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domenica 26 luglio 2020

LA SOLENNITÀ DI SAN GIACOMO E LE CRESIME A MEDJUGORJE


LA SOLENNITÀ DI SAN GIACOMO E LE CRESIME A MEDJUGORJE
Sabato 25 luglio la Chiesa ha celebrato San Giacomo, il vecchio apostolo e martire - protettore dei pellegrini e della parrocchia di Medjugorje. La solenne Santa Messa, è iniziata alle ore 11.00. Si è tenuta nel boschetto chiamato Gaj e si è conclusa con  la distribuzione del sacramento della Santa Cresima per 62 cresimanti di Medjugorje.
Il raduno dei cresimanti e i loro padrini, era alle ore 10.15 e la processione tradizionale dalla chiesa a Gaj con la statua di san Giacomo, portato dai cresimanti di quest'anno, è partita alle ore 10.45.

La Santa Messa è stata celebrata dal Visitatore Apostolico con un ruolo speciale per la parrocchia di Medjugorje, mons. Henryk Hoser, che è stato salutato prima dell'inizio della Santa Messa dal parroco di Medjugorje, P. Marinko Šakota. Dopo di lui, le parole di saluto a mons. Hoser sono state dette anche da un rappresentante dei cresimanti, chiedendo a lui e a tutti i sacerdoti presenti di aiutarli all'inizio della loro vita in modo che possano sempre andare da Dio e prendere le giuste decisioni di vita in base a ciò che li aiuterà a trovare la pienezza della loro vita!
Mons. Hoser, che ha guidato l'intera liturgia in croato, si è rivolto al pubblico stesso, ricordando loro che oggi è un giorno speciale: la festa di San Giacomo, il santo patrono della parrocchia di Medjugorje. Ritornò quindi alla storia di questa regione, così cara a tutti, fino alla fondazione della parrocchia il 1° maggio 1982, la cui dedica a San Giacomo, patrono dei pellegrini, era già il primo segno profetico per questo luogo, che dopo le apparizioni della Madonna divenne anche un luogo di pellegrinaggio.
Ha continuato il suo sermone ricordando la figura stessa di San Giacomo, che, insieme a suo fratello Giovanni e San Pietro fu un testimone privilegiato della vita di Gesù e dei suoi miracoli. San Paolo li ha definito i tre "pilastri della chiesa" ed è per questo che possiamo essere orgogliosi del nostro patrono - e lo siamo - ha detto mons. Hoser.
Ha inoltre ricordato che oggi la parrocchia di Medjugorje è una famiglia congiunta di diverse frazioni: Medjugorje, Bijaković, Vionica, Šurmanci e Miletina; e di come ogni famiglia è ricca dei bambini e che grazie a Dio abbiamo molti bambini di tutte le età che sono ben educati ed istruiti. I più anziani tra loro oggi ricevono il sacramento della Santa Cresima.
Nel seguito del suo sermone, mons. Hoser si rivolse di più ai cresimanti, spiegando loro il significato del momento e il sacramento che ricevono. Tra le altre cose, ha detto che chi vuole diventare un cristiano adulto deve passare attraverso i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana:
1. Il battesimo - che è una specie di "vaccino" contro la pandemia del peccato originale che ha ferito la nostra natura umana e che è iscritta nel nostro codice genetico. E l'effetto del battesimo è di riconnettersi con Dio perché attraverso di battesimo diventiamo di nuovo figli di Dio. 2. L'Eucaristia – che è la protezione e la medicina per il corpo e l'anima. 3. La Cresima - che in particolare ci rimanda alla terza Divina Persona della Santissima Trinità. "Lo Spirito Santo non è facile da riconoscere. È uno spirito, quindi fisicamente invisibile. Personifica l'amore di Dio - l'amore che è all'opera!” - ha detto mons. Hoser ed ha continuato a parlare dei simboli dello Spirito Santo, del significato dei vari nomi per il sacramento della Cresima e dei significati e proprietà dei doni dello Spirito Santo.
Mons. Hoser si è concluso con queste parole: “Cari giovani, tra pochi istanti confesserete la vostra decisione di professare coraggiosamente la vostra fede. Si tratta del tuo impegno permanente, la tua perseveranza e felicità. Diventerai guerriero di Cristo e se lo segui, Lui ti accoglierà vittoriosamente nel suo regno e noi ti accompagneremo in questo viaggio con la preghiera!”
Dopo la confessione della fede, il sacramento della Santa Cresima è stato distribuito, mentre il grande coro sotto la direzione di suor Irena Azinović ha cantato la Sequenza pentecostale.
Alla fine della Santa Messa, P. Marinko ha ringraziato calorosamente mons. Hoser per aver guidato questa santa celebrazione, ma anche per tutto ciò che ha fatto per Medjugorje negli ultimi due anni di servizio come Visitatore Apostolico, e gli ha regalato doni: il quadro della Madonna e i frutti di questa regione. Ha anche ringraziato tutti coloro che hanno contribuito a organizzare questa cerimonia, P. Zvonko e P. Renato che hanno preparato i cresimanti e i cresimanti stessi e i loro genitori. Ha anche rivolto a tutti i parrocchiani le parole che questa festa di San Giacomo fu un'opportunità per tutti noi di ricordare chi siamo e come abbiamo sopportato tempi difficili, quindi con l'aiuto di Dio supereremo anche questo momento difficile.

