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lunedì 13 novembre 2017

Si è concluso a Medjugorje il 18° Seminario Internazionale per coppie di sposi

Diciottesimo Seminario Internazionale per coppie di sposi a Medjugorje


 Si è svolto a Medjugorje il Diciottesimo Seminario Internazionale per coppie di sposi  con circa duecento partecipanti, provenienti da sedici Paesi: Ucraina, Austria, Ungheria, Belgio, Francia, USA, El Salvador, Svezia, Honduras, Equador, Polonia, Slovacchia, Italia, Germania, Croazia e Bosnia Erzegovina.
L'incontro ha avuto inizio mercoledì 8 novembre 2017, con la registrazione dei partecipanti. Alle ore 16:00 si è poi tenuta un'introduzione al Seminario, seguita dal programma liturgico di preghiera serale presso la chiesa di san Giacomo. La Santa Messa serale di apertura è stata presieduta da fra Marinko Šakota, parroco di Medjugorje, e concelebrata da altri trentasette sacerdoti.
I Relatori del Seminario :il parroco di Medjugorje fra Marinko Škota ed il sacerdote gesuita P. Mijo Nikić. Il tema dell'Incontro, che si è protratto fino   a sabato 11 novembre, è: “La vostra carità si arricchisca sempre più”

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa.

Per chi volesse parteciparvi l'anno prossimo:
 
Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr >, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic).  Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Međugorju.
 
Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. 

giovedì 2 novembre 2017

“LA SANTA SEDE VUOLE REGOLARE IL FENOMENO MEDJUGORJE"


