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mercoledì 23 ottobre 2019

Domani, 24 ottobre: "Le GIORNATE DEL PANE” a MEDJUGORJE

Domani giovedì  24 ottobre  dalle ore 11:00 alle ore 13:00, presso il luogo in cui sono ubicate le fondamenta dell’antica chiesa parrocchiale di Medjugorje (ossia nelle vicinanze della rotonda), gli alunni della Scuola Primaria di Bijakovići terranno un'iniziativa denominata “Giornate del Pane e di gratitudine per i frutti della terra“. 

 "I giorni del pane", una manifestazione che gli allievi e gli insegnanti della scuola elementare Bijakovici organizzano da molti anni  in ottobre negli asili, nelle scuole ed in vari istituti scolastici.

 Queste giornate iniziano con un momento di preghiera dei bambini e dei loro genitori, poi nella mattinata ci sono giochi, canti, e balli, nei quali i fanciulli sono i principali protagonisti. Nell’occasione della festa si può gustare il pane preparato dagli allievi della scuola e dai loro genitori.



 Tutti siete i benvenuti!

Fonte:https://www.facebook.com/radiomirmedjugorje/photos/a.1207553309261792/3075618619121909/?type=3&theater

martedì 22 ottobre 2019

PREGHIERA A SAN GIOVANNI PAOLO II

PREGHIERA A SAN GIOVANNI PAOLO II

San Giovanni Paolo, dalla finestra del Cielo donaci Ia tua benedizione! Benedici Ia Chiesa, che tu hai amato e hai servito e hai guidato, spingendola coraggiosamente sulle vie del mondo per portare Gesu a tutti e tutti a Gesu. Benedici i giovani, che sono stati Ia tua grande passione. Riportali a sognare, riportali a guardare in alto per trovare Ia luce, che illumina i sentieri della vita di quaggiu. 

Benedici le famiglie, benedici ogni famiglia! Tu hai awertito l'assalto di satana contra questa preziosa e indispensabile scintilla di Cielo, che Dio ha acceso sulla terra. San Giovanni Paolo, con Ia tua preghiera proteggi Ia famiglia e ogni vita che sboccia nella famiglia. 
Prega per il mondo intero, ancora segnato da tensioni, da guerre e da ingiustizie. Tu hai combattuto Ia guerra invocando il dialogo e seminando l'amore: prega per noi, affinche siamo instancabili seminatori di pace. 
0 San Giovanni Paolo, dalla finestra del Cielo, dove ti vediamo accanto a Maria, fa' scendere su tutti noi Ia benedizione di Dio. Amen.  

Angelo card. Comastri 


Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano


PREGHIERA PER IMPLORARE FAVORI ATTRAVERSO
L’INTERCESSIONE DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II, PAPA

O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato
alla Chiesa il Beato Giovanni Paolo II
e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza
della tua paternità, la gloria della Croce
di Cristo e lo splendore dello Spirito
d’amore. Egli, confidando totalmente nella
tua infinita misericordia e nella materna intercessione
di Maria, ci ha dato un’immagine
viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato
la santità come misura alta della vita
cristiana ordinaria quale strada per raggiungere
la comunione eterna con Te. Concedici,
per sua intercessione, secondo la tua volontà,
la grazia che imploriamo, nella speranza
che egli sia presto annoverato nel numero
dei tuoi santi. Amen.

PREGHIERA A GIOVANNI PAOLO II

O nostro amatissimo padre Giovanni Paolo II
aiutaci ad amare la Chiesa con la stessa
gioia e intensità con cui tu l'amasti in vita.
Fortificati dall'esempio di vita cristiana
che ci hai donato guidando la Santa Chiesa
quale successore di Pietro
fa' che possiamo anche noi rinnovare il nostro
"totus tuus" a Maria la quale amorevolmente
ci condurrà al suo diletto Figlio Gesù

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO A DIO

PER IL DONO DI GIOVANNI PAOLO II

Ti ringrazio, Dio Padre,
per il dono di Giovanni Paolo II.
Il suo "Non abbiate paura: spalancate le porte a Cristo"
ha aperto il cuore di tanti uomini e donne,
abbattendo il muro della superbia,
della stoltezza e della menzogna,
che imprigiona la dignità dell'uomo.
e, come un'aurora, il suo ministero ha fatto sorgere
sulle strade dell'umanità
il sole della Verità che rende liberi.
Ti ringrazio, o Maria,
per il tuo figlio Giovanni Paolo II.
La sua fortezza e il suo coraggio, traboccanti d'amore,
sono stati un'eco del tuo "eccomi".
Egli, facendosi "tutto tuo",
si è fatto tutto di Dio:
riflesso luminoso del volto misericordioso del Padre,
trasparenza viva dell'amicizia di Gesù.
Grazie, caro Santo Padre,
per la testimonianza d'innamorato di Dio che ci hai donato:
il tuo esempio ci strappa dalle strettoie delle cose umane
per elevarci alle vette della libertà di Dio.