Il programma liturgico nel boschetto di Gaj si è concluso verso le 12.30. Infine, potremmo aggiungere che tutta questa festa di San Giacomo era particolarmente significativa. Sin dal mattino le nuvole si sono alternate al sole, ad un certo punto un arcobaleno è apparso come un segno di alleanza e pace tra Dio e gli uomini. Ha iniziato a piovere poco prima della Messa, e subito si è fermato. Mentre le nuvole scure si accumulavano e incombevano minacciosamente su Medjugorje, mentre la pioggia e la grandine devastavano i villaggi circostanti, tutto soffiò di nuovo via e aggirò questa grande celebrazione. Sembra che  san Giacomo e la Madonna, insieme, hanno compiuto un altro miracolo e hanno salvato questa grande celebrazione dalla pioggia, mostrando come continuano a vegliare su tutto ciò che accade qui. Hanno solo bisogno ancora di più delle nostre preghiere e della nostra fiducia.
Paula Tomić -Medjugorje info.com  

 

sabato 25 luglio 2020

Messaggio del 25 luglio 2020 - Medjugorje

 Messaggio dato alla veggente Marija il 25 luglio 2020 

 Cari figli! In questo tempo inquieto in cui il diavolo miete le anime per attirarle a sé, vi invito alla preghiera perseverante affinché nella preghiera scopriate il Dio d' amore e di speranza. Figlioli, prendete la croce fra le mani. Essa sia per voi d'incoraggiamento che l'amore vince sempre in modo particolare adesso che la croce e la fede sono rifiutate. Voi siate il riflesso e l'esempio con le vostre vite che la fede e la speranza sono ancora vive ed è possibile un nuovo mondo di pace. Io sono con voi e intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

venerdì 24 luglio 2020

24 Luglio: San Charbel il Padre Pio libanese... figura di santità straordinaria

Un  santo molto venerato a Medjugorje
San Charbel (Giuseppe) Makhluf Sacerdote, eremita
 24 Luglio1828- 24 dicembre 1898
PREGHIERA A SAN CHARBEL

O grande taumaturgo San Charbel, che hai trascorso la vita in solitudine in un eremo umile e nascosto, rinunciando al mondo e ai suoi vani piaceri, e ora regni nella gloria dei Santi, nello splendore della Santissima Trinità, intercedi per noi.
Illuminaci mente e cuore, aumenta la nostra fede e fortifica la nostra volontà.
Accresci il nostro amore verso Dio e verso il prossimo.
Aiutaci a fare il bene e ad evitare il male.
Difendici dai nemici visibili e invisibili e soccorrici per tutta la nostra vita.
Tu che compi prodigi per chi ti invoca e ottieni la guarigione di innumerevoli mali e la soluzione di problemi senza umana speranza, guardaci con pietà e, se è conforme al divino volere e al nostro maggior bene, ottienici da Dio la grazia che imploriamo..., ma soprattut-to aiutaci ad imitare la tua vita santa e virtuo-sa. 
Amen. Pater, Ave, Gloria


VIDEO



 Un invito a conoscere una figura di santità straordinaria che ricorda a tutti l’importanza della vita interiore:

Martirologio Romano: San Charbel (Giuseppe) Makhlūf, sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita, che, alla ricerca di una vita di austera solitudine e di una più alta perfezione, si ritirò dal cenobio di Annaya in Libano in un eremo, dove servì Dio giorno e notte in somma sobrietà di vita con digiuni e preghiere, giungendo il 24 dicembre a riposare nel Signore.
(24 dicembre: Ad Annaya in Libano, anniversario della morte di san Charbel (Giuseppe) Makhluf, la cui memoria si celebra il 24 luglio).

