale.
Questa “Marcia della pace”, ha avuto inizio nel 1992. Da allora essa si tiene il 24 giugno di ogni anno, Solennità di san Giovanni Battista e vigilia dell’anniversario delle apparizioni. La “Marcia della pace” è stata ideata da Hubert Liebherr, un pellegrino tedesco, con il supporto dell’Arcivescovo Mons. Frane Franić e di fra Leonard Oreč, ma l’anima di questo evento è stato, dall’inizio e fino alla sua morte, fra Slavko Barbarić. Egli ci ha lasciato la seguente breve descrizione della prima “Marcia della pace”: “Il 24 giugno si è tenuta la “Marcia della pace”, nel corso della quale un folto gruppo di pellegrini, formato da gente di ogni parte del mondo e da molte persone del posto, ha percorso undici chilometri a piedi in segno di gratitudine per questi undici anni e pregando per la pace”. Il 25 giugno 1993, dopo la seconda edizione dell’evento, i partecipanti indirizzarono a tutti i capi di stato del mondo un Appello per la pace, in cui tra l’altro scrissero: “Noi, uniti a venti milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, vi chiediamo di intraprendere ogni possibile iniziativa per fermare questa guerra, ed instaurare nei Balcani una pace fondata sulla giustizia” (Glasnik mira, giugno 2017).
FESTA DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA Le Sante Messe sono alle 8, 11 e 19. La messa serale sarà seguita da un'ora di adorazione comunitaria , che proseguirà in silenzio fino alle 6 del mattino.
9° Giorno: Novena alla Regina della Pace per il suo 40° ANNIVERSARIO- Preghiamo per le intenzioni della Regina della Pace
1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.
2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.
3: Misteri gloriosi
Testi per la meditazione:
Gesù, quindi, rivolti gli occhi verso il cielo, disse: “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l`amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”. (Gv 17, 24-26)
"Cari figli! Oggi vi ringrazio e desidero invitarvi tutti alla pace del Signore. Desidero che ognuno di voi sperimenti nel proprio cuore quella pace che Dio dà. Oggi voglio benedirvi tutti; vi benedico con la benedizione del Signore. E vi supplico, cari figli, di seguire e di vivere la mia strada. Io vi amo, cari figli; e perciò chissà quante volte vi invito. e vi ringrazio per tutto quello che state facendo secondo le mia intenzioni. Vi supplico, aiutatemi, perché vi possa offrire al Signore e perché vi salvi e vi guidi sulla strada della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1987)
La preghiera di Maria ci è rivelata all’aurora della Pienezza dei tempi. Prima dell’Incarnazione del Figlio di Dio e prima dell’effusione dello Spirito Santo, la sua preghiera coopera in una maniera unica al Disegno benevolo del Padre: al momento dell’Annunciazione per il concepimento di Cristo, e in attesa della Pentecoste per la formazione della Chiesa, Corpo di Cristo. Nella fede della sua umile serva il Dono di Dio trova l’accoglienza che fin dall’inizio dei tempi aspettava. Colei che l’Onnipotente ha fatto “piena di grazia”, risponde con l’offerta di tutto il proprio essere: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Fiat è la preghiera cristiana: essere interamente per lui, dal momento che egli è interamente per noi. (2617)
4. Le litanie della Madonna
Preghiera finale:Grazie, o Padre, per il dono della preghiera per mezzo della quale possiamo toccare il tuo cuore; nella quale Tu ti dai a noi e ci insegni a donarci completamente a Te. Ti preghiamo oggi per tutte le intenzioni della Regina della Pace, per tutto ciò che è necessario affinché il mondo intero, attraverso Maria, possa entrare nella tua gloria, nella gloria della Santissima Trinità. Amen.
martedì 22 giugno 2021
Decreto per l'indulgenza plenaria per la Giornata Mondiale dei Nonni che si terrà il 25 Luglio 2021 e MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DELLA
I GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI
(25 luglio 2021)
"Io sono con te tutti i giorni"
Cari nonni, care nonne!
“Io sono con te tutti i giorni” (cfr Mt 28,20) è la promessa che il Signore ha fatto ai discepoli prima di ascendere al cielo e che oggi ripete anche a te, caro nonno e cara nonna. A te. “Io sono con te tutti i giorni” sono anche le parole che da Vescovo di Roma e da anziano come te vorrei rivolgerti in occasione di questa prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: tutta la Chiesa ti è vicina – diciamo meglio, ci è vicina –: si preoccupa di te, ti vuole bene e non vuole lasciarti solo!
So bene che questo messaggio ti raggiunge in un tempo difficile: la pandemia è stata una tempesta inaspettata e furiosa, una dura prova che si è abbattuta sulla vita di ciascuno, ma che a noi anziani ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro. Moltissimi di noi si sono ammalati, e tanti se ne sono andati, o hanno visto spegnersi la vita dei propri sposi o dei propri cari, troppi sono stati costretti alla solitudine per un tempo lunghissimo, isolati.