Il Segretario di Stato vaticano in visita in Croazia. Sulla canonizzazione di Stepinac: «Desiderio del Papa è che la questione non crei tensioni ma aiuti nel cammino comune»
MEDJUGORJE, SEGRETARIO DI STATO DEL VATICANO PAROLIN: “LA SANTA SEDE VUOLE REGOLARE IL FENOMENO” .
PAROLIN PARLA ANCHE DEL CASO DEL VESCOVO STEPINAC MORTO MARTIRE SOTTO IL COMUNISMO DI TITO. Per i serbi era una spia dei fascisti ustascia per i croati un santo.
Articolo dal Quotidiano LA STAMPA di Torino
Il Segretario di Stato vaticano in visita in Croazia. Sulla canonizzazione di Stepinac: «Desiderio del Papa è che la questione non crei tensioni ma aiuti nel cammino comune»
Medjugorje, Parolin: “La Santa Sede vuole regolare il fenomeno”
Il Segretario di Stato vaticano in visita in Croazia. Sulla canonizzazione di Stepinac: «Desiderio del Papa è che la questione non crei tensioni ma aiuti nel cammino comune»
Sulla questione Medjugorje «è volontà della Santa Sede aiutare a regolare il fenomeno in modo che i fedeli che vengono qui possano ascoltare la Parola di Dio, celebrare i sacramenti e vivere un’autentica esperienza di fede». È il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, ad intervenire sul delicato affaire da anni al centro di studi e indagini da parte del Vaticano.
In visita in questi giorni in Croazia il cardinale risponde alle domande dei giornalisti ai quali – riferisce il Sir – ricorda che i risultati della Commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini e incaricata di fare chiarezza sul “fenomeno” delle apparizioni mariane, iniziate nel 1981 e non ancora interrotte, nel paesino dell’Erzegovina che ogni anno attira centinaia di migliaia di fedeli e pellegrini sono tutti «nelle mani del Santo Padre».
Non c’è solo la dimensione «sovrannaturale degli eventi» da analizzare, ha inoltre evidenziato il porporato, è altrettanto importante la questione della «cura pastorale» dei pellegrini. Motivo per cui il Papa ha nominato lo scorso 11 febbraio l’arcivescovo polacco Henryk Hoser come suo «inviato speciale» , non per fare un supplemento d’indagine, bensì – come si leggeva in un comunicato vaticano - per «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio».
Sempre con la stampa croata Parolin è entrato nel merito di un’altra questione, altrettanto spinosa, rimasta finora senza risposta: la canonizzazione del beato Alojzije Stepinac. L’arcivescovo di Zagabria è una figura che, a distanza di decenni, crea una profonda divisione tra i croati cattolici che lo acclamano come pastore santo e i serbi ortodossi che lo accusano di esser stato un collaboratore del regime nazifascista ustascia durante la Seconda Guerra mondiale.
Sull’operato di Stepinac durante quegli anni drammatici è stata istituita un anno fa una commissione congiunta tra Conferenza episcopale croata e Chiesa serba ortodossa che ha concluso i suoi lavori, nella Casa Santa Marta, gli scorsi 12-13 luglio, sotto la guida del presidente del Pontificio Comitato di Scienze storiche, padre Bernard Ardura , che però non è riuscita a raggiungere «un’interpretazione univoca».
Parolin tuttavia afferma: «Credo che il lavoro della Commissione sia stato utile e che questo processo abbia aiutato il dialogo e la comprensione comune». «Le ferite che lasciano i fatti storici non possono essere superate dall’oggi al domani – ha aggiunto -. È importante tenere ferma la direzione verso cui andare e lavorare per la comunione e la pace. Il dialogo interreligioso ed ecumenico è strumento fondamentale per raggiungere quest’obiettivo».
I documenti prodotti dalla Commissione per la «rilettura comune» della vita e dell’opera dell’arcivescovo Stepinac sono, come quelli di Medjugorje, «nelle mani» del Pontefice, ha spiegato il Segretario di Stato. E ha ribadito che «il desiderio» di Papa Bergoglio «è che tale questione non crei tensioni tra i due popoli, ma che aiuti nel cammino comune». In ogni caso, «la questione è interna della Chiesa cattolica e mi sembra importante sottolinearlo».
CHI E' IL VESCOVO STEPINAC
Nasce l'8 maggio 1898 a Brezaric, nella parrocchia di Krasic presso una famiglia di contadini benestanti. Nel 1919 entra in seminario, e dal suo vescovo è mandato a Roma per gli studi teologici. Qui nel 1930 è ordinato sacerdote. Nel 1934 è consacrato suo vescovo coadiutore con diritto di successione. Pochi anni dopo, nel 1937, egli succede a monsignor Bauer come arcivescovo di Zagabria.
Durante la seconda guerra mondiale fu uno strenuo avversario del Nazi fascismo difendendo famiglie di ebrei e di zingari. Dopo il 1945 Stepinac diventerà uno dei più audaci difensori della libertà religiosa contro il regime di Tito. Il 19 ottobre 1946 è rinchiuso in carcere fino al 1951. Anno nel quale è confinato nel villaggio natio di Krasic dalla polizia locale. Il 12 gennaio del 1953 viene creato cardinale da Pio XII. Il 10 febbraio 1960 muore a causa di una malattia, contratta in carcere.
E' beatificato il 3 ottobre 1998 da Giovanni Paolo II.

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/10/31/vaticaninsider/ita/vaticano/medjugorje-parolin-la-santa-sede-vuole-regolare-il-fenomeno-2Pgvg3DtXur26pK3YDk09O/pagina.html

Medjugorje, messaggio del 2 novembre 2017.

 

Cari figli, guardando voi riuniti intorno a me, vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano amore e conforto, ma nessuno glielo offre. 
Vedo anche quelli che fanno il male perché non hanno buoni esempi, quelli che non hanno conosciuto mio Figlio.
 Quel bene che è silenzioso e si diffonde per mezzo delle anime pure è la forza che sostiene questo mondo. 
I peccati sono molti, ma c’è anche amore. 

Mio Figlio vi manda me, la Madre, la stessa per tutti, affinché vi insegni ad amare per comprendere che siete fratelli. 