Giuseppe Makhluf, nacque nel villaggio di Biqa ’Kafra il più alto del Libano nell’anno 1828. Rimasto orfano del padre a tre anni, passò sotto la tutela dello zio paterno. A 14 anni già si ritirava in una grotta appena fuori del paese a pregare per ore (oggi è chiamata “la grotta del santo”).
Egli pur sentendo di essere chiamato alla vita monastica, non poté farlo prima dei 23 anni, visto l’opposizione dello zio, quindi nel 1851 entrò come novizio nel monastero di ‘Annaya dell’Ordine Maronita Libanese. Cambiò il nome di battesimo Giuseppe in quello di Sarbel che è il nome di un martire antiocheno dell’epoca di Traiano.
Trascorso il primo anno di noviziato fu trasferito da ‘Annaya al monastero di Maifuq per il secondo anno di studi. Emessi i voti solenni il 1° novembre 1853 fu mandato al Collegio di Kfifan dove insegnava anche Ni’matallah Kassab la cui Causa di beatificazione è in corso.
Nel 1859 fu ordinato sacerdote e rimandato nel monastero da ‘Annaya dove stette per quindici anni; dietro sua richiesta ottenne di farsi eremita nel vicino eremo di ‘Annaya, situato a 1400 m. sul livello del mare, dove si sottopose alle più dure mortificazioni.
Mentre celebrava la s. Messa in rito Siro-maronita, il 16 dicembre 1898, al momento della sollevazione dell’ostia consacrata e del calice con il vino e recitando la bellissima preghiera eucaristica, lo colse un colpo apoplettico; trasportato nella sua stanza vi passò otto giorni di sofferenze ed agonia finché il 24 dicembre lasciò questo mondo.
A partire da alcuni mesi dopo la morte si verificarono fenomeni straordinari sulla sua tomba, questa fu aperta e il corpo fu trovato intatto e morbido, rimesso in un’altra cassa fu collocato in una cappella appositamente preparata, e dato che il suo corpo emetteva del sudore rossastro, le vesti venivano cambiate due volte la settimana. Nel 1927, essendo iniziato il processo di beatificazione, la bara fu di nuovo sotterrata. Nel 1950 a febbraio, monaci e fedeli videro che dal muro del sepolcro stillava un liquido viscido, e supponendo un’infiltrazione d’acqua, davanti a tutta la Comunità monastica fu riaperto il sepolcro; la bara era intatta, il corpo era ancora morbido e conservava la temperatura dei corpi viventi. Il superiore con un amitto asciugò il sudore rossastro dal viso del beato Sarbel e il volto rimase impresso sul panno.
Sempre nel 1950 ad aprile le superiori autorità religiose con una apposita commissione di tre noti medici riaprirono la cassa e stabilirono che il liquido emanato dal corpo era lo stesso di quello analizzato nel 1899 e nel 1927. Fuori la folla implorava con preghiere la guarigione di infermi lì portati da parenti e fedeli ed infatti molte guarigioni istantanee ebbero luogo in quell’occasione. Si sentiva da più parti gridare Miracolo! Miracolo! Fra la folla vi era chi chiedeva la grazia anche non essendo cristiano o non cattolico.
Il papa Paolo VI il 5 dicembre 1965 lo beatificò davanti a tutti i Padri Conciliari durante il Concilio Ecumenico Vaticano II, per canonizzarlo infine il 9 ottobre 1977.

Autore: Antonio Borrelli

giovedì 23 luglio 2020

E' deceduta Sr. Muriel Geisler. Arrivò a Medjugorje dagli Stati Uniti nel 1992...