Il Signore conosce ognuna delle nostre sofferenze di questo tempo. Egli è accanto a quanti vivono l’esperienza dolorosa di essere messi da parte; la nostra solitudine – resa più dura dalla pandemia – non gli è indifferente. Una tradizione narra che anche San Gioacchino, il nonno di Gesù, fu allontanato dalla sua comunità perché non aveva figli; la sua vita – come quella della sua sposa Anna – era considerata inutile. Ma il Signore gli mandò un angelo per consolarlo. Mentre egli, rattristato, rimaneva fuori dalle porte della città, gli apparve un inviato del Signore per dirgli: “Gioacchino, Gioacchino! Il Signore ha esaudito la tua insistente preghiera”. [1] Giotto, in un suo famoso affresco, [2] sembra collocare la scena di notte, una di quelle tante nottate insonni, popolate di ricordi, preoccupazioni e desideri alle quali molti di noi siamo abituati.
Ma anche quando tutto sembra buio, come in questi mesi di pandemia, il Signore continua ad inviare angeli a consolare la nostra solitudine e a ripeterci: “Io sono con te tutti i giorni”. Lo dice a te, lo dice me, a tutti. È questo il senso di questa Giornata che ho voluto si celebrasse per la prima volta proprio in quest’anno, dopo un lungo isolamento e una ripresa della vita sociale ancora lenta: che ogni nonno, ogni anziano, ogni nonna, ogni anziana – specialmente chi tra di noi è più solo – riceva la visita di un angelo!
Alcune volte essi avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile. In questo periodo abbiamo imparato a comprendere quanto siano importanti per ognuno di noi gli abbracci e le visite, e come mi rattrista il fatto che in alcuni luoghi queste non siano ancora possibili!
Il Signore, però, ci invia i suoi messaggeri anche attraverso la Parola di Dio, che Egli mai fa mancare alla nostra vita. Leggiamo ogni giorno una pagina del Vangelo, preghiamo con i Salmi, leggiamo i Profeti! Rimarremo commossi della fedeltà del Signore. La Scrittura ci aiuterà anche a comprendere quello che il Signore chiede alla nostra vita oggi. Egli, infatti, manda gli operai nella sua vigna ad ogni ora del giorno (cfr Mt 20,1-16), in ogni stagione della vita. Io stesso posso testimoniare di aver ricevuto la chiamata a diventare Vescovo di Roma quando avevo raggiunto, per così dire, l’età della pensione e già immaginavo di non poter più fare molto di nuovo. Il Signore sempre è vicino a noi, sempre, con nuovi inviti, con nuove parole, con la sua consolazione, ma sempre è vicino a noi. Voi sapete che il Signore è eterno e non va mai in pensione, mai.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice agli Apostoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (28,19-20). Queste parole sono rivolte anche a noi oggi e ci aiutano a comprendere meglio che la nostra vocazione è quella di custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Ascoltate bene: qual è la vocazione nostra oggi, alla nostra età? Custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Non dimenticate questo.
Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia, se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo.
C’è, dunque, una vocazione rinnovata anche per te in un momento cruciale della storia. Ti chiederai: ma come è possibile? Le mie energie vanno esaurendosi e non credo di poter fare molto. Come posso incominciare a comportarmi in maniera differente quando l’abitudine è divenuta la regola della mia esistenza? Come posso dedicarmi a chi è più povero quando ho già tanti pensieri per la mia famiglia? Come posso allargare il mio sguardo se non mi è nemmeno consentito uscire dalla residenza in cui vivo? La mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Quanti di voi si fanno questa domanda: la mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Gesù stesso si è sentito rivolgere una domanda di questo tipo da Nicodemo, il quale gli chiese: «Come può nascere un uomo quando è vecchio?» (Gv 3,4). Ciò può avvenire, risponde il Signore, aprendo il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo che soffia dove vuole. Lo Spirito Santo, con quella libertà che ha, va dappertutto e fa quello che vuole.
Come ho più volte ripetuto, dalla crisi in cui il mondo versa non usciremo uguali: usciremo migliori o peggiori. E «voglia il Cielo che […] non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare – siamo duri di testa noi! –. Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori […]. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca» (Enc. Fratelli tutti, 35). Nessuno si salva da solo. Debitori gli uni degli altri. Fratelli tutti.
In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata. Tutti «dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite» (ibid., 77). Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera.