Papa Wojtyla, parla del "sacerdote"- TESTO

ESSERE SACERDOTE OGGI
Cinquant'anni di sacerdozio non sono pochi. Quante cose sono avvenute in questo mezzo secolo di storia! Si sono affacciati alla ribalta nuovi problemi, nuovi stili di vita, nuove sfide. Viene spontaneo chiedersi: cosa comporta essere sacerdote oggi, in questo scenario in grande movimento, mentre si va verso il terzo Millennio?
Non v'è dubbio che il sacerdote, con tutta la Chiesa, cammina col proprio tempo, e si fa ascoltatore attento e benevolo, ma insieme critico e vigile, di quanto matura nella storia. Il Concilio ha mostrato come sia possibile e doveroso un autentico rinnovamento, nella piena fedeltà alla Parola di Dio ed alla Tradizione. Ma al di là del dovuto rinnovamento pastorale, sono convinto che il sacerdote non deve avere alcun timore di essere «fuori tempo», perché l'«oggi» umano di ogni sacerdote è inserito nell'«oggi» del Cristo Redentore. Il più grande compito per ogni sacerdote e in ogni tempo è ritrovare di giorno in giorno questo suo «oggi» sacerdotale nell'«oggi» di Cristo, in quell'«oggi» del quale parla la Lettera agli Ebrei. Questo «oggi» di Cristo è immerso in tutta la storia — nel passato e nel futuro del mondo, di ogni uomo e di ogni sacerdote. «Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e sempre» (Eb 13, 8). Quindi, se siamo immersi con il nostro umano, sacerdotale «oggi» nell'«oggi» di Gesù Cristo, non esiste il pericolo che si diventi di «ieri», arretrati... Cristo è la misura di tutti i tempi. Nel suo divino-umano, sacerdotale «oggi», si risolve alla radice tutta l'antinomia — una volta così discussa — tra il «tradizionalismo» e il «progressismo».
Le attese profonde dell'uomo
Se si analizzano le attese che l'uomo contemporaneo ha nei confronti del sacerdote, si vedrà che, nel fondo, c'è in lui una sola, grande attesa: egli ha sete di Cristo. Il resto — ciò che serve sul piano economico, sociale, politico — lo può chiedere a tanti altri. Al sacerdote chiede Cristo! E da lui ha diritto di attenderselo innanzitutto mediante l'annuncio della Parola. I presbiteri — insegna il Concilio — «hanno come primo dovere quello di annunziare a tutti il Vangelo di Dio» (Presbyterorum ordinis, 4). Ma l'annuncio mira a far sì che l'uomo incontri Gesù, specie nel mistero eucaristico, cuore pulsante della Chiesa e della vita sacerdotale. E un misterioso, formidabile potere quello che il sacerdote ha nei confronti del Corpo eucaristico di Cristo. In base ad esso egli diventa l'amministratore del bene più grande della Redenzione, perché dona agli uomini il Redentore in persona. Celebrare l'Eucaristia è la funzione più sublime e più sacra di ogni presbitero. E per me, fin dai primi anni del sacerdozio, la celebrazione dell'Eucaristia è stata non soltanto il dovere più sacro, ma soprattutto il bisogno più profondo dell'anima.
Ministro della misericordia
Come amministratore del sacramento della Riconciliazione, il sacerdote adempie il mandato trasmesso da Cristo agli Apostoli dopo la sua risurrezione: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23). Il sacerdote è testimone e strumento della misericordia divina! Come è importante il servizio del confessionale nella sua vita! Proprio nel confessionale la sua paternità spirituale si realizza nel modo più pieno. Proprio nel confessionale ogni sacerdote diventa testimone dei grandi miracoli che la misericordia divina opera nell'anima che accetta la grazia della conversione. E necessario però che ogni sacerdote al servizio dei fratelli nel confessionale sappia fare egli stesso esperienza di questa misericordia di Dio, attraverso la propria regolare confessione e la direzione spirituale.
Amministratore dei misteri divini, il sacerdote è uno speciale testimone dell'Invisibile nel mondo. E infatti amministratore di beni invisibili e incommensurabili, che appartengono all'ordine spirituale e soprannaturale.
Un uomo a contatto con Dio
Quale amministratore di simili beni, il sacerdote, è in permanente, particolare contatto con la santità di Dio. «Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell'universo! I cieli e la terra sono pieni della tua gloria». La maestà di Dio è la maestà della santità. Nel sacerdozio l'uomo è come innalzato alla sfera di questa santità, in qualche modo arriva alle altezze alle quali fu una volta introdotto il profeta Isaia. E proprio di quella visione profetica si fa eco la liturgia eucaristica: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis.
Contemporaneamente il sacerdote vive ogni giorno, in continuazione, la discesa di questa santità di Dio verso l'uomo: Benedictus qui venit in nomine Domini. Con queste parole le folle di Gerusalemme salutavano Cristo che arrivava in città per consumare il sacrificio per la redenzione del mondo. La santità trascendente, in qualche modo «fuori del mondo», diventa in Cristo la santità «dentro il mondo». Diventa la santità del Mistero pasquale.
Chiamato alla santità
A costante contatto con la santità di Dio, il sacerdote deve lui stesso diventare santo. E il medesimo suo ministero ad impegnarlo in una scelta di vita ispirata al radicalismo evangelico. Questo spiega la specifica necessità, in lui, dello spirito dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza. In questo orizzonte si comprende anche la speciale convenienza del celibato. Da qui il particolare bisogno di preghiera nella sua vita: la preghiera sorge dalla santità di Dio e nello stesso tempo è la risposta a questa santità. Ho scritto una volta: «La preghiera crea il sacerdote e il sacerdote si crea attraverso la preghiera». Sì, il sacerdote dev'essere innanzitutto uomo di preghiera, convinto che il tempo dedicato all'incontro intimo con Dio è sempre il meglio impiegato, perché oltre che a lui giova anche al suo lavoro apostolico.
Se il Concilio Vaticano II parla della universale vocazione alla santità, nel caso del sacerdote bisogna parlare di una speciale vocazione alla santità. Cristo ha bisogno di sacerdoti santi! Il mondo di oggi reclama sacerdoti santi! Soltanto un sacerdote santo può diventare, in un mondo sempre più secolarizzato, un testimone trasparente di Cristo e del suo Vangelo. Soltanto così il sacerdote può diventare guida degli uomini e maestro di santità. Gli uomini, soprattutto i giovani, aspettano una tale guida. Il sacerdote può essere guida e maestro nella misura in cui diventa un autentico testimone!
La cura animarum
