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lunedì 28 gennaio 2019
domenica 27 gennaio 2019
Maria, senza volerlo né cercarlo è diventata la donna "influencer"
Non basta stare sempre connessi per essere amati. Maria è
l’influencer di Dio. Papa Francesco parla con il linguaggio dei social -
usando concetti come cloud, app e tutorial - ai giovani radunati al
Campo San Juan Pablo II per la Veglia della Giornata Mondiale della
Gioventù Gmg di Panama.
L'incontro con Dio è una «storia d'amore» e non ha nulla a che fare con i cloud, le app, i tutorial, dice Bergoglio. La
vita «che Gesù ci dona è una storia d'amore - sottolinea Francesco -
una storia di vita che desidera mescolarsi con la nostra e mettere
radici nella terra di ognuno. Quella
vita non è una salvezza appesa “nella nuvola” in attesa di venire
scaricata, né una nuova “applicazione" da scoprire o un esercizio
mentale frutto di tecniche di crescita personale».
Neanche un «tutorial con cui apprendere l'ultima novità. La salvezza che il Signore ci dona è un
invito a partecipare a una storia d'amore che si intreccia con le
nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perché possiamo dare
frutto lì dove siamo, come siamo e con chi siamo».
Papa Francesco non ha dubbi: la Madonna, Maria, è la donna che ha avuto il peso più importante nella storia. «La
giovane di Nazaret - afferma - non compariva nelle “reti sociali”
dell'epoca, non era una influencer, però senza volerlo né cercarlo è
diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia».
Ecco, Maria, «la “influencer” di Dio. Con poche parole ha saputo dire
“sì” e confidare nell'amore e nelle promesse di Dio, unica forza capace
di fare nuove tutte le cose».
Poi Francesco esclama: «Il
mondo non è soltanto per i forti!». Il motivo di questa affermazione:
Jorge Mario Bergoglio si complimenta con una coppia che ha testimoniato
la difficile scelta di accettare l'arrivo di una figlia disabile.
Prima dell'arrivo della bambina, «di fronte a tutte le notizie e le
difficoltà che si presentavano, avete preso una decisione e avete detto
come Maria “avvenga per noi”, avete deciso di amarla. Davanti alla vita
di vostra figlia fragile, indifesa e bisognosa la risposta è stata un
“sì”».
Dire «sì al Signore
significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta
la sua fragilità e piccolezza e molte volte persino con tutte le sue
contraddizioni e mancanze di senso».
Vuole dire «abbracciare la nostra patria, le nostre famiglie, i nostri amici così come sono, anche con le loro fragilità e piccolezze. Abbracciare la vita si manifesta anche quando diamo il benvenuto a tutto ciò che non è perfetto, puro o distillato, ma non per questo è meno degno di amore».
Si domanda il Papa: «Forse che qualcuno per il fatto di essere disabile
o fragile non è degno d'amore? Qualcuno per il fatto di essere
straniero, di avere sbagliato, di essere malato o in una prigione non è
degno d’amore?». Così fa Gesù:
«Abbracciò il lebbroso, il cieco e il paralitico, abbracciò il fariseo e
il peccatore. Abbracciò il ladro sulla croce e abbracciò e perdonò
persino quelli che lo stavano mettendo in croce. Perché? Perché solo
quello che si ama può essere salvato».
Papa Francesco evidenzia che «l'amore del Signore è più
grande di tutte le nostre contraddizioni, fragilità e meschinità, però è
precisamente attraverso le nostre contraddizioni, fragilità e
meschinità che Lui vuole scrivere questa storia d’amore».
Il Papa dedica un passaggio anche per difendere i ragazzi di oggi: «Com’è
facile criticare i giovani e passare il tempo mormorando, se li
priviamo di opportunità lavorative, educative e comunitarie a cui
aggrapparsi e sognare il futuro!», denuncia. Francesco parla dei «quattro
“senza” per cui la nostra vita resta senza radici e si secca: senza
lavoro, senza istruzione, senza comunità, senza famiglia». Questi
quattro “senza” uccidono», avverte con durezza.
C’è anche il tema dell’amore nella calda serata panamense. «Non
basta - ammonisce - stare tutto il giorno connessi per sentirsi
riconosciuti e amati. Sentirsi considerato e invitato a qualcosa è più
grande che stare “nella rete”». Perchè «significa
trovare spazi in cui con le vostre mani, con il vostro cuore e con la
vostra testa potete sentirvi parte di una comunità più grande che ha
bisogno di voi e di cui anche voi avete bisogno».