 Desidera aiutarvi.
 Apostoli del mio amore, è sufficiente un vivo desiderio della fede e dell’amore e mio Figlio l’accoglierà, ma dovete esserne degni, avere buona volontà e cuori aperti.
 Mio Figlio entra nei cuori aperti. 
Io, come Madre, desidero che conosciate mio Figlio, Dio nato da Dio, il meglio possibile; che conosciate la grandezza del suo amore, di cui avete molto bisogno.
 Lui ha accettato i vostri peccati su di sé, ha ottenuto per voi la redenzione e in cambio vi ha chiesto di amarvi gli uni gli altri. 
 Mio Figlio è amore. 
Egli ama tutti gli uomini senza differenza, tutti gli uomini di ogni paese e di ogni popolo.
 Se viveste l’amore di mio Figlio, figli miei, il suo Regno sarebbe già sulla terra. 
 Perciò, apostoli del mio amore, pregate! Pregate che mio Figlio ed il suo amore vi siano più vicini possibile, affinché siate un esempio d’amore ed aiutiate tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio.  
Non dovete mai dimenticare che mio Figlio, uno e trino, vi ama. 
 Amate e pregate per i vostri pastori. 
Vi ringrazio.




Draga djeco, gledajući vas okupljene oko mene, svoje Majke, vidim mnogo čistih duša, mnogo moje djece koja traže ljubav i utjehu, ali im je nitko ne pruža.
Vidim i one koji čine zlo jer nemaju dobrih primjera, nisu upoznali moga Sina.
Ono dobro, koje je šutljivo, a širi se preko čistih duša, je snaga koja održava ovaj svijet.
Mnogo je grijeha , ali ima i ljubavi.
Moj Sin vam šalje mene, Majku, istu za sve vas, da vas naučim ljubiti da shvatite da ste braća.
Želim vam pomoći.
Apostoli moje ljubavi, dovoljna je živa želja vjere i ljubavi i moj Sin će je prihvatiti, ali morate biti dostojni imati dobru volju i otvorena srca.
Moj Sin ulazi u otvorena srca!
Ja, kao Majka, želim da što bolje upoznate moga Sina, Boga rođenog od Boga.
Da upoznate veličinu njegove ljubavi koja vam je toliko potrebna.
On je vaše grijehe na sebe prihvatio, postigao otkupljenje za vas, a zauzvrat tražio da ljubite jedni druge.
Moj Sin je ljubav, On ljubi sve ljude bez razlike, sve ljude svih zemalja, svih naroda.
Kada bi ste, djeco moja, živjeli ljubav moga Sina, Njegovo Kraljevstvo bi bilo već na zemlji.
Zato, apostoli moje ljubavi, molite, molite da bi vam moj Sin i njegova ljubav bili što bliži, da bi ste bili primjer ljubavi i pomogli svima onima koji nisu upoznali moga Sina.
Nikad nemojte zaboraviti da vas moj Sin, jedan i trojstveni, ljubi.
Volite i molite za svoje pastire!
Hvala vam 

PODIJELITE DALJE! 

mercoledì 1 novembre 2017

Che senso ha pregare i Santi e chiedere la loro intercessione presso il Signore?




L’intercessione dei Santi

L'intercessione dei Santi
“Poi venne un altro angelo e si fermò presso l’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi, perché li offrisse, insieme alle preghiere di tutti i santi, sull’altare d’oro, posto davanti al trono” (Ap 8,3)
Maria e i Santi hanno una grande forza di portare alla salvezza molte anime. Tuttavia queste capacità non sono originarie, ma sono date loro da Gesù Cristo. Gli stessi poteri di Gesù sono esercitati da lui in nome del Padre. Solo il Padre è il principio e il fine di ogni potere di salvezza. E’ quindi evidente che anche la preghiera rivolta direttamente al Padre è efficace, anche senza ricorrere a Maria e ai Santi.
A tal proposito è bene ricordare che l’efficacia della preghiera rivolta a Dio a favore degli altri (chiamata intercessione) può essere sperimentata e praticata da tutti, ma essa è particolarmente efficace nei Santi perfetti e glorificati, in accordo a quanto dice san Giacomo: Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza (Gc 5,16).
Uno dei motivi per cui l’intercessione di Maria e dei Santi è così potente, risiede nel fatto che costoro hanno ormai vinto la battaglia contro le potenze del male e raccolgono i frutti spirituali della loro vittoria, aiutando i cristiani che ancora stanno combattendo sulla terra ed intercedendo per essi.
Nel libro dell’Apocalisse di parla spesso del premio riservato da Dio ai “vincitori” (cfr. Ap 2,7.11.17.26-28; 3,5.12.21; 12,11; 14,4-5; 20,1-6) e delle condanne che aspettano agli operatori di iniquità e a Satana stesso.