Nella mia ormai lunga esperienza, tra tante situazioni diverse, mi sono confermato nella convinzione che soltanto dal terreno della santità sacerdotale può crescere una pastorale efficace, una vera «cura animarum». Il segreto più vero degli autentici successi pastorali non sta nei mezzi materiali, ed ancor meno nei «mezzi ricchi». I frutti duraturi degli sforzi pastorali nascono dalla santità del sacerdote. Questo è il fondamento! Naturalmente sono indispensabili la formazione, lo studio, l'aggiornamento; una preparazione insomma adeguata, che renda capaci di cogliere le urgenze e di definire le priorità pastorali. Si potrebbe tuttavia asserire che le priorità dipendono anche dalle circostanze, e ogni sacerdote è chiamato a precisarle e a viverle d'intesa col suo Vescovo e in armonia con gli orientamenti della Chiesa universale. Nella mia vita ho individuato queste priorità nell'apostolato dei laici, in special modo nella pastorale familiare — campo nel quale gli stessi laici mi hanno aiutato tanto —, nella cura per i giovani e nel dialogo intenso con il mondo della scienza e della cultura. Tutto questo si è rispecchiato nella mia attività scientifica e letteraria. E nato così lo studio «Amore e responsabilità» e, tra l'altro, un'opera letteraria: «La bottega dell'orefice» con il sottotitolo: Meditazioni sul sacramento del matrimonio.
Una ineludibile priorità oggi è costituita dall'attenzione preferenziale per i poveri, gli emarginati, gli immigrati. Per essi il sacerdote deve essere veramente un «padre». Indispensabili sono certo anche i mezzi materiali, come quelli che ci offre la tecnologia moderna. Il segreto tuttavia rimane sempre la santità di vita del sacerdote che s'esprime nella preghiera e nella meditazione, nello spirito di sacrificio e nell'ardore missionario. Quando ripercorro con il pensiero gli anni del mio servizio pastorale come sacerdote e come vescovo, mi convinco sempre più di quanto ciò sia vero e fondamentale.
Uomo della Parola
Ho già accennato che, per essere autentica guida della comunità, vero amministratore dei misteri di Dio, il sacerdote è chiamato ad essere anche uomo della parola di Dio, generoso ed infaticabile evangelizzatore. Oggi se ne vede ancor più l'urgenza di fronte ai compiti immensi della «nuova evangelizzazione».
Dopo tanti anni di ministero della Parola, che specie da Papa mi hanno visto pellegrino in tutti gli angoli del mondo, non posso fare a meno di dedicare ancora qualche considerazione a questa dimensione della vita sacerdotale. Una dimensione esigente, giacché gli uomini di oggi si aspettano dal sacerdote, prima che la parola «annunciata», la parola «vissuta». Il presbitero deve «vivere della Parola». Al tempo stesso, però, egli si sforzerà di essere anche preparato intellettualmente per conoscerla a fondo ed annunciarla efficacemente.
Nella nostra epoca caratterizzata da un alto grado di specializzazione in quasi tutti i settori della vita, la formazione intellettuale è quanto mai importante. Essa rende possibile intraprendere un dialogo intenso e creativo con il pensiero contemporaneo. Gli studi umanistici e filosofici e la conoscenza della teologia sono le strade per giungere a tale formazione intellettuale, che dovrà poi essere approfondita per tutta la vita. Lo studio, per essere autenticamente formativo, ha bisogno di essere costantemente affiancato dalla preghiera, dalla meditazione, dall'implorazione dei doni dello Spirito Santo: la sapienza, l'intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. San Tommaso d'Aquino spiega in che modo, con i doni dello Spirito Santo, tutto l'organismo spirituale dell'uomo venga sensibilizzato alla luce di Dio, alla luce della conoscenza e anche all'ispirazione dell'amore. La preghiera per i doni dello Spirito Santo mi ha accompagnato fin dalla giovinezza e le sono tuttora fedele.
Approfondimento scientifico
Ma certamente, come insegna lo stesso San Tommaso, la «scienza infusa», che è frutto di speciale intervento dello Spirito Santo, non esonera dal dovere di procurarsi la «scienza acquisita».
Per quanto mi concerne, come già ho detto, subito dopo l'ordinazione sacerdotale fui inviato a Roma a perfezionare gli studi. Più tardi, per volontà del mio Vescovo, dovetti occuparmi di scienza come professore di etica alla Facoltà Teologica di Cracovia e all'Università Cattolica di Lublino. Frutto di questi studi fu il dottorato su San Giovanni della Croce e poi la tesi per la libera docenza su Max Scheler: specificamente, sul contributo che il suo sistema etico di tipo fenomenologico può dare alla formazione della teologia morale. A questo lavoro di ricerca devo veramente molto. Sulla mia precedente formazione aristotelico-tomista si innestava così il metodo fenomenologico, cosa che mi ha permesso di intraprendere numerose prove creative in questo campo. Penso soprattutto al libro «Persona e atto». In questo modo mi sono inserito nella corrente contemporanea del personalismo filosofico, studio che non è stato privo di frutti pastorali. Spesso constato che molte delle riflessioni maturate in questi studi mi aiutano durante gli incontri con singole persone e durante gli incontri con le folle dei fedeli in occasione dei viaggi apostolici. Questa formazione nell'orizzonte culturale del personalismo mi ha dato una più profonda consapevolezza di quanto ciascuno sia persona unica e irripetibile, e ritengo tale consapevolezza molto importante per ogni sacerdote.
Il dialogo con il pensiero contemporaneo
Grazie ad incontri e discussioni con naturalisti, fisici, biologi ed anche storici ho imparato ad apprezzare l'importanza delle altre branche del sapere riguardanti le discipline scientifiche, alle quali pure è dato di poter giungere alla verità sotto angolature diverse. Bisogna quindi che lo splendore della verità — Veritatis splendor — le accompagni continuamente, permettendo agli uomini di incontrarsi, di scambiarsi le riflessioni e di arricchirsi reciprocamente. Ho portato con me da Cracovia a Roma la tradizione di periodici incontri interdisciplinari, che si svolgono regolarmente nel periodo estivo a Castel Gandolfo. Cerco di essere fedele a questa buona consuetudine.
«Labia sacerdotum scientiam custodiant...» (cfr Ml 2, 7). Mi piace richiamare queste parole del profeta Malachia, riprese dalle Litanie a Cristo Sacerdote e Vittima, perché hanno una sorta di valore programmatico per chi è chiamato ad essere ministro della Parola. Egli deve essere davvero uomo di scienza nel senso più alto e religioso di questo termine. Deve avere e trasmettere quella «scienza di Dio» che non è solo un deposito di verità dottrinali, ma esperienza personale e viva del Mistero, nel senso indicato dal Vangelo di Giovanni nella grande preghiera sacerdotale: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17, 3).