Un altro avvertimento del Papa ai ragazzi del terzo millennio: «Essere
un “influencer” nel secolo XXI significa essere custodi delle radici,
custodi di tutto ciò che impedisce alla nostra vita di diventare
“gassosa” ed evaporare nel nulla. Siate custodi - li esorta - di tutto
ciò che ci permette di sentirci parte gli uni degli altri, di
appartenerci reciprocamente».
La veglia della Gmg è un momento di preghiera ma anche di
festa e spettacolo. E a esibirsi davanti al Pontefice c'è anche il trio
italiano Il Volo.
sabato 26 gennaio 2019
Vicka e Mario festeggiano il loro 17° anniversario-Voglio dire ai giovani: non abbiate paura di impegnarvi nel matrimonio
Vicka, una sposa radiosa
Era sorridente, serena, radiosa, con quel sorriso noto a tutti i pellegrini che da vent'anni le si accostano per ascoltare l'ennesima testimonianza dei suoi incontri con la Vergine. Ma questa volta il sorriso era destinato principalmente al suo sposo, a quell'uomo che la Gospa le ha donato in modo quasi in atteso e che da oggi in poi le sarà compagno nella vita e sostegno nella sua missione al servizio dei messaggi di Maria. E' il 26 gennaio, un sabato, il giorno che la veggente Vicka ha sposato, nella parrocchia di S. Giacomo, Marijo Mijatovic, originario di Sarajevo. Il matrimonio, iniziato alle 14:00, è stato benedetto dal parroco, fra Branko Rados. Tra i concelebranti: fra Jozo Zovko, fra Ivan Landeka e una ventina di sacerdoti da tutto il mondo. Grandissimo il numero di parrocchiani, amici, parenti raccolti intorno ai due sposi, compresi Jakov, Ivanka e Mirjana, presenti con le loro famiglie. Il parroco nella sua omelia ha riflettuto sull'essere il sale della terra e la luce del mondo.
Intervista a Vicka Ivankovic, Gennaio 2002
Sr. Emanuel prima delle nozze era andata a trovarla. Tra le tante domante le ha chiesto:
Domanda: Vicka, come vedi questo cammino del matrimonio che hai scelto?
Vicka: Guarda! Ogni volta che Dio ci chiama, dobbiamo essere pronti nel profondo del cuore a rispondere a questa chiamata. Ho provato a rispondere alla chiamata di Dio trasmettendo i messaggi in questi ultimi 20 anni. L’ho fatto per Dio, per la Madonna. In questi 20 anni l’ho fatto da sola, ed ora non cambierà niente se non che adesso lo farò attraverso una famiglia. Dio mi chiama a cominciare una famiglia, una famiglia santa, una famiglia per Dio. Sai, io ho una grande responsabilità di fronte alle persone. Loro cercano dei modelli, degli esempi da seguire. Allora voglio dire ai giovani: non abbiate paura di impegnarvi nel matrimonio, di scegliere questo cammino del matrimonio! Ma, per essere sicuri del proprio cammino, che sia questo o un altro, la cosa più importante è mettere Dio al primo posto nella vostra vita, mettere la preghiera al primo posto, cominciare la giornata con la preghiera e finirla con la preghiera. Un matrimonio in cui non c’è la preghiera, è un matrimonio vuoto, che sicuramente non durerà. Là dove c’è l’amore c’è tutto. Ma bisogna sottolineare una cosa: l’amore, si. Ma quale amore? Prima l’amore per Dio, e poi l’amore verso la persona con la quale vivrete. E poi, lungo il cammino della vita, non bisogna aspettarsi dal matrimonio che sia tutto rose e fiori, che sia tutto facile…No! Quando arrivano i sacrifici e le piccole penitenze, bisogna sempre offrirle al Signore con tutto il cuore; ogni giorno ringraziate il Signore per tutto ciò che è successo durante la giornata. Per questo dico: cari giovani, care nuove coppie, non abbiate paura! Fate di Dio la persona più importante della vostra famiglia, il Re della vostra famiglia, mettetelo al primo posto, e allora Egli vi benedirà – non soltanto voi, ma anche tutti quelli attorno a voi.D.: Dopo il tuo matrimonio abiterai ancora a Medjugorje?
Vicka: Abiterò a pochi chilometri da qui, ma credo proprio che quasi ogni mattina, ritroverò il mio posto! (ovvero la scalinata della casa azzurra). Non devo cambiare la mia missione, so bene qual è il mio posto! Il mio matrimonio non cambierà questo.D.: Cosa puoi dirci di Marijo (pronuncia: Mario), l’uomo che sposerai il 26 gennaio?