Una nota umanitaria e una donna che, con la sua organizzazione umanitaria "St. Giuseppe Lavoratore" di Chicago ha costruito due case di cura e un ospizio ed è riuscito ad aiutare molti rifugiati e persone bisognose in quest'area, la suora americana Muriel Geisler è deceduta martedì 21 luglio 2020, intorno alle 23:00 dopo una breve malattia.
I residenti di Medjugorje e dei luoghi circostanti hanno avuto l'opportunità di vedere molte volte il famoso volto di Sr. Muriel Geisler e la sua collaboratrice Mary Walsh come guidano il loro furgone intorno a Medjugorje e nei villaggi circostanti consegnando cibo ai bisognosi.
Sr. Muriel Geisler è originaria di Boston (MA), una suora americana, membro della Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Cenacolo a New York, negli Stati Uniti. Dopo 40 anni di servizio nella sua formazione, ha sentito la chiamata della Madonna a dedicare la sua vita alle missioni. È così che è arrivata a Medjugorje dagli Stati Uniti nel 1992, nel mezzo della guerra. Inizialmente, si è dedicata al lavoro umanitario di procurare cibo e aiutare i rifugiati, il tutto chiedendo donazioni dall'Irlanda e dall'America. Nel 1999, è stata raggiunta da Mary Walsh, che si è ritirata dal suo incarico presso l'ufficio delle imposte del Internal Revenue Service.
Sr. Muriel e Mary, al fine di poter confermare legalmente le loro azioni, istituiscono un'organizzazione umanitaria; registrata a New York con il nome di "St. Joseph The Worker LTD ", che sopravvisse solo grazie alla provvidenza del Signore, che arrivò sotto forma di donazioni da parte di pellegrini di lingua inglese, da Irlanda, UK e USA. Con i fondi che ricevettero, procurarono provviste alimentari di base e le distribuirono ai poveri e ai bisognosi in villaggi isolati vicino a Medjugorje.

Nel 2002, hanno iniziato un vero progetto rivoluzionario per quel tempo: con le donazioni hanno costruito una casa per anziani, malati e poveri a Ljubuški, che è stata completata nel 2004. Nel 2013, hanno completato la costruzione dell'Ospizio "Divina Misericordia" per i morenti anche a Ljubuški. E la terza casa di cura a Ravno è stata completata e aperta nell'aprile 2017.
Hanno anche un programma di consegna di cibo che porta cibo secco una volta al mese agli anziani che vivono in villaggi, montagne e talvolta in condizioni di vita terribili, senza acqua corrente e riscaldamento.
Entrambe le donne, sebbene molto diverse, sono molto spirituali e stimolanti. Insieme hanno fatto un'ottima combinazione e la loro fede in Gesù e sua Madre Maria ha davvero spostato le montagne.
Sr. Muriel era una persona molto solida e spirituale, mentre Mary Walsh è una donna concreta con un background commerciale pronto a negoziare e risolvere problemi pratici. Così insieme, con l'aiuto di Dio, furono in grado di fare così tanto bene nella nostra Erzegovina.
Il loro ultimo progetto, che è ancora in costruzione, è la Casa di sport e riabilitazione per bambini con disabilità, che si sta svolgendo a Potpolje, in collaborazione con l'Associazione "Susret" di Čitluk, i cui lavori dovrebbero essere completati all'inizio di dicembre di quest'anno.

Medjugorje info.com

Sono trascorsi due anni da quando mons. Hoser ha iniziato il suo servizio a Medjugorje