Fonte:http://www.clerus.va/content/clerus/it/notizie/giovanni-paolo-ii--il-sacerdote--uomo-di-dio-che-ascolta-il-temp.html

Preghiere a Maria, Madre e Regina della Pace di S. Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II durante - 16 settembre 1988 :
 
La Regina della pace è colei che desidera servire - che desidera soprattutto essere al servizio della missione di riconciliazione e di pace che Gesù suo Figlio ha portato nel mondo. Lei - la Madre del Re della pace - desidera soprattutto servire ed intercedere in modo tale che «la nostra terra darà il suo frutto», il frutto della pace con Dio e tra tutti i popoli. Maria - Regina della pace - desidera soprattutto servire, perché «servire Dio è regnare»
Maria, quindi, è colei che desidera essere al servizio della missione di riconciliazione e di pace del Figlio. Quest’ultimo brano ci introduce alla funzione di Maria come colei che desidera servire ed intercedere per la pace con Dio e tra tutti i popoli: è Regina della pace a motivo di ciò.
Il Papa, in occasione della Recita dell’Angelus (2 gennaio 1994), invitò i fedeli a rivolgersi a Maria, Madre e Regina della Pace, sottolineando che Lei mai ha smarrito la pace del cuore e invocando il suo aiuto per le famiglie del mondo intero perché indicasse loro la via sicura dell’amore e della pace:
Invochiamo Maria, Madre e Regina della Pace. Ella, durante la sua vita terrena, ha conosciuto non poche difficoltà, legate alla quotidiana fatica dell’esistenza. Ma mai ha smarrito la pace del cuore, frutto anche della santità e della serenità di quel singolare focolare domestico. Voglia Ella indicare alle famiglie del mondo intero la via sicura dell’amore e della pace
Ecco una preghiera con la quale chiediamo a Maria di intercedere per la pace nel mondo, che in queste ore è messa a dura prova...

Preghiera a Maria, Madre e Regina della pace
 
Aiutaci, dolce Vergine Maria, aiutaci a dire: ci sia pace per il nostro povero mondo. Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace, ottieni pace per noi. Tu che accogliesti in te il Verbo della pace, ottieni pace per noi. Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace, ottieni pace per noi. Tu che sei vicina a Colui che riconcilia e dici sempre sì a Colui che perdona, votata alla sua eterna misericordia, ottieni a noi la pace. Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, noi desideriamo la pace. Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, noi aspiriamo alla pace. Ramoscello di ulivo che germoglia nelle foreste bruciate dei cuori umani, noi abbiamo bisogno di pace. Perchè siano finalmente liberati i prigionieri, gli esiliati ritornino in patria, tutte le ferite siano risanate, ottieni per noi la pace. Per l’angoscia degli uomini ti chiediamo la pace. Per i bambini che dormono nelle loro culle ti chiediamo la pace. Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case ti chiediamo la pace. Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, ti chiediamo la pace.
 
 
 
La seguente supplica la può pregare chiunque ha aderito ai richiami di Maria Regina della Pace. In essa può ritrovare il proprio “volto” di figlio/figlia di Maria Regina della Pace e rinnovare gli impegni spirituali come una esigenza di risposta all’Amore ricevuto per mezzo della Madre Maria. Nella Comunità di Sardegna la Supplica si prega in occasione della veglia del primo sabato del mese assieme alla parte centrale della formula di consacrazione a Gesù per mezzo di Maria di San Luigi M. Grignon di Montfort.
 
Supplica alla Regina della pace
scritta da Padre Davorin Dobaj 
 
O Madre di Dio e Madre nostra Maria, Regina della Pace, con te lodiamo e ringraziamo Dio che ti ha donata a noi quale nostra vera Madre che ci mostri la strada della Pace e della nostra salvezza, e quale Regina che ottieni per noi dal Signore i beni della pace e della riconciliazione.

In molti modi tu ci parli, ci proteggi e intercedi per noi e con il tuo materno amore conquisti il cuore dei tuoi figli peccatori per condurli al Figlio Gesù.



Sii benedetta e ringraziata!

Come nel tuo cuore materno, o Maria, c'è spazio per tutti i tuoi figli, anche per coloro che trafiggono il tuo cuore perdendosi nel peccato, così il nostro amore possa abbracciare i fratelli, senza escludere nessuno, e diventare intercessione ed espiazione per loro.

La carità che tu, o Madre ci insegni nella preghiera ad accogliere e vivere,  possa unire i tuoi figli tra loro.

Accompagnaci, o Vergine Santissima, nell'impegno  della nostra conversione e santificazione quotidiana perché, aiutati da te, vinciamo il nemico delle nostre anime e dell'umanità con la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, il digiuno, la carità e la rinnovata decisione per Dio.