Quando la Chiesa terrena, in modo pubblico o privato, si appella all’intercessione dei Santi del cielo, rendendo presente a Dio la vittoria che essi hanno conseguito contro il male e la gloria che ora godono in cielo, chiede soccorso ed aiuto per i fedeli ancora in lotta sulla terra contro le potenze del male. L’intercessione dei Santi del cielo non consiste tanto nel fatto che questi si mettano a pregare per noi quando li invochiamo (uscendo dal loro riposo contemplativo), ma nel fatto che la loro vittoria e gloria sono sempre presenti davanti a Dio non solo a loro beneficio, ma anche a vantaggio di quanti si appellano al loro aiuto.
Bisogna inoltre considerare che i Santi del cielo, anche se hanno conseguito il titolo della vittoria definitiva contro le potenze del male e partecipano della gloria di Dio, non hanno ancora conseguito la piena vittoria e la piena gloria. Infatti, non hanno ancora vinto la morte corporale, perché devono ancora risorgere con il loro corpo; inoltre, i loro nemici in terra non sono ancora annientati del tutto e la comunione con tutti i Santi è ancora da realizzarsi in modo perfetto. Per questo la storia della salvezza, che si svolge sulla terra, va avanti anche per rendere completa la giustizia ai Santi del cielo. Essi conseguiranno la vittoria e gloria completa solo alla fine della storia. È logico quindi pensare che essi dal cielo siano con Cristo, loro capo, al timone della storia per pilotarla verso il compimento perfetto della loro vittoria e gloria.
Vi è però un’ulteriore evoluzione del mistero di Dio, che già si manifesta al tempo del ministero pubblico di Gesù in Palestina. Gesù invia in missione i dodici apostoli prima, e altri settantadue discepoli poi, dando ad essi gli stessi suoi poteri di annunziare il Vangelo, di guarire gli infermi e di liberare gli indemoniati (Lc 9,1-6; 10,1-11). Apostoli e discepoli vengono costituiti da Gesù come altrettanti “soccorritori”, dotati di poteri efficaci per poter svolgere questa funzione. È naturale che da quel momento le folle, oltre che a Gesù, si rivolgano ai suoi discepoli per avere soccorso nelle loro necessità.
Appare perciò chiaro e legittimo l’atteggiamento di chi invoca Maria e i Santi per ottenere qualche grazia.
Molti fatti raccontati negli Atti (cfr. At 3,4-5; At 9,36-42) danno un fondamento biblico all’invocazione di Maria e dei Santi, che si svolge sulla stessa linea del ricorso agli Apostoli per ottenere da essi particolari grazie.
La Scrittura fa notare chiaramente due cose che riguardano il ricorso agli Apostoli. La prima è che gli Apostoli sono dotati di poteri efficaci per rispondere alle necessità dei fedeli, che si rivolgo a loro. La seconda è che i poteri che hanno è “nel nome di Gesù”, come manifestò chiaramente Pietro quando disse allo Storpio: Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina! (At 3, 6.16). Nell’invocazione di Maria e dei Santi sono presenti questi stessi elementi. Essi sono dotati da Dio di poteri efficaci per venire in soccorso a quanti li invocano e i loro poteri vengono esercitati esclusivamente “in nome di Gesù”, l’unico re e Sacerdote degli uomini presso il Padre.

Fonte: “Il culto di Maria e dei Santi”, Don Carlo Colonna, Edizioni Shalom

Preghiere per i santi che sono in Paradiso

01 NOVEMBRE

SOLENNITA' DI TUTTI I SANTI


PREGHIERA AI SANTI DEL PARADISO

O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie. 

Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l'oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi! 

Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale.
Amen.