Vicka: È difficile per me parlarne. Ma tra di noi c’è una cosa sicura: la preghiera. È un uomo di preghiera. È un uomo buono, bravo. È un uomo profondo, e questo è molto bello. E poi, stiamo molto bene insieme. C’è veramente amore tra noi; così poi, poco a poco, costruiremo su questo.D.: Vicka, come può una ragazza sapere quale uomo sposare?
Se l’uno o l’altro ha paura di cambiare vita e dice a se stesso: “Oh, ma sono più tranquillo così da solo”, egli in realtà guarda in sé una paura. No! Bisogna prima liberarci da tutto ciò che ci turba dentro, e solo dopo potremo fare la volontà di Dio. Non possiamo chiedere una grazia e dire: “Signore, dammi questa grazia” quando abbiamo un grande blocco lì dentro; questa grazia non ci arriverà mai perché dentro di noi non siamo ancora pronti a riceverla. Il Signore ci ha dato la libertà, ci ha dato anche una buona volontà, e allora dobbiamo liberarci dei nostri blocchi interiori. Poi dipende da noi essere liberi o no. Tutti sono pronti a dire: “Dio qui, Dio là, fai questo, fai quello”…Dio agisce, è sicuro! Ma anch’io devo cooperare con Lui e averne la volontà. Devo dire: “Lo voglio, quindi lo faccio”.
D.: Vicka, hai chiesto alla Madonna il suo parere sul tuo matrimonio?
D.: Vicka, per molte persone consacrate nel celibato, tu rappresentavi un po’ il loro “modello” a Medjugorje. Ora essi ti vedono sposarti, hai qualcosa da dire loro?
Vicka: Vedi, durante questi 20 anni, Dio mi ha chiamata ad essere uno strumento nelle sue mani in questo modo (nel celibato). Se rappresentavo un “modello” per queste persone, oggi non cambia niente! Non vedo la differenza! Se si prende qualcuno come esempio da seguire, bisogna anche lasciarlo rispondere alla chiamata di Dio. Se Dio ora vuole chiamarmi ad una vita di famiglia, di famiglia santa, è che Dio vuole questo esempio, ed io devo rispondere ad esso. Per la nostra vita, non dobbiamo guardare quello che fanno gli altri, ma guardare in noi stessi e trovare in noi stessi ciò a cui Dio ci chiama. Egli mi ha chiamata a vivere 20 anni in questa maniera, adesso mi chiama ad un’altra cosa ed io devo ringraziarlo. Bisogna che io gli risponda anche per quest’altra parte della mia vita. Oggi Dio ha bisogno di esempi di buone famiglie, ed io credo che la Madonna voglia fare di me un esempio di questo tipo di vita, ora. L’esempio, la testimonianza che il Signore si aspetta che diamo, non la troveremo guardando agli altri, ma ascoltando, ciascuno per quanto lo riguarda, la chiamata personale di Dio. Ecco la testimonianza che possiamo dare! Non dobbiamo cercare la nostra soddisfazione personale, né fare ciò di cui abbiamo voglia. No, bisogna veramente fare ciò che Dio vuole che facciamo. Talvolta siamo troppo attaccati a ciò che ci piace e guardiamo troppo poco ciò che invece piace a Dio. In tal modo possiamo vivere tutta una vita, lasciar passare il tempo ed accorgerci soltanto all’ultimo momento che abbiamo fatto un grande sbaglio. Il tempo è passato e non abbiamo concluso niente. Ma è oggi che Dio ti dona occhi nel tuo cuore, occhi nella tua anima per poter vedere e non perdere il tempo che ti è dato. Questo tempo è un tempo di grazia, si! Ma è un tempo in cui bisogna scegliere ed essere ogni giorno più decisi sul cammino che abbiamo scelto.
Fonte:http://www.medjugorje.ws/it/articles/vicka-ivankovic-mario-mijatovic-wedding/
Una mamma attraverso le sofferenze e le preghiere di sua figlia si converte - Testimonianza
«Manuela aveva ricevuto il dono più grande: la fede per intraprendere il cammino della conversione interiore.»
Tempo fa pubblicai una forte testimonianza di un caro fratello che adesso condivide una storia struggente ed edificante di cui è stato testimone oculare.
Manuela: questo era il nome di una mia cara amica. Era poliomielitica e stava in carrozzella da diversi anni.
Ci conoscemmo a Medjugorie nei primi anni delle apparizioni. Lei ricevette la chiamata della Gospa (la Signora in croato, n.d.r. ) due anni prima e non era ancora credente.