Il cuore della nostra pietà e di tutta la nostra vita sia il Sacrificio eucaristico del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore. Lo vogliamo frequentemente e con gratitudine ricevere nella santa Comunione, adorarlo realmente presente nel santissimo Sacramento e riparare, con fede e amore, i peccati con cui egli è offeso.      
                   
Sii tu, Maria, donna "eucaristica", la nostra guida nel rendere santamente culto a Dio ogni giorno della nostra vita, facendo del modo di vivere di Cristo il nostro progetto di vita. 

La Croce del Signore, l’albero della Vita, sia per noi salvezza, santificazione e guarigione; contemplata nel suo mistero e venerata ci porti a partecipare alla passione redentrice di Cristo, perché anche attraverso le nostre croci Dio sia glorificato.

Vogliamo vivere la nostra consacrazione a te, o Vergine Immacolata, unirci ai sentimenti e alle intenzioni del tuo Cuore di Madre della Chiesa e dell'umanità.

Vogliamo, soprattutto con la preghiera del Santo Rosario, intercedere per la pace e affidarti così le nostre vite, le nostre famiglie e l'umanità intera.

O Madre del Verbo fattosi uomo, tu ci hai donato il Cristo, nostra Via, Verità e Vita. Egli ci guida, ci illumina e ci comunica la Vita nello Spirito con la sua Parola, perciò vogliamo tenere la Parola di Dio in un posto visibile nelle nostre case come segno della Sua presenza e richiamo continuo alla lettura e, secondo il tuo esempio, Maria, nel posto più intimo del nostro cuore per serbarla, meditarla e metterla in pratica.

O Maria, Regina della Pace, aiutaci a vivere il cammino della pace, a "essere pace", a intercedere ed espiare per la pace della Chiesa e dell'umanità, a testimoniare e donare la pace agli altri. Possa il nostro cammino di pace essere condiviso con tutti gli uomini di buona volontà.

O Madre della Chiesa che con la tua intercessione sostieni la nostra preghiera, ottieni per noi e con noi il dono dello Spirito Santo per la Chiesa, perché ritrovi la sua unità, un cuor solo  e un’anima sola in Cristo, con te e con il successore dell’apostolo Pietro, per essere strumento della riconciliazione di ogni uomo con Dio e di una nuova civiltà dell’amore.

Impegnandoci a vivere secondo i desideri del tuo Cuore materno, mettendo Dio al primo posto nella nostra vita, saremo le tue “mani tese” verso il mondo non credente perché si apra al dono della fede e dell'amore di Dio.

Come non esserti riconoscenti, Maria, per tutte le grazie di vita nuova con Dio e di Pace che il Signore fa passare a noi attraverso di te, associandoti alla sua passione redentrice.

Grazie, o Madre e Regina della Pace!

La tua benedizione materna, o Maria, Madre nostra dolcissima, scenda su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie, sulla Chiesa e sull'umanità intera.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La veggente Mirijana ha ricevuto le scarpe di Giovanni Paolo II a Medjugorje


  Giovanni Paolo II,  arrivò a dire: “Medjugorje è il centro spirituale del mondo”.
Il 24 novembre 1993, ricevendo i vescovi dell’Oceano Indiano e poi conversando con loro a cena, il Pontefice – a proposito dei messaggi della Madonna a Medjugorje – disse: “Questi messaggi sono la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo”.
Naturalmente papa Wojtyla non volle forzare le tappe. Anche perché la Chiesa non può riconoscere l’autenticità di un fatto soprannaturale mentre è ancora in corso.
Le apparizioni infatti continuano ancora e questo è il principale motivo per cui non c’è assolutamente da attendersi che la Chiesa riconosca oggi ufficialmente Medjugorje.
Oltretutto per la dottrina della Chiesa anche apparizioni riconosciute come Lourdes o Fatima sono proposte ai credenti come aiuto alla fede, ma non sono vincolanti. Non è obbligatorio per un cattolico credervi “.

 TESTIMONIANZA DI MIRJANA - 1° MAGGIO 2013 da PER MARIA - MEDJUGORJE E DIAKONIA, Martedì 14 maggio 201

Domanda: Ci puoi dire qualcosa del tuo incontro con Giovanni Paolo II? MIRJANA – Quello è stato un incontro che io non dimenticherò mai nella mia vita. Sono stata a San Pietro con un sacerdote italiano insieme agli altri pellegrini. E il nostro Papa, santo Papa, passava e dava benedizione a tutti, e così anche a me, e stava andando via. Quel sacerdote lo ha chiamato, dicendogli: “Santo Padre, questa è Mirjana di Medjugorje”. E Lui è tornato di nuovo indietro e mi ha dato di nuovo la benedizione. Così ho detto al sacerdote: “Non c’è niente da fare, Lui pensa che ho bisogno di doppia benedizione”. Dopo, nel pomeriggio, abbiamo ricevuto una lettera con un invito a recarci l’indomani a Castel Gandolfo. La mattina dopo ci siamo incontrati: eravamo soli e in mezzo ad altre cose il nostro papa mi ha detto: “Se io non fossi Papa, già sarei venuto a Medjugorje. So tutto, seguo tutto. Proteggete Medjugorje perché è speranza per tutto il mondo; e chiedi ai pellegrini di pregare per le mie intenzioni”. E, quando il Papa è morto, dopo qualche mese è venuto qua un amico del Papa che ha voluto rimanere in incognito. Ha portato le scarpe del Papa, e mi ha detto: “Il Papa aveva sempre tanto desiderio di venire a Medjugorje. E io scherzando gli dicevo: Se tu non vai, porto le tue scarpe, così, in modo simbolico, camminerai anche tu su quella terra a cui vuoi bene così tanto. Così ho dovuto mantenere la promessa: ho portato le scarpe del Papa”. 