O voi tutti che regnate con Dio nel cielo, dai seggi gloriosi della vostra beatitudine,
volgete uno sguardo pietoso sopra di noi, esuli dalla celeste patria.
Voi raccoglieste l'ampia messe delle buone opere,
che andaste seminando con lagrime in questa terra di esilio.
Dio è adesso il premio delle vostre fatiche e l'oggetto dei vostri gaudii.
O beati del cielo, ottenete a noi di camminare dietro i vostri esempi
e di ricopiare in noi stessi le vostre virtù, affinchè, imitando voi in terra,
diventiamo con voi partecipi della gloria in cielo. Così sia.
Pater, Ave, Gloria 


O Dio, Padre buono e misericordioso, ti ringraziamo perchè in ogni tempo
tu rinnovi e vivifichi la tua Chiesa, suscitando nel suo seno i Santi: attraverso
di essi tu fai risplendere la varietà e la ricchezza dei doni del tuo Spirito di amore.
Noi sappiamo che i Santi, deboli e fragili come noi, hanno capito il vero senso della vita, sono vissuti nell'eroismo della fede, della speranza e della carità,
hanno imitato perfettamente il Figlio tuo, ed ora, vicini a Gesù nella gloria, sono nostri modelli e intercessori.
Ti ringraziamo perchè hai voluto che continuasse tra noi e i Santi la comunione
di vita nell'unità dello stesso Corpo mistico di Cristo.
Ti chiediamo, o Signore, la grazia e la forza di poter seguire il cammino 
che essi ci hanno tracciato, affinché alla fine della nostra esistenza terrena
possiamo giungere con loro al beatificante possesso della luce e della tua gloria.

La Madonna nell'ultimo messaggio ci chiede di seguire l'esempio dei Santi



La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:
"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I santi vi siano modello ed esortazione alla santità, Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Marija: Sono stata a Vienna dove ho trovato il freddo mentre a Medjugorje c’era caldo, non ero coperta abbastanza ed ho preso l’influenza. E’ stata un’esperienza bellissima. Abbiamo pregato come ogni anno. Abbiamo festeggiato il decimo anno di preghiera per la pace nel duomo di Vienna con due cardinali, un vescovo e una ventina di sacerdoti. Come ogni anno il duomo era pieno, pieno. Bellissimo! Ogni volta che si va là, è una gioia immensa.