Fu accompagnata da volontari di una Comunità del Rinnovamento di Roma. Con lei partì una sua amica, anche lei in carrozzella.
Al terzo giorno di permanenza nel santuario mariano, durante una preghiera di guarigione, la mia amica Manuela sentì un grande sconvolgimento interiore che la portò in breve tempo a ricevere il dono della fede.
La sua amica invece, sentì una forte spinta ad alzarsi e ci provò; dapprima barcollando e poi passo dopo passo migliorò, fino a guarire completamente nel giro di tre giorni. Per sempre. E per sempre rese testimonianza del miracolo ricevuto.
Manuela, la mia amica, invece, non si potette alzare e credo rimase male, ma non disse nulla. D’altra parte lei aveva ricevuto il dono più grande: la fede per intraprendere il cammino della conversione interiore.
Era molto conosciuta nelle Comunità religiose, dove veniva accompagnata da volontari (anche io mi prestai volentieri ad aiutarla)
Manuela era sempre sorridente ed accettava la sua croce senza lamentarsi. Pregava per tutte le persone malate e anche per sua madre (atea, e da cui veniva odiata e trattata male
senza alcun motivo). A casa con lei non ci stava bene: era come stare all’inferno e quindi, quando le era possibile, si faceva accompagnare nei gruppi di preghiera.
Dopo qualche anno che ci conoscevamo, ebbe un’altra malattia grave e in tre mesi lasciò questa terra, per lei fatta di troppe sofferenze .
Un anno dopo la sua morte, andando in un gruppo di preghiera, vidi una cosa meravigliosa: la madre di Manuela aveva cominciato a frequentare il gruppo, dietro insistenza di alcuni assidui frequentatori che la conoscevano. Pregava anche lei e continuava a ripetere a tutti che era stata sua figlia Manuela attraverso le sue sofferenze e le preghiere a riavvicinarla a Dio e alla Madonna.
Fu una testimonianza molto forte (anche per me che ero abituato a vedere tante guarigioni).
La donna malvagia che avevo conosciuto, che trattava male la figlia invalida e sofferente, era diventata un’altra persona. Finalmente era in pace con se stessa e gli altri.
Ora so perché Manuela non ebbe il dono della guarigione fisica: servivano le sue sofferenze, eccome, per salvare un’anima che altrimenti si sarebbe persa: quella di sua madre.
Il Signore è il Dio delle meraviglie e grandi cose farà per noi, sempre. Basta crederci.
T.G.
Fonte: fermenticattolicivivi
venerdì 25 gennaio 2019
Messaggio del 25 gennaio 2019 - MEDJUGORJE
Come ogni giorno 25 del mese la Regina della Pace, tramite la veggente
Marjia, ha dato il messaggio alla parrocchia di San Giacomo, un
messaggio rivolto a tutti, un messaggio universale:
Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione. Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più. La vostra vita diventerà ordinata e responsabile. Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Gospina poruka preko Marije Pavlović Lunetti , za župu i za cijeli svijet 25.01.2019.
Draga djeco!
Danas vas kao majka pozivam na obraćenje. Ovo vrijeme je za vas, dječice, vrijeme tišine i molitve.
Zato, u toplini vašeg srca nek zrno nade i vjere raste i vi ćete, dječice, iz dana u dan osjetiti potrebu da više molite.
Vaš će život postati uredan i odgovoran. Shvatit ćete, dječice, da ste ovdje na zemlji prolazni i osjetit ćete potrebu da budete bliže Bogu i s ljubavlju ćete svjedočiti vaše iskustvo susreta s Bogom koje ćete djeliti s drugima.
Ja sam s vama i molim se za vas, ali ne mogu bez vašeg "Da".
Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu!
Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione. Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più. La vostra vita diventerà ordinata e responsabile. Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Draga djeco!
Danas vas kao majka pozivam na obraćenje. Ovo vrijeme je za vas, dječice, vrijeme tišine i molitve.
Zato, u toplini vašeg srca nek zrno nade i vjere raste i vi ćete, dječice, iz dana u dan osjetiti potrebu da više molite.
Vaš će život postati uredan i odgovoran. Shvatit ćete, dječice, da ste ovdje na zemlji prolazni i osjetit ćete potrebu da budete bliže Bogu i s ljubavlju ćete svjedočiti vaše iskustvo susreta s Bogom koje ćete djeliti s drugima.
Ja sam s vama i molim se za vas, ali ne mogu bez vašeg "Da".
Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu!
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