FONTE:http://www.radiomaria.it/data/sites/1/extendedarchive/177/8900/testimonianza_di_mirjana_01052013.pdf

LA BENEDIZIONE MANDATA ALLA VEGGENTE VICKA DAL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO



Se non fossi il Papa, sarei già a Medjugorje a confessare“: con queste parole sincere e spontanee, Papa Giovanni Paolo II (quel Papa Wojtyla cui è succeduto l’attuale pontefice Benedetto XVI), ha riassunto il suo pensiero sugli accadimenti miracolosi del paesino croato. In una serie di occasioni private, il Papa si è, spesso, lasciato andare ad accenni precisi agli eventi che sarebbero accaduti in quell’angolo di Bosnia – Erzegovina: non è un segreto che egli credesse nelle apparizioni della Madonna e che, con la mente, avesse compiuto un milione di viaggi a Medjugorje. Ai sacerdoti che si recavano da lui e annunciavano di essere in procinto di partire per un pellegrinaggio, chiedeva di portare la sua benedizione ai veggenti. Il suo ruolo di pontefice non gli consentiva di adottare un atteggiamento che fosse in contrasto con l’equidistanza della Chiesa dai fatti di Medjugorje, ma il cuore di devoto alla Madonna era naturalmente rivolto a quanto ella stava facendo dal 1981.
I vescovi dell’Oceano Indiano, ricevuti dal Papa il 23 novembre 1993, riferirono che, per lui, i messaggi di Medjugorje erano “la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo”. E a monsignor Krieger, vescovo di Florianopolis, in partenza per un pellegrinaggio nel paesino croato, il 24 febbraio 1990, Papa Wojtyla disse: “Medjugorje è il centro spirituale del mondo”. Molte volte Papa Wojtyla ha manifestato il suo rammarico per il fatto che gli uomini, accecati da un esasperante razionalismo, avevano perso il “senso del soprannaturale”: la preghiera, il digiuno e la confessione, richiesti esplicitamente dalla Madonna di Medjugorje, non erano altro che il recupero di quella dimensione interiore perduta, un nutrimento dell’anima e un proiettarsi verso qualcosa che va oltre il materialismo imperante. A Medjugorje sembrava proprio che l’uomo potesse avere un assaggio dei frutti eterni, a lui un giorno destinati.  Molti possono testimoniare, dunque, che il Pontefice era ben informato su Medjugorje, conosceva i nomi e le storie dei veggenti, seguiva con interesse e curiosità quanto avveniva. Le apparizioni della Madonna cominciarono proprio il giorno successivo all’attentato al Papa. I veggenti riferivano che la Madonna diceva di avere scelto Giovanni Paolo come pontefice, considerandolo l’unico in grado di affrontare, con cuore e fede incrollabile, la drammaticità dei tempi che si profilavano. La Madonna aveva chiesto molte volte ai veggenti di sostenere il suo operato con la preghiera, aveva baciato un quadro con la sua immagine e aveva anche detto che dei nemici erano intenzionati a ucciderlo, ma lei lo aveva protetto. Lo stesso veggente Ivan Dragicevic, nel giorno della morte del papa, raccontò di averlo visto nel corso di un’apparizione accanto alla Madonna, sorridente, giovane e felice.
È innegabile che ci sia un legame profondo tra le apparizioni della Madonna e Papa Wojtyla: la devozione per la Madonna di Medjugorje era discreta, ma profonda e consapevole. Il fatto che egli non potesse manifestare il suo pensiero in pubblico, non implicava che non avesse una precisa opinione e che il suo cuore di fervente mariano non ne fosse scosso e incuriosito. Credeva nelle visioni dei veggenti, seguiva con interesse i messaggi della Madonna, riteneva gli eventi accaduti a Medjugorje un avverarsi del Vangelo. Le numerose conversioni, i fedeli che, in numero crescente, continuavano a recarsi a Medjugorje per incontrare e pregare la Madonna, erano fatti che non potevano essere liquidati con troppo facilità, ma dovevano essere sottoposti ad accurati studi ed esami. Si preoccupava anche delle difficoltà che i sacerdoti affrontavano a Medjugorje: più volte invitò, infatti, i sacerdoti locali a proteggere le apparizioni mariane e la comunità di Medjugorje, assicurando loro le sue preghiere e il suo appoggio, anche se non ufficiale.
Si racconta che Papa Giovanni Paolo II fece venire appositamente da Medjugorje un vaso colmo di terra raccolta sulla Collina delle Apparizioni. Lo custodiva come un dono prezioso e si raccoglieva in preghiera lì vicino. Un giorno chiese a una suora, originaria dei dintorni di Medjugorje, di piantarvi un fiore. Ella vi piantò una Spina Christi, in memoria della corona di spine di Gesù che la pianta, con i suoi fiori rossi e le sue spine, sembrava rievocare. Il Papa non faceva mistero di pregare ogni giorno la Madonna di Medjugorje e utilizzare la preghiera come mezzo per una sorta di pellegrinaggio “virtuale” in quel luogo consacrato da Dio. Sotto il pontificato di Papa Wojtyla, Medjugorje è diventato il centro spirituale del mondo: pur nel suo silenzio e nella sua devozione privata, è stato in assoluto il più grande interprete delle parole della Madonna e colui che più di tutti con la forza della sua fede e la concretezza delle sue azioni ha contribuito a sostenere la missione della Madonna.

Fonte : http://www.viaggimedjugorje.com/papa-giovanni-paolo-ii-medjugorje-e-il-centro-spirituale-del-mondo/

22 OTTOBRE: COMPLEANNO DI PADRE PETAR LJUBICIC (il Sacedote che ci svelerà i segreti di Medjugorje)



 Padre Petar Ljubicic, francescano, classe 1946, ha servito per dieci anni la parrocchia di Medjugorje. È una figura centrale e un testimone privilegiato degli avvenimenti verifcatisi in questa piccola località, dove la Madonna appare ogni giorno sin dal giugno 1981.