P. Livio: Così hai avuto là l’apparizione della Madonna.
Marija: Sì. E’ stato molto bello: loro pregano per nove giorni con tutti i gruppi di preghiera, così si vedono i frutti di Medjugorje; e normalmente al nono giorno partecipa qualcuno di noi. Quest’anno toccava a me.
P. Livio: La Madonna ci ha ricordato nel messaggio che la settimana prossima ci sarà la festa di tutti i santi e anche la commemorazione di tutti i defunti, quando la Chiesa prega per tutte le anime del purgatorio. Vorrei che tu raccontassi la testimonianza dell’esperienza che avete avuto voi veggenti del Paradiso, purgatorio e inferno. A Fatima la Madonna ai bambini ha fatto vedere l’inferno, ma a voi anche il purgatorio e il Paradiso.
Marija: E’ vero. Già nei primi giorni delle apparizioni, la Madonna ci ha detto che esiste il Paradiso, il purgatorio e l’inferno. Poi ha portato fisicamente Jakov e Vicka in questi luoghi. Invece noi li abbiamo visti come guardando da una finestra. Il Paradiso è come un grande spazio con tante persone vestite con tuniche romane dai colori pastello e che erano come in un’estasi di gioia, di gratitudine e di preghiera. La Madonna ci ha detto che le persone sono andate in Paradiso perchè hanno accettato la volontà di Dio lungo tutta la loro vita ed ora conoscono sempre di più Dio e la sua volontà. Mostrando il purgatorio, la Madonna ha detto che le persone che sono lì erano indecise: un momento credevano, poi non credevano. Noi abbiamo visto come una nebbia, delle nuvole e abbiamo sentito delle grida, delle voci che chiedevano le nostre preghiere. Adesso queste persone credono profondamente in Dio e la loro sofferenza è più spirituale, perchè vorrebbero andare da Dio ma non possono. La Madonna ha raccomandato di pregare per le anime del purgatorio, offrire sante messe e sacrifici, perchè possano raggiungere presto Dio. Poi abbiamo visto l’inferno, dove c’era un fuoco e delle persone entravano in questo fuoco e si trasformavano diventando come bestie. La Madonna ha detto che Dio ci ha dato la libertà e così alcuni hanno scelto il male, hanno vissuto nel peccato e pertanto sono andati nell’inferno. La Madonna ha detto che noi non possiamo più fare niente per loro, ma che dobbiamo pregare perchè i peccatori si convertano finchè sono in vita, perchè dopo sarà troppo tardi.
P. Livio:  Allora non è vero che l’inferno è vuoto.
Marija: No, non è vero. Infatti Jakov e Vicka hanno visto tante persone che erano all’inferno.
P. Livio: La Madonna, in un messaggio dei primi mesi delle apparizioni, ha detto che il maggior numero di persone che muoiono vanno in purgatorio, un numero pure grande va all’inferno e solo un piccolo numero va direttamente in Paradiso.
Marija: Noi non sappiamo quanti. Sappiamo che Dio è misericordia e amore, ma non può forzare la nostra libertà. Per questo la Madonna sta chiedendo attraverso Mirjana ogni due del mese, come a Fatima, di pregare per tutti coloro che non pregano, non amano e non adorano. Dice: “Pregate per tutti coloro che sono lontani, quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio”.
P. Livio:  Invece Vicka e Jakov sono stati portati proprio col loro corpo in Paradiso, purgatorio e inferno, per circa 20 minuti.
Marija: Sì. Erano nella casa di Jakov e c’era anche la sua mamma. Di questo scherziamo sempre con Jakov perchè, quando la Madonna ha detto che li portava con sè, Jakov ha pensato che moriva e ha detto alla Madonna: “Prendi Vicka, perchè loro sono 8 figli, mentre io sono figlio unico”. Era piccolo, aveva 10 anni e ha pensato alla sofferenza della mamma. Invece la Madonna li ha portati e poi ha detto loro di testimoniare che nell’al di là esiste un’altra vita, perchè tanti non credono.
P. Livio: La Madonna ha detto che non è Dio che manda all’inferno, ma che siamo noi che vogliamo andarci.
Marija: E’ vero. Tante persone sono ostinate nel male e vivono nel peccato. Dovrebbero ascoltare la Madonna che anche in questo messaggio ci dice: “I santi vi siano modello ed esortazione alla santità”. Invece tante persone non seguono questi esempi, ma seguono esempi cattivi e diventano maledizione. La Madonna ci chiama invece ad essere benedizione per gli altri, ci chiama a benedire.
P. Livio:  Qual è il santo che ti piace di più?
Marija: Il mio santo preferito, fin dalla gioventù, è San Domenico Savio. Poi i santi francescani; io sono terziaria francescana perchè nella parrocchia di Medjugorje ci sono i frati. E poi una lunga schiera di santi fino all’ultimo che tocca il cuore e abbiamo festeggiato da pochi giorni: Giovanni Paolo II, il Papa della nostra gioventù... Siete nelle mie preghiere, nel mio cuore, in modo speciale in questi giorni di preghiera verso i santi. Chiedo a tante persone che vivono nelle difficoltà, persone costrette a letto, di unirsi a questa preghiera e di offrire i loro sacrifici a Gesù e alla Madonna. Preghiamo per le sue intenzioni, come Lei stessa chiede. Soprattutto in questi giorni di halloween, preghiamo e invochiamo i santi, mentre il mondo ci sta portando verso spiriti maligni. Che davvero i santi, come dice la Madonna siano i nostri modelli. Che possiamo anche noi essere sempre più santi come Lei desidera. Preghiamo per la nostra conversione, per la conversione del mondo, specie in questo anno centenario delle apparizioni di Fatima. Che possiamo essere davvero, come dice la Madonna, le sue mani allungate nel mondo.
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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.
Marija e P. Livio
 

mercoledì 25 ottobre 2017

Messaggio del 25 ottobre 2017 - MEDJUGORJE



Messaggio dato alla veggente Marija come ogni 25 del mese

 "Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I santi vi siano modello ed esortazione alla santità, Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori.Grazie per aver risposto alla mia chiamata”