Il profeta Gioele pronunciò una volta questa promessa: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). Il futuro del mondo è in questa alleanza tra i giovani e gli anziani. Chi, se non i giovani, può prendere i sogni degli anziani e portarli avanti? Ma per questo è necessario continuare a sognare: nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro. È necessario che anche tu testimoni che è possibile uscire rinnovati da un’esperienza di prova. E sono sicuro che non sarà l’unica, perché nella tua vita ne avrai avute tante e sei riuscito a uscirne. Impara anche da quella esperienza a uscirne adesso.
I sogni sono, per questo, intrecciati con la memoria. Penso a quanto è preziosa quella dolorosa della guerra e a quanto da essa le nuove generazioni possono imparare sul valore della pace. E sei tu a trasmettere questo, che hai vissuto il dolore delle guerre. Ricordare è una vera e propria missione di ogni anziano: la memoria, e portare la memoria agli altri. Edith Bruck, che è sopravvissuta al dramma della Shoah, ha detto che «anche illuminare una sola coscienza vale la fatica e il dolore di tenere vivo il ricordo di quello che è stato – e continua –. Per me la memoria è vivere». [3] Penso anche ai miei nonni e a quanti di voi hanno dovuto emigrare e sanno quanto è faticoso lasciare la propria casa, come fanno ancora oggi in tanti alla ricerca di un futuro. Alcuni di loro, forse, li abbiamo accanto e si prendono cura di noi. Questa memoria può aiutare a costruire un mondo più umano, più accogliente. Ma senza la memoria non si può costruire; senza delle fondamenta tu mai costruirai una casa. Mai. E le fondamenta della vita sono la memoria.
Infine la preghiera. Come ha detto una volta il mio predecessore, Papa Benedetto, santo anziano che continua a pregare e a lavorare per la Chiesa, disse così: «La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti». [4] Questo lo ha detto quasi alla fine del suo pontificato, nel 2012. È bello. La tua preghiera è una risorsa preziosissima: è un polmone di cui la Chiesa e il mondo non possono privarsi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 262). Soprattutto in questo tempo così difficile per l’umanità, mentre stiamo attraversando, tutti sulla stessa barca, il mare tempestoso della pandemia, la tua intercessione per il mondo e per la Chiesa non è vana, ma indica a tutti la serena fiducia di un approdo.
Cara nonna, caro nonno, nel concludere questo mio messaggio, vorrei indicare anche a te l’esempio del Beato – e prossimamente santo – Charles de Foucauld. Egli visse come eremita in Algeria e in quel contesto periferico testimoniò «la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello» (Enc. Fratelli tutti, 287). La sua vicenda mostra come sia possibile, pur nella solitudine del proprio deserto, intercedere per i poveri di tutto il mondo e diventare davvero un fratello e una sorella universale.
Chiedo al Signore che, anche grazie al suo esempio, ciascuno di noi allarghi il suo cuore e lo renda sensibile alle sofferenze degli ultimi e capace di intercedere per loro. Che ciascuno di noi impari a ripetere a tutti, e in particolare ai più giovani, quelle parole di consolazione che oggi abbiamo sentito rivolte a noi: “Io sono con te tutti i giorni”. Avanti e coraggio! Che il Signore vi benedica.
Roma, San Giovanni in Laterano, 31 maggio, festa della Visitazione della B.V. Maria
FRANCESCO
8° Giorno: Novena alla Regina della Pace per il suo 40° ANNIVERSARIO- Preghiamo per la realizzazione di tutti i frutti e i messaggi di Međugorje
1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.
2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.
3: Misteri gloriosi
Testi per la meditazione:
Gesù rispose a Nicodemo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell`unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”. (Gv 3, 16-21)
"Cari figli! Oggi nel grande giorno che mi avete regalato, desidero benedire tutti, dirvi che questi giorni in cui sto con voi sono giorni di grazia.Io desidero insegnarvi ed aiutarvi a camminare sulla strada della santità. Ci sono molti che non vogliono sentire i miei messaggi né accettare con serietà quello che io dico, ma per questo invito voi e prego affinché con la vostra vita e nella vita quotidiana testimoniate la mia presenza. Pregate,Dio vi aiuterà a scoprire la vera ragione della mia venuta. Perciò, figlioli, pregate e leggete la Sacra Scrittura perché, attraverso la mia venuta, possiate scoprire nella Sacra Scrittura il messaggio che è per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1991)
Maria è l’Orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al Disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza. (2679)
4. Le litanie della Madonna
Preghiera finale:Grazie, o Padre, perché ci hai dato tuo Figlio e sua Madre, affinché neppure uno di quelli che credono in loro e che li ascoltano vada perduto. Grazie perché per Te ogni uomo è importante, perché nella tua misericordia non desideri giudicare nessuno. Ti preghiamo oggi per tutto quello che la Madonna a Međugorje ti ha chiesto, per ogni grazia che qui, da questo posto si è riversata sul mondo intero, affinché tutto ciò possa generare frutti di santità e servire al tuo piano di salvezza. Amen.