 Nel 1967 è entrato nell’Ordine francescano della provincia dell’Erzegovina, e, nel 1972, fu ordinato sacerdote. Ha studiato teologia a Sarajevo e Königstein. È stato vicario parrocchiale a Vitina, Tihaljina e Seonica, e dal 1984 al 1995 a Medjugorje.
Dopo aver lasciato Medjugorje, è stato in servizio nella Missione Cattolica Croata in Svizzera. E’ autore di diversi libri sugli avvenimenti di Medjugorje. Durante il suo soggiorno a Medjugorje e in seguito, ha partecipato a numerosi incontri di preghiera organizzati dai pellegrini di Medjugorje in tutta Europa.
Padre Petar Ljubicic dopo aver svolto un servizio pastorale in Germania, nella parrocchia di Hosenfeld, diocesi di Fulda sembra essere tornato nei pressi di Medjuogorje.

PADRE PETAR LJUBICIC ,il Sacedote che ci svelerà i segreti, ci offre, nella prima parte di questa intervista ,una profonda conoscenza del suo mondo spirituale. MEDJUGORJE era ed è per lui fin dall'inizio una misteriosa Rivelazione dell' AMORE di DIO attraverso gli stupendi messaggi della MADONNA.
Grazie alla sua grande esperienza Sacerdotale con i tanti pellegrini che hanno visitato MEDJUGORJE, egli parla della grande speranza che la MADONNA dà a ciascuno di noi che si apre a lei. DIO ama ognuno di noi e non dobbiamo avere paura del futuro .

DOVE SI TROVAVA AL MOMENTO DELLE PRIME APPARIZIONI A MEDJUGORJE E QUAL' È STATA LA SUA PRIMA REAZIONE A QUESTA NOTIZIA ?
Quando sono iniziate le APPARIZIONI,mi trovavo a TIHALJINA,un luogo a soli 33 km da MEDJUGORJE. Nei primi giorni non ero presente alle APPARIZIONI, perché preparavo gli alunni delle scuole medie per il SACRAMENTO della Cresima. Ma non appena ho saputo che la MADONNA era apparsa ai Veggenti, ho creduto all' autenticità dell'evento . Ero fermamente convinto che i nostri figli dell'ERZEGOVINA non avrebbero scherzato su queste cose .
Dopo una Messa Vespertina all' inizio di luglio, sono andato con un Sacerdote a casa di VICKA,dove abbiamo trovato VICKA e IVANKA. Abbiamo chiesto loro :
"AVETE VISTO LA MADONNA? ", senza nemmeno pensare, hanno detto : " SÌ,L' ABBIAMO VISTA!" Il mio confratello chiese a IVANKA: " LA MADONNA È BELLA QUANTO TE, IVANKA? " Sorrise e mi disse : " MIO CARO PARROCO, SE DOVESTE VEDERE LA MADONNA,PREFERIRESTE PASSARE IMMEDIATAMENTE ALL' ETERNITÀ PER POTERLA GUARDARE SEMPRE . QUESTA È UNA BELLEZZA TALE CHE NON SI PUÒ NEMMENO DESCRIVERE CON PAROLE SEMPLICI!"
Così come credevo nelle APPARIZIONI di allora, oggi continuo ancora a crederci senza alcun dubbio. È interessante ricordare che proprio in quei giorni stavo leggendo un libro sulle apoarizioni della BEATA VERGINE MARIA A LOURDES e FATIMA. Mi chiedevo come mai la MADONNA,che già appare in altri luoghi ,non potesse offrirci la grazia di venire anche da noi. Non so se sia stato casuale - non ci credo , perché non crediamo alle casualità- la realtà è che le APPARIZIONI iniziarono anche a MEDJUGORJE. Da allora ho usato ogni momento libero per andarci ,confessarmi e aiutare il più possibile.

CHE COS'È MEDJUGORJE PER LEI?
Per me MEDJUGORJE è un luogo pieno di grazia e meraviglioso. È la PENTECOSTE nella nostra di oggi, che dura da quasi 37 anni senza interruzioni. È un luogo dove avvengono molte conversioni meravigliose e sconvolgenti,un luogo dove persone stanche, malate, afflitte, ingannate e deluse vengono e vanno via cambiate,rigenerate e allegre , con la voglia di testimoniare questo nella loro vita, piene di SPIRITO SANTO e forti delle parole di MARIA. Le persone giungono spaventate e ritornano a casa come veri testimoni della fede. Un gran numero di pellegrini viene a MEDJUGORJE da ogni parte del mondo . Le persone vengono con le loro sofferenze e i loro bisogni e cercano la guarigione da GESÙ per intercessione della REGINA della PACE. La MADONNA ripete ciò che GESÙ ha detto all' inizio delle sue prediche : " RITORNATE CREDENDO NEL VANGELO!"
La fede e la Conversione sono un tutt'uno ,perché solo se crediamo che DIO può convertirci possiamo camminare sulla via della salvezza a cui EGLI ci chiama dal Battesimo fino alla fine della nostra vita terrena . Questo è il cuore di MEDJUGORJE,una grazia straordinaria,un grande dono di DIO che ci aiuta a crescere nella fede .