Sono trascorsi due anni da quando  mons. Henryk Hoser, ex inviato speciale della Santa Sede, ha assunto il suo ministero di Visitatore Apostolico con un ruolo speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Con questo atto, Medjugorje fu quindi posto direttamente sotto l'amministrazione della Santa Sede.
Ricordiamoci che quel giorno, il 22 luglio 2018, è stata una domenica, la giornata speciale e benedetta per la parrocchia di Medjugorje, ma anche per tutti i pellegrini di tutto il mondo che avevano a cuore Medjugorje.
Mons. Hoser iniziò con una messa nella chiesa di San Giacomo. L'enorme spazio dell'altare esterno della chiesa di San Giacomo si è adempiuta prima dell'inizio del programma della domenica sera e la preghiera del rosario è stata una preparazione per la solenne Santa Messa.
Con i suoni della canzone d'ingresso del grande coro parrocchiale "Kraljica Mira" sull'altare in processione è arrivato mons. Henryk Hoser, Visitatore apostolico, mons. Luigi Pezzuto, Nunzio apostolico in Bosnia ed Erzegovina, Ispettore della Provincia francescana dell'Erzegovina, P. Miljenko Šteko, Parroco di Medjugorje P. Marinko Šakota e 118 sacerdoti concelebranti. La celebrazione della Messa è iniziata con la lettura della bolla del Papa sul nuovo incarico, che è stata letta in italiano dal nunzio Luigi Pezzuto e in croato dal parroco P. Marinko Šakota.
Le parole di saluto e di benvenuto sono state espresse dal Provinciale, P. Miljenko Šteko, sottolineando che questa Eucaristia a Medjugorje ha un significato storico speciale perché qui per la prima volta era il Nunzio Apostolico, mons. Luigi Pezzuto, che in Bosnia ed Erzegovina rappresenta direttamente il Santo Padre e la Sede Apostolica.
La messa è stata celebrata in latino ed è stata presieduta da mons. Henryk Hoser. In un'omelia rivolta dal visitatore apostolico, ha affermato che il Santo Padre, il pastore universale della Chiesa, prende le parole dei profeti e manda pastori dove la gente esiste e vive, dove i credenti si riuniscono per la luce della salvezza.
Dopo la Messa che ha segnato l'inizio di un nuovo tempo per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini, il parroco P. Marinko Šakota ha inviato parole di benvenuto e gli ha regalato un dono della parrocchia di Medjugorje: la Sacra Scrittura e i fiori.
Nel suo sermone, mons. Hoser ha mostrato quanto capisce i bisogni e il significato di Medjugorje. Qui la cura pastorale richiede un accompagnamento stabile e continuo alla comunità parrocchiale di Medjugorje e ai fedeli che vengono in pellegrinaggio. Qual è il potere di Medjugorje e qual è il modello per tutte le parrocchie di tutto il mondo: è la devozione popolare a Medjugorje che e' composta di questo: al centro c'è la Santa Messa, l'Adorazione del Santissimo Sacramento, l'accesso di massa al Sacramento della Riconciliazione e il tutto accompagnato da altre forme di devozione: il Rosario e La Via Crucis che inizialmente trasformò le pietre taglienti delle colline di Medjugorje in sentieri lisci.
Possa la Madonna e il buon Dio continuare a guidare la sua missione e quella di tutta la parrocchia di Medjugorje come segno per questo tempo.

Medjugorje info.com

mercoledì 22 luglio 2020

Ha chiesto di aprire i confini della Bosnia-Erzegovina senza test per il coronavirus e di aiutare gli albergatori e le agenzie di viaggio.

Se quest'anno non riusciamo a salvare il turismo, e probabilmente non lo faremo, è necessario fare buona propaganda e preparazione per il prossimo anno, ha dichiarato ieri il Ministro federale dell'ambiente e del turismo Edita Đapo a Vlašić  .
Partecipando all'incontro, dedicato alla situazione nel settore del turismo e alle conseguenze della pandemia di coronavirus, il ministro Djapo ha dichiarato che il suo ministero ha chiesto al governo della Federazione della Bosnia-Erzegovina di aiutare direttamente gli albergatori e le agenzie di viaggio.
"Ieri ero a Medjugorje, stranamente vuoto, così come in molti altri posti. Non c'è turismo senza turisti e ne ho diverse volte, e oggi lo farò, ho invitato il Consiglio dei ministri della BiH ad aprire i confini anche senza test per il coronavirus ", ha  detto Djapo.
Il direttore dell'Ente turistico del Cantone della Bosnia centrale (SBK),  Miroslav Matošević, ha  sottolineato che Vlašić, come l'intero cantone, condivide il destino di altre destinazioni turistiche della Bosnia-Erzegovina, poiché la pandemia ha rallentato le attività turistiche.
"Speravamo in una migliore situazione epidemiologica e in un certo numero di ospiti stranieri e ospiti della diaspora. Tuttavia, il numero di ospiti domestici non è al livello che ci aspettavamo ... In questo momento, Vlašić avrebbe dovuto essere pieno di ospiti sia domestici che stranieri, ma stiamo adattando e pianificando nuovi programmi al fine di riparare il più possibile le conseguenze negative. Speriamo che la situazione si calmerà all'inizio della stagione invernale e che entreremo il più presto possibile ", ha  dichiarato Matošević.
Matosevic ha valutato che il turismo, che sta registrando enormi danni a causa della pandemia di coronavirus, non ha ricevuto un adeguato aiuto dalle autorità della Bosnia-Erzegovina.
"L'Ente per il turismo SBK, insieme al settore privato, ha adottato 11 misure per soddisfare le nostre esigenze. Tuttavia, penso che il turismo sia rimasto da qualche parte a margine e non abbia ricevuto il sostegno necessario, data la bruttezza e l'impatto economico del turismo sull'economia complessiva della Bosnia-Erzegovina ",  ha affermato.
Oltre agli albergatori e altri lavoratori turistici, alla riunione di Vlašić hanno partecipato anche il ministro federale del commercio  Zlatan Vujanović e il sindaco di Travnik  Admir Hadžiemrić.
www.medjugorje-news.com/poslovnenovine.ba