LEI INCONTRA MOLTI PELLEGRINI,PARLA CON LORO. COSA PREFERISCE RACCONTARE LORO?
Sono grato a DIO per aver incontrato così tanti pellegrini ed aver acquisito tanta esperienza attraverso la condivisione. Quando parlo con i pellegrini,desidero sottolineare in modo particolare ciò che la MADONNA continua a ripetere : CHE LEI È LA NOSTRA BUONA MADRE E CHE DIO CI AMA INCOMMENSURABILMENTE . EGLI HA UN SUO PIANO PER OGNUNO DI NOI. Il nostro Sacro dovere è imparare a conoscerlo! La MADONNA è venuta da noi, appare da più di 13510(cifra al 25 giugno 2018)e vuole aiutarci chiamandoci a seguire il cammino di conversione e Riconciliazione,Preghiera e Penitenza ,Pace e Amore.
Diamo a DIO il primo posto nella nostra vita! Il cuore di tutti i messaggi è il Vangelo di GESÙ CRISTO. GESÙ è il nostro potente Salvatore e meraviglioso Redentore. Crediamo fermamente in LUI e diamo la nostra vita a LUI nell' Amore! In questo modo trasformeremo ogni aspetto della nostra vita in un aspetto di salvezza per noi stessi e per i nostri fratelli e sorelle. Cerco di far capire ai pellegrini quale sia il piano di DIO per l' uomo : CONOSCERE DIO, AMARLO CON TUTTO IL SUO ESSERE,ESSERE COMPLETAMENTE DEVOTO A LUI E SERVIRLO CON GIOIA PER DIVENTARE PERFETTO E BENEDETTO,PERSINO SANTO. DIO riempie il cuore delle persone con gioia perfetta, vera pace e soddisfazione spirituale. L' uomo sa di essere salvato .

NON È FACILE VIVERE UNA VITA CRISTIANA.
Sappiamo che oggi non è davvero facile vivere da vero uomo e da vero e convinto credente. Siamo influenzati da questo mondo inquieto . La fretta quotidiana,le tensioni e le innumerevoli difficoltà lasciano il segno nelle nostre anime . Ci rubano la gioia e la pace, la soddisfazione e l' amore. Siamo testimoni del mondo di oggi, in cui l' uomo diventa sempre più preoccupato,insoddisfatto,oppresso e triste.... Egli persegue la felicità e la gioia di vivere continuamente,ma non la trova da nessuna parte . Lentamente perde la propria identità. Ci lamentiamo sempre gli uni degli altri....Se solo sapessimo quale tesoro portiamo nei nostri cuori! Se solo comprendessimo il suo valore, daremmo qualsiasi cosa per conoscerlo . Per questo tesoro - per la gioia e la pace, per la salute e la felicità- sacrificheremmo tutto. Lo pagheremmo in franchi, marchi ed euro ,ma non riusciamo a trovarlo. Quando scopriamo la sua traccia,il sentimento si mescola con l' amarezza . Perché? Perché stiamo cercando nel posto sbagliato.
GESÙ chiama a se stesso: " VENITE DA ME VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI ED OPPRESSI ,IO VI RISTORERÒ E VI DARÒ RIPOSO". Queste sono le parole più belle e confortanti che GESÙ abbia mai pronunciato. Si applicano a tutte le persone,a tutti noi . Ci lamentiamo di stress,sconfitta,nevrosi. Siamo tutti stanchi e sovraccaricati: Siamo solo esseri umani, e gli esseri umani sono sempre sotto pressione,sono sempre di fronte a nuove sfide della vita . Il fardello è spesso insopportabile,i compiti irrisolvibili,e l' uomo cerca forza per la vita, cerca aiuto, alleggerimento e sostegno per non essere solo , per non dover sopportare il fardello della vita da solo.
Ma è per questo che CRISTO è qui con la sua chiamata : " VENITE TUTTI A ME.....Qualcuno giustamente ha detto : La sofferenza più grande è quella di essere soli e di soffrire da soli. Questo significa fuggire nella solitudine silenziosa,cercare di superare il peso della vita stessa ; rispondere a tutte le domande e risolvere tutti i problemi da soli; voler garantire la propria vita e l'eternità da soli. Ecco il perché il SIGNORE ci chiama : " VENITE TUTTI DA ME"!
DIO è il nostro migliore amico : dobbiamo affidargli tutte le nostre sofferenze e la nostra impotenza- EGLI ci " rigenererà ",ci darà la forza necessaria . È meraviglioso e ci dà conforto sapere che DIO vuole che veniamo a LUI con tutte le nostre sofferenze e le nostre ferite,con la nostra stanchezza e la nostra impotenza;ci chiama eternamente a trovare in LUI e con LUI "Pace per le nostre anime" . La MADONNA ce lo dice da molti anni a MEDJUGORJE.

PERCHÉ COSÌ TANTI PELLEGRINI VENGONO A MEDJUGORJE? CREDONO DI POTER TROVARE DAVVERO LA FEDE ATTRAVERSO UN SEMPLICE PELLEGRINAGGIO?
MEDJUGORJE è diventato da tempo un grande luogo di pellegrinaggio- una fonte di GRAZIA e un vero miracolo,come alcuni dicono . A MEDJUGORJE si sentono la presenza reale di DIO e l' AMORE premuroso della REGINA DELLA PACE.
Per questo motivo è diventato luogo di GRAZIA dove si prega intimamente,dove si celebrano conversioni sconvolgenti e grandi e meravigliose guarigioni. È diventato un bellissimo punto di attrazione. Ecco perché così tanti pellegrini vengono qui. Molti pellegrini confessano sinceramente che senza le grazie di MEDJUGORJE non potrebbero immaginare la loro attuale vita di preghiera ,il loro completo cambiamento e la loro vera fede. È interessante notare che quasi tutti coloro che vengono qui sono convinti di essere nel posto giusto al momento giusto. Milioni di pellegrini sono già venuti a MEDJUGORJE e ci ritornano .
Hanno sperimentato qualcosa qualcosa che non possono dimenticare così facilmente. DIO si trova a MEDJUGORJE. Si può dire con la coscienza pulita : MEDJUGORJE È UN PEZZO DI CIELO SULLA TERRA !