22 Luglio: Maria Maddalena, la prima testimone del Risorto- PREGHIERA

22 Luglio- Maria di Magdala ci svela il segreto del suo incontro con il Risorto: non è possibile riconoscerlo, anche se egli è sempre con noi, finché non ci chiama per nome e il cuore scoppia di felicità.
" Solo l'amore corregge senza umiliare "
(San Tommaso)

Preghiera.
Ascolta, pia Maddalena
speranza di salvezza,
sorgente di vita,
fiducia dei peccatori.

Ascolta,
dolce consigliera,
data come esempio del pentimento,
benigna verso i miseri.

Ascolta,
o beata, a Dio gradita:
a Te con una grazia speciale,
sono stati rimessi i peccati.

Ascolta,
tu che bagnasti i piedi di Cristo,
dal quale ricevesti
tanti segni di amore.

Ascolta,
tu che per prima sei stata degna di godere,
all'apparizione del tuo Redentore:
tu ti innalzi nella gloria.

Ascolta,
tu che sei stata liberata
per sette volte dal demonio:
sei nell'alto dei cieli.

Ascolta,
tu che ora ti innalzi
e partecipi alla gloria
di Cristo nell'assemblea celeste.

Fa che noi ci pentiamo
e che dopo la morte,
otteniamo le gioie della vera luce.

A lei sono stati rimessi i molti peccati,
poiché ha molto amato.


 "Donna, perché piangi?", domanda il Risorto. Si dice che le donne, essendo deboli psicologicamente, piangono per un nonnulla. Prima di tutto devo dire che le donne sono, psicologicamente parlando, molto più forti degli uomini. Infatti le donne sono capaci di sopportare dolori e sofferenze più degli uomini. Molti uomini sono dei bambinoni e molte mogli si lamentano dei mariti che si comportano in maniera infantile. Maria Maddalena ha pianto perché l'uomo Gesù che l’aveva liberata dai sette vizi capitali non c'era più. Il cuore di Maria Maddalena era pieno di gratitudine verso Gesù.
Le donne che sono rimaste affezionate a me sono proprio quelle che, attraverso di me, hanno incontrato la misericordia di Gesù. Queste donne mi cercano e mi manifestano la loro gratitudine con sincerità di cuore. La donna che ha veramente incontrato Gesù manifesta un grande amore verso chi, con dolcezza e fermezza, le ha manifestato la misericordia di Dio. La donna spirituale cerca sempre lo spirito e la verità in chi le ha manifestato l'amore di Dio: un amore tenero e fedele, quell'amore di cui molte donne odierne hanno bisogno. La donna rappresenta la tenerezza di Dio e lo è soprattutto quando conduce una vita spirituale.
Purtroppo bisogna dire che molte donne oggi hanno il cuore indurito dal vizio. Esse hanno una bellezza esteriore, ma il loro cuore è perverso e adultero. La donna che è senza la grazia di Dio ha un cuore indurito. La donna invece che è piena dell'amore di Dio manifesta un fuoco d'amore che non è fatuo. Vorrei sbagliarmi nel dire che la donna pecca per amore, ma l'uomo per vizio. Ecco perché per la donna è più facile incontrare Dio che è amore purissimo. Maria Maddalena piange per amore. Le lacrime dell'amore sono delle perle il cui valore è eterno. Dio si compiace di chi piange per amore. Dio non abbandona chi versa lacrime dopo aver peccato. L'amore è più forte del peccato. Amen. Alleluia.
(Padre Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)